venerdì 28 dicembre 2007

Il punto sulla Prima Divisione 2007.

Diamo un ampio sguardo anche alla Prima Divisione russa (la Serie B italiana, tanto per intenderci), che quest'anno è stata più combattuta, nonostante un crollo di gran parte delle inseguitrici nelle partite finali, rispetto alle ultime stagioni (basti pensare al dominio di Khimki e Kuban nel 2006) e che ha presentato qualche sorpresa.

Il torneo è stato vinto dallo Shinnik Yaroslavl, guidato dall'esordiente Sergey Yuran (ex nazionale russo, presente ai Mondiali del '94), vero dominatore del campionato, calato solo nel finale, che torna così subito in Premier Liga dopo la retrocessione avvenuta proprio lo scorso anno. Tanti i protagonisti, a partire dal portiere ex Amkar Stepanov, passando per gli inamovibili difensori Cherkes, Djordjevic e Sharonov, arrivando fino al capitano Kazakov ed al bomber Monarev (autore di 20 gol). Ma l'assoluto protagonista è stato Alexander Pavlenko, arrivato in prestito dallo Spartak Mosca insieme al baby fenomeno Dineev (classe '88, grandi colpi ma ancora estemporanei): l'esterno 22enne ha messo in mostra tutto il suo talento, segnando 7 reti e servendo numerosi assist. Ci si augura che il ragazzo, che vanta il record di più giovane debuttante nella storia della Premier Liga (esordì con la maglia dello Spartak nel 2001, a soli 16 anni), sia definitivamente sbocciato; ne sapremo di più dalla prossima sessione di mercato perchè, se ciò fosse realmente avvenuto, c'è da giurare che il club moscovita non lo cederà ancora in prestito.

L'unica formazione che, fin dall'inizio, riesce a mantenere lo sfrenato ritmo dello Shinnik è il Terek: anche in questo caso si tratta di un ritorno nella massima serie russa, dato che i ceceni contano una storica partecipazione (con desolante ultimo posto annesso) nel 2005. I verdi di Grozny hanno fatto molto parlare di sè, in particolare al termine del girone d'andata, dopo un contestatissimo scontro diretto vinto contro la decaduta Torpedo Mosca, che gridò allo scandalo per l'arbitraggio sfavorevole subito dai bianconeri. Si sono sprecati sui giornali i titoli ed i commenti che volevano la più seguita squadra cecena spinta ed aiutata dall'alto: inutile dire che, nell'anno delle elezioni, hanno fatto molto discutere alcune dichiarazioni rilasciate dal Premier russo Vladimir Putin, che ha affermato di essere un simpatizzante del Terek, il tutto probabilmente per tenersi buona una regione politicamente molto difficile da controllare e gestire come la Cecenia. Ma, è bene sottolinearlo, sul campo il Terek si è tutto sommato guadagnato la promozione, mettendo in rapida successione importanti vittorie contro le inseguitrici e riuscendo ad eliminare lo Spartak Mosca nei Sedicesimi della Coppa di Russia. In porta si è comportato bene l'esperto ucraino Levitskiy, anche se il Terek ha bisogno di trovare un numero uno più giovane per la prossima stagione; nella linea arretrata, sempre presenti il terzino ex nazionale camerunense Tchuisse, il 33enne moldavo Testimitanu ed il giovane bosniaco Memisevic. In mezzo al campo, hanno dato quadratura alla squadra il vecchio Jabrailov ed il turkmeno Krendelev (acquistato negli scorsi giorni dall'Amkar), ma è stato molto importante anche il contributo offerto dal croato Martinovic. Decisivo l'approdo a Grozny di un altro "leone d'Africa", il versatile Bouli, prelevato dalla Dinamo Bryansk di cui era la stella. Il giocatore però in prospettiva più interessante è il rapido esterno Vladimir Kulic, autore di gol pesanti ed in grado di fare la differenza negli spazi stretti, scardinando le chiuse difese avversarie. In avanti, accanto all'idolo locale Adiev (classico numero 10 alla Del Piero), si sono contesi il posto vecchie glorie del calcio russo come Denis Zubko, indimenticato centravanti del Rotor Volgograd di Loskov, ed Andrey Fedkov, colui che con 36 reti (tuttora il record di gol segnati nella Prima Divisione russa) portò il Terek per la prima volta nella sua storia in Premier Liga; in estate il reparto avanzato è stato rinforzato con l'arrivo, seppur in prestito, di Shamil Asildarov dal Kuban, che ha messo a segno reti importanti nella parte finale della stagione.
In sintesi, il Terek è una squadra che deve essere rinforzata in vista della prossima lunga e difficile stagione: le disponibilità economiche, pur non essendo paragonabili ad altre realtà russe, non mancano, ora resta alla società convincere i giocatori a trasferirsi a Grozny, posto sicuramente non facile in cui andare a vivere. Ora come ora ai ceceni servono almeno 7-8 rinforzi: un portiere (ce ne sono tanti validi sul mercato sul palcoscenico russo), altri due difensori centrali adatti alla categoria, un terzino sinistro (consiglio il brasiliano Jefton del Kuban o in alternativa l'estone Kruglov della Lokomotiv), almeno altri due centrocampisti centrali (uno con caratteristiche più difensive, Tlisov sempre del Kuban sarebbe perfetto, l'altro più adatto alla costruzione), un esterno destro titolare ed il centravanti su cui puntare: si parla di Korchagin, mai utilizzato dalla Loko, sarebbe un buon colpo. Inoltre, deve essere migliorato l'andamento complessivo della squadra, pressochè imbattibile in casa (come si può ben immaginare, non solo per meriti sportivi), ma troppo incerto in trasferta.


Detto delle due neopromosse, grandi protagoniste della Prima Divisione russa, subito dietro si sono piazzate ormai le "solite tre" formazioni che da anni lottano per le prime due posizioni, senza mai riuscire ad ottenere la promozione: stiamo parlando dell'ottimo Sibir Novosibirsk visto all'opera quest'anno, del KamAZ e dell'Ural di Yekaterinburg, giunte rispettivamente terza, quarta e quinta. Tutte e tre, pur possedendo una rosa più o meno sugli stessi livelli del Terek (se non addirittura superiore, nel caso dell'Ural e soprattutto del Sibir), hanno peccato di continuità, alternando momenti di grande spolvero ad altri in cui raccoglievano meno di quanto seminato. I siberiani del Sibir, trascinati da uno strepitoso Dmitry Akimov, capocannoniere con l'impressionante score di 34 reti (13 in più del secondo!), sono forse la squadra che ha destato la migliore impressione, mettendo in mostra un buon calcio e tanti giocatori, quasi esclusivamente russi, in grado di fare il salto di categoria. In porta si sono alternati il potente Budakov con l'esperto Chizov (storico numero uno del Saturn), la difesa era composta prevalentemente da elementi over-30 come gli ex nazionali Oleinikov e Borzenkov ed il ceco Vychodil, insieme ad altri più giovani come il terzino di spinta Gordiyuk e lo stopper Samoilov. Il centrocampo è il reparto più interessante: da segnalare due nomi su tutti, i giovani Gorbanets e Makarenko, tra i giocatori più interessanti dell'intero campionato, entrambi cresciuti nel vivaio del Saturn: il primo è un piccolo e rapido esterno, molto abile ad accentrarsi ed a dialogare con i compagni; il secondo è un centrocampista centrale già molto completo per la sua età, nel 4-4-2 del Sibir aveva funzioni prevalentemente di creazione del gioco. Ottima annata anche per l'altro esterno titolare, Skorokhodov, in grado di realizzare ben 8 reti. Inutile dire che l'arma in più dei siberiani è stata la definitiva esplosione di Dmitry Akimov (diventato un prezzo pregiato del mercato invernale), bomber cresciuto nello Zenit insieme ai vari Kerzhakov, Arshavin, Sychev, Astafjev e Makarov. Ad affiancarlo in attacco si sono alternati il potente Yanchuk ed il più mobile Joao Martins, talentuosa seconda punta portoghese, entrambi autori però di appena 4 gol.

Squadra con meno talento, ma dai meccanismi maggiormenti collaudati, i tartari del KamAZ, che per l'ennesima volta buttano al vento una promozione che sarebbe potuta arrivare, perdendo punti nelle gare finali. Leader del gruppo Belozerov, votato miglior difensore del campionato ed ambito da mezza Premier Liga. A centrocampo spiccano il mediano 23enne Komkov, il laterale serbo Petrovic (visto a Kazan nella seconda parte della stagione) e soprattutto il trequartista bosniaco Zajko Zeba, in assoluto uno dei più forti calciatori della Prima Divisione russa, dai cui piedi sono dipese gran parte delle trame offensive del KamAZ. Prolifico l'attacco che ha potuto fare affidamento su ben quattro giocatori abili a trovare la via del gol: il giovane, ex Rostov, Alkhazov (una promessa che sembrava si stesse perdendo, ma che fortunatamente sembra essersi ritrovata), Romanenko (classe '87), Grubjesic ('84) ed Oganian ('82).

Tra le prime della classe, l'Ural è stata indubbiamente quella più discontinua, nonostante fosse abbastanza completa in ogni reparto del campo: la difesa si poggiava sugli esperti Katulskiy e Radkevich, il centrocampo era affidato alla regia del nazionale bielorusso Shkabara ed agli inserimenti del temibile incursore Fidler (accostato più volte a squadre di Premier Liga), ma a fare la voce grossa è stato l'attacco, composto da Mysin (con 21 reti, secondo dietro ad Akimov) e l'attaccante della nazionale russa U-21 Oleg Kozhanov, in prestito dallo Zenit, la coppia più prolifica del torneo.

La maggiore, ed inaspettata, delusione è arrivata da Mosca, sponda Torpedo che, non contenta della prima storica retrocessione della sua gloriosa storia, ha pensato bene di allungare la sua permanenza in Prima Divisione, disputando un campionato, errori arbitrali a parte, disastroso e perdendo gran parte dei suoi migliori giocatori, che gli avrebbero garantito un'immediata risalita. L'ultimo ad abbandonare la barca è stato il portiere e capitano Dmitry Borodin, che ha deciso di non rinnovare il contratto che lo legava al club bianconero. Stessa sorte capitata al secondo portiere Kabanov, ad Evseev (accasatosi a luglio al Saturn), al serbo Jokic (ora al Tom), all'ex CSKA e nazionale Solomatin, al croato Skočibušić, al talentino Mamaev ed al polacco Piechna.
A brillare è stata solamente la stella mai spenta di Maxym Romaschenko, il più grande giocatore bielorusso della storia, nonchè uno dei più formidabili specialisti sui calci piazzati (a tal proposito, qualcuno di voi sicuramente ricorderà una doppietta siglata a Buffon proprio su calcio di punizione in un'Italia-Bielorussia 4-3 a Parma), autore di ben 15 gol. Buona stagione anche per Smolnikov e Sokolov, in assoluto due tra gli Under-20 russi più interessanti, entrambi centrocampisti centrali di grande prospettiva. Positiva anche la stagione del rumeno Florescu, un treno sulla corsia di sinistra. In attacco, male la bandiera Panov (nonostante gli 8 gol siglati) e soprattutto Lutsenko, che l'anno scorso in Premier Liga aveva dato alcune dimostrazioni delle sue enormi potenzialità; a conquistarsi il posto da titolare sono stati così giocatori che non ti aspetti, come l'estone Voskoboinikov (piacevole sorpresa) ed il 21enne Zemchenkov.


Tra le altre formazioni di metà classifica, da sottolineare il buon campionato del sorprendente NoSta, la conferma chiamata Dinamo Bryansk (che con Bouli in rosa lottava per le primissime posizioni), il grande girone di ritorno del Salyut Belgorod (trascinato dal devastante esterno Zhitnikov, in prestito dal Khimki) e l'anonimo campionato dell'Anzhi di Makhachkala, regolarmente presente nella Serie A russa ad inizio millenio. Dodicesimo posto alla fine onorevole per il grande Alania Vladikavkaz (scatenato Dubrovin!), insieme allo Zenit l'unica squadra non moscovita ad aver vinto il campionato russo (nel 1996, con un'allora giovane Gazzaev in panchina), si salva proprio all'ultimo un'altra squadra molto seguita, il Baltika Kaliningrad.

Retrocedono Avangard Kursk, Mordovia, Tekstilshchik, Sodovik e Spartak Ryazan (quest'ultima ritiratosi dal campionato ad inizio girone di ritorno).
Non mi sarei aspettato la caduta di Tekstilshchik e Sodovik, che avevano in rosa diversi giovani giocatori prestati dalle big russe (in particolare Zenit e CSKA).


Ecco la classifica completa:

1. Shinnik Yaroslavl 92
2. Terek Grozny 92
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3. Sibir Novosibirsk 86
4. KamAZ Naberezhnyye Chelny 77
5. Ural Yekaterinburg 77
6. Torpedo Mosca 69
7. NoSta Novotroitsk 64
8. Dinamo Bryansk 59
9. Salyut-Energiya Belgorod 57
10. Anzhi Makhachkala 57
11. Zvezda Irkutsk 56
12. Alania Vladikavkaz 56
13. SKA-Energiya Khabarovsk 56
14. Mashuk-KMV Pyatigorsk 55
15. Baltika Kaliningrad 54
16. Metallurg-Kuzbass Novokuznetsk 53
17. SKA Rostov-na-Donu 53
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18. Avangard Kursk 51
19. Mordovia Saransk 43
20. Tekstilshchik-TeleCom Ivanovo 38
21. Sodovik Sterlitamak 34
22. Spartak-MZK Ryazan 7


Le neopromosse dalla Seconda Divisione sono FC Vityaz, Dinamo Barnaul, SportAkademKlub, Chernomorets e FC Volga.
Come quasi ogni anno rispunta una squadra dal grande passatoo poi decaduta: mi riferisco ovviamente al Chernomorets Novorossiysk, che partecipò alla Coppa Uefa solo 6 anni fa dopo essere arrivata sesta in Premier Liga. Nel 2004, come spesso accade in Russia, non le venne concessa la licenza per il calcio professionistico e quindi dovette ripartire dai dilettanti; quest'anno ha vinto il girone sud della Seconda Divisione, nel quale c'era anche il mitico Rotor Volgograd che ha chiuso solo al quarto posto. Da seguire l'ambizioso SportAkademKlub, ennesima formazione moscovita, allenata da...Konstantin Sarsaniya, ormai ex ds dello Zenit, che ha lasciato proprio per dedicarsi a tempo pieno alla sua "creazione".

2 commenti:

Entius ha detto...

Ciao,
ti va di fare uno scambio link?
il mio blog è: http://www.calciorum.blogspot.com
apresto, Entius

Kerzhakov 91 ha detto...

Scusa se ti rispondo solo ora, ma sono appena tornato da una mini-vacanza in montagna, comunque per me va bene ;)