venerdì 7 agosto 2009

Delusione Dinamo, catastrofe Krylya Sovetov.





Ritorno 3° turno Preliminare CL 2009/10

Dinamo Mosca - Celtic Glasgow 0-2

Reti: 44' McDonald, 90'+1 Samaras.


Ritorno 3° turno Preliminare EL 2009/10

Krylya Sovetov Samara - St. Patricks 3-2

Reti: 41' Bober, 53' e57' Savin; 72' aut. Bober, 79' O'Brien.



Drammatici (sportivamente parlando, si intende) e terribili gli ultimi due giorni 'europei' per il calcio russo.
Prima è arrivata l'eliminazione beffa da parte della Dinamo Mosca, capace di non sfruttare il risultato favorevole del match d'andata, poi il disastro combinato dal Krylya Sovetov, che si è fatto sbattere fuori in una partita senza storia da una squadra semi-professionistica.

Partiamo dal Terzo Turno Preliminare di Champions League. E' un suicidio tipico per il calcio russo quello della Dinamo, che dopo essersi resa protagonista di un'impresa storica, andando a vincere sul quasi inespugnabile Celtic Park, si è fatta incredibilmente rimontare al ritorno, davanti al proprio pubblico, contro una formazione che in Europa non vinceva in trasferta dal 2003 (!!!). Peccato, perchè nel complesso la gara della Dinamo - seppur con qualche diffettuccio pagato a carissimo prezzo - è stata buona, soprattutto nel primo tempo (davvero ottima la prima mezzora, specie come atteggiamento) ed il risultato più giusto sarebbe stato un pari (così come all'andata il successo della Dinamo non fu per la verità meritatissimo). A prevalere, come spesso succede in una manifestazione come la Champions League, è stata l'esperienza della matura e navigata squadra scozzese, capace di beffare la giovanissima ed inesperta compagine guidata da Andrey Kobelev. Era evidente il gap tra le due squadre a livello di gestione delle emozioni, se così si può dire. Non sono un sensitivo, anche se spesso ci prendo, ma era la classica partita della squadra russa in Europa che si batte e fa vedere tante cose interessanti, ma senza cogliere a proprio favore gli episodi. Nel primo tempo la squadra era viva, molto aggressiva e - seppur senza spregiudicatezza - attaccava. Il gol arrivato al 44', ad un minuto dalla fine della prima frazione di gioco, ha chiaramente complicato le cose, rimettendo in gioco l'intera posta in palio e tagliando probabilmente le gambe ai giocatori in maglia biancoblù. La Dinamo emotivamente non è crollata, ma anzi nei primi 20' della ripresa ha più volte sfiorato un pareggio che avrebbe ottenuto con giusto un pizzico di fortuna in più, come dimostrano il tiro di sinistro di Dmitry Kombarov uscito per una questione di centimetri ed il salvataggio sulla linea di un difensore scozzese su un colpo di testa a botta sicura di Leandro Fernandez. Con il passare dei minuti però la tensione aumenta visibilmente nei padroni di casa, la si legge dai loro volti, la paura di perdere si rivela decisiva nel finale, quando il Celtic aumenta i ritmi e - proprio quando la gara sembrava doversi decidere ai Supplementari - arriva il gran gol inventato da Samaras, che evita con eccessiva semplicità tre difensori della Dinamo ed infila Gabulov con un preciso piatto destro angolato, sul quale forse il portiere ex CSKA, Kuban ed Amkar avrebbe potuto fare qualcosa di più.
La Dinamo onestamente non era ancora pronta per il grande salto in Champions League, soprattutto per via della bassissima età media della squadra. I giocatori e l'allenatore meritano di essere applauditi per come hanno giocato e per come si sono impegnati contro un avversario comunque di spessore, abituato a giocare gare del genere. Se bisogna prendersela con qualcuno, quella è la dirigenza, che come noto si è comportata in modo abominevole sul mercato, non acquistando in tempo alcun sostituto di Danny e Semshov, i due pezzi da 90 ceduti nella passata stagione e mai rimpiazzati. La Dinamo ha così pagato l'incompetenza dei suoi dirigenti, che invece di rinforzare la squadra l'hanno pesantemente indebolita, acquistando il solo Ropotan (rivelatosi peraltro un mezzo flop e neanche inserito in campo in questo doppio confronto) nei tre mesi a disposizione del mercato invernale e fin qui il solo Luis Aguiar (peraltro non disponibile per le due sfide di Champions) in estate. Il tutto nonostante una delle sponsorizzazioni più ricche di Russia ed immagino anche d'Europa, che ha portato nelle casse della Dinamo qualcosa come 50 milioni di euro.
Era impensabile qualificarsi alla Champions League con la squadra attuale. Il Celtic poteva essere eliminato, ma al prossimo turno l'Arsenal della situazione avrebbe rispedito in Europa League l'ex squadra del KGB.
Tattrista il fatto che in Europa vi siano tanti miracoli sportivi greci, ciprioti, norvegesi, slovacchi, etc... mentre la Russia non riesce proprio a proporre sorprese. Per vincere devono essere due gradini al di sopra degli altri come Zenit del 2008 o il CSKA del 2005. Quando le forze si equivalgono, vuoi per l'inesperienza,vuoi per l'incapacità di gestire certi momenti, vuoi perchè non si segna, vuoi anche per un pò di 'sfiga', si perde sempre. Peccato. Buona European League alla Dinamo, competizione nella quale raggiungerà Amkar, Zenit... ma non il Krylya Sovetov.


Traditi. Colpiti al cuore. Umiliati. Sono questi gli stadi d'animo dei tifosi del Krylya Sovetov dopo la debacle in Europa League, forse la più grande umiliazione in assoluto nella storia del calcio russo. La settima del campionato irlandese che fa fuori la settima del campionato russo. Roba da non credersi. Questa volta si è davvero superato il limite del consentito e del lecito. Le 'Ali' di Samara hanno esagerato nel voler scherzare col fuoco. Già di per sè l'1-0 dell'andata era stato un risultato allucinante, ma quello che è successo ieri è a dir poco inamissibile: il Krylya Sovetov dopo 57' era sul 3-0, in pieno controllo del match. Non ho visto la gara perchè così come all'andata era impossibile farlo (nessuna copertura televisiva), ma dalla cronaca live sembrava che gli uomini di Slutskiy avessero sfiorato più volte il quarto gol. Poi in 5 minuti di totale follia è arrivato prima lo sfortunatissimo autogol di Bober e subito dopo il decisivo 3-2 di O'Brien che ha gelato il Metallurg di Samara. Un'eliminazione allarmante, disonorevole, inconcepibile.
Non ho idea di che cosa sia successo a questa squadra, che fino ad un mese e mezzo fa girava alla grande e che infatti era spesso elogiata dal sottoscritto su questo blog; poi è arrivata la sconfitta di Grozny, un 3-2 che ha generato una serie infinita di polemiche, causa presunta combine (c'è ancora un'indagine in corso). I tifosi del Krylya Sovetov si sono ribellati (dando fuoco tra l'altro alla macchina di un giocatore, Taranov), hanno accusato i giocatori e tutto lo staff di aver venduto la partita (non si hanno prove; l'unico sospetto deriva dal fatto che i bookmakers hanno ritirato in anticipo le quote del match, che tra l'altro io vidi e che il Terek vinse con pieno merito e sinceramente credo anche limpidamente). Da quella sconfitta mai metabolizzata la squadra è entrata in crisi. In campionato, tre sconfitte (di cui due in casa) ed un pareggio, in Europa League una precoce ed inaspettata eliminazione contro una squadretta di pellegrini irlandesi.
Detto questo, i giocatori non hanno scuse, questo era un impegno agevolissimo che avrebbero potuto benissimo superare, senza se e senza ma. Hanno tradito i loro tifosi che sono tra i più appassionati di Russia ed anche il sottoscritto che la considerava una squadra con tutte le qualità per far bene nella seconda competizione europea. Se non fosse per la storia di questa squadre ed appunto per i loro tifosi, augurerei loro una retrocessione.

Dopo la bruciante eliminazione dalla Europea League, Leonid Slutskiy ha spiegato le dinamiche della disfatta, ammettendo che il Krylya Sovetov non ha passato il turno per errori propri, ma allo stesso tempo s'è detto certo che i suoi sapranno trovare una via d'uscita alla situazione (e che altro avrebbe potuto dire? Era l'unica soluzione possibile oltre al dimettersi).
"Abbiamo perso da soli. Abbiamo segnato noi tutti i gol. Nella nostra porta, come in quella avversaria. Abbiamo controllato la gara per tutto il tempo e abbiamo concesso agli avversari due gol costruiti da noi. La situazione ovviamente non è certo delle migliori. Proveremo a passare questo momento. Io non voglio incolpare nessuno e non rinfaccio niente a nessuno. La situazione morale dei calciatori non è delle più semplici e quella che può sembrare una gara facile, credi che sia tutto irrisorio, ma abbiamo trovato il modo comunque di segnarci da soli e perdere.
Il primo gol degli avversari...Léilton mette in mezzo, il portiere prende palla e lancia in avanti là dove il terzino brasiliano aveva lasciato un varco. Fallo tattico, punizione, cross in mezzo e Bober la devia nella propria porta. Nel secondo gol, Kulik perde palla centrocampo, prendiamo un contropiede, Shishkin viene aggirato con un passaggio e di qui il gol.
Io credo nei ragazzi e credo che si possa uscire da questa situazione, altrimenti sarei stato il primo a rassegnare le dimissioni. Io non giudicherò mai i singoli ed oggi avevo a disposizione solo 11 uomini. Continuerò a supportare ad oltranza i miei ragazzi".

Nessun commento: