venerdì 28 agosto 2009

Il disastro è servito.

Purtroppo, noi appassionati di calcio russo, difficilmente dimenticheremo l'infausta giornata di ieri, nella quale - nel giovedì più nero nella storia di questo movimento in ascesa (?) - le tre squadre rimanenti in Europa League sono state tutte eliminate con largo anticipo rispetto alle previsioni iniziali (Amkar a parte). Evidentemente l'allarmante umiliazione subita dal Krylya Sovetov Samara, incredibilmente sbattuto fuori nel turno precedente dai modestissimi irlandesi del San Patrizio (!!!), non è servita ad un calcio che continua a denunciare i difetti di sempre, che evidentemente sono tipici del popolo russo e che non potranno mai essere in qualche modo 'curati'. Il problema principale rimane sempre quello: la mentalità. Nel calcio, o ce l'hai o non ce l'hai, c'è poco da fare. Le compagini russe non l'hanno mai avuta e quasi ogni anno ricadono masochisticamente negli stessi identici errori, venendo puntualmente puniti ed eliminati da avversari alla portata. Quest'anno però si è toccato il fondo. Si rischia il tracollo nel ranking UEFA, dopo aver faticosamente conquistato il sesto posto ed essere giunti a pochi punti dalla Francia, si teme una pronta ricaduta. Del resto, i risultati parlano chiaro. Su sei squadre impegnate nelle competizioni europee, quattro (4!) sono già andate a casa, prima della fase a gironi. Mai era successa una cosa simile. Riporre chissà quali speranze in Champions League su CSKA Mosca e Rubin Kazan è illusorio, ingenuo ed irrealistico. E' triste dirlo, ma in questa stagione 2009/10 gli appassionati di calcio russo non dovranno fare altro che 'gufare' le formazioni portoghesi ed olandesi (ovvero i due paesi subito dietro nel ranking), sperando inoltre che rallentino il loro progresso stati emergenti come Ucraina e Turchia. Una triste, tristissima prospettiva.

Tornando alle precoci eliminazioni di Europa League, la cosa che più preoccupa è che - Amkar a parte (uscito a testa alta contro il Fulham) - le altre tre squadre sono uscite contro avversari nettamente più deboli. Ora, che il calcio russo stia vivendo un periodo difficile è sotto gli occhi di tutti: qualche campione di troppo nell'ultimo anno ha fatto le valigie e le società - pesantemente colpite dalla grave crisi economica mondiale - non si sono scatenate sul mercato come in passato, però Dinamo, Krylya Sovetov e Zenit dovevano farsi un sol boccone di CSKA Sofia, St. Patricks e CD Nacional, formazioni che - con tutto il rispetto possibile - non potevano spaventare alla vigilia. Ed invece, Dinamo e Zenit - dopo un match d'andata da dimenticare - si sono suicidate al ritorno, facendosi recuperare ed addirittura rimontare nel caso dei 'Poliziotti'. Un tipico suicidio russo in pieno stile Krylya Sovetov, che circa un mese fa salutò la competizione in un modo che definire grottesco è riduttivo: mancavano 20' alla fine e la squadra di Samara conduceva comodamente per 3-0, con la qualificazione in tasca. Nel giro di 5' però riuscì nell'impresa di farsi segnare due reti (o meglio, una... l'altra fu una clamorosa autorete), consentendo così agli avversari di superare il turno per via della regola dei gol segnati in trasferta (all'andata finì 1-0).
Sembrava potesse essere un caso isolato, ma così purtroppo non è stato.

Era nell'aria l'eliminazione dell'Amkar Perm, compagine al debutto assoluto in Europa e di conseguenza con un coefficiente UEFA pressochè inesistente. Nulla da rimproverare però ai rossoneri degli Urali, anzi onore a loro perchè sono usciti a testa alta contro un avversario più forte, esperto e maturo come il Fulham. Rimane il rimpianto dell'esagerato risultato dell'andata (3-1), con i 'Cottagers' a segno nelle uniche tre palle gol create e soprattutto con quella traversa colpita da Kushev che trema ancora. E' stato proprio il centravanti bulgaro a decidere l'incontro di ieri, segnando l'inutile rete dell'1-0 finale al 90', ovvero quando ormai era troppo tardi per pensare ad una rimonta.

Ben più amaro e soprattutto inaspettato l'ennesimo tracollo casalingo della Dinamo Mosca, il secondo nel giro di poche settimane. Già, perchè i ragazzi di Kobelev - dopo essere riusciti nell'ardua impresa di espugnare Celtic Park con un gol del 18enne Kokorin - non avanzarono nel preliminare di Champions League, venendo sconfitti per 0-2 alla Khimki Arena dai più navigati scozzesi, che andarono a segno alla fine dei due tempi. Non ne facemmo un dramma: in fondo la Dinamo non era ancora una squadra pronta per la Champions League, troppo giovane ed inesperta per avere la meglio sul Celtic, tra l'altro poi eliminato dall'Arsenal di Arshavin (sbloccatosi nella gara di ritorno). Ma soprattutto, perlomeno il sottoscritto, se la prese unicamente con la dirigenza, che indebolì pesantamente la squadra, non sostituendo due giocatori del calibro di Danny e Semshov. In questo caso però, sarebbe ingiusto addossare ancora tutte le colpe ad Ivanov & co. In campo alla fine ci vanno i calciatori e l'umiliante sconfitta interna subita ieri si commenta da sola. Dopo il pericoloso 0-0 dell'andata, Khokhlov e compagni avevano un unico risultato a loro disposizione: la vittoria. Che sembrava ampiamente alla portata: "Il CSKA Sofia è una squadra debole, molto povera tecnicamente" dichiaravano in coro i giocatori della Dinamo, sicuri di passare il turno. Effettivamente, l'inizio del match sembrava dar loro ragione: 1-0 del solito Kerzhakov dopo 10'. Sarebbe bastato difendere il risultato, cercando di non scoprirsi e provando a punire in contropiede i bulgari. Ed invece, nonostante il prudente 4-5-1 con cui Kobelev ha schierato i suoi, passano soli 4' ed il CSKA meno nobile pareggia i conti, sfruttando una fatale disattenzione difensiva. La Dinamo avrebbe tutto il tempo per poter riportare il punteggio a proprio favore, ma va in confusione: i biancoblù sbagliano passaggi elementari, non pungono e con l'ingresso in campo degli attaccanti Kokorin e Smolov si sbilanciano, garantendo agli avversari dei pericolosi contropiedi. Da uno di questi arriva l'1-2 che deciderà match e qualificazione. Siamo ad inizio ripresa, eppure la reazione dei padroni di casa non arriva, anzi è Gabulov a sventare un paio di pericoli. La Dinamo è scoppiata, i giovani non ce la fanno più. La dirigenza soltanto adesso si è resa conto degli errori commessi sul mercato (che uno come il sottoscritto che non fa quello come mestiere aveva notato un anno fa), ha prontamente promesso dei rinforzi nel prossimo inverno (ma chi vi crede più ormai, buffoni!), ma resta il fatto che la Dinamo il CSKA Sofia l'avrebbe dovuto eliminare anche con l'attuale formazione, molto povera da un punto di vista numerico.

Per concludere, è doveroso esaminare la critica situazione della squadra-emblema del calcio russo, quella che meglio di qualunque altra ha mostrato in Europa i pregi ed i difetti di questo movimento: lo Zenit San Pietroburgo, che ieri ha toccato una volta per tutte il fondo.
Un anno fa lo Zenit si apprestava a conquistare con pieno merito la Supercoppa Europea ai danni del Manchester United; un anno dopo viene malinconicamente eliminato dall'Europa League dalla quarta forza del campionato portoghese.
Questa è la triste realtà. E' brutto, bruttissimo - credetemi - dirlo, ma se non vi sarà una netta inversione di tendenza in tempi brevi ad avere ragione sarà il Fabio Caressa di turno che l'anno scorso sentenziò che lo Zenit era una semplice meteora. Da quell'indimenticabile serata di Montecarlo sono cambiate tante cose. Se ne sono andati parecchi protagonisti, a partire dalla mente (l'allenatore, Advocaat, ieri presente in tribuna e continuamente omaggiato dai suoi ex tifosi), il braccio (Pogrebnyak), il giocatore-simbolo (Arshavin), il leader assoluto (Tymoschuk) e se vogliamo anche alcuni comprimari di livello come l'argentino Dominguez (che a Kazan sta facendo meraviglie...) ed il francese Puygrenier (lui perlomeno rimpiazzato dal ben più forte Fernando Meira). Inoltre, causa infortunio, i 'Meshki' hanno dovuto rinunciare anche a Danny, fuori ormai da aprile. Tutti giocatori di prima fascia mal sostituiti. I nuovi arrivi (Fernando Meira e Semshov a parte) non si sono rivelati - com'era prevedibile - all'altezza e quelli che già c'erano sono il simbolo di una grandeur ormai passata. Raramente da quando seguo il calcio ho visto una squadra cadere così in basso dopo aver raggiunto il vertice più alto. I segnali emersi dalla passata stagione erano tutt'altro che positivi: lo Zenit concluse infatti al quinto posto un campionato che avrebbe potuto stravincere ed anche in Champions League non superò un girone che era sì difficile ma alla portata (la Juventus ed il confusionario Real Madrid di Schuster di quel periodo non erano al livello del club di Piter, in particolare per quanto concerne il gioco). Proprio nel ritorno contro il Nacional de Madeira sono pericolosissimamente riemersi tutti quegli errori sottoporta che non consentirono allo Zenit di andare avanti nella più importante manifestazione europea. Ieri sembrava di assistere alla riedizione di gare sotto un certo punto di vista memorabili come Zenit-Real 1-2 e Zenit-BATE Borisov 1-1: in particolare nella ripresa gli uomini di Davydov, passati in vantaggio intorno al 30' grazie al terzo centro consecutivo di Fatih Tekke, hanno sbagliato tutto quello che c'era da sbagliare. C'è stata, in particolare, un'occasione INCREDIBILE su un calcio d'angolo, in tre sono arrivati a 20 cm dal gol... 20 cm! E' mancata come sempre la giusta cattiveria, la voglia di chiudere la partita, come quando Semshov si è trovato di fronte al portiere e cosa ha fatto? Un innocuo pallonetto. Ma mettilia piazzata, sicura nell'angolino per chiudere la gara, poi fai tutti i pallonetti e le finezze che vuoi... Come sempre succede nel calcio, chi spreca ha breve vita: Micael gela infatti il Petrovskiy all'88', siglando il punto dell'1-1 che regala al Nacional una qualificazione alla quale neanche loro più speravano. Decisiva una papera di Contofalsky, lanciato in campo da Davydov in sostituzione di Malafeev, che domenica aveva regalato un gol alla Lokomotiv.
E' chiaro che lo Zenit psicologicamente sia andato in tilt, ma tutto sommato - facendo un'analisi obiettiva della situazione attuale dopo aver smaltito una delusione difficilissima da digerire - non è tutto da buttare. Sarebbe un errore farlo, perchè c'è ancora un campionato da onorare: è difficile, altamente improbabile, ma dopo tante delusioni non sarebbe una cattiva idea se Anyukov e compagni regalassero ai propri fedelissimi sostenitori un insperato terzo posto che varrebbe la medaglia di bronzo ma soprattutto la qualificazione all terzo turno preliminare della prossima Champions League. Complessivamente la squadra rimane buona: la difesa in queste ultime settimane è andata in crisi, ma i giocatori che la compongono sono tutti di buon livello (qualcuno, vedi Anyukov, anche qualcosa in più). Il centrocampo alla fin fine è lo stesso della 'Sbornaya'. Dalla trequarti in su, specie con il recupero di Danny, le alternative non mancano. Insomma, a nostro giudizio, il problema principale di questa squadra, che tanto ci sta facendo dannare in questi ultimi disastrosi mesi, è l'attacco. Serve un finalizzatore puro. Un Trezeguet dei bei tempi andati. Già con Pogrebnyak erano evidenti questi problemi, figuriamoci adesso che in avanti giocano Kornilenko e Tekke. Se ne sono accorti ormai anche i muri, ma laa pensa però in modo evidentemente diverso la società, che si è buttata a capofitto su Bystrov, senza pensare di rinforzare un reparto così tanto scoperto.
L'altro grande interrogativo è il tecnico: appare rischioso continuare con Davydov, che prima di questa esperienza aveva allenato soltanto formazioni giovanili. Era partito bene, quel 4-2 ottenuto in rimonta a Perm ci aveva tutti tratto in inganno, ma poi è arrivata questa vergognosa eliminazione. Non si capisce inoltre l'ostracismo nei confronti di Rosina, sempre partito dalla panchina durante la sua gestione. Così come non è ancora chiaro quale modulo voglia utilizzare, anche se pare voler abbandonare quel 4-3-2-1 (o 4-3-3 che dir si voglia) che tante soddisfazioni ha regalato da quelle parti.



Oltre all'en-plein al contrario in Europa League, nella giornata di ieri sono stati estratti anche i gironi di Champions League, con il CSKA inserito nel gruppo B insieme a Manchester United, Besiktas e Wolfsburg ed il Rubin sorteggiato nel 'gruppo della morte' che comprende i campioni in carica del Barcelona, l'Inter e la Dinamo Kiev.

Poteva andare meglio ma anche decisamente peggio al CSKA Mosca (fermo restando che ha ben poco senso fare questo genere di discorsi logici e razionali quando di mezzo ci sono le illogiche ed irrazionali squadre russe), che ha avuto - concedetemi il termine - la sfiga di beccare la formazione di gran lunga più pericolosa di quarta fascia, ovvero il Wolfsburg Campione di Germania. Il Manchester United è di un altro pianeta e con ogni probabilità stravincerà il girone, mentre i Lupi almeno teoricamente dovrebbero giocarsela con i 'Kony' per il secondo posto. Nel complesso, non vedo il Wolfsburg più forte del CSKA, ma sono d'accordo con chi lo considera leggermente favorito, anche per il semplice fatto che l'Armata Rossa in questa stagione sta deludendo.
A mio avviso, tutto dipende dai 'Soldati'... il raggruppamento ricorda un pò quello di due stagioni fa, ma è ben più difficile: questo perchè i Red Devils sono più forti dell'Inter 'Manciniana' ed il Wolfsburg è nettamente meglio di quell'anonimo PSV Eindhoven; l'unica cosa positiva è che il Fenerbahce di Zico appariva più temibile rispetto al Besiktas. A proposito... è la squadra turca campione in carica, GUAI a sottovalutarla. Giocare al BJK Inonu Stadium non è mai facile per il calore dei tifosi turchi. La formazione è buona e spicca qualche individualità importante come soprattutto Nihat Kahveci, ex Villarreal e Real Sociedad, mentre a difendere i pali dei Kara Kartallar (le Aquile Nere) è ancora il vecchio Rustu Recber, ex Fenerbahce e Barcellona ma soprattutto portiere storico della Turchia. In difesa ci sarà anche Matteo Ferrari. Occhio poi ai soliti pericolosi sudamericani che ci sono dalla trequarti in su.
Il CSKA per me può arrivare secondo, così come terzo (per certi versi, forse la cosa migliore per quanto riguarda i coefficienti UEFA... anche se poi è tutto da vedere se l'Armata Rossa sarà eventualmente capace di andare avanti in Europa League) e quarto. Tutto dipenderà da loro.
Ha detto bene Giner, è arrivata l'ora di superare la fase a gironi. Non sarebbe però stato meglio rinforzare la squadra?

Per quanto riguarda il Rubin Kazan, il girone è di ferro, personalmente sarei già felicissimo se i Tartari riuscissero ad arrivare terzi venendo ripescati in Europa League, cosa tutt'altro che scontata visto che la Dinamo Kiev allenata da quel vecchio volpone di Gazzaev in patria è un rullo compressore ed è ben più abituata a certi palcoscenici.
E' apparso parecchio euforico e spavaldo Berdyev nelle dichiarazioni, lasciandosi scappare una sorta di pericoloso pronostico ("Possiamo superare la fase a gironi"). E' probabile che abbia semplicemente cercato di sdrammatizzare, ma fossi in lui cercherei di trovare delle soluzioni per quantomeno provare a fermare Messi, Ibrahimovic ed Henry da una parte e Balotelli, Milito ed Eto'o dall'altra. Presentare Sharonov e César Navas al cospetto di attaccanti di tale levatura significa una sola cosa: morte sicura.

giovedì 27 agosto 2009

Alla scoperta delle squadre russe impegnate in Champions League: CSKA Mosca.

Dopo un anno di assenza, torna nella principale vetrina europea il CSKA Mosca, questa volta non più sotto la sapiente guida di Gazzaev bensì quella di Zico. Una formazione che - per la prima volta nella sua storia - avrà il privilegio di partire dalla seconda fascia e che, pur avendo perso il suo uomo migliore (Yuri Zhirkov), è pronta a stupire ed a far ammirare i propri gioielli (un nome su tutti: quello del 19enne Alan Dzagoev, il nuovo baby-fenomeno del calcio russo).

- Punti forti/pregi
Ormai da anni, dalla trequarti in su il CSKA dispone di un patrimonio tecnico che poche squadre europee possono eguagliare. L'anno scorso è partito il centravanti brasiliano Jo, quest'anno è toccato a Zhirkov, ma il reparto offensivo dei 'Soldati' rimane lo stesso di primissimo livello. In attacco è infatti rimasto (almeno per ora...) il sottovalutatissimo (perlomeno dai grandi club europei) Vagner Love, desideroso di disputare una grande Champions per riconquistarsi il posto nella nazionale brasiliana (curioso a tal proposito come Dunga abbia smesso di chiamarlo proprio nel 2008, ovvero nella migliore stagione in assoluto dell'Artilheiro do Amor, capace di vincere il titolo di capocannoniere della RPL con ben 20 reti!). Il velocissimo Maazou, 21enne attaccante esterno del Niger prelevato a marzo dai belgi del Lokeren, il 20enne ceco Necid - considerato dagli osservatori uno dei migliori prospetti a livello mondiale nel suo ruolo - ed un altro 'carioca', Ricardo Jésus, le riserve di lusso. Alle spalle del brasiliano più famoso di Russia, ci sarà l'attesissimo Dzagoev, numero 10 dal talento cristallino esploso nella passata stagione e già entrato nella storia del calcio russo come il più giovane debuttante nella nazionale maggiore. Come ampiamente prevedibile, in questa sua seconda stagione l'osseta sta incontrando qualche difficoltà in più, ma si sta pur sempre riconfermando un giocatore sul quale vale la pena scomettere in ottica futura. Assist-man geniale proprio come quell'Arshavin al quale è stato da alcuni paragonato, Dzagoev ha una velocità di esecuzione ed una visione di gioco non ancora al livello di quella del fuoriclasse dell'Arsenal ma già straordinaria. Non è velocissimo, ma è in possesso di un gran tiro da fuori ed è uno specialista sui calci piazzati. Tuttavia, il CSKA non è Dzagoev-dipendente in fase offensiva, anzi. Altrettanto importanti sono sulla destra la corsa e l'accelerazione fulminea di Krasic, nazionale serbo tra i migliori interpreti del ruolo di esterno destro e già da tempo tenuto sotto osservazione da alcuni top-club. Sulla sinistra, come detto, non ci sarà più Zhirkov, passato alla corte di Carlo Ancelotti al Chelsea, prontamente rimpiazzato da Mark Gonzalez: il cileno ex Liverpool e Betis Siviglia non vale certamente il nativo di Tambov, ma pare essersi subito ben ambientato. L'asso nella manica sarà Daniel Carvalho, che se recuperasse una volta per tutte dai guai fisici che ne hanno rallentato l'ascesa in questi ultimi due travagliatissimi anni (nei primi mesi della gestione Dunga era riuscito a conquistarsi un posto da titolare nella Selecao; poi si ruppe il ginocchio...) siamo certi che Zico garantirà lui una maglia da titolare.
A centrocampo ci piace il dinamismo del motorino Aldonin, così come contiamo sulla crescita di un altro giovanissimo, Mamaev. In porta, capitan Akinfeev è una sicurezza.

- I punti deboli/difetti
Se dal 2005 (anno della conquista della Coppa UEFA) l'Armata Rossa quando attacca fa paura, è da quello stesso anno che lascia perplessi dietro. Innanzitutto Zico dovrò al più presto sciogliere i dubbi sul modulo: nelle ultime uscite ha infatti alternato la difesa a tre con quella a quattro. I gemelli Berezutskiy ed Ignashevich, titolari da tempo immemore, dominano nel gioco aereo, sul piano fisico sono difficilmente contrastabili, ma se presi in velocità vanno in crisi: essendo una squadra dal baricentro alto, succede di sovente che il CSKA si scopra e con una retroguardia così lenta ogni contropiede può risultare letale. Più veloce il duttile Semberas, utilizzabile anche come terzino destro nella difesa a quattro e prima alternativa ad Aldonin e Mamaev a centrocampo. Se il tecnico brasiliano dovesse puntare su una retroguardia schierata a quattro in linea, il terzino destro sarà il già menzionato lituano (il nigeriano Odiah l'alternativa), quello sinistro uno fra Alexey Berezutskiy e l'emergente Schennikov, classe 1991, il 'Santon russo'.
Qualche dubbio anche sul centrocampo: Aldonin non è in discussione, ma Mamaev - pur essendo in possesso di un grande talento - tende ancora a nascondersi troppo e denuncia qualche limite di personalità. E dietro a loro, oltre al solito Semberas, c'è il solo Rahimic, ormai in età pensionabile...

- L'esperienza europea
Sicuramente più abituati del Rubin a palcoscenici tanto prestigiosi, i 'Kony' (letteralmente, i 'cavalli') nelle loro ultime tre partecipazioni (2004/05, 2006/07 e 2007/08) in Champions League non sono mai riusciti a superare la prima fase, nonostante qualche prestigioso risultato ottenuto (vedi l'1-0 con l'Arsenal o il pareggio a reti bianche all'Emirates; la stessa Inter di Roberto Mancini incontrò più di una difficoltà contro i rossoblu) e nonostante avessero tutte le possibilità e qualità per farlo. A fare la differenza è stata l'allora giovane età media della rosa (rimasta in ogni caso ancora bassa) ed il crollo avvenuto nelle ultime giornate dei gironi, ovvero quanto il campionato russo era concluso. Sia nel 2004 che nel 2006 il CSKA si eliminò praticamente da solo alla penultima giornata, perdendo in casa sempre contro la 'bestia nera' Porto.
Nella prossima edizione Vagner Love e compagni partiranno però dalla seconda fascia: chissà che questo non possa avvantaggiarli e sbloccarli psicologicamente in maniera definitiva...

- L'allenatore
Arthur Antunes Coimbra, al secolo Zico. Un nome che non ha bisogno di presentazioni. Considerato unanimamente come uno dei più forti giocatori di tutti i tempi a livello mondiale, l'ex Udinese si è tolto più di una soddisfazione anche nella sua carriera di allenatore, vincendo nel 2004 la Coppa d'Asia col Giappone, conducendo Nakamura e compagni ai Mondiali del 2006, ottenendo il titolo turco nella stagione 2006/07 e soprattutto portando il Fenerbahce fino ai Quarti di Finale della Champions di due anni fa. Dopo sei mesi di transizione trascorsi in Uzbekistan sulla panchina del Bunyodkor (la squadra del connazionale Rivaldo, con la quale ha vinto - manco a dirlo - il campionato) ha subito accettato la chiamata del CSKA Mosca, che dopo tanti anni di matrimonio aveva divorziato da Valery Gazzaev (da luglio, neo-allenatore della Dynamo Kiev). Zico in Russian Premier Liga sta incontrando qualche difficoltà in più del previsto, ma intanto è già riuscito a mettere in bacheca altri due trofei (la Supercoppa e la Coppa nazionale, vinte entrambe contro l'altra compagine russa impegnata in Champions, il Rubin Kazan).

lunedì 24 agosto 2009

Alla scoperta delle squadre russe impegnate in Champions League: RUBIN KAZAN

Il Rubin Kazan è pronto a fare il proprio debutto nella massima competizione europea: la squadra Tartara, vincitrice a sorpresa dello scorso campionato russo, non si è rivelata un fuoco di paglia: pur senza dominare come nel 2008, anche in questo 2009 i granata della capitale del Tatarstan comandano la Russian Premier League, grazie soprattutto ad una continuità di rendimento sconosciuta alle altre rivali. Riusciranno a dire la loro anche in Europa?

- Punti forti/pregi
I dati statistici parlano chiaro: dopo 19 giornate con 13 reti subite quella del Rubin è la difesa meno perforata del torneo russo e con 39 goals l'attacco più prolifico. La solidità del Rubin è dovuta principalmente al grande lavoro attuato dai centrocampisti a protezione della difesa: nel 4-2-3-1 di Berdyev sono infatti indispensabili il metronomo Sibaya (tatticamente un elemento preziosissimo) e capitan Semak, con quest'ultimo che spesso e volentieri si sgancia e si rende assai pericoloso in zona gol con i suoi inserimenti da dietro. Proprio questa propensione offensiva dell'esperto nazionale russo, ha portato il tecnico turkmeno a schierare in alcune circostanze in quel ruolo l'ecuadoregno Noboa (più regista, anche se altrettanto abile ad inserirsi senza palla). Il polacco Murawski, fin qui uno dei due acquisti estivi della compagine Campione di Russia, è la quarta alternativa.
Ricca di soluzioni anche la trequarti, che ha i suoi punti di forza nel piccolo e rapidissimo Gokdeniz Karadeniz, da anni uno degli elementi di spicco della Turchia, e soprattutto in 'El Chori' Dominguez, fantasista argentino ritornato a Kazan dopo due stagioni non esaltanti a San Pietroburgo, complice soprattutto un difficile rapporto con il 'Piccolo Generale' Advocaat. Per l'ultimo posto rimanente nel terzetto offensivo alle spalle dell'unica punta (il possente centravanti Bukharov, un nome emergente nel calcio russo, fortissimo di testa) sono numerosi i contendenti: oltre al già citato Noboa (titolare nell'undici-tipo, essendo schierabile anche come esterno sinistro), vi sono i russi Balyaikin (nazionale U-21), Gorbanets, Ryazantsev (il più deludente nelle ultime due stagioni, nonostante un promettentissimo avvio di carriera) e soprattutto Kasaev, appena arrivato dal Kuban Krasnodar, per caratteristiche atletiche e fisiche il 'Lavezzi russo'. Più volte nell'attuale RPL, per sopperire alla mancanza di Dominguez (che ha il grave difetto di infortunarsi con una certa frequenza), Berdyev ha avanzato di posizione Semak, consentendo a quest'ultimo di sfruttare maggiormente il proprio fiuto del gol (l'ex CSKA, PSG e FC Mosca è stato infatti schierato per gran parte della sua carriera come centrocampista offensivo).
Fondamentale in fase offensiva anche la costante spinta dell'altro argentino della rosa, il 22enne Ansaldi, un terzino sinistro (che all'accorrenza può giocare anche a destra) di gran qualità da tempo sul taccuino degli osservatori del Barcelona.

- Punti deboli/difetti
La difesa in Russia concede relativamente poco, grazie come detto soprattutto alla gran protezione del centrocampo, ma è un reparto che tuttavia non convince appieno, in particolare per quanto riguarda i singoli. La coppia centrale titolare, composta da Sharonov e César Navas, concede poco in quanto a centimetri, ma soffre terribilmente se presa in velocità e se attaccata centralmente. In particolare lo spagnolo cresciuto nella cantera del Real Madrid ed affermatosi nel Racing Santander, per la sua staticità risulta essere l'anello debole della catena difensiva. Più affidabile il 33enne Sharonov, pur sempre (come gran parte della squadra, del resto) all'esordio in una manifestazione come la Champions League. Orekhov e Popov, le due alternative in un settore che a nostro giudizio dovrebbe rinforzarsi per non rischiare di incappare in brutte figure contro i migliori attaccanti d'Europa.
Qualche problemino anche sulle fasce laterali, con Ansaldi sulla sinistra molto più bravo ad offendere che a coprire e soprattutto con un'incognita sulla destra: per via della regola sul limite degli stranieri che vige in Russia, Berdyev è stato costretto ad alternare in quel ruolo l'autoctono Kaleshin ed i georgiani Kvirkvelia (il migliore dei tre, titolare nella cavalcata che ha portato il titolo del 2008: essendo un mancino naturale, con un suo inserimemento nell'undici di partenza, Ansaldi sarebbe costretto a 'trasferirsi' sulla corsia opposta) e Salukvadze (giocatore prettamente difensivo, modesto da un punto di vista tecnico).
Qualche problema, più che altro di ordine numerico, anche in attacco: dietro al gigantesco Bukharov (appena chiamato in nazionale da Hiddink, ma ancora da testare su grandi palcoscenici) al momento - con la cessione in prestito di Adamov al Krylya Sovetov Samara - vi è il solo Hasan Kabze, mobile seconda punta ex Galatasaray. E' probabile però che nell'ultima settimana di calciomercato sbarchi a Kazan un nuovo centravanti.

- Esperienza europea
Il più grosso punto interrogativo sul Rubin Kazan riguarda proprio la scarsa (per non dire inesistente) esperienza europea. Un paio di comparsate in Coppa UEFA negli ultimi anni (con una sfortunata eliminazione subita nella stagione 2006/07 dal Parma) e... basta. Anche lo Zenit l'anno scorso era al debutto in Champions League, ma aveva maturato negli anni una ben altra esperienza in campo europeo. Il fatto di essere inserito in quarta fascia non aiuterà i Tartari che con ogni probabilità finiranno in un girone di ferro. Un solo giocatore (Semak) vanta almeno una presenza nella Fase Finale della massima competizione europea per club. Il che la dice lunga.

- Allenatore
Nome: Kurban. Cognome: Berdyev. Nazionalità: turkmena. Caratteristiche particolari: sguardo perennemente truce, carattere di ferro ed un immancabile rosario musulmano che tiene ben stretto ed 'accarezza' durante tutti i 90'. Personaggio particolarissimo del calcio russo e non solo, Berdyev è un'autentica istituzione a Kazan: approdato al Rubin nel 2001, gli bastò un solo anno per portare la squadra - per la prima volta nella sua storia - nel massimo campionato russo, ottenendo un inatteso ed incredibile terzo posto alla sua prima partecipazione, nel 2003. Positivi anche i piazzamenti delle successive stagioni (spiccano il quarto posto del 2005 ed il quinto del 2006), deludente soltanto la decima piazza ottenuta due anni or sono. L'anno scorso però la dirigenza, per festeggiare al meglio il proprio 50esimo anniversario, ha deciso di fare le cose in grande, 'regalando' al fedele tecnico una rosa di livello che ha dominato il campionato dalla prima fino all'ultima giornata, ottenendo il primo meritatissimo titolo russo della sua storia fin lì avara di trofei. Berdyev, uno che durante la pausa invernale preferisce andare alla ricerca di nuovi giocatori da acquistare piuttosto che prendersi delle meritate ferie, ha festeggiato alla sua maniera, recandosi a La Mecca in pellegrinaggio.
In questa annata, in attesa dell'esordio assoluto in Champions League e della conclusione del Campionato Russo, l'allenatore turkmeno ha già perso due trofei: la Supercoppa di Russia e la Coppa di Russia, entrambi conquistati dal CSKA Mosca.

sabato 8 agosto 2009

BLOG CHIUSO PER FERIE.

Il sottoscritto si prende una (meritata?) vacanza e, di conseguenza, non potrà più aggiornare il blog fino ad inizio settembre. Mi raccomando però, voi che siete miei fedeli lettori, in queste settimane continuate a seguire (con gli appuntamenti di SKY, ma non solo) il Campionato Russo e le squadre russe impegnate in Europa!

PREVIEW 17ª Giornata RPL 2009

Dopo un turno assolutamente inusuale per gli standard russi, con sei squadre tra le prime sette capaci di raccogliere i tre punti, il Campionato Russo vive una giornata senza match da tutto esaurito, ma non per questo privi di interesse ai fini degli equilibri in classifica. Abbiamo passato la metà del torneo e molte squadre inoltre presentano in campo i nuovi acquisti del mercato estivo, apertosi il 1° Agosto scorso.Gare insidiose per più di una favorita alla vittoria finale;tutte sono obbligate a non perdere punti in queste prime battute del girone di ritorno.Da seguire anche la lotta per non retrocedere,che purtroppo però pare ristretta al massimo a tre squadre e rischia di risolversi di qui a breve. Esaminiamo una ad una le gare di questo diciassettesimo turno, secondo del girone di ritorno!


Sabato 8 agosto

16:45 - FC Mosca - Rubin Kazan [diretta su SKY Sport Extra]
2003- Torpedo Metallurg - Rubin 1-2: 4' Bracamonte; 14' Sibaya, 71' Sillah.
2004- Torpedo Metallurg - Rubin 1-0: 73' Budunov.
2005- FC Mosca - Rubin 0-1: 90' Chisek.
2006- FC Mosca - Rubin 0-5: 4' Sibaya, 8' e 32' Dominguez, 39' Calisto, 52' Dominguez.
2007- FC Mosca - Rubin 2-1: 5' P. Bystrov, 83' Semak; 11' Budylin (rig.).
2008- FC Mosca - Rubin 1-2: 37' V. Kaleshin; 61' Hasan Kabze, 88' Ryazantsev.

Non può non essere considerato il big match di questo weekend. Sono di fronte a Mosca rispettivamente la seconda (seppur a pari merito con il Samba-Spartak) e la prima del Campionato. L'FC Mosca di Miodrag Bozovic è la vera rivelazione del torneo. Chi l'avrebbe mai detto che i 'Cittadini', in una stagione resa difficile dalla crisi economica, dopo la metà del torneo sarebbero stati lassù a giocarsi il primato in uno scontro diretto. Nemmeno la cessione di Hector Bracamonte al Terek Grozny, il leader dei Granata ,il simbolo dell'ex Torpedo Metallurg, pare aver intaccato le convinzioni dei ragazzi di Bozovic che hanno fatto presto a dimenticare il capellone argentino passato al Terek, espugnando in emergenza proprio la città cecena per poi passare al Luzhniki ed eliminare lo Spartak Mosca in Kubok Rossii. Una squadra simbolo di professionalità, lavoro e dedizione, dove la differenza la fa il gruppo (e soprattutto l'allenatore) e non i singoli. All'elenco degli indisponibili si è aggiunto nelle ultime ore anche il bosniaco Krunic, centrocampista titolare in questo 2009, mentre Bozovic tenterà di recuperare in extremis il centravanti slovacco Jakubko. Il Rubin arriva allo Streltsov con l'intento di portare a casa il massimo della posta. La squadra allenata da Berdyev, pur non essendo lo schiacciasassi dello scorso anno, è sempre scesa in campo per il risultato pieno e siamo certi che a Mosca, Semak - grande ex della gara - e compagni che dovrebbero ritrovare 'El Chori' Dominguez dall'inizio, gli intenti non cambieranno. Il polacco Murawski è stato tesserato e Berdyev potrebbe concedergli uno spezzone di gara.
Per quattro volte il Rubin ha vinto sul campo dei moscoviti, capaci di imporsi in due sole occasioni. Mai lo Streltsov ha visto il segno X al termine di una gara tra FC Mosca e Rubin.


16:45 - Spartak Nalchik - Spartak Mosca
2006- Spartak Nalchik - Spartak Mosca 2-2: 27' Dzudovic, 55' Pylypchuk; 40' Kalinichenko, 84' Pjanovic.
2007- Spartak Nalchik - Spartak Mosca 1-2: 51' Pylpchuk; 21' e 84' Kalinichenko.
2008- Spartak Nalchik - Spartak Mosca 1-2: 40' Geteriev; 42' C. Maidana, 58' Welliton.

Gara insidiosissima per la compagine di Valery Karpin, reduce da una serie di ottimi risultati, eliminazione in Coppa di Russia a parte. Dopo l'esaltazione del derby e dopo aver travolto il Kuban Krasnodar, per lo Spartak Mosca ecco una difficile trasferta in quel di Nalchik. E' vero che la classifica della squadra degli uomini di Krasnozhan è a dir poco pericolante, ma sul campo all'ombra dell'Elbrus quest'anno è riuscito a vincere soltanto il Krylya Sovetov, rovinando la festa per la centesima in Premier Liga dei rossobianchi del Caucaso. I padroni di casa, obbligati a vincere per non perdere ulteriore contatto dalla terzultima in classifica, hanno dato il meglio di se contro le pretendenti al titolo e l'arrivo dello Spartak Mosca in qualsiasi città è un evento. Non sarà facile dunque per Jiranek e compagni che dovranno fare a meno del trequartista Alex Meschini, decisivo nella maggior parte delle vittorie dello Spartak targato Karpin. All'infortunato di lungo corso Saenko si aggiungono Maidana ed Ibson. L'argentino ne avrà per un mese, mentre lo sfortunato brasiliano - che aveva debuttato contro il Kuban sette giorni fa - ha rimediato una frattura del quinto metatarso e ne avrà per due mesi. Assente anche Makeev, squalificato come Alex.
Lo Spartak Mosca è imbattuto in tutte le sfide con i colleghi di Nalchik, dove sono riusciti a vincere due volte su tre nella massima serie russa.


19:00 - Kuban Krasnodar - Saturn Ramenskoe
2004- Kuban - Saturn 0-0
2007- Kuban - Saturn 2-2: 50' Danishevskiy, 74' Jefton; 23' Cesnauskis, 89' Lebedenko.

Il Kuban non si sente implicato nella lotta per non retrocedere. E' questo quanto all'unisono ripetono i giocatori della squadra allenata da Sergey Ovchinnikov, il cui feeling con la vittoria si è interrotto dalla fine di maggio (gara vinta a Krasnodar contro il CSKA Mosca per 1-0, con decisivo gol di capitan Topchu). I gialloverdi stanno vivendo un momento delicato: incapaci di vincere in casa contro compagini che lottano per il comune obiettivo (la salvezza), fragili e malleabili in trasferta, dove hanno il peggior rendimento a pari merito col Khimki ultimo in classifica. In riva al Kuban tutti credono ciecamente in Ovchinnikov, dai dirigenti ai suoi ragazzi, nonostante alcuni mormorano che la dirigenza abbia già avviato i contatti con Yuran, ex tecnico di Shinnik e Khimki, al momento sulla panchina della Lokomotiv Astana. La pesante sconfitta rimediata a Mosca non ha lasciato segni indelebili. Paiono esser tornati in buoni rapporti anche Ovchinnikov e Traorè, che avevano litigato furiosamente due settimane or sono. Il Kuban deve convivere anche col tormentone Alan Kasaev. L'osseta ex Zenit ripete di esser pronto a non lasciarsi scappare la proposta del Rubin, ogni weekend che passa pare esser l'ultimo per il fantasista che in più di una occasione ha incantato il pubblico russo; eppure Kasaev rimane al momento ancora a Krasnodar. Il Saturn di Andrey Gordeev, che già all'andata mise a nudo tutti i problemi del Kuban, vincendo per 2-1 con una doppietta del rinato Kirichenko, cercherà di confermare le ultime positive uscite. Domenica scorsa anche grazie all'aiuto della dea bendata, gli 'Alieni' sono riusciti a strappare un pari allo Zenit. In seno alla squadra di Ramenskoe c'è grande tranquillità e fiducia nei propri mezzi, quella che mancava durante la gestione Roeber. Pesantissime però le defezioni di Igonin e Zelao: chi giocherà al centro della difesa?
Nei due precedenti giocari a Krasnodar, due pareggi.


Domenica 9 agosto

12:00 - Dinamo Mosca - Terek Grozny

2005- Dinamo - Terek 0-1: 78' Adamov.
2008- Dinamo - Terek 2-1: 64' Danny, 70' L. Fernandez; 88' Kuzmichev.

Si rituffa nel campionato la Dinamo Mosca di Andrey Kobelev dopo esser stata eliminata dai Preliminari di Champions League da un Celtic Glasgow più esperto e furbo. L'avversario che i 'Poliziotti' riceveranno alla Khimki Arena pare esser fatto apposta per tirar su il morale. Il Terek Grozny è una delle squadre meno corsare del torneo e da quando è tornata nella massima serie non è mai stata capace di espugnare il campo di una delle superbig moscovite, battute tutte invece con relativa facilità tra le mura amiche. I Ceceni - che potrebbero far debuttare Hector Bracamonte - vogliono cercare di dimenticare la brusca battuta d'arresto patita dall'FC Mosca settimana scorsa davanti al Premier Ceceno Ramazan Kadyrov, Presidente del Terek. Spesso si sente la dirigenza sussurrare la parola Europa. Bene, quello è l'obiettivo della Dinamo che dopo aver assaggiato l'Europa dei grandi, è seriamente intenzionata a ripetere l'esperienza l'anno prossimo. Attesa per Aguiar, con i tifosi che si aspettano di vederlo ancor più convincente dopo il gol al debutto segnato al Khimki; Kerzhakov cercherà di avvicinare o sorpassare Welliton nella classifica cannonieri, nonostante il Terek sia - insieme insieme all'Amkar ed allo Zenit - l'unica squadra di RPL alla quale non abbia ancora segnato.


14:00 - Krylya Sovetov Samara - Lokomotiv Mosca [diretta su Pervij Kanal, CH 1 RUS ORTi]
2002- Krylya Sovetov - Lokomotiv 1-0: 36' Radimov.
2003- Krylya Sovetov - Lokomotiv 3-0: 3' Rat, 53' (rig.) e 79' Karyaka.
2004- Krylya Sovetov - Lokomotiv 1-0: 25' Karyaka.
2005- Krylya Sovetov - Lokomotiv 0-0
2006- Krylya Sovetov - Lokomotiv 1-2: 82' Husin; 47' Gurenko, 58' Asatiani.
2007- Krylya Sovetov - Lokomotiv 3-1: 50' Topic, 77' Medvedev, 90' Topic; 29' Spahic.
2008- Krylya Sovetov - Lokomotiv 2-0: 90'+1 Bober, 90'+2 Kovba.

Per usare un eufemismo, definiamo il Krylya Sovetov la squadra meno amata del momento in Russia. Non bastava infatti la vicenda della presunta combine a Grozny contro il Terek che la squadra allenata da Leonid Slutskiy si è fatta clamorosamente eliminare - per giunta in modo incredibile - dai semiprofessionisti irlandesi del St.Patricks (!). Da ogni parte sono piovute critiche verso una squadra che ha gettato in malo modo alle ortiche una qualificazione facile, infangando l'onore ed il prestigio della Russia calcistica. Erano anni che a Samara non si respirava un clima così pesante. Sembrano passati secoli più che anni dalla gara d'andata, che il Krylya Sovetov giocava addirittura da capolista. Di quella squadra bella, brava ed intelligente e spesso elogiata su questo blog è rimasto ben poco. Le 'Ali' stanno lentamente scivolando a centro classifica dopo una serie di prestazioni mediocri, intervallate soltanto dal bel pareggio di Mosca contro lo Spartak. Occasione da cogliere al volo dunque per la Lokomotiv Mosca di Yury Semin che piano piano pare stia trovando il ritmo giusto per avvicinare le posizioni valevoli per un posto in Europa. Per risalire in modo deciso, i 'Ferrovieri' hanno bisogno di trovare in maniera più facile la via del gol e di iniziare a marcare punti pesanti anche in trasferta.
Su sedici incontri disputati, sette vittorie per le 'Ali' di Samara e cinque per i club delle Ferrovie Russe.


14:15 - Zenit San Pietroburgo - Tom Tomsk
2005- Zenit - Tom 1-0: 34' Spivak.
2006- Zenit - Tom 0-0
2007- Zenit - Tom 2-1: 17' e 37' Kim Dong-Jin; 19' Katinsus.
2008- Zenit - Tom 5-1: 6' Fayzulin, 12' Shirokov, 24' e 27' (rig.) Tymoschuk, 34' Fayzulin; 23' Michkov (rig.).

Gara da vincere assolutamente per lo Zenit San Pietrobuego che nella scorsa giornata ha regalato due punti alla concorrenza. Il problema degli uomini di Advocaat sono i minuti finali. Tantissimi i punti buttati via dai 'Meshki' nella battute conclusive. Il trend, manco a dirlo, è costato anche la fatica aggiuntiva dei tempi supplementari nel match, poi vittorioso di Kubok Rossii contro il Nizhny Novgorod. La vetta dista sette punti, un piazzamento in zona Champions, sei. A favore di Anyukov e compagni c'è però un calendario che vede tutti i big match da affrontare al Petrovskiy. Deve crederci la squadra di Advocaat, l'unica che pare intenzionata e non solo a parole a metter a segno importanti colpi sul mercato. I due nuovi arrivi, Kornilenko e Rosina, hanno già fatto in tempo ad andare in gol al debutto. Saranno tutte per loro le attenzioni nella sfida di domenica. Il bielorusso infatti è stato acquistato proprio dal Tom, che lo ha sostituito immediatamente con il possente centravanti della nazionale russa U-21 Artem Dzyuba, arrivato in prestito dallo Spartak Mosca. L'italiano ex Torino ha monopolizzato le pagine dei quotidiani sanpietroburghesi dopo il gran gol messo a segno in Coppa di Russia. Il 'Lisyj' (Pelato), come ormai tutti lo chiamano, è atteso alla riconferma contro gli uomini di Nepomnyaschiy, reduci dal regalo confezionato ed impacchettato al CSKA Mosca sabato scorso. Zenit senza Kim, squalificato. Tom che dovrà rinunciare all'ungherese Nemeth, probabilmente out sino al termine del torneo, oltre agli squalificati Michkov e Smirnov.
Bilancio favorevole allo Zenit che a Piter contro i Siberiani ha vinto tre gare, pareggiandone una.


16:30 - CSKA Mosca - Amkar Perm [diretta su SKY Sport Extra]
2004- CSKA - Amkar 3-0: 35' e 62' Zhirkov, 65' Jarosik.
2005- CSKA - Amkar 3-1: 7' Krasic, 73' e 90' Vagner Love; 48' Didenko.
2006- CSKA - Amkar 2-0: 13' e 75' Jo.
2007- CSKA - Amkar 1-0: 70' Jo.
2008- CSKA - Amkar 4-1: 45' Dzagoev, 50' e 75' Vagner Love, 89' Ignashevich; 37' Kushev.

Continuare a vincere ed avvicinare la vetta. Non può esser differente l'obiettivo del CSKA Mosca che domenica attende l'Amkar Perm che sarà priva degli squalificati Jean Carlos e Novakovic (grave assenza la prima). Gli uomini di Zico sono tornati
alla vittoria contro il Tom, dopo una serie di partite in chiaroscuro e la sconfitta nel sentitissimo derby contro lo Spartak. La squadra dell'Armata Rossa sta convincendo poco nelle ultime uscite, nonostante in Siberia Krasic e Dzagoev si siano espressi su altissimi livelli. Il mese d'Agosto, che l'anno scorso lanciò il CSKA verso un finale di stagione straordinario, sarà un mese pieno zeppo di esami per la squadre del Presidente Giner, che dovrà recuperare gli uomini più importanti, il gioco, i risultati e forse dovrà mettere a segno anche qualche colpo di mercato per affrontare la Champions League che quest'anno vedrà i moscoviti in seconda fascia. La difesa continua a rimanere la stessa da 5 anni a questa parte, Yuri Zhirkov non è stato ancora sostituito e due giocatori (il trequartista brasiliano Ramòn, un'autentica delusione - basti pensare che in patria lo consideravano un misto fra Kakà e Ronaldinho - e l'esterno sinistro turco Caner Erkin) sono stati messi fuori rosa da Zico a causa del loro comportamento. La lista degli indisponibili di Zico non è affatto trascurabile: torna sì Vagner Love, ma Daniel Carvalho e Maazou sono convalescenti, Ramon e Caner Erkin come detto sono fuori rosa. Non proprio tante le alternative per il tecnico brasiliano, viziato sino alla cessione di Zhirkov da incredibile abbondanza.
In casa il CSKA ha sempre battuto l'Amkar. All'andata finì 0-0, con i rossoneri degli Urali più volte vicino al gol.


18:45 - Rostov - Khimki
2007- Rostov - Khimki 1-1: 79' Osinov (rig.); 15' An. Arkhipov.

Match delicatissimo per gli ospiti. Una sconfitta per gli uomini di Sarsaniya regalerebbe al Rostov mezza salvezza. La situazione di classifica del Khimki è tragica. Il distacco dalle terzultima è di ben cinque punti. Tanti per una squadra che in sedici gare ha saputo vincere due volte soltanto. Sono tanti i problemni dei rossoneri della Moscow Region che dovranno trovare al loro interno le risorse per far fronte ad un momento pesantissimante critico. Il mercato difficilmente porterà aiuti concreti, viste le ristrettezze economiche. Per il Rostov l'occasione di tornare alla vittoria dopo un momento di appannamento che dura dalla ripresa della RPL dopo la pausa di giugno.
Un pareggio nell'unico precedente, risalente al maggio del 2007.


Buon Campionato a tutti!

venerdì 7 agosto 2009

Tabella Calciomercato Estivo RPL 2009 - Secondo aggiornamento


LEGENDA: p = portiere; d = difensore; c = centrocampista; a = attaccante.


AMKAR PERM

Acquisti: Epifanov (d, SKA-Energia Khabarovsk, ?), Morozov (d, Torpedo Mosca, parametro zero), Sokolov (c, Torpedo Mosca, parametro zero), Telkiyski (c, Hapoel Tel Aviv, parametro zero), Junuzovic (a, Rudar Velenje, 1.300.000 €).
Possibili acquisti: Marquinhos (c, CSKA Sofia).
Cessioni: -
Possibili cessioni: Drincic (c, FC Mosca, Palermo), William (c, Inter Baku), Starkov (c, Khimki), Sikimic (a, ?).


CSKA MOSCA

Acquisti: Cosiç (d, Stella Rossa Belgrado, ?), Maksimenko (a, Daugava Riga, inizio prestito).
Possibili acquisti: Ramòn (d, Vasco da Gama), Piliev (c, Lokomotiv Mosca).
Cessioni: Zhirkov (c, Chelsea, 21.000.000 €), Kalouda (c, Sparta Praga, inizio prestito), Ryzhov (a, Alania Vladikavkaz, inizio prestito).
Possibili cessioni: A. Grigorjev (d, FC Mosca), Caner Erkin (c, ?), Ramòn (c, ?), Ricardo Jésus (a, Spartak Nalchik).


DINAMO MOSCA

Acquisti: L. Aguiar (c, Sporting Braga, 3.000.000 €).
Possibili acquisti: -
Cessioni: Bebikh (a, Istra, inizio prestito).
Possibili cessioni: Karcemarskas (p, ?), L. Fernandez (d, Arsenal, Aston Villa, Everton, West Ham), Pimenov (a, ?).


FC MOSCA

Acquisti: -
Possibili acquisti: Jean Narde (d, Corinthians), Marčić (d, Midtjylland), A. Grigorjev (d, CSKA Mosca), Yatchenko (d, Spartak Nalchik), Drincic (c, Amkar Perm), Zhang Ning (a, Zindao Zhonghen).
Cessioni: Jop (d, Wisla Cracovia, 800.000 €), Barrientos (c, Catania, 4.000.000 €), Bracamonte (a, Terek Grozny, 2.500.000 €).
Possibili cessioni: -


KHIMKI

Acquisti: Romaschenko (c, Bursaspor, parametro zero), D. Popov (a, svincolato).
Possibili acquisti: Booth (d, Mamelodi Sundowns), Yatchenko (d, Spartak Nalchik), Starkov (c, Amkar Perm), Parodi (a, Spartak Nalchik).
Cessioni: Boudianski (c, Udinese, fine prestito), M. Simic (a, Lokomotiv Zagabria, 200.000 €).
Possibili cessioni: Shvetsov (c, Nizhniy Novgorod), Virtanen (a, ?).


KRYLYA SOVETOV SAMARA

Acquisti: S. Ivanov (c, Lokomotiv Mosca, inizio prestito), Adamov (a, Rubin Kazan, inizio prestito).
Possibili acquisti: -
Cessioni: Oh Beom-Seok (d, Ulsan Hyundai, 2.000.000 €), Politevich (d, Naftan Novopolotsk, inizio prestito), Escobar (c, Cucuta Deportivo, inizio prestito), Kovba (c, Sparta Praga, parametro zero), Salugin (a, Rostov, inizio prestito).
Possibili cessioni: Koller (a, Rubin Kazan).


KUBAN KRASNODAR

Acquisti: Zuela (d, Skoda Xanthi, 1.400.000 €), Babangida (a, Apollon Limassol, 1.250.000 €), Okoduwa (a, Dynamo Kiev, inizio prestito).
Possibili acquisti:
Cessioni: Sretenovic (d, Zaglebie Lubin, inizio prestito), Gorbushin (c, Chernomorets Novorossiysk, inizio prestito), Tikhonovetskiy (Luch-Energia Vladivostok, 400.000 €).
Possibili cessioni: A. Stepanov (p, Krasnodar), Lagiewka (d, ?), Kasaev (c, Rubin Kazan).


LOKOMOTIV MOSCA

Acquisti: Asatiani (d, Dynamo Kiev, fine prestito), A. Kuznetsov (d, Sibir Novosibirsk, fine prestito), Burlak (d, Volga Nizhniy Novgorod, fine prestito), G. Pereyra (c, Young Boys, fine prestito).
Possibili acquisti: Izmailov (c, Sporting Lisbona), S. Oliseh (c, Midtjylland), Wagner (c, Cruzeiro), Ciro (a, Spor de Recife).
Cessioni: S. Ivanov (c, Krylya Sovetov Samara, inizio prestito).
Possibili cessioni: Pelizzoli (p, Bologna, Fiorentina), Basa (d, Bordeaux, PSG, Hertha Berlino), Piliev (c, CSKA Mosca), Odemwingie (a, Fulham, Rennes).


ROSTOV

Acquisti: Gitselov (c, Rubin Kazan, inizio prestito), Lutsenko (a, Stavropolye-2009, ?), Salugin (a, Krylya Sovetov Samara, inizio prestito).
Possibili acquisti: Kowalewski (p, Iraklis Thessaloniki).
Cessioni: Ponomarev (d, Vityaz Podolsk, inizio prestito).
Possibili cessioni: Zivko (c, Alania Vladikavkaz, Salyut-Energia Belgorod, Vityaz Podolsk).


RUBIN KAZAN

Acquisti: Murawski (c, Lech Poznan, 2.500.000 €).
Possibili acquisti: Kasaev (c, Kuban Krasnodar), Pienaar (c, Everton), Brozek (a, Wisla Cracovia), Fatih Tekke (a, Zenit San Pietroburgo), Koller (a, Krylya Sovetov Samara).
Cessioni: Tomas (d, Genclerbirligi Ankara, parametro zero), Gitselov (c, Rostov, inizio prestito), Rebrov (a, fine carriera), Adamov (a, Krylya Sovetov Samara, inizio prestito).
Possibili cessioni: -


SATURN RAMENSKOE OBLAST

Acquisti: Levchenko (c, Groningen, parametro zero).
Possibili acquisti: Kukoc (d, Dinamo Zagabria), Kascelan (c, LKS Lodz).
Cessioni: A. Eremenko jr. (c, Metalist Kharkiv, 1.500.000 €).
Possibili cessioni:


SPARTAK MOSCA

Acquisti: Pesjakov (p, Shinnik Yaroslavl, 1.200.000 €), Ibson (c, Porto, 5.000.000 €), Ra. Kovac (c, West Ham, fine prestito), C. Maidana (c, Recreativo Huelva, fine prestito), Quincy Owusu-Abeyie (a, Cardiff City, fine prestito).
Possibili acquisti: -
Cessioni: Bazhev (c, Salyut-Energia Belgorod, inizio prestito), Dzyuba (a, Tom Tomsk, inizio prestito), Prudnikov (a, Sparta Praga, inizio prestito).
Possibili cessioni: Pletikosa (p, ?), Dedura (d, ?), C. Rodriguez (d, Boca Juniors, Independiente, San Lorenzo, Terek Grozny), F. Kudryashov (d, ?), Ra. Kovac (c, Dnipro, Fenerbahce, Blackburn, Hull City, Sunderland, West Ham), Quincy Owusu-Abeyie (a, ?).


SPARTAK NALCHIK

Acquisti: Asildarov (a, svincolato), Siradze (a, svincolato).
Possibili acquisti: K. Boateng (d, King Faisal Babes), Anderson Ribeiro (c, FC Kharkiv).
Cessioni: Loria (p, Lokomotiv Astana, inizio prestito), Shumeyko (d, Atyrau, ?), Felipe Almeida (Baku, 300.000 €).
Possibili cessioni: Yatchenko (d, FC Mosca, Khimki), Filatov (d, Luch-Energia Vladivostok), Bikmaev (c, Luch-Energia Vladivostok), Parodi (a, Khimki).


TEREK GROZNY

Acquisti: Haymovich (d, Maccabi Netanya, ?), Bracamonte (a, FC Mosca, 2.500.000 €).
Possibili acquisti: Constantin (d, Rapid Bucarest), C. Rodriguez (d, Spartak Mosca).
Cessioni: Bouli (c, Nizhniy Novgorod, inizio prestito), Essame (c, Nizhniy Novgorod, inizio prestito), Prudnikov (a, Spartak Mosca, fine prestito).
Possibili cessioni: -


TOM TOMSK

Acquisti: Dzyuba (a, Spartak Mosca, inizio prestito).
Possibili acquisti: I. Shestakov (c, Sibir Novosibirsk), Rodionov (a, BATE Borisov).
Cessioni: Golyatkin (d, Chernomorets Novorossiysk, inizio prestito), An. Arkhipov (a, Chernomorets Novorossiysk, inizio prestito), Kornilenko (a, Zenit San Pietroburgo, 1.400.000 €).
Possibili cessioni: Katinsus (d, Alania Vladikavkaz).


ZENIT SAN PIETROBURGO

Acquisti: Rosina (c, Torino, 7.300.000 €), Kornilenko (a, Tom Tomsk, 1.400.000 €).
Possibili acquisti: Valbuena (c, Olympique Marsiglia), Pandev (a, Lazio), R. Lewandowski (a, Lech Poznan), Güiza (a, Fenerbahce), Diego Tardelli (a, Atletico Mineiro), Negredo (a, Real Madrid).
Cessioni: Puygrenier (d, Monaco, inizio prestito), Tymoschuk (c, Bayern Monaco, 11.000.000 €), Pogrebnyak (a, Stoccarda, 4.800.000 €).
Possibili cessioni: Fatih Tekke (a, Besiktas, Fenerbahce, Trabzonspor, Rubin Kazan).


Delusione Dinamo, catastrofe Krylya Sovetov.





Ritorno 3° turno Preliminare CL 2009/10

Dinamo Mosca - Celtic Glasgow 0-2

Reti: 44' McDonald, 90'+1 Samaras.


Ritorno 3° turno Preliminare EL 2009/10

Krylya Sovetov Samara - St. Patricks 3-2

Reti: 41' Bober, 53' e57' Savin; 72' aut. Bober, 79' O'Brien.



Drammatici (sportivamente parlando, si intende) e terribili gli ultimi due giorni 'europei' per il calcio russo.
Prima è arrivata l'eliminazione beffa da parte della Dinamo Mosca, capace di non sfruttare il risultato favorevole del match d'andata, poi il disastro combinato dal Krylya Sovetov, che si è fatto sbattere fuori in una partita senza storia da una squadra semi-professionistica.

Partiamo dal Terzo Turno Preliminare di Champions League. E' un suicidio tipico per il calcio russo quello della Dinamo, che dopo essersi resa protagonista di un'impresa storica, andando a vincere sul quasi inespugnabile Celtic Park, si è fatta incredibilmente rimontare al ritorno, davanti al proprio pubblico, contro una formazione che in Europa non vinceva in trasferta dal 2003 (!!!). Peccato, perchè nel complesso la gara della Dinamo - seppur con qualche diffettuccio pagato a carissimo prezzo - è stata buona, soprattutto nel primo tempo (davvero ottima la prima mezzora, specie come atteggiamento) ed il risultato più giusto sarebbe stato un pari (così come all'andata il successo della Dinamo non fu per la verità meritatissimo). A prevalere, come spesso succede in una manifestazione come la Champions League, è stata l'esperienza della matura e navigata squadra scozzese, capace di beffare la giovanissima ed inesperta compagine guidata da Andrey Kobelev. Era evidente il gap tra le due squadre a livello di gestione delle emozioni, se così si può dire. Non sono un sensitivo, anche se spesso ci prendo, ma era la classica partita della squadra russa in Europa che si batte e fa vedere tante cose interessanti, ma senza cogliere a proprio favore gli episodi. Nel primo tempo la squadra era viva, molto aggressiva e - seppur senza spregiudicatezza - attaccava. Il gol arrivato al 44', ad un minuto dalla fine della prima frazione di gioco, ha chiaramente complicato le cose, rimettendo in gioco l'intera posta in palio e tagliando probabilmente le gambe ai giocatori in maglia biancoblù. La Dinamo emotivamente non è crollata, ma anzi nei primi 20' della ripresa ha più volte sfiorato un pareggio che avrebbe ottenuto con giusto un pizzico di fortuna in più, come dimostrano il tiro di sinistro di Dmitry Kombarov uscito per una questione di centimetri ed il salvataggio sulla linea di un difensore scozzese su un colpo di testa a botta sicura di Leandro Fernandez. Con il passare dei minuti però la tensione aumenta visibilmente nei padroni di casa, la si legge dai loro volti, la paura di perdere si rivela decisiva nel finale, quando il Celtic aumenta i ritmi e - proprio quando la gara sembrava doversi decidere ai Supplementari - arriva il gran gol inventato da Samaras, che evita con eccessiva semplicità tre difensori della Dinamo ed infila Gabulov con un preciso piatto destro angolato, sul quale forse il portiere ex CSKA, Kuban ed Amkar avrebbe potuto fare qualcosa di più.
La Dinamo onestamente non era ancora pronta per il grande salto in Champions League, soprattutto per via della bassissima età media della squadra. I giocatori e l'allenatore meritano di essere applauditi per come hanno giocato e per come si sono impegnati contro un avversario comunque di spessore, abituato a giocare gare del genere. Se bisogna prendersela con qualcuno, quella è la dirigenza, che come noto si è comportata in modo abominevole sul mercato, non acquistando in tempo alcun sostituto di Danny e Semshov, i due pezzi da 90 ceduti nella passata stagione e mai rimpiazzati. La Dinamo ha così pagato l'incompetenza dei suoi dirigenti, che invece di rinforzare la squadra l'hanno pesantemente indebolita, acquistando il solo Ropotan (rivelatosi peraltro un mezzo flop e neanche inserito in campo in questo doppio confronto) nei tre mesi a disposizione del mercato invernale e fin qui il solo Luis Aguiar (peraltro non disponibile per le due sfide di Champions) in estate. Il tutto nonostante una delle sponsorizzazioni più ricche di Russia ed immagino anche d'Europa, che ha portato nelle casse della Dinamo qualcosa come 50 milioni di euro.
Era impensabile qualificarsi alla Champions League con la squadra attuale. Il Celtic poteva essere eliminato, ma al prossimo turno l'Arsenal della situazione avrebbe rispedito in Europa League l'ex squadra del KGB.
Tattrista il fatto che in Europa vi siano tanti miracoli sportivi greci, ciprioti, norvegesi, slovacchi, etc... mentre la Russia non riesce proprio a proporre sorprese. Per vincere devono essere due gradini al di sopra degli altri come Zenit del 2008 o il CSKA del 2005. Quando le forze si equivalgono, vuoi per l'inesperienza,vuoi per l'incapacità di gestire certi momenti, vuoi perchè non si segna, vuoi anche per un pò di 'sfiga', si perde sempre. Peccato. Buona European League alla Dinamo, competizione nella quale raggiungerà Amkar, Zenit... ma non il Krylya Sovetov.


Traditi. Colpiti al cuore. Umiliati. Sono questi gli stadi d'animo dei tifosi del Krylya Sovetov dopo la debacle in Europa League, forse la più grande umiliazione in assoluto nella storia del calcio russo. La settima del campionato irlandese che fa fuori la settima del campionato russo. Roba da non credersi. Questa volta si è davvero superato il limite del consentito e del lecito. Le 'Ali' di Samara hanno esagerato nel voler scherzare col fuoco. Già di per sè l'1-0 dell'andata era stato un risultato allucinante, ma quello che è successo ieri è a dir poco inamissibile: il Krylya Sovetov dopo 57' era sul 3-0, in pieno controllo del match. Non ho visto la gara perchè così come all'andata era impossibile farlo (nessuna copertura televisiva), ma dalla cronaca live sembrava che gli uomini di Slutskiy avessero sfiorato più volte il quarto gol. Poi in 5 minuti di totale follia è arrivato prima lo sfortunatissimo autogol di Bober e subito dopo il decisivo 3-2 di O'Brien che ha gelato il Metallurg di Samara. Un'eliminazione allarmante, disonorevole, inconcepibile.
Non ho idea di che cosa sia successo a questa squadra, che fino ad un mese e mezzo fa girava alla grande e che infatti era spesso elogiata dal sottoscritto su questo blog; poi è arrivata la sconfitta di Grozny, un 3-2 che ha generato una serie infinita di polemiche, causa presunta combine (c'è ancora un'indagine in corso). I tifosi del Krylya Sovetov si sono ribellati (dando fuoco tra l'altro alla macchina di un giocatore, Taranov), hanno accusato i giocatori e tutto lo staff di aver venduto la partita (non si hanno prove; l'unico sospetto deriva dal fatto che i bookmakers hanno ritirato in anticipo le quote del match, che tra l'altro io vidi e che il Terek vinse con pieno merito e sinceramente credo anche limpidamente). Da quella sconfitta mai metabolizzata la squadra è entrata in crisi. In campionato, tre sconfitte (di cui due in casa) ed un pareggio, in Europa League una precoce ed inaspettata eliminazione contro una squadretta di pellegrini irlandesi.
Detto questo, i giocatori non hanno scuse, questo era un impegno agevolissimo che avrebbero potuto benissimo superare, senza se e senza ma. Hanno tradito i loro tifosi che sono tra i più appassionati di Russia ed anche il sottoscritto che la considerava una squadra con tutte le qualità per far bene nella seconda competizione europea. Se non fosse per la storia di questa squadre ed appunto per i loro tifosi, augurerei loro una retrocessione.

Dopo la bruciante eliminazione dalla Europea League, Leonid Slutskiy ha spiegato le dinamiche della disfatta, ammettendo che il Krylya Sovetov non ha passato il turno per errori propri, ma allo stesso tempo s'è detto certo che i suoi sapranno trovare una via d'uscita alla situazione (e che altro avrebbe potuto dire? Era l'unica soluzione possibile oltre al dimettersi).
"Abbiamo perso da soli. Abbiamo segnato noi tutti i gol. Nella nostra porta, come in quella avversaria. Abbiamo controllato la gara per tutto il tempo e abbiamo concesso agli avversari due gol costruiti da noi. La situazione ovviamente non è certo delle migliori. Proveremo a passare questo momento. Io non voglio incolpare nessuno e non rinfaccio niente a nessuno. La situazione morale dei calciatori non è delle più semplici e quella che può sembrare una gara facile, credi che sia tutto irrisorio, ma abbiamo trovato il modo comunque di segnarci da soli e perdere.
Il primo gol degli avversari...Léilton mette in mezzo, il portiere prende palla e lancia in avanti là dove il terzino brasiliano aveva lasciato un varco. Fallo tattico, punizione, cross in mezzo e Bober la devia nella propria porta. Nel secondo gol, Kulik perde palla centrocampo, prendiamo un contropiede, Shishkin viene aggirato con un passaggio e di qui il gol.
Io credo nei ragazzi e credo che si possa uscire da questa situazione, altrimenti sarei stato il primo a rassegnare le dimissioni. Io non giudicherò mai i singoli ed oggi avevo a disposizione solo 11 uomini. Continuerò a supportare ad oltranza i miei ragazzi".

giovedì 6 agosto 2009

Ottavi di Finale - KUBOK ROSSII 2009/10: Lo Zenit scopre Rosina, l'FC Mosca di Bozovic beffa lo Spartak.


Luch-Energia Vladivostok - SKA-Energia Khabarovsk 2-1 (d.t.s): 60' e 101' Y. Mamaev; 63' Karmazinenko.

Chelyabinsk - Mordovia Saransk 0-2: 26' e 28' Muhametshin.

Amkar Perm - Avangard Podolsk 2-1: 31' Zhilyaev, 85' M. Novakovic; 33' Duyun.

Ural Ekaterinburg - Sibir Novosibirsk 1-2: 63' Gerk; 49' Medvedev, 60' Lipatkin.

Volga Tver - Baltika Kaliningrad 2-2 (4-2 d.c.r.): 7' Uzoykin, 77' Sapogov; 26' Revyakin, 41' Korovushkin.

Alania Vladikavkaz - Volgar-Gazprom Astrakhan 2-1 (d.t.s.): 52' Dadu, 105' Godunok; 80' Nesterenko.

Spartak Mosca - FC Mosca 1-2: 9' Makeev; 27' Cesnauskis, 75' Strelkov.

Zenit San Pietroburgo - Nizhniy Novgorod 2-1: 39' Rosina, 97' Krizanac; 82' Zyuzin.


Dopo l'ecatombe dei Sedicesimi di Finale, nei quali ben 12 squadre su 16 della Premier Liga vennero eliminate (alcune anche da formazioni della Seconda Divisione russa - la Serie C italiana tanto per intenderci - come il Krylya Sovetov, il Rubin ed il Rostov), ieri è tornata la Coppa di Russia che ha regalato delle gare anomale ma comunque piuttosto interessanti.

Sarebbe ingiusto non partire dallo Zenit, o meglio da Alessandro Rosina. L'ex fantasista del Toro non poteva di certo debuttare in modo migliore con la sua nuova maglia: il 'pelato' (così è già stato soprannominato dalla tifoseria di fede sanpietroburghese), oltre a trovare subito il suo primo gol (e che gol!) 'russo', ha disputato un grande match, ricco di giocate d'alta classe che hanno fatto ammaliare il pubblico del Petrovskiy. Già al 5', con uno splendido cucchiaio da fuori area, aveva sfiorato una rete che avrebbe fatto venire giù lo stadio. Al 39' è arrivato il gol: Rosina ha raccolto una sponda sporca di Kornilenko, ha messo giù il pallone mandando a vuoto l'intervento di un difensore avversario, si è portato la sfera sul destro ed ha battuto il portiere con un preciso tiro rasoterra. Una rete che ha fatto alzare in piedi il pubblico di casa. Positivo anche il secondo tempo di 'Rosinaldo', vicino addirittura alla doppietta in un paio di occasioni, prima con un sinistro uscito di poco e poi con un altro delizioso pallonetto terminato non di molto sopra la traversa. E' uscito tra gli applausi intorno al 70', sostituito da Fayzulin. E' quantomeno azzardato e fuori luogo fare dei paragoni con Arshavin come ho letto su qualche sito, ma di certo il 25enne calabrese si è presentato alla grande: nonostante fosse ancora in ritardo di preparazione (non ha infatti i 90' nelle gambe), si è impegnato, ha corso molto ed ha mostrato già una buona intesa con i suoi nuovi compagni. In attesa di test probanti, questa gara è servita perlomeno ad Advocaat probabilmente per conoscere maggiormente il talento italiano, da lui non richiesto ma sul quale pare essersi subito ricreduto.
Nonostante un "bravo, bravissimo Alessandro Rosina" (doverosa citazione del telecronista russo della pay tv NTV), lo Zenit - pur disputando una gara nel complesso buona - è riuscito come ogni volta a complicarsi la vita, prolungando ai supplementari un match che avrebbe potuto benissimo vincere nei 90' regolamentari. Il Nizhniy Novgorod, sicuramente meglio in fase offensiva che in quella difensiva, ha creato seri pericoli alla retroguardia padrona di casa, e - oltre al gol segnato con un siluro di incredibile potenza da capitan Zyuzin - ha sfiorato il gol in altre due circostanze, prima impegnando Malafeev al grande intervento direttamente su calcio di punizione e poi con un palo centrato in pieno da Zemchenkov con un bellissimo tiro al volo. A decidere i tempi supplementari è stato Krizanac, inserito al 91' da Advocaat al posto di Lombaerts e schierato addirittura come attaccante (del resto il tecnico olandese non aveva altre alternative in panchina) al fianco di Kornilenko. Ed è stato proprio il difensore croato - tanto contestato in settimana dopo la brutta prova offerta contro il Saturn - a mettere dentro in spaccata il pallone concessogli da un bell'assist d'esterno destro del sempre elegante Zyryanov. Un passaggio del turno più sofferto del previsto, 30' di ulteriori fatiche che si sarebbero potuti evitare, ma la sensazione è che dopo questa vittoria sia un minimo migliorato il clima che si respira all'interno dello spogliatoio. E chissà che Rosina non possa veramente rivelarsi un valore aggiunto...

Era doveroso partire dallo Zenit, ma la gara più interessante di questo turno di Coppa di Russia era sicuramente quella che opponeva due formazioni della massima serie, ovvero Spartak Mosca e FC Mosca: le due squadre - che condividono il secondo posto in classifica - hanno dato vita ad un buon match, giocato ad alti ritmi e di buonissimo livello, anche perchè entrambi gli allenatori hanno schierato in campo la formazione titolare o quasi (nello Spartak s'è rivisto in campo l'argentino Maidana, tornato dal poco confortante prestito al Recreativo Huelva: sfortunato però l'ex Banfield, costretto ad abbandonare il campo intorno al 30' a causa di un infortunio - che sembra essere abbastanza grave - alla caviglia. A passare in vantaggio erano comunque stati i 'Myaso', con un gol - derivato da un fortunoso rimpallo - del giovanissimo terzino sinistro Makeev, al secondo centro in questa sua prima stagione in prima squadra. Trascorrono neanche 20' ed arriva la risposta concreta dei 'Cittadini', che trovano il punto dell'1-1 con il loro uomo più in forma, il lituano Cesnauskis, autore di 4 reti negli ultimi quattro incontri, un bottino davvero niente male per un esterno sinistro. La gara rimane equilibrata, ma prende una piega favorevole all'FC Mosca quando - a 15' dal termine - Strelkov (rigenerato anche lui dalla cura Bozovic?) sfrutta al meglio un orribile movimento a vuoto del pessimo Fathi mettendo il pallone sotto l'incrocio. Prima rete stagionale per il centravanti che contribuì in modo decisivo alla salvezza del Luch-Energia nel 2007, ritrovatosi titolare dopo la cessione al Terek di Bracamonte e l'infortunio dello slovacco Jakubko. Un'eliminazione che non prende assolutamente bene Valery Karpin, che nel post-gara ha parlato di "errori da pulcini" nel commentare i due gol subiti dalla sua squadra. Non si hanno più aggettivi per elogiare il 'Conte' Miodrag Bozovic, che si prende il lusso di battere per la seconda volta in stagione la compagine moscovita più famosa (in campionato, allo Streltsov, sulla panchina dei rossobianchi c'era ancora Laudrup) e si conferma anche un mago nelle coppe (ricordiamo che nel 2008 conquistò la finale con l'Amkar, che perse soltanto ai calci di rigore contro il CSKA).

Passa il turno anche l'altra formazione della RPL rimasta, ovvero sia l'Amkar, che supera - seppur con una certa fatica - per 2-1 l'Avangard Podolsk, formazione di Seconda Divisione che lotta per la promozione nella Serie B russa. Decisivo un gol a 5' dal termine del centrocampista montenegrino Novakovic, dopo che Duyun aveva pareggiato il vantaggio firmato Zhilyaev.

Nelle altre gare, il Luch-Energia si aggiudica il derby del Far East (Vladivostok contro Khabarovsk, due tra le città più ad oriente di tutta la Russia) e conferma il suo buon momento di forma qualificandosi per i Quarti di Finale. Impresa del Sibir che espugna l'ostico campo di Ekaterinburg, sul quale ci aveva lasciato le penne un CSKA pieno zeppo di titolari. Qualche sofferenza di troppo per l'Alania, seconda (ma con una gara da recuperare e potenzialmente prima) in First Division, che soltanto ai tempi supplementari riesce ad avere ragione del Volgar-Gazprom, che aveva battuto comodamente per 3-1 in campionato qualche mese fa. Fa scalpore l'eliminazione (ai rigori) del Baltika, eliminata dal Volga Tver che sembra voler fare sul serio dopo aver ottenuto già uno scalpo importante, ovvero quello del(le riserve) del Rubin. Nella sfida fra due formazioni della Serie C russa riesce ad avere la meglio il Mordovia, che passa comodamente a Chelyabinsk, sugli Urali.


Sintesi Zenit-Nizhniy Novgorod 2-1, utile anche per ammirare l'ottimo esordio di Rosina:




Questo è il tabellone dei Quarti di Finale:

Amkar - FC Mosca
Sibir Novosibirsk - Luch-Energia Vladivostok
----------------------------------------------------------------------
Mordovia Saransk - Alania Vladikavkaz
Volga Tver - Zenit San Pietroburgo

mercoledì 5 agosto 2009

16ª Giornata RPL 2009: le altre partite.



(in blu i nuovi acquisti)


Rubin Kazan - Spartak Nalchik 2-0: 36' Gökdeniz Karadeniz, 89' Dominguez (rig.).

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; V. Kaleshin, Sharonov, César Navas, Ansaldi; Sibaya, Noboa; Balyaikin (dal 76' Ryazantsev), Semak, Gökdeniz Karadeniz (dal 62' Dominguez); Bukharov.
Spartak Nalchik (4-4-2): Radic; A. Ferreira, Dzudovic, Amisulashvili, Yatchenko; Leandro (dal 78' Dzakhimishev), Mashukov, Kontsedalov (dal 68' Berkhamov), Gogua (dal 59' Bikmaev); Kalimullin, Goshokov.
In panchina: Khomich, Bitokov, Filatov, Parodi.



Tom Tomsk - CSKA Mosca 2-3: 58' Maznov, 67' Michkov (rig.); 27' Krasic, 30' Dzagoev, 65' Ricardo Jésus.


Tom (4-4-1-1): Polyakov 6; Stroev 5,5, D. N. Smirnov 5, Jokic 4,5, Skoblyakov 4; Klimov 5,5, Radosavljevic 5,5 (dal 70' Nemeth s.v.), Michkov 6, V. Volkov 5,5 (dal 63' Dyadyun 5,5); Maznov 6.
CSKA (3-4-2-1): Akinfeev 5,5; V. Berezutskiy 6, Ignashevich 5,5, A. Berezutskiy 6; Odiah 5,5, Aldonin 6,5, Mamaev 6, Schennikov 6; Krasic 7,5, Dzagoev 7,5; Ricardo Jésus 6 (dal 78' Necid s.v.).


Terek - FC Mosca 1-2: 77' Lakhiyalov; 62' Vukic, 74' Cesnauskis.

Terek (4-2-3-1): Dikan 6,5; Zabavnik 5,5 (dall'80' Kobenko s.v.), V. Iliev 5,5, Omeljanchuk 5,5, Mischenko 5,5 (dal 59' Vlasov 5,5); Djabrailov 5,5, Margaritescu 5,5; F. Petre 5,5, Gvazava 5,5 (dal 46' Pancu 6), Georgiev 6; Lakhiyalov 6,5.
FC Mosca (4-4-1-1): Amelchenko 6; Vasyanovich 6, Nababkin 6, Epureanu 6, Grigalava 6,5; Samedov 7, Sheshukov 6, Rebko 5,5, Cesnauskis 7,5 (dal 90'+2 Stavpets s.v.); Vukic 6 (dall'89' Golyshev s.v.); Strelkov 6 (dal 90'+4 Marenich s.v.).


Amkar Perm - Krylya Sovetov Samara 2-0: 20' Kushev (rig.), 89' Jean Carlos.

Amkar (4-4-2): Narubin 7; Sirakov, V. Kalashnikov 5,5, Belorukov 6, Grishin 6; Peev 6, M. Novakovic 5,5 (dal 60' Pomerko 6,5), Drincic 6,5, Zhilyaev 6 (dal 77' Sikimic s.v.); Jean Carlos 7, Kushev 6,5 (dal 74' Junuzovic s.v.).
Krylya Sovetov (4-5-1): Lobos 5; Shishkin 6, Taranov 5, Belozerov 5,5, Léilton 5,5; Kalachev 6,5, S. Ivanov 5,5, R. Adjindjal 6 (dal 76' Savin s.v.), Kulik 5,5 (dal 71' Bober s.v.), Ignatjev 5,5 (dal 58' O. Ivanov 5,5); Adamov 6.


Khimki - Dinamo Mosca 0-2: 34' L. Aguiar, 89' Kerzhakov.

Khimki (4-4-2): Berezovskiy 7; Golovatenko 5,5, Ibragimov 5, Trivunovic 5, Romaschenko 5,5; Streltsov 5,5, Cvetkovic 6, Blatnjak 6, Kirillov 5,5 (dal 64' Pylypchuk 5,5); Kozhanov 5 (dal 65' D. Popov 5,5), Nizamutdinov (dal 77' Kirakosyan s.v.).
Dinamo (4-4-2): Gabulov 6; Wilkshire 6,5, Kolodin 7, L. Fernandez 6 (dal 67' Smolov s.v.), Granat 6,5; K. Kombarov 6,5, L. Aguiar 7 (dal 63' Svezhov 6), Khokhlov 6, D. Kombarov 5,5; Kokorin 5,5 (dal 39' Kowalczyk 5,5), Kerzhakov 7.


Saturn Ramenskoe - Zenit San Pietroburgo 2-2: 15' Kirichenko (rig.), 85' Nakhushev; 27' Kornilenko, 54' Shirokov.
Saturn (4-2-3-1): Kinsky 6; Angbwa 6, Zelão 6, Igonin 6, Nakhushev 6,5; Nemov 6, Loskov 6 (dall'89' Temnikov s.v.); Al. Ivanov 6,5, Karyaka 5 (dal 62' Levchenko 6), Kuzmichev 5; Kirichenko 6,5 (dal 72' Kovel s.v.).
Zenit (4-3-2-1): Malafeev 5; Anyukov 6,5, F. Meira 5,5, Krizanac 4,5, Kim Dong-Jin 6; Shirokov 7, Denisov 6, Zyryanov 5,5; Semshov 5,5 (dal 71' Fayzulin s.v.), Huszti 6,5; Kornilenko 6,5.


Lokomotiv Mosca - Rostov 2-0: 41' Bilyaletdinov, 86' Sychev.

Lokomotiv (4-2-3-1): Guillherme 5,5; Yanbaev 6, Asatiani 6, Rodolfo 6,5, Gatagov 6,5 (dal 77' Fininho); Dujmovic 6, Glushakov 6,5; Odemwingie 6,5, Pavlov 6 (dall'89' Mudjiri s.v.), Bilyaletdinov 7; Sychev 6,5.
Rostov (4-4-1-1): Gerus 5,5; Astafjev 5,5, Zivanovic 5, Lengyel 5,5, Gatkan 5,5; Lebedenko 6 (dal 57' B. Petrovic 5,5), Slivic 5, Osinov 5, Kulchiy 5,5; Hong Yong-Jo s.v. (dal 21' Lutsenko 5,5) (dal 70' Salugin s.v.); Ahmetovic 6.


Nell'anticipo del venerdì, un buon Rubin vince quasi con il minimo sforzo contro lo Spartak Nalchik, confermandosi in testa alla classifica ma non staccandosi dalle altre pretendenti a causa delle vittorie di tutte le inseguitrici, Zenit a parte. Il grande protagonista dell'incontro è stato Bukharov, che prima con una bella azione personale ha consentito a Gokdeniz Karadeniz di battere a rete e poi - ben servito da un tocco morbido nello spazio del subentrato Ryzantsev - si è procurato il rigore poi trasformato di potenza da Dominguez, anche lui entrato nella ripresa. Volenteroso e poco fortunato lo Spartak Nalchik, come dimostra il palo centrato da Kalimullin con una bella girata al volo sullo 0-0 ed una grande parata di Ryzhikov su un colpo di testa di Dzudovic nell'azione antecedente il raddoppio dei Tartari. La squadra Caucasica continua a non segnare e rimane desolatamente al penultimo posto in classifica, a -4 punti dal Kuban terzultimo.

Nella prima gara di sabato, il CSKA torna alla vittoria, per giunta contro quel Tom che nel marzo scorso fu capace di espugnare il Luzhniki grazie ad una rete siglata da Maznov. Quella giocatasi in Siberia è stata sicuramente una partita abbastanza divertente, soprattutto per merito del Tom che sorprendentemente ha deciso di giocare con una tattica quantomeno sconsiderata a partire dal 30', lasciando dei pericolosissimi spazi per i contropiedi del CSKA, con Dzagoev e Krasic che chiaramente si sono esaltati (e meno male per i Siberiani che non c'era lo squalificato Vagner Love al posto dello statico Ricardo Jésus...). Incredibili i 3' di follia pura dei padroni di casa che sembravano voler emulare il Real Madrid sotterrato di reti al Bernabeu dal Barcelona qualche mese fa: un atteggiamento incredibile quello del Tom, che fino al 30' stava giocando discretamente, non aveva corso alcun pericolo ma anzi aveva sfiorato il vantaggio con Volkov. La compagine di Tomsk ha alzato notevolmente la propria linea difensiva, che ha permesso al CSKA di esprimere al meglio tutto il suo micidiale potenziale in contropiede, segnando due gol e sfiorandone un altro con Aldonin. Il tutto in soli 3 minuti! Prima è Dzagoev a lanciare a rete con una bella giocata Krasic, tenuto in gioco da uno sconsiderato Skoblyakov che non era minimamente salito; è poi un gioco da ragazzi per il serbo battere Polyakov. Poco dopo il biondo ex Vojvodina Novi-Sad ricambia il favore al baby fenomeno russo, mettendolo davanti al portiere con un bel tocco d'esterno destro: con un morbido tocco a scavalcare il portiere, l'osseta firma così il suo quarto centro nell'attuale campionato, terminando il suo lungo digiuno. Nella ripresa il Tom accorcia le distanze con una punizione di Maznov, che casualmente non segnava più proprio dal match d'andata. Gravi responsabilità per Akinfeev, che piazza male la barriera e si fa sorprendere sul proprio palo da un tiro tutt'altro che irresistibile. Il CSKA pensa di aver chiuso la gara con il tanto atteso primo gol di Ricardo Jésus (un mezzo flop nella passata stagione, ripescato da Zico in queste ultime settimane dopo tanta panchina e tribuna) con la maglia del CSKA, ancora su assist di uno scatenato Krasic, a sua volta servito nello spazio da... Dzagoev. Klimov e compagni però l'incontro lo riaprono subito dopo, con un generosissimo (per usare un eufemismo) penalty concesso dall'arbitro e trasformato dallo specialista Michkov. Si tratta del quarto rigore consecutivo fischiato contro l'Armata Rossa, il secondo procurato da una trattenuta di Ignashevich.
La notizia comunque più importante è il ritorno all'antico da parte del CSKA, che per la prima volta nella gestione Zico propone la difesa a 3 che se vogliamo ha fatto in parte le fortune del CSKA di Gazzaev. Era da CSKA-Dinamo 0-2 che i 'Soldati' non giocavano in questa maniera; i due laterali li stanno facendo Odiah e Schennikov. Il modulo direi che è una sorta di 3-4-2-1.

Vittoria pesantissima quella ottenuta da un rimaneggiatissimo FC Mosca in quel di Grozny, contro la futura squadra di Bracamonte, idolo dei 'Cittadini', che non ha potuto prendere parte all'incontro a causa di un infortunio. Sorprende sempre di più la squadra di Bozovic, la più continua del campionato, che ora inizia ad ottenere i tre punti anche sui campi più ostici, come appunto quello ceceno. Già nel primo tempo erano stati gli ospiti a fare maggiormente la partita, sfiorando il gol in due occasioni: al 30' su un cross dalla destra di Samedov, colpo di testa a botta sicura di Strelkov, con Dikan che salva con un tuffo in extremis. Dal corner che ne segue, Epureanu - ancora di 'cabeza' - centra in pieno la traversa. Nella ripresa i giocatori agli ordini del tecnico montenegrino sono stati ripagati dalla sfortuna avuta nei primi 45', perchè infatti è stato il Terek a rendersi più volte pericoloso dalle parti di Amelchenko (che sostituiva il connazionale Zhevnov, ammalatosi). Al 61' Georgiev, con un bellissimo passaggio in profondità, pesca Lakhiyalov, che per una questione di centimetri non riesce a trovare l'angolo alla destra di Amelchenko. Nel controattacco successivo, l'FC Mosca passa in vantaggio: tiro di sinistro di Cesnauskis, Dikan respinge ancora alla grande, ma è vincente il tap-in di Vukic. Il Terek si sbilancia e subisce così la rete dello 0-2: Vlasov sale e lascia scoperta la fascia sinistra, ne approfitta Samedov (precedentemente fermato nell'uno contro uno proprio dall'ex Zenit e Saturn) che crossa in mezzo per Cesnauskis che colpisce di potenza di testa, indirizzando la palla in rete. Riesce soltanto in parte il miracolo questa volta a Dikan, che ancora una volta si era ottimamente opposto. I Ceceni, sospinti dal loro caldissimo pubblico, non demordono e con il loro uomo migliore - Lakhiyalov - trovano il gol della speranza a circa 15' dal termine. Assedio del Terek nel finale, anche se a provarci maggiormente è il bulgaro Georgiev con dei tiri da fuori. Vince così l'FC Mosca, che raggiunge al secondo posto lo Spartak e non smette più di stupire, andando ad espugnare un campo sul quale il Terek aveva ottenuto scalpi illustri e perso solo contro il Rubin (peraltro con il medesimo risultato).

Non meno importanti anche i tre punti conquistati dall'Amkar tra le mura amiche, che consentono ai rossoneri degli Urali di allontanarsi sempre di più dalla zona che scotta. Un successo meritato contro un Krylya Sovetov in piena crisi ed in cerca di sè stesso, ma che nella ripresa era andato più volte vicino alla rete dell'1-1. Il primo tempo a tratti arrembante dell'Amkar viene premiato dall'arbitro con la concessione dell'ennesimo rigore discutibile, procurato da Lobos (in ogni caso, fuori luogo la sua uscita) su Zhilyaev: sul dischetto è andato il bulgaro Kushev, tornato titolare, e non ha fallito, realizzando così la sua quarta rete stagionale. E' arrivato invece nel finale il definitivo 2-0, ad opera di Jean Carlos, che su ottimo assist del subentrato Pomerko (centrocampista classe 1989, nel giro dell'U-21 di Kolyvanov) evita Lobos e deposita in rete. Un bel gol, che premia il brasiliano che sta disputando un gran campionato ed il cui unico difetto è proprio quello di essere troppo poco 'cattivo' sottoporta.

Con la testa già rivolta al fondamentale ritorno del terzo turno Preliminare di Champions League che li vedrà opposti agli scozzesi del Celtic Glasgow (0-1 all'andata in favore dei moscoviti), la Dinamo di Kobelev si presenta alla Khimki Arena in una sorta di derby tra due squadre che condividono momentaneamente lo stesso impianto con la formazione pressochè titolare, nella quale fa il suo esordio il centrocampista uruguagio Luis Aguiar, prelevato dai portoghesi dello Sporting Braga. Ironia della sorte, il bielorusso nel Khimki debutta Maxim Romaschenko proprio contro la squadra nella quale giocò per tanti anni. E' proprio Aguiar a sbloccare un match fin lì molto equilibrato e che aveva regalato poche emozioni: un rete davvero niente male, un bel modo per iniziare a farsi conoscere. Su passaggio orizzontale di Kirill Kombarov infatti il centrocampista nel giro della nazionale uruguaiana lascia scorrere il pallone con un intelligente velo e poi mette alle spalle di Berezovskiy il pallone servitogli rapidissimamente di prima da Kerzhakov. E' proprio quest'ultimo a chiudere il match nel finale, con un cucchiaio da fuori area che non dà scampo ad un super Berezovskiy (un altro grande ex), che in precedenza aveva compiuto un autentico miracolo su un tiro a botta sicura di Kirill Kombarov.

Non ne va proprio bene una allo Zenit di questi tempi. A cinque minuti dal termine è Nakhushev a ricacciare in gola l'urlo dello Zenit, che in trasferta non vince da tempi immemori. Nel complesso la squadra - opposta ad una delle compagini più in palla del torneo - non ha sfigurato ed avrebbe anzi probabilmente meritato di vincere, ma non è stata come al solito 'cattiva' sottoporta e soprattutto ha concesso troppo in fase difensiva, regalando di fatto due gol evitabili. A portarsi avanti sono infatti gli 'Alieni', con Alexey Ivanov che sfrutta un liscio di un imbarazzante Krizanac e viene steso in area dallo stesso ingenuo difensore croato, in chiara giornata-no: dagli undici metri Kirichenko non perdona (e sono sette! Era dai tempi dell'FC Mosca che non viaggiava su medie simili l'ex nazionale russo). Lo Zenit è bravo però a non crollare e la reazione viene quasi subito premiata: da un corner battuto da Huszti arriva infatti il colpo di testa vincente di Kornilenko, altro debuttante fortunato in questa prima giornata di ritorno. Il bielorusso arrivato dal Tom Tomsk non sarà un fenomeno, ma perlomeno garantisce un certo peso offensivo e soprattutto corre e si sbatta per 90', a differenza da colui che giocava prima in quel ruolo e che proprio nella giornata di domenica è stato ufficialmente presentato dallo Stoccarda (a proposito: auguriamo buona fortuna a Pasha, che non avrà entusiasmato negli ultimi mesi, ma che è stato un assoluto protagonista in alcune delle pagine più belle scritte nella storia dello Zenit). Il secondo tempo si apre in maniera confortante per i 'Meshki', che si portano sul 2-1 grazie al primo gol stagionale di Shirokov, propiziato da un ottimo anticipo (con tanto di assist finale) di Anyukov su un disattento Karyaka. Il Saturn - che ben aveva giocato nella prima frazione di gioco - pian piano scompare dal campo, lo Zenit sembra essere in completo controllo del match e sfiora l'1-3 in un paio di occasioni, in particolare con una splendida punizione di Huszti che sbatte contro la traversa ma non rimbalza oltre la riga (finalmente positiva però la prova fornita dal talentino ungherese, vicinissimo al gol anche nel primo tempo con una bella acrobazia da posizione però più che favorevole). Quando meno te lo aspetti però il club di Piter si fa rimontare per la 494949494 volta nella gestione Advocaat, questa volta pagando un riflesso tardivo di Malafeev, che ingannato dalla luce del sole parte in ritardo e non riesce a deviare il potente ma non irresistibile gol di Nakhusev che firma il risultato sul 2-2 finale.
Molta tensione a fine gara, con alcuni organi di stampa che danno per imminente l'esonero di Advocaat, già ai ferri corti con la società ed in particolare con il nuovo Direttore Generale Korneev (colui che - appena arrivato - ha portato a San Pietroburgo Kornilenko e Rosina, senza il consenso del futuro allenatore del Belgio). Tensione anche all'interno dello spogliatoio, con Shirokov che attribuisce irrresponsabilmente la colpa della sconfitta tutta a Malafeev, dicendo che "quel tiro l'avrei parato anch'io". Inevitabile e durissima la replica di Malafeev, che sul proprio sito personale non ne ha mandate a dire all'ex Saturn, Rubin e Khimki, che a suo dire si era riconfermato "un'autentica merda". Per fortuna i due - almeno così pare - hanno avuto il modo di chiarirsi in seguito durante un allenamento, ma che la situazione all'interno dello Zenit sia anormale e tutt'altro che tranquilla è facile intuirlo.

La notizia più importante del Sedicesimo turno è per certi versi il tanto atteso ritorno alla vittoria della Lokomotiv, il cui ultimo successo risaliva al 30 maggio, nel derby contro lo Spartak, quando sulla panchina siedeva ancora il tecnico ad interim (ed attuale secondo allenatore) Maminov. Primo successo così ottenuto da Semin in questa sua nuova avventura alla guida della squadra che lui è stato capace di portare ai vertici del calcio russo. Una vittoria abbastanza comoda, propiziata dal secondo gol consecutivo di Bilyaletdinov, questa volta a segno su punizione (non accadeva del 2006, quando con un'esecuzione identica segnò la rete del definitivo 4-2 in un match di campionato contro il Rubin). Particolarissima la prestazione di Sychev, particolarmente divertente da vedere giocare in questi ultimi tempi a causa del suo momento storto: dribbla tutto e tutti, supera avversari come birilli, corre come un indemoniato, si impegna come non mai, rincorre ogni giocatore avversario... ma non segna neanche per sbaglio e si divora gol già fatti! Va detto però che raramente (se non addirittura mai) si è visto un Dima impegnarsi così tanto. Non si può neanche dire quindi che non sia in forma, perchè era da non so quanto tempo che non si esprimeva ai livelli di queste ultime gare. La rete (sottratta al compagno di Odemwingie sulla linea di porta) siglata all'87' può così avere un valore simbolico per un giocatore che nelle precedenti 15 giornate aveva realizzato un solo gol (peraltro su rigore).


CLASSIFICA:
1. Rubin 31
2. Spartak Mosca 30
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3. FC Mosca 30
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4. CSKA 27
5. Dinamo 27
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6. Zenit 24
7. Lokomotiv 22
8. Krylya Sovetov 21
9. Terek 21
10. Saturn 20
11. Rostov 19
12. Amkar 18
13. Tom 17
14. Kuban 15
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15. Spartak Nalchik 11
16. Khimki 10


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
10 reti: Welliton (Spartak Mosca).
9 reti: Alexander Kerzhakov (Dinamo Mosca, 3 rigori).
7 reti: Alejandro Dominguez (Rubin Kazan, 3), Alex Meschini (Spartak Mosca, 2), Sergey Kornilenko (6 - 1 su rigore - con il Tom Tomsk, 1 con lo Zenit San Pietroburgo), Dmitry Kirichenko (Saturn, 1).
6 reti: Alexander Bukharov (Rubin Kazan), Daniel Pancu (Terek Grozny, 2).

TOP 11


Berezovskiy (Khimki);

Anyukov (Zenit), Kolodin (Dinamo), Rodolfo (Lokomotiv), Nakhushev (Saturn);

Krasic (CSKA), Shirokov (Zenit), L. Aguiar (Dinamo), Bilyaletdinov (Lokomotiv);

Dzagoev (CSKA);

Kerzhakov (Dinamo).

In panchina: Narubin (Amkar), Parshvilyuk (Spartak Mosca), Jiranek (Spartak Mosca), V. Bystrov (Spartak Mosca), Cesnauskis (FC Mosca), Welliton (Spartak Mosca), Bukharov (Rubin).

Allenatore: Miodrag Bozovic (FC Mosca).


FLOP 11

Malafeev (Zenit);

Astafjev (Rostov), Krizanac (Zenit), Jokic (Tom), Skoblyakov (Tom);

Topchu (Kuban), S. Kaita (Kuban), Tlisov (Kuban), Karyaka (Saturn);

Kozhanov (Khimki), Nizamutdinov (Khimki).

In panchina: Lobos (Krylya Sovetov), Zivanovic (Rostov), D. N. Smirnov (Tom), Slivic (Rostov), Ignatjev (Krylya Sovetov), Kuzmichev (Saturn), Goshkov (Spartak Nalchik).

Allenatore: Dick Advocaat (Zenit).