lunedì 6 luglio 2009

Tymoschuk passa al Bayern Monaco, Zhirkov firma per il Chelsea: la RPL perde altri due suoi grandi protagonisti.



Fino a non molto tempo fa, quando era (ingiustamente) snobbato dai media europei, uno dei principali motivi di vanto del Campionato Russo era quello di riuscire a trattenere praticamente tutti i migliori giocatori, sia stranieri che soprattutto prodotti locali. Questo avveniva indubbiamente grazie alle notevoli risorse economiche di alcune delle principali squadre, ma anche per la scarsa considerazione che i top-club occidentali avevano per i giocatori che militavano in Russia. Ecco perchè questi giocatori preferivano restarsene in patria, in un campionato tutto sommato competitivo, anzichè andare a cercare fortuna in squadre di livello medio di campionati più celebrati e sponsorizzati.
Se escludiamo qualche caso sporadico (vedi Andrey Karyaka dal Krylya Sovetov Samara al Benfica nell'estate del 2005, Nemanja Vidic dallo Spartak Mosca al Manchester United nel gennaio del 2006 o Alexander Kerzhakov dallo Zenit San Pietroburgo al Sevilla un anno dopo), si può dire che fino al 2008 la RPL - nata nel 2001 - sia riuscita a trattenere gran parte dei suoi principali talenti. Proprio nel 2008 però è iniziata una pericolosissima inversione di tendenza, quando lo Zenit Campione di Russia in carica e che da lì a poco avrebbe deliziato l'Europa conquistando la Coppa UEFA, ha ceduto al Liverpool per 10 milioni di euro il suo miglior difensore di quel periodo, lo slovacco Martin Skrtel. Pochi mesi dopo fu un'altra dirigenza ambiziosa come quella del CSKA a privarsi del suo bomber principe, il brasiliano Jo, che si trasferì al Manchester City (dove trovò peraltro poca considerazione) per l'allora cifra record di 25 milioni di euro. Con la definitiva consacrazione di alcuni talenti russi nell'esaltante Europeo del 2008, tutto ad un tratto le principali compagini europee si sono accorte dell'esistenza di un movimento calcistico sempre sottovalutato e poco noto come quello russo, ed è così che i vari Igor Akinfeev, Andrey Arshavin, Roman Pavlyuchenko (che da lì a poco sarebbe passato al Tottenham Hotspur), Pavel Pogrebnyak e Yuri Zhirkov - solo per citare i cinque più ricercati - sono entrati nella sfera di interesse di alcuni dei principali top-team occidentali.
Se il 2008 era finito male in questo senso, il 2009 è iniziato ancora peggio, con la cessione di Andrey Arshavin, rimasto controvoglia a San Pietroburgo nell'estate precedente, svenduto come altri pochi giocatori nella storia del calcio, all'Arsenal, club di certo non più ricco dello Zenit, e se vogliamo anche con quella di una leggenda vivente del calcio russo come Egor Titov, magari non più un giocatore di prima fascia, ma pur sempre un'istituzione per il movimento del quale si cura questo blog, che ha addirittura preferito i (tanti) soldi propostigli dall'emergente Lokomotiv Astana, formazione di punta del Kazakhstan (!). Passarono poche settimane e lo Zenit - che nel frattempo rimaneva incredibilmente immobile nel mercato in entrata - perse di fatto (seppur il trasferimento ufficiale sia avvenuto soltanto nel corso delle ultime settimane) anche il proprio capitano, Anatoly Tymoschuk, passato al Bayern Monaco, che l0 acquistò grazie all'irrisoria clausola di rescissoria (inserita nel terzo anno di contratto) pari a soli 11 milioni di euro. Ma il delirio della dirigenza dello Zenit - che nel frattempo si era privata anche di Alejandro Dominguez (andando a rinforzare una diretta concorrente per il titolo come il Rubin Kazan) - pare continuare ancora, se è vero che Pavel Pogrebnyak è in scadenza di contratto e che a questo punto, salvo sorprese dell'ultima ora, si libererà a parametro zero nel mese di dicembre. Inoltre, il portoghese Miguel Danny, in seguito alla rottura del menisco, rilasciò un'intervista in Portogallo nella quale si disperava per il grave infortunio subito che ne avrebbe pregiudicato il passaggio al Chelsea, che sembrava ormai cosa fatta. Blues che come noto in mattinata hanno annunciato l'approdo a Stamford Bridge del laterale sinistro del CSKA Mosca, Yuri Zhirkov, al quale auguriamo un'esperienza felice e produttiva nel suo nuovo club.

E' chiaro che andando avanti di questo passo il movimento calcistico russo, indebolitosi non poco nel corso dell'ultimo anno, sarà inevitabilmente costretto a peggiorare stagione dopo stagione, nonostante i grandi proclami fatti dalle società più ambiziose. Anche perchè, e questo è il fatto più grave, è che le società non solo vendono alcuni dei propri migliori giocatori, ma addirittura non li sostituiscono a dovere! E' proprio questa la cosa che fa più arrabbiare un appassionato del calcio russo come il sottoscritto. La storia insegna che ci sono state squadre capaci di rinforzarsi, di diventare più forti in seguito ad una o più pesanti cessioni (lo stesso Zenit, rimanendo sempre entro i confini russi, che si privò di Kerzhakov, fece un mercato sontuoso, ponendo le basi per i futuri successi con gli arrivi dei vari Tymoschuk, Zyryanov, Dominguez e Pogrebnyak). Insomma, non solo si cedono i pezzi pregiati, ma si investe poco anche nel mercato in entrata. Chiaramente sta svolgendo un ruolo fondamentale in tutto ciò la crisi economica mondiale, che come è noto ha colpito in modo particolare la Russia, ma è pur sempre un dato di fatto che a farne maggiormente le spese siano stati le società più piccole (vedi Khimki e Tom Tomsk, solo per rimanere a quelle della massima serie), non certo colossi come CSKA, Dinamo, Lokomotiv, Spartak o Zenit.
La speranza è che il mercato in uscita sia finito qui e che le società riprendano ad investire, riuscendo a portare in Russia dei nuovi talenti che possano quantomeno non far eccessivamente rimpiangere le stelle che questo campionato l'hanno ormai abbandonato. Una grossa mano potranno darla i vivai, sui quali la Federazione Russa punta giustamente tantissimo e che stanno già dando le prime soddisfazioni, ma i talenti locali per primeggiare in Europa putroppo non basteranno.
La sensazione, in conclusione, è cha la RPL si trovi dinanzi ad un bivio: solo il futuro saprà dirci se questo campionato sarà destinato ad avvicinarsi sempre di più ai quattro tornei ora come ora più importanti e superiori a quello russo (Premier League, Liga, Serie A e Bundesliga) o se invece diventerà un campionato di secondo piano, principalmente esportatore di talenti (come la Ligue1 o l'Eredivisie).

3 commenti:

Vojvoda ha detto...

La serie A fa parte del gruppone con Ligue 1 , Eredivisie, Russian P.L., ai quali aggiungerei il torneo turco (che sta crescendo a vista d'occhio) e chiuderei il cerchio con quello greco, ucraino e portoghese (ancora leggermente staccati dal secondo plonone).

Piuttosto: come vedresti un grande come Pandev nello Zenit? Io benissimo, a patto che Lotito abbassi le pretese ed aiuti il ragazzo a coronare il suo sogno di giocare in una grande d'Europa (come lo Zenit) visto che lo stesso Goran ha evitato di "strozzare" la società usando il famigerato articolo 17. A 15 mln non si fa...!

giulio ha detto...

Qualcuno pùo spiegarmi perchè la propietà dello Zenit continua a lasciar andare via dei campioni con la C maiuscola a cifre irrisorie ? Se non sbaglio si diceva che queste persone disponevano di tantissimo denaro essendo, tra l'altro, anche i proprietari della Gazprom.

X Vojvoda
in quel gruppone che hai stilato di campionati di seconda fascia ci metterei anche la Bundesliga. Dal punto di vista tecnico non è assolutamente paragonabile con la Premier League e, proprio come la Serie A, ha zero appeal.

Kerzhakov91 ha detto...

@Vojvoda
Serie A (ma anche Bundesliga) secondo me sono di una categoria inferiore rispetto a Premier League (in assoluto il campionato migliore) e Liga, però rimangono pur sempre almeno una categoria sopra agli altri tornei come ad esempio la RPL e la Ligue1 (Eredivisie, Superliga, campionato greco ed ucraino sono per me di livello minore, ma si possono raggruppare nei cosiddetti campionati di seconda fascia). Il torneo turco non l'ho citato volutamente perchè è un campionato emergente, un pò come il russo (ma con molta meno storia e blasone alle spalle); Ligue1 ed Eredivisie sono praticamente da sempre i campionati esportatori di talenti per eccellenza.

Pandev lo vedrei molto bene, anche perchè per come siamo ridotti nel reparto offensivo c'è poco da fare gli schizzinosi, mi accontenterei anche di giocatori meno forti. Il macedone sarebbe comunque parecchio utile perchè potrebbe fare sia la prima punta in alternativa a Pogrebnyak (seppur con caratteristiche chiaramente diverse), sia soprattutto la seconda punta, partendo magari esterno e sostituendo l'infortunato Danny. Lotito purtroppo è una testa dura, l'offerta dello Zenit pari a 13.5 mln di euro è stata la più alta che abbia ricevuto, e dubito che nelle prossime settimane qualche altra società ne offrirà di più per un giocatore che - non dimentichiamolo - il prossimo anno sarà in scadenza.


@Giulio
Sì, per essere ricca la società è ricchissima (tra l'altro non solo grazie alla Gazprom: proprio oggi ho letto che nell'ultima stagione l'FCZ ha prodotto un utile di 32,5 mln di euro, davvero niente male con i tempi che corrono!), il problema non è di certo di natura economica...
Arshavin è stato chiaramente svenduto in maniera vergognosa, ma del resto i dirigenti non potevano fare altrettanto...col senno del poi, avrebbero dovuto cederlo l'estate precedente, quando avevano ricevuto offerte in ogni caso non esaltanti (15 dal Barcelona, 24 dal Tottenham). Il giocatore ormai si era impuntato per trasferirsi all'estero, allo Zenit non ci voleva più rimanere e di conseguenza la dirigenza è stata costretta a venderlo. Aggiungiamoci poi il fatto che l'unica società interessata era l'Arsenal (che come è noto non sborsa mai troppi quattrini per un singolo giocatore) ed ecco spiegata l'irrisoria cessione di Shava.
Su Tymoschuk invece hanno completamente sbagliato, non possono essere perdonati...anche perchè pare che il giocatore - a differenza di Arshavin - a San Pietroburgo ci sarebbe rimasto ben volentieri e non controvoglia. E' stato venduto a soli 11 milioni di euro, prezzo della clausola rescissoria che di comune accordo lo Zenit ed il giocatore stabilirono due anni prima (clausola di rescissione entrata in vigore proprio nel terzo anno dell'ex capitano dello Shakhtar a Piter).
Infine, la cessione di Dominguez è stata un clamoroso autogol, la colpa però lì è solo ed esclusivamente da addossare ad Advocaat, che era in rotta con l'argentino...

A questi tre bisogna aggiungere anche Pavel Pogrebnyak, ormai quasi certamente perso a parametro 0.