lunedì 29 marzo 2010

PREVIEW Internazionale - CSKA Mosca - Andata Champions League 2009/10

Ormai il gran giorno è vicino, la gara che in Italia e Russia attendono da quasi due settimane è prossima al fischio d'inizio. Da una parte l'Inter di Josè Mourinho che dal 2006 non raggiungeva i Quarti di Finale, dall'altra il CSKA Mosca di Leonid Slutskiy che prima di questa stagione, mai aveva varcato la soglia della fase a gironi con Valery Gazzaev e che solo una volta aveva superato gli Ottavi, nella prima edizione della Champions League (1992(93, dopo aver eliminato il Barcelona di Johann Cruyff).

E' evidentissimo che nelle ultime settimane, praticamente dal derby in poi, l'Inter ha pensato esclusivamente alla Coppa dalla grandi orecchie. La squadra di Mourinho in questo 2010 non ha mai mancato ad un appuntamento realmente importante, se escludiamo la sfida scudetto di pochi giorni fa: prima del derby i neroazzurri erano considerati in calo, venivano da vittorie stentate e sofferte: nella stracittadina il Milan è stato annientato nonostante la doppia superiorità numerica.P rima della doppia vittoria sul Chelsea, Zanetti e compagni hanno lasciato tanti punti alle rivali; dopo il verdetto dell'urna di Nyon,l 'Inter ha raccolto un punto in due gare. Abbastanza per esser considerata all'estero una squadra in difficoltà.
Da conoscitori ormai di Mourinho si capisce come il Santone di Setùbal stia preperando fino al più minuzioso dettaglio la sfida contro uin avversario che lo stesso tecnico portoghese non vuole assolutamente sottovalutare. In Italia Mourinho non parla ormai da prima dello 0-0 contro la Samp, ma all'estero l'allenatore ex Porto e Chelsea volentieri si concedete ai cronisti. Vediamo allora cosa ha detto in maniera molto pacata e rilassata all'indomani di Palermo-Inter a Khimki, dove era andato a vedere il CSKA giocare in Campionato contro la Dinamo:

"E' sempre molto difficile giocare in Campionato nelle immediate vicinanze di un match di Champions League. I tuoi uomini perdono molto più facilmente la concentrazione e le motivazioni, la squadra sii rilassa, ha sicuramente meno adrenalina, è stanca tanto fisicamente quanto mentalmente. Così è stato prima della gara col Chelsea, così è stato dopo. Per lo stesso motivo posso dire che mi aspettavo un calo anche da parte del CSKA, tan'è vero che oggi la Dinamo Mosca ha fatto di più del CSKA. E' stata una gara molto divertente.
Conosco molti giocatori del CSKA Mosca, la maggior parte di loro vestivano questa maglia anche quando li affrontai da tecnico del Chelsea. Tuttavia, essendo cambiato l'allenatore, è cambiato anche il loro sistema di gioco; sono partiti giocatori molto bravi come Daniel Carvalho e Vagner Love, tuttavia sono arrivati giocatori come Necid, Honda e Mark Gonzalez.
Quando sento dire in giro che siamo stati forunati a pescare il CSKA dico che non è assolutamente vero .Sono contento di aver preso il CSKA perchè questo significa essere ai quarti e perchè abbiamo battuto il Chelsea, ma non abbiamo ancora battuto il CSKA, ci sono due gare tutte da giocare e quindi il CSKA ancora dobbiamo sconfiggerlo. Noi lo rispettiamo per tutto quello che ha fatto contro il Sevilla, ma farò il massimo per preparare questa gara.
La Champions League è la Champions League; tutto è diverso ,l'atmosfera,i l tipo di gara; ogni giocatore sogna di giocare una gara di Champions, ogni tifoso sogna di essere allo stadio.
Mi è sempre piaciuto il CSKA di Gazzaev, ho sempre avuto ottimi rapporti con lui; mi ha fatto molto piacere incontrarlo nella gara contro la Dinamo Kiev. Dopo di lui è arrivato un mio caro amico, Zico. Ora, non posso dire di esser amico di Slutskiy, visto che l'ho incontrato solo due volte, tuttavia sono molto contento che abbia fatto questo grande salto,da un piccolo team fino ad un grande team come il CSKA che con lui ha raggiunto i quarti di Champions.
Il Mondo è pieno di Mourinho, ma non credo sia per loro una cosa buona; per me è una cosa buona, ma ogni allenatore deve avere i suoi caratteri distintivi ,le sue particolarità, la sua personalità e mai provare ad essere un doppione, perchè la copia è sempre peggio dell'originale. Lui è un ottimo allenatore, perchè se è al CSKA e col CSKA è ai quarti, vuol dire che ha fatto un grande lavoro.
Io voglio sempre vincere e farò di tutto per vincere con la mia squadra".



Così parlò quindi un Mourinho intercettato da NTV+ (la pay tv russa) sugli spalti della Khimki Arena. Uno Special One rilassato, lontano dalle tensioni del calcio italiano che ha ricordato di aver già affrontato il CSKA quando guidava il Chelsea nel 2004. Era il girone con Porto (quando Mou chiese addirittura la scorta per tornare in riva al Douro), PSG e CSKA appunto. In quella doppia sfida la squadra allenata da Valery Gazzaev rischiò per ben due volte di strappare punti al Chelsea, ma fu condannata da errori dagli undici metri. In quell'anno inoltre,il CSKA era sponsorizzato da Sibneft, compagnia petrolifera la cui maggioranza era detenuta dal patron dei Blues Roman Abramovich, noto tifoso dei Soldati.
Per chi non lo sapesse, Mourinho ha incontrato Leonid Slutskiy due volte e nell'ambito di un progetto di cooperazione nato tra l'Inter ed il Krylya Sovetov Samara, squadra ora piena di problemi economici che Slutskiy lasciò quando intuì che Juande Ramos, un mese dopo esser subentrato a Zico, presto avrebbe lasciato il timone dei rossoblù. Slutskiy per due volte ha visitato Appiano Gentile e con l'autorizzazione e la presenza di Massimo Moratti ha potuto passare una giornata con Mourinho ed assistere dal campo agli allenamenti della sua Inter. Appiano non è l'unica base che il tecnico russo ha visitato. Spesso l'ex FC Mosca e Krylya Sovetov s'è intrattenuto a Trigoria con Spalletti, tecnico di cui è amico e che affronterà proprio sabato, nel mezzo delle due gare di Champions League. Forse anche per riprendere confidenza col terreno sintetico del Luzhniki Stadion, il CSKA ha deciso di giocare sabato contro lo Zenit nell'impianto moscovita, anzichè a Khimki dove fin'ora ha battuto l'Amkar Perm (Honda al '90) prima di volare a Sevilla e pareggiato contro la Dinamo dopo la sbornia andalusa.
Il patto non firmato tra giocatori e tecnico di non parlare così tanto dell'Inter è stato rispettato. Bocche quasi cucite e massimo rispetto per quelle che sono state le avversarie in Russia.


Come arriva il CSKA alla doppa sfida contro l'Inter?

Il portiere Igor Akinfeev, da anni uno dei più promettenti del Vecchio Continente, in Nazionale da quando aveva 18 anni (fu il più giovane partecipante ad EURO 2004), nonostante sia appena un ventritrenne, una Coppa UEFA, titoli nazionali vari ed un terzo posto ad EURO2008 all'attivo, al pari di Julio Cesar non sta vicendo un grandissimo momento. Tuttavia c'è la sua firma nel ritorno di Sevilla. I suoi interventi hanno stroncato ogni velleità della squadra allora allenata da Manolo Jimenez. Nell'ultima di Campionato a Makhachkala, in Daghestan, il portierone, autore di una papera che ha regalato il momentaneo vantaggio alla formazione locale, è andato giù pesante nei confronti delle autorità locali, ree di aver fatto entrare senza biglietto persone che hanno riempito lo stadio fino all'orlo, costringendolo spesso a non dar le spalle al pubblico per non essere aggredito. Mamaev, suo compagno di squadra, ha rischiato di farne le spese. Una presa di posizione da lui definita non razzista od intollerante, proprio alla vigilia di un sanguinoso attentato che ha sconvolto Mosca. Persona tranquilla, non un chiaccherone, Akinfeev è noto per il suo disprezzo nei confronti delle discoteche .Passa il suo tempo libero a casa; un vero professionista, tutto casa e allenamenti, un pò come il suo ex compagno al CSKA Yuri Zhirkov.


La difesa è ritenuta da tutti l'anello più debole della squadra moscovita. Lenta, impacciata, pasticciona, poco concentrata e sbadata. I gemelli Berezutskiy ed Ignashevich, presenze fisse da ormai sette stagioni, non sono giocatori poveri di fondamentali, pur non essendo di certo delle cime da un punto di vista puramente tecnico (anzi...); tuttavia la loro eccessiva lentezza e soprattutto la mancanza di attenzione ha spesso privato il CSKA di traguardi importanti. C'è da dire però che quest'anno (inteso come anno solare, il 2010 tanto per intenderci), ingenuità nel gol di Negredo a Mosca a parte, la retroguardia del CSKA e della nazionale (uno dei motivi per i quali in Sudafrica ci saranno Dedic - sigh - e compagni è proprio questo) ha sbagliato pochissimo. Il giocatore con maggior margini di miglioramente è senz'altro Georgy Schennikov, se vogliamo un pò il Santon di Russia, terzino brevilineo scoperto da Gazzaev e lanciato immediatamente da Zico. Buona tecnica, velocità, ma tanta inesperienza che, unita ad un fisico che deve esser ancora completato,l o pongono in una posizione non certo invidiabile sulla corsia di Maicon. Il giovanissimo, classe 1991, fino ad ora ha tutt'altro che sfigurato in Champions, contenendo anche discretamente un grande giocatore come Jesus Navas, ma potrebbe soffrire particolarmente lo strapotere atletico e fisico del brasiliano.


Il centrocampo spesso ha fatto difetto in fase di costruizione, manca di un regista che sia in grado di impostare l'azione, cosa che però in Champions in pochi hanno notato. Non sempre il CSKA è stato costretto a fare la partita, così Slutskiy ha potuto tranquillamente mettere due cerniere a protezione della difesa come Semberas e Aldonin, perfetti a Siviglia. Per questo motivo è finito in panchina Pavel Mamaev, ex grande promessa della Torpedo Mosca, club nel quale era già titolare a 17 anni. Tecnica da mezzapunta e piedi buoni, ma tanta, troppa timidezza che hanno imposto praticamente a tutti i suoi allenatori di non schierarlo in Champions League. Sulle fasce agiscono Milos Krasic e Mark Gonzalez. Il serbo, dal 2004 a Mosca, è un purosangue, grande fisico, tanta corsa ed una tecnica che col passare delle stagioni diventa sempre meno grezza e sempre più cristallina. Non ha iniziato la stagione alla grandissima, praticamente come ogni anno, ma se il CSKA ha superato la Fase a Gironi gran parte del merito è suo (e di Akinfeev). Non è un mistero che in quel periodo lo schema era: "Diamo palla a Krasic, che poi ci pensa lui, scartando tutti gli avversari". Viene fuori col passare delle gare, è la stella, l'uomo mercato dei "Kony" il biondo nato in Kosovo, il giocatore che tra quelli rimasti in lizza in Champions più è andato in gol. Dall'altra parte gioca come detto il cileno Mark Gonzalez. Il cileno, acquistato durante la gestione Zico per sostituire un fuoriclasse come Zhirkov, è ancora in dubbio ma potrebbe recuperare da un piccolo infortunio che gli ha fatto saltare le ultime due sfide di campionato. Suo il gol al Luzhniki contro il Siviglia; potrebbe essere una spina nel fianco per la retroguardia interista. L'ex Liverpool e Betis non vale certamente il miglior Zhirkov, ma è un eccellente contropiedista ed ha un gran tiro da fuori (vedi capolavoro contro gli andalusi). Qualora non riuscisse a recuperare, il suo posto verrebbe preso da Honda o dal dinamico Mamaev: in tal caso, entrambi avrebbero gran libertà di movimento e potrebbero lasciare la fascia laterale scoperta: una possibilità che fa già ingolosire Maicon.


Dietro l'unica punta, sarà ballottaggio Honda-Dzagoev, col giapponese avvantaggiato da prestazioni e condizione fisica sul gioiellino di Beslan. Honda, acquistato dal VVV-Venloo per 6 milioni di euro circa, è una mezza punta non velocissima, ma dotata di buona tecnica individuale e di un tiro tra i più velenosi sulla scena europea. Ne sa qualcosa Palop, ma anche il meno noto Abaev (numero 1 dell'Anzhi). Dzagoev, coetaneo di Balotelli ma con molto più sale in zucca, esploso nella seconda metà del 2008, è il classico fantasista che dà il meglio di sè giocando dietro ad un'unica punta. Paragonato ad Arshavin, ricorda il miglior calciatore russo dell'ultimo decennio per la visione di gioco e per il "gusto dell'assist", ma non troppo per le movenze. Meno veloce ed agile, ma altrettanto intelligente calcisticamente parlando ed elegante. In possesso di un gran tiro da fuori, batte l'ex numero 10 dello Zenit nei calci piazzati. Ha il difetto di prendersi le classiche pause "alla Arshavin", ma a differenza di Andrey quando sbaglia è per eccessivo nervosismo (questo il suo principale difetto: ancora troppo spesso si fa prendere dalla frenesia e quando inizia a sbagliare più del solito si innervosisce e non sempre poi riesce a migliorare il livello delle sue prestazioni), non dà quindi - a differenza di Andrey - la sensazione di giocare svogliatamente, sottoritmo o controvoglia. In comune a Shava ha una gran qualità, forse la più importante: ovvero quella di poter decidere un incontro con una sola giocata. Non ancora ai livelli di Arshavin, sotto questo punto di vista secondo solo a Messi e pochissimi altri, ma non dobbiamo dimenticarci che stiamo parlando di un ragazzino osseta di 19 anni, alla terza stagione in prima squadra. Il 2010 per lui è continuato come era finito il 2009: problemi all' inguine e terapie in Germania che lo hanno costretto a rincorrere una condizione fisica accettabile e che di fatto gli hanno fatto saltare l'intera preparazione. "El nuevo Beckham"t itolava AS per rivelare un forte interesse del Real nel 2008, dopo una vittoria per 3-0 contro il Depor con sua doppietta. Di Beckham, Alan, ragazzo nato a Beslan, città nota per l'attentato di matrice cecena alla scuola, ha poco: modesto, timido ed a volte impacciato, sul campo però ha mostrato di avere carattere e personalità, qualità ancora da limare ma che sono evidenti. Dzagoev ha forse un pò sofferto l'abbandono del suo mentore Valery Gazzaev, ma rimane sicuramente il più promettente tra i giocatori russi. Nelle prime gare della fase a gironi ha dato un saggio importante della sua classe: segnare tre gol - peraltro tutti di pregevolissima fattura - all'esordio in una competizione così importante, se non è da predestinato poco ci manca.


In attacco soluzioni ce ne sono poche, visto che Vagner Love tornerà alla base soltanto a luglio, mese nel quale arriverà anche l'interessante bomber ivoriano Seydou Doumbia. Il CSKA ha un solo centravanti di peso e - nell'attuale modulo ad un'unica punta - non può mai farne a meno. Così il ceco Necid, arrivato all'inizio della scorsa stagione dallo Slavia Praga, è il titolare indiscusso dell'attacco della squadra dell'Ex Armata Rossa. Non segna tantissimo e spesso è stato attaccato per la facilità con cui spreca le palle gol che i compagni gli servono. In CL tuttavia, questo gigante di 193 centimetri dai piedi tutt'altro che disprezzabili, di errori ne ha commessi ben pochi. Alto e potente,o ttimo colpitore di testa,p ur non essendo Ibrahimovic, con i piedi come detto sa giocare. Ottimo nel gioco di sponda, in questo 2010 è partito forte: potrebbe essere l'anno della maturazione per un giocatore tra i più elogiati a livello europeo fin da quando aveva 16 anni. Il gol al Siviglia un saggio delle sue qualità. Dovesse sviluppare il killer instinct indispensabile ai grandi bomber, la Repubblica Ceca, in grande crisi generazionale, potrebbe trovarsi un attaccante più forte anche dell'ormai ex (e allenato da Slutskiy al Krylya Sovetov Samara) Jan Koller. In attacco, anche se scarsamente utilizzato dall'ex tecnico anche dell'FC Mosca, c'è il brasiliano Guilherme, uno degli U-20 più pagati d'Europa(la Dynamo Kiev,prima di prestarlo con diritto di riscatto al CSKA, lo pagò 10 milioni al Cruzeiro), grande promessa del calcio brasiliano che nell'Europa dell'est - almeno inizialmente - ha incontrato qualche difficoltà in più di diversi suoi connazionali che hanno fatto la fortuna da quelle parti.




In queste ore d'angoscia per la Russia è ovvio rivolgere più di qualche pensiero al doppio attentato che stamattina ha gettato nell'incubo la più grande Capitale del Vecchio Continente. Fin'ora sono 38 le vittime accertate. La pista ormai praticamente accertata è quella caucasica. E' da lì che le terrostite, due donne kamikaze, probabilmente mogli di guerriglieri indipendentisti uccisi dagli "Spetsnaz" dell'FSB nelle montagne della Kabardino-Balkaria, della Cecenia e dell'Ingulscezia, regione dove al momento regna il caos più totale e che preme per l'indipendenza da Mosca. Gli attentati sono avvenuti nelle stazioni di Park Kultura e Lubyanka, due stazioni appartenenti alla linea rossa ,la Sololnicheskaya, la più antica ed importante delle quasi quindici tra linee e ferrovie locali che uniscono la metropoli russa. E' la linea che più di ogni altra è pregna di cultura, ricchezza e business. Unisce praticamente i due stadi più importanti della città, compreso l'imponente Luzhniki che si trova proprio ad una manciata di minuti da uno dei luoghi dell'attentato. Proprio lì si giocherà la gara di ritorno e proprio la metropolitana aiutò nel 2006 i giocatori dello Spartak Mosca, rimasti imbottigliati nel traffico a raggiungere lo stadio per la gara di Champions proprio contro... l'Inter. Nel 2007 invece, contro il CSKA l'Inter giocò nell'altro impianto sito sulla linea Sokolnicheskaya, il Lokomotiv Stadion di Cherkizovo. Il CSKA è forse la società che più di ogni altra ha rapporti col governo. Dopo la vittoria della Coppa Uefa a Lisbona nel 2005, in ogni anniversario di quella vittoria si celebra la giornata nazionale del calcio. I giocatori furono ricevuti al Cremlino e Vagner Love e Putin deliziarono la platea con qualche scambio. Prima di passare ad Evgeny Giner, il CSKA Mosca era la squadra dell'Esercito durante il periodo sovietico e successivamente del Ministero della Difesa, istituzione con la quale ora vi sono delle controversie legate all'acquisizione ed al pagamento del terreno edificabile per la costruzione del nuovo stadio del CSKA. Dopo aver rilevato la società, Giner fece di essa ben presto una macchina in grado di metter in bacheca trofei su trofei. Così nel 2004, la prima partecipazione in Champions dal '93 frutto al CSKA una retrocessione in una Coppa Uefa vinta a mani basse, dominando e seppellendo di reti ogni avversaria. E' proprio il CSKA l'ultima squadra russa ad esser stata capace di eliminare un'Italiana, il giovane (ed onestamente non irresistibile) Parmadi Gilardino nel 2005. I moscoviti divennero un punto di riferimento per il calcio russo, dotati di una rete invidiabile di osservatori, specie per quanto concerne il mercato sudamericano. I due fiori all'occhiello e protagonisti dello strepitoso 2005, Daniel Carvalho e Vagner Love, sono ancora sotto contratto con la società di Giner. Vagner sta aiutando il Flamengo segnando col a raffica specie nella Libertadores. Carvalho, dopo essersi rotto nel 2007 il legamento crociato del ginocchio, non è mai tornato il fenomeno in grado di conquistarsi facili convocazioni nel primo Brasile di Dunga. Dopo la crisi economica ed un parziale abbandono di sponsor che fino a poche stagioni prima elargivano denaro, Giner ha preferito puntare su giovani del vivaio, affiancati a stranieri vogliosi di mettersi in luce. Alcuni colpi sono andati a buon fine, altri sono finiti male, per non dire malissimo (vedi Kalouda, Caner Erkin, Ramòn, Maazou e Janczyk). Il nuovo sponsor è la Bashneft, società petrolifera della Bashkiria, regione Tatarstan,l a stessa del Rubin Kazan, che ha garantito una copertura economica superiore a quella della compagnia di bandiera Aeroflot, sponsor 2009.

PRESENTAZIONE CSKA MOSCA


ANALISI MERCATO

Acquisti: Chepchugov (p, Sibir Novosibirsk, parametro zero), Nababkin (d, FC Mosca, parametro zero), Vasyanovich (d, FC Mosca, parametro zero), Dzalamidze (c, Baia Zugdidi, inizio prestito), Honda (c, VVV Venloo, 6.000.000 €), S. Doumbia (a, Young Boys, 10.000.000 € - arriverà a luglio).
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Cessioni: Mandrykin (p, Spartak Nalchik, inizio prestito), Pomazan (p, Ural Ekaterinburg, inizio prestito), Perepelyukov (d, Anzhi Makhachkala, inizio prestito), A. Vlasov (d, Volga Nizhniy Novgorod, inizio prestito), A. Grigorjev (d, Kuban Krasnodar, inizio prestito), M. Fedorov (c, Luch-Energia Vladivostok, parametro zero), Maximenko (c, Daugava Riga, fine prestito), Ramón (c, Flamengo, inizio prestito), D. Carvalho (c, Al Arabi, inizio prestito), Maazou (a, Monaco, inizio prestito oneroso con diritto di riscatto, 700.000 €), Oseni (a, Esperance Tunisi, parametro zero), Ryzhov (a, Ural Ekaterinburg, inizio prestito), Kudryavtsev (a, Shinnik Yaroslavl, inizio prestito), Janczyk (a, Germinal Beerschot Antwerpen, inizio prestito), Burmistrov (a, Amkar Perm, 800.000 €), Ricardo Jesus (a, Larissa, inizio prestito), Vágner Love (a, Flamengo, inizio prestito).


Non è che sia cambiato troppo il CSKA in questi mesi: negli ultimi tempi, per via della crisi economica che in Russia si sta sentendo particolarmente, il Presidente Evgeny Giner non ha chiuso i rubinetti come qualche suo collega ma ha deciso di limitare le spese rispetto al passato. O almeno così si dice. Si è puntato così anche un pò al risparmio, e non è un caso che la metà degli acquisti realizzati siano arrivati a parametro zero. Questi ultimi saranno due giocatori che completeranno di fatto la rosa: Sergey Chepchugov, miglior portiere della scorsa Serie B russa con la maglia del neopromosso Sibir Novosibirsk, e Kirill Nababkin terzino destro reduce da una buona stagione con la rivelazione FC Mosca (...) giocatore già allenato da Leonid Slutskiy proprio quando quest'ultimo era il tecnico dei 'Cittadini'.
E' stato riscattato il piccolo nigeriano 19enne Sekou Oliseh dai danesi del Midtjylland, ma soprattutto è approdato a Mosca il primo giapponese nella storia del calcio russo, Keisuke Honda. Attenzione però: è stato acquistato per motivi tecnici, non solo per marketing e ciò l'ha già ampiamente dimostrato nelle prime uscite, nelle quali ha messo a segno ben 3 reti, di cui due direttamente su punizione, con traiettorie insidiose che hanno indotto all'errore i portieri avversari (Palop del Sevilla due settimane fa ed Abaev dell'Anzhi venerdì scorso). Pagato 6 mln di euro, colui che per caratteristiche potrebbe benissimo essere definito "il nuovo Nakata" (ed è pure tinto biondo) era diventato una delle stelle dell'Eredivisie olandese con la maglia del piccolo VVV Venloo ed era finito sul taccuino di importanti club europei, come Chelsea, Everton e Liverpool. Centrocampista duttile, rende probabilmente al meglio come trequartista, ma può partire anche qualche metro più indietro, così come può giocare defilato sulla sinistra. C'è molta curiosità intorno a lui, ed ha già confermato di avere un bel piede ed una buona visione di gioco.
Un altro importante colpo di mercato il CSKA l'ha registrato in avanti, con l'acquisto del bomber ivoriano Seydou Doumbia, seguito anche da diversi top club (tra cui l'Inter) e capocannoniere degli ultimi due campionati svizzeri: arriverà però a luglio, dopo i Mondiali. Costo dell'operazione: 10 mln di euro, ovvero un record di esborso per un singolo giocatore da parte dell'ex squadra dell'esercito.
A luglio inoltre tornerà un altro attaccante di colore molto prolifico, un certo Vagner Love, che ha promesso ai propri tifosi di regalare loro una seconda parte di stagione in stile-2008, anno nel quale vinse il titolo di capocannoniere sia della Russian Premier League (20 reti) che della Coppa UEFA.

In uscita tante cessioni in prestito di giovani giocatori (sopravvalutati) che a Mosca hanno tradito le attese, come il brasiliano Ramón che in Brasile lo consideravano un futuro craque del calcio mondiale ("un misto tra Kakà e Ronaldinho", così ce lo presentarono...), ceduto in prestito al Flamengo di Adriano ed appunto Vagner Love; come Moussa Maazou, che in realtà l'anno scorso quando è stato impiegato non ha fatto neanche così male (perlomeno nelle prime uscite), ma che non si è ambientato allo stile di vita russo (cessione in prestito con diritto di riscatto al Monaco); come Dawid Janczyk, attaccante polacco che si rivelò nel Mondiale U-20 del 2007, ma che in Russia segnò solo 1 gol; come Ricardo Jesus, centravanti brasiliano Campione del Mondo con l'Internacional nel 2006, capace di disputare un buon torneo nel 2007 con lo Spartak Nalchik ma di andare a segno solo una volta in due stagioni con la maglia dei 'Kony'.
Un discorso a parte lo meriterebbe Daniel Carvalho, il primo straniero a vincere il premio di "Miglior giocatore del Campionato Russo" nel 2005, nonchè il principale artefice dei primi successi del CSKA di Valery Gazzaev. L'ex numero 7 dei 'Soldati', dopo essersi laureato Campione del Mondo U-20 nel 2003, aveva dimostrato che un fenomeno lo era per davvero, riuscendo peraltro nel 2006 a conquistarsi un posto da titolare nel primissimo Brasile di Dunga; purtroppo però i successivi gravi infortuni ne hanno cessato l'ascesa. Lui stesso s'è dimostrato un calciatore poco propenso al sacrificio: se infatti da un punto di vista tecnico le sue indubbie qualità erano rimaste invariate, fisicamente era ormai diventato letteralmente impresentabile. Difficile che il prestito all'Al Arabi (Qatar) possa rimetterlo a posto, ormai rischia di essere ricordato come uno dei più grandi talenti sprecati degli ultimi anni.
Da segnalare infine il terzo prestito consecutivo di Mandrykin, il primo per l'interessante Pomazan e per il tragicomico Grigorjev (in campo in entrambe le sfide con l'Inter nella Fase a Gironi della Champions della stagione 2007/08), andato a combinare disastri a Krasnodar.

Prima (e finora unica) squadra russa a dichiarare chiuso il proprio mercato nel mese di gennaio, è improbabile che il CSKA intervenga ancora, nonostante la difesa rimanga l'anello debole della squadra ed a centrocampo continui a farsi sentire l'assenza di un costruttore di gioco capace di dettare i tempi. Ma, del resto, chi è causa del suo mal pianga se stesso...


DIFESA- Nonostante tre erroracci non da lui nell'andata degli Ottavi di Finale di Champions League contro il Sevilla, nella Supercoppa di Russia contro il Rubin Kazan e nell'anticipo della terza giornata del Campionato Russo a Makhachkala contro l'Anzhi, rimane ovviamente intoccabile Akinfeev in porta, capitano e leader vero di questa squadra, che peraltro potrebbe rinnovare il proprio contratto in scadenza il prossimo anno fino al 2014. Non ha iniziato nel migliore dei modi la stagione, è vero, ma non bisogna dimenticare che fu probabilmente il miglior portiere del globo per rendimento nei mesi finali del 2009. I problemi sorgono davanti a lui, con Vasily Berezutskiy ed Ignashevich naturalmente confermatissimi al centro della difesa e con praticamente il solo Semberas (peraltro dimostratosi più affidabile) come alternativa, a meno che non venga lanciato in prima squadra Cosic, ragazzino serbo classe 1992 del quale si parla un gran bene, strappato la scorsa estate allo Stella Rossa di Belgrado. Una coppia centrale indubbiamente forte fisicamente e nel gioco aereo, che ha però nella lentezza, nella scarsa mobilità e soprattutto nella distrazione, nella poca concentrazione i suoi principali, innumerevoli, difetti.
Più abbondanza sulle fasce laterali, in particolare su quella destra, con i vari Alexey Berezutskiy, Nababkin ed Odiah (senza dimenticare eventualmente il lituano Semberas) che si contenderanno un posto; sulla sinistra ci si attende un ulteriore crescita del giovanissimo Schennikov, trovatosi a suo agio anche nel palcoscenico della Champions League.

CENTROCAMPO- Sono in tre a lottare per due posti sulla mediana (più il vecchio nazionale bosniaco Rahimic come ruota di scorta): il "motorino" Aldonin, il duttile Semberas ed il promettente Mamaev. Onesti mestieranti i primi due, comunque bravi a fare il lavoro sporco ed a recuperare palloni, che avrebbero però bisogno di avere al loro fianco un regista capace di far girare la squadra: l'ex grande promessa della Torpedo forse non ha proprio quelle determinate caratteristiche, ma possiede il talento per poter far aumentare la qualità (oltre che la dinamicità) del centrocampo del CSKA. Quel che gli manca è la cosiddetta personalità, anche se il timido giocatore di origine osseta, capitano della nazionale U-21, merita fiducia.
Molti meno problemi sulla trequarti, tra i reparti più talentuosi della Russian Premier Liga (e non solo), che può contare sulla devastante esplosività di Krasic (tuttavia quasi certo partente in estate e per la verità apparso poco incisivo in queste prime partite del 2010, mentre fu il giocatore più determinante - insieme ad Akinfeev - nella qualificazione agli Ottavi dei Kony), sul talento di Dzagoev e del nuovo arrivato Honda, sulla costante spinta del cileno Mark González e sulla vivacità dei ragazzini Oliseh e Piliev. Qualcuno sospetta che potrebbe venirsi a creare un problema di coesistenza fra Dzagoev ed Honda, al quale Slutskiy potrebbe porre rimedio arretrando di posizione il giapponesino in determinate partite.

ATTACCO- In attesa dell'approdo a Mosca dell'ivoriano Doumbia e del ritorno di Vagner Love, Slutskiy in avanti farà affidamento sul ceco Necid, da anni considerato uno dei giovani giocatori più interessanti del panorama europeo, centravanti della Repubblica Ceca ancora lontano dal completare la propria maturazione (ottime le movenze, troppo timido sotto porta) ma in possesso di giocate estemporanee da grande centravanti, e sul brasiliano Guilherme, ex promessa del Cruzeiro, desideroso di guadagnarsi sul campo il riscatto del cartellino (è in presto con diritto di riscatto dalla Dynamo Kiev).

domenica 21 marzo 2010

Il punto sulla 1ª Giornata della RPL 2010: buona la prima per Spalletti, tre punti preziosi per CSKA, Dinamo e Rubin.


CSKA Mosca - Amkar Perm 1-0: 90'+3 Honda.

CSKA (4-2-3-1): Akinfeev 6; A. Berezutskiy 6, V. Berezutskiy 6, Ignashevich 6, Schennikov 5,5; Semberas 5,5, Honda 6; Krasic 5,5, Dzagoev 5 (dal 67' Mamaev s.v.), M. González 5,5 (Guilherme s.v.); Necid 5,5.
In panchina: Chepchugov, Nababkin, Odiah, Aldonin.
Amkar (4-4-2): Narubin 6; Sirakov 6,5, Cherenchikov 6, Belorukov 6,5, Fedoriv 6,5; Peev 6,5, J. Knezevic 5,5, M. Novakovic 6, Topchu 5; S. Volkov 6 (A. Popov s.v.), Kushev 5,5.

In panchina: Shumailov, Gaal, Pomerko, Dzakhov, Sokolov, Sadikov.

E' la Khimki Arena (Leonid Slutskiy ha deciso di far traslocare il suo CSKA dal mastodontico Luzhniki al gioiellino situato nella periferia della Capitale) ad inaugurare il Campionato Russo 2010, con il CSKA che - esattamente come l'anno scorso - sconfigge l'Amkar con un gol allo scadere, questa volta però non siglato da Necid (comunque determinante nell'azione) ma dal giapponese Keisuke Honda, autore così del simbolico primo gol della stagione russa (curiosamente, anche la prima rete della RPL 2009, segnata da Kerzhakov, era arrivata all'ultimo minuto di Dinamo-FC Mosca). Il trequartista prelevato dagli olandesi del VVV Venloo riscatta così una prestazione negativa facendosi trovare al posto giusto al momento giusto e regalando tre punti ad un CSKA tutt'altro che trascendentale e con la testa probabilmente già al decisivo match di ritorno di Champions League contro il Sevilla. 0-0 sarebbe stato il risultato più giusto, un punteggio che avrebbe messo in allarme i Kony che devono far di più se vogliono togliersi qualche soddisfazione e che avrebbe premiato con un prezioso punto in trasferta l'Amkar.
Slutskiy presenta all'esordio la formazione-tipo, facendo giocare per la prima volta contemporaneamente Honda ed il rientrante Dzagoev, con il giapponesino partito qualche metro più indietro. Nella formazione ospite Rakhimov sceglie a sorpresa Cherenchikov al posto dello storico capitano Popov, cavallo di ritorno, e schiera l'ex Kuban Krasnodar Topchu sulla corsia mancina.
Fin dalle prime battute si nota un Amkar compatto, ben messo in campo e che dà la sensazione di rimanere un cliente difficile da affrontare per qualsiasi squadra, nonostante non si sia particolarmente rinforzato nel mercato. Con scarse idee nei primi 45' invece i padroni di casa: impreciso ed eccessivamente nervoso Dzagoev, spaesato perchè fuori posizione Honda, reso innocuo Krasic da un positivo Fedoriv e poco assistito Necid. Insomma, una prima frazione di gioco da buttare per i rossoblù, finalmente tornati a vestire una maglia con righe verticali. Si nota quantomeno un leggero miglioramento nella ripresa, con il CSKA maggiormente propositivo fin dal 54', quando Dzagoev - con l'unica magia della sua grigia gara - lancia in porta Krasic, fermato proprio all'ultimo da un prodigioso intervento alla disperata di Belorukov. L'Amkar ribatte con un pericolosissimo contropiede concluso da Peev con un sinistro uscito di un niente che fa tremare i tifosi del CSKA. Con il passare dei minuti Kushev e compagni sembrano sempre più accontentarsi del pari e negli ultimi 20' cominciano di fatto a non giocare, trovando ogni occasione per perdere tempo e guadagnare secondi preziosi. Rakhimov toglie Volkov ed inserisce Popov, passando ad una difesa a cinque, ma viene paradossalmente punito all'ultimo respiro, quando un tiro ribattutto di Necid (che precedentemente s'era reso protagonista di un episodio evitabile, segnando di mano: gol naturalmente annullato, censurabile la sua esultanza) finisce sui piedi di Honda, che era nel frattempo avanzato di posizione in seguito all'uscita dal campo di Dzagoev. Una rete che regala tre punti ai Soldati, impegnati nel prossimo turno nell'ostico derby con la Dinamo.




Krylya Sovetov Samara - Zenit San Pietroburgo 0-1: 65' Danny.

Krylya Sovetov (4-5-1): D. Yurchenko; Tsagallov, Belozerov, Taranov, Budylin; Bober, Tkachev, R. Adjindjal (dal 76' A. Popov), Léilton (dall'88' Khramov), Budanov; Savin.
In panchina: S. Voronin, Redya, M. Kuzmin, Kostyaev, Salugin.
Zenit (4-2-3-1): Malafeev; Hubocan, Krizanac, Lombaerts, Lumb; Denisov, Shirokov; V. Bystrov, Danny, Zyryanov (dal 56' Lazovic); Kerzhakov (dal 90' Kanunnikov).
In panchina: Zhevnov, Dudiev, Cheminava, Ionov, Rosina.

Dal punto di vista strettamente mediatico, era quella di Samara la gara più attesa del primo turno di Russian Premier Liga. Ad affrontarsi infatti erano due squadre che, per motivi opposti, talvolta agli antipodi, per poco non hanno monopolizzato il lungo precampionato. E' iniziata così in riva al Volga l'avventura russa di Luciano Spalletti, subito vincente all'esordio, sebbene siano ancora numerose le cose da migliore nel suo Zenit (e ci mancherebbe che non fosse così).
Con mille problemi, il mercato tuttora bloccato e solo 26 giocatori iscritti al campionato (un record negativo nella storia del campionato russo), il povero Yuri Gazzaev deve anche rinunciare ad alcuni dei suoi giocatori più importanti, come il portiere cileno Lobos ed il trequartista Oleg Ivanov. L'ex allenatore del KamAZ non può quindi far altro che affidarsi all'esperienza dei vari Belozerov, Taranov, Budylin, Léilton (schierato per necessità come regista di centrocampo), Bober, Ruslan Adjindjal e Savin ed all'entusiasmo dei debuttanti Yurchenko, Tsagallov, Tkachev e Budanov.
Qualche problema di formazione però c'è l'ha anche il collega italiano, che non può contare su capitan Anyukov, Meira, Sirl e Huszti (quest'ultimo squalificato).
Lo Zenit non ha brillato, anzi ha trovato con una certa fatica il gol che ha sbloccato il match, anche per merito degli avversari che si sono difesi ad oltranza, venendo paradossalmente puniti in contropiede nell'unica azione nella quale si erano colpevolmente sbilanciati. A segnare la rete della vittoria, arrivata dopo un primo tempo che ha visto il dominio territoriale dei Meshki e poco altro, è stato Miguel Danny, al rientro in una partita ufficiale dopo qualcosa come 10 mesi di assenza (!). Quella dello Zenit è parsa insomma una vittoria arrivata grazie ad un organico superiore. Gli ospiti hanno fatto valere la legge del più forte, senza incantare e facendo intuire che per il bel gioco dobbiamo attendere ancora qualche giornata. Ingiudicabile la difesa, che non ha corso particolari pericoli, è sembrato già in palla Vova Bystrov, mentre è cresciuto con il passare dei minuti l'asso portoghese. Fuori dal gioco Kerzhakov, non un grande impatto per Lazovic, meno determinante del ragazzino Kanunnikov che appena entrato ha fatto cacciare Taranov per fallo da ultimo uomo dell'ex CSKA.
Soddisfatto il tecnico toscano, che nel dopo-gara ha detto di esser contento dell'inizio ,ma ha poi spostato l'attenzione sul Krylya Sovetov, facendo tanti complimenti al pubblico di Samara. E' sembrato un Luciano come sempre sincero e veramente colpito dalla manifestazione d'affetto della gente di Samara alla propria squadra; Spalletti ha fatto tanti auguri alle Ali per il prosieguo del torneo,p erchè tifosi così meritano solo il meglio.
I giocatori del Krylya, stravolti dopo aver dato tutto, hanno esternato la loro delusione per non esser riusciti ad acciuffare il pareggio.




Anzhi Makhachkala - Spartak Nalchik 0-0

Anzhi (4-4-1-1): Abaev; Shukurov, Pekovic, Tagirbekov, Kvirkvelia; Tsoraev, Bakaev, Arziani, Josan; Khodjava; Barabadze (dal 46' Holenda).
In panchina: Revishvili, Streltsov, Kurbanov, Aigalarov, D. Ivanov, Timonov.
Spartak Nalchik (4-4-2): Fredrikson; Kisenkov, Djudovic, Amisulashvili, Filatov; Leandro, Geteriev, Kontsedalov, Gogua (dal 70' Schanitsin); Dyadyun, Siradze (dall'82' Patrick Echkini).
In panchina: Mandrykin, Khatazhenkov, Vasin, Malyarov, Rusic.

Dopo sette lunghi ed interminabili anni, torna il grande calcio a Makhachkala, con l'Anzhi che però non riesce a regalare una vittoria ai propri tifosi nel primo derby caucasico del 2010. I "Daghi" non vanno infatti oltre il pareggio a reti bianche contro lo Spartak Nalchik, in un match equilibrato e con pochi sussulti, nel quale le due squadre si sono tutto sommato equivalse. Leggermente meglio in quanto ad occasioni create gli ospiti, che hanno impegnato Abaev in almeno tre circostanze, ma in generale due squadre che hanno mostrato un buon gioco a centrocampo ma che hanno allo stesso tempo denotato dei limiti in attacco: la sensazione è che infatti entrambe le squadre appaiono al momento "spuntate". Urgono rinforzi là davanti: il tempo per correre ai ripari e rimediare non manca.




Rostov - Tom Tomsk 0-2: 63' e 87' Kornilenko.

Rostov (4-4-1-1): Radic; Khagush, Ghionea, Grigalava, Andjelkovic; Lebedenko (dal 75' Sugak), Gatkan, S. Ivanov (dal 75' Lutsenko), Kalachev; Akimov (dal 61' Ahmetovic).
In panchina: Amelchenko, Cherkes, Lengyel, Valikaev.
Tom (4-4-2): Pareyko; D. N. Smirnov, Djioev, Jokic, Skoblyakov (dal 90' Kiselev); Klimov, Kim Nam-Il, Michkov, Kharitonov (dal 61' An. Ivanov); Maznov (dal 77' K. Kovalchuk), Kornilenko.
In panchina: Polyakov, Gultyaev, Tuev, V. Volkov.

Inaspettato colpaccio esterno del Tom di Nepomnyaschiy, che va a vincere con pieno merito sul campo del Rostov, una delle squadre che in assoluto avevano meglio operato sul mercato. La formazione siberiana conferma quanto di buono mostrato nella sorprendente stagione scorsa, dimostrandosi una volta di più una compagine coriacea, tosta e che può contare in attacco su un elemento di valore indiscutibile per una piccola che ambisce a salvarsi come Sergey Kornilenko, mattatore assoluto con due gol (il secondo regalato da una leggerezza del terzino sinistro serbo Andjelkovic), una traversa sfiorata nel primo tempo ed un formidabile assist di tacco non sfruttato a dovere dal compagno di reparto Maznov. Rimandato il Rostov di Dolmatov, che ha pagato qualche assenza di troppo (non disponibili Okoronkwo, Blatnjak, Kulchiy ed Adamov), qualche discutibile scelta dello stesso allenatore ucraino (vedi lo spostamento al centro della difesa del giovane Grigalava, con l'esperto Lengyel - sempre positivo nel 2009 - lasciato in panchina) e qualche errore di mira in fase offensiva (meno efficace del solito in particolare Pavlenko, il cui rinnovo del prestito è stato comunque fondamentale per far crescere l'interessante progetto del club sponsorizzato dalla semi-sconosciuta marca italiana Patrick). A livello di gioco il Rostov non è comunque dispiaciuto, anche se era lecito aspettarsi qualcosa in più.




Sibir Novosibirsk - Terek Grozny 0-2: 40' Kobenko, 55' Asildarov.

Sibir (4-4-2): Kowalewski; Bukhriakov, Vychodil, Filipenko, Molosh; Astafjev (dal 73' I. Shevchenko), Aravin, Makarenko, Chizek (dal 78' Nagibin); Bliznyuk (dal 46' Degtyarev), Medvedev.
In panchina: Solosin, Klimavicius, Shulenin, L. Zuev.
Terek (4-4-2): Dikan; Utsiev, Haymovich, Omeljanchuk, Yatchenko; Georgiev, Mauricio, J. C. Arce (dal 65' Katsaev), Kobenko; Asildarov (dal 76' Sadaev), Bracamonte.
In panchina: Godzyur, A. Ferreira, Djabrailov, Essame, Gvazava.

Esordio assoluto nella massima serie russa da dimenticare per il Sibir, che di fronte al proprio pubblico si lascia beffare da un Terek apparso maturo, trascinato da un Kobenko in cerca di riscatto dopo una prima stagione in Cecenia vissuta da comprimario.
Il bielorusso Igor Kriuschenko deve rinunciare ai difensori Valentic ed Horak, ai centrocampisti Vasiljev e Zinovijev ed al centravanti Antipenko, e si affida così in gran parte al blocco che ha conquistato la promozione nella passata stagione. Partono dall'inizio però anche alcuni nuovi acquisti come il portiere polacco Kowalewski, il giovane difensore della nazionale bielorussa Filipenko (in prestito dallo Spartak Mosca), gli esterni di centrocampo Astafjev e Chizek. In attacco capitan Medvedev, capocannoniere e miglior giocatore della Pervij Division 2009, è affiancato dal bielorusso Bliznyuk.
Anatoly Baidachniy, tecnico con una certa esperienza alla guida di squadre del Sud della Russia ma assunto a sorpresa dalla dirigenza cecena vista la lunga inattività, non può fare affidamento su Vlasov e soprattutto Lakhiyalov e lancia in attacco l'inedita coppia composta da Asildarov e Bracamonte, due giocatori che teoricamente potrebbero completarsi a vicenda. Fiducia fin da subito anche ai sudamericani Arce e Mauricio, così come al bravo terzino ex Spartak Nalchik Yatchenko.
I padroni di casa, visibilmente emozionati, pagano lo scotto dell'esordio, non sfruttando la prima chance della partita con Astafjev, che sfonda sulla destra ma che una volta entrato in area non riesce a trovare la porta con un destro da buona posizione. E' perfetta invece l'azione che porta gli ospiti avanti nel risultato: lancio di 40 metri di Utsiev per la testa di Asildarov che appoggia a Bracamonte, il quale a sua volta apre di prima per Kobenko, che dalla sinistra lascia partire un malefico pallonetto che beffa Kowalewski. Si tratta di un gol di pregevole fattura per l'ex esterno dell'Amkar Perm, abbastanza simile a quello che segnò nell'estate del 2008 allo Zenit quando vestiva la maglia del Rubin. E' lo stesso Kobenko ad ispirare la rete del raddoppio, arrivato ad inizio ripresa, con uno spettacolare assist in mezza rovesciata corretto prontamente in rete da Asildarov, subito a segno dopo essere tornato a Grozny dopo due anni trascorsi tra Makhachkala, Vladivostok e Nalchik. La reazione del Sibir è tutta in un gol annullato a Medvedev per dubbia posizione irregolare; un pò poco per una squadra che necessita ancora di qualche rinforzo per poter competere in Russian Premier Liga. E' dei siberiani inoltre il primo espulso della stagione, Bukhriakov, che con un intervento a gambi unite su un avversario s'è guadagnato il secondo giallo a circa 10' dal termine. L'ultimo sussulto di una partita che se ha reso da una parte amaro il debutto del Sibir, ha fatto contenti i sostenitori del Terek, voglioso di dimostrarsi vincente anche in trasferta e non solo tra le mura amiche.




Rubin Kazan - Lokomotiv Mosca 2-0: 88' Gorbanets, 90' Bukharov.

Rubin (4-2-3-1): Ryzhikov 6,5; Balyaikin 6,5, Orekhov 5,5, César Navas 6, Jordi 6; Murawski 5,5, Noboa 6; Gökdeniz Karadeniz 5,5, Kasaev 5,5 (dal 76' Gorbanets 7,5), Galiulin s.v. (dal 25' Fatih Tekke 6,5) (dal 90'+2 Natkho s.v.); Bukharov 6.
In panchina: Cheremisin, Salukvadze, Sibaya, Portnyagin.
Lokomotiv (4-3-3): Guilherme 6; Kuzmin 5, Asatiani 7, Sennikov 5, Yanbaev 5,5; Dujmovic 5, Aliiev 6, Tarasov 6; Odemwingie 4,5 (dall'81' Glushakov s.v.), D. Traoré 5, Sychev 5,5.
In panchina: M. Cech, Ilic, Smolnikov, Charles, Gatagov, Maicón.

Parlando del primo vero big match della Russian Premier Liga del 2010, non si può non partire da una considerazione, fondamentale per la crescita del calcio russo: lo stato penoso del terreno di gioco di Kazan, che ha negativamente influenzato una partita che sarebbe potuta essere ben più emozionante se solo non si fosse giocata su un autentico campo di patate. Non è possibile che la squadra bi-campione di Russia abbia un terreno del genere. Ogni anno si ripete la stessa situazione. E questa volta era davvero impraticabile: va bene il prolungarsi dell'inverno russo, va bene il fatto di aver giocato pochi giorni prima in Europa League... ma rimane inamissibile che la compagine russa più vincente degli ultimi due anni non riesca a porre un rimedio ad un campo che sfigura in confronto a quello di Makhachkala o Rostov (avessi detto...). A risentirne è stato lo spettacolo, che ha visto un match palesemente "falsato", nel quale di gioco palla a terra se n'è visto pochissimo.
Particolarmente condizionato dalle condizioni alquanto precarie del campo infame i primi 45', peraltro spezzetati dai continui problemi subiti dai giocatori del Rubin (con il povero Berdyev che già doveva rinunciare a più di metà squadra titolare: dopo 25 minuti s'è aggiunto, come se non bastase, il giovane uzbeko Galiulin ad una lunga lista che comprendeva già Kaleshin, Sharonov, Ansaldi, Semak, Petr Bystrov e Ryazantsev), nei quali la Loko - particolarmente penalizzata dai rimbalzi irregolari del pallone - ha comunque più volte sfiorato il vantaggio con Traoré. Il maliano, tornato a Cherkizovo dopo l'esperienza in prestito per un anno al Kuban, era partito al centro di un attacco composto anche da Sychev ed Odemwingie, in un 4-3-3 ultra-offensivo proposto da Semin, quasi in stile Inter di Mourinho, con Aliev a svolgere a fare lo Sneijder della situazione. Meno pericoloso ma leggermente meglio nella gestione della palla il Rubin, rivoluzionato nell'undici iniziale dall'indecifrabile tecnico turkmeno, che preferisce il più offensivo Balyaikin al georgiano Salukvadze come terzino destro, conferma Orekhov al centro della difesa, fa debuttare lo spagnolo Jordi nell'insolito ruolo di laterale basso di sinistra e, così come in Supercoppa, a sorpresa fa partire dall'inizio il già menzionato Galiulin, ben presto sostituito da Fatih Tekke.
Nella ripresa non cambia il copione, con i rossoverdi che si affidano esclusivamente ai lanci lunghi per le sponde di Traoré, che non sfrutta la terza palla gol capitatagli sui piedi. Il Rubin, che fino a quel momento aveva mantenuto il pallino del gioco (se così lo si può definire, visto l'impraticabilità del Centralniy) senza però strafare, punisce gli errori di mira del maliano arrivato in Russia nel febbraio del 2006 a due dal termine, con Gorbanets (appena entrato in campo), bravo a beffare tutti con un tiro di punta esterna quasi da calcio a cinque. E' sempre il protagonista che non ti aspetti, l'esterno rivelatosi nel Sibir ma che l'anno scorso aveva trovato poco spazio aalla corte di Kurban Berdyev, a servire in profondità Tekke, altruista nel mettere Bukharov in condizioni di segnare a porta sguarnita il più facile dei gol. Un uno-due terribile per una Lokomotiv poco giudicabile: ha gran qualità ma non ha potuto metterle in mostra in questo match, saltando sempre il centrocampo. La rosa rimane di ottimo livello, tra le migliori tre del torneo. Lotteranno per il titolo, o perlomeno ne è certo chi vi scrive.
Da elogiare nel Rubin le solite qualità come lo spirito di sacrificio, anche se il gioco prodotto oggi è stato di basso livello (complice naturalmente il campo infame). Berdyev sta scoprendo però di avere una rosa importante, visto che sta continuamente lanciando nella mischia giocatori pochissimo utilizzati in passato, come appunto Orekhov che sta facendo discretamente al centro della difesa, Galiulin ed appunto Gorbanets, senza contare poi tutti i nuovi acquisti subito utilizzati ma purtroppo non eleggibili in Europa League.




Alania Vladikavkaz - Saturn Ramenskoe 1-1: 23' Kirillov; 10' Al. Ivanov.

Alania (4-5-1): Khomich; Mamah, Zuela, I. Ivanov, Akés Dacosta; Stoyanov (dal 46' S. Kuznetsov), D. Bazaev (dall'81' Marenich), Kirillov, S. Kaita, G. Bazaev (dal 68' Chochiev); Nizamutdinov.
In panchina: M. Kerzhakov, Rotenberg, G. Gabulov, Tsarikaev.
Saturn (4-2-3-1): Kinsky; Angbwa, Halilovic, Grachev, Nemov; Evseev, Vorobjev; Al. Ivanov, Sapeta, Karyaka (dal 68' Kovel); Kirichenko (dal 77' Jakubko).
In panchina: A. Rebrov, Malkov, Levchenko, D. Kudryashov, Nikitinskiy.

E' accompagnato da un entusiasmo generale nello stadio Spartak di Vladikavkaz l'atteso ritorno, dopo cinque interminabili anni, dell'Alania nel massimo campionato russo. Non sono arrivati i tre punti per la banda guidata dai fratelli Bazaev, ma i giallorossi sono stati comunque in grado di regalare una prestazione a tratti esaltante, che avrebbe meritato forse maggior fortuna.
Il grande calcio torna nell'Ossezia del Nord e per l'occasione Shevchuk getta fin da subito nella mischia alcuni dei più importanti acquisti effettuati in queste ultime settimane, come il portiere Khomich, i terzini africani Mamah ed Akés Dacosta (ex FC Mosca), i centrali Zuela ed Ivan Ivanov, l'esterno destro bulgaro Stoyanov, il mediano nigeriano Sani Kaita, il promettente centrocampista Kirillov (arrivato con la formula del prestito dalla Dinamo Mosca) e l'agile attaccante Nizamutdinov. Una squadra per ovvie ragioni rivoluzionata quella dell'Alania, che schiera dal primo minuto due soli giocatori titolari l'anno scorso, i già citati fratelli Bazaev, tra i personaggi più caratteristici del calcio russo di qualche anno fa. A passare immediatamente in vantaggio sono tuttavia gli ospiti, tormentati dagli infortuni (indisponibili infatti i vari Igonin, Zelão, Nakhushev, Loskov, Kuzmichev, Boyarintsev, Solomon Okoronkwo e Topic) , con Alexey Ivanov, che sfugge alle spalle di un disattento Akés Dacosta e di prima intenzione batte l'incolpevole estremo difensore avversario con un'esecuzione di pregevole fattura, con il pallone che si insacca esattamente sotto l'incrocio del palo più lontano. Non si fa attendere la reazione dei padroni di casa, trascinati dal pubblico e da sempre sinonimo di divertimento e di bel calcio nel campionato russo. Prima è Djambulad Bazaev, in assoluto uno dei migliori tiratori dalla distanza del torneo, ad avvertire gli Alieni della pericolosità dell'Alania, poi è l'ultimo arrivato - l'ex Khimki Kirillov - a trovare la rete del pari con un bel destro di prima intenzione a giro, deviato in modo determinante da un giocatore in maglia neroazzurra. Il gioco dei Leopardi non conosce soste e procede a tutta velocità fino al termine del primo tempo. Per forza di cose, non essendo la condizione ancora al meglio, è più blando il secondo tempo, disputato a ritmi meno sostenuti. L'Alania la partita cerca comunque di vincerla, specie dopo essere rimasta con l'uomo in più, come confermano gli inserimenti a gara in corso degli attaccanti Serhiy Kuznetsov e Marenich. Uno sforzo offensivo che però non produce nessun risultato, ma al pubblico di Vladikavkaz per questa volta può andare bene così, del resto da quelle parti era da troppo tempo che non respiravano l'aria della RPL.




Spartak Mosca - Dinamo Mosca 0-1: 72' Semshov.

Spartak Mosca (4-2-3-1): Djanaev; Parshivlyuk, Jiranek, Stranzl, F. Kudryashov; Sheshukov, Ibson (dal 72' Dzyuba); Makeev (dal 64' Kireev), Alex Meschini, Ananidze (89' Ari); Welliton.
In panchina: Pesjakov, Suchy, Sabitov, Yakovlev.
Dinamo (4-5-1): Gabulov; K. Kombarov, L. Fernandez, Epureanu, D. Kombarov; Samedov (dall'89' Ropotan), Wilkshire, Semshov (dall'82' Rebko), Khokhlov (dal 70' Kokorin), Cesnauskis; Voronin.
In panchina: Shunin, Kowalczyk, Granat, Svezhov.

Se lo aggiudica la Dinamo, regina del calciomercato russo 2010, il primo derby moscovita dell'anno, vincendo per la seconda volta consecutiva in casa degli odiati rivali storici dello Spartak. Non è stata una bella partita, complice la nevicata iniziata dopo pochi minuti e la condizione fisica ancora approssimativa delle due compagini in rodaggio, ma il successo della Dinamo è stato tutto sommato meritato ed ottenuto grazie allo sforzo mostrato nella ripresa, giocata intelligentemente dagli uomini di Kobelev. E' ancora presto per scoprire se la Dinamo potrà lottare veramente per il titolo: probabilmente no, ma per il podio forse sì, qualora qualche big steccasse (un fantasista o in alternativa un centravanti da affiancare a Voronin però lo devono acquistare in queste settimane; non devono sedersi sugli allori). Lo Spartak continua a puntare sui giovani: fa bene, ma non deve esagerare. Quest'anno i tifosi si aspettano il titolo e... c'è la Champions. Ergo dovrebbero cercare di intervenire con maggior convinzione sul mercato. Rendiamoci conto che non hanno ancora sostituito Bystrov (ma tanto tra poco rientrano Maidana e Saenko... wow).
Karpin conferma il 4-2-3-1 con il quale s'è tolto più di una soddisfazione nella sua prima stagione da allenatore, dando fiducia alla difesa che ha concluso lo scorso campionato, facendo partire a centrocampo l'inedita coppia composta da Sheshukov ed Ibson e sperimentando il giovane Makeev (una delle più belle rivelazioni del 2009 russo) come esterno alto di destra: non una cattiva idea teoricamente, vista la notevole accelerazione del biondo giocatore classe '89 che in parte può ricordare quella di Bystrov. Oltre ai temutissimi brasiliani Alex Meschini e Welliton, spazio dal primo minuto anche per il baby-fenomeno Jano Ananidze.
In attesa di trovare il fantasista promesso da Sarsaniya (si era parlato dell'israeliano Benayoun e del giovane talento argentino Formica), Kobelev punta su un coperto 4-5-1, con Wilkshire e Khokhlov che coprono le spalle a Semshov, libero di inserirsi da dietro nello spazio creato da Voronin, che agisce da unica punta con ampia libertà di svariare. Dietro, Epureanu sostituisce l'infortunato (toh, che novità!) Kolodin, ma soprattutto partono qualche metro più indietro rispetto al solito i gemelli Kombarov: con gli arrivi dell'FC Mosca di Samedov e Cesnauskis saranno costretti ad essere impiegati più e più volte come terzini di spinta.
Gioco molto spezzetato e con poche emozioni nel primo tempo, più fluido e veloce nella ripresa. La Dinamo sfiora il gol con il principale ex dell'incontro, Samedov, e trova il gol che deciderà l'incontro con l'ottimo Semshov, il cui ritorno non potrà che giovare alla Dinamo. Regolare la posizione di partenza dell'ex centrocampista di Torpedo e Zenit, tenuto in gioco dall'ingenuo Kireev, all'esordio assoluto in prima squadra. Sterile la reazione dei Myaso, con Karpin che le prova tutte inserendo Dzyuba prima ed Ari poi, senza però trovare il bandolo della matassa. Gabulov viene infatti seriamente impegnato in una sola circostanza, quando è chiamato alla prodezza per non far entrare la perfetta punizione dello specialista Alex.
Per ovvie ragioni poco soddisfatto Karpin, secondo il quale la gara era da pareggio, essendosi a suo dire espresse sugli stessi livelli Spartak e Dinamo. Raggiante invece l'amico Kobelev: "Conoscevamo benissimo il modo di giocare dello Spartak. Le disposizioni erano di giocare il più corti possibile per fare meno errori e per non farci colpire dai loro giocatori più tecnici. Sono contento del risultato e soddisfatto dai nuovi."




CLASSIFICA:
1. Terek Grozny 3
2. Tom Tomsk 3
3. Rubin Kazan 3
4. Dinamo Mosca 3
5. Zenit San Pietroburgo 3
6. CSKA Mosca 3
7. Saturn Ramenskoe 1
8. Alania Vladikavkaz 1
9. Spartak Nalchik 1
10. Anzhi Makhachkala 1
11. Amkar Perm 0
12. Krylya Sovetov Samara 0
13. Spartak Mosca 0
14. Lokomotiv Mosca 0
15. Rostov 0
16. Sibir Novosibirsk


TOP-11 (3-4-1-2)

Vladimir Gabulov (Dinamo)

Dmitry Belorukov (Amkar), Malkhaz Asatiani (Lokomotiv), Andrey Ivanov

Andrey Gorbanets (Rubin), Igor Semshov (Dinamo), Yuri Kirillov (Alania), Andrey Kobenko (Terek)

Miguel Danny (Zenit)

Shamil Asildarov (Terek), Sergey Kornilenko (Tom)


Allenatore: Valery Nepomniachiy (Tom)



FLOP-11 (4-2-3-1):

Wojciech Kowalewski (Sibir)

Denis Bukhryakov (Sibir), Dmitry Sennikov (Lokomotiv), Gia Grigalava (Rostov), Dusan Andjelkovic (Rostov)

Alexander Sheshukov (Spartak Mosca), Petr Nemov (Saturn)

Peter Odemwingie (Lokomotiv), Alan Dzagoev (CSKA), Andrey Topchu (Amkar)

Dramane Traoré (Lokomotiv)


Allenatore: Oleg Protasov (Rostov)

sabato 13 marzo 2010

PREVIEW 1ª Giornata RPL 2010


Signore e Signori che in questi mesi vi siete riposati e forse annoiati, mettetevi comodi perchè da oggi riprende il settimanale appuntamento col Campionato meno scontato del Pianeta Calcio: ritorna la Russian Premier Liga. Tutti a caccia di quel Rubin Kazan che, parola di Berdyev e Semak, di abdicare proprio non ne vuol sapere. Quindi Spartak Mosca,Z enit San Pietroburgo, Lokomotiv Mosca, CSKA Mosca e Dinamo Mosca, provate voi a fermare lo schiacciasassi tartaro che dopo essersi ripetuto lo scorso anno tra lo scetticismo generale, punta nel 2010 ad uno storico tris. I primi segnali di risveglio da una crisi che attanaglia Europa e Russia da ormai due annate hanno probabilmente fatto emergere ancor di più la differenza tra piccoli e grandi club: rischia così di far le proprie spese il famigerato ed arcinoto fattore sopresa, una regola consolidata da San Pietroburgo a Tomsk, da Mosca a Vladikavkaz. Se nel 2009 i problemi economici comuni a tutte le squadre avevano permesso anche a squadre meno dotate economicamente di tener testa alle grandi, quest'anno il torneo rischia seriamente di rompersi in due tronconi che viaggiano a velocità totalmente diverse. Emblematico ahinoi il caso del Futbolnyj Klub Moskva, per noi semplicemente FC Mosca: la squadra allenata da Miodrag Bozovic nel 2009 con pochi fondi e tanto lavoro di selezione aveva dato filo da torcere alle grandi, anch'esse con le mani legate e le tasche svuotate dalla crisi. Non è bastata però una stagione sportivamente da incorniciare a salvare i Cittadini, letteralmente tagliati dalle austere decisioni della proprietà (il colosso Norilsk Nickel). Chi è sopravvissuto dunque ha dovuto far di necessità virtù, lavorando duro in questi tre mesi di pausa per mettere assieme una rosa competitiva e dignitosa. Le grandi senza fare sfracelli sul mercato (almeno per il momento) e con un mese ancora a disposizione per rinforzarsi hanno probabilmente scavato un solco ancor più importante a discapito delle piccole realtà; le eccezioni esistono sempre,chiedere al Rostov, ma il trend della RPL è delineato. Almeno in teoria, perchè come chi segue il campionato russo sa bene, questo è un torneo nel quale la sorpresa si può trovare sempre dietro l'angolo. Tuttavia il teorico smembramento in due tronconi ha all'apparenza una conseguenza positiva: per la prima volta abbiamo forse sei sorelle che puntano indistintamente a far propria la Coppa che quest'anno avrà anche i diamanti. Ogni squadra ha i suoi punti di forza, ogni rosa ha le sue spine; la sensazione è che il torneo che accingiamo a vedere sarà in grado di darci delle fortissime emozioni. La RPL è ormai stabilmente nellè'elite del calcio europeo e pur non essendo ancora ai livelli di Inghilterra, Spagna, Germania ed Italia, promette di emozionarci con una lotta al vertice allargata a sei ambiziosissime squadre.

Ora, come sempre abbiamo fatto in passato, andiamo ad analizzare una per volta le gare di questo primo turno di Russian Premier Liga, focalizzando la nostra attenzione sulle varie squadre,s ulle loro ambizioni, sui loro punti di forza e sui difetti ancora da correggere (vi anticipo già che nella prossima settimana pubblicherò degli articoli su tutte e 16 le compagini che parteciperanno al massimo campionato russo in questo 2010).


Venerdì 12 marzo

17:00

CSKA Mosca - Amkar Perm [diretta su SKY SPORT 1]

Precedenti in RPL:
2004-
CSKA - Amkar 3-0: 35' e 62' Zhirkov, 65' Jarosik.
Amkar - CSKA 0-0
2005-
CSKA - Amkar 3-1: 7' Krasic, 73' e 90' Vagner Love; 48' Didenko.
Amkar - CSKA 0-1: 40' D. Carvalho.
2006-
CSKA - Amkar 2-0: 13' e 75' Jo.
Amkar - CSKA 0-0
2007-
CSKA - Amkar 1-0: 70' Jo.
Amkar - CSKA 1-1: 89' Drincic; 83' Vagner Love.
2008-
CSKA - Amkar 4-1: 45' Dzagoev, 50' e 75' Vagner Love, 89' Ignashevich; 37' Kushev.
Amkar - CSKA 3-3: 35' S. Volkov, 60' Dujmovic, 74' Peev; 23' Vagner Love, 65' e 69' Krasic.
2009-
CSKA - Amkar 1-0: 90' Necid.
Amkar - CSKA 0-0

E' la Khimki Arena ad inaugurare il Campionato Russo. Leonid Slutskiy ha deciso di far traslocare il suo CSKA dal mastodontico Luzhniki al gioiellino situato nella periferia della Capitale. E' un anno particolare, naturalmente non solo per questo, per il CSKA. L'anno scorso Giner ha annunciato tagli al mercato ed una maggior attenzione verso i giocatori giovani cresciuti nei vivai russi. Il mercato ha smentito il Presidente dei Kony: acquistato l'ivoriano Doumbia per luglio, a Mosca è arrivato il giapponese Keisuke Honda; con lui, a parametro zero, il portiere Sergey Chepchugov, eletto miglior estremo difensore della scorsa Pervij Division e Kirill Nababkin, pupillo del tecnico ex FC Mosca e Krylya Sovetov. La situazione degli Armejtsy è a tratti contraddittoria: sono una seria pretendente al titolo ed in nome della recente e passata tradizione non possono non esserlo; i soldi li hanno spesi, le individualità sono tra le più forti in gradi di calcare i campi della Russian Premier Liga ed in prestito in giro per il Mmondo hanno mandato gente capace di conquistarsi la Seleçao in passato come Daniel Carvalho e Vagner Love. Eppure questa squadra ha "qualcosina" che non convince .Non è impossibile capire cosa: la difesa è sempre la stessa, ha dimostrato di avere nella lentezza forse il meno terribile dei difetti (!), il che è tutto dire. Distratta, svagata, a tratti scellarata, la linea arretrata "guidata" da Sergey Ignashevich è il tallone d'Achille di una squadra che gioca troppo a sentimento. I rossoblù, tornati finalmente " a strisce" anche nella loro divisa, hanno l'errore facile nel proprio DNA; oltre a non rinforzare la difesa, il mercato invernale non ha provveduto a rinforzare la spina dorsale dell'undici titolare, che si trova privo di un inconstrista convinto e sprovvisto di un giocatore in grado di dettare i tempi alla squadra. Se Slutskiy facesse il Capello, arrretrando Honda come Don Fabio fece con Nakata per evitargli una drammatica concorrenza con Totti, forse le cose andrebbero un pò meglio, anche perchè dalla cintola in su,il CSKA ha un'abbondanza a tratti quasi irritante.
Chi probabilmente invidia l'abbondanza e la sproporzione di questo strano e sregolato CSKA é l'Amkar del disciplinato ed inflessibile Rashid Rakhimov. Dopo la sua sfortunata esperienza alla Lokomotiv Mosca, il tecnico che a Perm ha saputo regalare solo soddisfazioni vuole tenere i suoi sin dall'inizio il più lontano possibile dalla zona calda della classifica, magari approfittando dei problemi finanziari o di gioventù delle concorrenti. Vista la pochezza di alcune squadre, l'Amkar che sul mercato ha operato in maniera oculata può sicuramente ambire ad un posto nella pancia del gruppo, magari evitando la partenza sciagurata del 2009.N egli Urali è tornato la bandiera Popov, poco impiegato da Berdyev a Kazan e sono arrivati giocatori che potrebbero lottare per un posto nell'undici di partenza come Topchu e Dedechko. Da vedere il croato Knezevic, che potrebbe essere una delle rivelazioni stagionali per i rossoneri, visto che Rakhimov ha sempre avuto successo con i giocatori balcanici e slavi. La speranza è che si riveli un nuovo Drincic o un nuovo Dujmovic. Il mercato tuttavia non ha particolarmente rinforzato la squadra degli Urali, che necessita ancora di un esterno sinistro di centrocampo e di un centravanti che possa far rifiatare l'ormai 36enne Martin Kushev.


Sabato 13 marzo

11:00

Krylya Sovetov Samara - Zenit San Pietroburgo

Precedenti in RPL:
2002-
Krylya Sovetov - Zenit 1-0: 14' Gaucho.
Zenit - Krylya Sovetov 1-2: 37' Chirita; 39' Poskus, 80' Vinogradov.
2003-
Krylya Sovetov - Zenit 2-1: 27' Sousa, 30' Tikhonov; 50' Kerzhakov.
Zenit - Krylya Sovetov 2-2: 18' Mares, 45'+1 Spivak (rig.); 47' e 76' Karyaka.
2004-
Krylya Sovetov - Zenit 0-1: 63' Kerzhakov.
Zenit - Krylya Sovetov 1-2: 35' Mares; 50' Poskus, 86' Karyaka.
2005-
Krylya Sovetov - Zenit 3-0: 80' Kolodin, 90' Husin, 90'+2 aut. Mares.
Zenit - Krylya Sovetov 4-1: 9' Anyukov, 31' Denisov, 57' Spivak (rig.), 90' Sumulikoski; 71' Baba Adamu.
2006-
Krylya Sovetov - Zenit 3-2: 13' Medvedev, 18' (rig.) e 43' (rig.) Mudjiri; 9' (rig.) e 86' Kerzhakov.
Zenit - Krylya Sovetov 1-0: 81' Kerzhakov.
2007-
Krylya Sovetov - Zenit 1-3: 12' Bober; 24' Zyryanov, 37' Arshavin, 68' Pogrebnyak.
Zenit - Krylya Sovetov 1-1: 68' Pogrebnyak (rig.); 53' Branco.
2008-
Krylya Sovetov - Zenit 0-3: 16' Pogrebnyak, 64' Zyryanov, 75' Pogrebnyak.
Zenit - Krylya Sovetov 1-1: 13' Anyukov; 26' Taranov.
2009-
Krylya Sovetov - Zenit 0-1: 14' V. Bystrov.
Zenit - Krylya Sovetov 2-0: 57' Zyryanov, 68' Pogrebnyak.

Dal punto di vista strettamente mediatico, è quella di Samara la gara più attesa del primo turno di Russian Premier Liga. Si affrontano infatti due squadre che, per motivi opposti, talvolta agli antipodi, per poco non hanno monopolizzato il lungo precampionato. Inizia in riva al Volga l'avventura russa di Luciano Spalletti. Il mister di Certaldo potrà finalmente assaggiare il Calcio Russo. Dirigenti e tifosi della Capitale Storica della Russia da lui s'aspettano soltano il titolo. Nei quattro ritiri che hanno preceduto l'inizio ormai imminente della Premier, tanto s'è parlato di Spalletti, dei suoi metodi d'allenamento, del suo modo di far giocare la squadra, del suo apporto al Calcio Russo. Il tecnico italiano ha diviso la critica come solo i grandi sanno fare, ma senza mai cercare la battuta o la dichiarazione ad effetto. Luciano ha lavorato molto, ha lavorato duro per consegnare al Campionato uno Zenit che potesse somigliare sempre meno ad un cantiere aperto; i Meshki probabilmente usufruiranno della proproga sul mercato trasferimenti tesserando altri due giocatori di livello. Per il momento la rosa, con molta intelligenza e saggezza, non è stata rivoluzionata. Prelevato il laterale danese Lumb, promettente terzino in grado di sostituire lo sforfunato Kim Dong Jin e riportato a casa Sasha Kerzhakov, affiancato poi dal serbo Danko Lazovic che verrà utilizzato "alla Vucinic", Spalletti potrà contare sin da subito su di una squadra che non è stata sconvolta ma che deve assimilare la sua filosifia di gioco. Da valutare i carichi dei quattro stage invernali, che hanno visto uno Zenit non sempre brillare nelle amichevoli. E' importantissimo per Spalletti partire bene, visto che la critica a San Pietroburgo sa esser anche feroce e visto che dopo questa gara all'apparenza facile, l'inizio per i Meshki sarà il più duro tra quelli possibili ed immaginabili. Esser davanti fin dalle prime giornate vorrebbe dire spaventare le rivali.
Il Krylya Sovetov è la squadra che, come si è detto, ha conteso allo Zenit il ruolo della più chiaccherata del torneo in questi mesi che hanno preceduto l'inizio del torneo. La compagine di Samara è in grandissima difficoltà. Sembrava molto difficile anche un'iscrizione al Campionato,i l mercato non è mai stato aperto e Salugin,d i ritorno da Rostov, è l'unico "vero" acquisto per la squadra di Yuri Gazzaev (che oggi ha rinnovato per i prossimi tre anni). Nuovi e numerosi sponsor hanno assicurato una copertura finanziaria per il 2010 ,ma i vecchi debiti non sono ancora stati saldati. Soltanto da ieri i giocatori pare abbiano iniziato a vedere qualche rublo, il tutto dopo la minaccia di non scendere in campo. Ventiquattro giocatori iscritti al Campionato, un record negativo senza precedenti che proietta per demeriti sportivi il Krylya Sovetov nella storia della Premier Liga. Il cugino di Valery Gazzaev ha gli uomini contati; tanti i giocatori che hanno lasciato Samara in inverno: molti erano leader, membri importanti per un KS che al momento è la maggior indiziata a lasciare la massima serie russa. Solo per citare qualcuno, a Samara non giocano più Shishkin, Jarosik, Kalachev, Ignatjev, Kulik, Koller ed Adamov. L'attuale rosa farebbe forse fatica anche a ritagliarsi uno spazio proprio in First Division, proprio dove rischiano di finire le Ali se non dovessero saldare al più presto i debiti ed usufruire così del prolungamento della finestra di calciomercato, che chiuderà così tra poco meno di un mese.
Debutto all'apparenza facile per Spalletti, da incubo per il povero Yury Gazzaev.


13:15

Anzhi Makhachkala - Spartak Nalchik

Precedenti in RPL:
-

Eccoci servito un piatto che sarà un abituè della RPL 2010: il derby del Caucaso. Ormai le formazioni che rappresentano le città della Russia Meridionale (escludendo anche Rostov, che appartiene geograficamente ad un'altra regione) sono tante quante le moscovite. Ora non si può più parlare di un torneo dai tanti derby di Mosca: la sparizione dell'FC ha fatto salire a quattro le squadre caucasiche e ridotto proprio a quattro le rappresentanti della Capitale. L'Anzhi, vincitrice della First Division 2009, parte con i vicini di casa dello Spartak Nalchik. Entrambe sono due grosse candidate a lasciare il massimo torneo russo. Il mercato non ha portato i rinforzi attesi a Makhachkala, con i biancoverdi che inizieranno il torneo puntando forte sul blocco che ha fatto sì che i Daghi tornassero nella massima categoria russa dopo sette lunghi anni di assenza. Nel Daghestan, dove l'acquisto che più ha tenuto banco è stato quello che non c'è, ovvero quello del criminale marocchino Rabeh, arrivato, poi scappato e dileguatosi coi soldi del compagno di squadra Timonov, l'acquisto più caro è stato Holenda , centravanti ceco pagato allo Sparta Praga quasi 2 milioni di euro. La squadra allenato dal georgiano ex Roma Omari Tetradze è a forte matrice georgiana, un pò come lo Spartak Nalchik di Yuri Krasnozhan, dal quale i tifosi dei Kabardini si aspettano l'ennesimo miracolo,i l quinto di seguito. All'ombra dell'Elbrus sono arrivati tanti giocatori in prestito, tra cui Mandrykin e Dyadyun ed è stato riscattato Kontseladov dalla Lokomotiv. S'è puntato inoltre, come da tradizione, su qualche scommessa che lo snobbato tecnico promette di vincere ancora.


15:30-

Rostov - Tom Tomsk

Precedenti in RPL:
2005-
Rostov - Tom 2-0: 30' Buznikin, 55' Perez.
Tom - Rostov 1-2: 28' Demkin; 81' Perez, 85' Osinov (rig.).
2006-
Rostov - Tom 2-1: 4' Osinov (rig.), 84' Kruscic; 42' Skoblyakov.
Tom - Rostov 3-1: 9' Kiselev, 34' Pogrebnyak, 59' Kiselev; 31' Kanyenda.
2007-
Rostov - Tom 2-2: 14' Kalachev, 65' Vinogradov; 74' e 78' Kiselev.
Tom - Rostov 1-1: 44' Klimov; 83' Osinov.
2009-
Rostov - Tom 0-0
Tom - Rostov 2-1: 3' Klimov, 50' Maznov; 29' Gatkan.

Dopo aver allenato in First Division e nella vicina Krasnodar, Oleg Protasov, ucraino ed ex fuoricalsse del calcio sovietico, inizia la sua avventura in Russian Premier Liga. Arrivato al posto di Oleg Dolmatov tra lo stupore generale, Protasov ha davanti a sè un progetto ambizioso: il governatore della regione di Rostov se ha cacciato il buon Dolmatov lo si deve esclusivamente alle ambizioni di una squadra che vuole porsi come nuova leader della provincia russa. La regione del Mar Nero vuole tornare a dare soddisfazioni ad una tra le platee più calde ed appassionate del Paese. Dopo i fasti del Rostselmash, con partecipazioni in Europa e scontri con squadre come la Juventus di Ancelotti nell'Intertoto 1999, i gialloblù vogliono tentare il colpaccio, magari approfittando di qualche defezione di una delle grandi.In Russia, nazione dove spesso mancano vere e proprie squadre nel vero senso del termine, dove il Rubin è l'eccezione che s'esalta con la sua solidità e la capacità di preparare le partite, una compagine capace magari di trovare la giusta compattezza come il Rostov può fare un Campionato importante ,raggiungendo una salvezza tranquilla e sgambettando qualche grosso calibro. Ridimensionate realtà come Perm e soprattutto Samara, con l'FC Mosca sparito, il Rostov si pone - insieme al Saturn - come la prima tra le alternative alle sei sorelle. Tra il Don ed il Mar Nero sono arrivati giocatori come Khagush, Ghionea, Okoronkwo, Grigalava, Blatnjak, S. Ivanov, Pavlenko, Kalachev ed Adamov.
All'Olympik arriva un Tom che in trasferta ha sempre sofferto la lontanza dalla Siberia. La squadra di Nepomnyaschiy che si è puntellata con gli arrivi di Kovalchuk (ex Spartak) e Djioev, con l'acquisto di ben tre coreani e l'importantissimo ritorno di Kornilenko approccia la stagione in una maniera senza dubbio più serena di quella scorsa, monopolizzata da una situazione finanziaria pessima fino a luglio. Quest'anno c'è più stabilità ed i problemi finanziari paiono interessare altre concorrenti. Meglio tuttavia non abbassare la guardia, perchè dietro si sgomiterà.


Domenica 14 marzo

9:30

Sibir Novosibirsk - Terek Grozny

Precedenti in RPL:
-

Sono pronte a far valere il fattore campo contro una delle squadre più inadatte alle trasferte le Aquile della Siberia, all'esordio assoluto nella massima sera. Le gare interne, giocate nella città più grossa e rappresentativa della Russia Asiatica, devono essere un elemento da volgere a proprio favore per una squadra che un pò a sorpresa ha conquistato la promozione nell'elite lo scorso anno. I nomi di spicco del mercato di questa seconda squadra siberiana della RPL sono Kowalewski, indimenticato portiere un pò matto per anni allo Spartak Mosca; i difensori Valentic, Klimavicius ed Antipenko (in prestito dallo Spartak Mosca); gli esterni Astafjev e Chizhek, ex dell'FC Mosca, e giocatori avvezzi alle lotte nelle zone basse come gli attaccanti Igor Shevchenko ed Antipenko. Torna in A il bomber ex Saturn e Krylya Sovetov Medvedev, capitano e trascinatore del Sibir nella passata stagione.
A Novosibirsk arriva un Terek che dovrà tassativamente migliorare il proprio rendimento lontano da Grozny se vuol davvero dar conferma a quelli che sono stati i proclami iniziati al termine dello scorso torneo. Baidachnyj, successore di Grozny e Diniev, potrà contare su una rosa che ha cambiato matrice: da quella slavo-balcanica dell'anno scorso a quella sudamericana, con ben tre brasiliani ed altri tre sudamericani prelevati. Il fiore all'occhiello del mercato dei ceceni è il centrocampista Mauricio, arrivato dal Fluminense .Attenzione anche al boliviano Arce. Si spera che Asildarov mantenga la media realizzativa del finale dello scorso torneo; da Nalchik a parametro zero è arrivato anche Yatchenko, un valido terzino di spinta utilizzabile sia a destra che a sinistra. Hanno invece lasciato la Cecenia il portiere albanese Lika (peraltro mai utilizzato l'anno scorso), il terzino slovacco Zabavnik, il difensore centrale bulgaro Iliev, il colosso brasiliano Cléber ed i rumeni Petre, Margaritescu e Pancu. L'obiettivo della squadra cecena è vincere lo "scudetto" alle spalle delle sei sorelle. Nella platonica lotta le favorite sono Rostov e Saturn.


13:00

Rubin Kazan - Lokomotiv Mosca [diretta su SKY Sport 1 & su Pervij Kanal]

Precedenti in RPL:
2003-
Rubin - Lokomotiv 3-1: 45' (rig.) e 47' Roni, 56' J. Novotny; 22' Izmailov.
Lokomotiv - Rubin 1-1: 52' Buznikin; 90' Sharonov.
2004-
Rubin - Lokomotiv 0-0
Lokomotiv - Rubin 0-0
2005-
Rubin - Lokomotiv 3-1: 12' Ayupov (rig.), 34' Dominguez, 75' Bairamov; 80' Lebedenko.
Lokomotiv - Rubin 1-0: 56' Sychev.
2006-
Rubin - Lokomotiv 2-4: 5' e 53' Bairamov; 27' Sychev, 31' e 67' Loskov, 90' Bilyaletdinov.
Lokomotiv - Rubin 4-4: 34' e 45' Loskov, 57' Starkov, 81' Loskov (rig.); 33' D. Bazaev, 61', 68' (rig.) e 74' Dominguez.
2007-
Rubin - Lokomotiv 3-0: 1' Ryazantsev, 28' Budylin (rig.), 85' Yarkin.
Lokomotiv - Rubin 2-1: 21' Rodolfo, 78' Cocis; 33' Gilmullin.
2008-
Rubin - Lokomotiv 1-2: 35' Bukharov; 16' Odemwingie, 90'+3 Glushakov.
Lokomotiv - Rubin 0-1: 45'+1 Sharonov.
2009-
Rubin - Lokomotiv 2-0: 8' Semak, 47' Gokdeniz Karadeniz.
Lokomotiv - Rubin 2-1: 2' e 35' Odemwingie; 76' Salukvadze.

In una giornata già interessante già per i notevoli spunti offerti da ogni inizio di torneo ,non mancano nemmeno i big match che mettono di fronte alcune delle squadre favorite per la lotta al titolo. Rubin-Lokomotiv è uno (scopriremo in seguito non l'unico) di questi. La squadra allenata da Kurban Berdyev,p assato in due anni dall'essere un silenzioso e rigido allenatore turkmeno ad un asso della panchina capace anche di aprirsi con tifosi, giocatori e giornalisti sin a diventare anche simpatico, vuol a tutti i costi centrare un incredibile tris. Sarà dura: questa volta le concorrenti sembrano voler far sul serio ed allo stesso tempo sembrano anche intenzionate a smettere di sottovalutare i Tatari, trattandoli da favoriti del torneo. A Kazan non sono arrivati campioni: Tekke è un buon attaccante che magari con la fiducia di Berdyev ed il ritrovato tandem con Karadeniz, con il quale formava un tandem formidabile ai tempi del Trabzonspor, può segnare più di quanto ha fatto a San Pietroburgo. L'isrealiano Natkho è da scoprire, Jordi è una mezza scommessa al pari di alcuni giovani cresciuti nel vivaio del club del Tatarstan. Per la solidità, per la serietà, per la concretezza, per l'applicazione e la professionalità, il Rubin ha nelle corde un posto sul podio che varrebbe una terza partecipazione consecutiva alla Champions, visto che tra le sei che partono con più o meno chanches di successo,q uelli che sbagliano di meno sono proprio loro. Per vincere il titolo il Rubin però deve prendere da qualche uomo il talento e la classe che erano di quel Dominguez che ha deciso di dire basta con la Russia. Bukharov, già estremamente positivo nel 2009, deve imparare ad essere ancor più cattivo e cinico in questo 2010 anche per provare a vincere la classifica "bombardieri", così come Ryzantsev deve divenire un leader e Kasaev smettere di giocare a seconda di come mette il piede giù dal letto. I Campioni di Russia inoltre,p er tutta la prima fase del torneo, dovranno far a meno di Sharonov, operato ai legamenti del ginocchio.
Inizia con un esamone la stagione dei Ferrovieri allenati da Yury Semin. Dopo il podio sfiorato ed i tanti rimpianti del 2009, iniziato male e fatto di tante, troppe occasioni buttate via, i tifosi vogliono finalmente tornare a vivere qualcosa d'importante. Byshovets nel 2007 è stato l'ultimo a regalare un trofei, ma la Kubok Rossii non è abbastanza. Il podio è l'obiettivo minimo. Naumov, che ha speso ma anche rimpianto i mancati arrivi di Pavlyuchenko (rimpiazzato dal giovane brasiliano Maicon) ed Izmailov, pretende che la sua Loko sia costantemente in lizza per il titolo. Cosa che probabilmente avverrà, vista la presenza sin dall'inizio del torneo di un tecnico esperto e navigato come Semin, che da 10 anni buoni a questa parte, se escludiamo la disastrosa parentesi alla Dinamo Mosca nel 2006, lotta costantemente per il titolo, sia in Russia che in Ucraina. A Cherkizovo, oltre al già citato Maicon dal Flu, sono arrivati Aliev dalla Dynamo Kiev, Tarasov, Ignatjev ed Ilic. Un mercato in cui la Loko ha speso e forse avrebbe voluto spendere ancora di più, ma dove ha saputo pescare bene a parametro zero. Gli infortuni potrebbero essere un leggero handicap all'inizio. Rodolfo è fuori al pari del trequartista Wagner ed altri giocatori non sono dati in grandissime condizioni. Efimov s'è nuovamente rotto. Tantissimo ci si aspetta da Sychev ,diventato capitano ed all'ultima vera occasione per consacrarsi e Gatagov, che all'inizio potrebbe giocare costantemente titolare, ma che deve guardarsi le spalle da altri compagni di squadra.


14:15

Alania Vladikavkaz - Saturn Ramenskoe

Precedenti in RPL:
2002-
Alania - Saturn 0-1: 56' Gorshkov.
Saturn - Alania 1-0: 25' Muratovic.
2003-
Alania - Saturn 1-0: 68' Chochiev.
Saturn - Alania 2-2: 2' Medvedev, 79' Pusineri; 45' Dadu, 50' C. Tudor.
2004-
Alania - Saturn 0-3: 27' e 40' P. Bystrov, 81' Rogachev.
Saturn - Alania 5-1: 34' P. Bystrov, 43' Zhitnikov, 70' e 84' Kanchelskis, 90'+2 Barijo; 63' Korytko.
2005-
Alania - Saturn 1-1: 90' Dadu; 27' F. Bareiro.
Saturn - Alania 3-1: 10' Shirokov, 42' Geder, 54' Pavlovic; 84' Gogniev.

Dopo 5 anni, Vladikavkaz torna ad assaggiare il grande calcio. Dopo la promozione sfumata nell'ultima giornata della scorsa 1st Division, le note vicende dell'FC Mosca hanno permesso alla squadra della Repubblica dell'Ossezia del Nord/Alania di tornare tra le grandi; tornare per rimanerci e non per essere una toppa ad un torneo mutilato. Per questo motivo a Vladikavkaz è stato chiamato Vladimir Shevchuk, fedelissimo di quel Valery Gazzaev, nato a Vladikavkaz e capace di portare il titolo all'ombra del Kazbek nel 1995. Giocatori nuovi per la Premier sono arrivati. Vestiranno la maglia giallorossa gente come Khomich, Akés Dacosta, Nizamutdinov e Serhiy Kuznetsov. E' stato acquistato dallo Sheriff il difensore togolese Mamah ed è arrivato in prestito dal Monaco l'ex Kuban Sani Kaita. L'Alania ha nella salvezza l'unico obiettivo. La rosa non è nè superiore e nè inferiore a tante squadre del torneo. La differenza la farà come sempre il "manico".
Trasferta da prendere quindi con la relativa accortezza del caso per il Saturn,s quadra esperta, non a caso denominata "cimitero degli elefanti", che inizia il proprio torneo in uno stadio caldo che spingerà cone non mai gli uomini di casa. A parte Boyarintsev e Jakubko, l'ottimo Gordeev, votato da alcuni come miglior allenatore di Russia, non potrà contare su volti nuovi,per un organico che lo scorso anno ha trovato una buona quadratura del cerchio. Come già detto in precedenza, l'obiettivo del Saturn è inserirsi nella lotta per l'Europa League.


17:00

Spartak Mosca - Dinamo Mosca

Precedenti in RPL:
2002-
Spartak Mosca - Dinamo 1-0: 66' Danishevskiy.
Dinamo - Spartak Mosca 0-1: 82' Beschastnykh (rig.).
2003-
Spartak Mosca - Dinamo 2-1: 42' Kovtun, 50' D. A. Smirnov; 44' Korchagin.
Dinamo - Spartak Mosca 3-2: 4' Korchagin, 18' Bulykin, 88' Harlachev; 67' Moises, 82' Titov.
2004-
Spartak Mosca - Dinamo 2-2: 31' Kalinichenko, 42' Parfenov rigore; 12' Yashin, 50' Zboncak.
Dinamo - Spartak Mosca 1-1: 15' Beschastnykh; 25' Cavenaghi.
2005-
Spartak Mosca - Dinamo 5-1: 16' e 31' Cavenaghi, 34' e 56' Boyarintsev, 86' C. Rodriguez; 13' Ribeiro.
Dinamo - Spartak Mosca 0-1: 79' Pavlyuchenko.
2006-
Spartak Mosca - Dinamo 3-2: 21' Pavlyuchenko, 75' Boyarintsev, 79' Mozart rigore; 36' Danny, 58' Derlei.
Dinamo - Spartak Mosca 0-0
2007-
Spartak Mosca - Dinamo 2-1: 25' Pavlyuchenko, 52' Welliton; 70' aut. Ra. Kovac.
Dinamo - Spartak Mosca 0-1: 80' Titov.
2008-
Spartak Mosca - Dinamo Mosca 1-1: 79' Dzyuba; 22' Kerzhakov.
Dinamo - Spartak Mosca 4-3: 15' Genkov, 32' Danny, 67' Genkov, 69' Danny; 16' V. Bystrov, 65' Pavlenko, 78' Welliton.
2009-
Spartak Mosca - Dinamo 0-2: 28' L. Fernandez, 89' Kokorin.
Dinamo - Spartak Mosca 1-1: 8' Ropotan; 73' Bazhenov.

Poteva mai mancare il derby storicamente più sentito della Capitale a rendere ancor più vibrante questa prima giornata che sa tanto di abbuffata?I l match che chiuderà il programma di quest'interessantissimo primo turno non ha bisogno di uilteriori presentazioni. Dinamo e Spartak hanno una fame da lupi e vogliono tornare a regalare ai tifosi le indimenticabili gioie che stanno divenendo troppo sbiadite nell'album dei ricordi. Hanno poche scuse i padroni di casa. Dopo l'ennesimo secondo posto, il quarto nelle ultime cinque stagioni, lo Spartak non può nascondersi. Se il titolo è sempre l'obiettivo dei Myaso e se anche una stagione positiva come quella passata ha comunque lasciato l'amaro in bocca ai rossobianchi, quest'anno l'obiettivo è uno ed uno solo. Il mercato invernale a dire il vero non ha portato i rinforzi che i tifosi s'aspettavano e che Karpin prometteva. Il dilemma portiere rimane tutt'ora, con Pletikosa che vorrebbe e potrebbe tanto esser titolare se noin esistesse la famigerata norma sulla limitazione degli stranieri. La difesa è rimasta praticamente identica e Karpin, almeno di qui all'estate, dopo la quale i rinforzi diverranno obbligatori visto l'impegno in Champions, s'aspetta il massimo da capitan Jiranek,l a maturazione definitiva di Parshivlyuk e Makeev ed un graduale inserimento del promettente ceco Suchy. Se ciò non dovesse avvenire, per lo Spartak rischia di compromettere nuovamente la sua rincorsa al titolo che manca da quasi dieci anni. Ricordiamo che uno degli altri acquisti, il centrocampista montenegrino Nikola Drincic ha riportato la rottura (la seconda in un anno) dei legamenti del ginocchio. Attesa per l'attaccante brasiliano Ari,a cquistato dall'AZ Alkmaar e da sempre pallino del tecnico Karpin. Nessuna squadra di vertice ha mai puntato così tanto sui brasiliani. Ibson scalpita e vuol far vedere ai tifosi di cosa è capace, mentre ALex è atteso ad una riconferma dopo la sontuosa stagione 2009, nel corso della quale ha segnato e dato modo a Welliton di vincere la classifica cannonieri. Sono proprio questi ultimi i veri valori aggiunti della squadra del Popolo.
Al Luzhniki arriva una Dinamo Mosca nuova di zecca e che ieri per bocca della propria dirigenza non ha fatto alcun mistero di puntare ad obiettivi di vertice. Partito Kerzhakov, è tornato Semshov; per contro a garantire solidità ,quantità,qualità e dinamismo sono arrivati giocatori come Epuraenu, Samedov, Rebko, Cesnauskis e Voronin. La Dinamo di Andrey Kobelev ha l'obbligo di cancellare la sciagurata scorsa stagione. I Poliziotti non hanno una stella capace di offuscare gli altri giocatori dell'organico, hanno veterani come Khokhlov e Semshov, ma sono privi del giocatore geniale capace di cambiarti una partita. Cercheranno di imitare il primo Rubin di Berdyev. Lo scudetto sarebbe troppo, mancando alla squadra l'appeal e l'eye of tiger indispendabile per la vittoria, ma la squadra che fu di Yashin non può e non deve partire battuta dall'inizio.





* I precedenti si riferiscono solo ed esclusivamente alle sfide di RPL a partire dalla stagione 2002, anno nel quale si è disputata la prima Russian Premier Liga con l'attuale formato; sono esclusi quindi i precedenti nel Campionato Sovietico, nel Campionato Russo dal 1992 fino al 2001 compreso, nelle Coppe nazionali ed in qualsiasi altra competizione.