domenica 31 maggio 2009

Un gol di Aldonin nel recupero regala la Coppa di Russia al CSKA Mosca.


Si tratta della quinta affermazione per i 'Soldati' di Zico, che sconfiggono per 1-0 il Rubin Kazan. Diventando così il club più vincente nella storia del Calcio Russo!



Secondo trofeo stagionale, dopo la Supercoppa di Russia vinta ai tempi supplementari proprio contro il Rubin Kazan, nel giro di pochi mesi per il CSKA Mosca di Zico, che non poteva iniziare in modo migliore la sua esperienza nella capitale russa (l'unico rimpianto rimane la precoce eliminazione agli Ottavi di Finale di Coppa UEFA contro i futuri vincitori dello Shakhtar Donetsk, capaci di ribaltare l'1-0 dell'andata). Si tratta della quinta 'Kubok Rossii' conquistata dall'Armata Rossa, che raggiunge così al primo posto in questa speciale classifica i concittadini della Lokomotiv. Ciò che impressiona è che i 'Kony', che avevano già vinto questo trofeo l'anno scorso (4-1 dopo i calci di rigore contro la rivelazione Amkar Perm), abbiano alzato la Coppa nazionale per ben quattro volte nelle ultime cinque edizioni!
La finale, come detto una sorta di riedizione della Supercoppa disputata ad inizio marzo, complice anche l'espulsione in apertura del giovane centrocampista del CSKA Pavel Mamaev per fallo da ultimo uomo su 'El Chori' Dominguez, è stata all'insegna dell'equilibrio, regnante per tutti i 90'. Più vivace la prima frazione di gioco, con entrambe le compagini che hanno sfiorato in più circostanze la rete del vantaggio; molte meno emozioni, se si esclude il palo colpito dall'ecuadoregno Noboa su sponda di petto del turco Kabze, nella ripresa, fino al gol che ha deciso la partita, siglato da chi non ti aspetti, ovvero quell'instancabile faticatore che risponde al nome di Evgeny Aldonin, che che con quello spunto concluso da un gran sinistro imparabile per Ryzhikov ha consegnato la Coppa ai suoi, quando i supplementari sembravano ormai imminenti. Una settimana da ricordare per l'ex mediano del Rotor Volgograd, che qualche giorno fa era stato richiamato in nazionale da Guus Hiddink dopo oltre due anni di assenza.
Si tratta in ogni caso di uno schiaffo morale non indifferente del CSKA al Rubin. I moscoviti ultimamente sono l'unica squadra ad essere in grado di far piangere la formazione di Kazan: 4 gol in quella che era la 'finale morale' del Campionato Russo 2008; Supercoppa vinta ai supplementari, a dispetto di una superiorità schiacciante; ed oggi, quando i supplementari erano a pochi secondi, ci ha pensato Aldonin. La rivincita i Tartari di Kurban Berdyev, campioni di Russia in carica, sperano a questo punto di riprendersela in Premier Liga, torneo che dopo 11 giornate li vede al primo posto, a quota 21 punti e con naturalmente una gara da recuperare.

Non mancano le sorprese nei due undici iniziali proposti dai due tecnici, con il CSKA che recupera in extremis Daniel Carvalho (che sembrava infatti nemmeno disputarla questa partita) e con il Rubin che invece perde Sergey Semak per un forfait dell'ultimo minuto. Davvero un peccato l'assenza del capitano della nazionale russa, l'unico ex dell'incontro, bandiera per tanti anni dei 'Soldati'. Zico, per il resto, conferma la formazione delle ultime settimane, con il ritorno in difesa del 18enne Schennikov che prende il posto di Caner Erkin, con Maazou come ala destra e con il già citato Carvalho alle spalle dell'unica punta Vagner Love. Panchina di lusso, nella quale sono seduti giocatori del calibro di Krasic, Dzagoev e Necid. Berdyev sostituisce il proprio capitano con l'ecuadoregno Noboa, vista l'indisponibilità dei vari Kaleshin, Kvirkvelia e Salukvadze, conferma il giovane Balyakin sulla fascia destra e punta sul turco Hasan Kabze in attacco, preferito ad Adamov ed al rientrante Bukharov.

Il primo sussulto avviene al 5', con il CSKA che prova ad intensierire i Campioni di Russia con una grande azione: Carvalho apre di sinistro di prima sulla destra per Maazou, che mette in mezzo un interessante pallone per la testa di Vagner, che non riesce però ad indirizzare la sfera in porta. Il Rubin risponde immediatamente con un tiro di Kabze deviato in corner da un difensore in maglia bianca. Al 12' arriva l'episodio che, seppur a conti fatti non in maniera decisiva, cambia la partita: su rinvio lungo di Ryzhikov, imperdonabile ingenuità di Mamaev, che stende Dominguez che precedentemente gli era sgusciato via. Si tratta di un fallo da ultimo uomo, inevitabile il rosso diretto per il centrocampista classe 1988, che non ha festeggiato nel migliore dei modi la prima chiamata nella nazionale maggiore. Sulla punizione che ne consegue, Dominguez impegna Akinfeev. Il CSKA cambia modo di giocare, assumendo un atteggiamento più prudente: Zico, oltre a Daniel Carvalho che va ad affiancare Aldonin in mezzo al campo, abbassa notevolmente la posizione di Vagner Love, con il risultato però di giocare praticamente con nessuno in avanti. Tuttavia, sono i moscoviti a sfiorare il vantaggio sugli sviluppi di un corner battuto da Carvalho, con Maazou che gira al volo: ottima la risposta di Ryzhikov. Passa neanche un minuto ed un tiro dai 25 metri di Noboa esce di un soffio, dando quasi l'illusione del gol. Inizia poi a tirare da ogni posizione un ispirato Carvalho, che cerca in tutti i modi di beffare l'estremo difensore tartaro, in particolare su calcio piazzato, come al 32'. Il talentuoso numero 7 trova però sulla sua strada un attento Ryzhikov, che non si fa sorprendere dalle maligne traiettorie dell'ex Internacional. Non è da meno l'argentino Dominguez, che sempre su punizione ci prova dalla lunga distanza. Proprio dopo questo tentativo si concludono a reti bianche i primi 45', non sempre giocati ad un ritmo altissimo, ma comunque più che gradevoli.
Obiettivamente più noiosa la ripresa, con il CSKA che arretra ulteriormente ed il Rubin che sembra voler gestire maggiormente le operazioni. Tuttavia, la loro crescita nella ripresa sortisce un'unica vera palla-gol, un palo colpito da Noboa su intelligente sponda di petto di Kabze, servito probabilmente in posizione irregolare dal connazionale Karadeniz. Inizia la girandola dei cambi, con Zico che come da copione inserisce il fresco Krasic al posto di un Maazou più che positivo, e Berdyev che toglie l'affaticato Ryazantsev per far posto a Bukharov, schierato al centro dell'attacco, con la retrocessione di Kabze (a sua volta in seguito sostituito da Petr Bystrov) sulla fascia destra. All'81' arriva l'episodio più dubbio dell'intero incontro, sul quale il Rubin può sicuramente recriminare: su un lancio dalle retrovie di Balyaikin, Bukharov prende il tempo a Vasily Berezutskiy, venendo spintonato dallo stesso. Poteva starci il penalty, che evidentemente Sukhina (in generale un buon arbitro, a parer mio attualmente il più affidabile in Russia) non se la sente di concedere a 10' dal termine. Sembra essere l'unica emozione di un match andato in calando ed ormai avviatosi ad avere il proprio epilogo nei tempi supplementari, esattamente come in occasione della Supercoppa, quando Aldonin, ricevuta palla da Carvalho, salta un avversario portandosi avanti il pallone col mancino e conclude imparabilmente con lo stesso piede (non il suo naturale). Grande e meritata gioia per uno dei calciatori più costanti del CSKA, il cui lavoro viene spesso e volentieri oscurato dalle giocate dei singoli, come Vagner Love e Zhirkov, entrambi poco presenti oggi. E' il gol che consegna la Coppa di Russia ad un CSKA che in pochi mesi ha già alzato due trofei!

Ci stavamo quasi dimenticando di sottolineare la notizia più importante della giornata: con tredici titoli, il CSKA è divenuto il club più vincente della storia del Calcio Russo!
1. CSKA Mosca - 13 titoli = 3 Campionati, 5 Coppe di Russia, 4 Supercoppe di Russia, 1 Coppa UEFA.
2. Spartak Mosca - 12 = 9 Campionati, 3 Coppe di Russia.
3. Lokomotiv Mosca - 9 = 2 Campionati, 5 Coppe di Russia, 2 Supercoppe di Russia.
4. Zenit San Pietroburgo - 6 = 1 Campionato, 1 Coppa di Russia, 1 Coppa della Premier Liga, 1 Supercoppa di Russia, 1 Coppa UEFA, 1 Supercoppa Europea.

Una vittoria che non annoia dunque l'Armata Rossa ed i suoi giocatori, orgogliosi di questo trofeo come se fosse il primo come riferiscono i vari Aldonin, che ora punta dichiaratamente ad un posto da titolare in Nazionale, i gemelli Berezutskiy e Vagnerl Love. Secondo il brasiliano, il CSKA non avrebbe sofferto l'inferiorità numerica nell'eventualità dell'extra-time. Daniel Carvalho ha rivelato che Zico ha invitato i giocatori a continuare ad attaccare e comportarsi come se Mamaev non fosse stato espulso. Il numero 7, secondo molti non troppo lontano allo splendido giocatore ammirato nel 2005 e nel 2006, negli ultimi giorni si è allenato al termine di ogni seduta a battere i calci piazzati ed i risultati si sono visti.


Reti: 90'+1 Aldonin.

CSKA (4-4-1-1): Akinfeev 6; Semberas 5,5, V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 6, Schennikov 6; Maazou 6,5 (dal 72' Krasic s.v.), Aldonin 8, Mamaev 4, Zhirkov 5,5; D. Carvalho 6,5; Vagner Love 5,5.
In panchina:
Pomazan, Odiah, Caner Erkin, Dzagoev, Necid.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6,5; Balyaikin 6, Sharonov 6, César Navas 5,5, Ansaldi 6,5; Sibaya 6, Noboa 6; Ryazantsev 5,5 (dal 77' Bukharov s.v.), Dominguez 6, Gokdeniz Karadeniz 6; Hasan Kabze 6 (dall'86' P. Bystrov).
In panchina: Kozko, Orekhov, Tomas, Rebrov, Adamov.


6 commenti:

JAT 64 ha detto...

ma questo Necid non gioca mai. E'cosi scarso?

Kerzhakov91 ha detto...

Non che non è scarso, anzi è bravo (viene considerato dagli osservatori come uno dei migliori attaccanti in circolazione tra quelli U-20), non mi ha ancora del tutto convinto, ma avendo soli 19 anni ha tutto il tempo per migliorarsi ed il CSKA sotto questo punto di vista è la squadra perfetta per crescere e maturare. E non è neanche vero che non abbia mai giocato in questi primi mesi: il suo esordio fu da sogno, con quel gol che ai supplementari decise la Supercoppa, ed anche in campionato ha giocato da titolare praticamente tutte le prime gare. Poi, chiaramente, una volta tornato disponibile Vagner Love, si è accomodato in panchina: del resto l'Armata Rossa gioca con un'unica punti nell'undici base, e non è esattamente la cosa più semplice di questo mondo riuscire a togliere il posto a Vagner...

JAT 64 ha detto...

Sembra che Tekke sia stato allontanato per motivi disciplinari dallo Zenit. ed ora se non c'è Pogrebnyak chi fa giocare in attacco Advocaat Ricksen ?

Iriney1986 ha detto...

Kerzha91... mi dai il tuo giudizio sul nuovo acquisto del Catania Barrientos? In russia non ha fatto sfracelli, ma in Argentina è considerato un mezzo fenomeno, quali delle due versioni è più lecito aspettarsi in Italia?

The Chosen One ha detto...

Iriney se permetti ti rispondo io. La verità come sempre sta nel mezzo.
Non è un fenomeno, ne uno scarso. E' un buon giocatore, dotato di ottima tecnica e anche discretamente veloce.
Ritengo abbia delle lacune dal punto di vista tattico e deve mettere su qualche chilo in più per essere pronto per il calcio italiano.
Indubbiamente a Catania può far bene ma non mi aspetterei che faccia sfracelli.

Ciao

Kerzhakov91 ha detto...

@JAT64
Bella domanda...al momento tutto il reparto avanzato è ridotto ai minimi termini, cerchiamo di sopravvivere e poi di ritornare SERIAMENTE sul mercato, perchè altrimenti qui la vedo grigia, non solo per il titolo (ora come ora, una chimera) ma anche per un piazzamento tre le prime 3 (che significa CL).

@Iiriney
In realtà Barrientos, prima di perdere la testa facendosi follemente espellere per entrate omicide (vedi derby con lo Spartak) oppure sparire completamente dalla circolazione (inizio 2008), ebbe un ottimo rendimento con l'FC Mosca, contribuendo non poco allo storico quarto posto dei Cittadini.
Sicuramente è un giocatore molto ben dotato da un punto di vista tecnico, con un discreto tiro ed una buona visione di gioco (come collocazione, nasce come trequartista, ma all'FC Mosca partiva spesso largo, sia da destra che da sinistra), però non mi sembra esattamente la tipologia di calciatore più adatta al calcio italiano...ha un fisico troppo minuto (da qui il soprannome 'El Pitu', il puffo). Sarebbe perfetto invece per la Liga.
Comunque per il Catania è un lusso - fino a poco tempo fa si parlava insistentemente di Napoli ed addirittura Barcelona (voci queste ultime forse prive di reale fondamento) - questo è poco ma sicuro. Certo, anche Dica doveva esserlo, poi sappiamo tutti come sia andata a finire...
Le maggiori perplessità sono comunque destate dal fisico, oltre che leggerino, pure parecchio fragile (viene da un lungo infortunio, senza il quale non sarebbe probabilmente mai approdato ai rossoblu).