domenica 13 settembre 2009

Un pareggio che non accontenta nessuno nel derby fra Dinamo e Spartak.


Dinamo Mosca - Spartak Mosca 1-1

Reti: 8' Ropotan; 74' Bazhenov.


Se la ride Kurban Berdyev: il suo Rubin è sempre più lanciato verso il secondo titolo consecutivo, avendo guadagnato nei confronti dello Spartak Mosca secondo in classifica altri due preziosissimi punticini, che portano la formazione del Tatarstan a più sei. Un risultato, quello venuto fuori dal derby moscovita più sentito ai tempi dell'Unione Sovietica, che potrebbe ricompattare il gruppone alle spalle della squadra di Kazan, con uno Spartak in calo che non ha affatto il secondo posto assicurato visto il difficile calendario che attenderà nei prossimi turni Alex e compagni. Un derby sottotono, lontano anni luce sia ovviamente da quello fantascientifico della passata stagione che si concluse con un spettacolare 4-3 in favore dei 'Poliziotti', sia da quello disputato nel girone d'andata, che vinse un pò immeritatamente sempre l'undici guidato da Andrey Kobelev. Se dalla Dinamo attuale, in evidente calo sia atletico che soprattutto psicologico (la doppia eliminazione Champions League-Europa League ha un peso non indifferente), non ci si poteva attendere di più, a deludere è stato principalmente lo Spartak, ancora in attesa di riscattarsi dalla batosta subita dal Rubin nel big match di due domeniche or sono. Invece, alla Khimki Arena si è visto uno degli Spartak in assoluto meno brillanti sotto la gestione Karpin (giocò molto meglio all'andata, quando di punti non ne ottenne manco uno, tanto per dire), parecchio impreciso nei disimpegni, senza idee e con una difesa incerottatissima. Si sente enormemente inoltre l'assenza di Vladimir Bystrov, ceduto per 15 milioni di euro allo Zenit, il giocatore più in forma del campionato, che tante castagne dal fuoco aveva tolto ai 'Myaso' negli ultimi tempi, così come è evidente il leggero calo degli altri due principali trascinatori, i brasiliani Alex e Welliton.

Punta su uno schieramento ultradifensivo Kobelev, con un centrocampo a cinque composta dal duttile e dinamico Wilkshire, da capitan Khokhlov e dal rumeno Ropotan in mezzo, con i gemelli Kombarov larghi sulle fasce. Lasciato come al solito solissimo in attacco Sasha Kerzhakov.
Parte addirittura dall'inizio il 16enne Djano Ananidze, in una settimana che difficilmente dimenticherà, visto che aveva già esordito ufficialmente con la Georgia contro i Campioni del Mondo dell'Italia. Prima presenza da titolare anche per il giovane difensore centrale Egor Filipenko (reduce da un negativo prestito al Tom: il bielorusso non ha mai trovato spazio in Siberia), preferito al lituano Ignas Dedura (disastroso contro il Rubin), ed il terzino sinistro Fedor Kudryashov (scelto a sorpresa al posto di Fathi e debutto stagionale per il classe 1987 l'anno scorso per sei mesi in forza al Khimki). Ricordiamo che nel reparto arretrato Karpin doveva fare a meno dell'infortunato Stranzl e dello squalificato Parshvilyuk. Inaspettatamente, con l'inserimento di Ananidze in mezzo al campo al fianco di Rafael Carioca, sulla fascia destra viene spostato Sergey Kovalchuk, in un ruolo non totalmente insolito per il moldavo che aveva ricoperto questa posizione in particolare nella stagione 2005, quando in panchina c'era ancora il lettone Starkovs. Confermatissimo come ala sinistra un altro giovanissimo, Yakovlev (a segno con l'Under-21 nel 4-0 rifilato ad i pari età della Lettonia), che al 6' crea il primo brivido alla difesa padrona di casa, saltanto secco Kowalczyk con un bel movimento e pescando sul secondo palo Kovalchuk che di testa spedisce incredibilmente alto. Sul contrattacco successivo la Dinamo passa in vantaggio: cross dalla sinistra di Granat per il colpo di testa vincente di un liberissimo Ropotan, agevolato anche da una mezza papera di Djanaev, che prima scivola e poi non riesce a trattenere un pallone non irresistibile. Primo centro da quando è in Russia per il fin qui deludente mediano acquistato dalla Dinamo Bucarest. Al 18', sugli sviluppi di un altro insolitamente preciso traversone di Granat, Kovalchuk in marcatura perde Leandro Fernandez che di testa non riesce a trovare il gol come qualche mese fa al Luzhniki. Lo Spartak non riesce ad imbastire alcuna trama offensiva, complice l'asfissiante pressing effettuato dai biancoblù sui giocatori in maglia rossobianca: di fatto, l'unico a cui viene concesso spazio è Filipenko, ovvero l'elemento meno dotato da un punto di vista tecnico presente in campo. A metà tempo, Vladimir Gabulov riceve una brutta - ma involontaria - ginocchiata in pieno volto da Welliton ed è costretto a lasciare il campo: dentro così Anton Shunin, che aveva già sostituito il secondo portiere della nazionale russa nel 19° turno. Succede poco altro nei primi 45' se escludiamo un provvidenziale salvataggio di Filipenko in chiusura, con il bielorusso che si immola respingendo un tiro a botta sicura di un buon Khokhlov.
La ripresa si apre con un cambio, con Karpin che prova a vivacizzare l'attacco inserendo Nikita Bazhenov al posto di Kovalchuk. Ed in effetti aumenta la pressione dello Spartak ed ad essere agevolato è anche il derby stesso, senz'altro più gradevole nel corso dei secondi 45'. Si sveglia anche Kerzhakov, che con una grande iniziativa personale salta due difensori avversari - uno con tanto di tunnel - ma entrato in area di rigore prova un improbabile tiro da posizione impossibile che finisce sull'esterno della rete. Passa un minuto e l'ex 'delantero' del Sevilla viene lanciato in campo aperto, ma apre troppo il suo sinistro: termina a lato la conclusione, avrebbe potuto fare di meglio il numero 10. Vanno a fiammate gli ospiti, comunque più vivi nella ripresa, i quali patiscono la giornata-no di un Alex fuori dal gioco. Al 61' i 'Myaso' arrivano ad un passo dal pareggio: sul corner di Ananidze, Shunin esce a vuoto, Filipenko in rovesciata ci prova ma il suo tentativo viene sventato sulla linea di porta da Wilkshire, che respinge la sfera con il petto. Al 63' è questa volta Ananidze a provarci direttamente su punizione: palla non troppo distante dall'incrocio dei pali, dimostra sempre più personalità il georgiano che va sì a sprazzi ma che è in possesso di una qualità fuori dal normale. A circa 15' dal termine arriva il tutto sommato giusto 1-1 dello Spartak: Welliton duetta alla perfezione al volo con Yakovlev, riceve il passaggio del dicciottenne e supera Shunin con un piattone sul quale si avventa Bazhenov che in scivolata gli 'scippa' il gol (facendo a nostro giudizio bene però: il pallone sembrava indirizzato verso il palo, giusto non rischiare e buttarla dentro senza mezzi termini). Kobelev prova a giocarsela, levando Granat e facendo entrare in campo Smolov (con il conseguente arretramento di Dmitry Kombarov, negativo oggi), ma di fatto gli ultimi 10' sono avari di emozioni, poichè a causa di numerosi pseudo infortuni si gioca poco. Tutti si attendono un maxi-recupero ed invece il discutibile Pettay ne dà solo tre, nei quali - peraltro - di gioco effettivo se n'è visto poco. Finisce quindi 1-1, così come finiscono probabilmente le speranza dello Spartak di riconquistare un titolo che da quelle parti manca da un pò troppo tempo.



Dinamo (4-5-1): Gabulov s.v. (dal 29' Shunin 5,5), Kowalczyk 5,5, Tanasijevic 6,5, L. Fernandez 6,5, Granat 6,5 (dal 76' Smolov s.v.); K. Kombarov 5,5, Wilkshire 5,5, Ropotan 6, Khokhlov 6,5, D. Kombarov 5; Kerzhakov 6.
In panchina: A. Denisov, Yusupov, Terekhov, Kokorin, Genkov.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev 5; Makeev 6, Jiranek 5, Filipenko 6, F. Kudryashov 6; R. Carioca 5 (dal 70' Sabitov s.v.), Ananidze 6,5; Kovalchuk 5,5 (dal 46' Bazhenov 6), Alex 5, Yakovlev 6; Welliton 6.
In panchina: Pesjakov, Fathi, Ryzhkov, Boyarintsev, Nizamutdinov.

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