sabato 31 maggio 2008

La Russia agli Europei 2008


La rosa.

Portieri: 1 Igor AKINFEEV (CSKA Mosca), 12 Vladimir GABULOV (Dinamo Mosca), 16 Vyacheslav MALAFEEV (Zenit San Pietroburgo).


Difensori: 2 Vasily BEREZUTSKIY (CSKA Mosca), 3 Renat YANBAEV (Lokomotiv Mosca), 4 Sergey IGNASHEVICH (CSKA Mosca), 5 Alexey BEREZUTSKIY (CSKA Mosca), 8 Denis KOLODIN (Dinamo Mosca), 14 Roman SHIROKOV (Zenit San Pietroburgo), 22 Alexander ANYUKOV (Zenit San Pietroburgo).


Centrocampisti: 7 Dmitry TORBINSKIY (Lokomotiv Mosca), 9 Ivan SAENKO (Norimberga), 11 Sergey SEMAK (Rubin Kazan), 15 Diniyar BILYALETDINOV (Lokomotiv Mosca), 17 Konstantin ZYRYANOV (Zenit San Pietroburgo), 18 Yuri ZHIRKOV (CSKA Mosca), 20 Igor SEMSHOV (Dinamo Mosca), 23 Vladimir BYSTROV (Spartak Mosca).


Attaccanti: 6 Roman ADAMOV (FC Mosca), 10 Andrey ARSHAVIN (Zenit San Pietroburgo), 13 Pavel POGREBNYAK (Zenit San Pietroburgo), 19 Roman PAVLYUCHENKO (Spartak Mosca).



RISERVE: Alexander PAVLENKO (Spartak Mosca), Oleg IVANOV (Krylya Sovetov Samara).


ASSENZE PRINCIPALI: Roman SHISHKIN (Spartak Mosca - infortunato), Evgeny ALDONIN (CSKA Mosca - scelta tecnica), Igor DENISOV (Zenit San Pietroburgo, ha rifiutato la convocazione), Marat IZMAILOV (Sporting Lisbona - scelta tecnica), Alexander KERZHAKOV (Dinamo Mosca - scelta tecnica).



Lo staff.


Commissario Tecnico: Guus HIDDINK.


Assistenti Tecnici: Alexander BORODYUK & Igor KORNEEV.



Il calendario.


Mar, 10 giugno 2008: Russia-Spagna

Sab, 14 giugno 2008: Russia-Grecia

Mer, 18 giugno 2008: Russia-Svezia




Dopo gli inattesi exploit con Corea del Sud ed Australia, Guus Hiddink è intenzionato a compiere l'ennesima impresa: far ritornare la Russia una potenza europea. Questa è sicuramente la sfida più affascinante ma anche la più insidiosa per quel vecchio volpone di Hiddink, che in precedenza si era esaltato come detto con nazionali con le quali aveva poco da perdere. La Russia invece ce l'ha eccome un passato glorioso, anche se il marchio era quello URSS. Basti ricordare l'Europeo vinto nel 1960 e le finali perse nel 1964, nel 1972 e nel 1988: soltanto la Germania ha fatto meglio. Dopo un girone di qualificazione ricco di difficoltà, con il passaggio del turno avvenuto in extremis grazie anche a meriti altrui, la nazionale russa si ripresenta agli Europei dopo quattro anni, proponendosi come obiettivo minimo il raggiungimento dei Quarti di Finale e venendo considerata - ancor più dopo il trionfo dello Zenit San Pietroburgo in Coppa UEFA - come una delle possibili outsiders. Il girone in cui Arshavin e compagni sono capitati è molto equilibrato, ma non proibitorio. Se escludiamo la Spagna infatti, la Russia non sembra inferiore ai campioni in carica della Grecia ed alla Svezia di Zlatan Ibrahimovic. Ma l'avversario più difficile per la nazionale russa è forse un altro: la Russia stessa. Proprio così, perchè da quando è diventata indipendente, pur avendo sempre avuto delle valide nazionali, i risultati non sono mai arrivati, basti pensare alle eliminazioni del primo turno avvenute ai Mondiali del '94 e del '02 ed agli Europei del '96 e del '04, per non parlare poi delle incredibili esclusioni del '98, del '00 e del '06. La Russia indipendente ha dei complessi e delle abitudini negative simili a quelle della Spagna, in particolare la tendenza a fallire sul più bello: anche in queste qualificazioni c'è voluto l'aiuto insperato della Croazia per raggiungere un obiettivo che sembrava essere stato buttato via nella maniera più triste, con la sconfitta in Israele a cancellare in un colpo l'ubriacante affermazione casalinga sull'Inghilterra. E' una nazionale che troppe volte ha vissuto con il ricordo di un passato glorioso e che, almeno prima di Hiddink, non ha mai trovato il C.T. giusto. Anarchia tattica, formazioni squilibrate e sbilanciate sono state una costante nella recente storia della Russia.



ASSENZE PESANTI. La Russia che parteciperà ai prossimi Europei dovrà scontare la squalifica di Andrey Arshavin, ormai ex capitano e sicuramente miglior giocatore della rosa, il più dotato tecnicamente, il più geniale, quello realmente capace di cambiare il corso di una partita con una giocata. Il talento dello Zenit salterà i primi due match, contro Spagna e Grecia, dopo aver rimediato una stupida espulsione per fallo di reazione negli ultimi minuti della gara contro Andorra, nell'ultimo incontro delle qualificazioni europee. Come lo stesso Hiddink ha ammesso più volte, la mancanza di un giocatore del genere è difficilmente sostituibile, anche se il tecnico sta sperimentando una formazione che possa colmare questa grave lacuna. Ma non finisce qui: le principali critiche rivolte ad Hiddink sono arrivate per le sconcertanti esclusioni di Marat Izmailov e di Alexander Kerzhakov, due tra i migliori calciatori russi, non inseriti nella prelista. Il primo è indubbiamente uno dei giocatori russi più estrosi, che dopo due anonime stagioni alla Lokomotiv, si è ripreso alla grande in Portogallo, diventando uno dei beniamini della tifoseria dello Sporting Lisbona. Se escludiamo le prime due gare, Izmailov non ha mai fatto parte della gestione-Hiddink, anche se in molti scommettevano in un suo pronto ritorno proprio in vista di EURO 2008, ma niente da fare. Quasi nessuno invece si aspettava la mancata convocazione di Kerzhakov, bomber della Russia nelle qualificazioni con 6 reti, uno che per essere sicuro di partecipare alla più importante manifestazione continentale ha umilmente lasciato il Sevilla e la Spagna, per ritornare nella fredda madre patria, a vestire la maglia della Dinamo Mosca, non più un club di primo pelo. Eppure questo non è bastato a convincere Hiddink, che non ha mai avuto un rapporto idilliaco con l'ex attaccante dello Zenit, a portare Kerzhakov in Austria e Svizzera. Difficile motivare questa scelta. Il rendimento del 25enne è inevitabilmente calato in questi ultimi tempi, ha segnato appena due reti nel 2008, ma sono giustificazioni che probabilmente non bastano a spiegare l'assenza di uno dei giocatori che ha trascinato la Russia ad EURO 2008. Taluni sostengono che Hiddink non ha mai visto Kerzhakov come un possibile titolare e che, per non rischiare di rovinare il clima all'interno dello spogliatoio, ha deciso di lasciare a casa uno dei calciatori più carismatici del gruppo. Ma, ciò che ha destato sgomento - forse ancor più delle esclusioni di Izmailov e Kerzhakov - è il nome dei due sostituti: Saenko ed Adamov, ovvero un'ala destra molto meno duttile di Izmailov (che poteva essere utilizzato anche come trequartista a supporto delle punte) ed un centravanti che pare essere un doppione di Pavlyuchenko e Pogrebnyak e che quindi difficilmente si renderà utile alla causa, non possedendo le caratteristiche di Kerzhakov, una punta che con la sua rapidità e con la sua costante ricerca della profondità avrebbe potuto creare diversi grattacapi alle difese avversarie. Ha fatto molto parlare di sè anche il caso che si è creato intorno alla figura di Igor Denisov, uno dei principali artefici del successo europeo dello Zenit. Il giovane centrocampista, inizialmente non inserito nella prelista dei convocati di Hiddink, è stato chiamato in nazionale dal tecnico olandese soltanto dopo la finale di Coppa UEFA, nella quale si era reso protagonista siglando la rete del vantaggio. Denisov, sentendosi un pò preso in giro, ha rifiutato a caldo la possibilità di essere aggiunto alla rosa della Сборная России. Si è creato il solito caos mediatico, che ha portato ad un incontro avvenuto a Mosca tra le due parti interessate: Hiddink e Denisov sembravano essersi chiariti, con il santone olandese che elogiava le qualità del 23enne ex nazionale Under-21 e con quest'ultimo che si dichiarava pronto a partecipare agli Europei. Eppure, Denisov non è stato misteriosamente inserito tra i 25 pre-convocati di Hiddink.



IL MODULO. Fino a poco più di una settimana fa, vale a dire prima dell'amichevole vinta poi per 6-0 contro il Kazakhstan, una delle poche certezze della Russia sembrava il modulo tattico: un 3-4-1-2 basilare a quello del CSKA Mosca, con la difesa composta dai tre colossi dell'Armata Rossa (i gemelli Berezutskiy ed Ignashevich), due incursori a metacampo (solitamente Semshov e Zyryanov), due laterali in grado di farsi tutta la fascia (Anyukov e Bystrov si contendevano il ruolo di esterno destro, sicuro del posto da titolare invece Zhirkov a sinistra), con Bilyaletdinov "alla Daniel Carvalho", ossia come trequartista dietro alle due punte. Nel frattempo però si sono verificati due avvenimenti che hanno di colpo fatto cambiare idea a Guus Hiddink. In primis l'umiliante sconfitta maturata a marzo contro la Romania, un netto 3-0 dal quale una Russia comunque rimaneggiata uscì con le ossa rotte. Una mano gliel'ha data anche un suo connazionale, Dick Advocaat, tecnico dello Zenit, che con il suo versatile 4-3-2-1 ha entusiasmato l'Europa intera, producendo un calcio a tratti spettacolare, rapido, efficace e micidiale nelle ripartenze orchestrate in velocità. Particolarmente interessante era la creazione della manovra offensiva, con il movimento continuo di centrocampisti quali Denisov, Fayzulin e Zyryanov, che si interscambiavano in continuazione le proprie posizioni in campo, non lasciando riferimenti fissi agli avversari, che venivano travolti da un gioco atleticamente e tecnicamente tanto ben congegnato. "E se riproponessi lo stesso modulo, adattando ovviamente i giocatori che ho a mia disposizione, nella nazionale russa?" pensò probabilmente Hiddink che, come fulminato sulla via di Damasco, decise di cambiare atteggiamento tattico alla sua squadra, proponendo sia contro il Kazakhstan che contro la Serbia (2-1, con reti di Pogrebnyak su punizione dai 25 metri e Pavlyuchenko) una sorta di 4-3-2-1 che riprendeva appunto il modello che ha fatto le fortune della formazione di San Pietroburgo. In attesa di riavere a disposizione Arshavin, il C.T. olandese non ha avuto troppe difficoltà a trovare i calciatori adatti a ricoprire questo modulo, tanto che sembrano esserci soltanto due ballottaggi in vista della gara inaugurale contro la Spagna, il resto della formazione non dovrebbe essere un mistero. In porta, il giovane Akinfeev prende il posto di Malafeev (comunque suo secondo), Anyukov è naturalmente confermato come terzino destro, mentre a sinistra "il Sirl" della situazione lo fa Zhirkov, guarda caso un altro laterale che nasce come esterno offensivo; i due centrali sperimentati sono stati Shirokov e Kolodin, anche se è probabile che il 10 giugno Hiddink inserisca il più esperto Ignashevich al posto del meno convincente fra i due. Più difficile la situazione a centrocampo, dato che la rosa della Russia ha una grave lacuna: si sente terribilmente infatti la mancanza di un mediano vero, un frangifrutti alla Tymoschuk, leader e capitano dello Zenit. Guus ha ripensato così di chiamare, per la prima volta nella sua gestione, il 32enne Semak, capitano del Rubin Kazan primatista nella Premier Liga russa, affidandogli la fascia di capitano ed affiancandolo a Semshov e Zyryanov. Sulla trequarti spazio ad un Bilyaletdinov che sembra aver ritrovato la forma migliore; davanti a lui, oltre alla punta di peso (Pogrebnyak parte favorito su Pavlyuchenko), Hiddink deve ancora sciogliere il suo principale dubbio: decidere se è meglio schierare una tipica ala destra come Bystrov od una seconda punta (Sychev) in appoggio dell'attaccante centrale, ruolo questo che verrebbe verosimilmente occupato nella gara conclusiva contro la Svezia dal rientrante Arshavin.



PORTIERI. Poco da dire, la Russia - rispettando una tradizione che la vuole storicamente seconda soltanto all'Italia - si presenterà ad EURO 2008 con un terzetto di portieri che forse soltanto la Spagna (Casillas, Reina e Palop) si può permettere. Akinfeev è considerato all'unanimità come l'estremo difensore più promettente a livello mondiale, tanto da essere paragonato in patria ad un mostro sacro come il grande Yashin fin dalla tenera età di 18 anni. I numeri del resto parlando da soli: esordio nel campionato russo con la maglia del CSKA a 16 anni, a 18 il debutto in nazionale e la convocazione per EURO '04 e nel 2005 la Coppa UEFA vinta sugli scudi. Un inizio di carriera da predestinato, insomma. Dietro di lui Malafeev, portierone dello Zenit, forse il vice più affidabile di tutta la manifestazione. Anche il terzo portiere comunque non scherza: si tratta di Gabulov, 23enne che fiermerà per la Dinamo Mosca al termine dell'Europeo, autore di una grande prestazione nella vittoria per 2-1 contro gli inglesi.


DIFESA. Il reparto sulla carta più debole, quello che dà meno sicurezza, quantomeno al centro; sicuramente quello che ha generato più dubbi durante le qualificazioni, data la staticità e la lentezza nei movimenti da parte dei gemelli Berezutskiy e di Ignashevich. Con il passaggio a 4 dietro, i due terzini, abilissimi nella spinta offensiva, dovranno essere uno dei principali punti di forza della nazionale russa con le loro costanti sovrapposizioni. A destra confermatissimo Anyukov, da alcuni considerato il "Daniel Alves russo", giocatore preziosissimo nello scacchiere di Advocaat nello Zenit. Se utilizzato come si deve può essere micidiale grazie alla sua rapidità: i suoi compagni dovranno essere bravi a servirlo in profondità ed a mettergli il pallone nello spazio quando taglia verso il centro, penetrando in mezzo alla retroguardia avversaria. Può essere l'arma decisiva di questa Russia. Ci si attende molto anche dal laterale che giocherà dalla parte opposta, Zhirkov, attualmente il calciatore russo più in forma, che ha tutte le qualità per diventare uno tra i migliori interpreti del ruolo. Grande corsa, sempre elegante palla al piede, mancino morbido che gli permette di effettuare cross precisi; da verificare in fase difensiva, essendo in realtà un esterno di centrocampo, può andare in difficoltà se attaccato in continuazione. Vista l'impossibilità di portarsi dietro l'infortunato Shishkin dello Spartak Mosca, Hiddink ha scelto il duttile Yanbaev, esterno basso della Lokomotiv in grado di giocare sia a destra che a sinistra, come riserva dei due terzini titolari. E' un elemento giovane ed inesperto, tutto da testare ad alti livelli, che difficilmente vedremo all'opera durante la rassegna continentale. E' per questo che i primi sostituti di Anyukov e Zhirkov saranno i gemelli Berezutskiy (Vasily predilige giocare sulla destra, Alexey sulla sinistra)), che potrebbero rivelarsi molto utili nei minuti finali, nel caso in cui la Russia debba difendere un eventuale vantaggio. Garantirebbero ovviamente una spinta minore rispetto ai due titolari, ma una copertura di gran lunga più attenta. Inoltre, con la loro statura, fornibbero anche un bel pò di centimetri ad una squadra mediamente molto (forse troppo) bassa. Strana la storia dei due gemelli che, paradossalmente, sono gli unici due elementi della rosa a non giovarne da questo mutamento tattico della nazionale russa: senza la difesa a 3 infatti, si accomoderanno in panchina. Oltre ai Berezutskiy, ci sono altri tre giocatori che possono giocare al centro della difesa e che, con ogni probabilità, si contenderanno i due posti utili: Ignashevich, Kolodin e Shirokov. Ignashevich non ha bisogno di presentazioni: centrale piuttosto lento e dal fisico preponderante, fortissimo sulle palle altre, molto intelligente tatticamente, abile anche ad iniziare l'azione, è da anni il leader carismatico del reparto difensivo russo. Il problema è che ha sempre dato il meglio di sè in una difesa a 3, quasi da libero arretrato vecchia maniera; ci si chiede quindi come possa rendere in una retroguardia in linea. Forse è anche per questo che Hiddink in queste due amichevoli ha puntato sulla coppia composta da Kolodin e Shirokov (ma è valida anche l'ipotesi che vuole che il tecnico olandese li abbia fatti giocare insieme per capire quale dei due può integrarsi meglio con Ignashevich). Due storie simili le loro: entrambi nascono come dei centrocampisti centrali, mutati poi in difensori in grado di rilanciare l'azione grazie alla visione di gioco e ad una tecnica individuale non indifferente. Kolodin ha un grande piede destro, calcia in maniera molto potente dalla distanza ed è un cecchino dal dischetto (ben 7 reti nel campionato 2007); Hiddink potrebbe preferirlo all'ex capitano del CSKA per una sua rapidità maggiore, anche se come marcatore puro ha ancora parecchio da imparare dal numero 4. Shirokov invece è l'autentica rivelazione di questo 2008: acquistato dallo Zenit come vice-Tymoschuk, Advocaat si è visto costretto a spostarlo al centro della difesa dopo la partenza di Skrtel e l'infortunio occorso a Lombaerts ed i risultati sono stati a dir poco eccellenti, tanto che Shirokov è stato in grado di annullare completamente un centravanti del calibro di Toni nel ritorno contro il Bayern, giusto per fare un nome molto noto al pubblico italiano. Ciò che colpisce di più di questo calciatore è la straordinaria fiducia che ha nei propri mezzi tecnici, che lo portano a rischiare più volte giocate difficili, oltre che lanci precisi. Di contro sembra che a volte giochi con eccessiva sufficienza, ma se mantenesse gli standard mostrati in questa prima parte di stagione con la maglia dello Zenit, la Russia avrebbe finalmente trovato il grande difensore che tanto le farebbe comodo.


CENTROCAMPO. Riuscirà il terzetto composto da Semak, Semshov e Zyryanov - tutti e tre centrocampisti con caratteristiche prevalentemente offensive - a non far rimpiangere l'interditore che tanto manca a questa Russia? E' questo forse il dubbio principale di ogni sostenitore russo. Ma d'altronde, naturalizzare Tymoschuk non era possibile e l'unico giocatore credibile in quel ruolo era Aldonin, un altro che con Hiddink ha rotto da tempo. Quindi la scelta migliore è stata alla fine quella di affidarsi ad un centrocampo molto tecnico e mobile. La mente sarà Semak, chiamato per la prima volta dal C.T. olandese dopo un inizio di campionato eccellente con i tartari del Rubin Kazan, che probabilmente indosserà al braccio la fascia da capitano, ereditata da Arshavin. E' uno dei calciatori russi più esperti e stimati in patria, un vero trascinatore, che sembra vivere tra l'altro una seconda giovinezza. Con il passare degli anni ha sempre più arretrato la propria posizione: in molti lo ricorderanno ai tempi del CSKA (siglò una memorabile tripletta al PSG nella fase a gironi della Champions League 2004/05) come seconda punta d'appoggio o come esterno offensivo, ruolo ricoperto anche nella breve parentesi francese, proprio con la maglia della formazione parigina. Una volta ritornato in Russia, nell'FC Mosca, il tecnico Slutskiy ebbe la brillante idea di affidargli le chiavi del centrocampo, facendone un regista a tutto campo, capace anche di dare equilibrio alla squadra. La sua caratteristica migliore sono però gli inserimenti da dietro. Il braccio sarà invece Semshov, alla terza competizione internazionale con la nazionale russa dopo i Mondiali 2002 e l'Europeo 2004. Si tratta di un altro centrocampista che ha arretrato il proprio raggio d'azione, per rendersi maggiormente utile alla propria nazionale. Sconosciuto ai più per via della sua scarsa partecipazione alle competizioni europee per club, sarà il regista della Russia. Per completare il terzetto, ecco l'elemento probabilmente più importante, l'essenziale Zyryanov, secondo molti l'unico realmente indispensabile. Esploso tardi, il 30enne ex Torpedo è un giocatore dalle eleganti geometrie ma soprattutto dalla rara intelligenza tattica. Il suo punto di forza sono gli inserimenti senza palla, che lo hanno portato a segnare 11 gol nella sua prima stagione a San Pietroburgo, coronata da un titolo, una Supercoppa russa ed un premio di Calciatore Russo dell'anno 2007. Dietro i tre però c'è il vuoto. Nel senso che gli altri centrocampisti convocati da Hiddink ricoprono posizioni troppo offensive per potersi adattare a giocare in mezzo al campo o davanti alla difesa. Ecco perchè Denisov sarebbe servito moltissimo. Invece senza di lui, la Russia rischia di rimanere scoperta nella zona nevralgica del campo. Un errore che potrebbe costare caro. Davanti a loro stazionerà Bilyaletdinov, astro nascente del calcio russo, un talentuoso trequartista molto dotato tecnicamente e della grande visione di gioco, alla ricerca di una piena maturazione, tecnico-tattica ma soprattutto mentale. Capitano della Lokomotiv a soli 22 anni e già seguito da diversi top club (Chelsea su tutti), sembra mancare però di personalità, che lo porta a perdersi nei momenti critici, quando invece dovrebbe fare la differenza con i mezzi che ha a disposizione. Il suo principale sostituto sarà il compagno di squadra Torbinskiy, fra gli artefici della vittoria della Russia contro l’Inghilterra a Mosca nelle qualificazioni per EURO 2008, quando entrato in campo nella ripresa contribuì ad imprimere una svolta alla gara. Utilizzabile anche come esterno di centrocampo e, ma proprio in emergenza, come centrocampista centrale, rispetto a Bilyaletdinov ha meno classe ma è più rapido e concreto. Rimangono infine Bystrov e Saenko, le due ali offensive. Il primo è fra i calciatori russi più attesi: dotato di un buon dribbling unito ad una velocità supersonica, è stato purtroppo frenato da un grave infortunio nella scorsa stagione, dal quale non ha ancora del tutto recuperato. Se riuscisse però a ritrovare la migliore condizione in vista dell'inizio della competizione, saranno guai per i terzini avversari. Il secondo è stato invece preferito ad Izmailov da Hiddink: si tratta di un'ala da tridente classico, schierabile anche come punta d'appoggio, molto meno duttile quindi del talento dello Sporting Lisbona. Arriva tra l'altro da una stagione di certo non esaltante, conclusasi con la retrocessione della propria squadra (il Norimberga, che l'anno prima aveva però trascinato ad un sorprendente quinto posto) e nei pochi minuti che gli ha concesso Hiddink in nazionale non ha mai lasciato il segno. Difficile che lo faccia all'Europeo.


ATTACCO. Potenzialmente, con Arshavin presente fin dall'inizio e con un Kerzhakov in più ed un Adamov in meno, sarebbe potuto essere uno degli attacchi più forti al mondo. Non fa comunque ribrezzo neanche ora, con un Pogrebnyak in stato di grazia e che probabilmente avrà la meglio su Pavlyuchenko (centravanti complessivamente migliore, più completo e con un maggior fiuto del gol) per il posto di centravanti titolare almeno nella gara d'esordio contro la Spagna. Sychev, alla ricerca della definitiva consacrazione internazionale dopo l'exploit ai Mondiali 2002 che gli cambiò radicalmente la vita, potrebbe essere il partner della "punta di peso" nelle prime due partite, prima del ritorno di Arshavin, il giocatore più atteso, quello che dovrà prendere per mano i compagni, cercando di farsi perdonare la sciocca reazione che gli è costata la prima parte di EURO 2008. Adamov, capocannoniere dell'ultima Premier Liga russa, a pari merito con Pavlyuchenko, sarà la ruota di scorta, la riserva che non dovrà farsi trovare impreparata nel caso in cui dovesse essere chiamata in causa.


Ecco quale sarà la formazione di partenza di Hiddink.

(4-3-2-1): Akinfeev; Anyukov, Shirokov, Ignashevich (Kolodin), Zhirkov; Zyryanov, Semak, Semshov; V. Bystrov (Sychev), Bilyaletdinov; Pogrebnyak. -->

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