venerdì 8 maggio 2009

ANALISI SETTIMA GIORNATA.




Tom Tomsk - Terek Grozny 2-1: 26' Kornilenko, 62' Jokic; 42' Pancu.

Tom (4-4-2): Pareyko; Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, An. Ivanov; Klimov, Michkov, Yanotovskiy, Kharitonov (dal 65' Arkhipov); Maznov (dall'87' Radosavljevic), Kornilenko.
Terek (4-5-1): Dikan; Zabavnik, Omeljanchuk, V. Iliev, Cléber; Vlasov (dal 67' Kobenko), Essame, D. A. Smirnov, Gvazava (dal 46' I. Shevchenko), Georgiev (dall'82' Bendz); Pancu.

Il Tom di Nepomiachniy continua a non sbagliare un colpo e di questo passo i Siberiani si salveranno senza troppi patemi per il quinto anno consecutivo: è da lodare la maturità di questa squadra, magari meno dotata di altre che lottano per non retrocedere, ma che ogni qual volta ha bisogno di vincere - in particolar modo negli scontri diretti - riesce a farlo, sfruttando al meglio soprattutto le gare casalinghe. Ed in più quest'anno sembra aver finalmente trovato - con due anni abbondanti di ritardo - un valido sostituto di Pogrebnyak, un attaccante che la butti dentro con un pò di continuità: è infatti già il terzo gol di fila per il bielorusso Kornilenko, arrivato nell'agosto scorso dagli ucraini della Dnipro.
Probabilmente immeritata la sconfitta per un Terek ancora con qualche assenza di troppo, ma comunque più propositivo del solito in trasferta, poco fortunato però sottoporta: nel finale i Ceceni hanno prima colpito un palo con il bulgaro Iliev e poi hanno sfiorato il gol con una deviazione sottoporta del rumeno Pancu su cross dalla destra del subentrato Shevchenko. Parecchie polemiche nel dopogara, con un Vyacheslav Grozny letteralmente - ed insolitamente - furibondo, che è andato giù pesantissimamente nei confronti dell'arbitro e dell'andazzo generale, lamentandosi del fatto che i gol regolari annullati ai suoi in questo inizio di stagione sono già diventati quattro e che a suo dire non si può andare avanti così, poichè gli arbitri non lasciano giocare i suoi ragazzi. Non crediamo assolutamente ai complotti, ma è assai probabile che qualcuno non voglia il Terek in Premier Liga. Sportivo come sempre il saggio Nepomnyachnhiy, che ha fatto i complimenti al Terek, parlando di vittoria immeritata dei suoi.


Spartak Mosca - Dinamo Mosca 0-2: 28' L. Fernandez, 90' Kokorin.

Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev 6; Makeev 6, Jiranek 6, Stranzl 5,5, Fathi 6 (dal 58' C. Rodriguez 5,5); V. Bystrov 6, R. Carioca 5,5, Pavlenko 6 (dal 58' Dzyuba 5,5), Saenko 6 (dal 73' Boyarintsev s.v.); Alex 6,5; Welliton 5,5.
Dinamo (4-4-1-1): Gabulov 6; Kowalczyk 6, Kolodin 4,5, L. Fernandez 6,5, Granat 5,5; Smolov 6 (dal 46' Kokorin 6,5), Wilkshire 6,5, Khokhlov 6, D. Kombarov 7; Dimidko 5,5 (dall'85' A. Denisov); Kerzhakov 7.

Dopo la vittoria in Coppa di Russia, la Dinamo - risultata ancora indigesta allo Spartak - sembra averci preso gusto: Luzhniki espugnato per il secondo derby consecutivo nel giro di neanche tre settimane, in Campionato non accadeva da più di dieci anni! Gara simile a quella di Coppa che costò la panchina a Michael Laudrup, con i ragazzi di Kobelev che hanno vinto utilizzando la stessa tattica, ovvero l'antichissima ma ancor produttiva difesa e contropiede. Gli errori commessi oggi dai Myaso sono stati gli stessi identici di due settimane e mezzo fa, segno che evidentemente non hanno tratto alcun insegnamento da quella pesante (0-3) sconfitta. I rossobianchi hanno fatto per larghi tratti la partita, macinando gioco in particolar modo nel primo tempo e creando diverse, alcune anche molto pericolose (su tutte quella sciupata da Welliton, lanciato magistralmente a rete da una magia di Alex, sul risultato di 0-0), occasioni, non concretizzandone però nessuna. E questo non te lo puoi permettere in gare del genere, nelle quali basta un episodio per cambiare tutto. Da palla inattiva arriva infatti l'inaspettato - ed in fondo in fondo anche immeritato - vantaggio dei Sinie-Byllyie: un gol pesantissimo per il proseguio del match, perchè consente agli ospiti di giocare nel modo che prediligono, ovvero sfruttando nelle rapide ripartenze la velocità dei vari Kerzhakov, Kokorin e Dmitry Kombarov. E' ciò che avviene nel finale, quando la Dinamo chiude l'incontro sull'asse Kombarov-Kokorin, dopo un intelligente velo di Kerzhakov.
Lo Spartak non ha affatto giocato male, anzi nel complesso ha forse fatto pure meglio in termini di gioco; quel che salta all'occhio però è la mancata reazione dopo lo 0-1 di Leandro Fernandez: nella ripresa infatti i rossobianchi sono sembrati eccessivamente passivi e sterili in avanti, Alex è calato, Welliton si è visto soltanto a sprazzi ed a risentirne è stata l'intera squadra. E' ormai evidente che il problema principale dello Spartak sia di natura psicologica, perchè non può essere un caso che nel 2009 OGNI volta che questa squadra è passata in svantaggio non è MAI stata in grado non solo di rimontare, ma nemmeno di pareggiare. Viceversa, quando ha segnato per prima, ha sempre vinto, se escludiamo il pareggio per 1-1 alla Prima Giornata contro lo Zenit. Su questo dovrà lavorare principalmente Karpin, perchè la squadra sembra esserci ed anche la difesa negli ultimi tempi ha fatto dei passi in avanti incoraggianti (non ce la sentiamo di bocciare i centrali difensivi: anzi Jiranek è più volte riuscito a contenere un Kerzhakov apparso in gran forma).
Per quanto riguarda la Dinamo, avendo perso lo smalto assicurato dalla presenza in squadra di Danny e Semshov, è inevitabilmente diventata una squadra che bada per prima cosa a non prenderle. Il gioco latita, ma del resto non può essere diversamente: dietro le punte nel CSKA ci gioca Dzagoev o Carvalho, nello Zenit Danny, nello stesso Spartak Alex, nel Rubin Dominguez, nella Lokomotiv Bilyaletdinov e nella Dinamo...DIMIDKO (!!!). Kobelev ha capito che i suoi hanno qualcosa in meno della concorrenza e si sta dimostrando un buon stratega: cerca di chiudere gli spazi ed impone a Kerzhakov e Dmitry Kombarov di sbrigarsela da soli. Questi due ragazzi è dalla gara contro l'FC Mosca che stanno tenendo in alto la squadra della Polizia, e pensare che non dovevano neppure essere in campo: Dmitry ha deciso in maniera coraggiosa di giocare con una mano quasi rotta ed ha sfoderato due assist; Sasha sta disputando una grande stagione sotto ogni profilo. Se Hiddink non lo chiamerà in nazionale sarà soltanto per cattiveria. L'ex Zenit e Sevilla dovrebbe essere la prima punta ma è anche il primo piombare su ogni pallone: lavora per la squadra, corre, lotta, sgobba e nonostante cioò e' ancora in grado di deliziare la platea con giocate che non vedevamo da diverso tempo. Sembra avere un altro passo rispetto allo scorso anno, nonostante non giocasse da due settimane. Certo però che Kobelev non potrà inventarsi tattiche in eterno. Questa squadra deve essere assolutamente rinforzata, e non solo in ottica Champions League (o molto più probabilmente Europa League: con l'attuale rosa è quasi impossibile superare i Preliminari). Quest'anno stanno giocando sugli errori degli avversari ed incontrano difficoltà quando sfidano la 'piccola' di turno a cui sta bene il punticino. Insomma, le difficoltà di questa Dinamo nascono principalmente quando è chiamata a fare la partita.


Amkar Perm - FC Mosca 0-1: 21' Jakubko.

Amkar (4-4-2): Narubin; Sirakov, Cherenchikov, V. Kalashnikov, Grishin; Peev, M. Novakovic, Drincic, S. Volkov (dal 61' Starkov); Jean Carlos (dal 46' Kushev), Sikimic.
FC Mosca (4-4-2): Zhevnov; Nababkin, Sheshukov, Epureanu, Grigalava; Stavpets (dall'85' Strelkov), Rebko, Tarasov, Cesnauskis (dall'89' Krunic); Jakubko, Bracamonte (dal 71' Vukic).
Note: espulso per doppia ammonizione Rebko (FC Mosca) all'88'.

Quarto successo consecutivo in campionato per un FC Mosca cinico e concreto come piace a Bozovic, che dopo un inizio di torneo difficoltoso in fase realizzativa (0 reti nelle prime tre partite), si è completamente sbloccato nel derby vinto per 3-1 contro lo Spartak e nelle successive gare ha probabilmente ottenuto anche più di quanto effettivamente meritato. Se le sfide contro Saturn e Tom sono state infatti decise da dei gol in mischia di Bracamonte, sul difficile campo di Perm i Cittadini sono passati in vantaggio dopo circa 20' con lo slovacco Martin Jakubko, al secondo centro consecutivo, ma hanno subito per tutto il resto della gara la pressione di un Amkar che proprio non ne vuole sapere di segnare. E' infatti a dir poco preoccupante lo score dei rossoneri degli Urali, che in queste prime sette giornate - pur avendo la quarta difesa meno battuta - hanno gonfiato la rete in appena due occasioni. Troppo poco non solo per ripetere le ultime due splendide stagioni, ma anche per salvarsi. Perchè queste prime giornate non fanno altro che confermare il pensiero di chi considerava l'Amkar alla vigilia una formazione che potesse puntare al massimo ad una tranquilla salvezza, che potrebbe diventare però molto più dura se il trend realizzativo non cambiasse al più presto.


Saturn - Rubin Kazan 0-5: 27', 43' e 48' Dominguez, 54' Sibaya, 84' Noboa.

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Evseev, Zelão (dal 53' A. Eremenko), Malkov, Nakhushev; Nemov, Igonin; Kovel (dal 46' Vorobjev), Karyaka, Topic; Kirichenko (dall'83' Kuzmichev).
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; V. Kaleshin (dal 46' A. Popov), Sharonov, César Navas, Ansaldi; Semak, Sibaya; Ryazantsev (dal 70' Gorbanets), Dominguez, Noboa; Adamov (dal 65' Rebrov).

Non ci poteva essere un ritorno migliore per il Rubin a Ramenskoe, sul campo nel quale lo scorso novembre i Tartari vinsero il loro primo storico titolo russo: trascinati infatti da un sensazionale Alejandro Dominguez, autore di una fantastica tripletta, i Campioni di Russia in carica hanno travolto il Saturn, mettendo ancora più a rischio la già traballante panchina di Jurgen Roboer. E dire che quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0, erano stati gli Alieni a sfiorare ripetutamente il vantaggio, non arrivato soltanto grazie alla giornata di grazia di Ryzhikov (miracoloso il suo intervento su Karyaka) e ad un pò di sfortuna (vedi traversa centrata in pieno da Topic). Non è ammissibile però il crollo avvenuto dopo lo 0-1 del 'Chori': da lì in poi è infatti stato un monologo tartaro, con i giocatori in maglia neroazzurra che - specie nella ripresa - vagavano come zombie in campo, arrivando sempre per ultimi sul pallone e lasciando troppo spazio ai micidiali granata, che ne hanno approffitato per dilagare, andando a segno anche con l'ottimo Sibaya e con l'ecuadoregno Noboa, che con una bella mezza rovesciata sigla il suo primo gol stagionale. Oltre al già citato Dominguez, al quale l'aria di 'casa' di Kazan ha già fatto miracoli, si è rivisto finalmente un ottimo Ryazantsev: il talentino classe 1986 è infatti entrato in ben tre azioni che hanno poi portato al gol, firmando due pregevoli assist.


Krylya Sovetov Samara - CSKA Mosca 1-3: 36' Savin; 63' V. Berezutskiy, 66' Vagner Love, 90' Maazou.

Krylya Sovetov (4-4-1-1): Lobos 6; Shishkin 5,5, Belozerov 5,5, Jarosik 4,5, Léilton 6,5; Kulik 5 (dal 68' Escobar s.v.), Bober 6 (dall'83' Ignatjev s.v.), R. Adjindjal 6,5, Savin 7; Koller 5,5.
CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 6,5; Odiah 4,5 (dal 40' Semberas 6), V. Berezutskiy 6, Ignashevich 4,5, Schennikov 5; Maazou 6, Aldonin 6, Mamaev 5,5, Zhirkov 7; Dzagoev 5,5 (dall'83' Rahimic s.v.); Vagner Love 6,5 (dal 90'+1 A. Berezutskiy).
Note: espulso per doppia ammonizione Schennikov (CSKA) all'82'.

Così come gran parte delle partite di calcio, anche il big match di questo Settimo turno viene deciso dagli episodi, perchè fino al pari di Vasily Berezutskiy (che incornando di testa su corner battuto da Dzagoev riesce a farsi perdonare i precedenti svarioni difensivi) erano i padroni di casa, artefici di un gran bel primo tempo, ad avere la partita in mano. Il Krylya Sovetov aveva infatti concluso i primi 45' meritatamente avanti di un gol, realizzato da Savin, bravo a sfruttare un assist...di Lobos, direttamente su rinvio! Imperdonabile l'inesistente mobilità e l'orribile piazzamento della difesa del CSKA, beffata in maniera imbarazzante ed in ogni caso sotto pressione per gran parte dell'incontro. Nonostante le 'Ali' al 45' abbiano avuto l'opportunità di portarsi sul 2-0 (troppo egoista Savin, che ingolosito dalla possibile doppietta ha provato la soluzione personale anzichè servire un liberissimo Koller al centro dell'area), i Soldati hanno lasciato intravedere qualche piccolo sprazzo di pericolosità, che verrà confermata nella ripresa. Nel secondo tempo tutti si aspettano una reazione moscovita, che però sorprendentemente non avviene: è qui che si decide la gara, con il Krylya Sovetov che invece di affondare, cercando il colpo del k.o., giochicchia, fa possesso palla ma non punge, pagando a carissimo prezzo questo atteggiamento quasi virtuoso. Dopo il già menzionato pari di Vasily Berezutskiy (che nel dopopartita ha detto di voler puntare a vincere la classifica 'bombardieri'...), gli uomini in maglia celeste hanno commesso il secondo grave errore della loro gara, scoprendosi oltremodo contro una squadra che può schierare micidiali contropiedisti del calibro di Maazou, Vagner Love e Zhirkov...sono proprio questi ultimi due che orchestrano il contropiede che porta all'1-2 siglato da Vagner Love (prima rete in campionato per il capocannoniere della scorsa RPL, rientrato a disposizione di Zico dopo un infortunio). Lesto Zhirkov ad anticipare un non troppo reattivo Kulik sulla trequarti, ma a dir poco folle il passaggio centrale del principale ex della partita, Jiri Jarosik. Dopo una mazzata del genere è dura rialzarsi ed infatti il Krylya, pur creando due potenziali palle gol, subisce diverse pericolose ripartenze da parte dei rossoblu (in realtà in maglia bianca), che nel finale chiudono i conti con Maazou, che realizza con un facile tap-in una respinta di Lobos su conclusione di Vagner Love (da segnalare la straordinaria azione sulla sinistra di un Zhirkov che si è visto a tratti ma che a conti fatti è risultato devastante come sempre).
L'andamento di questa gara del Krylya ha ricordato parecchio quella risalente all'altra sconfitta degli uomini di Slutskiy in campionato, in casa della Lokomotiv: anche in quell'occasione le 'Ali' terminarono brillantemente il primo tempo in vantaggio per 1-0, eppure nella ripresa - pur mantenendo per larghi tratti il pallino del gioco - si fecero rimontare. Chiaro segnale che questa squadra non è ancora pronta per lottare per il titolo, anche se c'è da dire che rimane comunque più continua rispetto alle presunte big di questo impronosticabile campionato.
Il CSKA non ha di certo impressionato, anzi la sua difesa ha mostrato il peggio del suo repertorio nel primo tempo; però alla fine quando hai individualità del genere le partite puoi riuscire a vincerle lo stesso. E così i Soldati - che se vogliamo hanno 'recuperato' su un campo difficile come quello di Samara i punti buttati via in casa contro Tom e Rostov - hanno fatto.


Rostov - Zenit San Pietroburgo 2-1: 53' Akimov, 85' Gatkan; 83' Pogrebnyak rigore.

Rostov (4-4-2): Mandrykin 7; Astafjev 6, Lengyel 6,5, Rozhkov 6, Andjelkovic 6; Gatkan 7,5 (dal 90' Zivanovic s.v.), Kulchiy 6,5, Osinov 6,5, Lebedenko 7; Akimov 7 (dall'85' Lapin s.v.), Ahmetovic 6.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 6; Anyukov 5, F. Meira 5, Krizanac 5, Kim Dong-Jin 5; Denisov 6, Semshov 5,5, Zyryanov 5,5 (dall'87' Tymoschuk s.v.); Huszti 6 (dal 67' Pogrebnyak 6), Danny 7; Fatih Tekke 4,5.
Note: espulso per doppia ammonizione Tekke (Zenit) al 90'.

Non smette di stupire il neopromosso Rostov di Oleg Dolmatov, che sette giorni dopo aver sbancato il Luzhniki - sconfiggendo per 1-2 il CSKA - prevale con il medesimo risultato contro uno Zenit che non solo non sfrutta la chance di volare in testa alla classifica, ma che perdendo si fa raggiungere o peggio ancora superare da diverse squadre. Nonostante la gara sia stata combattuta e lo Zenit sia riuscito a trovare tutto sommato con merito il momentaneo pareggio con un rigore trasformato da Pogrebnyak (penalty che c'era: ingenuo il tocco di mano del serbo Andjelkovic, per il resto autore dell'ennesima buona prova sulla sua corsia mancina, su traversone di Danny), i padroni di casa non hanno rubato nulla, ed infatti la loro vittoria ci può stare benissimo per come hanno giocato e per come hanno interpretato il match. Il Rostov aveva già fatto una buonissima impressione agli addetti ai lavori (ed al sottoscritto) nelle precedenti uscite, in particolare aveva impressionato favorevolmente la tenuta difensiva nelle gare disputate in trasferta; se possibile però, in casa i gialloblu si sono dimostrati ancor più temibili, partendo con una formazione sfacciatamente offensiva (non solo per le due prime punte schierate contemporaneamente, ma anche per la posizione insolita di alcuni interpreti: basti pensare ad Astafjev, uno che ai tempi dello Zenit veniva impiegato in attacco, era schierato addirittura come terzino destro, o a Lebedenko, ormai trasformato da Dolmatov da centravanti ad esterno d'attacco) e mettendo sotto gli ospiti per buona parte della prima frazione di gioco. Il vantaggio Osinov e compagni lo trovano in apertura di ripresa, grazie ad una fuga di Gatkan sulla fascia destra - facilitata da una rapida rimessa laterale battuta da Astafjev che ha colto impreparata la difesa dello Zenit - che mette poi in mezzo per l'altro (quasi dimenticato) ex dell'incontro, Dmitry Akimov, uno che a San Pietroburgo non ha mai trovato spazio quando era giovane, chiuso dall'allora 'wonder-boy' Kerzhakov. Si toglie un bel sassolino dalla scarpa l'ex bomber del Sibir, che dopo numerose stagioni trascorse a segnare valanghe di gol in First Division, trova finalmente la prima attesa rete nel massimo campionato russo. L'undici di Advocaat, grazie soprattutto ad un Danny finalmente positivo dopo due mesi giocati sottotono, trova il pari come detto con il subentrato Pogrebnyak, ma commette il fatale errore di rincorrere con troppa foga la rete della possibile vittoria, scoprendosi e concedendo al Rostov un contropiede troppo invitante per non essere sfruttato. Questa volta è Akimov che cambia il favore a Gatkan, lanciandolo a rete: il moldavo ex Rubin non sbaglia, impazzisce lo stadio per un inizio di torneo che neppure il più ottimista dei tifosi del Rostov si aspettava.


Lokomotiv Mosca - Spartak Nalchik 1-0: 65' Dujmovic.

Lokomotiv (4-4-2): M. Cech; Yanbaev, Basa, Rodolfo, Sennikov; Cocis, Charles (dall'84' Mudjiri), Dujmovic, Torbinskiy (dal 70' Minchenkov); Odemwingie (dal 90' S. Ivanov), Sychev.
Spartak Nalchik (4-4-2): Khomich; Kiselkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Mashukov, Berkhamov (dal 68' Geteriev), Gogua; Kontsevoj (dal 59' Bikmaev), Goshokov (dal 73' Dzakhimishev).
Note: espulso per gioco violento Gogua (Spartak Nalchik) al 45'.

Non un debutto esaltante per Vladimir Maminov, tecnico ad interim sulla panchina della Lokomotiv, ma che frutta comunque tre punti ai Ferrovieri: di questi tempi, dalle parti di Cherkizovo è meglio non fare troppo gli schizzinosi e di conseguenza un ritorno alla vittoria non può che essere visto di buon auspicio, anche se sono ancora parecchie le cose da migliorare. Se è vero che la porta di Cech non ha praticamente mai corso pericoli se si esclude un bel tiro dai 25 metri di Berkhamov (centrocampista classe '88, in prestito allo Spartak Nalchik proprio dalla Loko) uscito di un niente, è altresì vero che di occasioni ne ha create poche, troppo poche considerando che si trattava di un match casalingo contro una delle formazioni sulla carta meno quotate del torneo. E soprattutto, i rossoverdi hanno avuto il privilegio di giocare l'intera ripresa con l'uomo in più: il talentuoso georgiano Gogua si è infatti fatto stupidamente cacciare al 45', a causa di un inutile e violento fallaccio a gambe unite. Dispiace dirlo, ma l'attacco dei Ferrovieri in queste prime 7 giornate è stato veramente inconsistente, addirittura inesistente in zona gol: basti pensare che i vari Sychev, Odemwingie, Fall e Minchenkov tutti messi insieme hanno segnato la bellezza di...0 reti! Praticamente i gol alla Loko, considerando che sono a secco anche i vari trequartisti/esterni di centrocampo (Bilyaletdinov, Torbinskiy, Cocis, Mudjiri) a segnarli sono stati i centrocampisti abili ad inserirsi da dietro come Dujmovic e Glushakov che hanno infatti siglato due marcature a testa oppure i difensori (una rete per Basa, Kuzmin e Rodolfo). E' evidente che con un reparto offensivo così poco presente in zona gol, la Loko difficilmente potrà lottare per le posizioni d'alta classifica.
Da segnalare qualche novità nel primo undici schierato dall'ex centrocampista uzbeko, autentica bandiera della Lokomotiv Mosca, l'unica squadra della sua carriera: scelte tutte dettate dalle assenze dei vari Kuzmin (squalificato), Glushakov (indisponibile) e 'capitan' Bilyaletdinov (infortunato), sostituiti a loro volta da Sennikov, Charles e Cocis. Interessante il debutto stagionale del mediano brasiliano, arrivato nella capitale russa al termine dello scorso calciomercato estivo ma discutibilmente subito accantonato da Rakhimov, che di fatto non gli ha mai concesso neanche una chance. Chissà che in futuro l'ex Cruzeiro non riesca a trovare maggior spazio... Quasi certamente, partirà dall'inizio anche nella prossima gara di campionato, nella quale mancherà il match-winner Dujmovic, colui che grazie ad una fortunosa e non si sa quanto volontaria deviazione su calcio di punizione di Rodolfo ha garantito il successo alla squadra gestita dalle Ferrovie di stato russe.


Khimki - Kuban Krasnodar 2-2: 10' Antipenko, 90'+2 Pylypchuk; 72' Zhavnerchik, 79' Kasaev.

Khimki (4-4-1-1): Berezovskiy; Golovatenko, Nastic, Kirakosyan (dal 72' Samsonov), M. Jovanovic; Blatnjak, Zinovijev, Boudianski (dall'83' M. Simic), Kirillov; Maxymov (dal 58' Pylypchuk); Antipenko.
Kuban (4-2-3-1): Karyukin; Khagush (dal 62' Zhavnerchik), Zaseev, Djioev, Boaventura; S. Kaita, Tlisov (dall'83' Ushenin); Topchu, Kasaev (dall'87' Bayriev), Dramani; D. Traoré.

Khimki-Kuban si può considerare la gara dei rimpianti: il Khimki di Sarsaniya piange sportivamente parlando per non essere riuscito ad ottenere i suoi primi tre punti stagionali in una gara casalinga tutto sommato agevole, contro una neopromossa che ha fin qui mostrato qualche limite in trasferta, e soprattutto in un match nel quale i rossoneri sono stati avanti per gran parte del tempo; viceversa, il tecnico del Kuban Ovchinnikov sperava di allungare la striscia positiva della propria squadra, ottenendo il primo successo in trasferta, non arrivato proprio per un gol subito di testa dall'ucraino Pylypchuk sugli sviluppi di un calcio piazzato da posizione defilata. A conti fatti si può però dire che ai Caucasici può andare più che bene questo punto conquistato in trasferta sul campo di una squadra che se non era all'ultima spiaggia, poco ci mancava. L'abbiamo ripetuto più volte, il calendario del Khimki era tutto fuorchè facile in queste prime giornate, ma i ragazzi di Sarsaniya hanno toppato i due match casalinghi sulla carta più comodo, perdendo - seppur immeritatamente - per 1-0 contro il Rostov ed appunto ottenendo questo pareggio con il Kuban che aggiunge ben poco alla già precaria classifica del giovane club del sobborgo moscovita. Alla Khimki Arena, il grande protagonista è stato Alan Kasaev, capace di ribaltare con una doppia fiammata il precedente vantaggio di Antipenko: il fantasista tuttofare classe 1986, una sorta di 'Lavezzi russo', ha infatti prima permesso con una notevole azione personale al bielorusso ex BATE Borisov Zhavnerchik di segnare al debutto e poi ha siglato lui stesso il suo primo, attesissimo, primo centro in Premier Liga, sfruttando come meglio non poteva un contropiede da lui stesso iniziato e naturalmente concluso, complice anche un bruttissimo pallone perso sulla trequarti dall''italiano' Boudianski, che nel dopogara ha dovuto subire le pesantissime critiche del suo tecnico, che chiaramente ce l'aveva con lui per l'errore che per poco non costava al Khimki la sesta sconfitta in sette partite.


CLASSIFICA:
1. Rubin 14
2. FC Mosca 14
3. CSKA 13
4. Krylya Sovetov 13
5. Dinamo 12
6. Zenit 12
7. Rostov 12
8. Spartak Mosca 10
9. Tom 10
10. Lokomotiv 9
11. Terek 8
12. Kuban 8
13. Amkar 6
14. Spartak Nalchik 5
15. Saturn 5
16. Khimki 2

CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
5 reti: Alejandro Dominguez (Rubin, 1 rigore).
3 reti: Alan Dzagoev, Milos Krasic (CSKA), Jan Koller (Krylya Sovetov), Alexander Kerzhakov (Dinamo, 2 rigori), Fatih Tekke, Pogrebnyak (Zenit, 1 rigore), Welliton Morais Soares (Spartak Mosca), Kornilenko (Tom).

TOP-11

Ryzhikov (Rubin);

Zhavnerchik (Kuban), Jokic (Tom), L. Fernandez (Dinamo), Zhirkov (CSKA);

Ryazantsev (Rubin), Gatkan (Rostov), Sibaya (Rubin), D. Kombarov (Dinamo);

Kasaev (Kuban), Dominguez (Rubin);

Kerzhakov (Dinamo).

FLOP-11

Kinsky (Saturn);

Evseev (Saturn), Ignashevich (CSKA), Jarosik (Krylya Sovetov), Nakhushev (Saturn);

Kulik (Krylya Sovetov), Igonin (Saturn), Boudianski (Khimki), Gogua (Spartak Nalchik);

Jean Carlos (Amkar), Fatih Tekke (Zenit).



VIDEO CON TUTTI I GOL DELLA SETTIMA GIORNATA: