mercoledì 22 aprile 2009

ANALISI QUINTA GIORNATA.


Tom Tomsk - Spartak Nalchik 1-0: 77' Kornilenko.

Tom (4-5-1): Pareyko; Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, An. Ivanov; Klimov, Michkov, Radosavljevic (dal 69' Kornilenko), Kharitonov (dal 75' V. Volkov), Skoblyakov (dall'87' Yanotovskiy); Maznov.
Spartak Nalchik (4-4-2): Khomich; Kiselkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Mashukov, Geteriev, Bikmaev (dal 64' Gogua); Kontsevoj (dal 72' Dzakhimishev), Felipe Almeida (dall'86' Berkhamov).

Importante successo casalingo del Tom di Nepomiachniy che conferma la sua striscia vincente con lo Spartak Nalchik, formazione che nel massimo campionato russo a Tomsk ha sempre perso. Una situazione non semplicissima per la formazione caucasica, con il bravo tecnico Krasnozhan che teme di ritrovarsi per la prima volta nella per lui insolita condizione di dover rincorrere quel treno salvezza sul quale negli ultimi anni lo Spartak del Sud è quasi sempre salito in netto anticipo.
A decidere l'incontro ci ha pensato il subentrato Kornilenko, centravanti ex Dnipro della nazionale bielorussa, che ha così siglato il suo primo gol in Premier Liga (il secondo con la maglia del Tom: ne aveva già realizzato uno in Kubok Rossii).

Saturn - FC Mosca 0-1: 76' Bracamonte.

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa (dall'81' Vorobjev), Zelao, Nakushev, Evseev; Igonin, Nemov; Kuzmichev (dal 63' Kovel), Karyaka (dall'84' A. Eremenko), Topic; Kirichenko.
FC Mosca (4-4-1-1): Zhevnov; Nababkin, I. Okoronkwo, Epureanu, Akés (dal 26' Grigalava); Samedov, Rebko, Tarasov, Cesnauskis; Vukic (dal 36' Jakubko); Bracamonte (dall'85' Krunic).

L'FC Mosca di Bozovic fa sul serio. Probabilmente i Cittadini non ripeteranno la grandissima stagione del 2007 (nella quale giunsero quarti in campionato) perchè la qualità offensiva è inferiore, ma è ormai evidente a tutti che con l'ingaggio del giovane tecnico montenegrino, dopo la disastrosa esperienza di Blokhin, l'FC Mosca è diventata una squadra vera a tutti gli effetti, molto ben messa in campo e difficile da affrontare. Nei precedenti incontri i granata erano riusciti a segnare solamente nel vittorioso derby contro lo Spartak ma avevano potuto contare su una difesa solida, tra le meno battute del torneo, grazie soprattutto all'ottimo momento di forma attraversato dal ritrovato Okoronkwo e del giovane moldavo Epureanu: contro gli 'Alieni' il reparto arretrato, pur non soffrendo eccessivamente, ha concesso qualche occasione, tutte però non sfruttate da uno sfortunato Kirichenko, grazie anche ad alcuni buonissimi interventi di Zhevnov.
Un FC Mosca che dopo la gara persa all'ultimo minuto con la Dinamo si sta divertendo a fare scherzi un pò a tutti. Ha assestato il primo gancio a Laudrup ed oggi ha rifilato un colpo non indifferente al morale di un Saturn che ha bisogno di recuperare energie nervose. Chissà se Roboer lo capiscono, parla solo tedesco. Potrebbe essere proprio la sua la prossima panchina a saltare.


Spartak Mosca - Terek Grozny 2-0: 73' V. Bystrov, 82' Welliton.

Spartak Mosca (4-4-2): Djanaev; Makeev, Jiranek, Stranzl, C. Rodriguez; V. Bystrov, R. Carioca, Alex, Saenko (dal 68' Boyarintsev); Welliton, Dzyuba (dal 90'+1 Sabitov).
Terek (4-4-1-1): Dikan; Zabavnik, Omeljanchuk, V. Iliev, Mischenko; Georgiev, D. A. Smirnov, Cléber, Gvazava (dal 61' Bendz); Lakhiyalov (dal 77' Pancu); Prudnikov (dall'84' I. Shevchenko).

Dopo una settimana che definire travagliata è un eufemismo, con il duo composto da Karpin e Ledhiakov in panchina (provvisoriamente?), torna a vincere lo Spartak Mosca, che riesce perlomeno a riappacificarsi in parte con il proprio pubblico, ottenendo tre punti strameritata in una gara dal senso unico. Risultato finale per certi versi bugiardo, perchè i Myaso sarebbero sicuramente potuti passare in vantaggio molto prima, ma un pò un Dikan che sta vivendo un inizio di campionato strepitoso ed un pò gli errori sottoporta degli attaccanti moscoviti (Welliton su tutti) hanno fatto sì che il match rimanesse pericolosamente sullo 0-0 fino a quasi 15' dalla fine. E, giusto per dimostrare per l'ennesima volta quanto sia strano come sport il calcio, il decisivo gol sblocca-risultato ad opera di un Bystrov in lenta ripresa è arrivato in seguito ad un'uscita errata proprio di colui che fino ad allora aveva mantenuto la propria porta imbattuta, Dikan. Molto importante per i rossobianchi, che già erano stati favoriti dall'espulsione per fallo da ultimo uomo del 19enne Mischenko, l'ingresso in campo di Boyarintsev, praticamente mai preso in considerazione da Laudrup nelle precedenti quattro sfide di campionato, resosi protagonista in entrambe le azioni dei gol.
Ha sicuramente deluso il Terek: conoscendo il rendimento esterno dei Ceceni non è che ci si aspettasse chissà che cosa, perchè ormai è risaputo che la squadra di Grozny in trasferta bada solo ed esclusivamente a difendersi, però la formazione vista a Mosca è parsa davvero assai rinunciataria. Non tanto negli uomini scelti da Grozny, quanto nell'atteggiamento. Se vorrà veramente ambire ad una (francamente improbabile) qualificazione UEFA, il Terek dovrà assolutamente modificare il proprio atteggiamento in trasferta.
Tornando a parlare dello Spartak, se è vero che la vittoria ottenuta è stata piuttosto convincente, è altresì vero che è andato tutto secondo programma: scontato parlare di ventata nuova quando il risultato è buono, ma crediamo che con Laudrup sarebbe finita ugualmente.


Rostov - Krylya Sovetov Samara 0-0

Rostov (4-4-2): Mandrykin; Cherkes, Lengyel, Rozhkov, Andjelkovic; Astafjev, Slivic, Kulchiy, B. Petrovic; Lebedenko (dall'88' Lapin), Ahmetovic.
Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos; Shishkin, Belozerov, Taranov, Léilton; Kalachev (dal 90' Ignatjev), Jarosik, R. Adjindjal, Kulik; Savin (dal 60' O. Ivanov), Koller.

Stravince la noia fra Rostov e Krylya Sovetov, con la formazione di Samara che ottiene comunque un punticino non da buttare via sul campo di una formazione ostica, che ha destato una buona impressione in questi primi turni di Premier Liga.


Amkar Perm - Kuban Krasnodar 1-0: 16' Cherenchikov.

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, Cherechinkov, Belorukov, Grishin; Peev, M. Novakovic, Drincic, Jean Carlos (dal 46' Starkov); S. Volkov (dal 70' William), Kushev (dal 90' Sikimic).
Kuban (4-2-3-1): Botvinjev; Khagush (dall'82' Kuchuk), Zaseev, Djioev, Bonaventura; Ushenin (dal 46' Bayriev), S. Kaita; Topchu, Kasaev, Dramani; D. Traoré.

Probabilmente soltanto nel campionato russo una partita del genere può finire con il risultato di 1-0: quest'anno sembra non esserci UNA squadra concreta in tutto il campionato, e lo stesso Amkar - spesso cinico nella passata stagione - sembra essersi adeguato a questo brutto vizio del calcio russo. Domenica è perlomeno arrivato il primo gol stagionale dei rossoneri, che hanno dovuto aspettare la bellezza di cinque (!) per sbloccarsi, ma con tutte le occasioni create gli uomini di Dimitrov ne avrebbero sicuramente realizzare qualcuno in più. Quel che conta maggiormente però nel calcio è il punteggio finale, favorevolissimo all'Amkar che sale in classifica ed ottiene la sua prima vittoria stagionale. Difficile, per non dire impossibile, che la squadra di Perm ripeta l'ultima stagione (e probabilmente anche quella di due anni fa), ma le basi ci sono tutte per raggiungere una tranquilissima salvezza e terminare il campionato a metà classifica.
Deve iniziare a raccogliere più punti il Kuban di Ovchinnikov, che nel primo tempo aveva reagito discretamente bene allo svantaggio ma che nella ripresa non si è di fatto mai reso pericoloso, subendo le numerose iniziative da parte dei padroni di casa. I Caucasici di Krasnodar avevano impressionato tutti nella simbolica vittora contro lo Spartak Mosca, ma negli altri match è mancato proprio quell'estremo agonismo mostrato contro la più vincente formazione russa. Sta quindi all'esordiente 'The Boss' fare sì che il suo Kuban ritorni a giocare con quell'aggressività, mantenendo dei ritmi elevatissimi.


Lokomotiv Mosca - Zenit San Pietroburgo 1-1: 70' Rodolfo; 58' Kim Dong-Jin.

Lokomotiv (4-4-2): M. Cech; Kuzmin, Basa, Rodolfo, Durica; Torbinskiy (dal 78' Glushakov), Dujmovic, S. Ivanov, Bilyaletdinov; Sychev (dall'83' Yanbaev), Odemwingie (dal 69' Fall).
Zenit (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, F. Meira, Krizanac (dall'85' Shirokov), Kim Dong-Jin; Denisov, Tymoschuk, Zyryanov; Fayzulin (dal 75' Huszti), Danny; Pogrebnyak (dall'81' Fatih Tekke).

Termina in parità il (presunto?) big match della Quinta Giornata: una partita dalle due facce, con un primo tempo giocato a bassi ritmi da entrambe le squadre ed una ripresa molto più vivace, nella quale a farsi preferire - sia come mole di gioco che in quanto ad occasioni create - è stata la formazione ospite, nonostante come quasi sempre le accada non sia riuscita a finalizzare, sprecando in particolar modo almeno tre potenziali contropiedi assai pericolosi (pur giocando di rimessa infatti, i padroni di casa si scoprivano con gran facilità, lasciando ampi spazi per i contropiedi di Danny e compagni). Uno Zenit che pare essere migliorato rispetto alla passata stagione in un'unica cosa: ovvero nello sbloccare i match su calcio piazzato, prerogativa fondamentale nel calcio moderno (a meno che non ti chiami Barcelona). Infatti, così come per esempio le vittoriose gare contro Saturn e Tom, anche contro la Lokomotiv i vincitori della scorsa Coppa UEFA si sono portati in vantaggio in seguito ad una punizione battuta da Fayzulin e ben rifinita con un particolarissimo colpo di testa dal sudcoreano Kim Dong-Jin (pur sempre perso dai difensori in maglia rossoverde), titolare in queste settimane al posto dell'infortunato Sirl. Il pareggio dei Ferrovieri, che nella ripresa hanno creato qualche apprensione a Malafeev grazie alla velocità di Odemwingie e Sychev (entrambi ancora lontano dalla condizione migliore, ma pur sempre maggiormente presentabili rispetto alla gara con il CSKA), arriva sempre sugli sviluppi di un calcio piazzato, sul quale Rodolfo - da fermo - è bravissimo ad indirizzare il pallone sotto l'incrocio, lì dove la testa di Denisov non può arrivare. Una Lokomotiv ancora tutt'altro che brillante e che probabilmente non ha neanche meritato del tutto questo pareggio che, sarebbero potuto addirittura diventare una vittoria. Proprio così, perchè nell'infuocato dopo-partita, è venuta fuori l'incredibile leggerezza effettuata da Advocaat ed il suo staff tecnico (Radimov in primis): con il cambio Pogrebnyak-Tekke, infatti, lo Zenit ha infranto il regolamento del Campionato Russo per quanto riguarda la limitazione degli stranieri. Il tecnico olandese se n'è reso conto appena 4' minuti dopo mettendo dentro Shirokov per Krizanac, ma in un primo momento sembrava non poter bastare alla Federazione Russa, che pareva pronta a decretare la sconfitta a tavolino per il club di San Pietroburgo. Alla fine però, non vi è stata alcuna modifica al risultato, che quindi rimane di 1-1. Nel corso della riunione di mercoledì, la corte federale ha deciso di non cambiare il risultato finale della gara fra Lokomotiv Mosca e Zenit San Pietroburgo, con il club finanziato dalla Gazprom che pagherà una multa di mezzo milione di rubli (nemmeno 12.000 euro). La Lokomotiv si è detta sorpresa di tale decisione ed ha già presentato il proprio ricorso ricorso. Un precedente sicuramente pericoloso.


Khimki - CSKA Mosca 0-3: 6', 31' e 74' Krasic.

Khimki (4-4-1-1): Borodin; Kirakosyan, Rotenberg, Trivunovic, M. Jovanovic; Blatnjak, Zinovijev (dall'85' M. Simic), Boudianski, Nikiforov (dal 65' Virtanen); Maxymov (dal 73' Kozhanov); Nizamutdinov.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; Odiah, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov; Krasic, Aldonin, Mamaev, Zhirkov (dal 46' Ryzhov); Dzagoev (dall'85' Kalouda); Necid (dal 73' Maazou).

Gioca sul velluto il CSKA alla Khimki Arena, dalla quale esce con 3 punti ottenuti grazie alla strepitosa performance di Krasic, autore di un'insolita tripletta (favorita anche dalla disastrosa prestazione fornita da Borodin, portiere in prestito dallo Zenit sorprendentemente preferito all'esperto Berezovskiy) che lancia gli uomini di Zico al secondo posto in classifica, nonostante le assenze di giocatori importanti come Semberas, Daniel Carvalho e soprattutto Vagner Love. Quarta sconfitta consecutiva invece per il giovane Khimki di Sarsaniya, formazione che un calendario peggiore nelle prime giornate davvero non poteva avere (e nella prossima gara i rossoneri saranno di scena al Petrovskiy...).


Rubin Kazan - Dinamo Mosca 3-0: 9' Sharonov, 20' Dominguez rig., 77' aut. K. Kombarov.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; Salukvadze (dal 28' Kvirkvelia), Sharonov, César Navas, Ansaldi; Sibaya, Semak; Ryazantsev, Dominguez, Gokdeniz Karadeniz (dal 63' P. Bystrov); Adamov (dal 71' Bukharov).
Dinamo (4-4-1-1): Gabulov; Tanasijevic (dal 46' Smolov), Kolodin, A. Denisov, Granat; K. Kombarov, Wilkshire, Khokhlov, D. Kombarov; Dimidko; Kokorin.

Torna in testa alla classifica e lancia un chiaro messaggio al campionato il Rubin Kazan, che sembra intenzionato a fare sul serio anche quest'anno, rinforzato pesantemente dal ritorno del 'figliol prodigo' Alejandro Dominguez, che giornata dopo giornata entra sempre più in condizione. C'è molto del 'Chori' infatti nel rotondo (tremendamente eccessivo però nel risultato finale, specifichiamo) 3-0 rifilato dai Campioni di Russia in carica ad una Dinamo orfana del suo giocatore più in forma, Kerzhakov, infortunatosi nei Quarti di Finale di Kubok Rossii: l'argentino, oltre a tenere in costante apprensione l'intera retroguardia degli ospiti (che schierano al fianco della difesa il giovanissimo Alexander Denisov al posto dello squalificato Leandro Fernandez), prima trasforma un penalty procurato da un Ryazantsev finalmente positivo (bello spunto fra due avversari della giovane ala destra classe 1986) e poi, con una grande giocata, favorisce l'autogol di uno sfortunato Kirill Kombarov. Per i Tartari, che erano passati in vantaggio in apertura con Sharonov - lesto a sfruttare una sciagurata respinta corta di un Gabulov tutt'altro che convincente in questo inizio di campionato - nel finale ci sarebbe addirittura l'opportunità di chiudere il match con un ingeneroso 5-0, ma sia Semak che il subentrato Bukharov sciupano due facili opportunità. Meglio così da un certo punto di vista, perchè la Dinamo, che in particolare nella prima frazione di gioco non ci era dispiaciuta, non meritava assolutamente di perdere con un passivo ancora superiore.


CLASSIFICA:

1. Rubin 11
2. CSKA 10
3. Krylya Sovetov 10
4. Dinamo 9
5. Zenit 9
6. FC Mosca 8
7. Spartak Mosca 7
8. Terek 7
9. Tom 7
10. Rostov 6
11. Amkar 6
12. Lokomotiv 6
13. Saturn 4
14. Kuban 4
15. Spartak Nalchik 2
16. Khimki 1


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
3 reti: Dzagoev, Krasic (CSKA), Kerzhakov (Dinamo, 2 rig.).
2 reti: Bukharov (Rubin), Dominguez (Rubin, 1 rig.), Semak (Rubin), Ignashevich (CSKA), Kalachev (Krylya Sovetov), Koller (Krylya Sovetov), Tekke (Zenit), Alex (Spartak Mosca, 1 rig.), Welliton (Spartak Mosca), Glushakov (Lokomotiv), Kirichenko (Saturn), D. Traoré (Kuban), M. Jovanovic (Khimki).


TOP-11:

Zhevnov (FC Mosca);

Cherechinkov (Amkar), Sharonov (Rubin), Rodolfo (Lokomotiv), Kim Dong-Jin (Zenit);

Sibya (Rubin), Semak (Rubin);

Krasic (CSKA), Dominguez (Rubin), Boyarintsev (Spartak Mosca);

Bracamonte (FC Mosca).

Allenatore: Berdyev (Rubin)


FLOP-11:

Borodin (Khimki);

Kirakosyan (Khimki), Basa (Lokomotiv), M. Jovanovic (Khimki), Granat (Dinamo);

K. Kombarov (Dinamo), Zinovijev (Khimki), Dujmovic (Lokomotiv), Bilyaletdinov (Lokomotiv);

Ahmetovic (Rostov), Pogrebnyak (Zenit).

Allenatore: Advocaat (Zenit).


CLIP CON TUTTI I GOL:


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