martedì 30 dicembre 2008

TOP 50 GOALS RPL 2008

Augurandovi un felice anno nuovo, ecco un piccolo regalino per tutti voi, che spero apprezziate...

(purtroppo per i noti problemi che youtube mi ha dato in questi ultimi tempi mi sono visto 'costretto' ad inserirlo ancora una volta, esattamente come la compilation su Zhirkov, su sapo.pt)



Questo il link nel caso non riusciste a vedere il video: http://videos.sapo.pt/FfycIMTfNZLjADceE1VT

lunedì 29 dicembre 2008

Arshavin atleta dell'anno in Russia: batte anche l'Isinbayeva!


Andrey Arshavin (27), talentuoso numero 10 trascinatore dello Zenit San Pietroburgo nei recenti trionfi continentali (Coppa UEFA e Supercoppa Europea) e della nazionale russa ad EURO 2008, è stato votato da una troupe di esperti e giornalisti del quotidiano Sport-Express come Miglior Atleta russo dell'anno, ottenendo 215 punti e battendo in volata la campionessa olimpica Yelena Isinbayeva (212), autentica fuoriclasse del salto con l'asta. Terzo posto per l'hockeista su ghiaccio Alexander Ovechkin (138), capace di condurre la sua nazionale nel Mondiale canadese a vincere un oro che mancava da 14 anni.
Si tratta del secondo premio nel giro di pochi giorni per Arshavin, giunto tra l'altro sesto nella classifica del Pallone d'Oro, che già si era portato a casa il riconoscimento 'Zvezda 2008', ovvero quello di Miglior Calciatore delle 12 repubbliche ex sovietiche, giungendo davanti al connazionale Yuri Zhirkov ed all'ucraino Anatoly Tymoshchuk, capitano dello Zenit. Arshavin non è però riuscito a fare bottino pieno: infatti, sia il premio di Miglior Calciatore russo del 2008 che quello di Miglior Giocatore della Russian Premier Liga 2008 sono stati assegnati a Zhirkov, laterale del CSKA Mosca e della nazionale allenata da Guus Hiddink, e oggetto del desiderio di numerosi top club europei.

mercoledì 24 dicembre 2008

PROTAGONISTI: Yuri Zhirkov, il 'soldato' ambito da mezza Europa

Frizzante laterale sinistro salito alla ribalta nelle file del CSKA Mosca con la conquista della Coppa UEFA 2004/05, Yuri Zhirkov si è definitivamente consacrato in questo 2008, vincendo sia il premio di Miglior Calciatore Russo dell'anno che quello di Miglior Giocatore della Russian Premier Liga, e venendo inserito da France Football tra i 'magnifici 30' pretendenti al Pallone d'Oro. Ciò grazie soprattutto ad un Campionato Europeo giocato in modo sontuoso, nel quale è risultato uno dei migliori calciatori dell'intera competizione, oltre che il principale trascinatore della Russia insieme ad Andrey Arshavin.
Considerato quasi all’unanimità degli esperti come il più forte laterale mancino presente attualmente a livello mondiale, Zhirkov nasce esterno alto, ruolo che continua a ricoprire con profitto nel 'suo' CSKA, ma la posizione nella quale ha dimostrato di risultare devastante è stata quella di terzino sinistro, che ha fatto sì che esplodesse prepotentemente agli occhi del grande pubblico come il miglior interprete del ruolo di tutto l'Europeo, in seguito ad un'abile intuizione di quel vecchio volpone di Guus Hiddink, da sempre un suo grande estimatore. Giocatore inesauribile e dalla affidabile continuità di rendimento, Zhirkov è l'emblema dell'ottima nazionale russa ammirata nello scorso giugno: il suo è un calcio 'totale', in cui tutto è compiuto a velocità supersonica, con un ritmo di gioco sempre elevatissimo; è elegante nelle movenze, sia nelle giocate che nelle progressioni; ed è altresì in possesso di un uno contro uno da ala vecchio stampo, capace di lasciare sul posto l'avversario di turno. Esemplare a tale riguardo la gara disputata proprio ad EURO 2008 nei Quarti di Finale contro l'Olanda, nella quale Zhirkov ha avuto l'energia per farsi tutto il campo e per creare costanti pericoli alla difesa Oranje anche nei tempi supplementari.
Il russo, nato a Tambov 25 anni fa, è anche un esempio di professionalità rara. Primo ad arrivare agli allenamenti, ultimo ad andarsene, è uno che ha rinunciato anche a celebrare il matrimonio con la propria fidanzata per sostenere un allenamento in più con la propria nazionale nel mese di febbraio (si trattava di semplici test atletici e sedute stage).
Prima di questa eccellente stagione a livello personale, la forte presenza brasiliana che ha caratterizzato il CSKA nelle ultime annate gli ha sottratto parte della considerazione che pur meritava, e ciò nondimeno Yuri è rimasto la pietra miliare della squadra dell'ex Armata Rossa.
Scoperto dagli attenti osservatori del CSKA, Zhirkov approda a Mosca ad inizio 2004 dallo Spartak Tambov, una formazione della Serie C russa, e lascia subito il segno, conquistando prima il posto nell'undici titolare a discapito dello strapagato argentino Osmar Ferreyra, e poi risultando uno dei principali artefici del secondo posto conquistato in campionato dalla squadra allora allenata dal brasiliano Artur Jorge. Nel 2005 sulla panchina dei 'Soldati' arriva il tecnico che più di ogni altro ha il merito di aver fatto crescere il ragazzo, Valery Gazzaev. Con lui come mentore, Zhirkov inizia la stagione debuttando in nazionale – in amichevole contro l’Italia –, quindi segna gol decisivi nella finale di Coppa UEFA (3-1 contro lo Sporting di Lisbona, con la sua rete che servì a portare i russi in vantaggio) e in quella di Coppa di Russia (1-0 contro il Khimki) undici giorni più tardi. Diventato ben presto un titolare fisso nella Russia, è tra i protagonisti dei due campionati conquistati consecutivamente dal CSKA, nel 2005 e nel 2006. Si mette in luce anche nell'edizione 2006/07 della Champions League, nella quale mette a segno una rete d'antologia - successivamente votata come miglior gol dell'intera competizione - contro l'Amburgo, che resta la sua unica marcatura ad oggi (in 18 partite) nel più prestigioso torneo continentale. E' tra i pochi a salvarsi anche nel deludente 2007 del CSKA, mentre nella stagione appena conclusa il suo rendimento ha raggiunto livelli elevatissimi, non sbagliando di fatto neanche una partita e risultando anzi sovente decisivo nella rincorsa della sua squadra al secondo posto finale, alle spalle del Rubin Kazan rivelazione.
Una lunga serie di prestazioni che non sono rimaste inosservate ai più grandi club europei che, chi più chi meno, hanno tutti intenzione di portare il numero 18 russo alla loro corte. Hanno già pubblicamente manifestato il loro interesse Barcelona, Bayern Monaco e...Juventus, con Claudio Ranieri che vede in Zhirkov il miglior erede possibile di Pavel Nedved. Come dargli torto?


Ecco una compilation realizzata dal sottoscritto sul numero 18 del CSKA Mosca e della nazionale russa:



Nel caso in cui non riusciste a vedere il video, ecco il link nel quale potete trovare il suddetto: http://videos.sapo.pt/Uo6aP4GfdI3hB0a3bZ5N

venerdì 12 dicembre 2008

Tragedia in Ucraina, muore il capitano della nazionale U-21

E' tragicamente morto il centrocampista della Dnipro e della nazionale under-21 ucraina, Maxim Pashaev, 20 anni da poco compiuti e difensore dall'avvenire sicuro. Il giocatore, che vantava già la bellezza di 20 presenze con l'Ucraina U-21, è deceduto a causa della gravi ferite riportate in seguito ad un terribile incidente autimobilistico occorsogli nella giornata di ieri.
Una vicenda dunque molto simile a quella che tolse al Rubin Kazan ed al calcio russo il compianto Lenar Gilmullin, laterale difensivo della nazionale russa U-21, anche lui tragicamente scomparso dopo un incidente (motociclistico però nel suo caso), giunto proprio nel giorno del suo 22esimo compleanno.


Una notizia che non avrei mai voluto postare. Sincere condoglianze.

giovedì 11 dicembre 2008

Khimki quasi salvo, Sarsaniya verso il sì



Il Khimki Moscow Region vede la salvezza. La squadra della periferia moscovita è vicina ad evitare sicuramente la peggior retrocessione della propria storia, quella dalla Premier Liga alle tenebre dell'interregionale, dopo aver rifiutato la fusione con l'altro club gestito dalla regione moscovita, vale a dire il Saturn di Ramenskoe. Nonostante non sia ufficiale la notizia di nuovi fondi, pare che ormai il peggio possa essere passato, tanto che Kostantin Sarsaniya, gran consigliere dello Zenit che aspira a diventare allenatore, ha dichiarato di essere rimasto aggiornato riguardo la situazione del club, e sarebbe quindi ad un passo dall'accettare la panchina della squadra che sino ad una settimana fa sembrava destinata a scomparire dal calcio professionistico.

martedì 9 dicembre 2008

Si ritira Beschastnykh.



L'attaccante russo Vladimir Beschastnykh, miglior goleador della storia della nazionale russa con 26 reti in 71 gare (Blokhin giocava per l'URSS), si ritira. Il 34enne, che ha ancora qualche mese di contratto con l'Astana, pagherà un indennizzo al club kazako per andarsene subito e cominciare uno stage per diventare allenatore.
Beschastnykh nella sua carriera ha giocato in diverse squadre: dal 1990 al 1994 ha vestito la maglia dello Spartak Mosca, club con il quale vinse tre campionati russi consecutivi; dal 94' al 97' ha invece giocato in Germania, con il Werder Brema, per poi trasferirsi in Spagna nel Racing Santander, formazione con la quale trascorse quattro stagioni, prima di ritornare in Russia, sempre nel 'suo' Spartak Mosca (con cui vinse un altro titolo, nel 2001), che lasciò tuttavia nell'estate del 2002, accettando una ricca offerta da parte del Fenerbahce. L'esperienza turca fu assai deludente, e nelle successive stagioni Beschastnykh, ormai sul viale del tramonto, cambiò una squadra all'anno, indossando le maglie di Kuban Krasnodar, Dinamo Mosca, Orel, Khimki, Volga Tver ed appunto Astana.
Il biondo centravanti, alto 1.85, il meglio di sè lo diede però con la Russia, con la quale partecipò ai Mondiali del '94, agli Europei del '96 (segnando uno splendido gol alla Repubblica Ceca) ed ai Mondiali del '02 (timbrando il cartellino nella sfida persa per 3-2 dalla nazionale russa contro il Belgio).



Purtroppo non sono ancora riuscito a trovare una bella compilation su Beschastnykh, accontentatevi per il momento dello splendido gol (illusorio per la nazionale italiana, allora guidata da Arrigo Sacchi) realizzato da lui ad EURO '96 contro la Repubblica Ceca (minuto 01:10).

mercoledì 3 dicembre 2008

Verso una clamorosa 'fusione' Saturn-Khimki???

La notizia è di quelle forti. Nella giornata di ieri, in Russia i principali quotidiani sportivi non usavano nemmeno il condizionale: Khimki e Saturn saranno una cosa sola a partire dal 2009. Le agenzie di stampa russe sono sicure che la crisi economica che costringerà sia il Saturn che il Khimki a rivedere i propri budgdet, con conseguenti tagli di personale e di fondi provenienti dalla Moskvaskaya Oblast' che entrambe finanzia, avrà come conseguenza la fusione tra i due più importanti club della periferia moscovita. Sempre secondo l'indiscrezione, la squadra continuerebbe a chiamarsi Saturn e si allenerà a Rameskoe, attuale sede degli 'Alieni', tuttavia le gare interne andranno in scena alla Khimki Arena da poco terminata, situata nella cittadina a nord di Mosca (Ramenskoe si trova invece a sud).
La notizia sta creando un trambusto non indifferente e si susseguono indiscrezioni di minuto in minuto. I tifosi del Khimki si sentono (giustamente!) traditi e sono pronti ad inoltrare una pacifica lettera al governatore della Moscow Region. Tifosi che vedrebbero dissolversi nel nulla dieci anni di battaglie e di successi inaspettati, pensate alla cavalcata in Coppa di Russia nel 2005 quando raggiunsero la finale (poi persa per 1-0 contro il CSKA Mosca, a causa di una rete di Zhirkov) od alla promozione del 2006, con le conseguenti due salvezze consecutivi (più brillante la prima, più sofferta la seconda). Gli stessi supporters però si ritengono poco potenti contro un'amministrazione governativa che non ha la forza di finanziare due squadre. Tuttavia, nel corso della giornata è arrivato un comunicato della Moscow Region che ha confermato l'ipotesi di fusione tra i due club alle condizioni già rivelate dalla stampa. C'è chi è scettico e non ci crede come Egor Titov, giocatore più rappresentativo del Khimki, e c'è chi, come la Federcalcio Russa, dovrà presto decidere se dare il semaforo verde a tale decisione. Le parti avrebbero già accettato la fusione, sia da Ramenskoe che da Khimki. Il DS del Saturn Zhiganov ha fatto sapere di aver iniziato le pratiche per la fusione. Dell'argomento si parla anche sul sito degli stessi "Alieni". Spiazzato il ministro dello Sport, nonchè della Federazione, Vitaly Mutko, che ora dovrà prendere visione di tutto quanto sta accadendo "fuori Mosca".
In caso di fusione sarà il KamAZ Naberezhnie Chelny (terza classificata nella First Division appena terminata) ad approdare in Premier Liga; il club allenato dal fratello minore di Yuri Gazzaev si è detto però tentennante, e nel caso in cui dovesse tirarsi indietro, l'Ural di Ekaterinburg (la quarta classificata nella Serie B russa) ha fatto sapere di aver già deciso in merito al possibile ripescaggio nella massima serie.
Il Khimki sta facendo il possibile per andare incontro ai propri tifosi, scontenti e profondamente delusi: il club della Moskvaskaya Oblast' infatti sta cercando investitori per scongiurare l'inglobamento nel Saturn. A sentire però dai diretti interessati, l'impressione è che vi sarà questa fusione, ovvero il Khimki sarà a tutti gli effetti inglobato nel Saturn. Sarà la squadra della periferia del nord di Mosca a scomparire praticamente per sempre ed i dirgenti saranno di fatto liquidati, così come una buona parte dei calciatori messi sul mercato oppure lasciati direttamente liberi di accasarsi altrove. A tal proposito, a Ramenskoe hanno già fatto sapere che non hanno intenzione di puntare su Titov .Il giocatore avrebbe probabilmente prolungato di un anno l'accordo che lo legava al Khimki, ma se la squadra in cui l'ex capitano dello Spartak Mosca ha giocato la seconda parte della stagione dovesse effettivamente scomparire all'interno del Saturn, l'accordo non sarà prolungato dai dirigenti degli 'Alieni', restii a puntare sul 32enne trequartista ex nazionale russo.

lunedì 1 dicembre 2008

CALCIOMERCATO RUSSO - Inverno 2009. 1a puntata.

Per tenervi in costante aggiornamento con il calciomercato invernale russo che, seppur non ufficialmente, è ormai già entrato nel vivo, ho deciso di pubblicare quasi quotidianamente un post nel quale fare il punto della situazione delle trattative delle varie squadre, in modo tale che i fedeli lettori di questo blog rimangano sempre aggiornati per quanto concerne il calcio russo.

Prima di iniziare, ci tengo a postare un link che vi indirizzerà in una pagina del mio forum nella quale potrete trovare tutte - ma proprio tutte - le trattatative delle 16 squadre che comporranno la Premier Liga 2009 più le due retrocesse quest'anno (Luch-Energia e Shinnik). Questo è l'indirizzo: http://calciorusso.forumfree.net/?t=34672424


Per analizzare la situazione delle varie squadre agli inizi del calciomercato valido per la prossima stagione calcistica in Russia, non si può non iniziare dalla squadra che al momento sta più facendo parlare di sè, ovvero lo Zenit San Pietroburgo, che a gennaio rischia seriamente di veder partire diversi dei suoi principali talenti. In primis naturalmente c'è l''infelice' Arshavin, che ha già lasciato intendere con pesanti (...ed inopportune?) dichiarazioni che nella prossima finestra di mercato lascerà la Russia per andare a cercare fortuna in una big del calcio inglese o spagnolo (si parla insistentemente del Real Madrid, anche se per il momento rimangono soltanto delle voci, soprattutto considerando che Arshavin non potrà essere utilizzato in Champions League). La dirigenza non intende svendere il suo miglior giocatore ma potrebbe trovarsi costretta ad abassare le proprie pretese, al momento ferme ai 30 milioni di euro, ritenuti eccessivi anche dallo stesso procuratore del numero 10 della nazionale russa. Il dopo-Arshavin non sarà rappresentato solo da Danny, giocatore acquistato nello scorso mercato estivo e destinato a diventare il leader del futuro Zenit: Sarsaniya & co. infatti hanno fatto notare più volte che, nel caso in cui Shava dovesse partire, verrebbe dignitosamente rimpiazzato. Di nomi se ne sono ipotizzati tanti (Aimar, Carlos Eduardo, Dubarbier e Pandev quelli più gettonati) ma è ancora troppo presto per riuscire a capire quale pista stiano effettivamente seguendo i dirigenti della squadra detentrice dell'ultima Coppa UEFA. Quel che è certo è che Arshavin potrebbe non essere l'unico big a lasciare lo Zenit: sembra sempre più vicino infatti il fatidico 'sì' di Tymoshchuk al Bayern Monaco, che intende prelevarlo a giugno, sfruttando la clausola che lascerebbe libero l'ucraino per soli 15 milioni di euro (clausola però non valida per gennaio). I dirigenti dello Zenit non sono stati a guardare ed hanno ben presto proposto al loro capitano un oneroso rinnovo del contratto (con ingaggio ben superiore a quello a lui proposto dai bavaresi), consci dell'importanza dell'ex Shakhtar Donetsk nello scacchiere di Advocaat. Tymoshchuk, che proprio nei giorni scorsi si è incontrato di persona con la dirigenza e lo staff medico del Bayern, si è preso un periodo di tempo per decidere, nel quale potrebbe incidere non poco l'inizio di stagione da parte dello Zenit: in sintesi, se la formazione di San Pietroburgo partisse a razzo in campionato ed andrebbe magari ancora una volta avanti in Coppa UEFA, il numero 44 potrebbe alla fine decidere di rimanere in riva alla Neva, con buona pace dei dirigenti tedeschi. Situazione analoga quella di Pogrebnyak, anche lui richiesto - seppur meno insistentemente - dal club della prima squadra di Monaco ed anche lui alle prese con il rinnovo contrattuale proposto dallo Zenit (il cui ingaggio pare non soddisfare pienamente il biondo centravanti ex Spartak Mosca, Shinnik e Tom). Dovrebbe salutare la città degli Zar anche il croato Krizanac, ai ferri corti con Advocaat ed alla ricerca di una squadra che possa garantirgli un posto da titolare fisso, affinchè non perda la nazionale del suo paese, finalmente conquistata dopo tanta fatica. Sul mercato anche i vari Contofalsky (portiere dal costo non elevato che consiglierei a qualsiasi squadra europea alla ricerca di un numero 1 affidabile ed appunto accessibile economicamente), Lee Ho e Fatih Tekke (derby tedesco-turco per 'il Sultano', che piace infatti sia a Besiktas, Fenerbahce e Galatasaray che ad Amburgo, Hertha Berlino e Werder Brema); appenderanno invece le scarpette al chiodo due grandi bandiere dello Zenit, i centrocampisti Gorshkov (38 anni e splendido protagonista nel 4-0 al Bayern dello scorso aprile) e Radimov (appena 33, ma con un futuro già scritto da dirigente).
In entrata si segnala il primo vero colpo di questo calciomercato russo, ovvero il passaggio del centrocampista della nazionale russa Semshov dalla Dinamo Mosca allo Zenit, che dopo Danny riesce così a prelevare dalla squadra che fu di Yashin (e che lotterà nei Preliminari per accedere alla prossima Champions League) un altro giocatore fondamentale, che rende il centrocampo dello Zenit sempre più simile a quello della Russia. L'unica cosa che non convince dell'ex numero 10 della Torpedo è l'età (l'anno prossimo saranno 31; era da prendere tre anni fa, quando lasciò la formazione bianconera), ma per il resto Semshov ha tutte le caratteristiche per poter far bene allo Zenit: si tratta infatti di un giocatore tecnicamente ben dotato, abile anche nell'impostazione, dinamico, rapido, dalla potente conclusione da fuori, dall'ottimo inserimento senza palla e dal gol facile. E' difficile credere che sia stato acquistato per l'eventuale dopo-Tymoshchuk (anche perchè si tratta di un tipo di centrocampista differente dall'ucraino), piuttosto ci si augura sia arrivato come alternativa di lusso al duo Denisov-Zyryanov che in questa stagione non ha conosciuto pause, ma anche, perchè no, in alcune partite come trequartista al fianco di Danny, prendendo il posto quindi di Arshavin.
Come possibili nuovi arrivi, oltre che come detto agli eventuali sostituti di Tymoshchuk ed Arshavin, si parla di un difensore centrale (la stampa russa ha fatto i nomi di Ignashevich - ormai da un anno accostato allo Zenit - e del belga dell'Ajax Vermaelen) e di un attaccante (indipendentemente dalle cessioni di Pogrebnyak e/o Tekke, con quest'ultimo che intende comunque fare le valigie).

Ancora in fase di stallo il calciomercato del CSKA Mosca, formazione che prima di tutto deve svelare il futuro di Gazzaev, che dopo aver annunciato diversi mesi or sono il divorzio dal club presieduto da Giner, potrebbe essere indotto a restare sulla panchina dei 'Soldati' dallo strepitoso finale di stagione dei suoi. Quel che è certo è che l'Armata Rossa si è con largo anticipo già assicurata le prestazioni del giovane centravanti ceco Necid, che potrebbe però rimanere in prestito allo Slavia Praga fino a giugno su precisa richiesta del club Campione in carica della Repubblica Ceca. Daniel Carvalho, in prestito da luglio all'Internacional di Porto Alegre, ha recentemente dichiarato di voler ritornare nel club con il quale si affermò come uno dei migliori trequartisti della sua generazione prima dei terribili infortuni che hanno seriamente compromesso la sua carriera, lasciandolo di fatto fermo per quasi due anni. A lui potrebbe aggiungersi un altro brasiliano, l'ennesimo nella recente storia del CSKA, ovvero il richiestissimo Hernanes, centrocampista già nel giro della nazionale maggiore brasiliana, il cui prezzo però si aggira intorno ai 25-30 milioni di euro. Il 23enne numero 15 del San Paolo è stato consigliato alla dirigenza moscovita da Vagner Love in persona che, così come Krasic e Zhirkov, salvo super offerte da parte di una big del calcio mondiale, non lasceranno di certo il CSKA, motivati come sono a partecipare di nuovo alla Champions, dopo le delusioni degli anni passati. Probabile che partano invece, magari anche in prestito, i deludenti Kalouda, Janczyk e Ramòn, che non sono riusciti a ritagliarsi uno spazio sufficiente.

Di difficile lettura, ora come ora, il mercato dello Spartak Mosca, per forza di cose la big chiamata a rinforzarsi maggiormente, per non ripetere la deludentissima stagione non ancora terminata (a tal proposito speriamo che, dopo l'importantissimo successo in quel di Zagabria, Pavlenko e compagni ottengano la qualificazione giovedì sconfiggendo gli olandesi del NEC al Luzhniki). Uno Spartak che, sotto precisa richiesta di Laudrup, ha bisogno di almeno sei acquisti, che vadano a rinforzare ogni zona del campo. Si presume così che arriveranno due difensori centrali (interminabile la lista dei nomi seguiti da Karpin, anche se al momento l'unico convincente sembra essere quello del nazionale argentino Cata Diaz, già allenato dal tecnico danese nella sua esperienza al Getafe), due centrocampisti centrali (interessante l'ipotesi Defour, sembra fatta inoltre per il 19enne brasiliano del Gremio Rafael Carioca, seguito da vicino però anche dai rivali della Lokomotiv), un trequartista esterno ed una prima punta (i giornali inglesi danno vicino Bendtner, un acquisto che a mio avviso avrebbe poco senso, considerando che lo Spartak, se proprio vuole puntare su un giovane attaccante, potrebbe benissimo allora fare a meno del danese, vista la presenza in rosa di Dzyuba e Prudnikov, due russi che non hanno di certo molto da invidiare al giocatore dell'Arsenal).
In uscita il difensore lituano Dedura che interessa a Khimki e Tom ed il giovane - e secondo me sopravvalutato - bielorusso Filipenko, che potrebbe finire al Saturn (dove dubito troverebbe spazio a causa della presenza dei vari Durica, Shilla e Zelao).

Ha intenzione di rivoluzionare la propria rosa un'altra illustre delusa del 2008, la Lokomotiv Mosca, che - oltre ad aver salutato una bandiera come Gurenko (giocatore che nella Lokomotiv ha sempre avuto un rendimento eccezionale, non perdendo mai il suo posto da titolare a dispetto della non più giovane età, rientrato in patria alla Dinamo Minsk per concludere una più che dignitosa carriera, nonostante i fallimenti all'estero), ha messo sul mercato gli stranieri in esubero (i portieri Guillherme, Jakupovic, Pelizzoli e Polyakov, il terzino slovacco Had, il laterale ghanese Haminu Dramani, il mediano tunisino Chaker Zouaghi, il brasiliano Charles e l'argentino Pereyra). Tra i giocatori più importanti l'unico che potrebbe partire sembra essere il nigeriano Odemwingie, che ha lasciato intendere di non essere molto entusiasta di trascorrere il secondo anno consecutivo senza Coppe Europee e che potrebbe così cedere alle lusinghe del Rubin Kazan. Chiuso da Basa e Rodolfo, il capitano della nazionale bosniaca Spahic potrebbe trasferirsi al Wigan, che l'aveva cercato, così come Anderlecht e PSG, già nella scorsa estate.
Per parola del presidente Nikolay Naumov i Ferrovieri baderanno però soprattutto a rinforzarsi, per tornare competitivi ai massimi livelli in patria. Il primo rinforzo, espressamente richiesto da Rakhimov che lo allenò a Perm, è stato il centrocampista croato Dujmovic, tra i migliori interpreti del ruolo nel campionato appena concluso, che insieme al montenegrino Drincic costituiva forse il maggior punto di forza della rivelazione-Amkar. E' ancora presto per poter avere delle idee precise, ma come lo Spartak anche la Lokomotiv ha intenzione di rinforzare un pò tutti i reparti: arriveranno probabilmente un terzino sinistro (il turco Hakan Balta?), forse un altro centrocampista centrale (se riuscisse lo scippo di Rafael Carioca allo Spartak...), un esterno destro (Boyarintsev dallo Shinnik?), un trequartista (i giornali turchi hanno parlato di un'offerta di 7 milioni al Galatasaray per l'ex Schalke Lincoln) ed una punta centrale non meglio identificata.

E' grigia la situazione in casa Dinamo Mosca, che nonostante l'esaltante terzo posto conquistato a sorpresa, ha visto la sua rosa, numericamente già esigua di suo, indebolirsi pesantemente con le cessioni allo Zenit di Danny e Semshov, entrambi acquistati dal club di San Pietroburgo pagando la clausola rescissoria (rispettivamente di 30 ed 8 milioni di euro). Già era difficile trovare un giocatore in grado di sostituire in minima parte il portoghese di origine venezuelana, figuriamoci ora andarne a pescare un altro per il dopo-Semshov. Il tutto nella stagione in cui la Dinamo fa il suo atteso ritorno nell'Europa che conta dopo tanti, troppi, anni di anonimato. I soli Gabulov, Fernandez, Kolodin, Khokhlov e Kerzhakov (per citare i giocatori con maggiore esperienza internazionale) non bastano in una squadra dall'età media bassissima, che già peccava d'inesperienza di suo prima della perdita dei suoi due principali leaders. I laterali Dante Costa e Legear - entrambi provenienti dalla Jupiler League, un terzino sinistro il primo ed un'ala d'attacco il secondo, non basterebbero. Servirà un sacrificio economico non indifferente per sopperire alle pesanti partenze e restare nell'elite del calcio russo.

In casa FC Mosca la notizia del giorno è l'esonero del mal sopportato Blokhin, una leggenda del calcio mondiale come calciatore ma molto rivedibile come allenatore, sia a causa di un difensivismo esasperato sia per una carattere difficile, in contrasto con quello dei giocatori più talentuosi delle formazioni che si è ritrovato a guidare. Per la sua sostituzione i Cittadini hanno ben pensato all'emergente Bozovic, l'artefice del "miracolo Amkar", che si è detto ben disposto al trasferimento nella capitale russa. Chissà che con un nuovo tecnico, meno burbero ed esigente dell'ucraino, non possa permanere Maxi Lopez e soprattutto non possano rientrare dal prestito gli argentini Barrientos e Maxi Moralez, subito scartati da Blokhin.

E' chiamato a riscattarsi anche il Saturn del tedesco Roboer, al quale secondo il sottoscritto basterebbe un attaccante di livello, un bomber vero, per fare il salto di qualità che da tante stagioni ci si attende dagli 'Alieni'. Al momento però il club di Ramenskoe sembra pensare maggiormente all'acquisto di un difensore centrale (si è parlato come detto del bielorusso Filipenko e del serbo Lomic, che milita nei tedeschi del Koblenz), nonostante il reparto migliore dei neroazzurri sia proprio la difesa, e di un trequartista esterno (già avviate le trattative con l'Hannover per il talentino l'ungherese Huszti). Svincolatisi Petras e Lebedenko, non è detto che rimanga Loskov, che potrebbe essere attratto dalla chiamata della sua prima squadra, il Rostov (che nel frattempo ha già messo a segno un interessante colpo di mercato, prelevando dai concittadini dello SKA, Mazalov, 25enne prolifica seconda punta che ha messo a segno ben 32 reti in 63 incontri di campionato negli ultimi due anni trascorsi nella First Division russa). Da valutare la posizione di Eremenko, che tanto piace in Spagna. Infine, non si può non menzionare il ritiro dal calcio professionistico di uno dei più forti calciatori ucraini dell'ultimo decennio, il mediano Andrey Husin, colonna dell'ultima Dynamo Kiev di Lobanovskiy e dell'Ucraina di Blokhin.

Ed i Campioni del Rubin Kazan? I Tartari sembrano essere molto attivi sul mercato ed hanno intenzione di rinforzare pesantemente la rosa in vista della prima storica partecipazione in Champions League, anche se non sarà di certo facile convincere alcuni nomi importanti a trasferirsi a Kazan, in una regione a molti oscura come il Tatarstan. Alcuni dei nomi fatti dalla stampa russa (gli italiani dell'Udinese D'Agostino e Di Natale, il sudafricano dell'Everton Pienaar ed il già citato Odemwingie) stuzzicano i palati più fini, altri invece sono visti come dei semplici rincalzi (il bielorusso del BATE Khagush, il georgiano del Luch-Energia Gvazava ed il rumeno Nicolita). Oltre al ritirato Milosevic, potrebbe lasciare il Rubin anche il fin qui deludente Adamov, che piace alla Dinamo, centravanti portato da Hiddink tra i 23 che hanno preso parte ad EURO 2008.

Il Krylya Sovetov Samara dell'ottimo Slutskiy, oltre a riconfermare in toto la rosa che ha centrato un brillante sesto posto, sta pensando di allargare numericamente la stessa, con l'acquisto dei centrocampisti del KamAZ Ignatjev (già prelevato ufficialmente) e Petrovic, e dell'esterno ceco dell'FC Mosca Chizek; tenuto inoltre d'occhio Kalimullin dello Spartak Nalchik, attaccante interessante autore di una sorprendente stagione al primo anno nella massima serie russa.

Le altre, Terek Grozny e Tom Tomsk a parte (piccola curiosità: hanno dichiarato entrambe le società di voler puntare alla qualificazione UEFA!), hanno come obiettivo primario quello di trovare un nuovo allenatore per poi attuare le dovute strategie in sede di mercato. Rischia di ridimensionarsi non poco l'Amkar Perm, che oltre al tecnico Bozovic ed al centrocampista Dujmovic, perde anche lo sfortunatissimo Drincic, che si distrugge i legamenti del ginocchio e che resterà fermo ai box almeno sei mesi; per la sostituzione del tecnico montenegrino la dirigenza rossonera ha pensato al portoghese Artur Jorge, che si è detto disposto a lavorare in Russia.
Difficile anche la situazione dello Spartak Nalchik, la cui dirigenza ha clamorosamente negato il rinnovo a Krasnozhan, vero e proprio artefice delle tre salvezze consecutive conquistate senza neanche soffrire più di tanto con una delle formazioni più deboli del campionato, ma non per questo tra le meno combattive, anzi. Il (cattivo) presentimento del sottoscritto è che con un allenatore diverso possa terminare la favola della squadra caucasica, economicamente la più povera del torneo.
Krasnozhan che, insieme all'ex Tom Petrakov e, udite udite, a Sarsaniya (il gran consigliere dello Zenit, proprio lui!), è il nome più gettonato per rimpiazzare Yuran, anche lui non confermato dalla dirigenza del Khimki, nonostante la salvezza ottenuta con due turni d'anticipo.
Poco chiara anche la situazione del Kuban Krasnodar, l'altra neopromossa, club assai ambizioso che in questi ultimi mesi ha subito però la crisi economica mondiale, dovendo così rinunciare all'oneroso ingaggio dell'ex stella del calcio sovietico Protasov che, secondo alcune indiscrezioni, potrebbe essere rimpiazzato addirittura da 'The Boss' Ovchinnikov, al momento secondo di Semin alla Dynamo Kiev.

sabato 22 novembre 2008

TRENTESIMA ED ULTIMA GIORNATA: analisi di tutte le partite.


E si chiude così la Russian Premier Liga 2008, per la prima volta interamente seguita insieme a voi, un campionato che passerà alla storia come quello della 'svolta del calcio russo', soprattutto grazie ai successi europei ottenuti dallo Zenit San Pietroburgo ed alla fantasticacavalcata della Russia ad EURO 2008, che hanno fortemente contribuito a far conoscere il movimento calcistico russo anche laddove era snobbato, in particolare nella presuntuosa Europa Occidentale, dove ormai quasi tutti i paesi più evoluti calcisticamente parlando hanno acquisito i diritti per trasmettere le gare principali della RPL. Una prima grande vittoria, che con il passare del tempo renderà il torneo russo sempre più 'accessibile' a tutti e con maggiore visibilità internazionale.

Ma questo campionato verrà principalmente ricordato come quello del primo titolo del Rubin Kazan, uno scudetto ampiamente meritato e maturato sul campo, nonostante fosse totalmente inaspettato alla vigilia. Un exploit che era preannunciato da tempo, arrivatoperò anche grazie al fallimento di Mosca e San Pietroburgo, il 99% delle industrie e del pallone. In particolare, le due squadre che hanno più da rammaricarsi sono Zenit e CSKA, indubbiamente le due compagini più forti, ma che per motivi differenti non sono mai riuscite a dire veramente la loro in ottica primo posto, a causa di un rendimento altalenante dovuto a numerosissimi fattori che hanno influito negativamente sulle formazioni guidate rispettivamente da Advocaat e Gazzaev. Ancora deludente la Lokomotiv, che - aspettando l'esito finale della Coppa di Russia - per il secondo anno consecutivo non è riuscita a centrare la qualificazione europea, nonostante una rosa qualitivamente tra le migliori del campionato. Ha fatto ancora peggio la squadra moscovita più titolata, lo Spartak, che è incappato nella classica stagione storta in tutto e per tutto, ricca di cocenti delusioni e pesantissime umiliazioni (su tutte l'1-5 subito in casa nel sentitissimo derby con il CSKA e la pessima uscita di scena nel terzo turno preliminare di Champions League contro i rivali di sempre della Dynamo Kiev), da dimenticare al più presto, nononostante la parziale affermazione di qualche giovane promessa (un nome su tutti: il 19enne terzino destro Parshvilyuk) ed il completo ritrovamento di un giocatore che sembrava essersi perso per strada (Pavlenko, rientrato dal prestito annuale allo Shinnik). Negativa è stata anche la stagione dell'FC Mosca, passato dalle sapienti mani di Slutskiy a quelle più ruvide di Blokhin, nemmeno lontanamente in grado di ripetere il sorprendente e per certi versi irripetibile quarto posto della passata stagione, sia per un mercato invernale povero sia per le scelte quantomeno discutibili dello strapagato tecnico ucraino. Non riesce a ripetersi nemmeno il Saturn, che eppure sulla carta aveva una rosa di buonissimo livello, ma che ha pagato a carissimo prezzo l'assenza di un vero bomber d'area di rigore (nonostante le 10 reti messe a segno dal bosniaco Topic), come ampiamente dimostrano gli appena 26 gol segnati in 30 partite, oltre la solita pareggite acuta a cui è da anni affetto il club di Ramenskoye. Non ha fatto tanto meglio l'altra squadra della provincia di Mosca, il giovane Khimki, salvatosi sul rotto della cuffia grazie ad una campagna estiva che ha portato una miriade di nuovi giocatori alla corte di Yuran. Unica eccezione tra le squadre della capitale è stata la Dinamo, splendidamente allenata e plasmata dal giovane Kobelev, che la prese in mano quando era in piena zona retrocessione nell'agosto del 2006, e che in breve tempo l'ha trasformata in una formazione competitiva, grazie anche ad acquisti mirati e non più insensati come nel recente passato, oltre che ad una costante crescita dei giovani del settore giovanile, tra i migliori di Russia, se non addirittura il migliore in assoluto. Dinamo che è riuscita nella difficile impresa di non crollare dopo la cessione del suo giocatore migliore, di colui che nel girone d'andata aveva spesso segnato le sorti della formazione che fu di Yashin, vale a dire il fantasista portoghese Danny, insieme a Vagner Love e Zhirkov del CSKA, il miglior giocatore del campionato appena concluso.
Parlavamo della sorpresa rappresentata dai Tartari del Rubin, per la prima volta campioni, ma un pò tutta la Russian Premier Liga 2008 verrà ricordata come il campionato della provincia, il campionato di Perm e Samara, ma anche di Grozny e Nalchik, tutte formazioni poco celebrate all'inizio della stagione ma splendide protagoniste di un'annata da incorniciare.


Amkar Perm - Khimki 3-1: 13' Kushev, 29' M. Novakovic, 90'+1 Afanasiev; 86' Trivunovic.

Amkar (4-4-2): 42 Narubin; 14 Sirakov, 28 I. Kalashnikov, 21 Belorukov, 23 Cherechinkov; 7 Peev, 22 Dujmovic, 13 M. Novakovic, 5 Grishin (dal 73', 10 Afanasiev); 29 Kushev (dal 78', 9 Paramonov), 99 Sikimic (dal 68', 19 Zhilyaev).
Khimki (4-4-2): 21 Berezovskiy; 18 Jovanovic (dal 46', 4 Golovatenko), 81 Danielson, 79 Gabriel, 99 F. Kudryashov; 55 Dineev (dal 46', 12 Nikiforov), 77 Sabitov, 6 Trivunovic, 5 Pylypchuk (dal 79', 27 Bairamov); 31 Nizamutdinov, 20 Antipenko.

Chiude in festa il suo grande campionato l'Amkar, per il secondo anno consecutivo la squadra rivelazione in Russia. Alzi la mano chi sarebbe stato pronto ad investire od a buttare qualche centesimo su un piazzamento d'altra classifica della squadra che aveva appena sostituito Rakhimov con l'emergente Bozovic. Ed invece i rossoneri degli Urali non sono stati semplicemente in grado di ripetersi, ma addirittura di migliorarsi, cogliendo un quarto posto inimagginabile ed ottenendo la prima storica qualificazione europa della loro giovane (si tratta pur sempre di un club professionistico soltanto dal 1995) storia. E' Perm quindi la capitale della provincia, è Perm la città dei miracoli, è Perm la città che ospita la più grande rivelazione del Campionato Russo 2008. Un torneo nel corso del quale la formazione dei Monti Urali non è mai scesa al di sotto della quarta posizione. A metà stagione qualcuno parlava addirittura di anti-Rubin o di un posto in Champions, altri invece - tra cui chi vi scrive - auspicavano un crollo mai arrivato dovuto all'inesperienza ed a qualche cessione di troppo (pesante quella dello storico capitano, Popov, passato guarda caso proprio al Rubin campione). Nonostante tutto ciò, l'Amkar, una delle squadre più organizzate della Premier Liga, se non quella tatticamente meglio disposta in campo, ha perseverato nel suo ritmo costante, produttivo sia in casa che lontano dalle mura amiche, che alla fine è valso una meritata qualificazione alla Coppa Uefacon un turno d'anticipo. L'ultima gara con il Khimki, battuto per 3-0 a domicilio già all'andata, nella prima giornata del 2008, è stata una semplice e meritata passerella finale, che ha portato gli uomini di Bozovic ad ottenere altri tre punti, arrivati grazie al nono centro dell'eterno Kushev ed ai primi gol in Russia del nazionale montenegrino Novakovic (molto bella sia l'azione, con perfetto morbido cross di Peev, che ha portato al suo gol, sia il suo tuffo di testa) e del 22enne bielorusso Afanasiev.


Dinamo Mosca - Tom Tomsk 2-0: 16' (rigore) e 76' Kerzhakov.

Dinamo (4-4-2): 30 Gabulov; 22 Wilkshire, 23 Tanasievich, 6 L. Fernandez, 13 Granat; 7 K. Kombarov (dall'83', 3 Tochilin), 8 Khokhlov, 20 Semshov, 9 D. Kombarov (dal 74', 16 Genkov); 5 Kerzhakov, 77 Kokorin (dal 57', 2 Karpovich).
Tom (4-2-3-1): 25 Pareyko; 83 Kharitonov, 37 Jokic, 21 Katinsus, 5 Skoblyakov; 6 Michkov, 4 Yanotovskiy; 3 Klimov, 20 Tarasov, 22 V. Volkov (dal 78', 8 Kiselev); 24 Shirko (dal 72', 14 Kontsedalov).

E' festa grande al Dinamo Stadion di Mosca per la squadra di Kobelev, che festeggia quello che è il suo scudetto, ovvero la partecipazione ai preliminari di Champions League, un traguardo sognato, sperato e puntato, che sembrava destinato a svanire con la cessione di Danny, proprio quando la DInamo si era autoconvinta di poter lottare per un tale piazzamento. Bravi davvero tutti. Complimenti ad una dirigenza che non le ha mai sparate grosse ed ha lasciato sempre parlare i giocatori ed i loro i risultati. Oculata e da 10 e lode la programmazione e l'inserimento di giovani che si sono distinti in tutte le competizioni giovanili (come non citare lo splendido 17enne Kokorin, un ragazzino minorenne capace di assicurare nelle sue prime presenze qualcosa come 6 punti). Ora viene il difficile, ora viene il bello: la squadra deve essere rinforzata a partire dagli elementi che rischiano clamorosamente di lasciare la Dinamo nonostante la qualificazione alla Champions. Il rafforzamento di una squadra che ha perso l'unico giocatore in grado di far fare il salto di qualità, autentico trascinatore nel girone d'andata, passa soprattutto da gente come Kolodin e soprattutto Semshov, richiesti da club con maggiori risorse. Non dovrebbe invece partire il mattatore del match, quel Kerzhakov che nell'anno del suo ritorno in Russia non è riuscito ad andare in doppia cifra, a causa anche di un bel pò di sfortuna (pesano in questo senso i sei legni centrati nelle prime 10 giornate), ma si è rivelato comunque decisivo con gol mai banali, basti pensare a quello fondamentale segnato a circa 5' dal termine al Saturn, uno dei più importanti in assoluto nella stagione dell'ex club gestito dal Kgb.
Spettatore della festa biancoblu è stato il Tom, che ha portato a casa l'ennesima salvezza senza penare poi così tanto, ma anche la meno brillante dal ritorno nella massima serie russa dei siberiani (2005).


FC Mosca - Luch-Energia Vladivostok 3-0: 78' Maxi Lopez rigore, 87' Vukic, 90'+1 Stavpets.

FC Mosca (4-3-1-2): 30 Zhevnov; 14 Nababkin, 25 Jop, 33 Akés da Costa, 22 Kuzmin; 77 S. Ivanov, 15 Epureanu, 13 Rebko (dal 70', 37 Stavpets); 28 Krunic (dal 61', 10 Vukic); 18 Maxi Lopez, 29 Strelkov (dall'87', 27 V. Kaleshin).
Luch-Energia (4-4-1-1): 74 Polyakov; 31 Leandro, 3 D. N. Smirnov, 32 Pavlyuchek, 34 Kristic; 18 Streltsov, 24 D. A. Smirnov, 45 Mikheev, 22 Gvazava; 8 Bulyga; 33 Asildarov (dal 65', 61 Kulemin).

L'ultima in Premier Liga per il Luch-Energia, con l'augurio ad una delle formazioni più simpatiche del lotto di tornare presto nella massima serie russa, con buona pace di tutti quelli che una trasferta con 20 ore totali di aereo proprio non la sopportano. L'FC Mosca è reduce da un'annata orrenda, se confrontata con quella passata, ma sia la dirigenza che il nuovo tecnico Blokhin se la sono andata a cercare. I Cittadini, non pervenuti in Russia se eccettuiamo qualche sporadico colpaccio ottenuto con le cosidette grandi, si sono suicidati in Coppa UEFA facendosi eliminare da una formazione sulla carta inferiore come il Copenhagen ed occupano le cronache sportive solo per le voci di una possibile fusione con la Torpedo o per le indiscrezioni riguardanti il futuro del discusso Blokhin, il responsabile dell'epurazione argentina (Bracamonte a parte) dallo Streltsov. Ed a proposito di argentini, nella partita probabilmente meno interessante dell'ultimo turno, è ritornato al gol quel Maxi Lopez che, a causa di incomprensioni con il burbero Pallone d'Oro 1975, non vedeva più il campo da metà luglio. Da segnalare anche il secondo centro in appena tre incontri per il serbo ex Shakhtar Vukic ed il primo gol stagionale di Stavpets, mobile attaccante piuttosto interessante.


Saturn - Spartak Nalchik 1-1: 80' Yurchenko; 51' Bikmaev.

Saturn (4-2-3-1): 1 Kinsky; 24 Angbwa, 63 Malkov (dal 77', 14 Kirichenko), 6 Durica, 15 Nakushev; 41 Sapeta (dal 63', 11 A. Eremenko), 7 Nemov; 88 Al. Ivanov, 21 Karyaka, 29 Kovel; 8 Topic (dal 46', 17 Yurchenko).
Spartak Nalchik (4-4-2): 13 Khomich; 18 Kiselkov, 5 Amisulashvili, 6 Shumeyko, 3 Yatchenko; 19 Dzakhimishev (dall'84', 48 Goshokov), 15 Mashukov, 33 Geteriev, 11 Bikmaev (dall'81', 17 Filatov); 84 Kalimullin, 43 Siradze (dal 74', 99 Felipe Almeida).

Termina in perfetta parità, con vantaggio dell'uzbeko Bikmaev (al secondo centro consecutivo) direttamente su calcio d'angolo (!) e pareggio del 19enne bielorusso Yurchenko, attaccante che tanto fece litigare Saturn e Zenit nello scorso mercato invernale, una delle gare che meno ha da dire in questo finale di stagione tutto sommato tranquillo per entrambe, soprattutto per i Caucasici che si sono praticamente spremuti per fermare lo Zenit, mollando le altre gare dove hanno spesso ceduto in modo a dir poco arrendevole. Merito comunque di una situazione di classifica tranquilla che ha permesso alla squadra del corteggiato tecnico dei miracoli Krasnozhan di agguantare una salvezza definita complicata alla vigilia ma maturata in modo sin troppo facile nel corso del cammino. Un pò diverso il finale di stagione di un Saturn che, col cambio d'allenatore e con un vantaggio comunque rassicurante sulle lumache in zona retrocessione, ha fatto una sorta di prova degli assetti per un 2009 che, nelle intenzioni della dirigenza della Moskvaskaya Oblast', deve essere l'anno del rilancio e del ritorno nei quartieri alti della classifica dopo un torneo deludente sotto ogni aspetto, da Saturn insomma, che ci aveva invece ingannato con l'ottimo girone d'andata dello scorso anno, che portò gli Alieni ad ottenere un importante quinto posto.


Krylya Sovetov Samara - Terek Grozny 4-3: 46' Tikhonov rigore, 60' Taranov, 68' e 72' Koller; 63' e 79' Pancu, 83' Lakhiyalov.

Krylya Sovetov (4-4-2): 31 Lobos; 14 Oh Beom-Seuk, 8 Taranov, 63 Belozerov (dal 77', 22 Booth), 3 Léilton; 7 Bober (dal 72', 9 Kovba), 20 Jarosik, 21 R. Adjindjal, 11 Tikhonov; 10 Savin, 89 Koller (dal 75', 15 Salugin).
Terek (3-4-2-1): 12 Godzyur (dal 69', 95 Edilov), 2 Zabavnik, 14 V. Iliev (dal 62', 78 Pancu), 42 Omeljanchuk; 11 F. Petre, 18 Djabrailov, 55 Margaritescu (dal 46', 20 Voronkin), 40 Vlasov; 33 Lakhiyalov, 28 Kuzmichev; 9 Serdyukov.

E' andato di scena a Samara il match più spettacolare di questa trentesima giornata, che non ha visto il Krylya Sovetov acciuffare la qualificazione diretta alla Coppa UEFA a causa del successo dello Zenit al Luzhniki, ma la formazione di Slutskiy - probabilmente la più continua del torneo, l'unica che non ha conosciuto flessioni e/o momenti di crisi - ha comunque ottenuto un più che onorevole sesto posto, che - aspettando la Coppa di Russia - potrebbe garantirgli lo stesso la tanto ambita qualificazione europea. Il Krylya Sovetov è stato sicuramente una delle più piacevoli sorprese del campionato, dopo il cambio di proprietà, un mercato oculato e la intelligentissima scelta di puntare su un tecnico emergente come il 36enne Slutskiy, principale artefice del miracolo FC Mosca nelle ultime stagioni. Le 'Ali', ormai pronte per spiccare il volo, hanno puntato su un giusto mix di freschezza giovanile (Savin, Oleg Ivanov, Taranov) ed esperienza (Koller, Jarosik, Ruslan Adjindjal, Budylin e naturalmente l'intramontabile Tikhonov) ed i risultati non si sono fatti attendere. Unico rimpianto, quella eliminazione negli Ottavi di Finale di Coppa di Russia contro il Sibir che poteva essere evitata.
Nonostante alla vigilia era lecito aspettarsi una gara squilibrata, fra una formazione motivata a vincere a tutti i costi ed un'altra già in vacanza, il Terek ha giocato una partita vera, concludendo i primi 45' sullo 0-0 e facendo tremare Booth e compagni nel finale, con una rimonta firmata Pancu (prima doppietta russa per il centravanti rumeno) e Lakhiyalov (il migliore in campo dei suoi) che per poco non è stata completata.


Shinnik Yaroslavl - CSKA Mosca 1-0: 35' Buznikin rigore.

Shinnik (4-4-1-1): 27 Pravkin; 14 Oleksic, 15 Ushenin, 3 Ricardo Silva, 29 Polovinchuk; 25 Semochko, 17 Bochkov, 8 Burchenko (dal 90', 13 D. Kudryashov), 10 Gorawski; 70 Buznikin (dal 90', 71 Anisimiv); 16 Khzaov.
CSKA (4-4-1-1): 35 Akinfeev; 6 A. Berezutskiy, 24 V. Berezutskiy, 4 Ignashevich, 50 Grigorjev (dal 46', 88 Caner Erkin); 2 Semberas, 25 Rahimic, 11 Mamaev, 18 Zhirkov; 46 Dzagoev (dal 46', 22 Aldonin); 37 Ryzhov (dal 75', 19 Janczyk).

Saluta la Premier Liga togliendosi lo sfizio di aver battuto la squadra più in forma del campionato ma con più di un rimpianto lo Shinnik, una formazione capace di ottenere 8 punti contro CSKA e Zenit (battendo fra l'altro l'undici di Advocaat a San Pietroburgo), di sconfiggere con un secco 2-0 la Dinamo e di pareggiare a Kazan nel momento d'oro del Rubin, ma che ha perso praticamente tutti i principali scontri diretti per garantirsi la salvezza, vedendosi spacciato già a diverse giornate al termine del campionato.
Conclude con una sconfitta una seconda parte di campionato mostruosa il CSKA di Gazzaev (all'ultima in RPL da allenatore dei 'Soldati'?), vincitrice di 8 delle ultime 9 partite che precedevano la sfida di Yaroslavl, umiliando il Rubin neo-campione di Russia domenica scorsa, in una gara che è parsa una dimostrazione di forza e rabbia, una messa in dubbio sportiva della legittimità del successo tartaro.


Rubin Kazan - Lokomotiv Mosca 1-2: 36' Bukharov; 15' Odemwingie, 90'+3 Glushakov.

Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov; 3 Ansaldi, 22 Orekhov, 2 Tomas, 4 Jefton; 76 Sharonov, 6 Sibaya; 61 Gökdeniz Karadeniz, 14 Rebrov, 23 Balyaikin; 11 Bukharov (dall'80', 21 Adamov).
Lokomotiv (4-2-3-1): 32 M. Cech; 44 Kambolov, 23 Basa, 4 Rodolfo, 15 Fininho; 41 Gurenko, 58 Glushakov; 25 Cocis, 10 Mudjiri (dall'86', 16 Charles), 63 Bilyaletdinov; 9 Odemwingie.

I mattatori della Premier Liga 2008 del Rubin concludono malamente una stagione comunque eccezionale, naturalmente la migliore nella loro storia, perdendo la terza gara consecutiva e confermando come, dopo la conquista del campionato avvenuta in quel di Ramenskoye, giocatori e tecnico mentalmente sono andati già in vacanza. Contro i Ferrovieri la gara è stata perlomeno equilibrata ed in bilico fino all'ultimo, quando le maggiori motivazioni della Lokomotiv hanno prevalso e Bilyaletdinov, che ha concluso in crescendo una stagione piuttosto discontinua, ha splendidamente imbeccato la grande sorpresa rossoverde di questa stagione, il 21enne Glushakov, che di piatto al volo ha splendidamente realizzato il suo secondo gol consecutivo, il quarto nell'intero torneo, regalando tre punti inutili ai fini della classifica ai suoi, che si tolgono perlomeno la minima soddisfazione di aver superato all'ultimo gli odiati rivali dello Spartak. Esattamente come l'anno scorso, è ancora settimo posto per i Ferrovieri, che nonostante il cambio di panchina - da Byshovets a Rakhimov - hanno ripetuto una stagione per certi versi molto simile a quella scorsa (basti pensare al rendimento altalenante ed alle prestazioni discontinue) e per altri invece differente (se l'anno scorso la Loko si era rivelata grande con le grandi e piccola con le piccole, quest'anno è stato l'esatto opposto). Rimandata all'anno prossimo la squadra di Rakhimov, che quasi certamente resterà al timone del club gestito dalle Ferrovie di Stato Russe, con l'obiettivo dichiarato però di centrare almeno la qualificazione in Champions.


Spartak Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-3: 47' Pavlenko; 5' Pogrebnyak, 19' e 45'+1 Danny.

Spartak Mosca (4-2-3-1): 22 Pletikosa; 49 Shishkin, 7 Jiranek, 4 Fathi, 14 C. Rodriguez; 27 Kovalchuk, 15 Ra. Kovac; 19 C. Maidana (dal 46', 30 Saenko), 8 Pavlenko, 32 Bazhenov (dal 73', 38 Maloyan); 18 Prudnikov (dall'84', 40 Dzyuba).
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev; 22 Anyukov, 4 Krizanac, 6 Lombaerts (dal 76', 14 Hubocan), 11 Sirl; 27 Denisov, 44 Tymoschuk, 18 Zyryanov (dall'88', 15 Shirokov); 19 Danny, 10 Arshavin (dal 90', 20 Fayzulin); 8 Pogrebnyak.

I tempi del sorteggio dei calendari sono lontani, è ormai passato quasi un anno, ma quando si seppe che Spartak Mosca e Zenit avrebbero aperto e chiuso il 2008 calcistico russo dopo aver battagliato per lo scudetto sino all'ultimo secondo, tifosi ed amanti del calcio avevano iniziato a fantasticare, a sognare nello scontro titanico, ad un'assegnazione del titolo o magari di una medaglia pesantissima all'ultima giornata. Così evidentemente non è stato, eppure Spartak Mosca-Zenit è stato un match comunque importantissimo ai fini della classifica, un vero e proprio spareggio che alla vincente garantiva l'accesso alla Coppa UEFA: un chiaro segno di un campionato sottotono per entrambe le compagini che, per motivazioni diversissime tra loro, non sono riuscite a lottare per le vette della classifica come è da loro tradizione. A prevalere, ed in modo anche netto, sono stati gli uomini di Advocaat, a cui sono bastati soltanto 45' per schiantare quelle più inesperti di Laudrup, con un perentorio 0-3 che ha avuto in Danny, autore di un assist e di due gol, oltre che vero e proprio giustiziere dello Spartak in questo 2008 (basti pensare allo spettacolare 4-3 con cui la Dinamo si impose sui rossobianchi) il protagonista assoluto. Una gara che potrebbe essere ricordata sugli almanacchi, oltre che per il ritorno della vittoria dello Zenit al Luzhniki (non accadeva dal 2004, quando il tecnico dei 'Myaso' era ancora Nevio Scala...), come l'ultima partita giocata nel campionato russo da Arshavin, sempre più indirizzato verso l'Inghilterra o la Spagna. Non una prestazione degna della sua fama, se escludiamo l'assist per il raddoppio di Danny, ma i tifosi sanpietroburghesi da lui ora si aspettano gli Ottavi di Finale di Champions League: un sogno difficile, ma non irrealizzabile.


CLASSIFICA:
1. Rubin 60 (Campione di Russia e qualificata direttamente alla Fase a Gironi della Champions League 2009/10)
2. CSKA 56 (vice-campione di Russia e qualificata direttamente alla Fase a Gironi della Champions League 2009/10)
3. Dinamo 54 (qualificata ai Preliminari della Champions League 2009/10)
4. Amkar 51 (qualificata direttamente alla Coppa UEFA 2009/10)
5. Zenit 48 (qualificata direttamente alla Coppa UEFA 2009/10)
6. Krylya Sovetov 48
7. Lokomotiv 47
8. Spartak Mosca 44
9. FC Mosca 38
10. Terek 35
11. Saturn 33
12. Spartak Nalchik 32
13. Tom 29
14. Khimki 27
15. Shinnik 22 (retrocessa in First Division)
16. Luch-Energia 21 (retrocessa in First Division)

CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
20 reti: Vagner Love (CSKA, 1 rigore).
10 reti: Miguel Danny (5 segnati con la Dinamo e 5 con lo Zenit), Peter Odemwingie (Lokomotiv) e Marko Topic (Saturn).
9 reti: Martin Kushev (Amkar, 2 rigori), Diniyar Bilyaletdinov (Lokomotiv, 5 rigori), Eldar Nizamutdinov (Khimki).
8 reti: Alan Dzagoev (CSKA), Fatih Tekke (Zenit), Anton Bober (Krylya Sovetov, 1 rigore), Hector Bracamonte (FC Mosca, 1 rigore).
7 reti: Alexander Kerzhakov (Dinamo, 1 rigore), Konstantin Zyryanov (Zenit), Jan Koller (Krylya Sovetov), Evgeny Savin (Krylya Sovetov), Andrey Tikhonov (Krylya Sovetov, 3 rigori), Dmitry Sychev (Lokomotiv).

Merita una precisazione la stranissima classifica dei 'bombardieri', dalla quale si può benissimo evincere come l'unico giocatore del campionato ad aver segnato tanti gol sia stato il brasiliano Vagner Love, che ha stravinto il premio, lasciando dietro di sè un vero e proprio abisso, basti pensare che i vari Danny, Odemwingie e Topic seguono in seconda posizione con ben 10 reti in meno rispetto al numero 9 del CSKA. Questo perchè, per una strana coincidenza, sono venuti un pò a mancare tutti i principali bomber del campionato, a causa dei più disparati motivi: Pavlyuchenko, per esempio, vincitore di codesta classifica nelle due precedenti stagioni, si è trasferito in Inghilterra, esattamente come l'ex CSKA Jo; Pogrebnyak, probabilmente il miglior attaccante russo in questo 2008, ha subito un grave infortunio nella fase centrale del campionato, saltando diversi match, ed una volta rientrato, ha dovuto contendersi il posto con il turco Tekke, che ha sì segnato 8 reti ma che se ne è 'mangiate' almeno altrettante; Arshavin, che non è mai stato un bomber, non è andato oltre alle 6 marcature probabilmente a causa del suo difficile post-europeo, che ha influito non poco nelle sue prestazioni con la maglia dello Zenit; ha vissuto una stagione molto particolare nell'anno del suo ritorno in patria, anche Kerzhakov, che nel girone d'andata era riuscito nell'impresa di centrare in ben sei occasioni i legni e che nelle ultime partite del campionato è stato impiegato dal suo allenatore addirittura come esterno sinistro; annata poco produttiva anche per Sychev, spesso alle prese con fastidiosi problemi muscolari che gli hanno impedito di ripetere la più che positiva stagione passata; Kirichenko, uno che in Russia ha sempre segnato parecchio, si è trovato in contrasto con entrambi gli allenatori che ha avuto al Saturn e di conseguenza è stato raramente impiegato nell'undici titolare; il Rubin, così come un pò tutte le squadre del campionato, è andato a segno più volte con numerosi giocatori e quello che ha segnato più reti, il gigantesco centravanti Bukharov, si è sbloccato solamente nel girone di ritorno, mentre Adamov - capocannoniere insieme a Pavlyuchenko nel 2007 - trascorreva gran parte della sua permanenza a Kazan in panchina, e così via. Questo un pò per spiegare come mai la classifica 'bombardieri' sia stata così poco combattua in questo 2008.


CLASSIFICA 'ASSIST-MAN':

12 assist: Miguel Danny (Dinamo/Zenit).
10 assist: Yuri Zhirkov (CSKA).
8 assist: Alan Dzagoev (CSKA), Andrey Tikhonov (Krylya Sovetov).
7 assist: Milos Krasic (CSKA), Igor Semshov (Dinamo), Andrey Arshavin (Zenit), Konstantin Zyryanov (Zenit).



venerdì 21 novembre 2008

E' Kolyvanov il nuovo C.T. della nazionale russa U-21

L'ex centravanti della nazionale russa (35 presenze e 12 reti) Igor Kolyvanov diventa il nuovo Commissario Tecnico della nazionale russa Under- 21, dopo aver guidato la selezione Under-17 al titolo europeo nel 2006. Il 40enne ha ricevuto l'ok da parte del C.T. della nazionale maggiore Guus Hiddink e firmerà il contratto la prossima settimana. Una notizia che era nell'aria ormai da tempo dopo la deludente eliminazione dell'Under-21, una scelta quasi scontata se pensiamo che il nuovo corso partirà proprio facendo leva sulla generazione che nel 2006 vinse un importante campionato euroepo, con il biondo attaccante ben noto in Italia proprio come allenatore.
Kolyvanov ha indossato le maglie di Dinamo Mosca, Foggia e Bologna durante la sua carriera da calciatore.

domenica 16 novembre 2008

RIEPILOGO VENTINOVESIMA GIORNATA.

Si è da poco conclusa una penultima giornata di campionato da urlo, appassionantissima e ricca di colpi di scena, nella quale è successo veramente di tutto!

Doveroso partire da quella che è senza alcun dubbio la migliore squadra russa attuale, ovvero il CSKA di Gazzaev, che senza un pessimo girone di andata avrebbe lasciato i 'Soldati' con il terzo titolo conquistato negli ultimi quattro anni. L'Armata Rossa distrugge letteralmente il Rubin neo-campione di Russia con un perentorio 4-0! Ancora una volta grande protagonista uno straordinario Vagner Love, che segna una fantastica tripletta e diventa il primo giocatore nella storia della Premier Liga (nata nel 2001) a raggiungere quota 20 reti in campionato! Pensate che Vagner Love nelle ultime tre partite, con le treccine colorate ultima versione, ha segnato 9 reti: doppietta al Feyenoord, quaterna all'FC Mosca e tripletta come detto oggi al Rubin!
A rendere poi più pesante il passivo ci pensa Zhirkov all'89', insieme all'attaccante brasiliano ed a Danny, il miglior calciatore dell'attuale campionato. Secondo tonfo consecutivo dunque per la formazione tartara, svagata da quando ha vinto il titolo e che ormai sembra aver davvero poco da chiedere al suo strepitoso campionato.

Termina 1-1 il big match della giornata, che vedeva opposte Zenit e Dinamo, con i due grandi ex, Danny da una parte e Kerzhakov dall'altra come protagonisti annunciati. Pareggio giusto in una gara molto equilibrata, nella quale a passare in vantaggio a sorpresa sono stati gli ospiti con il difensore argentino Leandro Fernandez, sugli sviluppi di un corner (pessimo il piazzamento difensivo dello Zenit). Come al solito il pareggio di Tymoschuk e compagni arriva a circa 10' dal termine, ancora una volta con Fatih Tekke (che già aveva pareggiato inutilmente i match contro BATE e Saturn), che con 8 gol diventa il capocannoniere della formazione di San Pietroburgo nell'attuale campionato. Serve a poco l'assalto finale degli uomini di Advocaat, vicini alla vittoria con due botte dalla distanza di Tymoschuk, ma che rischiano grosso nel finale quando Kerzhakov solo davanti a Malafeev si fa ipnotizzare dal portierone nato a San Pietroburgo 29 anni fa.
Protagonisti in positivo entrambi i due estremi difensori, Gabulov ed appunto Malafeev. Abbastanza irritante l'infelice numero 10, che si è perlomeno dato più da fare rispetto alle ultime uscite ma che ancora una volta non si è reso decisivo.

Vittoria dal valore inestimabile quella dell'Amkar (rigore di Kushev al 76') sul campo del Tom Tomsk, che conquista matematicamente il quarto posto e che si qualifica per la prima volta nella sua storia in Coppa UEFA. Un traguardo straordinario e meritatissimo ottenuto da una piccola squadra degli Urali che ormai da due anni è l'autentica rivelazione del calcio russo, diventata una società professionistica appena nel 1995 e salita per la prima volta in Premier Liga nel 2004. Un grande successo per il giovane tecnico montenegrino Bozovic, soprannominato "il Conte", che ha raccolto la pesante eredità di Rakhimov riuscendo ad ottenere un risultato addirittura migliore, oltre che imprevedibile ad inizio stagione.

Chi rischia invece di non partecipare a nessuna competizione europea l'anno prossimo è lo Spartak Mosca, che pareggia per 2-2 a Vladivostok in una bellissima sfida con il Luch-Energia. I moscoviti si portano subito avanti grazie ad un delizioso colpo sotto di Pavlenko, dominano l'incontro ma si fanno raggiungere al 66' da un bello stacco di testa del georgiano Gvazava. All'82' il bielorusso Bulyga porta addirittura sul 2-1 i suoi, che vengono però drammaticamente raggiunti all'82' dall'argentino Cristian Maidana.
Un punto che dunque non serve a nulla al Luch, che retrocede in Prima Divisione insieme allo Shinnik (insipido 0-0 in casa del Terek).

Questo perchè il Khimki di Yuran, la squadra che nel mercato estivo ha investito di più, rinforzandosi non poco, prevale con il risultato di 2-1 a Nalchik, nonostante l'immediato vantaggio dello Spartak, firmato Bikmaev (primo centro per lui nel campionato russo). Nizamutdinov prima e Nastja Ceh poi regalano il preziosissimo successo che permetterà al Khimki di giocare in Premier Liga anche nella prossima stagione.

Derby ricco di emozioni quello fra Lokomotiv e FC Mosca, che decidono di giocare un tempo a testa: il primo è infatti dominato dai Ferrovieri che si portano addirittura sul 3-0 (doppietta di Sychev e Glushakov, a segno con un gran gol anche all'andata), nella ripresa invece i Cittadini riaprono inaspettatamente l'incontro con l'ex Samedov ed il solito Bracamonte.

Finisce infine 0-0 Saturn-Krylya Sovetov, con gli ospiti però più volte vicini alla vittoria.

Tutto deciso quindi nelle primissime posizioni (Rubin campione di Russia da già due turni, CSKA qualificato direttamente alla prossima fase a gironi di Champions League e Dinamo, salvo tracolli clamorosi, al terzo turno preliminare) e nella lotta per non retrocedere (come detto, Khimki salvo e Luch-Energia e Shinnik retrocesse), rimane invece apertissima la qualificazione alla prossima Coppa UEFA (quarta e quinta classificata + la vincitrice della Coppa di Russia o in alternativa la sesta), con l'Amkar già sicuro della partecipazione e la bellezza di quattro squadre tutte racchiuse in soli due punti.

Ecco com'è la situazione ad una giornata dal termine:

1. Rubin 60
2. CSKA 56
3. Dinamo 51
4. Amkar 48
5. Zenit 45
6. Krylya Sovetov 45
7. Spartak Mosca 44
8. Lokomotiv 44
9. Terek 35
10. FC Mosca 35
11. Saturn 32
12. Spartak Nalchik 31
13. Tom 29
14. Khimki 27
15. Luch-Energia 21
16. Shinnik 19

Prossimo turno:
Spartak Mosca-Zenit
Rubin-Lokomotiv
Amkar-Khimki
Krylya Sovetov

Attenzione, perchè Spartak e Zenit rischiano veramente tantissimo e, in caso di pareggio, rimarebbero probabilmente fuori entrambe, visto e considerato l'impegno più che abbordabile del Krylya Sovetov. Poche chances invece per la Loko.
Insomma, è molto probabile che a qualificarsi in Europa il prossimo anno saranno Rubin, CSKA, Dinamo, Amkar e Krylya Sovetov + un'altra squadra che verrà decisa dall'epilogo della Coppa di Russia: situazione naturalmente preoccupante (oltre che assolutamente inaspettata ad inizio torneo), dato che CSKA a parte tutte le altre hanno un coefficiente UEFA pressochè nullo. Per questo motivo, è forse meglio che la quinta classificata venga fuori dallo spareggio del Luzhniki.

venerdì 14 novembre 2008

VENTOTTESIMA GIORNATA: tutte le partite.


Khimki - Tom Tomsk 1-1: 85' N. Ceh; 64' Klimov.

Khimki (4-4-2): 21 Berezovskiy; 18 Jovanovic, 81 Danielson, 79 Gabriel, 99 F. Kudryashov; 19 Blatnjak (dal 30', 55 Dineev) (dal 73', 27 Bairamov), 77 Sabitov, 90 Titov, 10 N. Ceh; 31 Nizamutdinov, 11 Jakubko (dal 46', 20 Antipenko).
Tom (4-4-2): 25 Pareyko; 21 Katinsus, 37 Jokic, 84 Vejic, 88 Stoica; 3 Klimov, 23 Radosavljevic, 4 Yanotovskiy, 5 Skoblyakov (dall'86', 22 V. Volkov); 10 Arkhipov (dal 46', 14 Kontsedalov), 11 Maznov (dal 46', 24 Shirko).

Il Khimki butta al vento una grossa opportunità per avvicinarsi sempre di più alla salvezza: i rossoneri della periferia di Mosca hanno infatti impattato per 1-1 contro i siberiani del Tom nell'anticipo di venerdì scorso. Gli ospiti sono infatti passati in vantaggio nella ripresa grazie ad un tiro rasoterra da fuori area di capitan Klimov, al secondo centro consecutivo, i padroni di casa hanno invece trovato il punto del pareggio con il centrocampista nazionale sloveno Nastja Ceh, direttamente da calcio di punizione.


Krylya Sovetov Samara - Spartak Nalchik 2-0: 55' Savin, 58' Léilton.

Krylya Sovetov (4-4-2): 31 Lobos; 14 Oh Beom-Seuk (dal 46', 3 Léilton), 8 Taranov, 63 Belozerov, 29 Budylin (dal 71', 22 Booth); 7 Bober, 9 Kovba (dall'84', 6 Escobar), 20 Jarosik, 11 Tikhonov; 10 Savin, 89 Koller.
Spartak Nalchik (4-4-2): 13 Khomich; 18 Kiselkov, 20 Djudovic, 5 Amisulashvili, 3 Yatchenko; 8 Samsonov, 15 Mashukov, 33 Geteriev, 19 Dzakhimishev (dal 62', 47 Goshokov); 67 Frunza (dal 56', 84 Kalimullin), 43 Siradze.

Ennesima vittoria del Krylya Sovetov, che si sbarazza per 2-0 nella ripresa dello Spartak Nalchik: decide un micidiale uno-due firmato Savin (settimo centro in campionato, arrivato dopo un bun servizio di Tikhonov) e Léilton (primo gol invece nel 2008 per il brasiliano ex Shinnik). Per il quarto ed il quinto posto, ovvero per la Qualificazione alla prossima Coppa UEFA, ci sono anche loro, gli uomini di Slutskiy.


Shinnik Yaroslavl - Saturn 0-1: 46' Topic.

Shinnik (4-4-1-1): 27 Pravkin; 14 Oleksic, 18 S. Djordjevic, 3 Ricardo Silva, 29 Polovinchuk; 7 Boyarintsev, 15 Ushenin, 17 Bochkov (dal 57', 13 D. Kudryashov), 10 Gorawski (dal 46', 25 Semochko); 70 Buznikin; 31 Monarev (dal 74', 16 Khazov).
Saturn (4-2-3-1): 1 Kinsky; 24 Angbwa, 3 Zelão, 6 Durica, 15 Nakushev; 7 Nemov, 5 Igonin; 29 Kovel, 10 Loskov (dal 34', 37 Vorobjev) (dall'88', 4 P. Petras), 21 Karyaka; 8 Topic (dall'85', 88 Al. Ivanov).

E' sempre più vicina alla retrocessione retrocessione la squadra dell'Anello d'Oro, che molto probabilmente abbandonerà per la seconda volta consecutivamente la Premier Liga nel prossimo turno. E' ancora una volta il Saturn a presenziare ad un verdetto (in questa occasione quasi) definitivo, però una volta in maniera attiva. E' infatti un gol dell'attaccante bosniaco Topic, salito a quota 10 reti, al primo minuto del secondo tempo ad affossare le peraltro già esigue speranze di salvezza degli uomini di Pavlov, demotivati e rassegnati al ritorno nella cadetteria.


Amkar Perm - Zenit San Pietroburgo 1-1: 70' Peev; 80' Tymoschuk rigore.

Amkar (4-4-2): 42 Narubin; 14 Sirakov, 23 Cherechinkov, 23 Belorukov, 4 V. Fedorov; 7 Peev, 13 M. Novakovic, 18 Drincic, 5 Grishin (dall'86', 3 Starkov); 19 Zhilyaev (dal 90', 10 Afanasiev), 99 Sikimic (dal 69', 33 Injac).
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev; 22 Anyukov (dal 72', 20 Fayzulin), 15 Shirokov, 14 Hubocan, 11 Sirl; 27 Denisov, 44 Tymoschuk, 18 Zyryanov (dal 76', 57 Ionov); 7 Dominguez (dal 90', 25 Ricksen), 10 Arshavin; 8 Pogrebnyak.

Ancora un altro pareggino che serve molto a poco per lo Zenit, ancora una volta ottenuto a circa 10' dal termine (esattamente come contro il BATE Borisov ed il Saturn), in un campo però obiettivamente molto duro come quello di Perm, in una gara disputata sotto un'incessante nevicata. Più che per i due punti non ottenuti in questa trasferta, lo Zenit deve recriminare per tutte le occasioni perse nei precedenti incontri, che non hanno permesso alla formazione di San Pietroburgo di raggiungere il terzo posto che vale la Champions League (ed anche la qualificazione in UEFA, vista la grande bagarre, è tutt'altro che assicurata). Non agevola di certo gli uomini di Advocaat il fatto di giocare nelle ultime partite costantemente in 10 (ogni riferimento a colui che nella settimana scorsa si è dichiarato infelice è puramente voluto...).
Ennesima grande prestazione dell'Amkar, che non ci stancheremo mai di elogiare, la vera e propria rivelazione di questo campionato che ogni giornata che passa ci sorprende sempre di più. Una squadra sempre ben messa in campo, ordinata, corta e capace di proporre un buon calcio, con un gioco semplice ma produttivo.


Spartak Mosca - Lokomotiv Mosca 0-1: 6' Mudjiri.

Spartak Mosca (4-2-3-1): 22 Pletikosa; 31 Parshvilyuk, 7 Jiranek, 4 Fathi, 14 C. Rodriguez; 27 Kovalchuk, 15 Ra. Kovac (dall'80', 59 An. Ivanov); 23 V. Bystrov, 32 Bazhenov (dal 70', 8 Pavlenko), 19 C. Maidana; 18 Prudnikov (dal 46', 40 Dzyuba).
Lokomotiv (4-5-1): 23 M. Cech; 44 Kambolov (dal 78', 17 Sennikov), 23 Basa, 4 Rodolfo, 55 Yanbaev; 11 Sychev, 41 Gurenko, 10 Mudjiri (dal 78', 25 Cocis), 58 Glushakov (dal 90', 8 Maminov), 63 Bilyaletdinov; 9 Odemwingie.

Colpo della sempre più discontinua Lokomotiv, che si aggiudica il sentito derby con lo Spartak con lo stesso risultato con il quale si era concluso il primo tempo, dominato per gran parte proprio dai Ferrovieri, ovvero quello di 0-1. Una gara partita fortissimo, con la traversa colpita di testa da Basa che ha anticipato di qualche minuto il vantaggio firmato Mudjiri (primo gol per il centrocampista georgiano, molto sfortunato quest'anno, con la maglia della Loko), ma che si è con il passare del tempo affievolita, a causa soprattutto del calo dei rossoverdi (pessime le prestazioni fornite da Odemwingie e Sychev, entrati però in maniera decisiva nell'azione che ha portato al gol che ha segnato l'incontro). Migliori in campo Mudjiri e soprattutto Yanbaev, che ha anche salvato i suoi con un salvataggio sulla linea.


Dinamo Mosca - Luch-Energia Vladivostok 2-0: 29' Khokhlov, 82' Dimidko.

Dinamo (4-4-2): 30 Gabulov; 44 Chicherin, 23 Tanasievic, 13 Granat, 9 D. Kombarov; 22 Wilkshire, 8 Khokhlov, 20 Semshov, 5 Kerzhakov; 77 Kokorin, 16 Genkov (dal 66', 15 Dimidko).
Luch-Energia (4-4-1-1): 74 Polyakov; 31 Leandro, 14 Damjanovic, 32 Pavlyuchek, 34 Kristic; 18 Streltsov, 24 D. A. Smirnov (dal 74', 30 Alves), 45 Mikheev, 22 Gvazava; 8 Bulyga (dal 58', 29 Chernogaev); 25 I. Shevchenko (dal 62', 9 Lanko).

La Dinamo di Kobelev si liquida del Luch-Energia per 2-0, grazie ad una gran botta dai 30 metri di Khokhlov e ad una deviazione volante sottoporta di Dimidko, su assist di Semshov. L'ex squadra del KGB raggiunge così quota 50 punti: ormai definitivamente chiusa quindi la lotta per la qualificazione in Champions League.


Rubin Kazan - Terek Grozny 1-3: 28' Semak; 32' Bendz, 82' e 86' F. Petre.

Rubin (4-4-2): 77 Ryzhikov; 3 Ansaldi, 76 Sharonov, 5 A. Fedorov, 24 A. Popov; 61 Gökdeniz Karadeniz, 7 Semak, 16 Noboa, 10 Kobenko; 21 Adamov, 19 Milosevic (dal 46', 6 Sibaya).
Terek (4-4-1-1): 1 Lika; 2 Zabavnik, 18 Djabrailov, 42 Omeljanchuk, 32 Bendz; 11 F. Petre, 7 Essamé (dall'82', 10 Adiev), 55 Margaritescu, 33 Lakhiyalov (dal 90', 20 Voronkin); 28 Kuzmichev; 9 Serdyukov (dal 76', 40 Vlasov).

Il Terek rovina la festa-scudetto al Rubin andando a vincere per 3-1 a Kazan! Protagonista assoluto il nazionale rumeno Florentin Petre, piccolo esterno destro molto talentuoso, autore di una doppietta a dir poco sensazionale, con entrambi i gol segnati su pallonetto (da far invidia a Totti il secondo, semplicemente bellissimo). E pensare che a a passare in vantaggio erano stati i neo-campioni di Russia con capitan Semak, al quinto sigillo nell'attuale campionato, ma soltanto 4' dopo era arrivato il pareggio del difensore ex Rostov Bendz (secondo gol invece per lui). Negli ultimi 10' della ripresa i ceceni si scatenano ed il rumeno Florentin Petre sigla così una fantastica doppietta che proietta il Terek al decimo posto in solitario.


FC Mosca - CSKA Mosca 1-4: 80' Bracamonte; 6', 23', 54' e 61' Vagner Love.

FC Mosca (4-4-1-1): 16 Amelchenko; 22 Kuzmin, 3 Sheshukov (dal 10', 25 Jop), 2 Godunok, 33 Akés da Costa; 19 Samedov, 77 S. Ivanov, 7 P. Bystrov, 29 Strelkov (dal 46', 13 Rebko); 10 Vukic (dal 63', 28 Krunic); 69 Bracamonte.
CSKA (4-4-1-1): 35 Akinfeev; 6 A. Berezutskiy, 24 V. Berezutskiy, 4 Ignashevich, 50 Grigorjev; 17 Krasic (dal 75', 11 Mamaev), 2 Semberas, 22 Aldonin, 88 Caner Erkin; 46 Dzagoev (dall'83', 25 Rahimic); 9 Vagner Love (dall'87', 5 Ramòn).

Il CSKA si vendica alla grande del 2-0 subito a domicilio all'andata, travolgendo per ben 4-1 l'FC Mosca di Blokhin all'Eduard Streltsov Stadium. L'Armata di Gazzaev, grazie ad un fantastico poker di Vagner Love (che raggiunge quota 17 reti, sempre più capocannoniere assoluto del campionato), vede ormai ad un passo la qualificazione diretta alla Fase a Gironi della prossima Champions League. Risultato forse troppo pesante per i 'Cittadini', che hanno segnato con Bracamonte, ottimamente servito da Samedov (il migliore tra i suoi), la rete della bandiera, dopo che in precedenza si erano visti annullare per fuorigioco ben due reti (giusta la prima chiamata del guardalinee, errata però la seconda: sarebbe stato il gol dell'1-2, che avrebbe senz'altro riaperto il match). La squadra giunta quarta l'anno scorso la gara l'ha perso però dietro, facilitando notevolmente il compito all'estroso centravanti brasiliano (che con le treccine ultima versione ha segnato la bellezza di 6 gol in due partite, fra Coppa UEFA e campionato), che nella sua carriera mai aveva segnato quattro marcature in un unico incontro. Il numero 9 del CSKA ha inoltre superato proprio oggi il suo record di reti nella Russian Premier Liga, che era di 13, risalente alla stagione passata. Per il resto, un CSKA meno brillante del solito, privo di Zhirkov, con un Krasic confusionario ed un Dzagoev non troppo ispirato. Non sfrutta la chance concessagli da Gazzaev il 19enne turco Caner Erkin, in campo per l'intero match. Ennesima ottima prova invece fornita da Aldonin, sicuramente tra i più positivi dei rossoblu in questa stagione, uno che meriterebbe il ritorno in nazionale (anche se, come è ben noto, non è mai stato molto considerato da Hiddink).


CLASSIFICA:
1. Rubin 60
2. CSKA 53
3. Dinamo 50
4. Amkar 45
5. Zenit 44
6. Krylya Sovetov 44
7. Spartak Mosca 44
8. Lokomotiv 41
9. FC Mosca 35
10. Terek 34
11. Spartak Nalchik 31
12. Saturn 31
13. Tom 29
14. Khimki 24
15. Luch-Energia 20
16. Shinnik 18


Ecco il video realizzato dal sottoscritto con tutti i gol della 28^ Giornata:


domenica 9 novembre 2008

CLIP RUBIN KAZAN CAMPIONE 2008

Ecco una clip realizzata da chi vi scrive sul primo titolo russo conquistato a sorpresa dal Rubin Kazan di Kurban Berdyev. Un omaggio assolutamente meritato e spero da voi gradito!


mercoledì 5 novembre 2008

Uno strepitoso Del Piero mantiene in vita le speranze dello Zenit.


BATE Borisov - Zenit San Pietroburgo 0-2: 34' Pogrebnyak, 90'+4 Danny.

Certo che il calcio è uno sport veramente strano: nella partita di gran lunga peggiore giocata dallo Zenit arriva la prima vittoria in Champions League per la formazione di San Pietroburgo che così, grazie ad una straordinaria Juventus capace di imporsi per 2-0 al Bernabeu grazie ad una fantastica doppietta di Del Piero, si ritrova clamorosamente ancora in gioco per un posto negli Ottavi di Finale che potrebbero salvare un finale di stagione altrimenti da dimenticare al più presto. E' difficile che lo Zenit attuale, visibilmente cotto, possa riuscire a compiere un'impresa del genere, ma la speranza è ultima a morire, anche perchè il calcio deve restituire tutto ciò che ha tolto alla formazione russa tutto ciò che ha tolto in quelle incredibili prime tre sfide. Sarà obbligatorio ottenere una vittoria nel prossimo match contro una Juve si spera non troppo motivata (anche perchè il primo posto potrebbe benissimo guadagnerselo fra le mura amiche nell'ultimo turno contro i bielorussi del BATE), augurandosi magari che nel frattempo il Real perda punti preziosi sull'ostico campo di Minsk, per giocarsi poi tutto nel Bernabeu.

Dramma Torpedo, retrocede nella Serie C russa.

Notizia tristissima per l'intero mondo del calcio in generale: la Torpedo Mosca affonda in casa contro il sempre più sorprendente NoSta di Novotroitsk e retrocede in Seconda Divisione, la nostra Serie C, cadendo in un vero e proprio baratro. E' il momento più buio nell'intera storia di uno dei club più gloriosi e prestigiosi di Russia ma, perchè no, anche dell'intera Europa dell'est. Una squadra che raggiunse l'apice a cavallo tra gli anni '50 e '60, vincendo due campionati sovietici ed arrivando in un'occasione in semifinale dell'allora Coppa Campioni, trascinata da un gruppo di giocatori che per buona parte era lo stesso dell'Unione Sovietica che in quel periodo vinse prima l'Europeo del 1960, arrivò seconda in quello di quattro anni più tardi ed ottenne un ottimo quarto posto nel Mondiale inglese del '66. Una Torpedo che poteva contare su alcuni dei più forti giocatori sovietici di sempre: basti pensare al capitano dell'URSS Valery Voronin, al regista georgiano Slava Metreveli, alla velocissima ala destra dal gol facile Valentin Ivanov e s0prattutto al leggendario Eduard Streltsov, lo sfortunatissimo "Pelé bianco", da molti ritenuto il più forte calciatore di movimento russo di tutti i tempi.
Negli anni successivi la Torpedo non raggiunse più i fasti dei 'sixties', ma rimase lo stesso una delle formazioni sovietiche più competitive, come dimostra il titolo conquistato nel 1972 e le sei Coppe nazionali conquistate.
Dopo la dissoluzione dell'URSS, la Torpedo perse lo smalto di un tempo, riuscendo a vincere soltanto la prima Coppa di Russia della storia, datata 1993. Nel secondo millenio, diversi acquisti azzeccati riuscirono a far tornare prepotentemente la Torpedo nelle prime posizioni del calcio russo, in particolare nel campionato 2004, nel quale i bianconeri più famosi di Russia occuparono la testa della classifica per gran parte del girone d'andata, rallentando il ritmo solamente nelle ultime giornate e conquistando un comunque onorevole quinto posto in uno dei campionati più combattuti nell'intera storia della Premier Liga. Positiva anche la stagione successiva, conclusa con un buon settimo posto. Una squadra che poteva contare su giocatori di ottimo livello quali il portiere Dmitry Borodin (allora nel giro della nazionale russa, ora all'Anzhi), il capitano della Bosnia-Erzegovina Emir Spahic (Lokomotiv), il duttile Sergey Budylin (Krylya Sovetov), l'astro nascente Pavel Mamaev (CSKA), il piccolo e rapidissimo attaccante ex nazionale Alexander Panov e soprattutto Igor Semshov e Konstantin Zyryanov, due centrocampisti titolari nella 'Sbornaya' di Hiddink, grandi protagonisti dell'ultimo Europeo. Nel mercato invernale del 2006 la squadra venne pesantemente indebolita, perdendo alcuni dei suoi giocatori più rappresentativi, come Spahic e soprattutto l'idolo locale Semshov (che passò ai rivali della Dinamo), ma nessuno avrebbe mai previsto in quella stessa stagione la prima retrocessione nell'intera storia della Torpedo. Da quel momento in poi sono arrivate solamente delusioni ai tifosi del club proprietario dello stadio Luzhniki, che si è reso protagonista di un'opaca stagione nel 2007, non lottando di fatto mai per la promozione e che è addirittura retrocesso nella giornata di lunedì in Seconda Divisione, precipitando in una voragine dalla quale sarà veramente molto difficile risalire.
Ad un club di tale blasone, uno dei più famosi e vincenti dell'ex URSS, non si può fare altro che augurare una pronta e rapida risalita, perchè la Torpedo manca a tutto il calcio russo.

domenica 2 novembre 2008

RUBIN KAZAN CAMPIONE DI RUSSIA!


I tartari riconquistiano la Russia e vincono il primo titolo della loro storia!

Entra nella storia del calcio russo il Rubin Kazan che, al termine di un campionato dominato fin dalla prima giornata, diventa per la prima volta Campione di Russia, festeggiando come meglio non poteva il suo cinquantesimo anniversario. Il Rubin si è imposto nella giornata odierna in casa del Saturn per 2-1, nel finale di una gara molto emozionante: i Tartari sono passati in vantaggio con il subentrato Roman Adamov al 76', ma si sono fatti raggiungere 5' dopo dal numero 7 dei padroni di casa, Petr Nemov. Ci ha pensato però il vecchio Savo Milosevic, buttato nella mischia dal tecnico Kurban Berdyev nella ripresa, a consegnare il titolo al Rubin, grazie ad una deviazione sottoporta avvenuta all'89' su assist del turco Hasan Kabze (anche lui da poco entrato in campo), dopo che qualche istante prima l'altro terribile vecchietto della formazione granata, l'ucraino Rebrov, aveva sprecato una ghiottissima occasione. Al di là della roccambolesca gara odierna, un titolo meritatissimo per il Rubin, una vera e propria outsider che, contro ogni pronostico, ha dominato il campionato russo in lungo ed in largo, riuscendolo a vincere, anche grazie al passo falso di ieri del CSKA secondo in classifica (sconfitto per 1-0 nel sentitissimo derby contro lo Spartak), con ben tre giornate di anticipo, un record per la Russian Premier Liga. Curioso che, esattamente come l'anno scorso con lo Zenit San Pietroburgo, il titolo venga festeggiato ancora una volta a Ramenskoye, la tana del Saturn, i cui tifosi si saranno sicuramente stancati di veder festeggiare i propri avversari in casa loro.Probabilmente, anzi quasi certamente, il Rubin non era la squadra migliore del campionato russo, CSKA e Zenit in particolare sembravano disporre di qualche marcia in più, ma la formazione di Kazan si è dimostrata in grado di saper reggere la pressione ad alti livelli, mantenendo una continuità di risultati ai limiti del disumano ed esibendo uno dei sistemi di gioco dal più alto tasso d'efficacia, in barba alle critiche per un atteggiamento spesso troppo ostruzionistico, in barba alla stampa russa che talvolta li ha denigrati e soprattutto spesso li ha snobbati. Un successo assolutamente inaspettato alla vigilia, considerando anche il piazzamento finale del Rubin nello scorso campionato, un decimo posto che non lasciava presagire nulla di buono. La dirigenza però si è rimboccata le maniche e nello scorso mercato invernale si è scatenata, risultando la squadra russa ad aver speso di più. E l'ha fatto bene, assicurandosi giocatori che nell'arco della stagione si sono rivelati importantissimi per la conquista del titolo finale, come il portiere Sergey Ryzhikov, l'interessantissimo terzino argentino Cristian Ansaldi, gli esperti difensori centrali Alexey Popov (quest'ultimo in realtà arrivato soltanto in estate) e Roman Sharonov, il laterale mancino georgiano Dado Kvirkvelia, il capitano della nazionale russa Sergey Semak (immediatamente diventato il leader della compagine di Kazan), l'esterno sinistro, ex Amkar, Andrey Kobenko, l'ex stella del calcio ucraino Sergey Rebrov (che, dopo un girone d'andata trascorso prevalentemente in panchina, in quello di ritorno ha messo tutta la sua classe ed esperienza al servizio della squadra, segnando tra l'altro gol decisivi che hanno determinato il risultato finale di diversi combattuti incontri), il talentuoso turco Gokdeniz Karadeniz (il trascinatore del Rubin nei primi mesi, strappato al Trabzonspor per quasi 10 milioni di euro), il capocannoniere - a pari merito con Pavlyuchenko - dello scorso campionato russo, Roman Adamov e, perchè no, anche il serbo Savo Milosevic, una vecchia conoscenza del calcio italiano, che a 35 anni suonati ha regalato al Rubin il primo trofeo della sua storia. Sarebbe ingiusto non citare anche alcuni dei giocatori che c'erano già e che hanno ricoperto un ruolo importante nella trionfale annata del Rubin, come l'esperto difensore croato Stepjan Tomas, a lungo titolare prima dell'approdo dell'ex capitano dell'Amkar, Popov, il centrocampista sudafricano Kheto Sibaya, ormai una bandiera del Rubin, preziosissimo da un punto di vista tattico e non solo, il giovane talento locale Alexander Ryazantsev, rapida e tecnica ala destra da cui ci si aspettava però forse qualcosina di più, lo straordinario ecuadoregno Christian Noboa, letteralmente esploso nell'attuale stagione, il turco Hasan Kabze, decisivo oggi con l'assist per la rete di Milosevic ed il gigantesco Alexander Bukharov, sfortunatissimo centravanti classe 1985 che nel 2006, dopo essere stata la rivelazione delle prime 10 giornate del campionato russo, ha rischiato tragicamente di compromettere la sua carriera, riportanto un gravissimo infortunio al ginocchio e rientrando di fatto arruolabile soltanto all'inizio del 2008.
Ma sarebbe sbagliato dimenticare quello che probabilmente rimane il principale artefice di un'impresa di tali proporzioni, vale a dire l'enigmatico e particolarissimo tecnico turkemno Kurban Berdyev, 56enne dal carattere duro e dai modi di fare spesso bizzarri, come quello di seguire ogni partita con un rosario musulmano tra le mani. La grande ascesa del Rubin, club nato appena nel 1958 e che soltanto nel 1993 ha assunto la denominazione attuale, è coincisa con il suo approdo a Kazan: è stato infatti lui a portare il Rubin per la prima volta nella massima serie russa nel 2003, conquistando un incredibile terzo posto. Nelle stagioni successive il Rubin si è confermato uno dei club più competitivi del calcio russo, ottenendo in particolare un quarto posto nel 2005 ed un quinto piazzamento nel 2006. Dopo la deludente stagione passata, Berdyev è stato il primo ad ammettere i propri errori, ha preteso rinforzi che puntualmente la ricca dirigenza non gli ha fatto mancare ed ha portato così la formazione tartara a laurearsi Campione di Russia, un risultato che gli permetterà di partecipare all'edizione della Champions League 2009/10.
Ma è un titolo che andrà soprattutto alla memoria di Lenar Gilmullin, uno dei punti di forza del Rubin delle scorse stagioni, morto nella sua Kazan il 22 giugno del 2007 in seguito ad un terribile incidente in moto, all'età di 22 anni. Una festa che sarebbe stata anche sua.

Un trionfo che sarà festeggiato e ricordato a lungo nell'ambiziosa e ricca Kazan, capitale della Repubblica del Tatarstan, situata al centro dell'Europa orientale, a circa 800 km da Mosca, forse la città russa in assoluto più in crescita da un punto di vista economico e non solo, grazie soprattutto alla prevalenza dell'orgogliosa etnia tartara. Un successo che ha quindi un significato doppio e che dimostra come in Russia, anche nel calcio, l'egemonia moscovita è ormai un lontano ricordo: infatti, non è un caso che dopo lo Zenit di San Pietroburgo a vincere lo scudetto sia stata un'altra squadra non di Mosca.


Nonostante il titolo sia già deciso a tre giornate dal termine della conclusione del campionato, la Premier Liga rimane comunque un torneo che merita assolutamente essere seguito fino alla sua conclusione, essendoci in palio ancora due posti in Champions League, la qualificazione alla Coppa UEFA e la lotta per non retrocedere (che in realtà comprende di fatto due sole squadre, il Khimki ed il Luch-Energia, con lo Shinnik probabilmente troppo staccato per poter avere qualche reale speranza di salvezza). Se il CSKA di Gazzaev è piuttosto sicuro del suo secondo posto, si appresta ad essere invece incertissima la lotta per la terza piazza che vale un posto ai prossimi preliminari di Champions League. A contendersela saranno la Dinamo Mosca (44 punti ma, così come la Lokomotiv, con un match da recuperare), la rivelazione Amkar Perm (44), lo Zenit San Pietroburgo (43), lo Spartak Mosca (43) ed appunto la Lokomotiv Mosca (38, quest'ultima potrebbe rientrare nella lotta soltanto con una vittoria nel derby contro la Dinamo). Ricordiamo che la quarta e la quinta classificata andranno in Coppa UEFA, così come la vincitrice della Coppa di Russia od in alternativa ad essa la formazione che arriverà sesta in campionato. Una Premier Liga insomma da vivere dunque fino all'ultimo respiro!