venerdì 31 ottobre 2008

PREVIEW VENTISETTESIMA GIORNATA.


Ultime e decisive curve per la Russian Premier Liga che già in questo weekend potrebbe emettere verdetti importanti e, perchè no, definitivi. La situazione pare ormai delineata sotto diversi aspette e pare difficile che vi siano delle sorprese importanti nelle varie lotte che contraddistinguono un Campionato che, Rubin a parte, è stato pieno di sorprese, alcune piacevoli, altre dai risvolti amari per buona parte dell'elite del Calcio Russo. E' proprio l'elite della Russian Premier Lifga che catalizzerà l'attenzione di questi ultimi turni, con scontri titanici tra le grandi firme di Russia. Sarà una tre giorni che regalerà emozioni che saranno da vivere tutte d'un fiato. Vediamo il programma.


CSKA Mosca -Spartak Mosca. Si comincia con la gara delle gare, la partita delle partite, il più atteso tra i derby moscoviti che mette di fronte le due squadre più vincenti della storia russa, almeno entro i confini della Grande Madre. E' CSKA-Spartak , la gara capace di colmare gli spalti di uno stadio gigantesco come il Luzhniki,la gara che mette di fronte la storia recente del calcio russo, la gara che lo Spartak non riesce a far sua dal 31 Marzo del 2001, la gara che consente ai protagonisti di vivere di rendita, vedi il polacco Janczyk, che mise a segno proprio contro lo Spartak il suo unico, tra l'altro fortunoso, gol in Premier Liga, strozzando in gola l'urlo dei 'Myaso' che credevano di aver sfatato un sortilegio che invece si rilevò ancora una volta decisivo per il Campionato, perso poi a vantaggio dello Zenit. Nemmeno il velato rischio di un attentato scoraggerà i 60.000 che affolleranno le tribune del massimo stadio di Russia. Potrebbe essere l'ultima "Klassika" per Valery Gazzaev, tecnico osannato e praticamente venerato in queste ultime settimane, personaggio che sta oscurando le stelle di chi solcherà il terreno di gioco del Luzhniki, un Gazzaev che ha portato all'esaltazione i tifosi del CSKA e che tutti vogliono sulla panchina dell'Armata Rossa anche per la prossima stagione. In campo però ci vanno pur sempre i giocatori e non si può non pensare a ciò che metterà in mostra Alan Dzagoev, esploso proprio nella gara d'andata, quando i Krasnaya-Byela, allora allenati da Cherchesov, furono schiantati 5-1 grazie alle magiche intuizioni del piede destro dell'Enfant Prodige Osseta. La freschezza e la modestia nel 18 enne che sulle spalle ha lo stesso numero di Valentino Rossi fa quasi passare in secondo piano i nomi di chi allo Spartak ha dato già non pochi dispiaceri. Stiamo parlando degli attesissimi e lanciatissimi Krasic, Zhirkov e Vagner Love, con quest'ultimo vero e proprio uomo derby, uno che allo Spartak ha segnato a raffica tra Campionato, Coppe e Supercoppe. Outsider come non mai, la squadra di Laudrup, al primo derby moscovita della sua carriera, punterà verosimilmente a giocare di rimessa, cercando di non concedere nulla ad una squadra che se lasciata giocare può essere micidiale. Erano anni che non si vedeva uno Spartak così debole e deficitario dal punto di vista del gioco, mai uno Spartak così abbottonato nelle dichiarazioni pre-gara, tutte improntate al rispetto per un avversario considerato al momento quasi imbattibile. Ovvio che Kovac e compagni meditano uno sgambetto in grado di salvare una stagione terribile, densa di umiliazioni patite un pò contro tutte le squadre più odiate dalla tifoseria .Ci si attende insomma uno Spartak operaio e stoico, uno Spartak a caccia di un'impresa che appare titanica come quella di scalare la classifica. I Myaso paiono però crederci, sperando che il CSKA non sia quello che ha schiantato tra cinismo e spettacolo Amkar, Deportivo e Dinamo Mosca negli ultimo dieci giorni.
Statistiche: su 33 incontri nella storia del Campionato Russo, 12 vittorie per lo Spartak, 10 per il CSKA.
[diretta su SKY Sport 3, h. 14:00]


Zenit San Pietroburgo-Khimki. Ultima e disperata spiaggia per la squadra di Advocaat, il cui destino ormai non dipende più dai punti che verranno racimolati di qui al termine della stagione. Il futuro della formazione di San Pietroburgo dipende infatti anche dai risultati della Dinamo, a cui bastano tre vittorie per ottenere il terzo posto. Come se non bastasse, Tymoshchuk e compagni nelle ultime gare hanno dimostrato una scarsissima lucidità sottoporta ed un eccessivo sbilanciamento in avanti che ha portato la difesa a soffrire più del dovuto: chiaro segno che la sqaudra, dopo una stagione infinita e devastante, è ormai praticamente cotta. Lo Zenit attacca a corrente alternata e spreca numerose occasioni, regalandone altre agli avversari, spesso a causa degli errori dei propri giocatori (vedi quello da ergastolo di Shirokov in occasione del pareggio di Karyaka). Sono cinque le reti subite nelle ultime tre partite da Malafeev, reti arrivate contro formazioni non certo di prima fascia e soprattutto senza obiettivi, reti scaturite da incredibili svarioni difensivi. Possibile che qualcuno ne farà le spese, sicchè sembra quasi certo il rientro del francese Puygrenier al centro della difesa. Ci si aspetta di più sia da Arshavin che da Danny, bravissimo a prender per mano la squadra, ma molto meno a concludere, e da Tekke (che sorprendentemente continua ad essere preferito a Pogrebnyak), l'uomo che ha avuto sui piedi diverse opportunità per facilitare il finale di stagione che si prospetta pieno di delusioni e rimpianti. Insomma, viste le ultime uscite, questo Khimki, fresco, motivato e col morale alle stelle, fa per certi versi più paura di qualche big arrivata a San Pietroburgo nelle Coppe Europee, a dimostrazione di un destino beffardo e crudele, di una sfortuna che ha cercato lo Zenit così come lo Zenit ha cercato la sfortuna, complicandosi la vista in non poche occasioni. Ecco che la gara del Petrovskiy sarà una di quelle partite dove la paura, unita alla mancanza di acido lattico, potrebbe bloccare e spezzare anche le ultime e residue speranze. Lo Zenit deve più semplicemente vincere e tifare Lokomotiv, è l'unica alternativa plausibile. Il Khimki,viceversa, vittorioso sabato tutt'altro che rassicurante nella lotta alla salvezza.


Luch-Energia Vladivostok-Amkar Perm. Sarà una partita vera, fra due squadre che però hanno diversi obiettivi e diversi stati d'animo. Il Luch-Energia ha perso lo scontro diretto col Khimki e rischia di pagare tale sconfitta, condita dal sorpasso, con quella che potrebbe diventare la seconda retrocessione della propria storia (la prima dalla nascita della Premier Liga). La squadra che dopo l'8-1 contro lo Zenit ha esonerato il croato Vulic per ingaggiare l'ucraino Alt'man, appare svuotata, capace di giocare in maniera decente soltanto alcuni spezzoni di gare. E' stato così a Khimki, dove le 'Tigri' di Vladivostok sono crollate dopo un bel primo tempo. Proverà così ad approfittarne l'Amkar, al quale rimangono chances teoriche di Champions League. I ragazzi dell'ottimo montenegrino Bozovic, fresco di meritato rinnovo contrattuale, potrebbero avvantaggiarsi di determinate situazioni e determinati scontri al vertice tra tutte le maggiori formazioni del torneo, ricordando che alla prossima a Perm, arriva proprio lo Zenit. Insomma, l'obiettivo dei rossoneri degli Urali è la qualificazione alla prossima Coppa UEFA, ma la lotta per il quarto e quinto posto potrebbe anche risucchiare ipoteticamente la Dinamo Mosca, che ha un calendario non propriamente facile, con le trasferte sui campi di Lokomotiv e Zenit. L'Amkar insomma, per sfuggire alle avversarie, potrebbe inaspettatamente raccogliere qualcosa di molto grosso.
Sarà la sesta sfida tra le due squadre, che hanno vinto due gare a testa, anche se l'Amkar non ha mai espugnato Vladivostok.


Saturn-Rubin Kazan. E' il primo match ball della squadra allenata dal 'truce' turkmeno Kurban Berdyev. Alzi la mano chi avrebbe scommesso una Kopejka (un centesimo di rublo), sul fatto che la squadra del Tatarstan, la più spendaccione del mercato invernale (oltre 50 milioni di euro), ma anche la più austera di quello estivo, avrebbe avuto la possibilità di far suo il Campionato Russo alla quart'ultima giornata, in quel di Ramenskoye dove l'11 novembre del 2007 fu lo Zenit a far festa all'ultima giornata. Non sarà facile per Semak e compagni, che potrebbero scendere in campo già con la palla match annullata dal CSKA, che dovrebbe perdere o pareggiare contro lo Spartak Mosca. Ricordiamo che nel caso il Rubin si portasse a più 9, sarebbe già Campione, perchè i 'Soldati' potrebbe effettivamente raggiungere i Tartari, ma non raggiungerebbero il numero di successi stagionali della squadra di Kazan. Insomma il morale non può che essere alto, contro una squadra che ha nelle gambe la garà di mercoledì a San Pietroburgo e che ha poco o nulla da chiedere al Campionato. Tutto sembra ormai deporre a favore della banda tartara, dal calendario proprio ed altrui, fino ad un gioco che ha impressionato tutti nell'ultima uscita a Kazan, dove il pur ottimo Krylya Sovetov è stato tramortito con concretezza e spettacolo, il tutto supportato dall'intero undici e finalizzato da solisti come Ansaldi e Noboa, strepitosi inattesi protagonisti, senza dimenticare l'apporto di capitan Semak, del sempreverde e decisivo Rebrov e dal folletto di Trebisonda Gokdeniz Karadeniz, stellare in particolare nel girone d'andata. Sembra già una celebrazione, ma ormai sembra essere soltanto una questione di tempo per una squadra che spadroneggia dalla prima pagina di questa Russian Premier 2008.
Statistiche però contrarie al Rubin, che solo una volta ha battuto il Saturn in 11 incontri (4 sconfitte).
[diretta su SKY Calcio, h. 12:15]


Spartak Nalchik-Tom Tomsk. Il calendario mette di fronte due delle ultime tre squadre capaci di togliere punti allo Zenit che va spegnendosi dopo una stagione trionfale ma terribilmente dispendiosa e dura. Spartak Nalchik e Tom Tomsk hanno così messo a segno l'ultimo sussulto di una stagione che le ha viste cogliere l'obiettivo salvezza che la dirigenza chiedeva, anche se a Tomsk forse ci si attendeva qualcosina di più, più che altro andava forse evitata qualche disfatta che ha portato al cambio di ben tre allenatori, ovvero quella stagione da "invidiare" allo Spartak Nalchik di Yury Krasnozhan, partito come al solito spacciato e che invece non ha mai veramente lottato per le parti basse della classifica. La squadra della Kabardino Balkaria ha fatto piangere indistintamente le tre squadre simbolo dell'attuale calcio russo, ovvero CSKA, Rubin e Zenit (in rigoroso ordine cronologico, oltre che alfabetico).
Mai un pareggio tra la due squadre in cinque incontri; tre volte hanno avuto la meglio i siberiani, due ovviamente i caucasici.


Terek Grozny-FC Mosca. Gara all'apparenza blanda, con due compagini che hanno fatto il possibile per cogliere i propri obiettivi, con l'FC Mosca che è senza dubbio la più delusa tra le due. La squadra di Blokhin è reduce da una stagione assai deludente, dove una delle poche soddisfazioni è stata proprio la vittoria sul Terek in Coppa di Russia che ha qualificato i Cittadini per i quarti di finale in programma nel 2009. Un pò poco per una squadra dalle grandi ambizioni e che l'anno scorso giunse addirittura quarta. In questo 2008 sono arrivate principalmente delusioni, culminate con l'assurda eliminazione subita dal modesto Copenhagen in Coppa UEFA; come se non bastasse, il DS Belous ha aggiunto che la crisi economica influenzerà non poco le politiche di un club gestito dal comune di Mosca, città investita in pieno dalla crisi mondiale. Gara importante per l'onore del Terek, alla penultima esibizione davanti al pubblico che li ha visti imbattuti e spesso vincenti contro tutte le formazioni capitoline. La squadra di Vyatcheslav Grozny proverà così a far dimenticare qualche ultimo non brillante risultato e far divertire la calda tifoseria cecena. Il Terek non ha mai battuto l'FC Mosca in Premier Liga in tre precedenti, che hanno visto una vittoria dei Cittadini e due pareggi.


Krylya Sovetov Samara-Shinnik Yaroslavl. Avversario ideale per un Krylya Sovetov che ha bisogno di vincere per rimanere in lotta per la Coppa UEFA, obiettivo che pare ora più difficile dopo il punto raccolto nelle ultime due gare. La squadra di Pavlov, sempre più ultima ed ormai con la testa già in Prima Divisione, sembra essere appunto l'avversario ideale per far dimenticare alla squadra di Samara le tre sberle prese dal Rubin.
Da verificare le condizioni di Oleg Ivanov per i padroni di casa che in avanti saranno guidati dal sempre determinante Jan Koller. Nonostante lo Shinnik si appresti a lasciare per la seconda volta consecutiva la Premier Liga, quello col Krylya è un vero e proprio classico: 9 volte hanno avuto la meglio le 'Ali' di Samara, 4 sono i pareggi e 6 le affermazioni della squadra dell'Anello d'Oro.


Lokomotiv Mosca-Dinamo Mosca. Non sarà CSKA-Spartak ma è pur sempre un altra stracittadina di primissimo livello che mette sul piatto titoli, storia e coppe. Lokomotiv e Dinamo s'incontrano di lunedì in quella che, classifica alla mano, è per certi versi la gara più importante della 27^ giornata di Campionato. Se infatti pare improbabile che il CSKA, pur battendo lo Spartak possa ambire al titolo e se la gara di Ramenskoye ha un'importanza dipendente da altre sfide, quella del Lokomotiv Stadion farà luce (forse anche in maniera definitiva) su quella che è la bagarre per l'Europa, dalla Champions all'UEFA. La Lokomotiv vista sin'ora è sembrata troppo discontinua per ambire alla medaglia di bronzo, ma un eventuale vittoria spingerebbe i Ferrovieri a -3 dagli avversari che dal canto loro sanno benissimo quanto determinante possa essere un successo in questo derby, soprattutto alla luce di un calendario che vedrà due gare interne abbordabili con Luch-Energia e Tom, con in mezzo la invece ben più ardua trasferta di San Pietroburgo, una vera e propria finale in caso di sconfitta contro i rossoverdi. Fa quasi sensazione leggere e pensare una Lokomotiv ancora in lotta per l'Europa dei grandi,specie dopo le tante gare senza gioco e senza risultati, ma è così: le disfatte contro Dinamo (andata), CSKA (ritorno) e Zenit (sempre ritorno) non hanno precluso a Bilyaletdinov e compagni la possibilità di lottare ancora, anche alla luce di quei successi con alcune piccole che altre formazioni non sono state capaci di cogliere (ogni riferimento allo Zenit è puramente voluto). Sarà dunque una gara sentita ed animnata dalla grande rivalità tra le due compagini e dalle sfide tra Kerzhakov e Sychev, Semshov e Bilyaletdinov. Sarà un lunedì di passione, che terrà mezza Russian Premier Liga con gli occhi incollati al televisore per questa prima vera e propria gara spartiacque di un Campionato che è pronto a sparare i suoi colpi più attesi.
Da quando esiste il Campionato Russo, su 33 incontri, 16 affermazioni dei Ferrovieri, 8 per la Dinamo.



Un finale che si annuncia pirotecnico, spettacolare, pieno di gare che è riduttivo definire entusiasmanti. Sfide che avrebbero potuto avere anche maggior appeal senza un Rubin così lanciato e così inarrivabile. Un'altra maratona calcistica dopo quella della scorsa settimana.

giovedì 30 ottobre 2008

26^ GIORNATA: le altre partite + due recuperi infrasettimanali


Khimki - Luch-Energia Vladivostok 3-1: 56' Titov, 68' Antipenko, 76' Trivunovic; 30' Leandro.

Khimki (4-4-2): 21 Berezovskiy; 18 Jovanovic, 6 Trivunovic, 79 Gabriel, 99 F. Kudryashov; 19 Blatnjak (dall'84', 12 Nikiforov), 77 Sabitov, 90 Titov, 10 N. Ceh (dal 46', 2 Soava); 31 Nizamutdinov (dal 58', 20 Antipenko), 11 Jakubko.
Luch-Energia (4-5-1): 74 Polyakov; 18 Streltsov, 3 D. N. Smirnov, 31 Pavlyuchek, 29 Chernogaev; 31 Leandro, 24 D. A. Smirnov, 14 Damjanovic (dal 74', 33 Asildarov), 22 Gvazava, 26 Dantsev; 8 Bulyga.

La 26^ giornata, oltre che per la lotta al titolo, potrebbe rivelarsi decisiva anche per quella per non retrocedere: il Khimki infatti vince in rimonta per 3-1 un bellissimo ed intensissimo scontro diretto con il Luch-Energia, andando a +3 sulle stesse 'Tigri' di Vladivostok, che si erano meritatamente portate in vantaggio nel primo tempo con il laterale brasiliano Leandro (primo centro in Russia per lui). Nella ripresa il Khimki però esce dal guscio e ribalta il risultato, prima trovando il pareggio con Titov, poi decidendo la gara grazie alle reti di Antipenko (da poco entrato in campo al posto di Nizamutdinov) e Trivunovic.


Shinnik Yaroslavl - Spartak Nalchik 2-1: 48' Monarev, 67' D. Kudryashov; 44' Siradze.

Shinnik (4-4-1-1): 37 Pesjakov; 25 Semochko, 18 S. Djordjevic, 29 Polovinchuk; 6 Yashin 17 Bochkov (dal 33', 13 D. Kudryashov), 19 Laizans (dal 66', 14 Oleksic), 7 Boyarintsev; 70 Buznikin; 31 Monarev (dal 70', 16 Khazov).
Spartak Nalchik (4-4-2): 13 Khomich; 18 Kiselkov, 20 Djudovic, 5 Amisulashvili, 3 Yatchenko; 8 Samsonov, 15 Mashukov, 7 Gogua (dall'82', 11 Bikmaev), 17 Filatov (dal 74', 24 Patyak); 47 Goshokov (dal 70', 99 Felipe Almeida), 43 Siradze.

Vittoria in rimonta anche per lo Shinnik , che ottiene contro lo Spartak Nalchik tre punti che non potrebbero bastare alla formazione dell'Anello d'Oro per salvarsi. Passano in vantaggio i caucasici in chiusura di primo tempo con il centravanti della nazionale georgiana Siradze, ben pescato nel cuore dell'area dal sempre morbido destro di Gogua. A pareggiare ci pensa l'attaccante ucraino Monarev e lo fa in un modo sensazionale, con un rovesciata al volo di rara bellezza che si candida ad essere uno dei migliori gol dell'intera stagione. La rete della vittoria la sigla invece Dmitry Kudryashov (quarto centro nell'attuale campionato) con un preciso destro rasoterra da fuori su assist di Boyarintsev.


Amkar Perm - Lokomotiv Mosca 0-0

Amkar (4-4-2): 42 Narubin; 14 Sirakov, 21 Belorukov, 13 M. Novakovic, 4 V. Fedorov; 7 Peev (dall'89', 10 Afanasiev), 22 Dujmovic, 18 Drincic, 5 Grishin; 19 Zhilyaev, 28 Kushev (dall'89', 99 Sikimic).
Lokomotiv (4-4-2): 32 M. Cech; 44 Kambolov (dal 75', 17 Sennikov), 23 Basa, 4 Rodolfo, 55 Yanbaev; 25 Cocis, 41 Gurenko, 58 Glushakov, 63 Bilyaletdinov; 9 Odemwingie, 11 Sychev.

0-0 senza troppe emozioni fra Amkar e Lokomotiv, una sfida che aveva nel tecnico dei 'Ferrovieri' Rashid Rakhimov il grande protagonista, essendo l'ex difensore dello Spartak Mosca l'artefice delle ultime due positive stagioni dell'Amkar, il cui sostituto, il 'Conte' Bozovic, quest'anno è riuscito paradossalmente a fare ancora meglio, segno che il materiale è di buonissima qualità. Lo è anche quello della Lokomotiv, che stenta però a decollare.


Tom Tomsk - Zenit San Pietroburgo 1-1: 23' Maznov; 20' Fayzulin.

Tom (4-2-3-1): 16 Mandrykin 6,5; 83 Kharitonov 6, 84 Vejic 6,5, 21 Catinsus 6, 5 Skoblyakov 7; 23 Radosavljevic 6,5, 4 Yanotovskiy 6; 3 Klimov 6,5, 20 Tarasov (dal 69', 14 Kontsedalov s.v.), 22 V. Volkov (dal 90', 8 Kiselev s.v.); 11 Maznov 6,5.
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev 6; 25 Ricksen 5,5, 4 Krizanac 5,5, 28 Puygrenier 6, 5 Kim Dong-Jin 6; 27 Denisov 5,5, 20 Fayzulin 7, 18 Zyryanov 5,5 (dal 69', 7 Dominguez); 19 Danny 6,5, 10 Arshavin 5,5; 9 Fatih Tekke 5,5 (dal 69', 8 Pogrebnyak s.v.).

Solito Zenit, ed i tifosi cominciano a non poterne davvero più. Se nel primo tempo l'1-1 finale era il risultato più giusto (anzi, il Tom aveva giocato anche meglio), nella ripresa gli uomini di Advocaat hanno dominato, creando diverse palle gol ma naturalmente non sfruttandola neanche una. Il gioco prodotto ancora una volta è stato di primissima qualità, nonostante i due terzini impiegati in questa partita (Ricksen e Kim Dong-Jin) abbiano fatto rimpiangere i due titolari (Anyukov e Sirl), con un Fayzulin a suo agio in mezzo al campo e con Danny sempre più giocatore totale, il cui unico limite rimane la scarsa lucidità al momento di concludere, oltre che una velocità di gioco ed esecuzione addirittura eccessivamente veloce per i compagni. Non gioca nel complesso male, ma ci si aspettava di più da Arshavin. Si è vista la sintesi di Tekke al 53': parte palla al piede, supera un paio di avversari, chiede ed ottiene lo scambio con Arshavin ma solo contro Mandrykin gli tira addosso (sulla respinta, fra l'altro, Zyryanov a porta vuota concluderà a lato).
Incide pesantemente sul risultato anche la direzione arbitrale, che nega agli ospiti due rigori piuttosto solari: prima Danny viene steso in area dal nazionale croato Vejic e poi un cross dal fondo di Ricksen viene deviato dal braccio di Klimov, che poi spazza. In quest'ultimo episodio l'arbitro prima assegna il penalty ed in seguito, dopo essersi consultato con il suo guardalinee (obiettivamente ben posizionato), decide di ritornare sui suoi passi, annullando la precedente decisione.
Sarebbe però ingiusto non riconoscere i meriti ad un Tom che, specie nei primi 45', ha giocato veramente bene, mettendo sotto sul piano dell'agonismo lo Zenit e dimostrando come ormai in Russia non esistano più le gare scontate, per il semplice motivo che il livello medio è ormai elevatissimo. E, con il passare degli anni, lo sarà sempre di più.


FC Mosca - Saturn 0-0

FC Mosca (4-1-4-1): 16 Amelchenko 7,5; 22 Kuzmin 6, 23 Okoronkwo 4, 15 Epureanu 6,5, 33 Akés da Costa 6; 3 Sheshukov 6; 19 Samedov 6 (dal 90', 27 V. Kaleshin s.v.), 77 S. Ivanov 6,5, 13 Rebko 5,5, 7 P. Bystrov 6 (dal 90', 14 Nababkin s.v.); 69 Bracamonte 5,5.
Saturn (4-2-2-2): 1 Kinsky 6; 24 Angbwa 6, 5 Igonin 6,5, 6 Durica 6, 15 Nakushev 5,5; 41 Sapeta 6 (dal 55', 11 A. Eremenko 5,5), 7 Nemov 6,5; 10 Loskov 6 (dal 61', 31 S. Okoronkwo 5,5), 21 Karyaka 6; 29 Kovel 5, 8 Topic 4,5.

Niente da fare, non ne vuole proprio sapere il Saturn di segnare (e di conseguenza di vincere...). Arriva così l'ennesimo, il secondo consecutivo, 0-0 per gli 'Alieni', a cui non è bastato giocare per più di un'ora con l'uomo in più a causa della scellerata espulsione dell'esperto difensore nigeriano Okoronkwo per un fallo da ultimo uomo ai danni di Karyaka. Bravo il catenacciaro FC Mosca di Blokhin a non subire eccessivamente l'inferiorità numerica, difendendo bene gli spazi e concedendo pochissime occasioni agli avversari.
Autentico protagonista della partita è stato il portiere bielorusso Amelchenko (solitamente il secondo del connazionale Zhevnov, anche se in quest'ultimo periodo l'ex tecnico della nazionale ucraina li ha invertiti di sovente), che prima para alla grandissima il rigore (che non c'era, il fallo da ultimo uomo di Okoronwko era fuori area) all'attaccante bosniaco Topic e poi, nella ripresa, salva con un grande balzo sempre sul numero 8 ex Krylya Sovetov.


Dinamo Mosca - CSKA Mosca 1-3: 87' Wilkshire; 7' Ignashevich, 58' Vagner Love, 70' Zhirkov.

Dinamo (4-1-4-1): 21 Karcemarskas 5,5; 22 Wilkshire 6,5, 4 Kowalczyk 5,5, 6 L. Fernandez 5,5, 9 D. Kombarov; 2 Karpovich 5 (dal 65', 16 Genkov 6); 7 K. Kombarov 5,5, 20 Semshov 6, 8 Khokhlov 6,5, 5 Kerzhakov 5; 77 Kokorin 5,5.
CSKA (4-4-1-1): 35 Akinfeev 5; 6 A. Berezutskiy 6,5, 24 V. Berezutskiy 6,5, 4 Ignashevich 6,5, 50 Grigorjev 5,5 (dal 66', 11 Mamaev 6); 17 Krasic 7,5, 2 Semberas 6, 22 Aldonin 6,5, 18 Zhirkov 7 (dall'83', 88 Caner Erkin); 46 Dzagoev (dal 72', 25 Rahimic); 9 Vagner Love 7.

La partita è finita con la vittoria che accontenta un pò tutti gli appassionati di calcio russo, eccetto naturalmente i tifosi della Dinamo e probabilmente anche del Rubin, ovvero con il successo del CSKA che mantiene perlomeno in vita il campionato, sia per la lotta per il titolo (la squadra di Gazzaev in questo momento è nettamente la migliore del torneo, ma 7 punti da recuperare in 4 giornate sono tantissimi, anche se di mezzo c'è lo scontro diretto...) e soprattutto per quella per il terzo posto che, a partire dalla prossima stagione, varrà la qualificazione ai Preliminari di Champions League: la Dinamo, visto il piazzamento in classifica, è naturalmente la squadra favorita, ma deve stare attenta a Amkar, Spartak Mosca e Zenit, pronte a darle battaglia. Tornando al big match in sè, vittoria meritata di un ottimo CSKA, che se si fosse espresso su questi livelli anche nel girone d'andata avrebbe stravinto il torneo. Deve comunque mangiarsi le mani la Dinamo per le occasioni sciupate per quantomeno pareggiare l'incontro, basti pensare al clamoroso gol mangiato da Kokorin nel primo tempo, al palo colpito sempre da quest'ultimo, all'errore sottoporta del subentrato Genkov ed ai vari tentativi di Semshov e Wilkshire usciti di un niente. Migliore in campo per distacco Krasic, prestazione veramente straordinaria la sua, con fantastico assist per il comodo raddoppio di testa a porta vuota di Vagner Love (con 13 reti sempre più 'bombardiere'). Ottima la prova del solito Zhirkov e dei gemelli Berezutskiy (in particolare Alexey ha contenuto benissimo Kerzhakov, a sorpresa schierato come esterno sinistro di centrocampo). Tra le file della Dinamo, nei primi 45' si era espresso su ottimi livelli capitan Khokhlov, mentre nella ripresa chi si è distinto più degli altri è stato l'eclettico australiano Wilkshire, autore tra l'altro della rete della bandiera. Quel gol mangiato è imperdonabile, ma il coetaneo di chi vi scrive Kokorin ha messo in mostra tutto il suo potenziale nel palo colpito dallo stesso 17enne, molto bravo a seminare due avversari con un rapido movimento. Il ragazzo deve crescere ma ha un ottimo potenziale.


RECUPERI INFRASETTIMANALI:


Zenit San Pietroburgo - Saturn 2-2: 7' Fayzulin, 82' Fatih Tekke; 9' Karyaka, 41' Topic.

Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev 6; 22 Anyukov 5,5, 4 Krizanac 5,5 (dal 72', 8 Pogrebnyak s.v.), 15 Shirokov 3, 11 Sirl 5,5; 27 Denisov 6,5, 44 Tymoschuk 5,5, 20 Fayzulin 6 (dal 72', 7 Dominguez s.v.); 19 Danny 6, 10 Arshavin 5,5; 9 Fatih Tekke 6.
Saturn (4-2-2-2): 1 Kinsky 5,5; 24 Angbwa 6,5, 3 Zelao 6, 6 Durica 6,5, 15 Nakushev 6; 7 Nemov 7, 5 Igonin 6,5; 10 Loskov 6 (dal 76', 63 Malkov s.v.), 21 Karyaka 7 (dal 90', 88 Al. Ivanov s.v.); 29 Kovel 5,5 (dall'82', 31 S. Okoronkwo s.v.), 8 Topic 6,5.

Ennesimo pareggio inutile per lo Zenit, che in quest'ultimo folle mese sta rischiando seriamente di rovinare una stagione altrimenti fantastica. Il rischio di restare fuori, oltre che da quella attuale, anche dalla prossima Champions League è elevatissimo e, di questo passo, la formazione di San Pietroburgo rischia addirittura di perdere il posto che garantirebbe la qualificazione alla Coppa UEFA. Quello che preoccupa maggiormente è che mercoledì, a differenza delle precedenti gare nelle quali lo Zenit giocò comunque un buon calcio, si è avuta la netta sensazione che l'undici di Advocaat fosse 'cotto', nel vero senso del termine. Molto poco lucido sia in fase conclusiva (dove si è peraltro creato molto meno rispetto alle precedenti sfide) sia dietro (vedi l'incredibile errore commesso da Shirokov, purtroppo non nuovo a leggerezze del genere). E dire che la gara era iniziata anche bene per i 'Meshki', che si portano in vantaggio in apertura grazie ad un tiro dalla particolare traiettoria di Fayzulin ma, esattamente come in Siberia, gli avversari pareggiano immediatamente la rete del centrocampista della nazionale Under-21, con Karyaka lesto ad approffitare di un errore elementare di Shirokov (che proprio in settimana aveva rilasciato 'pesanti' dichiarazioni nei confronti di Hiddink, dello staff della nazionale e di tutta la stampa russa in generale). Sempre nella prima frazione di gioco arriva anche il raddoppio degli ospiti, che prima di questa partita avevano insieme al Tom il peggior attacco del campionato, firmato Topic, che insacca di testa a porta vuota su perfetto cross dell'ottimo Nemov. Dopo una ripresa trascorsa sì per la maggior parte del tempo nella metacampo avversaria ma senza creare particolari pericoli, all'82' arriva il gol praticamente inutile o quasi di Fatih Tekke, con l'assalto finale dello Zenit (da segnalare un clamoroso errore sottoporta di...Shirokov) che come sempre non porta a nulla se non al rammarico per l'ennesima occasione persa.


Lokomotiv Mosca - Shinnik Yaroslavl 3-0: 70' (rigore) e 89' Bilyaletdinov, 87' Odemwingie.

Lokomotiv (4-4-2): 32 M. Cech; 44 Kambolov, 23 Basa, 4 Rodolfo, 55 Yanbaev; 58 Glushakov (dal 68', 8 Maminov), 41 Gurenko, 16 Charles (dal 46', 10 Mudjiri), 63 Bilyaletdinov; 9 Odemwingie, 11 Sychev.
Shinnik (4-4-1-1): 37 Pesjakov; 14 Oleksic, 18 S. Djordjevic, 3 Ricardo Silva, 29 Polovinchuk; 6 Yashin, 15 Ushenin, 25 Semochko (dal 46', 13 D. Kudryashov), 7 Boyarintsev; 70 Buznikin (dal 73', 19 Laizans); 31 Monarev (dal 66', 16 Khazov).

Zitta zitta la Lokomotiv rientra in lotta per l'Europa, favorita dal crollo di uno Shinnik tristemente quasi spacciato, avvenuto negli ultimi 20', in seguito ad un rigore procurato e trasformato da Bilyaletdinov. A cavallo del 90', chiudono i conti Odemwingie ed ancora Bilyaletdinov, che raggiunge quota 9 reti e supera il suo record (risalente al 2005) di reti in un unico campionato. Uno che mangia solo pane e statistiche penserebbe di trovarsi di fronte alla stagione della consacrazione per il capitano della Loko, che invece ha usufruito di qualche penalty ed ha arrotondato in match già vinti, scomparendo letteralmente contro le grandi, specie CSKA e Zenit.


CLASSIFICA:
1. Rubin 57
2. CSKA 50
3. Dinamo 44
4. Amkar 41
5. Zenit 40
6. Spartak Mosca 40
7. Lokomotiv 38
8. Krylya Sovetov 38
9. FC Mosca 34
10. Spartak Nalchik 30
11. Terek 30
12. Saturn 28
13. Tom 27
14. Khimki 23
15. Luch-Energia 20
16. Shinnik 18


VIDEO DI TUTTI I GOL DELLA VENTISEIESIMA GIORNATA + RECUPERI:


domenica 26 ottobre 2008

VENTISEIESIMA GIORNATA: Spartak Mosca - Terek Grozny 3-1


Reti: 45'+1 Pavlenko rigore, 58' Bazhenov, 61' Ra. Kovac; 74' Kuzmichev.

Segna tre gol esattamente come il Rubin capolista, ma la prova dello Spartak Mosca è molto meno autoritaria e convincente rispetto a quella della squadra di Kazan, con un risultato finale forse addirittura esagerato nei confronti di un Terek che ormai non ha più nulla da chiedere al campionato. I rossobianchi hanno continuato a mettere in mostra un gioco approssimativo, molto confusionario e con pochissime idee chiare, tutto basato sulle giocate dei singoli (neanche troppo ispirati e decisivi) e sugli episodi 'casuali'. Non vanno meglio le cose dietro, con una difesa che fa acqua da tutte le parti. In questi tempi di vacche magre però la cosa più importante per la formazione di Laudrup è quella di aver guadagnato i tre punti, che gli permettono di avere qualche piccola chance di qualificazione alla prossima Champions League.

Il giovane tecnico danese si affida a Bazhenov e Prudnikov in attacco, con Bystrov e Maidana larghi sulle due fasce e con Pavlenko al centro al fianco di capitan Radoslav Kovac; l'ex Grozny (che, incredibile ma vero, ha lo stesso cognome della città della squadra che allena), a lungo il secondo di Romantsev nel ciclo vincente dello Spartak negli anni '90 e ad inizio secondo millenio, schiera una formazione piuttosto prudente, con Serdyukov come unica punta, alle cui spalle agisce Kuzmichev, con i rapidissimi Petre e Vlasov larghi sulle due corsie laterali che hanno il compito di creare la superiorità numerica.
L'inizio è in favore dei padroni di casa, che come da pronostico mantengono il pallino del gioco e fanno la partita, nonostante la prima occasione del match capiti sui piedi di Kuzmichev. Ne segue una fase piuttosto lunghina infarcita di errori da ambo le parti, con lo Spartak che non riesce a fare gioco e con il Terek che non riesce a ripartire, anche a causa del pessimo aiuto fornito da Serdyukov. Pur producendo un gioco di bassissima qualità, i moscoviti - che nel frattempo hanno perso l'argentino Maidana per infortunio - sfiorano più volte il vantaggio, prima con un colpo di testa di Bazhenov (ottimo salvataggio del portiere albanese Lika sulla linea) e poi con un tiro al volo del subentrato Saenko. E' proprio quest'ultimo a procurarsi in chiusura di primo tempo il penalty che Pavlenko trasformerà, portando i suoi sull'1-0.
Nella ripresa sono i ceceni, eccessivamente rinunciatari nei primi 45', a partire meglio ed a rendersi maggiormente pericolosi, ma il tremendo uno-due firmato Bazhenov (ottimo assist in profondità di Prudnikov per il numero 32 che salta Lika e deposita comodamente in rete a porta sguarnita) e Kovac (colpo di testa quasi involontario su 'assist' di schiena da parte di Fathi sugli sviluppi di un calcio di punizione battuto da Pavlenko) chiude definitivamente un match che nel secondo tempo avrebbe potuto offrire qualcosa di più dal punto di vista dell'equilibrio e del divertimento. Soltanto sul 3-0 i vice-campioni di Russia iniziano a giocare decentemente, provando qualche buono scambio in velocità, e sfiorando il 4-0 con un bellissimo tiro al volo eseguito da Kovac che lambisce il palo alla destra dell'estremo difensore ospite. Al 74' Kuzmichev segna di testa, su cross dalla destra del nazionale rumeno Petre, il gol della bandiera per i suoi, che hanno qualche altra occasione nel finale per cercare di riaprire una partita che si conclude sul 3-1.


I MIGLIORI: Molto propositivo sulla fascia destra il giovanissimo Parshvilyuk, che ha letteralmente fregato il posto da titolare a Shishkin a suon di prestazioni convincenti e di sovrapposizioni intelligenti; sicuramente una delle poche note positive nella pessima stagione dei 'Myaso', il cui giocatore migliore, purtroppo fermato da un fastidioso infortunio nel momento di massima forma della squadra, è stato Pavlenko. Da promuovere anche Bazhenov e Prudnikov, che hanno portato alla rete del 2-0 della sicurezza.
E' stato senza alcun dubbio l'ex Kuban Kuzmichev il migliore tra le file del Terek, e non solo per la rete (la sesta nell'attuale campionato) siglata. Decisivo più volte il portiere Lika, fa intravedere qualche bella giocata l'esterno sinistro Vlasov.

I PEGGIORI: Continua a non brillare la stella di Bystrov, in questa stagione tutto un altro giocatore rispetto a quello che noi appassionati di calcio russo eravamo abituati a vedere. Lui si dichiara scontento della situazione attuale, si ritiene un giocatore da Champions League e continua insomma a lamentarsi per la stagione negativa della sua squadra, però è il primo che non sta incidendo come dovrebbe. Acquisto fin qui molto deludente quello di Saenko.
Allucinante la prestazione di Serdyukov: ai tempi dello Spartak Nalchik lo ricordavo come un buona prima punta, ma avendolo visto in azione ieri comincio a capire come mai non segni più da oltre un anno e mezzo nel campionato russo. Molto poco intelligente il fallo da rigore commesso dal nazionale bielorusso Omeljanchuk su Saenko che si stava allargando, è un rischio troppo grande quello di schierare un giocatore lento come Bendz (che tra l'altro ha sempre giocato nel ruolo di difensore centrale) come esterno basso di sinistra. Impreciso oltre ogni ragionevole misura lo slovacco Zabavnik.


PAGELLE:

Spartak Mosca (4-4-2): 22 Pletikosa 6; 31 Parshvilyuk 6,5, 7 Jiranek 6, 4 Fathi 5,5, 14 C. Rodriguez 6; 23 V. Bystrov 5,5, 15 Ra. Kovac 6,5, 8 Pavlenko 6,5, 19 C. Maidana s.v. (dal 30', 30 Saenko 5,5); 32 Bazhenov 6, 18 Prudnikov 6.
In panchina: 35 Djanaev, 49 Shishkin, 70 Dedura, 96 Sovetkin.
Terek (4-4-1-1): 1 Lika 6,5; 2 Zabavnik 4,5, 14 V. Iliev 5,5, 42 Omeljanchuk 5, 47 Bendz 5; 11 F. Petre 6, 18 Djabrailov 6, 55 Margaritescu 5,5 (dall'84', 99 Zemchenkov s.v.), 40 Vlasov 6 (dal 67', 7 Essamé s.v.); 28 Kuzmichev 6,5; 9 Serdyukov 4.
In panchina: 88 Sikach, 46 V. Kuznetsov, 20 Voronkin, 98 Bouli, 76 Pancu.

VENTISEIESIMA GIORNATA: Rubin Kazan - Krylya Sovetov Samara 3-0


Reti: 34' Ansaldi, 47' Bukharov, 66' Noboa.

Che Rubin signori, che Rubin. Nella giornata di ieri la squadra tartara ha letteralmente incantato chi vi scrive, grandissima prova di forza contro un ottimo avversario, che gli spinge sempre più vicino ad un titolo inaspettato alla vigilia ma che sarebbe a questo punto meritatissimo. Gli uomini di Berdyev erano stati accusati dalla stampa russa di essere una squadra troppo poco spettacolare, simile alle formazioni euroopee, molto compatta ed ancor più cinica: ieri hanno dimostrato però di saper proporre anche un calcio gradevole, dimostrando una superiorità a tratti quasi imbarazzante con una delle formazioni russe migliori in questo 2008, il Krylya Sovetov.

Poche sorprese nell'undici titolare di Berdyev, praticamente lo stesso che sconfisse per 2-0 lo Shinnik a Yaroslavl nello scorso turno, con l'ecuadoregno Noboa al centro al posto dell'infortunato Sibaya e con Bukharov che prende il posto di un deludente Adamov. Opta invece per due cambi (uno obbligato, visto il brutto infortunio occorso al trequartista Oleg Ivanov, sostituito da Bober, con l'arretramento di posizione da parte di Jarosik, posizionato davanti alla difesa) Slutskiy: si rivede inoltre in campo dal primo minuto l'esterno destro colombiano Escobar, che prende il posto di Tikhonov.
Fin dai primissimi minuti è ben chiara la squadra che farà il match, naturalmente il Rubin, che parte fortissimo sfiorando il vantaggio già dopo soli 2', con una pregevole azione corale che porta Semak ad un tiro sporco da fuori area. L'inizio del Rubin è pimpante e propositivo, giocato ad alti ritmi ed a massimo due tocchi, con il turco Gökdeniz Karadeniz in palla, le cui accellerazioni non riescono ad essere fermate dalla lenta retroguardia della compagine di Samara. Al 15' un tiro di piatto al volo di Rebrov termina sull'esterno della rete, nell'azione successiva è ancora il Rubin a spingersi in avanti con un colpo di testa del gigante Bukharov su cross dalla destra di Ryazantsev, bloccato senza problemi da Lobos. Passano pochi minuti e viene giustamente annullato un gol sempre a Bukharov per posizione irregolare di quest'ultimo, servito splendidamente in profondità da Rebrov. Koller e compagni non giocano male, in particolare Savin sulla sinistra è il più attivo, ma vengono travolti dai padroni di casa, che nei primi 70' abbondanti hanno giocato con una convinzione nei propri mezzi che è tipica delle grandi squadre lanciate verso il titolo. Il Rubin meriterebbe senza dubbio un vantaggio che tarda però ad arrivare, anche per un pò di sfortuna: grandissima azione personale di Gökdeniz Karadeniz che supera Booth con un tunnel e serve Bukharov al centro dell'area, che di testa colpisce la traversa in pieno. Poco dopo è Rebrov a fallire l'opportunità per portare i suoi in vantaggio. Ma è soltanto una questione di minuti, infatti poco dopo l'argentino Ansaldi, in seguito ad una lodevole progressione, entra in area, si sposta la palla sul suo mancino mettendo a sedere il diretto marcatore e batte inesorabilmente il cileno Lobos. 1-0 meritatissimo ad opera di uno dei migliori giocatori della formazione tartara, sicuramente un acquisto azzeccatissimo, nonchè una delle più belle sorprese in questa stagione russa. Il primo tempo giocato in maniera spettacolare dal Rubin si conclude con l'ennesimo tentativo dalla distanza di Rebrov, terminato alto.
Nella ripresa la musica non cambia ed infatti gli uomini di Berdyev raddoppiano subito con Bukharov, in seguito ad uno splendido uno-due con Noboa, che mette il 23enne centravanti russo in condizione di battere per la seconda volta l'estremo difensore del Krylya Sovetov. Gli ospiti provono a reagire, facendosi trovare dalle parti di Ryzhikov con Escobar, che di controbalzo spara alto, ma perdono ogni speranza quando lo specialista Noboa, il migliore in campo, li condanna definitivamente con una perfetta punizione dal limite. Nel finale il Rubin abbassa notevolmente i ritmi e ciò permette alle 'Ali' di Samara di rendersi maggiormente pericolosi, come dimostra il palo colpito da Savin, andato di testa in anticipo sul primo su corner battuto dal subentrato Tikhonov. Ma ormai è troppo tardi per far male al Rubin, che si avvicina sempre di più al suo primo e storico titolo di Campione di Russia.


I MIGLIORI: E' veramente un gran giocatore l'ecuadoregno Noboa, tra i principali artefici della grande stagione del Rubin (in particolare nel girone di ritorno, in quello di andata, doppietta allo stesso Krylya Sovetov a parte, aveva giocato poco) in grado di giocare in ogni ruolo del centrocampo, sempre con ottimo profitto. Prestazione sontuosa, la sua. Non è da meno in quanto a rendimento l'altro sudamericano, l'argentino Ansaldi, il secondo miglior terzino destro del campionato dopo Anyukov dello Zenit, che se continua così meriterebbe davvero la Seleccìon, con la quale peraltro ha già debuttato, a dispetto della sua giovane età). Cala nella ripresa ma risulta semplicemente imprendibile nei primi 45' per gli avversari il turco Gökdeniz Karadeniz, il principale artefice delle sette vittorie consecutive ad inizio campionato che lanciarono la squadra tartara in vetta alla classifica. Ottima prestazione, giustamente premiata con il gol, per Bukharov, che quest'anno si sta togliendo delle belle soddisfazioni dopo l'incredibile sfortuna che l'ha perseguitato nelle ultime due stagioni. Il giocatore però probabilmente più importante, l'unico forse indispensabile in questo Rubin, è il capitano Semak, un esempio per correttezza in campo, lealtà sportiva e rendimento.
Tra le file del Krylya Sovetov, da sottolineare la buona prova di Savin, il più propositivo tra i suoi, che avrebbe forse meritato la marcatura personale.

I PEGGIORI: Tale è stata la superiorità del Rubin in campo che, nonostante il risultato finale, nessun giocatore del Krylya Sovetov ha particolarmente demeritato, eccetto forse Ruslan Adjindjal, stranamente sottotono. Alla lista dei 'bocciati' (o meglio, rimandati) vanno aggiunti Budylin, quasi sempre saltato da Ansaldi (anche se sarebbero veramente pochi i terzini in grado di fermare il 22enne argentino ed inoltre l'ex giocatore di Torpedo ed appunto Rubin sulla sua fascia non poteva neanche contare sull'aiuto dell'esterno sinistro di centrocampo, dato che Savin raramente tornava a dare una mano) e Booth, che commette l'errore di non mettere in fuorigioco Bukharov in occasione del 2-0 dei padroni di casa. Mai incisivo il rientrante Escobar.
Unica nota stonata tra i tartari il giovane talento locale Ryazantsev, autore fin qui di un campionato sotto le aspettative.


PAGELLE:
Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov 6; 3 Ansaldi 7,5, 76 Sharonov 6, 24 A. Popov 6, 27 Kvirkvelia 6,5; 7 Semak 6,5, 16 Noboa 8; 15 Ryazantsev 5,5 (dal 61', 10 Kobenko 5,5), 61 Gökdeniz Karadeniz 7, 14 Rebrov 6,5 (dal 70', 99 Hasan Kabze s.v.); 11 Bukharov 7 (dal 74', 21 Adamov s.v.).
In panchina: 32 Cheremisin, 22 Orekhov, 2 Tomas, 19 Milosevic.
Krylya Sovetov (4-1-4-1): 31 Lobos 6; 14 Oh Beom-Seok 5,5, 22 Booth 5, 63 Belozerov 5,5 (dal 70', 8 Taranov s.v.), 22 Budylin 5,5; 20 Jarosik 5,5; 6 Escobar 5 (dal 71', 3 Léilton s.v.), 7 Bober 5,5, 21 R. Adjindjal 5 (dal 63', 11 Tikhonov 6), 10 Savin 6,5; 89 Koller 5,5.
In panchina: 77 Yurchenko, 40 Shustikov, 9 Kovba, 15 Salugin.

venerdì 24 ottobre 2008

VENTICINQUESIMA GIORNATA: le altre partite.


Pericolo CSKA per un Rubin ad un passo dalla storia.


Luch-Energia Vladivostok - Tom Tomsk 0-0

Luch-Energia (4-4-1-1): 74 Polyakov; 31 Leandro, 4 Novkovic, 3 D. N. Smirnov, 29 Chernogaev; 18 Streltsov, 24 D. A. Smirnov (dall'85', 11 Vujovic), 32 Pavlyuchek (dall'80', 14 Damjanovic), 22 Gvazava; 8 Bulyga; 25 I. Shevchenko (dall'89', 34 Kristic).
Tom (4-2-3-1): 16 Mandrykin; 21 Catinsus, 23 Radosavljevic, 37 Jokic, 88 Stoica; 4 Yanotovskiy, 83 Kharitonov; 3 Klimov (dal 90', 14 Kontsedalov), 20 Tarasov, 5 Skoblyakov (dal 79', 24 Shirko); 10 Arkhipov (dal 67', 98 Kornilenko).

Brutto risultato per il Luch-Energia, un pareggio che sa di sconfitta, soprattutto tenendo conto dell'inaspettato successo del Khimki al Lokomotiv Stadium, che complica di non poco le cose alla squadra da una settimana non più allenata dal croato Vulic (esonerato in seguito all'umiliante 8-1 subito a San Pietroburgo). Passo in avanti dei Siberiani verso una salvezza quasi mai in discussione e che, salvo tracolli clamorosi, non dovrebbe tardare ad arrivare. Gara comunque tutt'altro che soporifera, con ben due legni colpiti per parte ed un gol annullato misteriosamente ad Arkhipov.


Shinnik Yaroslavl - Rubin Kazan 0-2: 38' Noboa, 84' Rebrov.

Shinnik (4-4-1-1): 27 Pravkin; 14 Oleksic, 18 S. Djordjevic, 3 Ricardo Silva, 25 Semochko; 7 Boyarintsev (dall'85', 8 Burchenko), 15 Ushenin, 13 D. Kudryashov (dal 46', 19 Laizans), 6 Yashin; 70 Buznikin (dal 70', 16 Khazov); 31 Monarev.
Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov; 3 Ansaldi, 76 Sharonov, 24 A. Popov, 27 Kvirkvelia; 7 Semak, 16 Noboa; 15 Ryazantsev (dal 74', 99 Hasan Kabze), 61 Gökdeniz Karadeniz (dal 46', 11 Bukharov), 14 Rebrov; 21 Adamov (dal 46', 19 Milosevic).

Seconda vittoria consecutiva, dopo l'inaspettata sconfitta casalinga contro l'FC Mosca, per il Rubin, che si impone ancora in trasferta, sbancando il campo di Yaroslavl con un secco 0-2. A segno i due giocatori Tartari maggiormente decisivi in questo girone di ritorno, vale a dire l'ecuadoregno Noboa (a segno su punizione, grazie anche alla complicità del portiere di riserva Pravkin, schierato a sorpresa al posto del 19enne Pesjakov, decisivo in negativo nella sfortunata sconfitta della squadra dell'Anello d'Oro in casa dell'FC Mosca) e l'ucraino Rebrov (sassata dai 25 metri). Rubin si mantiene a + 7 dal CSKA secondo in classifica con ancora 5 gare da recuperare: una di queste sarà l'attesissimo scontro fra queste due formazioni, che verosimilmente chiuderà o riaprirà il torneo.


Saturn - Spartak Mosca 0-0

Saturn (4-4-1-1): 1 Kinsky; 7 Nemov, 3 Zelão, 63 Malkov, 15 Nakushev; 88 Al. Ivanov (dal 73', 29 Kovel), 5 Igonin, 10 Loskov (dal 59', 24 Angbwa), 31 S. Okoronkwo; 21 Karyaka; 8 Topic.
Spartak Mosca (4-4-2): 22 Pletikosa; 31 Parshvilyuk, 7 Jiranek, 70 Dedura, 14 C. Rodriguez; 19 C. Maidana (dall'88', 59 An. Ivanov), 15 Ra. Kovac, 8 Pavlenko, 30 Saenko (dal 46', 27 Kovalchuk); 32 Bazhenov, 40 Dzyuba (dal 68', 18 Prudnikov).

Termina come l'anno scorso Saturn-Spartak Mosca, uno 0-0 (arrivato dopo 90' equilibrati, con diverse buone occasioni create da ambo le parti) che ancora una volta potrebbe rivelarsi letale per i rossobianchi più famosi di Russia: se nella stagione passata il pareggio a reti bianche a Ramenskoye significò il decisivo sorpasso dello Zenit a tre giornate dal termine, in quell'attuale è un risultato che molto probabilmente segna il definitivo addio dei 'Myaso' ad un piazzamento in Champions League. A tal proposito, ha qualche speranza in più lo Zenit, poichè deve recuperare un match, guarda caso proprio contro il Saturn...


Terek Grozny - Dinamo Mosca 0-0

Terek (3-4-1-1): 1 Lika; 42 Omeljanchuk, 18 Djabrailov, 47 Bendz, 2 Zabavnik; 11 F. Petre, 7 Essamé, 55 Margaritescu, 40 Vlasov (dal 90', 78 Pancu); 20 Voronkin (dal 62', 28 Kuzmichev); 9 Serdyukov.
Dinamo (4-5-1): 21 Karcemarskas; 4 Kowalczyk, 23 Tanasievic, 6 L. Fernandez, 22 Wilkshire; 7 K. Kombarov, 2 Karpovich (dal 65', 77 Kokorin), 20 Semshov, 8 Khokhlov, 9 D. Kombarov; 5 Kerzhakov.

Terzo 0-0 della giornata quello fra Terek Grozny e Dinamo Mosca, con gli ospiti rimasti in 10 negli ultimi minuti per l'espulsione per doppia ammonizione di Tanasievic e con i padroni di casa che, sovvertendo il pronostico, sono andati più volte vicini al gol che avrebbe sancito loro la vittoria finale.


CSKA Mosca - Amkar Perm 4-1: 45' Dzagoev, 50' e 75' Vagner Love, 89' Ignashevich; 38' Kushev.

CSKA (4-4-1-1): 35 Akinfeev; 6 A. Berezutskiy, 24 V. Berezutskiy, 4 Ignashevich, 50 Grigorjev; 15 Odiah (dal 68', 88 Caner Erkin), 22 Aldonin, 17 Krasic, 18 Zhirkov; 46 Dzagoev (dal 78', 5 Ramòn); 9 Vagner Love.
Amkar (4-4-2): 42 Narubin; 10 Afanasiev, 21 Belorukov, 23 Cherenchikov, 4 V. Fedorov; 7 Peev, 22 Dujmovic, 13 M. Novakovic, 5 Grishin (dall'80', 99 Sikimic); 19 Zhilyaev, 29 Kushev (dal 53', 28 V. Kalashnikov).

Vince 4-1 il CSKA che dilaga nei minuti finali della ripresa, sfruttando la doppia inferiorità numerica degli ospiti, che non meritavano proprio di perdere con un passivo del genere. Dopo essere passati in vantaggio al 38' con un colpo di testa di Kushev in seguito ad un calcio di punizione ben calciato da Dujmovic (il migliore tra i suoi) e dopo essere stati raggiunti dall'ennesima perla stagionale di quel baby-fenomeno che risponde al nome di Alan Dzagoev, le cose iniziano a mettersi male per gli uomini di Bozovic fin dall'inizio della seconda frazione di gioco, ovvero quando Vagner Love, dopo un eccellente controllo volante, lanciato a rete viene steso da Cherenchikov, espulso per fallo da ultimo uomo. Rosso inevitabile, si hanno molti dubbi però sulla concessione del rigore, dato che molto probabilmente il fallo è iniziato e si è concretizzato fuori dall'area. Il penalty di Vagner Love viene respinto da Narubin, che nulla può però sulla ribattuta dello stesso centravanti brasiliano, autore di un gran match. Nonostante l'inferiorità numerica l'Amkar non demorde ed intensierisce in due occasioni la porta di Akinfeev, prima con un tiro terminato sull'esterno della rete eseguito da Grishin e poi con un potente destro di Dujmovic, sul quale è ottima la risposta del portierone della nazionale russa. Al 75' arriva la doppietta di Vagner Love, sempre più 'bombardiere' del campionato con 12 reti, che di testa insacca su delizioso cross di esterno destro di Krasic (prestazione grigia impreziosita però da una giocata che da sola valeva il prezzo del biglietto). Non perfetto il piazzamento della difesa ospite, che lascia completamente libero il numero 9 moscovita nel cuore dell'area di rigore. Passano pochi minuti e gli uomini del 'Conte' Bozovic perdono il loro secondo uomo, il difensore Kalashnikov, che era entrato nella ripresa per sostituire al centro della difesa il precedente espulso, per un altro fallo da ultimo uomo, questa volta sul subentrato Ramòn. Poco dopo viene annullato allo stesso trequartista carioca classe 1988 un gol probabilmente regolare ed il turco Caner Erkin colpisce in pieno la traversa con una splendida punizione dal limite. All'89' arriva l'ingeneroso 4-1 di un CSKA scatenato negli ultimi minuti, con Ignashevich che taglia sul primo palo sugli sviluppi di un corner battuto da Zhirkov, sfruttando una pessima uscita di Narubin.


Krylya Sovetov Samara - FC Mosca 1-1: 26' Koller; 37' Bracamonte.

Krylya Sovetov (4-4-1-1): 31 Lobos; 14 Oh Beom-Seok, 22 Booth, 63 Belozerov, 29 Budylin; 11 Tikhonov (dal 66', 6 Escobar), 20 Jarosik, 21 R. Adjindjal (dall'84', 9 Kovba), 10 Savin; 99 O. Ivanov (dal 25', 7 Bober); 89 Koller.
FC Mosca (5-4-1): 30 Zhevnov; 22 Kuzmin, 25 Jop (dal 58', 28 Krunic), 3 Sheshukov, 2 Godunok (dal 46', 15 Epureanu), 33 Akés da Costa; 19 Samedov, 77 S. Ivanov, 13 Rebko, 37 Stavpets (dal 36', 29 Strelkov); 69 Bracamonte.

1-1 fra Krylya Sovetov e FC Mosca, con gli uomini del grande ex Slutskiy che non sfruttano la grande occasione di portarsi in solitario al quinto posto. Succede tutto nel primo tempo, con il bel vantaggio di Koller di testa e lo strepitoso pareggio di Bracamonte arrivato circa 10' dopo. Dispiace per il brutto infortunio occorso al trequartista delle 'Ali' Oleg Ivanov, nel giro della nazionale russa, costretto ad uscire in barella al 25'.


Lokomotiv Mosca - Khimki 0-2: 45'+1 Nizamutdinov, 66' Jakubko.

La Lokomotiv Mosca perde male in casa al cospetto del Khimki, che passa nel primo minuto di recupero della prima frazione di gioco con il redivivo Nizamutdinov, ben servito da Jakubko, dopo che il centravanti della nazionale slovacca aveva recuperato un pallone perso malamente da Sennikov. Molto bella invece l'azione del raddoppio dello stesso attaccante in prestito dal Saturn.
La venticinquesima potrebbe essere ricordata come una giornata fondamentale per la lotta per non retrocedere nel massimo campionato russo, con il Khimki che raggiunge e supera (avendo vinto una partita in più) il Luch-Energia: è il primo turno al termine del quale i rossoneri non si ritrovano al momento retrocessi! La prossima giornata, che vede la sfida fra Khimki e Luch-Energia, potrebbe rivelarsi già decisiva. Quasi senza speranze lo Shinnik fanalino di coda, che pur deve recuperare una gara (sempre contro la Loko).


CLASSIFICA:
1. Rubin 54 (25)
2. CSKA 47 (25)
3. Dinamo 44 (25)
4. Amkar 40 (25)
5. Zenit 38 (24)
6. Krylya Sovetov 38 (25)
7. Spartak Mosca 37 (25)
8. Lokomotiv 34 (24)
9. FC Mosca 33 (25)
10. Spartak Nalchik 30 (25)
11. Terek 30 (25)
12. Tom 26 (25)
13. Saturn 26 (24)
14. Khimki 20 (25)
15. Luch-Energia 20 (25)
16. Shinnik 15 (24)


VIDEO CON TUTTI I GOL:


PRIMA GIORNATA, FASE A GIRONI COPPA UEFA 2008/09: CSKA Mosca - Deportivo La Coruña 3-0


Reti: 9 e 12' Dzagoev, 60' Vagner Love.


Bella vittoria per 3-0 del CSKA, naturalmente una squadra 'prestata' alla Coppa UEFA dalla Champions League, contro il Deportivo La Coruña e primi tre importanti punti messi in bacheca (nell'altra gara del girone i francesi del Nancy hanno sconfitto con il medesimo risultato i deludenti olandesi del Feyenoord).

Gara indirizzata in favore dei padroni di casa fin dai primi 12', nei quali gli uomini di Gazzaev si portano già sul 2-0 grazie ad una doppietta del sempre più fenomenale Alan Dzagoev, 18enne che alla sua prima stagione nel calcio professionistico sta stupendo tutti e che, se continua di questo passo, si appresta a diventare una delle future stelle del calcio mondiale. Bellissimo il primo gol su calcio di punizione dal limite, facile appoggio a porta vuota il secondo, arrivato dopo un'ottima azione personale di Vagner Love. E' proprio l'attaccante dalle treccine colorate a chiudere definitivamente il match nella ripresa, siglando il suo quarto centro in tre incontri nell'attuale Coppa UEFA, arrivato a coronamento di una prestazione sontuosa di un attaccante che purtroppo continua a rimanere molto sottovaluto, probabilmente più a causa del suo 'aspetto' che per altro. Dopo una prima frazione di gioco nella quale si è fatto notare solamente per un clamoroso gol mangiato in seguito al solito spettacolare schema su calcio piazzato dell'Armata Rossa (Ignashevich che finta il tiro e la passa rasoterra per Vagner che, con uno strepitoso colpo di tacco di prima intenzione, apre a destra per Zhirkov che purtroppo solo contro Aranzubia si mangia un gol già fatto, rendendo vana una giocata collettiva in velocità che da sola valeva il prezzo del biglietto), Zhirkov nella ripresa, con più spazi a propria disposizione, ha potuto mettere in mostra la sua formidabile falcata, unita ad una tecnica di base di prim'ordine che rendono il numero 18 moscovita il miglior laterale mancino che ci sia attualmente in circolazione. Si conferma un giocatore non da CSKA Grigorjev, impiegato da terzino sinistro (con il conseguente spostamento di Alexey Berezutskiy sulla fascia opposta) a causa dell'infortunio alla spalla occorso al nazionale nigeriano Chidi Odiah nella gara vinta per 4-1 dai 'Soldati' contro l'Amkar Perm.

A circa 15' dal termine, bel palo colpito dai galiziani con un tiro a giro del vecchio Sergio Gonzalez, ex nazionale spagnolo. Nonostante il risultato finale, prestazione più che discreta per il Depor, che ha intensierito in due occasioni la lenta retroguardia moscovita nei primi 20'. Nella ripresa però sono stati i russi che avrebbero potuto rendere più pesante il passivo, ma la più titolata compagina della Galizia si è confermata una buona squadra, che difficilmente non otterrà il pass per i Sedicesimi. Certo, il CSKA (che con un difensore forte e rapido da affiancare ad Ignashevich ed un centrocampista completo - si parla di affare già concluso per il nazionale brasiliano Hernanes - questo CSKA farebbe paura) è un'altra storia.

martedì 21 ottobre 2008

Zenit San Pietroburgo - BATE Borisov 1-1

DISTRUTTO.

Soltanto chi ha visto la partita può immaginare che cosa stia provando in questo momento.

Lo Zenit si conferma la squadra più sfigata e sprecona nell'intera storia del calcio: oggi è addirittura riuscita a superare sè stessa. Mi fermo qui perchè questa gara non ho veramente voglia di commentarla.

domenica 19 ottobre 2008

Pallone d'Oro: ci sono Arshavin e Zhirkov tra i 'magnifici 30'


Adebayor (Togo, Arsenal)
Aguero (Argentina, Atletico Madrid)
Arshavin (Russia, Zenit San Pietroburgo)
Ballack (Germania, Chelsea)
Benzema (Francia, Lione)
Buffon (Italia, Juventus)
Casillas (Spagna, Real Madrid)
Cristiano Ronaldo (Portogallo, Manchester United)
Drogba (Costa d'Avorio, Chelsea)
Eto'o (Camerun, Barcelona)
Fabregas (Spagna, Arsenal)
Fernando Torres (Spagna, Liverpool)
Gerrard (Inghilterra, Liverpool)
Ibrahimovic (Svezia, Inter)
Kakà (Brasile, Milan)
Lampard (Inghilterra, Chelsea)
Messi (Argentina, Barcelona)
Pepe (Portogallo, Real Madrid)
Ribery (Francia, Bayern Monaco)
Rooney (Inghilterra, Manchester United)
Senna (Spagna, Villarreal)
Sergio Ramos (Spagna, Real Madrid)
Toni (Italia, Bayern Monaco)
Van der Sar (Olanda, Manchester United)
Van der Vaart (Olanda, Amburgo poi Real Madrid)
Van Nistelrooy (Olanda, Real Madrid)
Vidic (Serbia, Manchester United)
Villa (Spagna, Valencia)
Xavi (Spagna, Barcelona)
Zhirkov (Russia, CSKA Mosca)


Grande e meritato successo del calcio russo: era da un'eternità che non si vedevano due calciatori ex sovietici (che per giunta militano in formazioni locali) inseriti nella lista di questo ambito quanto discusso premio. Arshavin e Zhirkov sono indubbiamente stati due tra i migliori giocatori in assoluto in questo 2008 e per loro questo inserimento nella lista dei 30 migliori giocatori mondiali si tratta di un riconoscimento dovuto. La speranza per il sottoscritto naturalmente è che Shava possa prendere più voti possibili, perchè si meriterebbe proprio di finire nelle primissime posizioni.
Da sottolineare il fatto che siano entrambi i primi giocatori di Zenit e CSKA ad entrare tra i candidati al Pallone d'Oro (a tal proposito, come dimenticare la scandalosa assenza che fece imbestialire Gazzaev nel 2005 di un allora sontuoso Daniel Carvalho, che aveva trascinato il CSKA a vincere tutto - Coppa UEFA compresa).

E' una lista che nel suo insieme mi trova abbastanza concorde, direi che le uniche assenze 'pesanti' sono principalmente tre, ovvero sia quelle di Rio Ferdinand (il miglior difensore centrale di questo 2008...curioso che gli sia stato preferito il pur eccellente Vidic), Tymoschuk (che sappiamo tutti quanto sia stato importante nei recenti successi della principale sorpresa a livello di club stagionale, lo Zenit di Advocaat) ed Iniesta. Uno fra Puyol e Terry doveva poi prendere il posto del comunque sottovalutatissimo (almeno qui in Italia...) Pepe, così come Sneijder era più meritevole del connazionale Van der Vaart. Poteva starci anche uno fra Pavlyuchenko (Europeo strepitoso) e Pogrebnyak (grande stagione, capocannoniere di UEFA ed a segno anche nella Supercoppa Europea) magari al posto di Eto'o o Drogba, entrambi poco utilizzati nei loro rispettivi club a causa di frequenti problemi fisici.
Se la lista fosse stata più ampia (sbaglio o negli anni scorsi era di 50 giocatori?) poteva benissimo starci Zyryanov (a segno nella finale di UEFA ed inserito tra i migliori 23 dell'ultimo Europeo), in questa però onestamente è giusto che non abbia trovato spazio, non tanto per demeriti propri quanto per effettiva superiorità degli avversari.

Ha fatto abbastanza scalpore nei quotidiani nazionali la scarsa considerazione che hanno avuto i giornalisti di France Football nei riguardi del calcio italiano (inteso anche come Serie A), secondo me invece più che legittima, vista la non esaltante stagione europea delle big e l'opaco Europeo disputato dagli uomini allora guidati dal tanto bistrattato Donadoni (quello che schierava una nazionale praticamente uguale negli uomini e nel modulo a quella attuale di Lippi, proprio lui). Il brasiliano dell'Inter Maicon avrebbe obiettivamente potuto essere inserito (anche se il problema è sempre quello: se dimostri poco o nulla a livello internazionale, in ottica Pallone d'Oro - se vogliamo anche giustamente - non ti considerano), ma altri giocatori non credo. Lo stesso Del Piero, capocannoniere dell'ultimo campionato, non ha avuto l'opportunità di giocare in Europa nella scorsa stagione (chiaramente non per colpa sua) e ad EURO 2008 è stato un comprimario.

Concludo dicendo che il Pallone d'Oro mai come quest'anno pare essere scontato: Cristiano Ronaldo può stare antipatico per i suoi atteggiamenti da spaccone, per le sue giocate spesso 'esagerate', per il suo modo di fare insomma, ma in questo 2008 è stato senza alcun dubbio il migliore. Punto. Ha trascinato a suon di gol la sua squadra alla vittoria della Premier League e della Champions League. Ha vinto la Scarpa d'Oro. La sua futura vittoria di questo ambitissimo premio non è mai stata messa in discussione, se escludiamo il mese in cui si è giocato in Austria&Svizzera, che poteva rimescolare le carte in tavola. Ma così non è stato, perchè Arshavin, il singolo che più di ogni altro aveva brillato ad EURO 2008, si è squagliato in semifinale contro la Spagna futura Campione, che ha vinto però grazie ad un'organizzazione di gioco straordinaria, nella quale risulta veramente difficile trovare un giocatore che abbia fatto meglio degli altri. Insomma, il portoghese oltre che bravissimo è stato anche fortunato perchè non ha risentito del suo Europeo non negativo ma comunque sotto le attese.
Al secondo posto molto probabilmente ci finirà Messi, che già da due anni considero il miglior calciatore al mondo, ma che ha pagato l'annata non esaltante del Barcelona, nonchè l'impossibilità di partecipare ad un grande torneo internazionale quale l'Europeo (le Olimpiadi, tra l'altro da lui vinte, francamente penso che non abbiano un gran peso a livello mediatico).
A contendersi l'ultimo posto sul podio saranno probabilmente Arshavin ed i numerosi spagnoli (Torres di poco favorito su Casillas, Xavi e Villa). Credo molto poco all'ipotesi Ibrahimovic, sponsorizzato oltre modo dai quotidiani nostrani (Gazzetta in primis, of course), ma praticamente nullo a livello internazionale se confrontato con i rivali per la terza piazza.

sabato 18 ottobre 2008

Spartak Nalchik - Zenit San Pietroburgo 2-2


Reti: 18' Shumeyko, 87' Mashukov; 72' Dominguez, 81' Arshavin.

Ennesima gara storta per lo Zenit, che dopo aver ribaltato un risultato a proprio sfavore nel giro di 10 minuti riesce nell'impresa di farsi recuperare a 3' dalla fine, rischiando anche di perdere nei minuti finali. Un pareggio che complica parecchio la rincorsa della squadra Campione di Russia in carica (anche se ancora per poco...), che rischia di perdere ulteriore terreno da CSKA e Dinamo, ovvero dalla zona-Champions League. Non qualificarsi alla prossima principale manifestazione calcistica europea potrebbe avere effetti devastanti sulla squadra di San Pietroburgo, che oltre ad Arshavin potrebbe rischiare di perdere altri importanti giocatori e di conseguenza la firma del rinnovo di Advocaat non sarebbe più una formalità. Questa volta però, al di là delle tante occasioni sprecate sottoporta(come al solito, nulla di nuovo, nonostante il match terminato 8-1 con il Luch-Energia ci avesse ingannato), lo Zenit non deve solo ed esclusivamente prendersela con la 'maledizione del gol', perchè Arshavin e compagni oggi hanno tirato in porta meno dello Spartak Nalchik, avversario che hanno sofferto oltre modo e che ha più volte sfiorato la vittoria. Causa anche i numerosi nazionali, la maggior parte dei giocatori dello Zenit oggi erano sulle gambe, ed a risentirne è stato il gioco corale che ha fatto la fortuna di questo gruppo, ora sostituito dagli assoli dei singoli con maggior talento (Arshavin e Danny su tutti).

Nonostante le fatiche per le gare di Qualificazione, Advocaat non risparmia nessuno dei suoi nazionali dall'undici titolare, segno evidente che il tecnico olandese considera una trasferta ostica quella di Nalchik, sottovalutando anche il cruciale impegno di martedì che opporrà lo Zenit al BATE Borisov nella terza giornata della Fase a Gironi di Champions League. La formazione dunque è quella di sempre, con Denisov che rientra dopo la giornata di squalifica prendendo il posto del pur ottimo Shirokov e con Pogrebnyak che sostituisce Tekke, a segno per ben tre volte nella roboante vittoria contro le 'Tigri' di Vladivostok.
Krasnozhan, allenatore molto sottovalutato dai media ma che in questi anni a Nalchik ha fatto dei veri e propri miracoli, risponde inserendo in campo dopo circa un mese il jolly d'attacco Dzakhimishev, con il gigantesco brasiliano Felipe come unico terminale offensivo; dentro inoltre l'ucraino Shumeyko al centro della difesa al posto del georgiano Amisulashvili, criticatissimo dopo la pessima perfomance offerta due settimane fa contro il Rubin Kazan, che si impose senza problemi per 3-0.
L'atteggiamento dei padroni di casa è chiaro, corti e bravi ad attuare fin dai primi minuti un pressing frenetico sui portatori di palla dello Zenit e concedendo meno spazi possibili. La prima occasione capita sui piedi di Arshavin, che dopo uno splendido triangolo con Danny, viene fermato proprio sul più bello da Khomich in uscita bassa. Ma già al 12' lo Zenit rischia di finire sotto ed a salvarlo è il portiere Malafeev, che si supera su conclusione volante a botta sicura di Felipe; sulla ribattuta il pallone termina a Samsonov (esterno nazionale U-21 in prestito proprio dallo Zenit), che però spreca calciando alle stelle. Passano appena 5 minuti ed i padroni di casa si portano sorprendentemente in vantaggio, sfruttando al meglio una situazione da palla inattiva, con Gogua che crossa sul secondo palo per Djudovic, che tutto solo può appoggiare di testa a Shumeyko che, lasciato completamente libero nel cuore dell'area, batte inesorabilmente Malafeev con un piatto di sinistro al volo. Grave disattenzione difensiva dei giocatori ospiti, che già alla andata regalarono ben tre (!!!) gol ai caucasici, in quell'incredibile vittoria per 4-3 ottenuta dallo Spartak Nalchik al Petrovskiy. Lo Zenit prova a reagire con Zyryanov, il cui tentativo al volo termina alto, ma gli uomini di Krasnozhan, sospinti da un caloroso pubblico, rispondono colpo su colpo ed un ispirato Gogua impegna ancora Malafeev dalla distanza. Alla distanza esce fuori lo Zenit, che negli ultimi 10' crea almeno tre nitide palle gol, tutte sventate in un qualche modo dalla retroguardia caucasica. Prima è Khomich a salvare i suoi con un riflesso felino su un colpo di testa sotto rete di Danny, poi è Kiselkov a salvare in extremis su Zyryanov, ottimamente servito da Pogrebnyak, ed infine, in seguito ad una bellissima combinazione fra Danny e Sirl, il portoghese va ancora una volta vicinissimo al pareggio con un tiro deviato da un difensore ospite. La formazione SuperCampione d'Europa rivede davanti a sè i fantasmi dell'ultimo mese, che gli hanno impedito di concretizzare un buon 80% abbondante di occasioni create.
Nonostante lo svantaggio però, la ripresa si apre con una clamorosa palla gol sciupata da Dzakhimishev, ancora lasciato libero in mezzo all'area, che di testa manda a lato su preciso cross di Samsonov. Danny ancora una volta dà l'illusione del gol con un destro che per questione di centimetri non si insacca e poco dopo è Denisov a divorarsi il pallone dell'1-1. Lo Zenit però risulta essere sbilanciato in avanti e più volte rischia di essere punito dallo Spartak Nalchik, che con Felipe sciupa la chance di portarsi sul 2-0. Passano pochi minuti ed il sostituto dell'armadio carioca, il 17enne Goshokov, sfiora la prodezza con un gran destro al volo. Advocaat corre ai ripari inserendo Dominguez al posto di Anyukov e spostando Denisov nell'inedito ruolo di terzino destro e l'argentino ripaga la fiducia del mister pareggiando 10' esatti dopo il suo ingresso in campo, grazie ad un preciso sinistro di prima intenzione su intelligente sponda di Pogrebnyak, arrivata in seguito ad una buona progressione di Zyryanov. E' ancora 'El Chori' a sfiorare la doppietta poco dopo, con Khomich che in uscita è ancora bravo ad opporsi, ma nulla può sulla conclusione di Arshavin, splendidamente servito da Danny (dopo cavalcata palla al piede straordinaria), abile a liberarsi dal diretto marcatore. La partita sembra chiusa, eppure lo Spartak Nalchik, lodevole la sua prova, non demorde e non si dà per vinto, trovando un pareggio tutto sommato meritato a 3' dalla fine con il mediano Mashukov, che insacca liberamente a due passi dalla porta difesa da Malafeev dopo un servizio di un compagno. Secondo grave errore di posizionamento della retroguardia ospite, sfavorita dal colpo di testa all'indietro di Puygrenier. I padroni di casa prendono ulteriore fiducia e con Samsonov sfiorano il secondo successo stagionale contro la squadra detentrice dell'ultima Coppa UEFA.


I MIGLIORI: Superba la prova del georgiano Gogua, decisivo con i suoi calibrati cross in entrambi i gol dello Spartak Nalchik, un moto perpetuo sulla fascia mancina. Cresce con il passare dei minuti il 20enne Samsonov, che con la sua rapidità ha fatto impazzire Sirl e nei minuti di recupero ha sfiorato il golazo, colpendo la traversa in pieno con un gran sinistro a rientrare. Positiva anche la prestazione dei due centrali di centrocampo, Geteriev e Mashukov; volonteroso il gigante brasiliano Felipe, che ha fatto a sportellate per tutto il match, uscendone spesso vincitore. Determinante naturalmente Khomich, autore davvero di un'ottima stagione.
Fosse finita con un altro risultato la partita, non ci sarebbero stati dubbi su quale fosse stato il migliore in campo: Miguel Danny, impreciso in qualche passaggio, come sempre poco lucido sottoporta, ma di gran lunga il più propositivo tra i suoi, nonchè l'ultimo ad arrendersi. Pazzesca poi l'azione che ha portato al momentaneo 1-2 di Arshavin. Ancora una volta importante l'ingresso in campo di Dominguez, a segno in campionato per il terzo incontro consecutivo.

I PEGGIORI: Peggiore in campo per distacco tra le file dello Zenit Sirl, probabilmente quella odierna è stata per lui forse la peggior gara in assoluto da quando veste la maglia della squadra di San Pietroburgo. Un disastro sia in fase difensiva (evidenti responsabilità sul gol del pareggio di Mashukov) che in quella offensiva, nella quale non ha azzeccato manco uno stop. Insomma, prestazione da dimenticare ed archiviare al più presto per il forte laterale ceco, uno dei giocatori più continui in questa interminabile stagione dei 'Meshki'. Maluccio anche i difensori centrali (quel colpo di testa all'indietro di Puygrenier ha dato il via all'azione del 2-2 dei caucasici), Tymoschuk e Pogrebnyak (che continua ad attraversare un periodo di forma non esaltante, nonostante la buona sponda per il gol del momentaneo pareggio firmato da Dominguez).


Spartak Nalchik (4-4-1-1): 13 Khomich 7; 18 Kiselkov 6,5, 20 Djudovic 6, 6 Shumeyko 6,5, 3 Yatchenko 6; 8 Samsonov 6,5, 15 Mashukov 7, 33 Geteriev 6,5, 7 Gogua 7,5 (dall'88', 17 Filatov s.v.); 19 Dzakhimishev (dall'82', 43 Siradze s.v.); 99 Felipe Almeida 6,5 (dal 69', 47 Goshokov 6).
In panchina: 22 Radic, 55 Vasin, 24 Patyak, 26 Sernas.
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev 6,5; 22 Anyukov 5,5 (dal 62', 7 Dominguez 6,5), 4 Krizanac 6 (dal 79', 15 Shirokov s.v.), 28 Puygrenier 5,5, 11 Sirl 4,5; 27 Denisov 5,5, 44 Tymoschuk 5,5, 18 Zyryanov 6; 19 Danny 7, 10 Arshavin 6; 8 Pogrebnyak 5,5 (dal 73', 9 Fatih Tekke s.v.).



CLIP

mercoledì 15 ottobre 2008

lunedì 13 ottobre 2008

Dichiarazioni post Germania-Russia 2-1.


Guus Hiddink: "Nel primo tempo siamo stati contratti; eravamo timidi ed abbiamo sofferto i nostri avversari. Nell'intervallo ho dato indicazioni precise, ero molto scontento, ma poi i ragazzi hanno disputato un secondo tempo strepitoso. Ci è mancata la fortuna, altrimenti avremmo pareggiato. Se la palla calciata da Dzagoev fosse entrata, sarebbe stata una bellissima favola, putroppo non è andata così.
Non capisco il perchè abbiamo sempre questo bisogno di prendere uno schiaffo per poi reagire; non so, forse è nella mentalità della persona russa. Comunque sono contento per quello che i ragazzi hanno dimostrato, reagendo ed imponendo il proprio gioco ai tedeschi.
Perchè ho fatto giocare Yanbaev? Semplice: quando giochi contro un avversario forte, il terzino spinge meno del solito e non volevo giocarmi Zhirkov soltanto per coprire e non per attaccare; quindi ho deciso di scaricare il lavoro di copertura sulle spalle di Yanbaev, per sfruttare Yuri in fase offensiva, che è straordinario nell'interpretarla. Yanbaev è costantemente stato tra i migliori in allenamento. Si è guadagnato la mia fiducia.
Ricordate il gol fallito da Pogrebnyak in apertura? Grande giocata di Zhirkov su palla filtrante di Arshavin. Se Pasha avesse segnato, non si sarebbe parlato di questa mia scelta. Semplicemente i tedeschi non sbagliano, noi sì. Noi abbiamo creato tanto, trasformando il 10%, loro il 50%. E' tutta qui la differenza.
Non sono assolutamente arrabbiato o deluso da Vasily Berezutskiy. Lui ed Ignashevich hanno fatto un buon lavoro dietro. Non è colpa loro se i tedeschi arrivavano in massa dalle loro parti. Si sono trovati a giocare su di un terreno non loro. La causa va ricercata nello scarso filtro a centrocampo.
Avevamo molte varianti in squadra e per questo non ha giocato Semshov. Denisov si è dimostrato un grande inserimento per la nostra nazionale e conto tantissimo su di lui.
Pogrebnyak è finito spesso in fuorigioco e non ha eseguito le mie direttive. Non una buona serata per lui. Col Galles ci ha fatto vincere, con la Germania non è stato tra i migliori. Ma è in buona compagnia. Succede nel calcio.
Con la Finlandia apporterò qualche modifica, ma non stravolgerò la formazione scesa in campo a Dortmund. Prima della gara avevo più volte ripetuto di essere soddisfatto anche di un pareggio. Le statistiche della partita hanno detto che abbiamo giocato come la Germania, tuttavia abbiamo pagato lo scotto di un inizio molto complicato. Chiedo ai miei uomini di essere orgogliosi e di farlo contro la Finlandia. La Germania è la grande favorita del gruppo, noi ora dobbiamo assolutamente vincere."


Sergey Semak: "La Germania ha vinto la gara nel primo tempo. Eravamo impauriti e poco abituati ad una partita del genere. Siamo una squadra molto giovane, una novità ad alti livelli, questi errori di inesperienza ci stanno e ci serviranno solamente per imparare".


Igor Akinfeev: "Come al solito i primi 10-15 minuti eravamo contratti perchè temevamo l'avversario. Non capisco che cosa ci sia da temere, ma è sempre così in queste partite. Soffriamo certi avversari e certi stadi."


Joachim Löw: "Abbiamo fatto un gran primo tempo, faccio i complimenti alla squadra. Nel secondo tempo siamo stati insicuri e nel finale abbiamo avuto anche un pò di fortuna. Abbiamo perso il controllo del match perché la Russia è molto forte e fa un gran gioco di squadra".


Michael Ballack: "Vittoria importantissima contro una avversario che non si è arreso ed ha lottato sino alla fine. Faccio i complimenti alla Russia perchè è una nazionale veramente fortissima."


Philippe Lahm: "L'ultima mezz'ora è stata serrata, eccitante fino all'ultimo secondo. In occasione del due a uno purtroppo ho fatto un errore. Dopo questa vittoria dobbiamo per forza continuare su questa strada già da mercoledì contro il Galles".


Oliver Bierhoff: "Importantissimo vincere contro la Russia. Un grande primo tempo, poi loro ci hanno davvero messo sotto e per fortuna, tutto è stato dalla nostra parte ed abbiamo portato a casa i tre punti".

sabato 11 ottobre 2008

La sindrome-Zenit colpisce anche la Russia.

Germania - Russia 2-1

Reti: 9' Podolski, 28' Ballack; 51' Arshavin.


Sembra un film già visto a cui il sottoscritto si è stufato di assistere il bellissimo match fra Germania e Russia, due tra le prime quattro squadre dell'ultimo Europeo, con la Russia che, dopo un primo tempo in fase difensiva semplicemente allucinante (in negativo, si intende), si scatena nella ripresa, trovando subito il gol che riapre la partita ma, esattamente come lo Zenit - a cui si ispira evidentemente non solo nel modo di giocare ma anche negli errori sottoporta - sprecone oltre ogni ragionevole limite ammirato in queste prime due giornate della Fase a Gironi di Champions League. Che differenza c'è tra il palo colpito a meno di 5' dal termine da Dzagoev con quello centrato da Arshavin contro il Real Madrid? Semplicemente nessuna, entrambi i legni però denotano una ormai evidente sfortuna che ha deciso di schierarsi proprio contro la squadra/nazionale rivelazione di questo 2008.
Come andremo ad analizzare in seguito, la gara della Russia non è stata tutta da salvare, anzi i primi 45' sono stati orribili: da rivedere l'intera fase di non possesso, con i tedeschi che in ogni azione riuscivano a superare i russi, procurandosi lo spazio per numerosi tentativi dalla distanza quasi tutti sventati da Akinfeev e con la coppia di difensori centrali che ha traballato in occasione di entrambi i gol teutonici. Però nella ripresa la reazione della Russia c'è stata eccome, facilitata dalla rete immediata di Arshavin, eppure, nonostante le numerose occasioni create, il pallone di entrare come al solito non voleva assolutamente saperne.

La Germania fa dunque valere la durissima legge del "Westfalenstadion" di Dortmund, praticamente inespugnabile, con Podolski prima e Ballack poi che stroncano le velleità di una Russia che si è sgretolata nel primo tempo dinanzi agli uomini dell'ottimo Löw, che ha sorprendentemente lasciato in panchina il metronomo Frings, spostando Hitzlsperger in mezzo al campo ed inserendo il giovane talento dell'Amburgo, Trochowski, sulla corsia mancina.
Hiddink, orfano - oltre al terzo portiere Gabulov - degli infortunati Kolodin, Bilyaletdinov, Torbinskiy e Pavlyuchenko, ricostituisce la coppia difensiva del CSKA Mosca affiancando ad Ignashevich Vasily Berezutskiy, inserendo a sorpresa il terzino della Lokomotiv, Yanbaev, sulla fascia sinistra ed avanzando Zhirkov nella posizione di trequartista-esterno. Da segnalare inoltre l'esordio di quello che è il miglior giocatore della Premier Liga 2008 in quanto a rendimento, il centrocampista dello Zenit Igor Denisov, preferito a Semshov.

L'inizio pare incoraggiante per la selezione del tecnico olandese, che si divora il vantaggio con Pogrebnyak, dopo che Zhirkov, ben servito in profondità da Arshavin, si era involato sulla fascia sinistra mettendo al centro un pallone che doveva solamente essere spinto in rete dal centravanti dello Zenit. La reazione tedesca però non si fa attendere e passano infatti pochi minuti che Ballack, favorito da un rimpallo, impegna Akinfeev al grande intervento. Passa appena 1 minuto e la gara si indirizza in favore dei padroni di casa, che trovano il vantaggio con Podolski, abile a portarsi leggermente il pallone in avanti superando un Vasily Berezutskiy completamente immobile, per battere poi facilmente l'incolpevole Akinfeev. Vi invito a rivedervi il gol dell'attaccante del Bayern (possibilmente da un replay da dietro la porta), affinchè possiate accorgervi di come si sia fatto stupidamente superare Vasily Berezutskiy; già in diretta mi era parso un errore incredibile, rivederlo più volte mi ha fatto ancora più male, perchè a questi livelli non si possono commettere errori del genere, o meglio, non si possono regalare dei gol ad un'avversaria così quotata. La Germania è padrona del campo, vince tutti i duelli e va più volte al tiro; nella Russia l'unico che prova a darsi da fare è Arshavin, mal supportato però dai compagni ed in calando nell'ultimo quarto d'ora della prima frazione di gioco. Prova a scuotere i suoi Ignashevich con una bomba da circa i 30 metri, terminata di poco alta. Troppo poco però e la Germania punisce una disattenta e disorganizzata difesa russa al 28' con Ballack, dopo che Schweinsteiger, lasciato libero in area, pennella un cross che mette fuori causa la difesa russa per l'accorrente centrocampista del Chelsea, dimenticato da Yanbaev, che a porta vuota non perdona. La Germania avrebbe anche potuto concludere i primi 45' sul 3-0 (Akinfeev dice 'n0' a Podolski con una eccellente parata a mano aperta), ma sarebbe stato un passivo eccessivo nei confronti di una Russia svagata e mal messa in campo, ma che aveva comunque avuto la prima grande chance per sbloccare l'incontro.
Nella ripresa entra in campo una squadra diversa, decisa e motivata a cercare di agguantare un pareggio che sarebbe stato importantissimo. Ed il gol immediato di Arshavin, arrivato dopo un insistito suggerimento da parte di Anyuov (bravo e fortunato a sfruttare un errore in disimpegno di Mertesacker e soprattutto Lahm), fa presagire proprio il possibile pareggio russo, che nonostante la costante spinta, tende però ad arrivare. Con l'ingresso in campo del 18enne Dzagoev (che diventa così il più giovane debuttante nella storia della 'Sbornaya'), Zhirkov ritorna nella posizione di terzino sinistro, liberando di fatto la zona ad un ispirato Arshavin, che sale in cattedra rendendosi l'assoluto protagonista del secondo tempo, saltando regolarmente gli avversari con la sua proverbiale tecnica. E' addirittura straordinario quando nel breve salta come birilli tre difensori tedeschi, entra in area e prova il destro a giro rasoterra, uscito per una questione di millimetri. Lo stesso telecronista tedesco (ebbene sì, ho visto la partita sul canale ARD!) si esalta per le giocate eccezionali del numero 10 dello Zenti, che avrebbe meritato la doppietta nazionale. La Germania soffre terribilmente l'assalto degli ospiti, ma sfiora il 3-1 con un potente destro a rientrare di Trochowski, che sbatte contro la traversa. La Russia continua a premere, ma quando Dzagoev colpisce il palo interno in seguito ad una disattenzione di Mertesacker, i sostenitori dei ragazzi di Hiddink capiscono che non è proprio giornata. L'ultimo tentativo della partita è ovviamente firmato Arshavin, che supera due giocatori in maglia bianca (il primo con un pregevole tunnel) e serve in mezzo Zyryanov, la cui conclusione viene deviata e finisce poi sui piedi di Pogrebnyak , in posizione irregolare. Termina il recupero ed anche la partita, e crescono i rimpianti di una Russia sì sfortunata ma che ha comunque buttato al vento una frazione di gioco, cosa che non ci si può permettere di fare contro una selezione come quella tedesca.
Se non arrivasse una vittoria in Finlandia mercoledì prossimo, la situazione si complicherebbe parecchio soprattutto in ottica primo posto (gli spareggi si devono a tutti i costi evitare, disputarli a novembre, con il campionato russo concluso, sarebbe un suicidio bello e buono...). L'obiettivo, avendo visto le prime due partite di questa 'pazza' Russia direi poco probabile, sarebbe quello di cercare di soffrire di meno rispetto alle ultime Qualificazioni.


I MIGLIORI: Secondo tempo da urlo di Arshavin, che ha fatto letteralmente quello che a voluto, saltando a più riprese gli avversari e sfiorando più volte la doppietta (in un occasione con un gol che sarebbe stato leggendario). Quando si esprime su questi livelli, è indubbiamente uno dei calciatori più forti a livello mondiale, non ci sono se e ma che tengano. Come sempre tra i più positivi Zhirkov, che non ha affondato come nelle migliori prestazioni ma che è risultato l'unico a salvarsi completamente anche nel disastro complessivo dei primi 45'. Positiva anche la ripresa di Semak, andato vicinissimo al gol del pareggio in due occasioni. Buono l'esordio di Denisov, che ci auguriamo possa diventare un giocatore insostituibile anche nella nazionale russa, due interventi da campione per Akinfeev.
Un capitolo a parte lo merita Anyukov, promosso in fase offensiva (il gol è per gran parte merito suo), ma insufficiente dietro, regorlamente saltato da Trochowski, al quale concedeva troppi metri, ha fatto trovare più volte la sua zona di competenza scoperta, come in occasione del 2-0 di Ballack, con Schweinsteiger completamente libero di calibrare il cross per il compagno.
Così come merita un discorso a parte anche Dzagoev, dal quale non ci si poteva aspettare che facesse il fenomeno al debutto assoluto ed in una gara del genere, ma che ha fatto quello che probabilmente Hiddink gli chiedeva. Ho definito due settimane fa questo ragazzo una manna dal cielo perchè ero stanco dei Bilyaletdinov. Lui stasera non s'è tirato indietro, non è sparito. Fosse entrata quella palla, staremmo parlando del miglior debutto nella storia del calcio russo. Ha battuto con personalità qualche calcio d'angolo ed ha fornito qualche buon suggerimento ai compagni. Da riutilizzare, magari anche dall'inizio, in terra finnica.


I PEGGIORI: Voglio un gran bene a Vasily Berezutskiy, ma in nazionale, dopo la pessima prestazione fornita in semifinale degli scorsi Europei contro la Spagna, comincia ad essere impresentabile: il modo in cui ha permesso a Podolski di girarsi è ai limiti del tragicomico. Spesso fuori posizione e sempre lontano dagli avversari Ignashevich, uno che per dirla tutta ha sempre preferito giocare come libero vecchio maniera in una difesa a tre. Se la Russia stasera rimpiange l'assenza di Kolodin (buon difensore, tecnicamente molto ben dotato, ma mediocre marcatore), vuol dire che dietro qualcosa o forse più non funziona. Come anticipato, bocciata la prova offerta in fase difensiva da Anyukov, paga a caro prezzo Hiddink la mossa avventata di schierare dall'inizio l'inesperto Yanbaev, un buon giocatore (probabilmente in ottica futura, con Parshvilyuk e Shishkin che si spera che crescano, non da nazionale) ma non ancora pronto a questo genere di partite. Negativa la prova di un Pogrebnyak comunque non al meglio, non incisivo in zona gol e quasi sempre pescato in fuorigioco.


Pagelle Russia (4-3-2-1): Akinfeev 7; Anyukov 6, V. Berezutskiy 4, Ignashevich 4,5, Yanbaev 5 (dal 46', Dzagoev 6); Zyryanov 5,5, Semak 6,5 (dall'85', Sychev s.v.), Denisov 6; Arshavin 7,5, Zhirkov 6,5; Pogrebnyak 5.





PS: perdonate eventuali errori grammaticali o di sintassi, ma ho terminato di scrivere questo post alle 3 di notte...

venerdì 10 ottobre 2008

VENTIQUATTRESIMA GIORNATA: le altre partite.


Zenit da record, ma Rubin, CSKA e Dinamo non si fermano.

Tom Tomsk - Lokomotiv Mosca 0-1: 79' Sychev.
Tom (4-2-3-1): 16 Mandrykin; 21 Catintsus, 37 Jokic, 84 Vejic (dal 46', 23 Radosavljevic), 88 Stoica; 4 Yanotovskiy (dal 79', 24 Shirko), 14 Kontsedalov (dal 46', 83 Kharitonov); 3 Klimov, 20 Tarasov, 5 Skoblyakov; 11 Maznov.
Lokomotiv (4-4-2): 32 M. Cech; 41 Gurenko, 23 Basa, 17 Sennikov, 55 Yanbaev; 25 Cocis, 18 G. Pereyra (dal 18', 15 Fininho), 8 Maminov, 63 Bilyaletdinov (dall'89', 58 Glushakov); 9 Odemwingie (dal 90', 10 Mudjiri), 11 Sychev.
Dopo la netta sconfitta subita settimana scorsa da parte dello Zenit, la Lokomotiv si rialza andando a vincere, seppur con fatica, sul difficile campo di Tomsk, in una gara decisa da una bella rovesciata sottoporta di Sychev, appena al quinto centro in campionato ma che gli vale il ritorno nella nazionale russa di Hiddink. Tutto fuorchè fortunati i siberiani, che hanno tenuto per gran parte del match le redini del gioco e che hanno colpito ben due legni, con Klimov prima e Maznov poi.


Rubin Kazan - Spartak Nalchik 3-0: 1' Bukharov, 15' e 53' Milosevic.

Rubin (4-4-2): 77 Ryzhikov; 3 Ansaldi, 22 Orekhov, 2 Tomas, 27 Kvirkvelia (dal 68', 24 A. Popov); 15 Ryazantsev, 7 Semak, 16 Noboa, 14 Rebrov; 11 Bukharov (dal 71', 21 Adamov), 19 Milosevic (dal 61', 6 Sibaya).
Spartak Nalchik (4-4-2): 13 Khomich; 3 Yatchenko, 20 Djudovic, 5 Amisulashvili (dal 56', 6 Shumeyko), 18 Kiselkov; 8 Samsonov, 15 Mashukov, 33 Geteriev, 11 Bikmaev (dal 63', 26 Sernas); 84 Kalimullin, 43 Siradze (dal 74', 67 Frunza).

Il Rubin ha vinto una 'battaglia reale': così titolano tutti i principali siti web russi al termine dell'ennesimo successo dei Tartari, che mantengono invariato il vantaggio sulle inseguitrici, dopo che nella vigilia la gara aveva fatto drizzare le antenne addirittura all'UEFA, indispettita dal comportamento di tante agenzie di scommesse, che hanno assegnato alla gara di Kazan delle quote assolutamente a senso unico. Certo è che il modo fin troppo semplice in cui ha vinto il Rubin può aver fatto insospettire qualcuno: il vantaggio di Bukharov è arrivato appena dopo 27 secondi ed in tutti e tre i gol subiti i due difensori centrali non ci hanno sicuramente fatto un figurone, per non usare un eufemismo. Indovinata in pieno la mossa tattica di Berdyev di affidarsi ai due 'armadi' davanti, Bukharov e Milosevic, con l'ex attaccante della nazionale serba che ha messo a segno i suoi primi due gol da quando si è trasferito in Russia.


Amkar Perm - Terek Grozny 0-0

Amkar (4-5-1): 42 Narubin; 14 Sirakov, 21 Belorukov, 23 Cherenchikov, 4 V. Fedorov; 7 Peev, 22 Dujmovic, 18 Drincic, 13 M. Novakovic, 5 Grishin (82', 19 Zhilyaev); 29 Kushev.
Terek (4-4-1-1): 1 Lika; 42 Omeljanchuk, 2 Zabavnik, 47 Bendz, 14 V. Iliev (dal 64', 46 V. Kuznetsov); 11 F. Petre, 18 Djabrailov, 55 Margaritescu (dal 76', 99 Zemchenkov), 17 Kulik (dall'85', 20 Voronkin); 98 Bouli; 9 Serdyukov.

Secondo pareggio consecutivo a reti bianche per gli uomini del 'Conte' Bozovic, fermati in casa dai ceceni del Terek, che invece ritornano a fare punti in trasferta (l'ultima volta successe il 31 agosto, nella sfida pareggiata per 1-1 a Vladivostok contro il Luch-Energia). Da segnalare la buona prova offerta dal giovane terzino sinistro ucraino Vitaly Fedorov, che sembra essere seguito dal Milan.


Khimki - CSKA Mosca 1-2: 90'+4 autorete A. Berezutskiy; 34' A. Berezutskiy, 68' Mamaev.

Khimki (4-4-2): 21 Berezovskiy; 26 Radkov (dal 50', 10 N. Ceh), 6 Trivunovic, 31 Gabriel, 99 F. Kudryashov; 19 Blatnjak (dal 78', 55 Dineev), 77 Sabitov, 90 Titov, 2 Soava; 31 Nizamutdinov (dall'80', 27 Bairamov), 11 Jakubko.
CSKA (4-5-1): 35 Akinfeev; 24 V. Berezutskiy, 4 Ignashevich, 6 A. Berezutskiy, 50 Grigorjev; 17 Krasic (dall'85', 15 Odiah), 2 Semberas, 11 Mamaev, 22 Aldonin (dal 71', 25 Rahimic), 18 Zhirkov (dal 90', 88 Caner Erkin); 9 Vagner Love.

Il CSKA, privo del suo baby-fenomeno Dzagoev, vince 2-1 a Khimki e si mantiene vive ancora le (vane?) speranze di titolo, confermando un secondo posto che sarebbe comunque preziosissimo, dato che significherebbe accesso alla prossiam Champions League senza dover passare dalle insidie dei Preliminari. Sembrano fare un campionato a sè le ultime tre in classifica, Luch-Energia, Shinnik e naturalmente Khimki, che fanno a gara a chi riesce a perdere più punti.


Spartak Mosca - Krylya Sovetov Samara 0-1: 74' O. Ivanov.

Spartak Mosca (4-4-1-1): 22 Pletikosa; 31 Parshvilyuk, 88 Filipenko, 4 Fathi, 14 C. Rodriguez; 23 V. Bystrov, 15 Ra. Kovac, 8 Pavlenko (dall80', 19 C. Maidana), 30 Saenko (dal 75', 32 Bazhenov); 90 Ryzhkov (dal 18', 5 Mozart); 18 Prudnikov.
Krylya Sovetov (4-4-1-1): 31 Lobos; 29 Budylin, 22 Booth, 63 Belozerov, 3 Léilton; 7 Bober (dall'80', 8 Taranov), 20 Jarosik, 21 R. Adjindjal, 11 Tikhonov; 99 O. Ivanov (dal 90', 9 Kovba); 89 Koller.

Il Krylya Sovetov vince per 1-0 al Luzhniki contro uno Spartak Mosca che conclude in 9 (stupide espulsioni per doppio cartellino giallo subite da Bystrov e Mozart in un finale gestito malissimo dagli uomini di Laudrup che erano sotto) grazie alla rete dell'ex messa a segno da Oleg Ivanov, giovane trequartista che pur senza giocare prese parte con la Russia all'ultimo Europeo in sostituzione dell'infortunato Pogrebnyak, che con un piattone destro, arrivato dopo una grande azione personale 'alla Lucio' del difensore centrale Belozerov, beffa Pletikosa. Ennesima grande prestazione negli uomini di Slutskiy anche per il solito Ruslan Adjindjal, che se non fosse per l'età avanzata sarebbe un giocatore da 'Sbornaya'; molto cercato Koller, che soltanto una volta - in occasione del palo colpito dallo stesso gigante ceco - però è riuscito a rendersi seriamente pericolo di testa. Nonostante la pesantissima sconfitta, si sono visti dei piccoli miglioramenti nello Spartak Mosca di Laudrup, dovute principlamente al ritorno in campo dal primo minuto dell'ottimo Pavlenko e dallo stato di forma di Bystrov, in netta ripresa. Le cose da migliorare (difesa tutt'altro che affidabile, nessuno in grado di impostare il gioco a centrocampo eccetto il già citato Pavlenko, centrocampo fragile, attacco affidato sulle spalle dei giovanissimi Dzyuba e Prudnikov, etc) rimangono tantissime, ma un leggero passo in avanti nel gioco si è visto.


Zenit San Pietroburgo - Luch-Energia Vladivostok 8-1: 7' e 42' Danny, 20' Arshavin, 35' Shirokov, 47', 60' e 89' Fatih Tekke, 72' Dominguez; 74' Bulyga.

Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev; 22 Anyukov, 4 Krizanac, 28 Puygrenier, 11 Sirl; 15 Shirokov, 44 Tymoschuk (dal 64', 20 Fayzulin), 18 Zyryanov (dal 75', 5 Kim Dong-Jin); 19 Danny (dal 64', 7 Dominguez), 10 Arshavin; 9 Fatih Tekke.
Luch-Energia (5-4-1): 35 Stojkic; 31 Leandro (dall'82', 18 Streltsov), 4 Novkovic, 3 D. N. Smirnov, 32 Pavlyuchek, 26 Dantsev; 22 Gvazava, 14 Damjanovic, 24 D. A. Smirnov (dal 46', 11 Vujovic), 8 Bulyga; 25 I. Shevchenko (dal 69', 7 E. Kuznetsov).

Uno Zenit semplicemente devastante si sfoga dopo le recenti ingiustizie europee, segnando al povero Luch-Energia tutti i gol sbagliati nell'incredibile sfida di Champions League contro il Real Madrid. Partenza a razzo degli uomini di Advocaat, che già nei primissimi minuti travolgono i malcapitati avversari, prima procurandosi un rigore al 1' poi sbagliato da Tymoschuk (decisiva deviazione di Stojkic sul palo) e poi passando in vantaggio con un bel tiro al volo di Danny, a seguito di una combinazione fra lo stesso trequartista portoghese e Zyryanov. Passano poco più di 10 minuti ed arriva il meritato raddoppio dei 'Meshki', con Arshavin che concretizza una veloce azione tutta di prima che è una chiara dimostrazione di quale sia la squadra che, in questo 2008, ha giocato meglio a calcio a livello europeo. Al 35' la partita è già conclusa grazie al terzo centro in campionato di Shirokov, rientrato dopo un mese di stop e schierato da Advocaat con profitto a centrocampo, in sostituzione dello squalificato Denisov, il miglior giocatore per rendimento della RPL 2008. Il primo tempo si chiude con la prima doppietta di Danny in maglia biancobluceleste, arrivata dopo l'ennesima azione spettacolare prodotta dagli uomini di Advocaat, ben rifinita da Shirokov con un colpo di tacco. Imbambolata la difesa del Luch-Energia, frastornata dal ritmo insostenibile mantenuto dagli famelici avversari. Ad inizio ripresa va a segno ancora Fatih Tekke (che precedentemente aveva colpito ben due traverse), Danny sfiora la tripletta lambendo la parte alta della traversa ed il centravanti turco va ancora due volte a segno, siglando la sua prima 'hat-trick' da quando è in Russia. Nel mezzo il 7-0 del subentrato Dominguez e la rete della bandiera siglata dal bielorusso Bulyga.
E' record per lo Zenit, la vittoria più larga nel campionato russo, ma la zona Champions League è distante ancora 6 punti (a tal proposito, va ricordato che lo Zenit ha una gara da recuperare).


FC Mosca - Shinnik Yaroslavl 2-1: 22' Samedov, 60' Bracamonte; 90'+2 D. Kudryashov.

FC Mosca (4-4-2): 30 Zhevnov; 14 Nababkin, 23 I. Okoronkwo, 2 Godunok, 22 Kuzmin; 7 P. Bystrov (dal 18', 19 Samedov), 77 S. Ivanov (dal 61', 15 Epureanu), 13 Rebko, 88 Cesnauskis (dal 71', 6 Ricardo Baiano); 37 Stavpets, 69 Bracamonte.
Shinnik (4-5-1): 37 Pesjakov; 14 Oleksic, 18 S. Djordjevic, 3 Ricardo Silva, 29 Polovinchuk; 6 Yashin, 15 Ushenin, 19 Laizans (dal 66', 13 D. Kudryashov), 17 Bochkov (dal 46', 70 Buznikin), 10 Gorawski; 31 Monarev (dal 64', 16 Khazov).

Nel'ultima gara di questo appassionante 24^ turno, arriva il secondo successo consecutivo per l'FC Mosca di Blokhin, che batte per 2-1 lo Shinnik di Pavlov. Vantaggio dei Cittadini con Samedov, appena entrato in campo al posto dell'acciaccato Petr Bystrov; il raddoppio arriva a metà ripresa e porta la firma dell'argentino Bracamonte (quinto centro in campionato per lui, capocannoniere della sua squadra), fortunato a sfruttare un incredibile errore del 19enne Pesjakov, colui che nel match incredibilmente vinto per 3-1 dalla squadra dell'Anello d'Oro a San Pietroburgo sembrava la reincarnazione di Yashin. Inutile la rete del centrocampista Dmitry Kudryashov nel penultimo minuto di recupero.


CLASSIFICA:
1. Rubin 51 (24)
2. CSKA 44 (24)
3. Dinamo 43 (24)
4. Amkar 40 (24)
5. Zenit 37 (23)
6. Krylya Sovetov 37 (24)
7. Spartak Mosca 36 (24)
8. Lokomotiv Mosca 34 (23)
9. FC Mosca 32 (24)
10. Spartak Nalchik 29 (24)
11. Terek 29 (24)
12. Tom 25 (24)
13. Saturn 25 (23)
14. Luch-Energia 19 (24)
15. Khimki 17 (24)
16. Shinnik 15 (23)