sabato 22 novembre 2008

TRENTESIMA ED ULTIMA GIORNATA: analisi di tutte le partite.


E si chiude così la Russian Premier Liga 2008, per la prima volta interamente seguita insieme a voi, un campionato che passerà alla storia come quello della 'svolta del calcio russo', soprattutto grazie ai successi europei ottenuti dallo Zenit San Pietroburgo ed alla fantasticacavalcata della Russia ad EURO 2008, che hanno fortemente contribuito a far conoscere il movimento calcistico russo anche laddove era snobbato, in particolare nella presuntuosa Europa Occidentale, dove ormai quasi tutti i paesi più evoluti calcisticamente parlando hanno acquisito i diritti per trasmettere le gare principali della RPL. Una prima grande vittoria, che con il passare del tempo renderà il torneo russo sempre più 'accessibile' a tutti e con maggiore visibilità internazionale.

Ma questo campionato verrà principalmente ricordato come quello del primo titolo del Rubin Kazan, uno scudetto ampiamente meritato e maturato sul campo, nonostante fosse totalmente inaspettato alla vigilia. Un exploit che era preannunciato da tempo, arrivatoperò anche grazie al fallimento di Mosca e San Pietroburgo, il 99% delle industrie e del pallone. In particolare, le due squadre che hanno più da rammaricarsi sono Zenit e CSKA, indubbiamente le due compagini più forti, ma che per motivi differenti non sono mai riuscite a dire veramente la loro in ottica primo posto, a causa di un rendimento altalenante dovuto a numerosissimi fattori che hanno influito negativamente sulle formazioni guidate rispettivamente da Advocaat e Gazzaev. Ancora deludente la Lokomotiv, che - aspettando l'esito finale della Coppa di Russia - per il secondo anno consecutivo non è riuscita a centrare la qualificazione europea, nonostante una rosa qualitivamente tra le migliori del campionato. Ha fatto ancora peggio la squadra moscovita più titolata, lo Spartak, che è incappato nella classica stagione storta in tutto e per tutto, ricca di cocenti delusioni e pesantissime umiliazioni (su tutte l'1-5 subito in casa nel sentitissimo derby con il CSKA e la pessima uscita di scena nel terzo turno preliminare di Champions League contro i rivali di sempre della Dynamo Kiev), da dimenticare al più presto, nononostante la parziale affermazione di qualche giovane promessa (un nome su tutti: il 19enne terzino destro Parshvilyuk) ed il completo ritrovamento di un giocatore che sembrava essersi perso per strada (Pavlenko, rientrato dal prestito annuale allo Shinnik). Negativa è stata anche la stagione dell'FC Mosca, passato dalle sapienti mani di Slutskiy a quelle più ruvide di Blokhin, nemmeno lontanamente in grado di ripetere il sorprendente e per certi versi irripetibile quarto posto della passata stagione, sia per un mercato invernale povero sia per le scelte quantomeno discutibili dello strapagato tecnico ucraino. Non riesce a ripetersi nemmeno il Saturn, che eppure sulla carta aveva una rosa di buonissimo livello, ma che ha pagato a carissimo prezzo l'assenza di un vero bomber d'area di rigore (nonostante le 10 reti messe a segno dal bosniaco Topic), come ampiamente dimostrano gli appena 26 gol segnati in 30 partite, oltre la solita pareggite acuta a cui è da anni affetto il club di Ramenskoye. Non ha fatto tanto meglio l'altra squadra della provincia di Mosca, il giovane Khimki, salvatosi sul rotto della cuffia grazie ad una campagna estiva che ha portato una miriade di nuovi giocatori alla corte di Yuran. Unica eccezione tra le squadre della capitale è stata la Dinamo, splendidamente allenata e plasmata dal giovane Kobelev, che la prese in mano quando era in piena zona retrocessione nell'agosto del 2006, e che in breve tempo l'ha trasformata in una formazione competitiva, grazie anche ad acquisti mirati e non più insensati come nel recente passato, oltre che ad una costante crescita dei giovani del settore giovanile, tra i migliori di Russia, se non addirittura il migliore in assoluto. Dinamo che è riuscita nella difficile impresa di non crollare dopo la cessione del suo giocatore migliore, di colui che nel girone d'andata aveva spesso segnato le sorti della formazione che fu di Yashin, vale a dire il fantasista portoghese Danny, insieme a Vagner Love e Zhirkov del CSKA, il miglior giocatore del campionato appena concluso.
Parlavamo della sorpresa rappresentata dai Tartari del Rubin, per la prima volta campioni, ma un pò tutta la Russian Premier Liga 2008 verrà ricordata come il campionato della provincia, il campionato di Perm e Samara, ma anche di Grozny e Nalchik, tutte formazioni poco celebrate all'inizio della stagione ma splendide protagoniste di un'annata da incorniciare.


Amkar Perm - Khimki 3-1: 13' Kushev, 29' M. Novakovic, 90'+1 Afanasiev; 86' Trivunovic.

Amkar (4-4-2): 42 Narubin; 14 Sirakov, 28 I. Kalashnikov, 21 Belorukov, 23 Cherechinkov; 7 Peev, 22 Dujmovic, 13 M. Novakovic, 5 Grishin (dal 73', 10 Afanasiev); 29 Kushev (dal 78', 9 Paramonov), 99 Sikimic (dal 68', 19 Zhilyaev).
Khimki (4-4-2): 21 Berezovskiy; 18 Jovanovic (dal 46', 4 Golovatenko), 81 Danielson, 79 Gabriel, 99 F. Kudryashov; 55 Dineev (dal 46', 12 Nikiforov), 77 Sabitov, 6 Trivunovic, 5 Pylypchuk (dal 79', 27 Bairamov); 31 Nizamutdinov, 20 Antipenko.

Chiude in festa il suo grande campionato l'Amkar, per il secondo anno consecutivo la squadra rivelazione in Russia. Alzi la mano chi sarebbe stato pronto ad investire od a buttare qualche centesimo su un piazzamento d'altra classifica della squadra che aveva appena sostituito Rakhimov con l'emergente Bozovic. Ed invece i rossoneri degli Urali non sono stati semplicemente in grado di ripetersi, ma addirittura di migliorarsi, cogliendo un quarto posto inimagginabile ed ottenendo la prima storica qualificazione europa della loro giovane (si tratta pur sempre di un club professionistico soltanto dal 1995) storia. E' Perm quindi la capitale della provincia, è Perm la città dei miracoli, è Perm la città che ospita la più grande rivelazione del Campionato Russo 2008. Un torneo nel corso del quale la formazione dei Monti Urali non è mai scesa al di sotto della quarta posizione. A metà stagione qualcuno parlava addirittura di anti-Rubin o di un posto in Champions, altri invece - tra cui chi vi scrive - auspicavano un crollo mai arrivato dovuto all'inesperienza ed a qualche cessione di troppo (pesante quella dello storico capitano, Popov, passato guarda caso proprio al Rubin campione). Nonostante tutto ciò, l'Amkar, una delle squadre più organizzate della Premier Liga, se non quella tatticamente meglio disposta in campo, ha perseverato nel suo ritmo costante, produttivo sia in casa che lontano dalle mura amiche, che alla fine è valso una meritata qualificazione alla Coppa Uefacon un turno d'anticipo. L'ultima gara con il Khimki, battuto per 3-0 a domicilio già all'andata, nella prima giornata del 2008, è stata una semplice e meritata passerella finale, che ha portato gli uomini di Bozovic ad ottenere altri tre punti, arrivati grazie al nono centro dell'eterno Kushev ed ai primi gol in Russia del nazionale montenegrino Novakovic (molto bella sia l'azione, con perfetto morbido cross di Peev, che ha portato al suo gol, sia il suo tuffo di testa) e del 22enne bielorusso Afanasiev.


Dinamo Mosca - Tom Tomsk 2-0: 16' (rigore) e 76' Kerzhakov.

Dinamo (4-4-2): 30 Gabulov; 22 Wilkshire, 23 Tanasievich, 6 L. Fernandez, 13 Granat; 7 K. Kombarov (dall'83', 3 Tochilin), 8 Khokhlov, 20 Semshov, 9 D. Kombarov (dal 74', 16 Genkov); 5 Kerzhakov, 77 Kokorin (dal 57', 2 Karpovich).
Tom (4-2-3-1): 25 Pareyko; 83 Kharitonov, 37 Jokic, 21 Katinsus, 5 Skoblyakov; 6 Michkov, 4 Yanotovskiy; 3 Klimov, 20 Tarasov, 22 V. Volkov (dal 78', 8 Kiselev); 24 Shirko (dal 72', 14 Kontsedalov).

E' festa grande al Dinamo Stadion di Mosca per la squadra di Kobelev, che festeggia quello che è il suo scudetto, ovvero la partecipazione ai preliminari di Champions League, un traguardo sognato, sperato e puntato, che sembrava destinato a svanire con la cessione di Danny, proprio quando la DInamo si era autoconvinta di poter lottare per un tale piazzamento. Bravi davvero tutti. Complimenti ad una dirigenza che non le ha mai sparate grosse ed ha lasciato sempre parlare i giocatori ed i loro i risultati. Oculata e da 10 e lode la programmazione e l'inserimento di giovani che si sono distinti in tutte le competizioni giovanili (come non citare lo splendido 17enne Kokorin, un ragazzino minorenne capace di assicurare nelle sue prime presenze qualcosa come 6 punti). Ora viene il difficile, ora viene il bello: la squadra deve essere rinforzata a partire dagli elementi che rischiano clamorosamente di lasciare la Dinamo nonostante la qualificazione alla Champions. Il rafforzamento di una squadra che ha perso l'unico giocatore in grado di far fare il salto di qualità, autentico trascinatore nel girone d'andata, passa soprattutto da gente come Kolodin e soprattutto Semshov, richiesti da club con maggiori risorse. Non dovrebbe invece partire il mattatore del match, quel Kerzhakov che nell'anno del suo ritorno in Russia non è riuscito ad andare in doppia cifra, a causa anche di un bel pò di sfortuna (pesano in questo senso i sei legni centrati nelle prime 10 giornate), ma si è rivelato comunque decisivo con gol mai banali, basti pensare a quello fondamentale segnato a circa 5' dal termine al Saturn, uno dei più importanti in assoluto nella stagione dell'ex club gestito dal Kgb.
Spettatore della festa biancoblu è stato il Tom, che ha portato a casa l'ennesima salvezza senza penare poi così tanto, ma anche la meno brillante dal ritorno nella massima serie russa dei siberiani (2005).


FC Mosca - Luch-Energia Vladivostok 3-0: 78' Maxi Lopez rigore, 87' Vukic, 90'+1 Stavpets.

FC Mosca (4-3-1-2): 30 Zhevnov; 14 Nababkin, 25 Jop, 33 Akés da Costa, 22 Kuzmin; 77 S. Ivanov, 15 Epureanu, 13 Rebko (dal 70', 37 Stavpets); 28 Krunic (dal 61', 10 Vukic); 18 Maxi Lopez, 29 Strelkov (dall'87', 27 V. Kaleshin).
Luch-Energia (4-4-1-1): 74 Polyakov; 31 Leandro, 3 D. N. Smirnov, 32 Pavlyuchek, 34 Kristic; 18 Streltsov, 24 D. A. Smirnov, 45 Mikheev, 22 Gvazava; 8 Bulyga; 33 Asildarov (dal 65', 61 Kulemin).

L'ultima in Premier Liga per il Luch-Energia, con l'augurio ad una delle formazioni più simpatiche del lotto di tornare presto nella massima serie russa, con buona pace di tutti quelli che una trasferta con 20 ore totali di aereo proprio non la sopportano. L'FC Mosca è reduce da un'annata orrenda, se confrontata con quella passata, ma sia la dirigenza che il nuovo tecnico Blokhin se la sono andata a cercare. I Cittadini, non pervenuti in Russia se eccettuiamo qualche sporadico colpaccio ottenuto con le cosidette grandi, si sono suicidati in Coppa UEFA facendosi eliminare da una formazione sulla carta inferiore come il Copenhagen ed occupano le cronache sportive solo per le voci di una possibile fusione con la Torpedo o per le indiscrezioni riguardanti il futuro del discusso Blokhin, il responsabile dell'epurazione argentina (Bracamonte a parte) dallo Streltsov. Ed a proposito di argentini, nella partita probabilmente meno interessante dell'ultimo turno, è ritornato al gol quel Maxi Lopez che, a causa di incomprensioni con il burbero Pallone d'Oro 1975, non vedeva più il campo da metà luglio. Da segnalare anche il secondo centro in appena tre incontri per il serbo ex Shakhtar Vukic ed il primo gol stagionale di Stavpets, mobile attaccante piuttosto interessante.


Saturn - Spartak Nalchik 1-1: 80' Yurchenko; 51' Bikmaev.

Saturn (4-2-3-1): 1 Kinsky; 24 Angbwa, 63 Malkov (dal 77', 14 Kirichenko), 6 Durica, 15 Nakushev; 41 Sapeta (dal 63', 11 A. Eremenko), 7 Nemov; 88 Al. Ivanov, 21 Karyaka, 29 Kovel; 8 Topic (dal 46', 17 Yurchenko).
Spartak Nalchik (4-4-2): 13 Khomich; 18 Kiselkov, 5 Amisulashvili, 6 Shumeyko, 3 Yatchenko; 19 Dzakhimishev (dall'84', 48 Goshokov), 15 Mashukov, 33 Geteriev, 11 Bikmaev (dall'81', 17 Filatov); 84 Kalimullin, 43 Siradze (dal 74', 99 Felipe Almeida).

Termina in perfetta parità, con vantaggio dell'uzbeko Bikmaev (al secondo centro consecutivo) direttamente su calcio d'angolo (!) e pareggio del 19enne bielorusso Yurchenko, attaccante che tanto fece litigare Saturn e Zenit nello scorso mercato invernale, una delle gare che meno ha da dire in questo finale di stagione tutto sommato tranquillo per entrambe, soprattutto per i Caucasici che si sono praticamente spremuti per fermare lo Zenit, mollando le altre gare dove hanno spesso ceduto in modo a dir poco arrendevole. Merito comunque di una situazione di classifica tranquilla che ha permesso alla squadra del corteggiato tecnico dei miracoli Krasnozhan di agguantare una salvezza definita complicata alla vigilia ma maturata in modo sin troppo facile nel corso del cammino. Un pò diverso il finale di stagione di un Saturn che, col cambio d'allenatore e con un vantaggio comunque rassicurante sulle lumache in zona retrocessione, ha fatto una sorta di prova degli assetti per un 2009 che, nelle intenzioni della dirigenza della Moskvaskaya Oblast', deve essere l'anno del rilancio e del ritorno nei quartieri alti della classifica dopo un torneo deludente sotto ogni aspetto, da Saturn insomma, che ci aveva invece ingannato con l'ottimo girone d'andata dello scorso anno, che portò gli Alieni ad ottenere un importante quinto posto.


Krylya Sovetov Samara - Terek Grozny 4-3: 46' Tikhonov rigore, 60' Taranov, 68' e 72' Koller; 63' e 79' Pancu, 83' Lakhiyalov.

Krylya Sovetov (4-4-2): 31 Lobos; 14 Oh Beom-Seuk, 8 Taranov, 63 Belozerov (dal 77', 22 Booth), 3 Léilton; 7 Bober (dal 72', 9 Kovba), 20 Jarosik, 21 R. Adjindjal, 11 Tikhonov; 10 Savin, 89 Koller (dal 75', 15 Salugin).
Terek (3-4-2-1): 12 Godzyur (dal 69', 95 Edilov), 2 Zabavnik, 14 V. Iliev (dal 62', 78 Pancu), 42 Omeljanchuk; 11 F. Petre, 18 Djabrailov, 55 Margaritescu (dal 46', 20 Voronkin), 40 Vlasov; 33 Lakhiyalov, 28 Kuzmichev; 9 Serdyukov.

E' andato di scena a Samara il match più spettacolare di questa trentesima giornata, che non ha visto il Krylya Sovetov acciuffare la qualificazione diretta alla Coppa UEFA a causa del successo dello Zenit al Luzhniki, ma la formazione di Slutskiy - probabilmente la più continua del torneo, l'unica che non ha conosciuto flessioni e/o momenti di crisi - ha comunque ottenuto un più che onorevole sesto posto, che - aspettando la Coppa di Russia - potrebbe garantirgli lo stesso la tanto ambita qualificazione europea. Il Krylya Sovetov è stato sicuramente una delle più piacevoli sorprese del campionato, dopo il cambio di proprietà, un mercato oculato e la intelligentissima scelta di puntare su un tecnico emergente come il 36enne Slutskiy, principale artefice del miracolo FC Mosca nelle ultime stagioni. Le 'Ali', ormai pronte per spiccare il volo, hanno puntato su un giusto mix di freschezza giovanile (Savin, Oleg Ivanov, Taranov) ed esperienza (Koller, Jarosik, Ruslan Adjindjal, Budylin e naturalmente l'intramontabile Tikhonov) ed i risultati non si sono fatti attendere. Unico rimpianto, quella eliminazione negli Ottavi di Finale di Coppa di Russia contro il Sibir che poteva essere evitata.
Nonostante alla vigilia era lecito aspettarsi una gara squilibrata, fra una formazione motivata a vincere a tutti i costi ed un'altra già in vacanza, il Terek ha giocato una partita vera, concludendo i primi 45' sullo 0-0 e facendo tremare Booth e compagni nel finale, con una rimonta firmata Pancu (prima doppietta russa per il centravanti rumeno) e Lakhiyalov (il migliore in campo dei suoi) che per poco non è stata completata.


Shinnik Yaroslavl - CSKA Mosca 1-0: 35' Buznikin rigore.

Shinnik (4-4-1-1): 27 Pravkin; 14 Oleksic, 15 Ushenin, 3 Ricardo Silva, 29 Polovinchuk; 25 Semochko, 17 Bochkov, 8 Burchenko (dal 90', 13 D. Kudryashov), 10 Gorawski; 70 Buznikin (dal 90', 71 Anisimiv); 16 Khzaov.
CSKA (4-4-1-1): 35 Akinfeev; 6 A. Berezutskiy, 24 V. Berezutskiy, 4 Ignashevich, 50 Grigorjev (dal 46', 88 Caner Erkin); 2 Semberas, 25 Rahimic, 11 Mamaev, 18 Zhirkov; 46 Dzagoev (dal 46', 22 Aldonin); 37 Ryzhov (dal 75', 19 Janczyk).

Saluta la Premier Liga togliendosi lo sfizio di aver battuto la squadra più in forma del campionato ma con più di un rimpianto lo Shinnik, una formazione capace di ottenere 8 punti contro CSKA e Zenit (battendo fra l'altro l'undici di Advocaat a San Pietroburgo), di sconfiggere con un secco 2-0 la Dinamo e di pareggiare a Kazan nel momento d'oro del Rubin, ma che ha perso praticamente tutti i principali scontri diretti per garantirsi la salvezza, vedendosi spacciato già a diverse giornate al termine del campionato.
Conclude con una sconfitta una seconda parte di campionato mostruosa il CSKA di Gazzaev (all'ultima in RPL da allenatore dei 'Soldati'?), vincitrice di 8 delle ultime 9 partite che precedevano la sfida di Yaroslavl, umiliando il Rubin neo-campione di Russia domenica scorsa, in una gara che è parsa una dimostrazione di forza e rabbia, una messa in dubbio sportiva della legittimità del successo tartaro.


Rubin Kazan - Lokomotiv Mosca 1-2: 36' Bukharov; 15' Odemwingie, 90'+3 Glushakov.

Rubin (4-2-3-1): 77 Ryzhikov; 3 Ansaldi, 22 Orekhov, 2 Tomas, 4 Jefton; 76 Sharonov, 6 Sibaya; 61 Gökdeniz Karadeniz, 14 Rebrov, 23 Balyaikin; 11 Bukharov (dall'80', 21 Adamov).
Lokomotiv (4-2-3-1): 32 M. Cech; 44 Kambolov, 23 Basa, 4 Rodolfo, 15 Fininho; 41 Gurenko, 58 Glushakov; 25 Cocis, 10 Mudjiri (dall'86', 16 Charles), 63 Bilyaletdinov; 9 Odemwingie.

I mattatori della Premier Liga 2008 del Rubin concludono malamente una stagione comunque eccezionale, naturalmente la migliore nella loro storia, perdendo la terza gara consecutiva e confermando come, dopo la conquista del campionato avvenuta in quel di Ramenskoye, giocatori e tecnico mentalmente sono andati già in vacanza. Contro i Ferrovieri la gara è stata perlomeno equilibrata ed in bilico fino all'ultimo, quando le maggiori motivazioni della Lokomotiv hanno prevalso e Bilyaletdinov, che ha concluso in crescendo una stagione piuttosto discontinua, ha splendidamente imbeccato la grande sorpresa rossoverde di questa stagione, il 21enne Glushakov, che di piatto al volo ha splendidamente realizzato il suo secondo gol consecutivo, il quarto nell'intero torneo, regalando tre punti inutili ai fini della classifica ai suoi, che si tolgono perlomeno la minima soddisfazione di aver superato all'ultimo gli odiati rivali dello Spartak. Esattamente come l'anno scorso, è ancora settimo posto per i Ferrovieri, che nonostante il cambio di panchina - da Byshovets a Rakhimov - hanno ripetuto una stagione per certi versi molto simile a quella scorsa (basti pensare al rendimento altalenante ed alle prestazioni discontinue) e per altri invece differente (se l'anno scorso la Loko si era rivelata grande con le grandi e piccola con le piccole, quest'anno è stato l'esatto opposto). Rimandata all'anno prossimo la squadra di Rakhimov, che quasi certamente resterà al timone del club gestito dalle Ferrovie di Stato Russe, con l'obiettivo dichiarato però di centrare almeno la qualificazione in Champions.


Spartak Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-3: 47' Pavlenko; 5' Pogrebnyak, 19' e 45'+1 Danny.

Spartak Mosca (4-2-3-1): 22 Pletikosa; 49 Shishkin, 7 Jiranek, 4 Fathi, 14 C. Rodriguez; 27 Kovalchuk, 15 Ra. Kovac; 19 C. Maidana (dal 46', 30 Saenko), 8 Pavlenko, 32 Bazhenov (dal 73', 38 Maloyan); 18 Prudnikov (dall'84', 40 Dzyuba).
Zenit (4-3-2-1): 16 Malafeev; 22 Anyukov, 4 Krizanac, 6 Lombaerts (dal 76', 14 Hubocan), 11 Sirl; 27 Denisov, 44 Tymoschuk, 18 Zyryanov (dall'88', 15 Shirokov); 19 Danny, 10 Arshavin (dal 90', 20 Fayzulin); 8 Pogrebnyak.

I tempi del sorteggio dei calendari sono lontani, è ormai passato quasi un anno, ma quando si seppe che Spartak Mosca e Zenit avrebbero aperto e chiuso il 2008 calcistico russo dopo aver battagliato per lo scudetto sino all'ultimo secondo, tifosi ed amanti del calcio avevano iniziato a fantasticare, a sognare nello scontro titanico, ad un'assegnazione del titolo o magari di una medaglia pesantissima all'ultima giornata. Così evidentemente non è stato, eppure Spartak Mosca-Zenit è stato un match comunque importantissimo ai fini della classifica, un vero e proprio spareggio che alla vincente garantiva l'accesso alla Coppa UEFA: un chiaro segno di un campionato sottotono per entrambe le compagini che, per motivazioni diversissime tra loro, non sono riuscite a lottare per le vette della classifica come è da loro tradizione. A prevalere, ed in modo anche netto, sono stati gli uomini di Advocaat, a cui sono bastati soltanto 45' per schiantare quelle più inesperti di Laudrup, con un perentorio 0-3 che ha avuto in Danny, autore di un assist e di due gol, oltre che vero e proprio giustiziere dello Spartak in questo 2008 (basti pensare allo spettacolare 4-3 con cui la Dinamo si impose sui rossobianchi) il protagonista assoluto. Una gara che potrebbe essere ricordata sugli almanacchi, oltre che per il ritorno della vittoria dello Zenit al Luzhniki (non accadeva dal 2004, quando il tecnico dei 'Myaso' era ancora Nevio Scala...), come l'ultima partita giocata nel campionato russo da Arshavin, sempre più indirizzato verso l'Inghilterra o la Spagna. Non una prestazione degna della sua fama, se escludiamo l'assist per il raddoppio di Danny, ma i tifosi sanpietroburghesi da lui ora si aspettano gli Ottavi di Finale di Champions League: un sogno difficile, ma non irrealizzabile.


CLASSIFICA:
1. Rubin 60 (Campione di Russia e qualificata direttamente alla Fase a Gironi della Champions League 2009/10)
2. CSKA 56 (vice-campione di Russia e qualificata direttamente alla Fase a Gironi della Champions League 2009/10)
3. Dinamo 54 (qualificata ai Preliminari della Champions League 2009/10)
4. Amkar 51 (qualificata direttamente alla Coppa UEFA 2009/10)
5. Zenit 48 (qualificata direttamente alla Coppa UEFA 2009/10)
6. Krylya Sovetov 48
7. Lokomotiv 47
8. Spartak Mosca 44
9. FC Mosca 38
10. Terek 35
11. Saturn 33
12. Spartak Nalchik 32
13. Tom 29
14. Khimki 27
15. Shinnik 22 (retrocessa in First Division)
16. Luch-Energia 21 (retrocessa in First Division)

CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
20 reti: Vagner Love (CSKA, 1 rigore).
10 reti: Miguel Danny (5 segnati con la Dinamo e 5 con lo Zenit), Peter Odemwingie (Lokomotiv) e Marko Topic (Saturn).
9 reti: Martin Kushev (Amkar, 2 rigori), Diniyar Bilyaletdinov (Lokomotiv, 5 rigori), Eldar Nizamutdinov (Khimki).
8 reti: Alan Dzagoev (CSKA), Fatih Tekke (Zenit), Anton Bober (Krylya Sovetov, 1 rigore), Hector Bracamonte (FC Mosca, 1 rigore).
7 reti: Alexander Kerzhakov (Dinamo, 1 rigore), Konstantin Zyryanov (Zenit), Jan Koller (Krylya Sovetov), Evgeny Savin (Krylya Sovetov), Andrey Tikhonov (Krylya Sovetov, 3 rigori), Dmitry Sychev (Lokomotiv).

Merita una precisazione la stranissima classifica dei 'bombardieri', dalla quale si può benissimo evincere come l'unico giocatore del campionato ad aver segnato tanti gol sia stato il brasiliano Vagner Love, che ha stravinto il premio, lasciando dietro di sè un vero e proprio abisso, basti pensare che i vari Danny, Odemwingie e Topic seguono in seconda posizione con ben 10 reti in meno rispetto al numero 9 del CSKA. Questo perchè, per una strana coincidenza, sono venuti un pò a mancare tutti i principali bomber del campionato, a causa dei più disparati motivi: Pavlyuchenko, per esempio, vincitore di codesta classifica nelle due precedenti stagioni, si è trasferito in Inghilterra, esattamente come l'ex CSKA Jo; Pogrebnyak, probabilmente il miglior attaccante russo in questo 2008, ha subito un grave infortunio nella fase centrale del campionato, saltando diversi match, ed una volta rientrato, ha dovuto contendersi il posto con il turco Tekke, che ha sì segnato 8 reti ma che se ne è 'mangiate' almeno altrettante; Arshavin, che non è mai stato un bomber, non è andato oltre alle 6 marcature probabilmente a causa del suo difficile post-europeo, che ha influito non poco nelle sue prestazioni con la maglia dello Zenit; ha vissuto una stagione molto particolare nell'anno del suo ritorno in patria, anche Kerzhakov, che nel girone d'andata era riuscito nell'impresa di centrare in ben sei occasioni i legni e che nelle ultime partite del campionato è stato impiegato dal suo allenatore addirittura come esterno sinistro; annata poco produttiva anche per Sychev, spesso alle prese con fastidiosi problemi muscolari che gli hanno impedito di ripetere la più che positiva stagione passata; Kirichenko, uno che in Russia ha sempre segnato parecchio, si è trovato in contrasto con entrambi gli allenatori che ha avuto al Saturn e di conseguenza è stato raramente impiegato nell'undici titolare; il Rubin, così come un pò tutte le squadre del campionato, è andato a segno più volte con numerosi giocatori e quello che ha segnato più reti, il gigantesco centravanti Bukharov, si è sbloccato solamente nel girone di ritorno, mentre Adamov - capocannoniere insieme a Pavlyuchenko nel 2007 - trascorreva gran parte della sua permanenza a Kazan in panchina, e così via. Questo un pò per spiegare come mai la classifica 'bombardieri' sia stata così poco combattua in questo 2008.


CLASSIFICA 'ASSIST-MAN':

12 assist: Miguel Danny (Dinamo/Zenit).
10 assist: Yuri Zhirkov (CSKA).
8 assist: Alan Dzagoev (CSKA), Andrey Tikhonov (Krylya Sovetov).
7 assist: Milos Krasic (CSKA), Igor Semshov (Dinamo), Andrey Arshavin (Zenit), Konstantin Zyryanov (Zenit).



18 commenti:

JAT 64 ha detto...

Domani comincia la mission impossible
dello Zenit in Champions League.
FORZA ZENIT

Entius ha detto...

Ciao,
ti va di scrivere un riepilogo sul campionato russo per il mio blog?
Niente di complicato o approfondito. Vincitori, sorprese, delusioni e via discorrendo. Un post nemmeno troppo lungo.
Se ti va scrivilo e mandamelo via e-mail (bloginter@hotmail.it).
Grazie

www.calciorum.blogspot.com

Kerzhakov 91 ha detto...

Può andare bene questo pezzo che avevo inserito all'inizio del post? Non è troppo lungo, credo possa andare bene. Magari ecco, potrei approfondire qualche punto.

"E si chiude così la Russian Premier Liga 2008, per la prima volta interamente seguita insieme a voi, un campionato che passerà alla storia come quello della 'svolta del calcio russo', soprattutto grazie ai successi europei ottenuti dallo Zenit San Pietroburgo ed alla fantasticacavalcata della Russia ad EURO 2008, che hanno fortemente contribuito a far conoscere il movimento calcistico russo anche laddove era snobbato, in particolare nella presuntuosa Europa Occidentale, dove ormai quasi tutti i paesi più evoluti calcisticamente parlando hanno acquisito i diritti per trasmettere le gare principali della RPL. Una prima grande vittoria, che con il passare del tempo renderà il torneo russo sempre più 'accessibile' a tutti e con maggiore visibilità internazionale.

Ma questo campionato verrà principalmente ricordato come quello del primo titolo del Rubin Kazan, uno scudetto ampiamente meritato e maturato sul campo, nonostante fosse totalmente inaspettato alla vigilia. Un exploit che era preannunciato da tempo, arrivatoperò anche grazie al fallimento di Mosca e San Pietroburgo, il 99% delle industrie e del pallone. In particolare, le due squadre che hanno più da rammaricarsi sono Zenit e CSKA, indubbiamente le due compagini più forti, ma che per motivi differenti non sono mai riuscite a dire veramente la loro in ottica primo posto, a causa di un rendimento altalenante dovuto a numerosissimi fattori che hanno influito negativamente sulle formazioni guidate rispettivamente da Advocaat e Gazzaev. Ancora deludente la Lokomotiv, che - aspettando l'esito finale della Coppa di Russia - per il secondo anno consecutivo non è riuscita a centrare la qualificazione europea, nonostante una rosa qualitivamente tra le migliori del campionato. Ha fatto ancora peggio la squadra moscovita più titolata, lo Spartak, che è incappato nella classica stagione storta in tutto e per tutto, ricca di cocenti delusioni e pesantissime umiliazioni (su tutte l'1-5 subito in casa nel sentitissimo derby con il CSKA e la pessima uscita di scena nel terzo turno preliminare di Champions League contro i rivali di sempre della Dynamo Kiev), da dimenticare al più presto, nononostante la parziale affermazione di qualche giovane promessa (un nome su tutti: il 19enne terzino destro Parshvilyuk) ed il completo ritrovamento di un giocatore che sembrava essersi perso per strada (Pavlenko, rientrato dal prestito annuale allo Shinnik). Negativa è stata anche la stagione dell'FC Mosca, passato dalle sapienti mani di Slutskiy a quelle più ruvide di Blokhin, nemmeno lontanamente in grado di ripetere il sorprendente e per certi versi irripetibile quarto posto della passata stagione, sia per un mercato invernale povero sia per le scelte quantomeno discutibili dello strapagato tecnico ucraino. Non riesce a ripetersi nemmeno il Saturn, che eppure sulla carta aveva una rosa di buonissimo livello, ma che ha pagato a carissimo prezzo l'assenza di un vero bomber d'area di rigore (nonostante le 10 reti messe a segno dal bosniaco Topic), come ampiamente dimostrano gli appena 26 gol segnati in 30 partite, oltre la solita pareggite acuta a cui è da anni affetto il club di Ramenskoye. Non ha fatto tanto meglio l'altra squadra della provincia di Mosca, il giovane Khimki, salvatosi sul rotto della cuffia grazie ad una campagna estiva che ha portato una miriade di nuovi giocatori alla corte di Yuran. Unica eccezione tra le squadre della capitale è stata la Dinamo, splendidamente allenata e plasmata dal giovane Kobelev, che la prese in mano quando era in piena zona retrocessione nell'agosto del 2006, e che in breve tempo l'ha trasformata in una formazione competitiva, grazie anche ad acquisti mirati e non più insensati come nel recente passato, oltre che ad una costante crescita dei giovani del settore giovanile, tra i migliori di Russia, se non addirittura il migliore in assoluto. Dinamo che è riuscita nella difficile impresa di non crollare dopo la cessione del suo giocatore migliore, di colui che nel girone d'andata aveva spesso segnato le sorti della formazione che fu di Yashin, vale a dire il fantasista portoghese Danny, insieme a Vagner Love e Zhirkov del CSKA, il miglior giocatore del campionato appena concluso.
Parlavamo della sorpresa rappresentata dai Tartari del Rubin, per la prima volta campioni, ma un pò tutta la Russian Premier Liga 2008 verrà ricordata come il campionato della provincia, il campionato di Perm e Samara, ma anche di Grozny e Nalchik, tutte formazioni poco celebrate all'inizio della stagione ma splendide protagoniste di un'annata da incorniciare."

Entius ha detto...

Va benissimo. Grazie mille.
Appena possibile lo pubblico.

www.calciorum.blogspot.com

Vojvoda ha detto...

Camoranesi solo al terzo fallo è stato ammonito,ma proprio il terzo fallo meritava il rosso diretto...
Sul gol dello Zenit è tutta da vedere la posizione.L'impressione(dall'unico replay fornito dalla tv cinese)è che non ci fosse alcuna irregolarità nella posizione,quindi la rete regolare.
Sempre errori e una sequenza tale che favorisce sempre le compagini italiane.

Vojvoda ha detto...

Aggiungiamoci pure la chiara e volontaria gomitata su Tymoshchuk e il piatto è pronto da servirsi...
Peccato,le occasioni in fondo ci sono state...la mira no,ma quello si sapeva da molto...!
Ciao;-)

Kerzhakov 91 ha detto...

Le occasioni per vincere le abbiamo avute, come sempre in questa cavolo di Champions non le abbiamo sfruttate, ma vi confesso che durante la gara dentro di me ci credevo davvero poco, non mi è piaciuta affatto oggi la squadra, è andata troppo a sprazzi. Che fosse una formazione cotta da una stagione logorante era cosa risaputa, però la bella vittoria in casa dello Spartak di sabato mi aveva fatto ben sperare...ed invece nulla. Juve ben messa in campo davvero, che ha onorato al meglio l'impegno, sfiorando in più occasioni il vantaggio (clamoroso un gol mangiato da Del Piero) e colpendo due pali (con Mellberg ed Iaquinta). Le nostre occasioni non sono state da meno: bellissimo palo centrato da Pogrebnyak con un potente sinistro a giro dalla distanza, gol clamoroso mangiato da Danny (che fa il pari con quello sprecato da DP), tiro d'esterno dello stesso portoghese uscito per una questione di centimetri e...GOL REGOLARISSIMO ANNULLATO PER FUORIGIOCO INESISTENTE nel primo tempo. Non voglio recriminare più di tanto, perchè lo Zenit non mi è piaciuto oggi, ma è un errore arbitrale che ci ha penalizzato non poco.

La cosa che proprio non riesco a digerire è che tutta la sfortuna (un qualcosa realmente di mai visto, solamente chi ha viste le suddette partite può capire) che abbiamo avuto nelle prime tre partite non ci è stata ritornata indietro, non abbiamo avuto un episodio favorevole in tutta la competizione. Per carità, oggi almeno uno potevamo benissimo subirlo, ma le occasione per vincere la partita le abbiamo create, eppure niente da fare, il pallone di entrare non ne voleva proprio sapere.


Giudizio sui singoli: la maggior parte (Anyukov, Sirl, Denisov e Zyryanov) sono visibilmente stanchissimi e fuori forma, chi mi è piaciuto di più è stato Krizanac, autore di ottime chiusure dietro (Lombaerts invece ha sofferto non poco la velocità di Iaquinta, specie nei primissimi minuti). Danny è un giocatore che non si può non adorare, sicuramente il nostro migliore ora come ora, anche oggi ha giocato una buona gara, però se siamo fuori dalla Champions un pò di responsabilità è anche sua: troppi troppi troppi gol mangiati, anche oggi.
Capitolo a parte per Arshavin: è il giocatore che più ho amato, che più mi ha fatto esultare e gioire, ma negli ultimi mesi dire che è stato irritante è riduttivo, quasi dannoso. Abbiamo capito che a gennaio se ne andrà sicuramente via e che non ha digerito la mancata cessione nello scorso mercato estivo, ma un giocatore come lui deve dare di più, invece ogni volta (o quasi, ricordo ottime prestazioni contr BATE all'andata e soprattutto Real Madrid) gioca da scazzato, controvoglia. Male.

Kerzhakov 91 ha detto...

Advocaat dopo il match ha riferito che Alessandro Del Piero si è recato da lui a dirgli: "Hai messo su una squadra fantastica, mi dispiace che vi sia andata male". Queste le parole del Capitano della Juventus. "Un grande giocatore, un grande uomo": questa invece la risposta di Advocaat.

Vojvoda ha detto...

Danny non l'ho citato perchè sebbene sbagli gol incredibili non merita di finire nel banco degli imputati,visto la qualità e generosità di cui dispone e che mostra ampiamente.
Noto che non accenni alla gomitata subita da Tymoshchuk e ai continui e gravi falli fatti da Camoranesi.
Eppure giocare con un uomo in più,anche solo per 10-15 avrebbe potuto far pendere la bilancia per i sanpietroburghesi.
Sul gol confermi una mia sensazione dal repley(l'unico)fornito.
Ciao;-)

Kerzhakov 91 ha detto...

Sìsì, il gol era regolarissimo, ma proprio evidente, infatti in diretta mi sono incazzato non poco quando ho visto la segnalazione del guardalinee. Non mi è piaciuto francamente molto il comportamento di quelli di SKY che non hanno mai del tutto ammesso l'errore evidente che ha penalizzato lo Zenit. Non mi piace recriminare sugli errori arbitrali, ma è indubbio che lo Zenit sia stato penalizzato nel corso della competizione, in quasi ogni gara (questa è stata comunque la decisione errata più clamorosa).

Vojvoda ha detto...

Nesti nel commento alla gara appena apparso su "speciale Champions" ha confermato la legittima decisione arbitrale dell'annullamento vista la chiarissima posizione di fuorigioco...ahahaha...un comico!
Peccato che Tombolini(addetto alla moviola) confermi in un trionfo di "salamini negli occhi".
DAVVERO INCREDIBILE!!!
Cioè:vivisezionano gli episodi sfavorevoli alle "italiane" e chiudono gli occhi su gli altri.
Meglio lasciar perdere...

Kerzhakov 91 ha detto...

Un atteggiamento SCHIFOSO, un gol regolare in tutto e per tutto (Krizanac non era comunque in posizione irregolare, ma poi io dico, Dio santissimo, c'è pure stato il tocco dello juventino che l'avrebbe rimesso in gioco!!!!!!!!!!!!!), proprio una totale mancanza di obiettività, rimango senza parole di fronte a certi scempi.

E mi hanno riferito che anche su Tuttosport hanno parlato di gol giustamente non convalidato.


Allibito da tutto ciò. E poi fanno il moviolone in cui analizzano ogni singolo episodio...ma che andassero a quel paese, va...

cecenosulvolga92 ha detto...

Grandissimo campionato anche quest'anno...finalmente SKY ha capito l'importanza e la bellezza del calciorusso.Qualche parola per la simpatica Luch Energia,i poveri ragazzi di Vladivostok hanno fatto il masssimo ma purtroppo un mix di scarse qualità tecniche e la stanchezza di trasferte esorbitanti(insieme alla volontà delle rivali di farla retrocedere per non dover affrontare la lunga trasferta di Vladivostok per un altro anno)hanno fatto si che la retrocessione fosse inevitabile.Bravi lo stesso!

Vojvoda ha detto...

E' probabile che il binomio Russia-Ucraina porti 6 squadre ai sedicesimi di uefa.
La vittoria esterna importantissima di Metalist e Spartak,unita alla probabile retrocessione della Dynamo Kiev si andranno ad aggiungere ai verdetti già scritti:Zenit,Shakhtar e CSKA.
Non male che su 32 contendenti il circa il 20% sia di matrice russofona.
Bisogna continuare su questa strada per accumulare punti nel coefficente uefa e salvare un calcio dell'est oramai alla deriva più completa.
D'altra parte in questo calcio iper-professionale ed iper-competitivo mamma denaro la fa da padrone.
E senza investimenti non puoi competere.
Con la concreta probabilità che dagli 8 gironi di uefa tra le 24 qualificate vi siano 17 compagini dei 5 massimi campionati d'Europa(En-Sp-Ge-It e Fr),quindi solo una nel girone di Siviglia,Stoccarda o Sampdoria uscirà visti i risultati dello Standard e l'altra eliminata sarà una tra PSG,Schalke o Racing nel gruppo A.
Quindi,per il resto del "mondo", Metalist,CSKA,Spartak,Ajax e per l'appunto,Standard.
Le altre due verranno fuori tra Galatasaray,Olympiacos nel girone del Metalist e forse Bruges nel gruppo di Valencia e Saint Etienne...!
Ciao;-)

Nac ha detto...

Forse ha ragione vojvoda a dire ke il calcio dell'est fa la sua bella figura portando tutte ste squadre ai sedicesimi...solo ke però nella competizione più bella e difficile non riescono mai...e dico mai...a fare una figura pseudo decente!Il fatto ke ci siano tutte ste squadre filo russe...testimonia come la uefa non sia neanche vicina alla champions...una coppa per deluse ed impotenti...buon per loro ke fanno coefficente....anke se poi lo sfruttano così bene come lo spartak in champions....e lo zenit..il coefficente alla fine fa solo aumentare le squadre da eliminare tristemente!Credo ce i soldi siano importanti....si! ma non fondamentali!!!X es la juve non ha i soldi dello zenit...eppure!!!ma neanche le squadre spagnole tedesche ed itasliane...non hanno i soldi di spartak...cska...dinamo kiev o shaktar...(ma credo neanche del dnepr...del rubin...ecc)Eppure tutte ste differenze non le vedo...questione di mentalità e di concentrazione...Gli Slavi in genere son sempre stati talntuosi(presi uno a uno quelli della ex jugoslavia sarebbero ben più forti di una germania...o inghilterra..)però la testa è sempre andata per le sue...son capaci di battere il manchester...e di pareggiare col bate!!!Questo è l'unico grande problema del calcio russo!!! non c'è mentalità vincente!Cmq vedremo. Spero sempre di venir smentito...In uefa faran anke bene...ma sono degli squadroni ke se la prendono con squadrette...e neanke sempre riescono a vincere...Lo zenit verrà smembrato...quindi vedremo...mi aspetta qualcosa di buono da l'unica compaggine ke reputo solita, il cska! le altre non le vedo bene...Invece kerzha..saidirmi più o meno come si smobiliterà lo zenit? Ho sentito ke a parte il viziato arshavin(cui auguro di fallire pesantemente dove andrà...)potrebbero partire anke pogrebnyak, anyukov e Tymoshuk!!! mi sembra impossibile! e al limite con chi potrebbero venir sostituiti? visto ke aparere della gazprom entro un cinque anni vorrebbero la champions....(come a dire...neanche i soldi fanno una grande squadra....)

Kerzhakov 91 ha detto...

Innanzitutto, lo Zenit ha già acquistato praticamente ufficialmente il centrocampista della nazionale russa Igor Semshov dalla Dinamo Mosca (che dopo Danny perde l'ennesimo leader...), pagando la clausola rescissoria di 8 milioni di euro.


Anyukov non mi risulta, mentre effettivamente Tymoschuk e Pogrebnyak potrebbero lasciare: ieri è stata pubblicata un'intervista ad Advocaat nella quale il tecnico olandese si è schierato abbastanza apertamente contro alcuni giocatori che a suo dire nella seconda parte di stagione avevano già in mente di andarsene e non hanno dato il 100% (ha naturalmente nominato Arshavin ma anche gli stessi Tymo e Pasha, ed ha aggiunto che Malafeev - si era parlato anche di una sua partenza - invece vuole assolutamente restare).
Per Pogrebnyak e soprattutto Tymoschuk si parla insistentemente del Bayern, anche se pare che i due facciano gola a diverse big europee. In ogni caso lo Zenit ha proposto un rinnovo contrattuale ad entrambi: staremo a vedere e speriamo che rimangano (perdere l'ucraino sarebbe una vera e propria disdetta per lo Zenit).
Un altro che potrebbe lasciare è Krizanac, senza contare poi Gorshkov e Radimov che appenderanno le scarpe al chiodo più Contofalsky e Lee Ho che verranno ceduti. Da valutare anche la posizione di Fatih Tekke, richiesto praticamente da tutte le big del calcio turco e da diverse formazioni tedesche di medio-alta classifica.

In ogni caso, lo Zenit acquisterà un difensore centrale in caso di partenza di Krizanac, un mediano se lasciasse Tymoschuk, un'ala sinistra per il dopo-Arshavin ed una punta (che dovrebbe arrivare anche se Pogrebnyak e Tekke restassero entrambi). Di nomi se ne stanno facendo tanti, è presto per trarre conclusioni, quel che è certo è che Semshov ormai è nostro. Un ottimo acquisto, che consente allo Zenit di avere praticamente quasi l'intero centrocampo della nazionale russa in rosa (Semshov appunto, Denisov, Zyryanov + Fayzulin e Shirokov), l'unica problema è l'età, dato che si tratta di un classe 1978. Lo ripeto da anni, era da prendere nel 2005, è un giocatore che mi sarebbe sempre piaciuto vedere nello Zenit, forse è arrivato un pò troppo tardi.

Concludo dicendo che al momento i dirigenti di Dinamo ed Amkar sono letteralmente impazziti, dato che stanno indebolendo non poco le loro squadre, impegnate in competizione europee nella prossima stagione.

Jean Lafitte ha detto...

ciao, il tuo blog è stato scelto insieme ad altri per far parte della sezione calcio del nuovo aggregatore della sinistra KMP (karlmarxplatz.blogspot.com).
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黃立成Jeff ha detto...

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