mercoledì 9 dicembre 2009

Il CSKA Mosca pone fine ad una maledizione


In un'annata nerissima e da dimenticare al più presto, il calcio russo si toglie una piccola soddisfazione, tornando dopo un'eternità nel tabellone principale della Champions League. Il CSKA Mosca, infatti, pone fine ad un'autentica maledizione che durava dalla stagione 2004/05 e diventa così la prima squadra russa a superare la Fase a Gironi da cinque anni a questa parte. Un lustro nel quale le formazioni russe si sono imposte anche con una certa autorità in Europa, portando a casa due Coppe UEFA, ma fallendo - spesso in modo clamoroso o all'ultimo respiro - qualificazioni alla seconda fase della massima competizione europea per club che sembravano alla portata ma svanite per un nulla. A tal proposito è curioso che a compiere questa piccola impresa sia stato il CSKA di gran lunga più debole degli ultimi anni, nettamente inferiore a quello che con Valery Gazzaev per ben tre volte non riuscì a superare la Fase a Gironi, divenuta un'ossessione per il Presidente Evgeny Giner e per tutti i sostenitori dei 'Kony'. Una squadra con molte meno carte da giocare rispetto a compagini che negli ultimi anni hanno deluso le aspettative in quella che alcuni chiamano "l'Europa che conta", come il già citato CSKA che tra il 2004 ed il 2007 gettò al vento qualificazioni che parevano essere alla portata, come la Lokomotiv Mosca di Yuri Semin che venne fatta fuori nel terzo turno preliminare dal modesto Rapid Vienna nella stagione 2005/06, come lo Spartak Mosca delle occasione perse targato Fedotov nel 2006/07 e come naturalmente lo Zenit San Pietroburgo di Advocaat, sulla carta la compagine che avrebbe dovuto fare più strada.
Una qualificazione sofferta ottenuta indubbiamente in modo particolare, ma che premia il valore di alcuni singoli sopra la media che hanno fatto la differenza in questo CSKA, come Igor Akinfeev (miglior portiere al mondo in questi ultimi tre mesi), Milos Krasic (come rendimento, secondo forse soltanto a Cristiano Ronaldo nell'attuale prima fase di CL) ed Alan Dzagoev. Solitamente, in uno sport di squadra come il calcio, sarebbe sbagliato fare delle distinzioni di questo genere, ma in una formazione come il CSKA, che un gioco di squadra non ce l'ha, la differenza - in positivo - l'hanno fatta per davvero questi tre singoli. Gli altri hanno fatto - chi più, chi meno - il loro, rendendosi quantomeno utili nel momento del bisogno, ma gli assoluti protagonisti di questa qualificazione arrivata tuttavia soprattutto grazie alla sportività di un Manchester United per il quale gli elogi si sprecherebbero, sono stati quei tre, ormai ambiti da mezza Europa ma che resteranno nella capitale russa almeno fino a giugno.


La stagione degli Armejtsy, che ad inizio 2009 parevano in grado di spaccare il Mondo, con Zhirkov, Vagner Love, Krasic e Dzagoev che arrivavano da un 2008 mostruoso, con gli aitanti Maazou e Necid che erano partiti col piglio giusto, col redivivo Daniel Carvalho e con giovani emergenti come Schennikov. Il promettente inizio si rivelò tristemente un fuoco di paglia, con la squadra che si sciolse con il passare del tempo, andando sempre peggio. Da Zico e Juande Ramos, dallo spagnolo a Slutskiy. La nomina del giovane ex tecnico di FC Mosca e Krylya Sovetov Samara sembrava il passo definitivo e triste verso un ridimensionamento ormai inevitabile. Invece dall'approdo di Mr. Leonid sulla panchina dei 'Soldati', è arrivata una sola sconfitta contro Sua Maestà di Russia, il Rubin Kazan, un pareggio che doveva forse essere una vittoria nel tempio di Old Trafford e poi soltanto vittorie. E che vittorie. Slutskiy in un colpo solo ha cancellato una contestazione anche violenta dei tifosi, restituendo dignità ai 'Kony' stroncando lo Spartak Mosca e laureando il Rubin Campione di Russia ad una giornata dal termine del Campionato Russo. Ha restituito la fiducia che i suoi ragazzi avevano perso durante la pessima gestione straniera di Zico e Ramos, facendosi raggiungere solo al 90'+2 a Manchester dopo aver condotto per tre reti ad una sul campo della squadra più regolare in Europa nelle ultime stagioni. Dopo aver acquisito dignità ed autostima, ecco arrivare le tanto attese vittorie, quelle che hanno consentito al CSKA per la prima volta dal 1992/93 di superare la Fase a Gironi. Ad inizio anno, con Akinfeev e compagni in seconda fascia ed una squadra dotata di alcuni elementi degni di un top club, si era fiduciosi e si pensava che per l'Armata Rossa fosse giunto il momento di passare il tabù del gruppo. La seconda fascia garantiva un sorteggio più abbordabile del solito. L'estate, iniziata neanche male a livello di risultati, con i soliti schiaffi rifilati al Rubin tra Coppa di Russia e RPL, avrebbe segnato l'involuzione totale. La squadra dava l'impressione di essere incapace di seguire Zico, tutt'altro che avvezzo alla mentalità russa. Una società incapace di rinforzare l'organico laddove necessitava e che per di più perdeva giocatori del calibro di Zhirkov e Vagner Love facevano il resto. Il sorteggio dava una piccola speranza, visto che Wolfsburg e Besiktas parevano squadre abbordabili. Abbordabili però per il vero CSKA, non quello sempre più involuto, distratto, sbadato e senza carattere che ha dato il benvenuto all'autunno più caldo nella storia di Russia. Un autunno bollente per i rossoblù, sempre più ridicolizzati e lontani dalla vetta in patria, a tratti imbarazzanti nelle prime uscite di Champions League, come dimostrarono le evitabili sconfitte contro un Wolfsburg già all'andata parso non eccelso e contro un Manchester svogliato e che giocava alla moviola al Luzhniki. La pagina più nera, il cappotto preso dall'FC Mosca in Campionato, convince un Ramos mai sentitosi a proprio agio a dire basta. E' la svolta. Arriva tra lo stupore generale Leonid Slutskiy. Sembra la classica mossa della disperazione (e probabilmente lo è anche) di una società in crisi economica e societaria, che ha perso smalto ed autorità. Da lì in poi, invece, arriva solo una sconfitta e la prima vittoria in trasferta in Champions dopo cinque anni, quella che vale al CSKA il passaggio del turno. Un passaggio del turno comunque meritato, sacrosanto e legittimato da una squadra che ho sempre bacchettato per atteggiamento, mancanza di cattiveria e lucidità. Ho sempre chiesto al CSKA una prova che li avrebbe liberati dai tanti peccati commessi tra Wolfsburg e Manchester passando per Mosca. Il girone di ritorno tutto by Slutskiy è stato esaltante, quasi da grande del calcio europeo. Sette punti che per poco non erano nove, una gara rimontata con grinta e prodezze ed un'altra vinta dopo che l'UEFA maldestramente aveva comunicato soltanto a poche ore dal match che due difensori titolari (Alexey Berezutskiy e Sergey Ignashevich) erano sospesi per irregolarità nel controllo antidoping effettuato al termine della sfida disputata in Inghilterra un mese fa (gravissima ingenuità da parte dei medici russi).
Un CSKA però che da qui a febbraio, anche per non incappare in brutte figure, deve per forza di cose crescere. La conferma ormai praticamente certa dei pochi big rimasti all'ombra del Cremlino è il primo passo per affrontare al meglio un appuntamento pur sempre storico. Poi la dirigenza, contestabilissima per come si è mossa negli ultimi tempi, dovrà assolutamente mettere mano al portafogli per cercare di porre rimedio nei due reparti nei quali i 'Soldati' necessitano di più di un rinforzo: in difesa ed a centrocampo. Se ai terzini si aggiungerà verosimilmente il solo Kirill Nababkin (già ingaggiato dall'FC Mosca, pupillo di lunga data di Slutskiy), al centro non si può continuare ad andare avanti con i gemelli Berezutskiy e con Ignashevich, vero cancro di questa squadra. Così come è inamissibile avere uno scarpone che milita nel massimo torneo russo solo per grazia ricevuta come Grigorjev come prima riserva. A centrocampo i vari Aldonin, Mamaev e Semberas (non cito volontariamente Rahimic perchè ormai ha una certa età e la mobilità in campo - mai eccelsa - è quella di un bradipo) non sono giocatori da buttare via, ma per fare il definitivo salto di qualità serve qualcosa in più. Serve quel regista che si abbassi a ricevere il pallone per poi distribuirlo, quel playmaker del quale il CSKA necessiterebbe da parecchio tempo, da quella famosa finale di Lisbona, per essere precisi.

sabato 28 novembre 2009

PREVIEW 30ª Giornata RPL 2009

Domenica 29 novembre

12:00


Si chiude questa domenica una Russian Premier Liga vinta - meritatamente - per il secondo anno di seguito da un sorprendente Rubin Kazan. La squadra allenata da Kurban Berdyev ha fatto valere ancora una volta la sua legge, fatta di cinismo e diligenza, professionalità e compattezza. Al tutto si sono aggiunte le giocate spettacolari di un Dominguez candidato numero 1 al titolo di Miglior Giocatore dell'Anno in Russia, ma che lascerà quasi certamente la RPL. Le cifre parlano da sole: i Tartari hanno il secondo miglior attacco (1 gol in meno dello Spartak), la miglior difesa per distacco, due bomber nei primi tre posti della classifica cannonieri (Bukharov e Dominguez, entrambi a quota 16, dietro al capocannoniere Welliton, 21).
Alle spalle della squadra di Kazan, quelli che nel terzo millennio - dopo aver dettato legge negli anni '90 - stanno diventando gli eterni secondi di Russia. Lo Spartak Mosca di Valery Karpin rimarrà sì con l'amaro in bocca,ma forse più di così era difficile fare, vista la partenza shock dei 'Myaso', quando in panchina c'era ancora il danese Michael Laudrup.In volata, con lo Spartak arbitro, Zenit e Lokomotiv si giocheranno il gradino più basso del podio; il CSKA, con chanches solo teoriche di arrivare terzo, dovrà difendere la quinta piazza che vale la qualificazione all'Europa League, dalla rivelazione FC Mosca, mentre il Kuban ha pochissime chanches di spedire in maniera clamorosa in Prima Divisione un Rostov che da un mese a questa parte ha smesso di giocare, credendosi già salvo (ti ricordo che in caso di sconfitta dei gialloblù del Mar Nero e vittoria dei caucasici di Krasnodar, a retrocedere sarebbe proprio la squadra allenata da Oleg Dolmatov, a causa della differenza reti negativa negli scontri diretti: 1-1 a Krasnodar, 3-3 a Rostov sul Don).

CSKA Mosca - Saturn Ramenskoe
2002- CSKA - Saturn 2-3: 20' Yanovskiy, 59' Semak; 21' Rogachev, 78' P. Bystrov, 90'+2 Movsesjan.
2003- CSKA - Saturn 1-1: 81' Gusev; 34' Amoako.
2004- CSKA - Saturn 2-0: 26' Zhirkov, 72' Semak.
2005- CSKA - Saturn 1-0: 6' Gusev.
2006- CSKA - Saturn 1-0: 12' Jo.
2007- CSKA - Saturn 3-1: 20' V. Berezutskiy, 23' Zhirkov, 81' Vagner Love; 31' Lebedenko.
2008- CSKA - Saturn 1-0: 71' Vagner Love.
ANDATA- Saturn - CSKA 0-3: 69' Dzagoev, 82' e 87' Ignashevich.

Dopo la gara della speranza in Champions League, con la vittoria in rimonta per 2-1 contro i Campioni di Germania in carica del Wolfsburg, ci vorrebbe un autentico miracolo per i 'Soldati' al fine di ottenere la qualificazione alla prossima edizione della Coppa dalle 'grandi orecchie'. Gli 'Alieni' sono battibili e lo Spartak andrà probabilmente a San Pietroburgo con l'intento di fare lo scherzetto allo Zenit, ma difficilmente anche la Lokomotiv andrò a suicidarsi a Khimki. Quindi per gli uomini di Leonid Slutskiy sarà una gara buona per congedarsi col sorriso dai propri tifosi che in pochi accorreranno al Luzhniki. Un'occasione in più per l'ex tecnico di Olimpia Volgograd, FC Mosca e Krylya Sovetov Samara per rodare la squadra in vista della trasferta di Istanbul, decisiva ai fini della prosecuzione della campagna europea della società di proprietà del Presidente Evgeny Giner. La qualificazione alla Champions è stata buttata via in qualche gara che doveva esser gestita diversamente.
Per quanto riguarda il Saturn, la partenza del team della Moscow Region è stata ad handicap: dopo l'esonero di Jurgen Roeber, la musica è cambiata ed i neroazzurri sono divenute una delle realtà più positive dell'intero 2009. Chissà se i veterani Dmitry Loskov ed Andrey Karyaka hanno in serbo qualche scherzetto al CSKA che in caso di sconfitta od anche di pareggio potrebbe rimanere fuori dall'Europa per la stagione 2010/11.
Nei precedenti in casa dell'ex Armata Rossa, sei vittorie per il CSKA, tre pareggi ed un unico successo del Saturn che risale al 2002.

FC Mosca - Dinamo Mosca
2002- FC Mosca - Dinamo 0-2: 5' Hornak, 59' Tochilin.
2003- FC Mosca - Dinamo 0-1: 67' D. Cesnauskis.
2004- FC Mosca - Dinamo 1-0: 90'+2 S. Ivanov.
2005- FC Mosca - Dinamo 2-1: 32' (rig.) e 38' Kirichenko; 58' J. Ribeiro.
2006- FC Mosca - Dinamo 1-1: 36' Bracamonte; 84' Bulykin.
2007- FC Mosca - Dinamo 4-1: 21' Adamov, 45' Chizek, 82' P. Bystrov, 84' S. Ivanov; 31' K. Kombarov.
2008- FC Mosca - Dinamo 1-1: 50' Epureanu; 44' Kerzhakov.
ANDATA- Dinamo - FC Mosca 1-0: 90'+3 Kerzhakov.

Match importante per l'FC Mosca che spera in un mezzo passo falso del CSKA. A sperare è forse solo il Presidente Dmitriev e qualche elemento della rosa che rimarrà allo Streltsov anche nel 2010. Sono tanti infatti i giocatori dei 'Cittadini' in procinto di cambiare aria. La squadra controllata dalla Nor Nikel' infatti è stata la maggior rivelazione di questo torneo ed i leader della formazione di Miodrag Bozovic in massa potrebbero lasciare la formazione del Comune moscovita per trasferirsi in club più ambiziosi e dalle finanze più floride. Non è forse un caso che,d alla vittoria sullo Zenit che ha scatenato tante e forse troppe voci di mercato, Samedov e compagni si siano suicidati prima a Krasnodar e poi in casa contro lo Spartak Nalchik, entrambe due formazioni che lottavano per non retrocedere. Per regalare ai pochi intimi dello Streltsov la seconda presenza in Europa negli ultimi tre anni, serve una vittoria condita da un mezzo passo falso del CSKA contro il Saturn. L'FC visto in campo contro lo Zenit e contro il CSKA non dovrebbe aver particolari problemi a vincere contro una Dinamo che ormai lavora solo in ottica 2010 e che è attesa da una rifondazione,d a un rafforzamento che potrebbe includere il sacrificio di quell'Alexander Kerzhakov che probabilmente non sarà in campo nè domani e nè il prossimo anno. La gara dell'andata fu la fotografia al contrario della stagione. L'FC perse da una Dinamo Kerzha-dipendente, in una gara che aveva messo in risalto la mano di Bozovic da una parte e l'assenza di gioco nei 'Poliziotti' dall'altra. Valori ed impressione che ci hanno accompagnato da quel giorno di metà marzo sino ad oggi.
Quasi equilibrio nelle sfide allo Streltsov, con l'FC Mosca che conduce per tre successi a due. Tre anche i pareggi.

Khimki - Lokomotiv Mosca
2007- Khimki - Lokomotiv 1-2: 70' Antipenko; 32' D. Traoré, 90'+5 Rodolfo.
2008- Khimki - Lokomotiv 2-2: 47' Antipenko, 71' Pylypchuk; 37' Sychev, 42' Bilyaletdinov (rig.).
ANDATA- Lokomotiv - Khimki 1-1: 64' Glushakov; 27' M. Jovanovic.

La Loko può esser artefice del proprio destino,chi l'ha detto che deve dipendere solo ed esclusivamente dal risultato del Petrovskiy? Alla compagine di Semin "basterà" vincere a Khimki con una decina di gol di scarto..
Scherzi a parte, alla Khimki Arena tutti aspetteranno buone nuove da San Pietroburgo, dove lo Spartak Mosca farà visita allo Zenit, appaiato in classifica ai 'Ferrovieri' ed alla pari anche negli scontri diretti, ma con una differenza reti migliore. Il brasiliano Wagner, autore di un gol nella vittoriosa trasferta sempre di Khimki contro la Dinamo,h a confidato di aver parlato con un Welliton disposto a battere lo Zenit per lanciare in Champions un'altra russa a trazione brasiliana. Yanbaev, Sychev, tutti a sperare nello Spartak ed a promettere di non sottovalutare il Khimki, squadra in buoni rapporti con lo Zenit. Lunedì il tecnico Yuri Semin aveva chiesto allo Zenit di giocare, in caso di arrivo a pari punti, uno spareggio secco per l'assegnazione del bronzo, questo dopo che lo Zenit era riuscito furbescamente a sottrarsi ad una sconfitta a tavolino dopo aver schierato a Cherkizovo uno straniero (Fatih Tekke) di troppo.
Per il Khimki si tratta dell'ultima recita in una stagione piena zeppa di tragedie sportive, dall'inizio con la storia del presunto fallimento alla fine, con una retrocessione inevitabile con numeri terrificanti: peggior attacco, peggior difesa e 23 sconfitte su 29 gare disputate.
Una vittoria dei 'Ferrovieri' (2007) ed un pareggio l'anno scorso per una sfida che l'anno prossimo non si ripeterà.

Krylya Sovetov Samara - Tom Tomsk
2005- Krylya Sovetov - Tom 1-1: 7' Karyaka; 10' Klimov.
2006- Krylya Sovetov - Tom 2-1: 55' Kanchelskis, 70' Topic; 60' Demkin.
2007- Krylya Sovetov - Tom 1-1: 53' Mudjiri (rig.); 9' Maznov.
2008- Krylya Sovetov - Tom 3-0: 19' Savin, 39' Tikhonov, 83' Bober.
ANDATA- Tom - Krylya Sovetov 0-1: 51' Savin.

Una partita che ha ben poco da dire quella che andrà di scena al Metallurg di Samara. Prevarrà la voglia del Krylya Sovetov di congedarsi dal proprio pubblico, caloroso ed orgoglioso,vincendo, oppure la voglia del sorprendente Tom di scalare qualche posizione in classifica, dopo una stagione da squadra tosta che ha saputo metter da parte problemi finanziari piuttosto seri, poi appianati da Gazprom ed altri sponsor? Stagione sicuramente negativa per le 'Ali', una delle rivelazioni dello scorso torneo, ma una delle squadre più deludenti nel 2009, capace di togliersi soddisfazioni soltanto contro lo Spartak Mosca. Tante gare buttate via, tanti episodi dubbi che hanno fatto scendere un pò di gelo tra la calda tifoseria di Samara e la storica squadra allenata prima da Leonid Slutskiy e poi da Yury Gazzaev, cugino del più noto Valery.
Niente da dire sull'annata del Tom: tanti problemi risolti con tanta grinta, altrettanto lavoro ed addirittura belle vittorie ai danni di squadre d'alta classifica.U na salvezza che può dirsi, nel limite della logica, abbastanza tranquilla. Ancora una volta un bravo al serio Nopomnyaschij che però in settimana non ha risparmiato frecciate a Terek e Spartak Nakchik, accusati di salvarsi con mezzi non sempre leciti. Cosa avrà voluto dire Valery Kuzmich?
Il Tom mai ha espugnato Samara nella storia del Campionato Russo. Due vittorie per le 'Ali' e due pareggi nei precedenti degli ultimi quattro anni.

Kuban Krasnodar - Rubin Kazan
2004- Kuban - Rubin 1-0: 15' Axenov.
2007- Kuban - Rubin 0-1: 37' Ryazantsev.
ANDATA- Rubin - Kuban 3-0: 24' Bukharov, 31' Semak, 54' Bukharov.

Potremmo star qui sino all'inizio del prossimo Campionato a celebrare questo Rubin così spietato, così solido ma in alcuni frangenti anche spettacolare; una squadra capace di vincere e stravincere in Russia e di esser ancora in corsa per gli ottavi di Champions League in un gruppo con Barcelona, Inter e Dinamo Kiev. Lo faremmo volentieri, ma la squadra che Kurban Berdyev mandrà in campo a Krasnodar potrebbe addirittura esser rivoluzionata per 7/8 undicesimi rispetto a quella che abitualmente ha stritolato gli avversari in giro per la Russia. Un Rubin in campo con le riserve contro un Kuban che in caso di sconfitta del Rostov sarebbe incredibilmente salvo.D ifficile che ciò accada, ma gli uomini di Galstyan faranno sicuramente sul serio, visto che battere i Campioni di Russia è la condizione necessaria per regalarsi il diritto quantomeno alla speranza.
Tornando al Rubin, Berdyev potrebbe comunque non rinunciare a Dominguez,i n odore di premio come Miglior Giocatore del 2009 e Bukharov, stanco sì, ma desideroso di segnare qualche gol in più.
Due i precedenti a Krasnodar, con una vittoria per parte.


Rostov - Amkar Perm
2004- Rostov - Amkar 0-0
2005- Rostov - Amkar 2-0: 9' e 42' Buznikin.
2006- Rostov - Amkar 1-1: 90'+1 Gogniev; 90'+2 Kushev.
2007- Rostov - Amkar 2-0: 87' Starkov, 90' Osinov.
ANDATA- Amkar - Rostov 0-0

Il Rostov chiede strada all'Amkar per non andare in contro ad un qualcosa che poteva sembrare fantascientifico solo due settimane fa. Una clamorosa sconfitta della squadra di Oleg Dolmatov unita ad una vittoria del Kuban sul Rubin, decreterebbe un'incredibile, impensabile, clamorosa retrocessione in First Division per la squadra del Fiume Don. Sarà comunque difficile combinare uno dei più grandi pasticci degli ultimi anni, visto che l'Amkar è ormai salvo e senza obiettivi ed in casa il Rostov potrà contare sull'apporto del proprio pubblico che anche quest'anno ha quasi sempre colmato sino all'orlo le tribune dell'Olimpik. Sembrava tranquilla e raggiunta la salvezza, mentre ci sarà invece da lottare fino alla fine.
I rossoneri degli Urali, dopo la grande paura d'inizio autunno, grazie a Rashid Rakhimov hanno raggiunto l'obiettivo preposto abbastanza velocemente.
Anche i numeri sono con i ragazzi di Dolmatov. Mai l'Amkar ha espugnato l'Olimpik, dove al massimo ha raccolto due pareggi nei quattro precedenti.

Spartak Nalchik - Terek Grozny
2008- Spartak Nalchik - Terek 2-0: 17' Siradze, 88' Samsonov.
ANDATA- Terek - Spartak Nalchik 1-0: 90'+5 Cléber.

La posizione di classifica ormai assestata disinnesca un derby caucasico che poteva diventare esplosivo qualora le due squadre avessero avuto un paio di punti in meno. Spartak Nalchik e Terek potrebbero cosìdar vita tanto alla gara pazza da ultimo giorno di scuola quanto ad uno scialbo e sopporifero confronto che non serve a nessuno.
Un solo precedente a Nalchik, terminato 2-0 per lo Spartak del Sud nello scorso Campionato.

Zenit San Pietroburgo - Spartak Mosca
2002- Zenit - Spartak Mosca 0-1: 78' Beschastnykh.
2003- Zenit - Spartak Mosca 2-1: 30' V. Bystrov, 60' Mares; 67' Pjanovic.
2004- Zenit - Spartak Mosca 2-0: 14' Spivak (rig.), 22' Radimov.
2005- Zenit - Spartak Mosca 1-1: 87' Kerzhakov; 60' Pavlyuchenko.
2006- Zenit - Spartak Mosca 1-4: 2' aut. Kovalchuk; 35' Pavlyuchenko (rig.), 47' e 73' Pjanovic, 76' Bazhenov.
2007- Zenit - Spartak Mosca 1-3: 85' Pogrebnyak; 2' Titov, 24' Stranzl, 37' V. Bystrov (rig.).
2008- Zenit - Spartak Mosca 0-0
ANDATA- Spartak Mosca - Zenit 1-1: 2' Saenko; 17' Pogrebnyak.

La gara più attesa a San Pietroburgo, città che vive e respira solo per lo Zenit, contro i rivali di sempre.
Sarà una vera e propria finale per gli uomini di Anatoly Davydov che hanno in mano il proprio destino. Difficilmente lo Spartak Mosca si farà volontariamente da parte. I 'Myaso' sono i nemici giurati di quei 'Meshki' che sul finire dell'estate, avvalendosi della clausola di rescissione pari a 15 milioni di euro, hanno 'scippato' ai lanciatissimi rossobianchi l'ala destra Vladimir Bystrov, che per forza di cose è l'uomo copertina del match. Nessun suo ex compagno allo Spartak lo ha incolpato, biasimato, nessuno gli ha promesso un trattamento speciale. Tutti pare l'abbiano capito, quasi perdonato. A parole. La legge del campo, della competizione, potrebbe essere tutt'altra. I tifosi dello Spartask chiedono a gran voce la vendetta;Boyatrintsev, Parshivlyuk e Welliton promettono il regalo ai propri supporters ed a quelli della Loko: l'estromissione dalla prossima Champions League dello Zenit San Pietroburgo, la squadra più ricca del paese. Alex non vuole continuare a perdere (due infatti le sconfitte consecutive degli uomini di Valery Karpin, che di fatto hanno consegnato su un piatto d'argentino il titolo al Rubin) e lasciare un altro segno importante in questo torneo che è stato anche un pò il suo.
Per lo Zenit è semplicemente LA partita, una gara da vincere in nome del passato, del presente e soprattutto del futuro. La vittoria riproietterebbe lo Zenit in un'altra dimensione, quella della Champions League. E' ovvio che in caso di qualificazione la Gazprom tornerà pesantemente sul mercato ad investire cifre importanti, così come sarà importante il nome del futuro allenatore. Un eventuale fallimento invece potrebbe rovinare una buona parte dei progetti dell'ambiziosissima dirigenza dello Zenit. Dopo il trionfale 2008 e dopo le dolorosissime separazioni che hanno contraddistinto tutto il 2009,l a città che aveva fatto la bocca ai successi come un nobile al vino d'annata vuol tornare a ribollire per sfide d'alto livello, per sfide verso grandi traguardi. Il pubblico del Petrovskiy, sempre caloroso,sempre riconoscente come sempre è pronto a perdonare ai propri ragazzi anche il mancato raggiungimento dell'obiettivo, ma guai a non onorare la maglia, guai a non battersi sino all'ultima goccia di sudore, guai a non crederci, guai ad infangare il nome dello Zenit e ad ingannare un popolo, una città, una provincia che ha nell'anima il tifo verso questa squadra.

Davydov ha recuperato Fernando Meira che per la prima settimana dopo tanto tempo s'è allenato a pieno ritmo. Potrebbe rientrare lui al centro della difesa in coppia con Lombaerts ed al posto di Krizanac. Semshov e Rosina ancora a rischio panchina. La nostra speranza è quella che l'italiano possa esser protagonista di una delle gare più importanti di Russia,una gara che potrebbe anche consacrarlo come idolo dei tifosi dei Sinoe-Byelo-Golubye.
Lo Spartak Mosca - nella storia del campionato russo - è avanti nei precedenti anche a San Pietroburgo, grazie alle sei vittorie, una in più dei rivali. Tre i pareggi.


Probabili formazioni: Davydov è possibile che confermi anche l'undici sceso in campo a Kazan, con Kezman e Tekke in attacco e Bystrov ed Huszti larghi sulle corsie laterali. Tuttavia potrebbe esservi anche un cambio di modulo, con un'unica punta, ed in quel caso ambirebbero ad una maglia da titolare Rosina e Semshov.
Karpin a mio parere non farà troppi stravolgimenti, anche se è possibile che troveranno spazio alcuni giocatori impiegati raramente da titolari nell'ultimo tempo (penso ad Ibson - rientrato un mese fa da un infortunio, a Boyarintsev, a Quincy, all'ex Khimki Nizamutdinov).

domenica 22 novembre 2009

Il Rubin Kazan si riconferma Campione di Russia!


E così il Rubin Kazan, in barba a chi credeva che difficilmente il suo titolo sarebbe stato riconfermato, si laurea Campione di Russia con una giornata d'anticipo. Con lo Spartak sconfitto a Mosca per 3-2 dal CSKA, ai Tartari basta un pareggio a reti bianche con lo Zenit San Pietroburgo per far esplodere una città intera, la capitale della Repubblica Autonoma Russa del Tatarstan. Nonostante sia ancora poco nota ai più, Kazan è ormai a tutti gli effetti insieme a Mosca la città leader dello sport russo, come dimostrano anche i recenti risultati ottenuti nel basket, nell'hockey su ghiaccio e nella pallavolo. Il Rubin diventa inoltre, nella storia del calcio russo, la prima squadra non di Mosca a riuscire a confermarsi campione.
Un successo sicuramente più sofferto rispetto a quello dello scorso anno, nonostante i più concordino che il Rubin del 2008 e quello del 2009 siano due squadre distinte e separate.
Il primo Rubin era una formazione cinica e spietata, che riusciva sempre a trasformare il calcio in una partita a scacchi. Il suo gioco non entusiasmava, tanto da essere snobbato dalla critica e dagli addetti ai lavori in toto. Una squadra insomma all'italiana, che sbagliava poco e concedeva ancor meno. Bastava un morso ai giocatori in maglia granata per stecchire la preda di giornata. Il primo titolo arrivò così, tra lo stupore - ma anche la debolezza (perchè tutte le presunte favorite delusero) - generale. Già lo scorso anno la banda di Kurban Berdyev mise però in mostra attributi che parevano non volerne sapere di risiedere in Russia: carattere, concentrazione, sapienza, modo di preparare le gare ed attenzione massima. Tutte qualità sconosciute alle altre compagini russe ed alla stessa nazionale, eliminata clamorosamente dai Mondiali. Lo scorso anno il Rubin era una squadra nuova, letteralmente rivoluzionata rispetto a quella che la stagione precedente era giunta al decimo posto ed era uscita mestamente in Intertoto. A Kazan era arrivata gente come Ryzhikov, Sharonov, Orekhov, Kvirkvelia, Ansaldi, Semak, Gokdeniz Karadeniz, Rebrov e Milosevic, e la dirigenza - per festeggiare al meglio il 50esimo anniversario - aveva posto l'Europa come obiettivo dichiarato. Il Rubin avrebbe dovuto necessitare di tempo per l'assemblaggio ed invece iniziò ad imporre la propria legge sin dalla prima giornata, vincendo sempre in modo analogo, avessero di fronte tanto lo Zenit quanto il Luch-Energia. Semak e compagni presero il volo nello scontro diretto con la Dinamo a fine aprile, una serie di cinque pareggi nel mese di luglio rischiò di riaprire il campionato, poi un sonoro 4-1 rifilato ad uno Zenit che pochi giorni dopo vinse la Supercoppa Europea, e torneo mandato in archivio, con la festa a Ramenskoe, a ben tre giornate dal termine.
Nel mercato invernale la dirigenza aggiunge alla rosa due rinforzi di non poco conto: il difensore spagnolo César Navas, prelevato dal Racing di Santander, e soprattutto il grande ex Alejandro Dominguez, beniamino dei tifosi ed idolo locale. Con il 'Chori' il Rubin acquisice anche quel tocco di fantasia e di imprevedibilità che gli mancava. L'argentino, inizialmente in ritardo di condizione, giochicchia e corricchia ma è decisivo fin dalle prime battute. Quando poi la sua forma raggiunge il picco, gli avversari non lo prendono più, e non solo entro i confini russi. Ma il potenziale offensivo del Rubin nel 2009 beneficia anche di un altro giocatore, che già c'era ma che causa infortuni non si era ancora consacrato definitivamente: Alexander Bukharov, sfortunato centravanti 24enne con il fisico da cestista. Con lui e Dominguez in attacco, i gol arrivano a raffica: 32 in coppia, più della metà di quelli segnati dal Rubin. L'elemento che differenzia il primo titolo dal secondo è proprio questo: gli uomini del turkmeno Berdyev non si limitano più a chiudersi per poi ripartire in contropiede (tattica comunque sempre buona per ogni evenienza e che ha dato i suoi frutti in Champions contro il Barcelona), ma hanno imparato anche a proporre gioco, a stravincere, facendo talvolta anche divertire, come dimostrano le diverse goleade rifilate quest'anno. Allo stesso tempo il Rubin è stato bravo a non sbilanciarsi, non perdendo quello spirito di sacrificio che l'aveva contraddistinto: sarebbe sbagliato quindi lodare solamente i giocatori offensivi come i già citati Bukharov e Dominguez o come l'imprendibile turco Karadeniz ed il giovane russo Ryazantsev, dimenticandosi del lavoro oscuro svolto dai vari Noboa, Semak e Sibaya davanti alla difesa.
Il tutto senza contare che il collettivo è diventato nel frattempo ben più cementato dell'anno precedente, che la Champions League che inizialmente deprime i ragazzi di Berdyev dopo lo sfortunato esordio a Kiev, mette le ali ai Tartari in ottica Russian Premier League.
Anche le cifre parlano chiaro: secondo miglior attacco (un gol in meno rispetto allo Spartak), miglior difesa, due giocatori nei primi tre posti della classifica cannonieri, Inter messa all'angolo nella manifestazione per club più importante, un solo punto in due partite concesso al Barça Campione d'Europa. Numeri da grande squadra.

Impossibile dunque non complimentarsi con i Tartari, che tuttavia non potranno concedersi troppo ai festeggiamenti, perchè martedì avranno davvero la possibilità di entrare entrare nella storia e forse sarebbe meglio non aggiungere altro, visto che la scaramanzia è di casa in questa metropoli della Russia Centrale. Vero Berdyev?

giovedì 19 novembre 2009

Fuori dal Mondiale. Un'altra volta, la seconda consecutiva.




La delusione è enorme, da tifoso non la smaltirò mai. Un appassionato dei tornei per nazionali come il sottoscritto, un fanatico dei Mondiali fin da quando era bambino non può seguire un'altra Coppa del Mondo senza la Russia, la seconda consecutiva. Un'eliminazione inspiegabile, che non mi sarei neanche lontanamente immaginato. Il calcio è soltanto uno sport, per carità, ci sono indubbiamente cose ben più importanti nella vita di un uomo, ma non augurerei nemmeno al mio peggior nemico di subire una tale disfatta sportiva.

Provo però a dare una mia semplice versione di quello che è successo ieri sera ed in generale nello spareggio contro la Slovenia, in un post che di giornalistico (o pseudo-tale) non avrà evidentemente nulla. Un semplice sfogo di un tifoso amareggiato come non mai.

All'andata non c'è stata partita: chi ha visto la gara lo sa, polli noi a non chiuderla e soprattutto a subire quel maledetto gol nel finale (rischiando peraltro di essere raggiunti al 90'+4). E' stato quel gol casuale di Pecnik che ci ha eliminati.
Ieri la squadra mentalmente proprio non c'era, non è scesa in campo. L'avevo intuito già dagli inni nazionali: un'espressione più preoccupata dell'altra, lo stesso HIDDINK SE LA STAVA FACENDO SOTTO. E dire che le dichiarazioni pre-partita lasciavano presagire a tutt'altra prestazione: "Noi li attaccheremo, siamo la Russia, giocheremo all'attacco come abbiamo sempre fatto". S'è visto.
Il primo tempo è stato PATETICO: non siamo riusciti a fare un'azione degna di nota, neanche due passaggi di fila; A TUTTI I GIOCATORI TREMAVANO VISIBILMENTE LE GAMBE. Gli sloveni, invece, erano caricati a mille ed hanno creato un sacco di opportunità; legittimo il loro vantaggio, anzi avrebbero meritato di essere avanti di due reti.
Nella ripresa auspicavo in una svolta, che non c'è stata. Abbiamo creato qualche opportunità (due clamorose nel finale con Zhirkov e V. Berezutskiy), ma la manovra era sempre confusa, priva di idee, e la lucidità era già andata a farsi benedire. Avremmo potuto segnare solo e soltanto grazie ad un episodio o ad un'azione personale di quel FUORICLASSE chiamato Yuri Zhirkov.
Poi è entrato in scena l'arbitro, il pessimo Hauge (sempre sbagliato mettere un nordico ad arbitrare la Russia, ma non voglio aggrapparmi troppo a queste cose), che ha espulso con un rosso diretto Kerzhakov, appena entrato in campo. Espulsione giusta? Assolutamente no. Sasha avrebbe potuto tirare indietro la gamba, ma dai replay si nota benissimo come intendesse cercare di prendere la palla per deviarla in rete. Kerzhakov che inoltre è stato colpito a pugni da due giocatori sloveni (Handanovic è un uomo piccolo piccolo). Cornuto e mazziato, insomma.

Quando ho visto Kerzhakov uscire piangendo dal campo ho capito che non saremmo mai passati (nonostante mancasse ancora mezzora). Era già tutto scritto: il mio idolo, colui che mi fece avvicinare a questo movimento, cacciato fuori in una partita fondamentale come questa, soprattutto per la generazione di quei calciatori che nel 2002 tanto mi colpì ma che molto probabilmente non parteciperà più ad un Mondiale. Lo ripeto, era già tutto scritto.
Ci abbiamo creduto poco, troppo poco, sembrava giocassimo con un solo giocatore (Zhirkov), che nonostante fosse teoricamente il meno in forma (causa infortunio non ha mai giocato nel Chelsea!) era l'unico a provarci. Ci siamo inevitabilmente sbilanciati e siamo stati addirittura graziati dai nostri avversari.


Hiddink? Non ci ha capito nulla. A partire dalla formazione iniziale, dai cambi (ritardatissimo quello di Pogrebnyak, abbiamo giocato per un quarto d'ora con Bilyaletdinov centravanti!!!) e soprattutto a livello psicologico non è riuscito minimamente a caricare i giocatori. Aveva più paura lui di loro. E' il più grande fallimento della sua carriera, questo è poco ma sicuro.
Resterà? No. Innanzitutto credo che sia lui stesso a non voler rinnovare, ma anche se decidesse di restare per prendersi una rivincita personale, sarebbe la stessa Federazione Russa (immagino furente) a cacciarlo, visto anche il lauto stipendio che percepisce.


Che cosa e quanto avrebbe potuto dare la Russia al Mondiale sudafricano? Tanto. Se fosse arrivata in forma, avrebbe potuto benissimo essere una delle principali outsider, avrebbe potuto fare strada insomma. E soprattutto far divertire il pubblico, anche quello neutrale, con il suo gioco veloce ed offensivo. Ma giustamente con i se ed i ma non si va da nessuna parte, ed in Sudafrica ci andrà l'insipida Slovenia, che verrà eliminata al primo turno.
Personalmente, lasciatemi almeno dire che mi fa "rosicare" non poco vedere qualificate squadre come l'Italia (che ha giocato sempre male) e soprattutto l'Argentina, due formazioni che durante le qualificazioni hanno vinto quasi esclusivamente grazie agli episodi favorevoli. Ecco, a tal proposito, ieri la Russia ha giocato come l'Argentina di Maradona nelle ultime partite del girone. Stessa tensione emotiva, stessa paura. Però l'episodio favorevole a noi non è capitato. Russia che comunque, lo ricordo, ha disputato nel complesso un buon girone di qualificazione, non difficile, è vero, ma vincendo sempre e con autorità tranne che contro la Germania, messa sotto sul piano del gioco sia all'andata che al ritorno. Tutti i media tedeschi, i giocatori, l'allenatore Low, avevano dichiarato che la Russia sarebbe stata la squadra da temere maggiormente negli spareggi, quella da evitare a tutti i costi. Ed invece è uscita mestamente contro l'avversario oggettivamente più debole.


I singoli? Male tutti, a parte gli unici due campioni della rosa, AKINFEEV e ZHIRKOV. Arshavin, dispiace dirlo, ma ha dimostrato di non essere un fuoriclasse, risultando il peggiore in campo sia all'andata che al ritorno. Ieri sembrava dovesse spaccare il mondo, ma ha giocato peggio che all'andata. Se siamo stati eliminati, però, gran parte del "merito" è da attribuire all'unico vero CANCRO della nostra squadra, i difensori centrali. Incommentabili Ignashevich e Vasily Berezutskiy. Ecco, l'unica notiza positiva dell'eliminazione è forse proprio questa: difficilmente vestiranno ancora la maglia della 'Sbornaya'. Peccato però che in quel ruolo di alternative valide non ce ne siano, neanche tra i giovanissimi.
Tutti gli altri dei fantasmi che vagavano per il campo, perforabili in fase difensiva, innocui in quella offensiva. Gente senza palle insomma, senza personalità.


La mentalità, la fragilità psicologica è da sempre stato il principale limite del calcio russo, questo è risaputo. Speravo però che con l'approdo di uno degli allenatori migliori del globo le cose cambiassero, i giocatori diventassero più fiduciosi: mi sbagliai, come dimostrò la sconfitta a Tel Aviv, in seguito all'impresa casalinga contro l'Inghilterra. Anche in quel caso, insomma, ci eravamo suicidati da soli e senza la sportività della Croazia saremmo rimasti a casa.
In seguito, PERO', abbiamo disputato un Europeo grandioso, giocando un calcio a tratti meraviglioso (si contano sulle dita di una mano le nazionali che hanno giocato meglio in una grande manifestazione della Russia ammirata contro Svezia e soprattutto Olanda). Sembravamo destinati a (ri)entrare tra le grandi nazionali, eravamo tornati ad essere rispettati e temuti da tutti come ai tempi dell'URSS. Insomma, in cuor mio speravo che la nazionale avesse dimenticato quei problemi di natura psicologica e mentale pagati a caro prezzo in passato. Ed invece... ed invece, eccoci qua, eliminati dal prossimo Mondiale dalla Slovenia, uno stato più piccolo della sola regione di San Pietroburgo, tanto per dire. Un'umiliazione senza precedente, totalmente inattesa.


Che cosa succederà in futuro? Non lo so e non voglio pensarci.
Diversi giocatori usciranno dal giro (penso agli over-30 come Semak, Semshov e Zyryanov), alcuni la abbandoneranno (temo Arshavin, che potrebbe non riprendersi più da questa batosta devastante), si faranno tanti proclami inutili e stupidi. Ci sarà aria di rinnovamento, si vorrà cambiare tutto. TUTTE CAZZATE (perdonate il francesismo, concesso però in uno sfogo come questo), perchè questa Russia - un pò come l'Inghilterra di McClaren (che comunque a livello di singoli era ancora più forte) - non è una squadra da rifondare. Tecnicamente c'è, ha delle basi, è una squadra di spessore (difesa a parte), che in un Mondiale non avrebbe fatto la comparsa.
Eppure... eppure, ecco la seconda eliminazione consecutiva.

Da quando seguo la nazionale russa, io che ho sempre privilegiato il calcio delle nazionali rispetto a quello dei club, io che durante un Mondiale impazzisco nel vero senso del termine (nel senso che mi estraneo da tutto, per me esiste solo quel torneo), non ho mai visto la Russia partecipare ad una fase finale della ex Coppa Rimet. Che tristezza.

mercoledì 18 novembre 2009

Che senso ha continuare a seguire questo sport?

Sono un uomo distrutto, che con il calcio ha chiuso per sempre.

sabato 14 novembre 2009

La Russia si complica la vita da sola, la Slovenia ringrazia.


Russia - Slovenia 2-1

Reti: 40' e 51' Bilyaletdinov; 87' Pecnik.


Nonostante la sapiente guida di un tecnico esperto e navigato (nonchè invidiato da tutte le altre nazionali del globo) come Guus Hiddink, la Russia sembra non voler maturare mai, sembra non voler fare quel passo in avanti che era lecito attendersi dopo l'exploit di EURO 2008 e, partita dopo partita, continua a ripetere gli stessi identici errori, che ormai i lettori di questo blog conosceranno a memoria. Errori ancor più gravi perchè effettuati in un match delicatissimo come quello d'andata dello spareggio per le qualificazioni Mondiali contro la non obiettivamente irresistibile Slovenia, in una gara che sembrava ormai chiusa e che la Russia teneva saldamente in mano. Ma sono bastati 5 minuti di follia collettiva per rovinare quanto di buono fatto nei precedenti 85': la Slovenia, infatti, non ha solo trovato la rete che ha riaperto la qualificazione, ma ha addirittura rischiato di rimontare e di raggiungere un insperato pareggio al quale - per come si erano messe le cose - non avrebbe creduto neanche il più ottimista dei tifosi sloveni. Se ciò non è accaduto, se la rimonta nel finale non si è concretizzata, il merito è tutto di un unico giocatore, forse il vero fuoriclasse presente nell'attuale rosa russa, ovvero Igor Akinfeev, autore di una parata che definire mostruosa è riduttivo. Una beffa incredibile per una 'Sbornaya' che pare non volere imparare manco per sbaglio dai propri frequenti errori già commessi in passato, che si è seduta una volta che pensava di avere già vinto e che non ha affondato il colpo contro un avversario ormai morto e sepolto, fatto rientrare in partita dalla sufficienza e dalla spacconeria dei russi.
Con questa mentalità, non solo sarà impossibile diventare una grande nazionale, ma sarà difficile anche raggiungere i risultati previsti. Un discorso qualificazione che poteva essere chiuso comodamente già oggi si complica tutto ad un tratto e serviranno gli attributi per non farsi mettere sotto a Maribor, in un'atmosfera che si rivelerà d'inferno. Il tutto giusto per far penare oltre il dovuto i supporters russi, ormai peraltro ben abituati a questo genere di sofferenze (vedi qualificazione da infarto allo scorso Europeo, con tanto di suicidio in Israele).


Hiddink mette (momentaneamente?) da parte il tradizionale 4-3-2-1 e punta su un 4-4-2, con Zyryanov largo sulla destra e Bilyaletdinov, a sorpresa preferito ad un Bystrov in non perfette condizioni fisiche, sulla sinistra, con Arshavin e Pavlyuchenko in attacco. Denisov e Semak in mezzo a far legna, con il recuperato Zhirkov che parte nel suo solito (almeno in nazionale) ruolo di terzino sinistro.
Nessuna sorpresa nella Slovenia, con il tecnico locale che conferma la formazione della vigilia.

L'inizio della Russia è poco brillante, le gambe degli undici schierati dal CT olandese tremano ancora, sia per la fredda temperatura moscovita sia soprattutto per l'importanza vitale di un match insidiosissimo. Manca un pò di lucidità e la paura di non sbagliare si fa sentire. Inoltre, pur non facendosi mettere sotto, la Russia concede tre corner consecutivi alla Slovenia, utili agli avversari per mettere sotto pressione la retroguardia padrona di casa, per avanzare il proprio baricentro e per prendere coraggio. Man mano che passano i minuti, pur con qualche evidente difficoltà, la Russia esce dal guscio, inizia a proporsi con maggiore convinzione, in particolare sulla fascia sinistra con il propositivo Zhirkov, impiegato in questa stagione soltanto una volta per 90' (durante Russia-Germania 0-1). E' proprio il laterale ex CSKA che al 14', grazie ad una formidabile progressione palla al piede delle sue, semina il panico tra le maglie dei giocatori allenati da Matjaž Kek, entra in area, salta con un tunnel l'ultimo baluardo difensivo, ma si perde sul più bello, calciando di sinistro in maniera non irresistibile. Bravissimo Handanovic nella comunque difficile respinta di piede, ma Zhirkov dimostra una volta di più come il tiro - in particolare se da posizione ravvicinata - sia l'unica qualità tecnica nella quale non eccelle. Arshavin fatica a carburare, a Pavlyuchenko di palloni giocabili ne arrivano pochi, il gioco è poco fluido e piuttosto leggibile dalla difesa ospite: sembra di conseguenza inevitabile un pareggio a reti bianche al termine della prima frazione di gioco. Uno 0-0 che però scongiura il giocatore che forse stava giocando peggio di tutti, quel Diniyar Bilyaletdinov inaspettatamente inserito da quel vecchio volpone di Guus nella formazione titolare. Ed il gol del neo-esterno dell'Everton è anche un gol d'autore: finta di corpo in area che disorienta mezza difesa slovena e gran destro, potente ma anche un pò 'svirgolato', che non lascia scampo all'estremo difensore di proprietà dell'Udinese. Un primo tempo quindi rivedibile ma un risultato preziosissimo, con la rete arrivata nel momento giusto: tutte condizioni che lasciano presupporre che la gara possa essere incanalata sui binari più favorevoli per la nazionale russa. E così infatti è, perlomeno negli ottimi primi 10-15' della ripresa, giocati con grande ritmo, con gli unici obiettivi di mettere in difficoltà gli avversari e di raddoppiare. Ciò avviene al 7' del secondo tempo ed a finire sul tabellino dei marcatori è ancora lui, l'ex capitano della Lokomotiv, uno che le partite psicologicamente difficili da disputare era solito fallirle senza appello: invece è bravo e fortunato a sfruttare a proprio favore un rimpallo ed a trafiggere Handanovic, ancora una volta con il piede meno buono, il destro. Si tratta della prima doppietta in nazionale per Bilyaletdinov, giunto a quota quattro centri in trentuno presenze. Da qui fino al pareggio-beffa di Pecnik sarà un autentico monologo russo: a sfiorare ripetutamente il 3-0 saranno in ordine Arshavin con un colpo di testa da buona posizione uscito non di molto, Ignashevich con una botta su punizione dai 30 metri, Pavlyuchenko in tuffo a volo d'angelo su splendido assist di Zyryanov ed infine ancora 'Bilyaletdinho', con un poderoso stacco in mezzo all'area. Quando tutto sembra finito, la Slovenia - mantenuta in vita dall'inesistente concretezza degli avversari - si risveglia improvvisamente dal suo letargo ed avvisa la Russia con una conclusione volante del bomber del Colonia Novakovic, per poi punirla con il già più volte menzionato tap-in vincente del numero 7 in forza ai portoghesi del Nacional de Madeira (guardo caso la squadra capace di eliminare lo Zenit San Pietroburgo nel primo turno dell'attuale edizione di Europa League). L'eventuale 2-2 di Suler, sventato soltanto da un miracolo di Akinfeev, sarebbe stato una punizione eccessiva, ma intanto questo è un risultato che permette alla Slovenia di giocarsela nel ritorno che disputerà fra le mura amiche. E non è cosa da poco.


mercoledì 11 novembre 2009

Il punto sulla 28ª GIORNATA di RPL: Rubin Kazan, titolo ad un passo

KHIMKI - TOM TOMSK 1-3: 14' Antipenko; 24' Klimov, 31' Radosavljevic, 79' Maznov.

Khimki (4-4-2): Komarov; Golovatenko, Zinovijev, Logashov, Gapon; Semochko (dal 44' Akhmedov), Kirillov (dal 59' Mamonov), Maximov, Starkov; Kozhanov, Antipenko.
Tom (4-5-1): Pareyko; An. Ivanov (dal 30' Katynsus), D. N. Smirnov, Jokic, Skoblyakov; Klimov (dal 46' V. Volkov), Radosavljevic, Michkov (dal 77' Yanotovskiy), D. A. Smirnov, Kharitonov; Maznov.


ROSTOV - SATURN RAMENSKOE 1-2: 20' Lebedenko; 38' Topic, 53' Karyaka.

Rostov (4-4-2): Khoteev; Astafjev, Sheriev, Lengyel, Andjelkovic; Lebedenko (dal 79' Salugin), Kulchiy, Pavlenko, Gatkan; Ahmetovic, Akimov (dal 37' B. Petrovic).
Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Zelão, Grachev, Nakhushev; Nemov, Vorobjev; Al. Ivanov, Karyaka, Kuzmichev; Topic (dal 77' Kirichenko).


KRYLYA SOVETOV SAMARA - SPARTAK MOSCA 2-1: 11' aut. Stranzl, 14' Bober; 90'+1 Alex.

Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos; Shishkin, Belozerov, Jarosik, Léilton; Bober, S. Ivanov, Taranov (dal 75' Savin), Ignatjev; Adamov (dal 67' O. Ivanov), Koller.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev; Parshvilyuk, Jiranek, Stranzl, F. Kudryashov; Sabitov, Ibson (dall'82' Makeev); Yakovlev (dal 54' Bazhenov), Alex Meschini, Ananidze (dal 65' Quincy Owusu-Abeyie); Welliton.


KUBAN KRASNODAR - FC MOSCA 3-3: 69' Djioev, 73' D. Traoré, 82' Dramani; 29' Rebko, 35' Jakubko, 87' Rebko.

Kuban (4-4-2): Karyukin; Khagush, Djioev, Zaseev, A. Khokhlov; Dramani (dall'89' Lagiewka), Muresan, Tlisov, Babangida (dal 58' Skvernyuk); Okoduwa (dal 46' I. Shevchenko), D. Traoré.
FC Mosca (4-1-4-1): Zhevnov; Nababkin, Okoronkwo, Epureanu, Akés Dacosta; Sheshukov; Samedov, Tarasov (dall'81' Vukic), Rebko, Cesnauskis (dal 76' Strelkov); Jakubko.


CSKA MOSCA - RUBIN KAZAN 0-2: 66' Dominguez, 90' Bukharov.

CSKA (4-2-3-1): Akinfeev; A. Berezutskiy, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov; Semberas, Aldonin (dall'83' Piliev); Krasic, Dzagoev, Mamaev; Maazou.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; V. Kaleshin (dal 46' A. Popov), Salukvadze, César Navas, Ansaldi; Semak, Noboa; Gökdeniz Karadeniz, Dominguez (dal 78' Sibaya), Kasaev (dal 65' P. Bystrov); Bukharov.


SPARTAK NALCHIK - DINAMO MOSCA 2-4: 40' Kalimullin, 85' Ricardo Baiano; 1' Ropotan, 13' Kerzhakov, 53' D. Kombarov, 75' Kerzhakov.

Spartak Nalchik (4-4-2): Radic; A. Ferreira, Djudovic, Amisulashvili, Kisenkov (dal 20' Filatov); Leandro (dal 71' Bikmaev), Kontsedalov, Geteriev, Samsonov; Asildarov, Kalimullin (dal 66' Ricardo Baiano).
Dinamo (4-5-1): Shunin; Wilkshire, Kolodin, L. Fernandez, Granat (dal 73' Terekhov); K. Kombarov, Yusupov (dal 46' Kowalczyk), Ropotan (dal 46' L. Aguiar), Khokhlov, D. Kombarov; Kerzhakov.


ZENIT SAN PIETROBURGO - TEREK GROZNY 2-0: 26' Fatih Tekke, 39' aut. Utsiev.

Zenit (4-4-2): Malafeev; Anyukov, Krizanac, Lombaerts, Sirl (dal 90' Hubocan); V. Bystrov (dall'82' Kornilenko), Denisov, Zyryanov, Fayzulin; Kezman, Fatih Tekke (dal 74' Semshov).
Terek (4-4-1-1): Dikan; Utsiev, V. Iliev (dal 18' Zabavnik), Omeljanchuk, Cléber; Katasaev, Djabrailov, Georgiev, Vlasov (dal 46' Pancu); Lakhiyalov (dal 67' Gvazava); Sadaev.


LOKOMOTIV MOSCA - AMKAR PERM 1-0: 90'+4 Sychev.

Lokomotiv (4-2-3-1): Guilherme; Cocis, Basa, Asatiani, Yanbaev; Charles, Glushakov (dal 28' Wagner); Odemwingie, Torbinskiy, Gatagov; Sychev.
Amkar (4-5-1): Usminskiy; Sirakov, Belorukov, Fedoriv, Grishin; Sokolov (dal 46' Peev), M. Novakovic, Drincic, Pomerko, S. Volkov (dal 46' Zhilyaev); Kushev.


I titoli di coda in Russia sono già partiti, con ogni probabilità infatti il Rubin si laurerà Campione di Russia per il secondo anno consecutivo con pieno merito. I Tartari, che stanno ben impressionando anche i più scettici nel difficile girone di Champions League nel quale hanno ottenuto 4 punti su 6 disponibili contro il Barcellona, nel match che ha aperto la domenica calcistica di Premier Liga sono riusciti ad espugnare il Luzhniki, vendicandosi delle tante sconfitte subite negli ultimi tempi dalla loro bestia nera per eccellenza, ovvero il CSKA Mosca (che quest'anno aveva avuto la meglio su Sergey Semak e compagni in ben tre occasioni: in Supercoppa di Russia, nella finale della Coppa nazionale e a Kazan nel girone d'andata). Dopo un periodo di sbandamento successivo alla sconfitta di Kiev nell'esordio assoluto nella massima competizione continentale per club, i ragazzi di Kurban Berdyev sono stati capaci di rialzarsi, di non mollare mentalmente e di sfruttare ogni episodio a loro favore. Come nel big match di ieri, nel quale si sono portati avanti in un modo quasi casuale (con una punizione del 'Chori' Alejandro Dominguez non deviata da nessuno) ed hanno raddoppiato nel finale in contropiede grazie ad un pregevole pallonetto dalla lunga distanza del richiestissimo Alexander Bukharov, centravanti che sembra aver convinto tutti tranne il CT della Russia Guus Hiddink che l'ha escluso dalla lista dei convocati per il delicato spareggio contro la Slovenia. Pesano nell'economia del risultato finale i gravi errori sotto porta - sul punteggio di 0-0 - degli spreconi Alan Dzagoev e Moussa Maazou.

Se a due turni dal termine la Premier Liga appare di fatto chiusa, bisogna prendersela con lo Spartak Mosca, suicidatosi a Samara contro il tutt'altro che irresistibile Krylya Sovetov degli ultimi mesi, trovatosi quasi senza rendersene conto sul 2-0 grazie ad altrettante autoreti (dispiace per la decisiva papera di Soslan Djanaev, portiere in ogni caso dal futuro assicurato). Confusa e poco convinta la reazione dei 'Myaso', che difficilmente riusciranno a recuperare alla capolista i quattro punti di svantaggio: a rendere il compito più arduo ad Alex Meschini e soci è il calendario, che vedrà i rossobianchi opposti prima ai concittadini del CSKA ed infine allo Zenit.

Ed a proposito della formazione di San Pietroburgo, non si può dire che la 28esima giornata non abbia soddisfatto i supporters della squadra che potrebbe essere allenata da Luciano Spalletti nella prossima stagione: i 'Meshki' non solo hanno regolato con il minimo sforzo la pratica Terek Grozny, ma sono anche riusciti a distanziarsi dall'FC Mosca, sorprendentemente fermato sul pari a Krasnodar. Tuttavia, a svantaggiare lo Zenit è il calendario, che vedrà la compagine nella quale milita Alessandro Rosina affrontare nientepopodimeno che le prime due della classe.
Impegni di gran lunga più morbidi, invece, per la rivelazione FC Mosca e per la Lokomotiv, sempre più trascinata da Dmitry Sychev, andato a segno con una violenta botta su calcio di punizione a 10 secondi dal termine, dopo che aveva sciupato la grande chance dagli undici metri all'86'.
Poche le possibilità per il già menzionato CSKA di raggiungere il terzo posto che vale la qualificazione al terzo turno preliminare della prossima Champions League: potrebbe così arenarsi la trattativa che sembrava potesse portare Roberto Mancini (ieri presente sulle tribune dello stadio Luzhniki) a sedere sulla panchina dell'Armata Rossa.

Tutto già scritto, salvo cataclismi, anche nelle zone basse della classifica, con il già retrocesso Khimki che perde per la tredicesima volta consecutiva (!) e con il Kuban che l'impresa la sfiora soltanto, ma non riesce a concretizzarla, nell'incontro comunque più spettacolare del terzultimo turno di campionato.

Da segnalare, dulcis in fundo, il buon successo esterno dell'ottimo Saturn dell'esordiente Andrey Gordeev ed il ritorno alla vittoria della Dinamo Mosca (importante, in ottica nazionale, la doppietta siglata da Alexander Kerzhakov, che era a secco da metà agosto).


TOP-11

(4-4-2):

Sergey Ryzhikov (Rubin);

Benoit Angbwa (Saturn), Alexander Belozerov (Krylya Sovetov), Djordje Jokic (Tom), Radek Sirl (Zenit);

Vladislav Ignatjev (Krylya Sovetov), Artur Tlisov (Kuban), Alexey Rebko (FC Mosca), Andrey Karyaka (Saturn);

Dmitry Sychev (Lokomotiv), Alexander Kerzhakov (Dinamo).



FLOP-11

(4-2-3-1)

Soslan Djanaev (Spartak Mosca);

Zahari Sirakov (Amkar), Martin Stranzl (Spartak Mosca), Aslan Zaseev (Kuban), Viktor Golovatenko (Khimki);

Fernando Charles (Lokomotiv), Maxim Zinovijev (Khimki);

Milos Krasic (CSKA), Alan Dzagoev (CSKA), Quincy Owusu-Abeyie (Spartak Mosca);

Moussa Maazou (CSKA).



CLASSIFICA:
1. Rubin 59
2. Spartak Mosca 55
-------------------------------
3. Zenit 50
-------------------------------
4. Lokomotiv 48
5. FC Mosca 48
-------------------------------
6. CSKA 46
7. Saturn 42
8. Dinamo 39
9. Krylya Sovetov 36
10. Tom 35
11. Terek 33
12. Rostov 31
13. Amkar 29
14. Spartak Nalchik 29
15. Kuban 25
16. Khimki 10


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
20 reti: Welliton (Spartak Mosca, 1 rigore).
16 reti: Alejandro Dominguez (8) e Alexander Bukharov (Rubin Kazan).
12 reti: Alexander Kerzhakov (Dinamo Mosca, 3).
11 reti: Alex Meschini (Spartak Mosca, 3) e Dmitry Sychev (Lokomotiv Mosca, 4).
10 reti: Vladimir Bystrov (4 gol con lo Spartak Mosca, 6 con lo Zenit San Pietroburgo) e Shamil Lakhiyalov (Terek Grozny, 2).


GUARDA IL VIDEO CON TUTTI I GOL DELLA 28ª GIORNATA!

venerdì 16 ottobre 2009

PREVIEW 25ª Giornata RPL 2009

Lasciato in sospeso il capitolo 'Sbornaya Rossii' (a tal proposito mi scuso con tutti i lettori per non essere riuscito a pubblicare un articolo su Russia-Germania... e dire che di cose da scrivere ce ne sarebbero state un mucchio! Non mi mancavano le idee ed i pensieri, ma un pò di voglia onestamente sì, visto che nell'ultima settimana sono stato colpito da una fastidiosa influenza. In ogni caso, vi rinnovo l'appuntamento sul forum che gestisco, sul quale avrete il 'privilegio' - o la sfortuna - di leggerne diversi di opinioni in merito del sottoscritto), un capitolo che sarà ripreso nelle prossime settimane ad iniziare dal sorteggio che andrà a decretare l'avversaria della Russia nella sfida che vale il Sudafrica, ci rituffiamo in un Campionato che di certo non ci sta annoiando. Vengono dalla Russian Premier Liga le più belle emozioni che il Calcio Russo ci sta regalando in questo 2009 che in Europa si è rivelato avaro di risultati ed in controtendenza rispetto allo strepitoso 2008. Detto questo, andiamo ad esaminare una ad una le gare di questo weekend che fa da prologo alle ultime giornate che saranno quelle che a forza di scontri diretti assegneranno il titolo 2009 e non solo.


Sabato 17 ottobre

12:00 - Spartak Nalchik - CSKA Mosca
2006- Spartak Nalchik - CSKA 0-1: 89' V. Berezutskiy.
2007- Spartak Nalchik - CSKA 1-1: 65' Fayzulin; 6' Jo.
2008- Spartak Nalchik - CSKA 0-0

Gara da non sottovalutare per la squadra allenata da Juande Ramos. Il tecnico iberico per la prima volta farà i conti con la provincia russa. Sino ad ora infatti, l'ex Sevilla, Tottenham Hotspur e Real Madrid fra le altre, aveva giocato soltano in casa o a San Pietroburgo, nella tana dello Zenit. Ad attendere l'allenatore subentrato a Zico vi sarà uno dei più bravi strateghi della Russian Premier Liga, il poco pubblicizzato Yuri Krasnozhan, autentico artefice del miracolo Spartak Nalchik, che intende salvare per la quarta volta consecutiva il piccolo club caucasico. Contro lo Spartak del Sud non è mai stata una gara facile per il CSKA, che nella migliore delle ipotesi ha vinto soffrendo. Ramos è preoccupato dalla sosta e dai soliti strascichi che essa lascia nelle gambe e nella mente dei giocatori impegnati con le nazionali, non pochi nel caso della squadra dell'Armata Rosa (che ha perso peraltro per tre settimane Mark Gonzalez, infortunatosi con il Cile). Il colosso del Manchester United si staglia all'orizzonte ed in Campionato non esiste altro risultato contemplabile al di fuori della vittoria. E' un problema comune quello dei tre punti. Il CSKA non può perderli a Nalchik se vuol continuare a sperare nello scudetto o nelle medaglie. I padroni di casa vogliono tenersi fuori dai guai, cercando di fare meglio nella sfida parallela con i concorrenti del Kuban, impegnati in un incontro simile tra le mura amiche contro il già citato Zenit.
A Nalchik il CSKA è tuttavia imbattuto: due pareggi ed una vittoria per la squadra che era di Gazzaev all'ombra dell'Elbrus.


12:00 - Saturn Ramenskoe - Amkar Perm
2004- Saturn - Amkar 1-1: 13' Bazhenov; 69' S. Volkov.
2005- Saturn - Amkar 2-0: 6' Geder, 40' Esipov.
2006- Saturn - Amkar 0-0
2007- Saturn - Amkar 2-0: 44' Kirichenko, 52' Karyaka.
2008- Saturn - Amkar 0-0

All'andata partì da Perm la lunga rincorsa del nuovo Saturn di Andrey Gordeev. Due squadre che avevano iniziato il Campionato in maniera assai simile Saturn e Amkar. Due squadre senz'altro buone, ma fragili, facili alla disperazione ed all'auto-abbattimento. A Ramenskoe hanno capito presto che il problema era uno solo: l'allenatore. Cacciato il tedesco Jurgen Roeber, gli 'Alieni' hanno iniziato a convincere e vincere, fino a sognare di lottare per un posto in Europa, in ogni caso improbabile; a Perm hanno atteso mesi e quando la situazione è precipitata, ecco arrivare - o meglio ritornare - Rashid Rakhimov, che, come nel 2006, ha iniziato a miracoleggiare dalle parti degli Urali, infilando una serie di tre successi consecutivi, interrotta bruscamente dal cinismo dello Spartak Mosca. Attualmente il Saturn veleggia senza obiettivi e stimoli apparenti a centroclassifica, mentre l'Amkar intende blindare la salvezza con quattro punti in più sulla penultima.
Saturn imbattuto in casa contro l'Amkar, forte di due vittorie e tre pareggi nelle precedenti sfide disputatesi a Ramenskoe.


14:15 - Dinamo Mosca - Tom Tomsk
2005- Dinamo - Tom 0-0
2006- Dinamo - Tom 2-1: 80' Semshov, 86' Romaschenko; 31' Pogrebnyak (rig.).
2007- Dinamo - Tom 3-1: 9' e 48' Semshov, 77' K. Kombarov; 47' Skoblyakov.
2008- Dinamo - Tom 2-0: 16' (rig.) e 76' Kerzhakov.

Si gioca le ultime velleità europee la Dinamo Mosca di Andrey Kobelev, reduce dalla rimonta subita a San Pietroburgo da un arrembante Zenit. Alla Dinamo tuttavia non ci si può nascondere: la stagione è stata molto al di sotto delle attese, nonostante la squadra sia stata pesantemente indebolita nelle ultime sessioni di mercato. Le grandi del Campionato sono scappate definitivamente, parse irraggiungibili così come un sistema di gioco ottimale. Finchè Kerzhakov e qualcun'altro hanno retto e le concorrenti non brillavano, la Dinamo è riuscita anche a mascherare i propri difetti che affondano le radici in un mercato più inesistente che sbagliato. L'estate poi col suo sole cocente ha sciolto ogni illusione. L'Europa da sogno s'è trasformata in incubo, con sospetti annessi sul ritorno della gara di Europea League contro il CSKA di Sofia. Insomma, una stagione piuttosto tormentata che molti (il sottoscritto - concedetemelo - in primis) predicevano ai 'Poliziotti'; un progetto concepito male, riponendo una fiducia esagerata su giocatori che devono completare ancora un paio di processi di maturazione. Questa la Dinamo che si affaccia al confronto con un Tom che non verrà di certo a Khimki nelle vesti del turista. Gli uomini di Nepomnyaschiy, nonostante la vittoria ottenuta sul Saturn due settimane or sono, sanno benissimo che pur essendo poco lontana, la salvezza non è ancora acquisita. Certo, tra le grandi ci sarà da affrontare soltanto il CSKA ed a Tomsk la pressione è più su altre squadre, ma contro la Dinamo bisognerà provarci e non partire battuti contro una squadra soggetta a croniche ricadute.
Mancherà Kirill Kombarov che paga con due giornate il suo folle gesto contro lo Zenit.
La prima, nel 2005 finì 0-0. Poi tre vittorie della Dinamo, l'ultima con una doppietta di Kerzhakov, che non segna da metà agosto.


16:30 - Rubin Kazan - Khimki
2007- Rubin - Khimki 2-1: 56' Jean Narde, 89' Gatkan; 45' Antipenko.
2008- Rubin - Khimki 2-0: 53' Noboa, 90'+3 Hasan Kabze.

Partita che non è che abbia molto da dire quella del Tsntralnyj Stadion di Kazan. Un Rubin con la mente rivolta al Camp Nou attende un Khimki che potrebbe aritmeticamente retrocedere proprio in questa 25esima giornata. Se il Rubin si lamenta della dispersione di forze ed energie, sia fisiche che mentali, ecco la giusta occasione per non incolpare la Champions. Cosa c'è di meglio, prima di un finale che comprende prima CSKA e poi Zenit, di una gara dopo la sosta contro la squadra più debole della Premier Liga? Bisogna vincere e basta, sfruttando al meglio il turno favorevole. Questo è quello che intende fare Kurban Berdyev. Per 90', Messi e compagni possono anche esser dimenticati.
Mancherà Noboa, che probabilmente sarebbe stato comunque tenuto a riposo dal carismatico allenatore turkmeno.
Due precedenti a Kazan, altrettanti successi del Rubin.



Domenica 18 ottobre

12:00 - Spartak Mosca - Lokomotiv Mosca [diretta su SKY Sport 1 e Pervij Kanal (CH 1 RUS ORTi)]
2002- Spartak Mosca - Lokomotiv 1-2: 25' Baranov; 58' e 60' Pimenov.
2003- Spartak Mosca - Lokomotiv 2-5: 63' Titov, 89' Belozerov; 26' Buznikin, 34' Ashvetia, 56' Maminov, 60' Ashvetia, 78' Ignashevich.
2004- Spartak Mosca - Lokomotiv 1-3: 74' Pavlyuchenko; 58' e 76' Bilyaletdinov, 78' Pimenov.
2005- Spartak Mosca - Lokomotiv 1-2: 48' Sychev, 79' Bilyaletdinov; 81' Cavenaghi.
2006- Spartak Mosca - Lokomotiv 2-1: 24' V. Bystrov, 69' Titov; 7' aut. Pavlyuchenko.
2007- Spartak Mosca - Lokomotiv 1-2: 71' Pavlyuchenko; 38' Bilyaletdinov, 84' Sychev.
2008- Spartak Mosca - Lokomotiv 0-1: 6' Mudjiri.

Non ci sarà il tutto esaurito al Luzhniki come per la recente Russia-Germania, ma le tribune saranno tutto fuorchè vuote per questa gara che profuma addiriddura di scudetto. Dopo aver visto il Rubin rallentare, non è soltanto lo Spartak immediato inseguitore dei Tartari a credere nel sorpasso, ma anche la Loko di Semin, capace nell'ultima giornata disputatasi di battere proprio Semak e compagni. Sarà quindi una gara, quella tra 'Myaso' e 'Ferrovieri', assolutamente da non perdere, una gara che ha sempre saputo regalare pathos, tensione, spettacolo, densa di rivalità e retroscena. Tante le partite memorabili degli ultimi anni, che hanno avuto un unico comune denominatore: se escludiamo la sfida d'andata del 2006 (ricordata dai più per il tragicomico autogol di Pavlyuchenko) e quella di ritorno dell'anno precedente (finì in parità, ma consentì ai 'Myaso' di arrivare secondi proprio a discapito dei cugini e di qualificarsi così per i preliminari di Champions League), gli incontri più recenti hanno sorriso tutti alla Lokomotiv, diventata una sorta di bestia nera per il club più tifato della capitale. Si può dire che tutto iniziò nel 2002, con il successo ottenuto al Luzhniki che spianò la strada agli uomini di Semin, che quell'anno vinsero il loro primo storico titolo. Nella stagione successiva vi fu l'umiliante 5-2 inflitto sempre tra le mura amiche dello Spartak più debole dell'era post-sovietica e nel 2004 un pesante 1-3 che consacrò l'allora emergente Bilyaletdinov, autore dei suoi primi due gol da professionista. L'ormai ex capitano della Lokomotiv, trasferitosi all'Everton per una cifra intorno ai 12 milioni di euro, fu il grande protagonista anche del match del girone d'andata della stagione successiva, nel quale prima lanciò a rete Sychev con una splendida 'veronica' e poi chiuse lui stesso l'incontro che Cavenaghi, con un fantastico tiro da fuori che si insaccò all'incrocio, cercò invano di riaprire. Il 2007 fu un anno tutto sommato mediocre per i rossoverdi allenati da Anatoly Byshovets, che tuttavia però sconfissero per ben quattro volte su quattro (due in campionato, due in Coppa di Russia, con tanto di secco 3-0 al ritorno) gli odiati rivali. All'andata finì 1-2, con gol del solito Bilyaletdinov, pareggio di Pavlyuchenko (un altro grande protagonista degli incontri del passato che purtroppo non ci sarà) e decisiva rete del giocatore più odiato dalla tifoseria rossobianca, Sychev, che sfruttò una clamorosa papera di Pletikosa. Indimenticabile il ritorno, con quel 4-3 da infarto (con rete di Asatiani arrivata al 94') che di fatto consentì allo Zenit di superare in classifica lo Spartak nel rush finale. Straordinario anche il match d'andata dell'anno scorso, un entusiasmante 2-2; abbastanza deludente invece il ritorno, deciso da una rete in apertura del centrocampista georgiano Mudjiri.
Anche all'andata ad imporsi fu la Lokomotiv, che ebbe la meglio di uno Spartak reduce da quello che personalmente ritengo la loro miglior prestazione stagionale (il 5-1 interno inflitto all'Amkar), grazie alle reti di Rodolfo e del giovane Minchenkov. Inutile il sinistro vincente di Alex.
Come arrivano le due compagini alla battaglia campale di domenica 18?
La pausa dedicata alle Nazionali ha forse tolto il sonno più a Karpin che a Semin. Il giovane tecnico dei rossobianchi ha infatti dovuto preparare la gara senza giocatori importanti come il giovanissimo georgiano Ananidze, i nazionali russi Under-21 Makeev, Parshivlyuk e Yakovlev e soprattutto Alex Meschini, schierato come titolare nel Brasile di Carlos Dunga; dall'altra parte della barricata, Semin ha avuto ai suoi ordini quasi l'intera rosa, con Torbinskiy che ha raccolto in nazionale quei minuti indispensabili per il completo recupero dopo il lungo stop. Sia Spartak che Loko sono reduci da due vittorie abbastanza pesanti: i 'Myaso' sono passati a Perm contro un Amkar reduce da tre vittorie consecutive, mentre la Loko come detto ha abbattuto lo stesso Rubin che pochi giorni prima aveva spaventato l'Inter.
Un solo squalificato, il moldavo Kovalchuk. Potrebbe tornare a disposizione Ibson, il principale acquisto estivo dello Spartak, infortunatosi poco dopo il suo debutto contro il Kuban. Sychev, Odemwingie, Torbinskiy, Alex, Welliton, il ragazzino Yakovlev e perchè no, Quincy. Tanti i possibili protagonisti e gli ingredienti per una scorpacciata di emozioni e spettacolo ci sono tutti.
Al Luzhniki una sola volta è finita in pareggio in RPL, ben nove anni fa. Nelle altre sfide nella storia del Campionato Russo, nove affermazioni dello Spartak e sette della Loko, l'ultima quasi dodici mesi fa.


12:00 - Terek Grozny - Rostov
2005- Terek - Rostov 2-3: 36' Adamov, 71' Atanghana; 8' Oleinikov, 14' Kruscic, 53' Buznikin.

E' una delle ultime apparizioni del Terek davanti al suo focoso pubblico. Vedremo quanto il Rostov motiverà la torcida cecena e quanto i tifosi spingeranno i giocatori di casa, ormai salvi e senza velleità alcuna di classifica, contro una squadra che deve gestire il margine di 5 punti sul Kuban in queste ultime cinque giornate. Il Campionato del Terek è stato in linea con quello scorso. Qualche leggero progresso in trasferta ed i soliti acuti contro le grandi (chiedere a Lokomotiv, Zenit ed in parte CSKA) ed i soliti, immancabili, sospetti (in alcuni casi anche ingiustificati). Con le piccole, in casa gli uomini di Vyacheslav Groznyj, qualche problemino lo hanno però avuto. Su questo conta il Rostov di Oleg Dolmatov, che come già detto spera di trovare sul campo più meridionale della Premier Liga i punti della tranquillità, visto che il finale prevede sia Spartak Mosca che Rubin Kazan.
Un solo squalificato: Branimir Petrovic. Così come uno solo è il precedente in Russian Premier Liga, giocato il 15 ottobre del 2005, un 2-3 in favore del Rostov.


14:15 - FC Mosca - Krylya Sovetov Samara
2002- Torpedo-ZIL - Krylya Sovetov 0-2: 25' Gaucho, 90' Karyaka.
2003- Torpedo-ZIL - Krylya Sovetov 3-0: 43' (rig.), 52' e 67' Monarev.
2004- Torpedo Metallurg - Krylya Sovetov 5-1: 21' Meleshin, 45' Sirkhaev, 67' Bracamonte, 80' e 90'+1 Nikolaev; 83' Bober.
2005- FC Mosca - Krylya Sovetov 0-1: 89' Husin.
2006- FC Mosca - Krylya Sovetov 1-0: 22' Kirichenko.
2007- FC Mosca - Krylya Sovetov 3-1: 6' (rig.) e 64' Adamov, 84' Barrientos; 2' Trifonov.
2008- FC Mosca - Krylya Sovetov 1-1: 73' Maxi Lopez; 13' Jarosik.

Occasione importante per i ragazzi di Miodrag Bozovic che dopo aver facilmente avuto la meglio sul Khimki vogliono ora blindare il proprio posto in Europea League, ercando anche di approfittare della raffica di scontri diretti tra le squadre di vertice; scontri che tuttavia coinvolgeranno anche i 'Cittadini' che nelle prossime giornate avranno a che fare sia con lo Zenit che col CSKA Mosca. Interessante novità sulla panchina degli ospiti. Per ridare tono e vigore ad una squadra spenta che sarebbe stata probabilmente molto accomodante nei confronti dell'avversario di turno, la dirigenza e Leonid Slutskiy hanno deciso di interrompere il proprio rapporto. Ingaggiato l'ex tecnco del Kamaz Yuri Gazzaev, l'uomo che secondo il DS Makeev potrebbe dare la scossa ad un ambiente veramente col morale sotto i tacchetti, nonchè cugino del più noto Valery. L'FC Mosca è sesto a tre punti dal quinto posto occupato dalla Lokomotiv Mosca che però è messa meglio negli scontri diretti. Il Krylya Sovetov non ha alcuna velleità d'Europa, che era l'obiettivo stagionale. Sono sette le lunghezze sul Kuban penultimo, quindi è difficile che le 'Ali' di Samara possano venire risucchiate nella lotta per non retrocedere.
Un solo squalificato, il lituano dell'FC Mosca Edgaras Cesnauskis.
Il Krylya ha vinto due volte allo Streltsov, l'ultima quattro anni fa. Cinque vittorie dell'FC ed un pareggio nelle altre sfide giocate sul campo dell'ex Torpedo-ZIL.


16:30 - Kuban Krasnodar - Zenit San Pietroburgo
2004- Kuban - Zenit 1-3: 55' Vuka; 43' Arshavin, 53' Denisov, 65' Spivak (rig.).
2007- Kuban - Zenit 1-1: 27' Laizans; 43' Pogrebnyak.

Chiude il programma del 25° turno la gara che vede di fronte a Krasnodar i padroni di casa del Kuban e lo Zenit di San Pietroburgo. Vale anche per questo match il discorso già fatto per quella d'apertura di Nalchik. Il Kuban è sicuramente una delle squadre meno coese del torneo, oltre che quella che maggiormente rischia di accompagnare il Khimki in Pervij Division. Tuttavia la pausa, il fatto di giocarsi tutto davanti al proprio pubblico, potrebbero risultare componenti in grado di spingere i ragazzi di Galstyan verso un risultato che, con Ovchinnikov in panchina, i tifosi del Kuban hanno visto arrivare già contro Spartak e CSKA Mosca. Davydov non avrà fatto i salti di gioia per aver dovuto rinunciare a lavorare con i vari Anyukov, Krizanac (con scappatella in un night di Zagabria annessa), Meira, Lombaerts, Kim Dong-Jin (che è anche svenuto in Corea del Sud e che non dovrebbe partire per Krasnodar), Sirl, Bystrov, Denisov, Semshov, Zyryanov, Huzsti e Kornilenko. Forse è una delle gare più delicate tra quelle rimaste. Nelle restanti, non serviranno motivazioni particolari, si dovrà andare in campo e tirare fino alla morte. Contro il Kuban l'ansia di perdere molto in una gara all'apparenza tra le più facili potrebbe giocare bruttissimi scherzi. Da vedere se Davydov deciderà di rispolverare un motivato Alessandro Rosina. Torna a disposizione Bystrov dopo la squalifica scontata contro la Dinamo. In attacco quasi sicuramente spazio al positivo tandem composto da Tekke e Kezman. Per il Kuban è l'ennesima finale. Da due turni la squadra di Krasnodar occupa l'altro posto per l'inferno. Far punti contro lo Zenit sarebbe una gran bella iniezione di fiducia in vista di un finale che, calendario alla mano, è uno dei più duri. Galstyan dovrà rinunciare ad Hanry Khagush.
A Krasnodar lo Zenit è imbattuto: su tre sfide, due pareggi ed una vittoria per i 'Meshki'.



Un turno da non perdere, teoricamente favorevolissimo ai Campioni in carica, che ci immette in un finale da montagne russe, da vivere intensamente domenica dopo domenica. Questo quindi è solo l'antipasto...

martedì 6 ottobre 2009

I convocati per Germania ed Azerbaijan.

Siamo giunti al momento decisivo.
La qualificazione della Russia - che si spera avvenga direttamente, senza passare dai pericolosissimi spareggi - ai prossimi Mondiali si deciderà nel corso di questa settimana. Sabato la Russia ospiterà la Germania, in una sorta di vero e proprio spareggio che con ogni probabilità deciderà chi arriverà primo nel girone. Avvantaggiati i tedeschi dal fatto di avere a propria disposizione due risultati su tre. Un pò come contro l'Inghilterra due anni fa, la 'Sbornaya' è costretta a vincere. Ci auguriamo che il risultato finale sia lo stesso. Quattro giorni dopo la nazionale russa andrà di scena a Baku, contro l'Azerbaijan, in una gara che ci auguriamo possa avere ancora un senso.

Ecco i 23 giocatori convocati da Guus Hiddink: il giovane portiere dello Spartak Mosca Djanaev - alla prima chiamata nella selezione maggiore - è l'unica novità e sostituisce di fatto l'infortunato Gabulov (l'altro giocatore indisponibile è Kolodin). Torna a disposizione del tecnico olandese dopo parecchio tempo Torbinskiy. Lasciato ancora una volta a casa un altro giocatore di proprietà dei 'Ferrovieri', Sychev, mentre vengono confermati Rebko dell'FC Mosca e l'emergente Bukharov, ariete del Rubin che deve ancora fare il proprio debutto con la maglia della nazionale russa.


Portieri: Igor Akinfeev (CSKA Mosca), Vyacheslav Malafeev (Zenit San Pietroburgo), Soslan Djanaev (Spartak Mosca).

Difensori: Alexander Anyukov (Zenit San Pietroburgo), Alexey Berezutskiy, Vasily Berezutskiy, Sergey Ignashevich (CSKA Mosca), Renat Yanbaev (Lokomotiv Mosca), Yuri Zhirkov (Chelsea, ENG).

Centrocampisti: Vladimir Bystrov, Igor Denisov, Igor Semshov, Konstantin Zyryanov (Zenit San Pietroburgo), Alexey Rebko (FC Mosca), Sergey Semak (Rubin Kazan), Alan Dzagoev (CSKA Mosca), Diniyar Bilyaletdinov (Everton, ENG), Dmitry Torbinskiy (Lokomotiv Mosca).

Attaccanti: Andrey Arshavin (Arsenal, ENG), Alexander Kerzhakov (Dinamo Mosca), Roman Pavlyuchenko (Tottenham Hotspur, ENG), Pavel Pogrebnyak (Stoccarda, GER), Alexander Bukharov (Rubin Kazan).



All'andata, a Dortmund, fu una bellissima e combattutissima partita e finì così:

sabato 3 ottobre 2009

Il punto sulla 23ª giornata del Campionato Russo

Rubin Kazan - Amkar Perm: 7' Dominguez; 20' Sikimic, 65' Peev.

Zenit San Pietroburgo - CSKA Mosca 2-0: 45'+1 Kezman (rig.), 87' V. Bystrov.

Dinamo Mosca - Saturn Ramenskoe 1-0: 13' L. Aguiar.

FC Mosca - Khimki 3-0: 43' Jakubko, 61' Golyshev, 79' Vukic (rig.).

Spartak Nalchik - Rostov 1-0: 52' Asildarov.

Terek Grozny - Lokomotiv Mosca 2-1: 24' Sadaev, 54' Pancu; 80' Rodolfo.

Spartak Mosca - Tom Tomsk 5-0: 15' Jiranek, 25' Yakovlev, 39' Filipenko, 65' Nizamutdinov, 84' Quincy.

Kuban Krasnodar - Krylya Sovetov Samara 0-0


Si riapre ufficialmente la caccia al primato del Rubin in Russia. I Tartari infatti, secondo l'opinione del loro stesso allenatore, stanno soffrendo il doppio impegno soprattutto dal punto di vista psicologico e devono ritrovarsi dopo due settimane di sbandamento. Il 3-1 subito in rimonta a Kiev nel debutto della formazione di Kazan in Champions League nessuno se l'è scordato e pesa ancora tanto. Tuttavia, va detto che Alejandro Dominguez (ancora a segno, sempre su calcio piazzato) e compagni hanno sciupato diverse ghiotte opportunità e la vittoria dell'Amkar è arrivata quasi casualmente. Terza vittoria in altrettante gare per l'ex tecnico della Lokomotiv Rashid Rakhimov, il cui ritorno sulla panchina della squadra di Perm è stato a dir poco benevolo.
Approfitta del secondo passo falso consecutivo dei Campioni di Russia in carica lo Spartak Mosca secondo in classifica, che strapazza con un rotondo 5-0 un Tom andato in vacanza con qualche mese di anticipo di troppo e che si ritrova così pericolosamente immischiato nella lotta per non retrocedere. Tutto facile per i 'Myaso', che concludono la prima frazione di gioco avanti di tre reti; nella ripresa gloria anche per gli ultimi due arrivati, l'ex attaccante del Khimki Eldar Nizamutdinov (al primo centro con la sua nuova maglia) e la bizzosa ala olandese-ghanese Quincy Owusu-Abeyie, tornato nella capitale moscovita dopo due anni trascorsi in prestito tra Spagna ed Inghilterra.
L'atteso big match del 23° turno non fa altro che confermare il buonissimo momento di forma attraversato dallo Zenit, sempre più trascinato da Vladimir Bystrov. Il rapidissimo esterno destro riportato a San Pietroburgo dalla Gazprom (che per 'scipparlo' allo Spartak Mosca ha sborsato ben 15 milioni di euro!) si è ormai definitivamente - o quasi - riconciliato con il pubblico del Petrovskiy, che non gli aveva mai perdonato il 'tradimento' dell'estate del 2005. Sabato è arrivato il quarto gol - peraltro di pregevole fattura - in quattro partite per il nazionale russo, che si era inoltre precedentemente procurato il penalty poi trasformato da un altro nuovo acquisto, il centravanti serbo Mateja Kezman. Un successo importantissimo per i 'Meshki', che superano in classifica CSKA e Lokomotiv e raggiungono il terzo posto che significa qualificazione al terzo turno preliminare della prossima edizione della Champions League. Prima sconfitta nel Campionato Russo per Juande Ramos, reduce da due 3-0 consecutivi.
Come anticipato, perdono una grossa chance di fare un ulteriore balzo in avanti in classifica i 'Ferrovieri' di Yuri Semin, usciti sconfitti dall'inferno di Grozny. Decisivi gli errori difensivi commessi dai rossoverdi, che hanno spianato la strada al Terek.
Nessun problema per l'FC Mosca contro un ormai già arreso Khimki: un'affermazione casalinga che dà comunque morale, visto che i 'Cittadini' non conquistavano i tre punti dal 22 agosto.
Torna a sperare nella qualificazione in Europa League anche la Dinamo Mosca guidata da Andrey Kobelev, che riesce ad avere la meglio del Saturn, superandolo anche in graduatoria.
Infine, per quanto riguarda la zona salvezza, da registrare il fondamentale 1-0 trovato dallo Spartak Nalchik contro un Rostov rimaneggiato e l'inutile pareggio tra le mura amiche di uno sfortunatissimo Kuban: ben due i pali centrati dai 'Canarini', al momento penultimi.


CLASSIFICA:
1. Rubin Kazan 47
2. Spartak Mosca 43
----------------------------------------------
3. Zenit San Pietroburgo 40
----------------------------------------------
4. CSKA Mosca 39
5. Lokomotiv Mosca 38
----------------------------------------------
6. FC Mosca 37
7. Dinamo Mosca 34
8. Saturn Ramenskoe 32
9. Terek Grozny 30
10. Krylya Sovetov Samara 29
11. Amkar Perm 27
12. Rostov 27
13. Tom Tomsk 25
14. Spartak Nalchik 23
----------------------------------------------
15. Kuban Krasnodar 23
16. Khimki 10


CLASSIFICA CANNONIERI:
15 reti: Welliton (Spartak Mosca, 1 rigore).
14: Alejandro Dominguez (Rubin, 8).
13: Alexander Bukharov (Rubin).
10: Alexander Kerzhakov (Dinamo Mosca, 3).


GUARDA IL VIDEO CON TUTTI I GOL:

giovedì 1 ottobre 2009

Gli eurogoals di Dzagoev e Krasic spianano la strada ad un discreto CSKA.


CSKA Mosca - Besiktas 1-1

Reti: 7' Dzagoev, 61' Krasic; 90'+2 Ekrem Dağ.

In un Luzhniki tristemente semivuoto arriva la prima gioia di una formazione russa in Champions League in questo inizio a dir poco drammatico della stagione europea 2009/10. Un gol per tempo di Alan Dzagoev e Milos Krasic regalano al CSKA un sospirato successo interno, il nono consecutivo in Europa. Una prestazione con molti alti e bassi, nella quale i 'Kony' hanno mostrato i soliti difetti ed hanno rischiato oltre il dovuto contro una formazione apparsa tutt'altro che irresistibile, per usare un eufemismo. Non se la passa infatti bene il Besiktas, club in crisi che prima di questo incontro era a secco da ben cinque incontri e che attualmente occupa addirittura l'undicesima posizione nel massimo campionato turco. Diverse le cose da mettere a posto per Juande Ramos, perchè se l'obiettivo è veramente quello di raggiungere gli Ottavi di Finale, andranno limitati gli svarioni difensivi che anche ieri non sono mancati. Non si possono concedere in casa tre nitide palle gol ad una squadra in difficoltà come quella turca, così come non si possono fallire alcune ghiotte occasioni. Il tecnico spagnolo, dall'alto della sua esperienza, questo lo sa e dovrà lavorare duro affinchè riesca a far maturare una compagine imprevedibile, dalla quale è lecito aspettarsi di tutto, come quella allenata fino ad un mese fa da Zico.

L'inserimento di Chidi Odiah nel ruolo di terzino destro (con relativo spostamente di Devidas Semberas in mezzo al campo) e l'esclusione di Evgeny Aldonin sono le uniche sorprese nell'undici titolare proposto da Juande Ramos, che in attacco preferisce puntare sulla fisicità di Tomas Necid, lasciando in panchina il fin troppo esile Guilherme. Confermato sulla fascia sinistra il cileno Mark González, assente alla Volkswagen Arena, dove giocarono un tempo a testa i due ragazzini classe 1991, Georgy Schennikov e Nika Piliev.
Di difficile lettua il confusionario modulo scelto dal tecnico turco Mustafa Denizli, una sorta di 4-3-2-1 nel quale nessuno sembra avere un ruolo fisso. In porta c'è il vecchio ed un pò attempato Rüştü Reçber; linea difensiva a quattro composta - a partire da destra - da İbrahim Kaş, l'ex Udinese Tomas Sivok, l'italiano Matteo Ferrari ed il 20enne İsmail Köybaşı (probabilmente il migliore tra i suoi); centrocampo con il cileno Rodrigo Tello schierato come regista, con i portatori d'acqua Ekrem Dağ e Fabian Ernst ai suoi lati; tridente offensivo con l'idolo locale Nihat Kahveci che parte da destra, lo slovacco Filip Holosko a sinistra ed il brasiliano ex Fenerbahce Mert Nobre al centro.

Assai promettente l'avvio del CSKA, che mette fin dai primissimi minuti sotto pressione l'incerta retroguardia ospite e passa in vantaggio già al 7': Necid rifinisce di tacco per Dzagoev, che dal limite dell'area lascia partire un fenomenale destro che si insacca all'angolino alla destra del portiere, non piazzato per la verità nel migliore dei modi. Diventano già due le reti, in altrettanti incontri, per il gioiello di Beslan in Champions League. I padroni di casa, che nell'ultima partecipazione al torneo, datata 2007/08, non avevano mai vinto in casa, continuano a spingere sull'acceleratore e sfiorano il raddoppio con un colpo di testa di Mark González su cross di Odiah, ma questa volta Rüştü fa buona guardia. Krasic ci prova con un velleitario tentativo dalla distanza e nell'azione successiva il Besitkas per poco non trova un inaspettato pareggio: la difesa russa si fa cogliere impreparata (toh, ma che novità!) su un'innocua verticalizzazione, ma Holosko (che abbandonerà poco dopo il campo per infortunio, venendo sostituito dal 34enne Yusuf Şimşek) non riesce ad approfittarne, chiuso da un ottimo Akinfeev. I 'Soldati' rimangono padroni del campo e si ha quasi l'impressione che potrebbero dilagare, qualora riuscissero a trovare la rete del 2-0 che avrebbe tagliato le gambe ai malcapitati avversari, che tuttavia si rifanno vivi dalle parti dell'estremo difensore della nazionale russa con un potente - ma centrale - tiro dai 25 metri di Nobre, in seguito ad un goffo intervento di Odiah. La reazione del CSKA - che precedentemente aveva sciupato con un liberissimo Necid un'opportunità clamorosa - è fulminea e si concretizza con una punizione di González che accarezza il palo con Rüştü immobile.
Nella ripresa Ramos toglie un Alexey Berezutskiy eccessivamente sofferente e ripesca dal dimenticatoio nel quale era giustamente finito sotto la gestione Zico Anton Grigorjev. I turchi appaiono quantomeno più volitivi, ma giocano in maniera casuale, disordinata, come se fossero davvero stati messi in campo senza indicazioni precise. E' pessima l'impressione che per 90' destano i Campioni di Turchia in carica, che contro il Manchester United avevano perso 'solo' 1-0. Dopo una serie di corner senza conseguenze, la prima chiara occasione del Besitkas nella seconda frazione di gioco capita a capitan Nihat, che pescato da Ekrem Dağ sbaglia da posizione invitante. I padroni di casa lasciano sfogare gli avversari e pungono in contropiede con Necid, che però fallisce clamorosamente l'occasione con il solo Rüştü da superare, non sfruttando l'ennesimo bel cross dalla sinistra di González. Krasić non sbaglia invece al 62', quando salta İsmail Köybaşı e Matteo Ferrari prima di depositare il pallone alle spalle di Rüştü, tutt'altro che esente da colpe. Un gol che spiega al meglio le caratteristiche del biondo serbo cercato da diversi top-team, tra i piùIl 2-0 chiude di fatto la sfida e anche se Dağ accorcia le distanze al 90', la rimonta si rivela impossibile per gli ospiti. belli di queste prime due giornate della massima competizione europea per club. Alquanto discutibili i cambi effettuati da un insolitamente catenacciaro Juande Ramos, che una volta trovatosi avanti di due gol leva un esterno sinistro offensivo come il cileno ex Liverpool e Betis e l'unico attaccante (l'impreciso Necid) per inserire rispettivamente un terzino sinistro (Schennikov) ed un mediano (Rahimic, che peraltro sfiora il 3-0 con un destro da fuori).


Pagelle CSKA (4-4-1-1):

AKINFEEV: 7. Con due uscite perfette salve i suoi in un paio di opportunità clamorose create dagli avversari. Con un portiere normale, la partita sarebbe incredibilmente potuta finire in maniera diversa.

ODIAH: 6. Se un gravissimo infortunio non l'avesse fermato nella primavera del 2006 sarebbe probabilmente diventato un ottimo terzino destro, ma purtroppo per lui da quella terribile operazione che lo fece restare lontano dai campi di gioco per un anno e mezzo non si è ancora del tutto ripreso. Pasticcia troppo, ma nei primi 45' si rende protagonista anche di qualche discreta iniziativa.

V. BEREZUTSKIY: 6. Mai messo realmente in difficoltà dagli avversari, sempre in anticipo sugli attaccanti turchi.

IGNASHEVICH: 5. Il peggiore in campo tra i russi. Continua a ripetere errori inammissibili per un giocatore della sua esperienza. Un suo errato posizionamento per poco non ha costato il pareggio del Besiktas in seguito al sigillo firmato da Alan Dzagoev.

A. BEREZUTSKIY: 5. Nei primi 45' è praticamente l'unico del CSKA che soffre l'avversario di turno; si perde il taglio di Nihat nella sovracitata occasione sventata da Akinfeev.
(dal 46' A. GRIGORIEV: 5,5. Non è un giocatore di calcio, ma almeno non fa danni.)

KRASIC: 6,5. Irritante. Ha sempre avuto il vizio di giocare troppo da solo e di voler strafare, ma negli ultimi tempi sta esagerando. Dà la sensazione di giocare soltanto per se stesso, per mettersi in mostra e per far vedere quanto è bravo. Ci riesce in occasione del raddoppio: una rete sì favorita dalla papera del vecchio Rustu, ma fantastica (il serbo è partito da centrocampo: lo dico perchè purtroppo nei vari replay hanno tagliato la parte iniziale del suo sensazionale spunto).

SEMBERAS: 6. Ordinaria amministrazione per il lituano, nel ruolo nel quale il sottoscritto lo preferisce, ovvero a protezione della difesa.

MAMAEV: 5,5. I numeri non gli mancano, ma è ancora troppo frettoloso nelle giocate. Sta crescendo in quanto a personalità (ed è già qualcosa), si prende qualche responsabilità in più, ma deve assolutamente essere più preciso. Molto bella la rabona che libera un compagno in un'azione di contropiede della prima frazione di gioco.

M. GONZALEZ: 6,5. Il cileno ex Liverpool si sta rivelando in queste prime uscite con la sua nuova squadra un buonissimo acquisto. Chiaramente non è Zhirkov, ma si tratta in ogni caso di un esterno sinistro completo, in possesso di un buon dribbling, di un'ottima accelerazione e di un sinistro assai calibrato.
(dal 78' SCHENNIKOV: s.v. Si fa notare soltanto per un fuorigioco mal eseguito).

DZAGOEV: 7. Gol a parte, non s'è mai visto, si è estraniato dal match. La rete però è un'autentica perla, fondamentale per la vittoria ottenuta dai 'Kony'. E sono due in altrettante gare disputate in Champions League. Non male per un 19enne.

NECID: 5. Farà pure un grande lavoro, ma quanto è acerbo il ceco. Considerando gli elogi ricevuti unanimamente in passato nei vari tornei giovanili, personalmente lo ritengo un giocatore - almeno per il momento - sopravvalutatissimo dalla critica. Sciupa in malo modo due ghiottissime palle gol.
(dal 64' RAHIMIC: 6. Sfiora il 3-0 con un bel destro da fuori di prima intenzione).