lunedì 27 luglio 2009

Una doppietta di Alex consegna allo Spartak il derby moscovita più 'sentito'.



CSKA Mosca - Spartak Mosca 1-2

Reti: 13' Semberas; 24' e 65' (rig.) Alex.

Tre gol, tre pali (colpiti tutti da un super Spartak!), due espulsioni (una per parte), tantissime occasioni da gol, altrettante grandi parate da parte dei due portieri, emozioni su emozioni, ritmo altissimo per 90', agonismo a livelli siderali... il tutto in un Luzhniki (finalmente!) gremito, con tutti i biglietti disponibili venduti. Signore e signori, credo di non esagerare dicendo che il derby fra CSKA e Spartak sia stata una delle partite più belle di questo 2009. Perlomeno tra quelle viste dal sottoscritto.
Una partita ricchissima di spunti, la prima vera vittoria dello Spartak sul CSKA negli ultimi otto (!) anni. Quello della passata stagione infatti non fu un vero e proprio successo, fu più che altro una coincidenza di eventi, una gara che l'Armata Rossa dominò e che la squadra allora guidata da Michael Laudrup vinse nel finale grazie ad un episodio sfruttato a dovere da Bazhenov. Questa volta, l'affermazione dello Spartak è stata perentoria e totale. Con un pizzico di cattiveria (ma anche di fortuna, vedi i tre legni centrati) i 'Myaso' avrebbero potuto vendicare anche in termini di punteggio quell'umiliante 1-5 che subirono proprio dagli odiati rivali poco più di un anno fa. Un successo quindi non meritato, ma strameritato da parte della squadra più amata/odiata di Russia, completamente rigenerata dall'avvento di Valery Karpin, un allenatore emergente che si sta dimostrando capace e che ha dato un'identità ed un gioco che allo Spartak mancavano da anni. Il merito di Karpin è duplice, perchè come noto prima di sedersi in panchina l'ex giocatore di Celta Vigo e Real Sociedad occupava l'importante ruolo di Direttore Generale dietro alla scrivania. Fu lui a volere ed a convincere il brasiliano Alex Meschini, ambientatosi come meglio non avrebbe potuto, a trasferirsi in Russia. Fu sempre lui a portare a Mosca un altro brasiliano, il giovane Rafael Carioca, a credere al rilancio di Welliton e - da quando ha sostituito la leggenda del calcio danese - ha puntare forte su un Stranzl che sta disputando una stagione ben al di sopra delle attese ed a far ritrovare a Bystrov, in ombra da un annetto, la miglior forma possibile. Un Karpin che sta facendo un lavoro straordinario anche con il settore giovanile, da sempre uno dei più floridi di Russia e d'Europa, come dimostrano i tanti ragazzini di talento fatti debuttare, molti dei quali con un futuro roseo davanti a sè. Insomma, nonostante sia subentrato tra lo scetticismo generale, i risultati parlano chiaro: se lo Spartak è tornato ad essere una grande del calcio russo, nonchè secondo molti una delle più serie accreditate alla vittoria finale, gran parte del merito è dell'ex centrocampista nato e cresciuto in Estonia ma dal passaporto russo. Elogiato giustamente lo Spartak, è giusto soffermarsi un attimo anche sul CSKA, che prima di questa partita aveva vinto - seppur mai con pieno merito e quasi sempre nei minuti finali - tutti gli scontri diretti o pseudo tali. La partenza di Zhirkov si sta facendo inevitabilmente sentire, ma non basta per spiegare questo momento poco brillante che sta vivendo la compagine di Zico. Vagner Love non sta segnando con l'impressionante continuità dello scorso campionato, ma non è un problema, perchè come ha ammesso lui stesso al momento è al 65%, eppure è sempre l'ultimo dei suoi ad arrendersi, come dimostrano le sue due prestazioni nelle ultime due poco brillanti sfide del CSKA contro i due Spartak. Krasic non ha ancora recuperato la miglior condizione dopo l'infortunio che l'aveva tenuto ai box fino ad inizio giugno, Daniel Carvalho - proprio quando si era riconquistato un posto da titolare - si è infortunato per l'ennesima volta e Dzagoev, anche lui in ogni caso fermato da un paio di stop fisici, pare stia soffrendo la maledizione del secondo anno, che come è noto è sempre il più difficile per gli enfant-prodige messisi in luce fin da giovanissimi. L'inizio di campionato dell'osseta aveva fatto ben sperare, con l'eurogol 'alla Ronaldinho vs Chelsea' contro il Saturn all'esordio e con la bella doppietta rifilata alla Lokomotiv, ma nelle altre prestazioni Alan ha mostrato una discontinuità comunque passabile per un classe 1990. Ampiamente negativa però la sua prestazione contro lo Spartak: sempre raddoppiato e triplicato, Dzagoev non è mai entrato in partita e - in particolar modo nel secondo tempo - ha commesso degli errori non da lui. I limiti della difesa sono i soliti, che ormai conosciamo a memoria dalla bellezza di quattro anni (e questa purtroppo non si tratta di un'esagerazione), ma che la dirigenza del CSKA evidentemente non ha mai intravisto.

Sorprese nell'undici iniziale proposto da Zico, che - complice anche l'assenza per infortunio di Daniel Carvalho e l'allontanamento dalla squadra del turco Caner Erkin - non ha ancora trovato un sostituto a quel fenomeno di Zhirkov: il tecnico brasiliano ripropone così il nigeriano Odiah, che parte come terzino destro al posto di Semberas, con il lituano a comporre un inedito centrocampo a tre insieme ai soliti Aldonin e Mamaev. Vagner Love viene schierato come unico attaccante, con Krasic e Dzagoev - che partono rispettivamente da destra e sinistra - alle sue spalle. Panchina per Necid, che sembrava in odore di una maglia da titolare.
Nel 4-2-3-1 ospite, il più esperto Boyarintsev vince il ballottaggio con Bazhenov sulla fascia sinistra, per sostituire quel Saenko operato al menisco in Germania e che salterà i prossimi tre mesi. Karpin punta sui giovanissimi (entrambi classe '89) Parshvilyuk e Makeev come esterni bassi, con Kovalchuk e Rafael Carioca a protezione della difesa.

Purtroppo è doveroso segnalare come prima del match, ci siano stati degli incidenti (per fortuna non troppo gravi) in diverse stazioni della metro di Mosca, in particolare sulla linea rossa, quella che porta appunto allo Stadio Luzhniki. I tifosi dello Spartak lamentano un'aggressione di un gruppo di tifosi del CSKA che avrebbero dato alle fiamme uno striscione. Sarà guerra hanno annunciato i supporters dei 'Myaso'. Tutti i biglietti sono stati venduti, è per la prima volta dopo la finale della Champions League 2007/08, l'impianto più grande di Russia risulta finalmente esaurito in ogni ordine di posto (qualche spazio vuoto soltanto nelle postazioni più vicine al campo, ma questo soltanto per precauzione).

In un palcoscenico del genere, reso ancor più bello dalle spettacolari coreografie delle due tifoserie, la gara non sarebbe mai potuta essere una partita qualsiasi.
I ritmi sono altissimi fin dal fischio iniziale da parte dell'arbitro Kolobaev di Mosca, l'agonismo presente in campo è degno delle migliori partite della Premier League inglese e già al 3' arriva la prima emozioni di una sfida che di emozioni ne regalerà parecchie altre, con Parshvilyuk che ferma provvidenzialmente con un intervento disperato in scivolata un Vagner Love lanciato a rete. Al 9' un Bystrov in formissima aggira Schennikov, entra in area, viene toccato leggermente dallo stesso 18enne terzino sinistro e vola giù per terra: il direttore di gara giustamente non concede il penalty, non estraendo neanche il giallo per simulazione all'ex ala destra dello Zenit (perchè in fondo un minimo contatto c'era stato). Kolobaev non intende perdere il controllo della gara e punisce severamente diversi interventi che avrebbe potuto lasciar correre, spezzettando un pò troppo il gioco in particolare nel primo tempo. Il derby fortunatamente non ne risente ed a passare in vantaggio è la formazione che gioca in casa, grazie al secondo gol stagionale di Semberas, uno che prima di questo 2009 - nei precedenti 8 anni trascori nella fila dei 'Soldati' - non era mai andato a segno! Il lituano è bravo a raccogliere una ribattuta centrale di Parshvilyuk su tiro-cross di Dzagoev deviato ed a segnare, con un tiro di controbalzo, un gol in fotocopia a quello che sbloccò l'ultima Supercoppa di Russia, vinta per 2-1 dal team di Zico. Parte un pò in ritardo Djanaev, che ha però l'attenuante di non aver visto partire il pallone. Immediata la replica dello Spartak: Kovalchuk serve in profondità Bystrov, che si allarga un pò troppo e non riesce a battere di destro un Akinfeev che copre bene il suo palo; al 16', Alex lancia nello spazio Welliton ed è ancora bravissimo Igor a sbrogliare la situazione con un'uscita in scivolata. Attivissimo Vova Bystrov, ormai del tutto recuperato, ma non è l'unico dei suoi a creare più di un grattacapo alla lenta retroguardia del CSKA: al 21' infatti Welliton gira intorno a Vasily Berezutskiy, apre sulla sinistra per Boyarintsev che prova sorprendere il capitano dei 'Kony' con un potente tiro da posizione defilata. Dopo una telenovela lunga almeno due minuti per battere una punizione, lo specialista Alex realizza la rete dell'1-1, con uno splendido sinistro a giro che - prima di insaccarsi - tocca il palo interno e poi carambola addosso alla testa di uno sfortunato Akinfeev. Pareggio strameritato da parte di un ottimo Spartak, che sta crescendo incredibilmente in quanto a carattere (fino a poco tempo fa non avrebbe reagito così prontamente e caparbiamente). Il CSKA, al 29', risponde con un'azione straordinaria di Mamaev, che supera due avversari e lascia partire un destro che per poco non si insacca sotto la traversa. Sfortunatissimo però lo Spartak in seguito, quando colpisce per ben due volte i legni della porta difesa da Akinfeev: prima con un colpo di testa di Alex (che, non si sa bene come, salta più in alto di Ignashevich) su cross dalla sinistra addirittura di Stranzl, poi con un tiro a botta sicura di Welliton deviato quel tanto che basta da Akinfeev (tocco quasi impercettibile il suo, ma parata a mio modo di vedere fantastica), con Boyarintsev che - in precarie condizioni di equilibrio - non riesce ad inquadrare la porta rimasta vuota. Nel mezzo c'era stata un'altra chance per i biancorossi, con un rinvio di Djanaev che coglie impreparata la difesa dei rossoblu: il pallone scavalca Ignashevich e perviene a Welliton, il cui tiro termina sull'esterno della rete. Termina così con il punteggio di 1-1 una prima frazione di gioco ad altissima tensione come nella miglior tradizione dell'eterno duello fra CSKA e Spartak. Nei primi 45', nonostante siano passati in svantaggio, a farsi preferire sono stati gli ospiti, che concludono il primo tempo in crescendo ma soprattutto con l'amaro in bocca per i due pali centrati. Il CSKA non appare tanto diverso di quello che ha vinto fortunosamente a Kazan. Il gol in apertura, per certi versi arrivato quasi casualmente, ha aiutato Zico che temeva non poco la spina dorsale dello Spartak, con l'aggiunta dell'imprendibile Bystrov. Per questo motivo ha schierato Odiah terzino e messo praticamente tre mediani in mezzo al campo.
Il primo a provarci nella ripresa è Odiah, autore di una discreta prova, con un sinistro dai 20 metri che termina largo. Al 55' Akinfeev rischia di combinarla grossa, respingendo maldestramente un tiro-cross di Bystrov, con Welliton però che scoordinato non riesce ad approfittarne. Krasic e Dzagoev provano ad invertirsi di posizione, ma entrambi non riescono ad incidere come dovrebbero. Il CSKA si rende così più pericoloso con dei tiri dalla distanza, come il destro di Aldonin che chiama Djanaev al volo felino. Passano 5' e lo Spartak si guadagna il penalty che risulterà decisivo al termine dell'incontro. Su un cross piuttosto arretrato Alex, interviene da dietro Kovalchuk, che caparbiamente penetra in area, venendo trattenuto da Ignashevich. Incredibile l'ingenuità dell'esperto difensore della nazionale russa, che si è fatto letteralmente soffiare il pallone dal moldavo per poi trattenerlo in area. Rigore sacrosanto che Alex realizza nel più classico dei modi: palla da una parte, portiere dall'altra. I colpi di scena non sono però ancora finiti: poco dopo, lo stesso Kovalchuk viene espulso per doppia ammonizione da Kolobaev, una decisione ineccepibile che costringe lo Spartak a giocare gli ultimi 20' in dieci. La successiva punizione di Ignashevich per poco non regala il pareggio ai 'Kony': a mettersi in mostra è ancora il giovane Djanaev, che respinga la conclusione del numero 4 con un tuffo plastico. Tenta il tutto per tutto Zico, che nel giro di pochi minuti inserisce in campo tutti e tre gli attaccanti di cui dispone in panchina (Maazou, Necid e Ricardo Jésus): a lasciare il terreno di gioco sono Aldonin - tra i migliori dei suoi, Mamaev ed Odiah. Karpin invece, con la chiara intenzione di coprirsi nel finale, sostituisce un Bystrov dolorante alla coscia sinistra con il ben più difensivo Sabitov, che si piazza sul centro-destra. Nel frattempo, lo Spartak colpisce il terzo palo della sua fantastica partita, al termine di una bellissima azione che vede protagonisti tutti e tre i brasiliani, con Carioca che - dopo aver messo a sedere un avversario - non trova il suo primo gol in Russia per una questione di centimetri. Nonostante l'uomo in più ed i tanti attaccanti presenti in campo (ben quattro, più due centrocampisti offensivi come Dzagoev e Krasic!), il CSKA non ha mordente ed a sfiorare più volte la rete del'1-3 che avrebbe definitivamente chiuso la contesa è lo Spartak con delle mortifere azioni di contropiede. Il subentrato Yakovlev per poco non vede concretizzarsi il sogno di segnare un gol al Luzhniki nel derby più atteso di Mosca alla sua seconda presenza in campionato: il ragazzino classe 1991, schierato sulla sinistra al posto di Boyarintsev, 20 secondi dopo il suo ingresso in campo, salta un avversario con un dribbling secco ed impegna Akinfeev alla respinta in pugno. Al 90', Maazou perde in malo modo un pallone che Yakovlev - ancora lui - gli sottrae, lanciando in campo aperto Welliton, recuperato e sbilanciato al limite dell'area da Vagner Love, che viene espulso per fallo da ultimo uomo. Termina così in parità numerica, in 10 contro 10, uno dei derby moscoviti più belli ed emozionanti degli ultimi anni, con i supporters dello Spartak che al fischio finale possono esultare per una vittoria giunta nell'ultima giornata del girone d'andata che non può non farli ben sperare in ottica futura.

CSKA (4-3-2-1): Akinfeev 6,5; Odiah 6 (dall'80' Maazou 5), V. Berezutskiy 5,5, Ignashevich 4,5, Schennikov 5,5; Semberas 7, Aldonin 6,5 (dal 70' Necid s.v.), Mamaev 6,5 (dall'87' Ricardo Jésus s.v.); Krasic 5,5, Dzagoev 5; Vagner Love 6.
In panchina: Pomazan, A. Berezutskiy, A. Vlasov, Rahimic.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev 6,5; Parshvilyuk 7, Jiranek 6,5, Stranzl 7, Makeev 6,5; R. Carioca 7 (dal 90'+3 Fathi s.v.), Kovalchuk 6,5; V. Bystrov 7 (dal 72' Sabitov s.v.), Alex 8, Boyarintsev 6 (dall'82' Yakovlev 6,5); Welliton 6,5.
In panchina: Pletikosa, Pavlenko, Ananidze, Bazhenov.


Arbitro: A. Kolobaev (Mosca) 6.
Ammoniti: Semberas (25') e Akinfeev (90'+1) per il CSKA; Makeev (33') e Welliton (90'+1) per lo Spartak.
Espulsi: Vagner Love (90', fallo da ultimo uomo) per il CSKA; Kovalchuk (67', doppia ammonizione) per lo Spartak.

3 commenti:

Uechck ha detto...

senti sto facendo una ricerca sui giocatori africani: mi dici i migliori prospetti e le certezze del campionato russo? P.S. Bada bene che devono avere minimo un rendimento di MVP pari a 6 (tipo Gazzetta dello SPORT) GRAZIE ,,,,,, andiamo avanti con le nostre collaborazioni

giulio ha detto...

Sembra ormai certo il passagio di Rosina allo Zenit per 7 milioni di euro. Se per rilanciare la squadra si punta su uno che faceva fatica a trovare spazio nel Toro vuol proprio dire che sta dirigenza non capisce un caz... (Rosina potrebbe essere la ciliegina sulla torta dopo le cessioni a cifre ridicole di Arshavin e Tymoschuk)

Qualcuno potrebbe dirmi quanto ha sborsato il Chelsea per avere Zirkhov ?

Kerzhakov91 ha detto...

@Uechck
Allora, in ordine sparso, attualmente i migliori giocatori africani che giocano in Russia sono:
- Chidi Odiah, terzino destro del CSKA, non un titolare fisso nel suo ruolo però;
- Moussa Maazou, capocannoniere dello scorso campionato belga fino alla sua cessione in Russia: Zico più che come attaccante l'ha schierato come esterno d'attacco. Il giocatore del Niger per il momento l'ha ripagato con 3 reti.
- Peter Osaze Odemwingie, attaccante esterno della Lokomotiv Mosca, da anni nel giro della nazionale nigeriana. Negativa fin qua la sua stagione, nella quale ha messo a segno soltanto due reti.
- Baye Djiby Fall, centravanti senegalese capocannoniere dell'ultimo campionato danese, arrivato in Russia nello scorso marzo, venendo pagato quasi 5 mln di euro. Pare non essersi però ancora del tutto ambientato, come dimostrano le poche presenze da titolare ed il numero 0 nella casella dei gol fatti.
- MacBeth Sibaya, mediano del Rubin, ormai una bandiera del club tartaro. Una certezza sia per la nazionale sudafricana che per il campionato russo.
- Benoit Angbwa, terzino destro ex Lille e Krylya Sovetov, dal 2008 al Saturn. Sta disputando una buona stagione, in particolare nelle ultime due partite ha giocato molto bene.
- Solomon Okoronkwo, esterno sinistro offensivo che arrivò in Russia nella passata stagione dall'Hertha Berlino: per me è un bel talento, anche se fatica a trovare spazio in prima squadra.
- Isaac Okoronkwo, difensore centrale - sempre di nazionalità nigeriana - dell'FC Mosca, uno dei migliori difensori centrali puri del campionato. E' incredibile come non venga convocato da tempo nella nazionale nigeriana...
- Akés da Costa Goore, terzino sinistro dell'FC Mosca, molto rapido, nonostante fosse partito come titolare, ha perso il posto in favore del 19enne russo di origine georgiana Gia Grigalava.
- Sani Aruna Keita, centrocampista difensivo in prestito dal Monaco al Kuban Krasnodar, formazione nella quale Ovchinnikov ha sempre proposto come titolare.
- Marco Né, centrocampista ivoriano dal grande fisico, da giovanissimo considerato addirittura più forte di Yaya Touré ma che purtroppo, a causa di numerosi infortuni, non è ancora esploso come ci si aspettava. Deve ancora debuttare con il Kuban, nonostante sia l'unico africano che il club caucasico abbia acquistato a titolo definitivo e non in prestito.
- Haminu Dramani, velocissima ala destra/sinistra del Kuban Krasnodar, formazione nella quale è approdato in prestito dalla Lokomotiv Mosca, dove invece trovò pochissimo spazio in un anno e mezzo. Ha disputato un ottimo girone d'andata.
- Dramane Traoré, centravanti maliano, anche lui in prestito dalla Lokomotiv. Ha già segnato 4 reti ed è il centravanti titolare del Kuban, anche se nell'ultima giornata ha litigato fuoriosamente col proprio allenatore che lo ha punito mettendolo fuori rosa. Se i due non si chiarissero potrebbe tornare alla Loko per poi essere verosimilmente ceduto non so dove.

A questi vanno aggiunti i due nuovi acquisti del Kuban, Zuela (difensore centrale angolano prelevato dai greci dello Skoda Xanthi) e Okoduwa (attaccante nigeriano arrivato in prestito dalla Dynamo Kiev) ed eventualmente il ghanese-olandese Quincy Owusu-Abeyie, rientrato allo Spartak dopo diversi sfortunati prestiti ma che dubito verrà confermato.


@giulio
Rosina tra l'altro pare che Advocaat non lo voglia assolutamente...

Zhirkov, comunque, è stato acquistato per una cifra pari a 21.000.000 €.