giovedì 18 giugno 2009

DODICESIMA GIORNATA: LE ALTRE PARTITE.




Spartak Mosca - Khimki 1-0: 29' Fathi.

Spartak Mosca (4-4-2): Djanaev; Makeev, Jiranek, Stranzl, Fathi; Boyarintsev, Kovalchuk, Alex (dal 17' Pavlenko), Saenko (dal 58' C. Rodriguez); Maloyan, Dzyuba (dal 76' Yakovlev).
Khimki (4-5-1): Berezovskiy; Streltsov, Rotenberg (dal 46' Blatnjak), Ibragimov, Golovatenko (dal 74' Gapon); Samsonov, Zinovijev, Cvetkovic, Boudianskiy, Pylypchuk (dal 65' Antipenko); Nizamutdinov.

Si fermano ai tre punti le buone notizie per Karpin: i suoi - che non potevano comunque contare su importanti giocatori come i brasiliani Carioca e Welliton ed i russi Bazhenov e Bystrov - contro il fanalino di coda della RPL hanno giocato meno bene che in passato, sprecando troppe palle gol con Dzyuba e subendo qualcosa in più del dovuto nella ripresa. Oltre alle già citate defezioni, ha sicuramente influito il terribile caldo che ha colpito la Russia nel week-end, ma soprattutto l'infortunio a gara in corso subito da Alex Meschini, in seguito ad un brutto atterraggio dopo uno scontro aereo. Fortunatamente per i Myaso, che allo stato attuale dipendono dal trequartista prelevato dall'Internacional, l'infortunio occorso ad Alex si è rivelato meno grave del previsto, con il numero 12 che ha rimediato una distorsione alla caviglia e che tornerà ad allenarsi con i compagni il 27 giugno.
Si fa sempre più critica la situazione del Khimki, desolatamente sempre più ultima in classifica, con soli 4 punti conquistati in 11 giornate (ricordo che i rossoneri della periferia di Mosca recupereranno il 20 luglio il match contro il Rubin Kazan) e con la prima vittoria stagionale che tarda ad arrivare. Nel dopo-partita, Kostantin Sarsaniya si è detto pronto a lasciare il posto di allenatore del Khimki, ma ha precisato di essere un uomo d'onore e di non aver alcuna intenzione d'abbandonare la barca che sembra affondare. Sarsaniya si dice pronto ad ogni decisione che possa essere d'aiuto alla sua squadra, comprese le dimissioni.F ino a questo momento, l'ex DS dello Zenit ha ringraziato la dirigenza per il supporto e la fiducia comfermata a più riprese. Difficile stabilire quali siano le effettive colpe da attribuire al giovane tecnico, che - causa crisi economica che ha pesantemente danneggiato la società - si è ritrovato ad allenare una squadra completamente cambiata rispetto a quella che ottennè una sofferta salvezza nelle giornate finali dello scorso campionato, infarcita di giovanissimi di belle speranze, ai quali manca inevitabilmente l'esperienza necessaria. Stanno mancando i gol dell'attacco (specie di Nizamutdinov, rivelazione del girone d'andata del 2008, per la verità spesso e volentieri troppo poco assistito dai propri compagni), ma soprattutto è la difesa il reparto obiettivamente più scarso: basti pensare all'azione del gol di Fathi, che come la lama nel burro si è infilato nell'immobile retroguardia del Khimki sugli sviluppi di una lunga rimessa laterale battuta da Boyarintsev.


Dinamo Mosca - Kuban Krasnodar 1-1: 34' Kerzhakov rigore; 3' Dramani.

Dinamo (4-5-1): Gabulov 6; Tanasijevic 5 (dal 46' Kokorin 6), Kolodin 6, L. Fernandez 6, Granat 6; K. Kombarov 5,5, Wilkshire 6,5, Svezhov 6 (dal 72' Ropotan s.v.), Khokhlov 5,5, D. Kombarov 6; Kerzhakov 6,5.
Kuban (4-2-3-1): Botvinjev 8; Khagush 5,5, Zaseev 5, Djioev 6, Boaventura 6,5; Ushenin 6, Tlisov 6,5 (dall'83' Zhavnerchik s.v.); Topchu 6,5, Kasaev 6,5 (dall'86' Gorbushin s.v.), Dramani 6,5 (dal 65' Bayriev s.v.); D. Traoré 6.

Importante punto conquistato da un Kuban finalmente abbastanza convincente in trasferta, sul campo di una Dinamo che però nella ripresa, se non fosse stato per uno straordinario Botvinjev (che, se escludiamo la gara contro lo Zenit dell'Undicesima Giornata, sta avendo un rendimento francamente inaspettato), sarebbe riuscita a vincere. Ancora una volta l'ex portiere di riserva di Shakhtar e Saturn si è reso artefice di una prestazione da leccarsi i baffi, con tre autentici miracoli (il primo sul giovanissimo Svezhov, il secondo su un colpo di testa a botta sicura del subentrato Kokorin ed infine il terzo ed ultimo su conclusione al volo di Wilkshire). Come rendimento, il 27enne è sorprendentemente il miglior estremo difensore di questa RPL.
Se nella ripresa il Kuban si è affidato principalmente ai grandi interventi del proprio estremo difensore, di ben altro spessore era stata la prima frazione di gioco, con i biancoverdi di Krasnodar che si erano subito portati in vantaggio con Dramani, il più lesto di tutti a ribadire in rete una bella azione di capitan Topchu. Avanti di un gol, Kasaev e compagni hanno potuto giocare nel modo che prediligono, ovvero in contropiede, facendo più volte prendere più di uno spavento a Gabulov e sciupando una ghiottissima opportunità ancora con l'esterno ghanese in prestito dalla Lokomotiv, troppo egoista nella circostanza. La Dinamo, che è riuscita a pareggiare con il solito rigore (procurato da Zaseev: il fallo c'era) trasformato dal solito Kerzhakov, ha manifestato i problemi ormai noti a tutti: in particolare, non si capisce come mai Kobelev si ostini a giocare sempre, anche nelle gare casalinghe nelle quali la sua squadra dovrebbe fare la partita, con un'unica punta. Kerzhakov viene sempre lasciato troppo solo in avanti e spesso e volentieri risulta essere poco appoggiato dai compagni; l'attaccante ex Zenit e Sevilla sta vivendo un ottimo periodo di forma, ma necessiterebbe lo stesso di un compagno che possa affiancarlo nel reparto offensivo, o quantomeno di un trequartista alla Danny che giostri alle sue spalle. Se questo tipo di giocatore manca nella (ristrettissima) rosa attuale della Dinamo, non si può dire altrettanto dei centravanti, che anzi quasi abbondano, con Kokorin e Smolov che scalpitano per un posto da titolare, ma che quando vengono inseriti in campo vengono sempre fatti partire in posizione esterna da Kobelev, che evidentemente non si vuole discostare troppo dal proprio credo tattico.


Terek Grozny - Krylya Sovetov Samara 3-2: 8' e 39' Pancu, 84' Bendz; 47' e 51' Savin.

Terek (4-4-1-1): Dikan 7; Zabavnik 6,5, Omeljanchuk 5,5, Bendz 6,5, Mischenko 6 (dal 64' Vlasov 6,5); F. Petre 6,5, D. A. Smirnov 6,5, Margaritescu 7, Kobenko 6 (dal 77' I. Shevchenko 6,5); Lakhiyalov 7,5; Pancu 7,5 (dall'88' Essamé s.v.).
Krylya Sovetov (4-4-1-1): Lobos 6; Shishkin 6, Taranov 5, Belozerov 5, Léilton 6,5; Kulik 6 (dal 64' Escobar 5,5), Bober 5,5 (dal 77' Kovba s.v.), R. Adjindjal 6,5, Kalachev 6 (dal 46' Ignatjev 6); O. Ivanov 6; Savin 7.

E' un Terek sensazionale, mai visto a questi livelli, quello che vince divertendo il proprio pubblico e dando spettacolo tra le mura amiche contro un avversario ostico come il Krylya Sovetov, in una delle partite sicuramente più belle di queste prime 12 giornate di Premier Liga. Una gara equilibrata, ricca di colpi di scena, occasioni da gol e legni colpiti da ambo le parti, ma che ha avuto come filo conduttore fra il primo ed il secondo tempo la grande prova offerto dall'undici di Grozny, una squadra dalle buone potenzialità in fase offensiva che non aveva però mai convinto troppo sotto il profilo del gioco, ma che con l'inserimento in pianta stabile nella formazione titolare del talentuoso Lakhiyalov, oltre a risalire in classifica, ha fatto un evidente miglioramento anche esteticamente parlando.
Che i ceceni fossero in giornata lo si intuisce fin dalle prime battute e non è un caso che il vantaggio di Pancu arrivi già all'8: improvviso il destro dal limite del centravanti rumeno, che beffa un Lobos partito probabilmente con una frazione di secondo di ritardo. Le 'Ali' di Samara, orfane di Koller e con il solo Savin in attacco, non stanno a guardare e giocano il loro match, colpendo tra l'altro solo nel primo tempo ben due traverse: la prima con un tiro dai 20 metri del bielorusso Kalachev, la seconda con un colpo di testa da distanza ravvicinata di Belozerov (da sottolineare la paratona di puro istinto compiuta da Dikan sulla ribattuta ad opera dello stesso difensore centrale ex KamAZ). Tuttavia, nonostante la Dea Bendata non abbia assistito gli ospiti, non si può definire immeritato il raddoppio ad opera ancora di Pancu, servito sul filo del fuorigioco da uno splendido assist di Lakhiyalov, un numero 10 delizioso da un punto di vista tecnico ma purtroppo ormai già avanti con gli anni (saranno 30 il 26 ottobre). Bravo e freddo il 'Ronaldo di Giuleşti', che supera Lobos in uscita e deposita in rete a porta vuota, siglando il suo quinto gol in nove presenze (una media davvero niente male per un quasi 32enne). Ciò che impressiona maggiormente del Terek nel primo tempo è l'insolita fluidità del gioco, grazie soprattutto all'ottimo lavoro svolto dal recuperato Margaritescu, uno dei migliori in campo. Ad inizio ripresa qualcosa sembra essersi inceppato per i verdi di Grozny, che in 5 minuti si fanno rimontare i due gol: si fa trovare disattenta la difesa, che concede troppo spazio a Savin. La reazione del Krylya Sovetov è comunque estemporanea, perchè già a partire dal 55' è il Terek che riprende in mano le operazioni, macinando gioco e creando numerose palle gol, tra le quali spiccano una rete giustamente annullata per posizione irregolare di Smirnov e soprattutto una chance incredibilmente sprecata da Lakhiyalov (che solo contro Lobos, angola troppo la conclusione) ed un palo centrato dal subentrato Shevchenko. Gli uomini di Vyacheslav Grozny il definitivo punto del 3-2 lo trovano sugli sviluppi di un calcio d'angolo, con Bendz - che aveva sulla coscienza il secondo gol di Savin - che svetta più in alto di tutti ed insacca.

Nonostante l'incontro abbia regalato emozioni a non finire, la sfida di Grozny è finita nell'occhio del ciclone, a causa dei cosiddetti Dogovornie Machi o più semplicemente Dogovory, meglio noti in Italia con il termine di 'biscotti'. Sospetti che sono nati quando diverse agenzie di scommesse si sono affrettate a ritirare le quote sull'evento già alcuni giorni prima del fischio d'inizio del signor Layushkin, una giacchetta nera dal giallo facile che in Cecenia non ha tirato fuori un solo cartellino. Anche a Samara sono forti i sospetti che qualcuno stesso del Krylya Sovetov abbia stipulato un accordo con i giocatori del Terek e per questo è già stata inoltrata una lettera di protesta al governo della Regione di Samara per far luce su eventuali accordi avvenuti sotto banco. Le illazioni non sono chiaramente andate giù ai protagonisti, in particolare a prenderle malissimo è stato Leonid Slutskiy, serio e preparatissimo tecnico del Krylya, dettosi ferito e pronto - in un primo momento - a rassegnare le dimissioni. L'ex allenatore dell'FC Mosca ha difeso l'onestà sua e dei suoi ragazzi, nonchè la regolarità assoluta di un incontro che il Krylya per poco non pareggiava e che senza quei due legni avrebbe addirittura vinto. Il 37enne ha inoltre suggerito di non dar ascolto e di non trarre semplici conclusioni dalle azioni degli allibratori che hanno il diritto di far ciò che vogliono delle loro quote, ma che non sono certo custodi di verità assolute. La verità, a suo dire, è che le 'Ali' hanno perso perchè hanno giocato peggio dinanzi ad un ottimo Terek.
In sua difesa è intervenuto anche Vyacheslav Groznyj, tecnico del Terek, l'altra parte accusata. L'ex secondo di Romantsev ai tempi dello Spartak Mosca, ha parlato di una totale assenza di rispetto per l'operato dei suoi ragazzi che hanno vinto con merito contro una delle migliori squadre del Campionato, mettendo in mostra tra l'altro un gran calcio.

E' difficile parlare per il sottoscritto di certi argomenti, avendo però visto l'intera partita ed essendomi divertito parecchio, posso dire che in diretta non ho avuto la minima sensazione che ci fosse qualcosa di poco chiaro: sono stato semplicemente stupito dalla prestazione dei padroni di casa che però - ci tengo a precisarlo - hanno avuto la meglio a poco meno di 10' dal termine contro un Krylya sicuramente meno brillante di altre occasioni ma comunque mai domo, capace di rimontare due gol ad inizio ripresa e che nel primo tempo aveva centrato due legni. Insomma, un Krylya che a perdere proprio non ci stava.
Poi per carità, questo non significa che in passato a Grozny, campo per ovvi motivi molto 'politico', non si siano verificati risultati dubbi o addirittura poco puliti (in particolar modo nel 2007, anno della promozione), ma per polemizzare inutilmente queste persone hanno scelto proprio una gara sbagliata, quella nella quale il Terek ha vinto grazie al proprio gioco ed alle giocate di Lakhiyalov e compagni, non di certo grazie ad eventuali aiuti esterni o peggio ancora ad accordi sotto banco. Insomma, tanto polverone per nulla.


Tom Tomsk - Amkar Perm 1-2: 20' Kornilenko; 56' Peev, 67' Sikimic.

Tom (4-3-3): Pareyko; Katinsus, D. N. Smirnov, Jokic, Skoblyakov; Radosavljevic (dal 61' Nemeth), Michkov, Kharitonov (dal 73' Arkhipov); Dyadyun (dal 46' Klimov), Maznov, Kornilenko.
Amkar (4-4-2): Narubin; Makagonov, V. Kalashnikov, Belorukov, Grishin; Peev, M. Novakovic, William (dal 46' Pomerko), Starkov (dal 46' Sikimic); Zhilyaev, Jean Carlos (dall'88' V. Gagloev).

L'Amkar conferma la sua tradizione positiva nelle sfide col Tom e nella ripresa riesce a ribaltare il risultato, grazie alle importantissime reti di Peev e Sikimic. Questa è appena la seconda vittoria per i rossoneri degli Urali, che quantomeno si staccano un minimo dal pericolosissimo penultimo posto. Chissà che cosa deciderà di fare la dirigenza, se confermare Dimitrov dopo questa bella e per certi versi inattesa vittoria ottenuta nonostante l'assenza di gran parte della squadra titolare (ben sei le assenze) oppure esonerare lo stesso l'allenatore bulgaro, riprendendosi Rakhimov, che già ben conosce l'ambiente e che all'Amkar svolse un lavoro eccellente.
Brutto passo falso, non prevedibile, del Tom, squadra che solitamente guadagna punti preziosi in chiave salvezza proprio in gare come queste, specialmente se giocate al Trud di Tomsk. Sconfitta forse immeritata per i siberiani, che nella ripresa sottoporta hanno mostrato poca lucidità e che erano pur sempre passati in vantaggio grazie ad un gentile omaggio di Narubin, sfruttato dal rapace Kornilenko.

Non se la passa di certo bene il club siberiano, in piena crisi economica e finanziaria. Dopo averlo fatto al fischio finale della gara interna persa contro l'Amkar, ieri Valerij Nepomnyaschiy - ex C.T. del Camerun ad Italia '90 - ha rilanciato la possibilità di dimettersi. Il tecnico ha dichiarato che ormai da troppi mesi lui ed i giocatori non ricevono gli stipendi. I tanto annunciati sponsor non sono mai arrivati e la situazione è critica. La possibilità di lasciare il posto sono quindi molto alte. Sono dello stesso avviso gli scontenti calciatori, che minacciano di non presentarsi al ritiro estivo della prossima settimana in Germania.


Saturn - Lokomotiv Mosca 2-0: 20'Zelão, 53' Loskov.

Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa,Zelão, Igonin, Nemov; Evseev, Loskov (dal 79' Sapeta); Al. Ivanov (dal 63' Vorobjev), Kuzmichev, Karyaka; Kirichenko (dal 75' Topic).
Lokomotiv (4-4-2): M. Cech; Yanbaev, Basa, Rodolfo (dal 54' Durica), Kuzmin; Cocis, Charles, Dujmovic (dal 30' S. Ivanov), Gatagov (dal 46' Fall); Odemwingie, Minchenkov.

Bentornato Yuri Semin: firmato Dmitry Loskov. Non è dei più fortunati l'attesissimo ritorno dell'amatissimo Semin, un'autentica istituzione per ogni 'Ferroviere' che si rispetti, alla guida della sua Lokomotiv, doppo aver lasciato la Dynamo Kiev nelle sapienti mani del connazionale Valery Gazzaev, insieme a Romantsev l'unico tecnico russo ad aver vinto più del 'Professore' negli ultimi 20 anni. Il caso vuole che a decretare l'amara sconfitta ai rossoverdi, sia stato quel Loskov per tanti anni capitano e simbolo della Lokomotiv sotto la vincente gestione-Semin. Un gol bello, di difficile esecuzione, alla Loskov, quello che il numero 10 ha siglato alla sua ex squadra, che di prima intenzione ha ribaduto di controbalzo in rete un rimpallo propiziato da Kirichenko. Non segnava da una vita Dima, esattamente dal 25 agosto del 2007, quando - il calcio è veramente incredibile - anche in quell'occasione chiuse l'incontro segnando il 2-0 contro...la Lokomotiv. Ma Loskov non è stato l'unico protagonista della sfida, aperta da un gol di testa del colosso Zelão, sugli sviluppi di una punizione calciata naturalmente dal regista classe 1974. Confusa e priva di idee la reazione degli ospiti nella prima frazione di gara, un pò più convinta quella orchestrata nella ripresa, anche se gli errori di mira di Odemwingie e del subentrato Fall non hanno di certo aiutato. Una Lokomotiv chiaramente priva di numerosi ed importanti titolari (basti pensare ai vari Bilyaletdinov, Glushakov, Torbinskiy e Sychev), ma che non ha confermato i progressi visti nel derby vinto per 2-1 con lo Spartak. Avrà da lavorare non poco, il tecnico che ha portato la Loko ad essere uno dei club più vincenti nella storia del calcio russo.


Spartak Nalchik - Zenit San Pietroburgo 2-2: 44' e 49' Geteriev; 32' Semshov, 63' Anyukov.

Spartak Nalchik (4-4-1-1): Loria; Kisenkov, Djudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro, Geteriev, Kontsedalov (dall'83' Berkhamov), Gogua (dal 61' Bikmaev); Dzakhimishev (dal 70' Kontsevoj); Kalimullin.
Zenit (4-3-2-1): Malafeev; Anyukov, F. Meira, Krizanac, Sirl; Semshov, Denisov, Zyryanov (dall'86' Tymoschuk); Fayzulin (dal 46' Huszti), Ionov (dal 72' Shirokov); Pogrebnyak.

Un anno fa lo Zenit era considerato da tutti come la novità nell'elite del calcio europeo, una squadra che aveva da poco vinto incantando la Coppa UEFA e che si apprestava a bissare il trionfo a Montecarlo, contro il Manchester United; un anno dopo, la stessa squadra - ormai orfana di Arshavin e Dominguez, con Danny gravemente infortunato e Tymoschuk all'ultima partita ufficiale - pareggia per 2-2 a Nalchik in rimonta, giocando malissimo e non sfruttando un torno favorevole per risalire di posizioni in classifica. E' stata veramente triste la pessima prestazione offerta dagli uomini di Advocaat, senza gioco e soprattutto senza idee dalla trequarti in su; nella gara vinta per 2-0 contro il Kuban lo Zenit non aveva di certo entusiasmato, ma perlomeno il giovane Ionov aveva illuminato a tratti la scena con qualche interessante giocata. A Nalchik il numero 57 si è adeguato sugli standard dei compagni, non entrando mai in partita contro una squadra che tradizionalmente ha sempre messo in difficoltà Advocaat ma che nel suddetto incontro non ha neanche giocato particolarmente bene. Ciò nonostante i caucasici sono riusciti a pareggiare il gol del vantaggio di Semshov che avrebbe potuto indirizzare la gara verso i Meshki grazie ad una fortunosa punizione di Geteriev, non toccata da nessuno, Malafeev compreso. E' ancora lo stesso centrocampista cresciuto nel vivaio dello Spartak Nalchik a siglare il gol del momentaneo 2-1, questa volta con un bellissimo tiro d'esterno sinistro che si insacca sotto l'incrocio. Geteriev che entrerà di diritto nella storia del club caucasico, avendo siglato il 99esimo ed il 100esimo gol della storia dello Spartak Nalchik nel massimo torneo russo. Lo Zenit reagisce perlomeno allo schiaffo subito, trovando il definitivo 2-2 con un gran destro al volo di Anyukov, al primo centro stagionale. Chi si aspetterebbe però una squadra arrembante negli ultimi minuti viene prontamente deluso, nonostante a sfiorare il gol sia stato su punizione il subentrato Tymoschuk, come sempre l'ultimo ad arrendersi e che avrebbe meritato un finale diverso di questa sua esaltante e proficua esperienza a San Pietroburgo. Quella di Nalchik dagli appassionati di calcio russo verrà infatti ricordata come l'ultima partita dell'ucraino con la maglia dello Zenit, una maglia per la quale lui ha veramente dato tanto, tutto quello che aveva. Spasibo za vse,Nash Kapitan.


CLASSIFICA:
1. FC Mosca 23
2. Rubin 21 *
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3. Spartak Mosca 20
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4. Krylya Sovetov 20
5. Dinamo 20
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6. CSKA 19
7. Zenit 19
8. Rostov 18
9. Lokomotiv 16
10. Terek 16
11. Kuban 13
12. Saturn 13
13. Tom 12
14. Amkar 11
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15. Spartak Nalchik 8
16. Khimki 4


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
7 reti: Welliton Soares (Spartak Mosca).
6 reti: Alexander Kerzhakov (Dinamo, 3 rigori), Kornilenko (Tom, 1).
5 reti: Alejandro Dominguez (Rubin, 1), Alex Meschini (Spartak Mosca, 1), Daniel Pancu (Terek, 1).


TOP-11

Botvinjev (Kuban);

Anyukov (Zenit), Rozhkov (Rostov), Epureanu (FC Mosca), Grigalava (FC Mosca);

Samedov (FC Mosca), Geteriev (Spartak Nalchik), Krunic (FC Mosca)

Loskov (Saturn);

Akimov (Rostov), Pancu (Terek).



FLOP-11

Narubin (Amkar);

Semberas (CSKA), Rotenberg (Khimki), César Navas (Rubin), Golovatenko (Khimki);

Fayzulin (Zenit), Semak (Rubin), Mamaev (CSKA), Kalouda (CSKA);

Pogrebnyak (Zenit), Fall (Lokomotiv).



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