domenica 21 settembre 2008

Zenit San Pietroburgo - CSKA Mosca 1-3. La partita dell'anno?


Reti: 88' Pogrebnyak; 3' e 64' Dzagoev, 57' Vagner Love rigore.


I detrattori del calcio russo se ne facciano una ragione, ma i 90'+4 andati in scena al Petrovskiy Stadion di San Pietroburgo sono stati un'ora e mezza di pura e semplice delizia per gli amanti del bel calcio. Una gara STRAORDINARIA ed altamente spettacolare, direi che se la gioca con Dinamo-Spartak 4-3 e Lokomotiv-Spartak 2-2 per la migliore dell'anno in Russia, ma NON HO MAI VISTO in 10 anni che seguo il calcio un incontro del genere, nel quale una squadra che ha creato almeno 10 nitide palle gol ha perso fra le mura amiche, addirittura ritrovandosi sotto di 3 gol contro un avversario che definire spietato è poco. Molto probabilmente lo Zenit, a causa di questa sconfitta, rimarrà clamorosamente fuori dalla prossima Champions League (ricordo che a partire da quest'anno si qualificheranno le prime tre classificate, con la terza che andrà a disputare il terzo turno preliminare), ma i 'Meshki' hanno ben poco da rimproverare a Tymoschuk e compagni per la sfida con il CSKA, eccetto le difficoltà in difesa e soprattutto le numerosissime palle gol sciupate. L'Armata Rossa conferma invece il suo ottimo momento di forma, disputando un match molto intelligente, impostato sulle veloci combinazioni e ripartenze in contropiede dei rapidissimi Krasic, Dzagoev, Vagner Love e Zhirkov, che hanno messo in crisi la retroguardia dei padroni di casa in più di una circostanza.

E' il pre partita il solo momento che i tifosi dello Zenit vorranno ricordare della giornata di domenica 21 settembre 2008, che passerà alla storia come una delle più beffarde nella storia del club di San Pietroburgo. I momenti antecedenti alla contesa, con la Supercoppa Europea mostrata anche a chi non ha potuto seguire la squadra a Montecarlo, sembrano dire bene alla formazione di casa, che però ci mette davvero poco a rendersi conto che contro il CSKA sarà una scalata delle più impervie, contro un'avversario che, una volta tanto, si è dimostrato cinico come non mai e con un portiere insuperabile (ma quest'ultima non è di certo una novità, il valore di Akinfeev è ben noto a tutti). La sveglia per gli uomini di Advocaat arriva dopo 3' ed ha le sembianze di Alan Dzagoev, il ragazzino che molti cominciano a volere anche agli ordini di Hiddink. Il baby-fenomeno russo si dimostra ancora una volta di più freddissimo e scaltro sotto porta, battendo con una lucidità non comune per un 18enne un Malafeev che per la verità non copre benissimo il proprio palo. Molto bella comunque l'azione che ha portato Dzagoev a siglare la rete del vantaggio, cominciata con una penetrazione palla al piede di Semberas che serve Vagner Love, bravissimo a mandare a vuoto la difesa Campione di Russia con un'intelligente finta di corpo ed a lanciare a rete il numero 46. Lo Zenit accetta la sfida ed inizia a macinare gioco, alzand i ritmi con il solito forcing, che manda il CSKA comprensibilmente in difficoltà. L'undici di Gazzaev è travolto dalle combinazioni in velocità, tutte orchestrate dalla regia di uno splendido Igor Denisov, in questo momento tra i centrocampisti più in forma del vecchio continente. Il primo a rendersi pericoloso dalle parti di Akinfeev è Danny, la cui conclusione a botta sicura viene respinta da un difensore ospite. Poi è Denisov a servire pregevolmente Arshavin di tacco, con quest'ultimo che vede e serve al centro dell'area Puygrenier, che spreca però di testa da una posizione più che favorevole. I sostenitori dello Zenit cominciano a pensare che la partita sia addirittura stregata appena al 13', quando Denisov, servito molto bene in profondità da Arshavin, colpisce in pieno il palo interno. Come detto, gli attacchi dei padroni di casa diventano più continui e di conseguenza la squadra si sbilancia, favorendo i sempre minacciosi contropiedi dei moscoviti, come quello orchestrato da Krasic, molto bravo a saltare in velocità un paio di avversari, ma troppo egoista nel cercare il tiro da una posizione defilata anzichè servire Vagner Love al centro dell'area. A questo sussulto rossoblu seguono 5' di terrore per buona parte del Petrovskiy, con il CSKA che va più volte vicino al raddoppio, prima con Vagner Love (bravissimo Malafeev in uscita) incredibilmente servito erroneamente da una folle e rimessa laterale battuta da Sirl e poi, sul corner successivo, con Vasily Berezutskiy che, tutto solo al centro dell'area di rigore, spara alto, facendo tirare un sospiro di sollievo ai Supercampioni d'Europa. Passato il grande spavento, lo Zenit si riversa nella metacampo del CSKA, facendo la partita fino alla conclusione di uno scoppiettante primo tempo. Ci provano da fuori Danny (tiro fuori di poco), Sirl (deviato in calcio d'angolo) ed ancora il fantasista portoghese (decisiva deviazione di Semberas, importante quanto un gol), ma lo Zenit non riesce proprio a concretizzare le tante palle gol create. Eloquente quella che vede come protagonista Zyryanov, che dopo una dirompente azione in velocità sulla fascia destra di Denisov, viene servito e con un gran gesto tecnico riesce a superare la retroguardia moscovita, trovandosi di fronte però il muro Akinfeev che respinge la conclusione di mancino dell'ex capitano della Torpedo Mosca. Finisce così 0-1 il primo tempo, con il pubblico che può riposarsi un attimo dopo 45' di elevatissima intensità agonistica.
E' un semplice corollario il fatto che la ripresa inizi come la prima frazione si era conclusa. La squadra di Advocaat continua a tirare a tutto gas, col CSKA che col passare dei minuti però appare sempre più potenzialmente letale. Lo Zenit commette l'errore di allungarsi e non riesce proprio a fermare lo scatenato Vagner Love, sino a quando Puygrenier, saltato per l'ennesima volta, atterra un altro dei pezzi da novanta dell'Armata Rossa, Krasic (in realtà il replay dimostrerà che non vi è stato alcun contatto fra i due, mettendo in risalto la chiara simulazione del serbo; bisogna però anche riconoscere che in diretta era parso rigore un pò a tutti). Si incarica della battuta "O Artilheiro do Amor", che spiazza Malafeev e sigla il suo decimo gol nell'attuale Premier Liga. Advocaat decide di giocarsi il tutto per tutto, togliendo un Puygrenier comunque neanche poi così tanto negativo ed inserendo un altro attaccante esterno, 'El Chori' Dominguez, che si presenta subito con un grande slalom tra tre avversari. Sugli sviluppi di un corner calciato proprio dall'argentino ex Lanus, River Plate e Rubin Kazan, Krizanac si mangia l'occasione forse più ghiotta dell'intero incontro, non riuscendo a centrare la porta praticamente sguarnita da neanche due metri. E' proprio lo stesso 29enne difensore croato a rendersi protagonista in negativo dell'azione che porta al severissimo 0-3 del CSKA che ammutolisce il Petrovskiy: è caparbio Zhirkov nell'andare a recuperare il pallone, saltando Krizanac con un sombrero ed involandosi verso la porta di Malafeev e mettendo in mezzo per Dzagoev, che da due passi non può sbagliare e che realizza così la sua prima doppietta tra i professionisti (e sono già 6 in campionato, senza contare gli innumerevoli assist). Punizione ingiusta per lo Zenit, che aveva fatto per larghissimi tratti la partita, punito per la scarsa concretezza in fase offensiva. E' commovente e da GRANDISSIMA SQUADRA la furia con la quale lo Zenit affronta gli ultimi minuti, mantenendo sull'attenti Ignashevich e compagni, consci che contro avversari così forti e motivati la gara finisce realmente con il fischio finale da parte dell'arbitro. Dominguez anticipa Ignashevich su lob dalla sinistra di Arshavin ma il pallone finisce alto; poi ci provano dalla distanza ancora Denisov (due volte) e Sirl, ma nulla da fare. Quello dello Zenit è un monologo ed Akinfeev è costretto a superarsi per non permettere a Zyryanov prima e Dominguez poi di riaprire la contesa. Il calcio è poco riconoscente allo Zenit, che trova l'inutile gol della bandiera soltanto all'88' e, per una strana ragione, in un modo piuttosto fortunato, con un rimpallo su 'pase de la muerte' di Dominguez che favorisce Pogrebnyak. Ma la formazione di casa, con quasi 5 minuti di recupero da giocare, non si dà per vinta e fino all'ultimo crede ad un'impresa resa vana soltanto dall'ennesimo errore sotto porta di Krizanac, da una clamorosa palla gol sciupata da Danny e da un provvidenziale salvataggio sulla linea da parte di Chidi Odiah su tiro di Denisov.

Nonostante la 'particolare' sconfitta, c'è solo da complimentarsi per l'atteggiamento offerto da uno Zenit mai domo, che si è arreso alla malasorte solamente al termine dei tre fischi finali. Sarà un autunno di passione ma anche inquietudine quello che San Pietroburgo si appresta a vivere, tra i dubbi del rinnovo del santone di Den Haag, la pseudo 'depressione' di Arshavin e con le bagarre di campionato e Champions League che vedono la squadra degli Zar partire con handicap molto pesanti.
Tuttavia è opportuno riconoscere il valore ed i meriti di un avversario che, fatta chiarezza sul proprio futuro, ha ripreso a macinare vittorie e gioco, sospinta dal promettentissimo Dzagoev e trascinata dai gol e dallo spettacolo di quel Vagner Love che quando è triste dirà pure di volersene andare, ma che a conti fatti, in campo quando sta bene fa malissimo agli avversari. L'ex Palmeiras, da 5 stagioni alla corte di Gazzaev, dimostra che con l'aria autunnale, inizia ad essere letale. Anche l'anno scorso al Petrovkiy diede spettacolo, mettendo a segno nel finale un autentico, seppur inutile (finì 2-1, grazie alle reti di Pogrebnyak e Denisov), golazo e la rete di su rigore sembra quasi un contentino per un giocatore che ha distribuito più dribbling che palloni giocati nell'arco del match.


I MIGLIORI: Detto tutto sulla devastante perfomance di Vagner Love, che a volte sì esagera nelle azioni personali, ma che non viene mai contenuto dai difensori dello Zenit, va elogiata la prestazione di Dzagoev, meno appariscente che in altre occasioni ma altrettanto decisivo, dimostrando una maturità che lo ha portato ad essere il miglior debuttante come gol+assist nella storia del campionato russo. I leader assoluti del CSKA però per il momento rimangono altri due, Akinfeev in porta e Zhirkov sulla corsia mancina: decisivo in numerosi interventi il primo, meno proposito in fase offensiva il secondo (impegnato a tenere a bada il suo compagno di nazionale Anyukov), ma straordinario nell'azione dello 0-3. E', ormai da diversi turni, tornato ai suoi migliori livelli il serbo Krasic, grazie anche ad un modulo che sembra fatto apposta per mettere in evidenza le sue caratteristiche. Ottima prestazione anche per il lituano Semberas, giocatore tatticamente preziosissimo e gran recuperatore di palloni.
Qualcuno potrà pensare che i promossi dello Zenit sono troppi in una gara che ha visto la formazione di San Pietroburgo comunque sconfitta, ma chi ha avuto la fortuna di seguire l'incontro sa che con un altro portiere e con un pizzico di fortuna e soprattutto precisione in più lo Zenit avrebbe anche potuto vincere 5-3. C'è soltanto da togliersi il cappello dinanzi a Denisov, il giocatore più presente fin qui nella Premier Liga (pensate che non ha perso neanche un minuto), e che dopo le sfide eccezionali contro Manchester United e Juventus, disputa l'ennesima prestazione super. Encomiabili anche i due terzini, Anyukov e Sirl, sempre pronti a spingere come treni per 90' senza mai fermarsi. Pesano nella sua valutazione gli errori sottoporta, ma non me la sento di dare l'insufficienza a Danny, sempre nel vivo del gioco e creatore di diversi pericoli per il CSKA, così come non me la sento di bocciare il criticato Arshavin, che a differenza di mercoledì contro la Juve si è impegnato costantemente per l'intero match. Gli è mancato il guizzo decisivo, la soluzione personale, ha insomma peccato di altruismo, ma non bisogna dimenticare che i suoi passaggi filtranti hanno più volte messo i propri compagni davanti ad Akinfeev. Vivace Dominguez quando entra in campo, sembra in forma e deve essere bravo a non sprecare la chance settimana prossima, quando quasi certamente sostituirà lo squalificato Arshavin.

I PEGGIORI: Impreciso oltre ogni ragionevole misura Krizanac sottoporta (i suoi due errori gridano vendetta), non riesce nè con le buone nè con le cattive a fermare lo scatenato Vagner Love dietro. Premesso che il fallo non c'era, l'intervento di Puygrenier su Krasic è stato troppo rischioso e probabilmente avrebbe indotto qualsiasi arbitro a fischiare il penalty. Momento di scarsa lucidità di Zyryanov, che impegna sì due volte Akinfeev al grande intervento, ma che è ancora mancato nella fase di impostazione del gioco, all'ombra di un Denisov ultimamente molto più dinamico.


Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 6,5, Krizanac 4,5, Puygrenier 5,5 (dal 59', Dominguez 6,5), Sirl 6,5; Denisov 7,5, Tymoschuk 6, Zyryanov 5,5; Danny 6, Arshavin 6; Pogrebnyak 6.
In panchina: Contofalsky, Hubocan, Kim Dong-Jin, Radimov, Fayzulin, Ionov.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 7; Odiah 6, V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 6, Grigorjev 5,5; Krasic 7, Mamaev 6 (dal 79', Rahimic s.v.), Semberas 7, Zhirkov 7 (dall'88', Ryzhov s.v.); Dzagoev 7 (dal 66', Aldonin 6), Vagner Love 8.
In panchina: Pomazan, A. Berezutskiy, Janczyk, Ricardo Jésus.

1 commento:

Edoardo Tinghi ha detto...

Ciao Sono edoardo del Sevilla club de fans italia. Ho visto la partita anch'io, e non posso non darti ragione: una partita memorabile. Lo Zenit ha perso e meritava di vincere 6-1. Ha vinto il male contro il bene. Il calcio positivo di attacco contro il contropiede che ora si chiama ripartenza veloce. Il 4-3-3 dello Zenit è splendido, dopo la juve ha perso anche questa gara dominando in lungo ed in largo. Una sconfitta per il calcio oserei dire... Saluti
P.S. Sai mica dove potrei trovare la maglietta dello Zenit, mi piacerebbe molto averla. Sarebbe un inno al calcio. Su ebay non riesco a trovarla.