sabato 31 maggio 2008

La Russia agli Europei 2008


La rosa.

Portieri: 1 Igor AKINFEEV (CSKA Mosca), 12 Vladimir GABULOV (Dinamo Mosca), 16 Vyacheslav MALAFEEV (Zenit San Pietroburgo).


Difensori: 2 Vasily BEREZUTSKIY (CSKA Mosca), 3 Renat YANBAEV (Lokomotiv Mosca), 4 Sergey IGNASHEVICH (CSKA Mosca), 5 Alexey BEREZUTSKIY (CSKA Mosca), 8 Denis KOLODIN (Dinamo Mosca), 14 Roman SHIROKOV (Zenit San Pietroburgo), 22 Alexander ANYUKOV (Zenit San Pietroburgo).


Centrocampisti: 7 Dmitry TORBINSKIY (Lokomotiv Mosca), 9 Ivan SAENKO (Norimberga), 11 Sergey SEMAK (Rubin Kazan), 15 Diniyar BILYALETDINOV (Lokomotiv Mosca), 17 Konstantin ZYRYANOV (Zenit San Pietroburgo), 18 Yuri ZHIRKOV (CSKA Mosca), 20 Igor SEMSHOV (Dinamo Mosca), 23 Vladimir BYSTROV (Spartak Mosca).


Attaccanti: 6 Roman ADAMOV (FC Mosca), 10 Andrey ARSHAVIN (Zenit San Pietroburgo), 13 Pavel POGREBNYAK (Zenit San Pietroburgo), 19 Roman PAVLYUCHENKO (Spartak Mosca).



RISERVE: Alexander PAVLENKO (Spartak Mosca), Oleg IVANOV (Krylya Sovetov Samara).


ASSENZE PRINCIPALI: Roman SHISHKIN (Spartak Mosca - infortunato), Evgeny ALDONIN (CSKA Mosca - scelta tecnica), Igor DENISOV (Zenit San Pietroburgo, ha rifiutato la convocazione), Marat IZMAILOV (Sporting Lisbona - scelta tecnica), Alexander KERZHAKOV (Dinamo Mosca - scelta tecnica).



Lo staff.


Commissario Tecnico: Guus HIDDINK.


Assistenti Tecnici: Alexander BORODYUK & Igor KORNEEV.



Il calendario.


Mar, 10 giugno 2008: Russia-Spagna

Sab, 14 giugno 2008: Russia-Grecia

Mer, 18 giugno 2008: Russia-Svezia




Dopo gli inattesi exploit con Corea del Sud ed Australia, Guus Hiddink è intenzionato a compiere l'ennesima impresa: far ritornare la Russia una potenza europea. Questa è sicuramente la sfida più affascinante ma anche la più insidiosa per quel vecchio volpone di Hiddink, che in precedenza si era esaltato come detto con nazionali con le quali aveva poco da perdere. La Russia invece ce l'ha eccome un passato glorioso, anche se il marchio era quello URSS. Basti ricordare l'Europeo vinto nel 1960 e le finali perse nel 1964, nel 1972 e nel 1988: soltanto la Germania ha fatto meglio. Dopo un girone di qualificazione ricco di difficoltà, con il passaggio del turno avvenuto in extremis grazie anche a meriti altrui, la nazionale russa si ripresenta agli Europei dopo quattro anni, proponendosi come obiettivo minimo il raggiungimento dei Quarti di Finale e venendo considerata - ancor più dopo il trionfo dello Zenit San Pietroburgo in Coppa UEFA - come una delle possibili outsiders. Il girone in cui Arshavin e compagni sono capitati è molto equilibrato, ma non proibitorio. Se escludiamo la Spagna infatti, la Russia non sembra inferiore ai campioni in carica della Grecia ed alla Svezia di Zlatan Ibrahimovic. Ma l'avversario più difficile per la nazionale russa è forse un altro: la Russia stessa. Proprio così, perchè da quando è diventata indipendente, pur avendo sempre avuto delle valide nazionali, i risultati non sono mai arrivati, basti pensare alle eliminazioni del primo turno avvenute ai Mondiali del '94 e del '02 ed agli Europei del '96 e del '04, per non parlare poi delle incredibili esclusioni del '98, del '00 e del '06. La Russia indipendente ha dei complessi e delle abitudini negative simili a quelle della Spagna, in particolare la tendenza a fallire sul più bello: anche in queste qualificazioni c'è voluto l'aiuto insperato della Croazia per raggiungere un obiettivo che sembrava essere stato buttato via nella maniera più triste, con la sconfitta in Israele a cancellare in un colpo l'ubriacante affermazione casalinga sull'Inghilterra. E' una nazionale che troppe volte ha vissuto con il ricordo di un passato glorioso e che, almeno prima di Hiddink, non ha mai trovato il C.T. giusto. Anarchia tattica, formazioni squilibrate e sbilanciate sono state una costante nella recente storia della Russia.



ASSENZE PESANTI. La Russia che parteciperà ai prossimi Europei dovrà scontare la squalifica di Andrey Arshavin, ormai ex capitano e sicuramente miglior giocatore della rosa, il più dotato tecnicamente, il più geniale, quello realmente capace di cambiare il corso di una partita con una giocata. Il talento dello Zenit salterà i primi due match, contro Spagna e Grecia, dopo aver rimediato una stupida espulsione per fallo di reazione negli ultimi minuti della gara contro Andorra, nell'ultimo incontro delle qualificazioni europee. Come lo stesso Hiddink ha ammesso più volte, la mancanza di un giocatore del genere è difficilmente sostituibile, anche se il tecnico sta sperimentando una formazione che possa colmare questa grave lacuna. Ma non finisce qui: le principali critiche rivolte ad Hiddink sono arrivate per le sconcertanti esclusioni di Marat Izmailov e di Alexander Kerzhakov, due tra i migliori calciatori russi, non inseriti nella prelista. Il primo è indubbiamente uno dei giocatori russi più estrosi, che dopo due anonime stagioni alla Lokomotiv, si è ripreso alla grande in Portogallo, diventando uno dei beniamini della tifoseria dello Sporting Lisbona. Se escludiamo le prime due gare, Izmailov non ha mai fatto parte della gestione-Hiddink, anche se in molti scommettevano in un suo pronto ritorno proprio in vista di EURO 2008, ma niente da fare. Quasi nessuno invece si aspettava la mancata convocazione di Kerzhakov, bomber della Russia nelle qualificazioni con 6 reti, uno che per essere sicuro di partecipare alla più importante manifestazione continentale ha umilmente lasciato il Sevilla e la Spagna, per ritornare nella fredda madre patria, a vestire la maglia della Dinamo Mosca, non più un club di primo pelo. Eppure questo non è bastato a convincere Hiddink, che non ha mai avuto un rapporto idilliaco con l'ex attaccante dello Zenit, a portare Kerzhakov in Austria e Svizzera. Difficile motivare questa scelta. Il rendimento del 25enne è inevitabilmente calato in questi ultimi tempi, ha segnato appena due reti nel 2008, ma sono giustificazioni che probabilmente non bastano a spiegare l'assenza di uno dei giocatori che ha trascinato la Russia ad EURO 2008. Taluni sostengono che Hiddink non ha mai visto Kerzhakov come un possibile titolare e che, per non rischiare di rovinare il clima all'interno dello spogliatoio, ha deciso di lasciare a casa uno dei calciatori più carismatici del gruppo. Ma, ciò che ha destato sgomento - forse ancor più delle esclusioni di Izmailov e Kerzhakov - è il nome dei due sostituti: Saenko ed Adamov, ovvero un'ala destra molto meno duttile di Izmailov (che poteva essere utilizzato anche come trequartista a supporto delle punte) ed un centravanti che pare essere un doppione di Pavlyuchenko e Pogrebnyak e che quindi difficilmente si renderà utile alla causa, non possedendo le caratteristiche di Kerzhakov, una punta che con la sua rapidità e con la sua costante ricerca della profondità avrebbe potuto creare diversi grattacapi alle difese avversarie. Ha fatto molto parlare di sè anche il caso che si è creato intorno alla figura di Igor Denisov, uno dei principali artefici del successo europeo dello Zenit. Il giovane centrocampista, inizialmente non inserito nella prelista dei convocati di Hiddink, è stato chiamato in nazionale dal tecnico olandese soltanto dopo la finale di Coppa UEFA, nella quale si era reso protagonista siglando la rete del vantaggio. Denisov, sentendosi un pò preso in giro, ha rifiutato a caldo la possibilità di essere aggiunto alla rosa della Сборная России. Si è creato il solito caos mediatico, che ha portato ad un incontro avvenuto a Mosca tra le due parti interessate: Hiddink e Denisov sembravano essersi chiariti, con il santone olandese che elogiava le qualità del 23enne ex nazionale Under-21 e con quest'ultimo che si dichiarava pronto a partecipare agli Europei. Eppure, Denisov non è stato misteriosamente inserito tra i 25 pre-convocati di Hiddink.



IL MODULO. Fino a poco più di una settimana fa, vale a dire prima dell'amichevole vinta poi per 6-0 contro il Kazakhstan, una delle poche certezze della Russia sembrava il modulo tattico: un 3-4-1-2 basilare a quello del CSKA Mosca, con la difesa composta dai tre colossi dell'Armata Rossa (i gemelli Berezutskiy ed Ignashevich), due incursori a metacampo (solitamente Semshov e Zyryanov), due laterali in grado di farsi tutta la fascia (Anyukov e Bystrov si contendevano il ruolo di esterno destro, sicuro del posto da titolare invece Zhirkov a sinistra), con Bilyaletdinov "alla Daniel Carvalho", ossia come trequartista dietro alle due punte. Nel frattempo però si sono verificati due avvenimenti che hanno di colpo fatto cambiare idea a Guus Hiddink. In primis l'umiliante sconfitta maturata a marzo contro la Romania, un netto 3-0 dal quale una Russia comunque rimaneggiata uscì con le ossa rotte. Una mano gliel'ha data anche un suo connazionale, Dick Advocaat, tecnico dello Zenit, che con il suo versatile 4-3-2-1 ha entusiasmato l'Europa intera, producendo un calcio a tratti spettacolare, rapido, efficace e micidiale nelle ripartenze orchestrate in velocità. Particolarmente interessante era la creazione della manovra offensiva, con il movimento continuo di centrocampisti quali Denisov, Fayzulin e Zyryanov, che si interscambiavano in continuazione le proprie posizioni in campo, non lasciando riferimenti fissi agli avversari, che venivano travolti da un gioco atleticamente e tecnicamente tanto ben congegnato. "E se riproponessi lo stesso modulo, adattando ovviamente i giocatori che ho a mia disposizione, nella nazionale russa?" pensò probabilmente Hiddink che, come fulminato sulla via di Damasco, decise di cambiare atteggiamento tattico alla sua squadra, proponendo sia contro il Kazakhstan che contro la Serbia (2-1, con reti di Pogrebnyak su punizione dai 25 metri e Pavlyuchenko) una sorta di 4-3-2-1 che riprendeva appunto il modello che ha fatto le fortune della formazione di San Pietroburgo. In attesa di riavere a disposizione Arshavin, il C.T. olandese non ha avuto troppe difficoltà a trovare i calciatori adatti a ricoprire questo modulo, tanto che sembrano esserci soltanto due ballottaggi in vista della gara inaugurale contro la Spagna, il resto della formazione non dovrebbe essere un mistero. In porta, il giovane Akinfeev prende il posto di Malafeev (comunque suo secondo), Anyukov è naturalmente confermato come terzino destro, mentre a sinistra "il Sirl" della situazione lo fa Zhirkov, guarda caso un altro laterale che nasce come esterno offensivo; i due centrali sperimentati sono stati Shirokov e Kolodin, anche se è probabile che il 10 giugno Hiddink inserisca il più esperto Ignashevich al posto del meno convincente fra i due. Più difficile la situazione a centrocampo, dato che la rosa della Russia ha una grave lacuna: si sente terribilmente infatti la mancanza di un mediano vero, un frangifrutti alla Tymoschuk, leader e capitano dello Zenit. Guus ha ripensato così di chiamare, per la prima volta nella sua gestione, il 32enne Semak, capitano del Rubin Kazan primatista nella Premier Liga russa, affidandogli la fascia di capitano ed affiancandolo a Semshov e Zyryanov. Sulla trequarti spazio ad un Bilyaletdinov che sembra aver ritrovato la forma migliore; davanti a lui, oltre alla punta di peso (Pogrebnyak parte favorito su Pavlyuchenko), Hiddink deve ancora sciogliere il suo principale dubbio: decidere se è meglio schierare una tipica ala destra come Bystrov od una seconda punta (Sychev) in appoggio dell'attaccante centrale, ruolo questo che verrebbe verosimilmente occupato nella gara conclusiva contro la Svezia dal rientrante Arshavin.



PORTIERI. Poco da dire, la Russia - rispettando una tradizione che la vuole storicamente seconda soltanto all'Italia - si presenterà ad EURO 2008 con un terzetto di portieri che forse soltanto la Spagna (Casillas, Reina e Palop) si può permettere. Akinfeev è considerato all'unanimità come l'estremo difensore più promettente a livello mondiale, tanto da essere paragonato in patria ad un mostro sacro come il grande Yashin fin dalla tenera età di 18 anni. I numeri del resto parlando da soli: esordio nel campionato russo con la maglia del CSKA a 16 anni, a 18 il debutto in nazionale e la convocazione per EURO '04 e nel 2005 la Coppa UEFA vinta sugli scudi. Un inizio di carriera da predestinato, insomma. Dietro di lui Malafeev, portierone dello Zenit, forse il vice più affidabile di tutta la manifestazione. Anche il terzo portiere comunque non scherza: si tratta di Gabulov, 23enne che fiermerà per la Dinamo Mosca al termine dell'Europeo, autore di una grande prestazione nella vittoria per 2-1 contro gli inglesi.


DIFESA. Il reparto sulla carta più debole, quello che dà meno sicurezza, quantomeno al centro; sicuramente quello che ha generato più dubbi durante le qualificazioni, data la staticità e la lentezza nei movimenti da parte dei gemelli Berezutskiy e di Ignashevich. Con il passaggio a 4 dietro, i due terzini, abilissimi nella spinta offensiva, dovranno essere uno dei principali punti di forza della nazionale russa con le loro costanti sovrapposizioni. A destra confermatissimo Anyukov, da alcuni considerato il "Daniel Alves russo", giocatore preziosissimo nello scacchiere di Advocaat nello Zenit. Se utilizzato come si deve può essere micidiale grazie alla sua rapidità: i suoi compagni dovranno essere bravi a servirlo in profondità ed a mettergli il pallone nello spazio quando taglia verso il centro, penetrando in mezzo alla retroguardia avversaria. Può essere l'arma decisiva di questa Russia. Ci si attende molto anche dal laterale che giocherà dalla parte opposta, Zhirkov, attualmente il calciatore russo più in forma, che ha tutte le qualità per diventare uno tra i migliori interpreti del ruolo. Grande corsa, sempre elegante palla al piede, mancino morbido che gli permette di effettuare cross precisi; da verificare in fase difensiva, essendo in realtà un esterno di centrocampo, può andare in difficoltà se attaccato in continuazione. Vista l'impossibilità di portarsi dietro l'infortunato Shishkin dello Spartak Mosca, Hiddink ha scelto il duttile Yanbaev, esterno basso della Lokomotiv in grado di giocare sia a destra che a sinistra, come riserva dei due terzini titolari. E' un elemento giovane ed inesperto, tutto da testare ad alti livelli, che difficilmente vedremo all'opera durante la rassegna continentale. E' per questo che i primi sostituti di Anyukov e Zhirkov saranno i gemelli Berezutskiy (Vasily predilige giocare sulla destra, Alexey sulla sinistra)), che potrebbero rivelarsi molto utili nei minuti finali, nel caso in cui la Russia debba difendere un eventuale vantaggio. Garantirebbero ovviamente una spinta minore rispetto ai due titolari, ma una copertura di gran lunga più attenta. Inoltre, con la loro statura, fornibbero anche un bel pò di centimetri ad una squadra mediamente molto (forse troppo) bassa. Strana la storia dei due gemelli che, paradossalmente, sono gli unici due elementi della rosa a non giovarne da questo mutamento tattico della nazionale russa: senza la difesa a 3 infatti, si accomoderanno in panchina. Oltre ai Berezutskiy, ci sono altri tre giocatori che possono giocare al centro della difesa e che, con ogni probabilità, si contenderanno i due posti utili: Ignashevich, Kolodin e Shirokov. Ignashevich non ha bisogno di presentazioni: centrale piuttosto lento e dal fisico preponderante, fortissimo sulle palle altre, molto intelligente tatticamente, abile anche ad iniziare l'azione, è da anni il leader carismatico del reparto difensivo russo. Il problema è che ha sempre dato il meglio di sè in una difesa a 3, quasi da libero arretrato vecchia maniera; ci si chiede quindi come possa rendere in una retroguardia in linea. Forse è anche per questo che Hiddink in queste due amichevoli ha puntato sulla coppia composta da Kolodin e Shirokov (ma è valida anche l'ipotesi che vuole che il tecnico olandese li abbia fatti giocare insieme per capire quale dei due può integrarsi meglio con Ignashevich). Due storie simili le loro: entrambi nascono come dei centrocampisti centrali, mutati poi in difensori in grado di rilanciare l'azione grazie alla visione di gioco e ad una tecnica individuale non indifferente. Kolodin ha un grande piede destro, calcia in maniera molto potente dalla distanza ed è un cecchino dal dischetto (ben 7 reti nel campionato 2007); Hiddink potrebbe preferirlo all'ex capitano del CSKA per una sua rapidità maggiore, anche se come marcatore puro ha ancora parecchio da imparare dal numero 4. Shirokov invece è l'autentica rivelazione di questo 2008: acquistato dallo Zenit come vice-Tymoschuk, Advocaat si è visto costretto a spostarlo al centro della difesa dopo la partenza di Skrtel e l'infortunio occorso a Lombaerts ed i risultati sono stati a dir poco eccellenti, tanto che Shirokov è stato in grado di annullare completamente un centravanti del calibro di Toni nel ritorno contro il Bayern, giusto per fare un nome molto noto al pubblico italiano. Ciò che colpisce di più di questo calciatore è la straordinaria fiducia che ha nei propri mezzi tecnici, che lo portano a rischiare più volte giocate difficili, oltre che lanci precisi. Di contro sembra che a volte giochi con eccessiva sufficienza, ma se mantenesse gli standard mostrati in questa prima parte di stagione con la maglia dello Zenit, la Russia avrebbe finalmente trovato il grande difensore che tanto le farebbe comodo.


CENTROCAMPO. Riuscirà il terzetto composto da Semak, Semshov e Zyryanov - tutti e tre centrocampisti con caratteristiche prevalentemente offensive - a non far rimpiangere l'interditore che tanto manca a questa Russia? E' questo forse il dubbio principale di ogni sostenitore russo. Ma d'altronde, naturalizzare Tymoschuk non era possibile e l'unico giocatore credibile in quel ruolo era Aldonin, un altro che con Hiddink ha rotto da tempo. Quindi la scelta migliore è stata alla fine quella di affidarsi ad un centrocampo molto tecnico e mobile. La mente sarà Semak, chiamato per la prima volta dal C.T. olandese dopo un inizio di campionato eccellente con i tartari del Rubin Kazan, che probabilmente indosserà al braccio la fascia da capitano, ereditata da Arshavin. E' uno dei calciatori russi più esperti e stimati in patria, un vero trascinatore, che sembra vivere tra l'altro una seconda giovinezza. Con il passare degli anni ha sempre più arretrato la propria posizione: in molti lo ricorderanno ai tempi del CSKA (siglò una memorabile tripletta al PSG nella fase a gironi della Champions League 2004/05) come seconda punta d'appoggio o come esterno offensivo, ruolo ricoperto anche nella breve parentesi francese, proprio con la maglia della formazione parigina. Una volta ritornato in Russia, nell'FC Mosca, il tecnico Slutskiy ebbe la brillante idea di affidargli le chiavi del centrocampo, facendone un regista a tutto campo, capace anche di dare equilibrio alla squadra. La sua caratteristica migliore sono però gli inserimenti da dietro. Il braccio sarà invece Semshov, alla terza competizione internazionale con la nazionale russa dopo i Mondiali 2002 e l'Europeo 2004. Si tratta di un altro centrocampista che ha arretrato il proprio raggio d'azione, per rendersi maggiormente utile alla propria nazionale. Sconosciuto ai più per via della sua scarsa partecipazione alle competizioni europee per club, sarà il regista della Russia. Per completare il terzetto, ecco l'elemento probabilmente più importante, l'essenziale Zyryanov, secondo molti l'unico realmente indispensabile. Esploso tardi, il 30enne ex Torpedo è un giocatore dalle eleganti geometrie ma soprattutto dalla rara intelligenza tattica. Il suo punto di forza sono gli inserimenti senza palla, che lo hanno portato a segnare 11 gol nella sua prima stagione a San Pietroburgo, coronata da un titolo, una Supercoppa russa ed un premio di Calciatore Russo dell'anno 2007. Dietro i tre però c'è il vuoto. Nel senso che gli altri centrocampisti convocati da Hiddink ricoprono posizioni troppo offensive per potersi adattare a giocare in mezzo al campo o davanti alla difesa. Ecco perchè Denisov sarebbe servito moltissimo. Invece senza di lui, la Russia rischia di rimanere scoperta nella zona nevralgica del campo. Un errore che potrebbe costare caro. Davanti a loro stazionerà Bilyaletdinov, astro nascente del calcio russo, un talentuoso trequartista molto dotato tecnicamente e della grande visione di gioco, alla ricerca di una piena maturazione, tecnico-tattica ma soprattutto mentale. Capitano della Lokomotiv a soli 22 anni e già seguito da diversi top club (Chelsea su tutti), sembra mancare però di personalità, che lo porta a perdersi nei momenti critici, quando invece dovrebbe fare la differenza con i mezzi che ha a disposizione. Il suo principale sostituto sarà il compagno di squadra Torbinskiy, fra gli artefici della vittoria della Russia contro l’Inghilterra a Mosca nelle qualificazioni per EURO 2008, quando entrato in campo nella ripresa contribuì ad imprimere una svolta alla gara. Utilizzabile anche come esterno di centrocampo e, ma proprio in emergenza, come centrocampista centrale, rispetto a Bilyaletdinov ha meno classe ma è più rapido e concreto. Rimangono infine Bystrov e Saenko, le due ali offensive. Il primo è fra i calciatori russi più attesi: dotato di un buon dribbling unito ad una velocità supersonica, è stato purtroppo frenato da un grave infortunio nella scorsa stagione, dal quale non ha ancora del tutto recuperato. Se riuscisse però a ritrovare la migliore condizione in vista dell'inizio della competizione, saranno guai per i terzini avversari. Il secondo è stato invece preferito ad Izmailov da Hiddink: si tratta di un'ala da tridente classico, schierabile anche come punta d'appoggio, molto meno duttile quindi del talento dello Sporting Lisbona. Arriva tra l'altro da una stagione di certo non esaltante, conclusasi con la retrocessione della propria squadra (il Norimberga, che l'anno prima aveva però trascinato ad un sorprendente quinto posto) e nei pochi minuti che gli ha concesso Hiddink in nazionale non ha mai lasciato il segno. Difficile che lo faccia all'Europeo.


ATTACCO. Potenzialmente, con Arshavin presente fin dall'inizio e con un Kerzhakov in più ed un Adamov in meno, sarebbe potuto essere uno degli attacchi più forti al mondo. Non fa comunque ribrezzo neanche ora, con un Pogrebnyak in stato di grazia e che probabilmente avrà la meglio su Pavlyuchenko (centravanti complessivamente migliore, più completo e con un maggior fiuto del gol) per il posto di centravanti titolare almeno nella gara d'esordio contro la Spagna. Sychev, alla ricerca della definitiva consacrazione internazionale dopo l'exploit ai Mondiali 2002 che gli cambiò radicalmente la vita, potrebbe essere il partner della "punta di peso" nelle prime due partite, prima del ritorno di Arshavin, il giocatore più atteso, quello che dovrà prendere per mano i compagni, cercando di farsi perdonare la sciocca reazione che gli è costata la prima parte di EURO 2008. Adamov, capocannoniere dell'ultima Premier Liga russa, a pari merito con Pavlyuchenko, sarà la ruota di scorta, la riserva che non dovrà farsi trovare impreparata nel caso in cui dovesse essere chiamata in causa.


Ecco quale sarà la formazione di partenza di Hiddink.

(4-3-2-1): Akinfeev; Anyukov, Shirokov, Ignashevich (Kolodin), Zhirkov; Zyryanov, Semak, Semshov; V. Bystrov (Sychev), Bilyaletdinov; Pogrebnyak. -->

domenica 18 maggio 2008

CSKA, rimonta da Coppa.


Finale Kubok Rossii 2007/08:

CSKA Mosca - Amkar Perm 2-2 (4-1 dopo i calci di rigore)

Reti: 66' Vagner Love, 75' Jo; 58' Drincic, 65' Dujmovic.

Il CSKA Mosca ritorna ad alzare un trofeo dopo quindici lunghissimi mesi (l'ultimo fu la SuperKubok 2007, arrivata dopo un'esaltante 4-2 contro i concittadini dello Spartak), vincendo la quarta Coppa di Russia della sua storia, la terza negli ultimi quattro anni. L'Armata Rossa è riuscita a conquistare questo trofeo dopo una gara molto equilibrata contro l'Amkar Perm, alla sua prima finale, nella quale Zhirkov e compagni sono riusciti a rimontare lo svantaggio di due reti, per poi battere ai rigori i rossoneri degli Urali (per l'occasione, in tenuta quasi completamente bianca), che hanno senz'altro peccato di inesperienza una volta ritrovatisi con un doppio vantaggio a proprio favore.

Il CSKA si presenta al Lokomotiv Stadion di Mosca con la formazione tipo, senza ovviamente gli infortunati di lungo corso Daniel Carvalho e Ramòn, e con il rientro in difesa di Alexey Berezutskiy, definitivamente recuperato quindi in vista dell'Europeo. Soliti undici anche per la squadra del "Conte" Bozovic, che preferisce il serbo Sikimic al connazionale Injac ed al giovane russo Zhilyaev come partner d'attacco del bomber bulgaro Kushev.
Sono proprio i moscoviti a partire meglio, colpendo il palo in apertura con Vagner Love. Poi al 22' tocca a Dudu impegnare Gabulov con un destro da poco fuori area. Sul successivo corner battuto da Zhirkov, ancora una volta il migliore dei suoi, Jo colpisce in pieno la traversa con un colpo di testa. Dopo poco più di 20', sono già due i legni colpiti dal CSKA. A questo punto gli ospiti escono fuori dal guscio, mantenendo comunque un atteggiamento prettamente difensivo, cercando di disinnescare i tanti talenti del CSKA, parsi tutti in giornata abbastanza positiva. Nel primo tempo l'Amkar riesce a rendersi pericoloso però soltanto da una palla inattiva: la velenosa punizione dello specialista Drincic viene deviata di testa da Belorukov, ma il pallone termina a lato. Va più vicino al gol Sikimic, ad inizio secondo tempo, sempre di testa, su cross dalla destra di Peev. E' il preludio che porterà al vantaggio della formazione di Perm firmato Drincic, un abitué contro il CSKA, un cecchino implacabile che ancora una volta riesce a dare un grosso dispiacere ai rossoblu. Il suo sinistro al volo è di rara bellezza per coordinazione, potenza e precisione. Chapeau. Sette minuti dopo arriva l'insperato raddoppio: sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto dallo stesso Drincic, i difensori del CSKA si dimenticano completamente di Dujmovic che viene colpevolmente lasciato libero in mezzo all'area. E' un gioco da ragazzi per il centrocampista croato trovare la rete del 2-0 dal limite dell'area. Ma l'Armata Rossa non demorde e trova il gol di Vagner Love che riapre la partita appena un minuto dopo. Il centravanti brasiliano rischia di ripetersi nell'azione successiva, quando impegna Gabulov in uscita, dopo essere stato ottimamente pescato da Zhirkov. A proposito di Zhirkov: l'abbiamo detto più volte, in questo periodo non certo esaltante per il CSKA, è lui a prendersi la responsabilità di caricarsi sulle spalle l'intera squadra e, dopo una gara ricca di giocate ad effetto, dribbling ubriacanti e cross pericolosi, ecco che al 75' corre incontro al compagno che sta per battere il corner, si fa passare la palla, salta un avversario, si accentra e conclude violentemente, con il pallone che prima carambola addosso a Jo e poi finisce dritto e poi gonfia la rete. E' 2-2, il compimento di una grande rimonta per il CSKA, contro un Amkar probabilmente non ancora abituato a gestire un risultato del genere in una partita di tale livello (ricordiamo che questa splendida realtà è entrata nell'elite del calcio russo soltanto negli ultimi anni, il suo primo campionato nella massima serie risale al 2004...). Notare come in entrambe le reti del CSKA il giocatore ad esultare maggiormente è sì un brasiliano, ma non il marcatore: in diretta infatti si pensava che fosse stato Dudu a segnare, nonostante non sia neanche entrato nelle azioni che hanno portato ai due gol moscoviti. Gazzaev, precedentemente corso ai ripari con l'inserimento del baby fenomeno Djagoev, si vede costretto a togliere lo stesso Dudu per infortunio e si gioca la carta rischiosa Janczyk, schierando così un modulo ultra offensivo che prevede ben tre attaccanti, con giocatori come Krasic, Djagoev e Zhirkov a centrocampo. L'Amkar però non morde come suo solito in contropiede ed allora la gara è destinata a proseguire nei tempi supplementari, dove però, come spesso succede in questo sport, a farla padrona è la voglia di non perdere e dove quindi i reali pericoli creati dalle due compagini sono pressochè inesistenti. La partita, per la quinta volta nella storia delle finali della Coppa di Russia, viene così decisa ai calci di rigore: i giocatori del CSKA si dimostrano dei mostri di lucidità, non sbagliandone neanche uno con Zhirkov, Vagner Love, Jo e Janczyk (suo il penalty decisivo). Per una strana legge del destino, gli errori dal dischetto nelle file dell'Amkar li commettono Drincic e Dujmovic, proprio i due giocatori rossoneri finiti sul tabellino dei marcatori. Viene negata così la possibilità di vedere la coppa finire in una squadra non moscovita (evento successo in sole due occasioni, ed in quei casi gli artefici furono Zenit e Terek), l'Amkar se la sarebbe probabilmente anche meritata un'affermazione, per la grande stagione scorsa disputata con Rakhimov e per l'inizio esaltante di quella attuale, però nella partita secca, i valori del CSKA hanno fatto la differenza.

I MIGLIORI: Non si hanno più aggettivi per definire le prestazioni di Zhirkov in questo 2008, attualmente senza alcun dubbio il miglior calciatore russo dopo Arshavin. Ci auguriamo che mantenga questo eccellente stato di forma in vista di EURO 2008. Bene comunque un pò tutti i big nel CSKA, a partire dalla coppia d'attacco composta dagli irremovibili Jo e Vagner Love, fra l'altro entrambi in gol. Continua a non brillare invece la stella di Krasic, che riesce comunque a rendersi decisivo nell'occasione dell'importantissimo primo gol, che riapre il match. Ci mette del suo Akinfeev nella lotteria dei calci di rigore, la parata su Dujmovic è più difficile di quanto non sembri. Si prende una grossa responsabilità il polacco Janczyk decidendo di battere quel rigore, ma alla fine ha ragione lui: palla sotto al sette e coppa al CSKA.
Ha sbagliato il primo penalty della sua squadra, è vero, ma la prestazione di Drincic è stata, nel corso dei 120', da incorniciare. Il montenegrino, più lo vedo e più mi convinco che si tratta di un ottimo giocatore, un regista completo, con uno tra i migliori piedi che ci siano in circolazione non soltanto nel campionato russo (ogni calcio piazzato è potenzialmente un pericolo quando si incarica lui di batterlo). E' un giocatore che vedrei bene proprio nel CSKA, non è detto infatti che non giungano richieste all'Amkar per questo 23enne centrocampista. Non mi sento di condannare neanche Dujmovic, la sua gara - impreziosita dalla rete del raddoppio - è stata la solita miscela di sacrificio e dinamismo. Mezzo voto in meno comunque per tutti e due. Non sempre imbeccato in profondità come un esterno dalle sue caratteristiche richiede, il bulgaro Peev è riuscito comunque a far partire dalla fascia di sua appartenenza diversi traversoni pericolosi.

I PEGGIORI: Esulta come un matto dopo le reti siglate dai compagni, si rende pure pericoloso in una circostanza, ma il CSKA necessita di qualcosa in più di Dudu Cearense nel ruolo di trequartista, forse era meglio partire con il 17enne Djagoev (che personalità il ragazzo!) fin dal primo minuto.
Nell'Amkar, davvero poco insidiosi, non soltanto per demeriti propri, gli stangoni Sikimic e Kushev; un attaccante rapido come Zhilyaev forse sarebbe servito maggiormente.


CSKA (3-4-1-2): Akinfeev 7; V. Berezutskiy 6, Ignashevich 6 (69' Rahimic 6), A. Berezutskiy 6; Krasic 6, Semberas 6, Aldonin 6 (61' Djagoev 6,5), Zhirkov 7,5; Dudu Cearense 5,5 (88' Janczyk); Vagner Love, Jo.
Amkar (4-4-2): Gabulov 6,5; Sirakov 5,5, A. Popov 6, Belorukov 5,5, Gaal 6; Peev 6,5 (90' Afanasiev s.v.), Dujmovic 6, Drincic 7, Starkov 6 (70' Cherenchikov 5,5); Sikimic 5,5 (77' Injac 5,5), Kushev 5,5.




Con la finale della Coppa di Russia 2007/08, vengono assegnati tutti i posti europei per le squadre russe in vista della prossima stagione. Ricapitoliamo la situazione:
- Zenit alla fase a gironi di CL;
- Spartak Mosca ai preliminari di CL;
- CSKA Mosca al primo turno di Coppa UEFA;
- FC Mosca al secondo turno preliminare di Coppa UEFA;
- Saturn al secondo turno di Intertoto.

Ricordo che a partire dalla stagione 2009/10 la Russia avrà ben tre posti in Champions League e due in più in Coppa UEFA.


Questo, infine, è l'albo d'oro della Kubok Rossii:
1992/93 Torpedo Mosca (1-1 d.t.s., 8-7 ai rigori contro il CSKA Mosca)
1993/94 Spartak Mosca (2-2 d.t.s, 4-2 ai rigori contro il CSKA Mosca)
1994/95 Dinamo Mosca (0-0 d.t.s., 8-7 ai rigori contro il Rotor Volgograd)
1995/96 Lokomotiv Mosca (3-2 contro la Lokomotiv Mosca)
1996/97 Lokomotiv Mosca (2-0 contro la Dinamo Mosca)
1997/98 Spartak Mosca (1-0 contro la Lokomotiv Mosca)
1998/99 Zenit San Pietroburgo (3-1 contro la Dinamo Mosca)
1999/00 Lokomotiv Mosca (3-2 d.t.s. contro il CSKA Mosca)
2000/01 Lokomotiv Mosca (1-1 d.t.s., 4-3 ai rigori contro l'Anzhi Makhachkala)
2001/02 CSKA Mosca (2-0 contro lo Zenit San Pietroburgo)
2002/03 Spartak Mosca (1-0 contro il Rostov)
2003/04 Terek Grozny (1-0 contro il Krylya Sovetov Samara)
2004/05 CSKA Mosca (1-0 contro il Khimki)
2005/06 CSKA Mosca (3-0 contro lo Spartak Mosca)
2006/07 Lokomotiv Mosca (1-0 d.t.s. contro l'FC Mosca)
2007/08 CSKA MOSCA




mercoledì 14 maggio 2008

Il trionfo di Manchester.


Un video (fatto peraltro dal sottoscritto) che vale molto di più di un semplice articolo:







Sintesi partita + premiazioni:



La festa a San Pietroburgo

HIDDINK E' MATTO.


Hiddink non convoca Kerzhakov ed Izmailov nella pre-lista della Russia

Il ct olandese della nazionale russa, Guus Hiddink ha diramato una prelista di 25 giocatori in vista degli Europei. Tantissime le sorprese: tra lo sgomento generale rimangono a casa Marat Izmailov - stella dello Sporting Lisbona, Igor Denisov - uno dei migliori giocatori dello Zenit finalista in Coppa UEFA, e soprattutto l'ex attaccante di Zenit e Sevilla Alexander Kerzhakov, bomber della Russia nelle qualificazioni. I media locali non hanno per nulla digerito l'esclusione di quest'ultimo, a favore di Roman Adamov, punta dell'FC Mosca che conta una sola presenza nella nazionale maggiore, tanto che è diventata la notizia del giorno, nonostante in serata lo Zenit disputerà una gara dal valore storico. Francamente poco comprensibile anche la scelta di preferire Ivan Saenko, ala del Norimberga, ad Izmailov, uno dei calciatori russi più talentuosi ed imprevedibili.Le sorprese non riguardano soltanto le eccellenti assenze, ma anche qualche convocazione inaspettata, come quelle di Renat Yanbaev, Alexander Pavlenko ed Oleg Ivanov, tutti e tre degli assoluti debuttanti.
L'elenco definitivo con i 23 nomi dovrà essere consegnato entro il 28 maggio.


Portieri: Igor Akinfeev (CSKA Mosca), Vyacheslav Malafeev (Zenit San Pietroburgo), Vladimir Gabulov (Amkar Perm).
Difensori: Alexander Anyukov (Zenit San Pietroburgo), Renat Yanbaev (Lokomotiv Mosca), Roman Shirokov (Zenit San Pietroburgo), Vasily Berezutskiy (CSKA Mosca), Sergey Ignashevich (CSKA Mosca), Denis Kolodin (Dinamo Mosca), Alexey Berezutskiy (CSKA Mosca).
Centrocampisti: Vladimir Bystrov (Spartak Mosca), Ivan Saenko (Norimberga), Konstantin Zyryanov (Zenit San Pietroburgo), Igor Semshov (Dinamo Mosca), Sergey Semak (Rubin Kazan), Alexander Pavlenko (Spartak Mosca), Oleg Ivanov (Krylya Sovetov Samara), Diniyar Bilyaletdinov (Lokomotiv Mosca), Dmitry Torbinskiy (Lokomotiv Mosca), Yuri Zhirkov (CSKA Mosca).
Attaccanti: Andrey Arshavin (Zenit San Pietroburgo), Pavel Pogrebnyak (Zenit San Pietroburgo), Roman Pavlyuchenko (Spartak Mosca), Roman Adamov (FC Mosca), Dmitry Sychev (Lokomotiv Mosca).


SENZA PAROLE. Hiddink, con queste folli convocazioni, è riuscito a rovinarmi un giorno che potrebbe diventare (con i dovuti scongiuri) il migliore della mia vita, sportivamente parlando. L'esclusioni di Kerzhakov ed Izmailov non le ho proprio accettate. Era risaputo che entrambi non avessero un bel rapporto con il tecnico olandese, anzi, ma due giocatori del genere non si possono lasciare a casa. Soprattutto se i sostituti si chiamano Saenko ed Adamov, due giocatori normalissimi. L'ex delantero del Sevilla non era in grandissima forma, ok, ma preferisco centomila volte un Kerzhakov al 70-80% che un Adamov al 100% (Adamov che tra l'altro ha giocato pochissimo, molto meno di Kerzhakov, in questo 2008, è appena rientrato da un infortunio...). E poi, un giocatore che è risultato così determinante nelle qualificazioni meriterebbe senza discussione alcuna di avere il posto assicurato nei 23: Kerzhakov, con 6 reti decisive, è infatti stato il capocannoniere della nazionale russa. Preferirgli Adamov dicendo "che si sacrifica di più per la squadra" non esiste. Per non parlare di Izmailov, che sarebbe potuto essere l'asso nella manica in Austria e Svizzera.
Le altre chiamate ci stanno, un pò eccessiva quella di Oleg Ivanov (che comunque difficilmente sarà nella lista finale), meritatissimo invece il ritorno di Semak, leader e capitano del Rubin capolista nella Premier Liga. Personalmente considero un grave errore anche l'aver lasciato a casa Denisov.

Comunque, se vi può interessare, questi sono i 23 che IL SOTTOSCRITTO avrebbe portato:

Akinfeev, Malafeev, Gabulov; Anyukov, V. Berezutskiy, Shirokov, Ignashevich, Kolodin, A. Berezutskiy; V. Bystrov, Izmailov, Zyryanov, Denisov, Semshov, Semak, Pavlenko, Bilyaletdinov, Zhirkov; Arshavin, Kerzhakov, Sychev, Pavlyuchenko, Pogrebnyak.

lunedì 12 maggio 2008

NONA GIORNATA: TUTTE LE PARTITE



Spartak Mosca - Shinnik Yaroslavl 4-2: 14' Mozart (rig.), 34' aut. Ricardo da Silva, 64' Welliton, 79' Pavlyuchenko; 11' Monarev, 61' Ricardo da Silva.

Spartak Mosca e Shinnik, nell'anticipo della nona giornata giocato nel pomeriggio di martedì 6 maggio, hanno dato vita ad una bella partita, macchiata purtroppo da un arbitraggio che definire scandaloso è riduttivo. Il signor Doroshenko si è infatti, ahilui, reso protagonista di una direzione di gara a senso unico, danneggiando in modo spropositato il povero Shinnik, di gran lunga la formazione maggiormente penalizzata dagli errori arbitrali in questo inizio di campionato (pensate che è la squadra con più espulsi e con il più alto numero di rigori subiti). Scelte che, inutile negarlo, hanno pesantemente condizionato l'esito finale di un match che lo Shinnik stava disputando in maniera egregia. Sono infatti proprio gli ospiti a portarsi in vantaggio, grazie al primo centro stagionale del bomber ucraino Monarev, abile ad approfittare di uno scontro comico tra Stranzl e Filipenko, per poi battere Pletikosa nell'uno contro uno. Ma poco dopo, arriva la prima di una lunga serie di decisioni contestabili: Maidana crossa al centro dalla sinistra, Bazhenov, senza essere minimamente sfiorato dal difensore serbo Djordjevic, si lascia cadere a terra, facendo cadere nel tranello l'inesperto arbitro. E' una simulazione evidente per tutti, ma non per la terna arbitrale, che convalida il penalty, ammonendo un incredulo Djordjevic. Dal dischetto si presenta l'ex reggino Mozart (ancora con la fascia di capitano al braccio, vista l'ennesima esclusione di Titov), che spiazza Stepanov. Quando non ci si mette l'arbitro, è la sfortuna a schierarsi contro lo Shinnik, come nel caso dell'autorete di Ricardo da Silva, che si vede carambolare addosso un cross basso di Bazhenov. Il difensore portoghese avrà comunque modo di rifarsi al 61', quando di testa su un calcio di punizione battuto da Boyarintsev porterà i suoi sul 2-2. Ma precedentemente, nei minuti di recupero della prima frazione di gioco, ecco il secondo pasticcio di Doroshenko, che ancora una volta si fa trarre in inganno dalle cadute dei giocatori moscoviti. Questa volta è il brasiliano Welliton, lanciato a rete, ad inciampare sul pallone, senza essere toccato da Djordjevic, sempre più cornuto e mazziato, dato che viene ammonito per la seconda volta, finendo quindi - per dirla alla Caressa - "sotto la doccia" e lasciando i propri compagni con un uomo in meno per tutti i secondi 45'. Lo Spartak trova il gol ancora una volta 3' dopo lo Shinnik, ma questa volta la rete (siglata da Welliton, capocannoniere della Premier Liga con 6 reti) è assolutamente regolare. Non è regolare invece, o quantomeno spropositamente esagerato, il rosso diretto che Doroshenko rifila al centrocampista Kudryashov per un fallo da dietro, neanche particolarmente cattivo, ai danni di Pavlenko. Proprio dalla punizione che ne consegue, il neo entrato Pavlyuchenko - con la compartecipazione dell'estremo difensore dello Shinnik, non impeccabile - chiude una partita che ha generato parecchie polemiche nel dopo gara, con tanto di lettera di protesta della squadra dell'Anello d'Oro alla Federazione Russa, che ha punito il colpevole arbitro.


FC Mosca - Rubin Kazan 1-2: 34' V. Kaleshin; 61' Hasan Kabze, 88' Ryazantsev.

Dopo la brusca frenata subita contro lo Spartak Mosca venerdì scorso, il Rubin si rialza e va a vincere per 2-1 sul campo dell'FC Mosca, in una partita molto combattuta. A passare in vantaggio sono gli uomini di Blokhin, grazie al secondo centro in campionato del laterale destro ex Kuban, Vitaly Kaleshin. I tartari sembrano dover incappare nella seconda sconfitta consecutiva, ma ci pensa il centravanti turco Hasan Kabze, da poco entrato in campo, a pareggiare i conti al 61'. Arriva a 2' dal termine, invece, il gol partita del nazionale russo U-21 Ryazantsev, che lancia il Rubin sempre più in testa al campionato, a quota 24 punti, 8 in più della seconde (Amkar e Spartak Mosca).


Luch-Energia Vladivostok - Spartak Nalchik 0-2: 58' R. Baiano Lago, 90'+2 Kochubey.

Vittoria importante quanto inaspettata quella che lo Spartak Nalchik del bravissimo Krasnozhan coglie sul sempre difficile campo di Vladivostok, contro una squadra che tre giorni prima aveva pareggiato per 2-2 al Lokomotiv Stadion. Decidono l'incontro la rete su punizione dello specialista Ricardo Baiano ed la prima marcatura nel massimo campionato russo del giovane Kochubey, prodotto del vivaio del CSKA.


Tom Tomsk - CSKA Mosca 0-0

Ennesima prova incolore per un sempre più deludente CSKA, questa volta ancora più rinunciatario e svogliato del solito. L'Armata Rossa in Siberia è parsa una squadra senza trame, che si affida unicamente ai colpi dei singoli e che sente la mancanza di un giocatore che sappia dettare i ritmi a centrocampo, quel Daniel Carvalho da troppo tempo assente dal terreno di gioco. Il Tom ha fatto il suo, senza strafare, eppure ha rischiato più volte di vincere la partita, creando un maggior numero di occasioni rispetto agli avversari, dove ancora una volta l'unico a salvarsi è Zhirkov, senza alcun dubbio il miglior giocatore di questo spento CSKA.


Amkar Perm - Saturn 1-0: 37' Starkov.

Dopo lo stop di Samara, ritorna alla vittoria l'Amkar che, in casa propria, riesce a prevalere per 1-0 sul Saturn, grazie ad una fortunosa deviazione di ginocchio di Starkov, laterale sinistro 22enne acquistato dalla Lokomotiv nel mercato invernale, su cross dalla destra di Peev. Rossoneri che salgono quindi al secondo posto, condividendolo con lo Spartak Mosca.


Khimki - Terek Grozny 0-1: 77' Zabavnik.

Pesantissima, ed anche in questo caso inaspettata, sconfitta casalinga del Khimki che, così come il Luch-Energia, perde a domicilio contro una diretta concorrente. Il risultato? Khimki e Luch-Energia ultimi con soli 6 punti.


Dinamo Mosca - Krylya Sovetov Samara 2-2: 2' Kerzhakov, 77' Genkov; 68' Tikhonov, 90'+2 Budylin.

Nell'ultima e più interessante gara di questo nono turno di Premier Liga, la Dinamo continua la sua astinenza da vittoria, facendosi raggiungere proprio all'ultimo da un comunque ottimo Krylya Sovetov, una delle principali rivelazioni di questa prima parte di torneo. Padroni di casa che si portano immediatamente in vantaggio: bastano infatti 2' a Kerzhakov per trovare il secondo gol con la sua nuova squadra sotto i vigili occhi di Guus Hiddink in tribuna, anticipando di punta il diretto marcatore. Il match sembra essere in pieno controllo della Dinamo che però, al 68', si fa raggiungere grazie ad un missile direttamente su calcio di punizione del solito Tikhonov (sono già 4 le reti segnate quest'anno da questo splendido 38enne, uno dei più forti calciatori russi di tutti i tempi!). Ma ci pensa il bulgaro Genkov, appena entrato in campo, a riportare i suoi in vantaggio, trovando così anche il quarto centro personale. Nel finale però, come detto, ecco pronta la beffa per gli uomini di Kobelev: è l'ex Torpedo e Rubin Budylin l'eroe di giornata per il Krylya Sovetov, che trova così un insperato 2-2 nei minuti di recupero, sempre su calcio di punizione, terminato ancora una volta sul palo di un forse non attentissimo Shunin.


ZENIT SAN PIETROBURGO - LOKOMOTIV MOSCA RINVIATA AL 23 LUGLIO


CLASSIFICA:
1. Rubin 24 (9)
2. Amkar 16 (9)
3. Spartak Mosca 16 (9)
4. Lokomotiv 15 (8)
5. Dinamo 15 (9)
6. Krylya Sovetov 14 (9)
7. Terek 13 (8)
8. CSKA 12 (8)
9. Tom 11 (9)
10. Spartak Nalchik 10 (9)
11. Saturn 9 (9)
12. Shinnik 8 (9)
13. Zenit 7 (6)
14. FC Mosca 7 (9)
15. Luch-Energia 6 (9)
16. Khimki 6 (9)


CLASSIFICA "BOMBARDIERI":
6 reti: Welliton (Spartak Mosca)
4 reti: Gökdeniz Karadeniz e Semak (Rubin), Genkov (Dinamo), Tikhonov (Krylya Sovetov, 1 rigore), Nizamutdinov (Khimki).
3 reti: Bilyaletdinov (2 rigori) e Odemwingie (Lokomotiv), Danny (Dinamo), Kushev (Amkar), Pavlenko e Pavlyuchenko (Spartak Mosca), Jo (CSKA), Lakhiyalov (Terek), Topic (Saturn), Boyarintsev (Shinnik).


VIDEO CON quasi tutti I GOL [purtroppo il sito dal quale scaricavo tutti i gol pare essere "morto", quindi mi devo un pò arrangiare per trovare, e questa volta non sono ahime riuscito a trovare tutti i video che mi servivano...]
Soundtrack: Mudhoney - Generation Spokesmodel; Mudhoney - Suck You Dry; The Clash - Train in Vain

mercoledì 7 maggio 2008

OTTAVA GIORNATA: TUTTE LE ALTRE PARTITE


Krylya Sovetov Samara - Amkar Perm 2-0: 17' O. Ivanov, 74' Bober.
Convincente vittoria del Krylya Sovetov, una delle formazioni più in forma della Premier Liga, che si impone per 2-0 contro l'Amkar, raggiungendolo in classifica a quota 13 punti. Uomini di Slutskiy vittoriosi grazie al primo gol con la maglia del club di Samara del trequartista della nazionale russa U-21 Oleg Ivanov, uno dei fiori all'occhiello del mercato invernale ed al secondo centro nell'attuale campionato di Anton Bober, autore di uno splendido tiro che si è infilato nel sette.


Rubin Kazan - Spartak Mosca 0-3: 20' Welliton, 65' Bazhenov, 69' Pavlenko.
La notizia del giorno è sicuramente che il Rubin, dopo sette vittorie in altrettante partite, si è (finalmente!, visto l'andamento altalenante delle principali avversarie, se i tartari continuavano così lo vincevano senza problemi il titolo) fermato. La squadra di Kazan e' stata schiantata a domicilio da un sorprendente Spartak Mosca, arrivato nel Tatarstan con una formazione che ai più era parsa di emergenza (basti pensare che la coppia centrale difensiva era composta dall'austriaco Stranzl e dal 19enne bielorusso Filipenko), sfodera un gioco ordinato dietro e trafigge l'avversario, con delle implacabili ripartenze in pieno stile Zenit. Rubin che invece è parso opaco e, per la prima volta in questo campionato, un pò tutto gli è andato storto. Tutto è invece filato liscio ai moscoviti che hanno mostrato un cinismo incredibile sotto porta nonostante le assenze di Pavlyuchenko (non convocato) e Bystrov (entrato a risultato già acquisito). Ancora una volta in gol Pavlenko che ha ormai spodestato Titov cosi' come in gol Welliton (su gentile concessione da parte di Kozko, il secondo portiere del Rubin, che esce senza motivo), nuovo "bombardiere" della Premier Liga con 5 gol in 8 gare. Davvero ottima la gara dei tre scorers, con Bazhenov a fare il Bystrov della situazione e col brasiliano unica punta, abile a creare spazi per i compagni. Ora il Campionato è riaperto, il Rubin potrebbe accusara il colpo ed i moscoviti sono ora chiamati a dare continuità al proprio rendimento per non vanificare quella che oggi e' stata una vittoria di un nuovo e giovanissimo Spartak (protagonisti i 19enni Filipenko ed Ivanov, i 21enni Kudryashov, Maidana e Welliton ed i 23enni Bazhenov e Pavlenko).


Shinnik Yaroslavl - Dinamo Mosca 2-0: 75' Lazarov (rig.), 81' Boyarintsev.
Dopo Amkar e Rubin si ferma anche la Dinamo Mosca. La squadra della Polizia è stata trafitta due volte in sei minuti a Yaroslavl da uno Shinnik frizzante che ancora una volta si dimostra velenoso ed ora anche letale con le grandi ed invece troppo poco smaliziato con le piccole. Decidono un rigore trasformato dal bulgaro Lazarov ed il solito Boyarintsev, con un colpo di testa in tuffo su un cross dalla destra. Respira la squadra dell'Anello d'Oro, che proprio in settimana aveva esonerato Sergey Yuran (ex calciatore della nazionale russa degli anni '90, momentaneamente rimpiazzato da Ivan Lyakh. Secondo stop consecutivo per la Dinamo, un solo punto nelle ultime tre gare, che butta al vento l'occasione di avvicinarsi al Rubin.


Spartak Nalchik - FC Mosca 0-3: 20' (rig.) e 24' Adamov, 61' Godunok.
Con il ritorno alla vittoria dei Cittadini dopo un'eternità (l'ultimo successo, pensate, risale all'ultima giornata dello scorso campionato russo), l'ottava giornata si conferma come il turno della "restaurazione". Torna a sorridere quindi anche l'FC Mosca di Blokhin che, dopo il buon pareggio per 1-1 al Luzhniki nella tana dello Spartak più noto, passa con naturalezza a Nalchik grazie ad una doppietta del rientrante Adamov e ad una punizione di capitan Godunok.


Saturn - Khimki 2-2: 2' e 34' Topic; 11' Stepanov, 82' Nizamutdinov.
Si deve ancora una volta mangiare le mani il Saturn, raggiunto ancora nel finale. Ringrazia così il Khimki che realizza un risultato utile in questa sorta di derby tra le squadre dell'Oblast di Mosca. Padroni di casa in vantaggio con il bosniaco Topic, vengono raggiunti dal difensore estone Stepanov, al rientro dopo un lungo infortunio patito ad inizio 2008. E' ancora una volta il bomber ex Krylya Sovetov a riportare avanti la squadra di casa. La beffa però arriva a pochi minuti dalla fine ed è Nizamutdinov, proprio sotto gli occhi di Hiddink, a regalare un bel pari ai suoi con un gol di ottima fattura (pallonetto di piatto al volo).


Terek Grozny - Tom Tomsk 1-3: 11' e 64' Strelkov, 67' Arkhipov; 75' Zemchenkov.
Gran colpo del Tom che passa su uno dei campi piu' duri in assoluto, specie se non si dispone di un organico da alta classifica. I siberiani passano a Groznyj (campo a porte chiuse) grazie alla doppietta di Stelkov e ad una rete di Arkhipov. Per entrambi gli attaccanti si tratta delle prime marcature in assoluto con la maglia biancoverde. Di Zemchenkov, giovane punta prelevata dalla Torpedo, la rete dell' 1-3 finale.


Lokomotiv Mosca - Luch-Energia Vladivostok 2-2: 21' e 55' (rig.) Bilyaletdinov; 80' G. Bazaev, 81' Tikhonovetskiy.
La Lokomotiv liquida per 2-0 la pratica Luch-Energia grazie ad una doppietta (molto bello il primo gol, il secondo invece è stato su un rigore concesso piuttosto generosamente) di un ritrovato Bilyaletdinov...
Questo il commento che avrei scritto a 12' dalla fine. Poi invece, come fortunatamente spesso accade nel campionato russo, è successo l'inverosimile, con gli ospiti che si sono portati sul 2-2 nel giro di 2 minuti, prima trovando la rete con Georgy Bazaev, poi grazie ad un penalty trasformato da Tikhonovetskiy. Non esistono parole per quantificare l'occasione che i Ferrovieri, che stavano stradominando contro il Luch, hanno gettato alle ortiche. Un solo punto guadagnato su Rubin e Dinamo e con lo Spartak che sta tornando sotto. Prepariamoci ad una settimana di passione, visto che mercoledì si gioca e nel weekend anche.


CSKA MOSCA - ZENIT SAN PIETROBURGO - RINVIATA AL 30 LUGLIO

TUTTI I MATCHES DELLO ZENIT DA QUI FINO ALLA PAUSA PER EURO '08 SONO STATI RINVIATI.

Ecco le date in cui i Campioni di Russia recupereranno le tante partite:

1 luglio: Zenit - Spartak Nalchik
16 luglio: Luch-Energia - Zenit
23 luglio: Zenit - Lokomotiv Mosca
30 luglio: CSKA Mosca - Zenit
13 agosto: Zenit - Terek Grozny


CLASSIFICA:
1. Rubin 21 (8)
2. Lokomotiv 15 (8)
3. Dinamo 14 (8)
4. Krylya Sovetov 13 (8)
5. Amkar 13 (8)
6. Spartak Mosca 13 (8)
7. CSKA 11 (7)
8. Tom 10 (8)
9. Terek 9 (7)
10. Saturn 9 (8)
11. Shinnik 8 (8)
12. Zenit 7 (6)
13. Spartak Nalchik 7 (8)
14. FC Mosca 7 (8)
15. Luch-Energia 6 (8)
16. Khimki 6 (8)


CLASSIFICA "BOMBARDIERI":
5 reti: Welliton (Spartak Mosca).
4 reti: Gökdeniz Karadeniz e Semak (Rubin), Nizamutdinov (Khimki).
3 reti: Bilyaletdinov e Odemwingie (Lokomotiv), Danny e Genkov (Dinamo), Kushev (Amkar), Pavlenko (Spartak Mosca), Jo (CSKA), Tikhonov (Krylya Sovetov), Lakhiyalov (Terek), Topic (Saturn), Boyarintsev (Shinnik).


MIO VIDEO CON TUTTI I GOL:
Sountrack: Aerosmith - Dream On

giovedì 1 maggio 2008

RITORNO SEMIFINALI - COPPA UEFA 2007/08: Zenit San Pietroburgo - Bayern Monaco 4-0


Reti: 4' e 73' Pogrebnyak, 39' Zyryanov, 54' Fayzulin.


Lo Zenit San Pietroburgo e' in finale di Coppa UEFA. Pochi giri di parole, cerchiamo di non mettere mano agli aggettivi perchè di aggettivi non esistono per quella che è un'impresa, ma non fortunata o casuale, perchè lo Zenit è arrivato fin qui attraverso il cammino più ostico possibile, eliminando praticamente tutti i principali avversari di questa entusiasmante Coppa UEFA. Il 4-0 maturato in un Petrovskiy caldo per i 22 gradi odierni e reso incandescente dai soliti scatenati tifosi non ammette repliche. I campioni di Russia hanno raggiunto un traguardo a cui in pochi credevano ad inizio stagione, quando la squadra allenata da Advocaat andava a guadagnarsi la qualificazione attraverso un preliminare in Slovacchia contro il semisconosciuto ViOn Zlate Moravce, liquidato con un 4-0 complessivo: un segno del destino forse che lo Zenit, quasi un anno dopo, liquidi con il medesimo risultato il Bayern Monaco. Eppure l'obiettivo della dirigenza era parso chiaro: "Fare più strada possibile in Europa, possibilmente cercando di vincere la Coppa UEFA". L'obiettivo non è stato ancora raggiunto, ma i Meshki sono sulla buona strada e, grazie alla goleada rifilata ad una delle squadre più forti del mondo, sono entrati sulla bocca di tutti.
La squadra di San Pietroburgo raccoglie così lo "scalpo" più prestigioso, dopo aver fatto fuori in questo 2008 il Villareal (semifinalista due anni fa in Champions League e sempre più seconda nella Liga spagnola), l'Olympique Marsiglia (che ha fatto penare il Liverpool nel girone dell'attuale Coppa dei Campioni, trovando una condizione di forma strepitosa proprio in questo 2008 e strapazzando lo Zenit al Velodrome, nel match d'andata), il Bayer Leverkusen (umiliato con quel 4-1 casalingo alla BayArena, un risultato entrato in negativo nella storia delle "aspirine") ed appunto il Bayern Monaco, devastato sotto i colpi dei micidiali russi, apparsi in una condizione fisica ed atletica strepitosa. A tal proposito, ribadisco la mia voglia di vedere prima o poi una squadra russa agli ottavi di Champions, le cavalcate di Zenit e CSKA in coppa UEFA negli ultimi anni dimostrano che le difficoltà delle russe nei gironi della principale coppa europea dipendono prevalentemente da questioni di calendario. Ricordo che lo Zenit ha superato il girone di UEFA per un pelo come terza. Riflettete gente... Secondo me una squadra russa è la peggiore che si possa trovare in una finale.
Ma se è vero che lo Zenit aveva nelle gambe un minor numero di partite del Bayern in questa stagione (aveva inoltre riposato in campionato proprio per prepararsi al meglio allo storico evento, infatti la sfida con i ceceni del Terek Grozny è stata rinviata al primo luglio), è altresì vero che la squadra russa era arrivata a questo temibilissimo scontro senza ben sei giocatori titolari o semi-titolari, con una difesa letteralmente da inventare e con il proprio giocatore migliore, ovviamente Andrey Arshavin, squalificato (così come Ricksen e Sirl; gravemente infortunati, invece, Lombaerts e Kim Dong-Jin, non utilizzabile nelle competizioni europee lo slovacco Hubocan). Il utto rende chiaramente ancora più incredibile il trionfo ottenuto dallo Zenit, che ha inflitto al Bayern la più grave punizione mai subita in Europa: è prooprio 4-0 il peggio risultato europeo della principale formazione tedesca. Advocaat poteva contare così su soltanto due difensori di ruolo, il rientrante Anyukov (assente all'andata per una frattura ad un dito del piede) ed il solito Krizanac. A questi si sono aggiunti in difesa Shirokov, da pochi mesi impiegato (con notevole successo) nel ruolo di difensore centrale, ed il mediano ucraino Gorshkov, un terzino sinistro improvvisato di "soli" 38 anni. Bayern al completo invece: i tedeschi infatti ritrovavano Kahn, Lahm, Lucio e Klose, tenuti a riposo nel week-end, e soprattutto Luca Toni, il grande assente del match d'andata. L’inserimento del nazionale italiano era l’unica differenza rispetto alla formazione mandata in campo da Ottmar Hitzfeld la settimana scorsa.
L'inizio dello Zenit è il più sofferente possibile, con il Bayern che va già vicino al vantaggio al 2', quando un tiro a botta sicura di Klose viene respinto, con lodevole freddezza, da Shirokov sulla linea di porta. Passano appena 90 secondi e il Petrovski Stadium esplode dopo che Pogrebnyak mantiene la promessa fatta e apre le marcature trasformando una punizione dai 20 metri che supera sia la barriera sia Kahn. Il gol precede un periodo di costante pressione del Bayern. La capolista della Bundesliga controlla il gioco e assedia l’area dello Zenit con ripetuti cross. I tedeschi si procurano un paio di punizioni nei pressi della porta di Malafeev, ma, i bavaresi non riescono a concretizzare nessuna opportunità fino al momento in cui Ribéry costringe l'estremo difensore russo ad una parata in due tempi. La risposta dello Zenit è ben più decisa ed efficace. L'argentino Dominguez, naturale sostituto di "Shava", serve Anyukov nella parte destra dell’area ed il tiro di quest'ultimo dalla corta distanza viene respinto di piede da Kahn: brivido per i probabili futuri campioni di Germania, che se la vedono brutta. Il forcing dei tedeschi è sterile e produce una sola palla gol degna di nota, un colpo di testa terminato di poco alto di Toni. Dopo la mezz'ora il ritmo del Bayern inizia ad abbassarsi e l'undici di Advocaat inizia pericolamente a passare sulla linea sinistra della difesa bavarese, con un Anyukov più veloce di un treno e con un "El Chori" "totale", che svaria lungo tutto il fronte d'attacco, mandando in tilt la retroguardia bavarese. E' quello che succede al 39', quando Zyryanov, servito proprio da un passaggio filtrante di Dominguez, manda al bar Demichelis con una strepitosa finta di corpo, e c'entra l'angolo più lontano della porta avversaria. Si chiude così un primo tempo imprevedibile, con un risultato da stropicciarsi gli occhi per i russi.
Nella ripresa, Hitzfield si gioca il tutto per tutto, inserendo Lell e Podolski per Jansen e Zé Roberto. Scelta della disperazione che presta il fianco alle inesorabili ripartenze della squadra di Advocaat che supera ancora una volta i primi dieci minuti di gioco senza correre grossi rischi, anche se Malafeev viene impegnato prima ancora da Toni e poi da una conclusione da fuori di Schweinsteiger: inutile dire che, in entrambe le occasioni, il portierone russo se la cava egregiamente. E' sempre il lato sinistro, ora ricoperto da Lahm, della difesa del Bayern a subire la costante pressione offensiva dello Zenit, che trova il terzo gol che chiude definitivamente la partita ed il discorso qualificazione, affondando ancora una volta su quella corsia: Tymoschuk batte velocemente una punizione, toccando per Denisov, la cui apertura di prima lancia in profondità il solito Anyukov, il cui cross con i contagiri viene spedito sotto la traversa da un colpo di testa di Fayzulin, il giocatore più giovane in campo, che firma così la sua prima rete ufficiale con la maglia dello Zenit. Il Bayern è sempre più incredulo ed il suo allenatore fa entrare in campo il trequartista argentino José Ernesto Sosa al posto di uno spento Klose. Podolski, proprio come nella sfida dell'Allianz Arena, fallisce il bersaglio dopo una respinta della difesa e Schweinsteiger chiama Malafeev ad un altro bell'intervento in tuffo. Ma il Bayern capitola per la quarta volta quando Dominguez si beve per l'ennesima volta un irriconoscibile Lahm (che straperde il confronto diretto con Anyukov nella doppia sfida) e serve alla perfezione Pogrebnyak, che realizza con estrema precisione alla sinistra di Kahn, portierone che ahilui conclude nel peggiore dei modi la sua gloriosa carriera europea. Con questa doppietta"Posha" raggiunge Toni a quota 10 reti, al comando della classifica cannonieri della Coppa UEFA: c'è da dire però che in realtà il bomber cresciuto nello Spartak Mosca di reti ne ha segnate 11, quindi una in più del centravanti italiano, ma quella che realizzò nel Preliminare non viene conteggiata in questa speciale graduatoria.
Partita perfetta dello Zenit, ma come questa stagione ci ha insegnato, non si può mai sorridere sino in fondo. Pochi minuti dopo infatti, un ingenuità colossale dello stesso numero 8 russo (salta con l'alettone un pò troppo largo su Lucio) e del tecnico olandese che si dimentica di sostituirlo, costa a Pogrebnyak il giallo che lo terrà fuori dalla finale di Manchester. Decisone severa e molto discutibile quella dell'arbitro, visto il metodo di giudizio precedentemente utilizzato, ma che non toglie la delusione ad un Pogrebnyak ferito, che non ha neanche la forza per protestare. Gli occhi di ghiaccio, tristi e quasi teneri del gigante russo sono un'altra foto di questa gara indimenticabile. I compagni lo coccolano e provano a fargli segnare il gol della leadership solitaria nella classifica cannonieri. C'è solo spazio per un occasione di Fayzulin, che mette a lato il possibile 5-0 su un'altra perla dell'ispirato Dominguez. Dopo un minuto di recupero, il norvegese Orebro dice che può bastare. I pianti e le lacrime dei tedeschi sconfitti fanno, come sempre succede in occasioni come queste, da contraltare alla gioia ed alla felicità dei giocatori russi. La festa andrà avanti tutta la notte tra la Neva ed il Golfo di Finlandia, una festa attesa e meritata. Poi sotto con l'ultima e decisiva battaglia, la più difficile, ma soprattutto quella che potrebbe rendere immortali le imprese della squadra di San Pietroburgo.


LE PAGELLE DEI PROTAGONISTI:

Malafeev: 6,5. Non troppo impegnato dagli attaccanti bavaresi, ma ogni qual volta che è stato chiamato in causa, si è fatto trovare pronto. Una sicurezza, per un portiere che, grazie alla cavalcata della sua squadra, a 29 anni appena compiuti sta trovando la meritatissima visibilità internazionale.
Anyukov: 7,5. Probabilmente è eccessivo considerarlo la risposta russa al brasiliano del Sevilla Dani Alves, certo è però che il 25enne cresciuto a Samara è uno dei terzini destri più forti che ci siano attualmente in circolazione. Non al meglio, è riuscito comunque a garantire la costante spinta sulla sua corsia, quella in cui lo Zenit ha di fatto stravinto la partita. Sempre pungente nei suoi affondi, per l'ennesima volta dimostra che, se servito in profondità, nessun difensore riesce a tenerlo. Inoltre, ha migliorato notevolmente quello che era un pò il suo punto debole, vale a dire i cross, spesso poco potenti: contro il Bayern, oltre al morbido traversone finito sulla testa di Fayzulin nell'occasione del 3-0, ne ha fatti diversi di ottima fattura.
Shirokov: 7,5. Non si hanno davvero più aggettivi per descrivere le prestazioni di questo ottimo centrocampista difensivo, che si è riscoperto un difensore centrale eccezionale, in grado di ANNULLARE completamente il bomber attualmente più temuto, vale a dire Toni, sempre anticipato e/o fermato da questo gigante della difesa. Di grande classe anche il colpo sotto con cui salta Ribéry e serve Dominguez in occasione del 2-0 di Zyryanov. Complimenti ad Advocaat che, per rimpiazzare il partente Skrtel e l'infortunato Lombaerts, l'ha arretrato di posizione, facendo un grandissimo favore ad una nazione intera.
Krizanac: 6,5. Sempre più affidabile il buon Ivica, sulla cui affidabilità non avevo mai avuto dubbi. Mi domando da anni come faccia un difensore del genere a non far parte della nazionale croata (chiuso da "mostri" del ruolo quali Robert Kovac, Simunic e Simic...), se Bilic ha scoperto il suo passaporto croato, non può ignorarlo in vista del prossimo Europeo.
Gorshkov: 6,5. La duttilità, la dedizione ed il professionismo fatta calciatore. Un mediano di 38 anni, ormai poco utilizzato nella formazione titolare, schierato nell'ineditissimo ruolo per lui di terzino sinistro, ha contenuto alla grande Schweinsteiger ed ha coperto perfettamente la sua corsia di competenza.
Denisov: 7. Sarà un caso (...o forse no), ma da quando lui è diventato un titolare fisso dello Zenit, non più schierato come mezzapunta in alternativa al "Chori" ma come centrocampista tuttofare, gli uomini di Advocaat hanno fatto il definitivo salto di qualità, perlomeno a livello qualitativo, vincendo per 2-0 contro il Marsiglia, in una delle partite più entusiasmanti nella storia dello Zenit. Da lì in poi, il tecnico olandese non l'ha più tolto. Sta diventando anche lui, un centrocampista universale alla Zyryanov insomma, ma, a differenza dell'ex capitano della Torpedo, ha l' età dalla sua. (dal 90'+2 Ionov: s.v.).
Tymoschuk: 7. E' stato (giustamente) il giocatore maggiormente elogiato dalla stampa dopo questo trionfo, è inutile che io stia a ribadire l'importanza che ricopre in questo gruppo, sia dentro che fuori dal campo, un leader vero, che non si tira mai indietro, un vero leone in campo. E' stato obiettivamente però più importante nella gara d'andata dove nel primo tempo, ha sorretto la barca praticamente da solo o quasi. Giovedì ha giocato in un modo tutto sommato normale per un giocatore come lui, ma eccellente per qualsiasi altro giocatore che ricopre il suo stesso ruolo. Credo che sia stato, dopo Diarra ed Hargreaves (non ho volutamente citato Essien, perchè lo considero un giocatore "universale"), il mediano più caro nella storia del calcio, ma quei 18 milioni meglio non potevano davvero essere spesi. Il trascinatore di questo Zenit, IL capitano.
Zyryanov: 8. Il colpo di genio della dirigenza e, se vogliamo, anche di Advocaat, che gli ha affidato in mano le chiavi del centrocampo, dopo le prime convincenti prestazioni con la sua nuova maglia. Dopo essere stato il migliore giocatore dello scorso campionato russo, in molti temevano che difficilmente si sarebbe potuto ripetere su quei formidabili livelli, ed invece, dopo qualche prestazione in chiaroscuro, si è confermato lo straordinario e completissimo centrocampista tuttofare ammirato nella scorsa stagione. Trovatemi un altro giocatore che svolge così bene TUTTE le fasi del gioco: ce lo ritroviamo a difendere, a contenere, a pressare alto i portatori di palla avversari, ad impostare, a rifinire ed a concludere. Contro il Bayern è arrivata la prima rete dell'anno (furono ben 13, invece, l'anno scorso), semplicemente bellissima. In quella finta di corpo è racchiusa tutta la qualità di Zyryanov, un giocatore davvero immenso.
Dominguez: 7,5. Prima partita in Europa in questo 2008 per "El Chori", purtroppo tenuto lontano dai campi da gioco per troppi mesi. Avevo qualche dubbio sulla sua affidabilità, o meglio, sulla sua tenuta fisica per una gara di tale spessore, eppure ha disputato una delle sue migliori prestazioni da quando è approdato a San Pietroburgo, un anno or sono. Abile a fare un pò "l'Arshavin della situazione", ovvero a lanciare i compagni a rete, servendoli negli spazi, proprio quando mette Anyukov solo davanti a Kahn a metà primo tempo. Poco dopo farà il primo dei due assist della sua partita, servendo Zyryanov. Nella ripresa arriva il secondo, dopo una percussione sulla fascia sinistra bavarese, con conseguente ubriacamento di Lahm ed assist per Pogrebnyak. (dall'89' Lee Ho: s.v.)
Fayzulin: 7. Sempre più convincente in questo ultimo mese, comincia davvero a dimostrare le sue indubbie qualità tecniche. Non è ancora pronto per la nazionale maggiore, a differenza di Denisov (hai capito Guus? Lo devi assolutamente convocare), però sta crescendo di personalità partita dopo partita, risultare così importante contro il Bayern a soli 21 anni non è da tutti. Continua così, Viktor.
Pogrebnyak: 8. Partita purtroppo macchiata da quell'ingenua, ma soprattutto crudele ed eccessivamente severa, ammonizione che gli costerà la partecipazione alla finale, ma se lo Zenit è arrivato fino a Manchester, buona parte dei meriti sono di questo biondo centravanti, autore di ben 11 reti in 15 partite (10 in 13 senza contare i preliminari). Importantissima la sua rete su calcio di punizione, l'aveva giurato che avrebbe segnato ed ha mantenuto la promessa, facendo ancora meglio: una prestazione maiuscola, che tiene in costante apprensione i centrali difensivi tedeschi, e la rete del 4-0, che gli fa verosimilmente vincere la classifica di capocannoniere.

In panchina: Contofalsky, Lapin, Radimov, Fatih Tekke.


Pagelle Bayern (4-4-2): Kahn 5,5; Lahm 4,5, Lucio 5, Demichelis 5, Jansen 5 (dal 46' Lell 5,5); Schweinsteiger 5, Van Bommel 5, Zé Roberto 4,5 (dal 46' Podolski 5), Ribéry 5,5; Klose 5 (dal 63' J. E. Sosa s.v.), Toni 5.
In panchina: Rensing, Van Buyten, Ottl, Kroos.