domenica 31 maggio 2009

Un gol di Aldonin nel recupero regala la Coppa di Russia al CSKA Mosca.


Si tratta della quinta affermazione per i 'Soldati' di Zico, che sconfiggono per 1-0 il Rubin Kazan. Diventando così il club più vincente nella storia del Calcio Russo!



Secondo trofeo stagionale, dopo la Supercoppa di Russia vinta ai tempi supplementari proprio contro il Rubin Kazan, nel giro di pochi mesi per il CSKA Mosca di Zico, che non poteva iniziare in modo migliore la sua esperienza nella capitale russa (l'unico rimpianto rimane la precoce eliminazione agli Ottavi di Finale di Coppa UEFA contro i futuri vincitori dello Shakhtar Donetsk, capaci di ribaltare l'1-0 dell'andata). Si tratta della quinta 'Kubok Rossii' conquistata dall'Armata Rossa, che raggiunge così al primo posto in questa speciale classifica i concittadini della Lokomotiv. Ciò che impressiona è che i 'Kony', che avevano già vinto questo trofeo l'anno scorso (4-1 dopo i calci di rigore contro la rivelazione Amkar Perm), abbiano alzato la Coppa nazionale per ben quattro volte nelle ultime cinque edizioni!
La finale, come detto una sorta di riedizione della Supercoppa disputata ad inizio marzo, complice anche l'espulsione in apertura del giovane centrocampista del CSKA Pavel Mamaev per fallo da ultimo uomo su 'El Chori' Dominguez, è stata all'insegna dell'equilibrio, regnante per tutti i 90'. Più vivace la prima frazione di gioco, con entrambe le compagini che hanno sfiorato in più circostanze la rete del vantaggio; molte meno emozioni, se si esclude il palo colpito dall'ecuadoregno Noboa su sponda di petto del turco Kabze, nella ripresa, fino al gol che ha deciso la partita, siglato da chi non ti aspetti, ovvero quell'instancabile faticatore che risponde al nome di Evgeny Aldonin, che che con quello spunto concluso da un gran sinistro imparabile per Ryzhikov ha consegnato la Coppa ai suoi, quando i supplementari sembravano ormai imminenti. Una settimana da ricordare per l'ex mediano del Rotor Volgograd, che qualche giorno fa era stato richiamato in nazionale da Guus Hiddink dopo oltre due anni di assenza.
Si tratta in ogni caso di uno schiaffo morale non indifferente del CSKA al Rubin. I moscoviti ultimamente sono l'unica squadra ad essere in grado di far piangere la formazione di Kazan: 4 gol in quella che era la 'finale morale' del Campionato Russo 2008; Supercoppa vinta ai supplementari, a dispetto di una superiorità schiacciante; ed oggi, quando i supplementari erano a pochi secondi, ci ha pensato Aldonin. La rivincita i Tartari di Kurban Berdyev, campioni di Russia in carica, sperano a questo punto di riprendersela in Premier Liga, torneo che dopo 11 giornate li vede al primo posto, a quota 21 punti e con naturalmente una gara da recuperare.

Non mancano le sorprese nei due undici iniziali proposti dai due tecnici, con il CSKA che recupera in extremis Daniel Carvalho (che sembrava infatti nemmeno disputarla questa partita) e con il Rubin che invece perde Sergey Semak per un forfait dell'ultimo minuto. Davvero un peccato l'assenza del capitano della nazionale russa, l'unico ex dell'incontro, bandiera per tanti anni dei 'Soldati'. Zico, per il resto, conferma la formazione delle ultime settimane, con il ritorno in difesa del 18enne Schennikov che prende il posto di Caner Erkin, con Maazou come ala destra e con il già citato Carvalho alle spalle dell'unica punta Vagner Love. Panchina di lusso, nella quale sono seduti giocatori del calibro di Krasic, Dzagoev e Necid. Berdyev sostituisce il proprio capitano con l'ecuadoregno Noboa, vista l'indisponibilità dei vari Kaleshin, Kvirkvelia e Salukvadze, conferma il giovane Balyakin sulla fascia destra e punta sul turco Hasan Kabze in attacco, preferito ad Adamov ed al rientrante Bukharov.

Il primo sussulto avviene al 5', con il CSKA che prova ad intensierire i Campioni di Russia con una grande azione: Carvalho apre di sinistro di prima sulla destra per Maazou, che mette in mezzo un interessante pallone per la testa di Vagner, che non riesce però ad indirizzare la sfera in porta. Il Rubin risponde immediatamente con un tiro di Kabze deviato in corner da un difensore in maglia bianca. Al 12' arriva l'episodio che, seppur a conti fatti non in maniera decisiva, cambia la partita: su rinvio lungo di Ryzhikov, imperdonabile ingenuità di Mamaev, che stende Dominguez che precedentemente gli era sgusciato via. Si tratta di un fallo da ultimo uomo, inevitabile il rosso diretto per il centrocampista classe 1988, che non ha festeggiato nel migliore dei modi la prima chiamata nella nazionale maggiore. Sulla punizione che ne consegue, Dominguez impegna Akinfeev. Il CSKA cambia modo di giocare, assumendo un atteggiamento più prudente: Zico, oltre a Daniel Carvalho che va ad affiancare Aldonin in mezzo al campo, abbassa notevolmente la posizione di Vagner Love, con il risultato però di giocare praticamente con nessuno in avanti. Tuttavia, sono i moscoviti a sfiorare il vantaggio sugli sviluppi di un corner battuto da Carvalho, con Maazou che gira al volo: ottima la risposta di Ryzhikov. Passa neanche un minuto ed un tiro dai 25 metri di Noboa esce di un soffio, dando quasi l'illusione del gol. Inizia poi a tirare da ogni posizione un ispirato Carvalho, che cerca in tutti i modi di beffare l'estremo difensore tartaro, in particolare su calcio piazzato, come al 32'. Il talentuoso numero 7 trova però sulla sua strada un attento Ryzhikov, che non si fa sorprendere dalle maligne traiettorie dell'ex Internacional. Non è da meno l'argentino Dominguez, che sempre su punizione ci prova dalla lunga distanza. Proprio dopo questo tentativo si concludono a reti bianche i primi 45', non sempre giocati ad un ritmo altissimo, ma comunque più che gradevoli.
Obiettivamente più noiosa la ripresa, con il CSKA che arretra ulteriormente ed il Rubin che sembra voler gestire maggiormente le operazioni. Tuttavia, la loro crescita nella ripresa sortisce un'unica vera palla-gol, un palo colpito da Noboa su intelligente sponda di petto di Kabze, servito probabilmente in posizione irregolare dal connazionale Karadeniz. Inizia la girandola dei cambi, con Zico che come da copione inserisce il fresco Krasic al posto di un Maazou più che positivo, e Berdyev che toglie l'affaticato Ryazantsev per far posto a Bukharov, schierato al centro dell'attacco, con la retrocessione di Kabze (a sua volta in seguito sostituito da Petr Bystrov) sulla fascia destra. All'81' arriva l'episodio più dubbio dell'intero incontro, sul quale il Rubin può sicuramente recriminare: su un lancio dalle retrovie di Balyaikin, Bukharov prende il tempo a Vasily Berezutskiy, venendo spintonato dallo stesso. Poteva starci il penalty, che evidentemente Sukhina (in generale un buon arbitro, a parer mio attualmente il più affidabile in Russia) non se la sente di concedere a 10' dal termine. Sembra essere l'unica emozione di un match andato in calando ed ormai avviatosi ad avere il proprio epilogo nei tempi supplementari, esattamente come in occasione della Supercoppa, quando Aldonin, ricevuta palla da Carvalho, salta un avversario portandosi avanti il pallone col mancino e conclude imparabilmente con lo stesso piede (non il suo naturale). Grande e meritata gioia per uno dei calciatori più costanti del CSKA, il cui lavoro viene spesso e volentieri oscurato dalle giocate dei singoli, come Vagner Love e Zhirkov, entrambi poco presenti oggi. E' il gol che consegna la Coppa di Russia ad un CSKA che in pochi mesi ha già alzato due trofei!

Ci stavamo quasi dimenticando di sottolineare la notizia più importante della giornata: con tredici titoli, il CSKA è divenuto il club più vincente della storia del Calcio Russo!
1. CSKA Mosca - 13 titoli = 3 Campionati, 5 Coppe di Russia, 4 Supercoppe di Russia, 1 Coppa UEFA.
2. Spartak Mosca - 12 = 9 Campionati, 3 Coppe di Russia.
3. Lokomotiv Mosca - 9 = 2 Campionati, 5 Coppe di Russia, 2 Supercoppe di Russia.
4. Zenit San Pietroburgo - 6 = 1 Campionato, 1 Coppa di Russia, 1 Coppa della Premier Liga, 1 Supercoppa di Russia, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea.

Una vittoria che non annoia dunque l'Armata Rossa ed i suoi giocatori, orgogliosi di questo trofeo come se fosse il primo come riferiscono i vari Aldonin, che ora punta dichiaratamente ad un posto da titolare in Nazionale, i gemelli Berezutskiy e Vagnerl Love. Secondo il brasiliano, il CSKA non avrebbe sofferto l'inferiorità numerica nell'eventualità dell'extra-time. Daniel Carvalho ha rivelato che Zico ha invitato i giocatori a continuare ad attaccare e comportarsi come se Mamaev non fosse stato espulso. Il numero 7, secondo molti non troppo lontano allo splendido giocatore ammirato nel 2005 e nel 2006, negli ultimi giorni si è allenato al termine di ogni seduta a battere i calci piazzati ed i risultati si sono visti.


Reti: 90'+1 Aldonin.

CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 6; Semberas 5,5, V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 6, Schennikov 6; Maazou 6,5 (dal 72' Krasic s.v.), Aldonin 8, Mamaev 4, Zhirkov 5,5; D. Carvalho 6,5; Vagner Love 5,5.
In panchina:
Pomazan, Odiah, Caner Erkin, Dzagoev, Necid.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6,5; Balyaikin 6, Sharonov 6, César Navas 5,5, Ansaldi 6,5; Sibaya 6, Noboa 6; Ryazantsev 5,5 (dal 77' Bukharov s.v.), Dominguez 6, Gokdeniz Karadeniz 6; Hasan Kabze 6 (dall'86' P. Bystrov).
In panchina: Kozko, Orekhov, Tomas, Rebrov, Adamov.


mercoledì 27 maggio 2009

Russia, tornano in nazionale Aldonin, Bystrov e Kerzhakov.

Il Commissario Tecnico della Russia, Guus Hiddink, ha presentato ieri la lista dei 20 giocatori che parteciperanno alla decisiva sfida di Qualificazione ai prossimi Mondiali sudafricani ad Helsinki, in casa della Finlandia, il 10 giugno.
Non sono mancate le sorprese, con gli attesi e graditi ritorni nella 'Sbornaya' di giocatori che non vestivano la maglia della nazionale russa da diverso (troppo?) tempo, come Evgeni Aldonin, Vladimir Bystrov e soprattutto Alexander Kerzhakov. Se Bystrov era stato escluso dai convocati solamente nelle ultime due circostanze, non si può dire altrettanto di Aldonin e Kerzhakov, che tornano in nazionale rispettivamente dopo due anni abbondanti il primo ed un anno e mezzo il secondo, il grande escluso dei 23 che presero parte all'esaltante cavalcata di EURO 2008. L'ex 'delantero' del Sevilla ha commentato la notizia dicendo che per lui non è che sia tutta questa gran sorpresa, ma una semplice conseguenza a mesi di duri allenamenti, costante impegno e buone prestazioni nel rettangolo verde. Sasha ha inoltre aggiunto che non gli importa sapere il motivo per cui Hiddink non lo ha convocato in questo anno e mezzo, ha deciso con Borodyuk e Korneev- i due assistenti del giramondo tecnico olandese - che bisogna ripartire da zero sia con la nazionale che con Hiddink, con il quale - a detta dello stesso giocatore - non ci sono problemi, trattandosi di due persone adulte che si rispettano da uomini. Sempre piuttosto diplomatico nelle interviste Kerzhakov, ma è inevitabile che la delusione della mancata partecipazione allo scorso Europeo non l'abbia ancora del tutto digerita. Hiddink ha comunque detto di essere stato convinto dalle recenti prestazioni offerte da Kerzhakov, le cui qualità sono fuori discussione. Merita di essere riportata in particolare una frase pronunciata dall'attuale allenatore del Chelsea: "I can say that he is Alexandr Kerzhakov, whom we all want to see".

Molto più inaspettato, ma non per questo meno meritato, il ritorno di Aldonin, uno dei pochi mediani di reale valore presenti nel panorama calcistico russo, escluso tutto ad un tratto dalla 'Sbornaya' senza alcuna motivazione. Richiamando anche lui, Hiddink lancia così un forte segnale: nella sua gestione, tutti possono ambire alla nazionale, compresi quei giocatori che negli ultimi tempi sono usciti fuori dal giro (l'esempio più lampante, del resto, è quello di Semak: chiamato per la prima volta in vista di EURO 2008, non solo è diventato immediatamente un titolare fisso, ma gli è stata addirittura affidata la fascia di capitano.

L'unica reale new entry nel gruppo è rappresentata da Pavel Mamaev, centrocampista 20enne titolare nel CSKA Mosca di Zico, alla prima chiamata nella selezione maggiore. Probabilmente Denis Glushakov, centrocampista della Lokomotiv di un anno più 'vecchio', si presta meglio al modo di giocare della Russia, inserendosi con molta più costanza rispetto all'ex enfant prodige della Torpedo, ma è giusto che Hiddink abbia chiamato quest'ultimo per conoscerlo meglio e valutarlo.

Assenti gli infortunati Diniyar Bilyaletdinov e Dmitry Torbinskiy, più lo squalificato Alexander Anyukov. Di fatto, i tre esclusi rispetto al solito sono Alan Dzagoev (sorprendentemente convocato - peraltro per la prima volta - nella Russia U-21 guidata da Igor Kolyvanov), Ivan Saenko e Dmitri Sychev.

E' rimasto profondamente deluso chi si aspettava la chiamata di alcuni giocatori meno noti (vedi Alexander Belozerov del Krylya Sovetov, i gemelli Kombarov della Dinamo ed Alan Kasaev del Kuban) che si stanno mettendo particolarmente in luce in queste prime 10 giornate di RPL: del resto, era improbabile che un tecnico del genere, che anche contro Azerbaigian e Lietchenstein aveva puntato sui suoi 'fedelissimi', facesse degli esperimenti per una gara così importante.


Ecco i 20 convocati:

PORTIERI:
Igor Akinfeev (CSKA Mosca), Vladimir Gabulov (Dinamo Mosca), Vyacheslav Malafeev (Zenit San Pietroburgo).
DIFENSORI:
Alexei Berezutskiy, Vasili Berezutskiy, Sergei Ignashevich (CSKA Mosca), Denis Kolodin (Dinamo Mosca), Renat Yanbaev (Lokomotiv Mosca).
CENTROCAMPISTI:
Vladimir Bystrov (Spartak Mosca), Igor Denisov, Igor Semshov, Konstantin Zyryanov (Zenit San Pietroburgo), Sergei Semak (Rubin Kazan), Evgeni Aldonin, Pavel Mamaev, Yuri Zhirkov (CSKA Mosca).

ATTACCANTI:
Andrei Arshavin (Arsenal, Inghilterra), Alexander Kerzhakov (Dinamo Mosca), Roman Pavlyuchenko (Tottenham Hotspur, Inghilterra), Pavel Pogrebnyak (Zenit San Pietroburgo).

sabato 23 maggio 2009

PREVIEW 10ª GIORNATA RPL 2009


Dopo la giornata che ha segnato un importante allungo del CSKA Mosca in vetta alla classifica, la Russian Premier Liga continua a proporre gare assolutamente da non perdere, che contribuiranno a delineare, o chissà a mescolare ulteriormente le carte in seno alla graduatoria di uno dei tornei più incerti ed imprevedibili d'Europa. Naturalmente, nemmeno in questa giornata mancheranno scontri da sold out. Questo e molto altro nel calderone dell'atto decimo del Campionato. Analizziamo tutte le gare in programma Sabato e Domenica!


Sabato 23 maggio

12:00
Saturn - Tom Tomsk
2005 - Saturn - Tom 0-2: 4' Medvedev, 50' E. Kaleshin.
2006- Saturn - Tom 2-1: 18' Cesnauskis, 90'+3 Fodrek; 45' Klimov.
2007- Saturn - Tom 0-0
2008- Saturn - Tom 2-0: 68' Al. Ivanov, 74' Durica.

Tocca all'Occidentale Ramenskoe aprire il weekend di gare valevoli per la Premier Liga. Nella periferia dell'est di Mosca si affrontano due squadre che in comune hanno l'obiettivo di una salvezza tranquilla e l'aver fermato nello scorso turno due serie pretendenti ai posti che contano. Esser riusciti a non soccombere rispettivamente a Dinamo e Spartak Mosca è quanto meno un segno di buona condizione per Saturn e Tom che tuttavia sono divise in classifica dalla bellezza di cinque lunghezze a vantaggio dei Siberiani che arriveranno nella Moskovskaya Oblast con la possibilità di giocare per due risultati sui tre disponibili. Vincere è per contro l'imperativo del Saturn del neoallenatore Gordeev, che tuttavia non ha di fatto cambiato nulla rispetto all'undici proposto dal tedesco Rober nelle ultime giornate del suo mandato. La dirigenza,a partire dal nuovo DS Igor Efremov, ha dato un segnale forte, comfermando il tecnico della seconda squadra addirittura sino al termine della stagione. Una decisione che denota probabilmente lo stato non eccelso delle finanze degli 'Alieni, ma anche la volontà di non concedere più alibi ad una squadra da sempre incline a mollare. Il cambio di allenatore pare aver giovato, visto che Loskov e soci hanno dato filo da torcere alla Dinamo; ciò non basta però, bisogna vincere e scalare la classifica, la più deficitaria di sempre per la squadra dalla più lunga militanza in Premier fra quelle della provincia.
In otto incontri, il Tom ha vinto solo il primo, nel 2005, proprio a Ramenskoe. Successivamente 4 vittorie del Saturn e tre pareggi.

14:30
Spartak Mosca - Amkar Perm
2004- Spartak Mosca - Amkar 6-0: 21' Iencsi, 31', 68' e 71' Samedov, 82' Pogrebnyak, 87' aut. A. Popov.
2005- Spartak Mosca - Amkar 1-1: 90' Cavenaghi; 69' Shoutov.
2006- Spartak Mosca - Amkar 4-1: 23' e 40' Pavlyuchenko, 38' Cavenaghi, 87' Titov; 19' Kushev.
2007- Spartak Mosca - Amkar 0-0
2008- Spartak Mosca - Amkar 1-1: 61' Pavlyuchenko; 88' Injac.

I Myaso sono condannati a vincere gare del genere. La squadra allenata dall'allenatore senza patente Valery Karpin non può più permettersi il lusso di perdere punti in gare interne. In settimana hanno parlato un pò tutti gli uomini del nuovo o del vecchio nuovo corso dello Spartak, Oleg Romantsev su tutti. Il tecnico che ha fatto dei rossobianchi una squadra praticamente invincibile nella Russia post-Sovietica e rispettata da tutti in Europa, ha rivelato di vedere dei grossi segnali di miglioramento nei ragazzi che si allenano sotto la sua supervisione nel centro sportivo di Tarasovskaya. Romantsev ha anche però ammesso che con la rosa a disposizione, se dovesse arrivare il titolo, cosa per cui lo Spartak non può non ambire, si tratterebbe di un miracolo, sportivamente parlando. L'importante è dare il massimo ed onorare la maglia. Karpin, che ha annunciato quattro rinforzi per la prossima sessione di calciomercato, ha invece coccolato i due brasiliani arrivati a Mosca: "Se per Alex ogni dubbio sul suo talento è stato fugato alla prima gara, un pò di più c'è voluto per Carioca, che però sta crescendo incontro dopo incontro" ,queste le parole al miele del DG/Trainer.
Vorrà ripetere la gara dell'anno scorso l'Amkar Perm', che nel marzo del 2008 - così come del resto anche nella stagione precedente - seppe pareggiare allo scadere al Luzhniki, facendo ingoiare il primo dei tanti bocconi amari ai tifosi della squadra più supportata di Russia. Il bulgaro Dimitar Dimitrov, che recupererà probabilmente il brasiliano Jean Carlos e che da giocatore affrontò lo Spartak in Coppa dei Campioni, chiede una grande prova ai suoi ragazzi, sperando che la sfortuna nera abbandoni i rossoneri degli Urali, che nelle ultime giornate tra infortuni e gol subiti allo scadere ha potuto gioire una sola volta, sempre contro il solito Kuban, che col proprio mal di trasferta ha regalato prima al Saturn e poi all'Amkar appunto,l'unica vittoria stagionale.
In dieci gare, cinque vittorie dello Spartak e cinque pareggi. Spartak imbattuto.

17:00
Rubin Kazan - Lokomotiv Mosca
2004- Rubin - Lokomotiv 0-0
2005- Rubin - Lokomotiv 3-1: 12' Ayupov rig., 34' Dominguez, 75' Bairamov; 80' Lebedenko.
2006- Rubin - Lokomotiv 2-4: 5' e 53' Bairamov; 27' Sychev, 31' e 65' (rig.) Loskov, 90' Bilyaletdinov.
2007- Rubin - Lokomotiv 3-0: 1' Ryazantsev, 28' Budylin rig., 85' Yarkin.
2008- Rubin - Lokomotiv 1-2: 35' Bukharov; 16' Odemwingie, 90'+3 Glushakov.

Una gara che potrebbe già togliere quasi definitivamente di mezzo i Ferrovieri dalla lotta al titolo. Sarà senza dubbio questa una delle motivazioni del Rubin che anche quest'anno si sta confermando come una delle squadre di riferimento nel panorama calcistico russo. Non è fino a questo momento il Rubin di inizio 2008, quello capace per intenderci di ammazzare il Campionato già dopo sette giornate, ma rimane una squadra assai dotata, una squadra che ha appena ceduto la vetta della classifica al CSKA, l'unica formazione che capace di regalare qualche grosso dispiacere a Semak e compagni fin qua, CSKA col quale il Rubin si giocherà la Coppa nazionale tra poco più di una settimana in quel di Khimki.
I Ferrovieri atterrano a Kazan consci di aver sicuramente diversi cavalli in meno in un motore privo ancora di Bilyaletdinov e Torbinskiy,ma che ritroverà la quantità di Dujmovic e la sregolatezza dell'indecifrabile Sychev, che Maminov ha deciso di non rischiare nell'ultima giornata, dove i rossoverdi hanno strapazzato il Terek con un forse eccessivo 4-0. I risultati sembrerebbero essere dalla parte di Maminov, capace di vincere due gare e pareggiarne una; la porta di Cech è inviolata proprio da tre partite, ma il gioco continua a latitare e col Rubin promette di essere tutta un'altra storia. Per la Loko è indubbiamente la prova del nove, contro l'esperienza, la classe, la costanza ed il cinismo dei Campioni di Russia in carica. La squadra allora allenata da Rakhimov espugnò Kazan lo scorso anno, ma era una gara che ormai non contava assolutamente nulla dato che la formazione Tartara il titolo già lo aveva conquistato.
Nei precedenti ,parità assoluta, visto che su dodici incontri, quattro hanno visto sorridere i Tartari, così come per quattro volte è stata la Loko ad ottenere il massimo della posta. Ovviamente quattro anche i pareggi.

17:00
Terek Grozny - Khimki
2008- Terek - Khimki 1-0: 62' Bouli.

Gara delicatissima per entrambe le squadre e non è detto che non possa vincere la paura in quel di Grozny. Paura che gli uomini di Vyacheslav Grozny proveranno a sconfiggere grazie alla spinta del pubblico che quasi sempre riempie lo stadio della capitale della Cecenia. I Ceceni stanno lentamente ma inesorabilmente abbandonando le tranquille posizioni di centro classifica, scivolando giornata dopo giornata in zone sempre più roventi; Terek che non vince da sei partite (l'ultima a cadere fu la Dinamo Mosca) e che tra infortuni e polemiche pesanti con la classe arbitrale sta smarrendo quella tranquillità che l'allenatore ex assistente di Romantsev aveva assicurato alla squadra del Premier Kadyrov. E' quindi uno scontro diretto nella lotta per non retrocedere, uno scontro che il Khimki di Sarsanya non può assolutamente permettersi di perdere. I rossoneri della Moscow Region continuano ad occupare l'ultima piazza, anche se grazie a qualche confortante prestazione, si sta facendo largo l'idea che il momento peggiore sia alle spalle. Ora però, per non sprofondare in una depressione che porterebbe dritti il Khimki in First Division, urge il supporto dei risultati. Una vittoria cambierebbe l'inerzia del torneo per Nizamutdinov e compagni, ma vincere a Grozny è un'impresa per pochi.
Sono dell'anno scorso gli unici precedenti, con i Ceceni capaci di imporsi sia a Grozny che nella "Podmoskovie".


Domenica 24 giugno

12:00
FC Mosca - Rostov
2004- FC Mosca - Rostov 2-2: 14' Sirkhaev, 79' Tchuisse; 30' Viljbjaseka, 90'+2 Perez.
2005- FC Mosca - Rostov 1-0: 33' Meleshin.
2006- FC Mosca - Rostov 4-0: 31' Okoronkwo, 48' Bracamonte, 54' Semak, 76' Adamov rig.
2007- FC Mosca - Rostov 1-0: 65' Maxi Lopez.

Nel centralissimo stadio Eduard Streltsov di Mosca si trovano di fronte le due rivelazioni di questa stagione. Da una parte l'FC Mosca che grazie alle competenze del montenegrino Miodrag Bozovic sta ottenendo risultati di grandissimo spessore proprio nell'anno della crisi economica che sta colpendo la Norilskiy Nikel che detiene il controllo della società che rappresenta il Comune di Mosca. I Cittadini infatti sono al centro di alcune voci che vorrebbero la società del Nikel pronta a disfarsi della squadra; allo stesso tempo però, sono stati smentiti i nomi di società (fra cui la Red Bull)interessate a rilevare il sodalizio presieduto da Igor Dimitriev.
Il Rostov di Oleg Dolmatov, autore di un torneo sin qui al di sopra delle attese che autorizza a pensare ad una salvezza assolutamente tranquilla, andrà sicuramente a Mosca per fare una bella gara e per raccogliere un altro punticino verso l'obiettivo stagionale. I padroni di casa sono avanti sul piano della qualità e la classifica non lo nega, ma in comune le due compagini hanno la coscienza dei propri limiti e la bravura ereditata dai rispettivi allenatori nel preparare le gare; senza tutto ciò, siamo convinti che sia i moscoviti che la squadra del Mar Nero sarebbero qualche posizione più in giù, tra il limbo e l'inferno di questa Premier Liga.
Anche il bilancio delle precedenti sfide è importanto all'equilibrio, con cinque affermazioni per parte e quattro pareggi.

12:00
Dinamo Mosca - Zenit San Pietroburgo
2004- Dinamo - Zenit 0-2: 2' e 20' Kerzhakov.
2005- Dinamo - Zenit 1-2: 32' Danny; 23' Spivak, 64' Kerzhakov.
2006- Dinamo - Zenit 2-2: 52' Derlei, 78' Cicero; 29' Kerzhakov, 63' Gorshkov.
2007- Dinamo - Zenit 4-2: 29' e 55' (rig.) Kolodin, 65' Danny, 80' Pimenov; 44' Tymoschuk rig., 48' Fatih Tekke.
2008- Dinamo - Zenit 1-0: 88' K. Kombarov.

E' la gara sicuramente più importante di questa decima giornata. Di fronte alla Khimki Arena la DInamo Mosca e lo Zenit San Pietroburgo, in quella che per svariate ragioni è una sfida ad alto tasso di malinconia: non ci sarà il ritorno di Miguel Danny in quello che, se non era il suo stadio, è almeno lo stadio dei tifosi che lo hanno applaudito per tre anni e mezzo; non sarà invece così per Igor Semshov, alla prima da avversario contro la squadra della Polizia, di cui Semshov era stato anche capitano. Senza dimenticare poi l'altro grande ex dell'incontro, quell'Alexander Kerzhakov che nel gennaio del 2007 lasciò lo Zenit per trasferirsi in Andalucia, a Sevilla. Una gara che arriva nel momento più duro per entrambe le squadre: la Dinamo ha probabilmente capito che difficilmente potrà lottare per vincere questo Campionato e che difficile sarà anche riqualificarsi per quel Preliminare di Champions che già sta togliendo il sonno a dirigenti, tecnici e tifosi. Come la Dinamo, anche lo Zenit deve fare i conti con le conseguenze di un mercato al di sotto delle attese. Partenze che si notano oggi più che mai, visto che quello che prima era il faro della Dinamo e poi una delle stelle rimaste allo Zenit si è rotto i legamenti del ginocchio. Chi se non la Dinamo può comprendere cosa vuol dire far a meno di tale giocatore. Proprio oggi Advocaat ha dichiarato di augurarsi che i suoi giocatori non leggano spesso i giornali, dove il tecnico dello Zenit è assoulo protagonista: pare sempre più vicino il suo addio alla Neva, ai canali ed al Petroviskiy. A rendere il tutto più complicato, lo strano intreccio tra Kobelev, tecnico della Dinamo ed ex giocatore dello Zenit, ritenuto ad oggi l'unico tecnico russo in grado di subentrare ad Advocaat, che allo Zenit ha fatto vincere tutto il possibile in dodici mesi dopo aver allontanato Sasha Kerzhakov, l'ex più rimpianto dalla tifoseria dei Meshki.
Nella storia russa,lo Zenit ha gioito più volte della Dinamo: undici volte per la precisione contro le sei dei "Poliziotti"; nove i pareggi.

14:30
Spartak Nalchik - Krylya Sovetov Samara
2006- Spartak Nalchik - Krylya Sovetov 1-1: 43' Gogua; 10' Booth.
2007- Spartak Nalchik - Krylya Sovetov 0-0
2008- Spartak Nalchik - Krylya Sovetov 1-1: 67' Amisulashvili; 60' Belozerov.

Riusciranno gli uomini guidati dall'esperto e temprato Krasnozhan a segnare la rete numero 100 in Premier Liga alla loro centesima gara nella massima serie russa? Ruota attorno a questa curiosità la gara che andrà in scena all'ombra dell'Elbrus nel tardo pomeriggio di domenica. Curiosità a parte, lo Spartak Nalchik deve tornare a far valere il fattore campo per cercare di allontanarsi da zone abbastanza scomode e se vogliamo inconsuete per una squadra che, ha giocato la prima di queste famigerate 100 gare in Premier Liga nel 2006, anno in cui, come in quello scorso, la salvezza è arrivata con una facilità abbastanza irrisoria. Aspettando qualche rinforzo che dall'estate potrebbe garantire una maggior incisività davanti, lo Spartak del Sud cerca nel 12esimo uomo il supporto per regalare e regalarsi una vittoria. A Nalchik arriverà un Krylya che grazie alla vittoria sul Kuban ha ritrovato energie e morale, oltre che il terzo posto in classifica. Settimana tranquilla per Slutskiy che lentamente sta recuperando Oleg Ivanov e che dopo la pausa potrà contare su altri recuperi importanti e magari su qualche innesto per esser competitivi su più di un fronte.
Il Krylya ha vinto una sola volta e non a Nalchik. Due vittorie dello Spartak del Sud e tre pareggi nei precedenti incontri.

17:00
Kuban Krasnodar - CSKA Mosca
2004- Kuban - CSKA 0-3: 32' O. Ferreyra, 50' Semak, 89' Kirichenko.
2007- Kuban - CSKA 0-1: 80' Aldonin.

La capolista del torneo, reduce dalle vittorie su Dinamo e Zenit e prossima a giocarsi la Kubok Rossii, chiude il quadro del decimo turno. Non si può non definire estremamente positivo il momento che stanno vivendo gli uomini di Zico: primo posto in Campionato dopo due scontri diretti vinti, Finale di Coppa di Russia ed un gioco che nasconde un potenziale ancora maggiore. I Soldati non sono ancora quella squadra che agli ordini di Gazzaev, sul finire del 2008, mise pausa anche allo stratosferico Rubin che poi sarebbe diventato Campione. Vagner Love non è ancora a quei livelli così come Zhirkov, Dzagoev e Krasic sono infortunati e Carvalho non regge ancora i 90'. Eppure questo al momento basta ed avanza per aggirare gli ostacoli che di weekend in weekend si presentano davanti alla compagine di Zico, specialmente quelli più arcigni. E già,p erchè contro le squadre sulla carta più deboli il CSKA quest'anno ha steccato in più di un'occasione. E' quello che si augura il Kuban di Ovchinnikov, che quest'anno dopo la lezione impartita allo Spartak, non è riuscito a ripetere quella prestazione contro altre squadre, anche sul terreno amico di Krasnodar, dove il CSKA iniziò nel 2005 la marcia trionfale verso la conquista della Coppa UEFA (vittoria sul Partizan Belgrado). Sorride Zico che potrebbe recuperare addirittura Dzagoev e Krasic, nonostante Vagner, Carvalho, Zhirkov e Maazou lo facciano comunque dormire fra due guanciali. Nonostante la bontà dell'organico a disposizione di The Boss Ovchinnikov e Barreto (il vero allenatore del Kuban), il divario tra le due squadre è netto, ma molto dipenderà dai primi minuti e dall'atteggiamento del CSKA che in questo momento forse sta anche beneficiando di qualche assenza di troppo, visto che i sostituti appaiono motivati sino ad interpretare al massimo anche gare che nelle ultime due stagioni venivano quasi snobbate. Dopo questa partita conosceremo il nome della capolista del Campionato.
Tre vittorie del CSKA ed un pareggio nei quattro precedenti in Premier Liga


Siamo ormai giunti ad un terzo del cammino,i valori sono delineati e le gare per questo si fanno via via più interessanti e ricche di spunti. Con gli altri tornei d'Europa che volgono al termine, pian piano l'attenzione si va spostando verso l'interessantissimo torneo russo.


mercoledì 20 maggio 2009

ANALISI DI TUTTE LE ALTRE PARTITE DELLA NONA GIORNATA.

Amkar Perm - Rubin Kazan 2-2: 27' Jean Carlos, 42' Kushev rigore; 20' Adamov, 90'+4 Semak.

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, I. Kalashnikov, Belorukov, Cherenchikov; Peev, M. Novakovic (dall'82' William), Drincic, Starkov (dal 90' Zhilyaev); Jean Carlos (dal 38' S. Volkov), Kushev.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; Ansaldi, Sharonov, A. Popov, Kvirkvelia; Sibaya, Semak; Rebrov (dal 59' Gorbanets), Dominguez (dall'80' Balyaikin), Noboa; Adamov (dal 74' Hasan Kabze).



Rostov - Spartak Nalchik 1-1: 90'+4 B. Petrovic; 24' Leandro.


Rostov (4-4-2): Gerus; Cherkes (dal 74' Ahmetovic), Lengyel, Rozhkov, Andjelkovic; Astafjev (dal 64' B. Petrovic), Kulchiy (dal 61' Gatkan), Osinov, Lebedenko; Hong Yong-Jo, Akimov.
Spartak Nalchik (4-5-1): Khomich; Kisenkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Mashukov (dal 76' A. Ferreira), Geteriev, Berkhamov (dall'82' Kontsedalov), Bikmaev (dal 59' Kontsevoj); Kalimullin.



Khimki - FC Mosca 1-1: 43' Y. Kirillov; 58' Jakubko.


Khimki (3-4-3): Berezovskiy; Golovatenko, Nastic, Gapon; Samsonov (dall'81' Nikiforov), Zinovijev, Cvetkovic, Pylypchuk; Kozhanov (dall'84' Blatnjak), Nizamutdinov, Y. Kirillov.
FC Mosca (4-4-2): Zhevnov; Sheshukov, Jop, Vasyanovich, Grigalava; Stavpets (dall'88' Golyshev), Rebko (dal 77' Rylov), Tarasov, Cesnauskis; Bracamonte, Jakubko (dal 70' Krunic).
Note: al 69' espulso Jop per doppia ammonizione; al 70' Zhevnov (FC Mosca) respinge rigore a Nizamutdinov (Khimki).




Tom Tomsk - Spartak Mosca 1-1: 26' Kharitonov; 32' Dzyuba.


Tom (4-4-2): Pareyko; Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, Skoblyakov; Klimov, Michkov, Yanotovskiy (dall'83' Radosavljevic), Kharitonov (dal 70' Dyadyun); Maznov, Kornilenko (dal 90' Nemeth).
Spartak Mosca (4-4-2): Djanaev; Boyarintsev, Jiranek, Stranzl, Fathi; V. Bystrov (dall'85' Pavlenko), R. Carioca, Alex, Saenko (dal 67' Bazhenov); Welliton, Dzyuba (dal 72' Kovalchuk).


Krylya Sovetov Samara - Kuban Krasnodar 1-0: 52' O. Ivanov.

Krylya Sovetov (4-4-1-1): Lobos; Shishkin, Belozerov, Jarosik, Léilton; Savin (dal 70' Ignatjev), Kulik (dall'84' Taranov), Bober, Kalachev (dal 90' Escobar); O. Ivanov; Koller.
Kuban (4-2-3-1): Botvinjev; Khagush (dal 74' Zhavnerchik), Zaseev (dall'88' Ushenin), Djioev, Boaventura; S. Kaita, Sretenovic; Topchu, Kasaev (dal 64' Tlisov), Dramani; D. Traoré.


Saturn - Dinamo Mosca 0-0

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Kovel, Zelão, Igonin, Nakhushev; Evseev, Nemov; Al. Ivanov, Loskov (dal 70' Vorobjev), Karyaka; Kirichenko (dal 73' Topic).
Dinamo (4-2-3-1): Gabulov; Kowalczyk (dal 54' Granat), Kolodin, L. Fernandez, D. Kombarov; Wilskhire, Khokhlov; K. Kombarov, Dimidko (dall'81' A. Denisov), Kerzhakov; Kokorin (dal 61' Smolov).


CSKA Mosca - Zenit San Pietroburgo 2-1: 32' Maazou, 85' Vagner Love; 54' Semshov.

CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; Semberas , V. Berezutskiy, Ignashevich, Caner Erkin (dal 68' Schennikov); Maazou, Mamaev, Aldonin, Zhirkov; D. Carvalho; Vagner Love.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, Hubocan, F. Meira, Kim Dong-Jin; Denisov, Tymoschuk, Zyryanov; Semshov (dall'86' Sirl), Ionov (dall'88' Fatih Tekke); Pogrebnyak.


Novità in vetta al termine della Nona Giornata: cambia infatti la capolista, non più il Rubin bensì il CSKA. I Tartari sono riusciti ad ottenere proprio all'ultimo un pareggio sul difficile campo di Perm, con una rete di Semak - servito dal subentrato Kabze - arrivata al quarto minuto di recupero. Precedentemente, erano stati proprio i Campioni di Russia a portarsi avanti in apertura, con il secondo centro consecutivo di Adamov, su assist del solito Dominguez, che sta sfruttando discretamente a suo favore l'indisponibilità di Bukharov, tornando a livelli decenti dopo un difficile post-EURO 2008. Micidiale però l'uno-due dei rossoneri degli Urali avvenuto in circa 15': prima Kushev su rigore e poi il brasiliano Jean Carlos (amara la gioia per il suo primo gol in Russia: il brasiliano ex Levski Sofia si fa infatti male poco dopo, uscendo in barella: tanta paura, ma fortunatamente nessun grave stop) ribaltano il risultato già nel primo tempo. Questo sembra però proprio non essere l'anno dell'Amkar, una squadra che fin qua avrebbe sicuramente meritato di raccogliere qualche punticino in più, ma che come detto commette l'errore di farsi recuperare in una gara che l'ha visto per praticamente l'intera ripresa in vantaggio.
Come preannunciato, il CSKA ha ottenuto un importantissimo successo contro i rivali dello Zenit, riuscendo curiosamente a prevalere - per la terza volta consecutiva in campionato - sempre nel finale, grazie ad un rigore generato da un ingenuo e sfortunato (ma anche involontario...) tocco di braccio di un Tymoschuk irriconoscibile (del resto era in dubbio, per giocare ha avuto bisogno di numerose infiltrazioni), irriso per tutta la gara da un Daniel Carvalho a tratti sontuoso, e trasformato dall'altro brasiliano in campo, Vagner Love. Un penalty che proprio non è andato giù ad Advocaat, che si è lasciato andare ad un brutto gesto dell'ombrello in seguito alla realizzazione del numero 9 in maglia rossoblu. Ingiustificabile la volgare reazione del futuro Commissario Tecnico del Belgio, ma per certi versi comprensibile: lo Zenit fino ad allora, pur rendendosi assai meno pericoloso dei 'Soldati' (che nel primo tempo avevano anche colpito una traversa, sempre con Maazou, autore del gol del vantaggio), aveva fatto per larghi tratti la partita al Luzhniki, mantenendo in mano il pallino del gioco e gestendo il pareggio, che sarebbe andato benissimo ai Meshki viste le condizioni nelle quali erano arrivati a Mosca (più grave del previsto l'infortunio subito in settimana da Danny: stagione tragicamente finita per il portoghese!), ottenuto grazie alla terza rete stagionale (la seconda in RPL) di Semshov, servito da una sponda di testa del giovane Ionov (schierato a sorpresa dall'inizio e comportatosi tutto sommato bene, sfiorando anche il gol nei primi 45'), a sua volta imbeccato in posizione ai limiti del fuorigioco da una 'scucchiaiata di Zyryanov.
Non riesce ad avvicinarsi alla testa della classifica neanche lo Spartak Mosca, che non riesce ad andare oltre l'1-1 a Tomsk. Un tempo per parte in Siberia, con i rossobianchi maggiormente propositivi nella prima frazione di gioco, nella quale sono prima passati in svantaggio (notevole la progressione palla al piede di Kharitonov, anche se è imbarazzante l'immobilità della difesa dei Myaso, 'bella statuina' Fathi in primis) e poi hanno pareggiato con il secondo gol di seguito di Dzyuba (completamente dimenticato dalla retroguardia del Tom), e con i padroni di casa che hanno invece gestito le operazioni nel secondo tempo.
Chi invece fa un bel balzo in avanti e vola momentaneamente al terzo posto è il Krylya Sovetov, che supera per 1-0 un Kuban apparso piuttosto monotematico nel proprio gioco grazie ad una fortunosa rete (decisiva la deviazione di Zaseev che trae in inganno un Botvinjev fino ad allora eccellente) del grande ex dell'incontro, il trequartista classe 1986 Oleg Ivanov. Una gara davvero strana, che i padroni di casa - nonostante le numerosissime palle gol create - non sono riuscite a sbloccare nei primi 45' e che a conti fatti hanno vinto soltanto grazie ad un episodio a loro favorevole. Deludente la prestazione offerta dall'undici di Krasnodar: qualche responsabilità ce l'ha anche 'The Boss' Ovchinnikov, reo di cambiare troppo poco a partita in corso, spesso tra l'altro operando delle sostituzioni di significato dubbio (che senso ha togliere quando devi recuperare almeno un gol il tuo giocatore più talentuoso, Kasaev, per inserire un centrocampista difensivo, Tlisov?).
Cambia molto poco invece nella parte bassa della classifica, con le ultime tre che pareggiano in casa. Grandi rimpianti per il Khimki, che si era portato sullo 0-1 a Mosca grazie al primo gol in carriera del 19enne Kirillov, che si era visto raggiungere dall'FC Mosca soltanto in seguito ad una mischia decisa da Jakubko (al terzo centro consecutivo) e che soprattutto ha sciupato un rigore con Nizamutdinov, che oltre a farsi respingere il tiro da Zhevnov è riuscito nella difficile impresa di mandare a lato il facile tap-in. Piange anche lo Spartak Nalchik, raggiunto dal Rostov nell'ultimo minuto di recupero (decisivo l'ingresso in campo del serbo Petrovic, alla sua seconda marcatura in RPL), anche se c'è da dire che i Caucasici avevano pur sempre segnato grazie ad una colossale papera del pessimo Gerus, che sostituiva l'indisponibile Mandrykin. Più fortunato invece il Saturn, affidato al neo-allenatore Gordeev (che dovrebbe rimanere per il resto della già compromessa stagione), che rischia in almeno un paio di occasioni di finire sotto contro la Dinamo (vedi traversa colpita di testa da 'El Coti' Fernandez e tiro dalla sinistra di Kerzhakov uscito di un nulla), ma che controlla bene il match nel corso della ripresa, dimostrando di aver quantomeno recuperato psicologicamente dopo le due batoste subite in giorni ravvicinati.


CLASSIFICA:
1. CSKA 19
2. Rubin 18
3. Krylya Sovetov 16
4. FC Mosca 16
5. Zenit 15
6. Spartak Mosca 14
7. Rostov 14
8. Dinamo 13
9. Lokomotiv 13
10. Tom 11
11. Kuban 9
12. Terek 9
13. Amkar 8
14. Spartak Nalchik 7
15. Saturn 6
16. Khimki 4


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
5 reti: Alejandro Dominguez (Rubin, 1 rigore), Welliton Morais Soares (Spartak Mosca).
4 reti: Pavel Pogrebnyak (Zenit, 1).
3 reti: Alan Dzagoev, Milos Krasic, Moussa Maazou (CSKA Mosca), Sergey Semak (Rubin), Fatih Tekke (Zenit), Jakubko (FC Mosca), Jan Koller (Krylya Sovetov), Alexander Kerzhakov (Dinamo, 2), Denis Glushakov (Lokomotiv), Sergey Kornilenko (Tom), Daniel Pancu (Terek, 1), Martin Kushev (Amkar, 1).


VIDEO CON TUTTI I GOL:


sabato 16 maggio 2009

NONA GIORNATA: Lokomotiv Mosca - Terek Grozny 4-0.


Reti: 13' e 52' Odemwingie, 66' Glushakov, 90' Mudjiri.


Il punteggio è di quelli rotondi, ma la prestazione offerta nel pomeriggio odierno dalla Lokomotiv contro un Terek in crisi di risultati non è stata particolarmente impressionante: è quindi ancora prematuro dire che la 'cura Maminov' stia già dando i suoi frutti e che la squadra gestita dalle Ferrovie di Stato Russe sia 'rinata'. Di certo, i 3 punti ottenuti oggi non possono fare che bene per il morale dei Ferrovieri, ma non bisogna dimenticare che ben tre dei quattro gol segnati sono stati regalati dalla disastrosa difesa del Terek (peraltro ampiamente rimaneggiata): in particolare sui primi due è evidente la corresponsabilità della retroguardia cecena. Inoltre, bisogna aggiungere che il Terek, praticamente inesistente in fase offensiva e pungente in una sola circostanza, è rimasto ingiustamente in 10 uomini a metà ripresa, in seguito all'esageratissima seconda ammonizione subita dal centravanti rumeno Daniel Pancu.

Diverse notità nell'undici proposto da Vladimir Maminov, alla sua terza gara da allenatore (ad interim?), che deve rinunciare allo squalificato Basa, agli infortunati Bilyaletdinov e Torbinskiy ed in extremis anche a Dujmovic e Sychev: l'ex numero 8 dei Ferrovieri sostituisce, come ampiamente prevedibile, il centrale difensivo montenegrino con lo slovacco Durica, ed a centrocampo conferma il brasiliano Charles al fianco di Glushakov, con Cocis ed il debuttante Gatagov come esterni di centrocampo. In avanti, spazio ad Odemwingie ed a Minchenkov, preferito all'ultimo arrivato Fall.
Obbligato a rinunciare a diversi titolari anche Vyacheslav Grozny, che viste le contemporanee assenze dei vari Cléber, Iliev, Mischenko ed Omeljanchuk (l'unico ex dell'incontro, squalificato), è costretto a reinventarsi la difesa, schierando a sorpresa un centrocampista offensivo come il camerunense Bouli come terzino destro (!), spostando lo slovacco Zabavnik sulla fascia opposta e puntando sull'inedita coppia centrale composta da Smirnov (un centrocampista difensivo, da non confondere con lo Smirnov del Tom, lui sì difensore centrale) e Bendz, alti rispettivamente 197 e 189 cm. A centrocampo, l'ex allenatore in seconda dello Spartak Mosca ripropone l'altro camerunense della rosa, l'ex Boavista Essame, ed il rumeno Margaritescu (appena recuperato), mentre sulle fasce conferma Petre sulla destra e Vlasov sulla sinistra. In attacco, Pancu - capitano in assenza di Djabrailov -, autore di tre gol nelle ultime due sfide, viene affiancato da Prudnikov.

Dopo un avvio abbastanza equilibrato, la gara prende una direzione ben chiara dopo poco più di 10', quando un lancio dalle retrovie di Rodolfo raggiunge un Odemwingie scattato sul filo del fuorigioco, che mantiene a distanza Bendz, che precedentemente aveva bucato l'intervento, e trova il primo gol stagionale con un tiro tutt'altro che irresistibile che passa sotto le gambe di un colpevole Dikan che commette un'autentica 'papera'. Troppo alta la linea difensiva del Terek, che punta costantemente sulla tattica del fuorigioco, il che è un mezzo suicidio quando i difensori centrali sono dei soprammobili. Va detto che i Ferrovieri spesso e volentieri ci sono cascati, finendo in fuorigioco, ma in quelle occasioni nelle quali Odemwingie ha avuto la possibilità di partire in campo aperto, per la difesa cecena sono stati dolori, per il semplice motivo che i due armadi non potevano tenerlo per evidenti limiti atletici. Il primo gol, sul quale Bendz è stato imbarazzante quasi tanto quanto Dikan, è nato proprio così.
La reazione del Terek, almeno in un primo momento, è immediata: cross di prima dalla sinistra di Vlasov per Prudnikov che con il mancino non inquadra lo specchio della porta. Già al 19' però i rossoverdi sfiorano il 2-0 con un colpo di testa in tuffo del liberissimo Minchenkov su cross di Kuzmin. Piazzata ancora male la difesa biancoverde al 43', che permette a Minchenkov di sfiorare ancora il raddoppio: Dikan questa volta però è bravo a chiudergli lo specchio in uscita.

Nell'intervallo, Grozny opta per un doppio cambio, inserendo Kobenko e Georgiev (escluso a sorpresa dall'undici titolare) al posto di Petre e di uno spento Prudnikov. Nonostante tutta la buona volontà che ci mette il bulgaro, la mossa dell'allenatore ucraino non sortisce alcun effetto, dato che in apertura Odemwingie realizza la sua doppietta: la punizione di Gatagov viene prolungata di testa da Cocis, Bouli - forse sbilanciato dall'ex attaccante del Lille - finisce a terra, non riuscendo a liberare la propria area, favorendo così il tocco ravvicinato, ancora una volta sporco, del nigeriano, che beffa un Dikan ancora non del tutto esente da colpe. Il Terek dimostra un minuto dopo quantomeno di non aver accusato eccessivamente il colpo, creando la più grossa palla gol della sua partita con Pancu, che servito in profondità da Georgiev, incrocia bene con il destro sul secondo palo, ma la sua conclusione termina fuori per una questione di centimetri. Come detto, la linea alta mantenuta per tutti i 90' dalla difesa cecena è rischiosa, perchè quando Odemwingie riesce ad evitarla, diventa impredibile per i pachidermici difensori del Terek: come al 62', quando però il numero 9 apre troppo il destro e conclude a lato. Nell'azione successiva, ci prova Vlasov di sinistro dalla distanza: nessun problema per Cech che blocca tranquillamente. Pancu non rallenta la corsa e finisce a sbattere, forse addirittura involontariamente, contro l'ex portiere del Luch-Energia, senza però spintonarlo eccessivamente: purtroppo però Pettay, come al solito, decide di fare il protagonista, estraendo il secondo cartellino giallo per il "Ronaldo di Giuleşti". Decisione indubbiamente esagerata, che taglia definitivamente le gambe al Terek. Da qui in avanti sarà infatti un monologo rossoverde: la Lokomotiv infatti prima trova la rete del 3-0 con Glushakov (da segnalare il grande inserimento di Yanbaev, che penetra in area e serve il centrocampista classe 1987, che firma così a porta vuota il suo terzo centro in campionato), poi sfiora in svariate occasioni il 4-0 con Odemwingie. Poker che arriva in ogni caso al 90', grazie ad un innocuo corner battuto dal subentrato Mudjiri che viene però deviato nella propria porta da Bouli (il gol verrà comunque assegnato al regista georgiano).


I MIGLIORI: Ho apprezzato particolarmente la prova fornita dal debuttante Gatagov (che di nome fa Alan, esattamente come Dzagoev e Kasaev: si tratta anche in questo caso di un giovane osseta), laterale sinistro classe 1991, schierato a centrocampo nella posizione solitamente occupata da Bilyaletdinov e/o Torbinskiy, che ha fatto almeno un paio di traversoni interessanti e che ha lasciato intravedere buone doti. Un esordio positivo di un ragazzo del quale si parla molto bene (sembra avere buoni numeri anche il coetaneo Nika Piliev, che l'ha sostituito nel finale). Ottima prestazione per Yanbaev, condita da quella bella accelerazione che ha portato al 3-0 di un Glushakov piuttosto in ombra, oscurato forse dalla terza convincente gara disputata dal brasiliano Charles, senza alcun motivo ignorato da Rashid Rakhimov. Molto nel vivo del gioco Rodolfo, autore anche di attente chiusure difensive. Odemwingie non è che abbia entusiasmato, è ancora lontano dalla miglior condizione, ed è stato troppo impreciso sotto porta, anche se gli va dato merito di aver segnato i due gol che hanno spianato la strada Ferrovieri (certo, nel realizzare la sua doppietta è stato aiutato non poco dai difensori avversari).
Difficile trovare qualcuno che si salvi nel Terek, guadagnano quantomeno una sufficienza stiracchiata Essame (il più attivo dei suoi, specie nei primi 60'), Vlasov ed il subentrato Georgiev. Tutto sommato non negativa neanche la prova offerta da Pancu, l'unico dei suoi a sfiorare il gol, ed ingiustamente cacciato dal direttore di gara. [i quattro giocatori ceceni non sono stati volutamente sottolineati in grassetto, avendo comunque disputato un match appena appena sufficiente).

I PEGGIORI: Nella Loko, così così Minchenkov, un pò pasticcione con il pallone tra i piedi; forse era meglio concedere una chance al nuovo acquisto Fall, che rischia già di essere etichettato come un oggetto misterioso.
Tanti, inevitabilmente, i bocciati, a partire dall'intero blocco difensivo in massa, nel Terek: gravissime le incertezze pagate a caro prezzo da Dikan (che comunque era stato eccezionale perlomeno nelle prime tre-quattro giornate), così come gli svarioni difensivi di Bendz e Smirnov (quest'ultimo però giustificato dal fatto di aver giocato fuori ruolo). Irruento (meritava il rosso) e poco preciso Zabavnik, stranissima la gara del camerunense Bouli, che non è neanche dispiaciuto nell'insolito per lui ruolo di terzino destro, ma che su palla inattiva ha di fatto regalato due gol con altrettanti goffi interventi. Preoccupante l'involuzione che sta avendo Prudnikov, che oltre a vedere poco la porta, sembra avere anche una minor voglia di strafare. Negativa fin qua la sua esperienza in Cecenia, chissà che un pronto ritorno a giugno allo Spartak non possa fargli bene, anche se difficilmente riuscirà a trovare spazio.


Lokomotiv Mosca (4-4-2): M. Cech 6; Yanbaev 7, Rodolfo 6,5, Durica 6, Kuzmin 6; Cocis 6, Charles 6,5, Glushakov 6, Gatagov 6,5 (dall'86' Piliev s.v.); Odemwingie 6,5, Minchenkov 5,5 (dal 78' Mudjiri s.v.).
In panchina: Levenets, Fininho, S. Ivanov, Dyakov, Fall.
Terek (4-4-2): Dikan 3,5; Bouli 4,5, D. A. Smirnov 5, Bendz 4, Zabavnik 4; F. Petre 5,5 (dal 46' Kobenko 5), Essame 6, Margaritescu 5, Vlasov 6; Prudnikov 5 (dal 46' Georgiev 6), Pancu 6.
In panchina: Godzyur, Ediev, Katsaev, I. Shevchenko.

Arbitro: Vladimir Pettay 4,5.
Ammoniti: Odemwingie (21'), Durica (64'), Charles (67') e Kuzmin (78') per la Lokomotiv; Georgiev (47'), Kobenko (67') e Zabavnik (82') per il Terek.
Espulsi: Pancu (64' - doppio cartellino giallo) per il Terek.

venerdì 15 maggio 2009

SEMIFINALI KUBOK ROSSII 2008/09.

FC Mosca - Rubin Kazan 0-1: 49' Ryazantsev.

FC Mosca (4-4-1-1): Zhevnov; Nababkin, Sheshukov, Epureanu, Grigalava; Stavpets (dal 78' Marenich), Rebko, Tarasov (dall'84' Krunic), Cesnauskis; Vukic (dal 61' Strelkov); Bracamonte.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; A. Popov, Sharonov, César Navas, Ansaldi; Sibaya, Semak; Ryazantsev (dal 73' Gorbanets), Gokdeniz Karadeniz (dall'82' Hasan Kabze), Rebrov; Dominguez (dal 38' Adamov).


Dinamo Mosca - CSKA Mosca 2-2 (5-6 dopo i calci di rigore): 86' Khokhlov, 90'+4 Kerzhakov rigore; 40' Vagner Love rigore, 53' Zhirkov.
Sequenza rigori: Kerzhakov (Dinamo) - realizzato;
D. Carvalho (CSKA) - realizzato;
D. Kombarov (Dinamo) - realizzato;
Vagner Love (CSKA) - realizzato;
Kolodin (Dinamo) - realizzato;
Zhirkov (CSKA) - realizzato;
Wilkshire (Dinamo) - realizzato;
Ignashevich (CSKA) - realizzato;
Khokhlov (Dinamo) - fuori;
Necid (CSKA) - traversa;
Smolov (Dinamo) - realizzato;
Schennikov (CSKA) - realizzato;
Dimidko (Dinamo) - alto;
Aldonin (CSKA) - parato;
Kokorin (Dinamo) - parato;
V. Berezutskiy (CSKA) - realizzato.

Dinamo (4-4-1-1): Gabulov; Kowalczyk, Kolodin, A. Denisov, Granat (dal 63' Smolov); K. Kombarov, Wilkshire, Khokhlov, D. Kombarov; Dimidko; Kerzhakov.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev; Semberas, V. Berezutskiy, Ignashevich, Caner Erkin (dall'80' Schennikov); Maazou (dal 73' Rahimic), Aldonin, Mamaev (dal 106' Necid), Zhirkov; D. Carvalho; Vagner Love.


Grande spettacolo ed emozioni a non finire nella semifinale di Kubok Rossii disputata questo pomeriggio alla Khimki Arena fra Dinamo Mosca e CSKA Mosca, conclusasi con la vittoria dell'Armata Rossa per 6-5 dopo i calci di rigore. I tempi regolamentari si erano invece conclusi 2-2: a passare in vantaggio nel primo tempo sono stati i 'Soldati', grazie ad un rigore procurato dal brasiliano Daniel Carvalho e trasformato dal connazionale Vagner Love. In apertura di ripresa è arrivato il raddoppio di testa firmato Zhirkov, ma l'ex squadra del KGB negli ultimi 5 minuti è incredibilmente riuscita a pareggiare, grazie alle reti di capitan Khokhlov (gran botta dal limite) e di Kerzhakov, dal dischetto, proprio all'ultimo minuto di recupero. Nei supplementari la palla gol più ghiotta è capitata sui piedi del centravanti ceco Necid, che aveva da poco fatto il suo ingresso in campo, ma Gabulov - il portiere della Dinamo - con un riflesso prodigioso gli ha negato la gioia dei gol. La vibrante gara è stata così decisa ai calci di rigore: decisivi per gli uomini di Kobelev gli errori di Khokhlov (fuori), Dimidko (alto) e Kokorin (grande parata di Akinfeev). Per il CSKA, che aveva sciupato ben due match-point con Necid prima (traversa) ed Aldonin poi (presa bassa di Gabulov), il penalty che ha consentito ai detentori dell'ultima Coppa di Russia l'accesso alla finalissima l'ha siglato Vasily Berezutskiy.
Quello che è successo in campo ha fatto dimenticare gli ormai purtroppo frequenti episodi di razzismo nei confronti di giocatori di colore che sempre più stanno invadendo la Russia. I tifosi della Dinamo oggi hanno preso di mira Maazou che Zico ha deciso di sostituire non prima di esser andato infuriato dall'inviato della pay-tv russa NTV+ a spiegare cosa stava per fare. La stessa emittente russa ha criticato l'atteggiamento dei tifosi, se così possono essere chiamati. Un episodio davvero molto brutto e spiacevole. Meno male che quanto successo sul rettangolo verde per più di due ore ci ha riconciliato col calcio. E' stata una gara bellissima,p alpitante ed emozionante. I rigori sono stati pieni di pathos. Bellissima l'attesa dei giocatori e la loro trepidazione, con le facce di vincitori e vinti cambiar espressione secondo per secondo. Davvero un grande spettacolo e peccato che la Dinamo debba sempre rimanere appiedata lì lì, ma è chiaro che c'è qualcosa che non va nella rosa di una squadra che ha perso due giocatori del calibro di Semshov e Danny e si ritrova a giocare titolare con Dimidko, ancora una volta scandaloso per evidente limiti tecnici ed atletici. Il CSKA ha commesso l'errore di sedersi dopo una prima frazione di gara convincente ed a tratti anche dominata, poi una volta raggiunti hanno sbagliato abbastanza (vedi occasione non sfruttata dal subentrato Necid ai supplementari, anche se Gabulov si è davvero superato, compiendo una grandissima parata) ed ai rigori per due volte non hanno approfittato degli errori avversari. Vagner Love non è ancora quello della seconda parte dello scorso anno, ma si sa che il brasiliano esce in estate, nella prima metà di stagione è sempre un pò ingolfato e quest'anno è stato anche fermo per un pò. Il Daniel Carvalho del primo tempo, velocità a parte, aveva poco da invidiare al fenomeno del 2005 ed in misura minore del 2006, mentre nella ripresa si è preso le pause degli ultimi tempi. E' importante però vedere come stia, pian pianino, crescendo la condizione dell'ex Internacional, Nei supplementari era letteralmente stremato ma fino a quando regge gioca in maniera sontuosa. E' motivato e lo si legge negli occhi.
E' un peccato per la Dinamo, il grande lavoro svolto in questi anni da Kobelev meritava di essere premiato con una finale di Coppa di Russia, ma va dato pieno merito al CSKA che obiettivamente nell'arco dei 120' ha meritato di superare il turno, dimostrandosi superiore. Curioso che a segnare il rigore decisivo sia stato quell'idolo di Vasily Berezutskiy, autentico eroe dei 'Soldati' nelle ultime due settimane: un momento a dir poco unico, quasi comico, non ci credeva manco lui (giusto qualche giorno prima aveva il simpaticone aveva dichiarato alla stampa russa di credere ancora di lottare per la classifica capocannoniere ma di non intendere di battere i calci di rigore, essendo a suo dire il meno dotato di tutta la sua squadra...). Che mondo sarebbe senza Vasily?


La squadra di Zico avrà così la possibilità di vincere il suo secondo trofeo stagionale dopo la Supercoppa di Russia di inizio stagione: l'avversario sarà il medesimo, quel Rubin Kazan Campione di Russia in carica che settimana scorsa ha sconfitto nell'altra semifinale l'FC Mosca per 1-0 (Ryazantsev).

giovedì 14 maggio 2009

ANALISI OTTAVA GIORNATA.


Dinamo Mosca - CSKA Mosca 1-2: 5' D. Kombarov; 78' Necid, 90'+4 V. Berezutskiy.

Dinamo (4-4-1-1): Gabulov 6,5; Kowalczyk 5 (dall'85' A. Denisov s.v.), Kolodin 5, L. Fernandez 5, Granat 5,5; K. Kombarov 6,5, Wilkshire 6, Khokhlov 6, D. Kombarov 7; Dimidko 4,5 (dal 63' Kokorin 5,5); Kerzhakov 6,5.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 6,5; Semberas 5, V. Berezutskiy 7, Ignashevich 5, Caner Erkin 5,5; Maazou 5, Aldonin 6, Mamaev 5,5 (dal 61' D. Carvalho 7,5), Zhirkov 7; Dzagoev 5,5 (dal 72' Necid 7); Vagner Love 6.

Così come a Samara, vince ancora di rimonta nella ripresa il CSKA, che esattamente come 7 giorni fa aveva concluso la prima frazione di gioco in svantaggio e sembrava non aver iniziato nel migliore dei modi il secondo tempo. Un successo meritato e pesante ai fini della classifica, contro una squadra che nella gara precedente, peraltro sempre un derby moscovita, aveva sconfitto per 2-0 lo Spartak al Luzhniki. Secondo successo consecutivo per i 'Soldati' dopo l'inatteso passo falso casalingo col neopromosso Rostov, quarta sconfitta in campionato per la Dinamo, che rimane così per il momento l'unica squadra a non aver ancora pareggiato almeno un incontro.
Molto divertente e giocato a ritmi frenetici il primo tempo, con i padroni di casa che partono fortissimo e trovano il gol in apertura con il loro uomo migliore in queste prime 8 partite di campionato, un Dmitry Kombarov ormai da nazionale, perfettamente servito sul secondo palo dal gemello Kirill, che a sua volta era stato lanciato in profondità da una rapida rimessa laterale battuta da Kowalczyk che aveva sorpreso la retroguardia dell'Armata Rossa. Il CSKA non sta di certo a guardare ed infatti risponde subito con una grande giocata di Vagner Love, che si libera con una finezza di Kolodin e di sinistro sfiora l'incrocio. Al 9' Kerzhakov è bravissimo a prolungare di testa per Dmitry Kombarov, che ritorna il pallone all'ex attaccante di Zenit e Sevilla, la cui conclusione mancina di prima intenzione viene però facilmente bloccata da Akinfeev. Al 14' è ancora Vagner a sfiorare la rete del pareggio, colpendo una clamorosa traversa: Zhirkov effettua un morbido traversone, Granat anticipa goffamente Maazou sul secondo palo, non riuscendo a liberare e Vagner per poco non ne approfitta. Non esistono pause nella prima mezzora di gioco ed al 19' è ancora Dmitry Kombarov che ha la possibilità di segnare, servito ancora una volta di testa da Kerzhakov: la conclusione al volo del 22enne esterno sinistro termina però alta. Nell'azione successiva, avviene un bellissimo scambio tra Zhirkov e Dzagoev, con cross del numero 18 che incredibilmente Vagner non riesce ad indirizzare in porta, arrivando con una frazione di secondo in ritardo su quell'invitantissimo pallone; 1' dopo, uno-due fra i gemelli del gol Vagner e Dzagoev, con il 18enne di Beslan che per una volta conclude male. Non è da lui però l'errore commesso nel finale dei primi emozionantissimi 45', quando angola troppo su assist sempre di Vagner. L'ultima opportunità la creano però i Sinie-Byllyie, con Kerzhakov che in elevazione svetta ancora su Ignashevich, lanciando Kirill Kombarov che impegna Akinfeev in un difficile intervento. Notevole il primo tempo di Kerzhakov: da solo è riuscito più volte a mettere in crisi la difesa del CSKA e la cosa più impressionante è come sia sempre riuscito ad anticipare di testa Ignashevich, uno che è più alto di lui di quasi 15 cm!
Inevitabilmente, il ritmo nella ripresa cala, così come - almeno nei primi 15' - diminuiscono da ambo le parti le occasioni da gol. Cambia la musica però con l'ingresso in campo di un ispiratissimo Daniel Carvalho, che subito con una magia mette Vagner Love solo davanti a Gabulov, bravissimo però prima a chiudergli lo specchio e poi a bloccare la debole conclusione di un Maazou poco convincente schierato fuori ruolo come esterno destro, al posto dell'infortunato Krasic. Ennesima chance sciupata da un CSKA sprecone. Zico però azzecca anche il secondo cambio, togliendo Dzagoev ed inserendo Necid in attacco: è proprio il gigante ceco a pareggiare di testa su perfetto servizio di quel fenomeno che risponde al nome di Yuri Zhirkov, autore di un'insistita azione personale delle sue. Proprio quando tutti pensano all'1-1 come risultato finale, arriva per la Dinamo la beffa più grande: gli uomini di Kobelev infatti passano in pochi secondi dal possibile contropiede che avrebbe potuto portare al gol della vittoria a subire la rete che decreta un'irrisoria sconfitta. Tutto nasce infatti quando Kerzhakov, dopo aver recuperato l'ennesimo pallone della sua gara fin lì ottima, serve all'indietro Kokorin - entrato al posto di un Dimidko più imbarazzante del solito, il che è tutto dire - per essere poi lanciato in profondità: i due però non si intendono, il retropassaggio di Sasha non è dei più precisi ed il pallone giunge così sui sapienti piedi di Daniel Carvalho che scodella morbidamente in mezzo, trovando la capoccia di Vasily Berezutskiy che con una grande girata di testa trova il suo secondo centro consecutivo in campionato. Del resto, l'aveva detto lui qualche giorno fa che ambiva a vincere la classifica cannonieri! Come di consuetudine, molto simpatico ed autoironico Vasya, l'eroe di giornata, nelle interviste post-gara, nelle quali ha dichiarato che la sua rete che ha deciso la gara contro la Dinamo è una dimostrazione di quanto credesse alle sue stesse parole sulla possibilità di vincere la classifica cannonieri. Il numero 24 non pensa però a tirare i calci di rigore, ritenendosi il peggior tiratore dei suoi. Secondo il suo amicone Akinfeev, le due reti segnate dal suo compagno di squadra sono state casuali, visto che anche volendo Vasily Berezutskiy non centrerebbe mai di testa lo specchio della porta.


Terek Grozny - Amkar Perm 2-2: 2' (rigore) e 85' Pancu; 28' e 45' Kushev.

Terek (4-4-2): Dikan; Zabavnik, Omeljanchuk, V. Iliev, Cléber (dal 46' Bendz); F. Petre (dal 75' Prudnikov), D. A. Smirnov (dal 46' Essame), Georgiev, Vlasov; I. Shevchenko, Pancu.
Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, V. Kalashnikov, Belorukov, Cherenchikov; Peev, M. Novakovic, Drincic, Grishin (dal 90' Starkov); Jean Carlos (dal 72' S. Volkov), Kushev (dal 78' Sikimic).

Un punticino a testa per Terek ed Amkar, non esattamente le squadre più in forma del campionato che continuano così la loro astinenza da vittoria in queste ultime giornate. Qualche segnale positivo in più per i rossoneri degli Urali, che per la prima volta in questo 2009 riescono a segnare più di un gol in una singola partita: merito del vecchio capitan Kushev, autore di una doppietta. Aver risolto il problema realizzativo potrebbe significare una pronta risalita in classifica da parte degli uomini allenati dal bulgaro Dimitrov. Periodo non esaltente per i Ceceni, che non riescono più a vincere neanche in casa, e che senza i 7 punti nelle prime tre giornate la classifica sarebbe ora abbastanza deficitaria. E' tutto nella norma, considerati anche i diversi giocatori fuori per infortunio, ma in Cecenia, forse sopravvalutando l'organico, vogliano qualcosina in più.
A passare in vantaggio, dopo soli 2', sono proprio i verdi di Grozny, che si procurano un rigore grazie ad una penetrazione per vie centrali di Georgiev: batte Pancu che con un beffardo cucchiaio beffa Narubin, che per poco però non riusciva a neutralizzare la conclusione dell'ex centravanti della nazionale rumena, a segno per il secondo match consecutivo. Già nel primo tempo però l'Amkar riesce a ribaltare il risultato grazie ad un doppio sigillo di Kushev, che prima ribadisce in rete una mancata trattenuta di Dikan arrivata in seguito ad una buona azione di Jean Carlos, e poi incorna di testa su cross dalla destra del connazionale Sirakov. Nel finale arriva però il gol del pareggio, ad opera ancora di Pancu, che di sinistro spiazza un incolpevole Narubin.


Zenit San Pietroburgo - Krylya Sovetov Samara 2-0: 57' Zyryanov, 68' Pogrebnyak.

Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6,5; Anyukov 6, Hubocan 6, F. Meira, Kim Dong-Jin 6,5; Denisov 7, Tymoschuk 6, Zyryanov 6,5 (dal 90'+1 Sirl s.v.); Semshov 6 (dall'80' Shirokov s.v.), Danny 7,5; Pogrebnyak 6.
Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos 6; Shishkin 6, Belozerov 5,5, Jarosik 6, Léilton 5,5; Kalachev 6, R. Adjindjal 6, Bober 5,5, Kulik 5,5 (dal 72' Ignatjev); Savin 5 (dal 68' O. Ivanov s.v.), Koller 5,5.

Importante vittoria per lo Zenit, che permette ai Meshki di mantenere quantomeno il ritmo imposto dal CSKA, che in queste ultime due giornate ha ottenuto 6 punti parecchio pesanti, e dal Rubin. A dire la verità, nel primo tempo i detentori (ancora per poco...) dell'ultima Coppa UEFA non è che abbiano impressionato, giocando ad un ritmo troppo lento, con poche idee: il risultato è stato infatti quello di non aver creato di fatto nessuna pericolosa palla gol. Nettamente meglio nella ripresa, con la squadra che ha iniziato a girare quando si è acceso Danny, che finalmente sembra essere tornato in forma: a differenza del comunque ottimo match disputato sette giorni fa in casa del Rostov dal portoghese, questa volta i suoi preziosi assist hanno portato a ben due reti, in pieno stile Zenit. Molto belle infatti entrambe le azioni, che hanno visto come protagonista, oltre all'ex numero 10 della Dinamo Mosca, anche Denisov. Qualche sofferenza in più per la difesa (da segnalare il ritorno in campo dello slovacco Hubocan, al debutto stagionale), nonostante non sia mai stata realmente messa sotto da un Krylya in tono minore, ma che ha titubato in alcune circostanze, specie sui palloni alti (del resto è inevitabile quando giochi contro uno come Koller).
C'è chi dice che la formazione di Samara sia uscita ridimensionata dalle ultime due sfide contro CSKA e Zenit: noi non crediamo che sia così, per il semplice motivo che a nostro giudizio la compagine ben allenata da Slutskiy non è ancora pronta e non possiede della qualità necessaria per lottare per il titolo, obiettivo invece prefissato per la squadra di San Pietroburgo, che ora devo trovare una maggior continuità di risultati ma anche di gioco.


FC Mosca - Lokomotiv Mosca 0-0

FC Mosca (4-4-1-1): Zhevnov; Nababkin, Sheshukov, Epureanu (dal 57' Jop), Grigalava; Stavpets, Krunic, Tarasov, Cesnauskis (dall'84' Marenich); Vukic (dal 72' Strelkov); Bracamonte.
Lokomotiv (4-4-2): M. Cech; Yanbaev, Basa, Rodolfo, Kuzmin; Torbinskiy (dal 45' Glushakov), Charles, S. Ivanov, Cocis; Odemwingie, Sychev (dal 64' Durica).
Note: espulso al 57' Basa (Lokomotiv) per doppia ammonizione.

Termina con un tutt'altro che esaltante 0-0 l'altro derby di Mosca della giornata, quello in scena allo Streltsov Stadium fra FC Mosca e Lokomotiv. Punto che può andare bene ad entrambe le squadre, anche se i Cittadini - oggi con diverse importanti assenze (Okoronkwo, Samedov e Jakubko, più Epureanu che si è fatto male ad inizio ripresa) - perdono così la vetta della classifica. Ancora deludente, la Loko: la musica con Maminov pare non essere cambiata. Il problema principale è sempre quello, questa squadra non segna e crea veramente troppe poche occasioni. Sychev ed Odemwingie continuano a rimanere a secco, così come l'intero reparto offensivo del resto. Nel primo tempo poi si era anche fatto male Torbinskiy, ormai da diversi mesi alle presi con continui fastidi muscolari di ogni tipo, sostituito da Glushakov, sorprendentemente escluso dall'undici titolare (oltre allo squalificato Dujmovic, mancava inoltre ancora capitan Bilyaletdinov, sempre alle prese con un infortunio). A circa 25' dal termine i Ferrovieri anche sono rimasti in 10: è stato infatti espulso il montenegrino Basa, con Maminov che ha optato per togliere un attaccante (Sychev) per inserire un difensore (Durica), una mossa apparsa ai più eccessivamente rinunciataria.


Rubin Kazan - Tom Tomsk 4-0: 23' Sharonov, 25' Gökdeniz Karadeniz, 79' Adamov, 84' Hasan Kabze.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; A. Popov, Sharonov, César Navas, Ansaldi; Sibaya, Semak; Gökdeniz Karadeniz (dal 73' Gorbanets), Dominguez (dal 62' Rebrov), Noboa; Adamov (dall'80' Hasan Kabze).
Tom (4-4-2): Pareyko; Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, An. Ivanov; Klimov, Michkov, Kharitonov (dal 69' V. Volkov), Skoblyakov (dall'82' Radosavljevic); Maznov, Kornilenko (dall'82' Arkhipov).

Seconda goleada consecutiva per il Rubin capolista, che dà un ulteriore dimostrazione della propria forza e soprattutto del proprio cinismo, punendo forse eccessivamente un Tom che, in particolar modo nella prima frazione di gioco, non aveva demeritato ed era pur sempre passato in svantaggio in seguito ad una difettosa presa del portiere estone Pareyko, che quasi preso dal panico si è fatto sfuggire il pallone sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato dalla destra da Dominguez, consentendo così a Sharonov di insaccare comodamente. Secondo gol in questo campionato, il terzo stagionale considerando anche quello siglato al CSKA nella Supercoppa di Russia, per il 32enne difensore che prese parte ad EURO 2004 con la nazionale russa. Il raddoppio dei Tartari arriva solo 2' dopo, grazie ad una bellaz azione partita da centrocampo e che con tocchi veloci e ravvicinati arriva in porta con Karadeniz che non perdona, segnando il suo primo gol stagionale. Il Rubin può permettersi così di controllare il risultato, anche perchè non viene mai messo in difficoltà dall'avversario, accellerando nel finale, con l'ingresso in campo dell'ex Sibir Gorbanets, che firma ben due assist per le prime reti stagionali di Adamov e Kabze.
Come a Ramenskoe, anche dopo la gara col Tom il tecnico del Rubin Kurban Berdyev ha detto di esser più concentrato sulle imperfezioni che sulle proporzioni del risultato. Conoscendolo, c'è da credergli.


Spartak Nalchik - Khimki 0-0

Spartak Nalchik (4-4-1-1): Khomich; Kiselkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Mashukov (dal 68' Berkhamov), Kontsedalov (dal 46' Geteriev), Dzakhimishev (dal 54' Felipe Almeida); Kontsevoj.
Khimki (3-4-3): Berezovskiy; Streltsov (dal 34' Kirillov), Nastic, Golovatenko; Samsonov, Zinovijev, Cvetkovic, Pylypchuk; Blatnjak, Antipenko (dal 46' Nikiforov), Nizamutdinov (dal 67' Boudianski).

Il Khimki dal punto di vista del morale nelle ultime due partite si può dire che abbia preso un pò d'ossigeno. Ha di fatto acchiappato due punti al 90' nelle ultime due gare e questo è buono se pensiamo a quello che gli uomini di Sarsanya raccoglievano prima. Questo però, purtroppo per loro, non basta e devono assolutamente vincere una gara per smuovere decisamente la classifica. Devono mangiarsi le mani i Caucasici dello Spartak Nalchik, per non essere riusciti ad ottenere i tre punti in una gara casalinga sulla carta loro favorevole, nella quale il difensore georgiano Amisulashvili si è fatto parare un rigore dal grande Berezovskiy al 90'.
In definitiva, pareggio che cambia poco o nulla nella classifica deficitaria di Spartak Nalchik e soprattutto Khimki.


Spartak Mosca - Saturn 4-0: 7' Makeev, 21' Dzyuba, 26' e 72' Welliton.

Spartak Mosca (4-4-2): Djanaev s.v.; Makeev 6,5 (dal 46' Boyarintsev 6), Jiranek 6, Stranzl 6, C. Rodriguez 6; V. Bystrov 7,5, R. Carioca 6,5, Alex 6 (dal 65' Pavlenko 6,5), Saenko 6; Welliton 7, Dzyuba 6 (dall'81' Bazhenov s.v.).
Saturn (4-2-3-1): Kinsky 4,5; Kovel 3, Zelao 2, Halilovic 1, Nakhushev 3; Evseev 4, Nemov 4,5; Al. Ivanov 4,5 (dall'83' Kuzmichev s.v.), Loskov 5 (dall'83' A. Eremenko s.v.), Karyaka 4; Topic 5.

Imbarazzante. Non esiste un aggettivo più appropriato per descrivere l'orribile Saturn "ammirato" al Luzhniki, la peggior squadra vista fin qui in queste prime 8 giornate di RPL. D'altronde, i risultati parlano chiaro: hanno la peggior difesa con 18 reti subite (di cui 9 nelle ultime 2 partite!!!) ed un attacco tutt'altro che prolifico (5 gol realizzati). Personalmente, credo che il Saturn di Roboer, in ogni caso mai entusiasmante, sia morto al termine del primo tempo della sfida col Rubin: gli Alieni nelle gare precedenti, pur mostrando palesi difficoltà, avevano comunque vinto abbastanza bene a Ramenskoe contro il Kuban ed avevano ottenuto due buoni pareggi in casa di Spartak Nalchik e Terek. Non un gran cammino, ok, ma neanche così pessimo. Poi, contro il Rubin è cambiato tutto: il Saturn iniziò bene la gara, colpendo una traversa con Topic ed impegnando più volte Ryzhikov, ma - tutto ad un tratto - ci fu il micidiale uno-due di Dominguez che di fatto chiuse la partita. Come se non bastasse, una volta iniziata la ripresa, ecco in apertura la tripletta dell'argentino e tanti saluti ai neroazzurri... Il Saturn visto oggi è stato più o meno lo stesso di quello che era stato preso a pallate dal Rubin nella ripresa, se non addirittura peggiore. I giocatori sembravano degli zombie che vagavano per il campo, una prestazione complessiva davvero oscena, non se n'è salvato uno. Particolarmente negativa la prova offerta dalla difesa, orripilante come non mai: maglie larghissime, spazi concessi a go-go, linea schierata altissima... il tutto quando erano già in svantaggio e contro un micidiale contropiedista come Bystrov, uno che se gli lasci un pò di spazio ti punisce eccome (ma anche Welliton non scherza in quanto ad allungo). Non sono uno di quelli che crede ai discorsi che si fanno quando si vede una squadra palesemente in crisi, del tipo "stanno giocando contro il loro allenatore" et similia, però questa volta non saprei davvero che cosa pensare, perchè gli 'Alieni' (che di extraterreste hanno ben poco) proprio non ci hanno creduto, passeggiavano per il campo, concedevano spazi a non finire e nella ripresa non hanno mai abbozzato un'azione ma si sono semplicemente limitati a fare uno sterile e lentissimo possesso palla. E' chiaro che Roboer debba essere esonerato al più presto possibile, ma i dirigenti del Saturn devono darsi una svegliata per cercare un sostituto valido, perchè altrimenti quest'anno rischiano veramente grosso. Non è la prima volta che il Saturn si ritroverebbe immischiato nelle ultime posizioni di classifica, ma quest'anno ci sono delle brutte sensazioni nei confronti degli Alieni. Chi vi scrive va ripetendo da tempo che la squadra c'è, non è completissima in tutti i ruoli (pesantissima la mancata sostituzione del partente Durica in difesa; inoltre è da tempo che ripeto che al Saturn manchi un vero bomber), però insomma le individualità non le mancano di certo, almeno un dignitoso campionato di metà classifica dovrebbero farlo. Evidentemente però sono stato io in primis a sopravvalutare questa squadra. Del resto, ragionandoci su bene, stiamo pur sempre parlando di un mix di ex grandi giocatori ormai a fine carriera (Loskov, Evseev, Karyaka, Kirichenko), di giocatori di discreto/buon livello dal rendimento costante che quest'anno però stanno toppando (Kinsky, Angbwa, Igonin, Topic) e di giocatori obiettivamente parecchio scarsi (l'Halilovic visto oggi rischia di essere ricordato come il peggior difensore nella storia della RPL...mamma mia! In questa stagione pessimo anche Zelao, Kovel come sempre un disastro, Nakhushev è un altro che non ha mai convinto). Insomma, i giocatori ora come ora veramente buoni sono pochi, direi solamente tre (Alexey Ivanov, Nemov e Vorobjev...tra l'altro due di questi non hanno neanche il posto fisso) più eventualmente qualcuno dei vecchi sui quali però non si può più fare completo affidamento. Serviranno quindi anche nuovi acquisti in estate.
Mi sono dilungato sul Saturn e non sullo Spartak perchè - credo che tutti concordiate con me in questo - in uno dei quattro posticipi di lunedì ho visto sinceramente più che un grande Spartak, un pessimo pessimo Saturn. Certo, i rossobianchi sono stati bravi a sbloccare subito il match con il giovane Makeev, ben servito da un Bystrov che per una volta tanto ha espresso al meglio il suo notevole potenziale, ed a raddoppiare poco dopo con Dzyuba (con Welliton che con uno scatto dà 489586585 metri al connazionale Zelao ). Tutto facile per Voya, uno che quando ha campo ha propria disposizione è semplicemente imprendibile: grande accelerazione la sua che porta al 3-0 di Welliton, servito con una finezza di tacco sempre dall'ex ala destra dello Zenit. Succede poco o nulla nella ripresa, con lo Spartak che giochicchia fino a trovare poi il definitivo 4-0 ancora con Welliton, questa volta imbeccato da Saenko. Decidono poi di non inferire gli uomini di Karpin, che infatti sciupano diverse ghiotte palle gol contro una squadra che non è mai scesa in campo. Volontariamente?


Kuban Krasnodar - Rostov 0-0

Kuban (4-2-3-1): Botvinjev; Khagush, Zaseev, Djioev, Boaventura; S. Kaita, Ushenin; Topchu (dal 90' Zhavnerchik), Kasaev (dall'89' Tlisov), Dramani; D. Traoré.
Rostov (4-4-2): Mandrykin; Astafjev, Lengyel, Rozhkov, Andjelkovic; Gatkan (dal 90' Lapin), Kulchiy, Osinov, Lebedenko (dal 78' Cherkes); Hong Yong-Jo, Akimov (dal 90' Ahmetovic).

Il terzo 0-0 di questa strana giornata è arrivato a Krasnodar, nel match - piuttosto atteso alla vigilia - che vedeva opposte le due neopromosse, sicuramente tra le principali sorprese in questo avvio di RPL. Non è stata una gara però particolarmente spettacolare, ci si aspettava molto di più. A farla da padrone è stato l'equilibrio. Kuban più propositivo, ma poco presente in avanti, la formazione allenata da Ovchinnikov fa davvero una grande fatica a segnare, Traoré - non un bomber - è spesso lasciato troppo solo ed alle sue spalle, i vari Topchu, Kasaev e Dramani giocano bene ma non sempre riescono a creare pericoli alla difesa avversaria. E la palla più clamorosa è capitata però agli ospiti, sui piedi di Akimov, splendidamente servito da un passaggio filtrante di Kulchiy: l'ex attaccante del Sibir però, dopo essersi liberato bene da Rozhkov con una bella finta di corpo, ha sparato alto da posizione piuttosto favorevole. Solito Rostov da trasferta, rognoso, compatto e difficilmente perforabile in difesa, che ha probabilmente ottenuto ciò che voleva.


CLASSIFICA:
1. Rubin 17
2. CSKA 16
3. Zenit 15
4. FC Mosca 15
5. Spartak Mosca 13
6. Krylya Sovetov 13
7. Rostov 13
8. Dinamo 12
9. Tom 10
10. Lokomotiv 10
11. Terek 9
12. Kuban 9
13. Amkar 7
14. Spartak Nalchik 6
15. Saturn 5
16. Khimki 3


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
5 reti: Alejandro Dominguez (Rubin, 1 rigore), Welliton Morais Soares (Spartak Mosca).
4 reti: Pavel Pogrebnyak (Zenit, 1).
3 reti: Alan Dzagoev, Milos Krasic (CSKA Mosca), Fatih Tekke (Zenit), Jan Koller (Krylya Sovetov), Alexander Kerzhakov (Dinamo, 2), Sergey Kornilenko (Tom), Daniel Pancu (Terek, 1).


TOP-11

Berezovskiy (Khimki);

Makeev (Spartak Mosca), V. Berezutskiy (CSKA), Sharonov (Rubin), Zhirkov (CSKA);

V. Bystrov (Spartak Mosca), Denisov (Zenit), D. Carvalho (CSKA), D. Kombarov (Dinamo);

Danny (Zenit);

Welliton (Spartak Mosca).


FLOP-11

Pareyko (Tom);

Kovel (Saturn), Zelao (Saturn), Amisulashvili (Spartak Nalchik), Halilovic (Saturn), Nakhushev (Saturn);

Evseev (Saturn), Dimidko (Dinamo), Nemov (Saturn), Karyaka (Saturn);

Topic (Saturn).


VIDEO CON TUTTI I GOL DELLA SETTIMA GIORNATA:


sabato 9 maggio 2009

8ª Giornata RPL 2009

Domenica 10 maggio

12:00 - Dinamo Mosca - CSKA Mosca
2004- Dinamo - CSKA 1-1: 8 Batak; 57' Kirichenko.
2005- Dinamo - CSKA 1-2: 90' Kolodin; 55' A. Berezutskiy, 73' D. Carvalho.
2006- Dinamo - CSKA 2-3: 62' e 75' Derlei; 40' e 68' Vagner Love, 48' Olic.
2007- Dinamo - CSKA 1-1: 86' Pimenov; 61' Vagner Love.
2008- Dinamo - CSKA 1-3: 87' Wilkshire; 7' Ignashevich, 58' Vagner Love, 70' Zhirkov.

12:00 - Terek Grozny - Amkar Perm
2005- Terek - Amkar 2-2: 32' Bokov, 56' Terekhin; 2' Sirakov, 39' Subasic.
2008- Terek - Amkar 0-1: 6' Kushev.

14:30 - Zenit San Pietroburgo - Krylya Sovetov Samara
2004- Zenit - Krylya Sovetov 1-2: 35' Mares; 50' Poskus, 86' Karyaka.
2005- Zenit - Krylya Sovetov 4-1: 9' Anyukov, 31' Denisov, 57' Spivak rigore, 90' Sumulikoski; 71' Baba Adamu.
2006- Zenit - Krylya Sovetov 1-0: 81' Kerzhakov.
2007- Zenit - Krylya Sovetov 1-1: 68' Pogrebnyak rigore; 54' Medvedev.
2008- Zenit - Krylya Sovetov 1-1: 13' Anyukov; 26' Taranov.

17:00 - FC Mosca - Lokomotiv Mosca
2004- FC Mosca - Lokomotiv 1-2: 61' Tchuisse; 3' Sychev, 37' Maminov.
2005- FC Mosca - Lokomotiv 0-1: 57' Sychev.
2006- FC Mosca - Lokomotiv 0-1: 90'+4 Sychev.
2007- FC Mosca - Lokomotiv 1-2: 33' Adamov; 43' D. Traoré, 51' Sychev.
2008- FC Mosca - Lokomotiv 0-3: 8' e 56' Odemwingie, 32' Glushakov.


Lunedì 11 maggio

12:00 - Rubin Kazan - Tom Tomsk
2005- Rubin - Tom 0-0
2006- Rubin - Tom 2-0: 43' Calisto, 77' Dominguez.
2007- Rubin - Tom 1-3: 18' V. Volkov; 5', 47' e 70' Maznov.
2008- Rubin - Tom 2-1: 64' Kvirkvelia, 74' Semak; 76' Mladenov rigore.

14:30 - Spartak Nalchik - Khimki
2007- Spartak Nalchik - Khimki 1-1: 11' Ricardo Jésus; 51' Blatnjak.
2008- Spartak Nalchik - Khimki 1-2: 2' Bikmaev; 16' Nizamutdinov, 60' N. Ceh.

14:30 - Spartak Mosca - Saturn
2004- Spartak Mosca - Saturn 0-2: 39' Montenegro, 48' Medvedev.
2005- Spartak Mosca - Saturn 1-0: 75' Titov.
2006- Spartak Mosca - Saturn 1-1: 78' Jiranek; 86' A. Eremenko.
2007- Spartak Mosca - Saturn 2-0: 57' Stranzl, 90' Pavlyuchenko.
2008- Spartak Mosca - Saturn 1-0: 89' Pavlyuchenko rigore.

17:00 - Kuban Krasnodar - Rostov
2004- Kuban - Rostov 3-1: 33', 60' e 66' (rigore) Kantonistov; 43' Adamov.
2007- Kuban - Rostov 1-0: 67' Kuzmichev.

venerdì 8 maggio 2009

ANALISI SETTIMA GIORNATA.




Tom Tomsk - Terek Grozny 2-1: 26' Kornilenko, 62' Jokic; 42' Pancu.

Tom (4-4-2): Pareyko; Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, An. Ivanov; Klimov, Michkov, Yanotovskiy, Kharitonov (dal 65' Arkhipov); Maznov (dall'87' Radosavljevic), Kornilenko.
Terek (4-5-1): Dikan; Zabavnik, Omeljanchuk, V. Iliev, Cléber; Vlasov (dal 67' Kobenko), Essame, D. A. Smirnov, Gvazava (dal 46' I. Shevchenko), Georgiev (dall'82' Bendz); Pancu.

Il Tom di Nepomiachniy continua a non sbagliare un colpo e di questo passo i Siberiani si salveranno senza troppi patemi per il quinto anno consecutivo: è da lodare la maturità di questa squadra, magari meno dotata di altre che lottano per non retrocedere, ma che ogni qual volta ha bisogno di vincere - in particolar modo negli scontri diretti - riesce a farlo, sfruttando al meglio soprattutto le gare casalinghe. Ed in più quest'anno sembra aver finalmente trovato - con due anni abbondanti di ritardo - un valido sostituto di Pogrebnyak, un attaccante che la butti dentro con un pò di continuità: è infatti già il terzo gol di fila per il bielorusso Kornilenko, arrivato nell'agosto scorso dagli ucraini della Dnipro.
Probabilmente immeritata la sconfitta per un Terek ancora con qualche assenza di troppo, ma comunque più propositivo del solito in trasferta, poco fortunato però sottoporta: nel finale i Ceceni hanno prima colpito un palo con il bulgaro Iliev e poi hanno sfiorato il gol con una deviazione sottoporta del rumeno Pancu su cross dalla destra del subentrato Shevchenko. Parecchie polemiche nel dopogara, con un Vyacheslav Grozny letteralmente - ed insolitamente - furibondo, che è andato giù pesantissimamente nei confronti dell'arbitro e dell'andazzo generale, lamentandosi del fatto che i gol regolari annullati ai suoi in questo inizio di stagione sono già diventati quattro e che a suo dire non si può andare avanti così, poichè gli arbitri non lasciano giocare i suoi ragazzi. Non crediamo assolutamente ai complotti, ma è assai probabile che qualcuno non voglia il Terek in Premier Liga. Sportivo come sempre il saggio Nepomnyachnhiy, che ha fatto i complimenti al Terek, parlando di vittoria immeritata dei suoi.


Spartak Mosca - Dinamo Mosca 0-2: 28' L. Fernandez, 90' Kokorin.

Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev 6; Makeev 6, Jiranek 6, Stranzl 5,5, Fathi 6 (dal 58' C. Rodriguez 5,5); V. Bystrov 6, R. Carioca 5,5, Pavlenko 6 (dal 58' Dzyuba 5,5), Saenko 6 (dal 73' Boyarintsev s.v.); Alex 6,5; Welliton 5,5.
Dinamo (4-4-1-1): Gabulov 6; Kowalczyk 6, Kolodin 4,5, L. Fernandez 6,5, Granat 5,5; Smolov 6 (dal 46' Kokorin 6,5), Wilkshire 6,5, Khokhlov 6, D. Kombarov 7; Dimidko 5,5 (dall'85' A. Denisov); Kerzhakov 7.

Dopo la vittoria in Coppa di Russia, la Dinamo - risultata ancora indigesta allo Spartak - sembra averci preso gusto: Luzhniki espugnato per il secondo derby consecutivo nel giro di neanche tre settimane, in Campionato non accadeva da più di dieci anni! Gara simile a quella di Coppa che costò la panchina a Michael Laudrup, con i ragazzi di Kobelev che hanno vinto utilizzando la stessa tattica, ovvero l'antichissima ma ancor produttiva difesa e contropiede. Gli errori commessi oggi dai Myaso sono stati gli stessi identici di due settimane e mezzo fa, segno che evidentemente non hanno tratto alcun insegnamento da quella pesante (0-3) sconfitta. I rossobianchi hanno fatto per larghi tratti la partita, macinando gioco in particolar modo nel primo tempo e creando diverse, alcune anche molto pericolose (su tutte quella sciupata da Welliton, lanciato magistralmente a rete da una magia di Alex, sul risultato di 0-0), occasioni, non concretizzandone però nessuna. E questo non te lo puoi permettere in gare del genere, nelle quali basta un episodio per cambiare tutto. Da palla inattiva arriva infatti l'inaspettato - ed in fondo in fondo anche immeritato - vantaggio dei Sinie-Byllyie: un gol pesantissimo per il proseguio del match, perchè consente agli ospiti di giocare nel modo che prediligono, ovvero sfruttando nelle rapide ripartenze la velocità dei vari Kerzhakov, Kokorin e Dmitry Kombarov. E' ciò che avviene nel finale, quando la Dinamo chiude l'incontro sull'asse Kombarov-Kokorin, dopo un intelligente velo di Kerzhakov.
Lo Spartak non ha affatto giocato male, anzi nel complesso ha forse fatto pure meglio in termini di gioco; quel che salta all'occhio però è la mancata reazione dopo lo 0-1 di Leandro Fernandez: nella ripresa infatti i rossobianchi sono sembrati eccessivamente passivi e sterili in avanti, Alex è calato, Welliton si è visto soltanto a sprazzi ed a risentirne è stata l'intera squadra. E' ormai evidente che il problema principale dello Spartak sia di natura psicologica, perchè non può essere un caso che nel 2009 OGNI volta che questa squadra è passata in svantaggio non è MAI stata in grado non solo di rimontare, ma nemmeno di pareggiare. Viceversa, quando ha segnato per prima, ha sempre vinto, se escludiamo il pareggio per 1-1 alla Prima Giornata contro lo Zenit. Su questo dovrà lavorare principalmente Karpin, perchè la squadra sembra esserci ed anche la difesa negli ultimi tempi ha fatto dei passi in avanti incoraggianti (non ce la sentiamo di bocciare i centrali difensivi: anzi Jiranek è più volte riuscito a contenere un Kerzhakov apparso in gran forma).
Per quanto riguarda la Dinamo, avendo perso lo smalto assicurato dalla presenza in squadra di Danny e Semshov, è inevitabilmente diventata una squadra che bada per prima cosa a non prenderle. Il gioco latita, ma del resto non può essere diversamente: dietro le punte nel CSKA ci gioca Dzagoev o Carvalho, nello Zenit Danny, nello stesso Spartak Alex, nel Rubin Dominguez, nella Lokomotiv Bilyaletdinov e nella Dinamo...DIMIDKO (!!!). Kobelev ha capito che i suoi hanno qualcosa in meno della concorrenza e si sta dimostrando un buon stratega: cerca di chiudere gli spazi ed impone a Kerzhakov e Dmitry Kombarov di sbrigarsela da soli. Questi due ragazzi è dalla gara contro l'FC Mosca che stanno tenendo in alto la squadra della Polizia, e pensare che non dovevano neppure essere in campo: Dmitry ha deciso in maniera coraggiosa di giocare con una mano quasi rotta ed ha sfoderato due assist; Sasha sta disputando una grande stagione sotto ogni profilo. Se Hiddink non lo chiamerà in nazionale sarà soltanto per cattiveria. L'ex Zenit e Sevilla dovrebbe essere la prima punta ma è anche il primo piombare su ogni pallone: lavora per la squadra, corre, lotta, sgobba e nonostante cioò e' ancora in grado di deliziare la platea con giocate che non vedevamo da diverso tempo. Sembra avere un altro passo rispetto allo scorso anno, nonostante non giocasse da due settimane. Certo però che Kobelev non potrà inventarsi tattiche in eterno. Questa squadra deve essere assolutamente rinforzata, e non solo in ottica Champions League (o molto più probabilmente Europa League: con l'attuale rosa è quasi impossibile superare i Preliminari). Quest'anno stanno giocando sugli errori degli avversari ed incontrano difficoltà quando sfidano la 'piccola' di turno a cui sta bene il punticino. Insomma, le difficoltà di questa Dinamo nascono principalmente quando è chiamata a fare la partita.


Amkar Perm - FC Mosca 0-1: 21' Jakubko.

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, Cherenchikov, V. Kalashnikov, Grishin; Peev, M. Novakovic, Drincic, S. Volkov (dal 61' Starkov); Jean Carlos (dal 46' Kushev), Sikimic.
FC Mosca (4-4-2): Zhevnov; Nababkin, Sheshukov, Epureanu, Grigalava; Stavpets (dall'85' Strelkov), Rebko, Tarasov, Cesnauskis (dall'89' Krunic); Jakubko, Bracamonte (dal 71' Vukic).
Note: espulso per doppia ammonizione Rebko (FC Mosca) all'88'.

Quarto successo consecutivo in campionato per un FC Mosca cinico e concreto come piace a Bozovic, che dopo un inizio di torneo difficoltoso in fase realizzativa (0 reti nelle prime tre partite), si è completamente sbloccato nel derby vinto per 3-1 contro lo Spartak e nelle successive gare ha probabilmente ottenuto anche più di quanto effettivamente meritato. Se le sfide contro Saturn e Tom sono state infatti decise da dei gol in mischia di Bracamonte, sul difficile campo di Perm i Cittadini sono passati in vantaggio dopo circa 20' con lo slovacco Martin Jakubko, al secondo centro consecutivo, ma hanno subito per tutto il resto della gara la pressione di un Amkar che proprio non ne vuole sapere di segnare. E' infatti a dir poco preoccupante lo score dei rossoneri degli Urali, che in queste prime sette giornate - pur avendo la quarta difesa meno battuta - hanno gonfiato la rete in appena due occasioni. Troppo poco non solo per ripetere le ultime due splendide stagioni, ma anche per salvarsi. Perchè queste prime giornate non fanno altro che confermare il pensiero di chi considerava l'Amkar alla vigilia una formazione che potesse puntare al massimo ad una tranquilla salvezza, che potrebbe diventare però molto più dura se il trend realizzativo non cambiasse al più presto.


Saturn - Rubin Kazan 0-5: 27', 43' e 48' Dominguez, 54' Sibaya, 84' Noboa.

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Evseev, Zelão (dal 53' A. Eremenko), Malkov, Nakhushev; Nemov, Igonin; Kovel (dal 46' Vorobjev), Karyaka, Topic; Kirichenko (dall'83' Kuzmichev).
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; V. Kaleshin (dal 46' A. Popov), Sharonov, César Navas, Ansaldi; Semak, Sibaya; Ryazantsev (dal 70' Gorbanets), Dominguez, Noboa; Adamov (dal 65' Rebrov).

Non ci poteva essere un ritorno migliore per il Rubin a Ramenskoe, sul campo nel quale lo scorso novembre i Tartari vinsero il loro primo storico titolo russo: trascinati infatti da un sensazionale Alejandro Dominguez, autore di una fantastica tripletta, i Campioni di Russia in carica hanno travolto il Saturn, mettendo ancora più a rischio la già traballante panchina di Jurgen Roboer. E dire che quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0, erano stati gli Alieni a sfiorare ripetutamente il vantaggio, non arrivato soltanto grazie alla giornata di grazia di Ryzhikov (miracoloso il suo intervento su Karyaka) e ad un pò di sfortuna (vedi traversa centrata in pieno da Topic). Non è ammissibile però il crollo avvenuto dopo lo 0-1 del 'Chori': da lì in poi è infatti stato un monologo tartaro, con i giocatori in maglia neroazzurra che - specie nella ripresa - vagavano come zombie in campo, arrivando sempre per ultimi sul pallone e lasciando troppo spazio ai micidiali granata, che ne hanno approffitato per dilagare, andando a segno anche con l'ottimo Sibaya e con l'ecuadoregno Noboa, che con una bella mezza rovesciata sigla il suo primo gol stagionale. Oltre al già citato Dominguez, al quale l'aria di 'casa' di Kazan ha già fatto miracoli, si è rivisto finalmente un ottimo Ryazantsev: il talentino classe 1986 è infatti entrato in ben tre azioni che hanno poi portato al gol, firmando due pregevoli assist.


Krylya Sovetov Samara - CSKA Mosca 1-3: 36' Savin; 63' V. Berezutskiy, 66' Vagner Love, 90' Maazou.

Krylya Sovetov (4-4-1-1): Lobos 6; Shishkin 5,5, Belozerov 5,5, Jarosik 4,5, Léilton 6,5; Kulik 5 (dal 68' Escobar s.v.), Bober 6 (dall'83' Ignatjev s.v.), R. Adjindjal 6,5, Savin 7; Koller 5,5.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 6,5; Odiah 4,5 (dal 40' Semberas 6), V. Berezutskiy 6, Ignashevich 4,5, Schennikov 5; Maazou 6, Aldonin 6, Mamaev 5,5, Zhirkov 7; Dzagoev 5,5 (dall'83' Rahimic s.v.); Vagner Love 6,5 (dal 90'+1 A. Berezutskiy).
Note: espulso per doppia ammonizione Schennikov (CSKA) all'82'.

Così come gran parte delle partite di calcio, anche il big match di questo Settimo turno viene deciso dagli episodi, perchè fino al pari di Vasily Berezutskiy (che incornando di testa su corner battuto da Dzagoev riesce a farsi perdonare i precedenti svarioni difensivi) erano i padroni di casa, artefici di un gran bel primo tempo, ad avere la partita in mano. Il Krylya Sovetov aveva infatti concluso i primi 45' meritatamente avanti di un gol, realizzato da Savin, bravo a sfruttare un assist...di Lobos, direttamente su rinvio! Imperdonabile l'inesistente mobilità e l'orribile piazzamento della difesa del CSKA, beffata in maniera imbarazzante ed in ogni caso sotto pressione per gran parte dell'incontro. Nonostante le 'Ali' al 45' abbiano avuto l'opportunità di portarsi sul 2-0 (troppo egoista Savin, che ingolosito dalla possibile doppietta ha provato la soluzione personale anzichè servire un liberissimo Koller al centro dell'area), i Soldati hanno lasciato intravedere qualche piccolo sprazzo di pericolosità, che verrà confermata nella ripresa. Nel secondo tempo tutti si aspettano una reazione moscovita, che però sorprendentemente non avviene: è qui che si decide la gara, con il Krylya Sovetov che invece di affondare, cercando il colpo del k.o., giochicchia, fa possesso palla ma non punge, pagando a carissimo prezzo questo atteggiamento quasi virtuoso. Dopo il già menzionato pari di Vasily Berezutskiy (che nel dopopartita ha detto di voler puntare a vincere la classifica 'bombardieri'...), gli uomini in maglia celeste hanno commesso il secondo grave errore della loro gara, scoprendosi oltremodo contro una squadra che può schierare micidiali contropiedisti del calibro di Maazou, Vagner Love e Zhirkov...sono proprio questi ultimi due che orchestrano il contropiede che porta all'1-2 siglato da Vagner Love (prima rete in campionato per il capocannoniere della scorsa RPL, rientrato a disposizione di Zico dopo un infortunio). Lesto Zhirkov ad anticipare un non troppo reattivo Kulik sulla trequarti, ma a dir poco folle il passaggio centrale del principale ex della partita, Jiri Jarosik. Dopo una mazzata del genere è dura rialzarsi ed infatti il Krylya, pur creando due potenziali palle gol, subisce diverse pericolose ripartenze da parte dei rossoblu (in realtà in maglia bianca), che nel finale chiudono i conti con Maazou, che realizza con un facile tap-in una respinta di Lobos su conclusione di Vagner Love (da segnalare la straordinaria azione sulla sinistra di un Zhirkov che si è visto a tratti ma che a conti fatti è risultato devastante come sempre).
L'andamento di questa gara del Krylya ha ricordato parecchio quella risalente all'altra sconfitta degli uomini di Slutskiy in campionato, in casa della Lokomotiv: anche in quell'occasione le 'Ali' terminarono brillantemente il primo tempo in vantaggio per 1-0, eppure nella ripresa - pur mantenendo per larghi tratti il pallino del gioco - si fecero rimontare. Chiaro segnale che questa squadra non è ancora pronta per lottare per il titolo, anche se c'è da dire che rimane comunque più continua rispetto alle presunte big di questo impronosticabile campionato.
Il CSKA non ha di certo impressionato, anzi la sua difesa ha mostrato il peggio del suo repertorio nel primo tempo; però alla fine quando hai individualità del genere le partite puoi riuscire a vincerle lo stesso. E così i Soldati - che se vogliamo hanno 'recuperato' su un campo difficile come quello di Samara i punti buttati via in casa contro Tom e Rostov - hanno fatto.


Rostov - Zenit San Pietroburgo 2-1: 53' Akimov, 85' Gatkan; 83' Pogrebnyak rigore.

Rostov (4-4-2): Mandrykin 7; Astafjev 6, Lengyel 6,5, Rozhkov 6, Andjelkovic 6; Gatkan 7,5 (dal 90' Zivanovic s.v.), Kulchiy 6,5, Osinov 6,5, Lebedenko 7; Akimov 7 (dall'85' Lapin s.v.), Ahmetovic 6.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 5, F. Meira 5, Krizanac 5, Kim Dong-Jin 5; Denisov 6, Semshov 5,5, Zyryanov 5,5 (dall'87' Tymoschuk s.v.); Huszti 6 (dal 67' Pogrebnyak 6), Danny 7; Fatih Tekke 4,5.
Note: espulso per doppia ammonizione Tekke (Zenit) al 90'.

Non smette di stupire il neopromosso Rostov di Oleg Dolmatov, che sette giorni dopo aver sbancato il Luzhniki - sconfiggendo per 1-2 il CSKA - prevale con il medesimo risultato contro uno Zenit che non solo non sfrutta la chance di volare in testa alla classifica, ma che perdendo si fa raggiungere o peggio ancora superare da diverse squadre. Nonostante la gara sia stata combattuta e lo Zenit sia riuscito a trovare tutto sommato con merito il momentaneo pareggio con un rigore trasformato da Pogrebnyak (penalty che c'era: ingenuo il tocco di mano del serbo Andjelkovic, per il resto autore dell'ennesima buona prova sulla sua corsia mancina, su traversone di Danny), i padroni di casa non hanno rubato nulla, ed infatti la loro vittoria ci può stare benissimo per come hanno giocato e per come hanno interpretato il match. Il Rostov aveva già fatto una buonissima impressione agli addetti ai lavori (ed al sottoscritto) nelle precedenti uscite, in particolare aveva impressionato favorevolmente la tenuta difensiva nelle gare disputate in trasferta; se possibile però, in casa i gialloblu si sono dimostrati ancor più temibili, partendo con una formazione sfacciatamente offensiva (non solo per le due prime punte schierate contemporaneamente, ma anche per la posizione insolita di alcuni interpreti: basti pensare ad Astafjev, uno che ai tempi dello Zenit veniva impiegato in attacco, era schierato addirittura come terzino destro, o a Lebedenko, ormai trasformato da Dolmatov da centravanti ad esterno d'attacco) e mettendo sotto gli ospiti per buona parte della prima frazione di gioco. Il vantaggio Osinov e compagni lo trovano in apertura di ripresa, grazie ad una fuga di Gatkan sulla fascia destra - facilitata da una rapida rimessa laterale battuta da Astafjev che ha colto impreparata la difesa dello Zenit - che mette poi in mezzo per l'altro (quasi dimenticato) ex dell'incontro, Dmitry Akimov, uno che a San Pietroburgo non ha mai trovato spazio quando era giovane, chiuso dall'allora 'wonder-boy' Kerzhakov. Si toglie un bel sassolino dalla scarpa l'ex bomber del Sibir, che dopo numerose stagioni trascorse a segnare valanghe di gol in First Division, trova finalmente la prima attesa rete nel massimo campionato russo. L'undici di Advocaat, grazie soprattutto ad un Danny finalmente positivo dopo due mesi giocati sottotono, trova il pari come detto con il subentrato Pogrebnyak, ma commette il fatale errore di rincorrere con troppa foga la rete della possibile vittoria, scoprendosi e concedendo al Rostov un contropiede troppo invitante per non essere sfruttato. Questa volta è Akimov che cambia il favore a Gatkan, lanciandolo a rete: il moldavo ex Rubin non sbaglia, impazzisce lo stadio per un inizio di torneo che neppure il più ottimista dei tifosi del Rostov si aspettava.


Lokomotiv Mosca - Spartak Nalchik 1-0: 65' Dujmovic.

Lokomotiv (4-4-2): M. Cech; Yanbaev, Basa, Rodolfo, Sennikov; Cocis, Charles (dall'84' Mudjiri), Dujmovic, Torbinskiy (dal 70' Minchenkov); Odemwingie (dal 90' S. Ivanov), Sychev.
Spartak Nalchik (4-4-2): Khomich; Kiselkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Mashukov, Berkhamov (dal 68' Geteriev), Gogua; Kontsevoj (dal 59' Bikmaev), Goshokov (dal 73' Dzakhimishev).
Note: espulso per gioco violento Gogua (Spartak Nalchik) al 45'.

Non un debutto esaltante per Vladimir Maminov, tecnico ad interim sulla panchina della Lokomotiv, ma che frutta comunque tre punti ai Ferrovieri: di questi tempi, dalle parti di Cherkizovo è meglio non fare troppo gli schizzinosi e di conseguenza un ritorno alla vittoria non può che essere visto di buon auspicio, anche se sono ancora parecchie le cose da migliorare. Se è vero che la porta di Cech non ha praticamente mai corso pericoli se si esclude un bel tiro dai 25 metri di Berkhamov (centrocampista classe '88, in prestito allo Spartak Nalchik proprio dalla Loko) uscito di un niente, è altresì vero che di occasioni ne ha create poche, troppo poche considerando che si trattava di un match casalingo contro una delle formazioni sulla carta meno quotate del torneo. E soprattutto, i rossoverdi hanno avuto il privilegio di giocare l'intera ripresa con l'uomo in più: il talentuoso georgiano Gogua si è infatti fatto stupidamente cacciare al 45', a causa di un inutile e violento fallaccio a gambe unite. Dispiace dirlo, ma l'attacco dei Ferrovieri in queste prime 7 giornate è stato veramente inconsistente, addirittura inesistente in zona gol: basti pensare che i vari Sychev, Odemwingie, Fall e Minchenkov tutti messi insieme hanno segnato la bellezza di...0 reti! Praticamente i gol alla Loko, considerando che sono a secco anche i vari trequartisti/esterni di centrocampo (Bilyaletdinov, Torbinskiy, Cocis, Mudjiri) a segnarli sono stati i centrocampisti abili ad inserirsi da dietro come Dujmovic e Glushakov che hanno infatti siglato due marcature a testa oppure i difensori (una rete per Basa, Kuzmin e Rodolfo). E' evidente che con un reparto offensivo così poco presente in zona gol, la Loko difficilmente potrà lottare per le posizioni d'alta classifica.
Da segnalare qualche novità nel primo undici schierato dall'ex centrocampista uzbeko, autentica bandiera della Lokomotiv Mosca, l'unica squadra della sua carriera: scelte tutte dettate dalle assenze dei vari Kuzmin (squalificato), Glushakov (indisponibile) e 'capitan' Bilyaletdinov (infortunato), sostituiti a loro volta da Sennikov, Charles e Cocis. Interessante il debutto stagionale del mediano brasiliano, arrivato nella capitale russa al termine dello scorso calciomercato estivo ma discutibilmente subito accantonato da Rakhimov, che di fatto non gli ha mai concesso neanche una chance. Chissà che in futuro l'ex Cruzeiro non riesca a trovare maggior spazio... Quasi certamente, partirà dall'inizio anche nella prossima gara di campionato, nella quale mancherà il match-winner Dujmovic, colui che grazie ad una fortunosa e non si sa quanto volontaria deviazione su calcio di punizione di Rodolfo ha garantito il successo alla squadra gestita dalle Ferrovie di stato russe.


Khimki - Kuban Krasnodar 2-2: 10' Antipenko, 90'+2 Pylypchuk; 72' Zhavnerchik, 79' Kasaev.

Khimki (4-4-1-1): Berezovskiy; Golovatenko, Nastic, Kirakosyan (dal 72' Samsonov), M. Jovanovic; Blatnjak, Zinovijev, Boudianski (dall'83' M. Simic), Kirillov; Maxymov (dal 58' Pylypchuk); Antipenko.
Kuban (4-2-3-1): Karyukin; Khagush (dal 62' Zhavnerchik), Zaseev, Djioev, Boaventura; S. Kaita, Tlisov (dall'83' Ushenin); Topchu, Kasaev (dall'87' Bayriev), Dramani; D. Traoré.

Khimki-Kuban si può considerare la gara dei rimpianti: il Khimki di Sarsaniya piange sportivamente parlando per non essere riuscito ad ottenere i suoi primi tre punti stagionali in una gara casalinga tutto sommato agevole, contro una neopromossa che ha fin qui mostrato qualche limite in trasferta, e soprattutto in un match nel quale i rossoneri sono stati avanti per gran parte del tempo; viceversa, il tecnico del Kuban Ovchinnikov sperava di allungare la striscia positiva della propria squadra, ottenendo il primo successo in trasferta, non arrivato proprio per un gol subito di testa dall'ucraino Pylypchuk sugli sviluppi di un calcio piazzato da posizione defilata. A conti fatti si può però dire che ai Caucasici può andare più che bene questo punto conquistato in trasferta sul campo di una squadra che se non era all'ultima spiaggia, poco ci mancava. L'abbiamo ripetuto più volte, il calendario del Khimki era tutto fuorchè facile in queste prime giornate, ma i ragazzi di Sarsaniya hanno toppato i due match casalinghi sulla carta più comodo, perdendo - seppur immeritatamente - per 1-0 contro il Rostov ed appunto ottenendo questo pareggio con il Kuban che aggiunge ben poco alla già precaria classifica del giovane club del sobborgo moscovita. Alla Khimki Arena, il grande protagonista è stato Alan Kasaev, capace di ribaltare con una doppia fiammata il precedente vantaggio di Antipenko: il fantasista tuttofare classe 1986, una sorta di 'Lavezzi russo', ha infatti prima permesso con una notevole azione personale al bielorusso ex BATE Borisov Zhavnerchik di segnare al debutto e poi ha siglato lui stesso il suo primo, attesissimo, primo centro in Premier Liga, sfruttando come meglio non poteva un contropiede da lui stesso iniziato e naturalmente concluso, complice anche un bruttissimo pallone perso sulla trequarti dall''italiano' Boudianski, che nel dopogara ha dovuto subire le pesantissime critiche del suo tecnico, che chiaramente ce l'aveva con lui per l'errore che per poco non costava al Khimki la sesta sconfitta in sette partite.


CLASSIFICA:
1. Rubin 14
2. FC Mosca 14
3. CSKA 13
4. Krylya Sovetov 13
5. Dinamo 12
6. Zenit 12
7. Rostov 12
8. Spartak Mosca 10
9. Tom 10
10. Lokomotiv 9
11. Terek 8
12. Kuban 8
13. Amkar 6
14. Spartak Nalchik 5
15. Saturn 5
16. Khimki 2

CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
5 reti: Alejandro Dominguez (Rubin, 1 rigore).
3 reti: Alan Dzagoev, Milos Krasic (CSKA), Jan Koller (Krylya Sovetov), Alexander Kerzhakov (Dinamo, 2 rigori), Fatih Tekke, Pogrebnyak (Zenit, 1 rigore), Welliton Morais Soares (Spartak Mosca), Kornilenko (Tom).

TOP-11

Ryzhikov (Rubin);

Zhavnerchik (Kuban), Jokic (Tom), L. Fernandez (Dinamo), Zhirkov (CSKA);

Ryazantsev (Rubin), Gatkan (Rostov), Sibaya (Rubin), D. Kombarov (Dinamo);

Kasaev (Kuban), Dominguez (Rubin);

Kerzhakov (Dinamo).

FLOP-11

Kinsky (Saturn);

Evseev (Saturn), Ignashevich (CSKA), Jarosik (Krylya Sovetov), Nakhushev (Saturn);

Kulik (Krylya Sovetov), Igonin (Saturn), Boudianski (Khimki), Gogua (Spartak Nalchik);

Jean Carlos (Amkar), Fatih Tekke (Zenit).



VIDEO CON TUTTI I GOL DELLA SETTIMA GIORNATA: