martedì 23 giugno 2009

Il Tom Tomsk rischia l'esclusione dal Campionato Russo!


E' sempre piu' critica la situazione finanziaria del Tom Tomsk. Il club della Siberia Occidentale è sopraffatto dai debiti ed a detta di bene informati potrebbe divenire suo malgrado la prima società a non concludere la Premier Liga russa. I tanto annunciati sponsor non sono ancora arrivati e la situazione economica del Tom è a dir poco critica.
Alcuni giocatori, che non ricevono lo stipendio da ormai diversi mesi, minacciano di lasciare Tomsk alla riapertura del mercato. Tra loro capitan Valery Klimov, il bomber bielorusso Sergey Kornilenko (ambito tra l'altro dalla Dinamo Mosca) ed il centrocampista difensivo Dmitry Michkov. Ricordiamo che il primo ad alzare la voce era stato il tecnico Valery Nepomnyaschiy, dettosi pronto a rassegnare le dimissioni.

domenica 21 giugno 2009

21 giugno 2008: un anno fa la Russia incantò l'Europa intera...

Per festeggiare il primo anniversario di quel fantastico, epico, indimenticabile Quarto di Finale, ho preparato un video con una sintesi di quel match rimasto sicuramente impresso nella memoria di tutti gli appassionati, senza alcun dubbio il migliore di EURO 2008, ma che verrà ricordato in futuro come uno dei più appassionanti nella storia dei Campionati Europei di calcio.


giovedì 18 giugno 2009

DODICESIMA GIORNATA: LE ALTRE PARTITE.




Spartak Mosca - Khimki 1-0: 29' Fathi.

Spartak Mosca (4-4-2): Djanaev; Makeev, Jiranek, Stranzl, Fathi; Boyarintsev, Kovalchuk, Alex (dal 17' Pavlenko), Saenko (dal 58' C. Rodriguez); Maloyan, Dzyuba (dal 76' Yakovlev).
Khimki (4-5-1): Berezovskiy; Streltsov, Rotenberg (dal 46' Blatnjak), Ibragimov, Golovatenko (dal 74' Gapon); Samsonov, Zinovijev, Cvetkovic, Boudianskiy, Pylypchuk (dal 65' Antipenko); Nizamutdinov.

Si fermano ai tre punti le buone notizie per Karpin: i suoi - che non potevano comunque contare su importanti giocatori come i brasiliani Carioca e Welliton ed i russi Bazhenov e Bystrov - contro il fanalino di coda della RPL hanno giocato meno bene che in passato, sprecando troppe palle gol con Dzyuba e subendo qualcosa in più del dovuto nella ripresa. Oltre alle già citate defezioni, ha sicuramente influito il terribile caldo che ha colpito la Russia nel week-end, ma soprattutto l'infortunio a gara in corso subito da Alex Meschini, in seguito ad un brutto atterraggio dopo uno scontro aereo. Fortunatamente per i Myaso, che allo stato attuale dipendono dal trequartista prelevato dall'Internacional, l'infortunio occorso ad Alex si è rivelato meno grave del previsto, con il numero 12 che ha rimediato una distorsione alla caviglia e che tornerà ad allenarsi con i compagni il 27 giugno.
Si fa sempre più critica la situazione del Khimki, desolatamente sempre più ultima in classifica, con soli 4 punti conquistati in 11 giornate (ricordo che i rossoneri della periferia di Mosca recupereranno il 20 luglio il match contro il Rubin Kazan) e con la prima vittoria stagionale che tarda ad arrivare. Nel dopo-partita, Kostantin Sarsaniya si è detto pronto a lasciare il posto di allenatore del Khimki, ma ha precisato di essere un uomo d'onore e di non aver alcuna intenzione d'abbandonare la barca che sembra affondare. Sarsaniya si dice pronto ad ogni decisione che possa essere d'aiuto alla sua squadra, comprese le dimissioni.F ino a questo momento, l'ex DS dello Zenit ha ringraziato la dirigenza per il supporto e la fiducia comfermata a più riprese. Difficile stabilire quali siano le effettive colpe da attribuire al giovane tecnico, che - causa crisi economica che ha pesantemente danneggiato la società - si è ritrovato ad allenare una squadra completamente cambiata rispetto a quella che ottennè una sofferta salvezza nelle giornate finali dello scorso campionato, infarcita di giovanissimi di belle speranze, ai quali manca inevitabilmente l'esperienza necessaria. Stanno mancando i gol dell'attacco (specie di Nizamutdinov, rivelazione del girone d'andata del 2008, per la verità spesso e volentieri troppo poco assistito dai propri compagni), ma soprattutto è la difesa il reparto obiettivamente più scarso: basti pensare all'azione del gol di Fathi, che come la lama nel burro si è infilato nell'immobile retroguardia del Khimki sugli sviluppi di una lunga rimessa laterale battuta da Boyarintsev.


Dinamo Mosca - Kuban Krasnodar 1-1: 34' Kerzhakov rigore; 3' Dramani.

Dinamo (4-5-1): Gabulov 6; Tanasijevic 5 (dal 46' Kokorin 6), Kolodin 6, L. Fernandez 6, Granat 6; K. Kombarov 5,5, Wilkshire 6,5, Svezhov 6 (dal 72' Ropotan s.v.), Khokhlov 5,5, D. Kombarov 6; Kerzhakov 6,5.
Kuban (4-2-3-1): Botvinjev 8; Khagush 5,5, Zaseev 5, Djioev 6, Boaventura 6,5; Ushenin 6, Tlisov 6,5 (dall'83' Zhavnerchik s.v.); Topchu 6,5, Kasaev 6,5 (dall'86' Gorbushin s.v.), Dramani 6,5 (dal 65' Bayriev s.v.); D. Traoré 6.

Importante punto conquistato da un Kuban finalmente abbastanza convincente in trasferta, sul campo di una Dinamo che però nella ripresa, se non fosse stato per uno straordinario Botvinjev (che, se escludiamo la gara contro lo Zenit dell'Undicesima Giornata, sta avendo un rendimento francamente inaspettato), sarebbe riuscita a vincere. Ancora una volta l'ex portiere di riserva di Shakhtar e Saturn si è reso artefice di una prestazione da leccarsi i baffi, con tre autentici miracoli (il primo sul giovanissimo Svezhov, il secondo su un colpo di testa a botta sicura del subentrato Kokorin ed infine il terzo ed ultimo su conclusione al volo di Wilkshire). Come rendimento, il 27enne è sorprendentemente il miglior estremo difensore di questa RPL.
Se nella ripresa il Kuban si è affidato principalmente ai grandi interventi del proprio estremo difensore, di ben altro spessore era stata la prima frazione di gioco, con i biancoverdi di Krasnodar che si erano subito portati in vantaggio con Dramani, il più lesto di tutti a ribadire in rete una bella azione di capitan Topchu. Avanti di un gol, Kasaev e compagni hanno potuto giocare nel modo che prediligono, ovvero in contropiede, facendo più volte prendere più di uno spavento a Gabulov e sciupando una ghiottissima opportunità ancora con l'esterno ghanese in prestito dalla Lokomotiv, troppo egoista nella circostanza. La Dinamo, che è riuscita a pareggiare con il solito rigore (procurato da Zaseev: il fallo c'era) trasformato dal solito Kerzhakov, ha manifestato i problemi ormai noti a tutti: in particolare, non si capisce come mai Kobelev si ostini a giocare sempre, anche nelle gare casalinghe nelle quali la sua squadra dovrebbe fare la partita, con un'unica punta. Kerzhakov viene sempre lasciato troppo solo in avanti e spesso e volentieri risulta essere poco appoggiato dai compagni; l'attaccante ex Zenit e Sevilla sta vivendo un ottimo periodo di forma, ma necessiterebbe lo stesso di un compagno che possa affiancarlo nel reparto offensivo, o quantomeno di un trequartista alla Danny che giostri alle sue spalle. Se questo tipo di giocatore manca nella (ristrettissima) rosa attuale della Dinamo, non si può dire altrettanto dei centravanti, che anzi quasi abbondano, con Kokorin e Smolov che scalpitano per un posto da titolare, ma che quando vengono inseriti in campo vengono sempre fatti partire in posizione esterna da Kobelev, che evidentemente non si vuole discostare troppo dal proprio credo tattico.


Terek Grozny - Krylya Sovetov Samara 3-2: 8' e 39' Pancu, 84' Bendz; 47' e 51' Savin.

Terek (4-4-1-1): Dikan 7; Zabavnik 6,5, Omeljanchuk 5,5, Bendz 6,5, Mischenko 6 (dal 64' Vlasov 6,5); F. Petre 6,5, D. A. Smirnov 6,5, Margaritescu 7, Kobenko 6 (dal 77' I. Shevchenko 6,5); Lakhiyalov 7,5; Pancu 7,5 (dall'88' Essamé s.v.).
Krylya Sovetov (4-4-1-1): Lobos 6; Shishkin 6, Taranov 5, Belozerov 5, Léilton 6,5; Kulik 6 (dal 64' Escobar 5,5), Bober 5,5 (dal 77' Kovba s.v.), R. Adjindjal 6,5, Kalachev 6 (dal 46' Ignatjev 6); O. Ivanov 6; Savin 7.

E' un Terek sensazionale, mai visto a questi livelli, quello che vince divertendo il proprio pubblico e dando spettacolo tra le mura amiche contro un avversario ostico come il Krylya Sovetov, in una delle partite sicuramente più belle di queste prime 12 giornate di Premier Liga. Una gara equilibrata, ricca di colpi di scena, occasioni da gol e legni colpiti da ambo le parti, ma che ha avuto come filo conduttore fra il primo ed il secondo tempo la grande prova offerto dall'undici di Grozny, una squadra dalle buone potenzialità in fase offensiva che non aveva però mai convinto troppo sotto il profilo del gioco, ma che con l'inserimento in pianta stabile nella formazione titolare del talentuoso Lakhiyalov, oltre a risalire in classifica, ha fatto un evidente miglioramento anche esteticamente parlando.
Che i ceceni fossero in giornata lo si intuisce fin dalle prime battute e non è un caso che il vantaggio di Pancu arrivi già all'8: improvviso il destro dal limite del centravanti rumeno, che beffa un Lobos partito probabilmente con una frazione di secondo di ritardo. Le 'Ali' di Samara, orfane di Koller e con il solo Savin in attacco, non stanno a guardare e giocano il loro match, colpendo tra l'altro solo nel primo tempo ben due traverse: la prima con un tiro dai 20 metri del bielorusso Kalachev, la seconda con un colpo di testa da distanza ravvicinata di Belozerov (da sottolineare la paratona di puro istinto compiuta da Dikan sulla ribattuta ad opera dello stesso difensore centrale ex KamAZ). Tuttavia, nonostante la Dea Bendata non abbia assistito gli ospiti, non si può definire immeritato il raddoppio ad opera ancora di Pancu, servito sul filo del fuorigioco da uno splendido assist di Lakhiyalov, un numero 10 delizioso da un punto di vista tecnico ma purtroppo ormai già avanti con gli anni (saranno 30 il 26 ottobre). Bravo e freddo il 'Ronaldo di Giuleşti', che supera Lobos in uscita e deposita in rete a porta vuota, siglando il suo quinto gol in nove presenze (una media davvero niente male per un quasi 32enne). Ciò che impressiona maggiormente del Terek nel primo tempo è l'insolita fluidità del gioco, grazie soprattutto all'ottimo lavoro svolto dal recuperato Margaritescu, uno dei migliori in campo. Ad inizio ripresa qualcosa sembra essersi inceppato per i verdi di Grozny, che in 5 minuti si fanno rimontare i due gol: si fa trovare disattenta la difesa, che concede troppo spazio a Savin. La reazione del Krylya Sovetov è comunque estemporanea, perchè già a partire dal 55' è il Terek che riprende in mano le operazioni, macinando gioco e creando numerose palle gol, tra le quali spiccano una rete giustamente annullata per posizione irregolare di Smirnov e soprattutto una chance incredibilmente sprecata da Lakhiyalov (che solo contro Lobos, angola troppo la conclusione) ed un palo centrato dal subentrato Shevchenko. Gli uomini di Vyacheslav Grozny il definitivo punto del 3-2 lo trovano sugli sviluppi di un calcio d'angolo, con Bendz - che aveva sulla coscienza il secondo gol di Savin - che svetta più in alto di tutti ed insacca.

Nonostante l'incontro abbia regalato emozioni a non finire, la sfida di Grozny è finita nell'occhio del ciclone, a causa dei cosiddetti Dogovornie Machi o più semplicemente Dogovory, meglio noti in Italia con il termine di 'biscotti'. Sospetti che sono nati quando diverse agenzie di scommesse si sono affrettate a ritirare le quote sull'evento già alcuni giorni prima del fischio d'inizio del signor Layushkin, una giacchetta nera dal giallo facile che in Cecenia non ha tirato fuori un solo cartellino. Anche a Samara sono forti i sospetti che qualcuno stesso del Krylya Sovetov abbia stipulato un accordo con i giocatori del Terek e per questo è già stata inoltrata una lettera di protesta al governo della Regione di Samara per far luce su eventuali accordi avvenuti sotto banco. Le illazioni non sono chiaramente andate giù ai protagonisti, in particolare a prenderle malissimo è stato Leonid Slutskiy, serio e preparatissimo tecnico del Krylya, dettosi ferito e pronto - in un primo momento - a rassegnare le dimissioni. L'ex allenatore dell'FC Mosca ha difeso l'onestà sua e dei suoi ragazzi, nonchè la regolarità assoluta di un incontro che il Krylya per poco non pareggiava e che senza quei due legni avrebbe addirittura vinto. Il 37enne ha inoltre suggerito di non dar ascolto e di non trarre semplici conclusioni dalle azioni degli allibratori che hanno il diritto di far ciò che vogliono delle loro quote, ma che non sono certo custodi di verità assolute. La verità, a suo dire, è che le 'Ali' hanno perso perchè hanno giocato peggio dinanzi ad un ottimo Terek.
In sua difesa è intervenuto anche Vyacheslav Groznyj, tecnico del Terek, l'altra parte accusata. L'ex secondo di Romantsev ai tempi dello Spartak Mosca, ha parlato di una totale assenza di rispetto per l'operato dei suoi ragazzi che hanno vinto con merito contro una delle migliori squadre del Campionato, mettendo in mostra tra l'altro un gran calcio.

E' difficile parlare per il sottoscritto di certi argomenti, avendo però visto l'intera partita ed essendomi divertito parecchio, posso dire che in diretta non ho avuto la minima sensazione che ci fosse qualcosa di poco chiaro: sono stato semplicemente stupito dalla prestazione dei padroni di casa che però - ci tengo a precisarlo - hanno avuto la meglio a poco meno di 10' dal termine contro un Krylya sicuramente meno brillante di altre occasioni ma comunque mai domo, capace di rimontare due gol ad inizio ripresa e che nel primo tempo aveva centrato due legni. Insomma, un Krylya che a perdere proprio non ci stava.
Poi per carità, questo non significa che in passato a Grozny, campo per ovvi motivi molto 'politico', non si siano verificati risultati dubbi o addirittura poco puliti (in particolar modo nel 2007, anno della promozione), ma per polemizzare inutilmente queste persone hanno scelto proprio una gara sbagliata, quella nella quale il Terek ha vinto grazie al proprio gioco ed alle giocate di Lakhiyalov e compagni, non di certo grazie ad eventuali aiuti esterni o peggio ancora ad accordi sotto banco. Insomma, tanto polverone per nulla.


Tom Tomsk - Amkar Perm 1-2: 20' Kornilenko; 56' Peev, 67' Sikimic.

Tom (4-3-3): Pareyko; Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, Skoblyakov; Radosavljevic (dal 61' Nemeth), Michkov, Kharitonov (dal 73' Arkhipov); Dyadyun (dal 46' Klimov), Maznov, Kornilenko.
Amkar (4-4-2): Narubin; Makagonov, V. Kalashnikov, Belorukov, Grishin; Peev, M. Novakovic, William (dal 46' Pomerko), Starkov (dal 46' Sikimic); Zhilyaev, Jean Carlos (dall'88' V. Gagloev).

L'Amkar conferma la sua tradizione positiva nelle sfide col Tom e nella ripresa riesce a ribaltare il risultato, grazie alle importantissime reti di Peev e Sikimic. Questa è appena la seconda vittoria per i rossoneri degli Urali, che quantomeno si staccano un minimo dal pericolosissimo penultimo posto. Chissà che cosa deciderà di fare la dirigenza, se confermare Dimitrov dopo questa bella e per certi versi inattesa vittoria ottenuta nonostante l'assenza di gran parte della squadra titolare (ben sei le assenze) oppure esonerare lo stesso l'allenatore bulgaro, riprendendosi Rakhimov, che già ben conosce l'ambiente e che all'Amkar svolse un lavoro eccellente.
Brutto passo falso, non prevedibile, del Tom, squadra che solitamente guadagna punti preziosi in chiave salvezza proprio in gare come queste, specialmente se giocate al Trud di Tomsk. Sconfitta forse immeritata per i siberiani, che nella ripresa sottoporta hanno mostrato poca lucidità e che erano pur sempre passati in vantaggio grazie ad un gentile omaggio di Narubin, sfruttato dal rapace Kornilenko.

Non se la passa di certo bene il club siberiano, in piena crisi economica e finanziaria. Dopo averlo fatto al fischio finale della gara interna persa contro l'Amkar, ieri Valerij Nepomnyaschiy - ex C.T. del Camerun ad Italia '90 - ha rilanciato la possibilità di dimettersi. Il tecnico ha dichiarato che ormai da troppi mesi lui ed i giocatori non ricevono gli stipendi. I tanto annunciati sponsor non sono mai arrivati e la situazione è critica. La possibilità di lasciare il posto sono quindi molto alte. Sono dello stesso avviso gli scontenti calciatori, che minacciano di non presentarsi al ritiro estivo della prossima settimana in Germania.


Saturn - Lokomotiv Mosca 2-0: 20'Zelão, 53' Loskov.

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa,Zelão, Igonin, Nemov; Evseev, Loskov (dal 79' Sapeta); Al. Ivanov (dal 63' Vorobjev), Kuzmichev, Karyaka; Kirichenko (dal 75' Topic).
Lokomotiv (4-4-2): M. Cech; Yanbaev, Basa, Rodolfo (dal 54' Durica), Kuzmin; Cocis, Charles, Dujmovic (dal 30' S. Ivanov), Gatagov (dal 46' Fall); Odemwingie, Minchenkov.

Bentornato Yuri Semin: firmato Dmitry Loskov. Non è dei più fortunati l'attesissimo ritorno dell'amatissimo Semin, un'autentica istituzione per ogni 'Ferroviere' che si rispetti, alla guida della sua Lokomotiv, doppo aver lasciato la Dynamo Kiev nelle sapienti mani del connazionale Valery Gazzaev, insieme a Romantsev l'unico tecnico russo ad aver vinto più del 'Professore' negli ultimi 20 anni. Il caso vuole che a decretare l'amara sconfitta ai rossoverdi, sia stato quel Loskov per tanti anni capitano e simbolo della Lokomotiv sotto la vincente gestione-Semin. Un gol bello, di difficile esecuzione, alla Loskov, quello che il numero 10 ha siglato alla sua ex squadra, che di prima intenzione ha ribaduto di controbalzo in rete un rimpallo propiziato da Kirichenko. Non segnava da una vita Dima, esattamente dal 25 agosto del 2007, quando - il calcio è veramente incredibile - anche in quell'occasione chiuse l'incontro segnando il 2-0 contro...la Lokomotiv. Ma Loskov non è stato l'unico protagonista della sfida, aperta da un gol di testa del colosso Zelão, sugli sviluppi di una punizione calciata naturalmente dal regista classe 1974. Confusa e priva di idee la reazione degli ospiti nella prima frazione di gara, un pò più convinta quella orchestrata nella ripresa, anche se gli errori di mira di Odemwingie e del subentrato Fall non hanno di certo aiutato. Una Lokomotiv chiaramente priva di numerosi ed importanti titolari (basti pensare ai vari Bilyaletdinov, Glushakov, Torbinskiy e Sychev), ma che non ha confermato i progressi visti nel derby vinto per 2-1 con lo Spartak. Avrà da lavorare non poco, il tecnico che ha portato la Loko ad essere uno dei club più vincenti nella storia del calcio russo.


Spartak Nalchik - Zenit San Pietroburgo 2-2: 44' e 49' Geteriev; 32' Semshov, 63' Anyukov.

Spartak Nalchik (4-4-1-1): Loria; Kisenkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Geteriev, Kontsedalov (dall'83' Berkhamov), Gogua (dal 61' Bikmaev); Dzakhimishev (dal 70' Kontsevoj); Kalimullin.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, F. Meira, Krizanac, Sirl; Semshov, Denisov, Zyryanov (dall'86' Tymoschuk); Fayzulin (dal 46' Huszti), Ionov (dal 72' Shirokov); Pogrebnyak.

Un anno fa lo Zenit era considerato da tutti come la novità nell'elite del calcio europeo, una squadra che aveva da poco vinto incantando la Coppa UEFA e che si apprestava a bissare il trionfo a Montecarlo, contro il Manchester United; un anno dopo, la stessa squadra - ormai orfana di Arshavin e Dominguez, con Danny gravemente infortunato e Tymoschuk all'ultima partita ufficiale - pareggia per 2-2 a Nalchik in rimonta, giocando malissimo e non sfruttando un torno favorevole per risalire di posizioni in classifica. E' stata veramente triste la pessima prestazione offerta dagli uomini di Advocaat, senza gioco e soprattutto senza idee dalla trequarti in su; nella gara vinta per 2-0 contro il Kuban lo Zenit non aveva di certo entusiasmato, ma perlomeno il giovane Ionov aveva illuminato a tratti la scena con qualche interessante giocata. A Nalchik il numero 57 si è adeguato sugli standard dei compagni, non entrando mai in partita contro una squadra che tradizionalmente ha sempre messo in difficoltà Advocaat ma che nel suddetto incontro non ha neanche giocato particolarmente bene. Ciò nonostante i caucasici sono riusciti a pareggiare il gol del vantaggio di Semshov che avrebbe potuto indirizzare la gara verso i Meshki grazie ad una fortunosa punizione di Geteriev, non toccata da nessuno, Malafeev compreso. E' ancora lo stesso centrocampista cresciuto nel vivaio dello Spartak Nalchik a siglare il gol del momentaneo 2-1, questa volta con un bellissimo tiro d'esterno sinistro che si insacca sotto l'incrocio. Geteriev che entrerà di diritto nella storia del club caucasico, avendo siglato il 99esimo ed il 100esimo gol della storia dello Spartak Nalchik nel massimo torneo russo. Lo Zenit reagisce perlomeno allo schiaffo subito, trovando il definitivo 2-2 con un gran destro al volo di Anyukov, al primo centro stagionale. Chi si aspetterebbe però una squadra arrembante negli ultimi minuti viene prontamente deluso, nonostante a sfiorare il gol sia stato su punizione il subentrato Tymoschuk, come sempre l'ultimo ad arrendersi e che avrebbe meritato un finale diverso di questa sua esaltante e proficua esperienza a San Pietroburgo. Quella di Nalchik dagli appassionati di calcio russo verrà infatti ricordata come l'ultima partita dell'ucraino con la maglia dello Zenit, una maglia per la quale lui ha veramente dato tanto, tutto quello che aveva. Spasibo za vse,Nash Kapitan.


CLASSIFICA:
1. FC Mosca 23
2. Rubin 21 *
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3. Spartak Mosca 20
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4. Krylya Sovetov 20
5. Dinamo 20
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6. CSKA 19
7. Zenit 19
8. Rostov 18
9. Lokomotiv 16
10. Terek 16
11. Kuban 13
12. Saturn 13
13. Tom 12
14. Amkar 11
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15. Spartak Nalchik 8
16. Khimki 4


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
7 reti: Welliton Soares (Spartak Mosca).
6 reti: Alexander Kerzhakov (Dinamo, 3 rigori), Kornilenko (Tom, 1).
5 reti: Alejandro Dominguez (Rubin, 1), Alex Meschini (Spartak Mosca, 1), Daniel Pancu (Terek, 1).


TOP-11

Botvinjev (Kuban);

Anyukov (Zenit), Rozhkov (Rostov), Epureanu (FC Mosca), Grigalava (FC Mosca);

Samedov (FC Mosca), Geteriev (Spartak Nalchik), Krunic (FC Mosca)

Loskov (Saturn);

Akimov (Rostov), Pancu (Terek).



FLOP-11

Narubin (Amkar);

Semberas (CSKA), Rotenberg (Khimki), César Navas (Rubin), Golovatenko (Khimki);

Fayzulin (Zenit), Semak (Rubin), Mamaev (CSKA), Kalouda (CSKA);

Pogrebnyak (Zenit), Fall (Lokomotiv).



martedì 16 giugno 2009

L'FC Mosca di Bozovic fa sul serio: allo Streltsov, cade anche il CSKA.

FC Mosca - CSKA Mosca 2-0

Reti: 4' Samedov, 49' Krunic.


Come non togliersi il cappello davanti a questa squadra ed al suo strepitoso tecnico? FC Mosca al comando della Russian Premier Liga al termine della 12a Giornata, l'ultima prima della pausa di quasi un mese che si prenderà il campionato russo. I Cittadini, nell'anno delle maggiori difficoltà finanziarie della loro storia, stanno conducendo con ampio merito un torneo che vede sì i soliti crolli delle grandi, ma che di certo non vanno a sminuire un primato sacrosanto e legittimato con le vittorie su Spartak e CSKA, dal pareggio a reti bianche a Kazan contro il Rubin e se vogliamo anche dal difficile e sfortunato esordio a Khimki contro la Dinamo, dove gli uomini di Bozovic - dopo aver dominato per 90' - vennero infilzati da Kerzhakov all'ultimo minuto. Fu quella l'unica sconfitta del Campionato della squadra del Comune di Mosca. randi piegate, disabitudine alla sconfitta quando Rubin, CSKA, Zenit e Spartak spesso sono uscite dal campo a capo chino. Davvero applausi per questa squadra che, numeri alla mano, è la capolista più appropriata di un torneo bello e dannato per le grandi, esattamente come nelle ultime stagioni in Russia.
Domenica a pagare il conto e - per la seconda volta di seguito - è il CSKA. La squadra di Zico passa troppo bruscamente da gare positive ed a tratti spettacolari, a sconfitte facili. Sono già cinque le sconfitte totali in questa stagione, di cui ben quattro in campionato. Troppe per una formazione dal potenziale così elevato che punta a vincere il titolo. Per il momento non c'è ancora da preoccuparsi, ma dalla ripresa del Campionato, col sentitissmo derby contro lo Spartak, con la Premier Liga che entra nel vivo e la Champions che si avvicina, questa squadra deve fare il salto di qualità defiinitivo. Molto dipenderà da quanto crescerà la forma fisica dei vari Carvalho, Dzagoev, Zhirkov e soprattutto Vagner Love. Il bomber implacabile del finale del 2008 ha coperto molto dei problemi di manovra del CSKA che senza le sue reti ha anche difficoltà incredibili a realizzare, visto che Necid - utilizzato prevalentemente a partita in corso - è ancora un pò acerbo e Maazou viene continuamente impiegato come esterno destro, nonostante il recupero (probabilmente non ancora del tutto completo) di Krasic. Ci sono indubbiamente dei problemi da risolvere per Zico, ma al momento sono fortunatamente tutti risolvibili.

Come era nelle previsioni iniziali, Bozovic opta per una formazione prudente, togliendo un attaccante (lo slovacco Jakubko, nonostante fosse andato a segno consecutivamente per ben quattro match) ma non inserendo come in altre circostante un trequartista come il serbo Vukic, bensì un difensore adattato a fare il centrocampista di copertura come Sheshukov, la cui posizione in campo si rivelerà preziosissima. Il modulo scelto è quindi una sorta di 4-1-4-1, con al centro Krunic e Tarasov che si alternano nel giocare dietro all'unica punta Bracamonte, e con i pericolosi Samedov e Cesnauskis esterni.
Nel CSKA, Zico - che deve fare a meno degli infortunati Dzagoev e Ramòn e dello squalificato Zhirkov - dà una chance al giovane ceco Kalouda, che parte così per la prima volta da titolare in campionato. Sulla destra confermato Maazou, con Krasic in panchina. Alle spalle di Vagner Love, c'è il connazionale Daniel Carvalho.

Dalle battute iniziali, sembra essere partito maggiormente forte il CSKA, che già al 1' si guadagna un calcio d'angolo, ma a passare subito in vantaggio sono i padroni di casa, con un'azione insistita e piuttosto confusionaria di Krunic, con Vasily Berezutskiy che in scivolata anticipa Bracamonte servendo però di fatto Samedov, che di sinistro batte inesorabilmente un incolpevole Akinfeev. 1-0 e vantaggio immediato dei Cittadini, che avevano sbloccato il match in apertura anche nel precedente derby, quello con lo Spartak allora allenato ancora da Laudrup. Gli ospiti provono a reagire con Daniel Carvalho che apre sulla destra per Maazou, che accellera e mette in mezzo, con Zhevnov che in uscita bassa anticipa Vagner Love. Appassionante il duello che si ripropone più volte nel corso del primo tempo (ovvero fino alla sostituzione dell'attaccante del Niger, infortunatosi) fra il già menzionato Maazou e Grigalava, più giovane di lui di un anno, che soffre inizialmente la velocità dell'ex Lokeren riuscendo comunque a tenere il passo dello stesso. La partita, contrariamente alle previsioni, continua a farla l'FC Mosca, come sempre schierato benissimo in campo, che fa girare bene il pallone da sinistra verso destra, permettendo a Nababkin di crossare di prima per l'accorrente Krunic, che di sinistro al volo non riesce però a coordinarsi come si deve. E' meravigliosa l'azione che poco dopo porta lo stesso Nababkin al tiro-cross, con Ignashevich che anticipa provvidenzialmente Bracamonte. Il CSKA - oltre alle pesanti assenze di due tra i suoi migliori giocatori - non ingrana e paga soprattutto il fatto che Carvalho venga sempre raddoppiato o addirittura triplicato appena entra in possesso di palla, con Sheshukov che gli gioca appresso, marcandolo quasi a uomo. Sul finire del primo tempo, i 'Soldati' riescono ad organizzare un'unica sortita offensiva, al 35', con Semberas che serve in profondità Aldonin, inseritosi da dietro, che crossa basso per Kalouda, che di destro al volo angola troppo.
Il CSKA termina così la prima frazione di gioco in svantaggio, esattamente come era già successo a Samara ed in casa della Dinamo. Questa volta però l'Armata Rossa non riesce a rimontare, complice soprattutto il pessimo avvio nel secondo tempo. Già al 48', l'FC Mosca spreca una ripartenza che poteva essere letale: il tutto nasce da un lancio dalle retrovie, sul quale Bracamonte lavora benissimo di sponda, lanciando di fatto in rete Samedov, che supera in velocità Schennikov ma spara alto. Passano pochi secondi e l'FC Mosca raddoppia. Akinfeev batte il fallo di fondo servendo sulla destra Semberas, che si rende protagonista di un passaggio scellerato per vie orizzontali per il bell'addormentato Mamaev, che si lascia anticipare da Krunic, abile a battere l'estremo difensore avversario con un destro potente a giro che si insacca sul palo più lontano. Zico toglie l'impalpabile Kalouda ed inserisce Caner Erkin ed intorno al 60' - proprio grazie all'ingresso in campo del turco - comincia a crescere il CSKA, che però non sfrutta la grandissima chance di riaprire l'incontro con un altro subentrato, Necid, che - dopo essersi staccato dalla marcatura di un Epureanu fin lì attentissimo - manda a lato di testa un cross telecomandato di Daniel Carvalho. L'ultimo acuto dei Kony vede ancora l'ex centravanti dello Slavia Praga rendersi ancora pericoloso dopo aver scambiato con Vagner Love: è bravissimo però Sheshukov a chiuderlo con un grande intervento.


I MIGLIORI: Sono in tanti ad impressionare nell'FC Mosca, una macchina dimostratasi nel derby contro il CSKA pressochè perfetta grazie al grande lavoro di un tecnico dal futuro assicurato come il montenegrino Bozovic, ormai una garanzia in Russia dopo il fantastico quarto posto ottenuto nella passata stagione con l'Amkar, un'altra compagine nella quale più che i singoli la differenza la faceva il gioco di squadra, esattamente come in questo FC Mosca, formazione davvero interessante da seguire per tutti gli amanti della tattica. I Cittadini rispetto alla passata stagione si sono forse addirittura indeboliti, perdendo diversi elementi importanti ma - contrariamente a tutti coloro che considerano l'allenatore meno importante rispetto ai giocatori - con l'arrivo di Bozovic questa squadra si è letteralmente trasformata e sembra essere davvero una lontanissima parente da quella deludente affidata nello scorso anno alle poco sapienti mano di Blokhin. Non è un caso che molti elementi che sotto la gestione del tecnico ucraino non sono sembrati all'altezza, sembrano essersi trasformati (in meglio, naturalmente) con l'arrivo del 'Conte'. Non ci riferiamo chiaramente nè al sempre generosissimo Bracamonte, nè tantomeno all'imprendibile Samedov, quanti ai vari Nababkin, Epureanu e Krunic, tutti giocatori che stanno mantenendo un rendimento elevatissimo e, francamente, inaspettato. In particolare, il nazionale moldavo è sicuramente una delle rivelazioni più piacevoli nel suo ruolo e, oltre a costituire con Okoronkwo una delle difese meno battute del Campionato, sta mostrando un senso della posizione non indifferente. Ancor più clamoroso è il caso del bosniaco ex Tom, che da comprimario del quale nessuno si era accorto negli ultimi due anni è diventato un elemento preziosissimo tatticamente. Al fianco suo, degna di lode la prestazione offerta da Tarasov, giocatore chiaramente molto più 'futuribile' (stiamo parlando di un '87), ed autore di alcune aperture da applausi. Dietro di loro, non si può non esaltare il lavoro oscuro operato da Sheshukov: la mossa di inserire l'ex Luch-Energia di fatto a uomo su Carvalho ha consentito a Bozovic di vincere agevolmente il match.

I PEGGIORI: In settimana, dopo un anno abbondante nel quale nessuno si era accorto di lui, Kalouda aveva alzato la voce, lamentandosi del fatto di aver visto oggettivamente troppo poco il campo. Zico l'ha accontentato, schierandolo sulla sinistra nel suo 4-2-3-1; fiducia prontamente non ripagata dal 'nuovo Nedved' (...), artefice di una prestazione che più incolore non si può. Bocciarlo per una (tra l'altro, l'unica) gara mal disputata da titolare sarebbe ingiusto, ma evidentemente l'ex vice-campione del Mondo U-20 se il campo l'ha visto con poco sia con Gazzaev che con Zico, un motivo ci sarà pur dovuto essere. Grave, specie per un giocatore dalla sua esperienza, l'errore di Semberas che ha costato il gol del raddoppio, sebbene il lituano per il resto non abbia fatto male, anzi. Impreciso Aldonin, come sempre troppo timido e questa volta anche poco sveglio Mamaev, centrocampista dalle qualità potenzialmente eccelse ma che deve ancora maturare parecchio. Non sta attraversando un periodo di forma straordinario Vagner Love, anche se è risaputo che "O Artilheiro do Amor" il meglio di sè l'ha sempre dato nei gironi di ritorno e per di più quest'anno ha dovuto scontrarsi con qualche guaio muscolare di troppo.


FC Mosca (4-1-4-1): Zhevnov 6,5; Nababkin 6,5, Okoronkwo 6, Epureanu 6,5, Grigalava 7; Sheshukov 7; Samedov 7 (dall'83' Stavpets s.v.), Krunic 7 (dal 90' Vukic s.v.), Tarasov 7, Cesnauskis 6; Bracamonte 7 (dall'87' Jakubko s.v.).
In panchina: Amelchenko, Jop, Golyshev, Strelkov.
CSKA (4-2-3-1): Akinfeev 6; Semberas 5, V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 5,5, Schennikov 5,5; Aldonin 5, Mamaev 4,5 (dal 54' Necid 5,5); Maazou 6 (dal 40' Krasic 5), D. Carvalho 5,5, Kalouda 4,5 (dal 58' Caner Erkin 6); Vagner Love 5.
In panchina: A. Nigmatullin, Odiah, A. Berezutskiy, Rahimic.

sabato 13 giugno 2009

Il Rostov espugna Kazan, ma la partita passa in secondo piano in seguito alla preoccupanti condizioni di Petr Bystrov.


Rubin Kazan - Rostov 0-2

Reti: 32' e 55' Akimov.


Crolla la capolista nel caldissimo (33°C all'ombra) pomeriggio tartaro sotto i colpi del neopromosso Rostov, senza alcun dubbio una delle principali rivelazione di questa prima parte del campionato russo, una squadra che - così come il Kuban - ha meritato l'appellativo di ammazzagrandi dopo aver sconfitto CSKA (per giunta al Luzhniki!), Zenit ed appunto Rubin.

Appena 10.000 spettatori accorrono al Central Stadium di Kazan per assistere all'incontro della squadra della loro città: non sono esattamente un bel vedere le (semivuote) tribune dell'impianto dei, è bene ricordarlo, Campioni di Russia in carica. E' una mezza sconfitta per tutto il movimento che vende le proprie immagini in Italia, Inghilterra, Spagna, Stati Uniti e chissà quanti altri paesi. Tuttavia non mi sento di condannare eccessivamente i tifosi del Rubin. Il calcio non occupa nella società tartara un ruolo preponderante. In Russia c'è stato il ponte del 12 Giugno e viste le belle giornate la maggior parte sono nelle case di campagna o sulle spiagge in riva al Volga. L'estate da queste parti non dura in eterno. Poi la tifoseria del Rubin è anche una delle più sportive. Cantavano e ballavano anche nel 2007 quando lo Zenit era avanti di quattro gol..non trovate che sia meglio di chi s'inventa la morte di un bambino per far sospendere una partita, lancia motorini, fischia un capitano e ricopre avversari d'insulti e banane?
Fatta questa dovuta precisazione, si può tornare a parlare del match, disputato come detto sotto un clima che definire afoso è riduttivo. Berdyev è costretto a rinunciare, oltre all'infortunato Kaleshin, a due tra i suoi centrocampisti più importanti, vale a dire il sudafricano Sibaya (impegnato nella Confederation Cup con la sua nazionale) e l'ecuadoriano Noboa (appena tornato dal lungo viaggio transatlantico) ed inserisce al fianco di capitan Semak l'ex FC Mosca Petr Bystrov, che diventerà ahilui il protagonista della giornata odierna. Confermato il trio composto da Ryazantsev-Dominguez-Gokdeniz Karadeniz alle spalle dell'unica punta Adamov, tornato titolare dopo l'esclusione nella finale di Coppa di Russia, persa dai granata per 1-0 contro il CSKA Mosca. Dolmatov risponde con un modulo più accorto rispetto al solito, un coperto 4-5-1, nel quale l'unica punta è Adamov, con il serbo Petrovic che è tra i centrocampisti quello che deve maggiormente giocare in appoggio al capocannoniere del campionato di First Division di due anni fa. Sugli esterni c'è il dinamismo di Astafjev e la corsa di Gatkan (uno dei tre ex dell'incontro: gli altri sono Adamov e Petrovic), con l'ormai affiatata coppia Kulchiy-Osinov a far legna ed a ragionare in mezzo al campo. Soltanto panchina, contrariamente alle previsioni, per Lebedenko e Hong Yong-Jo.
Già in apertura il Rubin si accorge di aver davanti a sè un buon Rostov, compatto e quadrato come sempre, ben messo in campo da un tecnico conservatore come il 60enne ex nazionale sovietico e stella della Dinamo Mosca primi anni '70. I gialloblu si rendono per la prima volta pericolosi al 18', in seguito ad un'ingenuità del giovane Balyakin: risultano vani però i vari tentativi degli ospiti, tutti respinti dal pacchetto arretrato tartaro. Il Rubin, partito contratto, non sta a guardare: passaggio in verticale di Ansaldi, velo di Dominguez per Adamov, che gli ritorna il pallone per l'uno-due, che non avviene grazie alla chiusura di un attento Andjelkovic, che anticipa il poco reattivo centravanti prelevato un anno fa dall'FC Mosca. Che il Rubin non sia in giornata lo si capisce ben presto e si ha la conferma quando la difesa, con un insolito pasticcio, permette a Petrovic di partire liberissimo in contropiede: il serbo ex KamAZ ritarda la conclusione e si fa così rimontare da Ansaldi, che lo chiude con una rischiosa ma pulita scivolata d'altri tempi. Nell'azione successiva, Astafjev serve la puntuale puntuale sovrapposizione di Cherkes, che crossa in mezzo: César Navas buca l'intervento, Ryzhikov respinge di puro istinto la prima conclusione di Akimov ma nulla puà sulla ribattuta di ginocchio dello stesso numero 9. Vantaggio tutto sommato meritato di un Rostov sì ben disposto tatticamente, ma che non disdegna affatto di giocare e di offendere, facilitato dallo scarso filtro del Rubin a centrocampo. La squadra del Mar Nero continua a rendersi pericolosissima quando riparte, ma tuttavia comincia a sciupare qualche opportunità di troppo, casualmente sempre con Petrovic, che questa volta, servito da Astafjev, spara alto da posizione più che favorevole. Al 41' Karadeniz, ben lanciato in profondità da Dominguez, dopo aver saltato un paio di avversari, cerca l'improbabile assist filtrante per Ryzantsev anzichè provare la conclusione personale, che - considerando anche lo spazio che aveva a sua disposizione - sarebbe stata la miglior soluzione possibile. Il Rostov continua ad essere letale in contropiede, in fase di non possesso il Rubin è a tratti talmente imbarazzante che sembra non essere sceso in campo: Petrovic, nel bene e nel male presente in ogni azione, riesce ad innescare Akimov, trattenuto da dietro da Balyakin. L'arbitro è irremovibile: calcio di rigore e rosso diretto per fallo da ultimo uomo al laterale classe 1988. Sul dischetto a sorpresa non si presenta il rigorista Osinov, che quest'anno già aveva fallito un penalty, bensì l'autore del primo gol, Dmitry Akimov, che si fa però respingere il fiacco tiro da Ryzhikov. Dopo questa ennesima chance mal sfruttata dagli uomini di Dolmatov, si chiude il primo tempo: irriconoscibile il Rubin, che evidentemente patisce non poco l'assenza di un giocatore essenziale negli schemi di Berdyev come il metronomoco MacBeth Sibaya.
Il tecnico turkmeno prova la carta Rebrov e toglie dal campo un impalpabile Adamov; un cambio che non sortisce alcun effetto, perchè a creare occasioni è sempre e solo il Rostov, ora anche avvantaggiato dalla superiorità numerica e con più spazio per affondare i propri contropiedi. Al minuto numero 52 la difesa dei padroni di casa si riconferma disastrosa, ma un Petrovic eccessivamente lezioso sbaglia ancora tutto. Lo spettatore non fa in tempo a pensare che il Rostov stia sprecando effettivamente fin troppo, che gli ospiti raddoppiano: Akimov questa volta non perdona e firma così la sua prima doppietta nel massimo torneo russo. Tutto era nato da un perfetto anticipo di Andjelkovic, che era ripartito ottenendo uno scambio rapido col connazionale Petrovic, e che aveva servito infine proprio l'ex bomber del Sibir per il semplice tap-in. Berdyev mischia ancora le carte, inserendo Popov e Bukharov rispettivamente al posto di Orekhov e Karadeniz. Ma il copione non cambia, sebbene il gigantesco centravanti cresciuto nel vivaio riesca perlomeno a rendersi pericoloso in un paio di occasioni: prima Khoteev in uscita è bravo a chiudergli lo specchio della porta, poi di testa il numero 11 - su perfetto cross di Dominguez - angola troppo. Nel finale i ritmi si abbassano notevolmente, il caldo - un fattore importante per tutti i '90 (specie per i giocatori del Rubin che sembrano averlo patito particolarmente) - ormai la fa da padrone e con i tartari che, fatta eccezione di Dominguez, camminano letteralmente per il campo, il Rostov avrebbe addirittura la possibilità di portarsi sullo 0-3, ma il subentrato Lebedenko sciupa due favorevoli opportunità. La partita si conclude con una sorta di torello del Rostov, con i padroni di casa esausti che non riescono più a rincorrere gli avversari in maglia gialloblu.


I MIGLIORI: Calcia in malo modo un rigore, ma realizza la doppietta che decide il match: è quasi banale assegnare la palma di migliore ad Akimov, nonostante tutti nel Rostov abbiano giocato bene. Merita di essere premiata la costanza di rendimento del terzino sinistro Andjelkovic, nel giro della nazionale maggiore serba, uno dei migliori nel ruolo in queste prime 12 giornate, attento dietro ed ancor più abile in fase offensiva, come dimostra l'azione che ha portato al raddoppio del centravanti cresciuto nel vivaio dello Zenit. Autoritaria la prova fornita dai due centrali di difesa, che per il momento reggono eccome nonostante qualche perplessità che il sottoscritto nutriva ad inizio torneo: senza sbavature è stata infatti ancora una volta la prova offerta da Lengyel e soprattutto Rozhkov, convincente in ogni chiusura. Non tradiscono altri giocatori di sicuro rendimento come Cherkes, Astafjev e capitan Osinov, sorprende Khoteev, mai troppo chiamato in causa ma capace di dare una tranquillità al reparto che Gerus per ovvi motivi non avrebbe potuto garantire.
Ryzhikov è l'ultimo ad arrendersi, per il resto è davvero difficile salvare qualcuno nel Rubin. Ansaldi e Dominguez risultanto essere i meno peggio, anche se 'El Chori' non si guadagna una sufficienza piena.

I PEGGIORI: Va di lusso al Rubin che i subentrati Hong e Lebedenko facciano di tutto per non aumentare il bottino di reti della loro squadra: il primo si adegua ai ritmi bassissimi già presenti, il secondo - come scritto in cronaca -si mangia due gol.
Nel Rubin, bocciata l'intera difesa, anche se meriterebbe un capitolo a parte lo spagnolo César Navas, autore di una prestazione da incubo. Visibilmente non ancora del tutto recuperato Semak, un fantasma che vaga per il campo Adamov, uno che un anno fa - di questi tempi - partecipò senza alcun merito ad un Campionato Europeo. Combina poco o nulla Rebrov.


Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6,5; Balyaikin 4,5, Orekhov 5 (dal 58' A. Popov 5), César Navas 4, Ansaldi 6; Semak 5, P. Bystrov 5; Ryazantsev 5,5, Dominguez 5,5, Gokdeniz Karadeniz 5 (dal 60' Bukharov 5,5); Adamov 4,5 (dal 46' Rebrov 5).
In panchina: Kozko, Salukvadze, Gadjiev, Hasan Kabze.
Rostov (4-5-1): Khoteev 6,5; Cherkes 6,5 (dal 65' Hong Yong-Jo 5,5), Rozhkov 7, Lengyel 6,5, Andjelkovic 7; Astafjev 6,5, Osinov 6,5, Kulchiy 6, Gatkan 6; B. Petrovic 5,5 (dal 69' Lebedenko 5,5); Akimov 7 (dall'88' Slivic s.v.).
In panchina: Gerus, Zivanovic, Lapin, S. Kuznetsov.



Purtroppo questa partita rischia di essere ricordata esclusivamente come quella nella quale il centrocampista del Rubin Petr Bystrov, che compie 30 anni dopo domani, si è accasciato a terra nei minuti di recupero della partita contro il Rostov. L'ex esterno sinistro di Saturn e FC Mosca si è sentito male durante i minuti di recupero della partita giocata a Kazan, capitale della Repubblica del Tatarstan, sul Volga, ad una temperatura di 33 gradi all'ombra. Bystrov - da non confondere con l'omonimo Vladimir, ala destra dello Spartak Mosca e della nazionale russa - è stato immediatamente soccorso dai medici della sua squadra presenti a bordo campo, e successivamente è stato ricoverato in un ospedale di Kazan, il Centro Clinico Repubblicano. La diagnosi fatta dai due medici del Rubin Kazan, Georgy Lavruzhin e Sergey Fomin, è che Bystrov ha sofferto "un'insolazione, disidratazione ed un'emorragia cerebrale". Non è specificato quali siano attualmente le sue condizioni, anche se pare che siano piuttosto gravi: è evidente che a preoccupare maggiormente sia la prospettiva di un'emorragia, ma sono in corso gli accertamenti del caso.
Forza Petr, non mollare!

PREVIEW 12ª Giornata RPL 2009

Sabato 13 giugno

13:00 - Rubin Kazan - Rostov
2004- Rubin - Rostov 1-1: 21' Konovalov; 47' Hendrix.
2005- Rubin - Rostov 1-1: 40' Scotti; 14' Kanyenda.
2006- Rubin - Rostov 2-1: 50' Dominguez rig., 80' Jalland; 30' Osinov rig.
2007- Rubin - Rostov 0-0

Il turno di riposo forzato non ha tolto ai Tartari, ora con una gara in meno, la vetta della classifica. Una piccola consolazione dopo l'ennesima scoppola che gli uomini di Berdyev hanno ricevuto dal CSKA Mosca, rivale più accreditata del Rubin nella lotta scudetto, capace di rovinare in parte la festa scudetto del 2008 e di portar via a Semak e compagni Supercoppa e Coppa di Russia nel giro di pochi mesi. Pensiamo che sia però difficile che una squadra solida ed inquadrata come quella di Kazan possa farsi condizionare nella gara contro un Rostov diligente ma comunque nettamente inferiore. Berdyev, che dovrà già rinunciare all'infortunato Kaleshin e soprattutto al metronomo Sibaya (impegnato nella Confederation Cup con il 'suo' Sudafrica) spera di recuperare un Semak al massimo. Il capitano dei Tartari ha saltato la finale di Kubok Rossii ed è entrato negli ultimi minuti nell'espugnazione della nazionale in terra finnica. Un altro possibile assente è Noboa, che potrebbe soffrire il lungo viaggio intercontinentale dall'Ecuador. La squadra allenata da Dolmatov, orfana del portiere titolare Mandrykin, arriva invece a Kazan dopo aver avuto la possibilità di preparare la gara contro la capolista. Non è comunque in terra tartara che il Rostov dovrà ottenere i punti per una salvezza tranquilla che appare già molto vicina visto il buon inizio di torneo e visto il ritmo di chi popola le zone basse della classifica.
Quattro vittorie Tartare, quattro pareggi e due successi del Rostov nei precedenti giocati.


14:30 - Spartak Mosca - Khimki
2007- Spartak Mosca - Khimki 2-0: 17' Bazhenov, 49' Titov.
2008- Spartak Mosca - Khimki 1-1: 20' Pavlyuchenko; 71' Blatnjak.

Un avversario modesto e con l'acqua alla gola par venir in soccorso di uno Spartak che deve convivere con qualche spina di troppo. Dopo la roboante vittoria sull'Amkar, il brusco stop imposto agli uomini di Karpin nel derby dalla Lokomotiv ha riportato i Myaso sulla terra. D'ora in avanti sbagliare sarà vietato e vincere col Khimki deve essere una semplice e logica conseguenza. Karpin, che dopo la gara volerà in Spagna per iniziare il corso da allenatore e magari chiudere qualche trattativa, deve fare i conti con le assenze di Bystrov, Carioca e Welliton, tutti e tre squalificati, con Bazhenov e Parshvilyuk out. Se l'ex attaccante del Goias è tornato in Brasile ieri col placet della società che gli ha concesso qualche giorno in più anche per discutere della questione della naturalizzazione, Carioca è letteralmente fuggito a Porto Alegre senza avvertire nessuno. Il giovanissimo centrocampista prelevato dal Gremio nello scorso dicembre, che pare non aver alcuna intenzione di tornare in Russia per il momento, è atteso da una pesante multa. Una vigilia non delle più tranquille per lo Spartak che quest'anno in casa con le piccole ha però sempre e solo vinto. Ospite è come detto il Khimki, la più piccola del Campionato dopo 11 turni. La formazione di Sarsaniya è chiamata ad un'impresa proibitiva e dovrà farlo nonostante tre assenze (quelle di Antipenko, Maxymov e Nikiforov). Sarà difficilissimo uscire con un punto dal Luzhniki. Il treno che conduce fuori dalla zona retrocessione intanto s'allontana sempre di più. In caso di sconfitta, Sarsaniya potrebbe essere sollevato dall'incarico.
Su quattro incontri giocati tra Mosca e Khimki,un successo per parte e due pareggi(entrambi lo scorso anno).


15:30 - Dinamo Mosca - Kuban Krasnodar
2004- Dinamo - Kuban 0-1: 72' Vuka.
2007- Dinamo - Kuban 1-0: 38' Semshov.

Ghiotta l'occasione che si presenta per gli uomini di Andrey Kobelev, capaci nella scorsa giornata di riagganciare il treno per l'Europa che conta passando sul non facile campo di Tomsk. Alexander Kerzhakov si staglia come un gigante tra i bravi,giovani,esperti e talentuosi agli ordini di Kobelev. L'attaccante ex Zenit e Sevilla è il vero trascinatore della squadra della Polizia. Gol, assist, sgroppate e lavate di capo (spesso eccessive) ai compagni. E' lui il leader della Dinamo che di giocatori talentuosi ne aveva persi guò troppi nel 2008. La settimana dedicata alle Sbornaya ha restituito a Kobelev un Kerzhakov ancora più forte, ancora più rinfrancato. Se l'attaccante di Kiginseep riuscirà a mantenere tale rendimento, la Dinamo potrebbe ancora lottare per le medaglie e per un posto in Champions. Un protagonista ritrovato Kerzhakov, l'uomo copertina di quest'inizio estate, l'uomo sul quale la Dinamo proverà a costruire presente e futuro prossimo. Alla Khimki Arena arriva una squadra geniale e piacevole in casa quanto scialba e ridimensionata lontano da Krasnodar. E' questo il Kuban di Ovchinnikov, che dopo aver avuto la meglio sul CSKA tra le mura amiche è stato piegato dallo Zenit. E' la seconda versione dei gialloverdi che Khokhlov e compagni contano di trovarsi di fronte, ma attenzione, dopo una piccola pausa ed alla vigilia di quasi un mese di vacanze, molti valori potrebbero essere alterati.
Nel 2004 il Kuban seppe vincere a Mosca. Negli altri tre precedenti, un pareggio (sempre nel 2004) e due vittorie Dinamo nel 2007.


18:00 - Terek Grozny - Krylya Sovetov Samara
2005- Terek - Krylya Sovetov 2-0: 51' Terekhin, 69' Abramov.
2008- Terek - Krylya Sovetov 0-3: 48' Savin, 79' Kalachev, 90' Tikhonov rig.

Partita interessante quella che chiude la prima metà del weekend russo. Un Terek desideroso di qualche punto in più e pronto a regalare ai tifosi qualche emozione in più, riceve un Krylya Sovetov che non ha alcuna intenzione di farsi staccare dal treno che porterebbe le "Ali" nuovamente in Europa. Gli uomini di Slutskiy, al momento secondi con un punto in meno ed una gara in più della capolista Rubin, appaiono più maturi di quella squadra che l'anno scorso ha comunque conquistato un posto in European League. Quest'anno il Krylya, pur ottenendo poco negli scontri al vertice - come testimoniano le sconfitte con Zenit, CSKA e Lokomotiv - ha dimostrato di sbagliare poco o nulla con le piccole, sia in casa che fuori. E' questa qualità che in Russia è paradossalmente rara, che sta tenendo la squadra di Samara nelle zone altissime della classifica. Una gara quindi tra due squadre che contano di prendere per sè tutta la posta in palio.
Mai un pareggio tra Terek e Krylya. Due vittorie per parte nei quattro precedenti.


Domenica 14 giugno

09:30 - Tom Tomsk - Amkar Perm
2005- Tom - Amkar 3-0: 65' Skerla, 70' E. Kaleshin, 89' Krunic.
2006- Tom - Amkar 1-3: 87' aut. Sirakov; 11' Kobenko, 17' Akhmetzyanov, 72' Savin.
2007- Tom - Amkar 0-1: 82' Grishin.
2008- Tom - Amkar 0-1: 76' Kushev rig.

Vero e proprio scontro salvezza quello in programma domenica allo stadio Trud. Gli uomini di Nepomnyaschiy giocano in maniera alterna, nella forma e nel risultato: ad importanti e talvolta clamorose vittorie si succedono stop improvvisi. Il gioco a volte latita, altre volta consente al Tom di trovare la via del gol con relativa facilità. Vedremo quale versione dei Siberiani scenderà in campo contro un Amkar che sta vivendo il peggior momento della sua storia in Premier Liga. La sconfitta interna che ha regalato tanto ossigeno al Saturn ha fatto il paio con la goleada subita dallo Spartak Mosca. Dimitrov, che in settimana ha compiuto 50 anni, potrebbe essere alla sua ultima recita sulla panchina della squadra degli Urali. L'ombra di Rakhimov incombe, la pausa che attende il Campionato potrebbe portare la dirigenza dell'Amkar a più di qualche riflessione. Come se non bastasse, in una sfida chiave in un momento delicatissimo, lo sfortunato tecnico bulgaro dovrà far a meno di ben otto giocatori della prima squadra. Sono quattro le lunghezze che separano il Tom dall'Amkar che ha un solo punto sullo Spartak Nalchik penultimo in classifica.
Il Tom non batte l'Amkar dalla prima volta in cui la "ospitò" a Tomsk, quattro anni fa. Quattro pareggi e tre successi dell'Amkar nelle altre sfide.


12:00 - FC Mosca - CSKA Mosca
2004- FC Mosca - CSKA 1-4: 10' Baba Adamu; 43' Semak, 50' Vagner Love, 55' D. Carvalho, 69' Vagner Love.
2005- FC Mosca - CSKA 0-0
2006- FC Mosca - CSKA 0-1: 17' Jo.
2007- FC Mosca - CSKA 2-1: 28' Barrientos, 48' Semak; 43' Vagner Love.
2008- FC Mosca - CSKA 1-4: 79' Bracamonte; 6', 23', 53' e 60' Vagner Love.

Non sarà certo il derby più atteso della Capitale, ma la gara dello stadio Eduard Streltsov tra FC Mosca e CSKA è sicuramente il match più importante della dodicesima giornata. La squadra allenata da Bozovic è incredibilmente seconda in classifica in un anno finanziariamente parlando molto duro per i Cittadini che sono di proprietà della Nor Nikel e che cercano un acqirente per ripianare il bilancio. Ciò nonostante, Bozovic sta per ora facendo addirittura meglio di Slutskiy che nel 2007 poteva contare su gente come Semak, Barrientos, P.Bystrov, Adamov e Maxi Lopez. Proprio in quel 2007, il CSKA cadde malamnete in casa dei Cittadini che nelle ultime due stagione hanno battuto almeno una volta all'anno i Kony. Da valutare l'atteggiamento di una squadra che spesso ha dei vuoti incomprensibili. Il miglior CSKA sarebbe capace di ammazzare il Campionato, invece la squadra allenata da Zico, implacabile ed imbattibile nelle gare più importanti, ha perso più di una volta al cospetto delle piccole. L'FC non sarà preso sotto gamba. Tuttavia bisogna citare una differenza abbastanza rilevante: mentre Bozovic ha potuto preparare la gara con molti giocatori della prima squadra alle sue dipendenze, Zico ha visto allenarsi fino a oggi solo Vagner Love e Daniel Carvalho per quanto riguarda l'undici titolare. Qualche fatica in Nazionale ed il clima vacanziero nei tanti brasiliani che si apprestano a tornare in patria all'indomani di questa gara potrebbero essere un aiuto per i granata, che l'anno scorso vennero travolti in casa da un poker di Vagner Love, dopo che all'andata erano stati capaci di battere il CSKA al Luzhniki.
Tre successi dei Cittadini, quattro pareggi e nove affermazioni del CSKA. Il segno "X" manca dal 2005.


14:30 - Saturn - Lokomotiv Mosca
2004- Saturn - Lokomotiv 1-2: 90'+2 Bazhenov; 73' Sychev, 89' Pimenov.
2005- Saturn - Lokomotiv 0-0
2006- Saturn - Lokomotiv 1-1: 41' Bareiro; 90' aut. Igonin.
2007- Saturn - Lokomotiv 1-1: 51' B. Gyan; 61' Rodolfo.
2008- Saturn - Lokomotiv 1-2: 11' Topic; 45' Bilyaletdinov rig., 85' Sychev.

Dopo esser stato in tribuna a scrutare i suoi vecchi e nuovi ragazzi,Yuri Semin sale a bordo della Lokomotiv Mosca. Sarà Ramenskoe il teatro del ritorno in Rosso Verde dell'allenatore più carismatico e vincente della storia del club delle Ferrovie Russe. Con Loskov ed Evseev spettatori ed avversari, Yuri Pavlevich cercherà di imporre sin da subito la sua filosifia di gioco ed il suo carattere, quello che proprio dal suo addio è mancato ai Ferrovieri. Certo è impossibile vedere miglioramenti netti al debutto, che è poi l'ultima gara prima di una pausa con successivo ritiro estivo, con mezza squadra in infermeria squalificata, eppure qualche segnale positivo s'era già visto nell'importantissima vittoria sullo Spartak Mosca. Contro gli odiati concittadini infatti, la Loko non ha espresso un gran calcio, ma a più riprese ha messo in mostra uno spririto di sacrificio che i più non riconoscevano a questa squadra. Sarà stata la voglia di mettersi in mostra davanti a Semin, sarà stato l'avversario, saranno state le circostanze, lo scopriremo solo vivendo, visto che con Semin, nonostante una classifica deficitaria (ottava posizione, 16 punti in 11 gare), la Lokomotiv vuol tornare sin da subito a dire la sua ad alti livelli. Non può lasciar strada il Saturn di Gordeev, l'uomo subentrato a Roeber e che guiderà gli Alieni fino al termine della stagione,che par essersi messo alle spalle in maniera pressochè definitiva il momento di crisi nera del mese di Aprile.Due vittorie per il Saturn,undici pareggi e sette affermazioni per i Ferrovieri nelle 20 gare sin qui giocate tra le due formazioni.

17:00 - Spartak Nalchik - Zenit San Pietroburgo
2006- Spartak Nalchik - Zenit 1-1: 83' Poroshin; 63' Kerzhakov.
2007- Spartak Nalchik - Zenit 0-3: 56' Lombaerts, 67' Dominguez, 90'+4 Fatih Tekke.
2008- Spartak Nalchik - Zenit 2-2: 18' Shumeyko, 87' Mashukov; 72' Arshavin, 81' Dominguez.


Chiude il programma della dodicesima giornata la sfida tra Spartak Nalchik e Zenit.All'ombra dell'Elbrus,la più alta vetta del Vecchio Continente termina l'avventura allo Zenit del Capitano più vincente della storia del club di San Pietroburgo.Dopo aver salutato contro il Kuban i suoi tifosi ed il suo Petrovskiy,Anatoly Tymoschuk saluta definitivamente lo Zenit.Una presenza comunque non certa quella del'ucraino che ha giocato contro il Kazakhstan ancora una volta solo grazie alle infiltrazioni e che pare non aver ancora recuperato.Siamo certi che per la sua ultima battaglia Tymo stringerà i denti e si congederà da gladiatore,sul campo,dopo aver lottato per l'intera gara.Lo Zenit ha bisogno di vincere e continuare a guadagnare sulle rivali in chiave medaglie e Tymoschuk sarà il primo a dare l'esempio anche se questa da lunedì non sarà più la sua squadra.Trasferta insidiosissima quella a Nalchik per Advocaat e soci.Il tecnico di Den Haag che ha dichiarato di non poter rimanere a San Pietroburgo se vuol continuare ad avere una moglie ha definito i giovani della Primavera ancora troppo acerbi per esser integrati nella rosa della prima squadra e che lo Zenit se vorrà tornare ad essere competitivo per la vittoria in breve tempo dovrà rimpiazzare gli Arshavin,i Dominguez e Tymoschuk con acquisti mirati.L'emergenza continua dunque per lo Zenit che ancora una volta scenderà in campo con gli uomini contati.L'abbondanza in difesa si dissolve a centrocampo per diventare emergenza davanti.L'augurio è che quattro giorni possan bastare a chi s'è distinto mercoledì ad Helsinki.
Lo Spartak Nalchik è penultimo ed è alla disperata ricerca di punti.I Caucasici hanno dimostrato nel corso degli anni di aver poca paura delle grandi,specialmente in casa;tuttavia quest'anno la forbice o chissà le motivazioni e la convinzione,pare essersi un pò allargata.Filatov ha promesso due gol dei suoi compagni per raggiungere quota 100 reti in 101 gare di Premier Liga e per raggiungere un risultato importante contro i Campioni di Russia 2007.
L'anno scorso a Nalchik lo Zenit al termine di una gara sciagurata,si fece rimontare nel finale e diede quasi definitivamente addio al piazzamento Champions'.Tre vittorie per lo Zenit,una per lo Spartak del Sud e due pareggi.Ogni volta che una squadra ha prevalso,ha dovuto segnare tre o quattro reti.

venerdì 12 giugno 2009

La Russia trionfa ad Helsinki con il ritrovato Kerzhakov.

Finlandia - Russia 0-3
Reti: 27' e 53' Kerzhakov, 71' Zyryanov.

Un'ottima Russia in formato Austro-Svizzero impone la legge del più forte ad una Finlandia apparsa quasi impaurita ed impotente. Gli uomini di Hiddink riescono a vincere per 3-0 sull'ostico campo di Helsinki, sul quale la Germania - l'avversaria di Arshavin e compagni per il primato in classifica - aveva pareggiato in rimonta per 3-3, ripetendo così lo stesso risultato del match d'andata. A recitare il ruolo di grande protagonista del match è stato il giocatore più atteso, Sasha Kerzhakov, che rientrava in nazionale dopo un interminabile esilio forzato durato ben 19 mesi. L'ex 'delantero' di Zenit e Sevilla, dopo aver sfiorato il vantaggio in un paio di occasioni, ha avuto prima il merito di sbloccare l'incontro, imbeccato come ai vecchi tempi dal suo gemello del gol Arshavin, e poi di farsi trovare al posto giusto al momento giusto in occasione del raddoppio che ha facilitato di non poco il compito alla nazionale russa nell'agevole secondo tempo. Oltre al solito Arshavin, da sottolineare anche la superba prova - non solo per il bel gol - fornita da Zyryanov e l'incoraggiante secondo tempo disputato da uno scatenato Bystrov, imprendibile per la lenta retroguardia finnica.

Dopo le deludenti vittorie ottenute a fine marzo contro le cenerentole Azerbaigian e Lietchenstein, Hiddink è costretto a rivoluzionare in parte la difesa: con Anyukov squalificato, schiera a sorpresa Vasily Berezutskiy (e non il gemello Alexey, maggiormente a suo agio come terzino, o il laterale della Lokomotiv Yanbaev) sulla destra, reinserendo Kolodin al centro della difesa, al fianco dell'inamovibile Ignashevich, con naturalmente Zhirkov confermatissimo sulla corsia mancina. Il CT recupera Semak solo per la panca e decide di affidarsi completamente al centrocampo dello Zenit, con Denisov vertice basso e Semshov e Zyryanov ai suoi lati. E' una Russia ancor più made in Leningrad anche dalla trequarti in su, con Kerzhakov preferito a Pavlyuchenko e Pogrebnyak come unica punta ed Arshavin e Bystrov a supporto.
La nazionale semifinalista poco meno di un anno fa all'Europeo parte bene ed impone subito ai padroni di casa il proprio ritmo, mettendo in mostra una condizione fisica invidiabile. Arshavin è ispirato, Kerzhakov sta bene e vuole gridarlo al mondo, Bystrov è una scheggia e si guadagna subito un calcio di punizione, dalla quale scaturisce la prima palla gol della partita, con Kerzhakov che di testa anticipa Hyypia ma spedisce alto. La Finlandia pian pianino aumenta il proprio baricentro e comincia a guadagnare metri, con i fratelli Eremenko - che più volte hanno dichiarato di sentirsi russi e non finlandesi (e che infatti continuano ad essere malvisti all'interno della loro nazionale) - particolarmente vogliosi di fare bene contro la loro nazione d'origine. La seconda grossa chance dell'incontro capita sempre agli ospiti, con Zyryanov che servito in profondità supera l'estremo difensore avversario in uscita e serve al centro Bystrov, che incredibilmente spara alto, quando avrebbe potuto benissimo servire un liberissimo Kerzhakov per il più semplice dei tap-in. La Russia poco dopo riesce tuttavia a trovare la fondamentale rete dello 0-1: Ignashevich verticalizza per Arshavin che tocca di prima quanto basta per mandare in tilt la fin troppo alta difesa finnica ed innescare Kerzhakov, che da specialista nel partire sul filo del fuorigioco quale è sempre stato, parte in contropiede, mette a sedere Jaaskalainen e deposita la sfera in rete a porta sguarnita. E' un'autentica liberazione per la punta di Kingiseep, che si meritava proprio un ritorno in nazionale da sogno. Russia in vantaggio e match che appare in discesa, nonostante le battute conclusive della prima frazione di gioco siano tutt'altro che esaltanti, ma anzi parecchio confusionarie. La Finlandia cerca comunque di rispondere, ma rischia di subire il raddoppio, con Kerzhakov che, come spesso gli capita, eccede nell'egoismo, tentando il tiro di sinistro da posizione defilata anzichè cercare l'assist per l'accorrente Bystrov.
Nella ripresa la musica non cambia, con i russi che continuano a spingere con una convinzione ancora maggiore, soprattutto grazie alla verve di un Bystrov che tutto sommato aveva convinto poco nei primi 45'. E' proprio da un'incursione del numero 23 dello Spartak Mosca che nasce il secondo gol di Kerzhakov, che deve solo ribadire in rete la fiacca respinta di Jaaskalainen sul tiro d'esterno destro di Vova. Non ci fa di certo una bella figura l'intero pacchetto arretrato finlandese, che non riesce proprio a contenere la velocità supersonica di Bystrov. Al 67' Hiddink concede una standing ovation a Kerzhakov, uscito tra gli applausi del numeroso pubblico di fede russa e gli abbracci dei compagni; al suo posto entra Pavlyuchenko, che per certi versi sta vivendo in questo periodo l'inizio del 2008 di Sasha. Oltre che per qualche assolo del neo-capitano Arshavin, c'è tempo anche per la perla finale firmata Konstantin Zyryanov, imbeccato ancora una volta da Bystrov (inutile ribadire come anche in questa occasione la tattica del fuorigioco operata dalla Finlandia sia risultata scellerata), che rientra sul destro e fredda il numero uno del Bolton con una conclusione a fil di traversa. Nel finale Pavlik supera Tihinen con un 'sombrero', si improvvisa foca ma non riesce a siglare il poker. Ma alla Russia va più che bene così, del resto tutti avrebbero firmato per i tre punti. Mai in trasferta, nelle gare di qualificazione, l'Aquila Bicipite aveva mostrato tale piglio e tali muscoli. L'augurio è quello di non abbassare la guardia come in passato e credere nella qualificazione diretta che, salvo suicidi (tutt'altro che improbabili, considerando il recente passato di questa folle ed imprevedibile compagine) in Galles o Azerbaigian, la 'Sbornaya' si giocherà al Luzhniki contro la Germania, in una battaglia campale.


PAGELLE:
Akinfeev: 6. Nelle rare circostanze in cui viene chiamato in causa, risponde presente, seppur una sua respinta bassa nella ripresa sia stata tutt'altro che perfetta.
V. Berezutskiy: 6 Era impossibile chiedere di più al simpatico Vasily, che chiaramente non avrebbe mai potuto garantire la costante spinta ed i mortali inserimenti senza palla di un fenomeno del ruolo come Anyukov. Da lodare l'abnegazione e l'impegno con i quali il più anziano dei gemelli Berezutskiy si è disimpegnato in una posizione a lui inusuale.
Kolodin: 5,5 Con lo spostamento di Vasya sulla destra, torna sorprendentemente titolare, e conferma il negativo periodo che sta attraversando. Saltato più volte nel primo tempo, viene messo in difficoltà da Forssel. Meglio nella ripresa, ma per conquistarsi una maglia da titolare serviranno prestazioni di ben altro spessore per 'Rambo'.
Ignashevich: 6,5 Avrà i suoi limiti, sarà calato nelle ultime due stagioni, ma bene o male rimane il miglior centrale difensivo russo, l'unico che garantisca un minimo di affidabilità al reparto. Contro la Finlandia, squadra discretamente dotata da un punto di vista tecnico ma poco rapida, sia come manovra che come interpreti, non si sono verificate le condizioni affinchè il vice-capitano del CSKA potesse andare in difficoltà.
Zhirkov: 5,5 Insieme a Kolodin, l'unica nota stonata della serata, anche se a differenza del difensore della Dinamo Mosca, il valore di Yuri non è in discussione. Verosimilmente distratto dalle continue voci di mercato che lo rincorrono, l'elegante laterale mancino nativo di Tambov ha sfoderato una prova incolore: in particolare, è stata - incredibile ma vero - pressochè inesistente la sua spinta sulla fascia.
Semshov: 6 Nel complesso non una brutta prestazione, anzi, ma come sempre quando la Russia gioca bene non riesce a distinguersi particolarmente, cosa che invece nella sua carriera gli è sempre successa nei vari club nei quali ha militato.
Denisov: 6,5 Oltre che del fisico, manca forse anche un pò della personalità necessaria per poter tiranneggiare a centrocampo come il Tymoschuk della situazione, ma è sicuramente ambizioso questo processo di crescita attuato nei suoi confronti da Advocaat nello Zenit ed Hiddink nella nazionale, che vedono in lui un potenziale ottimo mediano a protezione della difesa.
Zyryanov: 7,5 Prestazione, condita dal terzo gol consecutivo in altrettante gare con la 'Sbornaya' in questo 2009, da Maestro con la m maiuscola per Kostya, indicato da molti esperti come il MVP del match ed elogiato dal suo C.T. che come risaputo stravede per lui: l'ex tecnico del Chelsea ha infatti dichiarato che sono pochi i giocatori al mondo che possono vantare un'intelligenza tattica superiore a quella del centrocampista ex Torpedo Mosca. Difficile dargli torto.
V. Bystrov: 7 Dopo un 2008 ben al di sotto dei suoi standard, complice anche un lungo infortunio da smaltire, come ribadito in più occasioni nelle ultime sfide di campionato disputate dallo Spartak, sta tornando ad essere quell'ala destra letteralmente imprendibile per gli avversari con un pò di metri a propria dispozione per sfoderare la sua impressionante accelerazione (soprattutto nella prima parte della ripresa ha rischiato più volte seriamente di beccare contravvenzioni per eccesso di velocità). dal 77' Semak: s.v. Non gioca perchè recuperato in extremis, perde ufficialmente la fascia da capitano (resterà tuttavia il vice) e - sensazione personale - forse anche il posto da titolare fisso.
Arshavin: 7 Buona prestazione, non eccessivamente leziosa come in altre circostanze, per Shava, che con un 2009 fin qui di altissimo livello riscatta gli ultimi sei mesi in chiaroscuro trascorsi con la maglia del club di Piter. L'intesa con Kerzhakov rimane una meraviglia, quella con Bystrov idem. Ma soprattutto, il gunner torna ad essere il nuovo capitano della Russia: Hiddink ha infatti fatto sapere di aver iniziato a pensare al ritorno della "povyazka" (la fascia) sul braccio di Arshavin all'inizio del raduno. E' importante che Shava abbia compreso l'entità dell'errore commesso contro Andorra, così come è importante per la Russia aver un capitano che conosce bene l'inglese e che può dunque relazionarsi con gli arbitri in maniera più diretta.
Kerzhakov: 7,5 Sceglie per il suo atteso ritorno in nazionale un numero simbolico come il 16 (lo stesso dei Mondiali nippocoreani del 2002, ai quali partecipò da 19enne) che gli porta una 'discreta' fortuna: l'attaccante attualmente in forza alla Dinamo Mosca ha così potuto esplodere per ben due volte tutta la sua gioia liberatoria per quell'anno e mezzo abbondante trascorso senza vestire la maglia della 'Sbornaya' e soprattutto per quella clamorosa esclusione dalla rosa di EURO 2008 da lui mai digerita. Nel giro di due settimane è arrivata prima la chiamata di Hiddink, poi il chiarimento tra i due, l'inserimento nella formazione titolare ed infine la doppietta nell'importantissima gara di Helsinki, che permette alla Russia di portarsi a -1 dalla Germania. La Russia ritrova un'arma in più non indifferente per il suo reparto offensivo. dal 67' Pavlyuchenko: s.v. Becchettato in settimana da Hiddink per la sua negativa stagione al Tottenham, Roman non sta sicuramente attraversando il periodo più felice della sua carriera, ma il tecnico olandese gli concede in ogni caso una ventina di minuti abbondante di minuti per cercare di ritrovare la via del gol.