mercoledì 16 aprile 2008

QUINTA GIORNATE: TUTTE LE PARTITE

Tom Tomsk - Shinnik Yaroslavl 2-1: 25' Skoblyakov rig., 69' Vejic; 27' Ricardo da Silva.
Seconda vittoria stagionale per il Tom, seconda consecutiva in tre gare giocate al Trud Stadion. I verdi di Siberia piegano lo Shinnik 2-1 grazie alle reti di Skoblyakov dal dischetto e del difensore croato Vejic che, dopo aver colpito la traversa con un rimpallo, è fortunato a ritrovarsi la palla da indirizzare in porta comodamente di testa. In mezzo il momentaneo pareggio della squadra dell'Anello d'Oro con il portoghese Ricardo da Silva. Espulso Djordjevic nel finale. Shinink che rimane in zone poco rassicuranti, con soli due punti; Tom al sicuro con sette punti, tutti conquistati tra le mura amiche.


Amkar Perm - FC Mosca 2-0: 38' Kushev, 66' Belorukov.
Amkar che liquida con una facilità disarmante la pratica FC Mosca, senza alcun dubbio la squadra più deludente di questo primo spicchio di campionato. Gira alla perfezione la macchina ereditata da Bozovic, bravo a ripartire dagli insegnamenti del precedente tecnico, Rakhimov, senza stravolgere quegli equilibri tattici che avevano fatto la fortuna dei rossoneri degli Urali nella passata stagione. Ancora a segno il bomber bulgaro Kushev (e sono tre...), prestazione da incorniciare per Peev e Grishin, i due esterni che hanno fatto ammattire i laterali moscoviti, e per il montenegrino Drincic, vero e proprio cervello della squadra, un giocatore che non butta mai via il pallone ed in possesso di un piede fatato, tra i più temibili della Premier Liga su calcio da fermo (suo infatti l'assist per il raddoppio del difensore Belorukov).


CSKA Mosca - Spartak Nalchik 0-1: 90'+2 Kazharov.
Probabilmente solo nel campionato russo la squadra più povera e meno attrezzata della Premier Liga può permettersi il lusso di vincere con un gol arrivato all'ultimo secondo in casa del CSKA, una delle formazioni più vincenti negli ultimi anni a livello mondiale, in una partita peraltro dominata dall'inizio alla fine dai padroni di casa, ancora una volta sfortunati - proprio come sette giorni prima in Cecenia - sotto porta. Ricardo Jésus non sta riesce a far dimenticare l'infortunio di Vagner Love, allora nella ripresa Gazzaev lancia nella mischia il giovanissimo (18 anni appena compiuti) Rhzyov, attaccante russo di cui si dice un gran bene ed il turco Caner Erkin, che a sua volta prende il posto del nigeriano Chidi Odiah. La rete tanto cercata però non arriva e così, in pieno recupero, ci pensa il nazionale U-21 Kazharov a bucare un'allegra difesa moscovita (orfana di Alexey Berezutskiy: sembrava a rischio Europei, ma fortunatamente gli esami hanno dato esito positivo), grazie ad una serie di rimpalli favorevoli.


Khimki - Rubin Kazan 0-4: 56' e 62' Gökdeniz Karadeniz, 73' Kobenko, 88' Noboa.
Ed ora, dopo questa schiacciante vittoria esterna, gli aggettivi sono praticamente finiti. Cinque gare, cinque convincenti vittorie per il Rubin Kazan di Berdeyev, che sta mantenendo un ritmo mai visto negli ultimi anni nelle prime partite del campionato russo (il CSKA, per esempio, si fermò a quattro successi di seguito nel 2006). La squadra del Tatarstan questa volta ha spazzato via il malcapitato Khimki, sempre più disastroso dietro (se poi ci si mette anche una sicurezza come Berezovkiy...), che si è visto sommergere nel proprio stadio da una doppietta dello scatenato Gökdeniz Karadeniz - capocannoniere del campionato - e dalle reti di Kobenko e del giovane ecuadoregno Noboa. Un rimpianto per l'ormai ex squadra di Muslin (esonerato giusto ieri): il rigore fallito, per ben due volte, dal centrocampista sloveno Nastja Ceh: si merita tutti gli elogi del caso comunque Ryzhikov, bravissimo a respingere entrambe le conclusioni.
Chiaro il messaggio del Rubin alla concorrenza: provate a prendermi! Si è aperta la caccia al Rubin.


Luch-Energia Vladivostok - Saturn 0-0
Risultato ampiamente prevedibile lo 0-0 senza troppe emozioni arrivato al termine della sfida che opponeva il Luch-Energia al Saturn, un'altra delle squadre più deludenti di queste prime giornate. Un punto a testa che fa contente entrambe le formazioni, in attesa di soddisfazioni maggiori.


Zenit San Pietroburgo - Krylya Sovetov Samara 1-1: 13' Anyukov; 26' Taranov.
Comincia a far preoccupare seriamente i suoi tanti tifosi lo Zenit di San Pietroburgo, ancora una volta deludente in territorio nazionale: solito inizio a sprombattuto, con vantaggio quasi immediato di Anyukov, dopo un'eccellente giocata dei solito Arshavin e Zyryanov. Sembra un film già visto il pareggio di Taranov, arrivato anche grazie ad un'uscita da rivedere di Malafeev. I Campioni di Russia concludono la prima frazione di gioco in crescendo, dando la netta impressione di poter vincere senza troppi patemi la partite nella ripresa. Ed invece? Invece qualcosa (le gambe...) gira storto, gli uomini di Advocaat disputano un secondo tempo assolutamente inesistente, non rendendosi mai seriamente pericolosi, in chiaro affanno, segno che la condizione atletica è già in calo (basti pensare ai punti persi negli ultimi minuti contro Rubin e Shinnik): un indizio senz'altro preoccupante per una squadra che in questo 2008 giocherà almeno una cinquantina di incontri ufficiali, senza contare l'Europeo a cui prenderanno parte gran parte dei giocatori della rosa. Alla già vasta infermeria si aggiunge anche il nome di Anyukov, che sembra però recuperabile in vista della sfida di Monaco.


Dinamo Mosca - Spartak Mosca 4-3: 15' e 68' Genkov, 32' e 70' Danny; 17' V. Bystrov, 65' Pavlenko, 79' Welliton.
Spettacolo doveva esserci e spettacolo ci è stato nel derby storicamente più sentito di Mosca, tra le due squadre russe più vincenti nella storia dell'URSS. Si parte subito forte, con la traversa colpita di testa da Titov, ma a passare in vantaggio sono i padroni di casa, in palla come non mai: azione devastante palla al piede del fantasista portoghese Danny che smarca Kirill Kombarov, la cui conclusione viene respinta da Pletikosa e termina proprio sulla testa del bulgaro Genkov, che a porta vuota insacca facilmente. Nell'azione successiva è già 1-1: Pavlenko lancia in profondità Bystrov, mal marcato da una disattenta difesa della Dinamo, bravo a battere Shunin con un delizioso tocco d'esterno. La Dinamo, trascinata da un Danny in condizioni semplicemente strepitose, riprende in mano le redini del gioco, trovando il nuovo vantaggio proprio con il suo numero 10. Nella ripresa, una meravigliosa punizione di Pavlenko sembra poter indirizzare la gara verso lo Spartak, ma ci pensano ancora Genkov e Danny a chiudere la partita.
Grandissima dimostrazione di forza della squadra di Kobelev, che gioca un gran bel calcio e che, con un Danny così, può davvero sognare in grande, come nelle ambizioni della società del resto. Capitolo Kerzhakov: ha il (grave) problema del gol, non segna da un'eternità, ma è in netta ripresa, mobile su tutto il fronte d'attacco come non lo si vedeva da tempo. Gli manca però la lucidità sotto porta, deve ritrovare al più presto il feeling perduto con il gol.


Lokomotiv Mosca - Terek Grozny 2-0: 33' Cocis, 37' Torbinskiy.
Quarta vittoria di fila per i Ferrovieri, che convincono meno di Rubin e Dinamo, ma che si ritrovano comunque in una terza posizione più che accettabile, staccata dal resto del gruppo. Il Terek in trasferta non è un ostacolo insormontabile e, infatti, nel giro di tre minuti Bilyaletdinov e compagni liquidano la squadra cecena. Da segnalare la prima rete con la maglia della Loko per Torbinskiy.


CLASSIFICA:
1. Rubin 15
2. Dinamo 13
3. Lokomotiv 12
4. Amkar 10
5. CSKA 7
6. Krylya Sovetov 7
7. Tom 7
8. Terek 6
9. Spartak Nalchik 6
10. Spartak Mosca 6
11. Zenit 6
12. Luch-Energia 5
13. Saturn 4
14. Shinnik 2
15. FC Mosca 2
16. Khimki 2

CLASSIFICA "BOMBARDIERI": 4 reti: Gökdeniz Karadeniz (Rubin). 3 reti: Danny e Genkov (Dinamo), Odemwingie (Lokomotiv), Kushev (Amkar), Welliton (Spartak Mosca), Lakhiyalov (Terek), Nizamutdinov (Khimki).



MIO VIDEO CON TUTTI I GOL:
Soundtrack: Smashing Pumpkins - I am one; Megadeth - Devil's island.


7 commenti:

Giuliano Adaglio ha detto...

Molto interessante questo inizio di campionato. Mi spiace per il tuo Zenit, il cui inizio stentato francamente mi stupisce: chissà saranno le tossine psicofisiche dell'Uefa, un mercato un po' troppo "conservativo", la mancanza di "fame" rispetto alle concorrenti. Il tempo per recuperare c'è, ma i punti dalla vetta cominciano ad essere tantini...

Sono molto contento per la vittoria della Dinamo nel derby: ho sempre avuto in simpatia la squadra della polizia, dai tempi di Simoutenkov (quanto lo amavo quel ragazzo!) e della doppia sfida in Uefa contro il Toro di Moggi.

Sorprendente ma non troppo la cavalcata del Rubin. Gokdeniz lo apprezzo da anni: lui e Tekke erano le stelle del Trabzon del dopo-Hami e solo la malagestione della squadra di Trebisonda ha impedito a questi due talenti di consacrarsi a livello internazionale. Sono contento che si stia prendendo le sue soddisfazioni in Tatarstan.

Certo è soprendente la crescita sportiva di Kazan: basket, hockey, pallavolo, calcio. Una potenza in ogni disciplina. Come spieghi questa concentrazione di successi in una città comunque molto più piccola di San Pietroburgo e Mosca? Questione di "autonomia", di soldi, o di...ehm...altro?

Kerzhakov 91 ha detto...

Le prime giornate di campionato sono da sempre caratterizzate da sorprese di tutti i tipi ed anche quest'anno direi che ci si possa ritenere soddisfatti in questo senso. L'inizio stentato dello Zenit stupisce molto anche me, perchè credo che lo Zenit in questo 2008 sia diventata davvero la migliore squadra russa, eppure ha totalizzato appena 6 punti in 5 partite. Un pò la sfortuna, un pò i cali atletici avvenuti negli ultimi minuti ed un pò qualche disattenzione difensiva di troppo hanno causato questo inizio stentato, anche se credo che il motivo principale sia proprio la rosa ridotta (per colpa soprattutto dei numerosi infortuni, assenze che comunque non giustificano il nullo turnover di Dick), che ha fatto sì che a giocare siano stati difatto sempre i soliti 11.


QUESTA Dinamo (odiavo quella precedente, spendacciona, indebitata fino al midollo e mal gestita, con mezzo Porto campione d'Europa in rosa), LA DINAMO DI KOBELEV, mi fa impazzire, è la squadra che preferisco dopo Zenit e CSKA. Gioca un gran calcio, ha una buona difesa e punta tutto sulla freschezza giovanile locale (il portiere Shunin ed i gemelli Kombarov sono delle bellissime realtà non soltanto del calcio russo, ma oserei dire anche del calcio europeo). Contro lo Spartak hanno giocato una partita incredibile, strameritando la vittoria, gli rimprovero soltanto un movimento da rivedere in occasione dell'immediato pareggio di Bystrov. Con un Danny così ispirato e magari con un Kerzhakov maggiormente produttivo in zona gol, i tifosi della Dinamo sono autorizzati a sognare, anche perchè è probabile che la rosa venga ulteriormente rinforzata in estate.

Gokdeniz Karadeniz è sempre piaciuto tantissimo anche a me, nel Trabzonspor lui e Tekke formavano una coppia stellare, che avrebbe meritato senz'altro la partecipazione ad almeno una fase a gironi della CL (ci andarono molto vicini, se non ricordo male, nella stagione 2004/05).
Premesso che non seguo a fondo gli altri sport russi più importanti, credo che la crescita della Kazan sportiva sia una logica conseguenza alla crescita della "Kazan città". Non saprei spiegare le ragioni di questo successo: c'entrano senz'altro i soldi, probabilmente anche la stessa autonomia ha avuto un ruolo importante ma, nel caso del Rubin, è l'organizzazione della società, dei suoi dirigenti e del tecnico turkmeno Berdyev (probabilmente l'allenatore più glaciale e "duro" del mondo, ha uno sguardo terrifficante), che hanno dato una continuità all'exploit del 2003.

Kerzhakov 91 ha detto...

Dimenticavo: Anyukov si è rotto un dito del piede, niente semifinali per lui (sicuramente salterà la sfida di Monaco di Baviera, probabilmente anche il ritorno).

Volete mettere lo Zenit con Ricksen al posto di Anyukov? Tutta un'altra squadra...

valentino tola ha detto...

Dimmi un po' di Danny: a me aveva intrigato nel remoto Europeo Under 21 del 2004 (in un Portogallo per il resto non entusiasmante), me lo ricordo molto estroso e coi calzettoni sempre abbassati.
Bellissimi i due gol dello Spartak, anche il primo su azione manovrata dal calcio d' inizio.

P.S.: Grande "Devil's island", anche se la mia preferita in assoluto di quell' album è "My last words".

Kerzhakov 91 ha detto...

Danny è un numero 10 classico, trequartista vecchia maniera, se hai visto Dinamo-Spartak credo che tu possa aver capito di che tipo di giocatore si tratta. Sinceramente i primi tempi non mi ha mai entusiasmato: lo consideravo troppo "fumoso" ed inutile in alcune giocate, inoltre con un fisico molto leggerino. Nelle ultime due stagioni ha imparato però a giocare con i compagni ed i risultati si sono visti: l'anno scorso è arrivato secondo nel premio di "miglior giocatore straniero del campionato" (dietro a Vagner Love) e quest'anno è partito fortissimo, sta giocando su livelli stratosferici. Scolari non lo porterà certamente, però credo che merita di andare ai prossimi Europei, anche perchè il Portogallo non ha nessun trequartista di ruolo nella propria rosa, ma purtroppo Danny ha la "sfortuna" di giocare in Russia...(tra l'altro si è legato praticamente a vita alla Dinamo, dimostrando una serietà che i tantissimi suoi connazionali passati dalla Dinamo negli ultimi anni si sognano).

P.S.: gran disco "Peace sells...but who's buying" in generale ;)

valentino tola ha detto...

Chiaro, una delle pietre miliari del genere il cui capolavoro assoluto per me è "Master of puppets" dei Metallica.

Guarda non mi parlare di Costinha e Maniche, all' Atlético non hanno fatto che seminare discordia e pessimo calcio: il primo è stato forse il peggior straniero di tutta la Liga 2006-2007, e si è fatto ricordare poi per dichiarazioni del tipo: "di cosa si lamentano i tifosi? L' Atlético già da tempo non è più una grande", oppure: "non conta nulla giocare bene", e piacevolezze di questo tipo, oltre ad alcune entrate spacca-gambe.
Maniche ha fatto cose sicuramente meno inguardabili in maglia rojiblanca, ma non ha mai convinto pienamente (tanta corsa poco costrutto). La sua cessione ha sicuramente sguarnito ulteriormente il già risicato centrocampo dell' Atlético, ma non si può dare alcun torto ad Aguirre per aver voluto la cacciata di un giocatore che nello spogliatoio si permette di rivolgersi a lui così: "e tu che cosa hai vinto?"

Non è che l' incrocio con Mourinho ha caricato di un po' troppa arroganza certi giocatori?

Kerzhakov 91 ha detto...

Perfettamente d'accordo su "Master of puppets", anche se pure i due precedenti lavori dei Metallica erano dei capolavori assoluti.


Maniche, pur giocando da schifo, alla Dinamo perlomeno nei primi mesi un pochettino si era impegnato (che parolone...), mentre Costinha si fece odiare subito da tutti per entratacce da codice penale e per espulsioni ottenute in seguito, rimanendo oltre un anno fuori squadra (ad esempio, Scolari lo portò ai Mondiali del 2006 in una condizione fisica pessima, dato che non giocava da più di 6 mesi...). Direi che, escluso a Danny, l'unico portoghese (anche se in questo caso di adozione, dato che si tratta di un brasiliano) che nella Dinamo non ha fallito è Derlei, che soprattutto nel 2005 ha messo a segno importanti gol in campionato. Gli altri hanno tutti deluso: oltre ai già citati Maniche e Costinha, aggiungerei anche i vari Nuno, Frechaut, Jorge Ribeiro (ora addirittura un nazionale, bah...) ed il greco Seitaridis. Nell'attuale rosa, oltre a Danny, ci sono anche il mediano ex Sporting Custodio ed il giovane attaccante Cicero, anche se non vengono schierati praticamente mai come titolari. Insomma, un motivo in più per spiegare la grandezza di Danny!