mercoledì 13 febbraio 2008

UEFA CUP - Andata Sedicesimi: Zenit San Pietroburgo - Villareal 1-0


Rete: 63' Pogrebnyak.

Nonostante i tanti problemi di formazione, un brillante Zenit riesce ad avere la meglio sugli spagnoli del Villareal, attualmente terzi nella Liga. A decidere l'incontro è stata una rete di Pavel Pogrebnyak che, servito in profondità da Arshavin, sfrutta a dovere il grave errore del portiere Diego Lopez, fino a quel punto impeccabile.
Uno Zenit molto rimaneggiato dunque ed alla prima gara ufficiale del 2008 è riuscito a mettere in mostra un buon gioco, aggressivo e rapido, che non ha lasciato fiato al centrocampo di palleggiatori del Villareal.
Eppure il compito per Advocaat di schierare una formazione in grado di onorare al meglio l'importanza dell'evento era tutt'altro che semplice, avendo a disposizione un reparto arretrato ridotto all'osso: partiti Skrtel ed Hagen (al Liverpool il primo, in prestito al Wigan il secondo), con Lombaerts squalificato ed il neo acquisto Hubocan non inserito nella lista UEFA, l'unico difensore centrale di ruolo rimasto era il croato Krizanac, affiancato per l'occasione da Shirokov, uno dei due nuovi arrivati presenti nella formazione iniziale (l'altro era Fayzulin), il più classico degli incursori di centrocampo. Indisponibili inoltre "El Chori" Dominguez e Fatih Tekke, entrambi infortunati.
Ospiti che hanno dovuto invece fare a meno del loro metronomo, il brasiliano naturalizzato spagnolo Marcos Senna, e del fantasista cileno Mati Fernandez; Pellegrini ha inoltre applicato un pò di turnover, lasciando inizialmente a riposo potenziali titolari come Ángel, Cygan, Pires, Beppe Rossi e Tomasson. In attacco spazio dunque al tandem formato dal turco Nihat Kahveci e dal messicano Guillerme Franco, supportato dagli ottimi Cani e Cazorla, oggi entrambi inesistenti, sulle fasce.
Il Villareal parte meglio e si rende pericoloso con una punizione dalla lunga distanza di Nihat bloccata in due tempi da Malafeev; gli uomini di Dick Advocaat replicano con un altro calcio da fermo, ma il tentativo di Tymoschuk non coglie impreparato Diego Lopez. Poco dopo però, Nihat spreca l'occasione più clamorosa dei suoi: il fuorigioco della difesa dello Zenit è errato e la seconda punta turca può puntare a rete completamente solo, ma deve fare i conti con la pronta uscita di Malafeev, come al solito abilissimo a respingere alla grande un suo tentativo di scavalcarlo con un colpo sotto.
Dopo il grande spavento, i padroni di casa, fin lì dominatori nel possesso palla ma poco insidiosi davanti, iniziano a spingere con maggiore continuità, intensierendo il portiere spagnolo in tre occasioni, rispettivamente con Pogrebnyak, Fayzulin ed ancora con il centravanti ex Spartak Mosca e Tom Tomsk. Considerando la lunga pausa, i numerosi supporter dello Zenit presenti in un Petrovskiy completamente esaurito, potevano ritenersi soddisfatti alla fine dei primi 45' ufficiali del 2008, visto le buone trame di gioco messe in mostra contro una formazione di livello e nel pieno della forma fisica.
Nella ripresa, almeno inizialmente, il tema della partita non cambia ed i campioni di Russia continuano ad attaccare, ma trovano dinanzi a sè un ancora attento Diego Lopez, questa volta abile a trattenere una conclusione ravvicinata del terzino sinistro coreano Kim Dong-Jin, tra i migliori dei russi. Nell'azione successiva, Pogrebnyak va ancora più vicino al bersaglio grosso, ma il suo colpo di testa non è preciso e termina di poco alto. Tra il 55' ed il 60', finalmente gli ospiti cominciano ad uscire fuori dal proprio guscio, sfruttando un normale calo atletico dello Zenit, creando qualche piccolo grattacapo alla retroguardia russa. I giocatori spagnoli sono però eccessivamente molli in campo, soffrono parecchio il pressing e l'aggressività a tutto campo di Tymoschuk e compagni che, con Zyryanov, recuperano un importante pallone a centrocampo, iniziando l'azione di contropiede che porterà al decisivo 1-0: il centrocampista nazionale russo lancia Arshavin che, con un colpo di genio dei suoi, serve Pogrebnyak in profondità con uno splendido passaggio di sinistro di prima: la difesa del Villareal si fa sorprendere dalla veloce azione dello Zenit, ma l'errore più grave è, come detto, da attribuire all'estremo difensore del "Sottomarino giallo" che, degno di una papera del "miglior" Dida che forse andrà a sostituire al Milan, manca clamorosamente la presa con il pallone, lasciandoselo sfuggire sotto il proprio corpo; è allora un gioco da ragazzi per "Posha" insaccare a porta sguarnita. Pellegrini decide così di dare maggior vivacità all'attacco, inserendo Rossi e Tomasson; nel frattempo si infortuna (pare gravemente) anche Bruno, la gara si incattivisce, ma lo Zenit continua a rendersi pericoloso, non riuscendo però a raddoppiare. Protagonista ancora una volta Pogrebnyak che prima si fa respingere una conclusione dall'ex secondo di Casillas al Real Madrid e poi, alla ricerca di una doppietta personale, spreca una ghiottissima palla gol sparando alle stelle, anzichè servire al centro dell'area un liberissimo Fayzulin. Il Villareal riesce in qualche modo a reggere all'ondata d'urto dei russi, però davanti non ingrana, facendo fare una degna figura alla sperimentale retroguardia dello Zenit.
Finisce 1-0 dopo 5' di recupero assegnati da un arbitro che, almeno personalmente, mi è piaciuto poco, sotto il gelo di San Pietroburgo. A proposito del clima, per dovere di cronaca bisogna riconoscere che esso (insieme al campo, comunque in condizioni più che accettabili, soprattutto se confrontato al recente passato) ha svolto sicuramente un ruolo importante nella vittoria dello Zenit, o meglio nella sconfitta del Villareal: gli spagnoli hanno indubbiamente patito il freddo, ma la vittoria della formazione di San Pietroburgo resta comunque insindacabile e meritatissima per come è maturata.
Il ritorno al Madrigal, autentico fortino degli uomini di Pellegrini, si preannuncia incandescente. Per il momento, noi simpatizzanti del calcio russo, ci godiamoi questo successo dei Campioni di Russia: sbasibo Zenit!


I MIGLIORI: Capitan Tymoschuk di gran lunga il migliore in campo, nel suo ruolo, quello di mediano puro, è tra i primi cinque al mondo; una diga, si è perso il numero dei palloni recuperati dal biondo ucraino ex Shakhtar in questa andata dei Sedicesimi di Coppa UEFA. Leader assoluto.
Pogrebnyak era dato in grande spolvero, ed oggi l'ha confermato rendendo più volte dura la vita alla difesa del Villareal, anche se ha peccato di egoismo nel finale. Ottima l'intesa tra Kim Dong-Jin (avevo qualche dubbio sul suo rendimento in certe partite, ma devo dire che mi sta smentendo, sembra davvero pronto per l'esordio da titolare in Champions League) e Sirl, migliorata partita dopo partita nel corso della scorsa stagione, sulla corsia mancina dello Zenit. Cresce nel corso della ripresa Zyryanov, partito in sordina e la difesa, seppure nella sua semplicità, tiene, e nell'unica occasione in cui sbaglia completamente movimento, ci pensa San Malafeev a salvarla. Forse inserirlo tra i migliori è eccessivo, soprattuto per la pessima condizione atletica (non è mai riuscito a saltare un avversario come lui sa fare) che ha dimostrato di avere, ma Arshavin, pur giocando di fatto da fermo, è riuscito a rendersi comunque decisivo grazie alla sua straordinaria visione di gioco.


I PEGGIORI: Poche luci e numerose ombre nel Villareal, in calo anche in campionato: in particolare, non convince l'ex Liverpool Josemi (che non l'ha mai vista per 90 minuti) e deludono i due esterni di centrocampo, solitamente uno dei maggiori punti di forza del "Sottomarino Giallo", Cani e Cazorla. Pesa come un macigno quell'occasione sprecata da Nihat al 20' del primo tempo.


Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7; Anyukov 6, Shirokov 6, Krizanac 6,5, Kim Dong-Jin 7; Tymoschuk 7,5, Zyryanov 6,5, Sirl 7; Fayzulin 6, Arshavin 6,5; Pogrebnyak 6,5.
In panchina: Contofalsky, Lapin, Gorshkov, Lee Ho, Radimov, Denisov, Ionov.
Villareal (4-4-2): Diego Lopez 4,5; Josemi 5, G. Rodriguez 6, Godin 5,5, Capdevila 5,5; Cani 5,5, Josico 5,5, Bruno 5,5 (82' Cygan s.v.), Cazorla 5 (75' Tomasson); Nihat 5 (65' G. Rossi s.v.), Franco 5,5.
In panchina: Viera, Ángel, Javi Venta, Pires.


Rete: 63' Pogrebnyak.
Arbitro: Michael Weiner.
Ammoniti: Anyukov, Kim Dong-Jin e Pogrebnyak per lo Zenit; Capdevila e Cani per il Villareal.


5 commenti:

valentino tola ha detto...

Beh, anche il gol dello Zenit non scherzava come regalo... comunque, risultato giusto anche per me.

Lo Zenit è stato bravo ad aggredire e pressare il Villarreal, costringendolo nella sua metacampo e imponendogli ritmi che non gli consentivano di ragionare ed elaborare il suo gioco.
Molto poco propositivo, il Submarino si è comunque difeso abbastanza ordinatamente fino al gol di Pogrebnyak. Gol che è arrivato proprio quando si stava preparando il momento a mio avviso più favorevole per gli ospiti, cioè quando lo Zenit col passare dei minuti stava progressivamente abbassando ritmi e baricentro (fatto inevitabile data la preparazione atletica).
Gol provvidenziale che ha permesso ai padroni di casa di gestire l' ultimo quarto di partita, ripiegando a difesa del vantaggio e cercando anche qualche velenoso contropiede che potesse impensierire un Villarreal che ha confermato il suo momento di scarsa ispirazione e brillantezza.

Kerzhakov 91 ha detto...

Sì, il portiere direi che ci ha messo giusto un "pochino" del suo, però è stata comunque una bella traingolazione tra Zyryanov-Arshavin (atleticamente il meno in forma - e si è visto - è riuscito a rendersi comunque decisivo con precisi passaggi di prima) e Pogrebnyak (non sai quante ne le ho dette quando ha cercato la soluzione personale sparando alle stelle invece di servire Fazyulin in area, lasciato completamente libero).

valentino tola ha detto...

Da un buon portiere come Diego Lopez non mi aspettavo proprio una vaccata del genere...

Son d' accordo su Tymoschuk, mi è piaciuto anche Kim Dong-Jin. Anche quando va a sprazzi, sono sprazzi importanti quelli di Arshavin.

Kerzhakov 91 ha detto...

Sì, ottima partita di Kim, così come quella del ceco Sirl, un giocatore molto prezioso nello scacchiere di Advocaat.

Crollo devastante dello Spartak Mosca, che durante il primo tempo aveva tenuto, negli ultimi 30 minuti, nei quali subisce ben 3 pere da un comunque ottimo Marsiglia. Peccato.

Marco Perciabosco ha detto...

complimenti per il blog particolare. non si legge da tutte le parti sul calcio russo!continua così.. se vjuoi fare un salto sul mio blog sei il benvenuto!