martedì 7 aprile 2009

TERZA GIORNATA RPL 2009: le altre partite.



Khimki - Rostov 0-1: 75' Lebedenko.

Khimki (4-4-2): Berezovskiy; Golovatenko, Nastic, Trivunovic, M. Jovanovic (dal 52' Gapon); Blatnjak, Cvetkovic, Boudianski, Pylypchuk; Nizamutdinov (dal 74' Nikiforov), Kozhanov (dal 62' Antipenko).
Rostov (4-4-2): Mandrykin; Cherkes, Zivanovic, Lengyel (dal 59' Rozhkov), Andjelkovic; Gatkan (dal 65' Hong Yong-Jo), Slivic, Kulchiy, B. Petrovic (dal 90' Osinov); Ahmetovic, Lebedenko.

Brutto passo falso per il Khimki di Sarsaniya che non sfrutta il suo primo match casalingo, perdendo 1-0 contro una diretta concorrente alla lotta per non retrocedere, vale a dire il Rostov di Dolmatov, che ottiene così i suoi primi tre punti in questa stagione in trasferta, salendo a quota 5. Un cammino fin qui eccellente per la neopromossa, ancora imbattuta, e capace di pareggiare sia a Perm, nella tana dell'Amkar, sia di fronte al proprio pubblico contro la Lokomotiv (venendo raggiunta proprio all'ultimo da Glushakov). Decisivo, a 15' dal termine, il primo gol dell'ex centravanti di Torpedo, Lokomotiv e Saturn Igor Lebedenko, il primo con la sua nuova maglia e peraltro molto bello: è bravissimo infatti il numero 4 a tagliare da destro verso sinistra e ad anticipare con un perfetto mancino il diretto marcatore su invitante cross del terzino sinistro serbo Andjelkovic. Un gol importantissimo che decreta una sconfitta probabilmente immeritata per i giovani padroni di casa, che avevano fatto maggiormente la partita a fronte di un Rostov assai difensivista (del resto, è impossibile non esserlo con un tecnico come Dolmatov in panchina) e piuttosto rinunciatario. Tuttavia, è una tattica che fin qui sta pagando non poco i gialloblu, ancora una volta con i due giocatori più rappresentativi (capitan Osinov - entrato nel recupero - ed il bomber Akimov) inspiegabilmente fuori dall'undici titolare. Ma finchè i arrivano i risultati, nessuno può mettere in dubbio la bontà delle scelte di Dolmatov.


Terek Grozny - Dinamo Mosca 1-0: 13' Djabrailov.

Terek (5-3-2): Dikan 7; Zabavnik 6, Omeljanchuk 6, Cléber 5,5 V. Iliev 6,5 Mischenko 6; Georgiev 6,5, Djabrailov 6,5, Gvazava 6 (dal 90' Bendz s.v.); Sadaev 5,5 (dal 46' Prudnikov 6,5), Pancu 6,5 (dall'89' D. A. Smirnov s.v.).
Dinamo (4-4-1-1): Gabulov 5; K. Kombarov 6,5, Kolodin 5,5, L. Fernandez 5, Granat 4; Kokorin 6 (dal 70' Smolov s.v.) (dal 78' Tanasijevic s.v.), Wilkshire 5, Khokhlov 6,5, D. Kombarov 5; Dimidko 4,5 (dal 46' Genkov 5); Kerzhakov 5,5.

Cade a Grozny l'ormai ex capolista Dinamo. Come lo scorso anno, il Terek fa valere il fattore campo e, per la prima volta nella sua storia, vola in testa, facendo festeggiare un intero popolo, quello ceceno, affezionatissimo ai propri beniamini (era, come sempre nelle gare casalinghe, presente allo stadio il Premier Ramazan Kadyrov).
In uno stadio tutto esaurito, la partita si gioca su ritmi alti fin dall’inizio con grande equilibrio: al 10’ il centravanti rumeno Pancu viene lanciato in contropiede ma il suo tiro è ben parato da Gabulov. Sono solo le prove generali per il gol che arriva 3 minuti più tardi: sugli sviluppi di un calcio di punizione dalla sinistra battuta dal nazionale bulgaro Georgiev, una spizzata malamente non trattenuta da Gabulov, dopo un paio di ribattute, finisce a capitan Djabrailov che insacca. Dopo il gol la partita non cala d’intensità e cresce anche la Dinamo che prova a spingere soprattutto sulla fascia destra con l’asse Kombarov-Kokorin e il n.7 della Dinamo costringe più volte ai falli i ceceni che ricevono 3 ammonizioni (Djabrailov, Georgiev e Pancu). I cross per gli ospiti si sprecano ma sono i vari Omeljanchuk, Cléber ed Iliev ad avere quasi sempre la meglio contro il solo Kerzhakov, che nel gioco aereo chiaramente non ha il suo principale punto di forza. Quasi però, perchè al 33’ su un ennesimo cross Khokhlov prova a restituire il favore ma sulla sua strada trova un grandissimo Dikan che compie un autentico miracolo e devia in corner. Un riflesso felino per il 31enne portiere ex Kuban, che sta sostituendo al meglio l'albanese Lika, infortunato, e non è detto che se continui così non riesca pure a 'rubargli' il posto (Dikan ha tra l'altro il vantaggio di essere russo, e con le nuove regole - considerando anche i tanti stranieri presenti nella rosa del Terek - non è cosa da poco). La Dinamo progressivamente aumenta la pressione ma l’ultima occasione del primo tempo capita sui piedi molto poco educati di Dimidko, liberato magnificamente in area di rigore da Kerzhakov (nell'unica occasione in cui l'ex delantero del Sevilla riesce a mettersi in mostra), che però viene contratto all’ultimo dall'attento Iliev. Il primo tempo si chiude 1-0 per il Terek, risultato che sta sicuramente stretto alla Dinamo che avrebbe meritato il pareggio. La ripresa è meno vivace, con gli uomini di Kobelev spesso e volentieri vittime dei falli tattici e del gioco della formazione di casa, che non lascia giocare la Dinamo (una squadra che, inevitabilmente, con le cessioni di Semshov e Danny fatica enormemente a creare gioco). Al 55’ Kerzhakov, servito da Khkhlov, tira molto forte ma troppo centrale per impensierire Dikan (qualora non si fosse intuito, il migliore in campo), il match prosegue come si era conclusa la prima frazione di gioco: corner su corner e miriadi di cross per il club di Mosca che non riesce a pungere la difesa cecena. Al 73’ momento chiave perché viene espulso Granat (una mezza sciagura come al solito): ciò fa sì che il Terek abbia tanto campo per orchestrare al meglio i propri contropiedi e non a caso va in più occasioni vicino alla rete del raddoppio. Prima viene annullato un gol a Prudnikov per dubbia posizione irregolare, poi Gabulov prova a farsi perdonare respingendo alla grande una girata volante di Gvazava ed infine è Pancu a centrare in pieno il palo alla sinistra del portiere della nazionale russa.
La Dinamo mostra ancora evidenti limiti in fase di impostazione e malgrado questo oggi ha anche sfiorato più di una volta il pari su uno dei campi indubbiamenti più ostici di tutta la Russia. Kobelev dovrà lavorare proprio su questo con calma e tranquillità, ovvero con ciò che è mancato al 21enne Granat, che con la sua espulsione ha chiuso i giochi. Il Terek è sorprendentemente primo, con appena due gol fatti ma anche zero subiti, complice anche la sconfitta del Krylya Sovetov; la Cecenia è in festa per questi 7 punti in 3 partite che catapultano il Terek in zone di non competenza. Almeno fino ad ora.


Rubin Kazan - FC Mosca 0-0

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6; V. Kaleshin 6, Sharonov 6, César Navas 6, Ansaldi 5,5; Semak 5,5, Sibaya 6; Ryazantsev 5,5 (dall'84' Balyaikin s.v.), Dominguez 6,5, Gökdeniz Karadeniz 5 (dall'87' Hasan Kabze s.v.); Bukharov 5,5 (dal 77' Portnyagin s.v.).
FC Mosca (4-4-1-1): Zhevnov 6,5; Nababkin 5,5, I. Okoronkwo 7, Epureanu 6, Grigalava 6,5 (dal 69' Strelkov s.v.); Samedov 6,5, Rebko 5,5 (dall'85' Tarasov s.v.), Krunic 6, Cesnauskis 5; Vukic 5; Bracamonte 5 (dal 75' Jakubko s.v.).

Secondo 0-0 consecutivo per Rubin e FC Mosca, due squadre che denotano una certa allergia al gol (addirittura 0 reti in 3 incontri per i Cittadini) e che danno vita ad un match tutt'altro che esaltante, con alcune fasi di gioco molto brutte, ma ciò nonostante terminato a reti bianche casualmente, viste e considerate le numerose palle-gol mancate, in particolare dai padroni di casa. Protagonista in negativo sotto un certo punto di vista lo è stato Bukharov, che ci ha provato in tutti i modi a segnare (per la verità, ultima occasione malamente sprecata a parte, il 23enne centravanti russo è stato parecchio sfortunato), senza però mai riuscirvi. Molto accorto e ben messo in campo l'FC Mosca di Bozovic, che per poco non riusciva a portare a casa i primi tre punti della sua gestione con un colpo di testa del subentrato Jakubko uscito di un niente. Sarebbe stata una punizione eccessiva per i Campioni di Russia che, pur senza entusiasmare e denotando qualche limite, con un pò di cattiveria in più avrebbero potuto benissimo far loro l'incontro.
C'era molto interesse per il ritorno a Kazan del figliol prodigo Dominguez, che - considerando anche una condizione fisica ancora approssimativa - non ha deluso le attese: 'El Chori' è infatti risultato piuttosto attivo e sempre nel vivo del gioco, siamo sicuri che possa diventare ben presto un fattore molto importante per i Tartari. Oltre al fantasista argentino, Berdyev aveva (finalmente!) schierato dall'inizio anche alcuni dei principali artefici del titolo ottenuto nella passata stagione, come Ansaldi, Ryazantsev e Gökdeniz Karadeniz: nessuno dei tre ha brillato, si tratta in ogni caso di giocatori fondamentali per questa squadra.
Meno indicazioni tra le file dei 'Cittadini', anche se è stata confortante la prestazione pressochè perfetta del leader del reparto difensivo Okoronkwo, che sembra aver recuperato al meglio dai bruttissimi infortuni che lo tennero ai box per gran parte delle due annate passate. Vivace come sempre Samedov, una spina nel fianco delle difese avversarie, che ha messo più volte in difficoltà - in particolar modo nei primi 45' - l'argentino Ansaldi (schierato a sinistra, al posto dell'indisponibile Kvirkvelia, con Kaleshin - uno dei tanti ex della partita - confermato sulla corsia di destra.


Saturn - Kuban Krasnodar 2-1: 30' e 56' Kirichenko; 33' D. Traoré.

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Zelão, Igonin, Nakushev; Nemov, Evseev; Kuzmichev, Karyaka (dal 46' Vorobjev), Topic (dall'89' Halilovic); Kirichenko (dall'85' Kovel).
Kuban (4-2-3-1): Botvinjev; Khagush, Zaseev (dall'88' Tlisov), Djioev, Boaventura; Kaita (dal 75' Tikhonovetskiy), Ushenin; Topchu, Kasaev, Dramani; D. Traoré.

Nell'ultimo match in programma sabato, arriva il primo successo stagionale del Saturn, che trascinato da un ritrovato Kirichenko (che in campionato non segnava da quasi un anno...) sconfigge meritatamente per 2-1 un Kuban gasatissimo dopo il trionfo di due settimane or sono contro lo Spartak Mosca. Se Ovchinnikov conferma giustamente l'undici che ha fatto soffrire le pene dell'inferno ai rossobianchi, il tedesco Roboer come al solito rivoluziona tutto, puntando su una sorta di 4-2-3-1, nel quale non pochi giocatori vengono impiegati fuori ruolo (dopo Evseev - uno che ha passato una vita a fare il laterale difensivo - mediano in mezzo al campo, posso dire di averle viste davvero tutte), ma alla fine dimostra di avere ragione lui, azzeccando in particolare due mosse: in primis naturalmente quella dell'impiego dal 1' minuto di Kirichenko come unica punta centrale, ma è altrettanto decisivo l'ingresso in campo nella ripresa dell'ex centrocampista di Amkar e Khimki, Vorobjev (giocatore assai dinamico che tanto piace ad Hiddink che lo fece debuttare in nazionale nell'estate del 2007), al posto di uno spento Karyaka. E' apparsa invece meno brillante la formazione di Krasnodar, che ha pagato un pò la giornata non particolarmente ispirata di Kasaev, diventato tutto ad un tratto un uomo-copertina in Russia. I gialloverdi erano in ogni caso riusciti a pareggiare il vantaggio di Kirichenko appena 4' dopo grazie al secondo gol stagionale del maliano Traoré, servito da Dramani, in una rete tutta targata Lokomotiv (entrambi infatti sono in prestito dai 'Ferrovieri'). Kuban che però non è più stato in grado di reagire con raziocinio in seguito alla bellissima torsione di testa di Kirichenko.
5 gol subiti in 3 partite non sono pochi, è chiaro che Ovchinnikov dovrà aggiustare qualcosa nel reparto arretrato, anche se oggi hanno fatto una bella figura sia Botvinjev (con il rigore parato ad Alex, tra i protagonisti anche contro i 'Myaso') che Djioev, quest'ultimo un difensore centrale classe 1986 da tenere d'occhio.


Tom Tomsk - Zenit San Pietroburgo 0-3: 54' F. Meira, 60' Denisov, 82' Fatih Tekke.

Tom (4-4-1-1): Pareyko 6; Evsikov 5,5, D. N. Smirnov 5,5, Jokic 5, An. Ivanov 6; Klimov 5,5, Michkov 5, Kharitonov 5,5, Skoblyakov 5,5 (dal 65' V. Volkov 6); Nemeth 5 (dall'81' Yanotovskiy s.v.); Dyadyun 6 (dal 65' Arkhipov 5,5).
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 6, F. Meira 6,5, Krizanac 6 (dal 65' Semshov 6), Kim Dong-Jin 6; Denisov 6,5, Tymoschuk 6,5, Zyryanov 7 (dall'84' Shirokov s.v.); Fayzulin 6,5, Danny 6,5; Pogrebnyak 5 (dal 74' Fatih Tekke 6).

Debutto al Trud Stadium di Tomsk per i padroni di casa, reduci dalla clamorosa vittoria del Luzhniki. Di fronte uno Zenit, parso in difficoltà come le altre grandi in questo periodo. Advocaat non può contare sui lungodegenti Hubocan e Lombaerts, ai quali si è aggiunto Sirl, infortunatosi con la Repubblica Ceca; torna tra i disponibili invece l'olandese Ricksen, che si accomoda in panchina. Succede poco nella prima frazione di gioco, che infatti termina 0-0, con i padroni di casa attenti a non scoprirsi che cercano di ripetere il match che gli ha permesso di sconfiggere il CSKA senza trovare però gli spazi per ripartire in contropiede, e con gli ospiti che sono andati troppo a sprazzi, di fatto creando qualche sortita offensiva (orchestrata dai due fantasisti, Fayzulin e Danny) solamente a partire dal 35'. Il secondo tempo sembra proseguire sulla falsariga del primo quando un lampo determina la partita: uno-due nello stretto fra Danny e Fayzulin, la conclusione del numero 10 viene deviata in calcio d’angolo. Alla battuta va proprio Fayzulin che calcia forte e teso per Fernando Meira che stacca sul secondo pallo e non lascia scampo a Pareyko, che forse sarebbe dovuto uscire un pò meglio. Gol pesantissimo per la squadra di Advocaat che sblocca una partita molto difficile da risolvere. Una volta in vantaggio riesce di conseguenza tutto più semplice allo Zenit, complice anche il fatto che il Tom è costretto a scoprirsi per raggiungere il pareggio. Al 60' Denisov raccoglie una respinta corta di Jokic e con un destro di prima intenzione indirizza il pallone alle spalle dell'estremo difensore estone: un uno-due terrificante per il Tom che rischia di accusare il colpo del KO con Pogrebniak che defilato non trova angolo di tiro e colpisce Pareyko. Iniziano i cambi per entrambi gli allenatori e Advocaat si dimostra più malleabile togliendo Krizanac e inserendo Semshov, facendo retrocedere Tymoschuk al centro della difesa. Il capitano dello Zenit al 70’ batte una punizione al limite dell’area e va vicino al gol, ma trova un puntuale Pareyko che devia in calcio d’angolo con una parata plastica. Ovazione per l’ex di giornata Pogrebnyak (per la verità ancora una volta incolore la sua prova), dopo aver lasciato bellissimi ricordi in Siberia viene sostituito da Fatih Tekke ad un quarto d'ora dal termine. Nel finale ancora Zenit che domina sul piano del gioco con un Danny sempre attivo che cerca di chiudere una partita che in realtà lo è già, anche perché Zyryanov la spezza, incuneandosi nella difesa del Tom con un’accelerazione palla al piede che vale il prezzo del biglietto, liberando infine Tekke che a porta vuota non può sbagliare.
Una vittoria importante, un su un campo tradizionalmente difficile, che permette allo Zenit di raggiungere il Terek al primo posto in classifica. Una curiosità: era dall'11 novembre del 2007 che la compagine di Piter non guidava la classifica della Russian Premier Liga...


Amkar Perm - CSKA Mosca 0-0

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, Cherenchikov, Belorukov, Grishin; Peev, M. Novakovic, Drincic, Jean Carlos (dal 46' Zhilyaev) (dall'84' Starkov); S. Volkov, Kushev.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; Odiah, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov; Krasic (dal 75' Rahimic), Semberas, Mamaev, Zhirkov; D. Carvalho (dall'84' Aldonin); Vagner Love (dal 75' Necid).
Note: espulso Semberas al 59' per doppia ammonizione.

Il bicchiere del CSKA è pieno a metà, visto che è uscito indenne da una situazione complicata di inferiorità numerica (davvero stupida l'espulsione cercata e trovata da un polemico Semberas) e su di un campo dove non è detto che facciano meglio le altre contendenti al titolo, pur essendo quest'anno più facile andare a vincere a Perm. Così il bicchiere diventa mezzo vuoto perchè è la terza gara consecutiva senza reti, cosa che non può accadere con un attacco del genere. Il gioco lascia a desiderare, ed essendo tutto incentrato sulla qualità dei singoli, se quest'ultimi non girano come negli ultimi tempi, si fa davvero dura per la squadra di Zico, che non dispone ancora di un collaudato sistema di gioco come quello, per esempio, dello Zenit, capace di sopperire alle giornate-no dei singoli con l'organizzazione del proprio centrocampo. Comunque siamo solo all'inizio, i punti sono recuperabili, ma urge per il CSKA recuperare in fretta gioco e vena realizzativaaltrimenti quest'inizio diventerà maledettamente simile a quello dello scorso torneo.
L'Amkar, andato vicinissimo all'1-o a metà primo tempo con il brasiliano Jean Carlos, nella ripresa - favorito dall'uomo in più - ha costruito indubbiamente più occasioni rispetto all'Armata Rossa, ed il gollettino poteva pure scapparci, specie nel finale. Purtroppo per i rossoneri degli Urali però, in questa primissima parte di stagione, pur creando un discreto numero di palle-gol, non segnano neanche per sbaglio e si ritrovano così con 2 punti dopo 3 giornate, con la bellezza di 0 reti segnate. Quello del gol, è un problema che il bulgaro Dimitrov dovrà risolvere al più presto se non vorrà che la sua squadra venga risucchiata nella pericolosa lotta per non retrocedere.


Spartak Mosca - Spartak Nalchik 2-0: 44' Alex, 49' Welliton.

Spartak Mosca (4-2-3-1): Pletikosa; Parshvilyuk, Jiranek, Fathi, Makeev; R. Carioca, Ryzhkov (dal 74' Sabitov); Bazhenov (dal 90' V. Bystrov), Alex, Saenko (dall'81' Boyarintsev); Welliton.
Spartak Nalchik (4-4-2): Radic; Yatchenko, Djudovic, Amisulashvili, Filatov; Leandro, Mashukov (dal 59' Kontsedalov), Geteriev, Dzakhimishev (dal 70' Gogua); Kontsevoj, Kalimullin (dal 46' Parodi).

Successo tutto brasiliano per lo Spartak Mosca, che supera per 2-0 l'altro Spartak, quello meno 'nobile' di Nalchik, ed ottiene i suoi primi 3 punti stagionali, portandosi a quota 4. Rimangono, insieme al Khimki, invece all'ultimo posto i caucasici allenati da Krasnozhan, che - esattamente come Amkar e FC Mosca - devono ancora segnare il loro primo gol.
Partita sbloccata provvidenzialmente sul finire del primo tempo da uno strepitoso gol del trequartista brasiliano Alex Meschini, che su calcio di punizione piazza il pallone sotto la traversa, siglando la sua prima rete con la formazione moscovita più titolata. L'ex Internacional, pare aver conquistato tutti per il suo senso di responsabilità: molti hanno detto che dopo il rigore fallito con il Kuban in lui c'era una gran voglia di dimostrare qualcosa a tutti e domenica c'è riuscito giocando una gara sontuosa. Ma non è stato solo Alex l'uomo copertina in casa Spartak Mosca: c'è infatti da registrare l'atteso ritorno al gol da parte dello sfortunato Welliton, che in apertura di ripresa ha chiuso i conti, servito da un altro protagonista dell'incontro, Rafael Carioca, guarda caso anche lui un brasiliano.


CLASSIFICA:
1. Zenit 7
2. Terek 7
3. Dinamo 6
4. Krylya Sovetov 6
5. Rubin 5
6. Lokomotiv 5
7. Rostov 5
8. CSKA 4
9. Spartak Mosca 4
10. Saturn 3
11. Tom 3
12. Kuban 3
13. Amkar 2
14. FC Mosca 2
15. Khimki 1
16. Spartak Nalchik 1

CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
2 reti: Fatih Tekke (Zenit), Kerzhakov (Dinamo, 1 rigore), Bukharov (Rubin), Glushakov (Lokomotiv), Ignashevich (CSKA), Kirichenko (Saturn), D. Traoré (Kuban).


TOP-11

Dikan (Terek);

Kuzmin (Lokomotiv), I. Okoronkwo (FC Mosca), F. Meira (Zenit), Andjelkovic (Rostov);

Torbinskiy (Lokomotiv), Zyryanov (Zenit), Dujmovic (Lokomotiv), Kalachev (Krylya Sovetov);

Alex (Spartak Mosca);

Kirichenko (Saturn).


FLOP-11
Gabulov (Dinamo);

Golovatenko (Khimki), Zaseev (Kuban), Jarosik (Krylya Sovetov), Granat (Dinamo);

Semberas (CSKA), Michkov (Tom), Dimidko (Dinamo);

Sychev (Lokomotiv), Pogrebnyak (Zenit), Odemwingie (Lokomotiv).