martedì 30 settembre 2008

La sfortuna non ha fine.

Che cosa ha fatto di male lo Zenit per essere eliminato in un modo così beffardo? Perdere due partite del genere non sta nè in cielo nè in terra (fermo restando che la squadra oggi nel primo tempo non mi è piaciuta affatto). Gli ultimi 25' però sono stati un autentico assedio, al palo colpito da Arshavin mi sono sentito mancare il respiro, così come alla respinta di Pepe sul tiro a botta sicura di Danny. Per quello che si è visto in questi due match, se questa non è l'eliminazione (perchè di questo si tratta, siamo seri) più immeritata nella storia della Champions League, poco ci manca.


Questo commento da parte di un tifoso madridista che ho trovato su marca credo che la dica tutta: "Dios, que suerte madre mia, un resultado muy injusto por el juego mostrado en el campo, pero asi es el futbol."

lunedì 29 settembre 2008

Hiddink chiama i baby-fenomeni Dzagoev e Prudnikov per le sfide contro Finlandia e Germania.


Non contento del fatto che la Russia fosse già la nazionale con l'età media più bassa tra quelle presenti ad EURO 2008, il C.T. Guus Hiddink ha pensato bene di rendere ancora più giovane la sua rosa convocando per la prima volta in vista degli impegni della Russia nelle qualificazioni alla Coppa del Mondo FIFA contro Germania e Finlandia, ad ottobre, due tra i giovani più interessanti a livello europeo, ovvero Alan Dzagoev, trequartista del CSKA Mosca classe 1990 (di due mesi più 'vecchio' dell'interista Balotelli), ed Alexander Prudnikov, 19enne centravanti dello Spartak Mosca. Se la convocazione del primo, autentica rivelazione dell'attuale Russian Premier Liga con ben 7 reti messe a segno in 14 incontri nella sua prima stagione tra i professionisti, era nell'aria, non si può dire lo stesso di quella del secondo, diventato comunque titolare nella sua squadra dopo la partenza di Roman Pavlyuchenko e capocannoniere dell'Europeo U-17 del 2006 che vide trionfare proprio la Russia trascinata dai suoi gol. Oltre a Dzagoev e Prudnikov, potrebbe fare il suo debutto anche il centrocampista Igor Denisov (24), uno dei punti di forza dello Zenit San Pietroburgo, già chiamato diverse volte in passato ma mai utilizzato dai vari Commissari Tecnici. Ancora una volta snobbati Marat Izmailov dello Sporting Lisbona ed Alexander Kerzhakov (infortunato, ma Guus non l'avrebbe chiamato lo stesso) della Dinamo Mosca, che evidentemente non rientrano più nei piani di Hiddink. Non chiamato per la seconda volta di seguito anche l'attaccante della Lokomotiv Mosca, Dmitry Sychev.
Ai due infortunati di lunga data, il terzo portiere Vladimir Gabulov (Dinamo Mosca) ed il difensore centrale Roman Shirokov (Zenit San Pietroburgo), si è aggiunto il centrale difensivo della Dinamo Mosca, Denis Kolodin, indisponibile a causa di un problema abbastanza serio alla caviglia (si parla di rientro a fine novembre e di conseguenza stagione finita).


Ecco la lista dei 22 giocatori:

Portieri: Igor Akinfeev (CSKA Mosca), Vyacheslav Malafeev (Zenit San Pietroburgo), Sergey Ryzhikov (Rubin Kazan).

Difensori: Alexander Anyukov (Zenit San Pietroburgo), Renat Yanbaev (Lokomotiv Mosca), Vasily Berezutskiy (CSKA Mosca), Sergey Ignashevich (CSKA Mosca), Alexey Berezutskiy (CSKA Mosca).

Centrocampisti: Vladimir Bystrov (Spartak Mosca), Ivan Saenko (Spartak Mosca), Igor Denisov (Zenit San Pietroburgo), Konstantin Zyryanov (Zenit San Pietroburgo), Sergey Semak (Rubin Kazan), Igor Semshov (Dinamo Mosca), Alan Dzagoev (CSKA Mosca), Diniyar Bilyaletdinov (Lokomotiv Mosca), Dmitry Torbinskiy (Lokomotiv Mosca), Yuri Zhirkov (CSKA Mosca).

Attaccanti: Andrey Arshavin (Zenit San Pietroburgo), Pavel Pogrebnyak (Zenit San Pietroburgo), Roman Pavlyuchenko (Tottenham Hotspur), Alexander Prudnikov (Spartak Mosca).


Era nell'aria la prima chiamata di Dzagoev, colui che in Russia sta stupendo tutti, lanciando il CSKA verso un'insperata (vista la classifica di qualche turno fa) rincorsa al titolo, a suon di gol (già 7 in 14 partite, una media PAZZESCA per un debuttante nel campionato russo ) e soprattutto assist, che mentalmente viene ritenuto già pronto per poter debuttare nelle due gare più difficili delle Qualificazioni, ovvero quelle contro Finlandia e soprattutto Germania. Per il momento è sembra un vero e proprio predestinato, l'augurio è che continui così, vedremo poi se Hiddink intenderà utilizzarlo oppure semplicemente inserirlo gradualmente nel gruppo.
Inattesa la convocazione di Prudnikov (classe '89), centravanti tra i più interessanti a livello europeo ma non ancora sbocciato del tutto. Ha le potenzialità per poter anche superare Pavlyuchenko e Pogrebnyak in futuro, ma per ora dubito che possa essere preso in considerazione per un posto da titolare in due gare così delicate.
La notizia più importante personalmente è però un'altra: ovvero il 'ritorno' (le virgolette sono d'obbligo, dato che il giocatore in questione non ha ancora debuttato nella nazionale maggiore) di Denisov, in questo momento uno dei centrocampisti più in forma in assoluto, giocatore insostituibile nello Zenit e che secondo molti (il sottoscritto in primis) avrebbe dovuto essere titolare anche in Austria&Svizzera (per chi non se lo ricordasse, rifiutò la chiamata di Hiddink, avvenuta soltanto in un secondo momento, in seguito alla vittoriosa finale di Manchester, sbloccata proprio dal numero 27 dello Zenit).
Ormai credo che non si debba neanche più dare troppo peso alle esclusioni di Izmailov e Kerzhakov, che a questo punto hanno chiuso definitivamente con la nazionale russa finchè Hiddink sarà il C.T. Peccato.
Un altro che rischia grosso è 'Dima' Sychev, che se non riprende a segnare con una certa regolarità nella Loko, perderà anche lui definitivamente il posto.
Concludo dedicandomi al tasto dolente di queste convocazioni: la difesa, indubbiamente il punto debole della Russia, ridotta all'osso dai forfait di Shirokov e soprattutto Kolodin (il titolare insieme ad Ignashevich). Mancano riserve all'altezza, ma il problema sta a monte, nel senso che Hiddink ha sbagliato in questi anni a far giocare sempre gli stessi uomini, non convocando mai giocatori che stavano facendo bene in campionato (mi vengono in mente i vari Alexey Popov, Belorukov, Belozerov, Bugaev, etc) ma che hanno scarsissima, per non dire nulla, esperienza a livello internazionale. Ora, con Kolodin e Shirokov (che secondo me sarebbe stata la prima ed unica alternativa presa in considerazione da Guus) indisponibili, Hiddink non se l'è sentita di chiamare per due sfide così tanto delicate dei giocatori che non hanno mai vestito la maglia della nazionale.

sabato 27 settembre 2008

Lokomotiv Mosca - Zenit San Pietroburgo 0-3


Reti: 18' Fayzulin, 61' Puygrenier, 74' Dominguez.

Lo Zenit, per la prima volta in oro in una gara ufficiale (esclusi ovviamente i festeggiamenti post finali di Coppa UEFA e Supercoppa Europea) sopravvive e si appresta a dire la sua nelle restanti giornate di campionato nell'importantissima lotta per il secondo e terzo posto e quindi per conseguire un posto anche nella prossima Champions League, in attesa della supersfida di mercoledì contro l'"avversario degli avversari", ovvero il Real Madrid. Al Lokomotiv Stadion di Cherkizovo non c'è stata storia, troppo superiore uno Zenit che deve solamente mangiarsi le mani per le numerosissime occasioni perse per rientrare nella lotta al titolo: è infatti probabile che negli anni a venire questo verrà ricordato come 'il campionato buttato via dallo Zenit', che più volte si è dimostrato la formazione più forte, oltre che quella con il miglior attacco (nonostante la lunga assenza per infortunio di Pogrebnyak ed il momento 'particolare' che sta vivendo Arshavin dalla conclusione degli Europei). Fin dai primissimi minuti lo Zenit, senza lo squalificato Arshavin, ha messo in mostra le solite e risapute grandi doti in fase di costruzione, con inserimenti perfetti dei centrocampisti (eloquente l'azione che ha portato al vantaggio di Fayzulin), con un Danny a tutto campo esattamente come faceva nella Dinamo e con una difesa oggi realmente insuperabile, ottimamente guidata da un Puygrenier preciso in ogni intervento e dal giovane slovacco Hubocan, anch'egli sempre deciso nelle chiusure. E' chiaro che contro uno Zenit ai limiti della perfezione (considerando anche il periodo della stagione e le due immeritate sconfitte consecutive contro Juventus e CSKA, entrambe molto difficili da digerire), la Lokomotiv, mai realmente in gara, si è schiantata contro un muro invalicabile. Impossibile per tutte le squadre russe superare la squadra di Advocaat quando non sbaglia e non è un caso che le uniche due formazioni ad aver bacchettato sul serio (e non in modo 'casuale' o fotunoso come lo Shinnik e lo Spartak Nalchik) i Campioni di Russia sono state il Rubin, squadra che gioca molto all'italiana, chiusa dietro e letale in contropiede, ed il CSKA, l'unica formazione russa che dalla trequarti in su può disporre di un talento paragonabile a quello dello Zenit.

Rakhimov rispetto alla vittoriosa trasferta di Vladivostok recupera i rientrati Bilyaletdinov e Torbinskiy (indisponibili nella gara giocata nell'estremo est russo perchè squalificati) e conferma Glushakov in un'insolita posizione di esterno destro, confermando il 'vecchio' Maminov, determinante sette giorni fa, davanti alla difesa. Abbandonato il 4-2-3-1 che non ottenne effettivamente grandi risultati in quanto a punti, ma che personalmente mi aveva intrigato non poco, soprattutto per la posizione defilata sulla fascia destra del nigeriano Odemwingie, oggi in schierato in attacco al fianco di Sychev in un classico 4-4-2.
Advocaat risponde operando due cambi rispetto alla contestabile sconfitta di domenica scorsa: si tratta di due scelte obbligate considerando l'infortunio occorso in settimana a Krizanac ed il turno di squalifica di Arshavin. Dentro quindi Hubocan ed a sorpresa Fayzulin, rispolverato dopo diversi incontri visti dalla panchina e preferito a Dominguez.

A differenza del big match con il CSKA, nel quale i moscoviti passarono subito in vantaggio grazie ad un gol di Dzagoev, questa volta è lo Zenit che cerca di sorprendere in apertura gli avversari, sfiorando infatti lo 0-1 di testa con Zyryanov dopo appena 50 secondi. Ne segue una fase nella quale gli ospiti continuano a fare la partita, mantenendo quasi sempre il possesso del pallone, ma senza creare particolari pericoli alla porta difesa dal portiere ceco Marek Cech (soltanto omonimo del ben più noto Petr), prelevato in estate dal Luch-Energia a causa dei non pochi errori commessi da Levenets prima e Pelizzoli poi. Fino al minuto numero 18, quando Zyryanov è bravo a convergere da destra verso il centro, aprendo lo spazio per l'inserimento senza palla di Fayzulin, magistralmente servito da Denisov: è un gioco da ragazzi per l'ex talento dello Spartak Nalchik battere l'estremo difensore avversario in uscita, siglando il suo quarto sigillo nell'attuale campionato. Dominio assoluto dei Supercampioni d'Europa nei primi 20', vantaggio dunque legittimo. Anche perchè passano pochi minuti e Pogrebnyak, su intelligente lob di Sirl dopo aver fintato la conclusione, scheggia la traversa con un difficile colpo di testa in torsione, anticipando l'ex Le Mans, Basa. I Ferrovieri rispondono con un tiro da posizione defilata di Odemwingie che non può intensierire Malafeev e con un destro in corsa di Torbinskiy che finisce alle stelle. Potevano essere evitati nel finale della prima frazione di gioco, i gialli presi da Denisov e Sirl (spiace soprattutto per il primo che a causa della quarta ammonizione subita salterà il prossimo match contro il Luch-Energia; vale la pena ricordare che Denisov era fino a questo momento l'unico giocatore a non aver saltato nemmeno un minuto nell'intera Premier Liga), ma allo Zenit può andare benissimo così.
La ripresa si apre con una botta dai 25 metri di Glushakov uscita non di molto, ma il pallino del gioco continua ad averlo in mano lo Zenit, che fa girare a lungo il pallone per cercare di far scoprire la Lokomotiv, per poi punirla in contropiede. I Ferrovieri, sempre ben contenuti dall'inedita coppia di difensori centrali composta da Hubocan e Puygrenier, ci provano soltanto con conclusioni da fuori, come quella dallo stranissimo effetto di Sychev che per poco non beffa Malafeev, che se la cava respingendo in qualche modo. Ancor più pericoloso il colpo di testa di Basa sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Torbinskiy, con il pallone che termina di poco alto, dando l'illusione del gol al pubblico presente. Lo Zenit punisce però i padroni di casa al 61': il neo-entrato Dominguez si incarica della battuta di una punizione sulla destra, Puygrenier anticipa tutti sul primo palo, battendo inesorabilmente Cech. Prima rete in Russia per il francese, il giusto coronamento di una prestazione eccezionale. Questa è la rete che chiude definitivamente l'incontro, da qui fino alla fine controllato senza troppi patemi dallo Zenit, con un lungo e quasi stancante possesso palla, mai però fine a se stesso e che può vivere delle improvvise accellerazioni e verticalizzazioni dell'estro di Danny, come in occasione del finale 3-0 di Dominguez (tenuto in gioco da Yanbaev), arrivato proprio da una palla filtrante del nazionale portoghese che ha mandato in crisi l'ormai non più coesa difesa rossoverde.


I MIGLIORI: In versione 'The Wall' il francese Puygrenier, alla miglior prestazione con la maglia dello Zenit, efficace e pulito in ogni intervento, ma che già nelle gare precedenti aveva dimostrato di essere stato l'ennesimo acquisto azzeccato da parte della dirigenza di San Pietroburgo, toppando clamorosamente solamente l'esordio contro il Rubin (nel quale venne espulso per fallo da ultimo uomo pochi minuti dopo il suo ingresso in campo). Sempre convincente quando è stato chiamato in causa il giovane slovacco Hubocan, indubbiamente un giocatore di enorme prospettiva, ma già piuttosto convinto dei propri mezzi e sicuro negli interventi. A volte impreciso e come sempre con un pò di eccessiva voglia di strafare Danny, un giocatore che comunque raramente delude e che, in un modo o nell'altro, riesce quasi sempre ad essere nel vivo del gioco. Più palloni tocca, più risulta devastante. E' ancora un pò penalizzato nella posizione di partenza, quella di trequartista-esterno (oggi di sinistra, vista l'assenza di Shava), ma quando si accentra e riesce a giocare a tutto campo come faceva nella Dinamo, risulta imprendibile per gli avversari. Eccelle il solito Denisov, diventato padre nella giornata di ieri, fa ben sperare il primo tempo di Zyryanov (spostato sul centro-destra, con Denisov sul centro-sinistra: mossa davvero molto interessante), calato invece nella ripresa; come al solito molto partecipe all'azione il ceco Sirl sulla corsia mancina. E' in un buon momento di forma anche 'El Chori' Dominguez, che meritava di ritornare al gol dopo un digiuno di quasi un paio di mesi. Ordinaria amministrazione per capitan Tymoschuk, comunque sempre efficace nei suoi interventi.

I PEGGIORI: Si salvano in pochi nella Lokomotiv (giusto Yanbaev, Basa e Maminov, lo stesso Marek Cech ha qualche responsabilità sul raddoppio dello Zenit) e di conseguenza sono molti i bocciati. Primo tra tutti "fantasmino" Bilyaletdinov, che quando c'è da tirarsi indietro è sempre in prima fila. Chiaramente fuori posizione Glushakov, in giornata-no Torbinskiy. Soffre terribilmente sulla sinistra Sennikov, che spesso è costretto a fronteggiare da solo due o tre avversari, in difficoltà anche Rodolfo al centro. Volenterosi Odemwingie e soprattuto Sychev, che a conti fatti però non sono mai riusciti a superare la barriera composta da Hubocan e Puygrenier.


Lokomotiv (4-4-2): 32 M. Cech 5,5; 55 Yanbaev 6, 23 Basa 6, 4 Rodolfo 5,5, 17 Sennikov 5; 58 Glushakov 5 (dal 76', 25 Cocis s.v.), 8 Maminov 6, 7 Torbinskiy 5, 63 Bilyaletdinov 5; 11 Sychev 5,5, 9 Odemwingie 5,5.
In panchina: 22 Pelizzoli, 15 Fininho, 16 Charles, 14 Smolnikov, 10 Mudjiri, 27 Dramani.
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev 6; 22 Anyukov 6, 14 Hubocan 6,5, 28 Puygrenier 7,5, 11 Sirl 6,5; 18 Zyryanov 6, 44 Tymoschuk 6,5, 27 Denisov 7; 20 Fayzulin 6,5 (dal 55', 7 Dominguez 6,5), 19 Danny 6,5; 8 Pogrebnyak 6.
In panchina: 1 Contofalsky, 25 Ricksen, 34 A. Khokhlov, 5 Kim Dong-Jin, 2 Radimov, 9 Fatih Tekke.



venerdì 26 settembre 2008

KUBOK ROSSII 2008/09: Ottavi di Finale.


Dinamo Mosca - SKA-Rostov 2-0: 11' Kowalczyk, 81' Kerzhakov.

Tom Tomsk - Volga Nizhny-Novgorod 2-2 (4-1 ai calci di rigore): 13' Tarasov, 23' Kornilenko; 45' Malakhov, 75' Aydov rigore.

FC Mosca - Terek Grozny 3-0: 28' (rigore) e 84' (rigore) Kuzmin, 49' Cesnauskis.

Krylya Sovetov Samara - Sibir Novosibirsk 0-2: 57' Gorbanets, 81' Medvedev.

Lokomotiv Mosca - Vityaz Podolsk 1-0: 60' Traoré.

Shinnik Yaroslavl - Spartak Mosca 1-2: 56' D. Kudryashov; 44' Ryzhkov, 49' Prudnikov.

CSKA Mosca - Baltika Kaliningrad 1-0: 88' Dzagoev rigore.

Rubin Kazan - Amkar Perm 0-0 (4-1 ai calci di rigore)


A differenza dei Sedicesimi, ci sono state molte meno eliminazioni clamorose in questi Ottavi di Finale, con solo una delle potenziale candidate al titolo (il Krylya Sovetov) eliminata dal Sibir, già giustiziere dello Zenit Campione di Russia nel turno precedente. Approdano così ai Quarti di Finale buona parte delle squadre favorite, la notizia principale però è che, per l'ennesima stagione, tra le prime otto c'è almeno formazione delle categorie inferiori (il Sibir), che conferma il trend degli anni scorsi (in particolare, meritano una menzione il Terek che nel 2004 vinse la Kubok Rossii battendo per 1-0 il Krylya Sovetov in finale, il Khimki finalista nel 2005 e la Dinamo Bryansk semifinalista nel 2007).

Nell'anticipo di martedì, vince in maniera abbastanza convincente la Dinamo di Kobelev, passata in vantaggio in apertura grazie ad un colpo di testa di Kowalczyk su punizione battuta da Wilkshire. Si tratta del primo gol per il giovane difensore polacco con la maglia dell'ex squadra del ministero degli interni. Nel finale, il raddoppio biancoblu arriva ancora da calcio da fermo: protagonista è Kerzhakov, che ritorna finalmente al gol direttamente su punizione (era da Zenit-Torpedo 3-2, Quarti di Finale di Kubok Rossii del 2006, che non succedeva), una sua specialità, beffando l'ex portiere della nazionale, Nigmatullin, tornato al calcio giocato dopo il ritiro annunciato alla fine del 2005.
Il Tom ha la meglio dagli undici metri sul Volga Nizhny-Novgorod (la squadra meno 'blasonata' dell'ex Stalingrado), formazione della Seconda Divisione russa (la nostra Serie C, tanto per intenderci). I verdi di Tomsk, portatisi sul 2-0 grazie alle reti di Taranov e Kornilenko (il primo con la maglia siberiana per il centravanti della nazionale bielorussa), si erano fatti rimontare, rischiando più volte di perdere. Sono poi riusciti ad avere la meglio dagli undici metri, grazie ad un Mandrykin in giornata stranemente positiva.
Più facile del previsto l'impegno dell'FC Mosca di Blokhin, che si sbarazza del Terek con un secco 3-0 (favorito però da ben due reti dal dischetto di capitan Kuzmin). Ceceni, in formazione largamente rimaneggiata, in 10 per quasi l'intera seconda frazione di gioco, a causa del fallo da ultimo uomo del difensore macedone Karchev.
Fa un'altra vittima illustre il Sibir di Novosibirsk, la principale delusione nella First Division russa, che passa a Samara con un sorprendente 0-2 contro una squadra che, a differenza di altre formazioni, aveva schierato in campo diversi titolari. Decisamente inaspettata quindi l'eliminazione degli uomini di Slutskiy, che avevo pronosticato vincitori della Coppa nazionale qualche settimana fa.
Passa la Lokomotiv-2, vincitrice su una delle tante squadre della Moscow Region, il Vityaz Podolsk (Serie B russa). Decide il centravanti del Mali Dramane Traoré con un bello stacco di testa su traversone proveniente dalla destra.
Seconda vittoria ufficiale (la prima nei confini russi) per Laudrup sulla panchina dello Spartak Mosca, che riesce ad avere la meglio sullo Shinnik a Yaroslavl, in uno dei tre confronti tra formazioni della massima serie. A segno le promesse Ryzhkov e Prudnikov.
Prevale a fatica il CSKA sull'ostico Baltika: decide Dzagoev, da poco entrato in campo, su calcio di rigore. Poco prima l'Armata Rossa (che in avanti ha applicato il turnover, concedendo spazio ai vari Kalouda, Caner Erkin, Janczyk e Ricardo Jésus) campione in carica aveva seriamente rischiato l'eliminazione a causa di un'incredibile traversa centrata in pieno da un giocatore della formazione di Kaliningrad.
L'ultima squadra a raggiungere i Quarti di Finale è proprio quella in testa alla Premier Liga, il Rubin Kazan, che sconfigge ai rigori l'altra rivelazione dell'anno, l'Amkar Perm.


Video con tutti i gol:




Questo è il video con il gol di Kerzhakov su punizione in Dinamo Mosca - SKA-Rostov 2-0:


giovedì 25 settembre 2008

VENTIDUESIMA GIORNATA: LE ALTRE PARTITE


Rubin, ora il titolo è veramente ad un passo.




Continua il crescendo di emozioni verso la conclusione della Russian Premier Liga. Anche in quest'ultimo week-end, le emozioni assicurate alla vigilia non si sono fatte attendere, in una giornata dai contenuti tecnici all'altezza di tutti i principali campionati europei, con la supersfida fra Zenit e CSKA ed il successo al Luzhniki di Mosca del Rubin Kazan, sempre più in vetta. Andiamo ad analizzare, una per una, tutte le partite di questo scoppiettante ventiduesimo turno!


Luch-Energia Vladivostok - Lokomotiv Mosca 2-3: 6' Asildarov rigore, 60' Gvazava; 32' Sychev, 61' Odemwingie, 63' Sennikov.

Luch-Energia (4-4-1-1): 35 Stojkic; 31 Leandro, 3 D. N. Smirnov, 32 Pavlyuchek (dal 46', 4 Novkovic), 34 Kristic; 22 Gvazava, 24 D. A. Smirnov, 14 Damjanovic, 26 Dantsev (dal 65', 25 I. Shevchenko); 33 Asildarov (dal 77', 30 Alves).
Lokomotiv (4-2-3-1): 32 M. Cech; 55 Yanbaev, 23 Basa (dal 63', 18 G. Pereyra), 17 Sennikov; 8 Maminov; 9 Odemwingie, 58 Glushakov, 25 Cocis; 11 Sychev (dal 90', 10 Mudjiri).

Importante secondo successo consecutivo della Lokomotiv in trasferta, un 2-3 sofferto a Vladivostok che consente alla squadra allenata da Rakhimov di risalire in classifica e di rilanciarsi per un posto in Europa. Gara subito in salita per i Ferrovieri, orfani degli squalificati Bilyaletdinov e Torbinskiy, che passano in svantaggio a causa di un penalty trasformato da Asildarov, insieme al portiere ceco Marek Cech (che ha preso il posto dei deludenti Levenets e Pelizzoli) uno dei due ex della partita. I rossoverdi pareggiano al 32' con un colpo di testa di Sychev sugli sviluppi di un corner battuto da Maminov: è appena il quarto centro in campionato per il 24enne attaccante della nazionale russa, a secco da quel famoso derby contro lo Spartak Mosca conclusosi sul 2-2. Ha dell'incredibile invece quello che succede nella seconda frazione di gioco: al 60' i padroni di casa si riportano avanti con il centrocampista georgiano Gvazava, abile a sfruttare un errato rinvio di Rodolfo, a superare due avversari ed a concludere imparabilmente nell'angolino più lontano; passa meno di un minuto ed Odemwingie, ottimamente servito da Sychev in contropiede, pareggia da due passi. Trascorrono altri due minuti ed i Ferrovieri siglano la rete che deciderà l'incontro con l'esperto difensore Sennikov (che, pensate, non segnava da Rostov-Lokomotiv 1-1 della RPL del 2005), che ribadisce di testa in rete una traversa colpita da lui stesso.


Khimki - Saturn 2-1: 58' Jakubko, 90'+2 Antipenko; 63' Loskov.

Khimki (4-2-3-1): 30 Chichkin; 77 Sabitov, 6 Trivunovic, 79 Gabriel, 99 F. Kudryashov; 33 Rebeja (dal 36', 23 Eromoigbe), 2 Soava; 55 Dineev (dal 72', 31 Nizamutdinov), 90 Titov, 5 Pylypchuk (dall'82', 20 Antipenko); 11 Jakubko.
Saturn (4-5-1): 16 Botvinjev; 24 Angbwa, 3 Zelão, 6 Durica, 15 Nakushev; 88 Al. Ivanov, 5 Igonin, 10 Loskov, 7 Nemov, 31 S. Okoronkwo (dal 90', 22 Lebedenko); 8 Topic.

Il Luch-Energia rimane sì al terz'ultimo posto, ma vede avvicinarsi pericolosamente il Khimki, finalmente ritornato alla vittoria dopo un lungo digiuno. Gli uomini di Yuran si impongono per 2-in una sorta di derby contro il Saturn, l'altra squadra della regione di Mosca. E' bizzarro che a sbloccare l'incontro sia proprio Jakubko, centravanti nazionale slovacco passato in prestito dal Saturn al Khimki nell'ultima finestra di mercato, molto bravo a nascondere la palla al connazionale Durica ed a girarsi prontamente, battendo di giustezza Botvinjev (sostituto dell'infortunato Kinsky). Gli ospiti pareggiano 6' dopo con il redivivo Loskov, che anticipa tutti di testa su cross del giovane nigeriano Solomon Okoronkwo, protagonista con la sua nazionale nelle recenti Olimpiadi di Pechino. Si tratta del primo gol dell'ex leggenda della Lokomotiv nell'attuale campionato, il secondo da quando veste la maglia degli 'Alieni'. La gara sembra indirizzata verso il pari ma, nel penultimo minuto di recupero, il possente centravanti scuola CSKA, Antipenko, vola in cielo e di testa sigla il 2-1 finale sugli sviluppi di un corner battuto dal rumeno Soava, autore fra l'altro anche dell'assist del primo gol dei rossoneri. Prima sconfitta nel campionato russo per il tecnico tedesco Röber, che prima di questa partita aveva ottenuto due vittorie in altrettante gare.


Amkar Perm - Krylya Sovetov Samara 1-0: 63' Drincic.

Amkar (4-5-1): 42 Narubin; 14 Sirakov, 28 V. Kalashnikov, 23 Cherenchikov, 4 V. Fedorov; 7 Peev (dal 90', 19 Zhilyaev), 22 Dujmovic, 18 Drincic, 13 M. Novakovic, 5 Grishin (dal 59', 8 S. Volkov); 29 Kushev (dall'86', 99 Sikimic).
Krylya Sovetov (4-4-2): 31 Lobos; 14 Oh Beom-Seok (dal 38', 40 Shustikov), 22 Booth, 8 Taranov (dal 76', 9 Kovba), 29 Budylin; 99 O. Ivanov, 20 Jarosik, 21 R. Adjindjal, 3 Léilton; 15 Salugin, 89 Koller.

Continua la marcia quasi inarrestabile dell'Amkar, che in questi ultimi turni si è ripreso alla grande dopo un periodo di leggero appannamento, e che batte per 1-0 (rete del talento montenegrino Drincic direttamente su calcio d'angolo: conoscendo le sue doti balistiche, è assai probabile che l'abbia realmente cercato il colpaccio) la squadra al momento forse più in forma della Premier Liga, il Krylya Sovetov di Slutskiy. Amkar che conferma quindi il terzo posto in classifica a pari punti con il CSKA Mosca.


Dinamo Mosca - Shinnik Yaroslavl 2-0: 15' e 90' Semshov.

Dinamo (4-5-1): 21 Karcemarskas; 22 Wilkshire (dal 90', 4 Kowalczyk), 25 Kolodin, 6 L. Fernandez, 13 Granat (dall'84', 23 Tanasievic); 7 K. Kombarov, 8 Khokhlov, 20 Semshov, 15 Dimidko (dal 52', 16 Genkov), 9 D. Kombarov; 5 Kerzhakov.
Shinnik (4-4-1-1): 37 Pesjakov; 25 Semochko, 22 Vjestica, 18 S. Djordjevic, 29 Polovinchuk; 7 Boyarintsev, 15 Ushenin, 19 Laizans, 6 Yashin (dal 54', 81 Gomis); 70 Buznikin (dall'83', 13 D. Kudryashov); 16 Khazov (dal 46', 31 Monarev).

Mantiene il secondo posto la Dinamo che, trascinata dal suo principale leader Igor Semshov, si sbarazza dello Shinnik di Pavlov, ultimo in classifica ma con una gara (quella contro la Lokomotiv) da recuperare.


Tom Tomsk - Terek Grozny 2-0: 6' Jokic, 29' Tarasov.

Tom (4-2-3-1): 25 Pareyko; 21 Catinsus, 37 Jokic, 84 Vejic, 88 Stoica (dal 70', 22 V. Volkov); 4 Yanotovskiy (dal 69', 23 Radosavljevic), 14 Kontsedalov; 3 Klimov, 20 Tarasov, 5 S. Skoblyakov; 11 Maznov (dall'85', 83 Kharitonov).
Terek (4-4-2): 1 Lika; 42 Omeljanchuk, 18 Djabrailov, 47 Bendz, 14 V. Iliev; 11 F. Petre, 7 Essamé, 55 Margaritescu, 40 Vlasov; 10 Adiev (dal 77', 17 Kulik), 76 Pancu (dal 46', 9 Serdyukov).

Finisce invece 2-0 la sfida fra Tom e Terek, con i siberiani che dunque raggiungono i ceceni a quota 25 punti. Decidono le reti del difensore serbo ex Torpedo, Jokic (la terza per lui in questo campionato) e del trequartista nazionale U-21 Tarasov (primo gol invece per lui nel 2008). Primo successo per il Tom con il nuovo allenatore (il terzo della stagione) Nepomnyashchiy, secondo stop consecutivo invece per i verdi di Grozny.


Spartak Mosca - Rubin Kazan 0-1: 15' Rebrov.

Spartak Mosca (4-2-3-1): 22 Pletikosa; 49 Shishkin, 7 Jiranek (dal 13', 3 Stranzl), 88 Filipenko, 4 Fathi (dal 65', 14 C. Rodriguez); 15 Ra. Kovac, 5 Mozart; 23 V. Bystrov, 90 Ryzhkov (dal 68', 40 Dzyuba), 30 Saenko; 18 Prudnikov.
Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov; 9 Salukvadze, 76 Sharonov, 24 A. Popov, 27 Kvirkvelia; 6 Sibaya, 7 Semak (dal 65', 16 Noboa); 15 Ryazantsev (dal 72', 10 Kobenko), 61 Gökdeniz Karadeniz, 14 Rebrov; 11 Bukharov (dall'83', 99 Hasan Kabze).

Esordio amaro in Premier Liga per il neo tecnico dello Spartak Mosca, il danese Michael Laudrup. I rossobianchi hanno infatti perso per 1-0 al Luzhniki contro il sempre più lanciato verso il titolo Rubin di Berdyev, che vince così la sua seconda partita consecutiva con il minimo scarto, grazie ancora una volta ad un gol in apertura del 'vecchio' Rebrov, che si sta rivelando un acquisto azzeccatissimo in questo girone di ritorno, mettendo a servizio della squadra tutta la sua esperienza e personalità. Ottimo anche l'esordio al centro della difesa di Alexey Popov, l'ex capitano dell'Amkar, prelevato in estate dopo un lungo corteggiamento.


FC Mosca - Spartak Nalchik 1-3: 83' S. Ivanov; 44' Samsonov, 53' Siradze, 65' Kalimullin.

FC Mosca (4-4-1-1): 16 Amelchenko; 27 V. Kaleshin, 3 Sheshukov, 2 Godunok, 22 Kuzmin; 19 Samedov (dal 71', 37 Stavpets), 77 S. Ivanov, 13 Rebko (dal 57', 29 Strelkov), 88 Cesnauskis; 6 Ricardo Baiano Lago (dal 68', 28 Krunic); 69 Bracamonte.
Spartak Nalchik (4-4-2): 13 Khomich; 3 Yatchenko, 5 Amisulashvili, 20 Djudovic, 17 Filatov; 8 Samsonov (dall'83', 10 Kazharov), 15 Mashukov, 18 Kiselkov, 26 Sernas (dal 41', 7 Gogua); 47 Goshokov (dal 58', 84 Kalimullin), 43 Siradze.

Non contento dell'umiliante 1-2 contro l'FC Copenhagen in Coppa UEFA, l'FC Mosca di Blokhin viene ancora sconfitto in casa da un ottimo Spartak Nalchik, portatosi sullo 0-3 grazie alle reti di Samsonov (grande prestazione quella dell'esterno della nazionale U-21 in prestito dallo Zenit, autore del primo gol con un bell'anticipo di testa ed assist-man del secondo dopo una pregevole azione personale), Siradze e Kalimullin (grave l'errore dell'ex difensore del Luch-Energia, Sheshukov). Nel finale Stanislav Ivanov rende meno pesante il passivo, dopo che Bracamonte aveva sbagliato un penalty procurato dallo stesso centrocampista moldavo.


CLASSIFICA:
1. Rubin 48 (22)
2. Dinamo 39 (22)
3. Amkar 38 (22)
4. CSKA 38 (22)
5. Spartak Mosca 33 (22)
6. Krylya Sovetov 33 (22)
7. Lokomotiv 31 (21)
8. Zenit 31 (21)
9. Spartak Nalchik 28 (22)
10. FC Mosca 26 (22)
11. Tom 25 (22)
12. Terek 25 (22)
13. Saturn 24 (21)
14. Luch-Energia 18 (22)
15. Khimki 17 (22)
16. Shinnik 15 (21)


CLASSIFICA MARCATORI:
10 reti: Vagner Love (CSKA, 1 rigore).
8 reti: Odemwingie (Lokomotiv); Topic (Saturn).
7 reti: Bilyaletdinov (Lokomotiv, 4); Zyryanov (Zenit), Nizamutdinov (Khimki).


MIO VIDEO CON TUTTI I GOL DELLA 22^ GIORNATA:


domenica 21 settembre 2008

Zenit San Pietroburgo - CSKA Mosca 1-3. La partita dell'anno?


Reti: 88' Pogrebnyak; 3' e 64' Dzagoev, 57' Vagner Love rigore.


I detrattori del calcio russo se ne facciano una ragione, ma i 90'+4 andati in scena al Petrovskiy Stadion di San Pietroburgo sono stati un'ora e mezza di pura e semplice delizia per gli amanti del bel calcio. Una gara STRAORDINARIA ed altamente spettacolare, direi che se la gioca con Dinamo-Spartak 4-3 e Lokomotiv-Spartak 2-2 per la migliore dell'anno in Russia, ma NON HO MAI VISTO in 10 anni che seguo il calcio un incontro del genere, nel quale una squadra che ha creato almeno 10 nitide palle gol ha perso fra le mura amiche, addirittura ritrovandosi sotto di 3 gol contro un avversario che definire spietato è poco. Molto probabilmente lo Zenit, a causa di questa sconfitta, rimarrà clamorosamente fuori dalla prossima Champions League (ricordo che a partire da quest'anno si qualificheranno le prime tre classificate, con la terza che andrà a disputare il terzo turno preliminare), ma i 'Meshki' hanno ben poco da rimproverare a Tymoschuk e compagni per la sfida con il CSKA, eccetto le difficoltà in difesa e soprattutto le numerosissime palle gol sciupate. L'Armata Rossa conferma invece il suo ottimo momento di forma, disputando un match molto intelligente, impostato sulle veloci combinazioni e ripartenze in contropiede dei rapidissimi Krasic, Dzagoev, Vagner Love e Zhirkov, che hanno messo in crisi la retroguardia dei padroni di casa in più di una circostanza.

E' il pre partita il solo momento che i tifosi dello Zenit vorranno ricordare della giornata di domenica 21 settembre 2008, che passerà alla storia come una delle più beffarde nella storia del club di San Pietroburgo. I momenti antecedenti alla contesa, con la Supercoppa Europea mostrata anche a chi non ha potuto seguire la squadra a Montecarlo, sembrano dire bene alla formazione di casa, che però ci mette davvero poco a rendersi conto che contro il CSKA sarà una scalata delle più impervie, contro un'avversario che, una volta tanto, si è dimostrato cinico come non mai e con un portiere insuperabile (ma quest'ultima non è di certo una novità, il valore di Akinfeev è ben noto a tutti). La sveglia per gli uomini di Advocaat arriva dopo 3' ed ha le sembianze di Alan Dzagoev, il ragazzino che molti cominciano a volere anche agli ordini di Hiddink. Il baby-fenomeno russo si dimostra ancora una volta di più freddissimo e scaltro sotto porta, battendo con una lucidità non comune per un 18enne un Malafeev che per la verità non copre benissimo il proprio palo. Molto bella comunque l'azione che ha portato Dzagoev a siglare la rete del vantaggio, cominciata con una penetrazione palla al piede di Semberas che serve Vagner Love, bravissimo a mandare a vuoto la difesa Campione di Russia con un'intelligente finta di corpo ed a lanciare a rete il numero 46. Lo Zenit accetta la sfida ed inizia a macinare gioco, alzand i ritmi con il solito forcing, che manda il CSKA comprensibilmente in difficoltà. L'undici di Gazzaev è travolto dalle combinazioni in velocità, tutte orchestrate dalla regia di uno splendido Igor Denisov, in questo momento tra i centrocampisti più in forma del vecchio continente. Il primo a rendersi pericoloso dalle parti di Akinfeev è Danny, la cui conclusione a botta sicura viene respinta da un difensore ospite. Poi è Denisov a servire pregevolmente Arshavin di tacco, con quest'ultimo che vede e serve al centro dell'area Puygrenier, che spreca però di testa da una posizione più che favorevole. I sostenitori dello Zenit cominciano a pensare che la partita sia addirittura stregata appena al 13', quando Denisov, servito molto bene in profondità da Arshavin, colpisce in pieno il palo interno. Come detto, gli attacchi dei padroni di casa diventano più continui e di conseguenza la squadra si sbilancia, favorendo i sempre minacciosi contropiedi dei moscoviti, come quello orchestrato da Krasic, molto bravo a saltare in velocità un paio di avversari, ma troppo egoista nel cercare il tiro da una posizione defilata anzichè servire Vagner Love al centro dell'area. A questo sussulto rossoblu seguono 5' di terrore per buona parte del Petrovskiy, con il CSKA che va più volte vicino al raddoppio, prima con Vagner Love (bravissimo Malafeev in uscita) incredibilmente servito erroneamente da una folle e rimessa laterale battuta da Sirl e poi, sul corner successivo, con Vasily Berezutskiy che, tutto solo al centro dell'area di rigore, spara alto, facendo tirare un sospiro di sollievo ai Supercampioni d'Europa. Passato il grande spavento, lo Zenit si riversa nella metacampo del CSKA, facendo la partita fino alla conclusione di uno scoppiettante primo tempo. Ci provano da fuori Danny (tiro fuori di poco), Sirl (deviato in calcio d'angolo) ed ancora il fantasista portoghese (decisiva deviazione di Semberas, importante quanto un gol), ma lo Zenit non riesce proprio a concretizzare le tante palle gol create. Eloquente quella che vede come protagonista Zyryanov, che dopo una dirompente azione in velocità sulla fascia destra di Denisov, viene servito e con un gran gesto tecnico riesce a superare la retroguardia moscovita, trovandosi di fronte però il muro Akinfeev che respinge la conclusione di mancino dell'ex capitano della Torpedo Mosca. Finisce così 0-1 il primo tempo, con il pubblico che può riposarsi un attimo dopo 45' di elevatissima intensità agonistica.
E' un semplice corollario il fatto che la ripresa inizi come la prima frazione si era conclusa. La squadra di Advocaat continua a tirare a tutto gas, col CSKA che col passare dei minuti però appare sempre più potenzialmente letale. Lo Zenit commette l'errore di allungarsi e non riesce proprio a fermare lo scatenato Vagner Love, sino a quando Puygrenier, saltato per l'ennesima volta, atterra un altro dei pezzi da novanta dell'Armata Rossa, Krasic (in realtà il replay dimostrerà che non vi è stato alcun contatto fra i due, mettendo in risalto la chiara simulazione del serbo; bisogna però anche riconoscere che in diretta era parso rigore un pò a tutti). Si incarica della battuta "O Artilheiro do Amor", che spiazza Malafeev e sigla il suo decimo gol nell'attuale Premier Liga. Advocaat decide di giocarsi il tutto per tutto, togliendo un Puygrenier comunque neanche poi così tanto negativo ed inserendo un altro attaccante esterno, 'El Chori' Dominguez, che si presenta subito con un grande slalom tra tre avversari. Sugli sviluppi di un corner calciato proprio dall'argentino ex Lanus, River Plate e Rubin Kazan, Krizanac si mangia l'occasione forse più ghiotta dell'intero incontro, non riuscendo a centrare la porta praticamente sguarnita da neanche due metri. E' proprio lo stesso 29enne difensore croato a rendersi protagonista in negativo dell'azione che porta al severissimo 0-3 del CSKA che ammutolisce il Petrovskiy: è caparbio Zhirkov nell'andare a recuperare il pallone, saltando Krizanac con un sombrero ed involandosi verso la porta di Malafeev e mettendo in mezzo per Dzagoev, che da due passi non può sbagliare e che realizza così la sua prima doppietta tra i professionisti (e sono già 6 in campionato, senza contare gli innumerevoli assist). Punizione ingiusta per lo Zenit, che aveva fatto per larghissimi tratti la partita, punito per la scarsa concretezza in fase offensiva. E' commovente e da GRANDISSIMA SQUADRA la furia con la quale lo Zenit affronta gli ultimi minuti, mantenendo sull'attenti Ignashevich e compagni, consci che contro avversari così forti e motivati la gara finisce realmente con il fischio finale da parte dell'arbitro. Dominguez anticipa Ignashevich su lob dalla sinistra di Arshavin ma il pallone finisce alto; poi ci provano dalla distanza ancora Denisov (due volte) e Sirl, ma nulla da fare. Quello dello Zenit è un monologo ed Akinfeev è costretto a superarsi per non permettere a Zyryanov prima e Dominguez poi di riaprire la contesa. Il calcio è poco riconoscente allo Zenit, che trova l'inutile gol della bandiera soltanto all'88' e, per una strana ragione, in un modo piuttosto fortunato, con un rimpallo su 'pase de la muerte' di Dominguez che favorisce Pogrebnyak. Ma la formazione di casa, con quasi 5 minuti di recupero da giocare, non si dà per vinta e fino all'ultimo crede ad un'impresa resa vana soltanto dall'ennesimo errore sotto porta di Krizanac, da una clamorosa palla gol sciupata da Danny e da un provvidenziale salvataggio sulla linea da parte di Chidi Odiah su tiro di Denisov.

Nonostante la 'particolare' sconfitta, c'è solo da complimentarsi per l'atteggiamento offerto da uno Zenit mai domo, che si è arreso alla malasorte solamente al termine dei tre fischi finali. Sarà un autunno di passione ma anche inquietudine quello che San Pietroburgo si appresta a vivere, tra i dubbi del rinnovo del santone di Den Haag, la pseudo 'depressione' di Arshavin e con le bagarre di campionato e Champions League che vedono la squadra degli Zar partire con handicap molto pesanti.
Tuttavia è opportuno riconoscere il valore ed i meriti di un avversario che, fatta chiarezza sul proprio futuro, ha ripreso a macinare vittorie e gioco, sospinta dal promettentissimo Dzagoev e trascinata dai gol e dallo spettacolo di quel Vagner Love che quando è triste dirà pure di volersene andare, ma che a conti fatti, in campo quando sta bene fa malissimo agli avversari. L'ex Palmeiras, da 5 stagioni alla corte di Gazzaev, dimostra che con l'aria autunnale, inizia ad essere letale. Anche l'anno scorso al Petrovkiy diede spettacolo, mettendo a segno nel finale un autentico, seppur inutile (finì 2-1, grazie alle reti di Pogrebnyak e Denisov), golazo e la rete di su rigore sembra quasi un contentino per un giocatore che ha distribuito più dribbling che palloni giocati nell'arco del match.


I MIGLIORI: Detto tutto sulla devastante perfomance di Vagner Love, che a volte sì esagera nelle azioni personali, ma che non viene mai contenuto dai difensori dello Zenit, va elogiata la prestazione di Dzagoev, meno appariscente che in altre occasioni ma altrettanto decisivo, dimostrando una maturità che lo ha portato ad essere il miglior debuttante come gol+assist nella storia del campionato russo. I leader assoluti del CSKA però per il momento rimangono altri due, Akinfeev in porta e Zhirkov sulla corsia mancina: decisivo in numerosi interventi il primo, meno proposito in fase offensiva il secondo (impegnato a tenere a bada il suo compagno di nazionale Anyukov), ma straordinario nell'azione dello 0-3. E', ormai da diversi turni, tornato ai suoi migliori livelli il serbo Krasic, grazie anche ad un modulo che sembra fatto apposta per mettere in evidenza le sue caratteristiche. Ottima prestazione anche per il lituano Semberas, giocatore tatticamente preziosissimo e gran recuperatore di palloni.
Qualcuno potrà pensare che i promossi dello Zenit sono troppi in una gara che ha visto la formazione di San Pietroburgo comunque sconfitta, ma chi ha avuto la fortuna di seguire l'incontro sa che con un altro portiere e con un pizzico di fortuna e soprattutto precisione in più lo Zenit avrebbe anche potuto vincere 5-3. C'è soltanto da togliersi il cappello dinanzi a Denisov, il giocatore più presente fin qui nella Premier Liga (pensate che non ha perso neanche un minuto), e che dopo le sfide eccezionali contro Manchester United e Juventus, disputa l'ennesima prestazione super. Encomiabili anche i due terzini, Anyukov e Sirl, sempre pronti a spingere come treni per 90' senza mai fermarsi. Pesano nella sua valutazione gli errori sottoporta, ma non me la sento di dare l'insufficienza a Danny, sempre nel vivo del gioco e creatore di diversi pericoli per il CSKA, così come non me la sento di bocciare il criticato Arshavin, che a differenza di mercoledì contro la Juve si è impegnato costantemente per l'intero match. Gli è mancato il guizzo decisivo, la soluzione personale, ha insomma peccato di altruismo, ma non bisogna dimenticare che i suoi passaggi filtranti hanno più volte messo i propri compagni davanti ad Akinfeev. Vivace Dominguez quando entra in campo, sembra in forma e deve essere bravo a non sprecare la chance settimana prossima, quando quasi certamente sostituirà lo squalificato Arshavin.

I PEGGIORI: Impreciso oltre ogni ragionevole misura Krizanac sottoporta (i suoi due errori gridano vendetta), non riesce nè con le buone nè con le cattive a fermare lo scatenato Vagner Love dietro. Premesso che il fallo non c'era, l'intervento di Puygrenier su Krasic è stato troppo rischioso e probabilmente avrebbe indotto qualsiasi arbitro a fischiare il penalty. Momento di scarsa lucidità di Zyryanov, che impegna sì due volte Akinfeev al grande intervento, ma che è ancora mancato nella fase di impostazione del gioco, all'ombra di un Denisov ultimamente molto più dinamico.


Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 6,5, Krizanac 4,5, Puygrenier 5,5 (dal 59', Dominguez 6,5), Sirl 6,5; Denisov 7,5, Tymoschuk 6, Zyryanov 5,5; Danny 6, Arshavin 6; Pogrebnyak 6.
In panchina: Contofalsky, Hubocan, Kim Dong-Jin, Radimov, Fayzulin, Ionov.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 7; Odiah 6, V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 6, Grigorjev 5,5; Krasic 7, Mamaev 6 (dal 79', Rahimic s.v.), Semberas 7, Zhirkov 7 (dall'88', Ryzhov s.v.); Dzagoev 7 (dal 66', Aldonin 6), Vagner Love 8.
In panchina: Pomazan, A. Berezutskiy, Janczyk, Ricardo Jésus.

venerdì 19 settembre 2008

Fatemi capire...




Ieri sera non ho seguito la sfida di Coppa UEFA fra Milan e Zurigo (vittoria dei rossoneri per 3-1), ma le urla di Piccinini sono arrivate sin nella mia stanza e credevo che stessero trasmettendo la replica di Milan-Liverpool del 2005, poi mi sono accorto che il Milan giocava contro una squadra svizzera in una Coppa che non più tardi di quattro mesi fa, l'allegra banda di Controcampo (con Alberto Brandi in primis), aveva invitato ad abolire perchè una squadra che proviene da un campionato a loro dire mediocre come quello russo e che batte un Bayern Monaco per 4-0 in semifinale, è un sintomo della decadenza di una Coppa che non merita di passare in mani così poco nobili.
Ora, improvvisamente, l'UEFA è diventata una Coppa che non va snobbata, importante ed un prestigioso traguardo per qualsisasi squadra... tutto tremendamente giusto, ma chissà perchè sono tutte valutazioni che alcuni giornalisti hanno fatto solamente negli ultimi giorni.
Pur dubitandone, spero che CSKA e Spartak vadano avanti e poi in inverno si mettano in riga e lo facciano sul serio, non sarebbe male dare qualche bastonata nei denti alle italiane (Milan in primis, non perchè mi stia antipatica la squadra, ma perchè non sopporto il potere mediatico che essa ha, spesso utilizzato in modo molto poco professionale), parafrasando qualcuno che in questi giorni passa per il demonio.


A tal proposito, inserisco di seguito un articolo scritto da Alberto Brandi di Mediaset al termine del ritorno delle due semifinali di Coppa UEFA della passata stagione.

UEFA: non è una coppa per grandi
La finale Rangers-Zenit non arriva per caso
Se non fosse che internet ci porta in tutto il mondo e che qualcuno, leggendoci dalla Russia o dalla Scozia, potrebbe arrabbiarsi, mi verrebbe da dire che la Coppa UEFA sarebbe da abolire. Nel corso degli anni ha perso il suo prestigio, è una competizione che dopo la riforma della Champions League va a pescare nelle posizioni in classifica più basse dei principali campionati europei. Il suo cammino comincia a metà luglio con un turno preliminare con squadre di quart'ordine, poi ce n'è un secondo un filo più qualitativo. Finalmente a settembre comincia la vera e propria competizione, un percorso a ostacoli fatto di andate e ritorni, gruppi e controgruppi, squadre che vanno e che vengono (quelle eliminate dalla Champions), insomma una via crucis per chi arriva alla fine. Un percorso insostenibile per chi partecipa a campionati ad alto coefficiente di difficoltà. Si gioca quasi sempre il giovedì, a ridosso delle partite di campionato. Non per niente a contendersi il trofeo saranno una squadra, Rangers Glasgow, che partecipa a un campionato di 12 (!) squadre (in realtà quelle importanti si contano sulle dite di una mano) e un'altra (lo Zenit) che ha cominciato la sua stagione da un mese e mezzo con alle spalle solo 7 giornate di campionato. Posizione in classifica dei russi? Decimi. Insomma la sfida che andrà in scena allo stadio del City di Manchester il prossimo 14 maggio è quella che si merita una competizione anacronistica e che ha perso col passare degli anni quasi tutto il suo appeal. Chi ci ha creduto, come la Fiorentina, ha buttato via tante di quelle energie fisiche e psichiche che rischia di compromettere il suo obiettivo prestigioso di questa stagione: il quarto posto che porta ai preliminari di Champions League. Forse ha ragione Gattuso: il Milan in Coppa Uefa sarebbe una tristezza. Come dargli torto?


PS: sarò sempre grato al mitico Luca Serafini, anch'egli di Mediaset, per il suo servizio sullo 'Zenit Leningrado' alla vigilia di Zenit-Bayern 4-0, ricco di perle veramente memorabili. Grazie di esistere!

giovedì 18 settembre 2008

Zenit, che occasione persa.

Premetto che il post in questione non sarà una sorta di articolo sul match come i precedenti, ma una semplice riflessione sulla gara dello Zenit, che a mio avviso ha buttato al vento tre punti che sarebbero potuti benissimo arrivare. Innanzitutto, è giusto che vi informi che questa partita, che non mi volevo perdere per nulla al mondo, l'ho vista allo stadio, in tribuna centrale, in un'ottima posizione insomma. Ero in mezzo agli juventini, quindi come ben potrete immaginare non ho potuto sostenere lo Zenit, anche se vi posso assicurare che non sono proprio riuscito ad esultare dopo la punizione di Del Piero (da una parte debbo riconoscere che, per tutto quello che ha passato la Juve negli ultimi due anni, è anche giusto che al ritorno in Champions League abbia vinto con una rete proprio del suo grande capitano) che ha deciso un incontro dominato per larghi tratti dagli ospiti, che hanno letteralmente soggiogato la Juventus dal punto di vista del gioco. Addirittura sono riusciti a riconoscere ciò pure i principali quotidiani italiani, solitamente molto faziosi nei confronti delle squadre del BelPaese quando giocano in competizioni europee. Lo Zenit si è indubbiamente dimostrato superiore in tutto o quasi, non riconoscerlo vorrebbe dire essere in malafede, basti pensare che gli stessi giocatori bianconeri nelle tradizionali interviste del dopo-gara l'hanno lasciato intuire. "Ad un certo punto ho detto a Chiellini: se qui finisce 0-0 ci va più che bene...". Direi che questa frase rilasciata da Legrottaglie sia abbastanza eloquente.E' inutile dire dunque che perdere una partita del genere a poco più da 10' dalla fine a causa di una punizione dai 37 (!) metri fa male, molto male. Soprattutto se penso che lo Zenit in questo momento è in una condizione fisico-atletica più che accettabile, che difficilmente riuscirà a mantenere fino a novembre, mese delle ultime decisive sfide del girone di Champions. E penso che anche il pessimo terreno del Petrovskiy sarà a sfavore degli uomini di Advocaat, abituati come sono a far girare il pallone in velocità, cosa molto più difficile da fare su un campo di patate come quello di San Pietroburgo, figuriamoci poi con il freddo glaciale che verrà.

Non ho visto sicuramente il miglior Zenit, quello che ha fatto gridare al 'calcio del futuro' a diversi esperti, un pò come la Dynamo Kiev di Lobanovskiy nel 1986, quella formazione capace di tritolare squadre come Bayern e Manchester United soltanto per citare le due più forti (senza dimenticare il Bayer Leverkusen, i Glasgow Rangers e l'Olympique Marsiglia), ma nonostante ciò Tymoschuk e compagni sono riusciti ad avere il pallino del gioco in trasferta, in un difficile campo come quello di Torino. Chiaro segnale questo della crescita di personalità della squadra, ormai cosciente (forse anche fin troppo) di essere diventata a tutti gli effetti una realtà del calcio europeo.
Il fatto forse più preoccupante è che, nonostante la grande mole di gioco, le occasioni create non sono state poi moltissime, nonostante alcune di esse gridano vendetta (mi riferisco in particolare alle occasioni buttate al vento da Danny e Sirl, a cui va aggiunto piattone destro di Denisov da fuori area uscito di un niente): merito sicuramente dell'attenta difesa della Juve (eccellente ieri in elementi un pò sottovalutati come Grygera e Legrottaglie, meno bene invece Chiellini, autore sì di due-tre interventi da grandissimo stopper, ma che nell'arco della partita ha sofferto parecchio la fisicità unita ad una tecnica da non sottovalutare di Pogrebnyak), ma anche demerito di alcuni tra i più attesi giocatori dello Zenit, in giornata no. Mi riferisco in particolare ad Arshavin e Zyryanov, entrambi insufficienti, probabilmente i due giocatori più importanti in fase offensiva. Molto deludente il primo, come nelle sue peggiori prestazioni, assente ingiustificato del match, nessun cambio di ritmo (escluso quello finale, nel quale comunque si è fatto 'ipnotizzare' da Chiellini), troppi tocchi banali per un giocatore dalla sua visione di gioco. E' un momento indubbiamente difficile per Shava, un chiaro problema di natura psicologica. Il giocatore però deve essere recuperato, perchè lo Zenit, se vuole riuscire nell'impresa di superare il girone, ha bisogno del suo numero 10. Nessun inserimento senza palla e tanti palloni persi da Zyryanov, in realtà sottotono anche nella Supercoppa Europea contro il Manchester, forse sta accusando un pò di normalissima stanchezza (d'altronde stiamo parlando di un giocatore che a settembre ha sul groppone circa 40 gare ufficiali!), nelle prossime gare sarà meglio che Advocaat lo faccia riposare, proponendo in posizione più arretrata il giovane Fayzulin. Ho letto invece troppe ed eccessive critiche nei confronti di Danny: ok che dallo stadio si ha una visione diversa (ma anche migliore) della gara, ma per me il portoghese non ha affatto deluso, anzi ogni volta che innescava il turbo, i difensori della Juve non riuscivano a contenerlo. Si è visto meno del solito, ma nel suo complesso ha giocato una discreta gara. Meglio lasciar perdere tutti coloro che si sono divertiti ad ironizzare sul prezzo del fantasista portoghese (che purtroppo si porterà appresso per tutta la carriera), per il momento ha giocato due gare su tre con lo Zenit da fenomeno assoluto, direi che un primissimo bilancio è altamente positivo.Molto bene nei movimenti a venire incontro ed ad allargare la difesa Pogrebnyak, difficile cliente per Chiellini, ha fatto ripartire due-tre azioni con delle pregevoli sponde di tacco, è mancato però in fase conclusiva. Da 6,5 la prestazione di Tymoschuk, più fallloso del solito e che un cartellino giallo l'avrebbe meritato; solita costante spinta da parte dei due terzini, come sempre tra i migliori, anche se Anyukov non è stato sfruttato a dovere. Peccato, perchè il numero 22 sulla fascia destra anche ieri sera era un treno, Molinaro prima e De Ceglie poi non riuscivano proprio a tenerlo. Personalmente trovo sempre più sorprendente la coppia difensiva composta da Krianac e Puygrenier, oserei dire quasi una sicurezza, fermo restando che la fragilità difensiva è il punto debole di uno Zenit comunque privo del suo miglior difensore, il giovane belga Lombaerts, e con uno Shirokov che fatica a ritrovarsi dopo quell 'maledetto' esordio ad EURO 2008. Si sta rivelando un acquisto azzeccato quello del francese, che la società ci abbia visto giusto anche in questa occasione?
Il migliore in campo in assoluto è stato però Igor Denisov, in questo momento di gran lunga il miglior centrocampista russo ed uno dei più in forma a livello europeo, ha disputato una ripresa veramente sontuosa, era lui che faceva girare l'intera squadra, gli stessi juventini seduti vicino a me continuavano ad elogiare 'il numero 27 con le scarpette rosse'. E pensare che quel testone di Hiddink continua a snobbarlo in ottica 'Sbornaya'...


Concludo dedicando due righe all'arbitraggio, che non mi è piaciuto: nulla di scandaloso, per carità, ma la classica direzione casalinga che fa arrabbiare non poco gli avversari (fermo restando che Advocaat è sempre esagerato nelle proteste). C'erano almeno due punizioni nette dal limite dell'area di rigore non fischiate a favore dello Zenit, più tante altre piccolezze che nel loro insieme ti fanno girare i cosidetti. Servono arbitri con una maggiore personalità in una competizione del genere.


PS: ero seduto dietro ad Alexander Dyukov, il presidente dello Zenit!!!A fine partita mi sono naturalmente presentato, ho parlato per qualche minuto in inglese, raccontandogli la mia storia (e consegnandogli un bigliettino nel quale c'era l'indirizzo del mio forum italiano sullo Zenit ed il mio indirizzo e-mail) e gli ho stretto la mano prima che si congedasse. Lui mi ha ripagato consegnandomi una sorta di sua tesserina personale nella quale c'era scritta la sua e-mail ed il suo numero di cellulare. Inutile dire che lo contatterò al più presto!Ho provato veramente una grandissima emozione, quando si è seduto davanti a me insieme alla sua 'comitiva' russa (nella quale figurava inoltre l'immancabile splendida ragazza russa), non credevo ai miei occhi.

martedì 16 settembre 2008

VENTUNESIMA GIORNATA: TUTTE LE PARTITE.

(in blu i nuovi acquisti)


FC Mosca - Spartak Mosca 2-1: 53' Bracamonte rigore, 63' S. Ivanov; 15' Ryzhkov.

FC Mosca (4-4-2): 16 Amelchenko; 14 Nababkin, 23 I. Okoronkwo, 2 Godunok, 33 Akés da Costa; 19 Samedov (dall'82', 28 Krunic), 3 Sheshukov (dal 46', 88 Cesnauskis), 13 Rebko, 7 P. Bystrov; 29 Strelkov (dal 62', 77 S. Ivanov), 69 Bracamonte.
Spartak Mosca (4-2-3-1): 22 Pletikosa; 49 Shishkin, 88 Filipenko, 3 Stranzl, 4 Fathi; 15 Ra. Kovac, 5 Mozart; 23 V. Bystrov, 90 Ryzhkov (dal 73', 19 C. Maidana), 30 Saenko; 40 Dzyuba (dal 61', 18 Prudnikov).

Non basta all'ultimo Spartak Mosca targato Ledhiakov (tecnico della squadra riserve che era subentrato al dimissionario Cherchesov) un primo tempo condotto in maniera egregia e concluso meritatamente in vantaggio per 0-1, grazie alla rete del quasi esordiente Ryzhkov, trequartista classe 1990 di cui si dice un gran bene. La ripresa della futura squadra di Laudrup (presente in tribuna) è stato però un qualcosa di allucinante, ricco di errori sia in fase difensiva, che in quella di impostazione, senza considerare poi i numerosi errori sottoporta (clamorosa la doppia chance divorata da Saenko nella stessa azione). Il giovane ed ambizioso tecnico danese, insomma, avrà parecchio da lavorare. L'FC Mosca di Blokhin ha disputato l'ormai sua classica partita contro una grande, chiusa dietro, letale in attacco e con quel pizzico di fortuna che non guasta mai, specie contro avversari di caratura superiore. Se i Cittadini giocassero solamente derby, sarebbero a lottare per le primissime posizioni.


Terek Grozny - Zenit San Pietroburgo 1-4: 75' Bendz; 12' Arshavin, 23' Krizanac, 41' Pogrebnyak, 69' Zyryanov.

Terek (4-5-1): 1 Lika; 42 Omeljanchuk, 47 Bendz, 4 Romanovich (dal 66', 7 Essamé), 14 V. Iliev (dal 51', 46 V. Kuznetsov); 11 F. Petre, 18 Djabrailov, 55 Margaritescu, 98 Bouli, 28 Kuzmichev; 78 Pancu (dal 76', 40 Vlasov).
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev; 22 Anyukov, 4 Krizanac (dal 46', 15 Shirokov), 28 Puygrenier, 11 Sirl; 27 Denisov, 44 Tymoschuk, 18 Zyryanov (dal 74', 20 Fayzulin); 19 Danny, 10 Arshavin (dal 70', 7 Dominguez); 8 Pogrebnyak.

Grande partita dello Zenit sul campo neutro di Makhachkala contro il Terek Grozny, con momenti di calcio champagne ormai tipico dalle parti della Neva. Bastano 13' ad Arshavin per battere il portiere avversario Lika con un calibrato tiro angolato di sinistro su servizio in profondità di Zyryanov. Passano circa 10' e lo Zenit raddoppia grazie ad un colpo di testa di Krizanac sugli sviluppi di un corner ben battuto da Arshavin e smanacciato in qualche modo dall'estremo difensore della nazionale albanese. A fine primo tempo arriva anche la rete di Pogrebnyak, dopo un perfetto assist del fenomeno portoghese Miguel Danny, al debutto in campionato con la maglia dei Campioni di Russia. E' proprio quest'ultimo, sempre più miglior giocatore della RPL 2008, a regalare giocate da vero giocoliere, come nell'azione del quarto gol che si commenta da sola: triangolazione volante fra Zyryanov e Danny, con 'mister 30 milioni di euro' che con uno splendido colpo di tacco al volo 'no look' manda davanti al portiere l'ex capitano della Torpedo Mosca, che sigla così il suo settimo centro nell'attuale campionato, confermandosi il miglior cannoniere dello Zenit. Poco dopo, arriva invece la rete della bandiera messa a segno dai ceceni, ad opera del neo acquisto Bendz, difensore centrale arrivato dal Rostov. Da segnalare le tante occasioni sciupata dagli uomini di Advocaat nella ripresa con Danny, Pogrebnyak, Denisov, ancora Pogrebnyak e Puygrenier. Ma, in attesa del debutto (o ritorno, se prendiamo in considerazione anche la 'vecchia' formula della Coppa dei Campioni) in Champions League, può andare bene così agli uomini di Advocaat.


Saturn - Tom Tomsk 2-0: 65' Al. Ivanov, 73' Durica.

Saturn (4-4-2): 1 Kinsky; 24 Angbwa, 3 Zelao, 6 Durica, 15 Nakushev; 88 Al. Ivanov, 5 Igonin, 11 A. Eremenko (dal 46', 14 Kirichenko), 7 Nemov; 8 Topic (dal 90', 31 S. Okoronkwo), 22 Lebedenko (87', 2 Evseev).
Tom (4-2-3-1): 25 Pareyko; 21 Catinsus, 19 Evsikov, 37 Jokic, 88 Stoica; 4 Yanotovskiy, 14 Kontsedalov; 3 Klimov, 20 Tarasov, 5 Skoblyakov; 24 Shirko.

Il Saturn si sbarazza del Tom e mette al sicuro definitivamente la propria posizione di classifica, divenuta precaria prima dell'esonero di Gadjiev. La squadra guidata dal tedesco Roeber, dopo un primo tempo chiuso a reti inviolate, apre e chiude il match con le reti di Alexey Ivanov avvenuta grazie ad un'involontaria deviazione del terzino sinistro rumeno Stoica e del centrale slovacco Durica, grazie ad una botta di impressionante violenza su punizione. "Alieni" al sicuro (con una gara da recuperare, contro lo Zenit), siberiani, nonostante il terzo cambio di allenatore in stagione, nei guai.


Krylya Sovetov Samara - Khimki 3-0: 61' Koller, 67' Budylin, 90'+1 Bober.

Krylya Sovetov (3-4-1-2): 31 Lobos; 14 Oh Beom-Seok, 63 Belozerov, 29 Budylin; 7 Bober, 20 Jarosik, 21 R. Adjindjal (dal 68', 9 Kovba), 11 Tikhonov (dall'85, 3 Léilton); 10 Savin (dal 79', 22 Booth), 89 Koller.
Khimki (4-2-3-1): 21 Berezovskiy; 77 Sabitov, 81 Danielson, 79 Gabriel, 99 F. Kudryashov; 23 Eromoigbe, 33 Rebeja (dal 90', 30 Chichkin); 55 Dineev (dal 70', 11 Jakubko), 90 Titov, 5 Pylypchuk (dall'85', 12 Nikiforov); 31 Nizamutdinov.

E' bene fare attenzione in ottica qualificazione alle Coppe Europee al sempre più continuo e convincente Krylya Sovetov di Slutskiy , che ancora una volta nella ripresa si sbarazza comodamente dell'avversario, in questo caso il quasi spacciato Khimki di Yuran, la formazione russa che ha investito maggiormente nel mercato estivo. Koller, lo specialista Budylin su splendido calcio di punizione e Bober dagli undici metri non perdonano.


Rubin Kazan - Dinamo Mosca 1-0: 2' Rebrov.

Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov; 3 Ansaldi (dall'85', 9 Salukvadze), 76 Sharonov, 2 Tomas, 27 Kvirkvelia; 6 Sibaya, 7 Semak; 16 Noboa, 14 Rebrov, 99 Hasan Kabze (dal 55', 15 Ryazantsev); 11 Bukharov (dal 55', 21 Adamov).
Dinamo (4-5-1): 21 Karcemarskas; 22 Wilkshire, 25 Kolodin, 6 L. Fernandez, 13 Granat; 7 K. Kombarov, 20 Semshov, 8 Khokhlov, 15 Dimidko (dal 58', 4 Kowalczyk) (dal 79', 16 Genkov), 9 D. Kombarov; 5 Kerzhakov.

Grazie ad un successo di un'importanza vitale nello scontro diretto al vertice contro la Dinamo Mosca, il Rubin Kazan mette una seria ipoteca su un titolo che alla vigilia pareva impossibile anche al più ottimista dei tifosi tartari. Un successo sofferto e probabilmente neanche meritato, ottenuto per 1-0 grazie alla rete in apertura di Rebrov, arrivato in una piacevole partita giocata sotto una pioggia costante ma ricca di emozioni e palle gol da ambo le parti. Dopo la beffa di due settimane fa giunta all'ultimo minuto di recupero contro l'FC Mosca, la Dinamo orfana del suo giocatore di maggior talento, il funambolico Danny passato allo Zenit, ha di nuovo qualcosa da rimproverare alla propria dea bendata, che sembra aver voltato le spalle alla formazione di Kobelev, sempre seconda in classifica ma ora a -9 dal Rubin capolista e con pochi punti di vantaggio sulle principali avversarie per il secondo posto, ovvero CSKA, Krylya Sovetov, Spartak Mosca e Zenit.
Nessun singolo ha brillato particolarmente tra le file dei padroni di casa, quasi tutti hanno giocato una buona partita sul 6,5, in particolare il match winner Rebrov, l'ecuadoregno Noboa, il sudafricano Sibaya e l'argentino Ansaldi, protagonista di un duello avvincente sulla sua corsia di competenza con Dmitry Kombarov (forse il migliore in campo in assoluto). Oltre al giovane esterno sinistro dell'Under-21, bene nella Dinamo, specie nei primi 45', Kerzhakov, forse lasciato un pò troppo solo lì davanti, ma abile a fare movimento ed a crearsi le occasioni per un gol non arrivato e che avrebbe meritato. Ottima partita anche per i due centrali difensivi della Dinamo, il sempre elegante Kolodin, impeccabile anche nelle chiusure difensive, e l'argentino Leandro 'El Coti' Fernandez, autore nella ripresa di un salvataggio su Ryazantsev di testa da terra che ha del miracoloso.


Shinnik Yaroslavl - Amkar Perm 1-2: 22' Boyarintsev; 41' Peev, 52' Dujmovic.

Shinnik (4-4-1-1): 37 Pesjakov; 25 Semochko, 22 Vjestica, 18 S. Djordjevic, 29 Polovinchuk; 7 Boyarintsev, 17 Bochkov (dal 58', 19 Laizans), 15 Ushenin, 10 Gorawski; 70 Buznikin (dal 68', 13 D. Kudryashov); 31 Monarev (dal 57', 16 Khazov).
Amkar (4-5-1): 42 Narubin; 14 Sirakov, 21 Belorukov, 23 Cherenchikov, 4 V. Fedorov; 7 Peev (dal 90', 10 Afanasiev), 22 Dujmovic, 18 Drinic, 13 M. Novakovic, 5 Grishin (dal 79', 3 Starkov); 29 Kushev (dal 77', 99 Sikimic).

Vince abbastanza a sorpresa l'Amkar in casa dello Shinnik, grazie alla bella rete decisiva del centrocampista croato Dujmovic al 50', dopo che il bulgaro Peev aveva pareggiato il vantaggio di Boyarintsev con un bellissimo sinistro a girare da fuori area. Rossoneri degli Urali che raggiungono così il CSKA al terzo posto in classifica, ad un solo punto dalla Dinamo seconda.


CSKA Mosca - Luch-Energia Vladivostok 4-1: 37' Dzagoev, 57' Vagner Love, 78' e 90'+1 Krasic; 68' I. Shevchenko.

CSKA (4-4-1-1): 35 Akinfeev; 15 Odiah, 24 V. Berezutskiy, 4 Ignashevich, 6 A. Berezutskiy; 17 Krasic, 2 Semberas (dal 64', 25 Rahimic), 11 P. Mamaev, 18 Zhirkov; 46 Dzagoev (dal 71', 22 Aldonin); 9 Vagner Love (dall'89', 37 Ryzhov).
Luch-Energia (4-4-1-1): 35 Stojkic; 34 Kristic, 3 D. N. Smirnov, 4 Novkovic, 32 Pavlyuchek; 31 Leandro, 11 Vujovic, 14 Damjanovic (dall'89', 9 Lanko), 26 Dantsev (dal 64', 25 I. Shevchenko); 8 Bulyga; 33 Asildarov (dall'83', 29 Chernogaev).

Dopo un primo tempo concluso sì in vantaggio per 1-0, ma nel quale a sfiorare più volte il gol erano stati gli avversari, il CSKA si scatena nella ripresa, portandosi subito avanti di due gol con Vagner Love, dopo un cross dalla sinistra di Zhirkov non trattenuto dall'esperto portiere croato Stojkic. Al 68' Igor Shevchenko (soltanto omonimo dell'ucraino del Milan), appena entrato in campo, riapre il match sfruttando un passaggio filtrante di un compagno, ma 10' precisi dopo è Krasic a chiudere il match con un gran gol di sinistro a giro che ricorda parecchio quello che mise a segno il funambolico serbo l'anno scorso nel derby d'andata contro lo Spartak. Nel finale, è ancora Krasic, lanciato in contropiede, a fissare il risultato sul punteggio finale di 4-1.


Spartak Nalchik - Lokomotiv Mosca 0-1: 59' Torbinskiy.

Spartak Nalchik (4-4-2): 13 Khomich; 3 Yatchenko, 55 Vasin, 5 Amisulashvili, 17 Filatov; 8 Samsonov (dal 64', 26 Sernas), 15 Mashukov, 33 Geteriev, 7 Gogua; 84 Kalimullin (dal 62', 47 Goshokov), 43 Siradze..
Lokomotiv (4-2-3-1): 32 M. Cech; 44 Kambolov, 23 Basa, 4 Rodolfo, 55 Yanbaev; 8 Maminov, 58 Glushakov; 9 Odemwingie, 7 Torbinskiy, 63 Bilyaletdinov; 11 Sychev.

Nonostante l'inferiorità numerica (rosso diretto quantomeno contestabile al 19enne Kambolov) per gran parte del match, i Ferrovieri si impongono per 1-0 in casa dello Spartak Nalchik, grazie ad un eurogol di Torbinskiy, al terzo centro con la maglia della Lokomotiv e favorito anche dal piazzamento non perfetto del portiere Khomich. Da segnalare il debutto del giovanissimo attaccante Goshokov, che diventa il primo classe 1991 a debuttare nel campionato russo!


CLASSIFICA:
1. Rubin 45 (21)
2. Dinamo 36 (21)
3. Amkar 35 (21)
4. CSKA 35 (21)
5. Spartak Mosca 33 (21)
6. Krylya Sovetov 33 (21)

7. Zenit 31 (20)
8. Lokomotiv 28 (20)
9. FC Mosca 26 (21)
10. Spartak Nalchik 25 (21)
11. Terek 25 (21)
12. Saturn 24 (20)
13. Tom 22 (21)
14. Luch-Energia 18 (21)
15. Shinnik 15 (20)
16. Khimki 14 (21)


Mio video con tutti i gol:


mercoledì 10 settembre 2008

La Russia non perde le cattive abitudini.


E' proprio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio. Così come la Russia non perde le sue arcinote cattive abitudini, sprecando di tutto e di più in fase offensiva, non chiudendo una partita che si sarebbe potuta vincere facilmente e, a causa dei soliti errori di concentrazione, concedendo quelle due-tre palle gol che una nazionale che ambisce a diventare grande non può permettersi di fare, a maggior ragione se gioca in casa davanti ad un stadio gremito e contro un avversario obiettivamente modesto, oltre che falcidiato dagli infortuni, come il Galles. Ci ha pensato Pogrebnyak, appena inserito da Hiddink al posto di capitan Semak, a sbrogliare una situazione che stava diventando drammatica, con i britannici che avevano preso fiducia e cominciavano a credere in un imprevedibile colpaccio. Un bravo anche ad Arshavin, autore di un secondo tempo negativo (così come gran parte dei suoi compagni, del resto), ma lucido, nella sua solita azione sulla sinistra, a servire un morbidissimo lob per il colpo testa di Zyryanov, sempre letale con i suoi inserimenti da dietro, respinto in qualche modo dal portiere gallese e ribadito in rete da Pogrebnyak, che al ritorno in nazionale dal brutto infortunio che gli fece saltare EURO 2008, perdonate il gioco di parole, ritorna anche al gol. Banale dire che la Russia l'aveva lasciata proprio con una rete su punizione nell'amichevole contro la Serbia, prima appunto di farsi male al menisco.

Sotto una pioggia sempre più fitta che evoca recenti ricordi poco piacevoli (le due gare perse nell'ultimo Europeo contro la Spagna) ai supporters russi, Hiddink cambia soltanto due elementi rispetto all'undici che pareggiò per 1-1 contro l'Olanda, amichevole di metà agosto: rientra Anyukov al posto di Yanbaev e, grazie proprio all'ottima prova fornita nella ripresa, Torbinskiy sostituisce Bystrov. Sono numerosissime invece le defezioni nel Galles allenato dall'ex tecnico di Real Madrid e Catania, John Toschack, costretto a rinunciare a diversi uomini chiave.
Arriva così il debutto della 'Sbornaya' di Guus Hiddink, una delle compagine più attese di tutte le Qualificazioni Mondiali dopo l'incantevole Europeo disputato da Arshavin e compagni in una gara che, viste le 'stravaganti' maglie delle due contendenti, sembra un derby baltico fra Lettonia e Lituania.

I primi 10' non sembrano presagire nulla di buono al caldo pubblico del Lokomotiv Stadium: Russia poco arrembante, con pochi movimenti senza palla e con un fraseggio eccessivamente lento. Serve una scossa per animare il match ed a darla ci pensa Pavlyuchenko, preferito da Hiddink a Pogrebnyak, con un gran destro dalla distanza deviato di poco alto da un difensore gallese. Brividi per il portiere Hennessey, che si supera poco dopo proprio su una conclusione volante dello stesso neo centravanti del Tottenham Hotspur, in quella che rimane senza alcun dubbio la miglior azione dell'intera serata e che vale la pena di essere raccontata. Ottimo dialogo veloce e palla a terra fra Torbinskiy e Zyryanov, con quest'ultimo che serve il compagno di squadra Arshavin, il quale è bravissimo a lanciare in profondità, 'affettando' come un prosciutto la difesa gallese, il solito Anyukov, bravissimo ad alzare la testa ed a servire una palla d'oro a Pavlyuchenko, la cui mezza rovesciata al volo viene respinta alla grande dall'estremo difensore ospite. La Russia però non è contenta se non riesce a complicarsi la vita da sola, e così, nell'unico affondo del Galles in tutta la prima frazione di gioco, Semak stende ingenuamente Bale all'interno dell'area di rigore. L'arbitro fischia il penalty, che batte lo stesso giovane terzino degli Spurs: Akinfeev lo ipnotizza e, con uno straordinario balzo laterale, intercetta la conclusione piuttosto angolata del 19enne. I padroni di casa ringraziano il loro portierone e capiscono di essere stati graziati. Per questo motivo si ributtano immediatamente all'attacco, procurandosi questa volta un rigore a favore con Zyryanov, abile a far 'scomparire' il pallone a Robinson. Pavlyuchenko, seppur non calciandolo nel migliore dei modi, trasforma dal dischetto e sigla così il primo gol della Russia in questa fase di Qualificazione per Sudafrica 2010. Per circa 10' si rivede in parte la Russia di EURO 2008, quella capace di triangolazioni spettacolari in velocità ed in spazi stretti, quella con un Arshavin in formato super, con un Pavlyuchenko che svariava su tutto il fronte offensivo, con i centrocampisti che a turno si inserivano da dietro senza palla e con due tra gli esterni bassi più devastanti a livello mondiale nello spingere con continuità sulla loro fascia di competenza. Cala ancora una volta il ritmo negli ultimi 10 minuti, con la Russia che fa molto possesso palla (addirittura 68%) spesso e volentieri dietro la linea di metacampo.
L'inizio della seconda frazione di gioco lascia invece presagire un'altra rete della Russia, sfiorata in apertura ancora da Pavlyuchenko, sempre con un tiro da fuori area deviato. Poco dopo è Arshavin in contropiede a sprecare una nitida palla gol di testa su un traversone invitantissimo di Anyukov. Nel mezzo la prima vera occasione da gol creata dal Galles: un colpo di testa di Edwards sul cross di Gunter dalla sinistra che finisce non di molto alto. Con il passare dei minuti la Russia si rilassa sempre più, l'ingresso in campo di Saenko al posto di Torbinskiy non riesce a vivacizzare la partita, che comincia ad essere pericolasamente sempre più controllata dai gallesi, che pian piano prendono fiducia e si presentano vicino all'area di rigore russa in diverse occasioni. Al 66' arriva il disastro, quello che si spera la difesa russa non ripeterà mai più in partite di così importante valore: l'ottimo Bale, indubbiamente il migliore dei suoi, penetra sulla destra in mezzo a due larghe maglie russe (in particolare, imbarazzante il modo in cui si è fatto saltare Kolodin, fermo come un palo nella circostanza) e centra dove Akinfeev non può arrivare e Ledley non può sbagliare il più facile dei gol. Il Galles comincia a fare più di un pensiero su una vittoria esterna che avrebbe del clamoroso, la Russia però dopo una decina di minuti di sbandamento più totale è brava a riunirsi, affidandosi alla 'verve' di Arshavin sulla fascia sinistra. E' proprio grazie alla sua tradizionale azione sulla sinistra che arriva il 2-1 finale del subentrato Pogrebnyak, messo in campo da Hiddink al posto di Semak appena 6' prima. Successo assolutamente meritato, ma quanta fatica.


I MIGLIORI: Con quella paratona nel primo tempo sul rigore calciato da Bale (il più positivo tra i suoi), Akinfeev ha letteralmente salvato il risultato, nonchè i suoi da quella che sarebbe stata un'autentica figuraccia, nonchè un passo falso che avrebbe messo a rischio fin da subito il primo posto a cui la Russia ambisce. Primi 45' straripanti del maratoneta Anyukov, abbastanza calato però, come del resto tutti i suoi compagni, nella ripresa. Buona prima frazione di gioco anche per Zyryanov, decisivo in entrambe le azioni che hanno portato alla vittoria russa. Ovviamente più che sufficienti i due marcatori, Pavlyuchenko e Pogrebnyak, due centravanti che pochissime nazionali si possono permettere: bravo il primo a trasformare, anche con un pò di fortuna, un rigore non calciato per la verità benissimo ed a sfiorare in più occasioni il raddoppio con potenti conclusioni da fuori; è per certi versi il Man of the match invece il secondo, come più volte detto a segno all'81'. Non mi è piaciuto il suo atteggiamento, così come le sue giocate eccessivamente leziose, ma anche Arshavin merita la promozione per aver contribuito all'azione che ha portato al 2-1 russo. Senza contare inoltre che nel primo tempo ha dato spettacolo, con una serie di colpi di tacco di prima che hanno fatto impazzire un palato fino quale Alexander Mostovoi, che oggi debuttava come commentatore tecnico sul canale russo Perkiv Kanal!

I PEGGIORI: Non è dal 32enne Semak, capitano scelto da Hiddink alla vigilia di EURO 2008 per la sua grande esperienza, che ti aspetti errori del genere, come quello che ha procurato il penalty poi parato da Akinfeev. In generale, si è visto comunque molto poco anche in mezzo al campo. Sull'immobilità del bell'addormentato Kolodin in occasione del pareggio gallese mi sono già espresso, non è da meno il suo compagno di merende Ignashevich, anticipato troppe volte nel gioco aereo dal perticone schierato davanti da Toshack. Non è una bocciatura, anche perchè nel complesso non ha giocato malissimo, ma non brilla certamente Zhirkov, alla continua ricerca del suo primo gol nella 'Sbornaya' da dedicare alla primogenita appena nata.


PAGELLE RUSSIA (4-3-2-1):

1 Akinfeev 7,5; 2 Anyukov 6,5, 4 Ignashevich 5,5, 3 Kolodin 5, 18 Zhirkov 5,5; 8 Semshov 6, 11 Semak 5 (dal 74', 14 Pogrebnyak 7), 17 Zyryanov 6,5; 7 Torbinskiy 6 (dal 58', 12 Saenko 5,5), 10 Arshavin 6,5; 9 Pavlyuchenko 6,5.

sabato 6 settembre 2008

Il menisco di Danny tiene in ansia lo Zenit. Ed intanto Laudrup si avvicina allo Spartak Mosca...

La notizia è di quelle che tengono col fiato sospeso. A San Pietroburgo ci si augura che non si ripeta un Pogrebnyak-bis. Si vocifera infatti che il talentuoso Danny, l'acquisto più costoso nell'intera storia del calciomercato russo, passato ormai da due settimane dalla Dinamo Mosca allo Zenit, soffre di un forte dolore al menisco, esattamente come Pogrebnyak alla vigilia degli Europei che poi fu costretto a saltare. Il dolore non farà prendere parte al trequartista alla partita di stasera contro Malta del suo Portogallo. La nazionale lusitana però ha voluto tenerlo con sè per la gara successiva, sperando che il problema si risolva in tempi brevi. Tuttavia allo Zenit c'è apprensione, visto che la situazione ricorda molto quella di Pavel Pogrebnyak, operatosi dopo un lungo tira e molla tra Hiddink ed il club vincitore dell'ultima Supercoppa Europea.


Intanto, in casa Spartak Mosca il nuovo DS Valery Karpin sta lavorando sempre di più per trovare un nuovo allenatore al club più vincente di Russia. Si vocifera che i cinque candidati siano due olandesi (Frank Riijkaard e Louis Van Gaal), due italiani (Roberto Donadoni, in realtà vicinissimo al West Ham, e Roberto Mancini, quest'ultimo preso in considerazione anche dal CSKA per il dopo-Gazzaev) ed un danese (il giovane Michael Laudrup).
Nella tarda serata di ieri, è arrivato a Mosca proprio Michael Laudrup. Oggi è previsto un ultimo incontro per risolvere alcuni dettagli. In caso di esito positivo, la sua nomina verrà ufficializzata a giorni. Ricordiamo che Laudrup nella scorsa stagione ha allenato il Getafe, portandolo ad un passo dalla Semifinale di Coppa UEFA.

mercoledì 3 settembre 2008

VENTESIMA GIORNATA: TUTTE LE ALTRE PARTITE


La splendida ed ennesima vittoria del Super Zenit di Dick Advocaat ha messo un pò nell'ombra un turno tra i più importanti della stagione. Quella che è appena terminata è infatti la giornata numero 20, il campionato russo è dunque arrivato ai due terzi del cammino. Solitamente, la Premier Liga si è sempre decisa in queste giornate; alcune squadre, pimpanti nella prima parte, sono calate in vista dell'ultimo terzo mentre invece molte altre, spesso le grandi, sono venute fuori in vista del traguardo. Fu in questa fase del torneo che lo scorso anno capimmo chi si sarebbe giocato il titolo (lo Zenit poi Campione e lo Spartak Mosca) e chi altri traguardi.
Andiamo quindi ad esaminare una per una tutte le partite di questa 20^ giornata che, come sempre, ha regalato molte emozioni.


(in blu i nuovi acquisti)


Khimki - Shinnik Yaroslavl 0-0

Khimki (4-4-2): 21 Berezovskiy; 77 Sabitov, 81 Danielson, 14 Stepanov, 99 F. Kudryashov; 55 Dineev (dal 63', 19 Blatnjak), 33 Rebeja, 90 Titov, 2 Soava (dal 78', 10 N. Ceh); 31 Nizamutdinov, 20 Antipenko (dal 62', 11 Jakubko).
Shinnik (4-4-1-1): 37 Pesjakov; 14 Oleksic, 22 Vjestica, 18 S. Djordjevic, 29 Polovinchuk (dal 74', 21 Bruno Basto); 7 Boyarintsev, 17 Ushenin, 19 Laizans, 10 Gorawski (dal 90', 81 Gomis); 70 Buznikin (dal 90', 8 Burchenko); 31 Monarev.

Pareggio a reti bianche nell'anticipo di venerdì fra Khimki e Shinnik, un vero e proprio scontro salvezza che termina con un pareggio che non serve a nessuna delle due squadre, che rimangono rispettivamente ultima e penultima in classifica. Uno 0-0 insomma che fa sprofondare ulteriormente nel dramma le due compagini attualmente retrocesse, con il Khimki che, a dispetto di una rosa di valore e tanti e massicci investimenti per salvarsi in maniera dignitosa, sbaglia un rigore nel finale col bomber Nizamutdinov; rossoneri nel dramma, Shinnik nei guai ma con una partita (a Mosca contro la Lokomotiv) da recuperare.


Luch-Energia Vladivostok - Terek Grozny 1-1: 50' D. A. Smirnov; 77' Djabrailov.

Luch-Energia (4-4-2): 35 Stojkic; 31 Leandro, 4 Novkovic, 34 Kristic, 26 Dantsev (dall'88', 32 Pavlyuchek); 22 Gvazava, 24 D. A. Smirnov, 14 Damjanovic, 8 Bulyga; 33 Asildarov, 30 Alves dos Santos (dal 68', 37 Lukacevic).
Terek (3-4-1-2): 1 Lika; 47 Bendz', 4 Romanovich, 14 V. Iliev; 11 F. Petre, 18 Djabrailov, 55 Margaritescu, 17 Kulik (dal 46', 40 Vlasov); 28 Kuzmichev (dal 90', 9 Serdyukov), 78 Pancu (dal 76', 7 Essamé).

Pareggio casalingo per 1-1 del Luch-Energia che non riesce a sfruttare il 'fattore-campo' contro il Terek Grozny. Vantaggio degli uomini di Vulic con Dmitry Alexandrovich Smirnov ad inizio ripresa, pareggio dei ceceni nelle battute finali dell'incontro con il 35enne capitan Timur Djabrailov. Un'altra occasione sprecata per le 'tigri' di Vladivostok in una partita da vincere assolutamente anche in virtu' del pareggio fra Khimki e Shinnik. Il Luch con questo pareggio sale a quota 18, tre punti in piu'dello Shinnik penultimo. Punto prezioso in trasfera per avvicinarsi sempre di più ad una salvezza fin qua meritatissima per i ceceni del Terek.


Tom Tomsk - Krylya Sovetov Samara 0-4: 59' (rigore) e 68' Tikhonov, 66' Koller, 82' Savin.

Tom (4-2-3-1): 35 Pareyko; 21 Catinsus, 37 Jokic, 84 Vejic, 88 Stoica; 23 Radosavljevic, 4 Yanotovskiy (dal 61', 10 Arkhipov); 3 Klimov (dal 67', 98 Kornilenko), 20 Tarasov (dal 57', 14 Kontsdealov), 83 Kharitonov; 11 Maznov.
Krylya Sovetov (4-4-2): 31 Lobos; 29 Budylin (dal 78', 9 Kovba), 14 Oh Beom-Seok, 8 Taranov, 3 Léilton (dal 46', 99 O. Ivanov); 7 Bober, 20 Jarosik, 21 R. Adjindjal, 11 Tikhonov; 10 Savin (dall'82', 15 Salugin), 99 Koller.

Incredibile prova di carattere del Krylya Sovetov che si riprende alla grande dallo 0-3 interno subito dallo Zenit e che travolge il Tom in Siberia. Dopo un primo tempo equilibrato, la squadra di Slutskiy dilaga nella parte centrale della ripresagrazie alla doppietta di Tikhonov (e sono sei in campionato...davvero un ottimo bottino per un 38enne!), Koller (primo gol in Russia per il gigante ceco ex Sparta Praga, Anderlecht, Borussia Dortmund, Monaco e Norimberga) e Savin, capocannoniere della formazione di Samara con 7 reti. Trascinata dai 'vecchietti terribili' Koller e Tikhonov, decisivi nei primi tre gol, il Krylya Sovetov si tiene in lizza per l'Europa, mentre quella di Tomsk non può certo stare tranquilla.


Amkar Perm - Rubin Kazan 1-2: 58' Kushev rigore; 68' Bukharov, 73' Noboa.

Amkar (4-4-2): 42 Narubin; 14 Sirakov, 21 Belorukov, 23 Cherechinkov, 4 V. Federov; 7 Peev, 22 Dujmovic (dal 71', 99 Sikimic), 18 Drincic, 13 M. Novakovic; 8 S. Volkov (dal 75', 5 Grishin), 29 Kushev.
Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov; 3 Ansaldi, 76 Sharonov, 2 Tomas, 27 Kvirkvelia; 6 Sibaya (dal 65', 15 Ryazantsev), 7 Semak; 16 Noboa, 61 Gökdeniz Karadeniz, 10 Kobenko (dal 59', 14 Rebrov); 11 Bukharov (dall'84', 99 Hasan Kabze).

Successo dalla importanza inqualificabile quello ottenuto dal Rubin sempre più capolista sul difficilissimo campo di Perm, ottenuto per giunta in rimonta, grazie al terzo centro in campionato del ritrovato Bukharov ed al quinto dell'ecuadoregno Noboa (splendido il suo calcio di punizione a giro), una delle principali rivelazioni di questo campionato. Tartari quindi sempre più lanciati verso un titolo che sembrava utopico all'inizio della stagione nonostante i tanti investimenti fatti ed i 50 milioni di euro spesi sul mercato per festeggiare il primo cinquantennio della più popolare squadra della Repubblica Autonoma del Tatarstan. Ne capiremo certamente di più al termine della prossima giornata, quando la formazione guidata dal turkmeno Berdyev, con la migliore difesa ed il terzo attacco più prolifico, ospiterà la Dinamo Mosca seconda in classifica.


Dinamo Mosca - FC Mosca 1-1: 88' D. Kombarov; 90'+4 Rebko.

Dinamo (4-4-2): 30 Gabulov; 4 Kowalczyk, 25 Kolodin, 6 L. Fernandez, 13 Granat; 22 Wilkshire, 8 Khokhlov, 20 Semshov, 9 D. Kombarov; 5 Kerzhakov (dal 60', 8 K. Kombarov), 16 Genkov.
FC Mosca (4-5-1): 30 Zhevnov; 14 Nababkin, 25 Jop, 3 Sheshukov, 22 Kuzmin; 27 V. Kaleshin, 77 S. Ivanov, 15 Epureanu (dall'85', 13 Rebko), 7 P. Bystrov (dal 90', 29 Strelkov), 19 Samedov (dall'80', 28 Krunic); 69 Bracamonte.

Dopo un secondo tempo ancora più brutto e noioso del primo (nonostante però numerose occasioni da gol create da ambo le parti), succede di tutto e di più negli ultimi 10 minuti nel (in realtà molto poco sentito) derby fra Dinamo e FC Mosca: prima è l'ex difensore del Luch-Energia Sheshukov a sciupare una facile occasione a tu per tu con Gabulov, poi arriva il bellissimo vantaggio dei padroni di casa che sembra chiudere la partita. Una rete targata dalla famiglia Kombarov, con Kirill che è bravissimo a saltare Kuzmin ed a crossare dalla linea di fondo per il gemello Dmitry, che in tuffo di testa indirizza il pallone all'incrocio, siglando il suo primo gol nell'attuale Premier Liga. Nel penultimo dei 5 minuti di recupero arriva però il meritato pareggio dei Cittadini con Rebko, che sulla linea di porta ribadisce in rete una respinta di Gabulov su deviazione volante di Bracamonte sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Finisce dunque come all'andata una partita piena di errori tecnici da ambo le parti (irriconoscibile in particolare la Dinamo, con un Khokhlov da 4 in pagella - una delle partite peggiori in carriera per lui - ed un Semshov che si è visto pochissimo). La formazione di Kobelev rimane seconda in classifica, ma senza Danny sembra davvero tutta un'altra squadra...


Spartak Mosca - Spartak Nalchik 2-1: 61' Fathi, 90'+5 Prudnikov; 90'+2 Gogua.

Spartak Mosca (4-2-3-1): 22 Pletikosa; 49 Shishkin, 7 Jiranek, 88 Filipenko, 4 Fathi; 96 Sovetkin, 5 Mozart; 23 V. Bystrov, 8 Pavlenko (dall'88', 90 Ryzhkov), 30 Saenko (dall'83', 14 C. Rodriguez); 40 Dzyuba (dal 66', 18 Prudnikov).
Spartak Nalchik (4-4-2): 35 Kraschenko; 3 Yatchenko, 20 Djudovic, 5 Amisulashvili, 17 Filatov; 8 Samsonov, 18 Kiselkov (dal 79', 99 Felipe Almeida), 33 Geteriev, 19 Dzakhimishev (dal 60', 7 Gogua); 84 Kalimullin, 67 Frunza (dal 70' 43 Siradze).

E' davvero incredibile il modo in cui sono riusciti a vincere Pavlenko e compagni contro lo Spartak meno nobile, quello di Nalchik, nel tardo pomeriggio odierno. Dopo un primo tempo concluso senza reti, è Fathi a portare in vantaggio i padroni di casa, che nei primi 45' avevano colpito ben due legni con il sempre ottimo Pavlenko (il primo direttamente su calcio di punizione, la sua specialità, l'altro con un bel sinistro da fuori area). Poi, al 90'+2, è arrivato il pareggio del centrocampista georgiano Gogua, anch'egli uno specialista sui calci da fermo (esecuzione potentissima sulla quale Pletikosa nulla ha potuto), che sembrava chiudere l'incontro sull'1-1. Ed invece, a tempo scaduto, è arrivato il gran gol di Prudnikov, centravanti classe 1989 che insieme a Dzyuba (più 'vecchio' di soltanto un anno e partito dall'inizio) dovrebbe avere il difficile compito di riuscire a non far rimpiangere il partente Pavlyuchenko, 'bombardiere' degli ultimi due campionati russi.


Zenit San Pietroburgo - Saturn si recupererà il 28 ottobre.



CLASSIFICA:
1. Rubin 42 (20)
2. Dinamo 36 (20)
3. Spartak Mosca 33 (20)
4. CSKA 32 (20)
5. Amkar 32 (20)
6. Krylya Sovetov 30 (20)
7. Zenit 28 (20)
8. Spartak Nalchik 25 (20)
9. Terek 25 (20)
10. Lokomotiv 25 (19)
11. FC Mosca 23 (20)
12. Tom 22 (20)
13. Saturn 21 (19)
14. Luch-Energia 18 (20)
15. Shinnik 15 (19)
16. Khimki 14 (20)


Torna l'appuntamento con il mio video con tutti i gol, gustatevelo: