giovedì 27 agosto 2009

Alla scoperta delle squadre russe impegnate in Champions League: CSKA Mosca.

Dopo un anno di assenza, torna nella principale vetrina europea il CSKA Mosca, questa volta non più sotto la sapiente guida di Gazzaev bensì quella di Zico. Una formazione che - per la prima volta nella sua storia - avrà il privilegio di partire dalla seconda fascia e che, pur avendo perso il suo uomo migliore (Yuri Zhirkov), è pronta a stupire ed a far ammirare i propri gioielli (un nome su tutti: quello del 19enne Alan Dzagoev, il nuovo baby-fenomeno del calcio russo).

- Punti forti/pregi
Ormai da anni, dalla trequarti in su il CSKA dispone di un patrimonio tecnico che poche squadre europee possono eguagliare. L'anno scorso è partito il centravanti brasiliano Jo, quest'anno è toccato a Zhirkov, ma il reparto offensivo dei 'Soldati' rimane lo stesso di primissimo livello. In attacco è infatti rimasto (almeno per ora...) il sottovalutatissimo (perlomeno dai grandi club europei) Vagner Love, desideroso di disputare una grande Champions per riconquistarsi il posto nella nazionale brasiliana (curioso a tal proposito come Dunga abbia smesso di chiamarlo proprio nel 2008, ovvero nella migliore stagione in assoluto dell'Artilheiro do Amor, capace di vincere il titolo di capocannoniere della RPL con ben 20 reti!). Il velocissimo Maazou, 21enne attaccante esterno del Niger prelevato a marzo dai belgi del Lokeren, il 20enne ceco Necid - considerato dagli osservatori uno dei migliori prospetti a livello mondiale nel suo ruolo - ed un altro 'carioca', Ricardo Jésus, le riserve di lusso. Alle spalle del brasiliano più famoso di Russia, ci sarà l'attesissimo Dzagoev, numero 10 dal talento cristallino esploso nella passata stagione e già entrato nella storia del calcio russo come il più giovane debuttante nella nazionale maggiore. Come ampiamente prevedibile, in questa sua seconda stagione l'osseta sta incontrando qualche difficoltà in più, ma si sta pur sempre riconfermando un giocatore sul quale vale la pena scomettere in ottica futura. Assist-man geniale proprio come quell'Arshavin al quale è stato da alcuni paragonato, Dzagoev ha una velocità di esecuzione ed una visione di gioco non ancora al livello di quella del fuoriclasse dell'Arsenal ma già straordinaria. Non è velocissimo, ma è in possesso di un gran tiro da fuori ed è uno specialista sui calci piazzati. Tuttavia, il CSKA non è Dzagoev-dipendente in fase offensiva, anzi. Altrettanto importanti sono sulla destra la corsa e l'accelerazione fulminea di Krasic, nazionale serbo tra i migliori interpreti del ruolo di esterno destro e già da tempo tenuto sotto osservazione da alcuni top-club. Sulla sinistra, come detto, non ci sarà più Zhirkov, passato alla corte di Carlo Ancelotti al Chelsea, prontamente rimpiazzato da Mark Gonzalez: il cileno ex Liverpool e Betis Siviglia non vale certamente il nativo di Tambov, ma pare essersi subito ben ambientato. L'asso nella manica sarà Daniel Carvalho, che se recuperasse una volta per tutte dai guai fisici che ne hanno rallentato l'ascesa in questi ultimi due travagliatissimi anni (nei primi mesi della gestione Dunga era riuscito a conquistarsi un posto da titolare nella Selecao; poi si ruppe il ginocchio...) siamo certi che Zico garantirà lui una maglia da titolare.
A centrocampo ci piace il dinamismo del motorino Aldonin, così come contiamo sulla crescita di un altro giovanissimo, Mamaev. In porta, capitan Akinfeev è una sicurezza.

- I punti deboli/difetti
Se dal 2005 (anno della conquista della Coppa UEFA) l'Armata Rossa quando attacca fa paura, è da quello stesso anno che lascia perplessi dietro. Innanzitutto Zico dovrò al più presto sciogliere i dubbi sul modulo: nelle ultime uscite ha infatti alternato la difesa a tre con quella a quattro. I gemelli Berezutskiy ed Ignashevich, titolari da tempo immemore, dominano nel gioco aereo, sul piano fisico sono difficilmente contrastabili, ma se presi in velocità vanno in crisi: essendo una squadra dal baricentro alto, succede di sovente che il CSKA si scopra e con una retroguardia così lenta ogni contropiede può risultare letale. Più veloce il duttile Semberas, utilizzabile anche come terzino destro nella difesa a quattro e prima alternativa ad Aldonin e Mamaev a centrocampo. Se il tecnico brasiliano dovesse puntare su una retroguardia schierata a quattro in linea, il terzino destro sarà il già menzionato lituano (il nigeriano Odiah l'alternativa), quello sinistro uno fra Alexey Berezutskiy e l'emergente Schennikov, classe 1991, il 'Santon russo'.
Qualche dubbio anche sul centrocampo: Aldonin non è in discussione, ma Mamaev - pur essendo in possesso di un grande talento - tende ancora a nascondersi troppo e denuncia qualche limite di personalità. E dietro a loro, oltre al solito Semberas, c'è il solo Rahimic, ormai in età pensionabile...

- L'esperienza europea
Sicuramente più abituati del Rubin a palcoscenici tanto prestigiosi, i 'Kony' (letteralmente, i 'cavalli') nelle loro ultime tre partecipazioni (2004/05, 2006/07 e 2007/08) in Champions League non sono mai riusciti a superare la prima fase, nonostante qualche prestigioso risultato ottenuto (vedi l'1-0 con l'Arsenal o il pareggio a reti bianche all'Emirates; la stessa Inter di Roberto Mancini incontrò più di una difficoltà contro i rossoblu) e nonostante avessero tutte le possibilità e qualità per farlo. A fare la differenza è stata l'allora giovane età media della rosa (rimasta in ogni caso ancora bassa) ed il crollo avvenuto nelle ultime giornate dei gironi, ovvero quanto il campionato russo era concluso. Sia nel 2004 che nel 2006 il CSKA si eliminò praticamente da solo alla penultima giornata, perdendo in casa sempre contro la 'bestia nera' Porto.
Nella prossima edizione Vagner Love e compagni partiranno però dalla seconda fascia: chissà che questo non possa avvantaggiarli e sbloccarli psicologicamente in maniera definitiva...

- L'allenatore
Arthur Antunes Coimbra, al secolo Zico. Un nome che non ha bisogno di presentazioni. Considerato unanimamente come uno dei più forti giocatori di tutti i tempi a livello mondiale, l'ex Udinese si è tolto più di una soddisfazione anche nella sua carriera di allenatore, vincendo nel 2004 la Coppa d'Asia col Giappone, conducendo Nakamura e compagni ai Mondiali del 2006, ottenendo il titolo turco nella stagione 2006/07 e soprattutto portando il Fenerbahce fino ai Quarti di Finale della Champions di due anni fa. Dopo sei mesi di transizione trascorsi in Uzbekistan sulla panchina del Bunyodkor (la squadra del connazionale Rivaldo, con la quale ha vinto - manco a dirlo - il campionato) ha subito accettato la chiamata del CSKA Mosca, che dopo tanti anni di matrimonio aveva divorziato da Valery Gazzaev (da luglio, neo-allenatore della Dynamo Kiev). Zico in Russian Premier Liga sta incontrando qualche difficoltà in più del previsto, ma intanto è già riuscito a mettere in bacheca altri due trofei (la Supercoppa e la Coppa nazionale, vinte entrambe contro l'altra compagine russa impegnata in Champions, il Rubin Kazan).

1 commento:

Nac ha detto...

Caro kerzha..mi aspetto un commento sul calcio russo...attuale...due anni fa m'avevi quasi convinto ke il campionato russostava per fare il salto di qualità...Infatti ha avuto un boom...ora, dopo neanche due anni...eccoci davanti cio ke aimè io avevo predetto...manca la mentalità...e con squadre piccole ma competitive in patria...non si va lontano...Il calcio russo a livello di club è in grossa crisi...i migliori talenti se ne sono andati...e sono rimasti i ruvidi comprimari...In champions....hanno fatto peggio che potevano...o meglio neanche un turno superato...ma in europa leage è avvenuto il meglio...drammaticamente fuori al preliminare...tutte!!!E lo zenit!!!povero....e tornato ad essere una squadretta mediocre...purtroppo con kornilenko e rosina...e non credo più neanche agli investimenti migliardari della gazprom...Purtroppo...russia kaput