domenica 19 luglio 2009

L'ennesima rimonta nel finale del CSKA evita la fuga del Rubin.


Rubin Kazan - CSKA Mosca 1-2

Reti: 55' Dominguez (rig.); 76' Ignashevich, 79' Vagner Love.

Il CSKA si conferma sempre più come la bestia nera del Rubin, che sconfigge - pensate - per la terza volta nel giro di pochi mesi in questo 2009: precedentemente infatti, in entrambe le occasioni a Mosca, l'Armata Rossa aveva battuto la compagine Tartara nella Supercoppa di Russia prima e nella finale di Coppa di Russia poi, segnando tra l'altro i gol decisivi sempre nei minuti finali. Lo stesso è accaduto nell'incontro che ha aperto la penultima giornata del girone d'andata del massimo Campionato Russo: così come contro Krylya Sovetov e Dinamo (per giunta, anche in quei casi in trasferta), la squadra di Zico ha ottenuto i tre punti grazie ad una sensazionale rimonta effettuata nella ripresa, addirittura negli ultimi 10' in questa partita. Rubin che potrebbe iniziare anche ad avere una sorta di complesso di inferiorità nei confronti del CSKA: sembra una maledizione, un sortilegio, ma la formazione di Berdyev ogni volta che incontra i Kony si disunisce, viene beffata, aggirata e fatalmente sconfitta. Per certi versi, ogni amante del calcio russo deve anche ringraziare il CSKA per questa incredibile rimonta, perchè il Rubin Campione in carica era lanciatissimo verso la prima vera fuga della stagione. Ci hanno pensato Ignashevich e Vagner Love a riportare nei ranghi Semak e compagni, sul velluto dopo il rigore trasformato da Dominguez e con le gambe tremanti nel finale. La gara è incredibilmente cambiata dopo il pareggio di un CSKA parso fino a quel momento molle, senza fosforo e senza dinamicità. Non è infatti oro tutto quello che luccica: nonostante abbia vinto TUTTI (!) gli scontri diretti (perdendo però punti preziosi contro le cosiddette piccole), i 'Soldati' continuano a non convincere del tutto, soprattutto considerando l'enorme potenziale che hanno perlomeno dalla trequarti in su, nonostante la triste partenza di un fenomeno quale Yuri Zhirkov. L'undici di Zico va troppo a corrente alternata e soprattutto è piuttosto favorito dagli episodi; va però riconosciuto al tecnico brasiliano di avere dei giocatori che non mollano mai, che ci credono sempre e che sfruttano le palle inattive (sia grazie alle fantastiche parabole disegnate da Dzagoev che ai centimetri ed alla fisicità di alcuni elementi) come nessun'altra squadra in Russia.
Purtroppo, va anche sottolineato come la direzione arbitrale nel secondo tempo abbia avvantaggiato enormemente la formazione ospite: Popov ha infatti prima negato ai padroni di casa un rigore grande come una casa, poi - assegnando quello successivamente trasformato da Dominguez - si è dimenticato di estrarre il cartellino rosso a Semberas. Ma non solo non l'ha espulso, non l'ha proprio ammonito! Semberas che tra l'altro in seguito si è reso protagonista di altri interventi al limite che sarebbero dovuti valere almeno un giallo. Un altro graziato è stato lo scomposto Vasily Berezutskiy. Insomma, un arbitraggio a senso unico che ha pesantemente danneggiato la capolista...che potrebbe essere raggiunta in testa proprio dagli odiati rivali del CSKA qualora riuscissero a battere lo Spartak Nalchik nel recupero che si disputerà mercoledì.

Kurban Berdyev recupera Sharonov, che schiera al centro della difesa al fianco dello spagnolo César Navas (tagliato fuori Alexey Popov, che con un errato posizionamento aveva causato il gol del momentaneo 1-1 di Koller nel match di settimana scorsa di Samara), ma non rischia dall'inizio la carta Alejandro Dominguez, non ancora del tutto ripresosi dall'influenza. Il tecnico turkmeno conferma così l'assetto tattico che ha convinto sette giorni fa, con Sibaya e Noboa a fare da schermo davanti alla difesa e con Semak sulla linea dei trequartisti, pronto ad inserirsi letalmente negli spazi. Con Ryazantsev ancora indisponibile, rimane nell'undici titolare anche l'ex Saturn e Sibir Gorbanets.
Zico deve rinunciare all'ultimo a Daniel Carvalho, ma recupera al 100% Vagner Love, che si riprende così il suo posto in attacco, facendo accomodare Necid - a segno a Grozny - in panchina. Alle sue spalle, il rifinitore è Dzagoev. Parte ancora titolare Caner Erkin, il quale pare essere il favorito dell'allenatore ex Fenerbahce a sostituire Zhirkov.

Il primo brivido dell'incontro arriva già al 1', quando un cross insidioso di Gorbanets mette in difficoltà Akinfeev, che è costretto a deviare in corner. L'inizio dei padroni di casa è più che positivo, tanto che nei primi 10' sempre esserci un'unica squadra in campo, il Rubin appunto. Al 15' iniziano a farsi vedere anche gli ospiti, grazie ad un'accelerazione delle sue da parte di Krasic, che brucia in allungo tre avversari ma che come spesso gli capita si perde in un bicchiere d'acqua, ovvero al momento del cross, debole e senza alcuna pretesa. Un minuto dopo, fiammata del Rubin con un tiro improvviso di Semak che Akinfeev di pugno mette ancora in calcio d'angolo. Al 34' Ansaldi - tra i più positivi nella prima frazione di gioco - salta in velocità Vasily Berezutskiy, mette in mezzo un pallone interessante per la testa di Gokdeniz Karadeniz, che a sua volta rimette al centro, ma Ignashevich sventa il pericolo. Poco dopo, è lo stesso difensore della nazionale russa a far tremare il Central Stadium di Kazan, con un pallonetto direttamente su punizione che per poco non beffa un Ryzhikov colpevolmente fuori dai pali. I primi 45' terminano sullo 0-0 e sono in linea con le altre due sfide fra questi due club nell'anno corrente: ovvero delle gare equilibrate, tirate, ma mai veramente avvincenti e spettacolari, se non in alcuni frangenti.
Nell'intervallo, Berdyev toglie a sorpresa Gokdeniz Karadeniz (forse il più vivo dei suoi) ed inserisce l'idolo locale Dominguez; con la sostituzione del turco (per certi versi obbligata dato che il Rubin schierava già sei giocatori stranieri in campo), Semak abbassa la propria posizione andando a far coppia con Sibaya, mentre invece Noboa si sposta sulla fascia sinistra. Come nel primo tempo, anche nel secondo ad iniziare meglio è il Rubin, che invoca un rigore parso a tutti nettissimo al 47', quando Akinfeev trattiene nettamente Bukharov per la maglietta, facendolo cadere. L'arbitro evidentemente non è dello stesso avviso e lascia correre. Popov, nativo di Ekaterinburg, non può però non fischiare il secondo atterramento in area, con Semberas che impedisce a Noboa un facile tap-in a porta vuota, affossandolo. Tutti pensano ad un cartellino rosso naturale per il giocatore lituano, ma la giacchetta nera - come detto in apertura - vuole rendersi a tutti i costi protagonista in negativo non estraendo manco un misero giallo. Robe da calcio russo. Sul dischetto comunque si presenta 'El Chori', che spiazza Akinfeev e sigla il suo sesto centro personale. Un vantaggio assolutamente meritato quello dei Tartari per l'atteggiamento messo in campo ad inizio ripresa. Il CSKA non riesce a reagire, è senza idee e l'unico che sembra in grado di poter accendere la luce è Dzagoev. Zico prova la carta Necid togliendo un impalpabile Caner e passando alle due punte, Berdyev risponde inserendo Balyaikin ed Adamov rispettivamente al posto di Gorbanets e Bukharov. A 15' dal termine, il CSKA trova il pareggio, nell'unico modo forse possibile: ovvero da palla inattiva. Ad incaricarsi della battuta è Dzagoev, che pennella per Ignashevich che stacca liberamente di testa. Grave l'errore di Sharonov, che si stacca dalla marcatura ma che si fa superare dalla traiettoria del pallone. Un errore che non ti aspetti da un difensore dalla sua esperienza, peraltro impeccabile fino a quel momento. E' il gol che fa svegliare i 'Soldati', che bombardano la porta di Ryzhikov, prima con un potente destro di Necid e poi su un colpo di testa di Vagner Love. In entrambi i casi, l'ex estremo difensore di Lokomotiv e Tom compie due grandi interventi. Un CSKA ormai scatenato in poco più di 3'riesce a ribaltare addirittura il risultato, andando a segno sempre su calcio piazzato: ancora un errore di posizionamento della difesa del Rubin, con anche Ryzhikov colpevole, che evidentemente ha subito il colpo del pareggio e Vagner Love a porta vuota di testa ne approfitta. Autore dell'assist sempre il campioncino di Beslan. Terzo gol invece in campionato per il brasiliano, che alla vigilia aveva promesso di segnare al Rubin e che crede di ritornare sui livelli eccezionali della passata stagione nel giro di due settimane. Il Rubin ormai non c'è più in campo, non ha nemmeno la forza per abbozzare un contrattacco (anche perchè gioca praticamente in 10, vista la botta ricevuta da Dominguez poco prima) ed il CSKA rischia addirittura di segnare il terzo gol con un gran destro di Dzagoev che viene alzato sopra la traversa da Ryzhikov. Infine, è ancora super il numero uno del Rubin all'87', quando dice di no a Vagner, autore di una splendida azione personale.
Vince così il CSKA, che non convince però i più critici ma che secondo alcuni esperti entrerà al top della forma verso settembre-ottobre, ovvero i mesi nei quali oltre a decidersi verosimilmente la Premier Liga, inizierà anche la Champions League.
La vittoria ottenuta oggivale molto di più di tre punti in un Campionato che si preannuncia equilibrato e tirato e dal finale probabilmente thrilling. A tal proposito, vale la pena ricordare che alla terzultima ci sarà proprio CSKA-Rubin, con alla penultima Spartak-CSKA ed all'ultima Zenit-Spartak. Insomma, ci sarà da divertirsi. Garantito.


Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6,5; Salukvadze 6, Sharonov 5,5, César Navas 5, Ansaldi 6,5; Sibaya 5, Noboa 5,5; Gorbanets 5,5 (dal 70' Balyaikin s.v.), Semak 6, Gokdeniz Karadeniz 6,5 (dal 46' Dominguez 7); Bukharov 6 (dal 74' Adamov s.v.>).
In panchina: Kozko, Tomas, Kvirkvelia, Portnyagin.
CSKA (4-2-3-1): Akinfeev 5,5; Semberas 5, V. Berezutskiy 5, Ignashevich 6,5, Schennikov 6; Aldonin 6,5, Mamaev 6; Krasic 5,5, Dzagoev 6,5, Caner Erkin 5 (dal 63' Necid 6); Vagner Love 7.
In panchina: Pomazan, Odiah, A. Berezutskiy, Rahimic, Maazou, Ricardo Jésus.


Arbitro: V. Popov (Ekaterinburg) 2.
Ammoniti: V. Berezutskiy (41') e Akinfeev (56') per il CSKA; Ansaldi (45'), Sharono (54') e Dominguez (56').

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