lunedì 28 luglio 2008

QUINDICESIMA GIORNATA: Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-0


Rete: 88' K. Kombarov.

Un gol nel finale di Kirill Kombarov su perfetto cross del gemello Dmitry fa volare la Dinamo Mosca al secondo posto in classifica, a pari punti con l'Amkar ed a due sole lunghezze dal Rubin capolista. Beffata ancora una volta la squadra di San Pietroburgo, rimasta in 10 sul finire del primo tempo per una stupida ma anche contestabile doppia ammonizione del centravanti turco Fatih Tekke (primo giallo per proteste, secondo per presunta simulazione in area di rigore).
"Oggi non meritavamo di perdere, perchè la squadra ha giocato abbastanza bene e l'espulsione di Tekke ci ha complicato i piani; l'arbitro ha sbagliato, un arbitro non deve mai influire negativamente sull'andamento della gara ed il direttore di gara oggi ha esagerato. Meritavamo di dividerci la posta, potevamo segnare e siamo stati sfortunati". Queste le parole di Dick Advocaat. La classifica, pur con le due gare da recuperare, comincia ad essere deficitaria per lo Zenit, soprattutto per il cosiddetto calcolo dell'andamento. L'obiettivo scudetto sembra un miraggio, per il semplice fatto che lo Zenit ha troppe squadre da andare a riprendere; è vero che vincendo le prossime 3 o 4 gare (cosa comunque assai improbabile visto l'andamento dello Zenit nell'attuale campionato: pensate che non ha mai vinto due gare consecutive!!!) già in zona Champions League, ma è evidente che giocare ogni tre giorni sta prendendo energie psicologiche ed ora anche fisiche ai giocatori impiegati (che alla fine sono sempre i soliti 12-13), visto che sono due le gare in cui Tymoschuk e compagni negli ultimi minuti vanno regolarmente in affanno. Quando i Campioni di Russia avevano il serbatoio pieno, hanno buttato via troppe occasioni per riavvicinarsi alla vetta (su tutte la sconfitta interna per 3-4 contro lo Spartak Nalchik, ma si potrebbero citare diversi altri incontri) ed ora che iniziano ad essere inevitabilmente stanchi (e qui una buona fetta di responsabilità è della società, praticamente immobile sul mercato), non tanto forse della stagione (perchè se avessero problemi d'ossigeno a luglio la situazione sarebbe veramente tragica per lo Zenit...), ma stanchi del fatto di giocare ogni tre giorni da un mese a questa parte. Tutti rischi però che erano stati messi in preventivo quando la dirigenza del club di San Pietroburgo propose alla Federazione Russa di rinviare questi match per meglio preparare la corsa alla Coppa UEFA da parte degli uomini di Advocaat. E si ritorna al punto di partenza: se il tecnico olandese si 'fida' soltanto di un ristretto numero di giocatori, visto che non è possibile che questi giochino sempre, perchè la società non è intervenuta sul mercato? Questo è quello che vorrebbero sapere i supporters dello Zenit.
Come sempre nel mondo del calcio, a chi piange viene contrapposto invece chi ride: facciamo riferimento ovviamente alla Dinamo Mosca, che se non avesse patito una mini crisi psicologica dopo la straordinaria vittoria contro lo Spartak Mosca (ricordate? Si fece riprendere sia con l'FC Mosca che con il Krylya Sovetov e fu bastonata da Rubin e Shinnik) avrebbe rischiato di 'ammazzare' il campionato, in virtù dei 12 (dodici!) punti raccolti contro Spartak, CSKA, Lokomotiv e Zenit: è vero, ha giocato ben tre di questi quattro scontri diretti fra le mura amiche, ma rimane un rendimento straordinario, che da quelle parti non si vedeva da un pezzo. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che non ha impegni europei, che ha una forte ossatura russa (con giocatori anche di primo piano, vedi Gabulov, Kolodin, Khokhlov, Semshov e Kerzhakov, o giovani dal futuro assicurato come i gemelli Kombarov) unita a diversi interessanti giocatori di origine prevalentemente slava, ad un talento puro quale Danny e ad un giovane ma competente e preparato allenatore come Kobelev, allora pronosticare la Dinamo come futura Campione di Russia non è un'ipotesi campata per aria.

Senza l'infortunato Kerzhakov, il giocatore che era ovviamente più atteso per i suoi indimenticati trascorsi nelle file dello Zenit, Kobelev in attacco si affida al bulgaro Genkov, con Danny a fungere da trequartista a tutto campo. Nello Zenit si rivede dal primo minuto Tekke, con alle spalle la coppia di fantasisti composta da Dominguez ed Arshavin, con Fayzulin che si accomoda in panchina.
Parte meglio la Dinamo, ma la prima occasione capita sui piedi (o meglio, sulla testa) di Krizanac, che da due passi non riesce a trovare la porta a causa di un anticipo decisivo di Tanasievic dopo una punizione battuta dal solito calibrato mancino di Sirl. Poco dopo è la Dinamo a provarci pericolosamente con un tiro di Khokhlov deviato involontariamente da Danny con il pallone che arriva a Genkov che impegna Malafeev da distanza ravvicinata. Gli ospiti rispondono con un palo esterno colpito sempre da Krizanac sugli sviluppi di un corner a rientrare battuto da Dominguez e 'bucato' dal portiere Gabulov. L'incontro è equilibrato, ma la manovra della Dinamo sembra essere più ficcante ed efficace, come nell'azione che ha portato alla rete di Semshov poi misteriosamente annullata dal guardalinee. Bellissima l'azione iniziata ovviamente da Danny, proseguita da Genkov, abile a mettere a sedere Krizanac, e finalizzata da Semshov. Davvero inspiegabile l'errore commesso dal segnalinee, che ha valutato irregolare la posizione di Semshov sul bellissimo passaggio in profondità effettuato da Danny. Lo Zenit si catapulta in avanti mettendo sotto pressione la difesa della Dinamo e creando una pericolosissima palla gol non sfruttata da Tekke su cross basso di Tymoschuk. Ed è proprio Tekke il protagonista in negativo nella giornata dello Zenit. Come spesso gli capita quando viene impiegato come titolare, il centravanti turco ha una certa tendenza a strafare, sta soffrendo molto il fatto di non essere riuscito a mantenere in Russia le pazzesche medie gol che aveva in Turchia e così ogni occasione lui la considera buona per mettere in mostra tutto il suo talento. Da censurare però la prima ammonizione per proteste presa per eccessiva foga; dopo il cartellino giallo, Tekke si è fatto sempre più insofferente e l'arbitro se l'è legata al dito, decidendo di cacciarlo forse troppo frettolosamente per una presunta simulazione nel cuore dell'area di rigore. Decisione eccessiva e fin troppo drastica: il penalty si poteva non dare, Tekke ha indubbiamente accentuato la caduta, ma il contatto c'è stato. Se aggiungiamo poi la 'legge del buon senso', il numero 9 dello Zenit non era da ammonire. Come ripetuto più volte, questo episodio ha contribuito pesantamente ha cambiare il corso dell'evento. Lo Zenit si è ritrovato tutto di un colpo a dover giocare senza una vera prima punta, con i piccoletti Arshavin e Dominguez soli davanti e mal supportati dal resto della squadra. Nella ripresa era lecito aspettarsi una mossa offensiva di Kobelev, come l'inserimento di un altro attaccante (in panchina c'era Pimenov, per la prima volta disponibile in questa stagione), ma a sorpresa l'ex calciatore di Dinamo, Zenit e Real Betis non ha operato nessun cambio, confermando l'undici dei primi 45'. La partita paradossalmente nella ripresa l'ha fatta per la maggior parte lo Zenit, pur con poca convinzione e con una sola occasione creata all'alba dell'85' da Arshavin, bravo a spostarsi il pallone sul sinistro ed a trovare il varco per calciare. Più frequenti i tentativi di una Dinamo che era parsa eccessivamente timorosa e quasi intimidita dal fatto di avere un uomo più in campo: prima è stato Semshov a provare a dare la scossa ai suoi con un tiro dai 20 metri, poi è toccato sempre allo stesso centrocampista della nazionale sciupare l'occasione più clamorosa dell'intero incontro. L'azione è bellissima: apertura straordinaria di Kolodin per Dmitry Kombarov, che controlla al volo e serve Semshov al centro dell'area, con la conclusione di quest'ultimo che esce di un soffio alla destra di un battuto Malafeev. Sarà proprio Dmitry Kombarov a rendersi decisivo nell'azione del gol arrivato a due minuti dal 90' che ha chiuso l'incontro: delizioso la sua palombella per il gemello Kirill, colpevolmente lasciato solo sulla destra, potente e preciso il piattone destro del numero 7 della Dinamo, che batte inesorabilmente Malafeev. Una punizione severa per lo Zenit, ma allo stesso tempo anche un premio meritato per la Dinamo che, dopo le disastrose stagioni passate, nel 2007 ha deciso di cambiare faccia, dicendo basta ai mercenari portoghesi o brasiliani che siano (giunti in massa nel club che fu di Yashin tra il 2005 ed il 2006), decidendo di confermare soltanto i giocatori che tenevano veramente alla maglia (l'idolo locale Danny ovviamente è fra questi) e puntando fortemente su un blocco russo che, dopo il brillante sesto posto dello scorso campionato, in questa Premier Liga potrebbe portare ad ancora più inaspettati risultati.


I MIGLIORI: A decidere la partita è stato Kirill Kombarov, servito alla perfezione da suo fratello Dmitry, ma la palma di migliore in campo spetta a Kolodin, perfetto in ogni intervento ed in grado di rilanciare l'azione direttamente dalla propria difesa come pochi altri al mondo. Vince Danny il duello a distanza tutto fra estrosi numeri 10 con Arshavin: se gira l'asso portoghese, gira tutta la Dinamo e per gli avversari sono dolori. Positive anche le prestazioni di Khokhlov e Semshov, indubbiamente una delle coppie di centrocampo più affidabili dell'intero campionato russo. Movenze parecchio interessanti per il bulgaro Genkov, un altro giocatore rispetto all'oggetto misterioso 'ammirato' nella seconda parte della scorsa stagione.
Anche quando la sua squadra perde, non riesce proprio a giocare male Tymoschuk, è più forte di lui! Quando chiamato in causa si è fatto trovare pronto Malafeev, incolpevole in occasione del gol che ha deciso il match.

I PEGGIORI: Sottotono Arshavin, in ombra nel primo tempo e dovutosi sacrificare a fare la punta centrale nella ripresa, ruolo che naturalmente non gli è congeniale. Poco in palla anche Zyryanov, uno che forse necessiterebbe di un turno di riposo. Gravi incertezze ed amnesie difensive per Shirokov, che non sembra essersi più del tutto ripreso dopo il trauma psicologico conseguito alla brutta prestazione offerta contro la Spagna nell'esordio della Russia negli scorsi Europei. Tralasciando la severità del direttore di gara, due cartellini gialli nel giro di neanche 10 minuti sono una leggerezza che da un giocatore dall'esperienza di Tekke non ci si aspetta proprio.


Dinamo (4-4-1-1): Gabulov 5,5; Kowalczyk 6,5, Kolodin 7,5, L. Fernandez 6,5, Tanasievic 6; K. Kombarov 7, Khokhlov 6,5, Semshov 6,5, D. Kombarov 7; Danny 7; Genkov 6,5.
In panchina: Karcemarskas, Klimavicius, Tochilin, Lapin, Pimenov.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6,5; Anyukov 6, Shirokov 5, Krizanac 5,5, Sirl 6; Denisov 6, Tymoschuk 6,5, Zyryanov 5,5; Dominguez 6, Arshavin 5,5; Fatih Tekke 4,5.
In panchina: Contofalsky, Ricksen, Hubocan, Lee Ho, Radimov, Fayzulin, Ignatovich.


sabato 26 luglio 2008

QUINDICESIMA GIORNATA: Rubin Kazan - CSKA Mosca 0-0

Il Rubin è Campione d'Estate!!!

Quinto pareggio consecutivo (il terzo per 0-0) per il Rubin, in evidente flessione, ma che consente ai tartari di laurearsi, per la prima volta nella loro storia, Campione d'Estate. Non sempre essere in testa al termine del giro di boa significa vincere realmente il campionato, però gli ultimi due precedenti dovrebbero ben far sperare i sostenitori della squadra di Kazan: CSKA e Zenit avevano concluso in testa rispettivamente il girone d'andata della RPL 2006 e del 2007, portando a casa il titolo a fine stagione. Punto che non serve a molto al CSKA, ancora lontano dalla zona nobile della classifica, ma con una gara ancora da recuperare (mercoledì pomeriggio a Mosca contro lo Zenit, diretta su SKY Sport 1).

Diverse sorprese nelle formazioni titolari. Nel Rubin partono dalla panchina Gökdeniz Karadeniz (parso effettivamente un pò appanato nelle ultime uscite dei tartari) ed Adamov: in attacco spazio dunque ad Hasan Kabze e Bukharov. Rebrov sostituisce lo squalificato Ryazantsev, l'ecuadoregno Noboa viene preferito a Kobenko. In difesa il georgiano Salukvadze prende il posto del connazionale Kvirkvelia, rimasto anche lui sorprendentemente seduto in panchina. I moscoviti invece rinunciano alla baby coppia Mamaev-Dzagoev, rinforzando il centrocampo con l'agonismo e la forza fisica di Aldonin e Rahimic; si rivede anche Ramòn nel ruolo di trequartista dietro all'unica punta, il confermatissimo Vagner Love.

I primi 20' sono tutti targati Rubin: la squadra di Berdyev avrebbe potuto approfittare maggiormente del solito approssimativo assetto difensivo della banda di Gazzaev, in particolare con il turco Kabze, poco lucido davanti ad Akinfeev. Al 28' Vasily Berezutskiy stende lo sfortunato (è stato fermo più di un anno e mezzo per un terribile infortunio al ginocchio) Bukharov: è calcio di rigore per tutti tranne che per l'arbitro, che decide di lasciar proseguire. Passano i minuti ed il CSKA esce dal guscio e si scatena, dominando la seconda parte della prima frazione di gioco: la fortuna però non si schiera dalla parte dei Soldati se è vero che al 31' Ramòn centra l'incrocio dei pali in pieno con un bel sinistro al volo e poi, al minuto numero 41, Vagner Love, ottimamente servito in profondità da Ignashevich, colpisce la traversa. Da segnalare anche un doppio intervento ai limiti del miracoloso del portiere Ryzhikov sempre su Vagner Love prima e su Krasic poi. I padroni di casa non stanno a guardare e rispondono lanciando a rete Rebrov, fermato all'ultimo in scivolata da Ignashevich, e sprecando una ghiotta occasione con Kabze, che calcia alto da posizione più che favorevole. Il pareggio al termine dei primi 45' è tutto sommato giusto, anche se mentre gli errori del Rubin sono stati prevalentemente di precisione, le occasione fallite dal CSKA sono imputabili soltanto alla mala sorte, visti i due legni colpiti.
Gazzaev lascia negli spogliatoi Ramòn ed inserisce il baby fenomeno Dzagoev, ma la ripresa è avara di emozioni, nonostante il risultato finale non rispecchi assolutamente il bellissimo primo tempo. Il Rubin si chiude a riccio dietro e si affida alle sue veloci ripartenze, che portano Kabze a portare in vantaggio i suoi: peccato però che il guardalinee annulli ingiustamente la rete del centravanti ex Galatasaray. Secondo grave errore in questo match ai danni della formazione del Tatarstan che, almeno, si gode per la prima volta nella sua storia il titolo di Campione d'Estate. E può così continuare a sognare.


I MIGLIORI: Solito ordine in mezzo al campo per Semak, probabilmente il giocatore più continuo (ma forse anche decisivo, visti i suoi quattro gol, tutti pesantissimi ai fini del risultato) di queste prime 15 giornate della Premier Liga 2008. Bene anche il giovane argentino Ansaldi, una delle sorprese più piacevoli di questo inizio di campionato, che gli è valso anche il debutto nella nazionale maggiore argentina! Bellissimo il duello sulla fascia con Zhirkov, ancora una volta promosso a pieni voti, l'ultimo dei suoi ad arrendersi. E' in grande forma anche l'altro esterno di centrocampo, il serbo Krasic, così come Vagner Love, tornato quello dell'estate scorsa, dinamico, dal dribbling facile e pericolo costante per le difese avversarie. Oggi gli è mancato soltanto il gol ma, a differenza dall'ultima sfida contro l'FC Mosca, questa volta non per demeriti suoi.

I PEGGIORI: Hasan Kabze è il giocatore più pericoloso del Rubin in questo incontro, ma sciupa due importanti chance per portare la squadra del Tatarstan in vantaggio. Quando riesce finalmente a battere Akinfeev, gli viene inspiegabilmente annullato il gol.
Malino ancora una volta la difesa dell'Armata Rossa, con Ignashevich pericoloso in fase offensiva ma pasticcione dietro, e con Vasily Berezutskiy che ha seriamente rischiato di farsi assegnare contro un penalty che sarebbe stato legittimo.


Rubin (4-4-2): Ryzhikov 7; Ansaldi 6,5, Sharonov 6, Tomas 6, Salukvadze 5,5; Rebrov (dal 73' Kobenko s.v.), Sibaya 6, Semak 6,5, Noboa 6; Hasan Kabze (dal 78' Gökdeniz Karadeniz s.v.), Bukharov (dal 69' Adamov s.v.).
In panchina: Kozko, Orekhov, Kvirkvelia, Balyaikin.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 6,5; Odiah 6, V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 5,5, A. Berezutskiy 6; Krasic 6,5, Aldonin 6,5 (dall'81' Mamaev s.v.), Rahimic 6, Zhirkov 7; Ramòn 6 (dal 46' Dzagoev 6); Vagner Love 6,5 (dall'89' Ricardo Jésus s.v.).
In panchina: Pomazan, Semberas, A. Grigorjev, Caner Erkin.


Ammoniti: Ansaldi, Sibaya ed Hasan Kabze per il Rubin; V. Berezutskiy, A. Berezutskiy e Zhirkov per il CSKA.

PROGRAMMA 15^ GIORNATA (ULTIMA DI RITORNO)

La Russian Premier Liga è finalmente giunta al suo giro di boa. Alzi la mano chi si aspettava di vedere Rubin Kazan ed Amkar Perm battagliare per la conquista del platonico titolo di "Campioni d'Estate". Il passaggio dal girone d'andata a quello di ritorno ha visto quasi sempre la lenta ma inesorabile restaurazione del potere delle squadre più blasonate del torneo, tuttavia, pur essendo abituati alle sorprese, non si era mai visto un campionato dove le grandi squadre stessero a fare da spettetrici alla battaglia per le posizioni di vertice fra squadre che all'inizio non partivano certo coi favori del pronostico. Sarà quindi una giornata questa piena di spunti, di scontri diretti ed a distanza.Andiamoli ad esaminare.


Khimki - Spartak Nalchik. E' l'unica gara a disputarsi di venerdì. La squadra di Sergey Yuran è in crisi nera di risultati. L'ex tecnico dello Shinnik, squadra che guarda caso divide con i rossoneri la zona retrocessione, è arrivato nella periferia moscovita con tante ambizioni e col ruolo se vogliamo non impossibile di risollevare una squadra partita per altri traguardi; una formazione che non gioca un brutto calcio e che può permettersi un organico superiore a quello delle altre che lottano per salvarsi. Il Khimki se la gioca con tutti, ma crolla e si scioglie troppo facilmente, come dimostrano i tanti gol subiti in successione che hanno compromesso partite ben giocate. Di tutt'altra pasta è fatto lo Spartak Nalchik, che sta disputando un torneo regolare, dignitoso e con acuti non da poco( vedi vittorie in casa di CSKA prima e Zenit poi). I caucasici sono forse la squadra più temprata della Premier Liga, capaci tanto di chiudersi per 90', quanto di ripartire e ribattere colpo su colpo agli avversari. Onore al loro tecnico, Krasnozhan, autentico uomo dei miracoli.

Rubin Kazan-CSKA Mosca. Una delle tante importantissime sfide di questo ultimo turno d'andata. La gara del Central Stadion di Kazan è ricca di spunti. Il Rubin è primo, ha tritato mezzo campionato vincendo per quasi due mesi senza fermarsi; dopo lo stop contro lo Spartak Mosca e la successiva battuta a vuoto a Nalchik, la squadra di Berdyev è andata in affanno, smarrendo smalto, risultati e quel fattore, chiamatelo cinismo, chiamatelo fortuna, che in passato consentiva ai tartari di portare a casa sempre e comunque il risultato pieno. E' forse questa la ragione dell'infinita serie di pareggi della capolista, che ha ormai sente il fiato sul collo dell'Amkar e che deve ringraziare i grandi equilibri di questo torneo che tengono le grandi, assillate da problemi di diversa entità, sostanzialmente ancora lontane. Il CSKA è forse la squadra che, con i suoi cronici errori in fase difensiva, più si adatta al gioco solido di Semak e compagni. Già, Semak, bandiera e leader del primo CSKA di Gazzaev, idolo mai dimenticato dai tifosi dei Soldati. I moscoviti non possono ormai più permettersi passi falsi. E' uno scontro diretto e come in tutti gli scontri diretti, chi insegue deve giocare solo per vincere. Probabile che Gazzayev proponga la stessa formazione che si è presa gioco dello Spartak Mosca e che ha ben figurato con l'Amkar, palesando però limiti che sono affiorati nella sconfitta in casa patita contro l'FC Mosca. E' una partita che dovrebbe farci capire il trend delle due squadre. [diretta su livetv.ru]

Dinamo Mosca-Zenit San Pietroburgo. Blasone, punti ed ambizioni dicono che quella del Dinamo Stadion è la gara clou del turno numero15, gara che potrebbe, visti gli obiettivi delle due squadre, esser ancor più calda nel girone di ritorno, quando sarà la penultima partita dell'anno. Per gli uomini di Kobelev, capaci di annientare ferocemente Spartak, CSKA e Lokomotiv, è la prova del nove, la tesi di laurea contro una squadra che esprime il calcio migliore di Russia, quella che ha rivoluzonato il calcio russo e non solo. I moscoviti sono ripartiti fortissimo dalla pausa dedicata ad Euro 2008, ma lo stop di Vladivostok ha ricacciato indietro i biancoblu non è passato inosservato. Kobelev ha dato l'impressione di aver iniziato a pensare a questa sfida già da due settimane, come testimoniano le ammonizioni ricercate dei diffidati che hanno saltato il fatale match contro il Luch-Energia. Sarà una sfida nella sfida tra i due registi della nazionale Zyrianov e Semshov e soprattutto tra i due numeri dieci attualmente più dotati del torneo, ovvero Andrey Arshavin e Miguel Danny. Come dimenticare la corte dello Zenit al lusitano che si era detto lusingato e pronto ad accettare l'eredità di Arshavin, che però a San Pietroburgo è rimasto. Così come è impossibile dimenticare che Alexander Kerzhakov, idolo della tifoseria di San Pietroburgo, ora indossa la casacca dei rivali moscoviti; una sfida che probabilmente sarà rimandata al ritorno, visto il problemino al ginocchio del bomber più prolifico della storia recente dello Zenit. [diretta su SKY SPORT 1, SKY Super Calcio, Perkiv Kanal (CH 1 RUS ORTi) e livetv.ru]

Amkar Perm-Tom Tomsk. La squadra dei Monti Urali, già protagonista di un'eccellente ed irripetibile cammino durante la scorsa stagione, sogna ancor più in grande. Una vittoria sui siberiani del Tom, accompagnata da una sconfitta casalinga del Rubin al cospetto del CSKA, significherebbe chiudere il girone d'andata al comando solitario della Premier Liga. Sarebbe un riconoscimento meritato per una squadra che ha perso una Coppa di Russia soltanto ai rigori, per una squadra che esibisce un calcio piacevole e che vanta un'ossatura tutta slava e giocatori d'indubbio spessore come Alexey Popov, Belokourov, Peev, Dujmovic e Drincic. Una compagine che sta a testimoniare quanto in Russia paghi il duro lavoro ed un lavoro improntato nella direzione di tattica e disciplina. Non sarà una squadra di fenomeni, ma quella di Perm sta dando una lezione non trascurabile al calcio russo dei grandi investimenti e delle rivolte negli spogliatoi.

FC Mosca-Lokomotiv Mosca. Non è certo il derby più atteso fra quelli che la capitale distribuisce a cadenza quasi settimanale, ma quella dello Streltsov è una gara importante per rivelare il vero volto di due squadre contraddittorie. Quella di Blokhin ha palesato un rendimento più che soddisfacente in gare che la vedevano partire col pronostico contro.I l difensivismo quasi esasperato del tecnico ucraino ha sempre dato i suoi frutti contro compagini che fanno la partita ed eccovi spiegati i cinque punti messi insieme contro Dinamo, Spartak e CSKA. La Lokomotiv è la capofila del torneo se si parla di contraddizioni. Gli uomini di Rakhimov hanno buttato via gare e punti facendo regali a grandi e piccole del campionato, perdendo con Rubin ed Amkar, giocando molto bene con CSKA, Spartak Mosca e Zenit, ma raccogliendo sostanzialmente briciole e rimpianti. I Ferrovieri sono sostanzialmente ancora in gioco anche per il titolo, certo che le occasioni sprecate depongono a sfavore della squadra di Rakhmov, a volte bella, quasi mai concreta. [diretta su Perkiv Kanal (CH 1 RUS ORTi) e livetv.ru]

Spartak Mosca-Luch-Energia Vladivostok. I Myaso arrivano a questa gara dopo una settimana infinita nella quele poco si è parlato della rimonta tutto cuore ai danni della Lokomotiv. Titov e Kalinichenko hanno rifiutato di incontrarsi con Cherchesov, la politica societaria è dubbia ed inconstistente, la tifoseria ha già manifestato tutto il proprio malcontento, la squadra è disunita sul campo e spaccata nello spogliatoio, la gara di domenica sembra proprio fatta apposta per mettersi alle spalle e dimenticare per 90' una settimana di passione. Il piccolo Luch, spesso impalbabile in trasferta, ha dato noia quasi sempre e solo ai moscoviti, salvatisi l'anno scorso grazie ad un gol nel finale di Prudnikov che bagnò con il gol partita il suo debutto in prima squadra. Proprio Prudnikov è uno degli uomini più attesi. Determinante nella rimonta di sabato scorso contro la Lokomotiv, è lui il candidato principale ad affiancare Pavlyuchenko al centro dell'attacco. Cherchesov che recupera oltre al reintegrato Mozart anche gli infortunati Fathi e Maidana. Attenzione al Luch :nelle ultime due partite ha totalizzato quattro punti e gli avversari si chiamavano Zenit e Dinamo Mosca, si sa che il Luch lontano dall'Oriente è tutt'altra cosa, ma in un momento così topico della stagione, lo Spartak non deve sottovalutare più nessuno.

Shinnik Yaroslavl-Terek Grozny. La situazione di classifica dei padroni di casa è deficitaria. Il trend delle ultime gare non lascia presagire nulla di buono. Il gioco tutto sommato tutto sommato più che discreto è un lontano ricordo, lo Shinnik non trova il gol e dopo la vittoria del Luch sulla Dinamo la situazione è precipitata. A Yaroslavl, nella prima di tante finali per rimanere in Premier Liga, arriva il Terek, che ha dimostrato nelle ultime domeniche di non lasciare Grozny per far del turismo o della beneficienza.

Krylya Sovetov Samara-Saturn. Incontro che sarà disputato mercoledì 30 luglio a causa della Coppa Intertoto,c ompetizione che vede impegnata il Saturn, alla conquista di una storica partecipazione alla Coppa Uefa. Come durante la passata stagione, è l'estate il periodo di massima forma della squadra di Gadjiev. Il tecnico di Makhachkala ha recuperato strada e la classifica sta iniziando ad assumere un volto sicuramente più piacevole di quello grigio delle prime giornate. L'Intertoto di certo toglierà risorse psicofisiche importanti al Saturn, ma questo pare essere un momento positivo della stagione.E ' chiaro che al momento è però l'Intertoto a calamitare la maggior parte delle attenzioni ed è dall'esito della gara di Stoccarda che dipenderanno le sorti di una stagione intera che vede la squadra di Ramenskoye inseguire anche per la prossima stagione un posto in Intertoto. Fare di più, al momento, appare complicato. Il Krylya Sovetov è diventato negli ultimi tempi la squadra dei pareggi. La formazione del Volga non riesce a per un motivo o per un altro a portare a casa tutta la posta in palio.

venerdì 25 luglio 2008

14^ GIORNATA (PENULTIMA DI ANDATA): LE ALTRE PARTITE

[in blu i nuovi acquisti]

Tom Tomsk - Khimki 3-1: 36' Shirko, 40' Michkov, 78' Kharitonov; 38' Jovanovic.

Tom (4-4-2): Mandrykin; Skoblyakov (dal 63' Catinsus), Jokic, Vejic, Stoica; Klimov, Michkov (dall'83' Radosavljevic), Kontsedalov (dal 63' Tarasov), Kharitonov; Maznov, Shirko.
Khimki (4-2-3-1): Berezovskiy; Golovatenko, Danielson, Jovanovic, F. Kudryashov; Sabitov (dal 58' Rebeja), N. Ceh (dal 73' Nikiforov); Blatnjak, Nizamutdinov, Soava; Jakubko (dal 46' Antipenko).

Seconda vittoria consecutiva per la squadra di Tomsk, mentre con un punto in tre partite, la gestione Yuran inizia a mostrare qualche falla. Succede tutto praticamente negli ultimi minuti del primo tempo: ritorno al gol per l'ex centravanti dello Spartak e della nazionale russa, Shirko, immediato pareggio del difensore montenegrino Jovanovic, che non riesce a fare in tempo ad esultare che il suo compagno Danielson (centrale difensivo brasiliano appena acquistato dal Khimki) stende un avversario in area di rigore. Si incarica della battuta Michkov: Berezovsky intuisce l'angolo, ma sulla sua respinta è lo stesso centrocampista ex Spartak Nalchik a mandare il pallone in rete. A 12' dal termine arriva il bellissimo 3-1 di Kharitonov, che supera due avversari e lascia partire un bolide che si insacca dritto nel sette.


Spartak Nalchik - Krylya Sovetov Samara 1-1: 68' Amisulashvili; 60' Belozerov.

Spartak Nalchik (4-5-1): Khomich; Yatchenko, Djudovic, Amisulashvili, Kiselkov; Samsonov (dal 57' Frunza), Mashukov, Gogua, Geteriev, Dzakhimishev; Siradze (dall'87' Felipe Almeida).
Krylya Sovetov (4-4-1-1): Lobos; Budylin, Booth, Belozerov, Leilton; Escobar, Jarosik, R. Adjindjal (dal 90' Kovba), Tikhonov (dal 59' Savin); O. Ivanov (dal 46' Taranov); Koller.

Finisce 1-1 a Nalchik una gara avara di emozioni nei primi 45' ma che si è incendiata nella ripresa, grazie al vantaggio ospite del gigantesco difensore Belozerov, al secondo centro in Premier Liga. Pareggio del georgiano Amisulashvili, ormai un abituè di questa rubrica, al terzo centro nelle ultime quattro giornate: davvero una media niente male per un difensore centrale! Da segnalare nel recupero un gran salvataggio del portiere cileno Lobos. Passettino in avanti per entrambe le squadre.


Zenit San Pietroburgo - Amkar Perm 2-0: 30' Zyryanov, 51' Tymoschuk rigore.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, Shirokov, Krizanac, Sirl; Denisov, Tymoschuk, Zyryanov; Fayzulin, Arshavin (dal 90' Ricksen); Dominguez (dal 76' Fatih Tekke).
Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, A. Popov, Belorukov, Gaal; Peev (dal 58' Afanasiev), Dujmovic, Drincic, Grishin (dal 53' Starkov); S. Volkov (dal 71' Injac), Sikimic.

Sex, Zenit & Rock'n roll...Così recitava uno striscione esposto dai 'Meshki' ed inquadrato poco prima del finale di una partita da...estasi...giocata dagli uomini di Advocaat. Il catino del Petrovsky zeppo come d'abitudine assiste ad una recita di Arshavin (ispirato come nelle giornate migliori) e compagni che danno una ripassata di football ai malcapitati ragazzi del comunque bravissimo Bozovic. Non ne esce di certo ridimensionato l'Amkar: contro QUESTO Zenit c'era veramente poco da fare. Come ha dichiarato il valido Belorukov nel dopopartita, i rossoneri degli Urali si sono dimostrati una grande squadra proprio perchè hanno perso con 'soltanto' due reti di differenza contro una formazione che, quando riesce a giocare come sa, non è probabilmente seconda a nessuno in Russia. Eppure la classifica è deficitaria per la formazione di San Pietroburgo, a riconferma della difficoltà della Premier Liga, ormai da almeno tre anni il torneo nazionale più equlibrato d'Europa.


Luch-Energia Vladivostok - Dinamo Mosca 1-0: 90' I. Shevchenko.

Luch-Energia (4-5-1): M. Cech; Streltsov (dal 71' D. A. Smirnov), Novkovic, D. N. Smirnov, Akés da Costa, Leandro; Bulyga, Damjanovic, Gvazava, Dantsev (dal 60' I. Shevchenko); Alves (dall'84' Lukacevic). Dinamo (4-4-2): Gabulov; Klimavicius, Kolodin, L. Fernandez, Tochilin; Kowalczyk, Karpovich, Khokhlov, D. Kombarov; A. Denisov (dal 46' Smolov), Genkov.

La Dinamo cade a Vladivostok. Se contro lo Zenit la squadra di Vulic era stata indubbiamente avvantaggiata dal campo impraticabile a causa dell'uragano scatenatosi nell'estremo oriente asiatico, ma tradita dalla fortuna con due legni colpiti ed un salvataggio sulla linea in una sola azione, oggi i gialloblu hanno avuto ragione della Dinamo solo al 90' grazie al gol di Igor Shevchenko (naturalmente soltanto omonimo del più famoso Andriy), arrivato anche grazie ad un evidente errore del portierone Gabulov. Gara estremamente noiosa, con una sola sortita di Bulyga. Il pareggio insomma sarebbe stato giusto ma è stata punita la Dinamo che in maniera quasi 'arrogante' e soprattutto 'presuntuosa s'era fatta ammonire tutti i diffidati (Tanasievic, K. Kombarov, Semshov e Danny) per averli freschi contro lo Zenit. Oltre a Granat e Pimenov, infortunati di lungo corso, assente anche Kerzhakov, infortunatosi in allenamento: probabili 10 giorni di stop per lui, a rischio quindi il match contro il suo passato.


CSKA Mosca - FC Mosca 0-2: 6' S. Ivanov, 70' Chizek.

CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; Odiah, V. Berezutskiy, Ignashevich, A. Berezutskiy; Krasic, Semberas (67' Rahimic), Mamaev (68' Aldonin), Zhirkov; Dzagoev (57' Ricardo Jésus); Vagner Love.
FC Mosca (4-4-1-1): Zhevnov; Kuzmin, Jop, Godunok, Cesnauskis; V. Kaleshin, S. Ivanov, Rebko (dal 67' Epureanu), Ricardo Baiano Lago (dal 63' Samedov); Chizek (dall'85' Krunic); Bracamonte.

Non finisce più di stupirci la Premier Liga: pesantissima ed inaspettata caduta interna del CSKA, che perde 0-2 contro un rigenerato FC Mosca, che conferma l'opinione di molti secondo la quale, anche a causa della mentalità difensiva ed ostruzionistica del proprio allenatore, è una formazione che va a nozze contro le grandi squadre mentre fatica molto di più contro le cosidette 'piccole', quando non basta difendersi e ripartire velocemente in contropiede, ma serve creare gioco.
Vantaggio immediato dei 'Cittadini' con il centrocampista moldavo Stanislav Ivanov sugli sviluppi di un corner, vicino al raddoppio Rebko con un tiro dalla distanza che sbatte contro la traversa. Nonostante le amnesie difensive, il CSKA non ha giocato una brutta partita, anzi: ha creato diverse palle gol, tutte però regolarmente sprecate da Vagner Love, evidentemente in giornata no. Chi invece era in stato di grazia era l'estremo difensore dell'FC Mosca, il bielorusso Zhevnov, autore di diversi interventi decisivi (in particolare uno su un sinistro a giro di Krasic). Ancora una volta molto bene i due esterni, Krasic ed il solito Zhirkov, non incide come negli scorsi match ma non demerita Dzagoev, così come Mamaev. Una volta usciti loro due, il CSKA è affondato, subendo la rete che ha chiuso l'incontro, arrivata da un sovrapposizione del lituano Cesnauskis sulla fascia sinistra con cross teso di quest'ultimo per l'accorrente Chizek che, di piatto destro al volo, batte Akinfeev. Nel finale il CSKA ha una chance per riaprire la partita ancora con Vagner Love, a cui però non riesce il colpo di tacco su assist di Krasic.
E' piaciuta l'FC Mosca, che dopo l'immobilismo dello scorsa finestra invernale è la squadra russa che ha investito meglio in questi primi due mesi di calciomercato. Soliti problemi del CSKA: è vero che davanti Vagner e compagni hanno sciupato tanto, ma il punto debole rimane la fase difensiva, con una retroguardia sempre più penetrabile.


Terek Grozny - Rubin Kazan 0-0

Terek (4-4-2): Lika; Omeljanchuk, Zabavnik, Romanovich, V. Iliev; Fl. Petre (dal 67' Bouli), Djabrailov, Margaritescu, Kuzmichev; Lakhiyalov (dal 90' Sadaev), Pancu (dal 56' Serdyukov).
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; Salukvadze, Sharonov, Tomas, Kvirkvelia; Sibaya, Semak; Noboa, Gökdeniz Karadeniz (dal 61' Hasan Kabze), Kobenko (dal 65' Ryazantsev); Adamov (dal 72' Bukharov).

Il Rubin continua a rallentare: quarto pareggio consecutivo per la squadra di Berdyev che non vince dal 6 maggio scorso (in trasferta contro l'FC Mosca, partita decisa da Gökdeniz Karadeniz, quello più calato di rendimento tra i giocatori tartari). Tuttavia, su un campo fatale a molte grandi (vedi CSKA e Spartak), la squadra del Tatarstan guadagna un punto su squadre arrembanti come Amkar, CSKA e Dinamo, sconfitte rispettivamente da Zenit, FC Mosca e Luch-Energia.


Saturn - Shinnik Yaroslavl 4-0: 3' Al. Ivanov, 42' e 51' Topic, 90' Karyaka rigore.

Saturn (4-4-2): Kinsky; Angbwa, Zelão, Husin, Evseev (dal 76' A. Eremenko); Al. Ivanov, Igonin, Vorobjev (dal 70' Nakushev), Karyaka; Topic (dal 65' Nemov), Kirichenko.
Shinnik (4-4-2): Al. Stepanov; Oleksic, Vjestica, Ricardo da Silva, Semochko; Boyarintsev, Laizans, Burchenko, Gorawski (dal 46' Yashin); Monarev (dal 44' Buznikin), Khazov.

Il Saturn travolge lo Shinnik con un perentorio 4-0. La squadra di Gadjiev torna così alla vittoria in campionato e si mette in scia alla grande moltidudine di formazioni in zona UEFA. Una Coppa che il Saturn cercherà di conquistare sul campo domenica, quando andrà a difendere il preziosissimo 1-0 (Kirichenko) maturato a Ramenskoye. Giornata da dimenticare in fretta, invece, per la squadra di Lyakh, che ha finito in nove a causa delle espulsioni dei centrocampisti Laizans e Burchenko, e si ritrova ora è in piena zona retrocessione, scavalcata dal Luch-Energia.



RECUPERO 9^ GIORNATA

Zenit San Pietroburgo - Lokomotiv Mosca 1-1: 52' Dominguez; 61' Torbinskiy.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, Shirokov, Krizanac, Sirl; Denisov, Tymoschuk, Zyryanov; Fayzulin (dal 67' Fatih Tekke), Arshavin; Dominguez.
Lokomotiv (4-2-3-1): Levenets (dal 73' Pelizzoli); Yanbaev, Spahic, Rodolfo, Fininho; Gurenko, Glushakov; Cocis (dal 60' Draman) (dall'89' Smolnikov), Torbinskiy, Bilyaletdinov; Odemwingie.

Lo Zenit continua a non riuscire a vincere due gare consecutivamente in questo campionato: mercoledì, nel recupero della nona giornata, impatta infatti per 1-1 contro la Loko, in una divertente gara parzialmente rovinata dalla folle rissa che ha visto come protagonisti i sostenitori della Lokomotiv (quasi certamente provocati dai temuti tifosi dello Zenit), che dopo lo svantaggio della loro squadra hanno perso la testa iniziando a lanciare i seggiolini addosso ai supporters ospiti ed ai poliziotti. Pesantissimo il bilancio finale: 42 persone arrestate ed una ragazza,c olpita alla testa da un seggiolino, stata trasportata d'urgenza all'ospedale più vicino. Un episodio censurabile e deprecabile, assolutamente da evitare in futuro. Bisogna prendere delle contromisure contro la violenza che purtroppo abbastanza frequentemente manifestano diversi (non tutti, per carità) tifosi russi, spesso ubriachi di Vodka già al loro ingresso nello stadio.
Tornando a parlare di calcio vero, che in fondo è quello che maggiormente ci interessa, l'intero match è stato disputato su un ritmo elevatissimo, che ha comportato un pò di confusione in alcuni frangenti, con qualche passaggio errato di troppo da ambo le parti. Partono meglio i Ferrovieri, ma la prima clamorosa occasione capita sulla testa dell'argentino Dominguez, servito da un magistrale cross morbido di Arshavin. La Loko risponde con una rapida girata di Torbinskiy respinta miracolosamente da Malafeev. Chiude la prima frazione di gioco in crescendo lo Zenit, ancora vicino al vantaggio in due occasioni con Dominguez. Non cambia la musica nella ripresa: solita azione di Arshavin sulla fascia sinistra, cross morbido in mezzo per la testa di Fayzulin che, libero nell'area piccola, sciupa mandando alto. Per l'ennesima volta, troppi errori sottoporta per lo Zenit, che si porta lo stesso sull'1-o con 'El Chori' (prima rete nell'attuale campionato per lui), lanciato splendidamente a rete da Arshavin, autore dell'ennesima prestazione super (per 60' abbondanti ha fatto quello che ha voluto poi, un pò come tutto lo Zenit, è calato). Il meritato vantaggio dei padroni di casa è però durato poco, appena 9 minuti, poichè gli ospiti sono riusciti a pareggiare sfruttando un errato posizionamento di tutta la linea difensiva ed in particolare di Krizanac, che si è così fatto scavalcare dal pallone su un lungo lancio dalla distanza, dietro di lui è arrivato Torbinskiy che ha beffato un incolpevole Malafeev in uscita con un pregevole ed inteliggentissimo tocco d'esterno al volo. Una volta raggiunto il pareggio sono stati i ferrovieri ad andare più volte vicini al successo esterno, con il nigeriano Odemwingie che decide di graziare Malafeev. Lo Zenit invece, pur scoprendosi ed attaccando in massa (dentro anche Tekke per Fayzulin), ha creato poco a causa di una scarsa lucidità derivata dalla stanchezza della maggior parte dei suoi interpreti.


CLASSIFICA:
1. Rubin 28 (14)
2. Amkar 26 (14)
3. Dinamo 24 (14)
4. Lokomotiv 21 (14)
5. Spartak Mosca 21 (14)
6. Spartak Nalchik 20 (14)
7. CSKA Mosca 19 (13)
8. Krylya Sovetov 19 (14)
9. Tom 18 (14)
10. Zenit 18 (12)
11. Terek 17 (13)
12. Saturn 17 (14)
13. FC Mosca 16 (14)
14. Luch-Energia 12 (14)
15. Shinnik 10 (14)
16. Khimki 8 (14)


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
7 reti: Bilyaletdinov (Lokomotiv, 4 rigori); Nizamutdinov (Khimki).
6 reti: Welliton (Spartak Mosca); Vagner Love (CSKA); Topic (Saturn).
5 reti: Gökdeniz Karadeniz (Rubin); Kushev (Amkar); Odemwingie (Lokomotiv); Pavlyuchenko (Spartak Mosca, 2).


sabato 19 luglio 2008

QUATTORDICESIMA GIORNATA: Lokomotiv Mosca - Spartak Mosca 2-2


Reti: 23' Bilyaletdinov, 42' Sychev; 72' Pavlyuchenko, 90'+4 Bazhenov.

Per noi appassionati di lunga data, cominciano a non esserci più aggettivi abbastanza lodevoli per descrivere l'imprevedibilità del campionato russo, che anche ieri (sabato 19 luglio, ndr) ci ha regalato un derby di Mosca bellissimo, avvincente ed emozionante fino all'ultimo secondo, ricco di colpi di scena a non finire e che ha rischiato di concludersi nel modo più surreale possibile. Il successo l'avrebbe senz'altro meritato maggiormente la Lokomotiv più bella dell'anno, beffata nel recupero dopo le tante occasioni per chiudere l'incontro mandate ai quattro venti, ma che ha confermato di non avere i nervi saldi per controllare partite di grande importanza (ma non soltanto: ricordo una gara analoga dello scorso maggio contro il Luch-Energia, con i Ferrovieri sopra di due gol a fine primo tempo che si sono fatti riprendere negli ultimi minuti della ripresa) come può essere il sentitissimo derby contro l'odiato Spartak, che a sua volta si è salvato più col cuore e con un pizzico di fortuna, piuttosto che con la tecnica e la razionalità.

Tante sorprese fin dall'inizio, quando sono state comunicate le formazioni ufficiali: l'allenatore della Loko Rakhimov, a differenza del suo collega Cherchesov, è a rischio esonero, ma nonostante ciò conferma la stessa formazione e lo stesso modulo (una sorta di 4-2-3-1) che perse per 4-2 il precedente derby con la Dinamo come avversaria, con un solo accorgimento: il rientrare Rodolfo al centro della difesa al posto di Asatiani. Dopo il pesantissimo 5-1 casalingo, era lecito aspettarsi una 'rivoluzione' nell'undici dello Spartak e così in effetti è stato: oltre agli infortunati Pavlenko, Maidana e Welliton, sono stati esclusi due leader come capitan Titov e Mozart, mandati a giocare nella squadra riserve, reintegrati soltanto all'ultimo i cechi Jiranek (erroneamente chiamato per tutta la telecronaca di SKY Boyarintsev, esterno ex Spartak di proprietà dello Shinnik da oltre sei mesi, da Nicola Roggero) e Radoslav Kovac, schierati dall'inizio i giovanissimi Parshvilyuk, Shishkin e Dzyuba. Anche in questo caso, confermato il modulo delle recenti umiliazioni, sempre un 4-2-3-1 con Dzyuba (centravanti che ha però le movenze 'alla Titov) a fare il trequartista dietro all'attesissimo Pavlyuchenko, con i rapidissimi Bystrov e Bazhenov come ali d'attacco.

Fin dalle prime battute sono i padroni di casa a fare la partita, grazie ad un Bilyaletdinov molto ispirato, agli inserimenti di Torbinskiy ed al continuo movimento senza palla di Sychev. L'intenzione di Cherchesov è chiara: impostare una gara attendista, con quasi tutti gli uomini dietro la linea della palla ma pronti a ripartire in contropiede sfruttando la velocità degli imprendibili Bystrov e Bazhenov, che in effetti creeranno più di un grattacapo alla retroguardia rossoverde. Il primo a provarci con una certa pericolosità è infatti Bazhenov, che conclude a lato da posizione defilata. Di ben altro tenore però è l'occasione che creano i padroni di casa da lì a poco, con Bilyaletdinov che 'si beve' il diretto avversario nell'area di rigore e che crossa in mezzo per l'accorrente Sychev, la cui deviazione viene respinta miracolosamente da Pletikosa. E' il preludio che porterà al gol del vantaggio, bellissimo. Bilyaletdinov chiede palla sulla trequarti, dialoga di prima con Torbinskiy e chiede l'uno-due con Sychev che, molto intelligentemente, aspetta l'inserimento nel cuore dell'area di rigore del numero 63 prima di servirlo con un perfetto passaggio filtrante che passa sotto le gambe di Jiranek. Bilya ringrazia il compagno e batte Pletikosa in uscita disperata con un delizioso tocco d'esterno sinistro. Settimo centro per l'appena 23enne capitano della Lokomotiv, che raggiunge momentaneamente la rivelazione Nizamutdinov in testa alla classifica 'bombardieri'. Lo Spartak, pur accusando duramente il colpo, ha immediatamente la possibilità di riequilibrare l'incontro, ma Dzyuba (e NON Pavlyuchenko...) sciupa il gran lavoro di Bazhenov, liberatosi di tacco di Gurenko prima di crossare in mezzo per il 19enne attaccante dell'Under-21 russa. Da questo momento in poi gli ospiti escono dal campo ed inizia il monologo rossoverde. Prima Odemwingie, aiutato da un fisico estremamente più potente rispetto a quello dell'avversario, ruba il tempo a Shishkin e mette in mezzo per Bilyaletdinov che conclude debolmente di destro al volo; poi, è Jiranek a salvare i suoi anticipando proprio all'ultimo l'eccellente Glushakov. Al 39' è ancora uno scatenato Bilyaletdinov a sfiorare il raddoppio su assist di Sychev. Lo Spartak risponde con un velleitario bolide dai 30 e passa metri scagliato da Bystrov. Il minuto 42' verrà ricordato come quello del capolavoro di Sychev, che decide di fare tutto da solo, scherzando ed infilando la difesa dello Spartak, con un sombrero di rara bellezza ancora ai danni di Jiranek e con una precisa conclusione di sinistro, il tutto rigorosamente al volo. Giù il cappello. Due minuti dopo Levenets inizia ad uscire a vuoto sui palloni alti, ma Bazhenov (che si rifarà comunque con gli interessi nel finale) decide di graziarlo. Nell'ultimo minuto di recupero è ancora Sychev a sfiorare il 3-0 di testa, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Prima frazione di gioco straordinaria della Lokomotiv, convincente in tutti i reparti, compreso il centrocampo, con l'argentino ex Mallorca Pereyra ed il 21enne Glushakov a formare una diga più che credibile. Ancora una volta delusi ed affranti i supporters della più titolata formazione moscovita, la maggior parte dei quali avevano abbandonato lo stadio dopo soli 10' per uno 'sciopero del tifo'.
Nell'intervallo Cherchesov strilla per bene i propri giocatori ed i risultati sono immediati. Subito in apertura infatti, lo Spartak sfiora il gol con Parshvilyuk (decisivo salvataggio in uscita bassa di Levenets), ottimamente servito da Bystrov. Poco dopo è ancora l'ala destra cresciuta nello Zenit ad impegnare Levenets con un potente, ma centrale, destro dalla distanza. Poi è il turno di Shishkin, tanto impreciso in fase difensiva quanto pericoloso in quella offensiva, a provarci dalla lunga distanza con un potentissimo destro che termina non di tanto alto. I Ferrovieri continuano ad avere in mano il pallino del gioco, ma non hanno più la stessa brillantezza del primo tempo. Sale di tono Odemwingie, che si diverte a fare il buono ed il cattivo tempo, ma cala Bilyaletdinov. Esce l'ottimo Glushakov per infortunio ed entra il rumeno Cocis, centrocampista con spiccate attitudini offensive. Poi arriva il turno anche dell'esperto Maminov, che prende il posto di Pereyra. Intanto però, lo Spartak riapre la partita con Pavlyuchenko. Calcio di punizione dalla trequarti battuto da Shishkin, torre di Bazhenov per Pavlik, che a porta vuota insacca comodamente, sfruttando l'ennesima uscita a vuoto di Levenets, che riesce nell'impresa di far rimpiangere Pelizzoli (forse fatto fuori troppo frettolosamente dopo due sole partite disputate in questo 2008). Momento di difficoltà per i Ferrovieri, che concedono ancora a Pavlyuchenko l'opportunità di sfiorare un clamoroso pareggio: il suo colpo di testa termina infatti di poco alto. Arriviamo con la cronaca (senza esserci soffermati su uno degli episodi più 'divertenti' dell'intera storia del calcio, con Kovac che falcia un tifoso invasore di campo e che viene per questo incredibilmente ammonito) del match negli infuocati minuti di recupero, in cui è successo veramente di TUTTO. Prima il subentrato Traoré si divora a porta vuota e su servizio di Odemwingie il gol che avrebbe chiuso la partita e poi Maminov spara altissimo da posizione favorevole. I padroni di casa hanno sprecato troppo e, come spesso succede in questi casi, la più antica legge del calcio punisce la loro superbia. Basta un movimento tra le linee del 18enne Prudnikov per mandare in bambola la difesa della Lokomotiv: Spahic va a vuoto, Rodolfo non riesce ad intercettare il passaggio in profondità dell'attaccante dello Spartak e Gurenko, il più vecchio tra i 22 giocatori in campo, si fa scappare dalla propria guardia Bazhenov, che batte Levenets con un piatto destro che finisce dritto all'angolino. Insperato (e probabilmente anche immeritato) pareggio dello Spartak al 94', si disperano i numerosissimi sostenitori della squadra padrona di casa, per non essere riusciti ancora una volta ad ottenere il bottino pieno. Una beffa atroce per la Lokomotiv, un limite non nuovo per lei, che (purtroppo) è un pò il principale difetto delle squadre russe, della 'Sbornaya' di Hiddink e di conseguenza di tutto il calcio russo. Partita finita? Ma non scherziamo nemmeno. C'è ancora il tempo, con il recupero già esaurito, per una clamorosissima traversa centrata di testa da Kovac grazie ad una splendida torsione all'indietro sul solito calibrato traversone di Shishkin. Un finale degno del miglior giallo per una partita che ci ha emozionato come poche altre in questa stagione calcistica. Grazie di tutto, Lokomotiv e Spartak. Grazie, Russian Premier Liga.


I MIGLIORI: Nonostante l'evidente calo nei minuti finali, Bilyaletdinov è indubbiamente stato il migliore in campo. Se giocasse sempre così, nessuno avrebbe nulla da rimproverargli e probabilmente sarebbe veramente pronto per una big del calcio europeo (si parlava di un forte interessamento del Chelsea nello scorso mercato invernale). Gol d'autore e grande prestazione per un altro giocatore della Loko assai discontinuo, quel Sychev che sigla il 2-0 con uno dei suoi tanti lampi da fuoriclasse assoluto. La regolarità non è una prerogativa di Torbinskiy, che in questa posizione di trequartista a tutto campo (già ricoperta diverse volte in nazionale) riesce però ad esprimersi al meglio. Un pò 'fumoso' ed egoista in certe giocate Odemwingie, ma nel complesso prestazione più che positiva, in una posizione in cui promette di essere devastante (continuo a credere che, nonostante veda abbastanza bene la porta, non sia una vera punta). Meno appariscenti, ma non per questo meno importanti, Pereyra e Glushakov (da tenere d'occhio anche in ottica nazionale maggiore), i due centrali di centrocampo. Guarda caso, usciti di scena loro, sono arrivati i due gol dello Spartak.
Dall'altra parte, i migliori sono sicuramente stati i due esterni offensivi, Bystrov e Bazhenov. Quest'ultimo sembra essere in un grande momento di forma, ma personalmente considero più importante il recupero (non ancora completo) del primo, che se avesse avuto una condizione decente in Austria&Svizzera, sarebbe stato un titolare quasi fisso della nazionale di Hiddink. Indovinato l'inserimento a partita in corso di Prudnikov, attaccante che meriterebbe (e necessiterebbe!) di più spazio, che purtroppo la presenza di Pavlyuchenko non può garantirgli.

I PEGGIORI: Quanto può influire un errore difensivo rivelatosi determinante nella valutazione della prestazione di un giocatore...E' il caso dei difensori Gurenko e Spahic, pressochè perfetti per tutto l'incontro ma poco concentrati in occasione dell'azione che ha portato all'insperato pareggio dello Spartak. Pesa forse ancor di più l'errore sottoporta (comunque più difficile di quanto in realtà non sembri) del maliano Traoré. Levenets non è un portiere da Lokomotiv, punto. Pochi giri di parole, uno così 'imbranato' nelle uscite alte non può giocare in una squadra che lotta per traguardi importanti come quella rossoverde.
Salva due gol, ma ci fa una pessima figura nei due realizzati dai Ferrovieri, Jiranek, la copia sbiadita del gran bel difensore ammirato a Mosca dall'agosto 2005 in poi. Va in bambola anche Stranzl, difensore che comunque a Mosca non ha mai toccato i livelli del ceco. E' giustificato dal fatto che è un destro naturale che non ha quasi mai giocato a sinistra, ma Shishkin in fase difensiva a concesso troppo ad un cliente comunque difficilmente marcabile come Odemwingie. Viceversa, in possesso di palla, il giovane cresciuto nel vivaio dello Spartak ha intensierito in continuazione la Lokomotiv con i suoi morbidi traversoni. Spreca una grande chance Dzyuba, apparso lento ed impacciato, oltre che visibilmente emozionato.


Lokomotiv (4-2-3-1): Levenets 5; Gurenko 5, Spahic 5, Rodolfo 6,5, Yanbaev 6; G. Pereyra 6,5 (dal 65', Maminov 5,5), Glushakov 6,5 (dal 61', Cocis 6); Odemwingie 7, Torbinskiy 7, Bilyaletdinov 7,5; Sychev 7,5 (dal 75' Traoré 5).
In panchina: Pelizzoli, Asatiani, Fininho, Dramani.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Pletikosa 6; Parshvilyuk 6, Jiranek 5, Stranzl 5, Shishkin 5,5; Kovalchuk 5,5 (dal 62', Sovetkin 6), Ra. Kovac 6,5; V. Bystrov 6,5, Dzyuba 5 (dal 66', Prudnikov 6,5), Bazhenov 7; Pavlyuchenko 6,5.
In panchina: Djanaev, Dedura, Filipenko, Fathi, Lugachev.



Ecco un video con l'episodio di gran lunga più divertente di tutto l'incontro, il calcione che Radoslav Kovac rifila all'invasore di campo:


PROGRAMMA 14^ GIORNATA (PENULTIMA DI ANDATA)

Altro weekend pieno di pathos ed emozioni quello che promette una Russian Premier Liga che, dopo la sosta, quasi a voler recuperare quanto perso, ci ha dispensato emozioni forti. Dopo la resurrezione del CSKA e la conferma della Dinamo, che hanno imposto in maniera cruda la loro legge su rivali concittadine come Spartak e Lokomotiv, il calendario di questo bellissimo Campionato, quasi a farlo apposta, mette ancora una volta, l'una davanti all'altra due squadre all'ultima spiaggia, le due grandi sconfitte dello scorso turno, in un altro di quei derby moscoviti trasformato in una cruda lotta per la sopravvivenza. Ormai il calcio russo non è solo un affare moscovita, quindi scopriamole una ad una le gare del penultimo turno d'andata della RPL 2008.


Sabato 19 luglio

Tom Tomsk - Khimki. S'inizia dalla Siberia, dove il Tom riceve il Khimki col morale alto dopo i tre punti conquistati sulla sirena contro il lanciato Spartak Nalchik. La situazione della squadra di Tomsk è di colpo mutata: da deficitaria e pericolante è divenuta momentaneamente più tranquilla. Il vantaggio degli uomini di Romashchenko potrebbe derivare proprio dall'aspetto psicologico,c osa che fa difetto invece alla squadra di Yuran, ultima in classifica, che è sembrata la solita svagata compagine che aveva iniziato la stagione con il serbo Muslin, giocando un calcio anche piacevole ma subendo tanto, troppo, quando sotto pressione. Tuttavia, se il Khimki è quasi costretto ai tre punti, il Tom può fare pochi calcoli: un simile vantaggio psicologico non può non essere sfruttato.

Lokomotiv Mosca - Spartak Mosca. Come anticipato nel sommario, quella che andrà in scena alle ore 14:00 italiane, sarà una vera e propria lotta per la soppravivenza. Lo sanno bene i due tecnici ai quali è stata ribadita fiducia dopo le sconfitte del turno precedente.I Ferrovieri, deragliati malamente contro la Dinamo, hanno avuto poche ripercussioni interne, anche se la dirigenza non ha preso pubblicamente le difese del tecnico, come avvenuto invece per l'altro allenatore, l'ex portiere della nazionale russa, Cherchesov, dopo il 'macello' della "Carne" sotto i colpi dell'Armata Rossa. Quello che domani scenderà in campo al Lokomotiv Stadion sarà uno Spartak probabilmente privo del suo capitano Egor Titov, di Santos Mozart, di Maxim Kalinichenko e forse anche dei difensori cechi Martin Jiranek e Radoslav Kovac. Lo Spartak ha annunciato che i primi tre sono stati convocati per la gara del Campionato Riserve ed al loro posto in prima squadra sono stati integrati quattro ragazzini, col 19-enne trequartista Lugachev addirittura in odore di maglia da titolare, al pari dell'esterno Adiev. Ricordiamo che lo Spartak sarà ancora senza gli infortunati Pavlenko, Maidana e Welliton, tre giocatori che si sono rivelati decisivi nelle prime 10 giornate di campionato. I tifosi delle rispettive squadre sono sul piede di guerra, in particolare la tifoseria rossobianca che si è mobilitata da domenica scorsa contro i padroni del club. Il rischio di un'altra pesantissima contestazione in caso di sconfitta è alta. L'anno scorso fu una partita spettacolare, con lo Spartak avanti due volte, raggiunto da un grande Odemwingie e poi superato al 94' da Asatiani per il 4-3 finale. La sfida in quel caso decise il torneo, visto che poche ore dopo lo Zenit ,dominatore a Kazan, avrebbe compiuto il sorpasso decisivo nei confronti dello Spartak. [diretta su SKY SPORT 1, Perkiv Kanal (CH 1 RUS ORTi) e livetv.ru, h. 14:00]

Spartak Nalchik - Krylya Sovetov Samara. Divise da un punto, Spartak Nalchik e Krylya Sovetov si giocano le speranze di avvicinare la fine del girone d'andata occupando un posto Uefa. Posizione davvero inaspettata per i caucasici che, guidati dal nocchiero Krasnozhan, stanno davvero sorprendendo l'intera critica sportiva, ma primi fra tutti sè stessi. La squadra di Nalchik ha ceduto settimana scorsa al Tom, in una gara bugiarda che il giovane portiere dello Spartak Nalchik, Khomich, ha praticamente 'regalato' agli avversari con una scellerata uscita alta nel finale. La formazione di Samara, nonostante tante buone prestazioni negli ultimi turni, è a secco di vittorie da troppo tempo. Entrambe le compagini potranno giocare psicologicamente libere. Un punto potrebbe effettivamente accontentare ad entrambe.

Zenit San Pietroburgo - Amkar Perm. Chiude col botto il sabato di Premier Liga. A San Pietroburgo, lo Zenit di Advocaat, alla continua e quasi disperata ricerca di punti per risalire la corrente, riceve un cliente scomodo come l'Amkar, secondo in classifica. La squadra del giovane tecnico serbo Miodrag Bozovic ha dimostrato di possedere un carattere d'acciao, tenendo testa ad un ottimo CSKA nonostante 50 minuti giocati in inferiorità numerica. Gli uomini di Advocaat, che nei recupreri infrasettimanali hanno messo insieme la miseria di n punto in due partite, devono assolutamente fare risultato contro una delle tante rivali nella corsa al posto Champions che è ad ora l'obiettivo più verosimile dei Campioni di Russia. Assente ancora Pogrebnyak, ci sarà da vedere se Advocaat darà fiducia ad Arshavin, per il quale ha rispedito al mittente i 20 milioni di euro offerti dal Barça. [diretta su livetv.ru, h. 18:00]


Partite di domenica 20 luglio

Luch-Energia Vladivostok - Dinamo Mosca. La Dinamo di Kobelev, lanciatissima dopo i due derby vinti su CSKA e Lokomotiv, affronta il solito lunghissimo viaggio verso l'estremo Oriente russo, dove l'attende il Luch-Energia, desideroso di imporre agli uomini di Kobelev ciò che mercoledì scorso è toccato allo Zenit, rimasto impantanato in un campo assolutamente impraticabile. Moscoviti che arrivano a Vladivostok senza Tanasievic, Kirill Kombarov, Semshov e Danny, tutti squalificati più Pimenov, infortunato di lungo corso. Probabile che si siano fatti ammonire e squalificare di proposito per tornare nell'importantissimo big match contro lo Zenit, senza dimenticare che per quanto è affascinante, la trasferta a Vladivostok rappresenta sempre qualcosa di poco piacevole per i giocatori. Tornando al match,padroni di casa che, viste l'avversario rimaneggiato, proveranno a far valere il fattore campo e, considerata anche la classifica deficitaria, cercheranno di portare a casa il bottino pieno. In casa di sconfitta, il tecnico croato Vulic verrebbe esonerato dal club. La Dinamo, nonostante le defezioni non può permettersi di perdere punti importanti nella caccia al Rubin.

CSKA Mosca - FC Mosca. La squadra di Gazzayev è ora alla ricerca della continuità, dopo aver frullato l'odiato Spartak nel derby e dopo aver tutto sommato perso due punti sul campo dell'Amkar. Soldati che quindi non possono assolutamente lasciare altri punti per strada. Il momento semberebbe di quelli favorevoli, l'onda lunga del derby e della beatà gioventù russa di Dzagoev e Mamaev va cavalcata e capitalizzata al meglio. Il tecnico osseta, che lascerà a dicembre la panchina, avrà qualche pensiero in più del solito, visto che la gara di mercoledì scorso a Perm rischia di rimanere nelle gambe dei ragazzi terribili che una settimana fà dovevano ancora stendere lo Spartak Mosca. Blokhin, che in settimana ha ribadito di essersi mosso sul mercato con l'intento di acquistare tutti potenziali titolari, rischia di vivere l'ennesima giornata barricato dietro a difendersi da una squadra che nelle ultime due apparizioni è tornata prolifica, segnando ben 8 reti. [diretta su SKY SPORT 1 (?), Perkiv Kanal (CH 1 RUS ORTi) e livetv.ru, h. 14:00]

Terek Grozny - Rubin Kazan. Partita che, soprattutto politicamente, non può non affascinare. E' una sorta di derby tra due repubbliche che hanno in comune il credo religioso, la forte voglia di indipendenza, ma non le risorse economiche a disposizione. La gara di Grozny sarà un test importante per la capolista allenata dal turkmeno Berdyev, che ormai sente il fiato sul collo dell'Amkar e vede la Dinamo avvicinarsi a velocità doppia. Urge tornare alla vittoria, risultato che manca da troppo tempo alla formazione di Kazan, calata con il suo asso Gokdeniz Karadeniz, lontano parente del funanbolo che ad inizio stagione era il motore di uno schiacciasassi che ha conosciuto solo vittorie per due mesi di fila. Il Terek è per il momento tranquillo come la posizione che occupa in classifica. E pensare che per diversi turni la squadra cecena era stata fanalino di coda della massima serie russa, con una difesa imbarazzante ed un attacco capace di dilapidare anche le più semplici occasioni gol.



Mercoledì 23 luglio

Saturn - Shinnik Yaroslavl. Gara che si giocherà mercoledì prossimo causa gli impegni della squadra di Gadzhiev in Intertoto (a tal proposito, oggi a Ramenskoye arriva lo Stoccarda: se vi interessa, potrete seguire il match in diretta sempre sul solito livetv.ru, inizio h. 16:00 italiane). Il mercoledì è ormai diventato giorno abituale per la squadra della periferia moscovita, che cambia il giorno, ma non le tradizioni: permane l'allergia al gol e l'assuefazione al pareggio. Gli ospiti, sempre guidati da Lyakh (il secondo di Yuran, ora al Khimki, ad inizio stagione), continuano a camminare sul filo col terrore di essere superati da Luch-Energia e Khimki che occupano i due posti per l'inferno. Nonostante un gioco che ha sapto mettere in crisi tutte le big, la squadra di Yaroslavl è lì a lottare strenuamente per salvarsi e distanziata da squadre forse meno appariscenti ma più coriacee.


(si ringrazia Francesco, utente noto come Alex^Del^Piero sul forum zenitfans.forumfree.net, per il preziosissimo contributo)

giovedì 17 luglio 2008

13^ GIORNATA: TUTTE LE PARTITE + RECUPERI


Amkar Perm - Luch-Energia Vladivostok 2-0: 25' Kushev, 48' Dujmovic.
Non si ferma più l'inarrestabile corsa di questo strepitoso Amkar, per la prima volta nella sua storia secondo in classifica, ad un solo punto dal Rubin capolista. Merito anche e soprattutto del nuovo e giovane tecnico Miodrag Bozovic, detto 'il Conte' per la sua eleganza nei modi e nello stile, che ha ripreso alla grande l'eccellente lavoro svolto da Rashid Rakhimov nell'ultimo anno e mezzo, confermando in blocco l'intera rosa e migliorandola con giocatori che sono andati a completare la stessa. E' probabile che la formazione degli Urali subirà un calo presto o tardi, ma questo meraviglioso girone d'andata non verrà dimenticato molto facilmente da quelle parti, ne siamo certi.


Spartak Mosca - CSKA Mosca 1-5: 69' Bazhenov; 15', 34' e 44' Vagner Love, 51' Krasic, 77' Caner Erkin.
Emozioni dovevano essere ed emozioni sono state al Luzhniki Stadion di Mosca, dove quanto accaduto sabato pomeriggio è destinato ad entrare di diritto nella storia del calcio russo. Ha sette vite questo Gazzaev, che prima di lascione il 'suo' CSKA avrà pensato bene di mettere la firma su un'altra roboante impresa della sua squadra, che è tornata 'Armata' per un giorno.Questa volta o sarebbe il caso di dire, "per l'ennesima volta", è la principale rivale degli ultimi anni, l'odiato Spartak Mosca a dover piangere, umiliato, rullato, annientato, asfaltato e costretto ad una delle più pesanti sconfitte della sua gloriosa storia. Il 5-1 rifilato dagli 'Armetsy' alla squadra moscovita più tifata sarà davvero difficile da dimenticare, metabolizzare ed assorbire.
La mossa geniale di Gazzaev è nell'undici iniziale: (definitivamente?) accantonato il 3-4-1-2 che tante soddisfazioni gli ha dato in queste ultimi stagioni, ha disposto i suoi ragazzi con un più equilibrato 4-4-1-1, con il nigeriano Odiah libero di sganciarsi sulla destra, sovrapponendosi con Krasic, con il lituano Semberas ed a sorpresa il giovane russo Mamaev in mezzo al campo, con ovviamente l'imprescindibile Zhirkov a presiedere la corsia mancina. L'uomo che deciderà la gara con la propria posizione in campo sarà però un altro, un conterraneo del baffuto allenatore, nonchè il più giovane dei ventidue presenti in campo: Dzagoev, geniale trequartista classe 1990, grande promessa del calcio russo, già messosi in mostra in questo campionato. In attacco il solo Vagner Love, autore di una fantastica tripletta, la terza per lui in Russia. Obbligate invece le scelte per l'altro allenatore, Cherchesov, che deve fare a meno di Andrey Ivanov, Pavlenko, Maidana e Welliton; in avanti spazio al trio composto da Bystrov, Titov e Kalinichenko dietro all'attesissimo Pavlyuchenko.
Il CSKA, sospinto dai propri ragazzini parte meglio e mette in chiaro sin dall'inizio di voler menare le danze. Lo Spartak è chiuso nella propria metà campo e solo grazie a qualche sortita di Bystrov riesce a respirare. Lo Spartak infatti capitola dopo 15' di gioco,quando Vagner Love è abilissimo a girare alle spalle di Pletikosa una punizione procurata e battuta dal frizzante Dzagoev. E' dall'esterno del piedino morbido e vellutato dell'appena diciottenne trequarstista caucasico che al 33' parte un cross preciso sul quale svetta addirittura Vagner Love in anticipo su un frastornatissimo Radoslav Kovac. Lo Spartak appare incapace di reagire ed il CSKA lo punisce ancora sul finire della prima frazione di gioco con un gol bellissimo, nato da un'azione da manuale del calcio, un prolungato scambio di prima tra Krasic e Vagner Love, con quest'ultimo che batte l'estremo difensore avversario per la terza volta in meno di 45'. Partita già chiusa nella ripresa, con lo Spartak che rientra in campo tra i fischi assordanti dei suoi numerosi sostenitori, che addirittura dopo lo 0-4 di Krasic si voltano dalla parte opposta del campo, stufi di vedere un simile massacro. Serve a poco il bel gol messo a segno dal subentrato Bazhenov, anche perchè il 19enne turco Caner Erkin rende il passivo ancora più pesante trasformando un calcio di punizione, sul quale non sono poche le responsabilità di Pletikosa. Giornata da dimentica, per il portiere della nazionale croata e per tutto lo Spartak.


Shinnik Yaroslavl - Krylya Sovetov Samara 0-0
Il pareggio era il risultato più scontato e pareggio si è puntualmente verificato, nonostante a rendersi più pericolosi siano stati i padroni di casa, anche grazie al gigante ceco Koller, al debuto con la maglia del Krylya Sovetov. Esordio nello Shinnik anche per i nuovi acquisti Oleksic, Vjestica e Yashin.


Tom Tomsk - Spartak Nalchik 1-0: 90'+3 Skoblyakov.
Vittoria importantissima per il Tom, arrivata in un momento di grande difficoltà per il club siberiano, dopo il pesante 5-1 subito dallo Zenit nel week-end scorso. Non si può dire che la Dea Bendata non abbia assistito Klimov e compagni: la rete che ha deciso l'incontro è infatti arrivata proprio all'ultimo secondo, favorita da un clamoroso errore di Khomich, ex portiere dell'Under-21 russa in prestito dallo Spartak Mosca, che tanto bene aveva fatto nei precedenti incontri.


Dinamo Mosca - Lokomotiv Mosca 4-2: 13' Kerzhakov, 60' Khokhlov, 66' Semshov, 69' Klimavicius; 48' Odemwingie, 90'+2 Bilyaletdinov.
Anche nell'altro sentitissimo derby di Mosca che il tredicesimo turno ci proponeva, non sono mancate le sorprese nelle formazioni iniziali: a cominciare dal debutto in Premier Liga del baby terzino destro Chicerin, appena 17enne, dell'impiego del poco utilizzato Karpovich a centrocampo e della coppia di centrali davanti alla difesa della Loko, composta dall'argentino Pereyra e dal 21enne Glushakov. La partita si apre nel segno di Kerzhakov: il ritrovato (?) ex bomber dello Zenit prima colpisce la parte superiore della traversa con un bello stacco di testa su cross di Danny, poi supera Pelizzoli con un malizioso tocco in scivolata di punta/esterno, sempre su servizio del fantasista portoghese. I Ferrovieri sono bravi a non subire il colpo, attaccano, sprecano e trovano il pareggio in apertura di secondo tempo con Odemwingie. Ma poi, dopo aver subito il 2-1 ad opera di Khokhlov (gran botta da fuori area, la sua specialità), inspiegabilmente crollano, prendendone altri due in meno di 5 minuti. Una regressione impressionante quella di una squadra che, se continua così, rischia di ripetere l'incolore stagione precedente. Il gol conclusivo di Bilyaletdinov è buono soltanto per le statistiche del trequartista della 'Sbornaya' che, grazie ai rigori, sta viaggiando ai ritmi realizzativi del 2005, la sua migliore annata. Convincente e concreta la formazione di Kobelev, oggi trascinata da un Kerzhakov che, nonostante qualche chiletto di troppo ancora da smaltire, ha praticamente vinto la partita da solo, realizzando la rete che ha aperto l'incontro, siglando un assist e rendendosi decisivo nell'azione che ha portato al gol del 2-1.


FC Mosca - Terek Grozny 0-0
L'FC Mosca di Blokhin, nonostante i numerosi nuovi arrivi, continua a pareggiare, a non entusiasmare e soprattutto a segnare poco o nulla. Il Terek ringrazia e conquista un buon punto fuori casa e ne approfitta per far debuttare i rumeni Florentin Petre e Margaritescu, più il nazionale bielorusso Omeljanchuk.


Khimki - Zenit San Pietroburgo 1-4: 81' Blatnjak; 28' Zyryanov, 31' Anyukov, 89' Fayzulin, '90+2 Arshavin.
Dopo l'inaspettato passo falso maturato in casa contro lo Spartak Nalchik, servivano i tre punti allo Zenit e sono arrivati. Dopo 20 minuti difficoltosi, la rete di Zyryanov ha facilitato il compito alla formazione Campione di Russia, che ha trovato l'immediato raddoppio grazie ad un gol 'alla Arshavin' di Anyukov. Come spesso le succede però, la squadra di San Pietroburgo ha trascorso gran parte della ripresa a giochicchiare, sprecando diverse palle gol e venendo punita a 10' dal termine, a causa di un gran tiro al volo del bosniaco Blatnjak, al terzo centro in campionato. Ma paradossalmente la baldenza del Khimki si è esaurita dopo il gol che poteva riaprire la partita e così nei minuti finali lo Zenit ha dilagato, prima grazie ad un gol tecnicamente straordinario di Fayzulin, poi con Arshavin. Una rete che i 'Meshki' faranno bene a non dimenticare perchè, chissà, potrebbe essere anche l'ultima di Shava con la maglia dello Zenit.


Rubin Kazan - Saturn 0-0
Termina 0-0 anche l'ultimo match della 13^ Giornata, quello che vedeva opposte a Kazan la capolista Rubin ed il Saturn impegnato nel week-end in Intertoto. Nonostante i padroni di casa avessero il pallino del gioco, a rendersi più volte pericolosi sono stati gli ospiti che hanno sfiorato un limpido vantaggio in almeno tre occasioni (prima con un tiro di Nemov deviato a lato da un difensore tartaro, poi con una bella conclusione di sinistro al volo di Topic ben respinta dal portiere Ryzhikov ed infine con un tiro da posizione defilata del camerunense Angbwa uscito di un soffio). Ottima partita per il brasiliano Zelão (che tutte le volte che l'ho visto mi è sembrato un difensore centrale più che valido) e per Eremenko, anche se nel finale non aveva più benzina. Non pervenuto Kirichenko, troppo confusionario Topic. Nel Rubin, invece, oltre a Semak, positiva la prova di Noboa (schierato proprio al fianco del capitano della 'Sbornaya', al posto dello squalificato Sibaya) e dei terzini Ansaldi e Kvirkvelia, che si confermano ancora una volta molto portati a spingere.



RECUPERO 10^ GIORNATA

Luch-Energia Vladivostok - Zenit San Pietroburgo 0-0
C'è poco da dire sul secondo dei cinque recuperi di campionato che lo Zenit dovrà giocare in questo intensissimo luglio. Non si possono trarre valutazioni e considerazioni dopo una gara giocata su un campo già pessimo di suo, diventato semplicemente impraticabile a causa del dilivuio che si è abbattuto a Vladivostok e che ha difatto rovinato una partita che poteva promettere maggiori emozioni.


RECUPERO 11^ GIORNATA

Amkar Perm - CSKA Mosca 3-3: 35' S. Volkov, 48' Dujmovic, 73' Peev; 23' Vagner Love, 65' e 69' Krasic.
Non si può dire che non abbiano divertito il pubblico di Perm Amkar e CSKA, visto il 3-3 finale e le tante occasioni sciupate da ambo le parti. A passare in vantaggio sono stati gli ospiti con Vagner Love, caricato a mille dopo la tripletta nel derby vinto per 5-1 in casa dello Spartak. I rossoneri degli Urali hanno pareggiato subito i conti grazie al primo centro in campionato dell'attaccante Sergey Volkov, abile a sfruttare il primo errore di stagionale di Akinfeev. Nella ripresa è arrivato il 2-1 di Dujmovic, ma tra il 65' ed il 69' è salito però in cattedra il serbo Krasic, autore della doppietta che porta in momentaneo vantaggio i moscoviti. L'Amkar però è duro a morire e pareggia definitivamente al 74' con il bulgaro Peev.


VIDEO GOL 13^ GIORNATA:





CLASSIFICA:
1. Rubin 27 (13)
2. Amkar 26 (13)
3. Dinamo 24 (13)
4. Spartak Mosca 20 (13)
5. Spartak Nalchik 19 (13)
6. CSKA 19 (12)
7. Lokomotiv 19 (12)
8. Krylya Sovetov 18 (13)
9. Terek 16 (12)
10. Tom 15 (13)
11. Zenit 14 (10)
12. Saturn 14 (13)
13. FC Mosca 13 (13)
14. Shinnik 10 (13)
15. Luch-Energia 9 (13)
16. Khimki 8 (13)


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
7 reti: Nizamutdinov (Khimki).
6 reti: Welliton (Spartak Mosca); Vagner Love (CSKA); Bilyaletdinov (Lokomotiv, 4 rigori).
5 reti: Gökdeniz Karadeniz (Rubin); Kushev (Amkar); Odemwingie (Lokomotiv).

martedì 15 luglio 2008

DODICESIMA GIORNATA: LE ALTRE PARTITE



Luch-Energia Vladivostok - Khimki 1-1: 54' Bulyga; 82' Nizamutdinov.
Dopo la lunga sosta della Russian Premier Liga dovuta ad EURO 2008, il campionato riprende dall'estremo Est della Russia, con il Luch-Energia che si illiude sino ad 8' dalla fine, quando Nizamutdinov (vera e propria rivelazione del campionato, nonchè capocannoniere con 7 reti) spinge in rete la palla che annulla il precedente vantaggio del bielorusso Bulyga. A Vladivostok dunque, un pari che non serve a nessuno, con i padroni di casa (decimati dalle numerose - ed inspiegabili - cessioni) consci di aver sprecato una ghiottissima occasione per risalire in classifica.


Spartak Nalchik - Shinnik Yaroslavl 2-1: 7' Siradze, 49' Amisulashvili; 36' Gorawski.
Una vittoria nel segno della Georgia quella che lo Spartak Nalchik coglie contro lo Shinnik, rimasto in terzultima posizione, con un solo punto in più rispetto alle ultime due della classe. Decidono il risultato infatti i georgiani Amisulashvili e Siradze (prima rete per quest'ultimo nel campionato russo): un difensore centrale il primo, un attaccante il secondo. Continuare ad interpretare il campionato in questo modo, dovrebbe significare una salvezza piuttosto tranquilla per i ragazzi di Krasnozhan.


Terek Grozny - Spartak Mosca 3-1: 53' Djabrailov, 57' Bouli, 66' Kuzmichev; 36' Kalinichenko.
Clamoroso a Grozny: cade lo Spartak Mosca sotto i colpi di uno scatenato Terek, che vince in rimonta per 3-1! A passare in vantaggio sono i moscoviti con il redivivo Kalinichenko, tornato a giocare dopo il terribile infortunio capitatogli l'ottobre scorso, su assist di capitan Titov, preferito all'infortunato Pavlenko (sarà out per circa un mese) dietro all'attesissimo Pavlyuchenko. Assenti i sudamericani Maidana e Welliton, si rivede - per la prima volta in questo 2008 - anche Shishkin in difesa. I ceceni non demordono e nel giro di 4 minuti ribaltono il risultato grazie alle realizzazioni di Djabrailov e del camerunense Bouli. Al 66' arriva il definitivo 3-1 di Kuzmichev, al quarto centro in campionato, abile a ribadire in rete una conclusione di Lakhiyalov stampatasi sul palo alla destra di Pletikosa.


Zenit San Pietroburgo - Tom Tomsk 5-1: 6' e 35' Fayzulin, 12' Shirokov, 23' e 27' (rigore) Tymoschuk; 22' Michkov rigore.
Uno Zenit letteralmente strepitoso per 45' ne fa cinque in 35 minuti al malcapitato Tom e vince per la prima volta in campionato dopo oltre tre mesi (pensate che l'ultimo - e fino a prima della sfida con i siberiani, unico - successo della formazione Campione di Russia nell'attuale campionato russo era datato 23 marzo, nella seconda giornata). Avviene tutto nella prima frazione di gioco: dopo 12' i padroni di casa sono già sul 2-0 grazie alle reti di Fayzulin (abile a ribadire in rete una punizione di Dominguez) e Shirokov, che festeggia al meglio il suo 27esimo compleanno. Poi l'arbitro (pessima conduzione la sua) si inventa un rigore per un presunto fallo di Krizanac, reo di avere alzato eccessivamente il gomito: batte lo specialista Michkov, che era appena entrato in campo, spiazza Malafeev e realizza, riaprendo la partita. Ma passano pochi secondi ed i Campioni di Russia ne fanno un altro, con Tymoschuk, ancora sugli sviluppi di un corner battuto da Sirl. E' ancora il capitano dello Zenit a trasformare un rigore procurato da Krizanac. Poi, al 35', è Fayzulin ad andare nuovamente in rete, siglando così la sua prima doppietta con la maglia dello Zenit e chiudendo di fatto in anticipo di 55' la gara. Nonostante i ritmi si abbassino inevitabilmente nella ripresa, entrambe le squadre riescono nell'impresa di farsi espellere un giocatore a testa: il croatoKrizanac per i padroni di casa (doppia ammonizione molto severa) ed il moldavo Katynsus per gli ospiti.


Lokomotiv Mosca - Amkar Perm 0-1: 56' Peev.
L'Amkar non smette più di stupire. Ormai è diventato un ritornello, ma una squadra cosidetta 'piccola' che da un anno e mezzo abbondante continua ad ottenere risultati così importanti ed inaspettati, mantenendo addirittura un ritmo da scudetto in questo 2008, merita soltando elogi. Nessuna stella spicca particolarmente sulle altre, pochi nomi altisonanti, che ai più probabilmente dicono poco o niente, ma l'Amkar è la più chiara dimostrazione di come e quanto possa fare la differenza il collettivo, il gruppo unito allo spirito di sacrificio ed alla voglia di stupire tipica di un'outsider. Tutto quello che manca ad una squadra tecnicamente di ben altra caratura come la Lokomotiv che, nonostante abbia preso un tecnico del calcio russo emergente come Rakhimov (allenatore della squadra di Perm proprio nella passata stagione), non è ancora riuscita a trovare una vera e propria identità, poco aiutata dai suoi migliori giocatori, che hanno il brutto vizio di sparire nei momenti decisivi.


Saturn - FC Mosca 0-0
Pareggio a reti bianche e con pochissime emozioni fra Saturn e FC Mosca, due tra le maggiori delusioni di questa prima parte del torneo, considerando soprattutto i rispettivi piazzamenti (quinto e terzo posto) delle due compagini nella scorsa Premier Liga. E' probabile che i padroni di casa abbiano risentito delle fatiche (?) dell'Intertoto, anche se era lecito aspettarsi qualcosa di più da parte degli uomini di Gadjiev.
RECUPERO 11^ GIORNATA:

Zenit San Pietroburgo - Spartak Nalchik 3-4:
11' autorete Amisulashvili, 25' Zyryanov, 49' Fatih Tekke; 19' autorete Anyukov, 20' Kalimullin, 58' Djudovic, 69' Amisulashvili.
Si ferma subito la rincorsa dello Zenit nel primo di ben cinque recuperi che disputerà nell'intensissimo mese di luglio: incredibile ma vero, lo Spartak Nalchik riesce nell'ardua impresa di vincere a San Pietroburgo, concedendo qualcosa dietro ma dimostrandosi letale in avanti, punendo ogni disattenzione della distratta retroguardia dello Zenit che, per l'emergenza, si è vista costretta a schierare al centro della difesa il coreano Kim Dong-Jin, un terzino sinistro naturale. Non è servito alla squadra di San Pietroburgo il ritorno di Arshavin (autore di un assist) in formazione per venire a capo di una partita persa dallo Zenit in malo modo, probabilmente perchè già convinto di trovare tre punti comodi. Ma lo Spartak Nalchik si è dimostrato un cliente tutt'altro che abbordabile e, grazie alle reti dei difensori Djudovic ed Amisulashvili scaturite da palle inattive, è riuscita clamorosamente a ribaltare il risultato, spingendo la formazione caucasica sempre più in alta quota.


CLASSIFICA:
1. Rubin 26 (12)
2. Amkar 22 (11)
3. Dinamo 21 (12)
4. Spartak Mosca 20 (12)
5. Spartak Nalchik 19 (12)
6. Lokomotiv 19 (11)
7. Krylya Sovetov 17 (12)
8. Terek 15 (11)
9. CSKA 15 (10)
10. Saturn 13 (12)
11. FC Mosca 12 (12)
12. Tom 12 (12)
13. Zenit 10 (8)
14. Shinnik 9 (12)
15. Luch-Energia 8 (11)
16. Khimki 8 (12)
CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
7 reti: Nizamutdinov (Khimki).
6 reti: Welliton (Spartak Mosca).
5 reti: Gokdeniz Karadeniz (Rubin) e Bilyaletdinov (Lokomotiv, 4 rigori).
VIDEO CON TUTTI I GOL:

mercoledì 9 luglio 2008

DODICESIMA GIORNATA: CSKA Mosca - Dinamo Mosca 0-2


Reti: 12' Semshov, 61' Kolodin rigore.

Sorprendente fino ad un certo punto e meritatissima la vittoria della Dinamo al Luzhinki (riaperto per l'occasione dopo la finale di Champions League che ha visto opposte le inglesi Chelsea e Manchester United), in casa di un CSKA a tratti irriconoscibile, sempre meno squadra e sempre più un'accozzaglia di talenti anarchici. Sale pesantemente sul banco degli imputati il tecnico Valery Gazzaev, confermato da Giner al termine della scorsa stagione nonostante la mancata qualificazione alla Champions League 2008/09, incapace di rinnovare un assetto tattico che ormai perdura da oltre tre anni. Il suo 3-4-1-2 ha portato alla prima storica conquista della Coppa UEFA da parte di una formazione russa, a due campionati consecutivi e ad diverse coppe nazionali, ma ormai comincia ad essere arcinoto agli avversari, che sono così in grado di prendere le dovute misure. E' interessante notare che in tutte queste stagioni gli interpreti principali sono praticamente rimasti gli stessi di quella magica serata di Lisbona: nessun avvicendamento in difesa, con i gemelli Berezutskiy, l'ormai ex capitano Ignashevich e Semberas a contendersi i tre posti a disposizione, con il giovane Grigorjev come ulteriore alternativa. Sono rimasti invariati anche i due mediani davanti alla difesa, Aldonin e Rahimic, così come i loro sostituti, il brasiliano Dudu Cearense ed il duttile Semberas. A destra non c'è più Gusev, ma già nel 2005 l'ex esterno della nazionale russa era stato sorpassato nelle gerarchie di Gazzaev da Krasic ed Odiah, guarda caso i due laterali di destra che il baffuto tecnico ha attualmente a disposizione. A sinistra Zhirkov è (giustamente) ritenuto un intoccabile ed anche il reparto offensivo è rimasto pressochè invariato: Jo (peraltro ceduto la settimana scorsa al Manchester City) ha preso il posto del croato Olic, migliorando notevolmente la squadra, ma ora dovrà essere a sua volta rimpiazzato: il solo Ricardo Jesùs non basta. E' vero che la rosa del CSKA, oltre ad essere qualitivamente molto competitiva, avendo un'età media molto bassa non aveva bisogno di essere eccessivamente rinnovata, ma qualche acquisto più intelligente andavo fatto. Invece nelle ultime stagioni Giner ha puntato soltanto su giocatori giovanissimi e perlopiù ancora immaturi, che ricoprono tra l'altro tutte posizioni offensive: gente come Mamaev, Kalouda, Caner Erkin, Ramòn e Janczyk non si è di fatto mai resa decisiva (tranne il trequartista brasiliano in qualche sporadica occasione), rimanendo ai margini della rosa. Il fatto paradossale è proprio quello che i dirigenti del CSKA hanno cercato di rinforzare maggiormente il reparto offensivo, quello più abbondante e che ha dato meno problemi all'Armata Rossa in quest'ultimi anni, e non la difesa, ridotta all'osso e con i noti problemi legati alla lentezza della maggior parte dei suoi interpreti, ed il centrocampo, ormai logoro in alcuni elementi (vedi Rahimic), i due reparti in cui più si sentiva il bisogno di una nuova boccata d'ossigeno. Le annate disastrose nascono dal principio, in sede di mercato. Se invece di acquistare l'inutile Kalouda, Giner avesse preso un difensore centrale di livello oppure un giovane interditore di centrocampo, forse le cose in campionato sarebbero andate diversamente ed il CSKA, dopo 11 partite disputate, avrebbe qualche punto in più rispetto ai 15 conquistati.

Sarebbe comunque ingiusto criticare aspramente il CSKA e non fare i complimenti alla Dinamo, una formazione invece che, dopo i recenti fallimenti targati 2005 e 2006, con Kobelev come allenatore ha cominciato un ambizioso e serio progetto che sta dando i suoi frutti. Dopo il brillante sesto posto dello scorso torneo (con picchi però in estate di grande calcio, vedi vittoria per 4-2 contro lo Zenit), in questa stagione la Dinamo ha spesso entusiasmato, producento un ottimo e piacevole calcio, con Danny (probabilmente insieme a Gokdeniz Karadeniz e Semak del Rubin, il miglior calciatore fin qui della Premier Liga 2008) sugli scudi e con giocatori come Semshov, Khokhlov, Kolodin, 'El Coti' Fernandez, Genkov ed i gemelli Kombarov che spesso hanno indossato i panni di protagonisti. Senza contare quella che potrebbe diventare l'arma segreta della truppa di Kobelev: quel Kerzhakov che, dopo la delusione post mancata convocazione ad EURO 2008, è motivatissimo per riconquistare la maglia della 'Sbornaya'. E per farlo, che cosa c'è di meglio che iniziare a segnare a valanga con la maglia della Dinamo?

Eppure ad iniziare meglio erano stati i padroni di casa, pericolosi in un paio di occasioni con conclusioni da fuori di Ricardo Jesùs e con Krasic, Ramòn ed il solito Zhirkov che sembravano essere in giornata positiva. Ma è bastato un solo errore della difesa, nell'occasione in cui Danny ha lanciato a rete Semshov con un passaggio filtrante in occasione del gol dello 0-1, per mandare nel pallone l'Armata (?) di Gazzaev, che da quel momento in poi non è stata più in grado di riprendersi. E' così la Dinamo a condurra le operazioni, con Danny che si mette a fare il buono ed il cattivo tempo e con i difensori del CSKA impotenti alle sue fulminee accelerazioni palla al piede. Come sempre è Zhirkov l'ultimo ad arrendersi nei rossoblu, ma un singolo giocatore non basta, soprattutto se non esiste un'identità di squadra ben definita. La ripresa degli uomini di Gazzaev (contestabile la sostituzione di Vagner Love con un visibilmente appesantito Daniel Carvalho, con il solo Ricardo Jesùs lasciato da solo al centro dell'attacco) è stata qualcosa di sconcertante, una formazione completamente disunita, nella quale nessuno aiutava il compagno e tutti badavano soltanto a sè stessi, cercando di trovare la giocata vincente con improbabili soluzioni personali. Tutto questo è stato maggiormente messo in evidenza dal fatto che l'avversario era la Dinamo, una compagine che invece ha nello spirito di gruppo e nel sacrificio reciproco il proprio punto di forza. Già in apertura di ripresa la gara poteva essere chiusa, con il palo esterno colpito da Kerzhakov su cross basso dalla sinistra di Dmitry Kombarov. Cambia poco, perchè la Dinamo allunga le distanze circa 10' dopo, con ancora Semshov protagonista: è infatti il piccolo centrocampista della nazionale a procurarsi il penalty trasformato dallo specialista Kolodin, al primo centro nell'attuale campionato. Calcio di rigore che tra l'altro causa il rosso diretto per fallo da ultimo uomo a Grigorjev, entrato a fine primo tempo al posto dell'infortunato Semberas. La parità numerica raggiunta con il rosso (evitabile) per doppia ammonizione di Kolodin serve soltanto a dare un pò più di pathos agli ultimi venti minuti dell'incontro, perchè il CSKA non ha nè la necessaria cattiveria agonistica nè la fortuna (vedi traversa centrata in pieno da Zhirkov) per poter compiere una clamorosa rimonta.


I MIGLIORI: Bastano poche giocate al fantasista portoghese Danny per accendere la luce. Bellissimo il corridoio trovato per l'inserimento di Semshov in occasione del vantaggio, tutta la gara è stata comunque giocata ad alti livelli, dialogando bene come al solito con tutti i compagni ed in particolare con Kerzhakov, apparso in ripresa, perlomeno atletica. Come sempre due moti perpetui i gemelli Kombarov sulle fasce laterali, come sempre preziosissimo Khokhlov in mezzo al campo. Semshov si riconferma un altro giocatore rispetto a quello spesso intimidito ammirato in nazionale.
Nel CSKA l'unico a salvarsi, ancora una volta, è Zhirkov, come sempre eccezionale.

I PEGGIORI: Come spesso gli accade, ci capisce poco la difesa del CSKA, in particolare nelle occasioni che hanno portato ai due gol degli avversari. Poco funzionale al gioco dell'Armata Rossa una volta passata in svantaggio, ed ormai probabilmente anche cotto, il bosniaco Rahimic, uno dei principali pupilli di Gazzaev. Non riesce ad incidere Vagner Love.
Nelle file della Dinamo, era assai evitabile il secondo giallo preso da Kolodin, che poteva complicare l'incontro ai suoi.


CSKA (3-4-1-2): Akinfeev 6; Semberas 5 (dal 36' Grigorjev 4,5), Ignashevich 5, A. Berezutskiy 5,5; Krasic 5,5, Aldonin 6, Rahimic 5, Zhirkov 7; Ramòn 5,5 (dal 63' Caner Erkin 6); Vagner Love 5 (dal 51' D. Carvalho 5,5), Ricardo Jèsus 5,5.
In panchina: Pomazan, P. Mamaev, Kalouda, Janczyk.
Dinamo (4-4-1-1): Karcemarskas 6; Kowalczyk 6,5, Kolodin 5,5, L. Fernandez 6,5, Tanasievic 6; K. Kombarov 6,5, Khokhlov 7, Semshov 7,5, D. Kombarov 6,5; Danny 7,5; Kerzhakov (dall'89' Genkov s.v.).
In panchina: Shunin, Tochilin, Klimavicius, Karpovich, Custodio, Smolov.


Reti: 12' Semshov, 61' Kolodin rigore.
Ammoniti: Ignashevich, Aldonin, Zhirkov, Ramòn e Caner Erkin per il CSKA; Kowalczyk, Kolodin e K. Kombarov per la Dinamo.
Espulsi: Grigorjev per il CSKA (fallo da ultimo uomo) e Kolodin per la Dinamo (doppia ammonizione).