domenica 29 marzo 2009

Russia, 3 punti con il minimo sforzo.


Russia - Azerbaijan 2-0

Reti: 32' Pavlyuchenko, 71' Zyryanov.

Inizia con una vittoria il 2009 della Sbornaya Rossii. La Nazionale allenata da Guus Hiddink fa valere la legge del più forte in un Luzhniki che continua ad essere un talismano sotto la sua gestione. Davanti a circa 60.000 persone, molte delle quali azere, Semak e compagni partono subito bene, mostrando di non aver perso la disabitudine a quel gioco made in Holland che ha fatto la fortuna prima dello Zenit e poi della Russia stessa. L'Azerbaijan è poca cosa. La squadra di Berti Vogts, l'uomo che sulla panchina della Germania eliminò la Russia ad Euro 1996 - competizione poi vinta proprio dai tedeschi - bada a difendere e non azzarda alcuna ripartenza. Ne scaturisce un logico presidio russo nella metà campo ospite. Arshavin mette subito in mostra il proprio talento. Azione ispirata da Zhirkov con il numero 23 dell'Arsenal che però pur liberandosi col passo del fuoriclasse, calcia debole tra le braccia del portiere. La Russia dà l'impressione di poter creare proprio dalla mancina i maggiori pericoli agli avversari, ma sia Zhirkov che Arshavin, buon inizio a parte, non sembrano essere proprio nella giornata migliore. Inizia così uno sfondamento dalla parte destra, dove Anyukov inizia a guadagnare metri e Semshov dimostra di potersi inserire. Ci vuole però una punizione di Pavlyuchenko per sbloccare il risultato: dopo un primo tentativo bloccato dall'arbitro per l'esuberanza della barriera azera, dalla ripetizione scaturisce una battuta sulla quale l'estremo difensore ospite compie una mancata presa che ha davvero dell'incredibie. 1-0 al 31' by Roman Pavlyuchenko che a detta delle regole del CT non avrebbe dovuto nemmeno giocare, visto che Hiddink si è sempre mostrato riluttante a mandare in campo chi non è titolare nella propria squadra di club. Un occasione che sia Roman che Semshov, impiegato fin qui non in pianta stabile da Advocaat allo Zenit, dimostrano di saper sfruttare. L'ultimo quarto d'ora di primo tempo regala accademia e circolazione di palla nella metà campo dei caucasici, ma le occasioni gol sono ben altra cosa.
La ripresa propone il motivo della prima frazione, con Arshavin che sfiora nuovamente la rete, questa volta mancando da pochi passi un dritto per dritto dalla fascia destra. Entra nel frattempo anche Alan Dzagoev, al posto di capitan Semak (con l'arretramento di Denisov al ruolo di mediano a protezione della difesa). Il gioiellino del CSKA Mosca cerca di mettersi subito in evidenza, ma perde l'attimo fuggente, quello che invece ritrova Kostantin Zyryanov, troppo sprecone negli ultimi tempi che nella contestabile maglia bordeaux a bande gialle che fa un pò Lettonia, un pò Portogallo, un pò Spagna (ed un pò cacà), ritrova l'istinto del killer su un pregevole assist di Pavlyuchenko. Inserimento a tempo, controllo perfetto, tiro d'esterno sinistro impeccabile sul palo lungo: 2-0 e partita chiusa. Hiddink concede la standing ovation a Pavlyuchenko ed al suo posto inserisce Pogrebnyak. Tanta Russia nell'ultimo quarto d'ora, ma ne scaturisce solo una mischia su calcio d'angolo, dalla quale il portiere azero questa volta è bravissimo a salvare su Ignashevich. Akinfeev e la difesa rimangono inoperosi per tutta la gara, 90'+1 compreso, quando un tiro dalla distanza di un giocatore azero rischia di regalare il gol della bandiera alla squadra di Vogts (il pallone si stampa infatti sul palo).
Finisce così 2-0. Massimo risultato col minimo sforzo. La squadra di Hiddink aveva bisogno dei tre punti senza rischiare infortuni e cartellini gialli. Partita interpretata bene da questo punto di vista. L'Azerbaijan è stato messo alle corde ma non umiliato ed in campo, nonostante qualche intervento al limite s'è visto molto fair play.


PAGELLE:

Akinfeev: s.v. Tocca un pallone e poco più, gli avversari cercano soluzioni dai 35 metri, tutte si perdono sul fondo. Il palo interno salva la sua imbattibilità nel recupero.

Anyukov: 6,5. Non è ancora il giocatore che l'anno scorso di questi tempi era sempre decisivo per lo Zenit, ma finalmente la corsia destra torna a vedere i suoi inserimenti. In crescita.

V.Berezutskiy: 6. Giornata d'ordinaria amministrazione per il centrale della nazionale, riproposto in coppia con il suo compagno di club Ignashevich e quindi preferito a Kolodin (mossa alquanto bizzarra di Hiddink, dato che uno come 'Rambo', bravo anche ad impostare da dietro, risulterebbe molto più utile in queste sfide nelle quali bisogna fare la partita contro avversari enormemente più deboli).

Ignashevich: 6. Non c'è assolutamente nulla di diverso nella sua gara da quella del suo compagno di reparto. Lascia a Pavlyuchenko la punizione che sblocca il risultato.

Zhirkov: 5,5. Sarà forse che il ruolo di terzino sinistro oggi gli risultava ostico, sarà che le numerose botte prese praticamente ad ogni gara lo hanno spaventato. Fatto sta che oggi Yuri non brilla come al solito.

Semak: 6. Diligente ed attento come sempre.Se la difesa non deve mai fronteggiare alcuna iniziativa avversaria il merito è soprattutto del capitano del Rubin Kazan. dal 56' Dzagoev: 5. Ahilui, non sfrutta l'occasione concessagli da Hiddink, volendo strafare e sbagliando molto nella mezzora abbondante giocata. In futuro - magari a partire proprio dalla gara di mercoledì in casa del Lietchenstein - servirà meno frenesia per il 18enne baby fenomeno del calcio russo.

Denisov: 6. E' uno di quelli che rischia di più nelle battaglie in mezzo al campo. Detta i tempi, non butta via la palla e gioca in controllo, ma guadagna un giallo evitabile. Sta conquistando anche Hiddink.

Semshov: 6,5. Poteva essere 7, ma è 6,5 perchè non riesce ad incidere a dispetto di inserimenti o giocate intelligenti. Oggi è stato tra i migliori, ma il gol come al solito quando gioca con la maglia della 'Sbornaya' (è incredibilmente ancora a secco) non ci è scappato. Ha chiuso la gara con la fascia di capitano.

Arshavin: 5. Gioca in Inghilterra, veste la maglia dell'Arsenal ed incanta l'Emirates. Ovvio aspettarsi un mini-show al suo ritorno in Russia con la maglia della nazionale. Shava si vede invece pochissimo, non entra mai nel vivo dell'azione, si preoccupa principalmente di non prenderle.

Pavlyuchenko: 7. Ottima gara la sua. Tanto movimento, si fa vedere e trovare dai compagni, che spesso serve di sponda. Non è il Pavlyuchenko dell'Europeo, ma oggi Roman voleva chiaramente dimostrare qualcosa. Gol e assist e standing ovation a 20' dalla fine. dal 72' Pogrebnyak s.v.

martedì 24 marzo 2009

Seconda giornata RPL 2009: le altre partite.


Krylya Sovetov Samara - Amkar Perm 1-0: 60' Koller.

Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos; Budylin, Jarosik, Belozerov, Léilton; Kalachev (dal 90' Escobar), Bober, R. Adjindjal (dal 90' Taranov), Kulik; Savin (dall'85' O. Ivanov), Koller.
Amkar (3-5-2): Narubin; Cherenchikov, Belorukov, V. Kalashnikov; Peev, William (dal 54' Jean Carlos), Drincic, M. Novakovic, Grishin; S. Volkov (dall'81' Sikimic), Kushev.


Kuban Krasnodar - Spartak Mosca 1-0: 30' D. Traoré.

Kuban (4-2-3-1): Botvinjev; Khagush, Zaseev, Djioev, Boaventura; S. Kaita, Ushenin; Topchu, Kasaev (dall'88' Tlisov), Dramani (dal 90' Bayriev); D. Traoré (dal 74' Tikhonovetskiy).
Spartak Mosca (4-2-3-1): Pletikosa; Parshvilyuk, Jiranek, Fathi, C. Rodriguez (dal 46' Dzyuba); Sabitov (dal 46' R. Carioca), Ryzhkov; V. Bystrov, Alex (dal 66' M. Grigorjev), Saenko; Welliton.


FC Mosca - Terek Grozny 0-0

FC Mosca (4-4-2): Zhevnov; Nababkin, I. Okoronkwo, Epureanu, Akés (dal 60' Strelkov); Samedov, Sheshukov (dal 46' Rebko), Krunic, Cesnauskis; Jakubko (dal 46' Tarasov), Bracamonte.
Terek (4-4-1-1): Dikan; Zabavnik, Djabrailov, Cléber, Omeljanchuk; Georgiev, D. A. Smirnov, Margaritescu (dal 7' Mischenko), Gvazava; Bouli (dal 67' Kobenko); Sadaev (dal 77' Prudnikov).


Zenit San Pietroburgo - Saturn Ramenskoe 2-1: 9' Krizanac, 66' Fatih Tekke; 36' Topic.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, F. Meira, Krizanac, Sirl; Denisov, Tymoschuk, Zyryanov; Fayzulin (dal 58' Fatih Tekke), Danny (dal 71' Semshov); Pogrebnyak.
Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Kovel, Zelao, Nakushev, Evseev (dall'87' Kirichenko); Igonin, Nemov; Karyaka, A. Eremenko (dal 58' S. Okoronkwo), Kuzmichev; Topic.


Spartak Nalchik - Rubin Kazan 0-0

Spartak Nalchik (4-4-2): Khomich (dall'85' Radic); Yatchenko, Djudovic, Amisulashvili, Filatov; Leandro, Mashukov (dal 68' Berkhamov), Geteriev, Dzakhimishev (dall'81' Gogua); Kontsevoj, Kalimullin.
Rubin (4-4-2): Ryzhikov; V. Kaleshin, Sharonov, César Navas, Kvirkvelia (dal 46' Salukvadze); Rebrov, Sibaya, Semak, P. Bystrov (dal 46' Balyaikin); Adamov, Bukharov (dal 76' Gokdeniz Karadeniz).


Rostov - Lokomotiv Mosca 1-1: 39' B. Petrovic; 90'+4 Glushakov.

Rostov (4-4-2): Gerus; Cherkes, Lengyel, Rozhkov, Andjelkovic; Gatkan, Slivic, Kulchiy (dal 90' S. Kuznetsov), B. Petrovic; Ahmetovic (dall'81' Akimov), Lebedenko (dal 62' Astafjev).
Lokomotiv (4-2-3-1): M. Cech; Yanbaev, Basa, Rodolfo, Kuzmin; Glushakov, Dujmovic (dal 74' Fall); Odemwingie, Torbinskiy (dall'81' Mudjiri), Bilyaletdinov; Sychev.


CSKA Mosca - Tom Tomsk 0-1: 2' Maznov.

CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; A. Berezutskiy, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov (dal 71' Krasic); D. Carvalho, Semberas, Aldonin (dal 60' Necid), Zhirkov; Dzagoev (dall'81' Mamaev); Vagner Love.
Tom (4-5-1): Pareyko; Evsikov, D. N. Smirnov, Jokic, An. Ivanov; Klimov, Nemeth (dall'82' Yanotovskiy), Michkov, Kharitonov, Skoblyakov (dal 57' Radosavljevic); Maznov (dall'89' Golyatkin).


Succede di tutto nella seconda giornata del campionato russo, nella quale una sola squadra (perchè, non ce ne vogliano i tifosi del club della polizia, non riteniamo per il momento la Dinamo una formazione che possa lottare per il titolo) tra quelle che sulla carta si contenderanno il primato riesce a centrare la vittoria, pur senza entusiasmare in un Petrovskiy a porte chiuse (decisione presa dalla Federazione Russa per punire i tifosi dello Zenit che esposero degli stupidi striscioni offensivi alla memoria di Lev Yashin nel novembre scorso, in un match contro la Dinamo terminato 1-1) e con un terreno di gioco sempre più orrendo. Seppur contro un Saturn rinunciatario all'ennesima potenza, gli uomini di Advocaat non riuscivano nell'impresa di pareggiare anche questa partita. L'uomo della provvidenza è - per una volta ogni tanto - il turco Tekke, che entra a partita in corso e decide la stessa grazie ad uno splendido tuffo di testa (che la sempre 'attenta' regia russa si perde in diretta...) su cross dalla destra di Denisov. Di questi tempi, 3 punti che valgono oro colato per la formazione di San Pietroburgo, valorizzati ulteriormente se si prendono in considerazione i passi falsi delle altre pretendenti alla lotta per il titolo. I primi a cadere sono stati i 'Myaso', che dopo aver fallito sullo 0-0 un penalty procurato da Welliton su assist illuminante del connazionale Alex e sbagliato proprio da quest'ultimo (ottimo in ogni caso l'intervento di Botvinjev), non ci hanno capito più nulla ed hanno rischiato il tracollo in quel di Krasnodar, contro un Kuban che riscatta come meglio non poteva l'amaro esordio e mette in mostra tutte le sue potenzialità, in particolare dalla trequarti in su. Mattatore assoluto del match un 'assatanato' Kasaev, esterno d'attacco tuttofare che ha fatto letteralmente impazzire la difesa moscovita, prima rendendosi decisivo sull'1-0 di Traoré, poi procurandosi nella ripresa un calcio di rigore fallito dallo stesso centravanti maliano ed infine servendo propiziando un auto-traversa colpita dallo sciagurato Fathi. Quel che più impressiona del 22enne ex Shinnik, Zenit ed Alania è l'intensità di gioco, la sua aggressività e la sua accellerazione palla al piede a dispetto di un fisico piuttosto tarchiato: chi ha avuto il piacere di vederlo all'opera, non potrà non averlo paragonato (con le dovute proporzioni) all'argentino del Napoli 'El Pocho' Lavezzi. Ma è stata anche la vittoria di Ovchinnikov (in realtà ufficialmente non ancora tecnico del Kuban, essendo senza patentino) contro Laudrup: la grinta e la cattiveria agonistica che i gialloverdi hanno messo in campo è la stessa che mostrava 'The Boss' fino a qualche anno. Viceversa, è apparso troppo molle ed in alcune fasi di gioco addirittura in balia degli avversari lo Spartak. E' vero che se Alex (errore dal dischetto a parte, positiva la sua prova, anche se ha il difetto di utilizzare un solo piedo - il sinistro - e di giocare ad un ritmo ancora troppo sudamericano) avesse trasformato quel rigore l'incontro sarebbe potuto finire diversamente, ma la sensazione avuta è che i moscoviti - dopo aver ottenuto un brillante pareggio contro lo Zenit - abbiano sottovalutato il neopromosso Kuban, che settimana scorsa aveva ricevuto tre ceffoni dal Rubin. Per il bene della più titolata formazione russa, ci auguriamo che il tecnico danese abbia imparato la lezione.
Va leggermente meglio ai 'Ferrovieri', che ripetono di fatto la prestazione fornita contro il Khimki (uguale anche il punteggio finale) ma rischiano ancor più grosso, avendo pareggiato proprio all'ultimo secondo, ancora una volta con Glushakov. L'inizio lascia alquanto a desiderare, ma continuiamo a reputare la Lokomotiv come una delle squadre qualitivamente migliori dell'intero torneo.
Tornano con un punto dal Sud della Russia anche i Campioni di Russia del Rubin, che per la prima volta nella Premier Liga escono imbattuti da Nalchik, pur rischiando in svariate occasioni di capitolare (clamoroso un colpo di testa a porta vuota mandato alto dal bielorusso Kontsevoj). Meno fortunato l'Amkar, sconfitto per un 1-0 a Samara, nella tana di un cinico Krylya Sovetov, che sfrutta a dovere l'unica reale chance creata in tutto l'incontro. Non si può dire lo stesso dell'FC Mosca di Bozovic, ancora a secco, nonostante le numerosissime palle gol create in questi primi due turni.
Il risultato più inaspettato è arrivato però nel posticipo di lunedì, quando i siberiani del Tom - contro ogni pronostico - hanno sconfitto il CSKA al Luzhniki, grazie ad una rete a freddo di Maznov (colpevole nella circostanza un disattento Ignashevich, che si perde la marcatura del centravanti della nazionale macedone). Non si può dire che i 'Soldati', che hanno pagato anche la giornata storta di Vagner Love, siano stati fortunati, anche se i verdi di Tomsk non sono stati a guardare, ma hanno anzi più volte sfiorato un incredibile raddoppio in contropiede con lo sciupone Nemeth.
Probabilmente questo nostro stupore è ingiustificato, perchè ormai dovremmo essere ben abituati al forse eccessivo equilibrio che regna sovrano nel campionato russo...


CLASSIFICA:
1. Dinamo 6
2. Krylya Sovetov 6
3. Rubin 4
4. Zenit 4
5. Terek 4
6. Tom 3
7. CSKA 3
8. Kuban 3
9. Lokomotiv 2
10. Rostov 2
11. Khimki 1
12. Spartak Mosca 1
13. Amkar 1
14. FC Mosca 1
15. Spartak Nalchik 1
16. Saturn 0

CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
2 reti: Kerzhakov (Dinamo, 1 rigore), Bukharov (Rubin), Ignashevich (CSKA), M. Jovanovic (Khimki).


domenica 22 marzo 2009

Dinamo Mosca - Khimki 3-2

Reti: 20' Kokorin, 32' Kerzhakov rigore, 61' Dimidko; 27' Nizamutdinov, 42' M. Jovanovic.

Seconda vittoria in altrettanti match per la Dinamo trascinata dai tre Alexander (Kokorin, Kerzhakov e Dimidko), che riesce ad avere la meglio in una sorta di derby con il Khimki (la squadra della polizia giocherà infatti alla nuovissima Khimki Arena le gare casalinghe in questa stagione), raggiungendo così momentaneamente il Krylya Sovetov al primo posto in classifica. Gli uomini di Kobelev si sono aggiudicati un match sicuramente divertente (specie nei primi 45'), ma anche caratterizzato da macroscopici errori delle difesa da ambo le parti, giocando sicuramente nettamente meglio rispetto all'opaco esordio (premiato oltre ogni merito) con l'FC Mosca. Non deve però ingannare questa partenza della Dinamo, che ha avuto la fortuna di dover giocare le prime due gare stagionali fra le mura amiche, contro due avversari non trascendentali. Rimangono quindi alcuni interrogativi su questa squadra, che come ben sapete nel mercato invernale non ha rimpiazzato due giocatori di primissimo livello come Danny e Semshov.

Opera diversi cambiamenti Kobelev rispetto al derby di sabato scorso deciso da un colpo di testa di Kerzhakov allo scadere, arretrando Kirill Kombarov sulla linea dei difensori (mossa interessante per il futuro), spostando il duttile Wilkshire sulla linea dei centrocampisti al posto di Dimidko ed inserendo il giovanissimo Kokorin (il più giovane marcatore nella storia della Dinamo) come 'finta' ala destra (il 17enne parte largo per accentrarsi per dare una mano in attacco all'unica punta, Kerzhakov). Confermato nell'undici di partenza il rumeno Ropotan, che era in dubbio.
Qualche modifica anche per l'altro allenatore, Sarsaniya, che punta su un più coperto 4-4-1-1, con Maxymov trequartista alle spalle del rapidissimo Nizamutdinov (fuori dunque rispetto al positivo pareggio per 1-1 in casa della Lokomotiv gli attaccanti Antipenko e Kozhanov). Spostato quasi inspiegabilmente (probabilmente per la prima volta in carriera) Streltsov a centrocampo, con Nastic che prende il suo posto come laterale difensivo di destra ed il finlandese ex Zenit Rotenberg al centro insieme al bosniaco Trivunovic.

Partono abbastanza forte i padroni di casa, che si portano in vantaggio dopo 20' grazie al primo gol stagionale del coetaneo di chi vi scrive, Alexander Kokorin: buon lavoro da parte di Dmitry Kombarov, che supera anche con un pò di fortuna Nastic e mette in mezzo per il numero 99 che a porta vuota insacca. Lasciato colpevolmente liberissimo l'attaccante della Dinamo, con i giocatori del Khimki che avevano fatto il fuorigioco senza però pensare al loro compagno Nastic che dopo il contrasto con Kombarov era rimasto per terra ed aveva di conseguenza tenuto in gioco il nazionale Under-21 russo. Questo sarà solamente il primo di una lunga serie di errori che le due difese commetteranno nell'arco di questo match. Poco dopo è ancora un attivissimo Dmitry Kombarov a mettersi in luce, con un sinistro da fuori che Berezovskiy respinge con un pò di affanno. Immediato arriva però il pareggio a sorpresa degli ospiti, con Nizamutdinov che sfrutta al meglio un clamoroso liscio di 'El Coti' Fernandez, si invola verso la porta avversaria, mette a sedere Kolodin con il destro, rientra e calcia di sinistro battendo Gabulov. Imbarazzante l'errore del difensore Campione olimpico nel 2004 con l'Argentina, ma gran giocata da parte della rivelazione della prima parte dello scorso campionato, che esulta nella sua solita simpatica maniera. Passano neanche 5 minuti e la Dinamo ha subito la grande chance per riportarsi in vantaggio: con un bel pò di mestiere infatti Kerzhakov riesce a procurarsi un penalty per presunto fallo dell'inesperto Rotenberg, che in realtà sfiora a malapena l'ex 'delantero' del Sevilla che si lascia cadere in area abbastanza platealmente. L'arbitro ci casca e Sasha ringrazia, facendo 2-1 dal dischetto e segnando il suo secondo gol in altrettanti incontri. Sono Khokhlov e compagni a fare la partita ed a giocare meglio, con gli avversari tutti dietro la linea della palla ad eccezione di Nizamutdinov, pronti a ripartire in contropiede, come in occasione del pareggio dell'ex NoSta. Al 35', sono ancora i giocatori con la maglia blu ad andare vicino alla via del gol con Ropotan, che impegna Berezovskiy con un potente destro centrale. Poco dopo, il mediano rumeno è costretto ad abbandonare il campo a causa di un infortunio muscolare, venendo sostituito da Dimidko. Nel bene e nel male, è la Dinamo la protagonista assoluta del primo tempo: la difesa infatti decide di andare ancora in cerca di farfalle in occasione del raddoppio di Jovanovic, bravo ad approfittare di un pallone vagante sugli sviluppi di un calcio piazzato dalla destra di Blatnjak e ad anticipare Kolodin come un centravanti di razza. Esultanza contenuta per il terzino sinistro 32enne, allo stato attuale capocannoniere del torneo con 2 reti insieme a Bukharov, Kerzhakov ed Ignashevich (un altro difensore!).
La ripresa si apre con il primo cambio di Sarsaniya, che inserisce un centrocampista difensivo come Shvetsov (esordio assoluto per lui con la maglia del Khimki) al posto di un Nastic che ha sofferto tantissimo Dmitry Kombarov nella prima frazione di gioco, riportando Streltsov nella sua abituale posizione di esterno basso. E' ancora Nizamutdinov il primo a provarci, questa volta senza risultati, nel secondo tempo, con un sinistro da lontano. Fin dalle prime battute è evidente un calo di ritmo, con un Khimki ancor più difensivista ed una Dinamo che controlla le operazioni e sfiora il vantaggio in apertura con Dmitry Kombarov, che tutto solo strozza il tiro e favorisce l'ottimo intervento dell'estremo difensore avversario. Si tratterà dell'unico errore nella partita dell'esterno sinistro classe 1987, che infatti poco dopo, ben servito di tacco da Kerzhakov, è bravissimo a servire di prima con il suo morbido mancino un liberissimo Dimidko, che di testa insacca a porta vuota. Il Khimki non ha la forza di reagire, Sarsaniya ritarda probabilmente anche i cambi e così è sempre la Dinamo a sfiorare la rete in contropiede. Rete che non arriva per merito di uno straordinario Berezovskiy, che prima compie un autentico miracolo su un colpo di testa di Kokorin su cross di Kerzhakov, e poi blocca in due tempi una conclusione da distanza ravvicinata dello stesso numero 10, lanciato bene in profondità da Dimidko.


I MIGLIORI: Man of the Match senza alcun dubbio un inarrestabile Dmitry Kombarov, che dopo l'ottimo assist per il gol di Kerzhakov nella gara inaugurale, ne fa altri due contro il Khimki. Un inizio di stagione davvero niente male per un giocatore tenuto senz'altro in considerazione da Guus Hiddink in ottica nazionale. Sempre macchinoso nei movimenti, ma tutto sommato efficace e decisivo ai fini del risultato Dimidko. Un pò egoista nella ripresa, ma ancora una buona prestazione per Kerzhakov, che inizia nel migliore dei modi la sua stagione. Azzeccata la mossa a sorpresa di Kobelev di schierare Kokorin sulla fascia destra e premiata dal ragazzino con la rete che ha sbloccato l'incontro e con tanto buon movimento che ha messo in difficoltà il suo diretto marcatore Jovanovic.
Poco assistito dai compagni, ma pungente come al solito Nizamutdinov, autore della pregevole rete dell'1-1. Bravissimo il quasi 35enne Berezovskiy nel finale a non far aumentare il passivo.

I PEGGIORI: Lasciano a desiderare entrambe le difese, disattente e spesso mal piazzate (nel caso del Khimki). Tra in singoli si mette sicuramente in luce Leandro Fernandez, che di fatto 'regala' il contropiede a Nizamutdinov ed in generale sbaglia qualche intervento di troppo.
Cambiano in continuazione la fascia di competenza (e forse rimangono anche un pò disorientati da ciò), Blatnjak e Nikiforov, tra i migliori settimana scorsa contro la Loko, spenti contro Kirill Kombarov e Granat. Deludente la prova fornita da Maxymov, uno dei tanti giocatori in prestito al Khimki dallo Zenit, tanti errori nella partita del centrocampista serbo Cvetkovic.


Dinamo (4-5-1): Gabulov 6; K. Kombarov 6, Kolodin 5, L. Fernandez 4,5, Granat 5,5; Kokorin 6,5 (dall'88' Genkov s.v.), Ropotan 6 (dal 40' Dimidko 6,5), Wilkshire 6, Khokhlov 6, D. Kombarov 7,5; Kerzhakov 6,5.
In panchina: Shunin, Tanasijevic, A. Denisov, Terekhov, Smolov.
Khimki (4-4-1-1): Berezovskiy 7,5; Nastic 5 (dal 46' Shvetsov 5,5), Rotenberg 5, Trivunovic 5,5, M. Jovanovic 6 (dal 68' Golovatenko s.v.); Blatnjak 5, Streltsov 5, Cvetkovic 5, Nikiforov 5,5; Maxymov 5 (dall'80' M. Simic); Nizamutdinov 6,5.



Ecco un video con un'ampia sintesi del match:

venerdì 20 marzo 2009

PREVIEW 2^ GIORNATA RPL 2009


Sabato 21 marzo

Ore 11:00
Krylya Sovetov Samara - Amkar Perm

E' il match che apre cronologicamente il secondo turno del Campionato Russo. Sono di fronte le due provinciali più forti del Campionato Russo (o almeno dello scorso), poichè il Rubin - visto il budget - non può proprio fregiarsi di quest'appellativo. Krylya Sovetov ed Amkar nello scorsa Premier Liga sono riuscite a finire davanti a squadre costruite per vincere, pur avendo risorse limitate. Ovvio che dalle parti di Samara, come in quel di Perm, i tifosi vorrebbero vedere un remake della scorsa inaspettata stagione. In quella appena iniziata però, le cose potrebbero andare diversamente e le grandi non steccare come un anno fa. Per questo, nei quartieri alti della classifica, potrebbe esserci posto al più per una di loro e questo da allo scontro del Metallurg un'importanza assoluta.
Esordio davanti ai propri tifosi per la formazione di Leonid Slutskiy, capace di passare sul campo neutro di Pyatigorsk a spese del Tom. Ora i tifosi si attendono un bis che permetterebbe loro di guardare sempre più squadre dall'alto. Mancherà probabilmente il colombiano Escobar nelle fila delle "Ali". L'Amkar proverà a difendersi dopo un debutto in chiaroscuro, con una formazione estremamente offensiva che non è riuscita a sfondare il muro non proprio insormontabile del neopromosso Rostov. Solo un pareggio nella storia di questa contesa, risultato che peraltro manca da quasi quattro anni. Per il resto, a Samara ben cinque successi del Krylya Sovetov.

Ore 12:00
Kuban Krasnodar - Spartak Mosca (CH 1 RUS ORTi-Pervij Kanal; Streaming)
La Russian Premier Liga torna a Krasnodar. Evento nell'evento lungo le sponde del Kuban, visto che arriva lo Spartak Mosca, senza dubbio laformazione più attesa su ogni campo di Russia. La squadra allenata da Ovchinnikov ha iniziato perdendo nettamente in casa dei Campioni di Russia del Rubin, pur mostrando alcune qualità interessanti. Vedremo se dopo qualche timido segnale i gialloverdi riusciranno a sorprendere in un match comunque molto sentito ,specie dall'ex portiere di Lokomotiv e Dinamo. Un risultato positivo al cospetto dei Myaso sarebbe un'iniezione di fiducia assai importante in vista del prosieguo della stagione che si annuncia dura per la squadra della Russia Meridionale. Per lo Spartak Mosca sarà un esame importante da non sottovalutare. Forse psicologicamente per una squadra del genere è più salutare giocare con dietro 60.000 persone a spingere ed incitare che a 2500 Km di distanza, in un posto che sembrerà sperduto ai debuttanti dei moscoviti che benino hanno fatto contro lo Zenit. Servono riconferme ed è su questi campi che ci si gioca una fetta di quello scudetto che lo Spartak vuole riportare a casa dopo tanti e troppi anni passati guardando vincere gli altri. Sarà importante vedere che tipo di formazione schiererà Laudrup, se vi sarà il giovane Makeev, un terzino abile anche a giocare al centro e vedremo chi vincerà il ballottaggio tra Rafael Carioca e Pavlenko in mezzo al campo. Attesa per Alex ed ulteriore prova anche per Welliton, apparso recuperato nello scorso turno contro lo Zenit. Ma il il Kuban ha battutto lo Spartak, 2 pareggi e 4 affermazioni moscovite in passato.

13:15
Dinamo Mosca - Khimki (SKY Sport Extra)
Ancora una volta, gli uomini di Andrey Kobelev sarano di scena nello stadio del Khimki, quello dove almeno per le prossime due stagioni giocheranno Khokhlov e compagni nei loro match interni. La squadra della Polizia guida la classifica in coabitazione con tutte gli altri club che hanno centrato il risultato pieno al debutto. Eppure i Sinie-Byielie non hanno certo impressionato nella gara d'esordio, vinta all'ultimo minuto di recupero di un match assai opaco, nel quale il risultato non ha rispecchiato il gioco solo per la scarsa mira di Rebko e Jakubko. Lo stesso match winner di sabato scorso, Sasha Kerzhakov, ha definito assai immeritati i tre punti strappati all'FC Mosca,t re punti che soltanto Kobelev meritava a fronte di un grande lavoro svolto in ritiro, nonostante la base di partenza senza dubbio più scarsa di quella del 2008. E' proprio questo l'interrogativo dei media ed il dubbio ricorrente di una delle formazioni più blasonate di Russia: basterà tale organico per raggiungere gli obiettivi prefissati? Il match di sabato scorso ha dimostrato che a meno di frenate stile 2008,la Dinamo quest'anno si troverà in grossa difficoltà se vorrà quantomeno difendore il podio dello scorso torneo. Voci della scorsa settimana parlavano di un infortunio occorso al centrocampista rumeno Ropotan, di fatto l'unico acquisto effettuato dalla dirigenza della Dinamo in questo mercato invernale, che potrebbe quindi saltare la gara di domani.
Nel suo stadio, ma con lo status di ospite e probabilmente con meno tifosi al seguito, il Khimki cercherà di strappare un altro risultato utile ad una grande, dopo il punticino raccolto meritatissimamente nello scorso weekend sul campo della Lokomotiv. Sarà dura, ma i ragazzi di Sarsaniya hanno dimostrato di aver pochi timori reverenziali e di essere una formazione ben costruita e molto motivata.
Due vittorie Dinamo, un pareggio ed un'affermazione del Khimki per quanto riguarda i precedenti.

Ore 15:30
FC Mosca - Terek Grozny
L'FC Mosca ha sete di vittoria. Non può essere altrimenti dopo la sconfitta ingiusta ed immeritata subita al 90'+3 contro una quasi inesistente Dinamo Mosca. La squadra di Miodrag Bozovic è parsa solida, anche se troppo sprecona. L'allenatore montenegrino sembra aver rivitalizzato una formazione che squadra non era quando sulla panchina siedeva l'attempato Blokhin. La mano del tecnico c'è e s'è vista, ma alle dipendenze dell'ex Amkar non ci sono dei fenomeni, per questo tenersi lontano da zone che scottano deve essere il primo obiettivo, anche se la dirigenza moscovita s'attende di più ,tuttavia uno dei mali del calcio russo è proprio l'inconsapevolezza dei dirigenti.
Il Terek arriva allo Streltsov praticamente da capolista in virtù' del gol segnato dal debuttante difensore brasiliano Cléber in 'zona Kerzhakov' contro lo Spartak Nalchik e cercherà di migliorare quest'anno il rendimento lontano dalla Cecenia, deficitario nella passata stagione.
Per ben tre volte la sfida tra le due formazioni è terminata in parità. Una vittoria per i moscoviti, nessuna per i verdi di Grozny.

Domenica 22 marzo

12:00
Zenit San Pietroburgo - Saturn (SKY Sport Extra; Streaming)
Petrovskiy senza tifosi per la prima volta nella storia. Per lo Zenit e per i suoi tifosi è arrivato il momento di scontare la severa, pesante, ma esemplare punizione per gli striscioni offensivi alla memoria del grande Lev Yashin. Una gara inusuale per uno Zenit che è nella posizione ancor più inusuale di giocare dopo tanto tempo senza coppe. La gara contro l'Udinese ha messo in mostra uno Zenit capace di essere attento e di mettere in campo il cuore, ma anche una squadra che non gira a mille e che continua a sciupare troppe palle gol in fase offensiva. Advocaat non ha un problema in particolare, ma deve fare i conti con una serie di piccole traversìe che alla fine hanno indebolito il sistema di gioco migliore vistosi in Europa nel 2008. La difesa, pur essendo ridotta all'osso, ha dimostrato quanto con molta concentrazione si può finire imbattuti contro un attacco micidiale in contropiede come quello dell'Udinese (grazie anche alla prestazione straordinaria fornita da un mostruoso Tymoschuk). A centrocampo il giramondo olandese non ha indisponibili, ma vuoi per la staticità, vuoi per la sfortuna, non si ribalta le azioni come lo scorso anno. Danny non è al 100% e non può galleggiare da una fascia all'altra, sarebbe meglio un utilizzo stile Dinamo; Pogrebnyak sembra non essere ancora il carro armato della prima parte della passata stagione. La squadra è sicuramente ingolfata, ma poche storie: con una buona dose di concentrazione, non si può e non si deve avere paura del Saturn. Lo Zenit, per automatismi, classe ed esperienza in Russia deve scendere in campo per vincere sempre e comunque. Il rispetto dell'avversario deve essere la condizione necessaria per porre le basi di un campionato che deve essere assolutamente diverso da quello folle dello scorso anno, dove lo Zenit Campione in carica non è riuscito nemmeno a qualificarsi per la Champions.
Nel deserto del Petrovskiy arriva il Saturn del tedesco Jurgen Roeber, reduce dal pesante ko interno contro il CSKA Mosca. Mancherà lo squalificato Angwba, espulso nel primo tempo del match contro l'Armata Rossa.

14:30
Spartak Nalchik - Rubin Kazan
Lo scorso anno, lo Spartak Nalchik fu una delle poche squadre ad imporre lo stop ai Tartari. Era il 10 maggio ed il Rubin regnava incontrastato, ma proprio dopo Nalchik, smarrì per diverse partite la via della vittoria. E' con quel ricordo che Krasnozhan attende tra le proprie mura i Campioni di Russia, che hanno iniziato la Premier Liga vincendo per 3-0 contro il Kuban. Una prova da non sottovalutare su un campo ostico per chiunque. Il Rubin è atteso ad una riconferma, dopo una prima partita, la Supercoppa, abbastanza brutta ed un esordio in campionato dove il punteggio ha detto benissimo ai Tartari. L'interrogativo col quale ogni domenica i ragazzi di Berdyev dovrano convincere sarà quasi sempre il medesimo: il Rubin, Campione di Russia 2008 , lotterà anche quest'anno per il titolo? Ogni turno avrà il sapore dell'esame. Peserà il fattore Champions' dopo l'estate. Per ora l'allenatore turkmeno si gode una squadra che è la stessa che ha conquistato il titolo grazie ad una compattezza strabiliante ed arricchita dal figliol prodigo Alejandro Dominguez, l'uomo che potrebbe effettivamente moltiplicare le soluzioni offensive della squadra di Kazan. Compattezza, esperienza e talento per un Rubin che comunque ha le carte in regola magari non per rivincere il titolo, ma quantomeno per riconfermarsi su livelli molto alti.
Una curiosità: il Rubin, nel massimo campionato russo, ha sempre perso a Nalchik.

17:00
Rostov - Lokomotiv Mosca
Trasferta insidiosa per i Ferrovieri che hanno l'obbligo di lanciare qualche segnale importante a sè stessi, ai propri sostenitori ed alla concorrenza. La gara contro il Khimki, debutto stagionale per gli uomini id Rakhimov, ha messo in mostra una buona Loko, ma il risultato non è stato il massimo. D'altra parte, il potenziale c'è, la squadra ha dimostrato diverse volte di poter giocare un calcio gradevole, tuttavia l'instabilità regna sovrana. I rossoverdi soprattutto negli ultimi anni hanno dimostrato di non reggere le pressioni, di crollare alla distanza. Si augura di trovare non la miglior Loko il Rostov, autore di un buon esordio sul campo non semplice di Perm. In passato, far risultato in riva al Mar Nero non era affare così semplice. Le due squadre si troveranno di fronte per la 31 volta, mai il Rostov ha battuto i Ferrovieri, che hanno vinto per ben 19 volte.

Lunedì 23 marzo

Ore 17:00
CSKA Mosca - Tom Tomsk (Streaming)
Dopo la sfortunata trasferta di Donetsk,che ha estromesso il CSKA da quell'Europa che sembrava divenire il terreno di caccia dei Soldati agli ordini Zico, i 'Koni' si rituffano nel campionato che guidano in virtu' dell'affermazione sul campo del Saturn. Il CSKA visto a Donestk comunque è parso sbiadito,s enza idee, rinunciatario, abulico; l'antitesi della squadra spettacolare ed implacabile vistasi da otto mesi aquesta parte, dove sono arrivate quasi solo vittorie. Nè la dirigenza e nè i giocatori hanno fatto particolari drammi per l'eliminazione che però ha spostato un pò gli equilibri all'interno di una rosa molto ampia, che ora pare quasi eccessiva in alcuni reparti per la Russian Premier Liga. Ciò vuol dire che molti il posto dovranno sudarselo e giocarselo. Difficile vedere in campo l'africano Maazou, l'ultimo arrivato, bisognerà vedere come Zico ora che il turn over non esiste più, vorrà schierare i suoi. Difficile immaginare un CSKA senza un Vagner Love, uno Zhirkov od un Krasic, che infortuni e fastidi muscolari a parte dovrebbero essere della partita.
Al Luzhniki arriva un Tom reduce da una sconfitta in campo neutro contro il Krylya Sovetov. Non è proprio la gara ideale per mettere le cose apposto, eppure i Siberiani negli ultimi tempi sono stati sempre capaci di mettere in difficoltà i moscoviti, che l'anno scorso, dopo un pareggio a reti bianche a Tomsk, furono costretti a rimontare, con successo, gli avversari. Ciò nonostante, il CSKA è imbattuto negli scontrio diretti: 5 vittorie e tre pareggi, tutti e tre per 0-0.

giovedì 19 marzo 2009

FALLIMENTO TOTALE.


CSKA e Zenit clamorosamente eliminati dalla Coppa UEFA: moscoviti sconfitti per 2-0 a Donetsk da uno Shakhtar arrembante capace di rimontare la sconfitta dell'andata, Campioni in carica ancora una volta pesantemente penalizzati dalle decisioni arbitrali (non assegnato al 15' del primo tempo un nettissimo rigore per fallo di mano di D'Agostino sulla linea, naturalmente neanche espulso come il regolamento richiederebbe).


Un giovedì amarissimo per tutto il movimento calcistico russo, che nel giro di pochi minuti si vede eliminare le ultime due superstiti in Europa, vale a dire CSKA Mosca e Zenit San Pietroburgo, due formazioni che - almeno teoricamente - avevano tutto per arrivare fino in fondo e rivincere la Coppa UEFA. Ma così purtroppo non è stato e sono state entrambe eliminate (per giunta con i medesimi risultati) agli Ottavi di Finale, decretando una sorta di fallimento di tutto il calcio russo a livello europeo. Dopo il grande exploit del 2008 infatti era naturale aspettarsi un qualcosa di più dalle squadre russe, che invece hanno quasi tutte deluso, se escludiamo appunto CSKA e Zenit, uscite però troppo presto dalla competizione. Vagner Love e compagni erano stati a detta dei critici (ma anche dei risultati: 8 vittorie su 10 incontri parlano chiaro) la miglior squadra ammirata fin qui nella competizione, eppure non sono riusciti ad avere la meglio quest'oggi nella sentitissima sfida con i vicini ucraini dello Shakhtar, abili a ribaltare nella ripresa il risultato dell'andata grazie alle reti di due brasiliani, Fernandinho dal dischetto e Luiz Adriano al 70', dopo che Hladkiy aveva colpito un palo. Un CSKA apparso oltremodo catenacciaro, che non ha sfruttato come avrebbe dovuto l'assenza di Chygrynskiy (l'unico difensore centrale di un certo livello presente nella rosa dei 'Minatori') ma che ha badato principalmente a mantenere stabile il risultato di settimana scorsa. Una tattica che non ha portato ad un'eliminazione per certi versi inaspettata, ma avvenuta contro una squadra discontinua quanto volete, ma che se è in giornata di indubbio valore (perlomeno dalla trequarti in su) come lo Shakhtar, che a questo punto - insieme, perchè no, anche ai rivali di sempre della Dinamo Kiev (che nel frattempo superano con un brivido il turno grazie ai gol segnati in trasferta, pur perdendo per 3-2 contro l'ottimo Metalist Kharkiv) - diventa una delle più serie accreditate per la vittoria finale. Pur se in modo meno clamoroso, risulta quantomeno discutibile la direzione forse un pò troppo casalinga dell'arbitro, che prima annulla in modo assai dubbio un gol a Vagner Love sullo 0-0 e poi concede fra le polemiche la definitiva rete del 2-0.

I ragazzi di Advocaat, invece, dopo aver ottenuto un terzo posto (sul quale ci sarebbero molte cose da dire) nel girone di Champions League, hanno eliminato con una maturità tipica delle grandi squadre lo Stoccarda, imponendosi per 2-1 sia all'andata che al ritorno, ma hanno ceduto brutalmente in terra friulana, disputando una pessima prestazione giustamente punita nel finale. Non ce la sentiamo di condannare lo Zenit per la prova fornita stasera sul terreno come al solito ai limiti della impraticabilità: il primo tempo dei 'Meshki' è infatti stato gagliardo, aggressivo e giocato a buoni ritmi. La dea bendata ha deciso però di voltare ancora una volta le spalle ai biancoblu, che prima hanno dovuto subire l'ennesimo torto arbitrale in questo confronto (clamoroso rigore, con conseguente espulsione, non concesso allo Zenit per un salvataggio di mano sulla linea di porta di D'Agostino) e poi mancato il raddoppio con un tiro a botta sicura di Danny uscito per una questione di centimetri. Nella ripresa, complice un inevitabile calo, la pressione dello Zenit diminuisce ed alla distanza esce fuori l'Udinese che, in particolare negli ultimi 20', va in diverse occasioni vicino ad un pareggio che sarebbe stato comunque immeritato. Un 1-1 che i bianconeri non riescono a segnare grazie all'ennesima brillante performance di Malafeev, definitivamente tornato ai suoi migliori livelli in questo inizio di 2009 ed alle perfette chiusure difensive di un Tymoschuk che definerei mostruoso: l'ucraino dimostra di avere tutte le caratteristiche per essere anche uno dei migliori centrali difensivi del globo e risulta essere di gran lunga il miglior in campo, non solo per il gol che di fatto decise l'incontro. Chi non brilla come dovrebbe è invece Danny, evidentemente in un periodo di scarsa brillantezza: in ogni caso, è uno spreco vederlo relegato così spesso su una delle due fasce, con la partenza di Arshavin sarebbe meglio che venisse impiegato nel ruolo di trequartista a tutto campo, esattamente come già avveniva alla Dinamo. Alterna giocate estramemente interessanti ad altre insipide Fayzulin, a detta di molti il vero sostituto in chiave futura di Arshavin: deve ancora maturare parecchio (anche in termini di personalità), ma l'ex Spartak Nalchik in prospettiva è sicuramente un giocatore di grande valore. Senza effetti il doppio cambio di Advocaat che vede uscire Sirl (impiegato a centrocampo, con il positivo Kim Dong-Jin nel ruolo di terzino sinistro) e proprio Fayzulin per far spazio Huszti e Tekke: il loro ingresso in campo infatti coincide casualmente (?) con il crollo dei 'Meshki', che praticamente non superano più la metacampo. Imbarazzante però come il 'Sultano' turco non riesca mai a rendersi decisivo come i suoi tifosi - ogni tanto - si aspetterebbero. Come detto però, un calo di natura fisico-atletica era preventivabile e lo Zenit la qualificazione l'ha gettata al vento nel disastroso match d'andata. Non si può però far finta di niente dinanzi ad alcune decisioni arbitrali che hanno PESANTEMENTE influito sull'andamento di ambedue le sfide: se all'andata era sembrato inesistente il rigore (con conseguente doppio cartellino giallo per un innocente Shirokov) concesso all'ultimo minuto all'Udinese, al ritorno ne è stato negato uno grosso come una casa ai padroni di casa. Al 75' dal termine, con un penalty da battere e con gli avversari sotto di un uomo, sarebbero potute cambiare tante cose... Ma va bene così, parliamone sempre in silenzio di alcuni argomenti, che è meglio.

mercoledì 18 marzo 2009

PRIMA GIORNATA RPL 2009: le altre partite.

Amkar Perm - Rostov 0-0

Amkar (3-4-3): Narubin; Sirakov, Belorukov, Cherenchikov; Peev, M. Novakovic, Drincic, Grishin (dall'88' Sikimic); Jean Carlos (dal 53' V. Kalashnikov), Kushev, Zhilyaev (dal 46' S. Volkov).
Rostov (4-4-2): Gerus; Astafjev, Lengyel, Rozhkov, Cherkes; Gatkan, Slivic, Kulchy, B. Petrovic (dal 75' Lebedenko); Hong Yong-Jo, Ahmetovic.

Note: espulsi Sirakov (Amkar) al 48' e Hong Yong-Jo (Rostov) al 65' per doppia ammonizione.

Inizia a Perm la Russian Premier Liga 2009, che vede di fronte nella prima sfida l'Amkar - la rivelazione degli ultimi due campionati russi - ed il Rostov, formazione che aveva lasciato la massima serie russa appena 16 mesi fa.
Si può definire sorprendente il primo risultato stagionale: in pochi infatti credevano che una neopromossa potesse portare a casa un prezioso punto dallo stadio Zvezda. Così come è ancor più incredibile come sia potuto terminare a reti bianche una gara fra due formazioni così tanto offensive: i padroni di casa, guidati per la prima volta dal loro nuovo tecnico (il bulgaro Dimitar Dimitrov), si sono presentati addirittura con un super offensivo 3-4-3; meno squilibrati ma non per questo rinunciatari gli ospiti (basti pensare al fatto che sia stato schierato Astafjev - considerato a tutti gli effetti un attaccante fino a qualche anno fa - nel ruolo di terzino destro), con Oleg Dolmatov che stupisce tutti per la partenza dalla panchina di capitan Osinov e bomber Akimov, i due giocatori più importanti dell'intera rosa della formazione del Mar Nero.
Da segnalare anche un'espulsione per parte: prima è toccato al bulgaro Sirakov vedersi sventolare in faccia il secondo cartellino giallo, poi all'atteso nordcoreano Hong Yong-Jo (considerato la stella del suo paese, una seconda punta molto rapida e ben dotata tecnicamente che ha contribuito alla promozione dei gialloblu), punito forse troppo severamente per una simulazione fuori dall'area di rigore. Nel finale i rossoneri hanno pressato a lungo, senza tuttavia riuscire a creare effettivi problemi alla difesa degli ospiti, che hanno anzi sfiorato a circa 10' dal termine il colpaccio con il nazionale moldavo Gatkan.


Lokomotiv Mosca - Khimki 1-1: 65' Glushakov; 28' M. Jovanovic.

Lokomotiv (4-3-1-2): M. Cech; Yanbaev, Basa, Durica (dal 43' Fininho), Rodolfo; Glushakov, Mudjiri (dal 79' Torbinskiy), Dujmovic; Bilyaletdinov; Sychev, Odemwingie.
Khimki (4-4-2): Berezovskiy; Streltsov, Nastic, Trivunovic, M. Jovanovic; V. Nikiforov, Boudianski, Cvetkovic, Blatnjak; Kozhanov (dal 70' Nizamutdinov), Antipenko (dal 79' Pylypchuk).

Non si può di certo dire che questo primo turno non abbia regalato risultati imprevisti: chi avrebbe mai pronosticato che la Lokomotiv di Rashid Rakhimov, una squadra potenziata nel mercato invernale costretta a far dimenticare le ultime stagioni deludenti, venisse fermata in casa dal giovanissimo Khimki dell'ex Direttore Sportivo dello Zenit, Konstantin Sarsaniya? Il risultato non deve in ogni caso trarre troppo in inganno: i 'Ferrovieri' (in particolar modo nella ripresa) hanno prodotto un buon calcio e sono passati in svantaggio a metà primo tempo sugli sviluppi di un corner battuto da Blatnjak sul quale il montenegrino Jovanovic (ormai una bandiera per il giovane club che ha rischiato di scomparire due mesi fa) ha insaccato di testa, anticipando un non disattento Bilyaletdinov. Nella ripresa a fare la partita sono stati chiaramente i padroni di casa, che hanno creato diverse occasioni ed hanno trovato il meritato pareggio grazie ad una sontuosa combinazione nello stretto fra Glushakov ed Odemwingie, che ha portato alla rete del giovane centrocampista russo con la maglia numero 8. Il Khimki, che aveva fallito una clamorosa palla gol con Kozhanov (uno dei tanti giovani in prestito dallo Zenit) nella prima frazione di gioco , ha tutt'altro che demeritato però, giocando un validissimo match, molto attento dietro e pericoloso nelle ripartenze grazie alla rapidità di giocatori assai promettenti come Nikiforov (piccola ala destra classe '89, molto simile - anche fisicamente - al primo Izmailov, sofferta tantissimo dalla difesa rossoverde) ed il già nominato Kozhanov. Non può non destare simpatia il progetto legato ai giovani della formazione nata nel 1997 che, come si suol dire, ha fatto di necessità virtù. Nonostante l'1-1 interno sia un punteggio chiaramente deludente per una squadra che ha ambizioni di titolo, secondo chi vi scrive la Loko (che ha perso proprio in questo match per infortunio il nuovo arrivato Durica, nazionale slovacco, tra i migliori difensori centrali del campionato) rimane una delle più probabili outsider, se naturalmente non si perderà in un bicchier d'acqua come suo solito. Positiva la prova di Sychev, un altro giocatore che tutto il movimento russo ha bisogno che venga assolutamente recuperato.


Rubin Kazan - Kuban Krasnodar 3-0: 25' e 55' Bukharov, 32' Semak.

Rubin (4-4-2): Ryzhikov; V. Kaleshin, Sharonov, César Navas, Kvirkvelia; Rebrov (dal 63' Gorbanets), Sibaya, Semak, P. Bystrov (dal 77' Balyaikin); Adamov, Bukharov (dal 70' Noboa).
Kuban (4-5-1): Karyukin; Zaseev, Djioev, Sretenovic, Boaventura; Dramani, Tlisov (dall'84' Ushenin), Kaita, Bairyev (dal 69' Kuchuk), Kasaev; D. Traoré.

Nell'ultima gara in programma nella giornata di sabato, convincente vittoria dei Campioni di Russia del Rbuin contro il neopromosso Kuban di Ovchinnikov (alla prima in panchina). Protagonista assoluto il gigantesco centravanti Bukharov, autore della prima doppietta del torneo e dello splendido assist del provvisorio 2-0 di Semak. Nella ripresa i Tartari avrebbe potuto incrementare ulteriormente il proprio bottino di gol, prima colpendo un palo con Adamov (ancora servito da uno scatenato Bukharov), poi con un errore a porta vuota del subentrato Gorbanets. Nel finale, annullata probabilmente ingiustamente una rete a Sharonov per presunto fallo su Karyukin (alla fine scelto da 'The Boss' come portiere titolare: qualche responsabilità sul gol di Semak, ma non ce la sentiamo di condannare un esordiente nella massima serie).
Il risultato è pesante ma paradossalmente il Kuban non è dispiaciuto. Chiaramente, essendo una formazione completamente rinnoavata e mutata rispetto a quella che conquistò la promozione nella passata stagione, è inevitabile che debba avere del tempo a proprio disposizione per carburare, per trovare i meccanismi giusti (specie in fase difensiva: il reparto arretrato sembra essere l'anello debole della più tifata squadra caucasica). E' evidente invece che il centrocampo sia di qualità (segnatevi sul taccuino il nome di Alan Kasaev come possibile rivelazione del campionato).


Tom Tomsk - Krylya Sovetov Samara 0-1: 50' Savin.

Tom (4-4-2): Pareyko; Evsikov, Katinsus, Jokic, An. Ivanov; Kharitonov, Michkov, Yanotovskiy, Nemeth (dal 56' Skoblyakov); Arkhipov (dal 56' Kornilenko), Maznov.
Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos; Oh Beom-Seok, Jarosik, Belozerov, Léilton; Kalachev, Bober (dal 74' O. Ivanov), R. Adjindjal, Kulik (dal 72' Taranov); Savin (dal 78' Escobar), Koller.

Importante successo di una delle squadre migliori come rendimento dello scorso campionato come il Krylya Sovetov, che va a vincere grazie ad una rete di Savin (attaccante nel giro della nazionale russa) su assist del bielorusso Kalachev, ripescato dopo che nella passata stagione era finito del dimenticatoio nonostante un promettente avvio. Curioso come abbia giocato al centro della difesa, al posto del partente Booth, il ceco Jarosik, che nella sua carriera mai aveva ricoperto quella posizione.
Sfortunato il Tom che si è visto costretto a giocare a Pyatigorsk, nel Caucaso, quindi praticamente senza tifosi. Un pò un peccato bruciare una gara casalinga così e lo dico perchè la formazione siberiana quest'anno dovrà sudarsela come non mai la salvezza.


Saturn - CSKA Mosca 0-3: 69' Dzagoev, 82' e 87' Ignashevich.

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Zelao, Malkov, Evseev; Igonin, Nemov; Kovel, A. Eremenko (dal 76' S. Okoronkwo), Kuzmichev (dall'81' V. Yurchenko); Topic.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; A. Berezutskiy, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov; D. Carvalho, Semberas, Mamaev (dall'85' Aldonin), Zhirkov (dall'87' Caner Erkin); Dzagoev; Necid (dal 77' Krasic).

Esordio col botto per la squadra considerata favorita da un pò tutti gli esperti, l'Armata Rossa di Zico, che si permette di lasciare in panchina inizialmente Krasic (sperimentando con successo Daniel Carvalho, che ha bisogno di accumulare sempre più minuti, nel ruolo di esterno destro) ed addirittura di non convocare Vagner Love, in vista naturalmente del ritorno del sentitissimo match con lo Shakhtar Donetsk. Il passivo è però esagerato, non a caso la partita è rimasta sullo 0-0 fino a 20' dalla fine, il Saturn aveva tenuto piuttosto bene il campo, cercando di limitare le azioni offensive di un CSKA comunque difficilmente contrastabile. Come ha ribadito il tecnico tedesco Roboer negli spogliatoi, l'espulsione per doppia ammonizione del camerunense Angbwa subita addirittura nel primo tempo ha complicato di parecchio la vita agli 'Alieni', crollati nel finale, anche a causa di un Kinsky che ha rovinato con una serie di interventi incerti (vedi l'uscita a vuoto che ha consentito l'insolita doppietta di Ignashevich, ma anche il posizionamente errato in occasione del cucchiaio da fuori area di Dzagoev) una prestazione che fin lì era stata ottima.


Terek Grozny - Spartak Nalchik 1-0: 90'+4 Cléber.

Terek (4-4-1-1): Dikan; Omeljanchuk, V. Iliev, Cléber, Mischenko; F. Petre (dall'89' Zabavnik), Djabrailov, Margaritescu, Kobenko (dal 46' Pancu); Georgiev; Prudnikov (dal 77' Sadaev).
Spartak Nalchik (4-4-1-1): Khomich; Yatchenko, Djudovic, Amisulashvili, Filatov; Leandro, Mashukov, Geteriev, Dzakhimishev (dal 70' Kalimullin); Bikmaev (dal 46' Gogua); Kontsevoj (dal 90'+2 A. Ferreira).

Grazie ad una rete allo scadere dell'ultimo arrivato, l'esperto difensore brasiliano Cléber (prelevato dai polacchi del Wisla Cracovia), il Terek si aggiudica gli ultimi 3 punti disponibili di questa prima giornata di Premier Liga. Quella giocata in Cecenia è stata una gara caratterizzata da una forte pioggia che ha reso in condizioni quasi impraticabili il campo sintetico di Grozny per quasi tutti i '90.



Ecco una mia clip con tutti i gol:

domenica 15 marzo 2009

Finisce in parità il primo big match della stagione.

Spartak Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-1
Reti: 2' Saenko; 17' Pogrebnyak.


Pareggio giusto nel primo big match della RPL 2009, disputato in un Luzhniki quasi gremito che ha visto opporsi, esattamente come nell'ultima giornata dello scorso campionato, i padroni di casa dello Spartak Mosca ai rivali dello Zenit San Pietroburgo, in una delle gare più sentite di tutto il calcio russo. Una partita molto equilibrata in entrambe le fasi di gioco, con lo Zenit per caratteristiche più portato a fare la partita (imbarazzante a tratti il suo possesso palla continuato che di fatto si è rivelato però un pò fine a se stesso, dato che non ha portato a nessun risultato concreto), e con lo Spartak che invece si è reso più volte pericoloso in attacco, andando in moltissime occasioni vicino al gol con veloci azioni di contropiede che hanno fatto ammattire la lenta e svagata retroguardia sanpietroburghese. Gli uomini di Advocaat - se escludiamo la clamorsa chance mancata nel finale da Zyryanov - pur mantenendo costantemente in mano il pallino del gioco (specie nella ripresa), raramente si sono resi davvero pericolosi, se non con tiri da fuori che hanno trovato scarsa fortuna.

Nell'undici iniziale, Laudrup inserisce a sorpresa l'esordiente Makeev, duttile 19enne preferito a Clemente Rodriguez e Fedor Kudryashov nel ruolo di terzino sinistro, e fa debuttare i due nuovi brasiliani prelevati nel mercato invernale, vale a dire il centrocampista difensivo Rafael Carioca ed il trequartista Alex Meschini, schierato alle spalle di Welliton. Un piacevole ritorno quello di quest'ultimo, che dopo un grande inizio di stagione ha trascorso ben sette mesi del 2008 lontano dai campi di gioco a causa di diversi problemi di natura fisica. Si rivede a centrocampo, a comporre la mediana a protezione della difesa insieme a Carioca, anche l'ex Saturn Sabitov, rientrato dal prestito al Khimki. La difesa, eccezion fatta per il già citato Makeev, è quella titolare, con Pletikosa in porta, l'interessantissimo Parshvilyuk sulla destra ed il neo-capitano Jiranek al centro con Fathi.
Opera qualche necessario cambio Advocaat rispetto alla deludentissima prestazione europea contro l'Udinese: dentro l'ultimo arrivato Fernando Meira e Fayzulin, fuori l'indisponibile Anyukov (con il conseguente spostamento sulla destra di Shirokov) e l'ungherese Huszti.
I detentori (ancora per poco...) dell'ultima Coppa UEFA vengono subito puniti a freddo da Saenko, bravo a ribadire in rete una grande respinta di Malafeev su conclusione di Welliton, abile a sfruttare grazie alla sua velocità di gambe il clamoroso buco di Meira. Non inizia propriamente nel migliore dei modi il nazionale portoghese la sua nuova avventura in Russia. L'inizio dello Zenit è raccapricciante a differenza di quello convincente dello Spartak che poco dopo essere passato in vantaggio sfiora un clamoroso raddoppio sempre con Saenko: bravissimo ad opporsi ancora una volta Malafeev, che con un autentico miracolo salva i suoi da una disfatta. Dà la sensazione di dormire in campo il difensore con una lunga esperienza in Bundesliga con la maglia dello Stoccarda, ancora una volta impacciato e non aiutato da Shirokov che si perde Saenko. Dopo quest'altro brivido iniziale, Tymoschuk e compagni iniziano ad uscire dal guscio, prendendo fiducia e guadagnando metri poco alla volta. Il primo a provarci è Zyryanov, con un tiro dai 15 metri che viene deviato in corner, sugli sviluppi del quale l'arbitro Sukhina annulla giustamente la rete di Krizanac per una spinta di Tymoschuk ai danni di Pletikosa. Gli ospiti non si tirano giù d'animo ma anzi aumentano la loro spinta, con Shirokov molto propositivo sulla destra che mette in mezzo un buon pallone per Fayzulin, che si inserisce tra le maglie moscovite ma non riesce ad indirizzare in rete il pallone con un colpo di testa. Lo Zenit trova però subito dopo il pareggio grazie ad un bolide su punizione di Pogrebnyak, che 'zittisce' le critiche ricevute negli ultimi giorni e finalmente si sblocca, facendolo nel migliore dei modi, con un'autentica 'bomba' che Pletikosa riesce a malapena a vedere (non diamo troppe responsabilità all'estremo difensore croato: è vero che il tiro era sul suo palo, ma era talmente potente e veloce che era quasi impossibile pararlo). Non si demoralizzano di certo gli uomini di Laudrup che anzi sfiorano immediatamente il 2-1 con un'azione che vede ancora Welliton e Saenko protagonisti: il brasiliano viene lanciato in profondità dal connazionale Alex, si ferma e serve con un intelligente colpo di tacco l'accorrente Saenko, che si inserisce benissimo nella disattenta retroguardia dello Zenit e crossa d'esterno pericolosamente in mezzo dove arriva Meira che con un tocco un pò scomposto ma efficace favorisce l'intervento di Malafeev. Il possesso palla rimane tuttavia largamente a favore dello Zenit (58% contro 42% nella prima frazione di gioco), che conclude i primi 45' con una botta da fuori di prima intenzione di Tymoschuk che per poco non si insacca nel sette.
Nella ripresa Laudrup opta per due cambi, togliendo il giovanissimo Makeev ed un comunque non negativo Carioca (meno appariscente rispetto agli altri suoi due connazionali, che in ogni caso avevano un compito meno difficile rispetto al suo) ed inserendo al loro posto rispettivamente Clemente Rodriguez e Pavlenko. Non muta l'assetto tattico, ma l'atteggiamento della squadra sì, ora più offensivo con un terzino prevalentemente di spinta come l'argentino ed un costruttore di gioco come il 24enne nato in Ucraina ma di nazionalità russa. Si mette subito in mostra l'ex Boca Juniors ed Espanyol con un'azione coast to coast, superando due avversari e servendo benissimo sulla destra un liberissimo Bystrov che con un orribile cross rovina tutto. Lo Zenit risponde con Shirokov che la metta in mezzo per Fayzulin, che con un velo lascia pervenire il pallone a Danny che si gira concludendo di poco a lato di sinistro. Una buona iniziativa per il portoghese, spesso nel vivo del gioco ma che non riesce a rendersi pericoloso come potrebbe. Le reti annullate diventano ben presto una per parte quando il guardalinee sbandiera il netto fuorigioco di Welliton, che aveva deviato in rete un tiro malriuscito di Bystrov, a sua volta servito da Alex. La difesa dello Zenit fa acqua da tutte le parti, anche per lo scarso sostegno del centrocampo (complice un Tymoschuk visibilmente non al meglio, che non a caso ha recuperato molti meno palloni rispetto al solito), e di fatto ogni iniziativa dello Spartak si trasforma in una potenziale palla gol. Per fortuna degli uomini di Advocaat il grande ex, Bystrov, solitamente uno che nei match contro la formazione di San Pietroburgo diventa ancora un pò la miglior ala destra del mondo, si rende artefice di un pessimo secondo tempo, nel quale Laudrup per la disperazione lo toglie dal campo, mettendo dentro l'altrettanto veloce Bazhenov. L'analisi del match nella ripresa non è delle più complicate, con i 'Meshki' che fanno la partita, mantengono a lungo il possesso palla ma non riescono a penetrare nell'area di rigore moscovita, e con i 'Myaso' che invece attendono gli avversari nella loro metacampo per poi ripartire rapidamente in contropiede, come quando con Saenko si divorano il gol del 2-1, in seguito ad un buon lavoro di Welliton che serve all'indietro Pavlenko che a sua volta apre alla perfezione alla sua destra per appunto l'ex Norimberga che di destro spara alto da favorevolissima posizione. Lo Zenit si fa vedere dalle parti di Pletikosa grazie ad una bella iniziativa personale di Danny che si libera di un tunnel di un avversario e lascia partire un destro che termina di poco alto, ma rischia sempre tantissimo dietro, e questa volta viene graziato dal subentrato Bazhenov che con il sinistro sfiora l'incrocio, facendo correre più di un brivido al povero Malafeev. Dopo una fase nella quale emerge la stanchezza delle due squadre ed aumentano gli errori, il finale è a dir poco emozionante: al 90' infatti gli ospiti, grazie ad una penetrazione palla al piede di Denisov, creano la loro più grande opportunità di tutto l'incontro, ma la sprecano con Zyryanov, che sbaglia una sorta di rigore in movimento. Nell'ultima azione del match, invece, sono i padroni di casa a sfiorare il punto del vantaggio sugli sviluppi di un corner. Ma questo Spartak-Zenit è evidentemente destinato a finire in parità, e tutto sommato è giusto così.

I MIGLIORI: Palla gol sciupata a parte, ottima partita di Saenko, che sigla in apertura il suo primo gol con la maglia dello Spartak, sfiora il secondo pochi minuti dopo ed in generale fa soffrire parecchio la retroguardia della squadra di Piter, esattamente come il rientrante Welliton, al quale auguriamo di poter disputare una stagione senza infortuni perchè sarebbe un peccato per il campionato russo perderlo nuovamente. E' buona la prima per Alex, che inizia subito a dialogare bene con i compagni e dal quale ci si attende naturalmente molto in futuro. Dà una discreta sicurezza a tutto il reparto arretrato il neo-capitano dello Spartak, il ceco Jiranek, dal quale ci si aspetta un ritorno ai livelli più che soddisfacenti del periodo antecedente al grave infortunio subito nel luglio del 2007.
Siamo lieti di annunciare il ritorno di 'San' Malafeev: il portierone nato quasi 30 anni fa a San Pietroburgo infatti, dopo un periodo nel quale ha inanellato qualche incertezza insolita per uno come lui, sembra essere tornato ai suoi massimi livelli in questo primo spicchio del 2009. A dir poco fenomenale il suo intervento miracoloso sul tiro a botta sicura del compagno di nazionale Saenko. Pur lasciando a desiderare in alcune chiusure difensive, non è negativa la prestazione di Shirokov nell'inedito (ma che in realtà aveva ricoperto già in qualche circostanza nella passata stagione) ruolo di terzino destro, nonostante manchi della velocità e soprattutto dell'accelerazione necessaria per interpretare al meglio il ruolo. Ritrova finalmente la via del gol e gioca una partita di gran sacrificio Pogrebnyak.

I PEGGIORI: Se questa doveva essere la stagione del riscatto per Bystrov, la sua prima prestazione è tutt'altro che incoraggiante e non fa che dar ragione ai suoi detrattori. In realtà 'Voya' non era neanche andato così male nei primi 45', ma ha rovinato tutto sbagliando tutto quello che c'era da sbagliare nella seconda frazione di gioco. Più impreciso del solito Pavlenko, che sfrutta in malo modo alcune ripartenze, pur aprendo benissimo in un'occasione il gioco per un inserimento sulla destra di Saenko.
Esordio peggiore non ci poteva essere per Fernando Meira: per il bene dello Zenit ci auguriamo che il portoghese non sia ancora entrato in forma o che abbia pagato l'emozione per l'esordio con il suo nuovo club, perchè se il livello delle sue prestazioni dovesse essere questo anche in futuro, tanto valeva lasciarlo al Galatasaray. Fornisce un discreto apporto alla fase offensiva, ma lascia alquanto a desiderare - come spesso gli succede - in quella difensiva un Sirl non ancora entrato in condizione e che lascia troppo scoperta la sua corsia di competenze. Nel complesso non gioca un brutto match, ma quell'errore - arrivato tra l'altro dopo il gol mangiato contro l'Udinese in Coppa UEFA - è imperdonabile per un giocatore dell'esperienza e della classe di Zyryanov.


Spartak Mosca (4-4-1-1): Pletikosa 6; Parshvilyuk 5,5, Jiranek 6,5, Fathi 5,5, Makeev 6 (dal 46' C. Rodriguez 6); V. Bystrov 4,5 (dal 72' Bazhenov s.v.), Sabitov 6, R. Carioca 6 (dal 46' Pavlenko 5,5), Saenko 7; Alex 6; Welliton 6.
In panchina: Djanaev, Stranzl, Boyarintsev, Dzyuba.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 7,5; Shirokov 6, F. Meira 4,5, Krizanac 5, Sirl 5; Denisov 6, Tymoschuk 6, Zyryanov 5; Fayzulin 5,5, Danny 6; Pogrebnyak 7.
In panchina: Contofalsky, Hubocan, Kim Dong-Jin, Semshov, Huszti, Ionov.

sabato 14 marzo 2009

Un grido all'ultimo minuto per i tifosi della Dinamo: KERZHAKOV!

Dinamo Mosca - FC Mosca 1-0: 90'+2 Kerzhakov.

C'è poco da fare, il calcio è proprio uno sport straordinario, il più imprevedibile di tutti senza alcun dubbio. In quale altro sport a vincere - per giunta nell'ultima azione della partita - è la squadra che aveva nettamente giocato peggio, che si poteva dire soddisfatta di portare a casa un punticino che già sarebbe stato 'rubacchiato' per quanto visto in campo? La risposta è semplice: in nessun altro. Significativo che a segnare la rete che ha deciso all'ultimo l'incontro sia stato proprio l'uomo più atteso, quell'Alexander Kerzhakov chiamato al grande riscatto dopo un 2008 travagliato per i più svariati motivi (il pessimo rapporto con Manolo Jiménez che ha fatto sì che l'ex attaccante dello Zenit lasciasse il Sevilla, il ritorno in patria e soprattutto la mancata convocazione per EURO 2008 sono tutte state situazioni difficili da digerire), che ha messo a segno anche il simbolico primo gol di questa RPL 2009.

Dicevamo di una vittoria immeritata di una Dinamo parsa veramente brutta (come riconosciuto anche dal tecnico Andrey Kobelev nell'intervista del dopogara), che in questa sua prima uscita stagionale ha destato sensazioni ancor più pessime di già quanto non si pensava prima del fischio d'inizio. Si è reso protagonista di una buonissima gara, che avrebbe senz'altro meritato di vincere, l'FC Mosca, ordinato, ben messo in campo e che ha mostrato alcuni lampi di buon calcio nella ripresa: si vede eccome la sapiente mano del montenegrino Miodrag Bozovic, strappato con un ricco contratto all'Amkar Perm, che ha saputo dare solidità e vigore ad una squadra che con Oleg Blokhin era dilaniata da tensioni che il tecnico ucraino aveva alimentato invece di appianare. Se però alla fine è arrivata la sconfitta, significa che qualcosa non ha funzionato: i 'Cittadini' si sono infatti divorati almeno tre nitidissime occasioni (due sciupate nel primo tempo da Jakubko, una - la più clamorosa per distacco - dal subentrato Rebko nella ripresa), non riuscendo a concretizzare altre palle gol meno eclatanti create nel corso dei 90'. Inesorabile come sempre quindi, nell'ultimo minuto di recupero, la più antica legge non scritta del calcio ha colpito ancora: gol sbagliato = gol subito.


A differenza delle altre partite di questa prima giornata, non ci sono troppe sorprese nell'undici iniziale proposto dai due tecnici: Bozovic punta di consueto sul suo solido 4-4-2, nel quale il moldavo Epureanu affianca Okoronkwo al centro della difesa ed il duttile Sheshukov parte come centrocampista difensivo al fianco del bosniaco Krunic (è forse proprio questa l'unica reale sorpresa); opta per una formazione accorta Kobelev, con il solo Kerzhakov davanti e con Dimidko a svolgere il rulo di (improbabile) trequartista, così come già spesso era successo nella seconda parte della scorsa stagione, quando il 40enne tecnico cercò di arrangiarsi come poteva per la sostituzione di un giocatore fondamentale come Danny.

Parte fortissima la Dinamo, che segna dopo pochissimi minuti con Leandro Fernandez sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto dalla destra di Dmitry Kombarov. Rete giustamente annullata con un pò di ritardo da uno dei due guardalinee per netto fuorigioco. Chi pensa ad una Dinamo arrembante rimarrà presto deluso perchè sono infatti gli ospiti che, pur senza strafare, svolgono principalmente le operazioni. Nel giro di pochi minuti capitano sui piedi del centravanti slovacco Jakubko (insieme al giovane difensore Grigalava ed all'indisponibile Tarasov, uno dei tre acquisti del club gestito dal comune della capitale russa) due ghiotte palle gol: se la prima non è semplicissima da concretizzare (è vero che l'ex Saturn e Khimki era stato lasciato colpevolmente solo al centro dell'area, ma è altresì vero che non era un compito semplicissimo concludere al volo senza alzare il pallone), la seconda invece è tra le più comode per un attaccante (da segnalare che Jakubko, prima di concludere debolmente addosso a Gabulov, aveva messo a sedere un avversario fintando il tiro). I 'Cittadini' capiscono di affrontare una squadra che soffre terribilmente a creare gioco e man mano guadagnano sempre più metri, con Krunic che impegna dalla distanza alla parata in tuffo Gabulov. I padroni di casa rispondono con un potente destro dai 20 metri di Khokhlov respinto da Zhevnov, nell'unico frangente in cui gli uomini di Kobelev riescono a rendersi pericolosi nei primi 45'.

Nella ripresa la musica non cambia, anzi se possibile aumenta il ritmo dell'FC Mosca (che nel frattempo ha sostituito un disastroso Nababkin con Rebko, con il conseguente spostamento sulla linea dei difensori di Sheshukov), che ormai è in pieno controllo del match. Samedov e Cesnauskis mettono in crisi i loro rispettivi avversari, Bracamonte lavora abbastanza bene di sponta, ma è al momento di concludere che i ragazzi di Bozovic mancano. Esemplare il contropiede orchestrato da Samedov e Bracamonte, con quest'ultimo che lancia in campo aperto Rebko, che avanza palla al piede ad un'andatura piuttosto lenta (del resto l'ex prodotto del vivaio dello Spartak Mosca è tutto fuorchè uno scattista) e solo contro Gabulov riesce nell'impresa di angolare troppo. Un errore imperdonabile, che l'FC Mosca pagherà infatti carissimo. Il neo-entrato Vukic (che prende il posto di Jakubko) sfiora anche lui il vantaggio, così come Bracamonte; Cesnauskis dialoga alla grande con Bracamonte, supera di potenza due avversari ma, al momento di crossare o tentare la conclusione diretta in porta, si perde in un bicchier d'acqua, facendo uscir fuori un tiro-cross senza alcuna speranza. Un ennesimo errore, questa volta non perdonato dal Dio del calcio. Al 90'+2 infatti, Dmitry Kombarov - fino a quel momento autore di una prova insipida - salta in grande stile Sheshukov, superato con un tunnel, e lascia partire un preciso traversone sul quale Kerzhakov è bravissimo a staccare più in alto di Akès (fino a quel momento uno dei migliori tra i suoi), decidendo di fatto l'incontro. Grande festa per Sasha, che si toglie la maglia ed esplode tutta la sua gioia mista a rabbia: un gol che, oltre a garantire tre preziosissimi punti alla sua squadra di club, lo ricandidano prepotentemente in ottica nazionale (ricordiamo che domani sera il Commisario Tecnico Guus Hiddink diramerà la lista per le sfide di Qualificazione a Sudafrica 2010 contro Azerbaigian e Lietchenstein).


I MIGLIORI: Scontato segnalare in questa rubrica il nome di Kerzhakov, l'altro giocatore della Dinamo artefice di una grande prestazione è Gabulov, decisivo in più occasioni con i suoi interventi (nella seconda palla gol sciupata da Jakubko, il terzo portiere della nazionale russa è comunque bravissimo a farsi trovare pronto). Esce bene palla al piede Kolodin e dà il via all'azione che porta alla rete di Kerzhakov: abbastanza incoraggiante la prova di 'Rambo', considerando che non giocava un match ufficiale da circa sei mesi. Prestazione anonima impreziosita da una grande giocata ed un bell'assist per Dmitry Kombarov, per il resto sottotono (esattamente come il gemello Kirill).

Rappresentano una spina nel fianco per la difesa della Dinamo gli esterni dell'FC Mosca, Samedov a destra e Cesnauskis a sinistra: il lituano, in particolare, risulta a tratti incontenibile ma come spesso gli capita è poco lucido nei momenti che contano. Sembra essere un giocatore totalmente rigenerato dalla cura Bozovic il bosniaco Krunic, autore di una buona prestazione dopo due anni che più anonimi non si può trascorsi nella capitale russa.


I PEGGIORI: Imbarazzante e piuttosto goffo Granat (ok che un giocatore dalla sua mole necessita di più tempo per entrare in condizione, ma la Dinamo sarebbe meglio che comprasse un terzino sinistro decente), meno attento del solito 'El Coti' Fernandez che si perde in diverse occasioni Bracamonte e Jakubko (del quale è inutile ripetere gli errori sotto rete). Per nulla incisivo Kirill Kombarov, sente le primavere sul groppone il vecchio Khokhlov, che non ha di certo perso la gran botta dalla distanza ma che una mobilità alquanto ridotta, non aiutato dal nuovo acquisto Ropotan, che non incanta di certo nel suo debutto. Sfortunato in ogni caso il rumeno, che ha riportato un infortunio che potrebbe tenerlo fuori per qualche settimana. Semplicemente inutile (ed ancora un pò dannoso) Dimidko, che si fa notare per un mancato controllo di un assist volante di tacco splendido da parte di Kerzhakov. Glielo concediamo però al buon centrocampista classe 1986, del resto i due calcisticamente parlano una lingua assai diversa.

Letteralmente rovinata dall'episodio del gol mancato la prestazione, inizialmente assai promettente (è proprio grazie con il suo ingresso in campo che i 'Cittadini' iniziano a giocare meglio), di Rebko. Si conferma una mezza sciagura il sopravvalutatissimo Nababkin, che potrebbe essere riuscito nell'impresa di perdere il posto da titolare dopo soli 45' (si è comportato sicuramente meglio Sheshukov, peraltro un adattato nel ruolo di terzino destro), nonostante l'FC Mosca in quel ruolo si sia privata nel mercato invernale sia di Kuzmin (finito alla Lokomotiv) che di Kaleshin (in prestito ai Campioni di Russia del Rubin).



Dinamo (4-5-1): Gabulov 7; Wilkshire 6, Kolodin 6, L. Fernandez 5,5, Granat 5; K. Kombarov 5, Ropotan 5, Dimidko 4,5 (dall'81' Genkov s.v.), D. Kombarov 6; Kerzhakov 7.

In panchina: Shunin, Tanasijevic, Yusupov, A. Denisov, Svezhov, Kokorin.

FC Mosca (4-4-2): Zhevnov 6; Nababkin 4,5 (dal 46' Rebko 4), Okoronkwo 5,5, Epureanu 6, Akés da Costa 6; Samedov 6,5 (dall'89' Stavpets s.v.), Sheshukov 6, Krunic 6,5, Cesnauskis 6,5; Jakubko 4 (dal 71' Vukic 6), Bracamonte 6.

In panchina: Gavrilov, Jop, Golyshev, Strelkov.

giovedì 12 marzo 2009

Zenit VERGOGNOSO, CSKA ottimista in vista del ritorno.

La prestazione odierna contro l'Udinese è stata quella che più mi ha fatto imbestialire da quando seguo lo Zenit. Uno spettacolo orripilante che spero non avvenga più in futuro.

A dopo con un commento più serio ed approfondito del match, deve passarmi (almeno in parte, perchè del tutto è impossibile) l'incazzatura post-gara.

sabato 7 marzo 2009

Se lo aggiudicano i 'Soldati' il primo trofeo russo del 2009!


Mosca, Luzhniki Stadium, 07-03-2009

SUPERKUBOK ROSSII 2009

Rubin Kazan - CSKA Mosca 1-2 (d.t.s.)

Reti: 62' Sharonov; 42' Semberas, 113' Necid.

E' il CSKA Mosca ad aggiudicarsi il primo trofeo stagionale in Russia, il primo dell'era Zico, vincendo per la quarta volta (un record!) la Supercoppa nazionale ai danni del Rubin Campione di Russia in carica. I 'Soldati' sono riusciti ad avere la meglio sui Tartari solamente nei tempi supplementari, nonostante una superiorità fisica e tecnica manifestata per quasi tutti i 120'. Un successo assolutamente strameritato ed indiscutibile per l'Armata Rossa, apparsa però - esattamente come nella sfida di ritorno contro l'Aston Villa - eccessivamente sprecona. Tutti questi errori sottoporta sono stati pagati dai moscoviti che si sono visti acciuffare immeritatamente nell'unica palla gol creata dal Rubin nel secondo tempo e che hanno così prolungato la partita.

L'undici proposto da Zico è quello previsto alla vigilia, con la confermatissima difesa tutta russa nella quale continua a destare una sana curiosità il 17enne Schennikov, Semberas in mezzo al campo al fianco di Rahimic al posto dell'unico indisponibile (l'infortunato Aldonin), Krasic e Zhirkov sulle due fasce laterali e Dzagoev alle spalle di Vagner Love.
Molte più sorprese invece nella formazione di partenza del Rubin: siedono infatti in panchina tre fra i giocatori più validi tra le file dei Tartari (Ansaldi, Gökdeniz Karadeniz e Ryazantsev), una scelta francamente poco comprensibile da parte dell'imprevedibile Berdyev, che preferisce il disciplinato Salukvadze al talentuoso argentino seguito dal Barcelona (evidentemente per cercare di bloccare il temutissimo Zhirkov), che fa debuttare dal primo minuto due neo-acquisti - lo spagnolo Cesar Navas (utilizzato al centro della difesa, in un'inedita coppia con Sharonov) e l'ex FC Mosca Petr Bystrov (schierato come esterno sinistro nell'invariato 4-2-3-1 dei Campioni di Russia) - e che ripropone capitan Semak nell'antica posizione di trequartista dietro all'unica punta (Adamov, preferito a Bukharov), in un ruolo che il numero 7 dei Tartari aveva ricoperto per anni proprio nel CSKA.

La primissima fase del match è equilibrata, giocata ad un buon ritmo considerando il clima rigido e le condizioni ancora precarie delle due compagini, anche se a farsi vedere più frequentemente nell'area di rigore avversaria è fin dalle prime battute il CSKA, con Dzagoev (che per l'occasione ha indossato per la prima volta la maglia numero 10, ereditata da Jo) che ci prova per due volte da fuori con scarsa fortuna. La prima vera occasione capita sui piedi di Vagner Love, che dopo una bella iniziativa personale conclude di poco a lato con un sinistro rasoterra. Con il passare dei minuti l'Armata Rossa sembra prendere il sopravvento: oltre al centravanti brasiliano - un pericolo costante per la retroguardia granata - iniziano ad accendersi anche Krasic e Zhirkov, imprendibili per i loro diretti avversari (i georgiani Salukvadze e Kvirkvelia). Tuttavia, sfiora il vantaggio anche il Rubin con un sinistro di prima intenzione di Bystrov, giunto in seguito ad un intelligente lavoro di sponda di Semak, che Akinfeev ribadisce in tuffo in calcio d'angolo. Ancor più clamorosa la palla gol creata da lì a poco dai 'Kony': Dzagoev si libera con una finta di corpo di Noboa e cerca il passaggio in profondità per il taglio nello spazio di Vagner Love, chiuso da Salukvadze che di fatto però serve lo stesso Dzagoev che entra in area e conclude di destro al giro, con il pallone che sibila il secondo palo a Ryzhikov battuto. Il CSKA continua a spingere ed un solo minuto dopo è ancora Dzagoev a rendersi protagonista aprendo sulla sinistra per Zhirkov che conclude senza pensarci su due volte, con l'ex estremo difensore di Lokomotiv e Tom che respinge diffetosamente in corner. Di tutt'altro spessore l'intervento che Ryzhikov sfodera successivamente su un Vagner lanciato a rete che aveva già saltato nettamente con un tunnel il disperato tentativo di recupero di Kvirkvelia, ma che non riesce a superare anche il 28enne portiere. Da sottolineare che il contropiede del numero 9 carioca era nato in seguito ad un goffo liscio effettuato da Cesar Navas. Gli uomini di Zico continuano a fare la partita e, grazie all'ennesimo pallone perso malamente dal Rubin a metacampo, ripartono in contropiede, questa volta orchestrato da Krasic, che allarga bene per Zhirkov, il cui cross viene però intercettato da un Cesar Navas questa volta non distratto. Quando il peggio sembrava passato, per la squadra di Berdyev arriva la mazzata firmata Deividas Semberas: un gran gol quello del lituano (pensate: il primo con la maglia del CSKA!), che raccoglie una ribatutta di un difensore tartaro su un tiro di Dzagoev e lascia partire una conclusione al volo che si insacca imparabilmente per Ryzhikov. Un vantaggio netto e meritatissimo per i detentori della Coppa di Russia 2007/08. Poche idee per il Rubin, assai traballante dietro, anche a causa di un filtro non eccezionale da parte dei due mediani a protezione della difesa. Ottimo primo tempo invece, come detto, per il club moscovita.
Berdyev intuisce che non è possibile ripetere gli opachi primi 45' e corre ai ripari inserendo Gökdeniz Karadeniz al posto di Bystrov (nonostante quest'ultimo sia risultato di fatto l'unico ad intensierire Akinfeev) ed il turco con la sua rapidità ci mette poco a dare un pò di vivacità alla spenta manovra dei Tartari. Tuttavia, la squadra a rendersi pericolosa è sempre quella che ha sede a Mosca ed è solo un intervento provvidenziale di Kvirkvelia, in anticipo su Vagner Love, ad evitare il raddoppio. Salvataggio a parte, la gara continua a rimanere difficilissima per il terzino sinistro georgiano che da quella parte ci capisce ben poco contro un Krasic inarrestabile. Ci riprova dai 20 metri ancora un Semberas che sembra averci preso gusto, anche se in questo caso il suo tentativo non provoca alcun danno alla porta difesa da Ryzhikov. Nel frattempo il tecnico turkmeno inserisce un altro degli illustri esclusi dal primo minuto, l'ala destra Ryazantsev, che - appena entrato in campo - con un guizzo riesce a procurarsi una punizione dalla destra (fallo commesso da Schennikov: unica disattenzione per il 17enne, venuto fuori con il passare dei minuti). Si incarica della battuta Kvirkvelia che lascia partire un sinistro tagliatissimo sul quale il più lesto ad avventarsi è Sharonov che sbuca alle spalle di Ignashevich ed anticipa Akinfeev. Molto intelligente il 'blocco' di Semak ai danni del centrale della nazionale russa, si fa cogliere impreparata su palla inattiva la retroguardia del CSKA, che regala agli avversari un pareggio inaspettato. La partita teoricamente si riapre, ma a dominarla sono sempre gli uomini di Zico, sebbene continuino a non concretizzare la grande mole offensiva, come quando Zhirkov - dopo aver scippato un bel pallone a Sibaya - mette in mezzo da favorevole posizione un traversone troppo morbido che Ryzhikov non ha problemi a bloccare. Chi pensa ad un segno di stanchezza da parte del miglior laterale mancino del 2008 però è fuoristrada, perchè sarà proprio il nativo di Tambov a trascinare i suoi da qui fino al 120'. Zico prova il tutto per tutto, sostituendo Krasic (scelta un pò strana questa, considerando il buon momento di forma del serbo) e Dzagoev con Daniel Carvalho e Necid. Debutto assoluto per quest'ultimo, ritorno al calcio giocato in Russia per il brasiliano, che si piazza nell'inedita per lui posizione di esterno destro di centrocampo. Nonostante qualche visibile chilo di troppo, la classe del numero 7 di Porto Alegre non è in discussione e poco dopo il suo ingresso in campo ci prova subito di sinistro da fuori: Ryzhikov rischia la frittata non trattendo il pallone ma compie due autentici miracoli sulle ribattute di Vagner prima e Necid poi (quest'ultimo tra l'altro segnalato in posizione irregolare). Un'ennesima palla gol non sfruttata a dovere dal CSKA che, dopo un tiro di prima intenzione di Schennikov, è costretto a rimboccarsi le maniche in vista dei tempi supplementari. Paradossalmente, l'aver prolungato la gara non giova ad un Rubin in condizioni fisico-atletiche ancora deficitarie ed infatti i 30 minuti supplementari saranno ancor più un monologo dell'Armata Rossa. Si scatena un instancabile Zhirkov che dopo aver superato la bellezza di quattro avversari, conclude debolmente con il piede meno nobile, il destro. Passano neanche 3' ed è ancora il numero 18 a non riuscire a trovare la potenza giusta al momento di concludere dopo un'altra penetrazione palla al piede straordinaria. Entrano Gorbanets (altro debutto) da una parte e Ramòn (al posto di Rahimic) dall'altra, ma l'episodio che condanna definitivamente il Rubin avviene quando Gökdeniz viene severamente punito con il secondo cartellino giallo per una simulazione molto discutibile (il rigore non andava assegnato, ma l'espulsione appare un provvedimento davvero eccessivo). Con l'uomo in meno i Tartari sembrano destinati a soccombere, eppure i 'Soldati' fanno di tutto per prolungare ulteriormente l'incontro. Va ancora una volta vicino al gol Vagner Love che anticipa Sharonov ma che si fa ribattere il tiro da Ryzhkov, sulla cui respinta Necid incredibilmente non riesce ad insaccare di testa a porta spalancata. Non riuscirà a sfruttare un'altra opportunità il centravanti ceco classe 1989 su splendido assist di prima di Zhirkov (ancora bravo Ryzhikov in uscita bassa), ma è destino che a decidere la partita sia proprio lui quando - su pennellata dalla destra di Carvalho - trova scoperta la difesa granata e la infila con un destro sul quale questa volta nulla può il buon numero 77. Si leva la maglia nonostante la bassa temperatura ed esplode di gioia l'ex Slavia Praga, non è da tutti del resto siglare il gol decisivo in una Supercoppa al primo appuntamento ufficiale con la propria nuova squadra. E' festa grande per il CSKA, che inizia come meglio non poteva la stagione e si porta a casa il primo trofeo che aveva a sua disposizione.

I MIGLIORI: Zhirkov straripante, cresce con il passare dei minuti e diventa incontrollabile per i giocatori Tartari dalla seconda metà della ripresa fino al termine del match. Finchè è rimasto in campo, ottima prova fornita anche dall'altro esterno del CSKA, Krasic, che così come Dzagoev non aveva demeritato: non gli si può dire nulla a Zico però dato che il doppio cambio ha portato alla vittoria dei suoi. Decisivi nel timbrare il secondo gol infatti sono stati Daniel Carvalho (prestazione incoraggiante, la sua, anche se bisogna capire quanti minuti possiede al momento nelle gambe; un suo utilizzo part-time non sarebbe in ogni caso una brutta idea) e Necid.
Se escludiamo la prova maiuscola fornita da Ryzhikov, è difficile salvare qualcosa nel Rubin, anche se noi ci proviamo: qualche buon pallone recuperato da Semak e mezzo punto in più in pagella a Kvirkvelia e Sharonov per il gol del pareggio (entrambi però, questo va riportato, in fase difensiva hanno tutt'altro che convinto: è stato tra l'altro l'ex nazionale russo a perdersi un pò troppo facilmente Necid in occasione del gol). Un pò poco, ma siamo stati anche troppo generosi nei confronti di una squadra che se vorrà vivere una stagione da protagonista (impresa improba quella di riconfermarsi Campione di Russia) dovrà trovare al più presto una condizione accettabile (ed è proprio questa la scusante del Rubin: l'aver giocato contro un avversario - per ovvi motivi - molto più avanti con la preparazione).

I PEGGIORI: Non ce la sentiamo di bocciare nessuno nel CSKA, nonostante qualche errore di mira di troppo (Vagner, per esempio, non è riuscito a timbrare il cartellino come avrebbe potuto ma si è comunque rivelato una spina nel fianco per la difesa avversaria).
Questa rubrica infatti l'ha fa da padrone il Rubin: sarebbe ingiusto farlo fuori subito anche perchè qualche buon intervento (vedi il salvataggio su tiro di Zhirkov a botta sicura poco prima dell'1-2 finale) l'ha fatto, ma l'ex Racing Santander Cesar Navas non sembra l'uomo adatto per dare un'altra dimensione alla difesa tartara. Poco incisivi gli esterni (ci aspettava molto di più dal promettente avvio di Ryazantsev, poi eclissatosi), un fantasma vagante per il campo Adamov (assistito comunque ben poco). Visibilmente fuori forma Noboa, più impreciso del solito il sudafricano Sibaya. Si spera che Ansaldi abbia avuto qualche problema, perchè se Berdyev gli avrebbe davvero preferito Salukdvadze ci sarebbe da preoccuparsi...


Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 7,5; Salukvadze 5, Sharonov 6-, Cesar Navas 5,5, Kvirkvelia 6-; Noboa 5, Sibaya 5,5; Rebrov 5,5 (dal 61' Ryazantsev), Semak 6, P. Bystrov 5,5 (dal 46' Gokdeniz Karadeniz 6); Adamov 5.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 6; A. Berezutskiy 6, V. Berezutskiy 6, Ignashevich 6, Schennikov 6; Krasic 7 (dal 78' D. Carvalho 6,5), Semberas 7, Rahimic 6 (dal 104' Ramòn s.v.), Zhirkov 7,5; Dzagoev 6 (dal 78' Necid 6,5); Vagner Love 6,5.

Vi proponiamo infine qualche altra foto della partita che ha inaugurato la stagione calcistica in Russia ed il video con i tre gol: