sabato 27 settembre 2008

Lokomotiv Mosca - Zenit San Pietroburgo 0-3


Reti: 18' Fayzulin, 61' Puygrenier, 74' Dominguez.

Lo Zenit, per la prima volta in oro in una gara ufficiale (esclusi ovviamente i festeggiamenti post finali di Coppa UEFA e Supercoppa Europea) sopravvive e si appresta a dire la sua nelle restanti giornate di campionato nell'importantissima lotta per il secondo e terzo posto e quindi per conseguire un posto anche nella prossima Champions League, in attesa della supersfida di mercoledì contro l'"avversario degli avversari", ovvero il Real Madrid. Al Lokomotiv Stadion di Cherkizovo non c'è stata storia, troppo superiore uno Zenit che deve solamente mangiarsi le mani per le numerosissime occasioni perse per rientrare nella lotta al titolo: è infatti probabile che negli anni a venire questo verrà ricordato come 'il campionato buttato via dallo Zenit', che più volte si è dimostrato la formazione più forte, oltre che quella con il miglior attacco (nonostante la lunga assenza per infortunio di Pogrebnyak ed il momento 'particolare' che sta vivendo Arshavin dalla conclusione degli Europei). Fin dai primissimi minuti lo Zenit, senza lo squalificato Arshavin, ha messo in mostra le solite e risapute grandi doti in fase di costruzione, con inserimenti perfetti dei centrocampisti (eloquente l'azione che ha portato al vantaggio di Fayzulin), con un Danny a tutto campo esattamente come faceva nella Dinamo e con una difesa oggi realmente insuperabile, ottimamente guidata da un Puygrenier preciso in ogni intervento e dal giovane slovacco Hubocan, anch'egli sempre deciso nelle chiusure. E' chiaro che contro uno Zenit ai limiti della perfezione (considerando anche il periodo della stagione e le due immeritate sconfitte consecutive contro Juventus e CSKA, entrambe molto difficili da digerire), la Lokomotiv, mai realmente in gara, si è schiantata contro un muro invalicabile. Impossibile per tutte le squadre russe superare la squadra di Advocaat quando non sbaglia e non è un caso che le uniche due formazioni ad aver bacchettato sul serio (e non in modo 'casuale' o fotunoso come lo Shinnik e lo Spartak Nalchik) i Campioni di Russia sono state il Rubin, squadra che gioca molto all'italiana, chiusa dietro e letale in contropiede, ed il CSKA, l'unica formazione russa che dalla trequarti in su può disporre di un talento paragonabile a quello dello Zenit.

Rakhimov rispetto alla vittoriosa trasferta di Vladivostok recupera i rientrati Bilyaletdinov e Torbinskiy (indisponibili nella gara giocata nell'estremo est russo perchè squalificati) e conferma Glushakov in un'insolita posizione di esterno destro, confermando il 'vecchio' Maminov, determinante sette giorni fa, davanti alla difesa. Abbandonato il 4-2-3-1 che non ottenne effettivamente grandi risultati in quanto a punti, ma che personalmente mi aveva intrigato non poco, soprattutto per la posizione defilata sulla fascia destra del nigeriano Odemwingie, oggi in schierato in attacco al fianco di Sychev in un classico 4-4-2.
Advocaat risponde operando due cambi rispetto alla contestabile sconfitta di domenica scorsa: si tratta di due scelte obbligate considerando l'infortunio occorso in settimana a Krizanac ed il turno di squalifica di Arshavin. Dentro quindi Hubocan ed a sorpresa Fayzulin, rispolverato dopo diversi incontri visti dalla panchina e preferito a Dominguez.

A differenza del big match con il CSKA, nel quale i moscoviti passarono subito in vantaggio grazie ad un gol di Dzagoev, questa volta è lo Zenit che cerca di sorprendere in apertura gli avversari, sfiorando infatti lo 0-1 di testa con Zyryanov dopo appena 50 secondi. Ne segue una fase nella quale gli ospiti continuano a fare la partita, mantenendo quasi sempre il possesso del pallone, ma senza creare particolari pericoli alla porta difesa dal portiere ceco Marek Cech (soltanto omonimo del ben più noto Petr), prelevato in estate dal Luch-Energia a causa dei non pochi errori commessi da Levenets prima e Pelizzoli poi. Fino al minuto numero 18, quando Zyryanov è bravo a convergere da destra verso il centro, aprendo lo spazio per l'inserimento senza palla di Fayzulin, magistralmente servito da Denisov: è un gioco da ragazzi per l'ex talento dello Spartak Nalchik battere l'estremo difensore avversario in uscita, siglando il suo quarto sigillo nell'attuale campionato. Dominio assoluto dei Supercampioni d'Europa nei primi 20', vantaggio dunque legittimo. Anche perchè passano pochi minuti e Pogrebnyak, su intelligente lob di Sirl dopo aver fintato la conclusione, scheggia la traversa con un difficile colpo di testa in torsione, anticipando l'ex Le Mans, Basa. I Ferrovieri rispondono con un tiro da posizione defilata di Odemwingie che non può intensierire Malafeev e con un destro in corsa di Torbinskiy che finisce alle stelle. Potevano essere evitati nel finale della prima frazione di gioco, i gialli presi da Denisov e Sirl (spiace soprattutto per il primo che a causa della quarta ammonizione subita salterà il prossimo match contro il Luch-Energia; vale la pena ricordare che Denisov era fino a questo momento l'unico giocatore a non aver saltato nemmeno un minuto nell'intera Premier Liga), ma allo Zenit può andare benissimo così.
La ripresa si apre con una botta dai 25 metri di Glushakov uscita non di molto, ma il pallino del gioco continua ad averlo in mano lo Zenit, che fa girare a lungo il pallone per cercare di far scoprire la Lokomotiv, per poi punirla in contropiede. I Ferrovieri, sempre ben contenuti dall'inedita coppia di difensori centrali composta da Hubocan e Puygrenier, ci provano soltanto con conclusioni da fuori, come quella dallo stranissimo effetto di Sychev che per poco non beffa Malafeev, che se la cava respingendo in qualche modo. Ancor più pericoloso il colpo di testa di Basa sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Torbinskiy, con il pallone che termina di poco alto, dando l'illusione del gol al pubblico presente. Lo Zenit punisce però i padroni di casa al 61': il neo-entrato Dominguez si incarica della battuta di una punizione sulla destra, Puygrenier anticipa tutti sul primo palo, battendo inesorabilmente Cech. Prima rete in Russia per il francese, il giusto coronamento di una prestazione eccezionale. Questa è la rete che chiude definitivamente l'incontro, da qui fino alla fine controllato senza troppi patemi dallo Zenit, con un lungo e quasi stancante possesso palla, mai però fine a se stesso e che può vivere delle improvvise accellerazioni e verticalizzazioni dell'estro di Danny, come in occasione del finale 3-0 di Dominguez (tenuto in gioco da Yanbaev), arrivato proprio da una palla filtrante del nazionale portoghese che ha mandato in crisi l'ormai non più coesa difesa rossoverde.


I MIGLIORI: In versione 'The Wall' il francese Puygrenier, alla miglior prestazione con la maglia dello Zenit, efficace e pulito in ogni intervento, ma che già nelle gare precedenti aveva dimostrato di essere stato l'ennesimo acquisto azzeccato da parte della dirigenza di San Pietroburgo, toppando clamorosamente solamente l'esordio contro il Rubin (nel quale venne espulso per fallo da ultimo uomo pochi minuti dopo il suo ingresso in campo). Sempre convincente quando è stato chiamato in causa il giovane slovacco Hubocan, indubbiamente un giocatore di enorme prospettiva, ma già piuttosto convinto dei propri mezzi e sicuro negli interventi. A volte impreciso e come sempre con un pò di eccessiva voglia di strafare Danny, un giocatore che comunque raramente delude e che, in un modo o nell'altro, riesce quasi sempre ad essere nel vivo del gioco. Più palloni tocca, più risulta devastante. E' ancora un pò penalizzato nella posizione di partenza, quella di trequartista-esterno (oggi di sinistra, vista l'assenza di Shava), ma quando si accentra e riesce a giocare a tutto campo come faceva nella Dinamo, risulta imprendibile per gli avversari. Eccelle il solito Denisov, diventato padre nella giornata di ieri, fa ben sperare il primo tempo di Zyryanov (spostato sul centro-destra, con Denisov sul centro-sinistra: mossa davvero molto interessante), calato invece nella ripresa; come al solito molto partecipe all'azione il ceco Sirl sulla corsia mancina. E' in un buon momento di forma anche 'El Chori' Dominguez, che meritava di ritornare al gol dopo un digiuno di quasi un paio di mesi. Ordinaria amministrazione per capitan Tymoschuk, comunque sempre efficace nei suoi interventi.

I PEGGIORI: Si salvano in pochi nella Lokomotiv (giusto Yanbaev, Basa e Maminov, lo stesso Marek Cech ha qualche responsabilità sul raddoppio dello Zenit) e di conseguenza sono molti i bocciati. Primo tra tutti "fantasmino" Bilyaletdinov, che quando c'è da tirarsi indietro è sempre in prima fila. Chiaramente fuori posizione Glushakov, in giornata-no Torbinskiy. Soffre terribilmente sulla sinistra Sennikov, che spesso è costretto a fronteggiare da solo due o tre avversari, in difficoltà anche Rodolfo al centro. Volenterosi Odemwingie e soprattuto Sychev, che a conti fatti però non sono mai riusciti a superare la barriera composta da Hubocan e Puygrenier.


Lokomotiv (4-4-2): 32 M. Cech 5,5; 55 Yanbaev 6, 23 Basa 6, 4 Rodolfo 5,5, 17 Sennikov 5; 58 Glushakov 5 (dal 76', 25 Cocis s.v.), 8 Maminov 6, 7 Torbinskiy 5, 63 Bilyaletdinov 5; 11 Sychev 5,5, 9 Odemwingie 5,5.
In panchina: 22 Pelizzoli, 15 Fininho, 16 Charles, 14 Smolnikov, 10 Mudjiri, 27 Dramani.
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev 6; 22 Anyukov 6, 14 Hubocan 6,5, 28 Puygrenier 7,5, 11 Sirl 6,5; 18 Zyryanov 6, 44 Tymoschuk 6,5, 27 Denisov 7; 20 Fayzulin 6,5 (dal 55', 7 Dominguez 6,5), 19 Danny 6,5; 8 Pogrebnyak 6.
In panchina: 1 Contofalsky, 25 Ricksen, 34 A. Khokhlov, 5 Kim Dong-Jin, 2 Radimov, 9 Fatih Tekke.



Nessun commento: