venerdì 22 febbraio 2008

UEFA CUP - Ritorno Sedicesimi: Villareal - Zenit San Pietroburgo 2-1


Reti: 31' Pogrebnyak (Zen), 75' Guille Franco (Vil), 90'+2 Tomasson (Vil).

Risulta davvero difficile descrivere quello che è successo ieri sera nel ritorno dei Sedicesimi di Coppa UEFA tra Villareal e Zenit: una delle partite più folli che abbia mai visto, è senza una connessione logica quello che è successo nella ripresa, con il suicidio di uno Zenit che sembrava avere la qualificazione in tasca, le discutibili decisioni arbitrali, gli errori sottoporta degli attaccanti spagnoli, i miracoli di San Malafeev e la rimonta sfiorata da parte dei padroni di casa. E pensare che se Fayzulin non si fosse mangiato quel gol solo in mezzo all'area, tutto ciò molto probabilmente non si sarebbe neanche verificato...
Ed invece, per il bene dello spettacolo (e per il male del mio cuore) l'epica partita ha raggiunto livelli altissimi di tensione nella ripresa. Ma andiamo con ordine.
Lo Zenit si presenta al Madrigal con un Lombaerts in più in difesa (stranamente al fianco suo è stato preferito il centrocampista Shirokov al difensore di ruolo Krizanac), mentre Manuel Pellegrini schiera la formazione tipo.
La gara inizia su bassi ritmi, complice l'umido terreno di gioco ed il conseguente precario equilibrio dei giocatori in campo, che hanno continuato a scivolare ininterrottamente per tutta la durata del match. Dovendo rimontare l'1-0 subito in Russia, il Villareal cerca subito il gol e lo sfiora con Tomasson al 17', che chiude troppo l'angolo da posizione defilata. Tre minuti prima era stato il centrocampista brasiliano naturalizzato spagnolo, Marcos Senna, ad intensierire Malafeev direttamente su calcio di punizione. Ma nei minuti successivi del primo tempo l'undici di Advocaat trova il ritmo giusto, diventando padrone del campo e conquistando corner a ripetizione. Prima Arshavin cerca di beffare Diego Lopez direttamente da calcio d'angolo, ma l'ex portiere del Real Madrid riesce a cavarsela; poi è Shirokov che non sfrutta a dovere un'uscita a vuoto del numero uno spagnolo, mandando alto con il piattone destro. Al 31' Arshavin si guadagna una punizione sulla destra: si incarica della battuta Sirl, sul cui cross morbido Lombaerts anticipa di testa Diego Lopez in uscita, servendo un pallone d'oro a "Posha" Pogrebnyak - il match-winner della gara d'andata - che a porta vuota realizza comodamente di testa. Ma il preziosissimo vantaggio viene pagato a caro prezzo dai "Meshki": infatti il belga Lombaerts è costretto ad abbandonare il campo per un grave infortunio occorsogli nella caduta. I campioni di Russia, sulle ali dell'entusiasmo, continuano ad attaccare e si producono in un'azione spettacolare, che da sola vale il prezzo del biglietto, sull'asse Anyukov-Arshavin-Anyukov, con quest'ultimo che libera Fayzulin da solo in area, nel sovracitato grave errore sottoporta del 21enne centrocampista prelevato dallo Spartak Nalchik.
Nel secondo tempo l'aria cambia immediatamente: in apertura viene espulso Shirokov per doppia ammonizione e per lo Zenit, in pieno controllo della partita, iniziano così 45' da incubo. Con un uomo in meno, viene spostato Tymoschuk al centro della difesa ma nessuno di fatto sostituisce l'interditore ucraino davanti alla stessa. Poco a poco, si sveglia così il "sottomarino giallo" che con Rossi prima (a proposito, starà fuori due settimane) e Tomasson poi va vicinissimo all'1-1. Lo Zenit è in evidente difficoltà, ma riesce comunque a rendersi pericoloso in contropiede, rispettivamente con Pogrebnyak e Zyryanov, che ci provano da fuori area. Al 72' Malafeev riesce a respingere alla grande una conclusione estemporanea del subentrato Nihat, mentre nel calcio d'angolo successivo il Villareal pareggia: è un gioco da ragazzi per il messicano Guillermo Franco, lasciato completamente libero al centro dell'area di rigore, insaccare di testa. Advocaat comincia a preoccuparsi e ad innervosirsi e, a causa di diverse decisioni contestabili da parte della terna arbitrale, va su tutte le furie, facendosi cacciare per proteste dal quarto uomo. Lo imita poco dopo Radek Sirl, fino a quel momento uno dei migliori, che ingenuamente si procura il secondo cartellino giallo per perdita di tempo: eccessivamente fiscale la giacchetta nera, ma pollo il centrocampista ceco. Con due uomini in più, un Villareal per la verità tutt'altro che irresistibile si convince della possibilità di poter ribaltare il risultato ed inizia ad attaccare su tutti i fronti, dovendosi scontrare però con le decisive parate di Malafeev (semplicemente sensazionale quella in tuffo che nega il gol a Nihat di testa). Nell'azione successiva, è ancora il turco a cercare la gloria con un tiro a giro che passa vicinissimo all'incrocio, con il portierone russo questa volta battuto. La tensione raggiunge i suoi livelli più estremi quando Tomasson nel recupero ribadisce in rete un salvataggio sulla linea di Tymoschuk avvenuto su conclusione di Pires, ma la formazione russa riesce a resistere, portando a casa un passaggio del turno meritato e prenotando il posto contro l'Olympique Marsiglia, vincitrice per 3-2 della doppia sfida con lo Spartak Mosca (è un peccato che non ci sarà il derby russo negli Ottavi, sarebbe stato molto affascinante). Si ripeterà così l'Ottavo di Finale di due anni fa: allora ne uscì trionfatore lo Zenit (1-0 al Velodrome con magia di Arshavin e 1-1 a San Pietroburgo con parziale vantaggio di Kerzhakov), la storia si ripeterà? Noi simpatizzanti del calcio russo ci auguriamo di sì.


I MIGLIORI: Ancora decisivo Pogrebnyak, sono le sue due reti (in compartecipazione con il portiere Diego Alves) che qualificano lo Zenit. Gladiatorio come sempre Tymoschuk, a suo agio anche nell'insolito per lui ruolo di difensore centrale. Qualche scivolone di troppo a parte, è buona anche la prestazione offerta da Zyryanov, anche se qualche contropiede poteva gestirlo meglio. Molto bene anche Anyukov e Sirl, anche se il voto nelle pagelle di quest'ultimo dovrà tenere sicuramente conto della sciocchezza commessa. Ma il più decisivo di tutti alla fine risulta essere Malafeev: sono sicuro che a portieri invertiti sarebbe stata la formazione spagnola a passare.
Entrano subito in partita i subentrati Nihat e Guille Franco, il deludente tandem di partenza della gara d'andata.


I PEGGIORI: Poteva costare carissimo l'errore di mira di Fayzulin, comunque fuori posizione, il meglio di sè lui lo offre centralmente. Evitabili i due cartellini gialli di Shirokov e Sirl, che hanno inevitabilmente messo lo Zenit in difficoltà.
Ancora una volta protagonista in negativo Diego Lopez, che ha subito un non trascurabile ridimensionamento nelle ultime settimane. Spreconi Rossi e Tomasson, non incidono più di tanto Cazorla e Pires.



Villareal (4-4-2): Diego Lopez 5; Ángel 6, G. Rodriguez 6, Godin 6, Capdevila 5,5; Cazorla 5,5, M. Senna 6 (63' Bruno 5,5), Josico 6 (46' Guille Franco 6,5), Pires 5,5; G. Rossi 5 (51' Nihat Kahveci 6,5), Tomasson 5,5.
In panchina: Viera, Javi Venta, Cygan, Cani.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7,5; Anyukov 6,5, Shirokov 5, Lombaerts s.v. (34' Krizanac 6), Kim Dong-Jin 6; Tymoschuk 7, Zyryanov 6,5, Sirl 5; Fayzulin 5,5 (90'+4 Lee Ho s.v.), Arshavin 6 (86' Gorshkov s.v.); Pogrebnyak 7.
In panchina: Contofalsky, Radimov, Ionov, Dominguez.


Reti: 75' Guille Franco, 90'+2 Tomasson; 31' Pogrebnyak.
Arbitro: S. Messner (AUT).
Ammoniti: Malafeev, Shirokov (due volte), Krizanac, Kim Dong-Jin, Zyryanov e Sirl (due volte) per lo Zenit.
Espulsi: Shirokov e Sirl per lo Zenit, entrambi per doppia ammonizione.


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