domenica 24 febbraio 2008

Kerzhakov ritorna in Russia


E' una situazione intricata quella di Alexander Kerzhakov, delantero (ancora per quanto?) del Sevilla. Non è un mistero che il giocatore, poco (e male) utilizzato dall'arrivo del tecnico Manolo Jimènez, abbia manifestato la sua volontà di lasciare il Sevilla, club che lo prelevò per 15 milioni di euro (di cui 5 finiti immediatamente nelle casse dello Zenit, gli altri a rate) il 27 dicembre del 2006. Durante il mercato di riparazione invernale, Sasha aveva fatto di tutto per poter raggiungere Juande Ramos, colui che più di ogni altro lo volle in Andalusia, agli Spurs: ma la dirigenza si oppose, dichiarando incedibile il giocatore. Nel periodo in cui si svolgeva la Coppa d'Africa - con le assenze dei nazionali Frederick Kanouté ed Arouna Koné - Kerzhakov non è riuscito a sfruttare le occasioni in cui è partito nell'undici titolare e, con il ritorno del centravanti maliano, è ritornato nell'anominato della panchina, a svolgere un ruolo di comprimario che non gli si addice. Impaurito dalla possibilità di poter perdere EURO 2008 (poche storie, l'attacco russo è tra i più competitivi d'Europa, Hiddink gli ha fatto capire che se non otterrà un numero sufficiente di presenze potrebbe anche guardare la competizione da casa), "l0 Zar" (soprannome affidatogli al suo arrivo dalla tifoseria "sevillista") ha deciso di rompere definitivamente il rapporto che lo legava al Sevilla, dichiarando di essere disposto a ritornare in patria (il mercato nell'est Europa rimarrà aperto fino al 7 marzo). Inutile dire che sono tante le formazioni che vorrebbero avere il 25enne attaccante di Kingiseep tra le proprie fila. Già nello scorso inverno era stata la rinnovata Dynamo Kiev del russo Semin (che lo allenò in nazionale nel 2005) la prima squadra sovietica a cercarlo; nelle ultime settimane un pò tutti i principali club hanno dimostrato il loro interesse: in particolare lo Shakhtar Donetsk (Lucescu è un suo grande ammiratore), lo Spartak Mosca (trattativa questa forse un pò montata dai quotidiani russi), il Saturn e soprattutto la Dinamo Mosca di Kobelev, alla disperata ricerca di una punta che possa farle fare quel definitivo salto di qualità che i suoi tifosi attendono da anni. Se in un primo momento il presidente del Sevilla, Luis Maria Del Nido, sembrava riluttante ad una sua cessione, sia a titolo definitivo che in prestito (opzione questa che avrebbe richiesto Cherchesov, allenatore dello Spartak), negli ultimi giorni la dirigenza andalusa, tramite Marca, ha reso noto il prezzo del giocatore: 15 milioni di euro, esattamente la stessa cifra per cui Kerzhakov sbarcò in terra iberica. Il primo club a formulare un'offerta ufficiale è stata la Dinamo Mosca: i quotidiani spagnoli, dando erroneamente già per conclusa la trattativa, hanno parlato di una cifra che si aggirava tra i 7 e gli 8 milioni del nuovo conio. Sabato in molti si attendevano l'ufficialità dell'operazione, che però non solo non è arrivata ma che, stando alle parole del giocatore, sembra addirittura naufragata. Kerzhakov ritiene probabilmente troppo basso l'ingaggio proposto dalla Dinamo Mosca (ricordiamo che fece un sacrificio economico già quando si trasferì nel Sevilla, club in cui guadagnava molto di meno rispetto a quello che prendeva precedentemente) e non ha così escluso il passaggio ad un altro club russo. Alla finestra restano così Saturn, Spartak Mosca e...Zenit. Non che la squadra guidata da Advocaat - proprio per la presenza del "santone" olandese, in eterno conflitto con Sasha - voglia veder ritornare il proprio figliol prodigo a casa, ma lo Zenit ha delle importanti rivendicazioni sulla vicenda Kerzhakov. Konstantin Sarsaniya, ex ds e gran consigliere della squadra di San Pietroburgo, ha fatto notare che lo Zenit può esercitare una sorta di veto sulla cessione dell'attaccante russo da parte del Sevilla. Un veto da porre se non dovessero essere soddisfatti, insieme con quelli del giocatore e del club andaluso, anche i voleri della società Campione di Russia. C'è da immaginare che lo Zenit voglia ottenere delle percentuali sulla cessione, in virtù del pagamento a rate effettuato dal sodalizio presieduto da Del Nido, ma è probabile che più semplicemente Fursenko & co. non vogliano vedere uno dei loro giocatori più rappresentativi vestire clamorosamente la casacca di altre squadre rivali. Insomma, a San Pietroburgo si sta assistendo alla vicenda non in maniera disinteressata.
Se è difficile dire quale formazione sia al momento realmente in vantaggio su Kerzhakov (sembra essersi inserito prepotentemente lo Shakhtar nelle ultime ore), quel che appare certo è che difficilmente resterà in Spagna: ieri Manolo Jimènez ha ammesso che il numero nove lascerà il club andaluso. Il russo vuole assolutamente giocare per arrivare in forma agli Europei che incombono e lui non se la sente di non accontentarlo, pur ritenendolo un grande professionista ed un attaccante che si sarebbe rivelato utile al Sevilla sia per l'impegno dimostrato che per le indubbie qualità tecniche.
Non ci resta che attendere per scoprire come si evolverà la situazione riguardante Alexander Kerzhakov, augurandogli di trovare la sistemazione a lui più adatta e congeniale.




Ieri avevo detto che la trattativa con la Dinamo Mosca era fallita, oggi devo fare mea culpa, poichè il giocatore è passato ufficialmente al club allenato da Kobelev.
Posterò qui l'articolo che ho scritto a tal proposito sul sito tuttomercatoweb.com con il quale collaboro, sperando di essere stato abbastanza chiaro.

UFFICIALE: Kerzhakov ritorna in Russia, la Dinamo Mosca lo aspetta
25.02.2008 15.24 di Alberto Farinone
La notizia, nell'aria da tempo, sembrava essere naufragata negli ultimi giorni ma proprio in mattinata c'è stata la svolta che ha permesso ad Alexander Kerzhakov (25) di firmare per la Dinamo Mosca, ritornando in patria 13 mesi dopo la cessione al Sevilla. Costo complessivo dell'operazione pari a 8 milioni di euro, che potrebbero diventare 10 qualora l'attaccante russo segnasse almeno 10 gol nella prossima Premier Liga. Agli andalusi andranno circa 6,2 milioni del nuovo conio; i restanti 1,8, ovvero il 20% della somma totale, finiranno nelle casse del suo ex club, lo Zenit San Pietroburgo, che aveva inserito, all'epoca della cessione del bomber, una particolare clausola sul prossimo trasferimento.
Il contratto sarà triennale con una clausola di rescissione di soli 7 milioni di euro valida esclusivamente per i club stranieri: è chiaro che la sistemazione alla Dinamo Mosca è temporanea nei progetti di Kerzhakov, che ha come unico obiettivo quello di giocare il più possibile per non perdere il posto in nazionale in vista di EURO 2008. L'attaccante russo, cercato nel mercato di riparazione di gennaio da diversi importanti club inglesi, ha come ambizione quella di ritornare prontamente in una big del calcio europeo. Ecco spiegato il motivo di una clausola di rescissione così bassa, addirittura inferiore al prezzo pagato dalla stessa società moscovita.
"Lo Zar" - così lo chiamava la tifoseria sevillista - è già partito per l'Olanda dove la Dinamo è in ritiro. Ivi sarà sottoposto alle visite mediche e presentato alla stampa. Vestirà la maglia numero 5.



Lo voglio ricordare così:

venerdì 22 febbraio 2008

UEFA CUP - Ritorno Sedicesimi: Villareal - Zenit San Pietroburgo 2-1


Reti: 31' Pogrebnyak (Zen), 75' Guille Franco (Vil), 90'+2 Tomasson (Vil).

Risulta davvero difficile descrivere quello che è successo ieri sera nel ritorno dei Sedicesimi di Coppa UEFA tra Villareal e Zenit: una delle partite più folli che abbia mai visto, è senza una connessione logica quello che è successo nella ripresa, con il suicidio di uno Zenit che sembrava avere la qualificazione in tasca, le discutibili decisioni arbitrali, gli errori sottoporta degli attaccanti spagnoli, i miracoli di San Malafeev e la rimonta sfiorata da parte dei padroni di casa. E pensare che se Fayzulin non si fosse mangiato quel gol solo in mezzo all'area, tutto ciò molto probabilmente non si sarebbe neanche verificato...
Ed invece, per il bene dello spettacolo (e per il male del mio cuore) l'epica partita ha raggiunto livelli altissimi di tensione nella ripresa. Ma andiamo con ordine.
Lo Zenit si presenta al Madrigal con un Lombaerts in più in difesa (stranamente al fianco suo è stato preferito il centrocampista Shirokov al difensore di ruolo Krizanac), mentre Manuel Pellegrini schiera la formazione tipo.
La gara inizia su bassi ritmi, complice l'umido terreno di gioco ed il conseguente precario equilibrio dei giocatori in campo, che hanno continuato a scivolare ininterrottamente per tutta la durata del match. Dovendo rimontare l'1-0 subito in Russia, il Villareal cerca subito il gol e lo sfiora con Tomasson al 17', che chiude troppo l'angolo da posizione defilata. Tre minuti prima era stato il centrocampista brasiliano naturalizzato spagnolo, Marcos Senna, ad intensierire Malafeev direttamente su calcio di punizione. Ma nei minuti successivi del primo tempo l'undici di Advocaat trova il ritmo giusto, diventando padrone del campo e conquistando corner a ripetizione. Prima Arshavin cerca di beffare Diego Lopez direttamente da calcio d'angolo, ma l'ex portiere del Real Madrid riesce a cavarsela; poi è Shirokov che non sfrutta a dovere un'uscita a vuoto del numero uno spagnolo, mandando alto con il piattone destro. Al 31' Arshavin si guadagna una punizione sulla destra: si incarica della battuta Sirl, sul cui cross morbido Lombaerts anticipa di testa Diego Lopez in uscita, servendo un pallone d'oro a "Posha" Pogrebnyak - il match-winner della gara d'andata - che a porta vuota realizza comodamente di testa. Ma il preziosissimo vantaggio viene pagato a caro prezzo dai "Meshki": infatti il belga Lombaerts è costretto ad abbandonare il campo per un grave infortunio occorsogli nella caduta. I campioni di Russia, sulle ali dell'entusiasmo, continuano ad attaccare e si producono in un'azione spettacolare, che da sola vale il prezzo del biglietto, sull'asse Anyukov-Arshavin-Anyukov, con quest'ultimo che libera Fayzulin da solo in area, nel sovracitato grave errore sottoporta del 21enne centrocampista prelevato dallo Spartak Nalchik.
Nel secondo tempo l'aria cambia immediatamente: in apertura viene espulso Shirokov per doppia ammonizione e per lo Zenit, in pieno controllo della partita, iniziano così 45' da incubo. Con un uomo in meno, viene spostato Tymoschuk al centro della difesa ma nessuno di fatto sostituisce l'interditore ucraino davanti alla stessa. Poco a poco, si sveglia così il "sottomarino giallo" che con Rossi prima (a proposito, starà fuori due settimane) e Tomasson poi va vicinissimo all'1-1. Lo Zenit è in evidente difficoltà, ma riesce comunque a rendersi pericoloso in contropiede, rispettivamente con Pogrebnyak e Zyryanov, che ci provano da fuori area. Al 72' Malafeev riesce a respingere alla grande una conclusione estemporanea del subentrato Nihat, mentre nel calcio d'angolo successivo il Villareal pareggia: è un gioco da ragazzi per il messicano Guillermo Franco, lasciato completamente libero al centro dell'area di rigore, insaccare di testa. Advocaat comincia a preoccuparsi e ad innervosirsi e, a causa di diverse decisioni contestabili da parte della terna arbitrale, va su tutte le furie, facendosi cacciare per proteste dal quarto uomo. Lo imita poco dopo Radek Sirl, fino a quel momento uno dei migliori, che ingenuamente si procura il secondo cartellino giallo per perdita di tempo: eccessivamente fiscale la giacchetta nera, ma pollo il centrocampista ceco. Con due uomini in più, un Villareal per la verità tutt'altro che irresistibile si convince della possibilità di poter ribaltare il risultato ed inizia ad attaccare su tutti i fronti, dovendosi scontrare però con le decisive parate di Malafeev (semplicemente sensazionale quella in tuffo che nega il gol a Nihat di testa). Nell'azione successiva, è ancora il turco a cercare la gloria con un tiro a giro che passa vicinissimo all'incrocio, con il portierone russo questa volta battuto. La tensione raggiunge i suoi livelli più estremi quando Tomasson nel recupero ribadisce in rete un salvataggio sulla linea di Tymoschuk avvenuto su conclusione di Pires, ma la formazione russa riesce a resistere, portando a casa un passaggio del turno meritato e prenotando il posto contro l'Olympique Marsiglia, vincitrice per 3-2 della doppia sfida con lo Spartak Mosca (è un peccato che non ci sarà il derby russo negli Ottavi, sarebbe stato molto affascinante). Si ripeterà così l'Ottavo di Finale di due anni fa: allora ne uscì trionfatore lo Zenit (1-0 al Velodrome con magia di Arshavin e 1-1 a San Pietroburgo con parziale vantaggio di Kerzhakov), la storia si ripeterà? Noi simpatizzanti del calcio russo ci auguriamo di sì.


I MIGLIORI: Ancora decisivo Pogrebnyak, sono le sue due reti (in compartecipazione con il portiere Diego Alves) che qualificano lo Zenit. Gladiatorio come sempre Tymoschuk, a suo agio anche nell'insolito per lui ruolo di difensore centrale. Qualche scivolone di troppo a parte, è buona anche la prestazione offerta da Zyryanov, anche se qualche contropiede poteva gestirlo meglio. Molto bene anche Anyukov e Sirl, anche se il voto nelle pagelle di quest'ultimo dovrà tenere sicuramente conto della sciocchezza commessa. Ma il più decisivo di tutti alla fine risulta essere Malafeev: sono sicuro che a portieri invertiti sarebbe stata la formazione spagnola a passare.
Entrano subito in partita i subentrati Nihat e Guille Franco, il deludente tandem di partenza della gara d'andata.


I PEGGIORI: Poteva costare carissimo l'errore di mira di Fayzulin, comunque fuori posizione, il meglio di sè lui lo offre centralmente. Evitabili i due cartellini gialli di Shirokov e Sirl, che hanno inevitabilmente messo lo Zenit in difficoltà.
Ancora una volta protagonista in negativo Diego Lopez, che ha subito un non trascurabile ridimensionamento nelle ultime settimane. Spreconi Rossi e Tomasson, non incidono più di tanto Cazorla e Pires.



Villareal (4-4-2): Diego Lopez 5; Ángel 6, G. Rodriguez 6, Godin 6, Capdevila 5,5; Cazorla 5,5, M. Senna 6 (63' Bruno 5,5), Josico 6 (46' Guille Franco 6,5), Pires 5,5; G. Rossi 5 (51' Nihat Kahveci 6,5), Tomasson 5,5.
In panchina: Viera, Javi Venta, Cygan, Cani.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7,5; Anyukov 6,5, Shirokov 5, Lombaerts s.v. (34' Krizanac 6), Kim Dong-Jin 6; Tymoschuk 7, Zyryanov 6,5, Sirl 5; Fayzulin 5,5 (90'+4 Lee Ho s.v.), Arshavin 6 (86' Gorshkov s.v.); Pogrebnyak 7.
In panchina: Contofalsky, Radimov, Ionov, Dominguez.


Reti: 75' Guille Franco, 90'+2 Tomasson; 31' Pogrebnyak.
Arbitro: S. Messner (AUT).
Ammoniti: Malafeev, Shirokov (due volte), Krizanac, Kim Dong-Jin, Zyryanov e Sirl (due volte) per lo Zenit.
Espulsi: Shirokov e Sirl per lo Zenit, entrambi per doppia ammonizione.


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giovedì 21 febbraio 2008

UEFA CUP - Ritorno Sedicesimi: Spartak Mosca - Olympique Marsiglia 2-0


Reti: 39' Pavlenko, 85' Pavlyuchenko.

E' finita forse nel modo più frustrante possibile, come avevo previsto: ovvero con l'inutile vittoria per 2-0 da parte dello Spartak, che necessitava di un ulteriore rete per pareggiare il 3-0 subito in Costa Azzurra e per giocarsela così nei supplementari.
I gol di Alexander Pavlenko e del solito Roman Pavlyuchenko non evitano così allo Spartak Mosca l'uscita di scena nei Sedicesimi. Onestamente, credo di poter dire che il passaggio del turno da parte dell'Olympique Marsiglia sia meritato, nonostante fosse eccessivamente pesante il passivo con cui vinsero all'andata, facilitati da un evidente crollo fisico ed atletico dei moscoviti, cotti dopo i primi 45'.
Malgrado l'impresa sia stata quasi sfiorata, gli uomini di Cherchesov avrebbero potuto fare di più nel corso della partita: infatti, hanno messo sotto gli avversari solo nell'assalto finale, successivo al raddoppio di "Pavlik".
Vittoria che si rivela comunque IMPORTANTISSIMA in chiave coefficienti UEFA per l'intero movimento calcistico russo: infatti ha permesso alla Russia di superare la Romania nel ranking e di raggiungere il sesto posto che significa avere 3 squadre in Champions (anche con la nuova formula) per la stagione 2009/2010. Ora bisognerà vedere cosa faranno Portogallo e Olanda dietro, la Romania non può fare più nulla quest'anno perchè non ha più squadre nelle competizioni europee.
Tornando alla cronaca del match, chi si sarebbe aspettato un inizio aggressivo dello Spartak avrebbe sbagliato completamente: è invece l'OM, in assoluto una delle formazioni più in forma a livello continentale in questa prima parte del 2008, a partire sparato, trascinato dallo scoppiettante Valbuena, particolarmente ispirato proprio come all'andata. E' proprio il centrocampista che stese il Liverpool con una prodezza nell'ultima Champions a sfiorare il vantaggio, con un tiro deviato che si infrange sul palo. Dieci minuti precisi dopo Djibril Cissé manca di poco il bersaglio grosso, ma l'occasione più clamorosa capita indubbiamente sui piedi del brasiliano Welliton al 22' che, solo contro Mandanda, si fa neutralizzare la debole conclusione mancina. Passano quattro minuti ed è Pavlenko a provarci con un ambizioso destro al volo, facile per l'estremo difensore francese. Al 37', complice un errore in fase di disimpegno di Maidana, gli ospiti ripartono in contropiede e con Cissè colpiscono ancora una volta il palo, seppur esternamente. Nel controattacco successivo, i padroni di casa passano in vantaggio: Titov serve Maidana in profondità che crossa di prima in mezzo per Kovac che fa la sponda per l'accorrente Pavlenko, che al volo di sinistro batte il portiere avversario. Si conclude così sull'1-0 la prima frazione di gioco.
Ancora una volta, lo Spartak inizia la ripresa al rilento e la prima vera occasione seria la crea al 60' quando, dopo un'azione confusa, Mandanda riesce in un qualche modo a smanacciare un colpo di testa di Titov sotto porta. I francesi però non stanno a guardare e ritornando a farsi vivi dalle parti di Pletikosa, attento a bloccare un tentativo dalla distanza del neoentrato Zenden. Con l'ingresso in campo del giovane Dzyuba, la partita si rianima e la rete di Pavlyuchenko (lesto a ribadire in rete una corta respinta di Mandanda) la riaccende definitivamente, ma la prospettiva di un'emozionante rimonta non si concretizza.


I MIGLIORI: Protagonista del match Pavlenko, autore del gol dell'1-0 e decisivo nell'azione del raddoppio: rimane un giocatore con qualche limite di personalità, ma l'esperienza in Prima Divisione nello Shinnik è servita per farlo maturare. Non mi entusiasma (almeno per quello che ho visto in queste sue prime uscite) come tipo di giocatore, certamente non vale un decimo di Torbinsky, però l'argentino Maidana si sta perlomeno impegnando per stupire i suoi nuovi compagni ed è in possesso di un bel piedino. Timido in fase offensiva, ma attendo dietro il 18enne Parshvilyuk, che come all'andata ha sostituito Shishkin (che nel frattempo si è operato in Germania).
Valbuena e Nasri sono due folletti difficilmente controllabili, indubbiamente i migliori giocatori di questo ottimo OM; indiavolato Cissé, avrebbe meritato la marcatura personale.


I PEGGIORI: Poco nel vivo del gioco Titov, pesa sul discorso qualificazione il grave errore sottoporta di Welliton.
Mandanda pare essere il classico portiere di colore (lo dico senza alcuna discriminazione razziale, sia chiaro) con i suoi pro ed i suoi contro, ma nel complesso poco affidabile. Troppo falloso l'albanese Cana in mezzo al campo, andava espulso.



Spartak Mosca (4-4-2): Pletikosa 6; Parshivlyuk 6,5 (88' Dedura s.v.), Ra. Kovac 6, Stranzl 6, Kudryashov 5,5; Pavlenko 7, Mozart 6, Titov 5,5 (76' V. Bystrov s.v.), Maidana 6; Welliton 5 (71' Dzyuba s.v.), Pavlyuchenko 6.
In panchina: Khomich, An. Ivanov, Sabitov, Dineev.
Olympique Marsiglia (4-4-2): Mandanda 5,5; Bonnart 5,5, Givet 6,5, Kaboré s.v. (9' Oruma 6), Taiwo 6; Valbuena 6,5, Cana 5, M'Bami 5,5, Nasri 6,5 (59' Zenden: 6); Niang 5,5 (78' Ziani: s.v.), D. Cissé 6,5.
In panchina: Carrasso, Krupoviesa, Sabo, Ayew.


Reti: 39' Pavlenko, 85' Pavlyuchenko.
Arbitro: T. Einwaller (AUT).
Ammoniti: Mozart e Maidana per lo Spartak; Mandand, Givet, Cana e Niang per l'Olympique.



P.P.S: ho rischiato non so quanti infarti per la folle ripresa di Villareal-Zenit: abbiamo meritato il passaggio del turno, ma una gara del genere non deve assolutamente più capitare, ci stavamo suicidando da soli (e senza Malafeev saremmo riusciti pure nell'impresa di prendere il terzo alla fine...). Sono ovviamente soddisfatto del passaggio del turno (anche se già mi domando chi giocherà) e di come ci siamo comportati nei primi 60' (ok, dopo l'espulsione di Shirokov gli spagnoli sono andati vicinissimi al pareggio con Rossi, ma stavamo comunque tenendo bene il campo). Nell'ultima mezzora è successo di tutto, una roba mai vista. Arbitraggio pessimo, ma i giocatori russi si sono dimostrati dei polli: Sirl personalmente non l'avrei espulso, però se l'è andata a cercare.
E pensare che se Fayzulin avesse segnato nel primo tempo, poco dopo il vantaggio di Pogrebnyak, staremmo a parlare di un'altra partita.

mercoledì 13 febbraio 2008

UEFA CUP - Andata Sedicesimi: Zenit San Pietroburgo - Villareal 1-0


Rete: 63' Pogrebnyak.

Nonostante i tanti problemi di formazione, un brillante Zenit riesce ad avere la meglio sugli spagnoli del Villareal, attualmente terzi nella Liga. A decidere l'incontro è stata una rete di Pavel Pogrebnyak che, servito in profondità da Arshavin, sfrutta a dovere il grave errore del portiere Diego Lopez, fino a quel punto impeccabile.
Uno Zenit molto rimaneggiato dunque ed alla prima gara ufficiale del 2008 è riuscito a mettere in mostra un buon gioco, aggressivo e rapido, che non ha lasciato fiato al centrocampo di palleggiatori del Villareal.
Eppure il compito per Advocaat di schierare una formazione in grado di onorare al meglio l'importanza dell'evento era tutt'altro che semplice, avendo a disposizione un reparto arretrato ridotto all'osso: partiti Skrtel ed Hagen (al Liverpool il primo, in prestito al Wigan il secondo), con Lombaerts squalificato ed il neo acquisto Hubocan non inserito nella lista UEFA, l'unico difensore centrale di ruolo rimasto era il croato Krizanac, affiancato per l'occasione da Shirokov, uno dei due nuovi arrivati presenti nella formazione iniziale (l'altro era Fayzulin), il più classico degli incursori di centrocampo. Indisponibili inoltre "El Chori" Dominguez e Fatih Tekke, entrambi infortunati.
Ospiti che hanno dovuto invece fare a meno del loro metronomo, il brasiliano naturalizzato spagnolo Marcos Senna, e del fantasista cileno Mati Fernandez; Pellegrini ha inoltre applicato un pò di turnover, lasciando inizialmente a riposo potenziali titolari come Ángel, Cygan, Pires, Beppe Rossi e Tomasson. In attacco spazio dunque al tandem formato dal turco Nihat Kahveci e dal messicano Guillerme Franco, supportato dagli ottimi Cani e Cazorla, oggi entrambi inesistenti, sulle fasce.
Il Villareal parte meglio e si rende pericoloso con una punizione dalla lunga distanza di Nihat bloccata in due tempi da Malafeev; gli uomini di Dick Advocaat replicano con un altro calcio da fermo, ma il tentativo di Tymoschuk non coglie impreparato Diego Lopez. Poco dopo però, Nihat spreca l'occasione più clamorosa dei suoi: il fuorigioco della difesa dello Zenit è errato e la seconda punta turca può puntare a rete completamente solo, ma deve fare i conti con la pronta uscita di Malafeev, come al solito abilissimo a respingere alla grande un suo tentativo di scavalcarlo con un colpo sotto.
Dopo il grande spavento, i padroni di casa, fin lì dominatori nel possesso palla ma poco insidiosi davanti, iniziano a spingere con maggiore continuità, intensierendo il portiere spagnolo in tre occasioni, rispettivamente con Pogrebnyak, Fayzulin ed ancora con il centravanti ex Spartak Mosca e Tom Tomsk. Considerando la lunga pausa, i numerosi supporter dello Zenit presenti in un Petrovskiy completamente esaurito, potevano ritenersi soddisfatti alla fine dei primi 45' ufficiali del 2008, visto le buone trame di gioco messe in mostra contro una formazione di livello e nel pieno della forma fisica.
Nella ripresa, almeno inizialmente, il tema della partita non cambia ed i campioni di Russia continuano ad attaccare, ma trovano dinanzi a sè un ancora attento Diego Lopez, questa volta abile a trattenere una conclusione ravvicinata del terzino sinistro coreano Kim Dong-Jin, tra i migliori dei russi. Nell'azione successiva, Pogrebnyak va ancora più vicino al bersaglio grosso, ma il suo colpo di testa non è preciso e termina di poco alto. Tra il 55' ed il 60', finalmente gli ospiti cominciano ad uscire fuori dal proprio guscio, sfruttando un normale calo atletico dello Zenit, creando qualche piccolo grattacapo alla retroguardia russa. I giocatori spagnoli sono però eccessivamente molli in campo, soffrono parecchio il pressing e l'aggressività a tutto campo di Tymoschuk e compagni che, con Zyryanov, recuperano un importante pallone a centrocampo, iniziando l'azione di contropiede che porterà al decisivo 1-0: il centrocampista nazionale russo lancia Arshavin che, con un colpo di genio dei suoi, serve Pogrebnyak in profondità con uno splendido passaggio di sinistro di prima: la difesa del Villareal si fa sorprendere dalla veloce azione dello Zenit, ma l'errore più grave è, come detto, da attribuire all'estremo difensore del "Sottomarino giallo" che, degno di una papera del "miglior" Dida che forse andrà a sostituire al Milan, manca clamorosamente la presa con il pallone, lasciandoselo sfuggire sotto il proprio corpo; è allora un gioco da ragazzi per "Posha" insaccare a porta sguarnita. Pellegrini decide così di dare maggior vivacità all'attacco, inserendo Rossi e Tomasson; nel frattempo si infortuna (pare gravemente) anche Bruno, la gara si incattivisce, ma lo Zenit continua a rendersi pericoloso, non riuscendo però a raddoppiare. Protagonista ancora una volta Pogrebnyak che prima si fa respingere una conclusione dall'ex secondo di Casillas al Real Madrid e poi, alla ricerca di una doppietta personale, spreca una ghiottissima palla gol sparando alle stelle, anzichè servire al centro dell'area un liberissimo Fayzulin. Il Villareal riesce in qualche modo a reggere all'ondata d'urto dei russi, però davanti non ingrana, facendo fare una degna figura alla sperimentale retroguardia dello Zenit.
Finisce 1-0 dopo 5' di recupero assegnati da un arbitro che, almeno personalmente, mi è piaciuto poco, sotto il gelo di San Pietroburgo. A proposito del clima, per dovere di cronaca bisogna riconoscere che esso (insieme al campo, comunque in condizioni più che accettabili, soprattutto se confrontato al recente passato) ha svolto sicuramente un ruolo importante nella vittoria dello Zenit, o meglio nella sconfitta del Villareal: gli spagnoli hanno indubbiamente patito il freddo, ma la vittoria della formazione di San Pietroburgo resta comunque insindacabile e meritatissima per come è maturata.
Il ritorno al Madrigal, autentico fortino degli uomini di Pellegrini, si preannuncia incandescente. Per il momento, noi simpatizzanti del calcio russo, ci godiamoi questo successo dei Campioni di Russia: sbasibo Zenit!


I MIGLIORI: Capitan Tymoschuk di gran lunga il migliore in campo, nel suo ruolo, quello di mediano puro, è tra i primi cinque al mondo; una diga, si è perso il numero dei palloni recuperati dal biondo ucraino ex Shakhtar in questa andata dei Sedicesimi di Coppa UEFA. Leader assoluto.
Pogrebnyak era dato in grande spolvero, ed oggi l'ha confermato rendendo più volte dura la vita alla difesa del Villareal, anche se ha peccato di egoismo nel finale. Ottima l'intesa tra Kim Dong-Jin (avevo qualche dubbio sul suo rendimento in certe partite, ma devo dire che mi sta smentendo, sembra davvero pronto per l'esordio da titolare in Champions League) e Sirl, migliorata partita dopo partita nel corso della scorsa stagione, sulla corsia mancina dello Zenit. Cresce nel corso della ripresa Zyryanov, partito in sordina e la difesa, seppure nella sua semplicità, tiene, e nell'unica occasione in cui sbaglia completamente movimento, ci pensa San Malafeev a salvarla. Forse inserirlo tra i migliori è eccessivo, soprattuto per la pessima condizione atletica (non è mai riuscito a saltare un avversario come lui sa fare) che ha dimostrato di avere, ma Arshavin, pur giocando di fatto da fermo, è riuscito a rendersi comunque decisivo grazie alla sua straordinaria visione di gioco.


I PEGGIORI: Poche luci e numerose ombre nel Villareal, in calo anche in campionato: in particolare, non convince l'ex Liverpool Josemi (che non l'ha mai vista per 90 minuti) e deludono i due esterni di centrocampo, solitamente uno dei maggiori punti di forza del "Sottomarino Giallo", Cani e Cazorla. Pesa come un macigno quell'occasione sprecata da Nihat al 20' del primo tempo.


Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7; Anyukov 6, Shirokov 6, Krizanac 6,5, Kim Dong-Jin 7; Tymoschuk 7,5, Zyryanov 6,5, Sirl 7; Fayzulin 6, Arshavin 6,5; Pogrebnyak 6,5.
In panchina: Contofalsky, Lapin, Gorshkov, Lee Ho, Radimov, Denisov, Ionov.
Villareal (4-4-2): Diego Lopez 4,5; Josemi 5, G. Rodriguez 6, Godin 5,5, Capdevila 5,5; Cani 5,5, Josico 5,5, Bruno 5,5 (82' Cygan s.v.), Cazorla 5 (75' Tomasson); Nihat 5 (65' G. Rossi s.v.), Franco 5,5.
In panchina: Viera, Ángel, Javi Venta, Pires.


Rete: 63' Pogrebnyak.
Arbitro: Michael Weiner.
Ammoniti: Anyukov, Kim Dong-Jin e Pogrebnyak per lo Zenit; Capdevila e Cani per il Villareal.


domenica 10 febbraio 2008

PROTAGONISTI: Dmitry Sychev (Lokomotiv Mosca).

La freccia di Omsk.




Nome: Dmitry Sychev.
Luogo e data di nascita: Omsk (Russia), 26-10-1983.
Altezza: 1, 76 m.
Peso: 74 kg.
Ruolo: Attaccante.
Carriera: Spartak Tambov (2000-2002); Spartak Mosca (2002); Olympique Marsiglia (2002-2004); Lokomotiv Mosca (2004-presente).
Nazionale: 37 presenze - 14 reti.


Dmitry Sychev (in russo Дмитрий Сычёв) nasce il 26 ottobre del 1983 ad Omsk, uno dei più grandi centri della Siberia occidentale, a pochissimi chilometri dal Kazakhstan. E' alto 176 centimetri per 74 chilogrammi di peso forma. E' un attaccante molto rapido e di movimento, dotato di una buona tecnica individuale. La sua città di nascita non offre granchè calcisticamente parlando e Dmitry è così costretto a trasferirsi a San Pietroburgo, dove entra nello storico vivaio Smena, una delle accademie calcistiche più famose e produttive di Russia, nella quale conosce un compagno di reparto di cui diventerà grande amico: Alexander Kerzhakov, di un anno più grande di lui.
Lo Zenit nel 2000 decide di lanciare in prima squadra due tra i suoi giovani più promettenti, Andrey Arshavin e proprio Kerzhakov, mentre Sychev è costretto a firmare per un club della Serie C russa. Strega lo Spartak Mosca quando milita nelle file dello Spartak Tambov (400 km dalla capitale), formazione di Seconda Divisione. Eppure i numeri non è che depongano chissà quanto a favore del giovane 17enne attaccante di Omsk, che nel frattempo non supera diversi provini effettuati in Francia.
Nonostante la perplessità generale, lo Spartak Mosca riesce a prelevarlo e lo lancia all'inizio del 2002 nel calcio che conta. Il suo score nei primi match giocati è semplicemente sensazionale: segna con una facilità irrisoria, in tutti i modi possibili, diventando una spina nel fianco delle difese avversarie.
Fisicamente è ancora un "mingherlino", eppure palla al piede pochi lo prendono ed in area di rigore sa farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Saranno 8 i gol in 12 apparizioni nel campionato russo, da sommare alla rete siglata in Champions League, dove il ragazzo comincia a farsi conoscere al grande pubblico. Le continue devastanti prestazioni lo spingono al Mondiale NippoCoreano ed il C.T. Romantsev lo porta in Oriente a furor di popolo, formando così la Russia più giovane di tutti i tempi (oltre a lui, c'erano anche i 19enni Izmailov, Pimenov e Kerzhakov). Poco più che maggiorenne, "Dima" segna al Mondiale, divenendo il più giovane marcatore sia nella storia della Russia Indipendente sia di quella dell'URSS. Le tre gare disputate nella fase a gironi lasciano tutti a bocca aperta, il mondo del calcio sembra aver trovato il suo nuovo precoce fuoriclasse: la Russia uscirà subito fra mille polemiche, ma Sychev riuscì a farsi apprezzare grazie ai tre assist firmati ed alla rete segnata nell'ultimo incontro, perso 3-2, contro il Belgio. Adesso Sychev è tutt'altro che uno sconosciuto e diviene così uno dei nomi più ricorrenti sui taccuini degli osservatori e degli addetti ai lavori. Viene soprannominato il "Michael Owen russo", c'è chi lo accosta all'ucraino Andriy Shevchenko e chi più semplicemente lo reputa il più sensazionale giovane attaccante sovietico di sempre.
Inutile dire che i grandi club non stanno a guardare, anzi Milan e Real Madrid cercano di strappare in tutti i modi il gioiellino 18enne allo Spartak Mosca. In particolare i rossoneri, che non a caso in lui vedono il perfetto erede di Sheva, riescono ad ottenere un accordo verbale con il giocatore. L'immaturo Sychev si sente pronto per spiccare da giovanissimo il volo verso l'Europa Occidentale ed è carta straccia il contratto quinquennale firmato con il club moscovita prima del Mondiale. Addirittura il biondo siberiano scompare per alcune settimane dalla Russia, in una fuga orchestrata secondo alcuni dai maggiori vertici societari del Real Madrid. Sychev viene bloccato per diversi mesi e, non appena scontata la mini-squalifica inflittagli dalla Federazione Russa, approda senza preavviso in Francia, firmando per l'Olympique Marsiglia, rifiutando - minacciato dagli ormai suoi ex tifosi - il trasferimento alla Dynamo Kiev, storicamente la più grande rivale dello Spartak. In Costa Azzurra vengono fuori tutti i difetti del giovane calciatore che, in fondo, è poco più di un ragazzino: le qualità in suo possesso non vengono messe in discussione dalla critica marsigliese, ma Sychev fatica ad ambientarsi, dimostrando di essere ancora troppo acerbo e discontinuo per il calcio europeo, eccessivamente fisico per un 19enne dalle leve gracili. Come se ciò non bastasse, le sue mediocri prestazioni vengono completamente oscurate dal suo compagno di reparto, un allora semisconosciuto Didier Drogba, che trascina i provenzali fino alla finale di Coppa UEFA, eliminando fra le altre l'Inter di Zaccheroni in semifinale.
Sono troppi gli indizi che spingono "Dima" a lasciare Marsiglia con soli 5 gol in 33 partite. Nel gennaio del 2004 torna così in Russia, precisamente a Mosca, sponda Lokomotiv, ignorando l'interesse della Juventus di Luciano Moggi. Doppietta al debutto, questo il suo biglietto da visita. Sychev è tornato ed i suoi gol sospingono i "ferrovieri" fino al primo posto nella classifica finale. La Lokomotiv riesce così a vincere il suo secondo titolo nazionale e lui, grazie anche alle 15 reti siglate, si porta a casa l'ambito premio di "Miglior calciatore russo del 2004", arrivando proprio davanti al suo amico Kerzhakov.
Le cose non vanno altrettanto bene in nazionale dove, a dir la verità più che altro per demeriti dell'allora C.T. - Georgy Yartsev - delude all'Europeo, essendo costretto ad alternarsi con Kerzhakov al fianco dell'ariete Bulykin. Dopo la negativa esperienza in terra portoghese, Yartsev si convince finalmente a far coesistere Kerzhakov e Sychev ed i risultati non si fanno attendere: l'allora 20enne rifila una tripletta al Lussemburgo e realizza un eurogol contro l'Estonia, ma ciò non basta a fargli perdere di nuovo il posto, questa volta a favore di Arshavin, talentuoso fantasista che fa sognare un'intera città, San Pietroburgo.
Il 2005 inizia come si era concluso l'anno precedente, ovvero con la Loko sempre più prima grazie ai gol di Sychev ma questa volta, proprio sul più bello, con un titolo vicino ad essere bissato ed un preliminare di Champions League ancora in ballo, il biondo attaccante si lesiona i legamenti di un ginocchio: la sua stagione finisce, così come finiscono le vittorie per la squadra rossoverde che cede al modesto Rapid Vienna nel preliminare di agosto e dilapida il vantaggio nei confronti del CSKA in Premier Liga, facendosi raggiungere anche dallo Spartak Mosca che toglierà ai "ferrovieri" almeno la gioia di disputare il preliminare della Coppa dei Campioni della stagione successiva. Sychev rientra quasi un anno dopo dal terribile infortunio e, pare proprio un destino, al debutto in trasferta schianta un CSKA che stava volando e rimette in moto la Lokomotiv, che lotterà per quasi tutto il torneo per il primato, fino a crollare ancora una volta nel finale, giungendo terza.
Il 2007 da poco concluso si può considerare il terzo miglior anno come rendimento globale per il ragazzo di Omsk che è ora diventato uomo: grazie alle sue reti, mai banali e quasi sempre decisive, trascina la sua squadra fino alla vittoria in Coppa di Russia (1-0 in finale ai concittadini dell'FC Mosca, con un suo assist al bacio allo scozzese O' Connor). In campionato la gloria è stata minore, la Lokomotiv ha infatti terminato la stagione al settimo posto, ma "Dima" si è perlomeno preso lo sfizio di segnare in ogni occasione capitatagli all'odiato Spartak Mosca e di realizzare 12 marcature in 29 incontri, un bottino più che accettabile.
Il 2008, con gli Europei che incombono e con una Lokomotiv rinnovata e competitiva, potrebbe essere l'anno della sua definitiva consacrazione a livello internazionale.
Sembra una carriera lunga, ma non dimenticate...Sychev ha soltanto 24 anni.


VIDEO 1: i gol con la maglia dello Spartak Mosca (la qualità purtroppo è scarsa, ma d'altronde si tratta di un video "datato")





VIDEO 2: Compilation realizzata dal sottoscritto sulle stagioni 2006 & 2007