venerdì 7 dicembre 2007

Coppa UEFA: Spartak ai Sedicesimi, Loko fuori.


Everton - Zenit San Pietroburgo 1-0: 85' Cahill.

Panathinaikos - Lokomotiv Mosca 2-0: 70' e 74' Salpingidis.

Spartak Mosca - Zurigo 1-0: 57' Titov.


Riesce a passare il turno almeno il decimatissimo Spartak grazie ad una conclusione dai 15 metri del suo capitano Yegor Titov, ma la Federcalcio Russa deve prendere una decisione, fare qualcosa di concreto, perchè non è possibile che le squadre russe buttino via sempre nelle ultime giornate, causa condizione precaria e numerose assenze per infortunio, qualificazioni sulla carta più che abbordabili. Non lo si è scoperto di certo ieri sera che il calendario del campionato russo sfavorisca le prestazioni europee delle proprie formazioni, però ora è giunto il momento di iniziare a fare proposte concrete, bisogna trovare un comune accordo perchè non è possibile andare avanti così.

Dopo questo piccolo sfogo, partiamo ad analizzare l'eliminazione della Lokomotiv, momentaneamente affidata a Rinat Bilyaletdinov, il padre di Diniyar, che verrà sostituito nella prossima stagione dall'emergente Rashid Rakhimov, che tanto bene ha fatto nell'Amkar Perm. Ferrovieri deragliati da un Panathinaikos in condizioni sicuramente migliori: decide una doppietta del piccolo Salpingidis a 20' dal termine, che ha frantuma così i già residui sogni di qualificazione dei russi, peraltro senza Sychev ed Odemwingie in attacco, entrambi affaticati dopo una logorante stagione. Una stagione che si conclude in maniera pessima per la Loko, davvero un peccato, perchè i mezzi tecnici per competere sia in campionato che in Coppa UEFA c'erano eccome. Rossoverdi non aiutati di certo dalla sorte: quella traversa centrata in pieno da Samedov con un tiro da lontano nel primo tempo, avrebbe potuto cambiare la partita...

Più complesso il discorso riguardante lo Zenit che, clamorosamente, rischia l'eliminazione: la sconfitta, seppur immeritata (ma soprattutto falsata da un clamoroso errore arbitrale, con l'ingiusta espulsione di Lombaerts a metà primo tempo per un inesistente tocco di mano), a Liverpool nella tana dell'Everton ci può stare, sono i due sfortunati pareggi interni con AZ e Norimberga, rispettivamente per 1-1 e 2-2, che sono inamissibili e che, salvo miracoli perfetto Croazia-style, costeranno cari agli uomini di Advocaat. Infatti, avendo già terminato le partite da disputare, solo se una tra Norimberga ed AZ perderà, oppure se entrambe pareggieranno, la squadra di San Pietroburgo potrà passare il turno. L'unica nota lieta arriva dagli elogi logi a go-go ricevuti da Malafeev, portiere che Inghilterra ha entusiasmato i critici con le sue parate spettacolari.

Dulcis in fundo, l'unico hurrà russo proviene dallo Spartak, capolista nel proprio gruppo, che in realtà ha ben poco di cui gioire: senza 3/4 della rosa titolare, si presenterà a Tolosa praticamente con l'intera squadra riserve, è davvero incredibile il susseguirsi di infortuni di ogni tipo che hanno colpiti i ragazzi di Cherchesov in questa parte conclusiva della stagione. In particolare da segnalare il grave incidente capitato a Andrey Ivanov, terzino sinistro 18enne, che questa volta (ricordate l'intervento omicida di Barrientos?) la testa se l'è rotta davvero: trauma cranico e stagione finita in anticipo anche per lui.
Ma non finisce qui: è in atto una dura contestazione da parte dei supporters moscoviti al direttore sportivo Sergey Shavlo. Lo stesso Sport-Express oggi intitolava: "Tutti contro Shavlo, Shavlo contro tutti". I 50.000 presenti oggi al Luzhniki hanno replicato la violenta contestazione di Praga. Già allora aveva parlato proprio il Ds definendoli "tutto fuorchè tifosi dello Spartak". La risposta è arrivata con lo striscione "noi siamo tifosi dello Spartak, non tifosi di Shavlo". Il Ds moscovita, chiaramente nervoso, si è sfogato accusando la stampa di incompetenza, faziosità e distorsione dell'informazione con lo scopo di mettere in cattiva luce la sua persona. La tifoseria dello Spartak non gli perdona recenti scelte societarie in sede di mercato, tra le quali svetta la vicenda Torbinsky. Il numero 14, oggi ammonito e squalificato (salterà pure lui la trasferta di Tolosa, concludendo di fatto ieri sera, salvo improbabili e clamorosi ripensamenti, la sua esperienza nella squadra russa più vincente), ha ricevuto, per la prima volta da quando ha confessato di non rinnovare il contratto che lo legava allo Spartak, cori ed applausi.

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