giovedì 18 settembre 2008

Zenit, che occasione persa.

Premetto che il post in questione non sarà una sorta di articolo sul match come i precedenti, ma una semplice riflessione sulla gara dello Zenit, che a mio avviso ha buttato al vento tre punti che sarebbero potuti benissimo arrivare. Innanzitutto, è giusto che vi informi che questa partita, che non mi volevo perdere per nulla al mondo, l'ho vista allo stadio, in tribuna centrale, in un'ottima posizione insomma. Ero in mezzo agli juventini, quindi come ben potrete immaginare non ho potuto sostenere lo Zenit, anche se vi posso assicurare che non sono proprio riuscito ad esultare dopo la punizione di Del Piero (da una parte debbo riconoscere che, per tutto quello che ha passato la Juve negli ultimi due anni, è anche giusto che al ritorno in Champions League abbia vinto con una rete proprio del suo grande capitano) che ha deciso un incontro dominato per larghi tratti dagli ospiti, che hanno letteralmente soggiogato la Juventus dal punto di vista del gioco. Addirittura sono riusciti a riconoscere ciò pure i principali quotidiani italiani, solitamente molto faziosi nei confronti delle squadre del BelPaese quando giocano in competizioni europee. Lo Zenit si è indubbiamente dimostrato superiore in tutto o quasi, non riconoscerlo vorrebbe dire essere in malafede, basti pensare che gli stessi giocatori bianconeri nelle tradizionali interviste del dopo-gara l'hanno lasciato intuire. "Ad un certo punto ho detto a Chiellini: se qui finisce 0-0 ci va più che bene...". Direi che questa frase rilasciata da Legrottaglie sia abbastanza eloquente.E' inutile dire dunque che perdere una partita del genere a poco più da 10' dalla fine a causa di una punizione dai 37 (!) metri fa male, molto male. Soprattutto se penso che lo Zenit in questo momento è in una condizione fisico-atletica più che accettabile, che difficilmente riuscirà a mantenere fino a novembre, mese delle ultime decisive sfide del girone di Champions. E penso che anche il pessimo terreno del Petrovskiy sarà a sfavore degli uomini di Advocaat, abituati come sono a far girare il pallone in velocità, cosa molto più difficile da fare su un campo di patate come quello di San Pietroburgo, figuriamoci poi con il freddo glaciale che verrà.

Non ho visto sicuramente il miglior Zenit, quello che ha fatto gridare al 'calcio del futuro' a diversi esperti, un pò come la Dynamo Kiev di Lobanovskiy nel 1986, quella formazione capace di tritolare squadre come Bayern e Manchester United soltanto per citare le due più forti (senza dimenticare il Bayer Leverkusen, i Glasgow Rangers e l'Olympique Marsiglia), ma nonostante ciò Tymoschuk e compagni sono riusciti ad avere il pallino del gioco in trasferta, in un difficile campo come quello di Torino. Chiaro segnale questo della crescita di personalità della squadra, ormai cosciente (forse anche fin troppo) di essere diventata a tutti gli effetti una realtà del calcio europeo.
Il fatto forse più preoccupante è che, nonostante la grande mole di gioco, le occasioni create non sono state poi moltissime, nonostante alcune di esse gridano vendetta (mi riferisco in particolare alle occasioni buttate al vento da Danny e Sirl, a cui va aggiunto piattone destro di Denisov da fuori area uscito di un niente): merito sicuramente dell'attenta difesa della Juve (eccellente ieri in elementi un pò sottovalutati come Grygera e Legrottaglie, meno bene invece Chiellini, autore sì di due-tre interventi da grandissimo stopper, ma che nell'arco della partita ha sofferto parecchio la fisicità unita ad una tecnica da non sottovalutare di Pogrebnyak), ma anche demerito di alcuni tra i più attesi giocatori dello Zenit, in giornata no. Mi riferisco in particolare ad Arshavin e Zyryanov, entrambi insufficienti, probabilmente i due giocatori più importanti in fase offensiva. Molto deludente il primo, come nelle sue peggiori prestazioni, assente ingiustificato del match, nessun cambio di ritmo (escluso quello finale, nel quale comunque si è fatto 'ipnotizzare' da Chiellini), troppi tocchi banali per un giocatore dalla sua visione di gioco. E' un momento indubbiamente difficile per Shava, un chiaro problema di natura psicologica. Il giocatore però deve essere recuperato, perchè lo Zenit, se vuole riuscire nell'impresa di superare il girone, ha bisogno del suo numero 10. Nessun inserimento senza palla e tanti palloni persi da Zyryanov, in realtà sottotono anche nella Supercoppa Europea contro il Manchester, forse sta accusando un pò di normalissima stanchezza (d'altronde stiamo parlando di un giocatore che a settembre ha sul groppone circa 40 gare ufficiali!), nelle prossime gare sarà meglio che Advocaat lo faccia riposare, proponendo in posizione più arretrata il giovane Fayzulin. Ho letto invece troppe ed eccessive critiche nei confronti di Danny: ok che dallo stadio si ha una visione diversa (ma anche migliore) della gara, ma per me il portoghese non ha affatto deluso, anzi ogni volta che innescava il turbo, i difensori della Juve non riuscivano a contenerlo. Si è visto meno del solito, ma nel suo complesso ha giocato una discreta gara. Meglio lasciar perdere tutti coloro che si sono divertiti ad ironizzare sul prezzo del fantasista portoghese (che purtroppo si porterà appresso per tutta la carriera), per il momento ha giocato due gare su tre con lo Zenit da fenomeno assoluto, direi che un primissimo bilancio è altamente positivo.Molto bene nei movimenti a venire incontro ed ad allargare la difesa Pogrebnyak, difficile cliente per Chiellini, ha fatto ripartire due-tre azioni con delle pregevoli sponde di tacco, è mancato però in fase conclusiva. Da 6,5 la prestazione di Tymoschuk, più fallloso del solito e che un cartellino giallo l'avrebbe meritato; solita costante spinta da parte dei due terzini, come sempre tra i migliori, anche se Anyukov non è stato sfruttato a dovere. Peccato, perchè il numero 22 sulla fascia destra anche ieri sera era un treno, Molinaro prima e De Ceglie poi non riuscivano proprio a tenerlo. Personalmente trovo sempre più sorprendente la coppia difensiva composta da Krianac e Puygrenier, oserei dire quasi una sicurezza, fermo restando che la fragilità difensiva è il punto debole di uno Zenit comunque privo del suo miglior difensore, il giovane belga Lombaerts, e con uno Shirokov che fatica a ritrovarsi dopo quell 'maledetto' esordio ad EURO 2008. Si sta rivelando un acquisto azzeccato quello del francese, che la società ci abbia visto giusto anche in questa occasione?
Il migliore in campo in assoluto è stato però Igor Denisov, in questo momento di gran lunga il miglior centrocampista russo ed uno dei più in forma a livello europeo, ha disputato una ripresa veramente sontuosa, era lui che faceva girare l'intera squadra, gli stessi juventini seduti vicino a me continuavano ad elogiare 'il numero 27 con le scarpette rosse'. E pensare che quel testone di Hiddink continua a snobbarlo in ottica 'Sbornaya'...


Concludo dedicando due righe all'arbitraggio, che non mi è piaciuto: nulla di scandaloso, per carità, ma la classica direzione casalinga che fa arrabbiare non poco gli avversari (fermo restando che Advocaat è sempre esagerato nelle proteste). C'erano almeno due punizioni nette dal limite dell'area di rigore non fischiate a favore dello Zenit, più tante altre piccolezze che nel loro insieme ti fanno girare i cosidetti. Servono arbitri con una maggiore personalità in una competizione del genere.


PS: ero seduto dietro ad Alexander Dyukov, il presidente dello Zenit!!!A fine partita mi sono naturalmente presentato, ho parlato per qualche minuto in inglese, raccontandogli la mia storia (e consegnandogli un bigliettino nel quale c'era l'indirizzo del mio forum italiano sullo Zenit ed il mio indirizzo e-mail) e gli ho stretto la mano prima che si congedasse. Lui mi ha ripagato consegnandomi una sorta di sua tesserina personale nella quale c'era scritta la sua e-mail ed il suo numero di cellulare. Inutile dire che lo contatterò al più presto!Ho provato veramente una grandissima emozione, quando si è seduto davanti a me insieme alla sua 'comitiva' russa (nella quale figurava inoltre l'immancabile splendida ragazza russa), non credevo ai miei occhi.

3 commenti:

Entius ha detto...

Anche io ho avute le tue stesse sensazioni. Anzi credo che chiunque dotato di un minimo d'obbiettività sia daccordo con la tua analisi.
Lo Zenit ha giocato nettamente meglio e avrebbe strameritato di vincere la partita. Purtroppo nel calcio non sempre vince chi lo meriterebbe.

Ieri sera non mi è piaciuto l'arbitraggio. Pensavo fosse una sensazione personale invece ho notato che neanche a te ha convinto più di tanto.

valentino tola ha detto...

Rispondo volentieri al tuo invito per dire che mi trovo perfettamente d' accordo con la tua analisi (avevo già scritto a proposito un commento nel post precedente).
Hai ragione a dire che non è stata la miglior partita dello Zenit in quanto a occasioni, però ciò che va maggiormente rimarcato credo che sia, al di là delle non tantissime occasioni, del risultato finale e dell' episodio del gol di Del Piero (bravo quanto vuoi, ma lì non può non esserci la corresponsabilità del portiere), la grande personalità con cui lo Zenit ha tenuto il campo (continuamente sottolineata anche da Cerqueti e Bagni in telecronaca, anche loro a un certo punto hanno detto che lo 0-0 andava benone alla Juve): non credo francamente che ad oggi ci siano tante squadre in Europa capaci di controllare il gioco in questa maniera fuori casa, io credo che questo debba essere il dato più incoraggiante per chi tifa questa squadra. Credo abbia tutte le carte per arrivare in fondo.

D' accordo anche sulle valutazioni individuali: Tymoschuk esageratamente irruento e nemmeno troppo intelligente in alcuni falli da posizioni defilate (dai quali se non ricordo male son nate tutte le occasioni da palla inattiva di Canmoranesi e Poulsen), spettacolare la continuità d' azione di Denisov (anche se la mia idea è che sia un buon giocatore particolarmente esaltato da un grande collettivo, non di più).
D' accordo anche su Danny: non è che abbia fatto sfracelli, però almeno ha cercato di proporsi e di incidere, a differenza del suo amichetto della trequarti che preferisco non nominare perchè sono veramente alterato dalla sua prestazione pavida...
Aggiungo che son rimasto ancora una volta impressionato dalla capacità di fare reparto e creare varchi di Pogrebnyak.

Già che ci sono Kerzha aggiungo anche quello che ho scritto proprio su Juve-Zenit per il blog spagnolo al quale collaboro, dove ho sottolineato appunto più le prospettive a lungo termine dello Zenit che gli aspetti della partita in sè.

"Importantisima victoria para la Juventus, tres puntos inesperados en un partido fatigosisimo, donde solo una invención de un gran Del Piero (con la ayuda del portero ruso Malafeev) pudo sacar al equipo bianconero de una situación complicadisima, en la cual el Zenit habia evidenciado una superiodidad bastante marcada. Más allá del resultado, el dato más llamativo es la confirmación de la extrema competitividad del equipo ruso, que afronta los partidos con una mentalidad que pocos equipos tienen, buscando el dominio del juego y mirando siempre hacia la porteria contraria.
Ver al Zenit es asistir a una lección de futbol moderno, por su espectacular dinamica colectiva y su manera de concebir los ataques, donde fundamental es llegar al espacio (la mejor manera para sorprender al contrario en el futbol contemporaneo): se mueve como un bloque por todo el campo (aunque bastante vulnerable en la pareja de centrales, ayer Krizanac-Puygrenier), con distancias reducidas entre jugador y jugador, muchas opciones de pase (pase facil pero que siempre hace progresar la acción) en cada momento para quien lleva la pelota, pocas referencias para el contrario con un solo delantero y dos mediapuntas que abren espacios para las llegadas de laterales y interiores. Ayer el Zenit ganó una clara superioridad en mediocampo, porque con los laterales encargados de abrir el campo los mediapuntas Danny e Arshavin (mal, otra vez se esconde en un partido importante) ayudaban Tymoschuk, Zyryanov y Denisov (excelente) a ganar la superioridad numerica sobre el 4-4-2 juventino.
Gran dificultad para la Juve, cuyo juego combinativo es nulo y en la cual la salida de Camoranesi lesionado quitó la unica posibilidad de enlazar juego en tres cuartos. Así al equipo de Ranieri no le quedó otra opción que el pelotazo sobre las puntas, los 1x1 de Del Piero y las jugadas de estrategia, de donde en efecto nacieron todas las jugadas de peligro de la Juve (el palo de Camoranesi en el primer tiempo y un cabezazo de Poulsen). No parece tener el equipo italiano un nivel cualitativo para llegar en fondo a la maxima competición europea, pero tiene caracter de sobra y muchisima pegada en ataque, por lo que victorias como la de ayer no representan una casualidad, aunque no sean merecidas en cuanto a juego."

JAT 64 ha detto...

e'vero lo ZENIT ha giocato meglio della Juve, ma come spesso succede contro le squadre italiane se sbagli dei gol come quello di Danny all'inizio poi vieni sempre punito e giocare bene non basta.Basta ricordare per esempio la vittoria rubacchiata della nazionale a Cipro.
Sinceramente me l'aspettavo un gol della juventus nel finale (anche se non da una punizione da 40 metri).
Secondo me allo Zenit, che pure ha giocato una grande partita, manca
una punta rapida che sarebbe molto utile quando si incontrano difese forti come quella della juve.mi sembra strano che si sia rinforzata la difesa(bravo puygreniere)e il centrocampo e non l'attacco dove l'unico giocatore affidabile è Pogrebnyak.Io vado contro corrente,
per me i migliori sono stati Tymoschuk e Pogrebnyak che contro armadi come Sissoko e Chiellini
o picchiatori come Camoranesi hanno dimostrato una grinta vermente encomiabile.L'abitro a me non è piaciuto per niente, e contro il Real Madrid potrebbe essere ancor peggio.Comunque lo Zenit ha dimostrto che se gli arbitraggi saranno imparziali(ne dubito)non è
inferiore a nessuna squadra della
Champions