domenica 3 agosto 2008

SEDICESIMA GIORNATA: Zenit San Pietroburgo - FC Mosca 2-1


Reti: 51' Denisov, 77' Fatih Tekke; 22' Rebko.

Vittoria importantissima per lo Zenit che, dopo un primo tempo deprimente, si riscatta nella ripresa legettimando i tre punti grazie ad una convincente prestazione, finalmente da vero Zenit. La forza dello Zenit, seppur discontinuo nei 90', è venuta fuori e non ha lasciato scampo all'onesta formazione di Blokhin. Buon per i padroni di casa che la rete del pareggio di Igor Denisov non si sia fatta attendere, grazie all'inserimento del 24enne centrocampista su prezioso assist di Arshavin. La squadra di San Pietroburgo, pur dovendo fare i conti con uno stato di forma non ottimale, ha poi continuato ad imporre il proprio gioco fatto di passaggi rapidi, scambi veloci ed efficaci che hanno messo alle corde i Cittadini. Il fortino degli ospiti ha resistito anche per la scarsa lucidità negli ultimi 20 metri che lo Zenit continua a palesare. L'assenza di Pogrebnyak comincia a farsi sentire anche più del previsto: mancano allo Zenit sia la potenza fisica ed i centimetri di 'Posha' sia la sua cattiveria sotto porta. Fatih Tekke è un buon attaccante, tecnicamente ottimamente dotato, sempre bravo a giocare di sponda ed a dialogare i compagni, ma, a dispetto dei 60 gol e passa segnati nelle ultime due stagioni in Turchia (nelle quali vinse in entrambi i casi la classifica capocannonieri con oltre 30 gol), in questa sua esperienza in Russia sembra aver completamente perduto quel fiuto per il gol che è tipico di un grande bomber di razza. Ne ha sprecate tante il turco, facendo penare i proprio sostenitori, ma alla fine era destino che il gol decisivo lo segnasse proprio Tekke, che a quasi 10' dalla fine ha risposto presente alla chiamata di Dominguez; dell'argentino la pennellata dalla sinistra sulla quale l'attaccante turco di è avventato mettendo di testa alle spalle di Zhevnov. I granata si sono rivelati una volta di pi una formazione incapace di condurre il gioco e fare la partita, sicchè dopo il vantaggio, la squadra di Advocaat non ha abbassato i ritmi, cercando di scaricare sul terreno di gioco tutta la rabbia accumulata nelle ultime due settimane di astinenza da vittoria. Dopo un primo tempo orribile, nel quale gli ospiti avevano interpretato una prima frazione di gara molto simile a quella che gli permise di vincere clamorosamente per 2-0 al Luzhniki in casa del CSKA Mosca, nella ripresa sono saliti in cattedra Arshavin e Dominguez e la musica è inevitabilmente cambiata. E' proprio il fuoriclasse con la maglia numero 10 sulle spalle a superare due avversari ed a mettere in mezzo per l'accorrente Denisov, la cui conclusione sporca viene deviata da ben due difensori e si infila nell'angolino basso. Prima rete in questo campionato per il centrocampista classe 1984, reazione immediata ad inizio ripresa degli uomini di Advocaat, che si scatenano andando più volte vicino al raddoppio, sempre sprecato però da un impreciso ed anche un pò sfortunato Tekke, voglioso come sempre ma, come più volte ripetuto, poco produttivo sotto porta. E' poi ancora Denisov a sfiorare la doppietta con un tiro che termina di poco a lato, poi ci prova Anyukov, come sempre uno tra i migliori, ma Zhevnov risponde presente. Poco dopo il portiere bielorusso si supera, respingendo di piede una conclusione a botta sicura di Dominguez. Gli ultimi 15 minuti sono tutti nel segno del 'Chori', che in ben due occasioni serve dei cross dalla sinistra per la testa di Tekke: se nel primo il centravanti turco riesce a malapena a deviare, nel secondo si dimostra finalmente implacabile come ai tempi del Trabzonspor, siglando l'importantissimo 2-1 finale. Che significa veramente tanto per lo Zenit.


I MIGLIORI: Inesauribile ed instancabile Anyukov, che come al solito macina chilometri per tutta la partita ma, a differenza delle ultime prestazioni, riuscendo a pungere anche in attacco. Preciso nelle chiusure e nelle diagonali in fase difensiva, ha deliziato la platea con sovrapposizioni, inserimenti negli spazi, tagli e giocate quasi da numero 10. E' lui il migliore in campo, è lui che, insieme al solito Tymoschuk ed all'altro laterale difensivo, il ceco Sirl, pare essere l'unico a non sentire il peso della stanchezza di questa già lunghissima stagione. Nella ripresa sicuramente positiva dello Zenit è riapparso Arshavin (ancora però un pò 'distratto' dalle continue voci di mercato), così come Denisov, entrambi protagonisti nell'azione che ha portato al pareggio ed in altre belle giocate. Determinante l'apporto offerto da Dominguez, impreciso sì in alcune giocate ma sontuoso in altre. Nonostante tutto, l'uomo copertina è diventato però Fatih Tekke: giusto così, un riconoscimento meritato.
Poco da salvare invece nella ripresa dell'FC Mosca, in balia degli avversari. Si sono viste molte cose positive invece nei primi 45': come la personalità mostrata in cabina di regia dall'ex promessa Rebko, la solita e costante spinta sulle fasce del rapidissimo Samedov e del 'cavallone' lituano Cesnauskis ed i precisi interventi difensivi del polacco Jop, senza dimenticare le parate di Zhevnov. E' mancata terribilmente però alla squadra di Blokhin qualità sulla trequarti: tardivo l'inserimento del brasiliano-bosniaco Ricardo Baiano, uno che poteva fornirla. Troppo isolato in avanti il solo Strelkov, preferito a sorpresa agli argenti Bracamonte e Maxi Lopez (con quest'ultimo neanche in panchina).

I PEGGIORI: Quasi tutti bocciati i giocatori dello Zenit nei primi 45', ma salvatisi dal 5 in pagella grazie all'ottimo secondo tempo disputato. Assai meno brillante rispetto ai suoi standard però Zyryanov, forse il giocatore di Advocaat che necessiterebbe più riposo. Che le riserve dello Zenit non siano assolutamente all'altezza dei titolari è risaputo, ma - oltre allo stesso Fayzulin che può giocare anche in posizione più arretrata rispetto a quella in cui regolarmente lo schiera il tecnico olandese - il club Campione di Russia in panchina ha un certo Radimov che, è sì indubbiamente calato negli ultimi tempi causa l'età, ma che rimane un centrocampista di valore, anche se mai troppo amato dall'attuale allenatore dello Zenit.
Ha la scusante non da poco di essere stato lasciato in balia di se stesso dai proprio compagni che non l'hanno mai aiutato, ma pensare di vincere a San Pietroburgo con il solo Strelkov davanti è sembrata una mossa quanto meno azzardata da parte di Blokhin, la cui panchina è sempre più a rischio. Impreciso Vitaly Kaleshin sia nelle ripartenze che in fase difensiva, spesso superato con facilità da Arshavin e Dominguez.


Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 7, Shirokov 6, Hubocan 6, Sirl 6,5; Denisov 6,5, Tymoschuk 6,5, Zyryanov 5,5 (dal 73' Fayzulin s.v.); Dominguez 6,5, Arshavin 6,5; Fatih Tekke 6,5.
In panchina: Contofalsky, Ricksen, Puygrenier, Lee Ho, Radimov, Ionov.
FC Mosca (4-1-4-1): Zhevnov 6,5; V. Kaleshin 5, Jop 6,5, Godunok 6, Kuzmin 5,5; Epureanu 5,5 (dal 61' Sheshukov 6); Samedov 6,5, S. Ivanov 6, Rebko 6,5 (dal 78' Ricardo Baiano s.v.), Cesnauskis 6,5; Strelkov 5,5 (dal 66' Bracamonte s.v.).
In panchina: Amelchenko, Nababkin, Krunic, Stavpets.

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