sabato 14 marzo 2009

Un grido all'ultimo minuto per i tifosi della Dinamo: KERZHAKOV!

Dinamo Mosca - FC Mosca 1-0: 90'+2 Kerzhakov.

C'è poco da fare, il calcio è proprio uno sport straordinario, il più imprevedibile di tutti senza alcun dubbio. In quale altro sport a vincere - per giunta nell'ultima azione della partita - è la squadra che aveva nettamente giocato peggio, che si poteva dire soddisfatta di portare a casa un punticino che già sarebbe stato 'rubacchiato' per quanto visto in campo? La risposta è semplice: in nessun altro. Significativo che a segnare la rete che ha deciso all'ultimo l'incontro sia stato proprio l'uomo più atteso, quell'Alexander Kerzhakov chiamato al grande riscatto dopo un 2008 travagliato per i più svariati motivi (il pessimo rapporto con Manolo Jiménez che ha fatto sì che l'ex attaccante dello Zenit lasciasse il Sevilla, il ritorno in patria e soprattutto la mancata convocazione per EURO 2008 sono tutte state situazioni difficili da digerire), che ha messo a segno anche il simbolico primo gol di questa RPL 2009.

Dicevamo di una vittoria immeritata di una Dinamo parsa veramente brutta (come riconosciuto anche dal tecnico Andrey Kobelev nell'intervista del dopogara), che in questa sua prima uscita stagionale ha destato sensazioni ancor più pessime di già quanto non si pensava prima del fischio d'inizio. Si è reso protagonista di una buonissima gara, che avrebbe senz'altro meritato di vincere, l'FC Mosca, ordinato, ben messo in campo e che ha mostrato alcuni lampi di buon calcio nella ripresa: si vede eccome la sapiente mano del montenegrino Miodrag Bozovic, strappato con un ricco contratto all'Amkar Perm, che ha saputo dare solidità e vigore ad una squadra che con Oleg Blokhin era dilaniata da tensioni che il tecnico ucraino aveva alimentato invece di appianare. Se però alla fine è arrivata la sconfitta, significa che qualcosa non ha funzionato: i 'Cittadini' si sono infatti divorati almeno tre nitidissime occasioni (due sciupate nel primo tempo da Jakubko, una - la più clamorosa per distacco - dal subentrato Rebko nella ripresa), non riuscendo a concretizzare altre palle gol meno eclatanti create nel corso dei 90'. Inesorabile come sempre quindi, nell'ultimo minuto di recupero, la più antica legge non scritta del calcio ha colpito ancora: gol sbagliato = gol subito.


A differenza delle altre partite di questa prima giornata, non ci sono troppe sorprese nell'undici iniziale proposto dai due tecnici: Bozovic punta di consueto sul suo solido 4-4-2, nel quale il moldavo Epureanu affianca Okoronkwo al centro della difesa ed il duttile Sheshukov parte come centrocampista difensivo al fianco del bosniaco Krunic (è forse proprio questa l'unica reale sorpresa); opta per una formazione accorta Kobelev, con il solo Kerzhakov davanti e con Dimidko a svolgere il rulo di (improbabile) trequartista, così come già spesso era successo nella seconda parte della scorsa stagione, quando il 40enne tecnico cercò di arrangiarsi come poteva per la sostituzione di un giocatore fondamentale come Danny.

Parte fortissima la Dinamo, che segna dopo pochissimi minuti con Leandro Fernandez sugli sviluppi di un calcio piazzato battuto dalla destra di Dmitry Kombarov. Rete giustamente annullata con un pò di ritardo da uno dei due guardalinee per netto fuorigioco. Chi pensa ad una Dinamo arrembante rimarrà presto deluso perchè sono infatti gli ospiti che, pur senza strafare, svolgono principalmente le operazioni. Nel giro di pochi minuti capitano sui piedi del centravanti slovacco Jakubko (insieme al giovane difensore Grigalava ed all'indisponibile Tarasov, uno dei tre acquisti del club gestito dal comune della capitale russa) due ghiotte palle gol: se la prima non è semplicissima da concretizzare (è vero che l'ex Saturn e Khimki era stato lasciato colpevolmente solo al centro dell'area, ma è altresì vero che non era un compito semplicissimo concludere al volo senza alzare il pallone), la seconda invece è tra le più comode per un attaccante (da segnalare che Jakubko, prima di concludere debolmente addosso a Gabulov, aveva messo a sedere un avversario fintando il tiro). I 'Cittadini' capiscono di affrontare una squadra che soffre terribilmente a creare gioco e man mano guadagnano sempre più metri, con Krunic che impegna dalla distanza alla parata in tuffo Gabulov. I padroni di casa rispondono con un potente destro dai 20 metri di Khokhlov respinto da Zhevnov, nell'unico frangente in cui gli uomini di Kobelev riescono a rendersi pericolosi nei primi 45'.

Nella ripresa la musica non cambia, anzi se possibile aumenta il ritmo dell'FC Mosca (che nel frattempo ha sostituito un disastroso Nababkin con Rebko, con il conseguente spostamento sulla linea dei difensori di Sheshukov), che ormai è in pieno controllo del match. Samedov e Cesnauskis mettono in crisi i loro rispettivi avversari, Bracamonte lavora abbastanza bene di sponta, ma è al momento di concludere che i ragazzi di Bozovic mancano. Esemplare il contropiede orchestrato da Samedov e Bracamonte, con quest'ultimo che lancia in campo aperto Rebko, che avanza palla al piede ad un'andatura piuttosto lenta (del resto l'ex prodotto del vivaio dello Spartak Mosca è tutto fuorchè uno scattista) e solo contro Gabulov riesce nell'impresa di angolare troppo. Un errore imperdonabile, che l'FC Mosca pagherà infatti carissimo. Il neo-entrato Vukic (che prende il posto di Jakubko) sfiora anche lui il vantaggio, così come Bracamonte; Cesnauskis dialoga alla grande con Bracamonte, supera di potenza due avversari ma, al momento di crossare o tentare la conclusione diretta in porta, si perde in un bicchier d'acqua, facendo uscir fuori un tiro-cross senza alcuna speranza. Un ennesimo errore, questa volta non perdonato dal Dio del calcio. Al 90'+2 infatti, Dmitry Kombarov - fino a quel momento autore di una prova insipida - salta in grande stile Sheshukov, superato con un tunnel, e lascia partire un preciso traversone sul quale Kerzhakov è bravissimo a staccare più in alto di Akès (fino a quel momento uno dei migliori tra i suoi), decidendo di fatto l'incontro. Grande festa per Sasha, che si toglie la maglia ed esplode tutta la sua gioia mista a rabbia: un gol che, oltre a garantire tre preziosissimi punti alla sua squadra di club, lo ricandidano prepotentemente in ottica nazionale (ricordiamo che domani sera il Commisario Tecnico Guus Hiddink diramerà la lista per le sfide di Qualificazione a Sudafrica 2010 contro Azerbaigian e Lietchenstein).


I MIGLIORI: Scontato segnalare in questa rubrica il nome di Kerzhakov, l'altro giocatore della Dinamo artefice di una grande prestazione è Gabulov, decisivo in più occasioni con i suoi interventi (nella seconda palla gol sciupata da Jakubko, il terzo portiere della nazionale russa è comunque bravissimo a farsi trovare pronto). Esce bene palla al piede Kolodin e dà il via all'azione che porta alla rete di Kerzhakov: abbastanza incoraggiante la prova di 'Rambo', considerando che non giocava un match ufficiale da circa sei mesi. Prestazione anonima impreziosita da una grande giocata ed un bell'assist per Dmitry Kombarov, per il resto sottotono (esattamente come il gemello Kirill).

Rappresentano una spina nel fianco per la difesa della Dinamo gli esterni dell'FC Mosca, Samedov a destra e Cesnauskis a sinistra: il lituano, in particolare, risulta a tratti incontenibile ma come spesso gli capita è poco lucido nei momenti che contano. Sembra essere un giocatore totalmente rigenerato dalla cura Bozovic il bosniaco Krunic, autore di una buona prestazione dopo due anni che più anonimi non si può trascorsi nella capitale russa.


I PEGGIORI: Imbarazzante e piuttosto goffo Granat (ok che un giocatore dalla sua mole necessita di più tempo per entrare in condizione, ma la Dinamo sarebbe meglio che comprasse un terzino sinistro decente), meno attento del solito 'El Coti' Fernandez che si perde in diverse occasioni Bracamonte e Jakubko (del quale è inutile ripetere gli errori sotto rete). Per nulla incisivo Kirill Kombarov, sente le primavere sul groppone il vecchio Khokhlov, che non ha di certo perso la gran botta dalla distanza ma che una mobilità alquanto ridotta, non aiutato dal nuovo acquisto Ropotan, che non incanta di certo nel suo debutto. Sfortunato in ogni caso il rumeno, che ha riportato un infortunio che potrebbe tenerlo fuori per qualche settimana. Semplicemente inutile (ed ancora un pò dannoso) Dimidko, che si fa notare per un mancato controllo di un assist volante di tacco splendido da parte di Kerzhakov. Glielo concediamo però al buon centrocampista classe 1986, del resto i due calcisticamente parlano una lingua assai diversa.

Letteralmente rovinata dall'episodio del gol mancato la prestazione, inizialmente assai promettente (è proprio grazie con il suo ingresso in campo che i 'Cittadini' iniziano a giocare meglio), di Rebko. Si conferma una mezza sciagura il sopravvalutatissimo Nababkin, che potrebbe essere riuscito nell'impresa di perdere il posto da titolare dopo soli 45' (si è comportato sicuramente meglio Sheshukov, peraltro un adattato nel ruolo di terzino destro), nonostante l'FC Mosca in quel ruolo si sia privata nel mercato invernale sia di Kuzmin (finito alla Lokomotiv) che di Kaleshin (in prestito ai Campioni di Russia del Rubin).



Dinamo (4-5-1): Gabulov 7; Wilkshire 6, Kolodin 6, L. Fernandez 5,5, Granat 5; K. Kombarov 5, Ropotan 5, Dimidko 4,5 (dall'81' Genkov s.v.), D. Kombarov 6; Kerzhakov 7.

In panchina: Shunin, Tanasijevic, Yusupov, A. Denisov, Svezhov, Kokorin.

FC Mosca (4-4-2): Zhevnov 6; Nababkin 4,5 (dal 46' Rebko 4), Okoronkwo 5,5, Epureanu 6, Akés da Costa 6; Samedov 6,5 (dall'89' Stavpets s.v.), Sheshukov 6, Krunic 6,5, Cesnauskis 6,5; Jakubko 4 (dal 71' Vukic 6), Bracamonte 6.

In panchina: Gavrilov, Jop, Golyshev, Strelkov.

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