venerdì 28 dicembre 2007

Il punto sulla Prima Divisione 2007.

Diamo un ampio sguardo anche alla Prima Divisione russa (la Serie B italiana, tanto per intenderci), che quest'anno è stata più combattuta, nonostante un crollo di gran parte delle inseguitrici nelle partite finali, rispetto alle ultime stagioni (basti pensare al dominio di Khimki e Kuban nel 2006) e che ha presentato qualche sorpresa.

Il torneo è stato vinto dallo Shinnik Yaroslavl, guidato dall'esordiente Sergey Yuran (ex nazionale russo, presente ai Mondiali del '94), vero dominatore del campionato, calato solo nel finale, che torna così subito in Premier Liga dopo la retrocessione avvenuta proprio lo scorso anno. Tanti i protagonisti, a partire dal portiere ex Amkar Stepanov, passando per gli inamovibili difensori Cherkes, Djordjevic e Sharonov, arrivando fino al capitano Kazakov ed al bomber Monarev (autore di 20 gol). Ma l'assoluto protagonista è stato Alexander Pavlenko, arrivato in prestito dallo Spartak Mosca insieme al baby fenomeno Dineev (classe '88, grandi colpi ma ancora estemporanei): l'esterno 22enne ha messo in mostra tutto il suo talento, segnando 7 reti e servendo numerosi assist. Ci si augura che il ragazzo, che vanta il record di più giovane debuttante nella storia della Premier Liga (esordì con la maglia dello Spartak nel 2001, a soli 16 anni), sia definitivamente sbocciato; ne sapremo di più dalla prossima sessione di mercato perchè, se ciò fosse realmente avvenuto, c'è da giurare che il club moscovita non lo cederà ancora in prestito.

L'unica formazione che, fin dall'inizio, riesce a mantenere lo sfrenato ritmo dello Shinnik è il Terek: anche in questo caso si tratta di un ritorno nella massima serie russa, dato che i ceceni contano una storica partecipazione (con desolante ultimo posto annesso) nel 2005. I verdi di Grozny hanno fatto molto parlare di sè, in particolare al termine del girone d'andata, dopo un contestatissimo scontro diretto vinto contro la decaduta Torpedo Mosca, che gridò allo scandalo per l'arbitraggio sfavorevole subito dai bianconeri. Si sono sprecati sui giornali i titoli ed i commenti che volevano la più seguita squadra cecena spinta ed aiutata dall'alto: inutile dire che, nell'anno delle elezioni, hanno fatto molto discutere alcune dichiarazioni rilasciate dal Premier russo Vladimir Putin, che ha affermato di essere un simpatizzante del Terek, il tutto probabilmente per tenersi buona una regione politicamente molto difficile da controllare e gestire come la Cecenia. Ma, è bene sottolinearlo, sul campo il Terek si è tutto sommato guadagnato la promozione, mettendo in rapida successione importanti vittorie contro le inseguitrici e riuscendo ad eliminare lo Spartak Mosca nei Sedicesimi della Coppa di Russia. In porta si è comportato bene l'esperto ucraino Levitskiy, anche se il Terek ha bisogno di trovare un numero uno più giovane per la prossima stagione; nella linea arretrata, sempre presenti il terzino ex nazionale camerunense Tchuisse, il 33enne moldavo Testimitanu ed il giovane bosniaco Memisevic. In mezzo al campo, hanno dato quadratura alla squadra il vecchio Jabrailov ed il turkmeno Krendelev (acquistato negli scorsi giorni dall'Amkar), ma è stato molto importante anche il contributo offerto dal croato Martinovic. Decisivo l'approdo a Grozny di un altro "leone d'Africa", il versatile Bouli, prelevato dalla Dinamo Bryansk di cui era la stella. Il giocatore però in prospettiva più interessante è il rapido esterno Vladimir Kulic, autore di gol pesanti ed in grado di fare la differenza negli spazi stretti, scardinando le chiuse difese avversarie. In avanti, accanto all'idolo locale Adiev (classico numero 10 alla Del Piero), si sono contesi il posto vecchie glorie del calcio russo come Denis Zubko, indimenticato centravanti del Rotor Volgograd di Loskov, ed Andrey Fedkov, colui che con 36 reti (tuttora il record di gol segnati nella Prima Divisione russa) portò il Terek per la prima volta nella sua storia in Premier Liga; in estate il reparto avanzato è stato rinforzato con l'arrivo, seppur in prestito, di Shamil Asildarov dal Kuban, che ha messo a segno reti importanti nella parte finale della stagione.
In sintesi, il Terek è una squadra che deve essere rinforzata in vista della prossima lunga e difficile stagione: le disponibilità economiche, pur non essendo paragonabili ad altre realtà russe, non mancano, ora resta alla società convincere i giocatori a trasferirsi a Grozny, posto sicuramente non facile in cui andare a vivere. Ora come ora ai ceceni servono almeno 7-8 rinforzi: un portiere (ce ne sono tanti validi sul mercato sul palcoscenico russo), altri due difensori centrali adatti alla categoria, un terzino sinistro (consiglio il brasiliano Jefton del Kuban o in alternativa l'estone Kruglov della Lokomotiv), almeno altri due centrocampisti centrali (uno con caratteristiche più difensive, Tlisov sempre del Kuban sarebbe perfetto, l'altro più adatto alla costruzione), un esterno destro titolare ed il centravanti su cui puntare: si parla di Korchagin, mai utilizzato dalla Loko, sarebbe un buon colpo. Inoltre, deve essere migliorato l'andamento complessivo della squadra, pressochè imbattibile in casa (come si può ben immaginare, non solo per meriti sportivi), ma troppo incerto in trasferta.


Detto delle due neopromosse, grandi protagoniste della Prima Divisione russa, subito dietro si sono piazzate ormai le "solite tre" formazioni che da anni lottano per le prime due posizioni, senza mai riuscire ad ottenere la promozione: stiamo parlando dell'ottimo Sibir Novosibirsk visto all'opera quest'anno, del KamAZ e dell'Ural di Yekaterinburg, giunte rispettivamente terza, quarta e quinta. Tutte e tre, pur possedendo una rosa più o meno sugli stessi livelli del Terek (se non addirittura superiore, nel caso dell'Ural e soprattutto del Sibir), hanno peccato di continuità, alternando momenti di grande spolvero ad altri in cui raccoglievano meno di quanto seminato. I siberiani del Sibir, trascinati da uno strepitoso Dmitry Akimov, capocannoniere con l'impressionante score di 34 reti (13 in più del secondo!), sono forse la squadra che ha destato la migliore impressione, mettendo in mostra un buon calcio e tanti giocatori, quasi esclusivamente russi, in grado di fare il salto di categoria. In porta si sono alternati il potente Budakov con l'esperto Chizov (storico numero uno del Saturn), la difesa era composta prevalentemente da elementi over-30 come gli ex nazionali Oleinikov e Borzenkov ed il ceco Vychodil, insieme ad altri più giovani come il terzino di spinta Gordiyuk e lo stopper Samoilov. Il centrocampo è il reparto più interessante: da segnalare due nomi su tutti, i giovani Gorbanets e Makarenko, tra i giocatori più interessanti dell'intero campionato, entrambi cresciuti nel vivaio del Saturn: il primo è un piccolo e rapido esterno, molto abile ad accentrarsi ed a dialogare con i compagni; il secondo è un centrocampista centrale già molto completo per la sua età, nel 4-4-2 del Sibir aveva funzioni prevalentemente di creazione del gioco. Ottima annata anche per l'altro esterno titolare, Skorokhodov, in grado di realizzare ben 8 reti. Inutile dire che l'arma in più dei siberiani è stata la definitiva esplosione di Dmitry Akimov (diventato un prezzo pregiato del mercato invernale), bomber cresciuto nello Zenit insieme ai vari Kerzhakov, Arshavin, Sychev, Astafjev e Makarov. Ad affiancarlo in attacco si sono alternati il potente Yanchuk ed il più mobile Joao Martins, talentuosa seconda punta portoghese, entrambi autori però di appena 4 gol.

Squadra con meno talento, ma dai meccanismi maggiormenti collaudati, i tartari del KamAZ, che per l'ennesima volta buttano al vento una promozione che sarebbe potuta arrivare, perdendo punti nelle gare finali. Leader del gruppo Belozerov, votato miglior difensore del campionato ed ambito da mezza Premier Liga. A centrocampo spiccano il mediano 23enne Komkov, il laterale serbo Petrovic (visto a Kazan nella seconda parte della stagione) e soprattutto il trequartista bosniaco Zajko Zeba, in assoluto uno dei più forti calciatori della Prima Divisione russa, dai cui piedi sono dipese gran parte delle trame offensive del KamAZ. Prolifico l'attacco che ha potuto fare affidamento su ben quattro giocatori abili a trovare la via del gol: il giovane, ex Rostov, Alkhazov (una promessa che sembrava si stesse perdendo, ma che fortunatamente sembra essersi ritrovata), Romanenko (classe '87), Grubjesic ('84) ed Oganian ('82).

Tra le prime della classe, l'Ural è stata indubbiamente quella più discontinua, nonostante fosse abbastanza completa in ogni reparto del campo: la difesa si poggiava sugli esperti Katulskiy e Radkevich, il centrocampo era affidato alla regia del nazionale bielorusso Shkabara ed agli inserimenti del temibile incursore Fidler (accostato più volte a squadre di Premier Liga), ma a fare la voce grossa è stato l'attacco, composto da Mysin (con 21 reti, secondo dietro ad Akimov) e l'attaccante della nazionale russa U-21 Oleg Kozhanov, in prestito dallo Zenit, la coppia più prolifica del torneo.

La maggiore, ed inaspettata, delusione è arrivata da Mosca, sponda Torpedo che, non contenta della prima storica retrocessione della sua gloriosa storia, ha pensato bene di allungare la sua permanenza in Prima Divisione, disputando un campionato, errori arbitrali a parte, disastroso e perdendo gran parte dei suoi migliori giocatori, che gli avrebbero garantito un'immediata risalita. L'ultimo ad abbandonare la barca è stato il portiere e capitano Dmitry Borodin, che ha deciso di non rinnovare il contratto che lo legava al club bianconero. Stessa sorte capitata al secondo portiere Kabanov, ad Evseev (accasatosi a luglio al Saturn), al serbo Jokic (ora al Tom), all'ex CSKA e nazionale Solomatin, al croato Skočibušić, al talentino Mamaev ed al polacco Piechna.
A brillare è stata solamente la stella mai spenta di Maxym Romaschenko, il più grande giocatore bielorusso della storia, nonchè uno dei più formidabili specialisti sui calci piazzati (a tal proposito, qualcuno di voi sicuramente ricorderà una doppietta siglata a Buffon proprio su calcio di punizione in un'Italia-Bielorussia 4-3 a Parma), autore di ben 15 gol. Buona stagione anche per Smolnikov e Sokolov, in assoluto due tra gli Under-20 russi più interessanti, entrambi centrocampisti centrali di grande prospettiva. Positiva anche la stagione del rumeno Florescu, un treno sulla corsia di sinistra. In attacco, male la bandiera Panov (nonostante gli 8 gol siglati) e soprattutto Lutsenko, che l'anno scorso in Premier Liga aveva dato alcune dimostrazioni delle sue enormi potenzialità; a conquistarsi il posto da titolare sono stati così giocatori che non ti aspetti, come l'estone Voskoboinikov (piacevole sorpresa) ed il 21enne Zemchenkov.


Tra le altre formazioni di metà classifica, da sottolineare il buon campionato del sorprendente NoSta, la conferma chiamata Dinamo Bryansk (che con Bouli in rosa lottava per le primissime posizioni), il grande girone di ritorno del Salyut Belgorod (trascinato dal devastante esterno Zhitnikov, in prestito dal Khimki) e l'anonimo campionato dell'Anzhi di Makhachkala, regolarmente presente nella Serie A russa ad inizio millenio. Dodicesimo posto alla fine onorevole per il grande Alania Vladikavkaz (scatenato Dubrovin!), insieme allo Zenit l'unica squadra non moscovita ad aver vinto il campionato russo (nel 1996, con un'allora giovane Gazzaev in panchina), si salva proprio all'ultimo un'altra squadra molto seguita, il Baltika Kaliningrad.

Retrocedono Avangard Kursk, Mordovia, Tekstilshchik, Sodovik e Spartak Ryazan (quest'ultima ritiratosi dal campionato ad inizio girone di ritorno).
Non mi sarei aspettato la caduta di Tekstilshchik e Sodovik, che avevano in rosa diversi giovani giocatori prestati dalle big russe (in particolare Zenit e CSKA).


Ecco la classifica completa:

1. Shinnik Yaroslavl 92
2. Terek Grozny 92
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3. Sibir Novosibirsk 86
4. KamAZ Naberezhnyye Chelny 77
5. Ural Yekaterinburg 77
6. Torpedo Mosca 69
7. NoSta Novotroitsk 64
8. Dinamo Bryansk 59
9. Salyut-Energiya Belgorod 57
10. Anzhi Makhachkala 57
11. Zvezda Irkutsk 56
12. Alania Vladikavkaz 56
13. SKA-Energiya Khabarovsk 56
14. Mashuk-KMV Pyatigorsk 55
15. Baltika Kaliningrad 54
16. Metallurg-Kuzbass Novokuznetsk 53
17. SKA Rostov-na-Donu 53
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18. Avangard Kursk 51
19. Mordovia Saransk 43
20. Tekstilshchik-TeleCom Ivanovo 38
21. Sodovik Sterlitamak 34
22. Spartak-MZK Ryazan 7


Le neopromosse dalla Seconda Divisione sono FC Vityaz, Dinamo Barnaul, SportAkademKlub, Chernomorets e FC Volga.
Come quasi ogni anno rispunta una squadra dal grande passatoo poi decaduta: mi riferisco ovviamente al Chernomorets Novorossiysk, che partecipò alla Coppa Uefa solo 6 anni fa dopo essere arrivata sesta in Premier Liga. Nel 2004, come spesso accade in Russia, non le venne concessa la licenza per il calcio professionistico e quindi dovette ripartire dai dilettanti; quest'anno ha vinto il girone sud della Seconda Divisione, nel quale c'era anche il mitico Rotor Volgograd che ha chiuso solo al quarto posto. Da seguire l'ambizioso SportAkademKlub, ennesima formazione moscovita, allenata da...Konstantin Sarsaniya, ormai ex ds dello Zenit, che ha lasciato proprio per dedicarsi a tempo pieno alla sua "creazione".

giovedì 27 dicembre 2007

RIEPILOGO PREMI 2007.


Miglior giocatore della RPL 2007: Konstantin Zyryanov (Zenit).

"Bombardiere": Roman Pavlyuchenko (Spartak Mosca) & Roman Adamov (FC Mosca), 14 gol.

Miglior portiere: Yuri Zhevnov (FC Mosca).

Miglior esordiente: Anton Shunin (Dinamo Mosca).

Miglior Under-20: Artem Dzyuba (Spartak Mosca).

Miglior acquisto del mercato estivo: Nicolas Lombaerts (Zenit).

Miglior allenatore: Gadji Gadjiev (Saturn).

Miglior arbitro: Yuri Baskakov.

"Pallone d'Oro" sovietico: Andrey Arshavin (Zenit).

Miglior calciatore russo: ?


Manca solo il "miglior calciatore russo" (sembra una sfida a due tra Arshavin e Zyryanov), ma per il resto sono stati assegnati tutti i premi di questo 2007. Konstantin Zyryanov, come più volte annunciato su questo blog, si è portato a casa quello più ambito, venendo votato come "miglior giocatore della Russian Premier Liga 2007". Fa scalpore la scelta del mediocre Zhevnov, nazionale bielorusso spettacolare ma molto debole sui palloni alti, come miglior portiere del campionato, premio che avrebbe dovuto aggiudicarselo Malafeev dello Zenit o al limite Kinsky del Saturn. A proposito di Saturn, Gadji Gadjiev è stato considerato il miglior tecnico: riconoscimento giusto se pensiamo che ha portato il Saturn dalla zona retrocessione sino ad una storica qualificazione ad una Coppa Europea; io però l'avrei dato a Rakhimov che ha fatto vivere un'annata difficilmente ripetibile ad una formazione modesta come quella dell'Amkar.

lunedì 24 dicembre 2007

Arshavin votato "Miglior calciatore sovietico del 2007".


Per il secondo anno consecutivo, il leader dello Zenit San Pietroburgo e capitano della nazionale russa, Andrey Arshavin, ha vinto il prestigioso premio "Zvezda", che elegge il miglior calciatore della Russia e delle repubbliche CIS. I giornalisti dei 15 stati ex sovietici hanno fatto ottenere ben 144 punti all'estroso numero 10, neocampione di Russia con il suo club. Dietro di lui, in seconda e terza posizione, seguono l'attaccante russo del Sevilla Alexander Kerzhakov (110 punti) ed il centrocampista bielorusso dell'Arsenal Alexander Hleb (107). In quarta posizione l'ucraino Anatoly Tymoschuk, capitano dello Zenit, quinto il bomber dello Spartak Mosca Roman Pavlyuchenko. Solo sesto posto, invece, per Konstantin Zyryanov: il centrocampista russo dello Zenit verrà però probabilmente votato come "miglior giocatore della Premier Liga 2007" che lo ha visto trionfare. Fuori dalla top 10 Andriy Shevchenko.


Ecco l'intera classifica:
1. Andrey ARSHAVIN (Zenit, Russia): 144 punti
2. Alexander KERZHAKOV (Sevilla, Russia): 110
3. Alexander HLEB (Arsenal, Bielorussia): 107
4. Anatoly TYMOSCHUK (Zenit, Ucraina): 76
5. Roman PAVLYUCHENKO (Spartak Mosca, Russia): 69
6. Konstantin ZYRYANOV (Zenit, Russia): 53
7. Andrey VORONIN (Liverpool, Ucraina): 37
8. Kakhaber KALADZE (Milan, Georgia): 32
9. Yegor TITOV (Spartak Mosca, Russia): 28
10. Hamlet MIKHITARYAN (Rah Ahan, Armenia): 6
11. Andriy SHEVCHENKO (Chelsea, Ucraina): 4
12. Ivan SAENKO (Norimberga, Russia): 2
13. Shota ARVELADZE (Levante, Georgia): 2
14. Andres OPER (Roda JC, Estonia): 2
15. Vyacheslav MALAFEEV (Zenit, Russia): 1
16. Dmitry SYCHEV (Lokomotiv Mosca, Russia): 1
17. Alexander HLADKIY (Shakhtar Donetsk, Ucraina): 1


Meritavano qualche posizione in più Zyryanov, Malafeev, Sychev ed il giovane Hladkiy; ridicole le candidature di Mikhitiryan ed Oper, ovviamente votati dai propri connazionali. Pesante l'assenza di Yuri Zhirkov, di gran lunga il migliore del CSKA Mosca in questa stagione.

venerdì 21 dicembre 2007

Sorteggio Sedicesimi Coppa UEFA

Aberdeen-Bayern Monaco
AEK Atene-Getafe
Bolton-Atlético Madrid
Zenit San Pietroburgo-Villarreal
Galatasaray-Bayer Leverkusen
Anderlecht-Bordeaux
Brann Bergen-Everton
Zurigo-Amburgo
Rangers Glasgow-Panathinaikos
PSV Eindhoven-Helsingborgs
Slavia Praga-Tottenham Hotspur
Rosenborg-Fiorentina
Sporting Lisbona-Basilea
Werder Brema-Braga
Benfica-Norimberga
Olympique Marsiglia-Spartak Mosca


Due avversari sicuramente ostici per Spartak Mosca e soprattutto Zenit, ma anche la possibilità di incontrarsi agli Ottavi di Finale in caso di passaggio del turno: un'ipotesi sicuramente affascinante, che motiverà ulteriormente le due rivali.
Il Villareal era tra le peggiori formazioni che potessero capitare allo Zenit (anche se il livello delle prime classificate quest'anno era davvero molto alto, mediamente superiore a quello delle terze di Champions League), avrei volentieri fatto a meno di incontrare una formazione spagnola o inglese, al top della condizione nei mesi di febbraio e marzo. Zenit che parte probabilmente sfavorito, ma secondo me può benissimo giocarsela: il "sottomarino giallo" è una squadra quadrata, con tre buoni reparti, nessuno eccezionale, e che ha dei punti deboli che Advocaat dovrà cercare di individuare. Particolare attenzione all'italiano Giuseppe Rossi: è lui il giocatore che può fare la differenza, decidendo la gara con una giocata individuale.
Sulla carta meno complicato l'impegno che affronterà lo Spartak: contro l'OM i moscoviti possono benissimo prevalere, certo non potranno permettersi di commettere gli errori commessi mercoledì contro un'altra formazione francese, il Tolosa (con tutte le giustificazioni del caso, ovviamente assenze in primis).

Il problema principale è che "tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare"...o meglio il calendario nel caso delle formazioni russe. Zenit e Spartak affronteranno l'andata dei sedicisemi senza aver mai disputato nessuna gara ufficiale nel 2008: la paura è che, anche questa volta, il gap di forma inciderà pesantemente. Mi auguro che entrambe arrivino con una condizione fisica quanto meno accettabile, almeno per non fare brutte figure e per provare a giocarsela: se così fosse, sarei più che fiducioso, avrebbero entrambe buone chance...e poi un ottavo di finale tra la principale squadra di Mosca e quella di San Pietroburgo non avrebbe prezzo, un evento più unico che raro, buona fortuna ad entrambe!

giovedì 20 dicembre 2007

Coppa UEFA: Tolosa - Spartak Mosca 2-1.


Reti: 41' e 53' Santos (Tol); 61' Dzyuba rig. (Spa).

Lo Spartak Mosca, già qualificato ai sedicesimi dal turno precedente, conclude con una sconfitta la fase a gironi della Coppa UEFA 2007/08, facendosi superare in classifica dal Bayer Leverkusen vincente addirittura per 5-0 a Zurigo (a proposito, Bulykin ha segnato una doppietta...) e passando così come seconda: i russi incontreranno quindi una tra Olympique Marsiglia, Rosenborg, Werder Brema, Benfica, Rangers, Sporting Lisbona, PSV Eindhoven e Slavia Praga.
E' un peccato che sia arrivata una sconfitta, tra l'altro piuttosto "particolare", una vittoria sarebbe stata importantissima in ottica coefficienti UEFA: alla Russia ne bastano appena due per superare la Romania ed ottenere di conseguenza il terzo posto in Champions League. Lo Spartak ne ha comunque parecchi di "giustificazioni": come detto, era già qualificato, cotto dopo una logorante stagione e soprattutto privo degli indisponibili (spero di non dimenticarne qualcuno, la lista è lunghina) Pletikosa, Kowalewski, Jiranek, Kovac, Dedura, Ivanov, Sabitov, Rebko, Mozart, Titov, Kalinichenko, Boyarintsev, Torbinskiy, Bazhenov e Pavlyuchenko...insomma più di metà rosa. Spazio dunque ai giovani ed agli esperimenti: Welliton parte così largo a destra, Shishkin ritorna a giocare in mezzo al campo (ruolo che ricoprì alla grande l'anno scorso a Mosca contro l'Inter, colpendo tra l'altro una traversa dai 30 metri), con il 19enne Parshvilyuk terzino destro; anche la fascia sinistra è sperimentale, con Kudryashov (altro giovane, molto più noto però, date le sue presenze da titolare in campionato) esterno basso ed il rumeno Shoava alto; infine, l'attacco è composto dai "terribili" Dzyuba (classe 1988) e Prudnikov ('89), probabilmente i più attesi.
I moscoviti partono forte, gestendo il pallino del gioco e rendendosi pericolosi in avvio con Welliton e soprattutto Prudnikov che, servito dal compagno di nazionale Under-21 Dzyuba, spara incredibilmente alto a porta vuota. Pur senza strafare, lo Spartak mantiene il pieno controllo, con continue sovrapposizioni di Kudryashov ed un Kovalchuk molto propositivo in fase di manovra. Eppure, come spesso accade in questi casi (un fatto un pò troppo frequente nelle gare europee delle formazioni russe...), a passare in vantaggio è il Tolosa, al primo (leggasi primo) tiro in porta di tutta la partita: dormita difensiva di Geder (per una volta che stava giocando dignitosamente, ha pensato bene di farmi cambiare subito idea...) e Kudryashov che non applicano il fuorigioco, tenendo in posizione regolare Santos che, solo contro Khomich, lo batte. La ripresa si apre con il raddoppio dei francesi, ancora con Santos: questa volta la colpa è esclusivamente da attribuire al 23enne portiere (che personalmente non mi ha mai ispirato fiducia), che commette una papera inamissibile a certi livelli, non trattenendo un debole colpo di testa del centravanti brasiliano. Ma il Khomich-show non è ancora terminato: nell'azione successiva il terzo portiere dello Spartak si ripete uscendo completamente a vuoto, il buon Santos (incredibile!, sempre lui) questa volta lo grazia, colpendo il palo esterno. Lo Spartak non ci sta e sale in cattedra il talento di Dzyuba (a mio ammiso, frettolosamente votato come "miglior giovane giocatore - Under 20 quindi - della Premier Liga 2007"), che decide di fare tutto da solo, facendosi stendere dal portiere avversario e procurandosi così un rigore, dopo aver saltato tre avversari in rapida successione: lo stesso numero 40 dello Spartak si incarica della battuta e trasforma. Un minuto dopo è lo stesso Dzyuba ad andare ancora vicino al gol, con un destro da fuori area bloccato da Riou, portiere del Tolosa. Il numero uno francese neutralizza al 74' un'angolata conclusione al volo del brasiliano Welliton. Poco dopo è per l'ennesima volta Dzyuba ad andare vicino al pareggio: in questa occasione, con una giocata da fuoriclasse assoluto, salta nello stretto (considerate il fatto che è alto più di 1,90 m) l'intera difesa schierata del Tolosa ma, solo contro Riou, si lascia ipnotizzare, concludendo debolmente. La notizia più importante della giornata arriva però negli ultimi 10', quando ritorna finalmente in campo Vladimir Bystrov dopo l'infortunio che l'ha tenuto fuori per oltre tre mesi che, nonostante i pochi minuti a disposizione, riesce a seminare il panico sulla fascia con le sue tipiche accelerazioni palla al piede. Infine, proprio al 90', Geder manda all'aria l'occasione forse più nitida dell'intera partita: il suo colpo di testa a porta sguarnita termina alto.


I MIGLIORI: In ombra nei primi 45', nel secondo tempo il protagonista dell'incontro diventa Artem Dzyuba, ennesimo spilungone dai piedi gentili, paragonabile (con le dovute proporzioni, ovvio) ad Ibrahimovic, o forse ancora meglio all'ucraino Milevskiy. Dimostra di non essere molto lucido sotto porta, ma l'azione che ha portato al rigore e quella con il salvataggio in extremis dell'estremo difensore del Tolosa sono da applausi. Tocca un grande numero di palloni il centrocampista moldavo Kovalchuk, praticamente fuori per l'intera stagione, ma un elemento prezioso come riserva.
Nella squadra francese, merita ovviamente una citazione Santos che ha deciso il match, così come il portiere Riou; interessante il mediano Emane.

I PEGGIORI: Ci si attendeva molto di più da Prudnikov (che personalmente preferisco a Dzyuba, o meglio, lo ritengo potenzialmente superiore), che si divora un gol già fatto nei primi minuti e poi scompare dalla partita. Come al solito disattento Geder, disastroso Khomich: considerando che i dirigenti dello Spartak hanno appena ingaggiato dal KamAZ Djanaev (titolare nella nazionale russa Under-21), dopo questa prestazione può dire definitivamente addio alla più titolata squadra moscovita.


Tolosa (4-4-1-1): Riou 7,5; Fofana 6,5, Arribagé 5,5, Mbengue 5, Ilunga 6,5; Battles 6 (dal 90'+1 M. Sissoko s.v.), Emana 6,5, Sirieix 5 (dal 46' Capoue 6), Dieuze 5,5; Bergougnox 6; Santos (dall'81' Dupuis s.v.).
In panchina: Douchez, Cetto, Fabinho, Ebondo.
Spartak Mosca (4-4-2): Khomich 4,5; Parshvilyuk 6, Geder 5, Stranzl 6, Kudryashov 6; Welliton 6, Shishkin 6, Kovalchuk 6,5, Shoava 6; Dzyuba 7, Prudnikov 5 (dall'83' V. Bystrov s.v.).
In panchina: Komissarov, Bazhenov.


Reti: 41' e 53' Santos; 61' Dzyuba rig.
Arbitro: Berntsen E. (NOR)
Ammoniti: Welliton e Dzyuba per lo Spartak.

lunedì 17 dicembre 2007

Le pagelle dei campioni di Russia.


Con questo post, peraltro piuttosto ritardatario, inauguro una lunga serie di articoli dedicati a tutte le squadre che hanno preso parte alla Russian Premier Liga 2007.


Zenit San Pietroburgo. Punti: 61 (campioni di Russia; direttamente alla fase a gironi di Champions League). Vittorie: 18. Pareggi: 7. Sconfitte: 5.

Gol fatti: 54. Gol subiti: 32. Classifica marcatori: Pogrebnyak 11 gol; Arshavin 10; Zyryanov 9. Classifica assist: Arshavin 13; Zyryanov 5; Sirl 3.

Formazione tipo: (4-3-2-1): Malafeev (Contofalsky); Anyukov, Skrtel, Lombaerts (Hagen/Krizanac), Kim Dong-Jin; Tymoschuk, Zyryanov (Radimov), Sirl (Denisov); Dominguez (Denisov), Arshavin; Pogrebnyak (Tekke).


Portieri:

1 Kamil CONTOFALSKY: Probabilmente uno dei migliori secondi portieri in assoluto, sicuramente un lusso per una squadra come lo Zenit, che prenderà parte alla massima competizione per club a livello europeo solo dalla prossima stagione. Portiere sicuro ed affidabile, nella seconda parte della stagione ha sfruttato al meglio, proprio come nel 2005, un infortunio di Malafeev, diventando di fatto lui il titolare (posto che perderà solo nella terzultima giornata). Un solo errore, in casa contro il Krylya Sovetov, una indecisione a Rostov e tanti salvataggi decisivi...niente male per un numero 12. Voto: 6,5. Presenze in Premier Liga: 13. Gol subiti: 13 (3 su rigore).

16 Vyacheslav MALAFEEV: Fenomeno. Se non avesse perso il posto in estate, sarebbe stato forse lui il protagonista assoluto di questa storica vittoria da parte dello Zenit. Personalmente credo che il suo apporto allo scudetto sia stato un pò sottovalutato, non bisogna dimenticare che nel girone d'andata spesso e volentieri è stato lui a tenere in piedi la baracca, con miracoli da vero campione (addirittura mostruso nelle prime gare di campionato). Una sola partita fallita (anche nel suo caso quella contro il Krylya Sovetov a San Pietroburgo, nella quale si fece espellere per un'uscita a gamba tesa quanto meno avventata), protagonista assoluto anche nella gara finale a Ramenskoye, contro un combattivo Saturn. Voto: 8,5. Presenze: 19. Gol subiti: 20 (3)


Difensori:

3 Martin SKRTEL: Anche quest'anno non riesce a fare il definitivo salto di qualità che ci si aspetterebbe da un difensore del genere, in prospettiva praticamente perfetto, bravo in tutto e, nonostante un possente fisico di 1.90, pure abbastanza rapido. Purtroppo però il suo punto debole rimane la concentrazione, spesso gli capita di commettere errori banali, inamissibili per un difensore centrale con le sue potenzialità. Parte in maniera disastrosa, il peggiore di un reparto difensivo che fa acqua da tutte le parti. E' anche sfortunato, perchè proprio quando stava ritornando ad esprimersi su livelli decenti, si infortuna. Rientra al fianco di Lombaerts, ormai diventato il nuovo leader della difesa, con il quale forma la coppia forse in assoluto più interessante (considerando quindi l'età media dei due) d'Europa. Hamsik lo considera "il difensore più forte con cui abbia mai giocato" e l'ha consigliato al Napoli, ma dubito che lo slovacco, in passato seguito anche da Amburgo ed Anderlecht, lasci San Pietroburgo. Voto: 6. Presenze: 23. Gol: 1.

4 Ivica KRIZANAC: Anche lui parte con il piede sbagliato, probabilmente nei primi mesi era l'intero reparto a non funzionare ed a farne le spese erano ovviamente i poveri difensori. Disputa le sue migliori gare con Lombaerts come compagno di reparto: perfette le sue prestazioni contro Rubin e CSKA, una riserva più che affidabile. Voto: 6. Presenze: 16. Gol:0.

5 KIM DONG-JIN: Uno degli eroi di questo trionfo dello Zenit, il suo volto gioioso dopo un gol segnato, un salvataggio difensivo o una vittoria della propria squadra, suscita tenerezza, un giocatore in grado di provocare emozioni forti. La sua è forse la favola più bella da raccontare in questa squadra Campione di Russia; semplicemente straordinario quando, con una insolita doppietta ed un salvataggio sulla linea, vince praticamente da solo la partita contro il Tom per 2-1. E' indubbiamente un buon terzino sinistro, tecnicamente discreto (anche se nato con un unico piede...), bravo sia in fase difensiva che in quella offensiva: in entrambe però deve migliorare. Nonostante si sovrapponga costantemente sulla fascia di sua competenza, gli manca il dribbling ed il cross necessari per rendersi pericoloso in ogni discesa; è invece bravissimo ad inseririsi, molto importante anche sui calci piazzati. Qualche leggerezza e sbavatura di troppo dietro, che sicuramente lo rendono un'ingognita per la prossima Champions League: sarà veramente pronto come titolare? Voto: 7,5. Presenze: 24. Gol: 2.

6 Nicolas LOMBAERTS: Dopo Ivanovic venne considerato il miglior difensore dello scorso Europeo Under-21. Eppure il sottoscritto considerava il suo acquisto "inutile", nel senso che lo Zenit il suo difensore interessante ce l'aveva già in casa (Skrtel) ed aveva quindi bisogno di un grande nome, un giocatore con esperienza internazionale, che potesse farlo maturare. Mi sbagliavo, perchè il belga ha talento, basti pensare che ha scippato il posto in nazionale al più reclamatizzato Kompany. Incerto nelle prime uscite, ha comunque in breve tempo dimostrato il suo reale valore: legge bene il gioco, ottimo senso della posizione, bravo sia a tappare i buchi in difesa che a comandare i movimenti della stessa. Senza considerare i due gol messi a segno di testa, il secondo dei quali fondamentale per sbloccare una trasferta complicata come quella di Nalchik. E' un rischio, ma fossi nello Zenit punterei sulla coppia Skrtel-Lombaerts per la prossima Champions League (con in panchina però un difensore di maggior affidamento di quelli attuali; si era parlato di Ujfalusi: sarebbe ottimo, considerando che in partite più tattiche potrebbe anche essere inserito come terzino destro). Voto: 7,5. Presenze: 14. Gol: 2.

14 Erik HAGEN: Se non fosse per un motivo puramente affettivo, meriterebbe di concludere al più presto la sua avventura allo Zenit, dopo un anno obiettivamente disastroso. Tra i difensori dello Zenit è indubbiamente il meno dotato tecnicamente però dovrebbe essere il marcatore migliore, il classico stopper da cui non si passa: così non è stato, probabilmente non si trova più a suo agio, non è possibile che ogni volta che abbia il pallone tra i piedi viene la sensazione che la cappellata la possa combinare. Dispiace, perchè nei due anni precedenti (specialmente nel 2005) il nazionale norvegese dimostrò di essere un valido difensore, ma nel 2007 ha toppato troppe volte. Bocciato. Voto: 4,5. Presenze: 15. Gol: 0.

22 Alexander ANYUKOV: Terribile per lui il mese di aprile: da quando fu messo fuori rosa insieme ad Arshavin e Denisov per quell'ormai celebre sbronza prima della sfida persa 3-1 a domicilio contro lo Spartak, perse il posto da titolare a favore dell'olandese Ricksen e, stando alle voci di allora, chiese anche la cessione alla Lokomotiv Mosca. Fortunatamente per lui e per lo Zenit, grazie anche al liberatorio gol segnato proprio contro i ferrovieri (bel piatto destro al volo su cross del solito "Shava"), le cose con Advocaat si sono rimesse a posto ed il terzino della nazionale ha ricominciato a macinare chilometri, dettando in continuazione quella profondità che, quando viene notata dai nobile piedi di Arshavin e Dominguez, può risultare l'arma in più dello Zenit. Pericolosissimo in contropiede, è un terzino d'attacco un pò atipico, poichè tecnicamente non trascendentale: va infatti in difficoltà quando trova di fronte a se difese chiuse, contro le quali non può sfruttare la sua rapidità e soprattutto il suo sempre intelligente movimento senza palla. Se sfruttato a dovere, dovrà essere uno dei giocatori in assoluto più temuti dagli avversari dello Zenit. Voto: 7. Presenze: 22. Gol: 2.

25 Fernando RICKSEN: Difficilmente giudicabile, due gravi infortuni lo hanno messo out praticamente per l'intera stagione. Forse è stato meglio così, perchè un eventuale dualismo con Anyukov (verificatosi per fortuna solo per poche giornate) non avrebbe fatto bene allo Zenit. Di lui si ricordano un bell'assist a Pogrebnyak a Tomsk e qualche gara da titolare a luglio, in assenza di Kim, impegnato in Coppa d'Asia (e con Anyukov schierato sulla sinistra); perde definitivamente il posto contro lo Spartak, quando non riesce a fermare manco una volta uno scatenato Torbinskiy. E' sì un leader, ma può essere nocivo per lo spogliatoio, e la scazzotata da pollaio con Radimov, verificatasi nell'amichevole prestagionale contro il Malaga, ne è un ulteriore conferma. Da confermare solo se accettasse di buon grado un ruolo di riserva (può risultare utile quando c'è da difendere il risultato anche come centrocampista di contenimento). Voto: 5,5. Presenze: 14. Gol: 0.

75 Yuri LEBEDEV: Ingiudicabile, solo 90' per lui contro il Rostov. E' considerato uno dei difensori centrali russi più interessanti, non a caso è titolare nell'Under-21: ha sbagliato Advocaat a non concedergli spazio nel peggior momento della difesa dello Zenit, durante il quale Skrtel e Krizanac non ne imbroccavano una giusta ed Hagen era impresentabile. Voto: s.v. Presenze: 1. Gol: 0.


Centrocampisti:


2 Vladislav RADIMOV: Questo 2007 rischia di essere il canto del cigno di questo splendido regista, abile a costruire il gioco come pochi, con lanci sempre precisi, ma ahilui fin troppo fine a se stesso e soprattutto portato a rallentare ogni volta l'azione: è sostanzialmente per questo motivo che Advocaat, che preferisce un calcio pratico e rapido, l'ha fatto progressivamente fuori dall'undici titolare, a favore del più meritevole (ed adatto allo stile di gioco del tecnico olandese) Zyryanov. Eppure nello scempio iniziale, era stato uno dei meno peggio, con prestazioni dignitose e qualche buon assist servito qua e la, come quello a Pogrebnyak per l'inutile 3-1 contro lo Spartak per esempio. Relegato quasi esclusivamente in panchina nella seconda parte, quella positiva, di stagione, bisogna sottolineare il suo fondamentale apporto nella gara contro lo Spartak Nalchik vinta 4-3, con quel suo gol liberatorio appena entrato in campo. Per tutto quello che ha fatto in passato, la sufficienza è d'obbligo. Voto: 6. Presenze: 17. Gol: 1.

11 Radek SIRL: Ogni anno parte come riserva, ma riesce sempre a ritagliarsi uno spazio importante, diventando insostituibile nel girone di ritorno, in un ruolo tutto sommato nuovo per lui: la squadra per sopportare due mezzepunte come Arshavin e Dominguez aveva bisogno di un centrocampo a tre e Sirl, esterno sinistro puro, sembrava potesse essere tagliato fuori...invece, così non è stato, il ceco infatti ha accentrato la sua posizione, diventando il terzo di sinistra nel centrocampo dello Zenit. Troppo pasticcione a tratti, è riuscito comunque a servire assist preziosi e, quello che più conta, ha siglato la fortunosa rete che ha regalato il primo storico campionato russo alla squadra di San Pietroburgo. Voto: 7. Presenze: 22. Gol: 1.

17 LEE HO: Tanta panchina per il giovane centrocampista coreano, arrivato a San Pietroburgo su precisa indicazione di Advocaat (così come Kim Dong-Jin, acquisto che si è rivelato azzeccatissimo), che a differenza dell'anno scorso non ha mai giocato, causa arrivo dell'intoccabile Tymoschuk. Consiglio per lo Zenit: cedetelo in prestito ad una squadra di medio-basso livello del campionato russo, o magari anche ad una di Prima Divisione, ma assolutamente non ad una formazione del suo paese d'origine: è in prospettiva un giocatore interessante, magari difficilmente utilizzabile in una squadra come quella di San Pietroburgo, ma che in un certo tipo di calcio ci può stare eccome. Voto: s.v. Presenze: 2. Gol: 0.

18 Konstantin ZYRYANOV: Chi l'avrebbe mai pensato alla vigilia: lo Zenit che vince il titolo trascinato da questo 30enne centrocampista, arrivato dalla Torpedo Mosca in punta di piedi, quasi inosservato visti i nomi altisonanti degli altri acquisti invernali (Pogrebnyak, 10 milioni, Dominguez, 12, e Tymoschuk, 15). Pure un suo accanito fan come il sottoscritto (erano anni che lo richiedevo...) mai si sarebbe aspettato un epilogo del genere. Questa è anche la dimostrazione di come una stagione possa totalmente cambiare la carriera di un giocatore, troppo a lungo legato ad una squadra non più da vertice, come la Torpedo appunto. Si era capito che questa era un'annata particolare per lui già nelle prime uscite, con Zyryanov che andava regolarmente a segno, fra l'altro con gol spesso pregevoli (vedi quello che ha deciso la gara a Vladivostok), cosa rara per un centrocampista che ha giocato quasi esclusivamente davanti alla difesa. Advocaat invece è stato geniale (è stata questa la sua scelta più importante) a scoprirlo come terribile incursore, abilissimo ad inserirsi da dietro, bravissimo a cercare e trovare lo spazio in profondità, mettendo in difficoltà gli avversari (e questo si è visto anche con la nazionale, 2-1 contro l'Inghilterra docet). E' proprio il suo movimento senza palla, insieme alla vivacità ed alla visione di gioco di Arshavin, l'arma in più dello Zenit in fase offensiva. Zyryanov ha segnato 9 reti in campionato, tutte decisive, a cui si aggiunge la fantastica tripletta in Coppa di Russia, messa a segno in quell'incredibile 9-3 contro la Dinamo Mosca; un bottino mai eguagliato in carriera e grazie al quale vincerà con ogni probabilità il premio di "miglior giocatore della Premier Liga 2007". Un plauso anche alla dirigenza che l'ha presentato a San Pietroburgo insieme a Tymoschuk: per come si è conclusa la stagione, si è rivelato forse l'acquisto più azzeccato dell'intero anno solare. Voto: 9. Presenze: 27. Gol: 9.

27 Igor DENISOV: Dopo l'ottimo 2006, in cui si è ritagliato un ruolo importante sia con la sua squadra di club sia soprattutto con la nazionale Under-21, era lecito attendersi la definitiva esplosione di Denisov, che invece tarda ad arrivare. L'acquisto di Dominguez non l'ha di certo favorito, nonostante l'argentino non si sia espresso sui suoi migliori standard, ma il centrocampista classe '84 non ha sfruttato le occasioni che gli sono capitate. Si spera che non si riveli un classico fuoco di paglia, perchè era uno degli elementi più interessanti venuti fuori dal sempre ottimo vivaio di San Pietroburgo. Prestazioni troppo discontinue, sovente gli manca la lucidità necessaria, si perde in un bicchier d'acqua, ma l'immagine della sua esultanza dopo il momentaneo 2-0 al CSKA nel girone di ritorno, rimarrà impressa indelebilmente negli occhi dei suoi tifosi. Voto: 6. Presenze: 25. Gol: 3.

44 Anatoly TYMOSCHUK: L'acquisto più caro nella storia del calcio dell'est non ha deluso le aspettative, diventando immediatamente il leader carismatico di questo Zenit e conquistandosi, dopo neanche due mesi, la fascia di capitano. Un mediano tra i più completi che ci siano in circolazione, in possesso anche di una gran botta da fuori e di un buon stacco di testa sui calci piazzati. Ci mette l'anima in ogni partita, macina chilometri su chilometri, ma in assoluto la sua specialità sono i recuperi che effettua in scivolata fermando le ripartenze degli avversari. Ci mette troppa foga in alcuni suoi interventi, a volte troppo rischiosi, soprattutto in area di rigore (ne ha causati parecchi infatti). Voto: 8. Presenze: 29. Gol: 4 (2 su rigore).

57 Alexey IONOV: Un solo scampolo di partita per questo ragazzo classe '89 che tanto bene ha fatto in Europa, mettendosi in mostra in Coppa UEFA segnando ben due gol. Il ragazzo, di tanto in tanto aggregato alla prima squadra, piace molto ad Advocaat ed è probabile che rimanga anche il prossimo anno. Voto: s.v. Presenze: 1. Gol: 0.

87 Ilya MAXYMOV: Una stagione passata in panchina. E' un peccato, perchè Advocaat (che più volte non ha esaurito i tre cambi a propria disposizione) avrebbe sicuramente potuto utilizzare maggiormente questo giovane talento, che tanto mi impressionò nella scorsa stagione, quando venne impiegato come titolare nelle primissime partite del tecnico olandese sulla panchina dei biancoblu. Verrà ceduto in prestito,l ma rimango dell'idea che abbia buttato via un anno. Voto: s.v. Presenze: 6. Gol: 0.

88 Olexander GORSHKOV: La più vecchia bandiera dello Zenit, che proprio quest'anno ha festeggiato i 10 anni trascorsi a San Pietroburgo. Poche presenze, ma un contributo sempre importante, per un giocatore entrato nel cuore dei tifosi e che questo titolo se lo meritava tutto, a coronamento di una grande carriera. Al 37enne ex nazionale ucraino è scaduto il contratto, più di metà Premier Liga lo richiede, nonostante l'età, proprio per la sua leadership. Poco giudicabile per i pochi minuti giocati, merita almeno un 7 honoris causa per quanto dimostrato in queste stagioni sulla Neva e per la sua riconosciuta professionalità. Voto: 7. Presenze: 11. Gol: 0.


Attaccanti:

7 Alejandro DOMINGUEZ: Acquistato prevalentemente per non dipendere troppo da Arshavin nella manovra offensiva, soprattutto causa fastidiosi acciacchi muscolari, non si è ripetuto sui livelli di Kazan, eccelsi nel caso della scorsa stagione. Non ha giocato male, specie nel girone di ritorno, però ci si aspettava indubbiamente di più: si è limitato a svolgere il suo "compitino", a dialogare bene con i compagni, ma raramente ha cambiato le sorti di un match con una giocata, come dovrebbe fare un giocatore con le doti tecniche di "El Chori". Gli è mancato lo spunto, la brillantezza dei giorni migliori, ma lo Zenit conta (giustamente) molto su di lui per la prossima stagione. Pochi anche i gol segnati (ricordo che l'anno scorso andò in doppia cifra), anche se la maggior parte dei quali di pregevole fattura, come quelli siglati contro il Rostov e lo Spartak Nalchik. Mezzo voto in più (e sono stato anche basso) per la prestazione offerta contro il Saturn, nell'ultima di campionato: senza il suo salvataggio di testa sulla linea nei minuti di recupero, questo articolo sarebbe dedicato allo Spartak Mosca...Voto: 6,5. Presenze: 24. Gol: 3.

8 Pavel POGREBNYAK: Arrivato con il difficile compito di non far rimpiangere Kerzhakov, molto amato da quelle parti, è risultato il cannoniere della squadra, nonostante un'annata eccessivamente discontinua: parte abbastanza bene, segnando con regolarità prima reti inutili (vedi quelle nelle sfide sia di campionato che di coppa contro lo Spartak) poi gol decisivi. Passa però due mesi da incubo, quando viene superato da Fatih Tekke nelle gerarchie di Advocaat, sbagliando tutto il possibile sotto porta quando utilizzato, innervosendosi fin troppo (emblematica la partita contro l'Amkar Perm nel girone di ritorno, terminata 0-0, che ha toccato il fondo della stagione sua e dello Zenit). I continui mugugni del turco però l'aiutano a riconquistarsi il posto da titolare e la fiducia in se stesso che ritrova con gli importanti gol messi a segno contro Krylya Sovetov, Rubin (doppietta) e soprattutto CSKA. Qualche errore di mira di troppo anche in campo internazionale, dove è riuscito comunque a dimostrare il suo valore: solo nella prossima stagione, con la Champions League che incombe, ne sapremo di più su questo biondo attaccante e capiremo in quale categoria di giocatori inserirlo. Voto: 7. Presenze: 25. Gol: 11 (2 su rigore).

9 Fatih TEKKE: Ed alla fine, da buon figliol prodigo, il "Sultano" è risultato determinante nella cavalcata finale che ha portato il titolo a San Pietroburgo: ci riferiamo in particolare a quell'azione che ha portato alla rete di Arshavin e che ha deciso il penultimo match di campionato, contro l'FC Mosca, da vedere e rivedere per la sua bellezza. Dopo le sue lamentele, la sua voglia di ritornare in patria (Besiktas, Galatasaray e soprattutto Fenerbahce l'avrebbero accolto a braccia aperte) la lunga diatriba con il club, ha deciso di rimanere e forse (considerando che è stato molto vicino uno scambio con il pachidermico Kezman) è andata bene così allo Zenit. Attaccante molto bello a vedersi, è risaputo che l'undici di Advocaat giochi generalmente meglio con lui in campo: non è di certo però il giocatore che pensavano di aver acquistato Fursenko e Sarsaniya, nel senso che il "killer instinct" ed il fiuto del gol che aveva contraddistinto le sue stagioni in Turchia, deve averli lasciati al Trabzonspor. Bravissimo quindi a dialogare con i compagni, ma troppo poco presente in area di rigore. L'interrogativo forse più grande in sede di mercato riguarda proprio la sua permanenza a San Pietroburgo: personalmente, lo terrei, acquistando però un centravanti con caratteristiche differenti dalle sue e da quelle di Pogrebnyak, quindi più rapido ed in grado di garantire una certa profondità all'attacco (servirebbe una specie di Kerzhakov insomma). Voto: 6,5. Presenze: 16. Gol: 4.

10 Andrey ARSHAVIN: Partiamo da un presupposto: questa non è stata la sua migliore stagione, condita da prestazioni altalenanti, ha alternato gare giocate in modo sontuoso con altre mediocri, nelle quali il suo atteggiamento spesso, permettemi il termine, "scazzato", non è stato un bel vedere. Ha toppato diversi big match, ma senza di lui lo Zenit non sarebbe andato oltre il quarto posto. E' riuscito a vincere, per l'ennesima volta, il premio di assist-man, verrà probabilmente votato secondo miglior giocatore del campionato (dietro a Zyryanov) ed è andato per la prima volta, incredibile ma vero, in doppia cifra. Quando ha deciso di giocare come sa, e l'ha fatto quasi sempre nel girone di ritorno, lo Zenit ha cambiato faccia, così come la nazionale: entrambe dipendono spudoratamente da questo piccolo folletto, tecnicamente perfetto: rapido, dribbling secco che gli permette di saltare gli avversari come birilli, imprendibile quando svaria sulle fasce, abilissimo nello stretto, visione di gioco eccezionale, passaggi filtranti garantiti, gran tiro da fuori, potente e preciso...a 26 anni è probabilmente sprecato in un campionato non di prima fascia, soprattutto a livello di visibilità, come quello russo, ma non può lasciare San Pietroburgo proprio ora che ha la possibilità di esordire in Champions League: lo Zenit non può privarsi di uno dei tre suoi giocatori di livello assoluto (gli altri sono Malafeev e Tymoschuk), non avrebbe alcun senso. Direi che la migliore descrizione su Arshavin ce l'ha fornita Cor Pot, il secondo di Advocaat nello Zenit: "Andrey è il giocatore più forte con cui abbia mai avuto a che fare, è in grado di fare quello che vuole con il pallone, ma non sarà mai un leader. Gli mancano le caratteristiche necessarie per esserlo: Tymoschuk lo è, lui no. Voto: 8,5. Presenze: 30. Gol: 10.










giovedì 13 dicembre 2007

Arshavin squalificato per due partite.

E' arrivata la sentenza della Disciplinare della UEFA: Andrey Arshavin, espulso dall'arbitro Hauge durante Andorra Russia per un fallo di reazione, è stato squalificato per due giornate. Il numero 10, elemento più rappresentativo e talentuoso della squadra di Hiddink, nonchè capitano, salterà così l'esordio con la Spagna previsto per il 10 Giugno e la successiva gara con la Grecia del 14 Giugno. Una soluzione media, maggiore rispetto all'unica giornata chiesta dalla difesa ed inferiore alle tre giornate richieste dall'accusa.




Male, pessima notizia. Almeno Hiddink molto probabilmente lo porterà, ma di certo la Russia non si può ritenere soddisfatta.

venerdì 7 dicembre 2007

Coppa UEFA: Spartak ai Sedicesimi, Loko fuori.


Everton - Zenit San Pietroburgo 1-0: 85' Cahill.

Panathinaikos - Lokomotiv Mosca 2-0: 70' e 74' Salpingidis.

Spartak Mosca - Zurigo 1-0: 57' Titov.


Riesce a passare il turno almeno il decimatissimo Spartak grazie ad una conclusione dai 15 metri del suo capitano Yegor Titov, ma la Federcalcio Russa deve prendere una decisione, fare qualcosa di concreto, perchè non è possibile che le squadre russe buttino via sempre nelle ultime giornate, causa condizione precaria e numerose assenze per infortunio, qualificazioni sulla carta più che abbordabili. Non lo si è scoperto di certo ieri sera che il calendario del campionato russo sfavorisca le prestazioni europee delle proprie formazioni, però ora è giunto il momento di iniziare a fare proposte concrete, bisogna trovare un comune accordo perchè non è possibile andare avanti così.

Dopo questo piccolo sfogo, partiamo ad analizzare l'eliminazione della Lokomotiv, momentaneamente affidata a Rinat Bilyaletdinov, il padre di Diniyar, che verrà sostituito nella prossima stagione dall'emergente Rashid Rakhimov, che tanto bene ha fatto nell'Amkar Perm. Ferrovieri deragliati da un Panathinaikos in condizioni sicuramente migliori: decide una doppietta del piccolo Salpingidis a 20' dal termine, che ha frantuma così i già residui sogni di qualificazione dei russi, peraltro senza Sychev ed Odemwingie in attacco, entrambi affaticati dopo una logorante stagione. Una stagione che si conclude in maniera pessima per la Loko, davvero un peccato, perchè i mezzi tecnici per competere sia in campionato che in Coppa UEFA c'erano eccome. Rossoverdi non aiutati di certo dalla sorte: quella traversa centrata in pieno da Samedov con un tiro da lontano nel primo tempo, avrebbe potuto cambiare la partita...

Più complesso il discorso riguardante lo Zenit che, clamorosamente, rischia l'eliminazione: la sconfitta, seppur immeritata (ma soprattutto falsata da un clamoroso errore arbitrale, con l'ingiusta espulsione di Lombaerts a metà primo tempo per un inesistente tocco di mano), a Liverpool nella tana dell'Everton ci può stare, sono i due sfortunati pareggi interni con AZ e Norimberga, rispettivamente per 1-1 e 2-2, che sono inamissibili e che, salvo miracoli perfetto Croazia-style, costeranno cari agli uomini di Advocaat. Infatti, avendo già terminato le partite da disputare, solo se una tra Norimberga ed AZ perderà, oppure se entrambe pareggieranno, la squadra di San Pietroburgo potrà passare il turno. L'unica nota lieta arriva dagli elogi logi a go-go ricevuti da Malafeev, portiere che Inghilterra ha entusiasmato i critici con le sue parate spettacolari.

Dulcis in fundo, l'unico hurrà russo proviene dallo Spartak, capolista nel proprio gruppo, che in realtà ha ben poco di cui gioire: senza 3/4 della rosa titolare, si presenterà a Tolosa praticamente con l'intera squadra riserve, è davvero incredibile il susseguirsi di infortuni di ogni tipo che hanno colpiti i ragazzi di Cherchesov in questa parte conclusiva della stagione. In particolare da segnalare il grave incidente capitato a Andrey Ivanov, terzino sinistro 18enne, che questa volta (ricordate l'intervento omicida di Barrientos?) la testa se l'è rotta davvero: trauma cranico e stagione finita in anticipo anche per lui.
Ma non finisce qui: è in atto una dura contestazione da parte dei supporters moscoviti al direttore sportivo Sergey Shavlo. Lo stesso Sport-Express oggi intitolava: "Tutti contro Shavlo, Shavlo contro tutti". I 50.000 presenti oggi al Luzhniki hanno replicato la violenta contestazione di Praga. Già allora aveva parlato proprio il Ds definendoli "tutto fuorchè tifosi dello Spartak". La risposta è arrivata con lo striscione "noi siamo tifosi dello Spartak, non tifosi di Shavlo". Il Ds moscovita, chiaramente nervoso, si è sfogato accusando la stampa di incompetenza, faziosità e distorsione dell'informazione con lo scopo di mettere in cattiva luce la sua persona. La tifoseria dello Spartak non gli perdona recenti scelte societarie in sede di mercato, tra le quali svetta la vicenda Torbinsky. Il numero 14, oggi ammonito e squalificato (salterà pure lui la trasferta di Tolosa, concludendo di fatto ieri sera, salvo improbabili e clamorosi ripensamenti, la sua esperienza nella squadra russa più vincente), ha ricevuto, per la prima volta da quando ha confessato di non rinnovare il contratto che lo legava allo Spartak, cori ed applausi.

martedì 4 dicembre 2007

Il calciomercato in Russia è già iniziato...eccome se è iniziato.


Perdonate la lunghezza del post, che vi consiglio comunque di leggere, dato che lo considero molto interessante...


E' già attivo come in nessun altro paese il calciomercato invernale in Russia, il principale ovviamente per le squadre che si appresteranno a partecipare alla Premier Liga 2008 (che, come saprete, inizia il campionato a marzo e termina a metà novembre). Alcune squadre si sono già fatte notare per la loro velocità nel concludere importanti operazioni (Shinnik, Rubin ed i campioni dello Zenit su tutte), le altre non stanno a guardare ma, inizialmente, soffermiamoci sugli allenatori. A sorpresa, sono in molti ad aver rinnovato con la propria squadra: partiamo ovviamente dall'olandese Advocaat, che per rimanere a San Pietroburgo ha rifiutato una sostanziosa proposta ricevuta dalla nazionale australiana (l'ex tecnico dell'Olanda percepirà allo Zenit ben 4 milioni di euro a stagione...); ma a destare maggiore sorpresa, è stato il prolungamento del contratto di Gazzaev fino al 2011: in casa CSKA, dopo il fallimento di quest'anno, si facevano i nomi di Capello, Lippi e Mourinho, evidentemente non interessati, e quindi Giner ha pensato bene di lasciar dov'era un tecnico che comunque ha vinto di tutto e di più in queste ultime stagioni. Confermati giustamente i vari Cherchesov, Kobelev e Gadjiev alla guida rispettivamente di Spartak Mosca, Dinamo e Saturn, ha fatto molto discutere la vicenda legata al 36enne Leonid Slutskiy, principale artefice del miracolo FC Mosca: alla società capitanata dal magnate Belous evidentemente non è bastato uno storico quarto posto centrato in campionato ed il giovane allenatore è stato clamorosamente esonerato. Slutskiy che comunque ha trovato immediatamente sistemazione nel rinnovato Krylya Sovetov, che proprio negli ultimi giorni ha cambiato proprietà: verranno dunque risanati in un battibaleno i tanti debiti accumulati dalla crisi economica del 2005 (che li costrinse a cedere tutti i loro migliori giocatori, fra cui Karyaka, Anyukov, Kolodin e Koroman) e la squadra verrà pesantemente rinforzata nel mercato invernale. Meno chiara la situazione della Lokomotiv, che dopo l'incredibile stagione, conclusa con un umiliante settimo posto (peggior risultato per i ferrovieri nella storia del campionato russo) ha deciso di fare piazza pulita, cacciando non solo il celebre tecnico Byshovets, ma anche Yuri Semin, presidente onorario nonchè allenatore dei trionfi ottenuti dai rossoverdi nelle scorse gloriose stagioni. Per la sostituzione dell'ex C.T. che vinse l'oro olimpico con l'URSS nel 1988 si fa insistentemente il nome di Rashid Rakhimov, un altro tecnico emergente, vero e proprio trascinatore della rivelazione Amkar Perm (olte che vecchia gloria del pluri-decorato Spartak Mosca degli anni '90). Infine, nuovo tecnico da segnalare anche per una delle due neopromosse, i discussi ceceni del Terek Grozny, che hanno deciso di affidare la squadra all'ucraino Nazarenko, quest'anno richiamato per ben due volte sulla panchina del retrocesso Kuban.

Ma ora, dedichiamoci interamente alle trattative che riguardano i giocatori, che è quello che più ci interessa. Proprio come l'anno scorso, lo Zenit ha intenzione di monopolizzare il mercato interno: completato il centrocampo con gli innesti di Roman Shirokov, nel giro della nazionale di Hiddink, e la stella dell'Under-21 Viktor Fayzulin (da tenere sotto costante osservazione, ha grandi colpi), la formazione Campione di Russia si starebbe muovendo verso altri giocatori russi, per non avere problemi durante il componimento delle liste UEFA per la prossima Champions League a cui la formazione di San Pietroburgo parteciperà per la sua storica prima volta. In difesa piace parecchio il nazionale Denis Kolodin, che tanto bene sta facendo nella Dinamo, ma la sua valutazione è piuttosto altina (nell'operazione potrebbe essere aggiunto anche Kerzhakov nell'improbabile caso di un suo clamoroso ritorno in Russia); in attacco, per aggiungere qualcosa in centimetri, si pensa invece al gioiellino dell'Amkar Eugeny Savin, la scorsa estate a lungo richiesto da Shakhtar, Lokomotiv e soprattutto CSKA. Ma non è finita: nel caso in cui dovesse partire il portierone slovacco Contofalsky, lo Zenit avrebbe già pronto il suo sostituto in Dmitry Borodin, recentemente svincolatosi dalla Torpedo Mosca. Per il momento la Gazprom sembra puntare quindi prevalentemente sui "legionari", ma è al quanto probabile che, non appena il mercato inizierà anche nell'Europa occidentale, lo Zenit punterà sugli stranieri, per rinforzare ulteriormente la propria squadra...che potrebbe perdere però il proprio miglior giocatore, Andrey Arshavin, nel caso in cui sulla Neva arrivassero offerte da parte di club di primissimo piano (non il Newcastle di turno quindi).
Molto attivo anche lo Spartak Mosca, ma più che altro in uscita: è per il momento arrivato infatti il solo Filipenko, 19enne difensore centrale titolare nella Bielorussia, ma è chiaro che Fedun dovrà utilizzare il proprio portafoglio per rinforzare una squadra ridotta all'osso. In particolare, al momento lo Spartak, che ci crediate o meno, si ritrova con la bellezza di zero esterni di ruolo: Bystrov è infortunato (dovrebbe rientrare per la preparazione alla prossima stagione), Kalinichenko non lo vedremo più fino a luglio, Torbinskiy, non riuscendo a trovare un'accordo, ha deciso di non rinnovare (manca solo l'ufficialità, ma ormai si può già considerare un giocatore della Loko), mentre Boyarintsev ha scelto la strada che porta a Yaroslavl, dove potrà certamente giocare con maggiore frequenza. Dirigenza che non ha ancora idee chiare anche sugli altri ruoli, dove non hanno ancora capito se puntare sul 18enne Andrey Ivanov come terzino sinistro titolare. La stessa situazione si ripresenta nel ruolo del centrocampista di contenimento che dovrà affiancare Titov (ruolo ricoperto in questa stagione da Mozart, un classico regista) ed in attacco: Pavlyuchenko rimarrà, ma al reparto offensivo potrebbe essere aggiunto uno tra il rumeno Marica dello Stoccarda ed il croato Olic, ex CSKA, dell'Amburgo.
Tanti interrogativi si pongono anche in casa CSKA: nonostante la mancata qualificazione per la prossima Champions League, resteranno a Mosca i tanti talenti? Non sicuramente Rolan Gusev, uno fra i principali idoli dei tifosi, che era diventato ormai di troppo e che ha firmato con gli ucraini della Dnipro, momentaneamente primi nel proprio torneo; Vagner Love piace tantissimo al Sevilla, ma il giocatore sembra che abbia cambiato idea, decidendo di rimanere. Devono ancora prendere una decisione in merito Daniel Carvalho, il cui contratto è però vicino al rinnovo, ed Eduardo Ratinho (in questo caso sarà il CSKA a decidere se acquistarne l'altra metà del suo cartellino o meno). Intanto, l'attacco è stato rinforzato con un nuovo innesto, brasiliano tanto per cambiare (sono già sette!), Ricardo Jesus, 22enne autore di 7 reti in 22 presenze con la maglia dello Spartak Nalchik.
Si parla tanto della Loko, più che altro per la vicenda legata al talento serbo Branislav Ivanovic, su cui si sta scatenando una delle principali aste di tutti i tempi, con Juventus, Inter, Milan, Chelsea, i due Manchester, Barcelona ed Ajax alla finestra. Il sostituto è già pronto: il milanista Dario Simic, che proprio oggi ha dichiarato che la sua meta ideale sarebbe proprio la Lokomotiv. Indeciso anche il futuro di un'altra stella, Bilyaletdinov: il Chelsea di Abramovich e Grant (suo grande estimatore) è sempre alla porta, negli ultimi giorni sembrava clamorosamente inseritosi anche lo Zenit, ma il presidente Fursenko ha negato tutto. Due acquisti per il momento anche per l'ambiziosissimo Saturn, che ha prelevato dal Khimki l'altro mediano nel giro della nazionale russa, Vorobjov, ed il bomber bosniaco Topic dal Krylya Sovetov (è probabile che non sia l'unico rinforzo in attacco, dove da tempo si parla del bbrasilero Afonso Alves).
Come anticipato, tra le formazioni più attive ci sono sicuramente il Rubin ed il neopromosso Shinnik che, pensate un pò, per garantirsi la permanenza nella massima serie ha intenzione di spendere ben 20 milioni di euro! E' arrivato così dal Corinthians la bandiera Betão, i centrocampisti Bochkov e Burchenko dal retrocesso Rostov e ben quattro giocatori dallo Spartak Mosca: tre in prestito, il rumeno Shoava e gli interessantissimi giovani Dineev e Pavlenko (gli ultimi due hanno disputato a Yaroslavl anche lo scorso campionato di Prima Divisione), ed uno a titolo definitivo, il già citato Boyarintsev. I tartari di Kazan invece hanno prelevato dal Kuban il portiere della nazionale russa Gabulov (arrivato insieme ad altri due estremi difensori, Kozko e Rhyzikov), oltre che l'ottimo difensore Orekhov sempre dal club di Krasnodar e l'esterno sinistro Kobenko dall'Amkar.
E' il mitico Tikhonov, uno dei calciatori russi più forti degli ultimi 20 anni, il primo rinforzo del Krylya Sovetov: pensate che l'ex stella dello Spartak Mosca, con le sue 37 primavere, è di un anno più vecchio dell'allenatore che lo allenerà in futuro!
Infine, le due squadre che allo stato attuale si sono più indebolite sono Khimki e soprattutto il povero Spartak Nalchik, squadra che era imbottita di prestiti, sulla quale non escludo addirittura una mancata iscrizione al prossimo campionato.

domenica 2 dicembre 2007

EURO 2008: sorteggio non impossibile, ce la possiamo fare.



Gruppo A: Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo, Turchia.

Gruppo B: Austria, Croazia, Germania, Polonia.

Gruppo C: Olanda, Italia, Romania, Francia.

Gruppo D: Grecia, Svezia, Spagna, Russia.

Possiamo passare. Il girone in cui è capitata la Russia è una riedizione di quello di EURO 2004, con l'unica differenza rappresentata dalla Svezia al posto del ben più insidioso Portogallo. Proprio come quattro anni fa, la Russia esordirà contro la Spagna, l'avversario più temibile ed in assoluto quello che più mi sarebbe piaciuto evitare, poichè in possesso delle caratteristiche (e soprattutto degli attaccanti, rapidi e temibili in contropiede) in grado di mettere in serie difficoltà la formazione di Hiddink.
Rispetto la Grecia, che ritengo però sulla carta inferiore e che, ricordo, agli ultimi europei venne sconfitta soltanto dalla Russia. Si tratta di una squadra da non sottovalutare, senza stelle, ma che è rimasta pressochè identica a quella che stupì l'Europa in Portogallo: l'allenatore è sempre lui, il tedesco Otto Rehhagel, così come il portiere, il vecchio (e non sempre affidabilissimo) Nikopolidis. Praticamente invariata anche la difesa, con l'importante aggiunta di Kyrgiakos, giocatore molto temibile per i suoi inserimenti sulle palle inattive. Il centrocampo è il reparto forse migliore: lineare, con poca fantasia, ma quadrato come pochi altri, con Basinas impegnato nel ruolo di regista, l'ottimo Katsouranis come incontrista e l'ex Inter e Benfica Karagounis pericoloso incursore. E' migliorato l'attacco, con l'aggiunta del bomber del Bayer Leverkusen Gekas al posto di Vryzas, che farà coppia con il marcatore del trionfo greco a Lisbona, vale a dire Charisteas.

La Svezia sarà, sempre sulla carta, la formazione con cui la Russia più probabilmente si contenderà il secondo posto. Si tratta di un'altra squadra con un atteggiamento prettamente difensivo, disposta con il classico 4-4-2 scandinavo ma, a differenza degli ellenici, con giocatori dalla trequarti in su in grado di risolvere la partita in qualsiasi momento: gente come Ljungberg (che ha perso però lo smalto dei bei tempi), il formidabile tiratore Kallstrom e soprattutto Ibrahimovic possono fare la differenza. Nazionale dall'età media molto avanzata, per la prima volta nel secondo millenio non ha vinto il proprio girone di qualificazione (in cui, guarda caso, era inserita anche la Spagna), soffrendo più del previsto. Il capitano rimane Mellberg, leader del reparto difensivo, in attacco invece sono in tre a contendersi il posto lasciato libero da Larsson, a fianco di Ibra: Rosenberg (che appare il favorito), Elmander ed il 34enne Allback. Il punto debole della Svezia è a mio modo di vedere sulle fasce laterali, in particolare quelle difensive...avete capito, Bystrov e Zhirkov?
Della Spagna si conosce praticamente tutto, una nazionale con un centrocampo tecnicamente mostruoso, con i migliori palleggiatori d'Europa (Xavi, Fabregas, Iniesta e Silva), con degli esterni fenomenali come Joaquin, Riera e, se sta bene, Vicente, che proprio contro la Russia quattro anni fa disputò una delle sue migliori partite con la maglia della Seleccion. La difesa ha i suoi punti di forza nel portierone Casillas ed in Puyol, ma anche in questo caso non risultano all'altezza del resto della formazione i due terzini, mediocri sia nella fase difensiva che in quella propositiva. L'attacco, molto probabilmente orfano di Raùl, sarà composto da Villa, in assoluto una delle seconde punte più forti a livello mondiale, e Fernando Torres; manca quindi un bomber vero d'area di rigore, che potrebbe essere però il sempre valido Morientes.
In sintesi, sono moderatamente soddisfatto, non è un girone impossibile, anche se fare discorsi di questo tipo più di sei mesi prima dell'inizio di una competizione dalla durata così breve ha, francamente, poco senso. Mi auguro soltanto che la Russia arrivi in buona forma, in condizioni accettabili e soprattutto senza defezioni dell'ultima ora, che pagammo tantissimo in Portogallo, quando ci ritrovammo senza i difensori titolari (perdemmo in un colpo solo l'allora capitano Onopko, Ignashevich e Nizhegorodov) e ci affidammo ad esordienti inesperti come Bugaev e Sharonov. Spero che in questa occasione la storia non si ripeta...
Capitolo Arshavin: qualche giorno fa Vitaly Mutko, ex presidente dello Zenit ed attuale numero uno della Federcalcio Russa, durante la premiazione dei giocatori della squadra di San Pietroburgo, ha confidato al piccolo numero 10 che verrà squalificato per una sola partita. A questo punto, speriamo sia davvero così; salterà quindi sicuramente la gara d'esordio contro la Spagna, ma chissà che Kerzhakov in quella serata non sia particolarmente motivato a far bene...


ANALISI ALTRI GIRONI.

Checchè ne dicano alcuni "espertoni", il Gruppo A è molto interessante, con quattro squadre che hanno le stesse possibilità, a mio modo di vedere, di passare il turno. Il Portogallo parte come favorito, ma potrebbe rischiare grosso se non riuscisse, come sempre gli accade, a concretizzare il fitto possesso palla contro avversari abili nelle ripartenze e, nel caso dei cechi e degli svizzeri, anche abbastanza cinici sotto porta. Come valore assoluto dietro ci piazzo la Repubblica Ceca del dopo Nedved, il cui leader e miglior giocatore è diventato Tomas Rosicky e la cui difesa sarà prevalentemente composta da giocatori che militano nel campionato russo, come Jiranek, Kovac e chissà, magari Ujfalusi. Mi piacerebbe che facesse parte della rosa Radek Sirl: attualmente a Bruckner manca proprio un esterno sinistro, non penso che il Plasil della situazione sia superiore al numero 11 dello Zenit. E' molto probabile però che alla fine riesca a spuntarla la Svizzera padrona di casa, una squadra ostica, giovane ed ambiziosa. Negli scorsi Mondiali mi impressionò: pur non disponendo di grandi individualità (gli unici tecnicamente di un certo livello sono, oltre all'incostante ed inconsistente Hakan Yakin, il bomber Frei ed il giovane Barnetta), praticò un buon calcio, efficace soprattutto quando aveva la possibilità di ripartire in velocità. Ma attenzione anche alla Turchia, che non capisco proprio come faccia ad essere così sottovalutata dai media nostrani, nazionale per certi versi "folle", anarchica, ma potenzialmente molto pericolosa.

Il Gruppo B è in assoluto quello che mi piace di meno, il livello medio è bassino, dato che considero Austria e Polonia le due nazionali più scarse che prenderanno parte ad EURO '08. Favorite d'obbligo Germania e la talentuosissima Croazia (sono contento che sia capitata in un girone di certo non probitivo, merita di superare almeno la prima fase), più staccata la Polonia (fra l'altro alla prima, incredibile ma vero, partecipazione), che deve cercare di ribaltare la recente tradizione che la vuole imbattibile o quasi nel girone di qualificazione, ma irriconoscibile nel torneo. Non penso che il pubblico di casa possa aiutare più di tanto l'Austria: per i rossobianchi, altri debuttanti, potrà ritenersi già un successo riuscire a vincere una partita. La Germania, considerando il sorteggio nel suo complesso e soprattutto il calendario, è già con un piede e mezzo in finale...

Infine, bisogna ammettere che questa volta è andata male all'Italia, inutile nasconderlo. Ma forse è anche meglio così per gli azzurri, che si metteranno subito alla prova con avversarie molto competitive. Direi che è dal 1996 che non capitava un gruppo così difficile all'Italia in una fase finale di un Europeo: in quel caso, la nazionale guidata da Sacchi si dovette misurare con le due finaliste di quella edizione, Germania e Repubblica Ceca, e la Russia di Romantsev, nella top ten del ranking FIFA di quell'anno. Come valori, penso che Francia ed appunto Italia abbiano qualcosa in più, ma Olanda e Romania non staranno di certo a guardare, anzi non escludo che una delle due possa eliminare una delle finaliste dello scorso Mondiale. Tulipani e rumeni si conoscono ormai benissimo, essendo stati sorteggiati insieme per ben tre volte consecutive dal dopo EURO 2004. Van Basten dispone di grande qualità in mezzo al campo, dove spiccano Sneijder, Seedorf e Van der Vaart, ha degli esterni potenzialmente devastanti ed un attacco micidiale (anche se è doveroso sottolineare il fatto che gli Orange sono, tra le squadre qualificate, quella che ha segnato di meno, appena 15 reti). Ha fatto molto meglio la difesa, che paradossalmente è però il reparto più debole, con giocatori piuttosto lenti al centro.
La Romania (dove quasi certamente vedremo all'opera altre conoscenze della Premier Liga; a tal proposito, che peccato che non si sia qualificata la Serbia...) può essere considerata la più classica delle ammazzagrandi, inclusa in un girone che per certi versi mi ricorda molto quello del Mondiale 2002 che comprendeva la grande favorita Argentina, l'Inghilterra, la Nigeria e la Svezia, con i rumeni che potrebbero interpretare proprio il ruolo degli svedesi, superando clamorosamente il turno pur partendo da sfavoriti. Stando a quanto ottenuto nelle qualificazioni, si possono considerare sullo stesso livello degli olandesi, se non addirittura superiori. Insomma, penso che questa si possa ritenere la Romania più forte dai tempi di Hagi.

giovedì 29 novembre 2007

Giornata disastrosa, quante occasioni perse!



Zenit San Pietroburgo - Norimberga 2-2: 25' Charisteas (Nor), 75' Pogrebnyak (Zen), 78' Ionov (Zen), 84' aut. Sirl (Nor).

Lokomotiv Mosca - Copenhagen 0-1: 62' Nordstrand rig..

Sparta Praga - Spartak Mosca 0-0


Pessima giornata per il calcio russo in Europa, che potrebbe pesare parecchio in futuro. Dopo la definitiva eliminazione del CSKA, che ha dato l'addio anche alla possibilità di poter arrivare terzo, si concretizza anche la probabile uscita di scena della Lokomotiv, momentaneamente guidata da Renat Bilyaletdinov (padre del capitano Diniyar), temporaneo successore dell'esonerato Byshovets. I ferrovieri riescono nell'ardua impresa di perdere una partita dominata per lunghi tratti, disputata in casa e contro un avversario ostico ma non certo irresistibile. In questo momento, in attesa che si concludino le altre partite in programma in serata, si trovano al terzo posto con due miseri punticini, ma con una sola partita da giocare, la trasferta ad Atene, nella bolgia dello stadio del Panathinaikos, in una gara in cui potrebbe non bastare una comunque improbabile vittoria. Da quando seguo il calcio devo ammettere che ne ho viste poche di squadre così polle e stupide nel vero senso del termine come la Loko versione 2007...
Eliminazione che, insieme a quella del CSKA (almeno Zenit e Spartak ci si augura che vadano più avanti possibile), potrebbe far perdere diversi punti nei coefficienti alla Russia, che non sta sfruttando la grande occasione di poter superare la Romania in classifica, il che vorrebbe dire avere finalmente tre posti in Champions League per la stagione 2009/10; continuando così invece bisogna stare attenti a non farsi superare da Olanda e Portogallo...
Non è andata meglio allo Zenit, che ha salutato il Petrovskiy non certo nel migliore dei modi, pareggiando una partita ormai vinta e nella quale aveva fatto la bellezza di 21 tiri, contro i 6 degli ospiti. Tedeschi che si portano pure in vantaggio con il bomber greco Charisteas a metà primo tempo; lo Zenit crea ma non concretizza (un classico ormai per il calcio russo), specialmente con Pogrebnyak. E' proprio l'ex attaccante del Tom però a pareggiare dopo una bella azione partorita dal trio Dominguez-Arshavin-Zyryanov. Passano neanche 3' ed i padroni di casa ribaltano il risultato con il 18enne Alexey Ionov, già alla seconda rete nell'attuale edizione della Coppa UEFA (la prima la mise a segno nel 2-0 con cui lo Zenit liquidò il Vion in Slovacchia nel secondo turno preliminare). All'84' arriva l'immancabile beffa (con sfortunata carambola su Sirl), nell'azione successiva, giusto per far maledire la sorte ai Meshki, Arshavin entra in possesso del pallone e salta l'intera difesa tedesca, conclude e colpisce ovviamente il palo: nulla di nuovo. La formazione di San Pietroburgo, che in caso di vittoria poteva essere la prima squadra a qualificarsi ai Sedicesimi, rimane ancorata al secondo posto a quota 5 punti, e nella prossima (e per lei ultima) partita sarà di scena a Liverpool, nella tana dell'Everton.
Paradossalmente, l'unico club russo che ha ragione di essere soddisfatto oggi, è anche quello che ha giocato peggio: mi riferisco al decimatissimo Spartak Mosca (senza, faccio un bel respiro, Kowalewski, Jiranek, Kovac, Sabitov, Mozart, Bystrov, Kalinichenko e Pavlyuchenko), che ha sofferto la squadra campione della Repubblica Ceca. Se i ragazzi di Cherchesov batteranno lo Zurigo al Luzhniki nella prossima gara, si qualificheranno con un turno di anticipo.

lunedì 26 novembre 2007

Andrey, perchè l'hai fatto?




Perdonate il ritardo del post, ma purtroppo mi sarebbe piaciuto inserirlo insieme ad un video che avevo preparato che ripercorreva i momenti più significativi di questa incredibile qualificazione della Russia, ma ahime nessun sito me l'ha accettato (probabilmente per la questione dei diritti dell'UEFA).


In una delle serate più folli dell'intera storia del calcio recente, la Croazia è riuscita a compiere il miracolo più volte da me invocato, andando a vincere strameritatamente a Wembley contro l'Inghilterra e facendo qualificare di fatto la Russia, che ritorna così a partecipare, dopo l'assenza dei Mondiali tedeschi, ad una manifestazione internazionale. E' scontato iniziare complimentandosi con i giocatori croati, più volte definiti dal sottoscritto come degli "eroi", perchè d'altronde è di questo che si tratta: personalmente ci tenevo infinitamente a questa qualificazione, essere eliminati alla penultima partita ed in quel modo (per chi non se lo ricordasse, Sychev colpì un clamoroso palo al 90', giusto un minuto prima del 2-1 di Golan...) sarebbe stata un'ulteriore beffa nella storia di una nazionale già sfortunata di suo. Si può dire che giustizia è stata fatta.

Ma, decisivi colpi di scena finali a parte, bisogna sottolineare il fatto che la Russia comunque i suoi 24 punti se li è guadagnati da sola; andiamo dunque ad analizzare come è arrivato questo passaggio del turno in uno dei gironi in assoluto più terribili. I giocatori hanno indubbiamente chiuso in calando, come era anche lecito aspettarsi (d'altrone, Kerzhakov e Saenko a parte, gli altri non si fermano più da metà gennaio...), perdendo contro Israele e vincendo con il misero punteggio (tralasciando comunque il rigore fallito da Kolodin e la traversa colpita da Sychev, lo stesso autore del gol) di 1-0 in Andorra. Però prima la squadra guidata da Guus Hiddink aveva ottenuto buoni risultati, con l'epica vittoria sull'Inghilterra come copertina. Bisogna però essere sinceri ed ammettere che questa Russia non ha ancora convinto del tutto: mettendo momentaneamente da parte le scelte del CT, i limiti storici di questa nazionale sembrano essere rimasti e sono stati messi in evidenza in particolare nel tracollo di Wembley e nella già citata sconfitta di Tel Aviv. Il progresso, soprattutto a sentire le parole degli entusiasti giocatori, c'è stato, la Russia sembra essere finalmente diventata un gruppo vero, però le leggerezze che la contraddistinguono da anni permangono, così come i banalissimi errori difensivi, pagati caro anche dal CSKA in Champions League dal trio composto dai gemelli Berezutskiy ed Ignashevich. In fase di non possesso non ci siamo ancora, quando il pallone lo hanno sui piedi la situazione è sicuramente migliore, anche se la vivacità e la velocità della manovra dipendono eccessivamente dalla verve di Arshavin. A proposito del capitano, come saprete ha avuto la grande idea di farsi espellere contro l'Andorra per uno stupido fallo di reazione (onestamente non particolarmente violento) ed ora rischia addirittura di saltare gli Europei: è difficile che riesca a beccarsi meno di 2-3 giornate, a meno che la UEFA non si dimostri particolarmente comprensiva (ma anche un attimino furba, Arshavin se sta bene può essere una delle stelle del prossimo Europeo). Inutile dirvi che senza di lui anche per una sola partita, la Russia perderebbe gran parte del suo potenziale: è l'unico giocatore che reputo indispensabile, insieme ai difensori titolari, ma quest'ultimi non tanto per la loro bravura, ma quanto per il fatto che dietro di loro ci sono solo giovani inesperti, non adatti ad una competizione del genere. E' un giocatore che adoro, non a caso è l'unico tra quelli che militano nel campionato russo (insieme al miglior Daniel Carvalho) che ho sempre considerato al livello dei migliori del mondo, però è innegabile che per essere dei grandi giocatori serve anche la testa, ed Andrey per l'ennesima volta ha dimostrato di non utilizzarla come si deve. Eppure la mossa di Guus era stata chiara ponendogli al braccio la fascia di capitano, che serviva più che altro per responsabilizzarlo maggiormente. Evidentemente non è servito. Mi ritornando in mente le dichiarazioni di Cornelius Pot, vice di Advocaat nello Zenit, che qualche mese fa disse che Arshavin, pur sapendo fare qualsiasi cosa con il pallone fra i piedi, non potrà mai essere un leader, non ha il carattere adatto, è un giocatore mentalmente molto particolare, che vive sulle sue. Non un Morfeo, sia chiaro, perchè si tratta di un giocatore affermato (a livello internazionale ha solo avuto la sfortuna di non aver mai partecipato a competizioni prestigiose come Mondiali, Europei o Champions League, perchè ad esempio il suo rendimento in Coppa UEFA e nelle qualificazioni con la nazionale è sempre stato eccellente), spesso decisivo ma certamente troppo poco conosciuto considerando le sue innate qualità tecniche. Probabilmente se ne è reso conto anche lui, visibilmente depresso negli ultimi giorni, e che ha senza troppi fronzoli lasciato intendere che nel caso in cui fossero tre le giornate di squalifica, Hiddink non lo porterà sulle Alpi. Un Arshavin che, forse per la prima volta in carriera, appare poco convinto di rimanere a San Pietroburgo, nonostante lo storico titolo conquistato e la qualificazione diretta per la Champions League, competizione a cui non ha mai partecipato. Non a caso Sarsaniya, ds dello Zenit con cui non è fra l'altro in ottimi rapporti, ha dichiarato che se dovessero arrivare offerte da club di primo piano, Arshavin lascerà il suo club natale. Offerte che per il momento (e per fortuna!) non sono arrivate, se si esclude quella del Newcastle, probabilmente neanche presa in considerazione dalla società e, spero, dal giocatore.
Se dovesse non partecipare ad EURO 2008, il suo più probabile sostituto sarebbe "Dima" Sychev, giocatore sì con caratteristiche diverse, ma il più adatto a ricoprire il ruolo di seconda punta, grazie al svariare spesso sulle fasce; più difficile un utilizzo di Kerzhakov, visto da Hiddink principalmente come prima punta
Inutile dire però che ogni tifoso russo si augura che il proprio capitano possa essere disponibile, più motivato che mai, per i prossimi Europei.

mercoledì 21 novembre 2007

Gli eroi croati regalano il miracolo alla Russia.


A domani con un post sull'incredibile, ma alla fine meritatissima, qualificazione della Russia di Hiddink ad EURO 2008, per il momento mi limito a ringraziare con tutto il cuore i nostri amici croati, ritenuti dal sottoscritto dei veri e propri "eroi". Grazie Kranjcar, Olic, Petric e tutti gli altri, in particolare il bravissimo Bilic, giovane tecnico che si sta rivelando formidabile, proprio come la squadra che lui allena, ricca di talenti di grande livello, su tutti Luka Modric, una gioia per gli occhi.

Poco da dire sulla prestazione dei nostri in Andorra, so solo che ha segnato Sychev il gol decisivo, che Kolodin si è fatto parare un rigore procurato da Kerzhakov e che soprattutto è stato espulso, permettetemi il termine, quell'idiota di Arshavin a 5' dal termine.
Mi auguro che si beccherà una sola giornata, anche se in questo momento sono troppo felice per pensare al futuro, ho vissuto una serata magnifica, calcisticamente parlando difficilmente ripetibile come emozioni...



Onore alla Croazia di Bilic, vincitrice per 3-2 a Wembley...



sabato 17 novembre 2007

La fine di un sogno.


Israele - Russia 2-1

Reti: 10' Barda (Isr), 61' Bilyaletdinov (Rus), 90'+2 Golan (Isr).


Perdonatemi, ma non riesco proprio a fare un commento su questa partita, il risultato finale è stato terribile per come è maturato e soprattutto per quello che può significare: bando alle ciance, la Russia è fuori da EURO 2008. Questa sera ho senza dubbio vissuto la più grande delusione sportiva della mia vita, sono veramente distrutto, credevo ciecamente in questa nazionale, sentivo che sarebbe stata in grado di regalarmi grandi gioie, specie dopo il trionfo contro l'Inghilterra. Ed invece è stato tutto buttato al vento, nella gara decisiva. Risultato bugiardo, Russia sfortunatissima (quel palo di Sychev al 90' penso che sia in assoluto uno degli episodi più sfavorevoli nell'intera storia del calcio), ma gli errori storici di questa nazionale sono stati pagati ancora una volta a carissimo prezzo. All'Europeo al posto nostro ci andrà immeritatamente l'Inghilterra e sbaglia secondo me chi pensa che alla fine sarà meglio così, perchè io ero sicuro che la Russia avrebbe disputato dei grandissimi europei in caso di qualificazione...qualificazione che invece, salvo miracoli, non è arrivata per colpa dell'Israele, vera bestia nera ormai (ricordo anche il pareggio per 1-1 all'andata, con gol di Colautti a 5' dal termine).
E' un momento veramente difficile per il sottoscritto, non mi sono ancora reso conto che al 99,9%, per l'ennesima volta, non potrò ammirare la nazionale che tifo ed i miei idoli ad una competizione internazionale. Fu una beffa anche nelle qualificazioni per Germania 2006, ma adesso è ancora peggio perchè alle spalle c'era un progetto grandioso e serio, con l'allenatore migliore del mondo alla guida di un'ottima squadra che finalmente cominciava ad essere unita e che ha compiuto imprese ormai rese inutili. L'avevo previsto nel precedente post che la partita sarebbe stata molto più sofferta di quanto si immaginasse, avevo notato fin troppo ottimismo ingiustificato. Il primo tempo inguardabile dell'undici proposto da Hiddink non ha fatto altro che darmi ragione. Ma nella ripresa non c'è stata storia, i russi attaccavano in massa, creando un'infinità di occasioni, con i padroni di casa che non riuscivano ad uscire dalla propria metà campo. Al 61' è arrivato il meritato pareggio di Bilyaletdinov (fra l'altro, il primo gol per lui con la maglia della nazionale), ma pian piano che passava il tempo, la Russia cominciava a disunirsi, ad avere paura, diventando così frettolosa. Al 90', con quel palo colpito da Sychev, si è capito che ormai non c'era più niente da fare...


Russia (3-4-1-2): Gabulov; V. Berezutskiy (68' Pogrebnyak), Ignashevich, A. Berezutskiy; Anyukov, Zyryanov, Semshov (30' Torbinskiy), Zhirkov; Bilyaletdinov; Arshavin, Pavlyuchenko (52' Sychev).
In panchina: Malafeev, Kolodin, Saenko, Kerzhakov.


PS: il seguente video prima mostra i tre gol della partita, poi una sintesi con le occasioni principali della stessa.

venerdì 16 novembre 2007

Russia, stai attenta...

Sabato sera si decideranno parecchie cose in chiave qualificazione nel Gruppo E. La Croazia, a cui serve un solo punto per qualificarsi, andrà a giocare in Macedonia, mentre la Russia a Tel Aviv sfiderà l'Israele, in una gara che definire fondamentale è poco. La classica partita della vita, da dentro o fuori, esiste un solo risultato a disposizione ai russi per compiere un passo probabilmente decisivo verso EURO 2008. Non vincere, a mio modo di vedere, significherebbe sperare in regali che non ci saranno, poichè dubito che l'Inghilterra non vinca a Wembley contro una Croazia già qualificata. Di fronte la Russia avrà una formazione ostica, soprattutto in casa (non solo per motivi sportivi...), sempre difficile da affrontare. All'andata finì 1-1, con pareggio del naturalizzato Colautti a 5' dal termine, nella beffa principale in tutta la gestione Hiddink. Questa volta bisognerà essere più cinici sotto porta, sicuri di sè ed il più attenti possibile in difesa, dove alcuni banali errori sono costati carissimo. A proposito della difesa, confermo il recupero di Ignashevich, mentre rimane il dubbio legato a chi vestirà la maglia numero 1: il rientrante Akinfeev è il titolare, ma ha lui stesso ammesso di non essere al top; Gabulov fu tra i grandi protagonisti del trionfo contro l'Inghilterra, ma sembra che stiano salendo le quotazioni di Malafeev, il portiere Campione di Russia con lo Zenit, iper decisivo nella sfida a Zagabria contro la Croazia ed a Mosca contro la Macedonia, quando parò un rigore.
Inutile dire che sono tesissimo, un approdo ai prossimi Europei sarebbe importantissimo per tutto il movimento calcistico russo, un'eliminazione invece l'ennesima delusione, questa volta forse pure più beffarda delle precedenti. Mi sembra che nell'ambiente della nazionale russa aleggi un pò troppo ottimismo, a partire da Hiddink, che ha dichiarato che è sicuro di vincere, di meritare la qualificazione più degli inglesi e di credere fortemente nelle capacità della propria squadra. Tutte cose giuste, ma bisogna stare assolutamente attenti, non sarà affatto una passeggiata, tutti devono dare il 110%.
Forza ragazzi, siamo all'ultimo chilometro: DAVAI RUSSIA!