domenica 30 settembre 2007

25^ GIORNATA: Spartak Mosca - Khimki 2-0


Reti: 15' Bazhenov, 48' Titov.

Il grave infortunio che ha colpito Vladimir Bystrov (colpi di scena a parte, stagione finita per lui) ha scosso l'ambiente dello Spartak, si tratta di una bruttissima tegola non solo per la squadra moscovita, ma anche per la nazionale russa. Nel suo ruolo è stato adattato l'attaccante Bazhenov (già sperimentato ala destra ad inizio stagione), velocissimo ma con poca tecnica. Ma contro il Khimki è riuscito a suo modo a rendersi decisivo, portando in vantaggio i suoi con un eccezionale piattone al volo che beffa Berezovskiy (probabilmente involontario, il che si intuisce anche da come l'hanno abbracciato Titov e Pavlik, entrambi ridendo e pigliandolo simpaticamente in giro).

Cherchesov, già privo appunto di Bystrov, decide di lasciare in panchina anche l'altro esterno titolare, Dmitry Torbinskiy, effettivamente in ombra nelle ultime sfide, sostituendolo con un voglioso Kalynichenko, che ritorna così titolare dopo oltre due mesi. In difesa, in attesa che recuperino i titolari, il lituano Dedura viene preferito ad un'impresentabile Geder, mentre a sinistra parte a sorpresa il 18enne Andrey Ivanov, appena alla terza presenza con la maglia rossobianca (la seconda in campionato); a centrocampo rientra Mozart. Nel Khimki il nuovo tecnico Muslin inverte le posizioni in campo di Blatnjak e Mrdja, mettendo il bosniaco in attacco e l'under-21 serbo esterno di destro di centrocampo; nel reparto difensivo è Samusevas, tutt'altro che una sicurezza, a sostituire lo squalificato Stepanov.
La gara è piacevole, con lo Spartak che come da pronostico fa la partita, giocando bene, con i suoi classici fraseggi corti e rapidi; gli ospiti si affidano invece alla devastante velocità di Blatnjak per le ripartenze. Dopo un quarto d'ora arriva così il vantaggio dei padroni di casa, firmato Bazhenov. Poco dopo è lo stesso numero 32 a divorarsi un gol già fatto, sparando alto a porta vuota. L'altra occasione degna di nota prodotta dallo Spartak nella prima frazione di gioco capita sui piedi di Pavlyuchenko, insolitamente impreciso. Si rende pericoloso anche il Khimki nel finale, è infatti provvidenziale un intervento in scivolata dell'ottimo Ivanov su Antipenko. La ripresa si apre subito con il raddoppio dello Spartak, un tiro dai quindici metri del capitano Yegor Titov, che di fatto chiude la partita. Ma questo verrà sicuramente ricordato come il match di Andrey Tikhonov, l'indimenticato ex, uno tra i giocatori più amati nell'intera storia dello Spartak, applaudito dall'intero Luzhniki ogni volta che entrava in possesso del pallone. Eppure aveva fornito la bellezza di due assist in quel clamoroso 3-0 che il suo Khimki rifilò allo Spartak nel girone d'andata, ed anche ieri è andato molto vicino al gol, centrando in pieno la traversa.
Spartak quindi che tiene il ritmo dello Zenit e prosegue questa sua corsa; prevedibile una sconfitta per i rossoneri, che vengono così raggiunti in classifica da Luch-Energia e Tom, rimanendo in una posizione tutt'altro favorevole.

I MIGLIORI: Positiva prestazione del centrocampo: Titov sigla la rete del 2-0 finale e Mozart dialoga alla grande con i compagni; bene anche Kalynichenko, giocatore a cui forse manca il passo necessario per saltare l'uomo sulla fascia, ma tecnicamente sicuramente molto dotato. Bazhenov segna come detto un gran gol, sbaglia due occasioni più semplici, ma è sempre vivace, deve imparare ad essere meno frenetico e pasticcione. Sempre attento il giovanissimo Andrey Ivanov in difesa, davvero una bella scoperta!
In questa gara che di fatto era un omaggio a Tikhonov che tornava al Luzhniki dopo diverse stagioni, nel Khimki sempre pericoloso Blatnjak, che come al solito però pecca di lucidità nell'ultimo passaggio. Buona prestazione in mezzo al campo di Shirokov.

I PEGGIORI: Difficile trovare uno che ha giocato male nella più tifata squadra moscovita, diciamo che Velliton non si è visto più di tanto (la sua prestazione rimane comunque sufficiente).
Malissimo Mrdja nell'insolito per lui ruolo di esterno destro, mossa effettivamente alquanto bizzarra di Muslin. Inesistente l'attacco del Khimki, costa cara l'occasione buttata al vento da Antipenko; troppo frettoloso Vorobjov, centrocampista già nel giro della nazionale, che però ha dimostrato di essere un giocatore molto interessante. Fa quello che può Samusevas in difesa, doveva però staccarsi per contrastare Titov al momento del suo tiro di sinistro che ha poi battuto un incolpevole Berezovskiy.


Spartak Mosca (4-4-2): Pletikosa 6; Shishkin 6, Ra. Kovac 6, Dedura 6, An. Ivanov 6,5; Bazhenov 6,5 (dall'80' Parshivlyuk s.v.), Mozart 6,5, Titov 6,5 (dall'88' Sabitov s.v.), Kalynichenko 6,5; Velliton 6 (dal 69' Dzyuba s.v.), Pavlyuchenko 6.
In panchina: Khomich, Geder, Shoava, Torbinskiy.
Khimki (4-4-2): Berezovskiy 5,5; Golovatenko 6, Samusevas 5, Trivunovic 6, Orlov 5,5; Mrdja 5 (dal 46' Yevstafjev 5,5), Vorobjov 5,5 (dal 72' N. Ceh s.v.), Shirokov 6,5, Tikhonov 6,5; Blatnjak 6, Antipenko 5 (dal 57' Zebelyan 5,5).
In panchina: Rozkhov, Lyapkin, Druzdov, Vavilov.

Reti: 15' Bazhenov; 48' Titov.
Arbitro: Doroshenko V.
Ammoniti: Titov e Pavlyuchenko per lo Spartak; Tikhonov per il Khimki.

sabato 29 settembre 2007

25^ GIORNATA: Zenit San Pietroburgo - CSKA Mosca 2-1


Reti: 32' Pogrebnyak (Zen), 89' Denisov (Zen), 90'+1 Vagner Love (CSKA).

Partiamo da un presupposto: Zenit-CSKA è stata una partita che non ha mantenuto le attese, le due squadre non si sono espresse sui loro migliori livelli e lo spettacolo offerto non è paragonabile a quello di un classico big match del campionato russo. Zenit fin troppo rinunciatario, poche volte pericoloso davanti e con poco movimento senza palla, CSKA impreciso nelle conclusioni. Ha sicuramente avuto un ruolo decisivo il pessimo terreno del Petrovskiy: il nuovo stadio (un impianto fantastico da oltre 60.000 posti) i tifosi dello Zenit lo dovranno attendere fino al 2009, per il momento (ahime) si dovranno accontentare di questo, con un terreno che come dicevo complica parecchio le cose. Non a caso alcuni giocatori scivolavano in continuazione, erano perennemente a terra (Arshavin su tutti) e, specie nel primo tempo, sbagliavano facili controlli e semplici passaggi. Non proprio la condizione ideale quindi per disputare una partita così importante.
Nelle prime fasi la gara sembra un perfetto remake dell'andata, con uno Zenit quasi intimorito e poco propositivo, ed un CSKA che faceva la partita, creando diverse occasioni e non concretizzandole (in particolare con Vagner e Jo). Come sempre avviene nello Zenit in queste grandi sfide, Advocaat riporta un piccolo cambio tattico nella formazione, accentrando Sirl e lasciando tutta la fascia sinistra in balia del povero Kim. Ma è un'altra la scelta (che poi si rivelerà azzeccata) che lascia tutti a bocca aperta: ovvero l'esclusione dall'undici titolare di Dominguez a favore di Denisov. Sono così i padroni di casa che passano immeritatamente in vantaggio al 32': Arshavin, così come a Kazan, cerca il gol da calcio d'angolo, il pallone sbatte ancora contro la traversa, ma questa volta Krizanac in un qualche modo (si scoprirà con un tocco di mano) riesce a farlo rientrare nell'area piccola, dove Pogrebnyak è il più lesto di tutti ad avventarsi su esso, appoggiandolo alle spalle di Mandrykin. Esplode lo stadio, colpevole la difesa del CSKA, parsa addormentata.
Nella ripresa il match, pur senza entusiasmare, raggiunge ritmi più elevati di gioco, anche grazie ad uno Zenit sicuramente non irresistibile, ma che almeno ci prova più costantemente in fase offensiva. Arshavin per poco non centra il bersaglio grosso con una potente conclusione a giro, per i "soldati" le occasioni migliori capitano quasi sempre sui piedi di Jo: in particolare, nella in quella più clamorosa, è bravissimo Contofalsky ad avventarsi in tuffo sui piedi del numero 10 brasiliano. Gazzaev le prova tutte, inserendo Ramòn, Gusev e la giovane stella polacca Janczyk; Advocaat invece come suo solito non varia la formazione iniziale ed alla fine fa bene, perchè è Denisov a siglare la rete del 2-0, splendidamente imbeccato da Radek Sirl. Partita conclusa? Macchè. Le due squadre si ricordano di partecipare al campionato russo ed allora danno il via ad un finale elettrizzante, in cui il CSKA riapre il match grazie ad un'assolo di Vagner Love, che raggiunge Adamov in seconda posizione nella classifica marcatori, a quota 12 reti. Ma ormai è troppo tardi, lo Zenit, probabilmente senza meritarlo, vince 2-1 e continua a sognare. Per il CSKA, invece, svanisce ogni minima speranza di riconfermarsi Campioni di Russia: l'obiettivo diventa così il terzo posto, che vorrebbe dire medaglia di bronzo.
Risultato a parte, la cosa che comunque oggi contava maggiormente, il burbero tecnico olandese dovrà farsi un esamino di coscenza, perchè non è possibile che nei big match la sua squadra giochi sempre al di sotto delle sue reali potenzialità. I primi 30 minuti sono stati osceni, ed anche successivamente si è visto solo a sprazzi, in qualche accelerazione, il vero Zenit. Passo sì importante verso la conquista del titolo, ma assolutamen non l'allungo decisivo: lo Spartak vincendo è rimasto sempre a -3, e mancano ancora cinque gare, che non sono poche, e tutte difficili (in particolare quelle contro Lokomotiv, FC Mosca e Saturn).


I MIGLIORI: Igor Denisov, dopo un avvio così così, diventa il grande protagonista dell'incontro, con continue accelerazioni palla al piede che mettono in difficoltà la difesa moscovita. Quel suo 2-0, con esultanza sotto la curva dei propri tifosi, può entrare nella storia del club, la sintesi di una stagione che potrebbe diventare trionfale. Ha lottato su ogni pallone Pogrebnyak, rinfrancato dopo il gol in mischia del vantaggio; Tymoschuk sbaglia qualche passaggio e porta troppo palla, ma alcuni suoi interventi in scivolata hanno del miracoloso. Riscatta una prestazione mediocre Sirl, che serve a Denisov il bellissimo assist del raddoppio. Nonostante soffrano terribilmente la vivacità dei due attaccanti brasiliani, Krizanac e Lombaerts si confermano una coppia ben affiatata: in particolare il belga nel secondo tempo non sbaglia neanche un intervento.
Nel CSKA i più pericolosi sono stati sicuramente Vagner Love e Jo, che hanno peccato però di precisione. Ratinho crea qualche problema con la sua velocità, ma non riesce neanche lui ad essere maggiormente prolifico. Bene dietro Vassily Berezutskiy e soprattutto Capitan Ignashevich, sempre attento e deciso.

I PEGGIORI: E' riuscito a risultare decisivo anche in una giornata sottotono, battendo quel calcio d'angolo, però ci si aspettava molto di più da Arshavin. Male anche Zyryanov (che spreca tra l'altro una facile opportunità, solo contro Mandrykin), alla prima insufficienza da quando gioca nello Zenit. Deludente Anyukov, che ha la "scusa" di essere rientrato dopo un infortunio.
Non incidono sul match Krasic e Zhirkov, inesistente Dudu in fase offensiva, troppo falloso il lituano Semberas, giocatore che Gazzaev metterebbe anche in porta, oggi contestabilmente preferito a Rahimic ed Aldonin, seduti in panchina.


Zenit (4-2-3-1): Contofalskiy 6,5; Anyukov 5, Krizanac 6,5, Lombaerts 7, Kim Dong-Jin 5,5; Tymoschuk 6,5, Zyryanov 5; Denisov 7, Arshavin 5, Sirl 6; Pogrebnyak 6,5.
In panchina: Malafeev, Hagen, Gorshkov, Radimov, Maxymov, Dominguez, Fatih Tekke.
CSKA (3-4-1-2): Mandrykin 6; V. Berezutskiy 6, Ignashevich 6,5, A. Berezutskiy 5,5; E. Ratinho 6 (dal 57' Ramòn 6), Semberas 5, Dudu Cearense 5 (dall'88' Janczyk s.v.), Zhirkov 5,5 (dal 73' Gusev 6); Krasic 5,5; Vagner Love 6,5, Jo 6.
In panchina: Abakumov, Djaner, Aldonin, Rahimic.


Reti: 32' Pogrebnyak (Zen), 89' Denisov (Zen), 90'+1 Vagner Love (CSKA).
Arbitro: Klaus Bo Larsen.
Ammoniti: Lombaerts e Pogrebnyak per lo Zenit; Semberas, Ignashevich e Gusev per il CSKA.

venerdì 28 settembre 2007

PROGRAMMA 25^ GIORNATA


Sabato 29 settembre 2007:

10:00: Luch-Energia - Rubin

12:00: Zenit - CSKA [LIVE, su Perkiv Kanal (CH 1 RUS ORTi) oppure su livetv.ru]

14:00: Spartak Mosca - Khimki [LIVE, su livetv.ru]

14:30: Amkar - Lokomotiv

Domenica 30 settembre 2007:

11:00: Tom - Kuban

12:15: Saturn - FC Mosca [LIVE, su livetv.ru]

15:45: Dinamo - Krylya Sovetov

18:00: Rostov - Spartak Nalchik

Buon divertimento!



24^ GIORNATA: ALTRE PARTITE


Khimki - Rostov 1-0: 78' Antipenko.

Luch-Energia Vladivostok - Kuban Krasnodar 1-0: 51' Strelkov.

FC Mosca - Dinamo Mosca 4-1: 21' Adamov (Mos), 31' K. Kombarov (Din), 45'+1 Chizek (Mos), 81' P. Bystrov (Mos), 83' S. Ivanov (Mos).

Spartak Nalchik - Saturn 1-3: 17' Evseev (Sat), 19' Shuneyko (Nal), 55' Cesnauskis (Sat), 90'+4 A. Ivanov (Sat).

Krylya Sovetov Samara - Tom Tomsk 1-1: 9' Maznov (Tom), 62' Mudjiri rig. (Kry).

CSKA Mosca - Amkar Perm 1-0: 60' Jo.

Dopo Loko-Spartak, la partita più attesa era un altro derby, quello che vedeva opposte FC Mosca e Dinamo Mosca, terza contro quarta, due tra le squadre più convincenti in questa stagione. Riescono ad avere la meglio i padroni di casa, ora in piena lotta per il titolo, ad un solo punto dallo Spartak secondo in classifica. Ma il risultato finale è eccessivo e punisce fin troppo l'imprecisione sotto porta degli attaccanti ospiti: è infatti la Dinamo a fare la partita, Semshov e Danny causano continui pericoli, ma il bulgaro Genkov sbaglia l'impossibile. E quando Kolodin, cecchino infallibile dal dischetto (pensate che si tratta di un difensore che nell'attuale Premier Liga ha segnato la bellezza di 8 reti, di cui 7 proprio su rigore), si fa respingere il tiro da Zhevnov (per una volta tanto decisivo...), si intuisce che non è giornata per gli uomini di Kobelev, che subiscono nel giro di tre minuti due contropiedi fatali. Con la caduta della Dinamo, è il CSKA a riconquistare il quarto posto, vincendo 1-0 contro un sempre ottimo Amkar: se non dovesse arrivare una vittoria domani, nell'attesissima sfida di San Pietroburgo contro lo Zenit, Jo e compagni potranno dire serenamente addio alla possibilità di riconfermarsi Campioni di Russia per la terza volta consecutiva. Continua la marcia inarrestabile del Saturn, ormai una serissima candidata per un posto in Europa: a segno due nuovi acquisti, Evseev ed Alexey Ivanov, chiara dimostrazione di quanto si sia rinforzata la squadra del sobborgo di Mosca. Il Krylya Sovetov non sa più vincere: non lo si scopre di certo oggi, ma la formazione di Samara è veramente inguaiata, così come i siberiani del Tom, che raccolgono sempre meno di quanto seminano. Tornano alle vittorie il Luch ed il Khimki con il nuovo tecnico Muslin (belga, già ex Lokomotiv).
Come potrete notare, la classifica è "spezzata" in tre parti: Zenit, Spartak e FC Mosca, ossia le squadre che attualmente possono ambire al titolo; il gruppone che punta alla qualificazione in Coppa UEFA, che va dai 38 punti del CSKA ai 31 del Rubin; e le ben sei squadre che verosimilmente lotterranno da qui alla fine per non retrocedere (ricordo che saranno due). In realtà si potrebbero fare altre due distinzioni, perchè il Rostov ormai è spacciato, mentre Amkar e Rubin hanno possibilità davvero minime di centrare una qualificazione europea. Apprestiamoci quindi ad un finale incandescente, probabilmente ancora più emozionante di quello della scorsa stagione: ogni lotta (per il titolo, per l'Europa e per la retrocessione) è ancora apertissima.

Intanto, mercoledì pomeriggio si è recuperato l'ultima partita rimanente, ovvero la sfida tra Rubin e Spartak Nalchik.

Rubin Kazan - Spartak Nalchik 2-1: 55' Salukvadze (Rub), 69' Amisulashvili (Nal), 77' Kabze (Rub).

CLASSIFICA:
1. Zenit San Pietroburgo 46

2. Spartak Mosca 43
3. FC Mosca 42
4. CSKA Mosca 38
5. Saturn 37
6. Dinamo Mosca 36
7. Lokomotiv Mosca 36
8. Amkar Perm 34
9. Rubin Kazan 31
10. Khimki 28
11. Spartak Nalchik 26
12. Luch-Energia Vladivostok 25
13. Krylya Sovetov Samara 25
14. Tom Tomsk 25
15. Kuban Krasnodar 25
16. Rostov 14

CLASSIFICA "BOMBARDIERI":
Pavlyuchenko, Spartak Mosca: 13 reti (2 rigori)

Adamov, FC Mosca: 12 (3)
Vagner Love, CSKA Mosca: 11 (1)
Arshavin, Zenit San Pietroburgo: 9
Pogrebnyak, Zenit San Pietroburgo: 9 (2)
Jo, CSKA Mosca: 9 (2)
Sychev, Lokomotiv Mosca: 9 (1)
Kushev, Amkar Perm: 9 (2)
Zyryanov, Zenit San Pietroburgo: 8
Kolodin, Dinamo Mosca: 8 (7)

Ed infine una "chicca": il mio video con tutti i gol della 24^ Giornata della Premier Liga!

video

giovedì 27 settembre 2007

24^ GIORNATA: Rubin Kazan - Zenit San Pietroburgo 1-4


Reti: 18' Pogrebnyak (Zen), 21' Zyryanov (Zen), 56' Pogrebnyak (Zen), 72' Denisov (Zen), 82' Petrovic (Rub).

Quattro reti e due legni colpiti, il tutto in trasferta, su un difficile campo come quello di Kazan. Questo è il bilancio della 24^ partita in campionato dello Zenit, che sfrutta al meglio la sconfitta dei rivali dello Spartak, volando al primo posto.
In questa vittoria, tra le più belle della gestione Advocaat, i "Meshki" ci hanno messo davvero tutto: personalità, carattere, concretezza, spettacolarità ed addirittura attenzione in difesa, il reparto che più problemi ha causato in questa stagione. Attualmente la formazione di San Pietroburgo è sicuramente la più in forma della Premier Liga, da quel famoso 9-3 rifilato alla Dinamo Mosca negli Ottavi della Kubok Rossii ai primi di agosto sono arrivate solo ed esclusivamente vittorie, anche in campo internazionale. Una squadra che sembra aver trovato la giusta quadratura, ma che già sabato avrà di fronte a sè un banco di prova ancor più importante, che questa volta, rispetto al passato, non potrà fallire: la sfida casalinga contro il CSKA di Gazzaev.
Dopo la roboante sconfitta per 3-0 subita l'anno scorso a Kazan più o meno nello stesso periodo, lo Zenit è sceso in campo concentrato, con l'unico obiettivo di far risultato. Già in apertura si intuisce la grande serata collettiva della formazione di San Pietroburgo, che gioca in modo rapido, con massimo due tocchi. E' in un'azione del genere che Zyryanov va vicino alla rete del vantaggio, con un morbido cucchiaio che sorvola la traversa di un niente. Ma è solo questione di minuti perchè Pogrebnyak, dopo una bella accelerazione di Arshavin ed una intelligente sponda di prima di Dominguez, batte il portiere avversario con un tiro a giro di sinistro. Passano neanche 3 minuti e lo Zenit raddoppia con il solito Zyryanov, che si infila nella difesa tartara dopo un colpo di testa in avanti di "Posha" Pogrebnyak. Il primo tempo si conclude così sullo 0-2. Nella ripresa Berdyev prova a giocarsi la carta Benachour, ma è sempre lo Zenit a fare la partita, a gestire sapientemente il possesso palla. Ogni volta che accellera, quasi sempre con uno tra Arshavin e Zyryanov, l'undici proposto da Advocaat fa paura e trova così la rete dello 0-3 ancora con Pogrebnyak, alla prima doppietta con la sua nuova maglia. Poco dopo però il tecnico olandese compie una scelta contestabile: ovvero quella di togliere dal campo "El Chori" Dominguez, il giocatore che in assoluto sentiva di più questo match, essendo un grandissimo (e rimpianto) ex. Al suo posto entra Denisov, che ritorna al gol in campionato dopo quasi sei mesi di digiuno. Il Rubin si fa vedere dalle parti di Contofalsky (ancora preferito a Malafeev, ormai sembra essere diventato lui il titolare) solo negli ultimi 10 minuti, nei quali trova una bella rete con l'interessante Petrovic, in mezza rovesciata. Nel finale lo Zenit ha le occasioni per arrotondare ulteriormente il risultato, colpendo prima una traversa direttamente da calcio d'angolo con Arshavin (conoscendo Andrey c'è da pensare che ci abbia sicuramente provato) e poi il palo con un bel tiro a giro ancora di Denisov. Ma va bene così, l'importante ora per Tymoschuk e compagni è aver conquistato la vetta solitaria della classifica, tra l'altro vincendo e convincendo.


I MIGLIORI: In questa positiva serata, hanno giocato bene un pò tutti nello Zenit. Sugli scudi Pogrebnyak, autore di una doppietta ed entrato nelle azioni degli altri due gol; ennesima grande prestazione di Zyryanov, che si sta rivelando come uno degli acquisti più azzeccati nella storia dell'intero calcio russo. Ottimi segnali dalla difesa, guidata alla grande dal croato Krizanac e dal giovane belga Lombaerts, finalmente convincente. Buona la prova del sempreverde Gorshkov, centrocampista ucraino 37enne, oggi sperimentato nel ruolo di terzino destro, per sostituire l'acciaccato Anyukov.
Nel Rubin, soppresso dalla bontà del gioco avversario, lascia una buona impressione l'ultimo arrivato, il centrocampista Petrovic, che realizza la rete della bandiera. Nonostante i quattro schiaffi subiti, l'esperto Tomas si è rivelato un'affare importante per la difesa tartara.

I PEGGIORI: Difficile trovare uno che abbia giocato male nello Zenit: diciamo che Dominguez, pur delizioso nei suoi fraseggi con i compagni, non riesce ancora ad essere decisivo come quando lo era a Kazan. Fa tutto bene, ma da un giocatore del suo livello ci si aspetta sempre un qualcosa in più del normale.
Male l'intera difesa dei padroni di casa, eccetto Tomas: il brasiliano Jean Narde regala una rete allo Zenit, ma poi si rifà parzialmente servendo l'assist a Petrovic. Kharchik, il terzo portiere del Rubin, non ha particolari colpe, ma su tutti e quattro i gol dà la sensazione che avrebbe potuto fare qualcosina di più. Deludente Budylin, che non riesce mai ad innescare le proprie punte, sottotono anche Vitaly Volkov, uno tra i giocatori più in forma tra i tartari, ben contenuto dal coreano Kim. Si vede ancora meno il moldavo Gatkan, sostituito nella ripresa.

Rubin (4-4-2): Kharchik 5; Salukvadze 5,5, Sinev 5, Jean Narde 5,5, Tomas 6; V. Volkov 5,5 (dal 66' Petrovic 6,5), Vasiljev 5,5, Budylin 5, Gatkan 5 (dal 46' Benachour 5); Paunovic 5,5, Kabze 6 (dal 61' Bairamov 6).
In panchina: Revishvili, Calisto, Golatkin, Nicu Giurgiu.
Zenit (4-2-3-1): Contofalsky 6; Gorshkov 6,5, Krizanac 7, Lombaerts 7, Kim Dong-Jin 6,5; Tymoschuk 6,5 (dal 78' Radimov s.v.), Zyryanov 7; Dominguez 6 (dal 55' Denisov 6,5), Arshavin 6,5, Sirl 6,5; Pogrebnyak 7,5 (dal 78' Fatih Tekke s.v.).
In panchina: Malafeev, Anyukov, Hagen, Lebedev.


Reti: 18' Pogrebnyak (Zen), 21' Zyryanov (Zen), 56' Pogrebnyak (Zen), 72' Denisov (Zen), 82' Petrovic (Rub).
Arbitro: Baskakov Y.
Ammoniti: Benachour per il Rubin.

martedì 25 settembre 2007

24^ GIORNATA: Lokomotiv Mosca - Spartak Mosca 4-3


Reti: 11' Pavlyuchenko rig. (Spa), 20' Pavlyuchenko (Spa), 30' Odemwingie (Lok), 42' Sychev (Lok), 69' Odemwingie (Lok), 77' Pavlyuchenko (Spa), 90'+4 Asatiani (Lok).

Vince la Loko 4-3 questo emozionantissimo derby del 24^ turno di un campionato russo che è ormai entrato nella fase clou. I "ferrovieri", pur abbastanza deludenti nell'attuale stagione, hanno rifilato la quarta sconfitta in altrettanti incontri (oltre ai due di campionato, anche la doppia sfida della semifinale della Kubok Rossii) ai concittadini dello Spartak. Beffa doppia per la squadra più titolata di Russia se si pensa che uno dei principali protagonisti sia stato l'attaccante nigeriano Peter Odemwingie, soffiato dalla Loko ai cuginastri proprio nel mercato estivo. Sarà particolarmente deluso anche Roman Pavlyuchenko, che grazie a questa tripletta ha sì raggiunto il primo posto nella classifica "bombardieri", ma la sua squadra ha perso il comando della classifica.
Probabilmente, questa è stata la gara più divertente dell'anno. Emozioni a non finire, dal recupero dei padroni di casa dal 2-0 al 2-2 nel giro di 10 minuti, fino ai due clamorosi legni colpiti rispettivamente da Odemwingie e Dzyuba (il palo interno centrato da quest'ultimo è veramente qualcosa di allucinante, con il pallone che fa di tutto per non entrare). Il finale, anche se assai crudele, è il più giusto in una partita così mozzafiato: punizione guadagnata dalla Loko poco oltre la metacampo degli avversari, tutti "in the box", Maminov crossa in mezzo ed a svettare è il difensore georgiano Asatiani, che regala 3 punti alla sua squadra, con una rete all'ultimo secondo.
Si saranno sicuramente divertiti i 50.000 del Lokomotiv Stadium, esaurito: lo spettacolo offerto dalle due squadre è stato un qualcosa di veramente eccezionale, un vero e proprio spot per il calcio.
Lo Spartak conferma di avere l'abitudine di risolvere le partite nei minuti (in questo caso nei secondi) finali: alcune volte gli è andata bene, ma spesso gli è andata male...alla mente ritorna sicuramente il pareggio per 1-1 del Saturn a Ramenskoye lo scorso campionato, che di fatto consegnò lo scudetto al CSKA.
Oltre che una buona dose di euforia, ci saranno sicuramente molti rimpianti in casa Lokomotiv, squadra uscita troppo presto dalla lotta per il titolo, ma che negli scontri diretti ha sempre dimostrato il suo potenziale.


I MIGLIORI: Doveroso partire da Pavlyuchenko, alla seconda tripletta consecutiva nel giro di neanche quattro giorni dopo quella in Coppa UEFA: dopo alcune gare sottotono (penso al derby con il CSKA del 2 settembre o a Russia-Macedonia), è subito tornato sui suoi migliori livelli, diventando tra l'altro capocannoniere, con la pazzesca cifra di 13 reti in 16 presenze! Sempre restando in casa Spartak, bene come al solito Capitan Titov e Radoslav Kovac, sempre attento in difesa.
Nella Loko, bisogna citare prima di chiunque altro Asatiani, eroe della giornata con quel gol all'ultimo secondo. Benissimo Odemwingie, due reti ed una straordinaria traversa colpita, importantissimo anche il pareggio di Sychev a fine primo tempo, sicuramente un gol che ha cambiato le sorti del match. Una minaccia costante sulla fascia destra è stato un altro ex Spartak, Samedov, furetto instancabile a cui è mancata soltanto un pò di "mira". Decisivo l'ingresso in campo del vecchio Maminov, ennesima prestazione super per il serbo Ivanovic, autore tra l'altro di due splendidi assist (di cui uno con un colpo di tacco al volo).

I PEGGIORI: Sottotono i due esterni dello Spartak, Bystrov e Torbinskiy, ben contenuti rispettivamente da Sennikov e da uno strepitoso Ivanovic. Si è visto poco pure il giovane brasiliano Velliton; un mezzo disastro, ma questa non è certo una novità, Geder al centro della difesa, forse era meglio puntare su Dedura, tutto sommato positivo nelle ultime uscite. Shoava sulla fascia sinistra ha sofferto terribilmente la vivacità di Samedov e le percussioni di Ivanovic.
Nella Loko Pelizzoli ha qualche responsabilità sulle prime due reti avversarie, anche se si è parzialmente riscattato con alcuni buoni interventi (ma ha rischiato di combinarla grossa con un'uscita a vuoto su Dzyuba, che avrebbe potuto causare il 4-3 dello Spartak). Male Bilyaletdinov, chiaramente fuori forma ed inconcludente. In difficoltà Gurenko in mezzo al campo, così come il giovane Yefimov nel marcare Pavlyuchenko.


Lokomotiv (4-4-2): Pelizzoli 5,5; Ivanovic 7,5, Yefimov 5,5, Asatiani 7, Sennikov 6; Samedov 7, Gurenko 5,5, Bilyaletdinov 5, Yanbaev s.v. (dal 23' Maminov 7); Sychev 6,5, Odemwingie 7,5.
In panchina: Polyakov, Fininho, Dramani, Chaker, Kontsedalov, Korchagin.
Spartak Mosca (4-4-2): Pletikosa 6; Shishkin 6, Geder 5, Ra. Kovac 6,5, Shoava 5,5 (dal 74' Dzyuba 6); V. Bystrov 5,5, Sabitov 6, Titov 6,5, Torbinskiy 5 (dal 78' Boyarintsev s.v.); Velliton 5,5 (dall'87' Bazhenov s.v.), Pavlyuchenko 8.
In panchina: Kowalewski, Ivanov, Dedura, Kalynichenko.


Reti: 11' Pavlyuchenko (Spa), 20' Pavlyuchenko, 30' Odemwingie (Lok), 42' Sychev (Lok); 69' Odemwingie (Lok), 77' Pavlyuchenko (Spa), 90'+4 Asatiani (Lok).
Arbitro: A.E. Kolobaev.
Ammoniti: Ivanovic, Sennikov, Gurenko, Maminov e Samedov per la Lokomotiv; V. Bystrov, Boyarintsev e Dzyuba per lo Spartak.



lunedì 24 settembre 2007

Ma perchè il calcio russo?

Chi ha avuto la fortuna (o sfortuna, fate vobis) di visitare questo blog, si sarà sicuramente chiesto come mai un ragazzo italiano, senza alcun parentela con cittadini russi, si sia così tanto appassionato ad un movimento calcistico così lontano geograficamente, e così poco seguito in Italia.
Ebbene, tutto ebbe inizio 5 anni or sono, nel periodo della fase ai gironi dei tanto contestati Mondiali 2002. Della Russia calcistica conoscevo poco o nulla: Spartak e Lokomotiv come principali club e come giocatori, tralasciando gli "europei occidentali" (quindi i vari Mostovoi, Onopko, Karpin, Khokhlov, Smertin, Beschastnykh e Nigmatullin), conoscevo solo Titov, il trascinatore dello Spartak Mosca che tanto bene faceva in Europa, e l'allora 19enne Marat Izmailov, che aveva impressionato ogni critico dopo la sfida con la Roma in cui si era messo particolarmente in mostra. Alla vigilia della manifestazione sentii parlare della giovane promessa Dmitry Sychev, 18enne attaccante dello Spartak Mosca che stava stupendo tutti in patria. Stop. Nonostante mi piacessero parecchio alcuni giocatori, la Russia in quel periodo, che ci crediate o meno, mi stava abbastanza sulle "balle". Ma qualcosa cambiò quando la vidi nella terza ed ultima loro partita in quel deludente (ma anche sfortunato, ricordo ancora con amarezza l'arbitraggio a senso unico nella gara persa 1-0 con il Giappone) torneo: parlo di Russia-Belgio, drammatico match (nel vero senso del termine, ci furono diversi suicidi a Mosca per la delusione di un'eliminazione inaspettata), terminata 3-2 in favore dei "Diavoli Rossi", vera "bestia nera" dei russi nella fase finale di un Mondiale. Una partita che ha fatto conoscere a tutto il mondo la luminosa stella di Dmitry Sychev, la sorpresa più piacevole di tutta la manifestazione, autore del gol del 3-2 della speranza. Ma l'assist in quel gol lo fece un altro ragazzino, alla seconda presenza con la propria nazionale, tale Alexander Kerzhakov, 19enne centravanti appena entrato in campo. Fu amore a prima vista. Tutti esaltavano Dima, ma io rimasi maggiormente colpito da Sascha, con quel suo rapidissimo movimento mi fulminò. Dato che notai anche una certa somiglianza fisica con il sottoscritto, diventò ben presto il mio principale idolo calcistico. Fu grazie a lui che iniziai a seguire il calcio russo. Scelsi lo Zenit di San Pietroburgo come "mia" squadra poichè, oltre a Kerzhakov, rimasi affascinato dall'altro giovincello che lo affiancava in attacco, Andrey Arshavin, attualmente il miglior giocatore dell'est europeo . Mi piacque subito la mentalità offensiva dello Zenit, che nella sua storia ha vinto molto poco ma che ha sempre espresso uno dei calci più piacevoli in Russia, dove è una tra le squadre più tifate, l'unica vera minaccia al predominio moscovita che si è creato dalla dissoluzione dell'URSS, con la scomparsa di club del calibro di Dnipro e soprattutto Dinamo Kiev. Oggi sono un vero e proprio tifoso dello Zenit, squadra che tifo più di qualsiasi altra, ma mi ritengo allo stesso tempo obiettivo nei giudizi: squadre come CSKA e soprattutto Spartak, le principali rivali del club di San Pietroburgo, non le odio, anzi le simpatizzo pure ed in Europa le tifo alla grande. Quindi non preoccupatevi, i miei commenti sul campionato russo cercheranno di essere più neutrali possibili. Certo, in caso di vittoria del titolo da parte dello Zenit, non risponderei delle mie azioni...
Tengo a precisare che quando ho iniziato a tifarla, la squadra era solo sponsorizzata dalla Gazprom, che dal 2005 ha acquistato completamente l'intero club, quindi non l'ho iniziata a seguire con la speranza di vederla alzare un giorno la tanto desiderata Champions League (perchè è questo il sogno, che magari resterà tale, delle principali squadre russe).
Un fattore che è stato decisivo, oltre alla bellezza ed all'equilibrio che regna nella Premier Liga (probabilmente il campionato più combattuto in Europa), sono sicuramente le ambizioni delle squadre principali, che dispongono di risorse economiche in alcuni casi pressochè illimitate o quasi. Questo mi ha aiutato parecchio, perchè vivo con la certezza (od almeno con la speranza) di vederle trionfare un giorno, possibilmente non troppo lontano, in campo europeo.
Non ritenendomi ancora del tutto impazzito, se mi sono appassionato così tanto è perchè mi diverto a vedere le partite del calcio russo, un calcio con una mentalità completamente opposta a quello italiano, dove si attacca sistematicamente, sempre e comunque. A riguardo sono emblematiche le dichiarazioni esterefatte dell'attuale CT della nazionale russa, Guus Hiddink, cresciuto nella patria del "calcio totale" ed offensivo, e dell'ex reggino Mozart, brasiliano doc che in una recente intervista su Calcio 2000 (numero in cui anche il sottoscritto ebbe l'onore di avere una pagina dedicata alla sua strana passione) ha dichiarato che in Brasile si gioca in modo molto meno squilibrato. Il calcio russo, nonostante pochi lo sappiano, è il più simile (a parte ovviamente il portoghese ed il sudamericano) a quello spagnolo: c'è meno sicuramente meno proprietà di palleggio, meno leziosismi, meno giocate spettacolari, ma il possesso palla è fondamentale, così come il bel gioco. I giocatori russi come tipologia sono molto più simili a quelli spagnoli piuttosto che a quelli inglesi: non è un caso che essi non abbiano praticamente mai fallito nella Liga, basti pensare a Mostovoi e Karpin, tra i giocatori più amati dalle tifoserie di Celta Vigo e Real Sociedad (nel 2002 passai da Vigo, e vi posso garantire che "Lo Zar" era considerato, e penso lo sia tuttora, un "Dio"). Lo stesso Kerzhakov è ben presto diventato uno dei principali beniamini della calda tifoseria sevillista.
Ecco il calcio ucraino, molto difensivista e sicuramente più tattico, è invece incredibilmente simile come mentalità a quello italiano e la nazionale di Blokhin penso che sia la più chiara dimostrazione.

Dopo avervi un pò raccontato i motivi che mi hanno spinto a diventare un vero e proprio fanatico di questo movimento, sicuramente in grande crescita (e spero in ascesa), spero che mi seguiate in numerosi e che qualcuno sia magari invogliato a guardarsi qualche partita (a tal proposito spiegherò tutto nei prossimi giorni). Perdonate la lunghezza dei miei post, un mio difetto è sicuramente quello di dilungarmi eccessivamente.

Benvenuti nel blog dedicato al calcio russo!

Mi chiamo Alberto, conosciuto su internet con il simpatico nick di Kerzhakov 91, e sono un ragazzo che, come tanti altri, ha come passione principale quel meraviglioso sport chiamato "calcio". Fin da piccolo mi ha sempre affascinato non solo seguire il campionato nostrano, ma anche "aprire gli occhi e la mente" guardando altri campionati, per poi confrontarli con la nostra Serie A. Non mi definisco un "antitaliano", ma ho sempre contestato affermazioni quali "in Italia si gioca il campionato più bello e difficile del mondo", piuttosto che "negli altri campionati le difese fanno schifo, mica come nel nostro, dove è difficile segnare".
Penso che il male più grande che ci sia Italia sia quello della disinformazione: limitandoci all'ambito calcistico, mi ha sempre fatto arrabbiare il fatto di ascoltare o leggere giornalisti che, in particolare nel campo del calcio internazionale, conoscevano spesso meno del sottoscritto, commettevano un sacco di banali errori e si affidavano ai soliti luoghi comuni. Insomma, tanto per citare un esempio recente, l'autorevole quotidiano romano "Corriere dello Sport" giusto una settimana fa nell'annunciare la probabile formazione del CSKA Mosca che sarebbe scesa in campo per la gara di Champions League contro il PSV, sbagliò il nome e la posizione sul terreno di gioco di quasi tutti i giocatori moscoviti. Allora, considerando che non si tratta di una squadra sconosciuta, ma anzi di una tra le più vincenti negli ultimi 3 anni, ritengo l'atteggiamento di questo quotidiano (è solo l'esempio più lampante che mi è capitato nell'ultimo periodo, non ho nulla di personale contro il CDS) veramente poco professionale.
Essendo da ormai oltre 5 anni un grande appassionato di un movimento poco conosciuto e parecchio snobbato come quello russo, ho deciso di creare un blog. Esiste già da quasi 1 anno un forum gestito dal sottoscritto per discutere sugli avvenimenti principali ma ora, prendendo spunto da Valentino (bravissimoblogger di calciospagnolo.blogspot.com), ho deciso appunto di immergermi in una realtà per me nuova come quella dei blog. Il forum (a proposito, vi invito a registrarvi, siamo in pochi, ma penso che sia molto interessante) sarà quindi lo "spazio" in cui si potrà discutere liberamente di tutto il calcio russo, nel blog invece pubblicherò quotidianamente mie riflessioni, il punto sulle giornate di campionato ed il commento sulle partite che riuscirò a vedere.
Ovviamente la mia più grande speranza è quella invogliare i lettori a seguire il campionato russo, probabilmente il movimento calcistico più in crescita negli ultimi anni, ma sul quale permangono i soliti luoghi comuni, causati dalla scarsa conoscenza di un campionato che personalmente considero già attualmente tra i più avvincenti d'Europa, forse il più combattuto. Certo, mancano le super stelle, non ci sono i Ronaldinho, i Kaka, i Messi od i Cristiano Ronaldo, però ci sono numerosi giocatori interessantissimi: non è un mistero che le squadre russe siano le più attive nello scovare giovani talenti in giro per tutto il mondo. Oltre agli europei dell'est, si trovano diversi asiatici, ma soprattutto numerosissimi sudamericani, in particolare brasiliani. Dopo il successo ottenuto dai vari Vagner Love, Daniel Carvalho, Jo e tanti altri, i giovani carioca iniziano a sognare l'approdo nel campionato russo. Il lato economico è sicuramente importante (lo Zenit, con la Gazprom alle spalle, è potenzialmente il club più ricco del mondo), ma la Russia non sono gli USA, hanno una grande tradizione calcistica alle spalle: insomma, l'URSS è sempre stata una nazionale rispettata da chiunque e, negli anni '80, con Lobanovskiy come allenatore, è stata capace di "creare" un nuovo modo di concepire il calcio, nel quale il gruppo era molto più importante del singolo giocatore. Lo ricordo ai meno informati, ma quella stessa nazionale, considerata la più completa di tutto il decennio, sconfisse l'Italia in semifinale negli Europei del 1988, in una partita a senso unico.
Questo è per dire che il movimento calcistico russo non viene dal nulla, i rubli giocano sicuramente un ruolo importante, ma non poi così fondamentale.

In un post successivo spiegherò le ragioni che mi hanno portato a seguire il calcio russo, come inizio penso che possa bastare. Un saluto a tutti!