sabato 28 novembre 2009

PREVIEW 30ª Giornata RPL 2009

Domenica 29 novembre

12:00


Si chiude questa domenica una Russian Premier Liga vinta - meritatamente - per il secondo anno di seguito da un sorprendente Rubin Kazan. La squadra allenata da Kurban Berdyev ha fatto valere ancora una volta la sua legge, fatta di cinismo e diligenza, professionalità e compattezza. Al tutto si sono aggiunte le giocate spettacolari di un Dominguez candidato numero 1 al titolo di Miglior Giocatore dell'Anno in Russia, ma che lascerà quasi certamente la RPL. Le cifre parlano da sole: i Tartari hanno il secondo miglior attacco (1 gol in meno dello Spartak), la miglior difesa per distacco, due bomber nei primi tre posti della classifica cannonieri (Bukharov e Dominguez, entrambi a quota 16, dietro al capocannoniere Welliton, 21).
Alle spalle della squadra di Kazan, quelli che nel terzo millennio - dopo aver dettato legge negli anni '90 - stanno diventando gli eterni secondi di Russia. Lo Spartak Mosca di Valery Karpin rimarrà sì con l'amaro in bocca,ma forse più di così era difficile fare, vista la partenza shock dei 'Myaso', quando in panchina c'era ancora il danese Michael Laudrup.In volata, con lo Spartak arbitro, Zenit e Lokomotiv si giocheranno il gradino più basso del podio; il CSKA, con chanches solo teoriche di arrivare terzo, dovrà difendere la quinta piazza che vale la qualificazione all'Europa League, dalla rivelazione FC Mosca, mentre il Kuban ha pochissime chanches di spedire in maniera clamorosa in Prima Divisione un Rostov che da un mese a questa parte ha smesso di giocare, credendosi già salvo (ti ricordo che in caso di sconfitta dei gialloblù del Mar Nero e vittoria dei caucasici di Krasnodar, a retrocedere sarebbe proprio la squadra allenata da Oleg Dolmatov, a causa della differenza reti negativa negli scontri diretti: 1-1 a Krasnodar, 3-3 a Rostov sul Don).

CSKA Mosca - Saturn Ramenskoe
2002- CSKA - Saturn 2-3: 20' Yanovskiy, 59' Semak; 21' Rogachev, 78' P. Bystrov, 90'+2 Movsesjan.
2003- CSKA - Saturn 1-1: 81' Gusev; 34' Amoako.
2004- CSKA - Saturn 2-0: 26' Zhirkov, 72' Semak.
2005- CSKA - Saturn 1-0: 6' Gusev.
2006- CSKA - Saturn 1-0: 12' Jo.
2007- CSKA - Saturn 3-1: 20' V. Berezutskiy, 23' Zhirkov, 81' Vagner Love; 31' Lebedenko.
2008- CSKA - Saturn 1-0: 71' Vagner Love.
ANDATA- Saturn - CSKA 0-3: 69' Dzagoev, 82' e 87' Ignashevich.

Dopo la gara della speranza in Champions League, con la vittoria in rimonta per 2-1 contro i Campioni di Germania in carica del Wolfsburg, ci vorrebbe un autentico miracolo per i 'Soldati' al fine di ottenere la qualificazione alla prossima edizione della Coppa dalle 'grandi orecchie'. Gli 'Alieni' sono battibili e lo Spartak andrà probabilmente a San Pietroburgo con l'intento di fare lo scherzetto allo Zenit, ma difficilmente anche la Lokomotiv andrò a suicidarsi a Khimki. Quindi per gli uomini di Leonid Slutskiy sarà una gara buona per congedarsi col sorriso dai propri tifosi che in pochi accorreranno al Luzhniki. Un'occasione in più per l'ex tecnico di Olimpia Volgograd, FC Mosca e Krylya Sovetov Samara per rodare la squadra in vista della trasferta di Istanbul, decisiva ai fini della prosecuzione della campagna europea della società di proprietà del Presidente Evgeny Giner. La qualificazione alla Champions è stata buttata via in qualche gara che doveva esser gestita diversamente.
Per quanto riguarda il Saturn, la partenza del team della Moscow Region è stata ad handicap: dopo l'esonero di Jurgen Roeber, la musica è cambiata ed i neroazzurri sono divenute una delle realtà più positive dell'intero 2009. Chissà se i veterani Dmitry Loskov ed Andrey Karyaka hanno in serbo qualche scherzetto al CSKA che in caso di sconfitta od anche di pareggio potrebbe rimanere fuori dall'Europa per la stagione 2010/11.
Nei precedenti in casa dell'ex Armata Rossa, sei vittorie per il CSKA, tre pareggi ed un unico successo del Saturn che risale al 2002.

FC Mosca - Dinamo Mosca
2002- FC Mosca - Dinamo 0-2: 5' Hornak, 59' Tochilin.
2003- FC Mosca - Dinamo 0-1: 67' D. Cesnauskis.
2004- FC Mosca - Dinamo 1-0: 90'+2 S. Ivanov.
2005- FC Mosca - Dinamo 2-1: 32' (rig.) e 38' Kirichenko; 58' J. Ribeiro.
2006- FC Mosca - Dinamo 1-1: 36' Bracamonte; 84' Bulykin.
2007- FC Mosca - Dinamo 4-1: 21' Adamov, 45' Chizek, 82' P. Bystrov, 84' S. Ivanov; 31' K. Kombarov.
2008- FC Mosca - Dinamo 1-1: 50' Epureanu; 44' Kerzhakov.
ANDATA- Dinamo - FC Mosca 1-0: 90'+3 Kerzhakov.

Match importante per l'FC Mosca che spera in un mezzo passo falso del CSKA. A sperare è forse solo il Presidente Dmitriev e qualche elemento della rosa che rimarrà allo Streltsov anche nel 2010. Sono tanti infatti i giocatori dei 'Cittadini' in procinto di cambiare aria. La squadra controllata dalla Nor Nikel' infatti è stata la maggior rivelazione di questo torneo ed i leader della formazione di Miodrag Bozovic in massa potrebbero lasciare la formazione del Comune moscovita per trasferirsi in club più ambiziosi e dalle finanze più floride. Non è forse un caso che,d alla vittoria sullo Zenit che ha scatenato tante e forse troppe voci di mercato, Samedov e compagni si siano suicidati prima a Krasnodar e poi in casa contro lo Spartak Nalchik, entrambe due formazioni che lottavano per non retrocedere. Per regalare ai pochi intimi dello Streltsov la seconda presenza in Europa negli ultimi tre anni, serve una vittoria condita da un mezzo passo falso del CSKA contro il Saturn. L'FC visto in campo contro lo Zenit e contro il CSKA non dovrebbe aver particolari problemi a vincere contro una Dinamo che ormai lavora solo in ottica 2010 e che è attesa da una rifondazione,d a un rafforzamento che potrebbe includere il sacrificio di quell'Alexander Kerzhakov che probabilmente non sarà in campo nè domani e nè il prossimo anno. La gara dell'andata fu la fotografia al contrario della stagione. L'FC perse da una Dinamo Kerzha-dipendente, in una gara che aveva messo in risalto la mano di Bozovic da una parte e l'assenza di gioco nei 'Poliziotti' dall'altra. Valori ed impressione che ci hanno accompagnato da quel giorno di metà marzo sino ad oggi.
Quasi equilibrio nelle sfide allo Streltsov, con l'FC Mosca che conduce per tre successi a due. Tre anche i pareggi.

Khimki - Lokomotiv Mosca
2007- Khimki - Lokomotiv 1-2: 70' Antipenko; 32' D. Traoré, 90'+5 Rodolfo.
2008- Khimki - Lokomotiv 2-2: 47' Antipenko, 71' Pylypchuk; 37' Sychev, 42' Bilyaletdinov (rig.).
ANDATA- Lokomotiv - Khimki 1-1: 64' Glushakov; 27' M. Jovanovic.

La Loko può esser artefice del proprio destino,chi l'ha detto che deve dipendere solo ed esclusivamente dal risultato del Petrovskiy? Alla compagine di Semin "basterà" vincere a Khimki con una decina di gol di scarto..
Scherzi a parte, alla Khimki Arena tutti aspetteranno buone nuove da San Pietroburgo, dove lo Spartak Mosca farà visita allo Zenit, appaiato in classifica ai 'Ferrovieri' ed alla pari anche negli scontri diretti, ma con una differenza reti migliore. Il brasiliano Wagner, autore di un gol nella vittoriosa trasferta sempre di Khimki contro la Dinamo,h a confidato di aver parlato con un Welliton disposto a battere lo Zenit per lanciare in Champions un'altra russa a trazione brasiliana. Yanbaev, Sychev, tutti a sperare nello Spartak ed a promettere di non sottovalutare il Khimki, squadra in buoni rapporti con lo Zenit. Lunedì il tecnico Yuri Semin aveva chiesto allo Zenit di giocare, in caso di arrivo a pari punti, uno spareggio secco per l'assegnazione del bronzo, questo dopo che lo Zenit era riuscito furbescamente a sottrarsi ad una sconfitta a tavolino dopo aver schierato a Cherkizovo uno straniero (Fatih Tekke) di troppo.
Per il Khimki si tratta dell'ultima recita in una stagione piena zeppa di tragedie sportive, dall'inizio con la storia del presunto fallimento alla fine, con una retrocessione inevitabile con numeri terrificanti: peggior attacco, peggior difesa e 23 sconfitte su 29 gare disputate.
Una vittoria dei 'Ferrovieri' (2007) ed un pareggio l'anno scorso per una sfida che l'anno prossimo non si ripeterà.

Krylya Sovetov Samara - Tom Tomsk
2005- Krylya Sovetov - Tom 1-1: 7' Karyaka; 10' Klimov.
2006- Krylya Sovetov - Tom 2-1: 55' Kanchelskis, 70' Topic; 60' Demkin.
2007- Krylya Sovetov - Tom 1-1: 53' Mudjiri (rig.); 9' Maznov.
2008- Krylya Sovetov - Tom 3-0: 19' Savin, 39' Tikhonov, 83' Bober.
ANDATA- Tom - Krylya Sovetov 0-1: 51' Savin.

Una partita che ha ben poco da dire quella che andrà di scena al Metallurg di Samara. Prevarrà la voglia del Krylya Sovetov di congedarsi dal proprio pubblico, caloroso ed orgoglioso,vincendo, oppure la voglia del sorprendente Tom di scalare qualche posizione in classifica, dopo una stagione da squadra tosta che ha saputo metter da parte problemi finanziari piuttosto seri, poi appianati da Gazprom ed altri sponsor? Stagione sicuramente negativa per le 'Ali', una delle rivelazioni dello scorso torneo, ma una delle squadre più deludenti nel 2009, capace di togliersi soddisfazioni soltanto contro lo Spartak Mosca. Tante gare buttate via, tanti episodi dubbi che hanno fatto scendere un pò di gelo tra la calda tifoseria di Samara e la storica squadra allenata prima da Leonid Slutskiy e poi da Yury Gazzaev, cugino del più noto Valery.
Niente da dire sull'annata del Tom: tanti problemi risolti con tanta grinta, altrettanto lavoro ed addirittura belle vittorie ai danni di squadre d'alta classifica.U na salvezza che può dirsi, nel limite della logica, abbastanza tranquilla. Ancora una volta un bravo al serio Nopomnyaschij che però in settimana non ha risparmiato frecciate a Terek e Spartak Nakchik, accusati di salvarsi con mezzi non sempre leciti. Cosa avrà voluto dire Valery Kuzmich?
Il Tom mai ha espugnato Samara nella storia del Campionato Russo. Due vittorie per le 'Ali' e due pareggi nei precedenti degli ultimi quattro anni.

Kuban Krasnodar - Rubin Kazan
2004- Kuban - Rubin 1-0: 15' Axenov.
2007- Kuban - Rubin 0-1: 37' Ryazantsev.
ANDATA- Rubin - Kuban 3-0: 24' Bukharov, 31' Semak, 54' Bukharov.

Potremmo star qui sino all'inizio del prossimo Campionato a celebrare questo Rubin così spietato, così solido ma in alcuni frangenti anche spettacolare; una squadra capace di vincere e stravincere in Russia e di esser ancora in corsa per gli ottavi di Champions League in un gruppo con Barcelona, Inter e Dinamo Kiev. Lo faremmo volentieri, ma la squadra che Kurban Berdyev mandrà in campo a Krasnodar potrebbe addirittura esser rivoluzionata per 7/8 undicesimi rispetto a quella che abitualmente ha stritolato gli avversari in giro per la Russia. Un Rubin in campo con le riserve contro un Kuban che in caso di sconfitta del Rostov sarebbe incredibilmente salvo.D ifficile che ciò accada, ma gli uomini di Galstyan faranno sicuramente sul serio, visto che battere i Campioni di Russia è la condizione necessaria per regalarsi il diritto quantomeno alla speranza.
Tornando al Rubin, Berdyev potrebbe comunque non rinunciare a Dominguez,i n odore di premio come Miglior Giocatore del 2009 e Bukharov, stanco sì, ma desideroso di segnare qualche gol in più.
Due i precedenti a Krasnodar, con una vittoria per parte.


Rostov - Amkar Perm
2004- Rostov - Amkar 0-0
2005- Rostov - Amkar 2-0: 9' e 42' Buznikin.
2006- Rostov - Amkar 1-1: 90'+1 Gogniev; 90'+2 Kushev.
2007- Rostov - Amkar 2-0: 87' Starkov, 90' Osinov.
ANDATA- Amkar - Rostov 0-0

Il Rostov chiede strada all'Amkar per non andare in contro ad un qualcosa che poteva sembrare fantascientifico solo due settimane fa. Una clamorosa sconfitta della squadra di Oleg Dolmatov unita ad una vittoria del Kuban sul Rubin, decreterebbe un'incredibile, impensabile, clamorosa retrocessione in First Division per la squadra del Fiume Don. Sarà comunque difficile combinare uno dei più grandi pasticci degli ultimi anni, visto che l'Amkar è ormai salvo e senza obiettivi ed in casa il Rostov potrà contare sull'apporto del proprio pubblico che anche quest'anno ha quasi sempre colmato sino all'orlo le tribune dell'Olimpik. Sembrava tranquilla e raggiunta la salvezza, mentre ci sarà invece da lottare fino alla fine.
I rossoneri degli Urali, dopo la grande paura d'inizio autunno, grazie a Rashid Rakhimov hanno raggiunto l'obiettivo preposto abbastanza velocemente.
Anche i numeri sono con i ragazzi di Dolmatov. Mai l'Amkar ha espugnato l'Olimpik, dove al massimo ha raccolto due pareggi nei quattro precedenti.

Spartak Nalchik - Terek Grozny
2008- Spartak Nalchik - Terek 2-0: 17' Siradze, 88' Samsonov.
ANDATA- Terek - Spartak Nalchik 1-0: 90'+5 Cléber.

La posizione di classifica ormai assestata disinnesca un derby caucasico che poteva diventare esplosivo qualora le due squadre avessero avuto un paio di punti in meno. Spartak Nalchik e Terek potrebbero cosìdar vita tanto alla gara pazza da ultimo giorno di scuola quanto ad uno scialbo e sopporifero confronto che non serve a nessuno.
Un solo precedente a Nalchik, terminato 2-0 per lo Spartak del Sud nello scorso Campionato.

Zenit San Pietroburgo - Spartak Mosca
2002- Zenit - Spartak Mosca 0-1: 78' Beschastnykh.
2003- Zenit - Spartak Mosca 2-1: 30' V. Bystrov, 60' Mares; 67' Pjanovic.
2004- Zenit - Spartak Mosca 2-0: 14' Spivak (rig.), 22' Radimov.
2005- Zenit - Spartak Mosca 1-1: 87' Kerzhakov; 60' Pavlyuchenko.
2006- Zenit - Spartak Mosca 1-4: 2' aut. Kovalchuk; 35' Pavlyuchenko (rig.), 47' e 73' Pjanovic, 76' Bazhenov.
2007- Zenit - Spartak Mosca 1-3: 85' Pogrebnyak; 2' Titov, 24' Stranzl, 37' V. Bystrov (rig.).
2008- Zenit - Spartak Mosca 0-0
ANDATA- Spartak Mosca - Zenit 1-1: 2' Saenko; 17' Pogrebnyak.

La gara più attesa a San Pietroburgo, città che vive e respira solo per lo Zenit, contro i rivali di sempre.
Sarà una vera e propria finale per gli uomini di Anatoly Davydov che hanno in mano il proprio destino. Difficilmente lo Spartak Mosca si farà volontariamente da parte. I 'Myaso' sono i nemici giurati di quei 'Meshki' che sul finire dell'estate, avvalendosi della clausola di rescissione pari a 15 milioni di euro, hanno 'scippato' ai lanciatissimi rossobianchi l'ala destra Vladimir Bystrov, che per forza di cose è l'uomo copertina del match. Nessun suo ex compagno allo Spartak lo ha incolpato, biasimato, nessuno gli ha promesso un trattamento speciale. Tutti pare l'abbiano capito, quasi perdonato. A parole. La legge del campo, della competizione, potrebbe essere tutt'altra. I tifosi dello Spartask chiedono a gran voce la vendetta;Boyatrintsev, Parshivlyuk e Welliton promettono il regalo ai propri supporters ed a quelli della Loko: l'estromissione dalla prossima Champions League dello Zenit San Pietroburgo, la squadra più ricca del paese. Alex non vuole continuare a perdere (due infatti le sconfitte consecutive degli uomini di Valery Karpin, che di fatto hanno consegnato su un piatto d'argentino il titolo al Rubin) e lasciare un altro segno importante in questo torneo che è stato anche un pò il suo.
Per lo Zenit è semplicemente LA partita, una gara da vincere in nome del passato, del presente e soprattutto del futuro. La vittoria riproietterebbe lo Zenit in un'altra dimensione, quella della Champions League. E' ovvio che in caso di qualificazione la Gazprom tornerà pesantemente sul mercato ad investire cifre importanti, così come sarà importante il nome del futuro allenatore. Un eventuale fallimento invece potrebbe rovinare una buona parte dei progetti dell'ambiziosissima dirigenza dello Zenit. Dopo il trionfale 2008 e dopo le dolorosissime separazioni che hanno contraddistinto tutto il 2009,l a città che aveva fatto la bocca ai successi come un nobile al vino d'annata vuol tornare a ribollire per sfide d'alto livello, per sfide verso grandi traguardi. Il pubblico del Petrovskiy, sempre caloroso,sempre riconoscente come sempre è pronto a perdonare ai propri ragazzi anche il mancato raggiungimento dell'obiettivo, ma guai a non onorare la maglia, guai a non battersi sino all'ultima goccia di sudore, guai a non crederci, guai ad infangare il nome dello Zenit e ad ingannare un popolo, una città, una provincia che ha nell'anima il tifo verso questa squadra.

Davydov ha recuperato Fernando Meira che per la prima settimana dopo tanto tempo s'è allenato a pieno ritmo. Potrebbe rientrare lui al centro della difesa in coppia con Lombaerts ed al posto di Krizanac. Semshov e Rosina ancora a rischio panchina. La nostra speranza è quella che l'italiano possa esser protagonista di una delle gare più importanti di Russia,una gara che potrebbe anche consacrarlo come idolo dei tifosi dei Sinoe-Byelo-Golubye.
Lo Spartak Mosca - nella storia del campionato russo - è avanti nei precedenti anche a San Pietroburgo, grazie alle sei vittorie, una in più dei rivali. Tre i pareggi.


Probabili formazioni: Davydov è possibile che confermi anche l'undici sceso in campo a Kazan, con Kezman e Tekke in attacco e Bystrov ed Huszti larghi sulle corsie laterali. Tuttavia potrebbe esservi anche un cambio di modulo, con un'unica punta, ed in quel caso ambirebbero ad una maglia da titolare Rosina e Semshov.
Karpin a mio parere non farà troppi stravolgimenti, anche se è possibile che troveranno spazio alcuni giocatori impiegati raramente da titolari nell'ultimo tempo (penso ad Ibson - rientrato un mese fa da un infortunio, a Boyarintsev, a Quincy, all'ex Khimki Nizamutdinov).

domenica 22 novembre 2009

Il Rubin Kazan si riconferma Campione di Russia!


E così il Rubin Kazan, in barba a chi credeva che difficilmente il suo titolo sarebbe stato riconfermato, si laurea Campione di Russia con una giornata d'anticipo. Con lo Spartak sconfitto a Mosca per 3-2 dal CSKA, ai Tartari basta un pareggio a reti bianche con lo Zenit San Pietroburgo per far esplodere una città intera, la capitale della Repubblica Autonoma Russa del Tatarstan. Nonostante sia ancora poco nota ai più, Kazan è ormai a tutti gli effetti insieme a Mosca la città leader dello sport russo, come dimostrano anche i recenti risultati ottenuti nel basket, nell'hockey su ghiaccio e nella pallavolo. Il Rubin diventa inoltre, nella storia del calcio russo, la prima squadra non di Mosca a riuscire a confermarsi campione.
Un successo sicuramente più sofferto rispetto a quello dello scorso anno, nonostante i più concordino che il Rubin del 2008 e quello del 2009 siano due squadre distinte e separate.
Il primo Rubin era una formazione cinica e spietata, che riusciva sempre a trasformare il calcio in una partita a scacchi. Il suo gioco non entusiasmava, tanto da essere snobbato dalla critica e dagli addetti ai lavori in toto. Una squadra insomma all'italiana, che sbagliava poco e concedeva ancor meno. Bastava un morso ai giocatori in maglia granata per stecchire la preda di giornata. Il primo titolo arrivò così, tra lo stupore - ma anche la debolezza (perchè tutte le presunte favorite delusero) - generale. Già lo scorso anno la banda di Kurban Berdyev mise però in mostra attributi che parevano non volerne sapere di risiedere in Russia: carattere, concentrazione, sapienza, modo di preparare le gare ed attenzione massima. Tutte qualità sconosciute alle altre compagini russe ed alla stessa nazionale, eliminata clamorosamente dai Mondiali. Lo scorso anno il Rubin era una squadra nuova, letteralmente rivoluzionata rispetto a quella che la stagione precedente era giunta al decimo posto ed era uscita mestamente in Intertoto. A Kazan era arrivata gente come Ryzhikov, Sharonov, Orekhov, Kvirkvelia, Ansaldi, Semak, Gokdeniz Karadeniz, Rebrov e Milosevic, e la dirigenza - per festeggiare al meglio il 50esimo anniversario - aveva posto l'Europa come obiettivo dichiarato. Il Rubin avrebbe dovuto necessitare di tempo per l'assemblaggio ed invece iniziò ad imporre la propria legge sin dalla prima giornata, vincendo sempre in modo analogo, avessero di fronte tanto lo Zenit quanto il Luch-Energia. Semak e compagni presero il volo nello scontro diretto con la Dinamo a fine aprile, una serie di cinque pareggi nel mese di luglio rischiò di riaprire il campionato, poi un sonoro 4-1 rifilato ad uno Zenit che pochi giorni dopo vinse la Supercoppa Europea, e torneo mandato in archivio, con la festa a Ramenskoe, a ben tre giornate dal termine.
Nel mercato invernale la dirigenza aggiunge alla rosa due rinforzi di non poco conto: il difensore spagnolo César Navas, prelevato dal Racing di Santander, e soprattutto il grande ex Alejandro Dominguez, beniamino dei tifosi ed idolo locale. Con il 'Chori' il Rubin acquisice anche quel tocco di fantasia e di imprevedibilità che gli mancava. L'argentino, inizialmente in ritardo di condizione, giochicchia e corricchia ma è decisivo fin dalle prime battute. Quando poi la sua forma raggiunge il picco, gli avversari non lo prendono più, e non solo entro i confini russi. Ma il potenziale offensivo del Rubin nel 2009 beneficia anche di un altro giocatore, che già c'era ma che causa infortuni non si era ancora consacrato definitivamente: Alexander Bukharov, sfortunato centravanti 24enne con il fisico da cestista. Con lui e Dominguez in attacco, i gol arrivano a raffica: 32 in coppia, più della metà di quelli segnati dal Rubin. L'elemento che differenzia il primo titolo dal secondo è proprio questo: gli uomini del turkmeno Berdyev non si limitano più a chiudersi per poi ripartire in contropiede (tattica comunque sempre buona per ogni evenienza e che ha dato i suoi frutti in Champions contro il Barcelona), ma hanno imparato anche a proporre gioco, a stravincere, facendo talvolta anche divertire, come dimostrano le diverse goleade rifilate quest'anno. Allo stesso tempo il Rubin è stato bravo a non sbilanciarsi, non perdendo quello spirito di sacrificio che l'aveva contraddistinto: sarebbe sbagliato quindi lodare solamente i giocatori offensivi come i già citati Bukharov e Dominguez o come l'imprendibile turco Karadeniz ed il giovane russo Ryazantsev, dimenticandosi del lavoro oscuro svolto dai vari Noboa, Semak e Sibaya davanti alla difesa.
Il tutto senza contare che il collettivo è diventato nel frattempo ben più cementato dell'anno precedente, che la Champions League che inizialmente deprime i ragazzi di Berdyev dopo lo sfortunato esordio a Kiev, mette le ali ai Tartari in ottica Russian Premier League.
Anche le cifre parlano chiaro: secondo miglior attacco (un gol in meno rispetto allo Spartak), miglior difesa, due giocatori nei primi tre posti della classifica cannonieri, Inter messa all'angolo nella manifestazione per club più importante, un solo punto in due partite concesso al Barça Campione d'Europa. Numeri da grande squadra.

Impossibile dunque non complimentarsi con i Tartari, che tuttavia non potranno concedersi troppo ai festeggiamenti, perchè martedì avranno davvero la possibilità di entrare entrare nella storia e forse sarebbe meglio non aggiungere altro, visto che la scaramanzia è di casa in questa metropoli della Russia Centrale. Vero Berdyev?

giovedì 19 novembre 2009

Fuori dal Mondiale. Un'altra volta, la seconda consecutiva.




La delusione è enorme, da tifoso non la smaltirò mai. Un appassionato dei tornei per nazionali come il sottoscritto, un fanatico dei Mondiali fin da quando era bambino non può seguire un'altra Coppa del Mondo senza la Russia, la seconda consecutiva. Un'eliminazione inspiegabile, che non mi sarei neanche lontanamente immaginato. Il calcio è soltanto uno sport, per carità, ci sono indubbiamente cose ben più importanti nella vita di un uomo, ma non augurerei nemmeno al mio peggior nemico di subire una tale disfatta sportiva.

Provo però a dare una mia semplice versione di quello che è successo ieri sera ed in generale nello spareggio contro la Slovenia, in un post che di giornalistico (o pseudo-tale) non avrà evidentemente nulla. Un semplice sfogo di un tifoso amareggiato come non mai.

All'andata non c'è stata partita: chi ha visto la gara lo sa, polli noi a non chiuderla e soprattutto a subire quel maledetto gol nel finale (rischiando peraltro di essere raggiunti al 90'+4). E' stato quel gol casuale di Pecnik che ci ha eliminati.
Ieri la squadra mentalmente proprio non c'era, non è scesa in campo. L'avevo intuito già dagli inni nazionali: un'espressione più preoccupata dell'altra, lo stesso HIDDINK SE LA STAVA FACENDO SOTTO. E dire che le dichiarazioni pre-partita lasciavano presagire a tutt'altra prestazione: "Noi li attaccheremo, siamo la Russia, giocheremo all'attacco come abbiamo sempre fatto". S'è visto.
Il primo tempo è stato PATETICO: non siamo riusciti a fare un'azione degna di nota, neanche due passaggi di fila; A TUTTI I GIOCATORI TREMAVANO VISIBILMENTE LE GAMBE. Gli sloveni, invece, erano caricati a mille ed hanno creato un sacco di opportunità; legittimo il loro vantaggio, anzi avrebbero meritato di essere avanti di due reti.
Nella ripresa auspicavo in una svolta, che non c'è stata. Abbiamo creato qualche opportunità (due clamorose nel finale con Zhirkov e V. Berezutskiy), ma la manovra era sempre confusa, priva di idee, e la lucidità era già andata a farsi benedire. Avremmo potuto segnare solo e soltanto grazie ad un episodio o ad un'azione personale di quel FUORICLASSE chiamato Yuri Zhirkov.
Poi è entrato in scena l'arbitro, il pessimo Hauge (sempre sbagliato mettere un nordico ad arbitrare la Russia, ma non voglio aggrapparmi troppo a queste cose), che ha espulso con un rosso diretto Kerzhakov, appena entrato in campo. Espulsione giusta? Assolutamente no. Sasha avrebbe potuto tirare indietro la gamba, ma dai replay si nota benissimo come intendesse cercare di prendere la palla per deviarla in rete. Kerzhakov che inoltre è stato colpito a pugni da due giocatori sloveni (Handanovic è un uomo piccolo piccolo). Cornuto e mazziato, insomma.

Quando ho visto Kerzhakov uscire piangendo dal campo ho capito che non saremmo mai passati (nonostante mancasse ancora mezzora). Era già tutto scritto: il mio idolo, colui che mi fece avvicinare a questo movimento, cacciato fuori in una partita fondamentale come questa, soprattutto per la generazione di quei calciatori che nel 2002 tanto mi colpì ma che molto probabilmente non parteciperà più ad un Mondiale. Lo ripeto, era già tutto scritto.
Ci abbiamo creduto poco, troppo poco, sembrava giocassimo con un solo giocatore (Zhirkov), che nonostante fosse teoricamente il meno in forma (causa infortunio non ha mai giocato nel Chelsea!) era l'unico a provarci. Ci siamo inevitabilmente sbilanciati e siamo stati addirittura graziati dai nostri avversari.


Hiddink? Non ci ha capito nulla. A partire dalla formazione iniziale, dai cambi (ritardatissimo quello di Pogrebnyak, abbiamo giocato per un quarto d'ora con Bilyaletdinov centravanti!!!) e soprattutto a livello psicologico non è riuscito minimamente a caricare i giocatori. Aveva più paura lui di loro. E' il più grande fallimento della sua carriera, questo è poco ma sicuro.
Resterà? No. Innanzitutto credo che sia lui stesso a non voler rinnovare, ma anche se decidesse di restare per prendersi una rivincita personale, sarebbe la stessa Federazione Russa (immagino furente) a cacciarlo, visto anche il lauto stipendio che percepisce.


Che cosa e quanto avrebbe potuto dare la Russia al Mondiale sudafricano? Tanto. Se fosse arrivata in forma, avrebbe potuto benissimo essere una delle principali outsider, avrebbe potuto fare strada insomma. E soprattutto far divertire il pubblico, anche quello neutrale, con il suo gioco veloce ed offensivo. Ma giustamente con i se ed i ma non si va da nessuna parte, ed in Sudafrica ci andrà l'insipida Slovenia, che verrà eliminata al primo turno.
Personalmente, lasciatemi almeno dire che mi fa "rosicare" non poco vedere qualificate squadre come l'Italia (che ha giocato sempre male) e soprattutto l'Argentina, due formazioni che durante le qualificazioni hanno vinto quasi esclusivamente grazie agli episodi favorevoli. Ecco, a tal proposito, ieri la Russia ha giocato come l'Argentina di Maradona nelle ultime partite del girone. Stessa tensione emotiva, stessa paura. Però l'episodio favorevole a noi non è capitato. Russia che comunque, lo ricordo, ha disputato nel complesso un buon girone di qualificazione, non difficile, è vero, ma vincendo sempre e con autorità tranne che contro la Germania, messa sotto sul piano del gioco sia all'andata che al ritorno. Tutti i media tedeschi, i giocatori, l'allenatore Low, avevano dichiarato che la Russia sarebbe stata la squadra da temere maggiormente negli spareggi, quella da evitare a tutti i costi. Ed invece è uscita mestamente contro l'avversario oggettivamente più debole.


I singoli? Male tutti, a parte gli unici due campioni della rosa, AKINFEEV e ZHIRKOV. Arshavin, dispiace dirlo, ma ha dimostrato di non essere un fuoriclasse, risultando il peggiore in campo sia all'andata che al ritorno. Ieri sembrava dovesse spaccare il mondo, ma ha giocato peggio che all'andata. Se siamo stati eliminati, però, gran parte del "merito" è da attribuire all'unico vero CANCRO della nostra squadra, i difensori centrali. Incommentabili Ignashevich e Vasily Berezutskiy. Ecco, l'unica notiza positiva dell'eliminazione è forse proprio questa: difficilmente vestiranno ancora la maglia della 'Sbornaya'. Peccato però che in quel ruolo di alternative valide non ce ne siano, neanche tra i giovanissimi.
Tutti gli altri dei fantasmi che vagavano per il campo, perforabili in fase difensiva, innocui in quella offensiva. Gente senza palle insomma, senza personalità.


La mentalità, la fragilità psicologica è da sempre stato il principale limite del calcio russo, questo è risaputo. Speravo però che con l'approdo di uno degli allenatori migliori del globo le cose cambiassero, i giocatori diventassero più fiduciosi: mi sbagliai, come dimostrò la sconfitta a Tel Aviv, in seguito all'impresa casalinga contro l'Inghilterra. Anche in quel caso, insomma, ci eravamo suicidati da soli e senza la sportività della Croazia saremmo rimasti a casa.
In seguito, PERO', abbiamo disputato un Europeo grandioso, giocando un calcio a tratti meraviglioso (si contano sulle dita di una mano le nazionali che hanno giocato meglio in una grande manifestazione della Russia ammirata contro Svezia e soprattutto Olanda). Sembravamo destinati a (ri)entrare tra le grandi nazionali, eravamo tornati ad essere rispettati e temuti da tutti come ai tempi dell'URSS. Insomma, in cuor mio speravo che la nazionale avesse dimenticato quei problemi di natura psicologica e mentale pagati a caro prezzo in passato. Ed invece... ed invece, eccoci qua, eliminati dal prossimo Mondiale dalla Slovenia, uno stato più piccolo della sola regione di San Pietroburgo, tanto per dire. Un'umiliazione senza precedente, totalmente inattesa.


Che cosa succederà in futuro? Non lo so e non voglio pensarci.
Diversi giocatori usciranno dal giro (penso agli over-30 come Semak, Semshov e Zyryanov), alcuni la abbandoneranno (temo Arshavin, che potrebbe non riprendersi più da questa batosta devastante), si faranno tanti proclami inutili e stupidi. Ci sarà aria di rinnovamento, si vorrà cambiare tutto. TUTTE CAZZATE (perdonate il francesismo, concesso però in uno sfogo come questo), perchè questa Russia - un pò come l'Inghilterra di McClaren (che comunque a livello di singoli era ancora più forte) - non è una squadra da rifondare. Tecnicamente c'è, ha delle basi, è una squadra di spessore (difesa a parte), che in un Mondiale non avrebbe fatto la comparsa.
Eppure... eppure, ecco la seconda eliminazione consecutiva.

Da quando seguo la nazionale russa, io che ho sempre privilegiato il calcio delle nazionali rispetto a quello dei club, io che durante un Mondiale impazzisco nel vero senso del termine (nel senso che mi estraneo da tutto, per me esiste solo quel torneo), non ho mai visto la Russia partecipare ad una fase finale della ex Coppa Rimet. Che tristezza.

mercoledì 18 novembre 2009

Che senso ha continuare a seguire questo sport?

Sono un uomo distrutto, che con il calcio ha chiuso per sempre.

sabato 14 novembre 2009

La Russia si complica la vita da sola, la Slovenia ringrazia.


Russia - Slovenia 2-1

Reti: 40' e 51' Bilyaletdinov; 87' Pecnik.


Nonostante la sapiente guida di un tecnico esperto e navigato (nonchè invidiato da tutte le altre nazionali del globo) come Guus Hiddink, la Russia sembra non voler maturare mai, sembra non voler fare quel passo in avanti che era lecito attendersi dopo l'exploit di EURO 2008 e, partita dopo partita, continua a ripetere gli stessi identici errori, che ormai i lettori di questo blog conosceranno a memoria. Errori ancor più gravi perchè effettuati in un match delicatissimo come quello d'andata dello spareggio per le qualificazioni Mondiali contro la non obiettivamente irresistibile Slovenia, in una gara che sembrava ormai chiusa e che la Russia teneva saldamente in mano. Ma sono bastati 5 minuti di follia collettiva per rovinare quanto di buono fatto nei precedenti 85': la Slovenia, infatti, non ha solo trovato la rete che ha riaperto la qualificazione, ma ha addirittura rischiato di rimontare e di raggiungere un insperato pareggio al quale - per come si erano messe le cose - non avrebbe creduto neanche il più ottimista dei tifosi sloveni. Se ciò non è accaduto, se la rimonta nel finale non si è concretizzata, il merito è tutto di un unico giocatore, forse il vero fuoriclasse presente nell'attuale rosa russa, ovvero Igor Akinfeev, autore di una parata che definire mostruosa è riduttivo. Una beffa incredibile per una 'Sbornaya' che pare non volere imparare manco per sbaglio dai propri frequenti errori già commessi in passato, che si è seduta una volta che pensava di avere già vinto e che non ha affondato il colpo contro un avversario ormai morto e sepolto, fatto rientrare in partita dalla sufficienza e dalla spacconeria dei russi.
Con questa mentalità, non solo sarà impossibile diventare una grande nazionale, ma sarà difficile anche raggiungere i risultati previsti. Un discorso qualificazione che poteva essere chiuso comodamente già oggi si complica tutto ad un tratto e serviranno gli attributi per non farsi mettere sotto a Maribor, in un'atmosfera che si rivelerà d'inferno. Il tutto giusto per far penare oltre il dovuto i supporters russi, ormai peraltro ben abituati a questo genere di sofferenze (vedi qualificazione da infarto allo scorso Europeo, con tanto di suicidio in Israele).


Hiddink mette (momentaneamente?) da parte il tradizionale 4-3-2-1 e punta su un 4-4-2, con Zyryanov largo sulla destra e Bilyaletdinov, a sorpresa preferito ad un Bystrov in non perfette condizioni fisiche, sulla sinistra, con Arshavin e Pavlyuchenko in attacco. Denisov e Semak in mezzo a far legna, con il recuperato Zhirkov che parte nel suo solito (almeno in nazionale) ruolo di terzino sinistro.
Nessuna sorpresa nella Slovenia, con il tecnico locale che conferma la formazione della vigilia.

L'inizio della Russia è poco brillante, le gambe degli undici schierati dal CT olandese tremano ancora, sia per la fredda temperatura moscovita sia soprattutto per l'importanza vitale di un match insidiosissimo. Manca un pò di lucidità e la paura di non sbagliare si fa sentire. Inoltre, pur non facendosi mettere sotto, la Russia concede tre corner consecutivi alla Slovenia, utili agli avversari per mettere sotto pressione la retroguardia padrona di casa, per avanzare il proprio baricentro e per prendere coraggio. Man mano che passano i minuti, pur con qualche evidente difficoltà, la Russia esce dal guscio, inizia a proporsi con maggiore convinzione, in particolare sulla fascia sinistra con il propositivo Zhirkov, impiegato in questa stagione soltanto una volta per 90' (durante Russia-Germania 0-1). E' proprio il laterale ex CSKA che al 14', grazie ad una formidabile progressione palla al piede delle sue, semina il panico tra le maglie dei giocatori allenati da Matjaž Kek, entra in area, salta con un tunnel l'ultimo baluardo difensivo, ma si perde sul più bello, calciando di sinistro in maniera non irresistibile. Bravissimo Handanovic nella comunque difficile respinta di piede, ma Zhirkov dimostra una volta di più come il tiro - in particolare se da posizione ravvicinata - sia l'unica qualità tecnica nella quale non eccelle. Arshavin fatica a carburare, a Pavlyuchenko di palloni giocabili ne arrivano pochi, il gioco è poco fluido e piuttosto leggibile dalla difesa ospite: sembra di conseguenza inevitabile un pareggio a reti bianche al termine della prima frazione di gioco. Uno 0-0 che però scongiura il giocatore che forse stava giocando peggio di tutti, quel Diniyar Bilyaletdinov inaspettatamente inserito da quel vecchio volpone di Guus nella formazione titolare. Ed il gol del neo-esterno dell'Everton è anche un gol d'autore: finta di corpo in area che disorienta mezza difesa slovena e gran destro, potente ma anche un pò 'svirgolato', che non lascia scampo all'estremo difensore di proprietà dell'Udinese. Un primo tempo quindi rivedibile ma un risultato preziosissimo, con la rete arrivata nel momento giusto: tutte condizioni che lasciano presupporre che la gara possa essere incanalata sui binari più favorevoli per la nazionale russa. E così infatti è, perlomeno negli ottimi primi 10-15' della ripresa, giocati con grande ritmo, con gli unici obiettivi di mettere in difficoltà gli avversari e di raddoppiare. Ciò avviene al 7' del secondo tempo ed a finire sul tabellino dei marcatori è ancora lui, l'ex capitano della Lokomotiv, uno che le partite psicologicamente difficili da disputare era solito fallirle senza appello: invece è bravo e fortunato a sfruttare a proprio favore un rimpallo ed a trafiggere Handanovic, ancora una volta con il piede meno buono, il destro. Si tratta della prima doppietta in nazionale per Bilyaletdinov, giunto a quota quattro centri in trentuno presenze. Da qui fino al pareggio-beffa di Pecnik sarà un autentico monologo russo: a sfiorare ripetutamente il 3-0 saranno in ordine Arshavin con un colpo di testa da buona posizione uscito non di molto, Ignashevich con una botta su punizione dai 30 metri, Pavlyuchenko in tuffo a volo d'angelo su splendido assist di Zyryanov ed infine ancora 'Bilyaletdinho', con un poderoso stacco in mezzo all'area. Quando tutto sembra finito, la Slovenia - mantenuta in vita dall'inesistente concretezza degli avversari - si risveglia improvvisamente dal suo letargo ed avvisa la Russia con una conclusione volante del bomber del Colonia Novakovic, per poi punirla con il già più volte menzionato tap-in vincente del numero 7 in forza ai portoghesi del Nacional de Madeira (guardo caso la squadra capace di eliminare lo Zenit San Pietroburgo nel primo turno dell'attuale edizione di Europa League). L'eventuale 2-2 di Suler, sventato soltanto da un miracolo di Akinfeev, sarebbe stato una punizione eccessiva, ma intanto questo è un risultato che permette alla Slovenia di giocarsela nel ritorno che disputerà fra le mura amiche. E non è cosa da poco.


mercoledì 11 novembre 2009

Il punto sulla 28ª GIORNATA di RPL: Rubin Kazan, titolo ad un passo

KHIMKI - TOM TOMSK 1-3: 14' Antipenko; 24' Klimov, 31' Radosavljevic, 79' Maznov.

Khimki (4-4-2): Komarov; Golovatenko, Zinovijev, Logashov, Gapon; Semochko (dal 44' Akhmedov), Kirillov (dal 59' Mamonov), Maximov, Starkov; Kozhanov, Antipenko.
Tom (4-5-1): Pareyko; An. Ivanov (dal 30' Katynsus), D. N. Smirnov, Jokic, Skoblyakov; Klimov (dal 46' V. Volkov), Radosavljevic, Michkov (dal 77' Yanotovskiy), D. A. Smirnov, Kharitonov; Maznov.


ROSTOV - SATURN RAMENSKOE 1-2: 20' Lebedenko; 38' Topic, 53' Karyaka.

Rostov (4-4-2): Khoteev; Astafjev, Sheriev, Lengyel, Andjelkovic; Lebedenko (dal 79' Salugin), Kulchiy, Pavlenko, Gatkan; Ahmetovic, Akimov (dal 37' B. Petrovic).
Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Zelão, Grachev, Nakhushev; Nemov, Vorobjev; Al. Ivanov, Karyaka, Kuzmichev; Topic (dal 77' Kirichenko).


KRYLYA SOVETOV SAMARA - SPARTAK MOSCA 2-1: 11' aut. Stranzl, 14' Bober; 90'+1 Alex.

Krylya Sovetov (4-4-2): Lobos; Shishkin, Belozerov, Jarosik, Léilton; Bober, S. Ivanov, Taranov (dal 75' Savin), Ignatjev; Adamov (dal 67' O. Ivanov), Koller.
Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev; Parshvilyuk, Jiranek, Stranzl, F. Kudryashov; Sabitov, Ibson (dall'82' Makeev); Yakovlev (dal 54' Bazhenov), Alex Meschini, Ananidze (dal 65' Quincy Owusu-Abeyie); Welliton.


KUBAN KRASNODAR - FC MOSCA 3-3: 69' Djioev, 73' D. Traoré, 82' Dramani; 29' Rebko, 35' Jakubko, 87' Rebko.

Kuban (4-4-2): Karyukin; Khagush, Djioev, Zaseev, A. Khokhlov; Dramani (dall'89' Lagiewka), Muresan, Tlisov, Babangida (dal 58' Skvernyuk); Okoduwa (dal 46' I. Shevchenko), D. Traoré.
FC Mosca (4-1-4-1): Zhevnov; Nababkin, Okoronkwo, Epureanu, Akés Dacosta; Sheshukov; Samedov, Tarasov (dall'81' Vukic), Rebko, Cesnauskis (dal 76' Strelkov); Jakubko.


CSKA MOSCA - RUBIN KAZAN 0-2: 66' Dominguez, 90' Bukharov.

CSKA (4-2-3-1): Akinfeev; A. Berezutskiy, V. Berezutskiy, Ignashevich, Schennikov; Semberas, Aldonin (dall'83' Piliev); Krasic, Dzagoev, Mamaev; Maazou.
Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov; V. Kaleshin (dal 46' A. Popov), Salukvadze, César Navas, Ansaldi; Semak, Noboa; Gökdeniz Karadeniz, Dominguez (dal 78' Sibaya), Kasaev (dal 65' P. Bystrov); Bukharov.


SPARTAK NALCHIK - DINAMO MOSCA 2-4: 40' Kalimullin, 85' Ricardo Baiano; 1' Ropotan, 13' Kerzhakov, 53' D. Kombarov, 75' Kerzhakov.

Spartak Nalchik (4-4-2): Radic; A. Ferreira, Djudovic, Amisulashvili, Kisenkov (dal 20' Filatov); Leandro (dal 71' Bikmaev), Kontsedalov, Geteriev, Samsonov; Asildarov, Kalimullin (dal 66' Ricardo Baiano).
Dinamo (4-5-1): Shunin; Wilkshire, Kolodin, L. Fernandez, Granat (dal 73' Terekhov); K. Kombarov, Yusupov (dal 46' Kowalczyk), Ropotan (dal 46' L. Aguiar), Khokhlov, D. Kombarov; Kerzhakov.


ZENIT SAN PIETROBURGO - TEREK GROZNY 2-0: 26' Fatih Tekke, 39' aut. Utsiev.

Zenit (4-4-2): Malafeev; Anyukov, Krizanac, Lombaerts, Sirl (dal 90' Hubocan); V. Bystrov (dall'82' Kornilenko), Denisov, Zyryanov, Fayzulin; Kezman, Fatih Tekke (dal 74' Semshov).
Terek (4-4-1-1): Dikan; Utsiev, V. Iliev (dal 18' Zabavnik), Omeljanchuk, Cléber; Katasaev, Djabrailov, Georgiev, Vlasov (dal 46' Pancu); Lakhiyalov (dal 67' Gvazava); Sadaev.


LOKOMOTIV MOSCA - AMKAR PERM 1-0: 90'+4 Sychev.

Lokomotiv (4-2-3-1): Guilherme; Cocis, Basa, Asatiani, Yanbaev; Charles, Glushakov (dal 28' Wagner); Odemwingie, Torbinskiy, Gatagov; Sychev.
Amkar (4-5-1): Usminskiy; Sirakov, Belorukov, Fedoriv, Grishin; Sokolov (dal 46' Peev), M. Novakovic, Drincic, Pomerko, S. Volkov (dal 46' Zhilyaev); Kushev.


I titoli di coda in Russia sono già partiti, con ogni probabilità infatti il Rubin si laurerà Campione di Russia per il secondo anno consecutivo con pieno merito. I Tartari, che stanno ben impressionando anche i più scettici nel difficile girone di Champions League nel quale hanno ottenuto 4 punti su 6 disponibili contro il Barcellona, nel match che ha aperto la domenica calcistica di Premier Liga sono riusciti ad espugnare il Luzhniki, vendicandosi delle tante sconfitte subite negli ultimi tempi dalla loro bestia nera per eccellenza, ovvero il CSKA Mosca (che quest'anno aveva avuto la meglio su Sergey Semak e compagni in ben tre occasioni: in Supercoppa di Russia, nella finale della Coppa nazionale e a Kazan nel girone d'andata). Dopo un periodo di sbandamento successivo alla sconfitta di Kiev nell'esordio assoluto nella massima competizione continentale per club, i ragazzi di Kurban Berdyev sono stati capaci di rialzarsi, di non mollare mentalmente e di sfruttare ogni episodio a loro favore. Come nel big match di ieri, nel quale si sono portati avanti in un modo quasi casuale (con una punizione del 'Chori' Alejandro Dominguez non deviata da nessuno) ed hanno raddoppiato nel finale in contropiede grazie ad un pregevole pallonetto dalla lunga distanza del richiestissimo Alexander Bukharov, centravanti che sembra aver convinto tutti tranne il CT della Russia Guus Hiddink che l'ha escluso dalla lista dei convocati per il delicato spareggio contro la Slovenia. Pesano nell'economia del risultato finale i gravi errori sotto porta - sul punteggio di 0-0 - degli spreconi Alan Dzagoev e Moussa Maazou.

Se a due turni dal termine la Premier Liga appare di fatto chiusa, bisogna prendersela con lo Spartak Mosca, suicidatosi a Samara contro il tutt'altro che irresistibile Krylya Sovetov degli ultimi mesi, trovatosi quasi senza rendersene conto sul 2-0 grazie ad altrettante autoreti (dispiace per la decisiva papera di Soslan Djanaev, portiere in ogni caso dal futuro assicurato). Confusa e poco convinta la reazione dei 'Myaso', che difficilmente riusciranno a recuperare alla capolista i quattro punti di svantaggio: a rendere il compito più arduo ad Alex Meschini e soci è il calendario, che vedrà i rossobianchi opposti prima ai concittadini del CSKA ed infine allo Zenit.

Ed a proposito della formazione di San Pietroburgo, non si può dire che la 28esima giornata non abbia soddisfatto i supporters della squadra che potrebbe essere allenata da Luciano Spalletti nella prossima stagione: i 'Meshki' non solo hanno regolato con il minimo sforzo la pratica Terek Grozny, ma sono anche riusciti a distanziarsi dall'FC Mosca, sorprendentemente fermato sul pari a Krasnodar. Tuttavia, a svantaggiare lo Zenit è il calendario, che vedrà la compagine nella quale milita Alessandro Rosina affrontare nientepopodimeno che le prime due della classe.
Impegni di gran lunga più morbidi, invece, per la rivelazione FC Mosca e per la Lokomotiv, sempre più trascinata da Dmitry Sychev, andato a segno con una violenta botta su calcio di punizione a 10 secondi dal termine, dopo che aveva sciupato la grande chance dagli undici metri all'86'.
Poche le possibilità per il già menzionato CSKA di raggiungere il terzo posto che vale la qualificazione al terzo turno preliminare della prossima Champions League: potrebbe così arenarsi la trattativa che sembrava potesse portare Roberto Mancini (ieri presente sulle tribune dello stadio Luzhniki) a sedere sulla panchina dell'Armata Rossa.

Tutto già scritto, salvo cataclismi, anche nelle zone basse della classifica, con il già retrocesso Khimki che perde per la tredicesima volta consecutiva (!) e con il Kuban che l'impresa la sfiora soltanto, ma non riesce a concretizzarla, nell'incontro comunque più spettacolare del terzultimo turno di campionato.

Da segnalare, dulcis in fundo, il buon successo esterno dell'ottimo Saturn dell'esordiente Andrey Gordeev ed il ritorno alla vittoria della Dinamo Mosca (importante, in ottica nazionale, la doppietta siglata da Alexander Kerzhakov, che era a secco da metà agosto).


TOP-11

(4-4-2):

Sergey Ryzhikov (Rubin);

Benoit Angbwa (Saturn), Alexander Belozerov (Krylya Sovetov), Djordje Jokic (Tom), Radek Sirl (Zenit);

Vladislav Ignatjev (Krylya Sovetov), Artur Tlisov (Kuban), Alexey Rebko (FC Mosca), Andrey Karyaka (Saturn);

Dmitry Sychev (Lokomotiv), Alexander Kerzhakov (Dinamo).



FLOP-11

(4-2-3-1)

Soslan Djanaev (Spartak Mosca);

Zahari Sirakov (Amkar), Martin Stranzl (Spartak Mosca), Aslan Zaseev (Kuban), Viktor Golovatenko (Khimki);

Fernando Charles (Lokomotiv), Maxim Zinovijev (Khimki);

Milos Krasic (CSKA), Alan Dzagoev (CSKA), Quincy Owusu-Abeyie (Spartak Mosca);

Moussa Maazou (CSKA).



CLASSIFICA:
1. Rubin 59
2. Spartak Mosca 55
-------------------------------
3. Zenit 50
-------------------------------
4. Lokomotiv 48
5. FC Mosca 48
-------------------------------
6. CSKA 46
7. Saturn 42
8. Dinamo 39
9. Krylya Sovetov 36
10. Tom 35
11. Terek 33
12. Rostov 31
13. Amkar 29
14. Spartak Nalchik 29
15. Kuban 25
16. Khimki 10


CLASSIFICA 'BOMBARDIERI':
20 reti: Welliton (Spartak Mosca, 1 rigore).
16 reti: Alejandro Dominguez (8) e Alexander Bukharov (Rubin Kazan).
12 reti: Alexander Kerzhakov (Dinamo Mosca, 3).
11 reti: Alex Meschini (Spartak Mosca, 3) e Dmitry Sychev (Lokomotiv Mosca, 4).
10 reti: Vladimir Bystrov (4 gol con lo Spartak Mosca, 6 con lo Zenit San Pietroburgo) e Shamil Lakhiyalov (Terek Grozny, 2).


GUARDA IL VIDEO CON TUTTI I GOL DELLA 28ª GIORNATA!