venerdì 28 agosto 2009

Il disastro è servito.

Purtroppo, noi appassionati di calcio russo, difficilmente dimenticheremo l'infausta giornata di ieri, nella quale - nel giovedì più nero nella storia di questo movimento in ascesa (?) - le tre squadre rimanenti in Europa League sono state tutte eliminate con largo anticipo rispetto alle previsioni iniziali (Amkar a parte). Evidentemente l'allarmante umiliazione subita dal Krylya Sovetov Samara, incredibilmente sbattuto fuori nel turno precedente dai modestissimi irlandesi del San Patrizio (!!!), non è servita ad un calcio che continua a denunciare i difetti di sempre, che evidentemente sono tipici del popolo russo e che non potranno mai essere in qualche modo 'curati'. Il problema principale rimane sempre quello: la mentalità. Nel calcio, o ce l'hai o non ce l'hai, c'è poco da fare. Le compagini russe non l'hanno mai avuta e quasi ogni anno ricadono masochisticamente negli stessi identici errori, venendo puntualmente puniti ed eliminati da avversari alla portata. Quest'anno però si è toccato il fondo. Si rischia il tracollo nel ranking UEFA, dopo aver faticosamente conquistato il sesto posto ed essere giunti a pochi punti dalla Francia, si teme una pronta ricaduta. Del resto, i risultati parlano chiaro. Su sei squadre impegnate nelle competizioni europee, quattro (4!) sono già andate a casa, prima della fase a gironi. Mai era successa una cosa simile. Riporre chissà quali speranze in Champions League su CSKA Mosca e Rubin Kazan è illusorio, ingenuo ed irrealistico. E' triste dirlo, ma in questa stagione 2009/10 gli appassionati di calcio russo non dovranno fare altro che 'gufare' le formazioni portoghesi ed olandesi (ovvero i due paesi subito dietro nel ranking), sperando inoltre che rallentino il loro progresso stati emergenti come Ucraina e Turchia. Una triste, tristissima prospettiva.

Tornando alle precoci eliminazioni di Europa League, la cosa che più preoccupa è che - Amkar a parte (uscito a testa alta contro il Fulham) - le altre tre squadre sono uscite contro avversari nettamente più deboli. Ora, che il calcio russo stia vivendo un periodo difficile è sotto gli occhi di tutti: qualche campione di troppo nell'ultimo anno ha fatto le valigie e le società - pesantemente colpite dalla grave crisi economica mondiale - non si sono scatenate sul mercato come in passato, però Dinamo, Krylya Sovetov e Zenit dovevano farsi un sol boccone di CSKA Sofia, St. Patricks e CD Nacional, formazioni che - con tutto il rispetto possibile - non potevano spaventare alla vigilia. Ed invece, Dinamo e Zenit - dopo un match d'andata da dimenticare - si sono suicidate al ritorno, facendosi recuperare ed addirittura rimontare nel caso dei 'Poliziotti'. Un tipico suicidio russo in pieno stile Krylya Sovetov, che circa un mese fa salutò la competizione in un modo che definire grottesco è riduttivo: mancavano 20' alla fine e la squadra di Samara conduceva comodamente per 3-0, con la qualificazione in tasca. Nel giro di 5' però riuscì nell'impresa di farsi segnare due reti (o meglio, una... l'altra fu una clamorosa autorete), consentendo così agli avversari di superare il turno per via della regola dei gol segnati in trasferta (all'andata finì 1-0).
Sembrava potesse essere un caso isolato, ma così purtroppo non è stato.

Era nell'aria l'eliminazione dell'Amkar Perm, compagine al debutto assoluto in Europa e di conseguenza con un coefficiente UEFA pressochè inesistente. Nulla da rimproverare però ai rossoneri degli Urali, anzi onore a loro perchè sono usciti a testa alta contro un avversario più forte, esperto e maturo come il Fulham. Rimane il rimpianto dell'esagerato risultato dell'andata (3-1), con i 'Cottagers' a segno nelle uniche tre palle gol create e soprattutto con quella traversa colpita da Kushev che trema ancora. E' stato proprio il centravanti bulgaro a decidere l'incontro di ieri, segnando l'inutile rete dell'1-0 finale al 90', ovvero quando ormai era troppo tardi per pensare ad una rimonta.

Ben più amaro e soprattutto inaspettato l'ennesimo tracollo casalingo della Dinamo Mosca, il secondo nel giro di poche settimane. Già, perchè i ragazzi di Kobelev - dopo essere riusciti nell'ardua impresa di espugnare Celtic Park con un gol del 18enne Kokorin - non avanzarono nel preliminare di Champions League, venendo sconfitti per 0-2 alla Khimki Arena dai più navigati scozzesi, che andarono a segno alla fine dei due tempi. Non ne facemmo un dramma: in fondo la Dinamo non era ancora una squadra pronta per la Champions League, troppo giovane ed inesperta per avere la meglio sul Celtic, tra l'altro poi eliminato dall'Arsenal di Arshavin (sbloccatosi nella gara di ritorno). Ma soprattutto, perlomeno il sottoscritto, se la prese unicamente con la dirigenza, che indebolì pesantamente la squadra, non sostituendo due giocatori del calibro di Danny e Semshov. In questo caso però, sarebbe ingiusto addossare ancora tutte le colpe ad Ivanov & co. In campo alla fine ci vanno i calciatori e l'umiliante sconfitta interna subita ieri si commenta da sola. Dopo il pericoloso 0-0 dell'andata, Khokhlov e compagni avevano un unico risultato a loro disposizione: la vittoria. Che sembrava ampiamente alla portata: "Il CSKA Sofia è una squadra debole, molto povera tecnicamente" dichiaravano in coro i giocatori della Dinamo, sicuri di passare il turno. Effettivamente, l'inizio del match sembrava dar loro ragione: 1-0 del solito Kerzhakov dopo 10'. Sarebbe bastato difendere il risultato, cercando di non scoprirsi e provando a punire in contropiede i bulgari. Ed invece, nonostante il prudente 4-5-1 con cui Kobelev ha schierato i suoi, passano soli 4' ed il CSKA meno nobile pareggia i conti, sfruttando una fatale disattenzione difensiva. La Dinamo avrebbe tutto il tempo per poter riportare il punteggio a proprio favore, ma va in confusione: i biancoblù sbagliano passaggi elementari, non pungono e con l'ingresso in campo degli attaccanti Kokorin e Smolov si sbilanciano, garantendo agli avversari dei pericolosi contropiedi. Da uno di questi arriva l'1-2 che deciderà match e qualificazione. Siamo ad inizio ripresa, eppure la reazione dei padroni di casa non arriva, anzi è Gabulov a sventare un paio di pericoli. La Dinamo è scoppiata, i giovani non ce la fanno più. La dirigenza soltanto adesso si è resa conto degli errori commessi sul mercato (che uno come il sottoscritto che non fa quello come mestiere aveva notato un anno fa), ha prontamente promesso dei rinforzi nel prossimo inverno (ma chi vi crede più ormai, buffoni!), ma resta il fatto che la Dinamo il CSKA Sofia l'avrebbe dovuto eliminare anche con l'attuale formazione, molto povera da un punto di vista numerico.

Per concludere, è doveroso esaminare la critica situazione della squadra-emblema del calcio russo, quella che meglio di qualunque altra ha mostrato in Europa i pregi ed i difetti di questo movimento: lo Zenit San Pietroburgo, che ieri ha toccato una volta per tutte il fondo.
Un anno fa lo Zenit si apprestava a conquistare con pieno merito la Supercoppa Europea ai danni del Manchester United; un anno dopo viene malinconicamente eliminato dall'Europa League dalla quarta forza del campionato portoghese.
Questa è la triste realtà. E' brutto, bruttissimo - credetemi - dirlo, ma se non vi sarà una netta inversione di tendenza in tempi brevi ad avere ragione sarà il Fabio Caressa di turno che l'anno scorso sentenziò che lo Zenit era una semplice meteora. Da quell'indimenticabile serata di Montecarlo sono cambiate tante cose. Se ne sono andati parecchi protagonisti, a partire dalla mente (l'allenatore, Advocaat, ieri presente in tribuna e continuamente omaggiato dai suoi ex tifosi), il braccio (Pogrebnyak), il giocatore-simbolo (Arshavin), il leader assoluto (Tymoschuk) e se vogliamo anche alcuni comprimari di livello come l'argentino Dominguez (che a Kazan sta facendo meraviglie...) ed il francese Puygrenier (lui perlomeno rimpiazzato dal ben più forte Fernando Meira). Inoltre, causa infortunio, i 'Meshki' hanno dovuto rinunciare anche a Danny, fuori ormai da aprile. Tutti giocatori di prima fascia mal sostituiti. I nuovi arrivi (Fernando Meira e Semshov a parte) non si sono rivelati - com'era prevedibile - all'altezza e quelli che già c'erano sono il simbolo di una grandeur ormai passata. Raramente da quando seguo il calcio ho visto una squadra cadere così in basso dopo aver raggiunto il vertice più alto. I segnali emersi dalla passata stagione erano tutt'altro che positivi: lo Zenit concluse infatti al quinto posto un campionato che avrebbe potuto stravincere ed anche in Champions League non superò un girone che era sì difficile ma alla portata (la Juventus ed il confusionario Real Madrid di Schuster di quel periodo non erano al livello del club di Piter, in particolare per quanto concerne il gioco). Proprio nel ritorno contro il Nacional de Madeira sono pericolosissimamente riemersi tutti quegli errori sottoporta che non consentirono allo Zenit di andare avanti nella più importante manifestazione europea. Ieri sembrava di assistere alla riedizione di gare sotto un certo punto di vista memorabili come Zenit-Real 1-2 e Zenit-BATE Borisov 1-1: in particolare nella ripresa gli uomini di Davydov, passati in vantaggio intorno al 30' grazie al terzo centro consecutivo di Fatih Tekke, hanno sbagliato tutto quello che c'era da sbagliare. C'è stata, in particolare, un'occasione INCREDIBILE su un calcio d'angolo, in tre sono arrivati a 20 cm dal gol... 20 cm! E' mancata come sempre la giusta cattiveria, la voglia di chiudere la partita, come quando Semshov si è trovato di fronte al portiere e cosa ha fatto? Un innocuo pallonetto. Ma mettilia piazzata, sicura nell'angolino per chiudere la gara, poi fai tutti i pallonetti e le finezze che vuoi... Come sempre succede nel calcio, chi spreca ha breve vita: Micael gela infatti il Petrovskiy all'88', siglando il punto dell'1-1 che regala al Nacional una qualificazione alla quale neanche loro più speravano. Decisiva una papera di Contofalsky, lanciato in campo da Davydov in sostituzione di Malafeev, che domenica aveva regalato un gol alla Lokomotiv.
E' chiaro che lo Zenit psicologicamente sia andato in tilt, ma tutto sommato - facendo un'analisi obiettiva della situazione attuale dopo aver smaltito una delusione difficilissima da digerire - non è tutto da buttare. Sarebbe un errore farlo, perchè c'è ancora un campionato da onorare: è difficile, altamente improbabile, ma dopo tante delusioni non sarebbe una cattiva idea se Anyukov e compagni regalassero ai propri fedelissimi sostenitori un insperato terzo posto che varrebbe la medaglia di bronzo ma soprattutto la qualificazione all terzo turno preliminare della prossima Champions League. Complessivamente la squadra rimane buona: la difesa in queste ultime settimane è andata in crisi, ma i giocatori che la compongono sono tutti di buon livello (qualcuno, vedi Anyukov, anche qualcosa in più). Il centrocampo alla fin fine è lo stesso della 'Sbornaya'. Dalla trequarti in su, specie con il recupero di Danny, le alternative non mancano. Insomma, a nostro giudizio, il problema principale di questa squadra, che tanto ci sta facendo dannare in questi ultimi disastrosi mesi, è l'attacco. Serve un finalizzatore puro. Un Trezeguet dei bei tempi andati. Già con Pogrebnyak erano evidenti questi problemi, figuriamoci adesso che in avanti giocano Kornilenko e Tekke. Se ne sono accorti ormai anche i muri, ma laa pensa però in modo evidentemente diverso la società, che si è buttata a capofitto su Bystrov, senza pensare di rinforzare un reparto così tanto scoperto.
L'altro grande interrogativo è il tecnico: appare rischioso continuare con Davydov, che prima di questa esperienza aveva allenato soltanto formazioni giovanili. Era partito bene, quel 4-2 ottenuto in rimonta a Perm ci aveva tutti tratto in inganno, ma poi è arrivata questa vergognosa eliminazione. Non si capisce inoltre l'ostracismo nei confronti di Rosina, sempre partito dalla panchina durante la sua gestione. Così come non è ancora chiaro quale modulo voglia utilizzare, anche se pare voler abbandonare quel 4-3-2-1 (o 4-3-3 che dir si voglia) che tante soddisfazioni ha regalato da quelle parti.



Oltre all'en-plein al contrario in Europa League, nella giornata di ieri sono stati estratti anche i gironi di Champions League, con il CSKA inserito nel gruppo B insieme a Manchester United, Besiktas e Wolfsburg ed il Rubin sorteggiato nel 'gruppo della morte' che comprende i campioni in carica del Barcelona, l'Inter e la Dinamo Kiev.

Poteva andare meglio ma anche decisamente peggio al CSKA Mosca (fermo restando che ha ben poco senso fare questo genere di discorsi logici e razionali quando di mezzo ci sono le illogiche ed irrazionali squadre russe), che ha avuto - concedetemi il termine - la sfiga di beccare la formazione di gran lunga più pericolosa di quarta fascia, ovvero il Wolfsburg Campione di Germania. Il Manchester United è di un altro pianeta e con ogni probabilità stravincerà il girone, mentre i Lupi almeno teoricamente dovrebbero giocarsela con i 'Kony' per il secondo posto. Nel complesso, non vedo il Wolfsburg più forte del CSKA, ma sono d'accordo con chi lo considera leggermente favorito, anche per il semplice fatto che l'Armata Rossa in questa stagione sta deludendo.
A mio avviso, tutto dipende dai 'Soldati'... il raggruppamento ricorda un pò quello di due stagioni fa, ma è ben più difficile: questo perchè i Red Devils sono più forti dell'Inter 'Manciniana' ed il Wolfsburg è nettamente meglio di quell'anonimo PSV Eindhoven; l'unica cosa positiva è che il Fenerbahce di Zico appariva più temibile rispetto al Besiktas. A proposito... è la squadra turca campione in carica, GUAI a sottovalutarla. Giocare al BJK Inonu Stadium non è mai facile per il calore dei tifosi turchi. La formazione è buona e spicca qualche individualità importante come soprattutto Nihat Kahveci, ex Villarreal e Real Sociedad, mentre a difendere i pali dei Kara Kartallar (le Aquile Nere) è ancora il vecchio Rustu Recber, ex Fenerbahce e Barcellona ma soprattutto portiere storico della Turchia. In difesa ci sarà anche Matteo Ferrari. Occhio poi ai soliti pericolosi sudamericani che ci sono dalla trequarti in su.
Il CSKA per me può arrivare secondo, così come terzo (per certi versi, forse la cosa migliore per quanto riguarda i coefficienti UEFA... anche se poi è tutto da vedere se l'Armata Rossa sarà eventualmente capace di andare avanti in Europa League) e quarto. Tutto dipenderà da loro.
Ha detto bene Giner, è arrivata l'ora di superare la fase a gironi. Non sarebbe però stato meglio rinforzare la squadra?

Per quanto riguarda il Rubin Kazan, il girone è di ferro, personalmente sarei già felicissimo se i Tartari riuscissero ad arrivare terzi venendo ripescati in Europa League, cosa tutt'altro che scontata visto che la Dinamo Kiev allenata da quel vecchio volpone di Gazzaev in patria è un rullo compressore ed è ben più abituata a certi palcoscenici.
E' apparso parecchio euforico e spavaldo Berdyev nelle dichiarazioni, lasciandosi scappare una sorta di pericoloso pronostico ("Possiamo superare la fase a gironi"). E' probabile che abbia semplicemente cercato di sdrammatizzare, ma fossi in lui cercherei di trovare delle soluzioni per quantomeno provare a fermare Messi, Ibrahimovic ed Henry da una parte e Balotelli, Milito ed Eto'o dall'altra. Presentare Sharonov e César Navas al cospetto di attaccanti di tale levatura significa una sola cosa: morte sicura.

5 commenti:

JAT 64 ha detto...

Ha ragione forzacus del sito ad essersi stufato del calcio russo. Quello che è successo ieri dimostra che sono soltanto dei piedi quadri guidati da allenatori incompetenti.Se l'eliminazione dell'amkar era prevista quella della dinamo e dello zenit sono ridicole.essendo superiori e a piu di metà campionato dovevano tritare le avversarie, invece è successo il contrario.la situazione piu grace è per lo zenit che con questo pseudo allenatore rischia di restare fuori dalle coppe del prossimo anno.

Nac ha detto...

caro kerzha,i miei malumori rispetto questo movimento sono in rapida ascesa!!!Ho appena appreso la notizia ke wagner love è andato al palmeiras...un ennesimo tassello levato ad un mivimento ormai allo sfascio!!!Tu dici ke non è tutto da buttare!Vero...mai non bisogna buttare tutto!!!certo però ke c'è rimasto ben poco da salvare...questo movimento perderà posizioni nell'uefa...ma ha perso di credibilità...le ucraine si rinforzano..vendono qualcosa ma restano competitive...qua invece solo vendono(lo zenit ne è l'emblema...Skrtel,Arshavin,Pogrebnyak,Kerzhakov,Tymoschuk...tutti venduti e nessuno sostituito all'altezza..).Almeno il cska speravo avesse la forza e capacità per tenere i giocatori...ivece...zhirkov prima...wagner ora...dopo Pavlyuchenko,kovac,bilyaletdinov,ecc...insomma la perdita di talenti è stata immensa!Ma la cosa grave...ma grave grave ke sancisce il reale fallimento del movimento...è ke a parte zhirkov...tutti se ne sono andati per andare a giocare in squadre mediocri...ke non fanno chempions, non lottano per il titolo...insomma...non un barca, real, liverpool, milan....ecc...ma tottenham, west ham,everton, palmeiras...lo sfascio è allarmante e piazza la russian premier league di nuovo in un oblio perverso ke la notorietà del movimento le ha provocato...a conti fatti era meglio non vincere niente e fare un pessimo europeo...probabilmente molti talenti non se ne sarebbero andati!

Kerzhakov91 ha detto...

Vagner Love è stato ceduto in prestito ed è tornato in Brasile a causa di presunti gravi problemi familiari; prima di partire per San Paolo ha rinnovato fino al 2014. Tornerà al CSKA nel prossimo luglio e si legherà probabilmente a vita con i 'Soldati'. Per sostituirlo hanno comunque preso l'ex Cruzeiro Guilherme, sulla carta un buonissimo attaccante.

Non è vero che soltanto Zhirkov gioca in una big... Arshavin milita nell'Arsenal, Tymoschuk nel Bayern Monaco e Skrtel nel Liverpool. I vari Bilyaletdinov, Jo e Pavlyuchenko giocano in due tra le prime 6-7 squadre inglesi, ovvero Tottenham ed Everton; Pogrebnyak nello Stoccarda che ha ottime possibilità di qualificarsi agli Ottavi di Finale di CL. Poi vabbè, se ci strappiamo le vesti per una cessione di Radoslav Kovac che nel centrocampo dello Spartak era la quinta alternativa....

Comunque, è chiaro che tutte queste cessioni sono negativissime per il movimento russo e paradossalmente, come hai detto tu, la notorietà non ha affatto giovato al calcio russo, anzi. Colpa soprattutto dei dirigenti delle principali squadre, che si stanno rivelando purtroppo non all'altezza.

Uechck ha detto...

Senti Kerza mi da un giudizio tecnico-tattico su Asatiani ( mediocre cesso sufficiente, media voto da es. da 6,10...)

e sei vuoi mi fai il punto sui giocatori Estoni, Lituani e Lettoni che hanno militato e militano negli ultimi 10 anni. Ciao

Anzi a prestissimo osservatore sovietico

A presto per altre ricerche

Uechck ha detto...

e ... scusa anche una valutazione su Kvirkvelia e su Demetradze come su Asiatani