sabato 18 ottobre 2008

Spartak Nalchik - Zenit San Pietroburgo 2-2


Reti: 18' Shumeyko, 87' Mashukov; 72' Dominguez, 81' Arshavin.

Ennesima gara storta per lo Zenit, che dopo aver ribaltato un risultato a proprio sfavore nel giro di 10 minuti riesce nell'impresa di farsi recuperare a 3' dalla fine, rischiando anche di perdere nei minuti finali. Un pareggio che complica parecchio la rincorsa della squadra Campione di Russia in carica (anche se ancora per poco...), che rischia di perdere ulteriore terreno da CSKA e Dinamo, ovvero dalla zona-Champions League. Non qualificarsi alla prossima principale manifestazione calcistica europea potrebbe avere effetti devastanti sulla squadra di San Pietroburgo, che oltre ad Arshavin potrebbe rischiare di perdere altri importanti giocatori e di conseguenza la firma del rinnovo di Advocaat non sarebbe più una formalità. Questa volta però, al di là delle tante occasioni sprecate sottoporta(come al solito, nulla di nuovo, nonostante il match terminato 8-1 con il Luch-Energia ci avesse ingannato), lo Zenit non deve solo ed esclusivamente prendersela con la 'maledizione del gol', perchè Arshavin e compagni oggi hanno tirato in porta meno dello Spartak Nalchik, avversario che hanno sofferto oltre modo e che ha più volte sfiorato la vittoria. Causa anche i numerosi nazionali, la maggior parte dei giocatori dello Zenit oggi erano sulle gambe, ed a risentirne è stato il gioco corale che ha fatto la fortuna di questo gruppo, ora sostituito dagli assoli dei singoli con maggior talento (Arshavin e Danny su tutti).

Nonostante le fatiche per le gare di Qualificazione, Advocaat non risparmia nessuno dei suoi nazionali dall'undici titolare, segno evidente che il tecnico olandese considera una trasferta ostica quella di Nalchik, sottovalutando anche il cruciale impegno di martedì che opporrà lo Zenit al BATE Borisov nella terza giornata della Fase a Gironi di Champions League. La formazione dunque è quella di sempre, con Denisov che rientra dopo la giornata di squalifica prendendo il posto del pur ottimo Shirokov e con Pogrebnyak che sostituisce Tekke, a segno per ben tre volte nella roboante vittoria contro le 'Tigri' di Vladivostok.
Krasnozhan, allenatore molto sottovalutato dai media ma che in questi anni a Nalchik ha fatto dei veri e propri miracoli, risponde inserendo in campo dopo circa un mese il jolly d'attacco Dzakhimishev, con il gigantesco brasiliano Felipe come unico terminale offensivo; dentro inoltre l'ucraino Shumeyko al centro della difesa al posto del georgiano Amisulashvili, criticatissimo dopo la pessima perfomance offerta due settimane fa contro il Rubin Kazan, che si impose senza problemi per 3-0.
L'atteggiamento dei padroni di casa è chiaro, corti e bravi ad attuare fin dai primi minuti un pressing frenetico sui portatori di palla dello Zenit e concedendo meno spazi possibili. La prima occasione capita sui piedi di Arshavin, che dopo uno splendido triangolo con Danny, viene fermato proprio sul più bello da Khomich in uscita bassa. Ma già al 12' lo Zenit rischia di finire sotto ed a salvarlo è il portiere Malafeev, che si supera su conclusione volante a botta sicura di Felipe; sulla ribattuta il pallone termina a Samsonov (esterno nazionale U-21 in prestito proprio dallo Zenit), che però spreca calciando alle stelle. Passano appena 5 minuti ed i padroni di casa si portano sorprendentemente in vantaggio, sfruttando al meglio una situazione da palla inattiva, con Gogua che crossa sul secondo palo per Djudovic, che tutto solo può appoggiare di testa a Shumeyko che, lasciato completamente libero nel cuore dell'area, batte inesorabilmente Malafeev con un piatto di sinistro al volo. Grave disattenzione difensiva dei giocatori ospiti, che già alla andata regalarono ben tre (!!!) gol ai caucasici, in quell'incredibile vittoria per 4-3 ottenuta dallo Spartak Nalchik al Petrovskiy. Lo Zenit prova a reagire con Zyryanov, il cui tentativo al volo termina alto, ma gli uomini di Krasnozhan, sospinti da un caloroso pubblico, rispondono colpo su colpo ed un ispirato Gogua impegna ancora Malafeev dalla distanza. Alla distanza esce fuori lo Zenit, che negli ultimi 10' crea almeno tre nitide palle gol, tutte sventate in un qualche modo dalla retroguardia caucasica. Prima è Khomich a salvare i suoi con un riflesso felino su un colpo di testa sotto rete di Danny, poi è Kiselkov a salvare in extremis su Zyryanov, ottimamente servito da Pogrebnyak, ed infine, in seguito ad una bellissima combinazione fra Danny e Sirl, il portoghese va ancora una volta vicinissimo al pareggio con un tiro deviato da un difensore ospite. La formazione SuperCampione d'Europa rivede davanti a sè i fantasmi dell'ultimo mese, che gli hanno impedito di concretizzare un buon 80% abbondante di occasioni create.
Nonostante lo svantaggio però, la ripresa si apre con una clamorosa palla gol sciupata da Dzakhimishev, ancora lasciato libero in mezzo all'area, che di testa manda a lato su preciso cross di Samsonov. Danny ancora una volta dà l'illusione del gol con un destro che per questione di centimetri non si insacca e poco dopo è Denisov a divorarsi il pallone dell'1-1. Lo Zenit però risulta essere sbilanciato in avanti e più volte rischia di essere punito dallo Spartak Nalchik, che con Felipe sciupa la chance di portarsi sul 2-0. Passano pochi minuti ed il sostituto dell'armadio carioca, il 17enne Goshokov, sfiora la prodezza con un gran destro al volo. Advocaat corre ai ripari inserendo Dominguez al posto di Anyukov e spostando Denisov nell'inedito ruolo di terzino destro e l'argentino ripaga la fiducia del mister pareggiando 10' esatti dopo il suo ingresso in campo, grazie ad un preciso sinistro di prima intenzione su intelligente sponda di Pogrebnyak, arrivata in seguito ad una buona progressione di Zyryanov. E' ancora 'El Chori' a sfiorare la doppietta poco dopo, con Khomich che in uscita è ancora bravo ad opporsi, ma nulla può sulla conclusione di Arshavin, splendidamente servito da Danny (dopo cavalcata palla al piede straordinaria), abile a liberarsi dal diretto marcatore. La partita sembra chiusa, eppure lo Spartak Nalchik, lodevole la sua prova, non demorde e non si dà per vinto, trovando un pareggio tutto sommato meritato a 3' dalla fine con il mediano Mashukov, che insacca liberamente a due passi dalla porta difesa da Malafeev dopo un servizio di un compagno. Secondo grave errore di posizionamento della retroguardia ospite, sfavorita dal colpo di testa all'indietro di Puygrenier. I padroni di casa prendono ulteriore fiducia e con Samsonov sfiorano il secondo successo stagionale contro la squadra detentrice dell'ultima Coppa UEFA.


I MIGLIORI: Superba la prova del georgiano Gogua, decisivo con i suoi calibrati cross in entrambi i gol dello Spartak Nalchik, un moto perpetuo sulla fascia mancina. Cresce con il passare dei minuti il 20enne Samsonov, che con la sua rapidità ha fatto impazzire Sirl e nei minuti di recupero ha sfiorato il golazo, colpendo la traversa in pieno con un gran sinistro a rientrare. Positiva anche la prestazione dei due centrali di centrocampo, Geteriev e Mashukov; volonteroso il gigante brasiliano Felipe, che ha fatto a sportellate per tutto il match, uscendone spesso vincitore. Determinante naturalmente Khomich, autore davvero di un'ottima stagione.
Fosse finita con un altro risultato la partita, non ci sarebbero stati dubbi su quale fosse stato il migliore in campo: Miguel Danny, impreciso in qualche passaggio, come sempre poco lucido sottoporta, ma di gran lunga il più propositivo tra i suoi, nonchè l'ultimo ad arrendersi. Pazzesca poi l'azione che ha portato al momentaneo 1-2 di Arshavin. Ancora una volta importante l'ingresso in campo di Dominguez, a segno in campionato per il terzo incontro consecutivo.

I PEGGIORI: Peggiore in campo per distacco tra le file dello Zenit Sirl, probabilmente quella odierna è stata per lui forse la peggior gara in assoluto da quando veste la maglia della squadra di San Pietroburgo. Un disastro sia in fase difensiva (evidenti responsabilità sul gol del pareggio di Mashukov) che in quella offensiva, nella quale non ha azzeccato manco uno stop. Insomma, prestazione da dimenticare ed archiviare al più presto per il forte laterale ceco, uno dei giocatori più continui in questa interminabile stagione dei 'Meshki'. Maluccio anche i difensori centrali (quel colpo di testa all'indietro di Puygrenier ha dato il via all'azione del 2-2 dei caucasici), Tymoschuk e Pogrebnyak (che continua ad attraversare un periodo di forma non esaltante, nonostante la buona sponda per il gol del momentaneo pareggio firmato da Dominguez).


Spartak Nalchik (4-4-1-1): 13 Khomich 7; 18 Kiselkov 6,5, 20 Djudovic 6, 6 Shumeyko 6,5, 3 Yatchenko 6; 8 Samsonov 6,5, 15 Mashukov 7, 33 Geteriev 6,5, 7 Gogua 7,5 (dall'88', 17 Filatov s.v.); 19 Dzakhimishev (dall'82', 43 Siradze s.v.); 99 Felipe Almeida 6,5 (dal 69', 47 Goshokov 6).
In panchina: 22 Radic, 55 Vasin, 24 Patyak, 26 Sernas.
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev 6,5; 22 Anyukov 5,5 (dal 62', 7 Dominguez 6,5), 4 Krizanac 6 (dal 79', 15 Shirokov s.v.), 28 Puygrenier 5,5, 11 Sirl 4,5; 27 Denisov 5,5, 44 Tymoschuk 5,5, 18 Zyryanov 6; 19 Danny 7, 10 Arshavin 6; 8 Pogrebnyak 5,5 (dal 73', 9 Fatih Tekke s.v.).



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