lunedì 28 luglio 2008

QUINDICESIMA GIORNATA: Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-0


Rete: 88' K. Kombarov.

Un gol nel finale di Kirill Kombarov su perfetto cross del gemello Dmitry fa volare la Dinamo Mosca al secondo posto in classifica, a pari punti con l'Amkar ed a due sole lunghezze dal Rubin capolista. Beffata ancora una volta la squadra di San Pietroburgo, rimasta in 10 sul finire del primo tempo per una stupida ma anche contestabile doppia ammonizione del centravanti turco Fatih Tekke (primo giallo per proteste, secondo per presunta simulazione in area di rigore).
"Oggi non meritavamo di perdere, perchè la squadra ha giocato abbastanza bene e l'espulsione di Tekke ci ha complicato i piani; l'arbitro ha sbagliato, un arbitro non deve mai influire negativamente sull'andamento della gara ed il direttore di gara oggi ha esagerato. Meritavamo di dividerci la posta, potevamo segnare e siamo stati sfortunati". Queste le parole di Dick Advocaat. La classifica, pur con le due gare da recuperare, comincia ad essere deficitaria per lo Zenit, soprattutto per il cosiddetto calcolo dell'andamento. L'obiettivo scudetto sembra un miraggio, per il semplice fatto che lo Zenit ha troppe squadre da andare a riprendere; è vero che vincendo le prossime 3 o 4 gare (cosa comunque assai improbabile visto l'andamento dello Zenit nell'attuale campionato: pensate che non ha mai vinto due gare consecutive!!!) già in zona Champions League, ma è evidente che giocare ogni tre giorni sta prendendo energie psicologiche ed ora anche fisiche ai giocatori impiegati (che alla fine sono sempre i soliti 12-13), visto che sono due le gare in cui Tymoschuk e compagni negli ultimi minuti vanno regolarmente in affanno. Quando i Campioni di Russia avevano il serbatoio pieno, hanno buttato via troppe occasioni per riavvicinarsi alla vetta (su tutte la sconfitta interna per 3-4 contro lo Spartak Nalchik, ma si potrebbero citare diversi altri incontri) ed ora che iniziano ad essere inevitabilmente stanchi (e qui una buona fetta di responsabilità è della società, praticamente immobile sul mercato), non tanto forse della stagione (perchè se avessero problemi d'ossigeno a luglio la situazione sarebbe veramente tragica per lo Zenit...), ma stanchi del fatto di giocare ogni tre giorni da un mese a questa parte. Tutti rischi però che erano stati messi in preventivo quando la dirigenza del club di San Pietroburgo propose alla Federazione Russa di rinviare questi match per meglio preparare la corsa alla Coppa UEFA da parte degli uomini di Advocaat. E si ritorna al punto di partenza: se il tecnico olandese si 'fida' soltanto di un ristretto numero di giocatori, visto che non è possibile che questi giochino sempre, perchè la società non è intervenuta sul mercato? Questo è quello che vorrebbero sapere i supporters dello Zenit.
Come sempre nel mondo del calcio, a chi piange viene contrapposto invece chi ride: facciamo riferimento ovviamente alla Dinamo Mosca, che se non avesse patito una mini crisi psicologica dopo la straordinaria vittoria contro lo Spartak Mosca (ricordate? Si fece riprendere sia con l'FC Mosca che con il Krylya Sovetov e fu bastonata da Rubin e Shinnik) avrebbe rischiato di 'ammazzare' il campionato, in virtù dei 12 (dodici!) punti raccolti contro Spartak, CSKA, Lokomotiv e Zenit: è vero, ha giocato ben tre di questi quattro scontri diretti fra le mura amiche, ma rimane un rendimento straordinario, che da quelle parti non si vedeva da un pezzo. Se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che non ha impegni europei, che ha una forte ossatura russa (con giocatori anche di primo piano, vedi Gabulov, Kolodin, Khokhlov, Semshov e Kerzhakov, o giovani dal futuro assicurato come i gemelli Kombarov) unita a diversi interessanti giocatori di origine prevalentemente slava, ad un talento puro quale Danny e ad un giovane ma competente e preparato allenatore come Kobelev, allora pronosticare la Dinamo come futura Campione di Russia non è un'ipotesi campata per aria.

Senza l'infortunato Kerzhakov, il giocatore che era ovviamente più atteso per i suoi indimenticati trascorsi nelle file dello Zenit, Kobelev in attacco si affida al bulgaro Genkov, con Danny a fungere da trequartista a tutto campo. Nello Zenit si rivede dal primo minuto Tekke, con alle spalle la coppia di fantasisti composta da Dominguez ed Arshavin, con Fayzulin che si accomoda in panchina.
Parte meglio la Dinamo, ma la prima occasione capita sui piedi (o meglio, sulla testa) di Krizanac, che da due passi non riesce a trovare la porta a causa di un anticipo decisivo di Tanasievic dopo una punizione battuta dal solito calibrato mancino di Sirl. Poco dopo è la Dinamo a provarci pericolosamente con un tiro di Khokhlov deviato involontariamente da Danny con il pallone che arriva a Genkov che impegna Malafeev da distanza ravvicinata. Gli ospiti rispondono con un palo esterno colpito sempre da Krizanac sugli sviluppi di un corner a rientrare battuto da Dominguez e 'bucato' dal portiere Gabulov. L'incontro è equilibrato, ma la manovra della Dinamo sembra essere più ficcante ed efficace, come nell'azione che ha portato alla rete di Semshov poi misteriosamente annullata dal guardalinee. Bellissima l'azione iniziata ovviamente da Danny, proseguita da Genkov, abile a mettere a sedere Krizanac, e finalizzata da Semshov. Davvero inspiegabile l'errore commesso dal segnalinee, che ha valutato irregolare la posizione di Semshov sul bellissimo passaggio in profondità effettuato da Danny. Lo Zenit si catapulta in avanti mettendo sotto pressione la difesa della Dinamo e creando una pericolosissima palla gol non sfruttata da Tekke su cross basso di Tymoschuk. Ed è proprio Tekke il protagonista in negativo nella giornata dello Zenit. Come spesso gli capita quando viene impiegato come titolare, il centravanti turco ha una certa tendenza a strafare, sta soffrendo molto il fatto di non essere riuscito a mantenere in Russia le pazzesche medie gol che aveva in Turchia e così ogni occasione lui la considera buona per mettere in mostra tutto il suo talento. Da censurare però la prima ammonizione per proteste presa per eccessiva foga; dopo il cartellino giallo, Tekke si è fatto sempre più insofferente e l'arbitro se l'è legata al dito, decidendo di cacciarlo forse troppo frettolosamente per una presunta simulazione nel cuore dell'area di rigore. Decisione eccessiva e fin troppo drastica: il penalty si poteva non dare, Tekke ha indubbiamente accentuato la caduta, ma il contatto c'è stato. Se aggiungiamo poi la 'legge del buon senso', il numero 9 dello Zenit non era da ammonire. Come ripetuto più volte, questo episodio ha contribuito pesantamente ha cambiare il corso dell'evento. Lo Zenit si è ritrovato tutto di un colpo a dover giocare senza una vera prima punta, con i piccoletti Arshavin e Dominguez soli davanti e mal supportati dal resto della squadra. Nella ripresa era lecito aspettarsi una mossa offensiva di Kobelev, come l'inserimento di un altro attaccante (in panchina c'era Pimenov, per la prima volta disponibile in questa stagione), ma a sorpresa l'ex calciatore di Dinamo, Zenit e Real Betis non ha operato nessun cambio, confermando l'undici dei primi 45'. La partita paradossalmente nella ripresa l'ha fatta per la maggior parte lo Zenit, pur con poca convinzione e con una sola occasione creata all'alba dell'85' da Arshavin, bravo a spostarsi il pallone sul sinistro ed a trovare il varco per calciare. Più frequenti i tentativi di una Dinamo che era parsa eccessivamente timorosa e quasi intimidita dal fatto di avere un uomo più in campo: prima è stato Semshov a provare a dare la scossa ai suoi con un tiro dai 20 metri, poi è toccato sempre allo stesso centrocampista della nazionale sciupare l'occasione più clamorosa dell'intero incontro. L'azione è bellissima: apertura straordinaria di Kolodin per Dmitry Kombarov, che controlla al volo e serve Semshov al centro dell'area, con la conclusione di quest'ultimo che esce di un soffio alla destra di un battuto Malafeev. Sarà proprio Dmitry Kombarov a rendersi decisivo nell'azione del gol arrivato a due minuti dal 90' che ha chiuso l'incontro: delizioso la sua palombella per il gemello Kirill, colpevolmente lasciato solo sulla destra, potente e preciso il piattone destro del numero 7 della Dinamo, che batte inesorabilmente Malafeev. Una punizione severa per lo Zenit, ma allo stesso tempo anche un premio meritato per la Dinamo che, dopo le disastrose stagioni passate, nel 2007 ha deciso di cambiare faccia, dicendo basta ai mercenari portoghesi o brasiliani che siano (giunti in massa nel club che fu di Yashin tra il 2005 ed il 2006), decidendo di confermare soltanto i giocatori che tenevano veramente alla maglia (l'idolo locale Danny ovviamente è fra questi) e puntando fortemente su un blocco russo che, dopo il brillante sesto posto dello scorso campionato, in questa Premier Liga potrebbe portare ad ancora più inaspettati risultati.


I MIGLIORI: A decidere la partita è stato Kirill Kombarov, servito alla perfezione da suo fratello Dmitry, ma la palma di migliore in campo spetta a Kolodin, perfetto in ogni intervento ed in grado di rilanciare l'azione direttamente dalla propria difesa come pochi altri al mondo. Vince Danny il duello a distanza tutto fra estrosi numeri 10 con Arshavin: se gira l'asso portoghese, gira tutta la Dinamo e per gli avversari sono dolori. Positive anche le prestazioni di Khokhlov e Semshov, indubbiamente una delle coppie di centrocampo più affidabili dell'intero campionato russo. Movenze parecchio interessanti per il bulgaro Genkov, un altro giocatore rispetto all'oggetto misterioso 'ammirato' nella seconda parte della scorsa stagione.
Anche quando la sua squadra perde, non riesce proprio a giocare male Tymoschuk, è più forte di lui! Quando chiamato in causa si è fatto trovare pronto Malafeev, incolpevole in occasione del gol che ha deciso il match.

I PEGGIORI: Sottotono Arshavin, in ombra nel primo tempo e dovutosi sacrificare a fare la punta centrale nella ripresa, ruolo che naturalmente non gli è congeniale. Poco in palla anche Zyryanov, uno che forse necessiterebbe di un turno di riposo. Gravi incertezze ed amnesie difensive per Shirokov, che non sembra essersi più del tutto ripreso dopo il trauma psicologico conseguito alla brutta prestazione offerta contro la Spagna nell'esordio della Russia negli scorsi Europei. Tralasciando la severità del direttore di gara, due cartellini gialli nel giro di neanche 10 minuti sono una leggerezza che da un giocatore dall'esperienza di Tekke non ci si aspetta proprio.


Dinamo (4-4-1-1): Gabulov 5,5; Kowalczyk 6,5, Kolodin 7,5, L. Fernandez 6,5, Tanasievic 6; K. Kombarov 7, Khokhlov 6,5, Semshov 6,5, D. Kombarov 7; Danny 7; Genkov 6,5.
In panchina: Karcemarskas, Klimavicius, Tochilin, Lapin, Pimenov.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6,5; Anyukov 6, Shirokov 5, Krizanac 5,5, Sirl 6; Denisov 6, Tymoschuk 6,5, Zyryanov 5,5; Dominguez 6, Arshavin 5,5; Fatih Tekke 4,5.
In panchina: Contofalsky, Ricksen, Hubocan, Lee Ho, Radimov, Fayzulin, Ignatovich.


1 commento:

Vojvoda ha detto...

Si legge oggi sui giornali sportivi francesi e sui siti internet relativi, che Mathieu Valbuena,minuscolo 23enne centrocampista del Marsiglia avrebbe rifiutato un'offerta faraonica da parte dello Zenit(3 milioni di euro netti,quattro volte tanto l'ingaggio che percepisce a Marsiglia).
La società russa avrebbe offerto 18mln di euro ai francesi per un giocatore fortemente voluto da Advocaat,rimastone impressionato nel doppio confronto Uefa.
L'investimento è importante,ma la stagione del folletto dal cognome spagnolo è stata davvero esaltante.
A proposito,si legge insistentemente che Arshavin vuole "solo" il Tottenham.
Nè Barcellona,nè Arsenal.
Il suo agente parla solo degli Spurs,del giocatore che desidera lavorare con Juande Ramos,di una voglia pazza di indossare la "mitica" casacca bianca dei londinesi.
Speculazioni di mercato,voci semi vere,tentativo di fara lzare il prezzo o cosa?
Ragguagliami su questa telenovela che vede il giocatore dichiarare amore prima al Barcellona(di cui si dice sia tifoso),poi vuole l'Arsenal,ora sembra un tifosissimo degli Spurs e del suo tecnico attuale.
Dove stà la verità e soprattutto che fine farà il buon Andrei?
P.S.Giusto oggi il Tottenham ha chiuso coi Rovers l'acquisto di David Bentley per 20 milioni di euro( + 3 di bonus,legati alle prestazioni),fortissimo,giovane e polivalente attaccante che sembra l'alter ego di Arshavin...
Ciao;-)