giovedì 26 giugno 2008

La Russia si sveglia da un bellissimo sogno.

Che delusione...

Non siamo mai entrati in partita, nel secondo tempo la Russia NON è scesa in campo...

Soffriamo troppo la Spagna, c'è poco da fare, è la nazionale peggiore che potessimo incontrare e l'abbiamo fatto per ben due volte, venendo umiliati in entrambe le occasioni...

Peccato, perchè meritavamo di uscire a testa più alta, ma oggi la squadra non c'era proprio...
Sembrava un remake della 1a gara, c'era pure la pioggia. Il primo tempo abbiamo tenuto, nella ripresa la squadra è LETTERALMENTE CROLLATA.
Un fantasma Arshavin, aveva troppa pressione addosso. Non me la prendo comunque più di tanto con lui, oggi non salvo NESSUNO (a parte Akinfeev) nella Russia. Peccato.

E' stata una bellissima esperienza, le partite contro Svezia ed Olanda sono state tra le migliori nella storia di questa nazionale, mi avevano fatto sognare...mi sono risvegliato stasera, ancora contro la Spagna. Onore a lei, merita di vincere il torneo. Prove sontuose di Sergio Ramos e Fabregas in particolare.

ONORE ALLA RUSSIA, due gare contro la Spagna a parte, ha fatto un Europeo da incorniciare. Le giornate storte capitano, probabilmente (anzi, sicuramente!), un gruppo così giovane non ha retto la pressione. Ci sta.

sabato 21 giugno 2008

Una Super Russia annichilisce i Maestri olandesi!


Chiedo umilmente scusa a tutti i fedeli lettori del blog per il tempo che vi ho fatto aspettare per preparare l'articolo su Russia-Olanda, la partita che ha permesso alla nazionale guidata da Guus Hiddink di entrare, per la prima volta nella sua storia, nelle semifinali di un grande torneo.


Magistralmente preparata dal “grande traditore” Guus Hiddink, la Russia si fa una bella spremuta degli Oranje di Marco Van Basten, eliminando quella che a detta di tutti era stata la miglior nazionale della prima fase. Un successo epico, arrivato nei tempi supplementari, dopo 120’ tra i più belli che mi sia mai capitato di vedere. Merito della straripante nazionale russa, capace di annichilire sotto tutti i punti di vista la favorita Olanda. Per diversi motivi (la curata preparazione di Hiddink e soprattutto il campionato russo iniziato a marzo) era prevedibile la maggior condizione atletica dei russi, ma a fare la differenza è stato quello che non ti aspetti: il gioco, la velocità di esecuzione e le qualità tecniche dei propri interpreti erano tutti fattori sorprendentemente a favore della Russia, indubbiamente la squadra più bella di questo EURO ’08, l’unica realmente capace di imporre il proprio gioco, sostenuto da un ritmo elevatissimo e dalla genialità di alcuni elementi, su tutti il fantasista Andrei Arshavin, fuoriclasse entrato nell’orbita delle più grandi squadre europee soltanto negli ultimi giorni. Con lui in campo, nonostante non fosse dispiaciuta la prova contro la Grecia, la Russia è inevitabilmente cambiata e sono arrivate così le straordinarie vittorie contro Svezia ed Olanda, che hanno messo in risalto il gioco “verticale” degli uomini di Hiddink, rapido, efficace e con massimo due-tre tocchi a disposizione per tutti i componenti della rosa, Arshavin escluso. Una Russia troppo bella per essere vera, con una mentalità spiccatamente offensiva ed un atteggiamento tattico che non si può non apprezzare: terzini che fungono da ali, un mediano rifinitore come Semak (che fino a due stagioni fa era impiegato come mezza punta…), centrocampisti abilissimi negli inserimenti come Semshov e Zyryanov, un centravanti come Pavlyuchenko abile a spostarsi su tutto il fronte offensivo e pronto a fornire assist…in una parola: CALCIO TOTALE. Un gioco pazzesco, che ha ricordato la migliore URSS di Lobanovskiy nell'offrire sempre quattro-cinque opportunità di scarico a chiunque fosse in possesso palla: meccanismo evidente quando la manovra si sviluppava centralmente, meno sulla fascia dove tante situazioni favorevoli sono state gettate al vento proprio per eccesso di altruismo. Una squadra dunque formidabile, ma non imbattibile: già, perché le tante occasioni sprecate (complice anche un po’ di sfortuna: sei traverse in quattro partite non sono poche…) sono indice di una scarsa freddezza sotto porta, dovuta probabilmente alla poca lucidità per i tanti chilometri macinati nel corso delle varie gare. La stessa difesa, ottima in tutte le partite se escludiamo l’esordio contro la Spagna, ha mostrato qualche lacuna, soffrendo terribilmente gli attaccanti veloci e mobili come il tandem spagnolo composto da Torres e Villa; inoltre, in particolare nel suddetto Quarto di Finale, Van Nistelrooy e compagni sono riusciti a sfruttare le pecche di concentrazione della retroguardia russa sulle palle inattive, come dimostra la rete del pareggio beffa arrivato a 5’ dal termine dei tempi regolamentari. Una rete comunque fondamentale per far entrare nella leggenda questa partita, con i russi che hanno dato una dimostrazione di forza nei supplementari che se non ha eguali, poco ci manca.
I ragazzi di Hiddink, come ammesso dai due Commissari Tecnici nel dopo partita, si sono dimostrati superiori in tutto: la Russia è stata superiore dal punto di vista tecnico, della gestione del pallone, dei passaggi ed ovviamente dal punto di vista atletico. La Сборная России può così vantarsi di essere la prima nazionale ad aver dato una lezione di calcio ai maestri olandesi. Chapeau.

Fin dal calcio d'inizio la Russia non ha mai concesso spazi alla squadra di Van Basten, nelle precedenti partite padrona del campo, e si è portata in avanti con grande energia. Il gol di Pavlyuchenko nelle prime fasi della ripresa sembrava aver risolto la partita, ma a 4' dal termine è arrivato il pareggio su colpo di testa del solito Van Nistelrooy. La Russia, tuttavia, ha dominato i restanti 30' dei supplementari e al 112' l'instancabile Arshavin ha servito al subentrato Torbinskiy la palla del vantaggio. Lo stesso numero 10 dello Zenit, quattro minuti dopo, ha firmato il terzo gol che ha definitivamente spalancato alla Russia le porte della sfida di giovedì contro la Spagna, l’unica formazione in grado di batterla in questi Europei. Sarà però un’altra Russia, si spera.


Proprio come Portogallo e Croazia, l’Olanda, avendo lasciato a riposo gran parte della sua prima squadra nella gara vinta martedì contro la Romania, ha riproposto la formazione di partenza nelle partite contro Italia e Francia, ad esclusione di Robben, alle prese con problemi all'inguine. E' la Russia, partita a gran ritmo come preannunciato da Hiddink, ad avere la prima occasione quando una punizione del fenomenale Zhirkov (sarò stancante, ma lo ripeto per l’ennesima volta: se continua così, il laterale mancino del CSKA “rischia” di diventare un calciatore epocale nel suo ruolo) costringe Van der Sar all'intervento in tuffo e successivamente Pavlyuchenko manda fuori di testa, sprecando un cross stilisticamente perfetto di Semshov. I tifosi russi, in netta minoranza, si fanno sentire più degli olandesi e l'Olanda impiega tempo per prendere le misure sul pressing degli avversari, anche se Van Nistelrooy sfiora l'aggancio decisivo su punizione insidiosa di Van der Vaart. Proprio i calci piazzati, saranno l’unica arma (insieme ai tiri dalla distanza di Sneijder) a disposizione degli Oranje nel corso di tutti i 120’ di gioco (o meglio, dei 90’, perché nei tempi supplementari non avevano neanche la forza per rendersi pericolosi sulle palle inattive, stremati come erano dal correre dietro agli instancabili giocatori russi). Piano piano sale in cattedra anche Arshavin, che impegna l’estremo difensore del Manchester United con un velenoso tiro a giro molto angolato. Il portiere olandese devia poi sopra la traversa un potentissimo tiro di “Rambo” Kolodin (coordinazione fantastica, la sua) e nell’azione successiva il difensore della Dinamo Mosca va di nuovo vicino al gol con un altro missile dai 40 metri. L'Olanda si riporta in avanti e lo sfortunato Boulahrouz, la cui perdita della figlioletta era ricordata dal lutto al braccio dei compagni, libera Van Nistelrooy per un tiro respinto da Akinfeev, nell’unica occasione “manovrata” creata dall’Olanda nell’intero match.
Lodevole il piano tattico di Hiddink nei primi 45’, che costringe i principali costruttori di gioco olandesi (Van der Vaart e Sneijder) ad inseguire il pallone - sempre nei piedi degli avversari che fanno la partita - spremendosi in una delle cose che sanno fare peggio. Nell’intervallo, Van Basten lascia Kuyt negli spogliatoi e prova a pungere con Van Persie, che va subito alla conclusione con un sinistro al volo piuttosto sbilenco. Ma è ancora una volta la Russia a sfiorare il vantaggio, questa volta con Arshavin su punizione. Poi arriva il meritato 1-0 russo: sinistro al volo di Pavlyuchenko su perfetto cross dalla sinistra di Semak, sganciatosi dalla sua posizione centrale e servito in profondità dal solito, perfetto Arshavin. Terzo centro del centravanti dello Spartak Mosca in questo Europeo: e dire che il titolare doveva essere Pogrebnyak, terminale offensivo dello Zenit, che, infortunato, è stato costretto al forfait. Van Basten cambia ancora: sposta in mezzo la qualità di Sneijder e abbassa Van der Vaart. Ha bisogno di far gioco: fuori un Engelaar sottotono e dentro, sulla fascia, il giovane Afellay, apparso molto pimpante contro Italia e Romania. L'Olanda si sbilancia tutta in avanti, generosa, ma mai brillante, disordinata. Sneijder la carica con i suoi, forse eccessivamente pretenziosi, tiri dalla distanza. La Russia riparte che è un piacere in contropiede (da manuale del calcio l'azione che, con tre tocchi di prima al volo, lancia Anyukov in porta), ma ha il torto di non concretizzare. Spreca a bizzeffe, in particolare con Pavlyuchenko (non criticatelo troppo però: con tutto il lavoro oscuro che svolge, è normale non essere lucidissimo in alcune circostanze). La Russia viene punita allo scadere dalla più vecchia legge del calcio, quella che si può riassumere con il classico “gol sbagliato, gol subito”. Inutile dire che è ancora un calcio piazzato a mandare in confusione gli uomini di Hiddink: Sneijder calcia, Ignashevich si perde Van Nistelrooy che insacca, con Akinfeev dubbioso se uscire o meno.

A questo punto, il sottoscritto (come credo il 95% dei sostenitori russi) pensava che ormai non c’era più niente da fare, che la partita l’avrebbe vinta in un qualche modo l’Olanda nei tempi supplementari. Più volte ho ribadito i limiti caratteriali e mentali dei calciatori russi (dovuti principalmente alla loro scarsa esperienza internazionale) e mai e poi mai avrei creduto che si sarebbero risolevvati in così poco tempo da una tale beffa. Evidentemente mi sbagliavo, eccome se mi sbagliavo.
E’ infatti ai tempi supplementari che la prestazione della Russia entra di diritto nella storia del calcio o perlomeno in quella dei Campionati Europei. Complice anche un’Olanda visibilmente cotta atleticamente, la Russia parte all’assalto, dimostrando una determinazione fino a questo momento tenuta ben nascosta ed una forza d’animo a dir poco sorprendente per chi l’ha seguita negli ultimi anni. Sono due i principali trascinatori: Zhirkov ed Arshavin, che si scatenano letteralmente negli ultimi 30’, dimostrando una condizione psicofisica strepitosa. Determinanti anche lo spirito di sacrifico di Semak – un capitano vero, l’universalità di Zyryanov e la freschezza abbinata ad una tecnica da non sottovalutare di Bilyaletdinov, subentrato nel corso della ripresa insieme al compagno di club Torbinskiy, colui che deciderà l’incontro. Già in apertura del primo tempo supplementare, Arshavin si mette a fare il fenomeno, superando un avversario con una pregevole “rotazione di 360° alla Zidane”, saltandone un altro nello stretto ed impegnando in due tempi Van der Sar con una velenosa conclusione rasoterra. Poi è ancora lui a mandare alto da posizione favorevole. Il monologo russo viene confermato dalla devastante traversa centrata in pieno da Pavlyuchenko, con un tiro a spiovere che avrebbe meritato il gol. Passano pochi minuti ed Arshavin, combinando bene con Bilyaletdinov, sfonda sulla fascia sinistra e crossa in mezzo: il pallone attraversa tutto lo specchio della porta ma nessuno riesce a deviarlo quel tanto che basta in rete. Nel frattempo sale in cattedra anche Zhirkov, che prima penetra, elegantemente come sempre, in area guadagnandosi un rigore che lo slovacco Michel (bravo invece precedentemente a ritornare sui suoi passi riguardo l’espulsione di Kolodin) non ha il coraggio di concedere e poi, dialogando con il miglior Bilyaletdinov ammirato in questo EURO 2008 (anche se pure contro la Svezia fece bene), crossa al centro per l’accorrente Torbinskiy che non riesce a spingere il pallone in rete, in seguito sparato alto da un Pavlyuchenko in posizione scordinata. Arshavin si rende conto che per portare i suoi in vantaggio ci vuole una sua invenzione: prende palla, supera con un tunnel l’ottimo De Jong (il migliore tra le file degli Oranje, a pari merito con il madridista Sneijder), salta in dribbling Mathijsen e serve al centro un pallone d'oro al liberissimo Torbinskiy che, troppo frettolosamente, calcia di prima, quando invece avrebbe avuto tutto il tempo per stoppare con più calma il pallone e concludere in un secondo tempo a botta sicura. Ci prova ancora Kolodin, questa volta con una “bomba” direttamente su calcio di punizione, ma niente da fare, il pallone sembra proprio non voler entrare. Quando tutti si aspettano i calci di rigore, ecco l’ennesima giocata geniale di Arshavin, che arriva sul fondo dopo aver ubriacato di finte il povero Oojier: cross morbido che supera Van der Sar e 2-1 di Torbinskiy (che in precedenza si era fatto stupidamente ammonire: salterà la semifinale, così come Kolodin) in spaccata. Gioia irrefrenabile per i russi, che saltano tutti addosso al piccolo trequartista esterno della Lokomotiv. Hiddink decide di spendere l’ultimo cambio che gli era rimasto a disposizione, chiamando in panchina uno stremato Pavlyuchenko ed inserendo Sychev, che si rende subito pericoloso con un potente destro da fermo. A quattro minuti dall’importantissima rete del vantaggio, è giusto che sia proprio Arshavin, l’indiscusso Man of the Match, a chiudere definitivamente l'incontro: finta di corpo da campione qual è per saltare l’avversario e tiro deviato da Ooijer che passa sotto le gambe di Van der Sar. Finisce 3-1, con la Russia che raggiunge per la prima volta nella sua storia le semifinali di un grande torneo, con l’obiettivo di vendicare l’URSS del ’64 (battuta per 2-1 in finale proprio dalla Spagna), dopo aver già buttato fuori la nazionale che pose fine ai sogni di gloria dell’Armata guidata dal Colonnello Lobanovskiy nel 1988. Ma soprattutto è un occasione unica per dimostrare che quel 4-1 inflittogli dalla Spagna esattamente due settimane fa era stato “casuale”.

Ora spetterà ai 23 agli ordini di Hidink decidere se essere ricordati come una delle tante nazionali belle ma incompiute (vedi la stessa Unione Sovietica degli anni ’80) oppure se diventare una delle pochissime selezioni belle e vincenti. Tutto è nelle loro mani.

martedì 17 giugno 2008

Sperando che sia di buon auspicio...

Domani mattina il sottoscritto partirà per Innsbruck ed in serata si recherà allo stadio per tifare la Russia insieme ad un suo amico, sperando ovviamente che tutto vada per il meglio.

Visto che domani, come voi ben saprete, ritornerà finalmente disponibile un giocatore molto importante per la nazionale russa, vi ho preparato un piccolo "regalo": una compilation realizzata dal sottoscritto con il meglio di Andrey Arshavin, dalla stagione 2005 fino ai giorni nostri (purtroppo non sono riuscito a trovare video con i gol delle sue precedenti annate). Spero che voi appreziate questa "chicca".

Sedetevi ben comodi ed ammirate, gente!

domenica 15 giugno 2008

La Russia è ancora viva, Campioni d'Europa a casa.


Grecia - Russia 0-1
Rete: 33' Zyryanov.

La Russia si rialza dopo la pesante sconfitta subita dalla Spagna e vince per 1-0 contro la Grecia, eliminando così dalla competizione i Campioni in carica. Tre punti fondamentali e ampiamente meritati per la squadra di Hiddink, che ora si giocherà le proprie chance di qualificazione in quello che è un vero e proprio spareggio (o quasi...visto che la Russia ha l'obbligo di vincere, a differenza di Ibra e compagni, ai quali basterebbe un pareggio) contro la Svezia, mercoledì 18 giugno ad Innsbruck.
Ci si aspettava una reazione dai giocatori russi, pesantemente criticati dalla stampa locale (e dal sottoscritto) per il pessimo esordio che ha messo in risalto tutti i limiti di personalità e di inesperienza di questa giovane nazionale. I calciatori si sono giustamente offesi ed ieri hanno mostrato finalmente carattere, giocando coesi, sacrificandosi e rischiando anche qualcosina, senza però più la paura di sbagliare. Un passo avanti è stato fatto dunque rispetto alla gara d'esordio. Da salvare il gioco proposto, a tratta veramente piacevole e divertente, ma soprattutto rapido e con pochi tocchi nelle ripartenze, "alla Zenit" insomma. Oltre che minor timore degli stessi interpreti, concentrati e coscenti che soltanto una vittoria avrebbe garantito loro la possibilità di giocarsi il passaggio del turno nell'ultimo match, c'è stato molto più movimento senza palla rispetto all'incontro precedente, Pavlyuchenko è riuscito a giocare bene di sponda, i centrocampisti si sono inseriti a turno con una buona frequenza e la difesa, seppur rischiando qualcosina sulle palle inattive (del resto, se i giocatori russi avevano dalla loro una maggior freschezza atletica, i greci fisicamente erano devastanti), ha retto bene. Semak, nonostante non sia di certo un interditore puro, con la sua esperienza garantisce equilibrio al centrocampo, Zyryanov (troppo largo sulla destra ieri, uno come lui dovrebbe sempre stare in mezzo al campo) e Semshov sono fondamentali per il modulo, così come i due fantasisti - ieri sera l'ottimo Torbinskiy e Bilyaletdinov - dietro a Pavlyuchenko sono riusciti quasi sempre a creare superiorità numerica tra le linee, mettendo in seria difficoltà la lenta e macchinosa retroguardia ellenica.
I problemi però persistono e questa volta riguardano esclusivamente il reparto offensivo: troppi, troppi errori sottoporta: Pavlyuchenko - colui che ha avuto sui piedi le principali palle gol - ha giocato una grandissima partita, ma ha peccato di cattiveria, così come tutti i suoi compagni. Russia bella ma sprecona, insomma. Ieri è andata fortunatamente bene, ma contro la Svezia non si dovranno più commettere tutti questi errori di mira, perchè il rischio di essere clamorosamente beffati all'ultimo è grande.
Un'altra cosa che fatico a comprendere è come mai la Russia stia sfruttando così poco la fascia destra presieduta da Anyukov che, con la sua costante ricerca della profondità, può risultare devastante, esattamente come nello Zenit. Sia contro la Spagna che contro la Grecia, il 25enne terzino è stato cercato troppo poco dai compagni ed è un fatto francamente poco comprensibile. Ok che la manovra russa, vista l'intraprendenza e lo stato di forma di Zhirkov, parte quasi sempre dalla corsia mancina, però bisognerebbe cambiare il gioco più frequentemente, cercando di sfruttare i terribili tagli di Anyukov, capace di inserirsi anche nella più impenetrabile delle difese. Probabilmente serve il Genio, finalmente disponibile nella prossima gara, per innescare il terzino ex Krylya Sovetov.

Va detto che, il compito della Russia è stato facilitato dalla pochezza (più che tecnica, direi di idee, perchè i giocatori per creare qualcosa di più in fase offensiva Rehhagel li aveva) dell'avversario. E' stata infatti la Grecia che tutti si aspettavano: non più catenacciara come contro la Svezia, ma troppo poco pungente in attacco. Come ha sottolineato il C.T. tedesco nel dopogara, i greci hanno sofferto terribilmente la velocità delle ripartenze russe e, forse proprio per questo motivo, si sono affidati solo ed esclusivamente ai lanci lunghi per cercare di intensierire la retroguardia russa e, in alcuni frangenti, ci sono anche riusciti. Ha provato a dare qualcosa di più Karagounis quando è entrato, ma è stato troppo poco per una squadra che è sembrata mancare prima di tutto di dinamismo. Qualche tifoso ha polemizzato per la rete annullata nei minuti conclusivi ma, la decisione dell'assistente italiano è sembrata corretta (e comunque nel primo tempo Rosetti non aveva assegnato due rigori alla Russia che sembravano netti). Ma non è tutto da buttare l'Europeo dei Campioni d'Europa uscenti: Kyrgyakos ha ben impressionato in entrambe le sfide, vincendo i duelli aerei sia con Ibrahimovic che con Pavlyuchenko, due tra i clienti più scomodi di tutta la manifestazione. Il terzino sinistro Torosidis è sembrato pronto per lasciare la penisola ellenica: buoni fondamentali, abbastanza veloce, dribbling più che discreto e cross tagliati e precisi lo rendono un giocatore che potrebbe tornare utile per qualsiasi club di medio-alto livello. Si sono confermati due degli eroi di quattro anni fa: il mediano Katsouranis ed il regista Basinas mentre ci si aspettava di più da Seitaridis (peraltro infortunatosi ieri) e dal già citato ex interista Karagounis. Il reparto che più deluso è stato l'attacco, notevolmente migliorato sulla carta rispetto allo scorso Europeo, ma troppo poco incisivo: non soprende più di tanto la scarsa vena realizzativa di Charisteas (uno che non ha mai segnato tanto in carriera), piuttosto deludono i vari Amanatidis, Gekas, Liberopoulos e Samaras, dai quali ci si attendeva tremendamente di più in fase conclusiva. Meritava più spazio il piccolo e rapidissimo Salpingidis, folletto del Panathinaikos. Probabilmente gli attaccanti non sono riusciti a trovare la via del gol proprio per l'impostazione tattica che Rehhagel ha dato alla sua formazione, come è risaputo difensiva ed attendista. Quattro anni fa aveva vinto lui, ora si è dovuto fermare dinanzi ad una Russia che fa del gioco la sua arma principale...Russia che, guarda a caso, era stata l'unica nazionale capace di battere la Grecia ad EURO 2004.



PAGELLE:

 Akinfeev: Le poche volte che è stato chiamato in causa, ha sempre risposto presente. Voto: 6.

 Anyukov: Ancora una volta inspiegabilmente poco sfruttato, eppure lui sembra essere in forma. Nel penetrare nelle difese avversarie non è secondo a nessuno al mondo, irresistibile se servito in profondità, potrebbe essere il chiavistello adatto per aprire la solida difesa svedese. Voto: 6.

 Ignashevich: Contro i velocissimi attaccanti spagnoli è un bene che sia rimasto seduto in panchina (il che è tutto dire, visti i pessimi risultati ottenuti da Shirokov e Kolodin...), ma in gare come queste è imprescindibile. Non si assume grosse responsabilità, svetta e spazza che è un piacere, ma è meglio così, dato che il giocatore in questione, oltre alle lentezza, ha come limite principale quello di "addormentarsi" un pò troppo frequentemente quando ha il pallone fra i piedi (vedi gol dell'israeliano Golan, che sarebbe potuto costare la mancata partecipazione della Russia ad EURO '08). Voto: 6

 Kolodin: Confermato a sorpresa a scapito di Shirokov (che inserirei proprio al posto suo contro la Svezia), il difensore della Dinamo Mosca disputa un'attenta gara, disimpegnandosi con naturalezza. Voto: 6.

 Zhirkov: Attualmente è probabilmente il miglior calciatore russo dopo Arshavin, ora che si sta disciplinando tatticamente nella sua nuova posizione di terzino sinistro, promette di diventare il migliore al mondo nel suo ruolo. Come dargli torto, raramente ho visto un laterale di difesa così completo. Sempre elegante nelle movenze, veloce, eccellente nel dribbling, devastante quando ha tanto campo a propria disposizione ed addirittura efficace nelle diagonali difensive. Capace di annullare Sergio Ramos nello sfortunato match d'esordio, si conferma alla grandissima anche contro la Grecia. Esce sfinito ed affaticato dopo i tantissimi chilometri macinati su e giù per la fascia sinistra. E' pronto per fare il salto in una big del calcio europeo, è il più pronto tra i russi. Voto: 7. (dall'87' V. Berezutskiy: s.v.)

 Zyryanov: Il Man of the Match, e questo basta ed avanza. Ovviamente la prestazione di Zyryanov (peraltro aiutato nell'occasione del gol dalla folle uscita di Nikopolidis) non si è limitata alla comunque importantissima marcatura, ma è stata preziosa come sempre, per un calciatore che nella nazionale - esattamente come nella squadra di club - è insostituibile. Voto: 7.

 Semak: Si riscatta con gli interessi dalla brutta prova fornita contro la Spagna, servendo l'intelligentissimo assist in rovesciata a "Kosta" Zyryanov. Non è un interditore, non è un mediano alla Tymoschuk, ma tra i calciatori russi presenti nella rosa di Hiddink è l'unico capace di giocare con profitto davanti alla difesa. Voto: 7.

Semshov: Come tanti talenti russi degli ultimi anni (un nome su tutti: Dmitry Loskov), non ha mai particolarmente brillato in nazionale, leader nella Torpedo e nella Dinamo Mosca, timido invece nella "Sbornaya", dove si limita a svolgere il compitino. Può fare di più uno come lui, che ha un ottimo piede, un buon tocco, una visione di gioco nontrascurabile, un fisico brevilineo che gli permette di saltare l'uomo con relativa facilità ed un potente e preciso tiro da fuori. Voto: 6.

Torbinskiy: Ottima scelta di Hiddink quella di preferirlo a Sychev e Bystrov: Torbinskiy è più rapido nello stretto rispetto al primo ed è maggiormente in grado di giocare a tutto campo, a differenza del secondo. Particolarmente sofferto dalla Grecia a causa dell'imprevedibilità dovuta alla sua rapidità nel breve e ad un più che discreto dinamismo, sarà dura ora lasciarlo in panchina per fare spazio ad Arshavin. Voto: 6,5.

Bilyaletdinov: Irritante e seducente, come sempre. E' lecito aspettarsi di più da un talento come lui, ma ieri sera, pur essendo il meno brillante tra le file della Russia, non ha demeritato, anzi, si è guadagnato la sufficienza...in attesa di vederlo più in forma. Voto: 6. (dal 70' Saenko: s.v. Ha giocato troppo poco per guadagnarsi un voto in pagella, ma devo ammettere che ieri, nonostante diffidassi dal suo impiego a partita in corso, mi ha favorevolmente sorpreso. Continua così!)

Pavlyuchenko: Meno freddo e letale del solito (in particolare nell'ultima occasione, davvero buttata al vento), ma non mi sento di criticarlo, assolutamente, perchè ha giocato una gara di altissimo livello. Ce ne sono pochi di centravanti in circolazione così completi: ieri è riuscito a fare il Pogrebnyak della situazione, giocando bene di sponda e soprattutto allargandosi sulle fasce laterali, aprendo numerosi spazi per gli inserimenti senza palla dei compagni. Voto: 7.

martedì 10 giugno 2008

Spagna-Russia: esordio peggiore non ci poteva essere.

Spagna (4-4-2): 1 Casillas; 15 S. Ramos, 5 Puyol, 4 Marchena, 11 Capdevila; 6 Iniesta (dal 63', 12 Cazorla), 19 Senna, 8 Xavi, 21 Silva (dal 77', 14 Xabi Alonso); 7 Villa, 9 F. Torres (dal 54', 10 Fabregas).

Russia (4-3-2-1): 1 Akinfeev; 22 Anyukov, 14 Shirokov, 8 Kolodin, 18 Zhirkov; 17 Zyryanov, 11 Semak, 20 Semshov (dal 58', 7 Torbinskiy); 21 Sychev (dal 46', 23 Bystrov) (dal 70', 6 Adamov), 15 Bilyaletdinov; 19 Pavlyuchenko.


E' brutto da dire, ma la cosa che è balzata all'occhio più di ogni altra dopo questa pesante - forse anche eccessiva nel punteggio - sconfitta della Russia è la totale mancanza di personalità mostrata in campo dalla maggior parte degli uomini di Hiddink dopo essere passati immeritatamente in svantaggio. Ancora una volta la nazionale russa conferma tutti i suoi limiti caratteriali negli incontri che contano, quando ogni minimo errore o calo di concentrazione viene pagato a caro prezzo. Con la presenza di un allenatore prima di tutto motivatore come Hiddink si credeva che i calciatori russi avessero cambiato atteggiamento, ma la partita di oggi ha dimostrato che la maturità non è stata ancora raggiunta. Per un tifoso (perchè è inutile nasconderlo, pur cercando di essere il più obiettivo e razionale possibile, il sottoscritto è prima di tutto un grande sostenitore della nazionale russa), vi posso assicurare che non c'è cosa peggiore che vedere completamente demotivata la propria squadra: giocatori senza idee, che camminano sotto di due reti, che non alzano il ritmo come dovrebbero e soprattutto come POTREBBERO. Sono impauriti, non hanno la forza psicologica per osare e, quando lo fanno, lasciano spazi in contropiede che mandano a nozze un'avversaria micidiale come la Spagna (mi ricordo come se fossi ieri quando scrissi sul mio blog alla fine del sorteggio per la composizione dei gironi che la nazionale di Aragones era in assoluto quella che più avrei voluto evitare, proprio perchè possedeva le caratteristiche tali per farci tremendamente male: alla luce dei fatti, direi che ero stato un buon profeta), straordinaria nel lanciare in profondità i suoi velocissimi attaccanti, che riescono ad avere senza problemi la meglio su Kolodin e Shirokov nell'uno contro uno in campo aperto. Quel che ha fatto quindi più discutere nella prova della Russia, ancor più che degli innumerevoli errori madornali che nell'arco dei 90' ci possono stare, è il come Semak e compagni hanno perso questo match. La Russia poteva giocarsi questa partita e non l'ha fatto. E' questo il fatto disarmante (ma allarmante allo stesso tempo) che mi ha lasciato perplesso. Nelle poche occasioni in cui i russi hanno attaccato in velocità, hanno SEMPRE messo in difficoltà la retroguardia spagnola. Ed allora perchè non l'hanno fatto con continuità? Perchè nella ripresa hanno trotterellato svagati per il campo? Probabilmente c'è una risposta a tutti questi perchè ed è la più crudele di tutte: si tratta di una squadra (fatta eccezione per pochi singoli, ne cito quattro: Akinfeev, Malafeev, Zhirkov e Zyryanov) senza personalità.


Fatta una rapida disamina su quello che è stato il vero problema della Russia nella gara odierna, passiamo ora ad analizzare gli aspetti tattici e gli errori macroscopici - uniti ad una buona dose di sfortuna che non guasta mai - che hanno di fatto consegnato i 3 punti alle "Furie Rosse". Paradossalmente, l'inizio dei russi era stato anche buono, forse con un atteggiamento un pò troppo difensivista per quella che è la mentalità calcistica di un'intera nazione (che non si può cambiare, c'è poco da fare), ma comunque positivo, perchè la Spagna non riusciva ad imporre il proprio gioco, non trovava sbocchi, si scontrava contro l'efficiente pressing attuato dai ragazzi (è proprio il caso di dirlo: un'attenuante di questa debacle, oltre alle assenze di Arshavin e Pogrebnyak, può in effetti essere l'età media della rosa, la più giovane in assoluto di EURO 2008) di Hiddink...insomma, era in difficoltà, la Russia era partita con il piglio giusto. Pure in fase offensiva, come dimostra la conclusione di poco a lato di Semshov dopo un bel guizzo di Sychev (l'unico, 45' in ombra per lui) sulla fascia destra. Eppure alla prima difficoltà, dopo un gol letteralmente regalato agli avversari (passaggio di Shirokov intercettato, rilancio rapido della difesa spagnola che lancia a rete Torres, solo contro Kolodin, con il quale riesce ad avere la meglio dopo un fortunato rimpallo), escono fuori tutti i limiti caratteriali sui quali mi sono soffermato sopra. Oddio, inizialmente la Russia la reazione di orgoglio l'aveva avuta e conclusa con il clamoroso palo centrato da Zyryanov (ennesimo segnale di una gara evidentemente storta in tutto e per tutto) , che sembrava promettere bene. Ma così non è stato. I russi perdono la sicurezza iniziale, si disuniscono, perdono le distanze fra i reparti e commettono il grave errore di sbilanciarsi, prendendo la seconda rete poco prima dell'intervallo. Una doccia fredda. Un passivo assolutamente immeritato, come l'onesto Aragones ha ammesso nelle dichiarazioni del dopo partita. Inutile dire che anche nel raddoppio spagnolo le responsabilità della retroguardia russa non sono poche: maglie troppo larghe e tattica del fuorigioco applicata male, portano l'implacabile Villa a battere Akinfeev per la seconda volta. Bravissimo Iniesta che vede un corridoio difficilmente percettibile, ma l'errato posizionamento dei due centrali difensivi resta tale.
La ripresa si apre con il primo cambio di Hiddink, che toglie Sychev ed inserisce Bystrov. Chi si aspetterebbe di vedere una Russia d'attacco, arrembante ed alla ricerca del pareggio, rimane abbondantemente deluso. Il ritmo imposto dai russi è lento, la manovra macchinosa e prevedibile, se si eccettuano le volate sulla fascia sinistra dell'unico giocatore russo (insieme ad Akinfeev e Zyryanov) a salvarsi: il grande Zhirkov, assolutamente pronto per una big del calcio europeo, che spinge come un forsennato, annullando di fatto Sergio Ramos, preoccupato appunto a contrastare i contrattacchi del numero 18 del CSKA Mosca. Ma è chi dovrebbe accendere la luce che toppa clamorosamente. Semak appare impacciato e poco lucido, Semshov risulta inutile impiegato quasi da seconda punta, Bilyaletdinov rappresenta l'emblema del calciatore russo: talentuoso ma discontinuo, timido, timoroso...in una parola, senza personalità. Hiddink inserisce Torbinskiy che con la sua vivacità rappresenta una fiammella in un buio pesto fatto di passaggi a vuoto, errati disimpegni e chi più ne ha più ne metta. Quando poi Aragones decide di togliere una punta (Torres) per andare a rinforzare il centrocampo con Fabregas, la partita non ha più ragione di esistere. L'ex C.T. di Olanda, Corea del Sud ed Australia toglie un incredulo Bystrov a mezzora dalla fine, sconfessando la sua stessa mossa di inizio ripresa, segno che più di qualcosa è andato storto nel suo piano originario. Dentro finalmente un'altra punta, quell'Adamov tanto contestato per aver "scippato" il posto a Kerzhakov nei 23. Ma ormai è troppo tardi, anzi con questo cambio la Russia si sbilancia una volta di più e subisce la rete del 3-0, con Villa che si permette di dribllare e ri-dribblare Shirokov, per la prima volta deludente nel suo nuovo ruolo di difensore centrale. A questo punto, quando meno te l'aspetti, avviene l'ormai inutile reazione d'orgoglio della Russia, che nel giro di pochi minuti alza ancor di più il proprio baricentro, segna la rete del 3-1 con Pavlyuchenko e fallisce l'oppurtunità per riaprire clamorosamente la partita con Semak, che si divora un gol già fatto. Nel recupero, è ancora uno straripante "Guaye" a guidare l'ennesimo contropiede delle "Furie Rosse", confezionando l'assist per Xavi, il cui tiro al volo viene respinto da Akinfeev sulla testa di Fabregas, che sancisce il risultato finale. Gol irregolare per una netta posizione di fuorigioco, ma non se ne accorge nessuno.
E' la peggior partita dello stratega (o presunto tale) Guus Hiddink in una fase finale di una competizione per nazionali. Sono tutti dati che devono far riflettere il santone olandese in primis.

Prima o poi, presto o tardi, nella vita bisogna crescere e questa per la Russia è l'ennesima occasione per farlo, per imparare dai propri errori e per eliminare i propri limiti caratteriali. Che i giocatori si guardino negli occhi, che si parlino, si chiariscano, ma che soprattutto tengano alto l'onore di un intero Paese, il più vasto al Mondo, che li supporta. Hanno ancora il tempo per rimediare...che lo facciano allora.

sabato 7 giugno 2008

Notizia tragica per la Russia: niente Europei per Pogrebnyak!


Pessima notizia per una sempre più sfortunata nazionale russa, che dovrà già fare a meno della sua principale stella - lo squalificato Andrey Arshavin - nelle prime due gare: il bomber dello Zenit San Pietroburgo Pavel Pogrebnyak non ce la farà a recuperare in tempo per potersi rendere utile nel corso dei Campionati Europei di calcio ed è stato così costretto ad abbandonare i propri compagni. Il 24enne centravanti si era infortunato al menisco due settimane fa, in un'amichevole vinta per 2-1 dalla Russia contro la Serbia. Il C.T. Guus Hiddink aveva deciso di lasciarlo nel gruppo, confidando in un suo recupero lampo, che purtroppo però non si è verificato. Pogrebnyak a sorpresa verrà sostituito da un centrocampista, il giovane Oleg Ivanov (21) del Krylya Sovetov, già presente nel gruppo come riserva, e non da un attaccante (il prescelto dalla stampa era Alexander Kerzhakov, il grande escluso).

venerdì 6 giugno 2008

Nasce "Europei di Calcio 2008".


In occasione degli Europei, nasce un nuovo blog collettivo, http://europeidicalcio2008.splinder.com/, del quale sarò membro assieme a Valentino Tola (già curatore del blog "Calcio Spagnolo"), Carlo Pizzigoni (curatore del "Bar delle Antille" e collaboratore fra gli altri del Guerin Sportivo e di gazzetta.it), Giuliano Adaglio ("Eurocalcio"), Antonio Giusto ("Calcio d' Angolo") e Alec Cordolcini ("Settimana Sportiva" e "Guerin Sportivo"). Sarà un piacere per noi offrirvi a partire da domani commenti sintetici ma, speriamo, efficaci sulle partite di quest' Europeo.Rimarrà ovviamente da parte mia l' impegno a seguire e commentare per questo blog tutta l' attualità riguardante la Russia (i pezzi sulle partite della Сборная России li potrete comunque trovare indifferentemente sui due blog).

giovedì 5 giugno 2008

Tre vittorie su tre contro Kazakhstan, Serbia e Lituania...si può essere (moderatamente) ottimisti oppure no?

Premesso che gli avversari affrontati non erano l'Ungheria del '54, il Brasile del '70 e l'Olanda del '74 (anche se la Serbia, soprattutto in quanto ad individualità, non avrebbe assolutamente sfigurato ai prossimi Europei) e fermo restando che i risultati di queste amichevoli vanno sempre presi con le molle, ho visto una più che discreta nazionale russa, specie nelle prime due gare (contro la Lituania non fatevi trarre in inganno dal risultato finale: la Russia avrebbe potuto segnare anche qualche rete in più, ma dietro ha lasciato a desiderare, mal coperta da un centrocampo che ha badato esclusivamente ad offendere, senza preoccuparsi della fase difensiva, il che ha portato al crearsi di enormi praterie in contropiede per gli avversari). Hiddink, nonostante le tanto discusse convocazioni, sembra aver imboccato la strada giusta, che è quella del centrocampo a tre in pieno stile Zenit (pesa come un macigno però l'assenza di un giocatore come Tymoschuk, inutile negarlo) con due mezze punte a ridosso dell'unico centravanti, che a questo punto sarà sicuramente Pavlyuchenko nella gara inaugurale contro la Spagna, vista l'indisponibilità di Posha. Le trame proposte in fase di impostazione del gioco mi hanno soddisfatto, sono state spesso di pregevole fattura. La Russia se vorrà disputare un buon Europeo dovrà assolutamente giocare sempre ad alti ritmi, sulla falsariga dello Zenit versione europea, aggredendo gli avversari nella propria metacampo e sfruttando il movimento senza palla degli esterni e l'inserimento da dietro dei centrocampisti. Assolutamente da non ripetere l'atteggiamento attendista al limite del vacanziero di quattro anni fa, proprio nella sfida d'esordio anche in quell'occasione avvenuto contro la Spagna: la Russia si dovrà sì principalmente difendere dagli attacchi delle "Furie Rosse" ma utilizzando le armi che ha a propria disposizione, assolutamente non lasciando il pallino del gioco in mano agli avversari, perchè questa è una nazionale capace di giocare a calcio, specie in velocità (certo, senza Arshavin non sarà la stessa cosa, anche se sono fiducisioso su alcuni giocatori che mi auguro arrivino al top della forma, come Bilyaletdinov e Sychev). La regola numero uno sarà però un'altra: NON SCOPRIRSI ed attaccare con moderazione, cercando di gestire al meglio le risorse fisiche-atletiche (ricordo che questa nazionale, causa ottusaggine di Hiddink riguardo il mai del tutto chiarito "caso Denisov", non ha praticamente ricambi al terzetto di centrocampisti, gli altri presenti nella rosa o sono trequartisti o sono ale dalle caratteristiche spiccatamente offensive). La difesa continua a non convincere (ridicoli i gol presi da Serbia e Lituania), anche se preferisco di gran lunga il reparto schierato con quattro difensori in linea piuttosto che quello a tre che ha caratterizzato le Qualificazioni, in uno dei moduli più offensivi che la storia del calcio ricordi.



Ecco a voi un video realizzato dal sottoscritto con tutti i gol segnati e subiti dalla Russia nelle tre amichevoli valide come gare di preparazione ad EURO 2008.

martedì 3 giugno 2008

Ma Hiddink ci è o ci fa? Ora ha deciso di non rispedire a casa l'infortunato Pogrebnyak.

Guus Hiddink ha confermato che il centravanti Pavel Pogrebnyak (24) farà parte della rosa della Russia che parteciperà ad EURO 2008, nonostante l'infortunio piuttosto grave occorsogli durante l'amichevole vinta per 2-1 dalla Сборная России contro la Serbia nella scorsa settimana (partita sbloccata, fra l'altro, da un eurogol di "Posha" su calcio di punizione dai 30 metri).

Oggi il bomber dello Zenit San Pietroburgo si è recato a Monaco per un esame al menisco ed ha immediatamente sollevato dubbi sulla sua effettiva condizione fisica; secondo molti infatti, tra cui il presidente della Federazione Russa Vitaly Mutko, Pogrebnyak avrebbe dovuto essere rispedito a casa, dato che rischia seriamente di stare fermo per tre settimane, non riuscendo quindi a recuperare per l'Europeo. Il C.T. olandese ha però sorpreso tutti, affermando che il numero 13 rimarrà lo stesso tra i 23 convocati e che non ha intenzione di chiamare eventuali suoi sostituti. Pogrebnyak salterà certamente l'esordio contro la Spagna, ma non è escluso che possa ritornare disponibile per le successive gare, anche se al momento è un'ipotesi difficilmente realizzabile.Ricordiamo che la nazionale russa nelle prime due gare dovrà fare a meno anche dello squalificato Andrey Arshavin, considerato unanimemente il più forte calciatore della rosa a disposizione di Hiddink.