giovedì 9 luglio 2009

L'hat-trick di Bukharov riporta il Rubin in testa!


Khimki - Rubin Kazan 2-3

Reti: 9' Zinovijev, 87' Cvetkovic; 20', 57' e 63' Bukharov.

Tornano al comando della Premier Liga dopo 12 giornate i Campioni in carica del Rubin Kazan, che sfruttano al meglio il recupero dell'undicesimo turno vincendo in rimonta alla Khimki Arena contro degli agguerriti avversari e rimediano così in parte al brutto scivolone casalingo dello scorso 13 giugno, quando i Tartari vennero malamente sconfitti per 2-0 dal Rostov. Trascinato dalla prima tripletta in carriera del ritrovato Alexander Bukharov, il club della Repubblica Autonoma del Tatarstan sottrae la vetta della classifica all'FC Mosca rivelazione: un primato tutto sommato meritato, sebbene i granata (in realtà in completo verde per l'occasione) non sempre abbiano entusiasmato e soprattutto pare abbiano perduto la continuità di rendimento decisiva nel corso del campionato 2008 che li vide trionfare a tre giornate del termine. Del resto però, c'è da dire che anche i dati statistici sono dalla loro parte: il Rubin ha infatti l'attacco più prolifico (4 gol in più dello Spartak Mosca secondo) e la terza difesa meno battuta del campionato (meglio hanno fatto soltanto il già citato FC Mosca ed il neopromosso Rostov). Numeri che invece non aiutano affatto il Khimki di Sarsania, ormai sempre più desolatamente ultimo, con soli 4 punti conquistati. Ciò che più preoccupa è la totale astinenza di vittorie di questa squadra, che deve appunto ancora ottenere il primo successo stagionale. Un Khimki che ha sicuramente tante attenuanti, così come le ha il suo tecnico - alla prima esperienza da allenatore nella massima categoria russa - e che non sembra avere la Dea Bendata schierata dalla sua parte, ma l'inizio stentato di campionato della società che risiede nella periferia moscovita rimane il peggiore nella storia della Premier Liga. Con ogni probabilità, le prossime tre gare saranno il crocevia della stagione.

Sarsania presenta un undici all'apparenza piuttosto difensivo, schierando a destra un terzino di contenimento come il finlandese Rotenberg ed a centrocampo, sulla stessa corsia, Streltsov; inoltre, in appoggio dell'unica punta Nizamutdinov c'è il solo Pylypchuk. Schieramento però solamente all'apparenza rinunciatario, come dimostra l'inedita coppia di centrali di centrocampo composta dal bosniaco Blatnjak (uno che è sempre stato impiegato come esterno offensivo) ed il giovane Kirillov, con il sempre vivace Samsonov a completare il quartetto. Ricordiamo che in mezzo al campo i rossoneri hanno perso Viktor Boudianski, rispedito ad Udine per aver deluso le attese del general manager, con il quale evidentemente non correva un gran feeling. La principale sorpresa riguarda l'utilizzo del portiere titolare: Borodin viene infatti incredibilmente preferito all'esperto Berezovskiy, ovvero l'unico giocatore a salvarsi in queste prime 12 giornate dell'intero pacchetto arretrato del Khimki. Al centro della difesa, al fianco di Zinovijev, viene confermato il 20enne Ibragimov, appena alla seconda presenza in Premier Liga.
Qualche novità obbligata anche per Berdyev, che è costretto a rinunciare agli infortunati Sharonov e Ryzantsev ed al sudafricano Sibaya, non ancora rientrato dalle meritate vacanze (naturalmente iniziate in ritardo causa Confederation Cup); il tecnico turkmeno li sostituisce rispettivamente con Popov (che va così a costituire un'inedita coppia di difesa con lo spagnolo César Navas), Noboa e Gorbanets. In attacco si rivede finalmente dal primo minuto Bukharov, che si rivelerà poi essere il mattatore dell'incontro. Naturalmente ancora indisponibile Petr Bystrov, ripresosi benone dopo il grande spavento di circa tre settimane fa ma non ancora pronto per ritornare a giocare.

L'inizio è totalmente favorevole al Khimki, che parte fortissimo, mantenendo un ritmo davvero elevato e pressando in continuazione i portatori di palla avversari, mettendoli così nelle condizioni di segnare. Meritatissimo quindi il vantaggio arrivato al 9' e firmato da Zinovijev (primo gol in PL per lui), che sugli sviluppi di un calcio d'angolo battuto da Blatnjak anticipa di testa Noboa ed insacca. Precedentemente i rossoneri avevano sfiorato il bersaglio grosso con un sinistro a rientrare di Streltsov, molto attivo in apertura sulla fascia destra. Fondamentale per il Rubin, messo alle corde nei primi 20' dai padroni di casa, il pareggio di Bukharov, che arriva nella prima occasione creata dai Tartari: un gol che mostra tutti i limiti della retroguardia del Khimki e che soprattutto fa aumentare a Sarsania i rimpianti per aver preferito Borodin a Berezovskiy. Il portiere in prestito dallo Zenit, già disastroso nell'altra partita da lui disputata in questo campionato (vale a dire la sconfitta per 3-0 contro il CSKA), esce in maniera non esattamente impeccabile, favorendo il colpo di testa vincente di Bukharov, che si era tra l'altro liberato con un pò troppa facilità dalla marcatura di Zinovijev. Ad essere pignoli, va detto che tutta la fase di non possesso dell'azione il Khimki l'avrebbe potuta interpretare meglio: Gokdeniz Karadeniz è infatti stato lasciato libero di crossare indisturbato dalla trequarti. Nel finale del primo tempo, rinvigoriti dal pareggio ottenuto, sono stati i Tartari a rendersi più volte pericolosi, prima con dei tiri da fuori di Semak, Noboa e Karadeniz, poi con una grossa chance non sfruttata da Noboa in seguito ad un'altra uscita a vuoto dell'estremo difensore ex Torpedo Mosca. Favorevolissimo al Rubin è anche l'inizio di ripresa: prima Bukharov viene ingiustamente fermato, lanciato a rete, dal guardalinee per un fuorigioco inesistente, poi sigla la rete del sorpasso, colpendo di testa liberissimo al centro dell'area di rigore. Molto bella però l'azione del Rubin che ha portato a questo gol, con Dominguez e Semak abili a scambiare tra di loro e con la perfetta apertura del capitano sulla fascia destra per Gorbanets, bravissimo a mettere in mezzo di prima intenzione un pallone delizioso che il gigante 24enne deve solo spingere dentro. L'esterno destro ex Saturn e Sibir poteva forse sfruttare meglio l'assenza di Ryazantsev per mettersi maggiormente in mostra, ma riesce in ogni caso a rendersi decisivo per la sua squadra con un prezioso assist, peraltro non il primo di questa sua stagione. Poco dopo, è lo stesso Gorbanets a lasciare il posto a Gadjiev, un altro che il campo l'aveva visto poco (anzi, non lo aveva proprio visto). Tuttavia, è proprio il nipote dell'allenatore Gadji Gadjiev, ricevuto il pallone da Dominguez - autore di una straordinaria percussione uno contro tutti - a servire a Bukharov il pallone per la tripletta personale di Bukharov, che chiude di fatto l'incontro, nonostante manchino ancora trenta minuti abbondanti. La reazione del Khimki infatti tarda ad arrivare, gli stessi cambi di Sarsania non sembrano poter dare chissà quale peso offensivo, ma ciò nonostante negli ultimi 15' la pressione dei padroni di casa aumenta e solo per un soffio non riescono ad ottenere una simbolica rimonta che sarebbe stata eroica. Inatteso protagonista di queste sfuriate finali si rende il centrocampista serbo Cvetkovic, da poco entrato in campo al posto di Kirillov (molto bene nel corso dei primi 45', calato nella ripresa: rimane senza dubbio un prospetto interessante), che su palla inattiva fa tremare i sostenitori occorsi da Kazan: prima infatti colpisce il palo interno (chiaro segno di quanto sia per il momento stregata la stagione per il Khimki), poi a 3' dal termine ribadisce in rete un tiro di Pylypchuk. Il Khimki ormai gioca solo col cuore, ma non basta per ottenere un punto che sarebbe stato tutt'altro che un furto, contro un Rubin che ha gestito con una certa semplicità gran parte della ripresa ma che ha sofferto terribilmente in alcuni frangenti della sfida. Chi vi scrive spera che non sia giunta al capolinea l'esperienza dell'e direttore generale dello Zenit alla guida del Khimki: chiaramente i risultati non sono dalla sua parte, ma sarebbe stato difficile ottenere di più con una squadra che soltanto all'ultimo si è salvata da un fallimento che pareva certo, che ha dovuto cedere gran parte dei giocatori più esperti (un nome su tutti: Egor Titov) sostituendoli con dei giovani di belle speranze arrivati perlopiù in prestito. La squadra inoltre ha dimostrato di saper giocare a calcio, ed in queste ultime partite lo ha fatto anche bene. Purtroppo però la difesa è un autentico colabrodo, di gran lunga la meno affidabile del campionato russo. Solitamente è Berezovskiy a cercare di limitare i danni, ma contro il Rubin siedeve in panchina e Borodin (che nel complesso non è un brutto portiere, basti pensare che è stato per due anni il terzo della nazionale russa, anche se purtroppo in tutta la sua carriera ha alternato grandi interventi a svarioni paurosi) non ha di certo brillato (per usare un eufemismo).


Khimki (4-4-1-1): Borodin 4,5; Rotenberg 6 (Nikiforov 6), Zinovijev 5, Ibragimov 4,5 (M. Jovanovic s.v.), Golovatenko 5; Streltsov 6,5, Blatnjak 6,5, Kirillov 6 (Cvetkovic 6,5), Samsonov 6,5; Pylypchuk 5,5; Nizamutdinov 5,5.
In panchina: Berezovskiy, Kirakosyan, Trivunovic, Kozhanov.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6; Salukvadze 6, A. Popov 6, César Navas 5,5, Ansaldi 6; Semak 6,5, Noboa 5,5; Gorbanets 6,5 (Gadjiev 6), Dominguez 6,5 (Hasan Kabze s.v.), Gokdeniz Karadeniz 6,5; Bukharov 7,5 (Adamov s.v.).
In panchina: Kozko, Tomas, Kvirkvelia, I. Klimov.


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