lunedì 24 agosto 2009

Alla scoperta delle squadre russe impegnate in Champions League: RUBIN KAZAN

Il Rubin Kazan è pronto a fare il proprio debutto nella massima competizione europea: la squadra Tartara, vincitrice a sorpresa dello scorso campionato russo, non si è rivelata un fuoco di paglia: pur senza dominare come nel 2008, anche in questo 2009 i granata della capitale del Tatarstan comandano la Russian Premier League, grazie soprattutto ad una continuità di rendimento sconosciuta alle altre rivali. Riusciranno a dire la loro anche in Europa?

- Punti forti/pregi
I dati statistici parlano chiaro: dopo 19 giornate con 13 reti subite quella del Rubin è la difesa meno perforata del torneo russo e con 39 goals l'attacco più prolifico. La solidità del Rubin è dovuta principalmente al grande lavoro attuato dai centrocampisti a protezione della difesa: nel 4-2-3-1 di Berdyev sono infatti indispensabili il metronomo Sibaya (tatticamente un elemento preziosissimo) e capitan Semak, con quest'ultimo che spesso e volentieri si sgancia e si rende assai pericoloso in zona gol con i suoi inserimenti da dietro. Proprio questa propensione offensiva dell'esperto nazionale russo, ha portato il tecnico turkmeno a schierare in alcune circostanze in quel ruolo l'ecuadoregno Noboa (più regista, anche se altrettanto abile ad inserirsi senza palla). Il polacco Murawski, fin qui uno dei due acquisti estivi della compagine Campione di Russia, è la quarta alternativa.
Ricca di soluzioni anche la trequarti, che ha i suoi punti di forza nel piccolo e rapidissimo Gokdeniz Karadeniz, da anni uno degli elementi di spicco della Turchia, e soprattutto in 'El Chori' Dominguez, fantasista argentino ritornato a Kazan dopo due stagioni non esaltanti a San Pietroburgo, complice soprattutto un difficile rapporto con il 'Piccolo Generale' Advocaat. Per l'ultimo posto rimanente nel terzetto offensivo alle spalle dell'unica punta (il possente centravanti Bukharov, un nome emergente nel calcio russo, fortissimo di testa) sono numerosi i contendenti: oltre al già citato Noboa (titolare nell'undici-tipo, essendo schierabile anche come esterno sinistro), vi sono i russi Balyaikin (nazionale U-21), Gorbanets, Ryazantsev (il più deludente nelle ultime due stagioni, nonostante un promettentissimo avvio di carriera) e soprattutto Kasaev, appena arrivato dal Kuban Krasnodar, per caratteristiche atletiche e fisiche il 'Lavezzi russo'. Più volte nell'attuale RPL, per sopperire alla mancanza di Dominguez (che ha il grave difetto di infortunarsi con una certa frequenza), Berdyev ha avanzato di posizione Semak, consentendo a quest'ultimo di sfruttare maggiormente il proprio fiuto del gol (l'ex CSKA, PSG e FC Mosca è stato infatti schierato per gran parte della sua carriera come centrocampista offensivo).
Fondamentale in fase offensiva anche la costante spinta dell'altro argentino della rosa, il 22enne Ansaldi, un terzino sinistro (che all'accorrenza può giocare anche a destra) di gran qualità da tempo sul taccuino degli osservatori del Barcelona.

- Punti deboli/difetti
La difesa in Russia concede relativamente poco, grazie come detto soprattutto alla gran protezione del centrocampo, ma è un reparto che tuttavia non convince appieno, in particolare per quanto riguarda i singoli. La coppia centrale titolare, composta da Sharonov e César Navas, concede poco in quanto a centimetri, ma soffre terribilmente se presa in velocità e se attaccata centralmente. In particolare lo spagnolo cresciuto nella cantera del Real Madrid ed affermatosi nel Racing Santander, per la sua staticità risulta essere l'anello debole della catena difensiva. Più affidabile il 33enne Sharonov, pur sempre (come gran parte della squadra, del resto) all'esordio in una manifestazione come la Champions League. Orekhov e Popov, le due alternative in un settore che a nostro giudizio dovrebbe rinforzarsi per non rischiare di incappare in brutte figure contro i migliori attaccanti d'Europa.
Qualche problemino anche sulle fasce laterali, con Ansaldi sulla sinistra molto più bravo ad offendere che a coprire e soprattutto con un'incognita sulla destra: per via della regola sul limite degli stranieri che vige in Russia, Berdyev è stato costretto ad alternare in quel ruolo l'autoctono Kaleshin ed i georgiani Kvirkvelia (il migliore dei tre, titolare nella cavalcata che ha portato il titolo del 2008: essendo un mancino naturale, con un suo inserimemento nell'undici di partenza, Ansaldi sarebbe costretto a 'trasferirsi' sulla corsia opposta) e Salukvadze (giocatore prettamente difensivo, modesto da un punto di vista tecnico).
Qualche problema, più che altro di ordine numerico, anche in attacco: dietro al gigantesco Bukharov (appena chiamato in nazionale da Hiddink, ma ancora da testare su grandi palcoscenici) al momento - con la cessione in prestito di Adamov al Krylya Sovetov Samara - vi è il solo Hasan Kabze, mobile seconda punta ex Galatasaray. E' probabile però che nell'ultima settimana di calciomercato sbarchi a Kazan un nuovo centravanti.

- Esperienza europea
Il più grosso punto interrogativo sul Rubin Kazan riguarda proprio la scarsa (per non dire inesistente) esperienza europea. Un paio di comparsate in Coppa UEFA negli ultimi anni (con una sfortunata eliminazione subita nella stagione 2006/07 dal Parma) e... basta. Anche lo Zenit l'anno scorso era al debutto in Champions League, ma aveva maturato negli anni una ben altra esperienza in campo europeo. Il fatto di essere inserito in quarta fascia non aiuterà i Tartari che con ogni probabilità finiranno in un girone di ferro. Un solo giocatore (Semak) vanta almeno una presenza nella Fase Finale della massima competizione europea per club. Il che la dice lunga.

- Allenatore
Nome: Kurban. Cognome: Berdyev. Nazionalità: turkmena. Caratteristiche particolari: sguardo perennemente truce, carattere di ferro ed un immancabile rosario musulmano che tiene ben stretto ed 'accarezza' durante tutti i 90'. Personaggio particolarissimo del calcio russo e non solo, Berdyev è un'autentica istituzione a Kazan: approdato al Rubin nel 2001, gli bastò un solo anno per portare la squadra - per la prima volta nella sua storia - nel massimo campionato russo, ottenendo un inatteso ed incredibile terzo posto alla sua prima partecipazione, nel 2003. Positivi anche i piazzamenti delle successive stagioni (spiccano il quarto posto del 2005 ed il quinto del 2006), deludente soltanto la decima piazza ottenuta due anni or sono. L'anno scorso però la dirigenza, per festeggiare al meglio il proprio 50esimo anniversario, ha deciso di fare le cose in grande, 'regalando' al fedele tecnico una rosa di livello che ha dominato il campionato dalla prima fino all'ultima giornata, ottenendo il primo meritatissimo titolo russo della sua storia fin lì avara di trofei. Berdyev, uno che durante la pausa invernale preferisce andare alla ricerca di nuovi giocatori da acquistare piuttosto che prendersi delle meritate ferie, ha festeggiato alla sua maniera, recandosi a La Mecca in pellegrinaggio.
In questa annata, in attesa dell'esordio assoluto in Champions League e della conclusione del Campionato Russo, l'allenatore turkmeno ha già perso due trofei: la Supercoppa di Russia e la Coppa di Russia, entrambi conquistati dal CSKA Mosca.

1 commento:

francescomisc ha detto...

Analisi perfetta di una squadra per i più sconosciuta.
Bravo
"Quelli che l'Inter..."