sabato 1 agosto 2009

Il Samba-Spartak diverte, il Kuban affonda: 4-0 inevitabile.



Spartak Mosca - Kuban Krasnodar
4-0
Reti: 21' aut. Tlisov, 53' e 61' Welliton, 88' V. Bystrov.


Finisce con un perentorio 4-0, così come nell'ultimo precedente al Luzhniki fra Spartak Mosca e Kuban Krasnodar, nel 2007, con Pavlyuchenko allora mattatore con una tripletta. Gara letteralmente a senso unico, dominata per 90' abbondanti da uno Spartak sempre più convinto della propria forza, che in campo si diverte e che fa divertire il proprio pubblico presente sugli spalti. E' chiaro che non tutti gli avversari saranno così morbidi, ma la squadra di Karpin sembra essere in continua crescita, gioca sulle ali dell'entusiasmo e mette in mostra un bel 'futbol bailado', influenzato non solo dalla presenza dei numerosi brasiliani in campo ma anche e soprattutto dalla mentalità di Karpin, uno che ha fatto fortuna in Spagna da calciatore. Tanto possesso palla per i 'Myaso', abili ad accellerare però sulla trequarti grazie alle giocate sempre intelligenti di Alex, ai ficcanti tagli in profondità di Bystrov e Welliton ed alle sovrapposizione dei due baby-terzini Parshvilyuk e Makeev. Un ennesimo importante segnale lanciato dallo Spartak al campionato: sembrano lontani i tempi in cui questa squadra veniva bistrattata da tutti, eppure sono passati solo pochi mesi. E' bastato fare qualche acquisto azzeccato (Alex e Rafael Carioca su tutti), dare fiducia ai giovani più interessanti, ritrovare Welliton (che causa infortunio - questo è bene sottolinearlo - saltò l'intero girone di ritorno nell'orribile 2008 del club più famoso di Russia) e soprattutto cambiare allenatore per lo Spartak per tornare competitivo ai massimi livelli. Incredibile l'impatto che ha avuto sulla squadra Karpin.
Un altro ex grande nazionale russo e tecnico emergente è Ovchinnikov, che con il 'suo' Kuban era partito bene, ottenendo alla seconda giornata una fantastica vittoria (più per il gioco che per il bugiardo risultato finale) per 1-0 contro lo Spartak, che - sempre a Krasnodar - si era preso il lusso di sconfiggere anche Lokomotiv e CSKA, ma che negli ultimi tempi sta trovando più di una difficoltà. La squadra non gira più come prima, manca della aggressività e della cattiveria agonistica che avevano caratterizzato le migliori performance offerte dalla formazione caucasica in stagione. Che la squadra abbia più di un problema lontano dalle mura amiche era noto da tempo, una sconfitta nella tana di uno Spartak così in forma ci può chiaramente stare, ma i gialloverdi (oggi in realtà biancoverdi) sono apparsi troppo arrendevoli, sembrano non averci mai creduto ed hanno servito su un piatto d'argento una comoda vittoria agli avversari. Le individualità al Kuban - che non vince dal 24 maggio - non mancano, specie dalla trequarti in su (nonostante Kasaev pare sia vicino a firmare per il Rubin capolista) - ma deve stare attento se non vuole rischiare di incappare in un'attesa retrocessione anche quest'anno. La penultima piazza dista quattro punti, il Khimki potenzialmente può portarsi a -2 ed il Kuban avrà un calendario molto più complicato nel girone di ritorno, nel quale potrebbe pagare i pareggi ottenuti in casa contro altre compagini che lottano la salvezza come Tom, Rostov, Spartak Nalchik e Terek.


Karpin deve rinunciare, oltre all'infortunato Saenko, a due dei protagonisti dello scorso turno di campionato, Stranzl - che non ce la fa a recuperare - e Kovalchuk, espulso contro il CSKA: il giovane manager sostituisce come da copione l'austriaco con Fathi ed il moldavo con il nuovo arrivato Ibson, all'esordio assoluto, centrocampista brasiliano acquistato dal Porto (anche se l'ultima stagione l'ha giocata in prestito al Flamengo) per una cifra pari a 5 milioni di euro. Stringe i denti e ce la fa Bystrov, in dubbio alla vigilia, che si era allenato poco nel corso della settimana.
Modulo speculare (4-2-3-1) per le due squadre, con Ovchinnikov che a sorpresa fa partire dall'inizio il centravanti del Mali Dramane Traoré, che sembrava potesse essere addirittura allontanato dalla squadra. Alle sue spalle, il valido terzetto composto da Topchu, Kasaev e Dramani, con Tlisov preferito ad Ushenin a centrocampo a far coppia con il nigeriano Sani Kaita.

Lo Spartak inizia la gara con lo stesso piglio delle ultime sfide, con la chiara intenzione di fare la partita, imbastendo un prolungato possesso palla che però non trova sbocchi fino al 13', quando su un cross di Welliton - che svaria come sempre su tutto il fronte offensivo - Bystrov di testa non ci arriva per una questione di centimetri. Con il passare dei minuti lo Spartak prende campo ed il Kuban è visibilmente in affanno. Serve però un episodio da calcio da fermo ai 'Myaso' per sbloccare il risultato: l'innocua punizione battuta dallo specialista Alex viene incredibilmente deviata in porta da Tlisov, che svirgola goffamente ed infila l'incolpevole Karyukin. Un buffo autogol che ha riportato alla memoria degli appassionati di calcio russo una famosa autorete che un allora giocatore dello Spartak - l'attuale centravanti degli Spurs, Roman Pavlyuchenko - realizzò in un derby contro il CSKA nel 2006. I padroni di casa giocano bene, hanno la gara in pugno e fraseggiano alla grande, però nei primi 45' concludono pochissime volte, non chiamando praticamente mai in causa il sostituto di Botvinjev (seduto in panchina perchè non ancora del tutto recuperato). Il Kuban si chiude discretamente ma non riesce a ripartire come vorrebbe, nonostante gli avversari gli concedano qualche spazio. Appassionante in alcuni frangenti il duello fra Dramani e Parshvilyuk, che vede in ogni caso vincitore quasi sempre il giovane terzino russo; dall'altra parte invece Makeev e Boyarintsev hanno vita facile con un impreciso Topchu, impegnato più che altro a protestare ad ogni minimo contatto. Si vede pochissimo anche Kasaev, mattatore del match d'andata, che sul finire del primo tempo si rende protagonista di un buono spunto personale, concluso però alto con un tiraccio dal limite. E' lo stesso fantasista osseta ex Zenit a battere la punizione al 42' sulla quale Topchu di testa non trova per poco la porta. Il gap tra le due squadre - che si noterà maggiormente nella ripresa - è evidente, ma il Kuban non gioca con neanche un decimo della aggressività e della cattiveria agonistica mostrata alla Seconda Giornata, sembra non crederci neanche più troppo ad un eventuale pareggio. Dai volti dei giocatori in maglia biancoverde si legge più una preoccupante rassegnazione.
Nel secondo tempo i padroni di casa decidono di voler far sul serio ed accellerano i ritmi, chiudendo in breve la partita con una doppietta di Welliton. Prima però, al 48', su un bel cross dalla sinistra di un positivo Boyarintsev il numero 11 brasiliano - fresco di rinnovo - di testa aveva mandato la sfera sopra la traversa. Passano pochi minuti ed è lo stesso ex Goias a trovare la rete del raddoppio, arrivata in seguito ad una bella azione dello Spartak che ha visto protagonista soprattutto un caparbio Bystrov. Da attaccante vero il gol segnato da Welliton, che si destreggia bene nello stretto e conclude rapidamente non dando scampo a Karyukin. Poco dopo Alex di controbalzo dai 20 metri - e con il destro - per poco non trova un eurogol, con il pallone che passa non troppo lontano dall'incrocio dei pali. In seguito il trequartista nel giro della nazionale verdeoro prenderà un giallo evitabile, che gli farà saltare il prossimo insidioso incontro, in casa di uno Spartak Nalchik con l'acqua alla gola. Al 60' lo Spartak punisce una delle rarissime sortite offensive di un Kuban inesistente nella seconda frazione di gioco: Welliton, servito in profondità da Boyarintsev, batte Karyukin questa volta di sinistro: determinante anche in questa occasione però una deviazione - molto più leggera però - di un difensore ospite, Zaseev. Passano 4' e il capocannoniere dell'attuale Russian Premier Liga con 10 reti lascia il campo al 18enne Yakovlev, che così come settimana scorsa dimostra di avere una matta voglia di far bene e di farsi notare. Girandola di cambi anche per Ovchinnikov, che in un colpo solo butta dentro tutti e tre gli ultimi arrivati, manco a dirlo degli africani: il difensore centrale angolano Zuela (schierato però a centrocampo al posto di un pessimo Kaita), il piccolissimo ed altrettanto rapido Babangida (connazionale e soltanto omonimo di quell'altro Babangida sicuramente noto agli appassionati del videogioco Pro Evolution Soccer) e Okoduwa, che torna due anni dopo al club di Krasnodar, sempre con la formula del prestito. Ma soprattutto Karpin regala una ventina di minuti al georgiano Ananidze, sedicenne considerato tra i maggiori talenti dell'intera Russia, cercato continuamente dai compagni. Djano, che ha risposto alla convocazione nella nazionale maggiore da parte di Héctor Cuper, lascia intravedere qualche sprazzo del suo talento con alcune semplici giocate belle da vedere, in particolare un passaggio 'alla Arshavin' che manda in porta il poco più 'vecchio' Yakovlev. La sensazione è che debba irrobustirsi, perchè il fisico è ancora parecchio acerbo, però si tratta di un centrocampista sul quale bisognerà assolutamente puntare in futuro. Nel frattempo si scatena anche un Bystrov teoricamente non al meglio, che prima sfiora il 4-0 (bravo Karyukin a chiudergli lo specchio) e poi lo trova dopo un rapido scambio con il subentrato Bazhenov. Il Kuban in campo ormai non c'è più e lo Spartak spinge negli ultimi minuti sull'accelleratore alla ricerca di un altro gol per la felicità dei tifosi. La rete (della bandiera) però per poco non la trova Babangida all'esordio, con un tiro rasoterra che viene respinto ed allo stesso tempo alzato da Djanaev, che termina contro la traversa. E' l'ultimo sussulto di una partita a senso unico, nella quale ha fatto una buona impressione anche Ibson, che pare essere il centrocampista perfetto per questa squadra (l'intesa con Carioca è già ottima).



Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev 6,5; Parshvilyuk 7, Jiranek 6, Fathi 6, Makeev 6 (dal 78' Bazhenov s.v.); R. Carioca 6,5, Ibson 6,5; V. Bystrov 7, Alex 6,5 (dal 70' Ananidze 6,5), Boyarintsev 6,5; Welliton 7 (dal 64' Yakovlev 6).
In panchina: Pesjakov, Dedura, Sabitov, Ryzhkov.
Kuban (4-2-3-1): Karyukin 6; Zhavnerchik 6, Djioev 5, Zaseev 5, Boaventura 4,5; S. Kaita 4,5 (dal 67' Zuela s.v.), Tlisov 4; Topchu 5, Kasaev 5 (dal 67' Babangida s.v.), Dramani 5,5; D. Traoré 5 (dal 78' Okoduwa s.v.).
In panchina: Botvinjev, A. Khokhlov, Ushenin, Bayriev.


Arbitro: I. Biglov (Ufa).
Ammoniti: Parshvilyuk, Makeev, Alex per lo Spartak Mosca; Kasaev e D. Traoré per il Kuban.

3 commenti:

Alfonso Alfano ha detto...

davvero convincente ieri lo spartak, avanti così...

ps ho inserito il post su calciointernazionale;-) ovviamente con link e il tuo nome!

pps ma collabori ancora con tmw?

Nac ha detto...

Pure Pogrebnyak se ne va!Caro kerza...ma dove vuole finire lo zenit distruggendo la squadra?ok..oramai ho capito ke i soldi non li spendono...ma hanno veramente divelto in un anno e mezza la squadra...roba ke nessuna dirigenza è mai riuscita a fare!!!come se fossero una dinamo minsk qualunque!oramai sfiduciato è gia da tempo ke seguo con distanza le follie dello zenit...ma mi piange prorpio il cuore nel vedere ke danni hanno fatto!!!e i rimpiazzi?da huszti a rosina....passando per kornilenko...sono roba da salvezza oramai....ke disperazione e tristezza...lo spartak investe...compera la qualità e lo zenit ke forte di una dirigenza stra ricca doveva puntare a vincere la champions?neanche i europa league non andrà....ma come è possibile?

The Chosen One ha detto...

Secondo me è la vera favorita di questa Russian Premier League.
Ha giocatori brasiliani che aumentano inevitabilmente il tasso tecnico della squadra rendendola la compagine dal gioco più spettacolare e godibile del campionato.

Riguardo a Ibson ha già fallito in gioventù al Porto l'approccio con il calcio europeo però adesso è un giocatore più maturo e più forte.
Se riuscirà ad adattarsi al calcio russo potrà fare davvero le fortune dello Spartak cosi come nella scorsa stagione al Flamengo.
L'intesa con Rafael Carioca è da affinarsi con il tempo, ma le premesse per mettere su un Samba-Spartak ci sono tutte.

Ciao