domenica 26 ottobre 2008

VENTISEIESIMA GIORNATA: Rubin Kazan - Krylya Sovetov Samara 3-0


Reti: 34' Ansaldi, 47' Bukharov, 66' Noboa.

Che Rubin signori, che Rubin. Nella giornata di ieri la squadra tartara ha letteralmente incantato chi vi scrive, grandissima prova di forza contro un ottimo avversario, che gli spinge sempre più vicino ad un titolo inaspettato alla vigilia ma che sarebbe a questo punto meritatissimo. Gli uomini di Berdyev erano stati accusati dalla stampa russa di essere una squadra troppo poco spettacolare, simile alle formazioni euroopee, molto compatta ed ancor più cinica: ieri hanno dimostrato però di saper proporre anche un calcio gradevole, dimostrando una superiorità a tratti quasi imbarazzante con una delle formazioni russe migliori in questo 2008, il Krylya Sovetov.

Poche sorprese nell'undici titolare di Berdyev, praticamente lo stesso che sconfisse per 2-0 lo Shinnik a Yaroslavl nello scorso turno, con l'ecuadoregno Noboa al centro al posto dell'infortunato Sibaya e con Bukharov che prende il posto di un deludente Adamov. Opta invece per due cambi (uno obbligato, visto il brutto infortunio occorso al trequartista Oleg Ivanov, sostituito da Bober, con l'arretramento di posizione da parte di Jarosik, posizionato davanti alla difesa) Slutskiy: si rivede inoltre in campo dal primo minuto l'esterno destro colombiano Escobar, che prende il posto di Tikhonov.
Fin dai primissimi minuti è ben chiara la squadra che farà il match, naturalmente il Rubin, che parte fortissimo sfiorando il vantaggio già dopo soli 2', con una pregevole azione corale che porta Semak ad un tiro sporco da fuori area. L'inizio del Rubin è pimpante e propositivo, giocato ad alti ritmi ed a massimo due tocchi, con il turco Gökdeniz Karadeniz in palla, le cui accellerazioni non riescono ad essere fermate dalla lenta retroguardia della compagine di Samara. Al 15' un tiro di piatto al volo di Rebrov termina sull'esterno della rete, nell'azione successiva è ancora il Rubin a spingersi in avanti con un colpo di testa del gigante Bukharov su cross dalla destra di Ryazantsev, bloccato senza problemi da Lobos. Passano pochi minuti e viene giustamente annullato un gol sempre a Bukharov per posizione irregolare di quest'ultimo, servito splendidamente in profondità da Rebrov. Koller e compagni non giocano male, in particolare Savin sulla sinistra è il più attivo, ma vengono travolti dai padroni di casa, che nei primi 70' abbondanti hanno giocato con una convinzione nei propri mezzi che è tipica delle grandi squadre lanciate verso il titolo. Il Rubin meriterebbe senza dubbio un vantaggio che tarda però ad arrivare, anche per un pò di sfortuna: grandissima azione personale di Gökdeniz Karadeniz che supera Booth con un tunnel e serve Bukharov al centro dell'area, che di testa colpisce la traversa in pieno. Poco dopo è Rebrov a fallire l'opportunità per portare i suoi in vantaggio. Ma è soltanto una questione di minuti, infatti poco dopo l'argentino Ansaldi, in seguito ad una lodevole progressione, entra in area, si sposta la palla sul suo mancino mettendo a sedere il diretto marcatore e batte inesorabilmente il cileno Lobos. 1-0 meritatissimo ad opera di uno dei migliori giocatori della formazione tartara, sicuramente un acquisto azzeccatissimo, nonchè una delle più belle sorprese in questa stagione russa. Il primo tempo giocato in maniera spettacolare dal Rubin si conclude con l'ennesimo tentativo dalla distanza di Rebrov, terminato alto.
Nella ripresa la musica non cambia ed infatti gli uomini di Berdyev raddoppiano subito con Bukharov, in seguito ad uno splendido uno-due con Noboa, che mette il 23enne centravanti russo in condizione di battere per la seconda volta l'estremo difensore del Krylya Sovetov. Gli ospiti provono a reagire, facendosi trovare dalle parti di Ryzhikov con Escobar, che di controbalzo spara alto, ma perdono ogni speranza quando lo specialista Noboa, il migliore in campo, li condanna definitivamente con una perfetta punizione dal limite. Nel finale il Rubin abbassa notevolmente i ritmi e ciò permette alle 'Ali' di Samara di rendersi maggiormente pericolosi, come dimostra il palo colpito da Savin, andato di testa in anticipo sul primo su corner battuto dal subentrato Tikhonov. Ma ormai è troppo tardi per far male al Rubin, che si avvicina sempre di più al suo primo e storico titolo di Campione di Russia.


I MIGLIORI: E' veramente un gran giocatore l'ecuadoregno Noboa, tra i principali artefici della grande stagione del Rubin (in particolare nel girone di ritorno, in quello di andata, doppietta allo stesso Krylya Sovetov a parte, aveva giocato poco) in grado di giocare in ogni ruolo del centrocampo, sempre con ottimo profitto. Prestazione sontuosa, la sua. Non è da meno in quanto a rendimento l'altro sudamericano, l'argentino Ansaldi, il secondo miglior terzino destro del campionato dopo Anyukov dello Zenit, che se continua così meriterebbe davvero la Seleccìon, con la quale peraltro ha già debuttato, a dispetto della sua giovane età). Cala nella ripresa ma risulta semplicemente imprendibile nei primi 45' per gli avversari il turco Gökdeniz Karadeniz, il principale artefice delle sette vittorie consecutive ad inizio campionato che lanciarono la squadra tartara in vetta alla classifica. Ottima prestazione, giustamente premiata con il gol, per Bukharov, che quest'anno si sta togliendo delle belle soddisfazioni dopo l'incredibile sfortuna che l'ha perseguitato nelle ultime due stagioni. Il giocatore però probabilmente più importante, l'unico forse indispensabile in questo Rubin, è il capitano Semak, un esempio per correttezza in campo, lealtà sportiva e rendimento.
Tra le file del Krylya Sovetov, da sottolineare la buona prova di Savin, il più propositivo tra i suoi, che avrebbe forse meritato la marcatura personale.

I PEGGIORI: Tale è stata la superiorità del Rubin in campo che, nonostante il risultato finale, nessun giocatore del Krylya Sovetov ha particolarmente demeritato, eccetto forse Ruslan Adjindjal, stranamente sottotono. Alla lista dei 'bocciati' (o meglio, rimandati) vanno aggiunti Budylin, quasi sempre saltato da Ansaldi (anche se sarebbero veramente pochi i terzini in grado di fermare il 22enne argentino ed inoltre l'ex giocatore di Torpedo ed appunto Rubin sulla sua fascia non poteva neanche contare sull'aiuto dell'esterno sinistro di centrocampo, dato che Savin raramente tornava a dare una mano) e Booth, che commette l'errore di non mettere in fuorigioco Bukharov in occasione del 2-0 dei padroni di casa. Mai incisivo il rientrante Escobar.
Unica nota stonata tra i tartari il giovane talento locale Ryazantsev, autore fin qui di un campionato sotto le aspettative.


PAGELLE:
Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov 6; 3 Ansaldi 7,5, 76 Sharonov 6, 24 A. Popov 6, 27 Kvirkvelia 6,5; 7 Semak 6,5, 16 Noboa 8; 15 Ryazantsev 5,5 (dal 61', 10 Kobenko 5,5), 61 Gökdeniz Karadeniz 7, 14 Rebrov 6,5 (dal 70', 99 Hasan Kabze s.v.); 11 Bukharov 7 (dal 74', 21 Adamov s.v.).
In panchina: 32 Cheremisin, 22 Orekhov, 2 Tomas, 19 Milosevic.
Krylya Sovetov (4-1-4-1): 31 Lobos 6; 14 Oh Beom-Seok 5,5, 22 Booth 5, 63 Belozerov 5,5 (dal 70', 8 Taranov s.v.), 22 Budylin 5,5; 20 Jarosik 5,5; 6 Escobar 5 (dal 71', 3 Léilton s.v.), 7 Bober 5,5, 21 R. Adjindjal 5 (dal 63', 11 Tikhonov 6), 10 Savin 6,5; 89 Koller 5,5.
In panchina: 77 Yurchenko, 40 Shustikov, 9 Kovba, 15 Salugin.

3 commenti:

JAT 64 ha detto...

complimenti per il tuo blog kerzha.
ancora tekke al centro dell'attacco
dello zenit contro il tomsk. con pogrebnyak che entra a 20 minuti dalla fine.Siamo almasochismo

JAT 64 ha detto...

per una volta che rieco a entrare nel tuo bellissimo sito vorrei anch'io esprimere il mio modesto parere sulla prima storica partcipazione dello Zenit alla Champions League.Certo c'è
stata molta sfortuna, non solo nelle partite ma amche nel sorteggio del girone che ha accoppiato i russi a
Real Madrid e Juventus. Non penso però che basti soloquesto a giustificare l'eliminazione.Innanzitutto lo ZENIT tra coppa UEFA campionato, recuperi e coppa EUROPA ha dovuto giocare un innumerevole numero di partite sempre con la stessa formazione,tanto che i giocatori erano già cotti e stracotti durant e i recuperi culminati con la sconfitta casalinga contro il derelitto Shinnik.E'chiaro che con quindici,sedici giocatori non s può affrontare champions e campionato
e di cnseguenza tutti e due gli obiettivi sono stati falliti.Inoltre le scelte di Advocaat questa volta non mi hanno per niente convinto.Con il REAL Madrid lo ZENIT per venticinque minuti è rimasto praticamente bloccato dal blasone dell'avversario, salva poi scoprire in seguito che la partita si poteva
anche pareggiare o vincere.Ha giocato il giovane slovacco Hubocan(perchè poi i club russi vanno sempre a pescare in questi campionti di basso livello)che oltre a fare un autogol è stato anche il peggiore in campo.POI contro il BATE,partita da vincere a tutti i costi manda in campo TEKKE
(che in Italia giocherebbe al massimo in C1)invece di Pogrebnyak
rendendo vani gli innumerevoli cross fatti in area.non c'è poi nessuno che tiri dal limite o da fuori area, quasi che fosse un disonore, e sicerca sempre di entrare in porta con la palla, e con le difese che ci sono in champions questo diventa molto difficile.NON sono d'accordo neanche sulle presunte buone prestazioni di Danny.DA un giocatore pagato trenta milioni io pretendo molto di più.Forse secondo me si poteva spendere anche qualche soldo pr prendere due attaccanti degni di questo nome da affiancare aPogre.Insomma secondo me qusta opportunità è stata gestita molto
male e insieme alla figuraccia rimediata dallo Spartak contro la Dinamo Kiev ridimensiona di molto
ilprestigio che il calcio russo si era costruito nella passata stagione.Ora c'è da sperare solo che lo Zenit riesca ad enrare in qualche coppa europea il prossimo
anno, cosa che non è assolutamnte scontata.

Kerzhakov 91 ha detto...

Abbastanza d'accordo su tutto tranne che su Danny (lo Zenit non poteva fare un acquisto migliore) ed in parte anche su Tekke, che avrà tutti i difetti di questo mondo ma che rimane comunque un buon giocatore, tecnicamente è ben dotato e spesse volte dialoga molto bene con i compagni, certo non è un bomber e non ha il fisico di Pogrebnyak...