giovedì 1 maggio 2008

RITORNO SEMIFINALI - COPPA UEFA 2007/08: Zenit San Pietroburgo - Bayern Monaco 4-0


Reti: 4' e 73' Pogrebnyak, 39' Zyryanov, 54' Fayzulin.


Lo Zenit San Pietroburgo e' in finale di Coppa UEFA. Pochi giri di parole, cerchiamo di non mettere mano agli aggettivi perchè di aggettivi non esistono per quella che è un'impresa, ma non fortunata o casuale, perchè lo Zenit è arrivato fin qui attraverso il cammino più ostico possibile, eliminando praticamente tutti i principali avversari di questa entusiasmante Coppa UEFA. Il 4-0 maturato in un Petrovskiy caldo per i 22 gradi odierni e reso incandescente dai soliti scatenati tifosi non ammette repliche. I campioni di Russia hanno raggiunto un traguardo a cui in pochi credevano ad inizio stagione, quando la squadra allenata da Advocaat andava a guadagnarsi la qualificazione attraverso un preliminare in Slovacchia contro il semisconosciuto ViOn Zlate Moravce, liquidato con un 4-0 complessivo: un segno del destino forse che lo Zenit, quasi un anno dopo, liquidi con il medesimo risultato il Bayern Monaco. Eppure l'obiettivo della dirigenza era parso chiaro: "Fare più strada possibile in Europa, possibilmente cercando di vincere la Coppa UEFA". L'obiettivo non è stato ancora raggiunto, ma i Meshki sono sulla buona strada e, grazie alla goleada rifilata ad una delle squadre più forti del mondo, sono entrati sulla bocca di tutti.
La squadra di San Pietroburgo raccoglie così lo "scalpo" più prestigioso, dopo aver fatto fuori in questo 2008 il Villareal (semifinalista due anni fa in Champions League e sempre più seconda nella Liga spagnola), l'Olympique Marsiglia (che ha fatto penare il Liverpool nel girone dell'attuale Coppa dei Campioni, trovando una condizione di forma strepitosa proprio in questo 2008 e strapazzando lo Zenit al Velodrome, nel match d'andata), il Bayer Leverkusen (umiliato con quel 4-1 casalingo alla BayArena, un risultato entrato in negativo nella storia delle "aspirine") ed appunto il Bayern Monaco, devastato sotto i colpi dei micidiali russi, apparsi in una condizione fisica ed atletica strepitosa. A tal proposito, ribadisco la mia voglia di vedere prima o poi una squadra russa agli ottavi di Champions, le cavalcate di Zenit e CSKA in coppa UEFA negli ultimi anni dimostrano che le difficoltà delle russe nei gironi della principale coppa europea dipendono prevalentemente da questioni di calendario. Ricordo che lo Zenit ha superato il girone di UEFA per un pelo come terza. Riflettete gente... Secondo me una squadra russa è la peggiore che si possa trovare in una finale.
Ma se è vero che lo Zenit aveva nelle gambe un minor numero di partite del Bayern in questa stagione (aveva inoltre riposato in campionato proprio per prepararsi al meglio allo storico evento, infatti la sfida con i ceceni del Terek Grozny è stata rinviata al primo luglio), è altresì vero che la squadra russa era arrivata a questo temibilissimo scontro senza ben sei giocatori titolari o semi-titolari, con una difesa letteralmente da inventare e con il proprio giocatore migliore, ovviamente Andrey Arshavin, squalificato (così come Ricksen e Sirl; gravemente infortunati, invece, Lombaerts e Kim Dong-Jin, non utilizzabile nelle competizioni europee lo slovacco Hubocan). Il utto rende chiaramente ancora più incredibile il trionfo ottenuto dallo Zenit, che ha inflitto al Bayern la più grave punizione mai subita in Europa: è prooprio 4-0 il peggio risultato europeo della principale formazione tedesca. Advocaat poteva contare così su soltanto due difensori di ruolo, il rientrante Anyukov (assente all'andata per una frattura ad un dito del piede) ed il solito Krizanac. A questi si sono aggiunti in difesa Shirokov, da pochi mesi impiegato (con notevole successo) nel ruolo di difensore centrale, ed il mediano ucraino Gorshkov, un terzino sinistro improvvisato di "soli" 38 anni. Bayern al completo invece: i tedeschi infatti ritrovavano Kahn, Lahm, Lucio e Klose, tenuti a riposo nel week-end, e soprattutto Luca Toni, il grande assente del match d'andata. L’inserimento del nazionale italiano era l’unica differenza rispetto alla formazione mandata in campo da Ottmar Hitzfeld la settimana scorsa.
L'inizio dello Zenit è il più sofferente possibile, con il Bayern che va già vicino al vantaggio al 2', quando un tiro a botta sicura di Klose viene respinto, con lodevole freddezza, da Shirokov sulla linea di porta. Passano appena 90 secondi e il Petrovski Stadium esplode dopo che Pogrebnyak mantiene la promessa fatta e apre le marcature trasformando una punizione dai 20 metri che supera sia la barriera sia Kahn. Il gol precede un periodo di costante pressione del Bayern. La capolista della Bundesliga controlla il gioco e assedia l’area dello Zenit con ripetuti cross. I tedeschi si procurano un paio di punizioni nei pressi della porta di Malafeev, ma, i bavaresi non riescono a concretizzare nessuna opportunità fino al momento in cui Ribéry costringe l'estremo difensore russo ad una parata in due tempi. La risposta dello Zenit è ben più decisa ed efficace. L'argentino Dominguez, naturale sostituto di "Shava", serve Anyukov nella parte destra dell’area ed il tiro di quest'ultimo dalla corta distanza viene respinto di piede da Kahn: brivido per i probabili futuri campioni di Germania, che se la vedono brutta. Il forcing dei tedeschi è sterile e produce una sola palla gol degna di nota, un colpo di testa terminato di poco alto di Toni. Dopo la mezz'ora il ritmo del Bayern inizia ad abbassarsi e l'undici di Advocaat inizia pericolamente a passare sulla linea sinistra della difesa bavarese, con un Anyukov più veloce di un treno e con un "El Chori" "totale", che svaria lungo tutto il fronte d'attacco, mandando in tilt la retroguardia bavarese. E' quello che succede al 39', quando Zyryanov, servito proprio da un passaggio filtrante di Dominguez, manda al bar Demichelis con una strepitosa finta di corpo, e c'entra l'angolo più lontano della porta avversaria. Si chiude così un primo tempo imprevedibile, con un risultato da stropicciarsi gli occhi per i russi.
Nella ripresa, Hitzfield si gioca il tutto per tutto, inserendo Lell e Podolski per Jansen e Zé Roberto. Scelta della disperazione che presta il fianco alle inesorabili ripartenze della squadra di Advocaat che supera ancora una volta i primi dieci minuti di gioco senza correre grossi rischi, anche se Malafeev viene impegnato prima ancora da Toni e poi da una conclusione da fuori di Schweinsteiger: inutile dire che, in entrambe le occasioni, il portierone russo se la cava egregiamente. E' sempre il lato sinistro, ora ricoperto da Lahm, della difesa del Bayern a subire la costante pressione offensiva dello Zenit, che trova il terzo gol che chiude definitivamente la partita ed il discorso qualificazione, affondando ancora una volta su quella corsia: Tymoschuk batte velocemente una punizione, toccando per Denisov, la cui apertura di prima lancia in profondità il solito Anyukov, il cui cross con i contagiri viene spedito sotto la traversa da un colpo di testa di Fayzulin, il giocatore più giovane in campo, che firma così la sua prima rete ufficiale con la maglia dello Zenit. Il Bayern è sempre più incredulo ed il suo allenatore fa entrare in campo il trequartista argentino José Ernesto Sosa al posto di uno spento Klose. Podolski, proprio come nella sfida dell'Allianz Arena, fallisce il bersaglio dopo una respinta della difesa e Schweinsteiger chiama Malafeev ad un altro bell'intervento in tuffo. Ma il Bayern capitola per la quarta volta quando Dominguez si beve per l'ennesima volta un irriconoscibile Lahm (che straperde il confronto diretto con Anyukov nella doppia sfida) e serve alla perfezione Pogrebnyak, che realizza con estrema precisione alla sinistra di Kahn, portierone che ahilui conclude nel peggiore dei modi la sua gloriosa carriera europea. Con questa doppietta"Posha" raggiunge Toni a quota 10 reti, al comando della classifica cannonieri della Coppa UEFA: c'è da dire però che in realtà il bomber cresciuto nello Spartak Mosca di reti ne ha segnate 11, quindi una in più del centravanti italiano, ma quella che realizzò nel Preliminare non viene conteggiata in questa speciale graduatoria.
Partita perfetta dello Zenit, ma come questa stagione ci ha insegnato, non si può mai sorridere sino in fondo. Pochi minuti dopo infatti, un ingenuità colossale dello stesso numero 8 russo (salta con l'alettone un pò troppo largo su Lucio) e del tecnico olandese che si dimentica di sostituirlo, costa a Pogrebnyak il giallo che lo terrà fuori dalla finale di Manchester. Decisone severa e molto discutibile quella dell'arbitro, visto il metodo di giudizio precedentemente utilizzato, ma che non toglie la delusione ad un Pogrebnyak ferito, che non ha neanche la forza per protestare. Gli occhi di ghiaccio, tristi e quasi teneri del gigante russo sono un'altra foto di questa gara indimenticabile. I compagni lo coccolano e provano a fargli segnare il gol della leadership solitaria nella classifica cannonieri. C'è solo spazio per un occasione di Fayzulin, che mette a lato il possibile 5-0 su un'altra perla dell'ispirato Dominguez. Dopo un minuto di recupero, il norvegese Orebro dice che può bastare. I pianti e le lacrime dei tedeschi sconfitti fanno, come sempre succede in occasioni come queste, da contraltare alla gioia ed alla felicità dei giocatori russi. La festa andrà avanti tutta la notte tra la Neva ed il Golfo di Finlandia, una festa attesa e meritata. Poi sotto con l'ultima e decisiva battaglia, la più difficile, ma soprattutto quella che potrebbe rendere immortali le imprese della squadra di San Pietroburgo.


LE PAGELLE DEI PROTAGONISTI:

Malafeev: 6,5. Non troppo impegnato dagli attaccanti bavaresi, ma ogni qual volta che è stato chiamato in causa, si è fatto trovare pronto. Una sicurezza, per un portiere che, grazie alla cavalcata della sua squadra, a 29 anni appena compiuti sta trovando la meritatissima visibilità internazionale.
Anyukov: 7,5. Probabilmente è eccessivo considerarlo la risposta russa al brasiliano del Sevilla Dani Alves, certo è però che il 25enne cresciuto a Samara è uno dei terzini destri più forti che ci siano attualmente in circolazione. Non al meglio, è riuscito comunque a garantire la costante spinta sulla sua corsia, quella in cui lo Zenit ha di fatto stravinto la partita. Sempre pungente nei suoi affondi, per l'ennesima volta dimostra che, se servito in profondità, nessun difensore riesce a tenerlo. Inoltre, ha migliorato notevolmente quello che era un pò il suo punto debole, vale a dire i cross, spesso poco potenti: contro il Bayern, oltre al morbido traversone finito sulla testa di Fayzulin nell'occasione del 3-0, ne ha fatti diversi di ottima fattura.
Shirokov: 7,5. Non si hanno davvero più aggettivi per descrivere le prestazioni di questo ottimo centrocampista difensivo, che si è riscoperto un difensore centrale eccezionale, in grado di ANNULLARE completamente il bomber attualmente più temuto, vale a dire Toni, sempre anticipato e/o fermato da questo gigante della difesa. Di grande classe anche il colpo sotto con cui salta Ribéry e serve Dominguez in occasione del 2-0 di Zyryanov. Complimenti ad Advocaat che, per rimpiazzare il partente Skrtel e l'infortunato Lombaerts, l'ha arretrato di posizione, facendo un grandissimo favore ad una nazione intera.
Krizanac: 6,5. Sempre più affidabile il buon Ivica, sulla cui affidabilità non avevo mai avuto dubbi. Mi domando da anni come faccia un difensore del genere a non far parte della nazionale croata (chiuso da "mostri" del ruolo quali Robert Kovac, Simunic e Simic...), se Bilic ha scoperto il suo passaporto croato, non può ignorarlo in vista del prossimo Europeo.
Gorshkov: 6,5. La duttilità, la dedizione ed il professionismo fatta calciatore. Un mediano di 38 anni, ormai poco utilizzato nella formazione titolare, schierato nell'ineditissimo ruolo per lui di terzino sinistro, ha contenuto alla grande Schweinsteiger ed ha coperto perfettamente la sua corsia di competenza.
Denisov: 7. Sarà un caso (...o forse no), ma da quando lui è diventato un titolare fisso dello Zenit, non più schierato come mezzapunta in alternativa al "Chori" ma come centrocampista tuttofare, gli uomini di Advocaat hanno fatto il definitivo salto di qualità, perlomeno a livello qualitativo, vincendo per 2-0 contro il Marsiglia, in una delle partite più entusiasmanti nella storia dello Zenit. Da lì in poi, il tecnico olandese non l'ha più tolto. Sta diventando anche lui, un centrocampista universale alla Zyryanov insomma, ma, a differenza dell'ex capitano della Torpedo, ha l' età dalla sua. (dal 90'+2 Ionov: s.v.).
Tymoschuk: 7. E' stato (giustamente) il giocatore maggiormente elogiato dalla stampa dopo questo trionfo, è inutile che io stia a ribadire l'importanza che ricopre in questo gruppo, sia dentro che fuori dal campo, un leader vero, che non si tira mai indietro, un vero leone in campo. E' stato obiettivamente però più importante nella gara d'andata dove nel primo tempo, ha sorretto la barca praticamente da solo o quasi. Giovedì ha giocato in un modo tutto sommato normale per un giocatore come lui, ma eccellente per qualsiasi altro giocatore che ricopre il suo stesso ruolo. Credo che sia stato, dopo Diarra ed Hargreaves (non ho volutamente citato Essien, perchè lo considero un giocatore "universale"), il mediano più caro nella storia del calcio, ma quei 18 milioni meglio non potevano davvero essere spesi. Il trascinatore di questo Zenit, IL capitano.
Zyryanov: 8. Il colpo di genio della dirigenza e, se vogliamo, anche di Advocaat, che gli ha affidato in mano le chiavi del centrocampo, dopo le prime convincenti prestazioni con la sua nuova maglia. Dopo essere stato il migliore giocatore dello scorso campionato russo, in molti temevano che difficilmente si sarebbe potuto ripetere su quei formidabili livelli, ed invece, dopo qualche prestazione in chiaroscuro, si è confermato lo straordinario e completissimo centrocampista tuttofare ammirato nella scorsa stagione. Trovatemi un altro giocatore che svolge così bene TUTTE le fasi del gioco: ce lo ritroviamo a difendere, a contenere, a pressare alto i portatori di palla avversari, ad impostare, a rifinire ed a concludere. Contro il Bayern è arrivata la prima rete dell'anno (furono ben 13, invece, l'anno scorso), semplicemente bellissima. In quella finta di corpo è racchiusa tutta la qualità di Zyryanov, un giocatore davvero immenso.
Dominguez: 7,5. Prima partita in Europa in questo 2008 per "El Chori", purtroppo tenuto lontano dai campi da gioco per troppi mesi. Avevo qualche dubbio sulla sua affidabilità, o meglio, sulla sua tenuta fisica per una gara di tale spessore, eppure ha disputato una delle sue migliori prestazioni da quando è approdato a San Pietroburgo, un anno or sono. Abile a fare un pò "l'Arshavin della situazione", ovvero a lanciare i compagni a rete, servendoli negli spazi, proprio quando mette Anyukov solo davanti a Kahn a metà primo tempo. Poco dopo farà il primo dei due assist della sua partita, servendo Zyryanov. Nella ripresa arriva il secondo, dopo una percussione sulla fascia sinistra bavarese, con conseguente ubriacamento di Lahm ed assist per Pogrebnyak. (dall'89' Lee Ho: s.v.)
Fayzulin: 7. Sempre più convincente in questo ultimo mese, comincia davvero a dimostrare le sue indubbie qualità tecniche. Non è ancora pronto per la nazionale maggiore, a differenza di Denisov (hai capito Guus? Lo devi assolutamente convocare), però sta crescendo di personalità partita dopo partita, risultare così importante contro il Bayern a soli 21 anni non è da tutti. Continua così, Viktor.
Pogrebnyak: 8. Partita purtroppo macchiata da quell'ingenua, ma soprattutto crudele ed eccessivamente severa, ammonizione che gli costerà la partecipazione alla finale, ma se lo Zenit è arrivato fino a Manchester, buona parte dei meriti sono di questo biondo centravanti, autore di ben 11 reti in 15 partite (10 in 13 senza contare i preliminari). Importantissima la sua rete su calcio di punizione, l'aveva giurato che avrebbe segnato ed ha mantenuto la promessa, facendo ancora meglio: una prestazione maiuscola, che tiene in costante apprensione i centrali difensivi tedeschi, e la rete del 4-0, che gli fa verosimilmente vincere la classifica di capocannoniere.

In panchina: Contofalsky, Lapin, Radimov, Fatih Tekke.


Pagelle Bayern (4-4-2): Kahn 5,5; Lahm 4,5, Lucio 5, Demichelis 5, Jansen 5 (dal 46' Lell 5,5); Schweinsteiger 5, Van Bommel 5, Zé Roberto 4,5 (dal 46' Podolski 5), Ribéry 5,5; Klose 5 (dal 63' J. E. Sosa s.v.), Toni 5.
In panchina: Rensing, Van Buyten, Ottl, Kroos.





9 commenti:

valentino tola ha detto...

Grandi!

Viva lo Zenit Leningrado, viva la Rivoluzione! :)

Antonio Giusto ha detto...

SPET-TA-CO-LA-RI! Ma senza Pogrebnyak contro i Rengers sarà durissima, visto che Arshavin mi sembra troppo leggero per scardinare la difesa dei Gers. Onore allo Zenit, comunque.

Giuliano Adaglio ha detto...

Ahahaha grande commento Vale!!!

Ieri corteo del primo maggio qua a Torino, bandiere rosse dappertutto, e nel pomeriggio il trionfo del magico Zenit! Per qualche ora ho dimenticato l'esito elettorale... :-)

A parte questo, davvero splendida la prova dei russi, la finale di Manchester è quella che avrei sottoscritto a gennaio: la squadra più "nuova" d'Europa e i miei amati Gers, onestamente inguardabili, ma con un cuore grande così.

Al di là dei dovuti godimenti nei confronti della stampa italiana, come al solito provinciale e disinformata, Zenit-Rangers rappresenta la rivincita degli "altri", la prova che il supercalcio targato ITA-SPA-ENG (ma anche GER) può trovare alternative. Un po' sulla falsariga di Porto-Monaco di qualche anno fa, o di CSKA-Sporting.

L'ho già scritto altre volte ma ci tengo a ribadirlo, i successi dello Zenit sono sì figli della Gazprom e dei suoi soldi, ma anche e soprattutto di una programmazione tecnico-tattica di prim'ordine. Senza voler dare troppi meriti ad Advocaat (che comunque ne ha, secondo me), è bello veder giocare un calcio collettivo in questo modo, dove tutti lavorano con umiltà e dedizione, sulla base di qualità tecniche tutt'altro che disprezzabili.

Oltretutto ieri allo Zenit mancava il giocatore di maggior talento (Asrhavin) e altre pedine imporanti (Lombaerts e Sirl sono i primi che mi vengono in mente).

Due cose mi hanno impressionato ieri: lo straordinario pubblico del Petrovsky, 20.000 indemoniati tutti azzurri, uno spettacolo nello spettacolo, e la prova ecomiabile del "vecchiaccio" Gorshkov, schierato in un ruolo inedito, simbolo della duttilità e della dedizione cui facevo riferimento prima.

Se per i Rangers si può parlare di sorpresa (a parte l'ecatombe di infortuni, il livello dei Gers è imbarazzante, Cousin e Darcheville non li auguro a nessuno, è più forte Stellone del Toro...), lo stesso non si più dire dello Zenit. Poche squadre quest'anno mi hanno impressionato come i russi a livello di gioco, forse solo l'Arsenal e - a tratti - la Roma. I singoli poi sono di livello assoluto: Malafeev è senza tema di smentita uno dei 5-6 portieri più forti d'Europa, Anyukov è la risposta russa a Dani Alves e Arshavin - concedetemi la banalità - si fosse chiamato Arshavinho sarabbe sulla bocca di tutti da anni. Tymoschuk e Zyryanov sono una coppia di mediani da far invidia a qualsiasi squadra, bravissimi a interpretare le due fasi di gioco, ricchi di leadership ed esperienza. Poi ci sono Posha (stagione incredibile la sua, mannaggia x il giallo di ieri), Dominguez, gli stessi Sirl e Lombaerts...francamente non mi sembra che il Bayern (Toni e Ribery a parte) avesse interpreti molto migliori del gioco del calcio.

Contento come sempre di poter condividere con voi le emozioni che l'amato pallone ci regala, vi saluto.

p.s. x Vale ma non solo
Ma quant'è forte Cuellar?!?!?

valentino tola ha detto...

A parte la battuta, volevo sottolineare proprio come questa squadra stia rivoluzionando certe gerarchie del calcio europeo.
E mannaggia a me che ieri non ho visto la partita! Confidavo nella differita delle 23.15, ma poi è saltato tutto, ingenuamente non avevo messo in conto i supplementari della Fiorentina.
Manco a dirlo che in finale andrò con lo Zenit, però la vedo come una gara veramente spigolosa: questi Rangers giocano un Anticalcio che può far perdere la pazienza a chiunque, ancora di più a uno Zenit senza il suo ariete Pogrebnyak (ottimo attaccante, di quelli completi, non prende 9 in nulla ma ha 7 in quasi tutto: fa da riferimento offensivo ma dà anche più mobilità e profondità di quello che può sembrare a prima vista.

Su Cuellar: è un centrale che nell' Osasuna si è distinto per l' affidailità e la regolarità di rendimento. Molto concentrato e puntuale, fisico ma quasi mai scomposto, molto forte di testa. Già al momento dell' acquisto mi era parso un giocatore ideale per il calcio britannico, poi nei Rangers ultradfensivi trova l' habitat ideale, non deve coprire troppi spazi e non viene impegnato troppo sulla velocità, può concentrarsi sul corpo a corpo e il senso della posizione.

Kerzhakov 91 ha detto...

@Antonio

Penso e spero che Advocaat metta il turco Fatih Tekke al centro dell'attacco, con Arshavin e Fayzulin alle sue spalle, e con Dominguez pronto ad entrare.


@Giuliano

D'accordissimo in toto con te, anche a me - tralasciando il tifo - sta davvero appassionando questo Zenit, gioca bene, in un modo molto rapido, con ripartenze fulminee ed a pochi tocchi. Advocaat i meriti ce li ha indubbiamente, parentesi di EURO '04 a parte (dove allenò però una nazionale difficilissima da gestire, per chiari motivi di spogliatoio...), è stato un tecnico che solitamente riesce a far giocare un buon calcio alle su squadre, successe in particolare ai Rangers, dove è ancora ben ricordato. Certo, il periodo migliore della sua carriera lo sta vivendo adesso, ho messo in dubbio le sue capacità più volte, ancora adesso non comprendo ogni sua scelta, però non nego che il suo apporto è stato molto importante. Certo, come dici giustamente tu, senza una dirigenza seria alle spalle non si va da nessuna parte, e possiamo dire che la Gazprom abbia lavorato fin qui molto bene, pur rischiando parecchio, nel senso che siamo arrivati in semifinale con gli uomini contati e con la rosa ridotta ai minimi termini. Hanno rischiato ma, perlomeno in Europa, gli è andata bene. Certo, in estate serviranno almeno tre rinforzi, confermando in blocco l'intera rosa (l'unico possibile partente è Fatih Tekke: per quanto mi riguarda potrebbe benissimo rimanere; Arshavin credo che se ne voglia andare, ma cederlo sarebbe una follia!). Concordo anche sui singoli: Malafeev lo piazzo sicuramente nella Top 10 dei migliori portieri al mondo (ma già da diversi anni), numero uno sottovalutatissimo, eppure la Russia storicamente ha una tradizione strepitosa nel ruolo dei portieri, seconda soltanto a quella italiana. Anyukov sta mantenendo un rendimento straordinario, vi rendete conto che ieri ha sfoderato una prestazione del genere con un dito del piede probabilmente ancora rotto o comunque non del tutto guarito? Grandissimo terzino destro, che garantisce una costante profondità alla squadra, ora come ora - mi dispiace dirlo perchè sono sempre stato un grande fan del tedesco - vale 5 Lahm messi assieme (sia all'andata che al ritorno, abbiamo sfondato sempre dalla sua parte; inoltre è stato timoroso come non mai in fase offensiva, che delusione...). Su Tymoschuk e Zyryanov ormai gli aggettivi si sprecano (chissà quali sarebbero stati i commenti della critca se l'avesse fatta qualche giocatore più "mediatico" quella finta di corpo...). Alla tua lista aggiungerei Denisov, tra i più continui in questi primi mesi, decisivo nel salto di qualità della nostra squadra e soprattutto Shirokov, che in difesa mi sta impressionando come nessun altro in Russia (sta giocando su livelli superiori dei vari Ignashevich, Vidic, Skrtel, etc, sono serissimo), inutile dire che lo esigo titolare ai prossimi Europei (è inoltre validissimo anche come centrocampista, che in realtà è il suo vero ruolo). Ieri ha annullato Luca Toni e fino ad adesso non ha sbagliato un solo intervento, eccetto la doppia ammonizione subita contro il Villareal.


@Vale

Peccato che tu non abbia visto la partita...
Purtroppo hai perfettamente ragione sui Rangers, i Rangers saranno un avversario SPIGOLOSISSIMO, avrei preferito 100 mila volte la Fiorentina. I viola ti lasciano giocare, qualche spazio te lo concedono: e sappiamo tutti quanto sia letale lo Zenit nelle ripartenze, credo di poter affermare senza troppi timori che in contropiede siamo al momento una delle squadre più pericolose che ci siano in circolazione, giochiamo a pochi tocchi (spesso di prima, vedi azione del terzo gol) ed in modo molto veloce, con TANTISSIMO movimento senza palla. Rischiamo tantissimo. E saremo senza Pogrebnyak, che sarebbe stato FONDAMENTALE con la sua forza fisica. Ci ritroveremo quindi nelle stesse condizioni della Fiorentina, con tante mezzepunte tecniche alle spalle di un attaccante alla Pazzini (fisicamente intendo, perchè il turco Fatih Tekke - se becca la giornata giusta - è capace di farci vincere la finale...).

Kerzhakov 91 ha detto...

Signori, leggetevi questo pseudo articolo di Alberto Brandi, un uomo un perchè, disinformazione e superficialità allo stato puro.

http://www.sportmediaset.it/controcampo/articoli/10489/controcampo+coppa%20uefa+fiorentina

Signori, questo NON è un giornalista serio e preparato.


Tancredi Palmeri, uno delle voci più importanti della Gazzetta (giornale comunque più volte criticato dal sottoscritto)...

http://www.gazzetta.it/Calcio/Estero/Primo_Piano/2008/05_Maggio/02/zenitrivelazione.shtml

Signori, questo E' un giornalista serio, competente, obiettivo e preparato.


Trovate la differenza.

kurbjuweit ha detto...

Ciao Kerzhakov era da un bel che non ci sentivamo. Il Bayern nella doppia sfida è stato purtroppo (per me) penoso all'inverosimile. Non voglio togliere meriti allo Zenit ma i bavaresi visti Giovedì a San Pietroburgo erano una banda di turisti svogliati e allo sbando.

Sui giornalisti Mediaset (ma anche Rai)...beh il mio consiglio è: LASCIALI PERDERE...con questa gente ci si ammala il fegato per nulla.

Ciao.

p.s. in Finale tiferò per voi: i Rangers sono davvero pochissima cosa...meritavano di uscire già quando incontrarono il Werder se non fosse stato per le papere di Wiese nella gara d'andata.

valentino tola ha detto...

Mi chiedo se il Brandi avesse scritto le stesse cose con una finale Bayern-Fiorentina...
Comunque ha ragione Kurbjuweit, lasciali perdere: io sono anni che non compro quotidiani sportivi (compro solo il Guerin Sportivo, che è uno dei pochi giornali ad informare seriamente sul calcio internazionale) e che ho staccato completamente da tutte queste trasmissioni.
Fidati, economicamente e mentalmente hai solo da guadagnare :)

Antonio Giusto ha detto...

L'articolo di Brandi non riesco a leggerlo perché è stato tagliato, ma volevo segnalarvi ciò che ha detto Serafini oggi nella scheda del derby: secondo lui i 50 punti di distanza tra l'Inter e il Milan negli ultimi due anni sono dovuti a Calciopoli e al fuso orario giapponese (i cui effetti il Milan li ha subiti sia prima che dopo il viaggio intercontinentale, secondo la sua logica), ma la cosa più importante era che l'Inter avesse vinto la sua ultima Coppa Campioni a Cartagine. Piano con le critiche nei miei confronti, però: ho visto "Guida al Campionato" solo perché non mi trovavo a casa e quella era l'unica pseudo-trasmissione pseudo-sportiva che ci fosse in Tv.