giovedì 30 aprile 2009

ANALISI SESTA GIORNATA RPL 2009.



Rubin Kazan - Spartak Mosca 0-2: 50' Stranzl, 62' Welliton.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6; Ansaldi 5, Sharonov 6, César Navas 5, Kvirkvelia 5,5; Sibaya 5,5, Semak 5,5; Ryazantsev 5,5 (dal 67' Gökdeniz Karadeniz s.v.), Dominguez 6 (dall'84' Hasan Kabze s.v.), P. Bystrov 6; Adamov 5.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev 6,5; Makeev 6, Jiranek 6, Stranzl 7, Fathi 6; Kovalchuk 6, R. Carioca 5,5 (dal 62' Pavlenko 5,5); V. Bystrov 6 (dal 90' Bazhenov s.v.), Alex 7, Boyarintsev 5 (dal 72' Saenko s.v.); Welliton 6,5.

Secondo successo consecutivo, e con il medesimo risultato, per lo Spartak Mosca con Valery Karpin allenatore: non poteva iniziare in modo migliore l'avventura sulla panchina dei Myaso dell'ex centrocampista della nazionale russa. Dopo la buona vittoria casalinga contro il Terek, lo Spartak ha lanciato un chiaro segnale a tutto il campionato, uscendo con 3 punti dalla tana dei Campioni di Russia. Guardando questa partita ed il suo risultato finale, è sembrato di assistere ad una sorta di déja-vu: anche nella passata stagione i rossobianchi sbancarono il campo di Kazan (in quell'occassione addirittura con uno 0-3), con Welliton che segnò con un pallonetto piuttosto simile a quello con il quale, su splendido lancio in verticale del connazionale Alex, ha siglato il raddoppio dello Spartak, che si era portato in vantaggio ad inizio ripresa grazie ad uno stacco di testa dell'austriaco Stranzl sugli sviluppi di un corner battuto dallo stesso trequartista ex Internacional. I ragazzi di Karpin il match l'hanno vinto disputando un'ottima - e per certi versi inaspettata - ripresa, perchè nei primi 45' erano stati i padroni di casa a fare la partita, sfiorando in particolar modo il vantaggio dopo neanche 1' con il sudafricano Sibaya, che però da posizione più che favorevole spara alto. Per lo Spartak è un'affermazione esterna (la prima della stagione) importantissima, anche se è ancora presto per considerare questa squadra completamente 'guarita': se avessero segnato prima i Tartari, si sarebbe vista la reazione dello Spartak oppure sarebbe naufragato come già successo in campionato contro Kuban e FC Mosca ed in Coppa di Russia nel derby con la Dinamo? Impossibile dare una risposta, quel che è certo è che cresce di partita in partita l'intesa fra Alex e Welliton e che, per la seconda volta consecutiva, lo Spartak riesce a mantenere imbattuta la propria difesa. Sarà un caso, ma i primi due cambiamenti effettuati da Karpin rispetto alla gestione Laudrup (il giovane Djanaev in porta al posto di Pletikosa - in realtà escluso per il limite degli stranieri che possono essere schierati in campo - e soprattutto l'utilizzo dell'ormai dimenticato Stranzl al centro della difesa al fianco di capitan Jiranek). Se nella prima frazione di gioco qualche sbandamento la retroguardia moscovita l'ha avuto, non si può dire altrettanto nel secondo tempo, nel quale la difesa dello Spartak è stata per la prima volta da mesi a questa parte finalmente convincente.


Zenit San Pietroburgo - Khimki 4-2: 8' Zyryanov, 28' Semshov, 63' Fatih Tekke, 88' Pogrebnyak; 45' Maxymov, 81' Antipenko.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 5; Anyukov 6, F. Meira 5, Krizanac 5,5 (dal 61' Tymoschuk 6), Kim Dong-Jin 6; Denisov 6,5, Semshov 7, Zyryanov 7,5; Fayzulin 6 (dal 46' Pogrebnyak 6,5), Danny 6 (dal 73' Huszti s.v.); Fatih Tekke 6,5.
Khimki (4-4-1-1): Berezovskiy 6; Nastic 5,5, Rotenberg 5, Trivunovic 4,5, M. Jovanovic 5 (dal 90' Kirakosyan); Blatnjak 6, Zinovijev 5, Boudianski 5, Pylypchuk 5 (dal 68' Samsonov s.v.); Maxymov 6 (dal 68' Antipenko 6,5); Kozhanov 5.
Note: espulso Kozhanov (Khimki) al 15' per doppia ammonizione.

Dopo i due pareggi non esaltanti, rispettivamente per 0-0 ed 1-1, torna a vincere lo Zenit, che approfittando dei passi falsi compiuti da Rubin prima e CSKA poi si porta al secondo posto, ad un solo punto dal Krylya Sovetov capolista. Non sono tutte rose e fiori però per la formazione di Piter: per la prima volta in questo 2009 i Meshki hanno segnato 4 reti in un'unica gara (anche se sono pur sempre state realizzate a quella che è di gran lunga la difesa più battuta di tutto il campionato), ma si sono stupidamente complicati la vita in ben due occasioni, subendo da palla inattiva due gol evitabilissimi, anche a causa di due errate uscite di Malafeev (c'è da dire però che il gol di Maxymov, uno dei tanti giocatori in prestito dallo Zenit proprio al Khimki, era da annullare per un evidente tocco di mano dello stesso trequartista classe 1987). Il gioco mostrato è stato di buon livello, con qualche combinazione dello Zenit dei bei tempi (bellissima a tal proposito l'azione che ha portato al raddoppio di Semshov, con illuminante assist di Zyryanov), ma i problemi legati alla scarsa concentrazione della retroguardia non sono stati ancora eliminati, come dimostrano i due gol subiti e soprattutto le colossali opportunità concesse a Kozhanov nei minuti iniziali: il fato però ha deciso di graziare lo Zenit, permettendo che le due palle gol capitassero proprio sui piedi di uno dei tre giocatori in campo (diventati quattro con l'ingresso di Samsonov, finalmente a disposizione di Sarsaniya dopo l'infortunio subito nel mese di febbraio) ancora di proprietà dello Zenit, che probabilmente si è emozianato troppo solo davanti a Malafeev, non mantenendo la giusta freddezza. Un Kozhanov uscito in lacrime dal campo dopo neanche un quarto d'ora, a causa di una contestabile e fin troppo severa doppia ammonizione subita dall'arbitro (insufficiente nel complesso): il primo cartellino giallo è arrivato in seguito ad una presunta simulazione effettuata in area di rigore quando invece in diretta tutti avevamo avuto l'impressione che fosse un penalty grosso come una casa (in realtà il contatto fra l'ex Ural e Rostov e Malafeev non c'è stato, ma ammonire il 21enne è parso eccessivo), mentre il secondo - esageratissimo - qualche minuto dopo, con Kozhanov reo di aver allontanato la palla in seguito al suo errore sottoporta. Tutto questo per dire che lo Zenit è riuscito nell'impresa di concedere due gol a degli avversari in evidente difficoltà e per giunta con un uomo in meno per praticamente l'intero incontro.
Non sarà facile per Sarsaniya risolvere questo delicatissimo momento del suo Khimki, che sta pagando il fatto di avere una squadra praticamente tutta nuova (e, per giunta, dall'età media bassissima) e soprattutto lo scotto di un calendario proibitivo nelle prime giornate: domenica però alla Khimki Arena arriverà il Kuban e per forza di cose il Khimki - che in queste prime giornate si può rammaricare soltanto per la sconfitta casalinga subita dal Rostov - è costretto ad ottenere i suoi primi tre punti stagionali.


Dinamo Mosca - Krylya Sovetov Samara 0-1: 28' Koller.

Dinamo (4-4-2): Gabulov; K. Kombarov, Kolodin, L. Fernandez, Granat; Kokorin, Wilkshire, Khokhlov, D. Kombarov; Smolov, Genkov (dal 37' Dimidko).
Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos; Shishkin, Jarosik, Belozerov, Léilton; Kalachev, R. Adjindjal, Bober (dal 90' Taranov), Kulik (dal 90' Ignatjev); Savin (dal 62' O. Ivanov), Koller.

Non poteva sfruttare in modo migliore il tonfo del Rubin il sempre più sorprendente Krylya Sovetov, che - grazie al terzo gol stagionale del preziosissimo Koller - espugna il campo di una Dinamo sempre più Kerzhakov-dipendente: nelle ultime due gare giocate senza l'ex Zenit e Sevilla, i ragazzi di Kobelev hanno ottenuto altrettante sconfitte, segnando la bellezza di...0 reti! Davvero incredibile la marcia fin qui delle 'Ali' di Samara che - è proprio il caso di dirlo - volano meritatamente in testa alla classifica a quota 13 punti. E dire che la squadra di Slutskiy ha perso anche immeritatamente una gara, altrimenti... E' ancora presto per fare paragoni con il Rubin del 2008, anche perchè l'inizio del Krylya Sovetov è stato molto più 'normale' rispetto a quello dei Tartari che vinsero, una dietro l'altra, le prime 7 gare di campionato e perchè, complessivamente, la rosa della formazione di Samara è meno valida rispetto a quella della compagine di Kazan, però le due squadre hanno in comune diverse cose. Come per esempio l'ottimo allenatore che le guida (Slutskiy meglio di Berdyev, ma questo è solamente un parere personale...), un serio motivatore, intenditore di tattica e bravo anche a preparare le partite. Un buon Krylya, in grado di lottare per l'Europa esattamente come l'anno scorso sarebbe stata una sorpresa annunciata e relativa, visto che la squadra di Samara e' ormai all'European League 2009/10 e la crisi economica che ha impedito un rafforzamento massiccio di FC Mosca, Lokomotiv, Spartak e Saturn e l'indebolimento della Dinamo hanno avvantaggiato tali squadre come quella di Samara gia' ben collaudate e testate. Difficile credere però ad un possibile exploit appunto in pieno stile Rubin: nel bene e nel male, CSKA, Rubin e Zenit sono le tre squadre più attrezzate del torneo e bisognerà verificare eventuali miglioramenti di Lokomotiv e Spartak (in quest'ultimo caso dei segnali positivi sono già arrivati), due compagini qualitivamente migliori rispetto al Krylya Sovetov. Inoltre, i dirigenti non hanno i fondi delle principali squadre russe, quindi riteniamo che per lo scudetto le ALi non lotteranno: certo, se una tra le squadre citate sopra dovesse steccare, questo Krylya in Champions potrebe anche andarci.
Per quanto riguarda la Dinamo, in queste ultime due sfide giocate senza l'infortunato Kerzhakov, sono venuti a galla tutti gli (già evidenti) limiti di questa squadra, pesantemente indebolitasi rispetto alla passata stagione: poche alternative in tutti i ruoli, rosa eccessivamente giovane e pochissimi giocatori di talento in grado di risolvere le partite. Se non vuole fare una figuraccia in Europa (superare i Preliminari con l'attuale rosa è un'autentica chimera) e tornare nella mediocrità pre-2007 in patria, la dirigenza dell'ex squadra della Polizia è costretta ad intervenire in modo massiccio sul mercato in estate.


Terek Grozny - Saturn 1-1: 26' Gvazava; 46' Evseev.

Terek (4-4-2): Dikan; Zabavnik, V. Iliev, Cléber, Omeljanchuk; Georgiev, D. N. Smirnov, Djabrailov, Gvazava; I. Shevchenko (dal 68' Lakhiyalov), Pancu.
Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Zelão, Nakhushev, Evseev; Nemov, Igonin; Al. Ivanov (dal 62'Kovel), Karyaka, Topic (dal 54' Kuzmichev); Kirichenko (dal 69' A. Eremenko).

Un punticino che accontenta tutti fra Terek e Saturn, con i Ceceni che dopo un inizio folgorante stanno vivendo un periodo non semplicissimo a causa di diverse importanti assenze nell'undici titolari e con gli 'Alieni' che ottengono un buon punto in trasferta su uno dei campi più difficili di tutto il campionato, che permette al tedesco Roboer di rimanere ben saldo sulla propria panchina almeno fino al turno successivo. A passare in vantaggio sono stati i verdi di Grozny, grazie ad un bel gol del centrocampista georgiano Gvazava, arrivato in seguito ad una pregevole azione personale; pareggio di Evseev ad inizio secondo tempo, con l'ex terzino della Lokomotiv e della nazionale russa bravo a seguire l'azione ed a concluderla, sfruttando una corta ribattuta.
Si rivede (finalmente!) in campo il valido esterno destro Alexey Ivanov, inspiegabilmente non considerato dal tecnico tedesco nelle precedenti 5 gare.


FC Mosca - Tom Tomsk 2-1: 44' Bracamonte, 75' Jakubko; 36' Kornilenko.

FC Mosca (4-4-2): Zhevnov; Nababkin, I. Okoronkwo (dal 17' Sheshukov), Epureanu, Grigalava; Samedov (dal 46' Stavpets), Rebko, Krunic, Cesnauskis (dal 69' Strelkov); Bracamonte, Jakubko.
Tom (4-4-2): Pareyko (dal 46' Polyakov); Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, An. Ivanov; Klimov, Michkov, Yanotovskiy, V. Volkov (dal 72' Skoblyakov); Kornilenko, Maznov (dal 61' Radosavljevic).

Terzo successo consecutivo per l'FC Mosca dell'ottimo Bozovic, che dopo aver eliminato appena quattro giorni prima il Tom dalla Kubok Rossii, si ripete battendoli con il medesimo risultato anche in campionato, raggiungendo il Rubin al terzo posto. E dire che le cose non erano di certo iniziate bene per i 'Cittadini', che oltre ad essere passati in svantaggio (un capolavoro il gol del bielorusso Kornilenko) avevano perso per infortunio nel primo tempo due dei loro migliori giocatori, vale a dire Okoronkwo e Samedov. Rischia un lungo stop lo sfortunatissimo e fragilissimo nigeriano, che negli ultimi due anni il campo ahilui l'ha visto davvero poco sempre per colpa di continui problemi fisici: gli auguriamo che non sia nulla di grave, perchè sarebbe davvero un peccato se il campionato russo perdesse uno dei suoi migliori marcatori puri. Una sostituzione per infortunio anche per la formazione di Tomsk, che nell'intervallo inserisce l'esperto portiere uzbeko Polyakov al posto dell'estone Pareyko, che aveva preso una botta in occasione del pareggio in mischia dell'argentino Bracamonte (a segno nelle ultime tre gare, considerando anche quella di Coppa di Russia). Nella ripresa sale la pressione dei moscoviti che trovano la rete del definitivo 2-1 a circa 15' dal termine con lo slovacco Jakubko, che dopo aver tanto sprecato nelle precedenti sfide riesce finalmente a sbloccarsi, complice anche un erroraccio dell'esperto Yanotovskiy, che devìa in modo goffo un cross basso apparentemente innocuo dalla sinistra del subentrato Strelkov.


CSKA Mosca - Rostov 1-2: 18' aut. Rozhkov; 42' Lebedenko, 49' Hong Yong-Jo.

CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; Odiah, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov; Krasic (dal 73' Kalouda), Aldonin, Mamaev (dal 56' Ryzhov), Zhirkov; Dzagoev; Necid (dal 56' Maazou).
Rostov (4-4-2): Mandrykin; Cherkes, Lengyel, Rozhkov, Andjelkovic; Astafjev, Kulchiy (dal 65' Gatkan), Osinov, Hong Yong-Jo (dall'84' S. Kuznetsov); Lebedenko, Akimov (dal 78' Ahmetovic).

Incredibile occasione persa domenica dal CSKA, che aveva la possibilità di raggiungere il Krylya Sovetov al comando della classifica ma che invece ha inaspettatamente perso in casa per la seconda volta in questa Premier Liga: evidentemente lo 0-1 subito contro il Tom nella seconda giornata di campionato non è bastato agli uomini di Zico, sconfitti così a sorpresa dal Rostov neopromosso, sicuramente una delle principali rivelazioni di questo inizio di torneo. Soldati che si erano pure portati in vantaggio grazie ad un'autorete dell'ex difensore centrale del NoSta Rozhkov, sfortunato a deviare nella propria porta un pericoloso tiro-cross dalla destra di Aldonin; il Rostov viene però ripagato a fine primo tempo, quando trova il pareggio con Lebedenko grazie ad una deviazione involontaria del giovanissimo Schennikov, trovatosi nella traiettoria del destro a giro dell'ex attaccante di Torpedo, Lokomotiv e Saturn ed ingannando così un incolpevole Akinfeev. Nella ripresa ti aspetti un CSKA arrembante, pronto a riportare a proprio favore il risultato ed invece a segnare in apertura sono ancora gli ospiti con la star nordcoreana Hong Yong-Jo, bravissimo a raccogliere il pallone in seguito ad una traversa colpita di testa dal piccolo Astafjev ed a piazzarlo con il sinistro all'incrocio dei pali. Zico prova a cambiare le carte in tavola facendo inserendo due attaccanti freschi (i giovani Maazou e Ryzhov) e l'oggetto misterioso Kalouda, ma a sfiorare il gol è ancora una volta il Rostov, che al 73' si procura un rigore grazie ad una grande giocata di Akimov. Sul dischetto va lo specialista Osinov che si fa però ipnotizzare da Akinfeev, bravissimo a respingere: il pallone termina ancora dalle parti dello stesso anziano capitano dei gialloblu che però cicca clamorosamente, sciupando una ghiottissima opportunità. Ma al Rostov va bene così, perchè i tre punti arrivano lo stesso in una gara parecchio simile a quella del luglio del 2006, nella quale il Rostov riuscì a vincere proprio al Luzhniki e sempre per 1-2 grazie alle reti di Dantsev e Gogniev. I tifosi dei Soldati possono però tirare un sospiro di sollievo pensando che in quello stesso anno vinsero alla fine il titolo...


Spartak Nalchik - Amkar Perm 4-1:
28' Kontsevoj, 38' Kiselkov, 48' Gogua, 65' Goshokov; 82' aut. Kiselkov.

Spartak Nalchik (4-4-2): Khomich; Kiselkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Mashukov, Berkhamov (dal 76' Kontsedalov), Gogua (dal 75' Bikmaev); Kontsevoj (dall'81' Dzakhimishev), Goshokov.
Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, Cherenchikov, Belorukov, Grishin; Peev, M. Novakovic, Drincic, Starkov (dal 78' Dzakhov); Zhilyaev (dal 46' Jean Carlos), Kushev (dal 58' Sikimic).

Dopo due-tre turni di campionato forse un pò 'mosci', torna in tutta la sua follia ed imprevedibilità il campionato russo che conoscevamo e che tanto amiamo: la partita più emblematica è proprio questa, nella quale il peggior attacco del campionato (che aveva segnato 1 solo misero gol, peraltro firmato da un difensore, in ben 5 incontri) rifila ben quattro pappine alla difesa meno battuta! Pesante quanto inaspettata la scoppola rifilata dai Caucasici ad i rossoneri degli Urali, a dir la verità anche un pò in debito con la sfortuna: al 28' è il bielorusso Konstevoj che sfrutta un malinteso fra Narubin e Cherenchikov (entrambi autori di un pessimo match) insaccando con un bel colpo di testa da fuori area; ma la svolta arriva 10' dopo, quando lo Spartak Nalchik raddoppia con una punizione di Kiselkov provvidenzialmente deviata dalla barriera. 2-0 al termine del primo tempo e partita praticamente chiusa. Nella ripresa infatti dilaga la formazione guidata dal saggio Krasnozhan, prima andando in gol al 48' (ennesima e definitiva mazzata per un Amkar in chiara giornata-no, sotto tutti i punti di vista) con il georgiano Gogua e poi realizzando addirittura la quarta rete con il 17enne Goshokov, splendidamente servito in profondità dal brasiliano Leandro. Si tratta del primo gol in carriera per la giovane promessa locale, che nella passata stagione diventò il primo giocatore nato nel 1991 (un'annata non indifferente a chi vi scrive...) a debuttare nel massimo torneo russo!
Inutile nel finale la rete della bandiera dell'Amkar, arrivata tra l'altro per un autogol di Kiselkov, che nel tentativo di anticipare il centravanti serbo Sikimic devìa il pallone nella propria porta.
La vittoria dello Spartak Nalchik sull'Amkar, oltre a rappresentare una svolta nel campionato iniziato a rilento dai caucasici che hanno infatti ottenuto la loro prima vittoria, ha fatto registrare diversi primati nel computo delle gare tra le due formazioni. Lo Spartak Nalchik aveva vinto solo il primo confronto, nell'estate del 2006, col punteggio di 2-1. Dopo quella gara, tutte le successive erano terminate con affermazioni per 1-0 dell'Amkar o con pareggi dove non si e' quasi mai segnato.


Kuban Krasnodar - Lokomotiv Mosca 1-0: 90'+2 Dramani.

Kuban (4-2-3-1): Karyukin; Khagush, Zaseev, Djioev, Boaventura; Ushenin, Kaita; Topchu, Kasaev (dall'88' Tlisov), Dramani; D. Traoré (dal 58' Tikhonovetskiy).
Lokomotiv (4-3-1-2): M. Cech; Kuzmin, Rodolfo, Durica, Sennikov; Glushakov (dal 79' Yanbaev), Dujmovic, S. Ivanov; Bilyaletdinov (dal 22' Mudjiri); Sychev, Minchenkov (dal 55' Fall).
Note: espulsi Tikhonovetskiy (Kuban) al 60' e Kuzmin (Lokomotiv) al 75'.

Ennesima figura magra della Loko, sconfitta nell'ultimo minuto di recupero sul campo del Kuban del grande ex 'The Boss' Ovchinnikov, uno che ha scritto la storia con la maglia dei Ferrovieri. E' quantomeno curioso poi che a decidere la gara - peraltro con un gran gol, di difficilissima esecuzione - sia stato il ghanese Haminu Dramani, rapido esterno in prestito alla formazione di Krasnodar proprio dalla Lokomotiv, club nel quale non era mai riuscito a trovare spazio. Una Lokomotiv che non è neanche riuscita a sfruttare a proprio favore l'uomo in più (folle l'espulsione di Tikhonovetskiy, cacciato 1 minuto dopo il suo ingresso in campo!), perdendo infatti a circa 15' dal termine Kuzmin per un fallo da ultimo uomo su Kasaev e rimanendo così in parità numerica fino al 90'. Il risultato più giusto sarebbe stato un pareggio, perchè entrambe le squadre hanno avuto le loro opportunità per segnare, ma alla fine a prevalere sono stati i Caucasici che così, dopo lo Spartak, sconfiggono a domicilio un'altra potenza moscovita.
Una sconfitta pagata a carissimo prezzo da Rashid Rakhimov, esonerato il 28 aprile dalla dirigenza dei Ferrovieri: la squadra sara' affidata all'ex Vladimir Maminov, ritiratosi proprio al termine del 2008, almeno sino alla pausa estiva. Ad ufficializzare il passaggio di consegne è stato lo stesso patron delle Russian Railways, Nikolay Naumov, che ha smentito tra l'altro ogni contatto con altri allenatori; la stampa russa aveva infatti designato Stanislav Cherchesov quale possibile successore di Maminov dopo la pausa estiva. Naumov è stato però categorico, augurandosi che Maminov possa essere il Guardiola della Lokomotiv.


CLASSIFICA:
1. Krylya Sovetov 13
2. Zenit 12
3. Rubin 11
4. FC Mosca 11
5. Spartak Mosca 10
6. CSKA 10
7. Dinamo 9
8. Rostov 9
9. Terek 8
10. Kuban 7
11. Tom 7
12. Amkar 6
13. Lokomotiv 6
14. Spartak Nalchik 5
15. Saturn 5
16. Khimki 1



CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
3 reti: Jan Koller (Krylya Sovetov), Fatih Tekke (Zenit), Welliton Morais Soares (Spartak Mosca), Alan Dzagoev, Milos Krasic (CSKA), Alexander Kerzhakov (Dinamo).


TOP-11

Akinfeev (CSKA);

Kiselkov (Spartak Nalchik), Belozerov (Krylya Sovetov), Stranzl (Spartak Mosca);

Astafjev (Rostov), Zyryanov (Zenit), Alex (Spartak Mosca), Dramani (Kuban);

Hong Yong-Jo (Rostov);

Welliton (Spartak Mosca), Koller (Krylya Sovetov).


FLOP-11

Narubin (Amkar);

Kuzmin (Lokomotiv), Cherenchinkov (Amkar), Trivunovic (Khimki), Grishin (Amkar);

Boudianski (Khimki), Yanotosvkiy (Tom), Dimidko (Dinamo);

Kozhanov (Khimki), Necid (CSKA), Adamov (Rubin).


VIDEO CON TUTTI I GOL DELLA SESTA GIORNATA:


2 commenti:

Andrea ha detto...

Ciao, sono Andrea, il curatore del blog tempi-supplementari.blogspot.com
Volevo sapere se ti interesse uno scambio link...
A presto.

Kerzhakov91 ha detto...

Certo, ti aggiungo subito ;)