lunedì 17 dicembre 2007

Le pagelle dei campioni di Russia.


Con questo post, peraltro piuttosto ritardatario, inauguro una lunga serie di articoli dedicati a tutte le squadre che hanno preso parte alla Russian Premier Liga 2007.


Zenit San Pietroburgo. Punti: 61 (campioni di Russia; direttamente alla fase a gironi di Champions League). Vittorie: 18. Pareggi: 7. Sconfitte: 5.

Gol fatti: 54. Gol subiti: 32. Classifica marcatori: Pogrebnyak 11 gol; Arshavin 10; Zyryanov 9. Classifica assist: Arshavin 13; Zyryanov 5; Sirl 3.

Formazione tipo: (4-3-2-1): Malafeev (Contofalsky); Anyukov, Skrtel, Lombaerts (Hagen/Krizanac), Kim Dong-Jin; Tymoschuk, Zyryanov (Radimov), Sirl (Denisov); Dominguez (Denisov), Arshavin; Pogrebnyak (Tekke).


Portieri:

1 Kamil CONTOFALSKY: Probabilmente uno dei migliori secondi portieri in assoluto, sicuramente un lusso per una squadra come lo Zenit, che prenderà parte alla massima competizione per club a livello europeo solo dalla prossima stagione. Portiere sicuro ed affidabile, nella seconda parte della stagione ha sfruttato al meglio, proprio come nel 2005, un infortunio di Malafeev, diventando di fatto lui il titolare (posto che perderà solo nella terzultima giornata). Un solo errore, in casa contro il Krylya Sovetov, una indecisione a Rostov e tanti salvataggi decisivi...niente male per un numero 12. Voto: 6,5. Presenze in Premier Liga: 13. Gol subiti: 13 (3 su rigore).

16 Vyacheslav MALAFEEV: Fenomeno. Se non avesse perso il posto in estate, sarebbe stato forse lui il protagonista assoluto di questa storica vittoria da parte dello Zenit. Personalmente credo che il suo apporto allo scudetto sia stato un pò sottovalutato, non bisogna dimenticare che nel girone d'andata spesso e volentieri è stato lui a tenere in piedi la baracca, con miracoli da vero campione (addirittura mostruso nelle prime gare di campionato). Una sola partita fallita (anche nel suo caso quella contro il Krylya Sovetov a San Pietroburgo, nella quale si fece espellere per un'uscita a gamba tesa quanto meno avventata), protagonista assoluto anche nella gara finale a Ramenskoye, contro un combattivo Saturn. Voto: 8,5. Presenze: 19. Gol subiti: 20 (3)


Difensori:

3 Martin SKRTEL: Anche quest'anno non riesce a fare il definitivo salto di qualità che ci si aspetterebbe da un difensore del genere, in prospettiva praticamente perfetto, bravo in tutto e, nonostante un possente fisico di 1.90, pure abbastanza rapido. Purtroppo però il suo punto debole rimane la concentrazione, spesso gli capita di commettere errori banali, inamissibili per un difensore centrale con le sue potenzialità. Parte in maniera disastrosa, il peggiore di un reparto difensivo che fa acqua da tutte le parti. E' anche sfortunato, perchè proprio quando stava ritornando ad esprimersi su livelli decenti, si infortuna. Rientra al fianco di Lombaerts, ormai diventato il nuovo leader della difesa, con il quale forma la coppia forse in assoluto più interessante (considerando quindi l'età media dei due) d'Europa. Hamsik lo considera "il difensore più forte con cui abbia mai giocato" e l'ha consigliato al Napoli, ma dubito che lo slovacco, in passato seguito anche da Amburgo ed Anderlecht, lasci San Pietroburgo. Voto: 6. Presenze: 23. Gol: 1.

4 Ivica KRIZANAC: Anche lui parte con il piede sbagliato, probabilmente nei primi mesi era l'intero reparto a non funzionare ed a farne le spese erano ovviamente i poveri difensori. Disputa le sue migliori gare con Lombaerts come compagno di reparto: perfette le sue prestazioni contro Rubin e CSKA, una riserva più che affidabile. Voto: 6. Presenze: 16. Gol:0.

5 KIM DONG-JIN: Uno degli eroi di questo trionfo dello Zenit, il suo volto gioioso dopo un gol segnato, un salvataggio difensivo o una vittoria della propria squadra, suscita tenerezza, un giocatore in grado di provocare emozioni forti. La sua è forse la favola più bella da raccontare in questa squadra Campione di Russia; semplicemente straordinario quando, con una insolita doppietta ed un salvataggio sulla linea, vince praticamente da solo la partita contro il Tom per 2-1. E' indubbiamente un buon terzino sinistro, tecnicamente discreto (anche se nato con un unico piede...), bravo sia in fase difensiva che in quella offensiva: in entrambe però deve migliorare. Nonostante si sovrapponga costantemente sulla fascia di sua competenza, gli manca il dribbling ed il cross necessari per rendersi pericoloso in ogni discesa; è invece bravissimo ad inseririsi, molto importante anche sui calci piazzati. Qualche leggerezza e sbavatura di troppo dietro, che sicuramente lo rendono un'ingognita per la prossima Champions League: sarà veramente pronto come titolare? Voto: 7,5. Presenze: 24. Gol: 2.

6 Nicolas LOMBAERTS: Dopo Ivanovic venne considerato il miglior difensore dello scorso Europeo Under-21. Eppure il sottoscritto considerava il suo acquisto "inutile", nel senso che lo Zenit il suo difensore interessante ce l'aveva già in casa (Skrtel) ed aveva quindi bisogno di un grande nome, un giocatore con esperienza internazionale, che potesse farlo maturare. Mi sbagliavo, perchè il belga ha talento, basti pensare che ha scippato il posto in nazionale al più reclamatizzato Kompany. Incerto nelle prime uscite, ha comunque in breve tempo dimostrato il suo reale valore: legge bene il gioco, ottimo senso della posizione, bravo sia a tappare i buchi in difesa che a comandare i movimenti della stessa. Senza considerare i due gol messi a segno di testa, il secondo dei quali fondamentale per sbloccare una trasferta complicata come quella di Nalchik. E' un rischio, ma fossi nello Zenit punterei sulla coppia Skrtel-Lombaerts per la prossima Champions League (con in panchina però un difensore di maggior affidamento di quelli attuali; si era parlato di Ujfalusi: sarebbe ottimo, considerando che in partite più tattiche potrebbe anche essere inserito come terzino destro). Voto: 7,5. Presenze: 14. Gol: 2.

14 Erik HAGEN: Se non fosse per un motivo puramente affettivo, meriterebbe di concludere al più presto la sua avventura allo Zenit, dopo un anno obiettivamente disastroso. Tra i difensori dello Zenit è indubbiamente il meno dotato tecnicamente però dovrebbe essere il marcatore migliore, il classico stopper da cui non si passa: così non è stato, probabilmente non si trova più a suo agio, non è possibile che ogni volta che abbia il pallone tra i piedi viene la sensazione che la cappellata la possa combinare. Dispiace, perchè nei due anni precedenti (specialmente nel 2005) il nazionale norvegese dimostrò di essere un valido difensore, ma nel 2007 ha toppato troppe volte. Bocciato. Voto: 4,5. Presenze: 15. Gol: 0.

22 Alexander ANYUKOV: Terribile per lui il mese di aprile: da quando fu messo fuori rosa insieme ad Arshavin e Denisov per quell'ormai celebre sbronza prima della sfida persa 3-1 a domicilio contro lo Spartak, perse il posto da titolare a favore dell'olandese Ricksen e, stando alle voci di allora, chiese anche la cessione alla Lokomotiv Mosca. Fortunatamente per lui e per lo Zenit, grazie anche al liberatorio gol segnato proprio contro i ferrovieri (bel piatto destro al volo su cross del solito "Shava"), le cose con Advocaat si sono rimesse a posto ed il terzino della nazionale ha ricominciato a macinare chilometri, dettando in continuazione quella profondità che, quando viene notata dai nobile piedi di Arshavin e Dominguez, può risultare l'arma in più dello Zenit. Pericolosissimo in contropiede, è un terzino d'attacco un pò atipico, poichè tecnicamente non trascendentale: va infatti in difficoltà quando trova di fronte a se difese chiuse, contro le quali non può sfruttare la sua rapidità e soprattutto il suo sempre intelligente movimento senza palla. Se sfruttato a dovere, dovrà essere uno dei giocatori in assoluto più temuti dagli avversari dello Zenit. Voto: 7. Presenze: 22. Gol: 2.

25 Fernando RICKSEN: Difficilmente giudicabile, due gravi infortuni lo hanno messo out praticamente per l'intera stagione. Forse è stato meglio così, perchè un eventuale dualismo con Anyukov (verificatosi per fortuna solo per poche giornate) non avrebbe fatto bene allo Zenit. Di lui si ricordano un bell'assist a Pogrebnyak a Tomsk e qualche gara da titolare a luglio, in assenza di Kim, impegnato in Coppa d'Asia (e con Anyukov schierato sulla sinistra); perde definitivamente il posto contro lo Spartak, quando non riesce a fermare manco una volta uno scatenato Torbinskiy. E' sì un leader, ma può essere nocivo per lo spogliatoio, e la scazzotata da pollaio con Radimov, verificatasi nell'amichevole prestagionale contro il Malaga, ne è un ulteriore conferma. Da confermare solo se accettasse di buon grado un ruolo di riserva (può risultare utile quando c'è da difendere il risultato anche come centrocampista di contenimento). Voto: 5,5. Presenze: 14. Gol: 0.

75 Yuri LEBEDEV: Ingiudicabile, solo 90' per lui contro il Rostov. E' considerato uno dei difensori centrali russi più interessanti, non a caso è titolare nell'Under-21: ha sbagliato Advocaat a non concedergli spazio nel peggior momento della difesa dello Zenit, durante il quale Skrtel e Krizanac non ne imbroccavano una giusta ed Hagen era impresentabile. Voto: s.v. Presenze: 1. Gol: 0.


Centrocampisti:


2 Vladislav RADIMOV: Questo 2007 rischia di essere il canto del cigno di questo splendido regista, abile a costruire il gioco come pochi, con lanci sempre precisi, ma ahilui fin troppo fine a se stesso e soprattutto portato a rallentare ogni volta l'azione: è sostanzialmente per questo motivo che Advocaat, che preferisce un calcio pratico e rapido, l'ha fatto progressivamente fuori dall'undici titolare, a favore del più meritevole (ed adatto allo stile di gioco del tecnico olandese) Zyryanov. Eppure nello scempio iniziale, era stato uno dei meno peggio, con prestazioni dignitose e qualche buon assist servito qua e la, come quello a Pogrebnyak per l'inutile 3-1 contro lo Spartak per esempio. Relegato quasi esclusivamente in panchina nella seconda parte, quella positiva, di stagione, bisogna sottolineare il suo fondamentale apporto nella gara contro lo Spartak Nalchik vinta 4-3, con quel suo gol liberatorio appena entrato in campo. Per tutto quello che ha fatto in passato, la sufficienza è d'obbligo. Voto: 6. Presenze: 17. Gol: 1.

11 Radek SIRL: Ogni anno parte come riserva, ma riesce sempre a ritagliarsi uno spazio importante, diventando insostituibile nel girone di ritorno, in un ruolo tutto sommato nuovo per lui: la squadra per sopportare due mezzepunte come Arshavin e Dominguez aveva bisogno di un centrocampo a tre e Sirl, esterno sinistro puro, sembrava potesse essere tagliato fuori...invece, così non è stato, il ceco infatti ha accentrato la sua posizione, diventando il terzo di sinistra nel centrocampo dello Zenit. Troppo pasticcione a tratti, è riuscito comunque a servire assist preziosi e, quello che più conta, ha siglato la fortunosa rete che ha regalato il primo storico campionato russo alla squadra di San Pietroburgo. Voto: 7. Presenze: 22. Gol: 1.

17 LEE HO: Tanta panchina per il giovane centrocampista coreano, arrivato a San Pietroburgo su precisa indicazione di Advocaat (così come Kim Dong-Jin, acquisto che si è rivelato azzeccatissimo), che a differenza dell'anno scorso non ha mai giocato, causa arrivo dell'intoccabile Tymoschuk. Consiglio per lo Zenit: cedetelo in prestito ad una squadra di medio-basso livello del campionato russo, o magari anche ad una di Prima Divisione, ma assolutamente non ad una formazione del suo paese d'origine: è in prospettiva un giocatore interessante, magari difficilmente utilizzabile in una squadra come quella di San Pietroburgo, ma che in un certo tipo di calcio ci può stare eccome. Voto: s.v. Presenze: 2. Gol: 0.

18 Konstantin ZYRYANOV: Chi l'avrebbe mai pensato alla vigilia: lo Zenit che vince il titolo trascinato da questo 30enne centrocampista, arrivato dalla Torpedo Mosca in punta di piedi, quasi inosservato visti i nomi altisonanti degli altri acquisti invernali (Pogrebnyak, 10 milioni, Dominguez, 12, e Tymoschuk, 15). Pure un suo accanito fan come il sottoscritto (erano anni che lo richiedevo...) mai si sarebbe aspettato un epilogo del genere. Questa è anche la dimostrazione di come una stagione possa totalmente cambiare la carriera di un giocatore, troppo a lungo legato ad una squadra non più da vertice, come la Torpedo appunto. Si era capito che questa era un'annata particolare per lui già nelle prime uscite, con Zyryanov che andava regolarmente a segno, fra l'altro con gol spesso pregevoli (vedi quello che ha deciso la gara a Vladivostok), cosa rara per un centrocampista che ha giocato quasi esclusivamente davanti alla difesa. Advocaat invece è stato geniale (è stata questa la sua scelta più importante) a scoprirlo come terribile incursore, abilissimo ad inserirsi da dietro, bravissimo a cercare e trovare lo spazio in profondità, mettendo in difficoltà gli avversari (e questo si è visto anche con la nazionale, 2-1 contro l'Inghilterra docet). E' proprio il suo movimento senza palla, insieme alla vivacità ed alla visione di gioco di Arshavin, l'arma in più dello Zenit in fase offensiva. Zyryanov ha segnato 9 reti in campionato, tutte decisive, a cui si aggiunge la fantastica tripletta in Coppa di Russia, messa a segno in quell'incredibile 9-3 contro la Dinamo Mosca; un bottino mai eguagliato in carriera e grazie al quale vincerà con ogni probabilità il premio di "miglior giocatore della Premier Liga 2007". Un plauso anche alla dirigenza che l'ha presentato a San Pietroburgo insieme a Tymoschuk: per come si è conclusa la stagione, si è rivelato forse l'acquisto più azzeccato dell'intero anno solare. Voto: 9. Presenze: 27. Gol: 9.

27 Igor DENISOV: Dopo l'ottimo 2006, in cui si è ritagliato un ruolo importante sia con la sua squadra di club sia soprattutto con la nazionale Under-21, era lecito attendersi la definitiva esplosione di Denisov, che invece tarda ad arrivare. L'acquisto di Dominguez non l'ha di certo favorito, nonostante l'argentino non si sia espresso sui suoi migliori standard, ma il centrocampista classe '84 non ha sfruttato le occasioni che gli sono capitate. Si spera che non si riveli un classico fuoco di paglia, perchè era uno degli elementi più interessanti venuti fuori dal sempre ottimo vivaio di San Pietroburgo. Prestazioni troppo discontinue, sovente gli manca la lucidità necessaria, si perde in un bicchier d'acqua, ma l'immagine della sua esultanza dopo il momentaneo 2-0 al CSKA nel girone di ritorno, rimarrà impressa indelebilmente negli occhi dei suoi tifosi. Voto: 6. Presenze: 25. Gol: 3.

44 Anatoly TYMOSCHUK: L'acquisto più caro nella storia del calcio dell'est non ha deluso le aspettative, diventando immediatamente il leader carismatico di questo Zenit e conquistandosi, dopo neanche due mesi, la fascia di capitano. Un mediano tra i più completi che ci siano in circolazione, in possesso anche di una gran botta da fuori e di un buon stacco di testa sui calci piazzati. Ci mette l'anima in ogni partita, macina chilometri su chilometri, ma in assoluto la sua specialità sono i recuperi che effettua in scivolata fermando le ripartenze degli avversari. Ci mette troppa foga in alcuni suoi interventi, a volte troppo rischiosi, soprattutto in area di rigore (ne ha causati parecchi infatti). Voto: 8. Presenze: 29. Gol: 4 (2 su rigore).

57 Alexey IONOV: Un solo scampolo di partita per questo ragazzo classe '89 che tanto bene ha fatto in Europa, mettendosi in mostra in Coppa UEFA segnando ben due gol. Il ragazzo, di tanto in tanto aggregato alla prima squadra, piace molto ad Advocaat ed è probabile che rimanga anche il prossimo anno. Voto: s.v. Presenze: 1. Gol: 0.

87 Ilya MAXYMOV: Una stagione passata in panchina. E' un peccato, perchè Advocaat (che più volte non ha esaurito i tre cambi a propria disposizione) avrebbe sicuramente potuto utilizzare maggiormente questo giovane talento, che tanto mi impressionò nella scorsa stagione, quando venne impiegato come titolare nelle primissime partite del tecnico olandese sulla panchina dei biancoblu. Verrà ceduto in prestito,l ma rimango dell'idea che abbia buttato via un anno. Voto: s.v. Presenze: 6. Gol: 0.

88 Olexander GORSHKOV: La più vecchia bandiera dello Zenit, che proprio quest'anno ha festeggiato i 10 anni trascorsi a San Pietroburgo. Poche presenze, ma un contributo sempre importante, per un giocatore entrato nel cuore dei tifosi e che questo titolo se lo meritava tutto, a coronamento di una grande carriera. Al 37enne ex nazionale ucraino è scaduto il contratto, più di metà Premier Liga lo richiede, nonostante l'età, proprio per la sua leadership. Poco giudicabile per i pochi minuti giocati, merita almeno un 7 honoris causa per quanto dimostrato in queste stagioni sulla Neva e per la sua riconosciuta professionalità. Voto: 7. Presenze: 11. Gol: 0.


Attaccanti:

7 Alejandro DOMINGUEZ: Acquistato prevalentemente per non dipendere troppo da Arshavin nella manovra offensiva, soprattutto causa fastidiosi acciacchi muscolari, non si è ripetuto sui livelli di Kazan, eccelsi nel caso della scorsa stagione. Non ha giocato male, specie nel girone di ritorno, però ci si aspettava indubbiamente di più: si è limitato a svolgere il suo "compitino", a dialogare bene con i compagni, ma raramente ha cambiato le sorti di un match con una giocata, come dovrebbe fare un giocatore con le doti tecniche di "El Chori". Gli è mancato lo spunto, la brillantezza dei giorni migliori, ma lo Zenit conta (giustamente) molto su di lui per la prossima stagione. Pochi anche i gol segnati (ricordo che l'anno scorso andò in doppia cifra), anche se la maggior parte dei quali di pregevole fattura, come quelli siglati contro il Rostov e lo Spartak Nalchik. Mezzo voto in più (e sono stato anche basso) per la prestazione offerta contro il Saturn, nell'ultima di campionato: senza il suo salvataggio di testa sulla linea nei minuti di recupero, questo articolo sarebbe dedicato allo Spartak Mosca...Voto: 6,5. Presenze: 24. Gol: 3.

8 Pavel POGREBNYAK: Arrivato con il difficile compito di non far rimpiangere Kerzhakov, molto amato da quelle parti, è risultato il cannoniere della squadra, nonostante un'annata eccessivamente discontinua: parte abbastanza bene, segnando con regolarità prima reti inutili (vedi quelle nelle sfide sia di campionato che di coppa contro lo Spartak) poi gol decisivi. Passa però due mesi da incubo, quando viene superato da Fatih Tekke nelle gerarchie di Advocaat, sbagliando tutto il possibile sotto porta quando utilizzato, innervosendosi fin troppo (emblematica la partita contro l'Amkar Perm nel girone di ritorno, terminata 0-0, che ha toccato il fondo della stagione sua e dello Zenit). I continui mugugni del turco però l'aiutano a riconquistarsi il posto da titolare e la fiducia in se stesso che ritrova con gli importanti gol messi a segno contro Krylya Sovetov, Rubin (doppietta) e soprattutto CSKA. Qualche errore di mira di troppo anche in campo internazionale, dove è riuscito comunque a dimostrare il suo valore: solo nella prossima stagione, con la Champions League che incombe, ne sapremo di più su questo biondo attaccante e capiremo in quale categoria di giocatori inserirlo. Voto: 7. Presenze: 25. Gol: 11 (2 su rigore).

9 Fatih TEKKE: Ed alla fine, da buon figliol prodigo, il "Sultano" è risultato determinante nella cavalcata finale che ha portato il titolo a San Pietroburgo: ci riferiamo in particolare a quell'azione che ha portato alla rete di Arshavin e che ha deciso il penultimo match di campionato, contro l'FC Mosca, da vedere e rivedere per la sua bellezza. Dopo le sue lamentele, la sua voglia di ritornare in patria (Besiktas, Galatasaray e soprattutto Fenerbahce l'avrebbero accolto a braccia aperte) la lunga diatriba con il club, ha deciso di rimanere e forse (considerando che è stato molto vicino uno scambio con il pachidermico Kezman) è andata bene così allo Zenit. Attaccante molto bello a vedersi, è risaputo che l'undici di Advocaat giochi generalmente meglio con lui in campo: non è di certo però il giocatore che pensavano di aver acquistato Fursenko e Sarsaniya, nel senso che il "killer instinct" ed il fiuto del gol che aveva contraddistinto le sue stagioni in Turchia, deve averli lasciati al Trabzonspor. Bravissimo quindi a dialogare con i compagni, ma troppo poco presente in area di rigore. L'interrogativo forse più grande in sede di mercato riguarda proprio la sua permanenza a San Pietroburgo: personalmente, lo terrei, acquistando però un centravanti con caratteristiche differenti dalle sue e da quelle di Pogrebnyak, quindi più rapido ed in grado di garantire una certa profondità all'attacco (servirebbe una specie di Kerzhakov insomma). Voto: 6,5. Presenze: 16. Gol: 4.

10 Andrey ARSHAVIN: Partiamo da un presupposto: questa non è stata la sua migliore stagione, condita da prestazioni altalenanti, ha alternato gare giocate in modo sontuoso con altre mediocri, nelle quali il suo atteggiamento spesso, permettemi il termine, "scazzato", non è stato un bel vedere. Ha toppato diversi big match, ma senza di lui lo Zenit non sarebbe andato oltre il quarto posto. E' riuscito a vincere, per l'ennesima volta, il premio di assist-man, verrà probabilmente votato secondo miglior giocatore del campionato (dietro a Zyryanov) ed è andato per la prima volta, incredibile ma vero, in doppia cifra. Quando ha deciso di giocare come sa, e l'ha fatto quasi sempre nel girone di ritorno, lo Zenit ha cambiato faccia, così come la nazionale: entrambe dipendono spudoratamente da questo piccolo folletto, tecnicamente perfetto: rapido, dribbling secco che gli permette di saltare gli avversari come birilli, imprendibile quando svaria sulle fasce, abilissimo nello stretto, visione di gioco eccezionale, passaggi filtranti garantiti, gran tiro da fuori, potente e preciso...a 26 anni è probabilmente sprecato in un campionato non di prima fascia, soprattutto a livello di visibilità, come quello russo, ma non può lasciare San Pietroburgo proprio ora che ha la possibilità di esordire in Champions League: lo Zenit non può privarsi di uno dei tre suoi giocatori di livello assoluto (gli altri sono Malafeev e Tymoschuk), non avrebbe alcun senso. Direi che la migliore descrizione su Arshavin ce l'ha fornita Cor Pot, il secondo di Advocaat nello Zenit: "Andrey è il giocatore più forte con cui abbia mai avuto a che fare, è in grado di fare quello che vuole con il pallone, ma non sarà mai un leader. Gli mancano le caratteristiche necessarie per esserlo: Tymoschuk lo è, lui no. Voto: 8,5. Presenze: 30. Gol: 10.










1 commento:

Francesco ha detto...

grandissimo lavoro!!Per il 2008 ripeto di volere vedere un Dominguez sui livelli di Kazan.Nel 2006 non vidi un immagine della Russian Premier Liga e ci tengo a vedere questo attaccante al massimo con la squadra Campione di Russia.
Un Bravissimo lo merita Zyryanov,un vero anti divo,anche se in questa squadra di prime donne non ce ne sono affatto ed è questo che apprezzo molto.Zyry è stato fantastico:umile,concreto,corretto,elegante.L'uomo in più che non ti aspetti.Arshavin è stato un grande ma per me può rendere ancora un 20 % in più..se sarebbero dolori per tutti,basta vedere in un quarto d'ora cosa ha combinato agli Inglesi.Concordo pienissimamente su Pograbnyak..vedremo se è un buon giocatore o un qualcosa in più.Su Tekke..la Russia non è la Turchia e nè abbiamo visti di fenomeni turchi fare i campioni in patria per poi appiattirsi o toppare all'estero.Buona punta ma non ti fa fare il salto di qualità.Basta vedere come ne uscì prostrato e pieno di critiche tutto l'attacco dello Zenit dopo il confronto con l'attacco del Cska il 20 maggio a Mosca.Questa squadra può crescere ancorae sembra avere un identità più forte rispetto ad un Cska od uno Spartak che tendono a buttare via risultati già quasi al sicuro.Lo Zenit dei primi quattro mesi sprecava anche di più,essendo anche inferiore.Questo spiegava il distacco iniziale e la crisi di gioco.