venerdì 12 giugno 2009

La Russia trionfa ad Helsinki con il ritrovato Kerzhakov.

Finlandia - Russia 0-3
Reti: 27' e 53' Kerzhakov, 71' Zyryanov.

Un'ottima Russia in formato Austro-Svizzero impone la legge del più forte ad una Finlandia apparsa quasi impaurita ed impotente. Gli uomini di Hiddink riescono a vincere per 3-0 sull'ostico campo di Helsinki, sul quale la Germania - l'avversaria di Arshavin e compagni per il primato in classifica - aveva pareggiato in rimonta per 3-3, ripetendo così lo stesso risultato del match d'andata. A recitare il ruolo di grande protagonista del match è stato il giocatore più atteso, Sasha Kerzhakov, che rientrava in nazionale dopo un interminabile esilio forzato durato ben 19 mesi. L'ex 'delantero' di Zenit e Sevilla, dopo aver sfiorato il vantaggio in un paio di occasioni, ha avuto prima il merito di sbloccare l'incontro, imbeccato come ai vecchi tempi dal suo gemello del gol Arshavin, e poi di farsi trovare al posto giusto al momento giusto in occasione del raddoppio che ha facilitato di non poco il compito alla nazionale russa nell'agevole secondo tempo. Oltre al solito Arshavin, da sottolineare anche la superba prova - non solo per il bel gol - fornita da Zyryanov e l'incoraggiante secondo tempo disputato da uno scatenato Bystrov, imprendibile per la lenta retroguardia finnica.

Dopo le deludenti vittorie ottenute a fine marzo contro le cenerentole Azerbaigian e Lietchenstein, Hiddink è costretto a rivoluzionare in parte la difesa: con Anyukov squalificato, schiera a sorpresa Vasily Berezutskiy (e non il gemello Alexey, maggiormente a suo agio come terzino, o il laterale della Lokomotiv Yanbaev) sulla destra, reinserendo Kolodin al centro della difesa, al fianco dell'inamovibile Ignashevich, con naturalmente Zhirkov confermatissimo sulla corsia mancina. Il CT recupera Semak solo per la panca e decide di affidarsi completamente al centrocampo dello Zenit, con Denisov vertice basso e Semshov e Zyryanov ai suoi lati. E' una Russia ancor più made in Leningrad anche dalla trequarti in su, con Kerzhakov preferito a Pavlyuchenko e Pogrebnyak come unica punta ed Arshavin e Bystrov a supporto.
La nazionale semifinalista poco meno di un anno fa all'Europeo parte bene ed impone subito ai padroni di casa il proprio ritmo, mettendo in mostra una condizione fisica invidiabile. Arshavin è ispirato, Kerzhakov sta bene e vuole gridarlo al mondo, Bystrov è una scheggia e si guadagna subito un calcio di punizione, dalla quale scaturisce la prima palla gol della partita, con Kerzhakov che di testa anticipa Hyypia ma spedisce alto. La Finlandia pian pianino aumenta il proprio baricentro e comincia a guadagnare metri, con i fratelli Eremenko - che più volte hanno dichiarato di sentirsi russi e non finlandesi (e che infatti continuano ad essere malvisti all'interno della loro nazionale) - particolarmente vogliosi di fare bene contro la loro nazione d'origine. La seconda grossa chance dell'incontro capita sempre agli ospiti, con Zyryanov che servito in profondità supera l'estremo difensore avversario in uscita e serve al centro Bystrov, che incredibilmente spara alto, quando avrebbe potuto benissimo servire un liberissimo Kerzhakov per il più semplice dei tap-in. La Russia poco dopo riesce tuttavia a trovare la fondamentale rete dello 0-1: Ignashevich verticalizza per Arshavin che tocca di prima quanto basta per mandare in tilt la fin troppo alta difesa finnica ed innescare Kerzhakov, che da specialista nel partire sul filo del fuorigioco quale è sempre stato, parte in contropiede, mette a sedere Jaaskalainen e deposita la sfera in rete a porta sguarnita. E' un'autentica liberazione per la punta di Kingiseep, che si meritava proprio un ritorno in nazionale da sogno. Russia in vantaggio e match che appare in discesa, nonostante le battute conclusive della prima frazione di gioco siano tutt'altro che esaltanti, ma anzi parecchio confusionarie. La Finlandia cerca comunque di rispondere, ma rischia di subire il raddoppio, con Kerzhakov che, come spesso gli capita, eccede nell'egoismo, tentando il tiro di sinistro da posizione defilata anzichè cercare l'assist per l'accorrente Bystrov.
Nella ripresa la musica non cambia, con i russi che continuano a spingere con una convinzione ancora maggiore, soprattutto grazie alla verve di un Bystrov che tutto sommato aveva convinto poco nei primi 45'. E' proprio da un'incursione del numero 23 dello Spartak Mosca che nasce il secondo gol di Kerzhakov, che deve solo ribadire in rete la fiacca respinta di Jaaskalainen sul tiro d'esterno destro di Vova. Non ci fa di certo una bella figura l'intero pacchetto arretrato finlandese, che non riesce proprio a contenere la velocità supersonica di Bystrov. Al 67' Hiddink concede una standing ovation a Kerzhakov, uscito tra gli applausi del numeroso pubblico di fede russa e gli abbracci dei compagni; al suo posto entra Pavlyuchenko, che per certi versi sta vivendo in questo periodo l'inizio del 2008 di Sasha. Oltre che per qualche assolo del neo-capitano Arshavin, c'è tempo anche per la perla finale firmata Konstantin Zyryanov, imbeccato ancora una volta da Bystrov (inutile ribadire come anche in questa occasione la tattica del fuorigioco operata dalla Finlandia sia risultata scellerata), che rientra sul destro e fredda il numero uno del Bolton con una conclusione a fil di traversa. Nel finale Pavlik supera Tihinen con un 'sombrero', si improvvisa foca ma non riesce a siglare il poker. Ma alla Russia va più che bene così, del resto tutti avrebbero firmato per i tre punti. Mai in trasferta, nelle gare di qualificazione, l'Aquila Bicipite aveva mostrato tale piglio e tali muscoli. L'augurio è quello di non abbassare la guardia come in passato e credere nella qualificazione diretta che, salvo suicidi (tutt'altro che improbabili, considerando il recente passato di questa folle ed imprevedibile compagine) in Galles o Azerbaigian, la 'Sbornaya' si giocherà al Luzhniki contro la Germania, in una battaglia campale.


PAGELLE:
Akinfeev: 6. Nelle rare circostanze in cui viene chiamato in causa, risponde presente, seppur una sua respinta bassa nella ripresa sia stata tutt'altro che perfetta.
V. Berezutskiy: 6 Era impossibile chiedere di più al simpatico Vasily, che chiaramente non avrebbe mai potuto garantire la costante spinta ed i mortali inserimenti senza palla di un fenomeno del ruolo come Anyukov. Da lodare l'abnegazione e l'impegno con i quali il più anziano dei gemelli Berezutskiy si è disimpegnato in una posizione a lui inusuale.
Kolodin: 5,5 Con lo spostamento di Vasya sulla destra, torna sorprendentemente titolare, e conferma il negativo periodo che sta attraversando. Saltato più volte nel primo tempo, viene messo in difficoltà da Forssel. Meglio nella ripresa, ma per conquistarsi una maglia da titolare serviranno prestazioni di ben altro spessore per 'Rambo'.
Ignashevich: 6,5 Avrà i suoi limiti, sarà calato nelle ultime due stagioni, ma bene o male rimane il miglior centrale difensivo russo, l'unico che garantisca un minimo di affidabilità al reparto. Contro la Finlandia, squadra discretamente dotata da un punto di vista tecnico ma poco rapida, sia come manovra che come interpreti, non si sono verificate le condizioni affinchè il vice-capitano del CSKA potesse andare in difficoltà.
Zhirkov: 5,5 Insieme a Kolodin, l'unica nota stonata della serata, anche se a differenza del difensore della Dinamo Mosca, il valore di Yuri non è in discussione. Verosimilmente distratto dalle continue voci di mercato che lo rincorrono, l'elegante laterale mancino nativo di Tambov ha sfoderato una prova incolore: in particolare, è stata - incredibile ma vero - pressochè inesistente la sua spinta sulla fascia.
Semshov: 6 Nel complesso non una brutta prestazione, anzi, ma come sempre quando la Russia gioca bene non riesce a distinguersi particolarmente, cosa che invece nella sua carriera gli è sempre successa nei vari club nei quali ha militato.
Denisov: 6,5 Oltre che del fisico, manca forse anche un pò della personalità necessaria per poter tiranneggiare a centrocampo come il Tymoschuk della situazione, ma è sicuramente ambizioso questo processo di crescita attuato nei suoi confronti da Advocaat nello Zenit ed Hiddink nella nazionale, che vedono in lui un potenziale ottimo mediano a protezione della difesa.
Zyryanov: 7,5 Prestazione, condita dal terzo gol consecutivo in altrettante gare con la 'Sbornaya' in questo 2009, da Maestro con la m maiuscola per Kostya, indicato da molti esperti come il MVP del match ed elogiato dal suo C.T. che come risaputo stravede per lui: l'ex tecnico del Chelsea ha infatti dichiarato che sono pochi i giocatori al mondo che possono vantare un'intelligenza tattica superiore a quella del centrocampista ex Torpedo Mosca. Difficile dargli torto.
V. Bystrov: 7 Dopo un 2008 ben al di sotto dei suoi standard, complice anche un lungo infortunio da smaltire, come ribadito in più occasioni nelle ultime sfide di campionato disputate dallo Spartak, sta tornando ad essere quell'ala destra letteralmente imprendibile per gli avversari con un pò di metri a propria dispozione per sfoderare la sua impressionante accelerazione (soprattutto nella prima parte della ripresa ha rischiato più volte seriamente di beccare contravvenzioni per eccesso di velocità). dal 77' Semak: s.v. Non gioca perchè recuperato in extremis, perde ufficialmente la fascia da capitano (resterà tuttavia il vice) e - sensazione personale - forse anche il posto da titolare fisso.
Arshavin: 7 Buona prestazione, non eccessivamente leziosa come in altre circostanze, per Shava, che con un 2009 fin qui di altissimo livello riscatta gli ultimi sei mesi in chiaroscuro trascorsi con la maglia del club di Piter. L'intesa con Kerzhakov rimane una meraviglia, quella con Bystrov idem. Ma soprattutto, il gunner torna ad essere il nuovo capitano della Russia: Hiddink ha infatti fatto sapere di aver iniziato a pensare al ritorno della "povyazka" (la fascia) sul braccio di Arshavin all'inizio del raduno. E' importante che Shava abbia compreso l'entità dell'errore commesso contro Andorra, così come è importante per la Russia aver un capitano che conosce bene l'inglese e che può dunque relazionarsi con gli arbitri in maniera più diretta.
Kerzhakov: 7,5 Sceglie per il suo atteso ritorno in nazionale un numero simbolico come il 16 (lo stesso dei Mondiali nippocoreani del 2002, ai quali partecipò da 19enne) che gli porta una 'discreta' fortuna: l'attaccante attualmente in forza alla Dinamo Mosca ha così potuto esplodere per ben due volte tutta la sua gioia liberatoria per quell'anno e mezzo abbondante trascorso senza vestire la maglia della 'Sbornaya' e soprattutto per quella clamorosa esclusione dalla rosa di EURO 2008 da lui mai digerita. Nel giro di due settimane è arrivata prima la chiamata di Hiddink, poi il chiarimento tra i due, l'inserimento nella formazione titolare ed infine la doppietta nell'importantissima gara di Helsinki, che permette alla Russia di portarsi a -1 dalla Germania. La Russia ritrova un'arma in più non indifferente per il suo reparto offensivo. dal 67' Pavlyuchenko: s.v. Becchettato in settimana da Hiddink per la sua negativa stagione al Tottenham, Roman non sta sicuramente attraversando il periodo più felice della sua carriera, ma il tecnico olandese gli concede in ogni caso una ventina di minuti abbondante di minuti per cercare di ritrovare la via del gol.



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